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Anno XIX- giugno 2011 - n. 256

pag 18-22 _

Roma consuma

I like (?) pag 29 _ design per social network Dal rifiuto alla discarica pag 47 _ I fondali del Lazio pag 12-14 _

www.nuove-proposte.com


Nuove Proposte |

_ iugno ‘11

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| Editoriale e periscopio

| Attualità

4 _ Oggi scelgo (b)io 5 _ Il velo di Maya

6 _ Silenzio: ci sono i referendum 8 _ Un delicato restauro Contro l’analfabetismo economico 9 _ Storie di ordinaria privazione 10 _ Bio Energia 11 _ Per un pugno di voti 12 _ Quando il cassonetto è colmo… 14 _ Paradiso nascosto 15 _ Nuovo cinema italiano 16 _ Cosa è la Kabbalah? 17 _ Disastro Colposo 18 _ Come acquistiamo? 19 _ Mercato che vai, prezzo che trovi 20 _ Il nostro pane “quotidiano” 21 _ Detersivo ben spillato 22 _ Dalla parte consumatore

| La nostra proposta

| A tu per tu

23 _ Più libertà al nostro domani

24 _ Dalla periferia a Piazza Exed(ra) | Focus 25 _ Gas, energia del consumo critico 27 _ Una scelta (BIO)logica

33 | Arti & culture

29 _ I like (?) 30 _ Laboratorio di immagini 31 _ Lacrime e sangue sulla Palestina Non c’è solo il Cupolone 32 _ Dove il teatro è di casa 33 _ Welcome back Italy 34 _ Risveglio Rock 35 _ L’amore folle 36 _ Luglio? Suona bene! Aspettando Fiuggi 37 _ Nerone, tra storia e mito 38 _ Elogio della bellezza Dove si poggia il cielo 39 _ Filo dopo filo | Tech & business 40 _ Questione di infrastrutture 41 _ Scripta manent 42 _ Gioiellino targato Google 43 _ Nuda certezza | Modi & Mode 44 _ Di che costume sei? 45 _ La bellezza non va in vacanze 46 _ Fragrante…da millenni 47 _ Sport o vacanza organizzata? Passeggiate metropolitane 48 _ Ludika1243 Pesce e sano divertimento

| Post it

49 _ Agenda / Auguri 50 _ Auguri / Oroscopo

direzione editoriale | Borgia Edizioni | borgia@nuove-proposte.com direttore responsabile | Luigino Borgia | direttore@nuove-proposte.com direttore | Andrea Riccio | ariccio@nuove-proposte.com vicedirettore | Mario Russo | mrusso@nuove-proposte.com assistente editoriale | Pierpaolo Polcaro | ppolcaro@nuove-proposte.com art director | Stefano Greco, Alessandro Borgia | capiredattori | Francesca Carli, Andrea Vitale | fcarli@nuove-proposte.com avitale@nuove-proposte.com segreteria di redazione | Lina Borgia | redazione@nuove-proposte.com lettori@nuove-proposte.com hanno collaborato a questo numero: | Angela Abozzi, Rosalba Abozzi, Piero Ambrosi, Fernanda Annicchiarico, Luigi Bernardi, Riccardo Borgia, Beatrice De Sanctis, Carlo Franciosa, Iwona Grzesiukiewicz, Priscilla Rucco Buzzantro, A.Rita Scheri, Marinella Sicuso, Tommaso Travaglini, Michele Trotta, Luciana Zanuccoli | fotografo | Alessandro Giustiniani | pubblicità in proprio Tel. : 06 43598964 / 43683672 Mobile : 335 6611311 direzione e amministrazione Via L.V. Bertarelli, 29/i - 00159 Roma Tel. 06 43598964 / 43683672 Fax 06 43566719 www.nuove-proposte.com abbonamento (spedizione postale) annuo ordinario euro 30,00 annuo sostenitore euro 60,00 per abbonamenti: Codice IBAN: IT56 B050 3503 2011 1857 0266 387 VENETO BANCA Fil. Roma Tiburtina Nuove Proposte Via L.V. Bertarelli, 29/i - 00159 Roma iscrizione nel registro stampa del tribunale di Roma n. 660/92 del 19/12/1992 stampa C.S.R. La riproduzione di testi e immagini deve essere autorizzata per iscritto dall’editore. La responsabilità dei contenuti dei testi è esclusivamente degli autori. Salvo accordi scritti o contratti di cessione copyright, la collaborazione è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Finito di stampare: giugno 2011 Si ringraziano gli inserzionisti pubblicitari per il loro contributo che consente la pubblicazione e la diffusione di questo periodico.

Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana


_ ggi scelgo (b)io Vivere bene, mangiando bene

Direttore Responsabile Luigino Borgia

C’

era una volta un gruppo di informatici che lavoravano in una grande azienda chiamata Eutelia. Un giorno è arrivata la cassa integrazione, lasciandoli senza lavoro e senza scopo; senza quella routine scandita dagli orari fissi, dalle relazioni, dall’alzarsi presto al mattino con uno scopo. Ma gli ex lavoratori Eutelia non si sono dati per vinti e, mentre continuavano la rivendicazione dei loro diritti, hanno dato vita a EutOrto, un orto che produce solo frutta ed ortaggi naturali all’interno dell’Istituto

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di Agraria. Col tempo EutOrto è diventato un impegno e una passione, che li ha spinti a produrre olio, vino, conserve e a realizzare cibi squisiti con i frutti del loro orto. C’erano una volta due giovani ragazzi africani che lavoravano a Rosarno nei giorni delle rivolta e che dalla Calabria sono dovuti andar via. Sono arrivati a Roma e, grazie ad un progetto di microreddito, hanno scoperto un talento e una fonte di sostentamento. I due ragazzi, che oggi sono tre, preparano yogurt biologico e, mentre il latte pian piano comincia a bollire, raccontano la loro storia. E sostengono l’ambiente, vendendo il loro yogurt rigorosamente in vasetti riciclati. Tanto da innescare una vera e propria “raccolta del barattolo” in alcuni GAS della Capitale. Sembrano storie rare, casi isolati, piccole oasi felici all’interno di una città e di un mondo che mangiano male senza curarsi dell’ambiente. Invece, a ben vedere, a Roma esiste una compagine ben nutrita, di nicchia per definizione, di adepti dei prodotti bio, eco-sostenibili

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e a basso impatto. E la città che li ospita, purtroppo con un afflato altrettanto di nicchia, sa bene come accontentarli. Sebbene nascosti ai più, la nostra città è infatti piena di luoghi, iniziative e piccole realtà che promuovono e favoriscono il mangiar sano e sostenibile, con un occhio al gusto e l’altro all’ambiente. Dai gruppi di acquisto solidale, che ormai sono una realtà consolidata in ogni municipio o quasi, al “mercato del contadino” che ogni sabato e domenica colora le vie intorno al Circo Massimo, fino agli orti sociali, che mirano alla coincidenza tra produttore e consumatore. Scelte di produzione e di consumo a filiera corta e cortissima, in un circolo virtuoso che aiuta il benessere promuovendo uno stile di vita sano che passa per l’alimentazione, la tutela per l’ambiente e la solidarietà. Ma che passa soprattutto per la responsabilità verso noi stessi, verso gli altri - già presenti o che verranno - e verso il pianeta. Perché in fondo siamo quello (e come) che mangiamo.


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_ l velo di Maya

Quello che i cittadini non devono sapere…

Direttore Andrea Riccio

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o sempre trovato l’espressione “teatrino della politica” di una bruttezza senza eguali. Evito, da sempre, di scriverla nei miei articoli, di pronunciarla addirittura. Perché sa di trito, di banale, di logoro. Eppure se penso a quanto noi italiani abbiamo visto, sentito, sopportato in quest’ultimo mese di campagna elettorale spinta - e a pochi giorni dai referendum - non mi viene in mente niente di meglio (sarà forse perché sono senza parole?) di una squallida pantomima, un “teatrino” appunto. Ho

sempre avuto la convinzione - e ahimè continuo ad averla - che chi è preposto a governarci debba rappresentare il meglio, e rappresentarci al meglio. Un gruppo di eletti, concretamente attraverso le urne e idealmente in termini di virtù. Ma se guardo all’odierna classe politica, tutto sembra urlare il contrario della mia tesi. Campagne elettorali a suon di colpi bassi, di calunnie, di attacchi personali, di assenza di programmi politici. Propaganda per un pugno di voti, palese insulto all’intelligenza dei cittadini, silenzi colposi e vacue chiacchiere da bar. E poi ignoranza. Tanta ignoranza. Passare giorni a dibattere se sia il caso o meno di spostare due ministeri a Milano (quali in realtà non è nemmeno stato pensato) e sprecare fiato a contestare o approvare questa suggestione estemporanea che non poggia su alcun fondamento politico mentre fuori - nel mondo della vita vera - impazza la corsa ai ballottaggi, e c’è un Paese intero che ha bisogno di risposte concrete sui temi del lavoro, della

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casa, della sanità, dell’istruzione, è assolutamente ridicolo. E soprattutto alimenta quella spirale di disinformazione (voluta?) già ampiamente messa in moto dall’assenza di programmi o proposte politiche di sorta. La stessa disinformazione che ha avvolto di silenzio istituzionale gli imminenti referendum abrogativi, confinati nei buchi del palinsesto, ad orari improbabili. Nondimeno a me sembra che si tratti di temi importanti - acqua pubblica, nucleare, legittimo impedimento - e di “interesse generale”. Non posso e non voglio pensare che questo silenzio sia direttamente proporzionale alla rilevanza dei quesiti proposti. Ma se così fosse e se loro ci considerassero talmente buoi da supporre la non esistenza di una cosa di cui non si parla in televisione, beh allora la nostra possibilità di farci sentire è proprio questa. Andiamo compatti a dire la nostra a questi referendum, votiamo, tutti. Perché se la politica latita, se gli uomini politici non esistono più, di certo esistono i cittadini, con le loro storie, le loro difficoltà, i loro diritti.

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| Roma & Co.

_ ilenzio: ci sono i referendum Si vota, ma molti non sanno per e su che cosa _ di Mario Russo

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ncora silenzio sui referendum. TV, e media in generale, continuano a far finta di nulla. Si continua a discutere su chi vince e su chi perde, stavolta a livello locale, e ad accaparrarsi le poltrone, nessuno escluso. Eppure, salvo sorprese o “miracoli” dell’ultimo momento, domenica 12 e lunedì 13 giugno saremo chiamati ad esprimerci su ben quattro quesiti. Sul numero del mese scorso abbiamo pre-

sentato, a grandi linee, temi e leggi oggetto dei referendum. Questa volta oltre a ricordarli brevemente daremo delle semplici “istruzioni per l’uso”. Ricordiamo, innanzitutto, che il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (articolo 75 della Costituzione) permette di abolire una legge - o parte di essa - già esistente. Questo tipo di referendum si basa sulla doppia negazione, in pratica votando “SI” si dice di voler eliminare (abrogare) la legge in vigore, votando “NO”, al contrario, si dice di voler mantenere la legge. È indispensabile ricordare anche che, affinché i referendum abrogativi abbiano effetto, occorre che la percentuale dei votanti raggiunga il 50% più uno degli aventi diritto al voto, il cosiddetto quorum. I primi due quesiti riguardano la privatizzazione dell’acqua. In particolare: il primo riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Ma per meglio capire di che cosa si tratta, facciamo riferimento al comma 5 del decreto sul quale siamo chiamati ad esprimerci: “ferma restando

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la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati”. La scheda è di colore ROSSO. Il secondo riguarda l’abrogazione parziale della norma circa la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito (garanzia di profitto, per il gestore, sulla tariffa dell’acqua). La scheda è di colore GIALLO. Il terzo dei quattro quesiti, particolarmente lungo e articolato, punta ad abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. È il cosiddetto “referendum sul nucleare”. La scheda è di colore GRIGIO. L’ultimo riguarda il “legittimo impedimento” del Presi-

alcuni dei quattro quesiti e non obbligatoriamente per tutti. Gli elettori, per poter esercitare il loro diritto

dente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale in caso di “concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per legge, nonché di ogni attività coessenziale alle funzioni di Governo”. La scheda è di colore VERDE CHIARO. Un’altra cosa utile da ricordare è che è possibile votare anche soltanto per

di voto, dovranno esibire la tessera elettorale personale e un documento di riconoscimento valido. Possono votare per il referendum tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del comune italiano di residenza che abbiano compiuto 18 anni entro il primo giorno previsto per le votazioni. In questo caso il 12 giugno.

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| Roma & Co.

_ n “delicato” restauro

Polemiche sui finanziamenti di Della Valle per rifare il look al Colosseo _ di Anna Rita Scheri

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er il restauro delle grandi opere, è risaputo, si parla sempre di grandi investimenti. Ancor di più se ad aver bisogno di un lifting è il Colosseo. Diego Della Valle, patron della Tod’s, lo sa bene e, per finanziare il piano degli interventi per il restauro dello storico monumento romano, ha messo disposizione 25 milioni di euro. Un progetto appoggiato dal sindaco Alemanno e dai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e ai Beni Culturali e Ambientali, Francesco Giro. Il Piano degli interventi, elaborato dal commissario delegato per le aree archeologiche di Roma E-book | e Ostia antica, Roberto Cecchi, che ha firmato l’accordo assieme alla soprintendente per i beni archeologici di Roma, Anna Maria Moretti, prevede che la somma venga versata per i previsti 8 anni di lavoro. Nella grande impresa del restauro dei monu-

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menti di Roma, il Comune ha sempre grosse difficoltà di reperimento fondi ma, stavolta che i soldi sono stati trovati, la Uil ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti accusando della Valle di aver

condizionato l’accordo all’utilizzo commerciale dell’immagine del Colosseo per la sola Tod’s per 15 anni, escludendo in questo modo la Volkswagen che si è vista sospendere la possibilità di usare

il monumento. E mentre il sindaco Alemanno si indigna dichiarando “Tutto è stato fatto nella massima trasparenza”, il Pd si associa alla Uil contro la Tod’s. “I fondi che le piccole e grandi aziende investono nella cultura e nel sociale sono utilissimi ma una cosa è dire che l’idea di coinvolgere i privati nell’ambito culturale, anche con un ritorno economico, sia giusto ed utile, altro è il farlo diventare una costatante per altri scopi seguendo scorciatoie”, afferma Paolo Masini, consigliere del Pd del Comune di Roma. “Prima i dubbi sull’accordo scritto, ora l’esposto della Uil: sulla questione del Colosseo è importante vederci chiaro, per scongiurare il rischio che il privato si ‘intrufoli’ in modo non chiaro negli investimenti, con il rischio che l’aspetto commerciale sormonti quello culturale. Sia chiaro, ben venga l’intervento del privato nell’ambito culturale, ma l’amministrazione pubblica non può restare in finestra a guardare”. E allora, non ci resta che attendere che si giunga ad un accordo favorevole in primo luogo ai cittadini.

ontro l’analfabetismo economico Banca Marche promuove l’educazione finanziaria _ di Andrea Vitale

e nel passato analfabeta era colui che non sapeva né leggere né scrivere, oggi la sventura consiste nell’analfabetismo economico. Questa massima descrive bene il perché della “Settimana dell’ Educazione Finanziaria”, l’iniziativa condotta da Banca Marche in oltre 20 scuole superiori della regione per insegnare ai ragazzi le nozioni finanziarie di base. Nei giorni scorsi alcune classi dell’I.P.S.S.A.R. - Istituto Professionale Statale per i Servizi Alberghieri Amerigo Vespucci di Roma hanno seguito una lezione di educazione finanziaria tenuta dal direttore della filiale di Roma Ag 16 di Banca Marche

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Via Tiburtina 533/535, Giuseppe Moscatelli, unitamente a Damiano Colabene, addetto mass market della medesima filiale e a Federica Taravacci e Gaetano Maria Piazzolla della Dire-

zione di Zona. Ai ragazzi è stato spiegato il funzionamento dei principali prodotti bancari, dal conto corrente alle carte di pagamento, così come attraverso un linguaggio semplice ed un approccio informale e concreto - è stato spiegato il valore del risparmio e della gestione responsabile del dena-

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ro. Al termine della lezione sono stati regalati ai ragazzi alcuni gadget e lanciato un concorso tra gli studenti che premierà coloro che nel corso della prossima estate faranno le foto o i video più originali e divertenti indossando la maglietta My donata da Banca Marche. La “Settimana dell’Educazione Finanziaria” sta riscuotendo un notevole interesse tra studenti e docenti, successo che ha portato a prolungare l’iniziativa da una settimana a un mese. Banca Marche ha scelto di sostenere la crescita della cultura finanziaria dei giovani nella convinzione che un cittadino meglio informato sia più consapevole e soddisfatto delle sue scelte finanziarie e della sua banca.


Roma & Co. |

_ torie di ordinaria privazione Soppresso un importante servizio per i cittadini del III Municipio

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_ di Priscilla Rucco Buzzantro

l famoso vanto di Roma, rappresentato dal “trasporto gratuito a chiamata” del III municipio, ha visto la sua lenta ed inesorabile fine a causa di assenza dei fondi; sebbene per i malati del centro diurno di Alzheimer il servizio continuerà fino al 31 luglio. I disabili, i malati e gli ultra-sessantacinquenni che, soprattutto nel periodo estivo , necessitano di questa agevolazione, hanno

perso un grande impegno della Capitale, oltre che un doveroso aiuto nei loro confronti. Nulla si sa sulla fine che faranno i 5 mezzi

di trasporto che erano stati messi a disposizione per il servizio, due dei quali dediti al trasporto di persone con gravi handicap. Anche i numeri telefonici sono stati soppressi e alle numerose persone con problemi sanitari di ogni tipo non resta che “muoversi” autonomamente. La preoccupazione delle famiglie e dei portatori di handicap in vista dell’estate sembra aumentare anche a causa della riduzione che annualmente avviene (di solito a fine giugno e per tutto il periodo di agosto) degli autobus. ATAC SpA, insieme al Comune di Roma, ha istituito da diversi anni un numero verde (8004695401) per persone con gravi problemi motori, un servizio a chiamata, garantito per gli spostamenti come da casa a scuola, al lavoro o presso le strutture ospedaliere o riabilitative. Oltre il 70% dei mezzi Atac è stato adeguato per supportare ogni necessità dei diversamente abili; basti pensare agli autobus in via di sperimentazione che comunicano tramite messaggio vocale le fermate, permettendo così anche ai non vedenti la possibilità di prendere i mezzi di trasporto. La soppressione di un servizio di tale impor-

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Pedana per disabili | tanza per il III Municipio è un problema serio. La speranza è che sia presto riattivato, vista la recente approvazione del Piano di Intervento Sociale, fortemente voluto dall’assessore regionale alle Politiche Sociali e Famiglia, Aldo Forte, approvato lo scorso 10 maggio, con uno stanziamento di oltre 127 milioni di euro soprattutto per i servizi sociali, dei quali 51 milioni andranno per il sostegno alle strutture e alle attività che garantiscono un aiuto ai portatori di handicap. Siamo sicuri che con questo contributo importante alle politiche sociali il servizio del III Municipio verrà ripristinato a breve.

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_ io Energia Roma apre ai pannelli solari _ di Priscilla Rucco Buzzantro Rosalba Abozzi

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fruttare la potenza della natura, questa è la parola d’ordine del Comune di Roma che da qualche tempo ha promesso di utilizzare i pannelli solari fotovoltaici per risparmiare energia. Scuole, asili nido, palestre, centri commerciali con l’aiuto del Comune dovrebbero “innalzare” sui loro tetti i pannelli necessari per produrre energia. Le buone intenzioni del Sindaco e della Giunta capitolina non mancano, ma bisogna vedere se, una volta realizzati tali impianti, vengano poi realmente messi in funzione dall’Acea Reti e Servizi Energetici SpA. In Germania l’utilizzo di questi impianti è diffusissimo per  ragioni soprattutto economiche; infatti installando tali impianti vi è un abbattimento pressoché totale dei consumi di energia elettrica per circa 25 - 30 anni, in più vi è la possibilità di guadagnare anche qualche soldo rivendendo l’energia prodotta alle varie società elettriche distribuite sul mercato. Il costo dell’installazione è fino ad oggi abbastanza elevato (pari al costo di un’ utilitaria), ma sono previsti dei rimborsi da parte dello stato per ammortizzare le spese. è del 5 maggio scorso l’inaugurazione del più grande impianto fotovoltaico costruito fino ad oggi nella Capitale, alla quale hanno

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presenziato le alte cariche dell’ Acea e il sindaco di Roma Alemanno. La struttura è stata posizionata sui tetti del centro commerciale Commercity e servirà per alimentare tutta la rete elettrica del XV Municipio. Anche sulla scuola Falcone Borsellino, nel III municipio, è stato installato un impianto

fotovoltaico da svariati mesi, ma ad oggi ancora non è stato attivato. Abbiamo provato a contattare il Comune di Roma e l’Acea, ma non abbiamo avuto risposte concrete né date precise sul se e quando questo impianto verrà messo in uso, si spera per l’inizio del nuovo anno scolastico, I pannelli solari fotovoltaici non servono solo per produrre energia elettrica, ma anche per il riscaldamento compresa l’acqua calda; insomma ancora una volta la natura ci ha regalato la possibilità di estrapolare,

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E co B ra _di Fernanda Annicchiarico Il rispetto dell’ambiente è ormai ai primi posti dell’interesse comune, numerose infatti sono le iniziative che cercano di coinvolgere quanti più cittadini possibili per far nascere una sensibilizzazione sempre più forte. L’ultima valida iniziativa è quella proposta da una società leader nella raccolta e nel recupero dei materiali, in collaborazione con una delle ditte in frachising di intimo più famose in Italia. Quante donne hanno a casa reggiseni ormai vecchi, destinati alla spazzatura? Ed è proprio questo il punto forte dell’ iniziativa! Infatti i vecchi reggiseni vengono raccolti e “rottamati” dando il diritto ad uno sconto di 3 euro sull’acquisto di un capo nuovo, ma venendo anche riciclati per la realizzazione di pannelli isolanti e fonoassorbenti, estremamente importanti e necessari per attenuare l’inquinamento sonoro. Sono piccole iniziative che contribuiscono di sicuro a rendere un tema come riciclo più a portata di ognuno di noi. In fin dei conti è vero che riciclare conviene! _attraverso l’ingegno dell’uomo, un futuro carico d’energia.


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_ er un pugno di voti Quanto rende parlare a sproposito di Roma? _ di Piero Ambrosi

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ualcuno si era illuso davanti alla volontà apparentemente unanime di riconoscere per legge il nuovo status di Roma Capitale, alla stregua delle altre grandi metropoli europee. Finalmente lo Stato italiano, in prossimità dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità nazionale, voleva ricostruire il profilo legislativo e amministrativo di Roma, attribuendole funzioni, risorse e caratteristiche consone alla sua più che secolare missione di Città cuore del Paese. Vero è che tra molti rappresentanti della Giunta e dell’Assemblea capitolina era sembrata emergere più la preoccupazione di una promozione che quella di disegnare e adeguare compiti e prospettive di una Capitale moderna, innovativa e solidale. Ma tutto ci saremmo aspettato tranne che riascoltare triti luoghi comuni, noiose repliche di denigrazioni di Roma e dei romani, con un armamentario logoro, per cercare facili consensi, presumibilmente più permeabili alla vis polemica contro i simboli dello Stato unitario. La

proposta di sottrazione spaziale di alcuni ministeri a Roma per trasferirli a Milano, agitata nel vivo del ballottaggio per l’elezione del nuovo Sindaco del capoluogo lombardo, pur tirandoci fuori dal merito della competizione amministrativa, fa riflettere su quanta poca considerazione ci sia tra quanti se ne sono fatti ineleganti paladini per il ruolo civile e istituzionale di Roma e anche per l’intelligenza degli italiani. Possibile che agli autori di quest’ennesima provocazione non sia venuto in mente che sarebbe stata accolta per quello che è, un ritornello strumentale per acchiappare quel pugno di voti in più, magari sufficiente a vincere la partita comunale di Milano. Questo avrà capito la più parte dei nostri connazionali, ma ai romani avrà ancor più pesato l’offesa di esser considerati strumenti inanimati di un copione, ormai andato a male. Qui non si tratta di difendere privilegi o interessi locali, ma prevale il rifiuto di veder bandite a buon mercato questioni che richiederebbero la traduzione di una cultura di governo e non il rifugio in una scadente propaganda. Viene anche il dubbio sull’autenticità del sen-

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timento antiromano, quella spinta, rilevata da alcuni opinionisti, a farsi belli con le comunità del Nord annunciando di voler togliere qualche ‘pezzo’ a Roma. Come se la riforma della pubblica amministrazione, il sostegno a robuste politiche nazionali, la qualità dei servizi garantiti ai cittadini dipendesse dalla localizzazione delle sedi ministeriali. Come se smembrare la prossimità dei luoghi dell’esecutivo indebolisse Roma e d’incanto favorisse Milano o altri centri, a prescindere da valutazioni sull’efficienza organizzativa, sulle linee d’indirizzo, sui programmi di governo, sull’indicazione degli obiettivi. Qui siamo al piccolo cabotaggio, alla miseria dei mezzi per coprire l’assenza dei fini. Alla trivialità dei messaggi per sopperire al dovere di elaborare, di far circolare idee, di fare sintesi. Roma e i romani non debbono abboccare. Ne abbiamo viste tante, ma almeno si salvava la dignità delle forme. Quando si vuole essere e vivere da capitale, bisogna mostrare il senso di equilibrio ed una visione dell’interesse generale del Paese che non hanno gli altri e che le appartenenze geografiche da sole non sono in grado di assicurare.

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uando il cassonetto è colmo…

Emergenza rifiuti a Roma est, il prezzo di politiche sbagliate _ di Priscilla Rucco Buzzantro Michele Trotta oma come Napoli. L’accostamento questa volta non vuole purtroppo evidenziare le bellezze che contraddistinguono le due città italiane, bensì rimanda ai fatti più recenti balzati alle cronache,

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Da Tor Pignattara a Centocelle, passando per il Prenestino, il Collatino sino a Ponte di Nona, l’emergenza rifiuti ha interessato soprattutto la parte orientale della Capitale, ma non sono mancate segnalazioni di disservizi anche nelle zone a nord.

che ne hanno evidenziato un comune problema riassumibile con un’unica espressione: emergenza rifiuti. I primi giorni del maggio 2011 saranno ricordati per il black out della raccolta di rifiuti nella parte est della Capitale: in poche ore si sono creati cumuli di oltre mille tonnellate di rifiuti che hanno reso impraticabili le aree antistanti i cassonetti della spazzatura e, in qualche caso, anche le strade. Stefano, abitante di Tor Pignattara, racconta quei giorni: “Da un giorno all’altro i camion dell’AMA non sono più passati ed il 1 maggio ricordo che i cassonetti erano già pieni sino all’orlo. Dal Comune dicono che il problema è risolto ma in alcune aree del Prenestino e del Collatino la raccolta ad oggi non è ancora stata ripristinata”.

“Per fortuna non siamo arrivati al livello di Napoli e provincia nel 2008, ma la persistenza di immondizia in strada associata al caldo tardo-primaverile ha reso l’aria nauseabonda ed irrespirabile per giorni”. Un disservizio temporaneo o una carenza strutturale? “Di temporaneo c’è solo la chiusura della piccola stazione di trasferenza di Rocca Cencia; quel che è invece un problema ordinario è la frequente comparsa di accumuli di rifiuti in zona Tor Sapienza, via dell’Acqua Bullicante, passando per Malatesta e via Antonio Tempesta, l’assenza di un sistema di raccolta ‘porta a porta’ e, tantomeno, della raccolta differenziata”. La sensazione, insomma, è che si tratti di un primo campanello d’allarme che viene da un sistema di

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smaltimento rifiuti che mostra da anni pericolose crepe. A confermare le preoccupazioni dei romani infatti c’è una procedura d’infrazione in corso d’opera presso la UE la quale si è espressa, riguardo la gestione della munnezza romana, con una relazione stroncante della Commissione. Pesano come un macigno sul futuro dei romani anni di scellerata gestione dei rifiuti in cui l’inabilità delle istituzioni ha condotto all’ormai prossimo collasso di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, e all’ideazione di un sistema di stoccaggio, di smistamento e di raccolta differenziata, gestito in condizione di semi-monopolio privato, assolutamente inadeguato ad una città europea; e a lamentarsi non sono solo i romani, ma anche i dipendenti che da mesi minacciano uno sciopero. Se le emergenze rifiuti sono particolarmente democratiche, nel senso che quando si verificano possono colpire indiscriminatamente quartieri ricchi e quartieri poveri, il problema del degrado e della trascuratezza dei corredi urbani è un male che abbraccia soprattutto le cosiddette periferie e che, se possibile, risulta ancora più evidente con l’arrivo della bella stagione: il rischio che gite in bici e passeggiate nei parchi e nei viali male asfaltati mostrino l’aspetto più crudo del degrado ambientale, quello delle discariche abusive a cielo aperto non è neanche troppo lontano. Per questo l’ennesimo aumento delle tariffe sulla tassa dei rifiuti ha fatto scalpore: a causa del disservizio dilagante, le aree verdi sono tali non per i prati bensì per buste, bustine e sacchi che ricoprono le strade e non solo i marciapiedi, da cui esondano cartone e materiale non consono al normale smaltimento rifiuti. Emblematica è la situazione a Ponte di Nona, una delle aree più colpite dalla crisi dei rifiuti degli ultimi giorni. Una zona che vorrebbe poter portare i propri figli non solo nel centro commerciale più maestoso della Ca-


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pitale - Roma Est - ma anche per le strade e per i numerosi spazi che dovevano essere destinati al polmone verde della zona: tre sentieri che partivano dalla lunghissima e ancora non terminata Via Gastinelli, fino ad abbracciare Via Chiodelli e Via Ponte di Nona, ma che poi per disguidi e reperti archeologici trovati, non sono stati realizzati. Nonostante questo disagio, i residenti e i negozianti attirano su di loro l’opinione pubblica: la comunità di Ponte di Nona ha una dignità che deve essere elogiata, non si vergogna dei problemi, ma li vuole affrontare e soprattutto risolvere. Probabilmente, nel film del 1956 “Totò, Peppino e... la malafemmina”, quando sul calesse, furtivamente, Totò lanciava pietre contro la finestra del nemico della famiglia non pensava di certo che Via Ponte di Nona sarebbe balzata alle cronache per ben altri motivi. Come Ponte

di Nona anche altri quartieri decentrati presentano elementi di criticità ma anche esempi positivi di coesione sociale. Lo sviluppo e la crescita della

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città di Roma passa anche e soprattutto per la valorizzazione delle sue periferie e per la realizzazione di un efficiente ciclo dei rifiuti.

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_ aradiso nascosto

Falsi miti e belle realtà della discarica più grande d’Europa _ di Tommaso Travaglini

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n questi ultimi mesi si è discusso molto della questione rifiuti, poiché il problema riguarda non solo Napoli ma tutta Italia e anche la Capitale. Nonostante i numerosi tentativi di imporre la raccolta differenziata, la situazione non è ancora delle migliori. E invece di pensare a dare una mano per migliorare le nostre condizioni, si punta il dito contro chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti. E lo stesso ho fatto anche io, quando, passando dalle parti di Malagrotta, ho imprecato contro il fetore che continuamente proviene da quel posto, convinto che il colpevole fosse la nota discarica romana. Proseguendo verso ovest, invece, ho notato che, contigui alla discarica, si trovano degli impianti di raffineria per il petrolio, che emettono un pessimo odore, il quale fa ricadere la colpa sulla discari-

ca. Questa invece, da molti ritenuta addirittura abusiva, è in completa regola. Anzi, costituisce il principale mezzo di smaltimento dei rifiuti di Roma. A sottolineare l’inesistente abusività della discarica è lo stesso proprietario, Manlio Cerroni, presidente del Consorzio Laziale Rifiuti, che il 25 febbraio 1999 aveva fatto pubblicare su “Il Tempo” un “avviso ai romani”, in cui smentiva le affermazioni “del tutto infondate e pregiudizievoli” riportate da alcuni quotidiani romani, i quali asserivano che la discarica fosse gestita dal 1987 senza autorizzazioni. Addirittura elencò i motivi che facevano di Malagrotta una discarica perfettamente a norma, con tanto di decreto della Provincia di Roma. Su tutti, però, spiccò un motivo: “Malagrotta, nonostante il deprecato

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regime monopolista, rende un servizio di pubblica utilità a costi pressoché irrisori, riferiti a quelli del mercato nazionale ed internazionale. Questi fatti non hanno bisogno di commento”. E non ne hanno davvero. Conosciuto più come “il re della monnezza” o “l’ottavo re di Roma”, Cerroni detiene sì il monopolio dello smaltimento rifiuti, ma se avesse voluto, avrebbe potuto mettere in ginocchio la città e addirittura la nazione nel giro di pochissime ore. Re Manlio ha costruito un impero che si estende oltre i confini italiani. A più di 80 anni possiede società che fatturano oltre 800 milioni l’anno e la discarica di Malagrotta, che gestisce da più di trent’anni, è la più grande d’Europa. Ma Cerroni non si ferma di certo qui: da imprenditore che si rispetti guarda già al futuro, dopo anni e anni di umile servizio nei confronti di Roma e romani. Verso la fine del maggio scorso, infatti, è stato presentato al cospetto del Sindaco Alemanno il suo “Progetto di Ripristino” della zona di Malagrotta, che prevede un procedimento detto “Capping”, il quale consiste nel completo rimboschimento all’interno dell’area, per un totale di 130 ettari. Cerroni, infatti, per evitare di inquinare il terreno o le falde acquifere della zona, ha fatto coprire a suo tempo il fondo della discarica con materiale impermeabile. Poi, sopra, vi ha depositato tutta la spazzatura di Roma degli ultimi tre decenni, dopo averla compressa al massimo in modo da renderla stabile. Quando, poi, il posto disponibile per i rifiuti sarà esaurito (nel giro di un anno circa), si completerà il processo chiudendo il tutto con fogli di materiale plastico, che verranno perfettamente sigillati con il materiale posizionato a inizio opera. Si procederà poi con il posizionamento di inerti e, in seguito, con il deposito di terreno vegetale, atto a permettere la piantumazione delle oltre 340.000 piante di specie differenti previste dal progetto. Gli obiettivi sono fondamentalmente due: eliminare l’ingente quantità di

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anidride carbonica presente in quella zona - emessa in gran parte dalle raffinerie petrolifere - che sarà trasformata dalle piante in ossigeno e sfruttare i gas emessi dai rifiuti mediante appositi tubi che collegano i mega ammassi di spaz-

Discarica di Malagrotta |

zatura con l’esterno. Questi gas, infatti, costituirebbero una immensa riserva di energia alternativa, che in parte sarebbe usata anche per far camminare gli stessi camion della nettezza urbana. E gli altri 170 ettari? Il progetto cerroniano prevede la costruzione di un enorme parco naturale, culturale e sportivo che ricoprirà le zone rimanenti con orti urbani, aree ludiche, campi sportivi, fattorie, frutteti, parcheggi, bar, ristoranti, un noleggio bici, un mercato, un teatro, uno stagno artificiale che fungerà da bacino delle acque meteoriche e un percorso storico-culturale dell’Italia attraverso una miniatura dello stivale. Il tutto entro il 2016. In questo modo la discarica avrà servito la Capitale in 3 modi diversi: con la fornitura di sabbie e ghiaie per la costruzione delle piste dell’aeroporto di Fiumicino; come discarica di servizio per il trattamento dei rifiuti solidi urbani e dei fanghi derivati dai depuratori delle acque civili; con il ripristino ambientale attraverso la ricopertura-sigillatura dell’invaso e la messa a dimora di oltre 340.000 piante in grado di assorbire annualmente quasi 800 tonnellate di anidride carbonica, restituendo così ossigeno alla Città. L’importo del lavoro previsto dal progetto approvato è di oltre 100 milioni di euro. In questo periodo in cui si parla molto di energia pulita, la discarica di Malagrotta costituisce e costituirà uno dei più alti esempi di senso civico in Roma, rarissimo da trovare in noi comuni cittadini.


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_Nuovo cinema italiano Con Indicinema il rilancio della sperimentazione cinematografica _ di Anna Rita Scheri

L’

industria cinematografica italiana risente di una pesante situazione di stallo che da molti anni soffoca gli spazi di crescita dell’intero comparto, ne limita la potenzialità commerciale e penalizza gli impulsi espressivi e creativi, producendo una ricaduta negativa sull’occupazione e sullo sviluppo

Presentazione di Indicinema |

della piccola e media impresa.” Questo si legge nell’Introduzione al progetto di rilancio del cinema indipendente italiano, che Indicinema ha presentato il 5 di maggio presso la Casa del Cinema a Roma. La “confluenza di numerose realtà significative dell’autorità, dell’impresa e della professionalità” ha dato il via a questo importante e innovativo progetto che “si pone come obiettivo la costituzione di uno strumento efficace per realizzare un nuovo modello di sviluppo attraverso la costituzione di una

solida rete di forze attive ed efficienti”. Ai microfoni della conferenza stampa si sono succeduti importanti personalità del mondo politico, sindacale, della critica e dello spettacolo come Giulio Scarpati e Silvia Falanga che hanno dato il loro appoggio o la loro adesione a questo importante disegno che vuole conquistare un suo preciso spazio dentro una dimensione espressiva e produttiva attualmente in mano di pochi e che ha assunto un assetto sostanzialmente verticale ed egemonico, non consentendo a nuove idee e nuove produzioni di circolare ed affermarsi. C’è chi continua ad asserire che il cinema italiano gode di ottima salute, ma se si guarda ai numeri ci si accorge che la sua salute, è invece, alquanto cagionevole. L’anno scorso sono usciti soltanto 82 film. Il 50% di essi è stato ignorato dalla distribuzione e le uniche sale cinematografiche che li hanno proiettati sono quelle della città di origine dell’autore; il 20% ha avuto una distribuzione dignitosa ma povera e solo il 30% di essi una giusta distribuzione. Se si pensa poi che all’epoca di un Lizzani o di un Rossellini la vendita dei biglietti del cinema era calcolata in 800 milioni di lire all’anno e che oggi si rag-

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giunge il massimo di 100 milioni di euro, c’è da chiedersi da quale parte è finita al cultura cinematografica italiana. E qui il progetto di Indicinema di “riportare la possibilità di critica nel pubblico dandogli di nuovo l’opportunità di scelta, non visto più come oggetto commerciale quindi, ma come entità protagonista per il consumo culturale che va stimolato e rinnovato.” Sono le parole di Emanuele Cerman, presidente di Artisti Indipendenti 2010, una delle associazioni promotrici di questa futura Federazione e che aggiunge: “La propulsione di Indicinema va verso l’idea di una cultura libera che possa ridare dignità e rispetto all’attore oggi umiliato, ai registi la libertà espressiva nella sperimentazione e ai produttori la tutela delle banche. Si deve tornare a saper progettare cultura a livello industriale, rivolgendo lo sguardo anche verso l’estero poggiandosi però su basi etiche molto forti, che devono essere accettate da tutti coloro che vorranno aderire”. Lo spirito indubbiamente è quello giusto e la spinta è forte, tanto da averli fatti arrivare anche a Cannes al Festival del Cinema.

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_ osa è la Kabbalah? A Roma un congresso per ampliarne la conoscenza _ di Anna Rita Scheri

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al 22 al 24 maggio si è svolto a Roma un grande Congresso che ha riunito tutti gli studenti italiani di Kabbalah del Bnei Baruch Institute, associazione senza scopo di lucro che promuove gratuitamente lo studio e la conoscenza della Kabbalah nel mondo. è stata

Il Prof. M. Laitman |

fondata in Israele nel 1992 dal professor Michael Laitman, uno dei più autorevoli studiosi di Kabbalah e Teoria della Conoscenza, che ha pubblicato più di 30 libri e numerosi articoli relativi alla connessione tra scienza e Kabbalah. Spesso, invece, quando si parla di Kabbalah si fa molta confusione poiché le origini di questa scienza arrivano fino all’antica Babilonia sebbene sia rimasta nascosta all’umanità, ed è per questo che è stata avvolta sempre

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da leggende e miti. In realtà essa studia semplicemente il nostro mondo e tutte le persone in relazione alla Natura. Un metodo d’insegnamento che si ispira a grandi guide spirituali e una realtà internazionale con più di due milioni di studenti, che possono studiare recandosi nelle varie sedi presenti in moltissime nazioni, oppure ascoltando in diretta le lezioni. Nelle sue lezioni quotidiane di Kabbalah, infatti, il professor Laitman parla anche della crisi economica che sta investendo il mondo. Egli afferma che l’umanità oggi vive in quella che viene chiamata la civilizzazione del petrolio. Una realtà che esce dal nostro controllo e dove non esiste soluzione e non si conosce il motivo per cui le cose avvengono. Se si continua in questo modo, egli afferma, l’umanità non avrà futuro. Se le persone non ascoltano e non si rendono conto che esiste un problema grave - il problema iniziato con la carenza di petrolio in Russia e poi con la crisi americana - e che ognuno deve prendersi le proprie colpe e arrivare a scoprire le proprie mancanze per capire e rialzarsi, non ci sarà sviluppo. La Kabbalah non si prefigge lo scopo di spaventare la gente ma quello di farla diventare sensibile alle difficoltà e alla crisi che ci stanno investendo. Nella Kabbalah, infatti, si lavora attraverso il gruppo per andare verso gli altri, facendo ognuno la propria parte, ma la cosa importante è che la persona ambisca prima di tutto a raggiungere se stesso interiormente, andando verso ciò che si chiama “desiderio di dare”, ma nel modo più veloce possibile, aprendo un sentiero verso gli altri esseri umani. Come arrivare però all’unione con gli altri per fare lo sforzo di andare verso, appunto, “il desiderio di dare”? Si deve arrivare ad essere tutti dentro lo stesso pensiero perché è un pensiero che penetra il mondo e il mondo, in questo modo, comincerà a percepire che c’è qualcosa di più di questo “tzunami”, così come lo chiama Laitman, che ci sta investendo e che sta disseminando problemi, per dare una soluzione alla difficoltà della crisi. C’è bisogno di sviluppo e di educazione dentro ogni essere umano, spiega il professore, la

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globalizzazione non è ancora entrata a far parte della gente, ma è necessario andare avanti poco a poco e solo quando si comincerà a sviluppare un atteggiamento più grande verso il mondo si affretterà lo sviluppo e i cambiamenti nel tempo. I governi e le nazioni saranno in conformità a tutto quello che si farà in conformità con

K abbalah R oma

in congresso

a

_ di Anna Rita Scheri Il Congresso ‘Noi’, sulla saggezza della Kabbalah, organizzato da Bnei Baruch Italia e dal Centro di ricerche Ashlag per gli studi di Kabbalah, tenutosi a Roma dal 20 al 22 maggio, ha visto la partecipazione di circa 200 persone (molti i romani) che hanno assistito alle lezioni del professor M. Laitman con grande emozione e incessante attenzione. Tre giorni pieni di fermento e attività connesse allo studio e alla riflessione per i temi trattati: la crisi economica, sociale, familiare sviluppata dall’egoismo ad un livello senza precedenti e il futuro dell’umanità che sta nell’unità tra gli uomini e nell’adesione con le leggi della Natura. Al momento del commiato il professore, commosso, ha rivolto parole profonde a tutti i presenti: ”Essere stato a questo Congresso mi ha dato una calda sensazione mai avuta prima ed un piacere molto grande. Noi siamo uniti e così rimarremo. Insieme dentro queste azioni noi tutti raggiungeremo la Luce”. la natura stessa e senza grandi problemi. I problemi continueranno ad esserci ma saranno problemi atti ad indirizzare verso la strada da percorrere. E la questione principale oggi da risolvere dunque è relativa proprio ai rapporti con il nostro vicino e al raggiungimento della globalizzazione. Le sedi in Italia per lo studio della Kabbalah stanno aumentando e, proprio in questo ultimo periodo, gli insegnanti italiani sono anche impegnati in un book-tour per pubblicizzare testi finalmente tradotti in italiano ed estremamente importanti per lo studio e la comprensione di questa scienza.


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_ isastro Colposo I tornado mettono in ginocchio il Sud degli States _ di Marinella Sicuso na serie di tornado si sono abbattuti, in questa Primavera, nel sud degli Stati Uniti, colpendo con ferocia Mississipi, Ten-

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mezzi e gli uomini impiegati insufficienti. Impegnate sul fronte della lotta al terrorismo, le autorità statunitensi hanno tagliato i fondi per far fronte alle calamità naturali.

il risultato di un modo sbagliato di vivere e di produrre. Tuttavia l’uomo continua a coltivare una incredibile ed irresponsabile indifferenza al degrado del proprio ecosistema,

nessee, Arkansas, Georgia, Virginia, Lousiana e Alabama, causando più di trecento morti. È la più grave tragedia dopo l’uragano Katrina, che il 29 agosto 2005 sconvolse New Orleans, mietendo migliaia di vittime e sconvolgendo la fisionomia della città. Le immagini di distruzione e di morte che la televisione ha puntualmente diffuso, pur questa volta con pudica parsimonia, hanno fatto venire in mente le formiche alle quali si inondano i formicai. L’uomo di fronte alla forza e alla violenza della natura ha dimostrato di rimanere inerme anche se l’evoluzione tecnica e scientifica lo ha dotato di strumenti di difesa. Espedienti vani, se a determinare il danno concorrono circostanze storiche, politiche, economiche e sociali. I soccorsi sono giunti con ingiustificati ritardi, la Protezione Civile è apparsa inadeguata e disorganizzata, i

In realtà, molti sono stati vittime più che del tornado, della loro razza e del loro censo. Il sud degli Stati Uniti pullula, infatti, di afroamericani poveri e disoccupati. Informati del pericolo, molti di loro non sapevano letteralmente dove scappare. Senza una carta di credito ben fornita, nel territorio della più grande potenza mondiale, non si va da nessuna parte. Questi dissesti ambientali, già da tempo preannunciati da esperti, sono

sordo alla necessità di lasciare alle prossime generazioni un pianeta vivibile. Nel Sud degli Stati Uniti, smentendo che gli uomini sono cattivi, abbiamo assistito ad una gara di solidarietà, a gesti di eroismo e di altruismo, ma dobbiamo guardarci dalle utopie e dai miti buonisti. La società umana ha bisogno di libertà, ma anche di ordine, di uguaglianza, di regole e di giustizia

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_ ome acquistiamo?

Il direttore di Confcooperative ci spiega i nuovi trend del consumo _ di Anna Rita Scheri

ambiano i consumi, cambia il cosiddetto paniere dei beni, cambiano i prezzi. Ma da cosa dipende tutto questo? Lo spiega Livio Camilli, direttore della Federazione delle Cooperative di distribuzione commerciale di Confcooperative.

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punti dove esiste un unico centro commerciale. Ed è naturale che allora venga applicata la regola dell’economia: all’aumento della domanda equivale l’aumento del prezzo. Che peso ha su questo principio l’attuale periodo di crisi? Un peso rilevante. Dentro questo prin-

Dottor Camilli, passando da un supermercato all’altro, in diverse zone di Roma, si notano differenze a volte molto pesanti sui prezzi di uno stesso prodotto. Questa differenza da cosa è determinata? L’indicazione dei prezzi di un prodotto è legata a quello che viene chiamato, in termini tecnici, margine d’impresa commerciale. Il commerciante, cioè, sul prezzo di vendita usa una flessibilità di aumento e di riduzione del costo di un bene in rapporto alla domanda del consumatore, caricando sul prezzo all’origine un margine di profitto che determina il costo del prodotto stesso, valutando anche le proprie spese di gestione. Il margine utilizzato dai commercianti, quindi, viene definito in base al minore o maggiore afflusso dei consumatori in una determinata zona strategica, in quanto vicino a strade di collegamento o piazze importanti o in

cipio di fondo, infatti, in questo ultimo periodo storico bisogna comunque considerare la diminuzione di circa il 20% del consumo generale che tocca sia i generi alimentari che altri generi di consumo. La domanda del consumatore si è ridotta e i commercianti hanno calibrato i margini sulla valutazione dell’acquisto dei vari generi merceologici. Oltre a questo, sono da tenere presenti le promozioni commerciali di un prodotto, che sono il frutto di un accordo tra industria a e catene di supermercati, con la rinuncia per entrambi di una parte del loro guadagno, per riuscire a vendere addirittura sottocosto, favorendo così la promozione del prodotto stesso. Una strategia che ha riscontrato un gradimento notevole sui consumatori e quindi molto applicata. La crisi ha cambiato qualcosa nelle abitudini di acquisto? Ultimamente stanno cambiando forma

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diverse situazioni commerciali, dando vita a nuovi fenomeni. Uno di questi è la crescita dei prodotti con il marchio della catena distributiva, fornito sempre dall’industria e con le stesse caratteristiche di quello del proprio brand, ma a prezzi minori in quanto non vengono a gravare su di esso i costi della pubblicità. L’impoverimento del consumatore e la conseguente contrazione dei suoi consumi hanno fatto sì che alcune catene commerciali molto importanti abbiano abbandonato i punti vendita, determinando l’uscita dalle grandi superfici di vendita. Questo perché, non avendo più grande disponibilità economica, il consumatore abbandona il centro commerciale in quanto attrattiva di spese superflue e si rivolge, preferendolo, al piccolo negozio di vicinato che è in netta ripresa. La caratteristica di questi negozi è la vicinanza alla propria abitazione e se ne usufruisce per il bisogno immediato e per prodotti freschi a breve scadenza, di cui se ne acquista solo l’essenziale. Perciò si sta concretizzando una modifica delle abitudini del consumatore, che sta diventando addirittura strutturale, che lo porta a cercare prodotti di grande consumo come pasta, olio, latte a marchio insegna, disponibili anche nel negozio di vicinato con un risparmio consistente, così come prodotti di catering, precotti o in quanto determinano un risparmio anche sulle utenze del gas e dell’elettricità. Questo cambiamento strutturale investe anche i mercati rionali? Si, per i mercati rionali, che prima erano stati scalzati dagli ipermercati e che attualmente si stanno rivalutando grazie anche ai prezzi competitivi, valgono le stesse caratteristiche del negozio di vicinato. Anche qui si registra un contenimento degli acquisti da parte del consumatore singolo, ma l’aumento della frequenza sta determinando un cambio comportamentale sui consumi: non si compra più in eccedenza con il rischio di buttare il superfluo nella spazzatura e si mangia di meno. Quello che così viene risparmiato nell’alimentare è speso investito in telefonia e nei trasporti, che in Italia non subiscono flessioni.


Assistenza Roma aconsuma rischio |

_ ercato che vai, prezzo che trovi Come cambiano i prezzi della frutta e della verdura _ di Priscilla Rucco Buzzantro

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chi non è mai capitato di andare, anche solo per una volta, in un mercato diverso dal solito? Magari in un’altra zona, scoprendo una certa difformità dei prezzi? In tempi di crisi, casalinghe e pensionati soprattutto girano da un mercato all’altro con la speranza di trovare prezzi sempre inferiori. Noi abbiamo girato 3 mercati per capire se 3 prodotti specifici - il pomodoro verde rinfrescante, ricco di vitamine e sali minerali; il melone giallo, ricco di calcio, vitamina A e C, fosforo e ferro e le ciliege, che contengono vitamina A e C, calcio, potassio e fosforo. Nel III municipio, vicino a Piazza Dei Vespri Siciliani, sorge un mercato tanto frequentato quanto chiacchierato. Infatti sarebbe dovuto essere spostato già da diversi anni, dopo una delibera comunale che lo definisce “su sede impropria”, ciò nonostante, girando per gli affollati banconi di frutta e verdura, ci siamo accorti che, molto spesso, il prezzo non risulta essere presente; chiedendo a diversi venditori per le ciliegie il costo si aggira tra i 5 e i 6 euro al Kg. Per quanto riguarda la tipica frutta estiva , i

primi meloni gialli in circolazione hanno un costo che si aggira tra 1,68 ed 2,50 al Kg. Considerando che un melone pesa all’ incirca dai 2kg in su, il prezzo lievita dagli 3,36 fino ad arrivare a 5 euro, con una differenza nello stesso mercato di 1,64. Girando tra i box abbiamo notato grande differenza anche per i pomodori verdi, il cui prezzo va da 1, 60 euro al chilo a 2,10 euro, con un prezzo intermedio di 1,98. Per quanto concerne il mercato coperto di Valmelaina, nel IV Municipio, che in questo periodo sta vivendo un periodo un po’ complicato in quanto dovrebbe essere spostato, i prezzi sono esposti nella maggior parte dei banchi: le ciliegie partono da 5,00 fino ad ad 7,00 al kg, i meloni gialli si trovano da 2,55 fino ad 3,00 al kg ed i pomodori verdi mantengono il prezzo del mercato del III municipio. L’ultimo mercato che abbiamo girato è quello del II municipio, vicino via Dire Daua, in cui i prezzi crescono vertiginosamente: le ciliegie arrivano a sfiorare 7,30 al kg, i meloni gialli 2,98 al kg, mentre pressoché invariato il prezzo dei pomodori verdi.

La domanda che viene da farsi è come mai ci sia una tale differenza da mercato a mercato, da negozio a venditore. Questo dipende in parte dalle massicce esportazioni di frutta e verdura da numerose zone del Pianeta, questo stesso fenomeno ha generato il proliferare di quei banchi dove tutto costa indifferentemente 99 centesimi.

Ci sono, però, dei momenti in cui i prezzi calano notevolmente; questo accade verso l’orario di chiusura, cioè quando la maggior parte delle vendite ha già avuto luogo. Certo magari la qualità dei prodotti non sarà di prima scelta, ma si riescono a trovare anche frutta e verdura a prezzi quasi dimezzati.

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_ l nostro pane “quotidiano” La bread card contro gli sprechi imposti dalla legge

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_ di Riccardo Borgia

ane, pizza e altri buonissimi prodotti della nostra Italia sono stati soggetti a enormi sprechi alimentari. Analizziamo però meglio questo problema, che affligge ormai il nostro Paese già da diversi

anni. Negli ultimi tempi si sta affrontando il grave dilemma di negozianti e supermercati che sono obbligati a gettare via prodotti da forno a fine giornata, poiché non considerati più buoni per la vendita il giorno seguente. È possibile sprecare tutto quest’ottimo cibo per una semplice legge? Ebbene sì, infatti oltre duecento quintali di pane, pizza e biscotti dagli scaffali dei negozi e iper-mercati finiscono nella spazzatura. Per fortuna, grazie anche a continue proteste, qualcosa si sta muovendo,

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soprattutto grazie alla Caritas che ha lanciato un’idea: la ‘bread-card’, una tessera che potrebbe essere distribuita alle persone disagiate, in modo che possano andare di persona a recuperare i prodotti nei forni, nelle pizzerie, nei supermercati e nelle mense dei loro territori, in un orario prefissato a fine giornata. A lanciare quest’allarme del pane buttato il presidente dell’Unione Panificatori di Roma, Giancarlo Giambarresi, che ha dichiarato: ”È scandaloso che in un momento economico così delicato il pane, il re della tavola, finisca nell’immondizia”. Immediatamente la risposta della Caritas di Roma non si è fatta attendere, attraverso il direttore Monsignor Enrico Feroci che ha espresso il suo parere: “Dobbiamo risolvere questo problema, ma in maniera intelligente, portare tali quantitativi di pane, pizza, biscotti nei nostri centri non è la soluzione, sarebbero troppi anche per noi e i trasporti troppo costosi e ingombranti”. La soluzione più giusta sarebbe far muovere le persone e non le merci attraverso questa card. Per conoscere meglio questo mondo abbiamo intervistato un gestore di una pizzeria che ci ha deato il suo parere.

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Conosce il progetto istituito dalla Caritas “bread card”? Sì, ne ho sentito parlare ma non sono totalmente informato, sono però a conoscenza di altre manifestazioni e iniziative compiute dalla Caritas e da altri enti umanitari. È favorevole a questo progetto e che ne pensa? Sì, sono assolutamente favorevole a questo tipo di progetti, perché azzerano quasi totalmente gli sprechi alimentari. Poi le persone più bisognose necessitano di una nostra mano e noi dobbiamo impegnarci ad aiutare i meno fortunati con questi piccoli gesti. Anche perché questo cibo andrebbe buttato e vi garantisco che invece è ancora buonissimo e assolutamente commestibile il giorno seguente, quindi non li consideriamo nostri scarti, ma cibo in eccesso. Lei ha qualche contatto con istituzioni di volontariato per il problema dello spreco alimentare? Purtroppo non ho contatti diretti con grandi istituzioni ma, quando mi capita, dono prodotti della mia pizzeria. Sono felice di aiutare i più bisognosi e nel mio piccolo cercare ci contrastare la fame nel mio quartiere.


Assistenza Roma aconsuma rischio |

_ etersivo ben spillato Esplode la vendita dei prodotti alla spina _ di Priscilla Rucco Buzzantro

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etersivi venduti alla spina nei maggiori centri commerciali e all’interno di qualche mercato rionale, venduti al kg a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli delle grandi marche. Hanno preso piede già verso la fine degli anni ‘90, acquistando con il passar del tempo e l’aumento dei prezzi un gradito e sempre maggior riscontro tra la popolazione. In distribuzione ci sono prezzi davvero competitivi, che partono da 0,99 al kg, passando per 0,65 per l’ammorbidente. Ce ne sono per tutti gli odori compresi quelli alla mandorla - e per tutte le esigenze,compresi quelli per lavare i piatti, e per tutte le tasche, infatti i detersivi per i pavimenti partono da 0,86. Un’ altra nota positiva è anche il risparmio e il riutilizzo all’ infinito dei contenitori. Non meno importante, l’esperimento fatto per il momento solo in provincia dell’ “acqua alla spina” liscia o gassata, venduta anch’ essa a prezzi davvero irrisori e per dissetare la necessità nostra e dell’ambiente che ci circonda.

Quanto costa essere italiani? _ di Priscilla Rucco Buzzantro

La pasta di semola ed il caffè, due pilastri della nostra tradizione, non mancano mai nelle nostre case. Questo il punto di partenza per sondare il termometro economico dei supermercati romani e il variare dei prezzi nelle varie zone della Capitale. Infatti, questi generi alimentari nonostante dovrebbero avere dei prezzi imposti, o per lo meno simili tra loro, hanno in realtà prezzi diversi anche in supermercati della stessa catena. Nei supermercati (triscount compresi) di Roma Nord il costo della pasta di semola si aggira da 0,49/ 0,76 per mezzo kg fino ad arrivare ad 1,49 per 1 kg -in caso di offerte- 0,89 per un kg di pasta di semola. Per il caffè la questione si complica: prendendo in considerazione il caffè crema e gusto, si passa dalle molteplici “offerte” di due pacchi da 250gr ciascuno che vanno dagli 2,99(sottocosto per 95000 pezzi in totale) fino ad 5,92. Nei supermercati di Roma sud i prezzi cambiano notevolmente; la pasta di semola parte da 0,52 per 500gr fino ad arrivare ad 0,67 / 0,69 fino ad arrivare ad 1,35 per 1kg.Il caffè bis pack crema e gusto ha un prezzo medio pari ad 3,90.

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consuma

_ alla parte del consumatore La recente legislazione contro le pratiche commerciali scorrette _ di Michele Trotta

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uando fare la spesa diventa una sfida quotidiana. Essere consumatori oggi, al tempo dei mercati globalizzati, degli scambi telematici e della moneta elettronica è sempre più difficile. Spesso una

normale transazione commerciale richiede l’acquisizione di conoscenze che vanno al di là della reale possibilità del consumatore di compiere una scelta consapevole e ponderata: anche l’acquisto di una mela nel mercato al dettaglio è solo l’ultimo passaggio di una lunga serie scambi che hanno coinvolto più agenti economici anche di diversa nazionalità (basta pensare i più grandi mercati agricoli mondiali sono sud americani ed australiani) di cui spesso l’utilizzatore finale rimane all’oscuro; per non parlare poi delle pratiche commerciali che avvengono per mezzo di sistemi telematici, dove viene del tutto a mancare il contatto acquirente-venditore. A queste condizioni bisogna stare attenti perché la frode è dietro l’angolo. Avere consapevolezza della provenienza del prodotto, avere garantita la conformità delle caratteristiche pubblicizzate alle reali caratteristiche dell’oggetto dello scambio, avere garanzie di funzionalità sono tutti aspetti fondamentali sia per il consumatore singolo, che deve effettuare la scelta, sia, a livello aggregato,

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perché la domanda e quindi i consumi si attestino a livelli sufficientemente elevati. La fiducia nei mercati passa per la reperibilità di informazioni e ridurre il deficit informativo in cui versano i consumatori, che rappresenta poi la principale causa di soggezione di questi ultimi agli altri operatori, è un problema dei governi. Così, nel tempo, è andata consolidandosi una nuova soggettività, quella dei consumatori appunto, le cui istanze hanno per la prima volta ottenuto un riconoscimento da parte del legislatore europeo nelle norme destinate alla protezione contro le pratiche commerciali scorrette, cioè quelle pratiche poste in essere per falsare il comportamento economico del consumatore. Oggi il codice del consumo protegge tutti coloro che sono indotti in errore da false informazioni circa, per esempio, l’esistenza o la natura del prodotto, le caratteristiche o il suo prezzo. Anche le modalità di esposizione di prezzi ed etichette dei prodotti sono disciplinate in maniera più severa: devono essere indicate provenienza, qualità principali e il prezzo per unità di misura in maniera chiara evidente e comprensibile. Sono cadute poi sotto la lente d’ingrandimento del

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legislatore anche le pratiche aggressive, che consistono nell’effettuare continue sollecitazioni commerciali per telefono o via mail e tutti quei contratti commerciali conclusi fuori dai locali adibiti al commercio per i quali è prevista la possibilità di recesso unilaterale per il consumatore entro dieci giorni lavorativi. Frodare oggi è più difficile e più rischioso: le sanzioni vanno dall’invalidità del contratto a provvedimenti amministrativi inibitori e/o di tipo pecuniario, incluso il diritto del consumatore a richiedere il risarcimento in caso di danno ingiusto subito a causa del comportamento del professionista.

Associazioni dei consumatori. Perché sono utili? _ di Michele Trotta Le associazioni dei consumatori, nel quadro della tutela dei diritti della categoria, hanno via via assunto un ruolo essenziale. Esse svolgono la propria attività a favore della generalità degli utenti e dei consumatori: chiunque può presentare esposti che ne richiedano l’intervento circa questioni di interesse diffuso, mentre agli associati sono offerti servizi di consulenza legale gratuita. Celebri sono le battaglie legali svolte da associazioni come il Codacons, l’Adusbef, Altroconsumo o la Federconsumatori, volte ad annullare gli aumenti delle tariffe autostradali, a garantire una maggiore efficienza e trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione, e a tutelare la salute dei non fumatori nei locali aperti al pubblico. Il ruolo svolto dalle associazioni dei consumatori nel quadro della disciplina del consumo consiste nel promuovere e favorire, in forma individuale e/o collettiva, la tutela dei diritti fondamentali del consumatore: alla salute; alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi; ad una adeguata informazione, ad una corretta pubblicità e all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza.


_ iù libertà al nostro domani Il Gruppo Promo al servizio dei sogni _ di Priscilla Rucco Buzzantro

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i giorni nostri i problemi finanziari ci inducono a limitare, nel caso fortunato, i sogni per un futuro roseo a noi e alle persone a cui teniamo, imprigionando senza limiti di tempo la nostra quotidianità e i nostri desideri legittimi come farsi una famiglia o acquistare casa. Ottenere un prestito sembra ogni giorno più difficile, ma ci sono delle società che fanno di tutto per aiutarci a realizzare i nostri sogni. Lo racconta Riccardo, del Gruppo Promo. Perché le banche sembra che non concedano più mutui? E quali devono essere i requisiti minimi per poterlo richiedere? Non è vero che le banche non concedono più mutui, si fa solo più attenzione nel gestire le pratiche. Attualmente si richiedono molti prestiti, ma poi quelli erogati sono pochissimi poiché nel prestito non esiste una garanzia reale come la casa. In passato bastava essere proprietari di un immobile, lo stesso si ipotecava e vi era l’ accesso automatico al mutuo. Adesso il meccanismo è più complesso anche a causa delle

leggi europee Basilea 2 e 3 che sanciscono i requisiti minimi per ottenere un mutuo o per qualunque altro “prestito”. Tra le cose fondamentali è necessario che il richiedente abbia una busta paga e che non sia un cattivo pagatore. Come in ogni cosa, ci vuole stabilità alle spalle e buon senso nella gestione della pratica. Necessitiamo di dati solidi ed attendibili per poter garantire il buon esito e il 70 - 80% delle domande va a buon fine. Quanto viene a costare questo procedimento? La gestione iniziale della pratica, in cui cioè vengono raccolti tutti i dati, è assolutamente gratuita. Chi si rivolge al Gruppo Promo? Non c’è un’età precisa: da noi arrivano i ragazzi che ancora non hanno un posto fisso e come garanti portano i genitori, così come chi ha già effettuato la cessione del quinto dello stipendio, siamo una delle poche banche che finanziano anche persone di 50 anni con mutui a 30 anni. Quali servizi offre il Gruppo Promo? Offriamo molteplici tipi di mutui: per acqui-

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stare e ristrutturare casa, con tasso variabile, fisso, rinegoziabile e servizi finanziari quale la cessione di 1/5 dello stipendio. Diamo la possibilità di “agglomerare” mutui di diverse società liquidandole e accendendone uno unico con noi: questo servizio viene chiamato Mutuo Consolidamento. Ciò che consigliamo sempre è di informarsi bene prima di richiedere qualunque tipo di finanziamento e di non fermarsi alla banca sotto casa, ma girare (anche on line) e constatare che risparmiare anche 30 euro al mese per tutta la durata di un mutuo, alla fine fa la differenza. In una città come Roma, in cui una stanza in affitto piccola e singola viene a costare anche 550 euro, un mutuo mensile con un costo inferiore potrà farvi acquistare una casa tutta vostra. Ad esempio su un finanziamento di 100.000 per 30 anni paghereste solo 390 euro al mese; ben 160 euro in meno al mese rispetto ad una camera singola; soldi da poter spendere come vi pare e se un domani voleste estinguere il mutuo potrete farlo senza alcuna penale. Prendete la vita con più leggerezza; a finanziare i vostri sogni c’è il Gruppo Promo.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


_ alla periferia a Piazza Exed(ra) Elvino Echeoni, come nasce un artista-gallerista _ di Fernanda Annicchiarico Rosalba Abozzi

“M

omenti musicali”, grande opera a tecnica mista, che troneggia al centro della parete nella galleria Exed Art comunica subito quanto forte sia per Elvino Echeoni il sodalizio artistico tra la musica e l’arte. È un’esplosione di colori: grandi e decise pennellate si rincorrono con una cromaticità armonica, legate da una linea movimentata che ne sottolinea il ritmo. È

fortuna di aprire, sempre con Remo Panacchia, soci ormai da 37 anni, una delle più grandi e belle gallerie a Colonia in Germania. C’è da dire però che “il circolo degli artisti” nel frattempo era diventato “il mondo dell’arte”, in quanto il nostro obiettivo era diventato quello di portare l’arte in tutto il mondo. Infatti nel ‘99 e 2000 abbiamo esposto in Cina, a New York nel 2006, poi a Dubai e in Perù, senza contare tutta l’Europa. Un’esperienza molto bella è stata quella vissuta in Cana-

Elvino Echeoni |

Un’opera esposta ad Exed Art |

possibile far risalire l’attività pittorica di Elvino al 1974 quando, insieme a Remo Panacchia, intravide la possibilità di far sviluppare il suo amore per l’arte. Nacque così il “circolo degli artisti” a Torre Spaccata: l’arte in periferia. Fu una bella sfida, come ama sottolinearci l’artista, in cui musicisti, pittori, attori riuscirono a stimolare la curiosità e l’interesse delle persone del posto per un mondo poco conosciuto. Fu così che proseguì la scelta di esporre in periferia prima ed in provincia dopo. Grandi artisti intanto si susseguirono nel suo circolo, da Novella Parigini a Mario Russo a Guttuso e Purificato, solo per citarne alcuni. Dalla periferia alla provincia e dopo... in tutto il mondo... Con il tempo, negli anni ‘90, ho avuto la

Nuove Proposte | giugno ‘11

da in cui ho presentato, con il patrocinio della Regione Lazio, quadri ispirati alla Divina Commedia, proseguendo quella linea l’anno successivo con la consegna di una pala d’altare. In tutto questo periodo continuavamo, però, la nostra attività in Italia, tanto che dal 1980 esponemmo a Palazzo Margutta con ottimi risultati. Poi è arrivato Exed Art? L’unione con i fratelli Carla e la struttura ottimale hanno permesso l’inaugurazione di “Exed Art” pochi mesi fa. Anna Novak, Sandro Trotti, Novella Parigini ed io abbiamo dato l’incipit. È da ricordare che di Novella Parigini, grande artista della “dolce vita”, noi abbiamo curato l’archiviazione e recentemente il libro “Un mito preannunciato”. Quanto è importante per lei essere eclettici in arte? Importantissimo: l’arte l’ho amata e la amo in tutti i suoi generi. Per otto anni ho svolto il musicista di professione, ho scritto canzoni e realizzato un cd con Carmelo Cabera. Ora è in programmazione per il 2 luglio, in anteprima a Fiuggi, una commedia musicale di cui ho scritto la sceneggiatura. Un artista deve essere se stesso, credere esclusivamente in se stesso e spaziare ovunque con lo spirito, senza limitazione di frontiere, senza dover rendere conto a nessuno del proprio pensiero.

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Bio(è)logico |

_ as, energia del consumo “critico” I gruppi di Acquisto Solidale: cambiare il mondo facendo la spesa _ di Mario Russo

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onsumano, sì. Ma decidono loro da chi. Puntano a riacquistare - almeno in parte - il potere di scegliere. Evitano la catena della distribuzione e di conseguenza risparmiano sulla spesa, dal venti al quaranta per cento a seconda dei prodotti. Sono i GAS, Gruppi di Acquisto Solidale, un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. Ma è la parola “Solidale” che differenzia i GAS da un qualsiasi Gruppo d’Acquisto perché aggiunge un criterio guida nella scelta dei prodotti. La solidarietà parte all’interno del gruppo, fra i suoi membri, e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo. Il GAS realizza quindi una rete di solidarietà che diventa fondamento dell’esperienza stessa, consentendo di praticare quello che viene definito “consumo critico”. Il Gruppo di Acquisto Solidale è una scelta etica fondata sull’importanza delle relazioni umane e della condivisione. Ma far parte di un GAS significa, anche e soprattutto, torna-

re attivamente protagonisti della propria spesa, senza delegare le scelte a nessuno. L’unione fa la forza, e la spesa collettiva - divisa poi fra i condomini di uno stesso stabile, gli impiegati di un’impresa, i frequentatori di una parrocchia - consente di saltare i passaggi intermedi della catena distributiva. Il potere è la capacità di influenzare in modo determinante persone o situazioni, oltre a rappresentare la possibilità concreta di fare qualcosa. Il consumatore è chi consuma, vale a dire chi sul mercato domanda beni e servizi ed è disposto a pagare un prezzo per essi. Il momento fondamentale in cui il consumatore può esercitare il proprio potere è rappresentato dall’atto d’acquisto. Prendere consapevolezza di questo potere permette di elaborare una strategia di condizionamento della politica di approvvigionamento, produzione e di-

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stribuzione delle imprese. Occorre riappropriarsi della capacità - libera e non condizionata - di scelta dei prodotti. Finalità di un GAS è, quindi, provvedere all’ac-

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Bio(è)logico

Etichetta biologica |

quisto di beni e servizi cercando di realizzare una concezione più umana dell’economia, più vicina alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente. Essere un GAS perciò non

Nuove Proposte | giugno ‘11

vuole dire soltanto risparmiare acquistando in grandi quantitativi, ma soprattutto chiedersi che cosa c’è dietro a un determinato bene di consumo. Vuol dire creare un rapporto diretto tra produttori e consumatori, nonché la conoscenza immediata delle caratteristiche degli alimenti, anche attraverso visite guidate presso l’azienda agricola fornitrice. In questo modo, come affermano gli “acquirenti solidali”, “l’oggetto o il cibo escono dall’anonimato ed acquistano una loro storia”. Come spiega il documento base della Rete Gas: “Scegliere prodotti locali significa ridurre l’inquinamento, il consumo di energia e il traffico per il trasporto della merce. Inoltre, dovendo viaggiare di meno, gli alimenti arrivano più freschi sulle nostre tavole e richiedono quindi meno conservanti. L’arrivo di grosse quantità di prodotto, smistate e ripartite tra le famiglie in modo casereccio come si faceva un tempo, riduce gli imballaggi (bottiglie, buste di carta o plastica) o comunque impone il riutilizzo di quelli già esistenti”. Dunque il GAS è una forma di consumo consapevole che vuole superare la mentalità del consumismo attraverso l’applicazione di principi solidali anche in campo economico, riportando l’economia ad un rapporto diretto tra produttori e consumatori. Da qualche anno si è costituito un collegamento, una rete tra i Gruppi di Acquisto Solidale. Ad oggi sono oltre 750 quelli registrati sul sito www. retegas.org. Molti però non sono registrati, per cui si stima che il numero di GAS presenti effettivamente in Italia sia all’incirca il doppio. Nel

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Lazio, dove i gruppi di acquisto sono arrivati abbastanza di recente rispetto ad altre regioni, i gruppi registrati sono una sessantina. La costituzione di una rete tra i gruppi è molto importante perché, pur salvaguardando la piena autonomia dei gruppi, consente di fare un ulteriore salto in avanti in quel processo di “socializzazione del consumo critico” di cui abbiamo parlato. Inoltre, uniti, si può avere un maggiore impatto sull’opinione pubblica.

Ecco le mail da contattare per aderire al GAS più vicino a casa nostra: di _ Pierpaolo Polcaro Zona Tiburtina

- DETTAGLIOGAS TIBURTINO

gastiburtino@libero.it - GAS POLO TECNOLOGICO EQUALWAY

brunoventre@gmail.com Zona Pietralata/Monti Tiburtini - PROGETTO NATURA E SALUTE erb.laninfea@alice.it - GAS VINCI caterina.vinci@enea.it Zona San Lorenzo - GASLO’ sanlorenzogas@gmail.com - GASPER gas@gasroma.org Zona Casal Bertone - EQUOBIO isabel.sa@libero.it Zona Colli Aniene - GAS TSF tsf-prodotti@tsf.it


Bio(è)logico |

_ na scelta (BIO) logica L’Italia e il Lazio in prima linea per le coltivazioni biologiche _ di Francesca Carli

L’

Italia è il terzo paese al mondo (dopo Australia e Argentina) e il primo in Europa per estensione di terreno dedicata alla coltivazione biologica: oltre un milione di ettari sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura bio. Il Lazio è una delle regioni dove la richiesta di prodotti bio da parte dei consumatori è più alta a livello nazionale e le aziende locali pronte a soddisfare tale richiesta sono ben tremila. La provincia di Viterbo è la più attiva nel comparto, spe-

cializzata in produzione di frutta in guscio, uva e leguminose; ottime anche le prestazioni della provincia di Roma, legata maggiormente al settore del latte, della carne e dei cereali. Nella sola Capitale si contano più di

Zolla Marketing Da Eutelia a EutOrto: storia di una rivincita di _ Pierpaolo Polcaro Sono tutti esperti di marketing, informatici e matematici. E si sono dati all’agricoltura. Sono gli ex dipendenti di Eutelia, quinto operatore di telecomunicazioni in Italia, che li ha licenziati in tronco alla fine del 2009 senza troppi convenevoli, a causa di un costo del lavoro e un TFR che ha ritenuto “troppo onerosi”. Ma alcuni di loro hanno deciso di non arrendersi. Hanno inforcato la zappa e hanno combattuto. Nessun tumulto sanguinario in stile rivoluzione proletaria, tranquilli: la zappa (e i trattori, le reti e tutti gli strumenti della buona agricoltura) sono serviti a dare vita a EutOrto, un progetto nato sulla scia degli orti urbani della Garbatella. E come questi ultimi, anche EutOrto gode del sostegno della Provincia di Roma, proprietaria dei terreni dell’Istituto Tecnico Agrario Statale Garibaldi di via Ardeatina, sede del progetto a cui sono stati dedicati 2.000 metri quadri. Produrre profitto con la vendita delle loro coltivazioni, ma anche riappropriarsi di una dimensione collettiva di condivisione che gli è stata negata con l’allontanamento dal luogo di lavoro o – per alcuni – un ponte che li porterà direttamente alla vicina pensione. EutOrto è per tutti questo e altro: una rinascita e una rivincita. Il loro motto è “zolla dopo zolla, cambieremo il mondo”. E noi pensiamo che – nel loro piccolo – ci siano già riusciti. 150 negozi specializzati nella vendita di prodotti biologici (senza contare i reparti specializzati – sempre più numerosi – all’interno dei supermercati), a fronte dei mille presenti sul territorio nazionale.

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Le aziende produttrici di alimenti biologici realizzano cibi sani sia per il consumatore che per l’ambiente in cui vengono prodotti. Come riescono in questo duplice e nobile intento? Valorizzano la biodiversità vegetale e anima-

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Bio(è)logico le, fanno esclusivo utilizzo di sostanze organiche e di origine naturale, escludono completamente ogni tecnica che preveda sostanze chimiche di sintesi, non utilizzano organismi geneticamente modificati e garantiscono i

Lo sportello Filiera Corta Dal produttore al consumatore di _ Pier Paolo Polcaro

migliori standard di allevamento animale. Tutti questi principi sono definiti nel Regolamento Comunitario n.834 del 2007, con il quale viene garantita la qualità dei prodotti bio che troviamo nei negozi specializzati o nei reparti dedicati della grande distribuzione. L’etichettatura dei prodotti biologici, inoltre, deve rispettare norme molto rigide che contribuiscono a tutelare ancora di più il consumatore: le etichette dei cibi bio confezionati si identificano grazie all’uso di termini specifici e vengono rilasciate esclusivamente per prodotti in cui minimo il 95% degli ingredienti sia proveniente da agricoltura biologica. I prodotti biologici sfusi, invece, possono essere venduti solo da esercenti inseriti nel sistema di controllo, il che significa

avere ricevuto un documento dall’Organismo di Controllo (ente privato autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) attestante il tipo di prodotto venduto, la quantità e il produttore da cui, a propria volta, lo si acquista. La vendita diretta da parte del produttore, invece, può avvenire solo se i cibi sfusi sono accompagnati dall’attestato di conformità aziendale emesso, anche in questo caso, dall’Organismo di Controllo. Mangiare biologico è una scelta consapevole: non si tratta solo di preferire un’alimentazione più sana per la nostra salute, ma anche incentivare l’economia dei produttori locali, scegliendo prodotti a chilometro zero e rispettare la natura, contribuendo a migliorare l’ambiente in cui viviamo.

Da una collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche Ambientali e Agricole del Comune e della Provincia di Roma e l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica è nato lo Sportello Filiera Corta, che ha il compito di favorire l’incontro tra domanda e offerta di prodotti agroalimentari di qualità, sostenere la vendita dei prodotti agricoli e promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Tutto questo si può fare incentivando - attraverso un supporto burocratico e fiscale - la costituzione di gruppi d’acquisto (persone che si uniscono per comprare all’ingrosso prodotti, che poi ridistribuiscono tra loro). In pratica, quindi, cosa fa lo Sportello Filiera Corta? Semplice e geniale: accorcia la filiera d’acquisto. E questo si traduce subito con una riduzione di passaggi, che a sua volta significa abbassare sensibilmente il prezzo del prodotto al consumatore. Per non parlare del privilegio di poter acquistare prodotti biologici (certificati) di qualità: dritti dritti da dove sono stati coltivati, alla nostra tavola! Ma i vantaggi vanno anche oltre il risparmio e la qualità degli alimenti da portare in tavola: grazie al sistema Filiera Corta, infatti, si riducono trasporti e imballaggi - che tradotto significa minor impatto ambientale - e vengono privilegiati i prodotti locali e le stagionalità degli alimenti, a tutto vantaggio della natura, della salute e del gusto. Vi sembra invitante? Sappiate che lo sportello Filiera Corta è aperto il lunedì e il venerdì dalle 10 alle 14 e il mercoledì dalle 9.30 alle 16.30, presso la sede AIAB in via Piave, 14 e che il numero verde a cui chiedere maggiori informazioni è 800.032.667. Buon accorciamento di filiera!

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Design |

_ like (?)

Design: la creativitĂ  passa dai social network _ di Francesca Carli

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a febbre da social network ha contagiato anche design e graphicdesign: twitter e facebook sono l’ispirazione da cui partono due diverse creazioni artisitiche del panorama internazionale. Il sito dove si va per cinguettare, infatti, ha dato lo spunto a Chris McNicoll per creare @tweetingseat: un po’ arredo urbano un po’ strumento di comunicazione, è una panchina dotata di fotocamera in grado di inviare le immagini direttamente all’account degli avventori. McNicoll fa sapere di aver creato questa installazione con il fine di “sviluppare il potenziale per il collegamento di comunitĂ  digitali e fisicheâ€? (ed è senz’altro un intento nobile), ma a ben vedere in quest’opera c’è qualcosa di inquietante: sedersi al parco a riposare, e magari leggere un bel libro, è ancora cosĂŹ rilassante quando si viene osservati da un occhio digitale che – potenzialmente – invia le nostre immagini in rete? La fotocamera è posizionata nell’occhio del famoso uccellino simbolo del social network, ma questo non la rende comunque piĂš bucolica. Per

ora @tweetingseat si trova solo all’interno del Giardino Botanico di Dundee in Scozia, ma chissĂ  che in futuro anche i nostri parchi urbani non diventino piccole isole di outdoor networking. Il piĂš grande social network di tutti i tempi rimane, però, facebook: una vera e propria mania che ha contagiato piĂš e meno giovani in tutti i continenti, tanto da far entrare anche nel linguaggio comune i modi di dire tipici della comunitĂ  virtuale, uno tra tutti è l’ “I likeâ€? (il “mi piaceâ€? usato per esprimere approvazione verso le attivitĂ  degli “amiciâ€?). Il linguaggio grafico di facebook, poi, è quanto di piĂš essenziale e intuitivo ci possa essere: di lĂŹ a dare inizio a una serie di rivisitazioni dall’interfaccia del sito il passo è stato breve. Il prodotto piĂš originale è quello di Leonard Savage: sulla scia di una valanga di richeste fatte dagli utenti – che hanno suggerito una sfilza di modifiche – il creativo di Praga ha ideato una serie di icone come possibili alternative a quelle in uso sul social network di Mark Zuckerberg. Savage proprone, con una buona dose di ironia, di affiancare al pollice in su del “mi

Opere di L.Savage | piaceâ€?, l’“hope thisâ€? a dita incorciate, il “rock thisâ€? con pollice, indice e mignolo nel tipico gesto da rockettari, o il “fight thisâ€? con un pugno rosso che non promette nulla di buono. Quello che forse – se davvero fosse disponibile su facebook – ci farebbe fare piĂš click (e magari perdere qualche “amicoâ€?) è “hate thisâ€?. Neanche a dirlo: dito protagonista, il medio.

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giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Mostre

_ aboratorio di immagini Il MACRO mostra il meglio della creatività internazionale

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_ di Andrea Vitale

l MACRO si sta affermando sempre più agli occhi del pubblico come luogo della sperimentazione, della contemporaneità e della creatività. L’intreccio tra forme architettoniche e opere d’arte rappresenta certamente uno dei punti di forza di questa struttura, vera e propria casa delle immagini. In questo nuovo spazio espositivo sono in mostra opere d’arte di diversi artisti internazionali. Fino al 12 giugno il museo ospiterà la prima mostra italiana dell’artista americana Sarah Braman. Le opere consistono in quattro sculture, di cui una realizzata appositamente per il MACRO. Le sculture sono spesso assemblaggi di oggetti di uso comune (mobili e parti di carrozzerie), che nella loro imponente concretezza rappresentano, per l’artista, monumenti alle persone che ama, alla gioia e alla confusione di essere viva attraverso la luce, il colore e la materia. L’opera prodotta appositamente per il MACRO è composta da acciaio, plexiglas, oggetti di seconda mano e pittura. Nello stesso periodo il museo presenta il nuovo

allestimento della sala Enel, con opere degli artisti Sassolino, Neto e Perjovschi; i tre rappresentano differenti linguaggi che offrono al pubblico una esperienza che coinvolge tutti i sensi. Il primo intervento è “Piccolo animismo”, un’opera dell’artista Sassolino. Il lavoro è un grande contenitore realizzato con lastre di acciaio che danno voce e suono alla sala, alle sue tensioni postindustriali e ingegneristiche, nutrendosi allo stesso tempo dello spazio in cui è collocato. L’allestimento continua con un opera realizzata da Neto, un’istallazione in lycra, fluttuante e profumata, pensata a partire dall’incanto visivo e dalle suggestioni olfattive. Mescolando materia e spazio, colori ed odori, l’artista realizza un’opera che coinvolge tutti i sensi dello spettatore, abbattendo le distanze tra arte e vita. A questi lavori si affianca il gigantesco affresco contemporaneo dell’artista Perjovschi, un ironico e puntuale racconto per immagini sul mondo contemporaneo. Sono anche esposte fotografie di Pietroniro, e la più ampia mostra di disegni di

A.Sassolino - Piccolo animismo | Gormley mai presentata in Italia: più di 80 tavole. Le opere esaminano il percorso dell’arte di Gormley, che parte dalla ricerca sulla massa e sul volume e approda al disegno dello spazio in quanto tale. Infine verranno a breve presentate al pubblico più di duemila immagini realizzate da Mario Schifano: un grande labirinto percorribile, nel quale si susseguono polaroid, fotografie e fotocopie a colori che ricostruiscono idealmente e fisicamente il laboratorio creativo dell’artista. L’avanguardia è di casa al MACRO.

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Nuove Proposte | giugno ‘11

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Libri |

_ acrime e sangue sulla Palestina Ogni mattina a Jenin, un besteller dalla grande umanità

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_ di Beatrice De Sanctis usan Abulhawa, palestinese emigrata negli Stati Uniti, ha scritto numerosi saggi sulla Palestina prima di dedicarsi al suo romanzo d’esordio “Ogni mattina a Jenin”. Un romanzo divenuto ad oggi un bestseller internazionale, soprattutto grazie al passaparola dei lettori sedotti dalle parole vibranti e ricche di veritieri particolari della scrittrice. I personaggi sono fittizi ma gli eventi storici e i dati

riportati nel libro rispecchiano la realtà. Susan Abulhawa tocca il cuore del lettore tracciando così le sorti di una famiglia araba che subisce sessant’anni di conflitto israelo-palestinese. Nel 1948 la famiglia Abulheja è costretta a lasciare la propria terra, a subire la nascita dello stato di Israele e andare nel campo profughi di Jenin. Il loro diventa un racconto fatto di espropriazione, “dell’essere denudati della propria umanità”. Le vite dei suoi componenti si trasformano definitivamente: si dividono e a volte si ritrovano ma restano sempre uniti nella sofferenza e nella speranza. Le storie dei due fratelli, Yus-

sef e Isma’il, costretti a diventare nemici, si intrecciano con quella della piccola Amal, che con lo scorrere delle pagine diventa donna e madre consapevole. La scrittrice dipinge un ritratto delicato di vicende tragiche all’insegna dell’amore per la propria terra e per i propri figli, in un corposo ma scorrevole romanzo che è un inno alla maternità, alle figlie divenute madri e alla terra-madre per eccellenza, la Palestina. “Veniamo dalla terra, le diamo il nostro amore e il nostro lavoro, e lei in cambio ci nutre. [..] La Palestina ci possiede e noi apparteniamo a lei”.

_ on c’è solo il Cupolone Storie e capolavori di Roma quasi sconosciuti _ di Mario Russo

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esori nascosti, aneddoti e leggende. I personaggi coinvolti sono gi antichi abitanti di Roma ma soprattutto i grandi protagonisti di un tempo: papi e imperatori, santi e artisti, scrittori e personaggi mitici. Quella che l’archeologa Gabriella Serio propone nel suo libro-guida “101 tesori nascosti di Roma da vedere almeno una volta nella vita” è una vera e propria caccia al tesoro. “In queste pagine – scrive l’autrice nell’introduzione – il lettore troverà tesori nascosti un po’ dappertutto: in chiese e chiesine, oratori e sagrestie, cortili e palazzi, nei parchi pubblici e sotto il selciato moderno, in famosi alberghi e persino in ospedali”. 101 itinerari che vanno dalla Roma archeologica a quella medievale, rinascimentale e barocca, con uno sguardo costante alla città moderna e contemporanea. Sono incredibili le sorprese che Roma riserva ai suoi visitatori. Gemme sconosciute che il turista distratto non ha mai avuto modo di apprezzare. Gioielli, esclusi dagli itinerari tradizionali, spesso sconosciuti anche ai romani. Proprio a loro, fra le tante cose, l’archeologa consiglia, ad esempio, la galleria

Sciarra-Colonna, “un gioiello liberty a due passi dalla fontana di Trevi. Ma visto che è anche un comodo passaggio pedonale, difficilmente i frettolosi romani si accorgono della sua ricca decorazione, dedicata interamente al sesso femminile”. Tra i 101 tesori nascosti c’è anche la caserma dei pompieri nei sotterranei di Trastevere, fatta costruire dall’imperatore Augusto dopo il grave incendio del 6 d.c. Situato a otto metri di profondità, è rimasto “l’unico edificio del genere superstite e attualmente visitabile”, al numero 9 di via della VII Coorte. Un intero capitolo è dedicato ai riti voodoo a Piazza Euclide. Qui, dove già alcuni scavi archeologici avevano individuato l’antico bosco sacro alla dea Perenna di cui aveva tanto parlato Ovidio, sono venuti alla luce inquietanti reperti: un grande pentolone e all’interno di alcuni contenitori sono state ritrovate delle bambole plasmate in argilla che richiamano le bambole voodoo. Perfino in una delle periferie più degradate della capitale, Tor Bella Monaca, si staglia, alta e superba, tra i tanto discussi ‘casermoni abitativi’, una “bella e suggestiva” chiesa dell’architetto Pierluigi Spadolini, dedicata a Santa Maria Madre del Redentore, che vanta un crocifisso alto 15 metri intagliato nel legno a forma di albero stilizzato.

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In questo viaggio non potevano mancare le cortigiane della Roma rinascimentale, che all’epoca erano ammesse solamente nella Chiesa di Sant’Agostino.“Era l’unica chiesa romana a essere frequentata dalle cortigiane le quali – afferma l’autrice – sedevano nei primi banchi per non attirare gli sguardi dei fedeli. Alcune cortigiane furono sepolte nella chiesa, perché amanti di uomini importanti dell’epoca”. Oggi ogni vestigia di queste signore è sparita tranne una: Maddalena Antognetti, presunta amante di cardinali e monsignori, utilizzata dal Caravaggio come modella per la sua Madonna dei Pellegrini, capolavoro custodito nella Cappella Cavalletti. Un’altra meraviglia celata sotto le strade di Roma è l’Acquedotto Vergine inaugurato da Marco Vipsanio Agrippa nel 19 d. C. le cui acque pure, dopo 20 secoli continuano ancora a zampillare dalla Fontana di Trevi, dalla Fontana dei Fiumi in Piazza Navona e dalla Barcaccia di Piazza di Spagna. La leggenda fa derivare il suo nome dalla fanciulla che indicò ai soldati di Agrippa le sorgenti. Ogni tanto per gli amanti della speleologia si organizza una discesa “nello speco che si può raggiungere da una profonda e suggestiva scala elicoidale sotto Villa Medici, l’Accademia di Francia”. Il volume è un prezioso vademecum nel quale leggende e misteri, che da sempre avvolgono la città eterna, sono protagonisti. Non ci resta che seguire i consigli della Serio e iniziare questa avventura intrigante e singolare.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Teatro

_ ove il teatro è di casa Il Sala Umberto presenta la stagione 2011-2012 _ di Marinella Sicuso

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i legge fierezza negli occhi di Alessandro Longobardi, direttore artistico del Sala Umberto, che quest’anno, oltre a presentare la nuova stagione teatrale 2011-2012, può festeggiare i suoi 10 anni di attività e i 100 dal debutto di Petrolini. Date da suggellare con un progetto speciale, che consiste nella produzione di un nuovo spettacolo, di una mostra e di un libro che raccontano e celebrano la Sala Umberto e la sua storia. Un momento importante per Roma, per il pubblico e per tutti quelli che amano un teatro vivo. Anche quest’anno il Sala Umberto aprirà i battenti a settembre con lo spettacolo “Ma che bell’Ikea” di Gianni Clementi, per la regia di Enrico Lamanna, una commedia che indaga sulle nostre ansie e inadeguatezze, costretti all’omologazione dalla comunicazione mediatica. Ad ottobre andrà in scena “Passeggiate romane”, interpretato e diretto da Enrico Montesano; in questo spettacolo si rende omaggio ai grandi comici che calcarono il palcoscenico dello storico teatro, rendendolo uno dei più amati di Roma. A novembre una commedia interpretata da

Nuove Proposte | giugno ‘11

Francesca Reggiani, intitolata “Scoop”. Il testo è attualissimo e svela i retroscena ed il cinismo di un certo tipo di giornalismo. Si prosegue poi con le grandi conferme: Paola Poli che torna a Roma con “Il mare”, tratto dai racconti di Anna Maria Ortese e Carlo Buccirosso con “Napoletani a Broadway” da lui scritto e diretto. Ancora, lo spettacolo dell’Archivolto di Genova, “La donna che sbatteva nelle porte,” di Roddy Doyle, un testo drammatico con una straordinaria Marina Missironi che racconta la storia di Paula, una donna di 39 anni con già troppa vita alle spalle. A febbraio “Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa”, con Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Miriam Mesturino. E ancora gli intramontabili Valeria Valeri e Paolo Ferrari in un loro cavallo di battaglia, “Gin game”, che tratteggia uno spaccato esistenziale riguardante due anziani ospiti di una casa di riposo. Segue la coppia Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi con “La stanza di Veronica” di Ira Levin, un giallo di altissima raffinatezza psicologica e di grande tensione. E per la prima volta al Sala Umberto ci saranno Zuzzurro e Gaspare in “La cena dei cretini”, dove un gruppo di amici, ricchi

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Il Sala Umberto | e annoiati, organizza per tradizione la cosiddetta “cena dei cretini”, alla quale i partecipanti devono portare un personaggio creduto stupido e riderne sadicamente per tutta la serata. Ad aprile Emanuela Rossi e Francesco Pannofino sono i protagonisti di “I soldi”, una commedia all’italiana tra risate e divertimento che narra i destini incrociati di un clochard, un politico faccendiere ed una ricca signora. Grande ritorno di Corrado Tedeschi con Lorenza Mario e Paola Tedesco in una versione musicale de “Le relazioni pericolose”. Ma a settembre al Sala Umberto si inaugurerà anche il Caffè Umbertino, con piccola sala lettura e collegamento wi-fi, in modo da offrire al pubblico un servizio di ristorazione di ottimo livello ed un luogo per incontrarsi. Meglio di cosi!


Musica |

_ elcome back Italy Grande ritorno dell’Italia all’Eurofestival _ di Pierpaolo Polcaro

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iao Italia, dove sei stata tutto questo tempo?”. Con queste parole l’Europa ha salutato lo scorso 10 maggio il ritorno dell’Italia all’Eurovision Song Contest. Il festival della canzone d’Europa si è svolto quest’anno a Düsseldorf, in Germania. La stessa nazione che l’anno precedente aveva trionfato ad Oslo e che, da regolamento, si è assunta l’onere di organizzare l’evento in quanto vincitrice della scorsa edizione. Un’immensa arena dalla capienza di circa 25.000 spettatori ha così ospitato le due semifinali del 10 e del 12 maggio e la finalissima del 14. Giunta alla sua 57a edizione, approdata nuovamente anche nel nostro Paese dopo 13 lunghi anni di assenza (l’ultima partecipazione risaliva al 1997 con i Jalisse e la famosa Fiumi di parole), la manifestazione è andata evolvendosi al passo con i tempi, aprendosi sempre più a logiche televisive e commerciali, estendendo i propri confini anche di fuori di quelli propriamente europei (basti pensare che gareggiano anche Paesi come Georgia, Turchia, Israele, Azerbaijan). Ben 43 canzoni hanno così gareggiato nella

competizione, ancora troppo poco conosciuta in Italia, scandita da tempi televisivi rigidi e da un più che rigoroso meccanismo di votazione (ogni Paese può attribuire ad un altro da 1 a 12 punti, determinati in uguale percentuale dal televoto e da una giuria). Unica regola: non è permesso votare per la propria nazione. Raidue ha trasmesso la finale in diretta, commentata in studio da Raffaella Carrà, con super ospite Bob Sinclair. Solo 20 nazioni, qualificatesi nelle precedenti selezioni, si sono esibite in questa occasione, accanto alle cosiddette big five, ossia Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Italia, che forniscono un maggiore contributo economico per la trasmissione dell’evento. A rappresentare il tricolore il jazz di Raphael Gualazzi, con la canzone “Madness of love”, adattamento in inglese di “Follia d’amore”, vincitrice di Sanremo Giovani 2011. Uno spettacolo vibrante e dalle forti emozioni, in grado di stimolare il senso innato di appartenenza alla propria cultura e di coesione nazionale, ma allo stesso tempo di offrire un esempio di apertura alla diversità, in quanto parte dell’Europa,

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soprattutto per le giovani generazioni. È interessante infatti notare come all’Eurofestival ogni nazione porti con sé parte del proprio sostrato culturale e folkloristico, che sempre più spesso va a fondersi con le più moderne tendenze, creando interessanti commistioni musicali. Se, ad esempio, la note del sirtaki greco si fondono con l’hip hop, le melodie armene e israeliane finiscono per sposarsi perfettamente con la dance, per non parlare della sonorità perfettamente comunicativa delle varie lingue, il tutto in un clima di internazionalità e integrazione. Quest’anno l’Azerbaijan si è aggiudicato la vittoria finale, con la canzone “Running scared” del duo Eli-Nikki, mentre l’Italia, con un eclatante ribaltamento delle previsioni, si è vista attribuire un secondo posto a sorpresa nella fase della votazione. Intanto l’inarrestabile macchina organizzativa dell’Eurofestival è già in moto per la prossima edizione. L’appuntamento è per il 2012 a Baku. Non prendete impegni.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Musica

_ isveglio Rock

Dal 18 giugno torna Rock in Roma a Capannelle _ di Riccardo Borgia

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na delle manifestazioni musicali più attese dell’estate romana ospiterà quest’anno alcuni dei migliori artisti a livello mondiale come Slash e Moby, ma anche anteprime assolute, come la collaborazione live tra Ben Harper e Robert Plant. Anche nella lista di artisti del nostro paese fanno largo grandi nomi, come Franco Battiato, ed alcuni tra gli artisti più amati dai giovani, da Caparezza a Fabri Fibra e, soprattutto, la neo-star tutta romana, Alessandro Mannarino. Questa manifestazione ha una caratteristica fondamentale, che la rende amata da tutti: offrire musica per tutti i gusti, passando dall’elettronica, al rap, fino all’heavy metal, al cantautorato e naturalmente al rock. Tra i grandi ritorni spiccano invece gli Skunk Anansie. Ma quando inizierà questo evento della vita mondana capitolina? Si svolgerà dal 18 giugno al 29 luglio, dando ogni sera spazio ad un artista diverso alle Capan-

manifestazione musicale sono i 30 Seconds to Mars e i Dream Theater protagonisti del programma internazionale. Un gruppo irriverente presente nella capitale sono Elio e le storie tese, che con la loro musica fanno tremare i vip italiani e non solo. Oltre all’appuntamento musicale vi è anche uno scopo ambientalistico, grazie alla sensibilizzazione alla raccolta differenziata con la collaborazione con HippoGroup Roma-Capannelle. Saranno infatti adibite molte aree circostanti alla raccolta differenziata. Evento di minor impatto, ma sicuramente importante per i nostalgici del vero rock, un lungo percorso fotografico che ripercorrerà più di mezzo se-

Il calendario Rock in Roma 18 GIUGNO → 30 SECONDS TO MARS + 2 Special Guest

21 GIUGNO →

AVENGED SEVENFOLD

23 GIUGNO →

ALESSANDRO MANNARINO

29 GIUGNO →

KORN + special guest

30 GIUGNO → SUBSONICA

3 LUGLIO → BLACK LABEL SOCIETY + special guest

4 LUGLIO →

DREAM THEATER+ 2 special

6 LUGLIO →

AFTERHOURS

9 LUGLIO →

FABRI FIBRA

13 LUGLIO → F.Battiato |

CHEMICAL BROTHERS

15 LUGLIO →

FRANCO BATTIATO

16 LUGLIO → CAPAREZZA

17 LUGLIO →

ALMAMEGRETTA E RAIZ

18 LUGLIO →

DANIELE SILVESTRI

Ben Harper |

19 LUGLIO →

BEN HARPER – ROBERT PLANT & THE BAND OF JOY (prima data italiana)

20 LUGLIO →

SKUNK ANANSIE

21 LUGLIO →

ELIO E LE STORIE TESE (opening act: Nevruz Joku e Le Ossa)

A. Mannarino | nelle, con un budget che sfiora i 3 milioni di euro. Rock in Roma 2011 si appresta a diventare uno degli appuntamenti più caldi sulla scena europea musicale, sfidando il criticato Heineken Jammin’ Festival, considerato troppo “pop” e con davvero poche attrazioni. Altri artisti presenti a questa

Nuove Proposte | giugno ‘11

22 LUGLIO → Skunk Anansie | colo della storia di questo stile: dagli anni ‘50 ad oggi, la storia di generazioni di artisti raccontata attraverso gigantografie celebrative di autentiche leggende musicali. Scopriamo insieme il programma di questa affascinante manifestazione.

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JAMIROQUAI

23 LUGLIO →

JACK JOHNSON

24 LUGLIO →

MOBY + very special guest dj set

29 LUGLIO →

SLASH (ex chitarrista dei Guns n’rosies)


Cinema |

_ ’amore folle Paure e contraddizioni di una stella _ di Mario Russo

“S

e Coco Chanel ha liberato la donna, Yves Saint Laurent le ha dato il potere” afferma Pierre Bergé, compagno di vita e di lavoro dello stilista. Una storia, una passione che li ha uniti per cinquant’anni, da quando, nel 1958, si conobbero ai funerali di Christian Dior. Un amore folle, oggi raccontato in un docu-film dal regista e fotografo Pierre Thoretton. Uscito in Italia il 4 maggio in DVD, grazie alla collaborazione tra Feltrinelli e Bim distribuzione, Yves Saint Laurent - “L’Amour Fou”, fa rivivere, attraverso gli occhi innamorati di Pierre Bergé, l’arte di un maestro che sapeva caricare le sue creazioni di una vitalità dirompente. Il film è un viaggio dai toni crepuscolari, in cui si svela una personalità complessa e fragile. Ma è anche una riflessione sulla fama, il lusso, la solitudine. “L’Amour Fou” ci mostra le debolezze, le paure e la solitudine di Yves. Ci presenta un personaggio timido, riservato, educato ed innamorato della bellezza. Un amore com-

battuto, quello per la bellezza, che da una parte lo portava ad esibirla in passerella e dall’altra a rinchiuderla nella sua casa museo, sotto forma di quadri, statue ed opere d’arte provenienti da ogni parte del mondo. Tutti oggetti messi all’asta, dopo la sua morte, da Pierre Bergé in quella che è stata ribattezzata la “collezione del secolo”, con 733 pezzi battuti per circa 310 milioni di euro. Andando oltre il semplice documentario commemorativo, Thoretton realizza un vero e proprio film, pieno di materiale raro e di immagini esclusive delle abitazioni della coppia e della vita in comune, per raccontarci una storia d’amore, in cui l’arte e la ricerca di un’etica hanno giocato un ruolo importante. Convinto che “la moda non è arte anche se ha bisogno di un artista per esistere”, Saint Laurent è stato senza dubbio un artista rivoluzionario la cui scomparsa, nel giugno del 2008, ha lasciato un vuoto enorme nel mondo della moda. Traendo ispirazione dalla strada, dai suoi viaggi in Russia, Cina,

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India, Spagna, Giappone, Marocco, e dall’arte, YSL ha rivoluzionato il concetto di eleganza femminile. Le sue invenzioni stilistiche resteranno immortali: dal nude-look allo smoking femminile, dalle sahariane in chiave urbana al trench in lucido vinile. Ogni donna moderna, anche senza saperlo, gli deve qualcosa del suo stile. “Ho sperimentato molte forme di angoscia, molte forme di inferno, ho conosciuto la falsa amicizia dei tranquillanti e degli stupefacenti, la prigione della depressione e quella delle case di cura”, raccontò lo stilista dicendo addio al suo mestiere. La conferma di un’estenuante e logorante lotta interiore, ma forse anche il segreto di una creatività e un’originalità che difficilmente troveranno eguali. Il cofanetto, con il quale è proposto il DVD, è accompagnato dal volume “L’Amore è il Dardo”, curato da Alessandro Bignami, con saggi, recensioni, interviste a Pierre Bergé e Pierre Thoretton e alcuni estratti di Lettres à Yves e “Il colore del tempo”, entrambe opere di Pierre Bergé.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Musica

_ uglio? Suona bene! All’auditorium una rassegna di stelle internazionali

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_ di Iwona Grzesiukiewicz n estate le grandi star della musica si danno appuntamento a Roma, all’Auditorium, luogo deputato per

R.Gualazzi | i concerti di qualità. Le date? Dal 23 giugno al 2 agosto. La manifestazione estiva conclude la stagione 2010-2011 della Fondazione Musica per Roma con una selezione accurata delle proposte più originali della musica contemporanea. Quest’anno si potrà assistere a oltre trenta appuntamenti musicali - a

pochi metri di distanza dagli artisti impegnati in strabilianti performance dal vivo sullo spettacolare palcoscenico a cielo aperto della città, inserito nel cuore del Parco della Musica e caratterizzato da proprietà acustiche uniche. I nomi? Solo di primissimo piano, tra i più importanti del rock, del pop, del jazz e della world music: Lou Reed, Sting, Elton John, Joe Cocker, Ricky Martin, Cyndi Lauper, Buena Vista Social Club, Manhattan Transfer e John Mayall, per citarne solo alcuni. Qualche proposta, tra le più originali, si alternerà nel Festival MIT - Meet in Town, dove saranno presenti Primal Scream, Apparat, Modeselection, Kode 9 and The Spaceape e moltissimi altri. In sala Sinoli, saranno tre gli appuntamenti con il grande jazz internazionale rappresentato, tra gli altri, da Brad Mehldau e Joshua Redman, Stefano di Battista Quintet e “Tea for 3” con Dave Dauglas, Enrico Rava e Avishai Coehn.

La musica italiana sarà rappresentata da Raphael Gualazzi, i Pooh, Roberto Vecchioni, La Notte della Taranta con Ludovico Einaudi, Gino Paoli e Mario Biondi (protagonisti di un “incontro in jazz”) e molti altri ancora, i quali animeranno una ricchissima calda stagione musicale, che terminerà in grande con Stefano Bollani e Giovanni Allevi. Vi sembra sia abbastanza? Invece non è tutto! In programma anche tre concerti proposti dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: I canti che hanno fatto l’Italia, dall’Indipendenza all’Unità, fino alla Grande Guerra (con il coro delle Voci Bianche dell’Accademia e la Fanfara dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, diretti da Carlo Rizzani), i Carmina Burana (con il coro e i percussionisti dell’Accademia diretti da Circo Visco) e - dulcis in fundo - Concerto con Dedica, che vedrà l’Orchestra diretta del grande Maestro Ennio Morricone. Se vi sembra poco!

| Festival

_ spettando Fiuggi Un seminario anticipa il Family Festival di luglio _ di Angela Abozzi

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n preparazione al Fiuggi Family Festival, che si terrà dal 28 al 31 luglio a Fiuggi, si è tenuto a Roma un seminario sul ruolo della famiglia nei confronti dei cartoni animati in TV.

Presenti i principali rappresentanti delle Associazioni Familiari, compreso il Forum delle Famiglie, rappresentato da cinque milioni di famiglie. Autorità ed esperti, pedagogisti, psicologi e relatori pronti, insieme con le famiglie, ad esprimere un giudizio sull’immagine che i

Nuove Proposte | giugno ‘11

mezzi di comunicazione rappresentano e insieme a proporre valide alternative su ciò che disapprovano. Tra le novità di quest’anno, la nomina a nuovo Direttore Artistico del Family Festival della dott. ssa Mussi Bollini, capostruttura dei programmi per i ragazzi e coordinatrice dei cartoni animati di Raitre. Ha lavorato per Raiuno dal 1981 e a Raitre dal 1999, ideando e organizzando programmi per bambini e ragazzi. Nel suo curriculum già ricco in materia, quest’anno ha incluso due Premi. Nell’edizione 2011 è vincitrice di due “Pulcinella Award”. Segue con interesse e impegno i temi sul rapporto cinema, televisione e famiglie e da anni è addetta ai lavori del Festival delle Famiglie. Ma nell’accogliere la nomina di Direttore Artistico, con aria compiaciuta e familiare, Mussi Bollini ha detto: “Sono felice, onorata, contenta ma anche preoccupata. Sto studiando tantissimo. È una sfida bellissima. Ho voglia di fare e di proporre tante nuove iniziative, per essere pronta ad affron-

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tare i problemi che renderanno migliore il cinema e la TV, per le famiglie e per i ragazzi”. Un punto focale è la programmazione dei cartoni animati nelle prime ore pomeridiane, oltre alla diversificazione per fasce d’età e per canali tematici. “È un target in movimento che dobbiamo seguire, le abitudini dei bambini sono cambiate” ha sostenuto Roberto Genovesi, direttore di Cartoon on the Bay, gemellata con il Family Festival. Francesco Belletti, Presidente del Forum Famiglie, sostiene che i cartoni sono occasione per veicolare i messaggi e spiegare ai figli, ma i primi ad essere in gioco sono i genitori. Conclude la Presidente del Festival, Antonella Bevere Astrei, che dalla tavola rotonda nasce il “sogno di stabilire un nuovo patto di responsabilità tra gli operatori della comunicazione e le famiglie italiane, al fine di rendere più adulta e responsabile la programmazione televisiva rivolta al mondo dei bambini e delle loro famiglie”.


Mostre |

_ erone, tra storia e mito Una mostra racconta il più cupo degli imperatori _ di Luciana Zanuccoli

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ai si erano sentiti fino ad ora la curiosità, l’interesse, forse il coraggio, di dedicare una mostra all’imperatore Nerone che, sempre, è stato descritto con i colori più cupi, foschi, di personaggio crudele ed un po’ pazzo. Ma l’esposizione in corso a Roma, realizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici, e intitolata appunto “Nerone” intende gettare qualche ombra positiva sul più “cupo” degli imperatori romani. Nel corso della storia a Nerone sono stati attribuiti tanti misfatti: con lui la persecuzione dei Cristiani s’indurisce fino a diventare feroce, e sempre a lui si attribuisce il terribile incendio a Roma nel 64 d.C.. Molti sono i resti ancor oggi visibili della sua decantata dimora, la “Domus Aurea”, rivelanti, fra l’altro, la sua sconfinata ambizione. La Domus si estendeva dal Colle Oppio fino alla valle dove attualmente vediamo l’anfiteatro Flavio, che in epoca neroniana non esisteva ancora e al suo posto c’era un lago artificiale. Reperti della vastissima abitazione testimoniano una lussuosa architettura che si ergeva fra giardini, boschetti, orti, scalina-

te, laghetti. Grazie a testimonianze storiche si sono apprese alcune delle straordinarie caratteristiche della dimora. Vi erano affreschi preziosi, sale sontuose, fontane meravigliose, ornamenti raffinatissimi. Nel corso della mostra è consentito ai visitatori il privilegio, mai avuto in circostanze simili, di osservare proprio da vicino settori della residenza neroniana che sono ancora in via di scavo. Fra le scoperte più recenti, i resti della “Domus Tiberiana”, il palazzo dove Nerone visse in gioventù con la madre Agrippina ed il patrigno Claudio. Nerone fu una personalità con grandi contrasti. Notevole il suo talento, molta energia, grande ingegno. Ma potrebbero queste qualità compensare le sue innumerevoli, innegabili colpe? Se lo chiedono oggi gli storici per i quali non è facile dare una risposta. Non lo apprezzarono davvero i suoi contemporanei e la storia cercò di dimenticarlo, accusandolo di crudeltà, egoismo e di colpe di ogni genere. Dopo la sua morte furono distrutte molte statue che lo raffiguravano, cancellate iscrizioni che a lui si riferivano. Fu ricordato con ira,

La Domus Aurea | con rabbia, voglia di vendetta. E l’immagine di un Nerone esecrabile, matricida, distruttore atroce di Roma, nemico di Cristo, persecutore dei Cristiani, responsabile del martirio di Pietro e di Paolo si è perpetuata fino ai tempi moderni. Nel contempo, forse proprio per questa immagine diabolica, risulta l’imperatore che fra storici, scrittori, studiosi e persone comuni ha destato il maggior interesse raggiungendo quanto lui stesso ambiva: l’immortalità e la fama.

Convento di Tor de’ Specchi |

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giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Libri

_ logio della bellezza La Scalisi e il bello immutabile in Sant’Agostino _ di Angela Abozzi

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a giovane filosofa Maria Scalisi, nel recente libro “La bellezza in Agostino d’Ippona, poter educare attraverso il bello sensibile al bello immutabile” affonda la sua ricerca, iniziando dall’antichità classica, per penetrare nei concetti agostiniani inerenti all’idea del Bello e della Bellezza. Il libro sembra sia stato scritto per ricolmare d’amore il cuore del lettore, il quale impara ad amare la bellezza insita in ogni cosa dalla più piccola alla più eccelsa e a sentire quell’armonia interiore che solo la vera bellezza è capace di offrire. Da studente indisciplinato a studente brillante e successivamente insegnante, prima e dopo la sua conversione, avvenuta a 29 anni, Sant’Agostino s’innamora della Sapienza che diventa spontaneamente amore per la Bellezza. Quando poi a 32 anni, scopre il volto antico della Sapienza come natura di Dio e luce intellettuale piena d’amore, la

passione per la bellezza diventa amore di Dio. Il pensiero di Sant’Agostino è riuscito a superare le barriere del tempo, conservando una incredibile attualità e valore pedagogico-culturale. Maria Scalisi cita numerosi brani di testi latini a confronto: la definizione della Bellezza, il suo significato etico e spirituale, il passaggio dalla Bellezza creata alla Bellezza perfetta culminante nella verità e nell’amore di Dio e dell’uomo a sua immagine e nel rapporto tra il divino e il mondo. L’autrice dedica il libro alle giovani generazioni e alla loro formazione ed educazione. “Questo mio libro – afferma , infatti, la Scalisi – è rivolto agli educatori e vuole offrire un apporto estetico alla teologia tradizionale. È necessario aprire le porte alla Vera Bellezza. Essendo certi che la Bellezza sia in grado di raggiungere i cuori laddove quei sistemi teologici tradizionali sono insufficienti per l’uomo della società delle immagini, per

Sant’Agostino | Sa |

l’uomo che vive nell’assordante lusinga del molteplice e che ha un estremo bisogno di Bellezza”. Il pensiero con il quale l’autrice ci lascia è di Sant’Agostino: “Tardi ti ho amato Bellezza tanto antica e sempre nuova, un dì ti ho amato”.

| Mostre

_ ove si poggia il cielo Perché furono alzati gli obelischi egizi _ di Carlo Franciosa

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li obelischi egizi, di cui Roma vanta un buon numero di esemplari, secondo antiche credenze dei sacerdoti egiziani sono carichi di magia. In origine rappresentavano il collegamento tra il cielo e la terra, sostegni magici su cui si appoggiava la volta celeste. Erano tutti coperti d’oro (o di pittura dorata) e si dice che fino al 1187 fosse ancora possibile vedere ancora un po’ di quell’oro sull’obelisco di San Giovanni e su quello di Piazza del Popolo. Questa doratura aveva la funzione specifica di riflettere i raggi solari: doveva essere uno spettacolo senza pari, quello di Roma disseminata di steli di pura luce! Quando il sole calava, nottetempo, invece, intorno agli obelischi si intrattenevano i maghi

Nuove Proposte | giugno ‘11

e le streghe, che approfittavano di questi carichi di luce accumulata

Obelisco lateranense | 38

durante il giorno per rendere più efficaci i loro incantesimi. Papa Sisto V, con la scusa di rimettere le cose a posto secondo la morale cattolica, decise di porre fine a tutte queste pratiche di magia pagana e fece così alzare da terra questi monumenti, che infatti fino ad allora erano ancora appoggiati al suolo. Il lavoro venne effettuato a spese del Papa, sulla punta di ogni obelisco fu sistemata anche una croce, con il compito di esorcizzare la carica magica. Soltanto gli obelischi fuori dalle mura di Roma, all’estero – come quello di Luxor posto in Place de La Concord a Parigi – si sono salvati dall’immunizzazione cristiana. A Roma, di tanti “fascinus” resta solo la forma eretta, che vagamente fa pensare all’itifallico dio Min.


Mostre |

_ ilo dopo filo A Villa Medici, Mosè tra quadri e arazzi

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_ di Luigi Bernardi

ingolare e composita esposizione da visitare e ammirare all’Accademia di Francia Villa Medici. Singolare sin dal titolo: Poussin e Mosè, dal disegno all’arazzo. Esposte oltre 40 opere tra arazzi, disegni, incisioni, dipinti, dedicate appunto al profeta biblico. La mostra si apre con i quadri del grande pittore francese Nicolas Poussin, che visse a Roma gran parte della sua vita. Alle sue creazioni sono affiancate opere di Nicolas Chaperon, Jean Pesne e altri ancora, così affascinanti da convincere il re di Francia a commissionare alla Manufacture des Gobellins una serie di grandiosi arazzi che riprendono temi e soggetti delle opere esposte. Tra le varie scene che si ripetono e alternano, il “Mosè salvato dalle acque del Nilo dalla figlia del faraone”, il “Mosè in difesa delle figlie di Jetro”, il “Passaggio del Mar Rosso” e la “Manna dal cielo”. Completano la rassegna alcuni filmati,

quali “la vie de Moise”, risalente al 1907, e altri degli anni Trenta, così “primitivi” da suscitare emozioni come se risalissero all’epoca della Bibbia. La mostra, a cura di Eric de Chassey, diLa scoperta di Mosè di Poussin | rettore dell’Accademia di Francia, e di Annick Lemoine, incaricata del dipartimento di storia dell’arte di Villa Medici, è realizzata grazie alla collaborazione degli istituti francesi Mobilier National, Musèe du Louvre, Bibliothèque National de France, dell’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma e di altri enti mondiali, e con il sostegno di Academie des Beaux Arts, Sofitel Luxury Hotels e AirFrance. La mostra sarà aperta fino a domenica 5 ti dalle esposizioni odierne, quali gli giugno. Una buona occasione per arazzi, e per toccare con mano (e con ammirare opere eterne, per scoprire gli occhi) il fascino intramontabile pezzi d’arte troppo spesso trascura- delle storie bibliche.

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giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Economia

_ uestione di infrastrutture Il problema energetico italiano non passa solo dalla produzione _ di Michele Trotta

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a tornata referendaria ormai prossima, in cui, assieme ai temi dell’acqua e del legittimo impedimento, gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi sul nucleare, ha avuto tra i

tanti meriti quello di riaprire nel nostro Paese la discussione sulle politiche energetiche. Argomento cruciale per un paese industrializzato, poiché oggi l’individuazione di nuove fonti energetiche economiche e sostenibili, che garantiscano il soddisfacimento di una domanda in continua crescita, è un compito degli stati e una sfida dell’umanità in senso lato. Se si pensa poi che per fabbisogno energetico non si intende soltanto domanda di elettricità, ma anche il riscaldamento delle case e la circolazione degli autoveicoli, ci si accorge che la tematica investe un’essenziale fetta delle scelte politiche e strategiche di una nazione. Parlare oggi di energia significa analizzare la questione sotto tre diversi aspetti: l’economicità, la sostenibilità ambientale

Nuove Proposte | giugno ‘11

e sanitaria e l’efficacia delle possibili fonti energetiche. Autorevoli fonti affermano che allo stato attuale delle tecnologie il costo dell’energia elettrica prodotta dal carbone è di 3 cent kw/h, dal metano 4 cent kw/h, dall’eolico 5 cent kw/h, dalle centrali nucleari 5 cent kw/h, il costo del solare è di 12 cent kw/h (ma mira ai 5 cent) mentre il costo dalle centrali nucleari di terza generazione è 16 cent kw/h. Grande economicità del carbone, quindi, e impatto ambientale ridotto rispetto al passato grazie alle nuove tecnologie su cui oggi Cina ed India puntano forte assieme al metano e al petrolio. Il sistema di produzione di energia da carboni fossili denota il problema della reperibilità di tali risorse, che si ripropone negli ultimi mesi anche in termini geopolitici. Il successo di queste fonti energetiche è in realtà determinato dalla loro flessibilità: il petrolio può essere utilizzato per la produzione della plastica, come combustibili per automobili, per riscaldare le case e per produrre energia. Ciò che non è possibile fare con il nucleare. Le centrali atomiche producono grande quantità di calore di cui ne riescono a tramutare in energia solo il 30% utilizzabile solo come elettricità. Una strada percorribile per ridurre la dipendenza dai carbon fossili? No, se non si vuol patire la dipendenza dall’uranio (per altro meno presente in natura). Quanto alle fonti rinnovabili, il loro grande problema è la discontinuità della produzione di

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energia che le caratterizza, cosa che invece non accade con l’atomo. Nucleare si nucleare no? Secondo molti esperti il vero problema italiano non è la produzione di energia. Il nostro sistema di produzione energetica è autosufficiente a riguardo. Il vero problema è la sostanziale assenza di materie prime sul nostro territorio. L’Italia infatti importa energia, questo è vero, ma pochi sanno che l’Italia in certi momenti esporta energia. Quando si dice che l’Italia compra energia dalla Francia è vero, ma non lo fa perché ha bisogno dell’energia francese; lo fa bensì solo di notte quando l’energia francese costa meno che di giorno. In questo modo l’Italia, grazie alle sue centrali idroelettriche che, oltre a produrre energia, immagazzinano quella comprata dalla Francia di notte per rivenderla di giorno a costi maggiorati. Dunque il problema italiano è infrastrutturale. Invece di produrre più energia bisognerebbe investire nelle diversissime modalità di risparmio energetico. Semplicemente installando in tutte le case italiane dei doppi vetri si risparmierebbero enormi quantità di energia destinata al riscaldamento delle case. Realizzando delle infrastrutture come ferrovie e metropolitane si potrebbe risparmiare sul petrolio, sulle auto, con il vantaggio di destinare maggiori risorse energetiche alla produzione dell’energia elettrica e, nel contempo, di fare investimenti in infrastrutture usufruibili dai cittadini italiani. L’alternativa a enormi centrali esiste e vede nelle reti intelligenti di distribuzione una importante soluzione che consenta di decentrare la produzione e di trasferire l’energia dove all’occorrenza ce ne è bisogno. Il futuro ancora una volta si chiama ricerca ed innovazione.


Professioni |

_ cripta manent

Wedding reporter, per raccontare il giorno più bello

_ di Rosalba Abozzi Fernanda Annicchiarico onostante i tempi cambino rapidamente, il matrimonio viene ancora considerato dalle romantiche rimaste come “il giorno più bello della propria vita”. Pur di rivivere quei momenti si organizzano registrazioni video, servizi fotografici e chi più ne ha più ne metta. Ma ecco che, prontamente, dagli Stati Uniti nasce una nuova professione che si affianca a

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quella del wedding planner, ormai sempre più cool anche in Italia. Per rendere QUEL giorno, un giorno indimenticabile, arriva la

wedding reporter. Ebbene sì, una vera e propria reporter non solo del matrimonio, ma di tutta la storia dei due innamorati: un vero romanzo che ha il gusto dei ricordi passati. I personal writer scrivono storie su ordinazione, non solamente per eventi simili, ma anche per chiunque desideri fare un regalo o fissare sulla carta esperienze della propria vita. Una libera professione a tutti gli effetti che necessita, oltre che di familiarità con la lingua, di una grande intraprendenza e di una indiscutibile capacità di proporsi, il tutto condito con un’indispensabile fantasia. Certo, l’amore per la scrittura è la base necessaria per poter partire, ma poi anche la penna scorrevole deve essere uno dei pilastri portanti di questo stravagante mestiere. Ma niente preoccupazioni: imparare a scrivere si può, attraverso corsi specifici ed esercitazioni. L’importante è saper coltivare l’abilità di imprimere su carta emozioni tali da rendere quei ricordi indelebili, speciali e soprattutto magici. Originalità ed unicità caratterizzano così questi libri in cui gli sposi sono protagonisti di un racconto indimenticabile: dal pri-

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mo incontro al giorno fatidico. La wedding reporter deve possedere la curiosità d’indagare nella vita dei due sposi, dal momento in cui si sono conosciuti al giorno del “sì, lo voglio”, arricchendolo con dovizia di particolari. Oggi si organizzano sempre più matrimoni a tema, sempre alla ricerca di quella originalità che possa rendere unico il giorno più bello. Ripercorrere nelle pagine del proprio romanzo quei magici momenti regala, sia agli sposi che alle persone care, attimi di felicità. Ed allora, perché non farne dono ad amici e parenti? Sarà un romanzo d’amore che forse potrà ancora far sognare.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Tech

_ ioiellino targato Google Chromebook: rivoluzione o semplice innovazione? _ di Tommaso Travaglini

L’

era dei notebooks, i computer portatili superleggeri e ultrasottili è nel pieno del suo corso. Capita spesso ormai di vedere persone che vanno a spasso con custodie dello spessore di un paio di centimetri, che a prima vista sembrano cartelline per appunti, ma che all’interno contengono ben altro: gioiellini di ultima generazione, con cui si può lavorare, navigare su internet ad alta velocità, in ogni luogo e a qualsiasi ora. In questi ultimi anni il loro mercato si sta espandendo molto, come del resto è sempre successo per ogni prodotto tecnologico innovativo che si rispetti. Tant’è che sono sempre di più le società che sfornano e lanciano sul mercato modelli all’avanguardia, sia dal punto di vista dell’efficienza, sia da quello del design. Il 15 giugno uscirà un laptop che presenta alcuni spunti interessanti che forse gli consentiranno di gareggiare con i rivali targati Apple e HP, primo fra tutti il marchio: Google Chrome. Il nome ufficiale è proprio “Chromebook” e sarà confezionato da Acer e Samsung, non gli ultimi in campo com-

Nuove Proposte | giugno ‘11

puteristico. I Chromebooks mostrano grandi spunti già dall’accensione: si avviano in pochissimi attimi (tra i 5 e gli 8 secondi) a differenza dei laptop Windows. Molti però già si scagliano contro la tanto discussa sicurezza del “cloud computing”, che permette l’utilizzo di risorse hardware e software in remoto, soprattutto dopo il crash di Sony Playstation Network e Amazon. Tuttavia l’azienda ha già garantito che le misure di sicurezza vengono aggiornate e migliorate ogni giorno. Inoltre, sempre grazie al “sistema della nuvola”, in caso di furto è possibile recuperare i dati semplicemente collegandosi a un altro Chromebook. Stretta dipendenza dalla connessione ad Internet, il sistema operativo in questo caso sarà Chrome-OS, che garantisce un caricamento dei siti web più rapido che mai e presenta una vastissima gamma di apps, gratis e non, facilmente reperibili sul “Chrome Web Store. Il problema della necessità di una connessione al web per funzionare è ovviato dalle offerte fornite da

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Chromebook | Google: il collegamento alla rete sarà totale in wi-fi e in 3G. I computer con solo il primo tipo di connessione avranno un prezzo che si aggira sui 399 euro, mentre quelli 3G o che funzionano con altre SIM nazionali, costeranno circa 449 euro. L’inconveniente principale sembra essere l’incompatibilità con iPhone, iPod touch e iPad. Questa problematica, tuttavia, viene oscurata dai numerosi pregi: infatti, con neanche 2 cm di spessore per 12,1” di schermo e un peso inferiore a 1 kg, avviamento fulmineo, batterie di media durata (circa 6/8 ore di autonomia), due porte USB, slot per SIM card, alcuni dubbi rimangono solo riguardo alla sicurezza della banca dati. Ma per per toccare con mano pregi e difetti del Chromebook appuntamento al 15 giugno.


Tech |

_ uda certezza

A Fiumicino e Malpensa i primi body scanner italiani _ di Andrea Vitale

“M

eglio nudi che morti”, questo sembra lo slogan che ha portato a sperimentare – già dai primi giorni di maggio – i body scanner negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa. Il percorso dei

controlli aeroportuali sembra dunque destinato ad allungarsi. In principio furono i controlli sul bagaglio a mano, poi l’obbligo di togliersi le calzature per passare i check-in, ancora dopo la proibizione di portare a bordo bottigliette con più di 100 ml e, infine, adesso bi-

sognerà anche mostrarsi nudi prima di salire in aereo. L’Unione Europea vuole infatti adottare gli scanner corporei per aumentare il livello di sicurezza dei viaggi verso gli Stati Uniti, tanto che questi strumenti verranno utilizzati soprattutto per i voli verso gli States. Ma come funzionano questi dispositivi, tecnicamente chiamati scanner millimetrali? Finora i rilevatori ai raggi X erano in grado di vedere sotto i vestiti soltanto gli oggetti metallici. Gli scanner millimetrali usano però radiazioni più leggere, ad altissima frequenza (onde millimetriche, nell’ordine del Terahertz) che attraversano i vestiti, ma vengono parzialmente riflesse da qualsiasi oggetto, anche non metallico, e dalla pelle. I materiali opachi alle onde luminose (per esempio i vestiti) risultano trasparenti a questo dispositivo consentendo così di distinguere eventuali oggetti nascosti, mentre il grado di riflessione del nostro corpo causa l’effetto quasi nudo. Le onde millimetriche ven-

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gono trasmesse contemporaneamente da due antenne che ruotano attorno al corpo. L’energia delle onde riflesse dal corpo o da altri oggetti viene raccolta da due rivelatori posti diametralmente al passeggero e poi usate per ricostruire un’immagine a tre dimensioni. Quindi, in pochi secondi, si spogliano le persone, e si può “vedere” tutto, compresi, per esempio, eventuali impianti del seno o piercing in zone poco esposte. Per ovviare alle naturali preoccupazioni sulla privacy violata in cambio della sicurezza, il sistema prevede che l’operatore che controlla le immagini sia chiuso in una stanza e non veda i passeggeri. Inoltre i volti sono resi non identificabili. Secondo la Tsa, l’organo che assicura la sicurezza sugli aerei e negli aeroporti statunitensi, le onde emesse dagli scanner non sono considerate ionizzanti, ovvero non sono in grado di rompere il legame che tiene uniti elettroni e nuclei in un atomo. Almeno non fanno troppo male alla salute.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Moda

_ i che costume sei? Estate 2011, tanti modelli per il mare _ di Fernanda Annicchiarico Rosalba Abozzi

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on il primo sole ecco tornare la voglia di spogliarsi del grigiore dell’inverno. Immediatamente si pensa alle ferie con

la voglia d’evadere che per i più è sinonimo di mare. E cosa si può desiderare di esibire se non un nuovo costume? Come ogni anno la moda detta le tendenze che influiscono sugli acquisti soprattutto delle donne più attente ai cambiamenti. Per

Nuove Proposte | giugno ‘11

l’estate 2011 viene riconfermata la moda del tankini! Sembra quasi un buon compromesso tra il classico bikini ed il costume intero, tra la praticità e l’eleganza. Il tankini si presenta con gli slip a culotta, a brasiliana o con i laccetti ma con il sopra, al posto del classico reggiseno, una canotta di varia lunghezza, preformata. Altra tendenza di questa estate è il costume da bagno brasiliano che, abbinato ad un reggiseno a fa-

scia, saprà infondere una nota sexy a chi l’indosserà! Quest’anno c’è proprio l’imbarazzo della scelta in quanto la moda mare del 2011 affronta ed interpreta le esigenze di

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tutte le donne. Oltre alla possibilità di riutilizzare i vecchi costumi miscelandoli tra loro, è di gran moda abbinare pezzi provenienti da due differenti completi. Rimane il vecchio il bikini seppur riaggiornato ed il classico costume intero che ritorna alla grande nel guardaroba dell’estate. I colori decisi come il rosso, il fucsia ed il verde contrapposti al nero e al bianco sono i protagonisti ma non mancano quelli tenui e pastello. Gli stilisti propongono stampe floreali ispirandosi allo stile folk degli anni ‘70 ed etnico degli anni ‘80. Ritorneranno perciò anche ricami, perline, paillettes e frange, il tutto realizzato da tessuti morbidi di ottima vestibilità. Con questa esplosione di colori prepariamoci ad accogliere l’estate consapevoli però che un costume acquista bellezza se portato con eleganza e charme, caratteristiche che solo ogni singola donna può infondere con la propria personalità.


Beauty |

_ a bellezza non va in vacanza In forma al mare e in montagna _ di Priscilla Rucco Buzzantro

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urante le vacanze, si sa, si prende sempre qualche chilo che, a fatica, è stato smaltito durante il periodo che precede l’estate. Ma con qualche consiglio pratico ecco come rendere il mare e la montagna nostri alleati per la forma fisica.

Il mare fa bene a grandi e piccoli, lo iodio poi ha dei benefici immensi che si possono

constatare in numerosi campi. Tra questi la pelle che, grazie ai benefici del sole estivo - purché si utilizzino sempre creme abbronzanti con il giusto fattore di protezione - e dell’acqua di mare, che possiede proprietà antinfiammatorie e battericide, sarà di certo maggiormente levigata anche se è buona norma dopo l’esposizione al sole utilizzare degli olii nutrienti. Utilissime le creme anticellulite che agiranno mentre siamo comodamente sdraiate a prendere il sole e che, sotto ai suoi raggi, svolgeranno un vero e proprio massaggio da centro estetico. Da fare assolutamente, le passeggiate in riva al mare, meglio se dentro l’acqua, per rassodare le gambe e i glutei ed eliminare la ritenzione idrica; sì anche alle nuotate per rafforzare la pelle delle braccia e consumare mediamente ogni minuto 8/10 calorie. Anche la sabbia ha il suo grande ruolo, poiché non vi è un esfoliante

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più naturale per eliminare tutte le cellule morte dal nostro corpo. Se invece il sole e il mare non fanno per voi e magari avete dei problemi di kg in eccesso, da una recente scoperta, effettuata dall’Università Ludwig Maximillians diretta dal dottor Florian Lippi, e pubblicata da “Obesity”, più si va ad alta quota più si perderà peso. Questo perché in montagna vi sarebbe un aumento del metabolismo, anche se delle vere e proprie spiegazioni non si hanno ancora, ma tutti i volontari partiti sono ritornati con parecchi kg in meno e hanno mantenuto quel peso per parecchi mesi, non solo grazie alle escursioni e l’aria rarefatta. Per entrambe le destinazioni l’alimentazione è importante: pasta in piccole porzioni, pesce, carne, verdura e frutta non possono mancare, così come 3 litri di acqua per le giornate più calde. La cosa importante è che basta non esagerare con le fobie della linea perfetta ad ogni costo e ricordarsi che una vacanza, come tale, può implicare qualche concessione alimentare.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Cucina

_ ragrante…da milenni Lunga vita (e tradizione) al pane _ di Rosalba Abozzi Priscilla Rucco Buzzantro

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e difficoltà economiche in cui molte famiglie si sono trovate in questi anni per un sempre crescente aumento dei prezzi hanno sviluppato la capacità di “sapersi arrangiare”, non solo riciclando oggetti, inventandosi la moda vintage, ma anche riscoprendo il

piacere di realizzare con le proprie mani alimenti di prima necessità, facendo nascere delle vere e proprie mode. L’arte di preparare il pane in casa è una di queste. Fin dall’antichità il pane è stato una componente essenziale dell’alimentazione dei popoli, che si sono ingegnati per miglioralo e conservarlo. Ripercorrendo brevemente la storia della sua comparsa sulle nostre tavole ricordiamo il popolo egiziano, il primo a conoscerne il sapore e ad inventare il primo forno. Il primo anche, come afferma Erodoto, a scoprire il valore, attribuendolo al soprannaturale, della “pasta acida” che rendeva l’impasto più morbido. Il popolo ebreo invece era solito utilizzare un pane senza lievito che riteneva fermentante, ma che comprese come il sale potesse conservarlo più a lungo. Fu però il popolo greco

Nuove Proposte | giugno ‘11

R icetta Baguette

che sviluppò una vera arte panificatoria, con ben settantadue specie di pane! Inventarono anche l’amylon e thronos, impasto con pasta di frumento seccata, che veniva usata per pulirsi le dita a tavola. Il compito di cuocere il pane era destinato alle donne: sulla brace, sotto la cenere, tra due ferri e sotto una campana di terracotta. I romani invece, non conoscendo il lievito, utilizzavano focacce di farro, formaggio e miele e solo dopo la conquista della Grecia impararono ad apprezzare il pane di frumento e svilupparono la loro arte: il panis streptipcius, composto di farina, acqua, latte, olio, strutto; il panis adipatus condito con pezzi di lardo e pancetta. Nel Medioevo, a causa di numerose carestie ci fu difficoltà a trovare la farina, ma nel Rinascimento il pane fu ben conosciuto ed apprezzato. Da questo breve excursus storico possiamo ben comprendere come questo alimento abbia sempre fatto da padrone sulle nostre tavole, tanto da far sorgere in molte città delle vere e proprie boutique, negozi specializzati dove si può trovare dal pane più classico, come baguette, rosette, integrale, a quello realizzato con vecchie ricette, a lievitazione naturale. E allora perché non provarci da soli?

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Ingredienti per 400 gr di pane: 200 gr farina Manitoba 100 gr farina 00 150 ml acqua 15 ml latte 12 gr lievito di birra fresco 1 cucchiaio olio 1 cucchiaino di malto d’orzo 1 cucchiaino sale Sbriciolare il lievito nell’acqua e latte, aggiungere il malto d’orzo e mescolare. Unire a questo composto liquido la farina, infine l’olio ed il sale. Impastare per almeno 30’, possibilmente con l’ausilio della macchina per fare il pane, poi mettere l’impasto in una ciotola leggermente infarinata. Coprire con un canovaccio e far lievitare per 55’. A fine lievitazione, posizionare l’impasto su una spianatoia infarinata, facendo attenzione a non schiacciarlo troppo per non “smontare” la lievitazione. Tagliarlo in due e formare le baguette, lasciarle poi riposare coperte per circa 15’, mentre si preriscalda il forno a 250 gradi. Aggiustate la forma delle baguette e praticare i caratteristici “tagli”. Cuocere per 20’: nei primi 10’ a forno statico, nei secondi 10’ abbassando di 10 gradi la temperatura e attivando la ventilazione del forno.


Sport |

_ port o vacanza organizzata? Le immersioni nei fondali laziali, uno sport anche da turisti _ di Andrea Vitale Riccardo Borgia on l’estate si riaccende la passione per gli amanti dei fondali marini. I corsi per sub si affollano di nuovi subacquei che voglio affacciarsi su questo incantevole sport, per gustarsi le meraviglie

Zannone”. Il primo luogo ha profondità che varia da un minimo di 15 a un massimo di 60 metri, ed è caratterizzato dall’ottima visibilità. Le formiche sono scogli emergenti a sud-est del porto dell’isola, con delle bellissime pareti, tanto che tutta l’immersione è caratterizzata da una grande ricchezza di vita. Lo scoglio di Zannone ha una profon-

del mondo subacqueo. Non è necessario affrontare lunghissimi viaggi e allontanarsi dal Lazio per vivere queste nuove esperienze, sono innumerevoli i paesaggi marini che ci offre la nostra regione. L’isola di Ponza, ad esempio, presenta diversi punti d’immersione, in particolare sono molto gettonate le “formiche di Ponza” e “lo scoglio di

dità che varia dai 10 ai 15 metri; il punto d’immersione è composto da uno scoglio affiorante a metà strada tra Ponza e l’isolotto di Zannone. L’immersione può arrivare anche alla profondità di 37 metri, se ci s’immerge nelle varie grotte esplorando le sue bellissime pareti rocciose. Nelle vicinanze è presente anche un relitto di una nave da

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guerra che si trova a Punta Papa, sul lato nord di Ponza. La prua si trova a 27 metri e, insieme ai cannoni e alla stiva, è la parte più affascinante del relitto e meglio conservata. Senza spostarsi troppo dalla Capitale, nella località di Ostia, a secca di Paterno, ci sono ben cinque punti d’immersione: il cappello, tane 25, la grotta, lo scoglio della catena e i canaloni. Invece a Civitavecchia nord, a 2 metri circa dalla costa, è presente la murata di S. Agostino cioè una secca rocciosa, con pareti che toccano circa 36 metri nella parte più bella. Sicuramente uno dei più bei posti di tutto il Lazio per gli amanti delle immersioni è la zona del Circeo grazie al fondale roccioso, dove si ergono enormi costoni di roccia che formano pareti a picco e canaloni ricchi di vita e di colore. Oltre al lato faunistico e paesaggistico di questo interessantissimo sport, che si può scoprire con la passione verso questo mondo, vi è anche il lato vacanziero e occasionale. Infatti, negli ultimi anni stanno nascendo sempre più tour operator che propongono pacchetti viaggio e offerte nei posti più belli d’Italia e ovviamente del mondo a prezzi abbordabilissimi. Questo turismo si sta sviluppando moltissimo anche nelle zone circostanti la Capitale e la regione laziale, con scuole o corsi specializzati. Una scelta che nel tempo riscuoterà sempre maggior successo.

_ asseggiate metropolitane Il bello di camminare in città _ di Marinella Sicuso

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on l’arrivo della primavera ci riscopriamo un po’ tutti camminatori. La vita frenetica che conduciamo quasi tutti, paradossalmente ci obbliga per molte ore al giorno alla sedentarietà. L’obesità, male della vita moderna, con tutte le ripercussioni negative che essa ha sul funzionamento dei vari organi e apparati, è diventata così uno dei problemi da combattere per cercare di invecchiare meglio. I nostri muscoli poi, sempre meno utilizzati, tendono ad atrofizzarsi. Certo, camminare nel verde è molto più stimolante e salutare, ma anche una passeggiata nelle nostre città è una piccola avventura aperta al nuovo e all’imprevisto. Passeggiando, per esempio, si

possono scoprire angoli poco conosciuti, ci si può fermare con calma ad ammirare l’architettura di una chiesa o di un palazzo, oppure assaporare l’atmosfera di una vecchia via. Anche le persone in strada rappresentano uno spettacolo. Osservando il comportamento degli altri passanti si apprendono molte cose nuove circa il funzionamento della società, si capisce quali sono le nuove mode e le nuove tendenze, e quali, ahimé, i nuovi tic e i nuovi vizi. Ci si fa un’idea più precisa anche nel mondo animale e vegetale. A seconda della stagione si percepiscono negli alberi e nelle piante nuovi odori e nuovi colori; ti accorgi dei gatti che prendono il sole nei giardini in fantastiche pose rilassate e che d’estate, verso sera, se ne escono per la strada in curiosa esplo-

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razione. Il moto ed il movimento stimolano la produzione di idee e la riflessione e camminando ci si accorge di seguire con un certo piacere il corso dei propri pensieri e le associazioni mentali che sorgono quasi spontanee come risposta agli stimoli dell’ambiente esterno. Camminando in città si ha inoltre il privilegio di sostare dinanzi a negozi, edicole e librerie e qualche volta capita di deviare il tragitto previsto per andare in biblioteca e apprezzare il silenzio e l’atmosfera stimolante che vi si respira, creata da libri e lettori. Dopo una passeggiata, in genere si arriva a casa un po’ stanchi e sudati, ma una bella doccia ed una cena appetitosa saranno sufficienti per recuperare le energie e affrontare l’avventura di una nuova giornata.

giugno ‘11 | Nuove Proposte


| Fuoriporta

_ udika 1243 Il medioevo rivive a Viterbo _ di Mario Russo

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n evento ludico-culturale per rievocare un episodio della storia. Anche quest’anno Viterbo si prepara a fare un salto indietro nel tempo. Dal 20 al 26 giugno, infatti, si svolgerà la XI edizione di Ludika 1243. In programma spettacoli, battaglie campali e ricette medievali. Per sei giornate il quartiere di San Pellegrino, cuore storico della “Città dei Papi”, diventerà teatro di uno degli appuntamenti più spettacolari dell’estate viterbese. La manifestazione, cresciuta costantemente nel tempo grazie alla passione dei suoi organizzatori, trae spunto da un episodio storico che interessò la città nel 1243: l’assedio dell’imperatore Federico II di Svevia. All’evento, da alcuni anni, è legato anche il festival del teatro di strada, dove numerosi artisti creano, ovunque essi vogliano, suggestivi momenti di spettacolo, facendo diventare il centro della città un grande palcoscenico all’aperto. Tutti potranno essere protagonisti partecipando ai giochi e alle sfide sportive sotto la bandiera di qualche antica casata. Chi vorrà, potrà costruirsi da solo la propria arma, lo scudo e

il fratino per partecipare a duelli cavallereschi. Ma Ludika è ancora di più: mercatini con oggetti d’artigianato, rievocazione di antichi mestieri inscenata da attori in costume, mostre, concerti, laboratori, letture. Un intero spazio sarà dedicato ai bambini che potranno scoprire passatempi, storie e giochi dedicati a loro. Anche il cibo sarà rigorosamente medievale. Tutte le sere, infatti, nella taverna all’aperto in via San Pellegrino si potranno assaporare ricette del 1200 sempre diverse, allietati da giullari, giocolieri, menestrelli e narratori. Il momento più entusiasmante e coinvolgente, la battaglia campale, è previsto per l’ultima giornata, domenica 26. Si tratta della rievocazione della battaglia del 1243, seguita all’insurrezione popolare, tra le milizie guelfe viterbesi guidate da Raniero Capocci e le truppe ghibelline di Federico II di Svevia. Chiunque potrà combattere schierandosi con guelfi o ghibellini, “vestendo”

i panni di un eroe, di un cavaliere, di una nobildonna o anche di un semplice soldato o contadino dell’epoca, a seconda del ruolo richiesto al momento, con abito e arma (in lattice) fornita dall’organizzazione. Per tutta la sua durata, Ludika 1243, una manifestazione unica nel suo genere, trasformerà il centro della città in uno splendido “archeoparco” medieva-

Momenti di Ludika | le in cui ognuno potrà sperimentare il proprio medioevo. Un modo per non dimenticare e tenere vivo il ricordo di un evento che, oltre a liberare la città, aprì per essa un periodo di grande splendore, mentre la potenza sveva in Italia volgeva al tramonto.

_ esce e sano divertimento La Festa delle Tradizioni Marinare di Fiumicino

_ di Mario Russo angiare il pesce a Fiumicino. Spesso i romani lo fanno. Se a questo si aggiunge il folklore e un po’ di sano divertimento ecco la Sagra del Pesce, la Festa delle Tradizioni Marinare della città di Fiumicino. Giunta alla 41a edizione quest’anno si svolgerà dal 10 al 12 giugno. Gli spazi sono, come di consueto, quelli di Piazzale Mediterraneo, tra la darsena e il lungomare. Situata sul litorale tirrenico a nord del delta del Tevere, dopo il capoluogo, è il comune più esteso della provincia di Roma. Nasce come città con la legge regionale n.25 del 6 marzo 1992 e il suo territorio viene ricavato dal XIV Municipio del comune di Roma. Il suo abitato sorge al termine della via Portuense. Ogni anno nel secondo fine settimana di giugno Fiumicino ricorda e ravviva gli elementi più tipici per cui è rinomata: la marineria, la pesca e la ristorazione che nel contesto

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Nuove Proposte | giugno ‘11

della Sagra vengono appunto festeggiati. A mantenere viva questa tradizione è la Pro Loco cittadina. I volontari si adoperano, infatti, per l’allestimento del punto di distribuzione, dove i visitatori potranno degustare nelle serate del venerdì e del sabato dei prelibati menù di pesce. La domenica, invece, a partire dall’ora di pranzo e ad oltranza, fino ad esaurimento scorte, a far da regina sarà la fragrante frittura di gamberi e calamari delle tavole allestite nel piazzale. Il fritto sarà servito nel classico piatto di ceramica con il logo della sagra, che rimarrà al visitatore come caratteristico ricordo della manifestazione. L’evento sarà arricchito da spettacoli musicali serali, un mercatino di prodotti tipici e artigianali, mostre fotografiche a tema marinaro e attività di maestri d’ascia della locale cantieristica navale. Lo scorso anno sono stati distribuiti 25 quintali di pesce e consumati più di 14.000 litri di olio. Quest’anno gli

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organizzatori contano, se non di superarsi, di eguagliare il successo della scorsa edizione. L’evento si concluderà con uno spettacolo di fuochi d’artificio, direttamente in riva al mare. Un saluto pirotecnico che congeda i visitatori dandogli appuntamento al prossimo anno.


Agenda |

_ rammenti dâ&#x20AC;&#x2122;estate

Dal 2 al 5 Giugno Festival del fitness 2011 Foro Italico , Via dei Gladiatori 31 Roma

4 giugno Andrea Perroni Live Show

13 giugno Festival Ballet-ex Teatro Olimpico

Pontile di Ostia

16-17 giugno

Dal 10 al 12 giugno Sagra del Pesce

Forum green energy - rinnovare il credito alle energie rinnovabili Palazzo Altieri

Fiumicino, Piazzale Mediterraneo

Dal 10 al 12 giugno Yogafestival 2011 Villa Pamphilj

Fino al 19 giugno Festival internazionale della Letteratura Basilica di Massenzio, Foro Romano

12 giugno Caccia ai tesori di Roma, centro storico & dintorni

Auguri |

29 giugno

14 giugno A Gabriele, 3 anni di gioie e divertimenti

8 giugno Ad Antonella, Sei il mio

29 giug pasticcino no preferito. Auguri Mar Al tesorino!E sono uno che se inella,Ta nti auguri di ne intende! donna forte

Buon compleanno Armando Buon ( e t estarda...) per dei 28 anni... compleanno piccolo!ma dal cuore tenero ... con le palle! con affetto Amore

dei nonni

Luigi

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La tesorina e i Meji...

giugno â&#x20AC;&#x2DC;11 | Nuove Proposte


| Auguri

Au gu ri A ndrea

18 anni

l’inizio di un volo pieno

di successi

Nonno

| Oroscopo

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voti delle stelle

Ariete Durante questo mese vi sentirete particolarmente ambiziosi e determinati. State tuttavia attenti ad eventuali incidenti di percorso, potreste pentirvi di scelte troppo azzardate! Amore: 10 / Lavoro: 9 / Salute: 9 Toro Con Giove e Marte nel vostro segno vi si prospetterà un periodo di crescita personale, in cui vi potranno essere utili i preziosi consigli da parte di familiari e amici. Amore: 10 / Lavoro: 10 / Salute: 7 Gemelli Venere sarà nel vostro segno. In questo mese di importanti decisioni apparirete particolarmente gentili e disponibili agli occhi degli altri, ma fate attenzione: qualcuno potrebbe approfittarsene. Amore: 10/ Lavoro: 7 / Salute: 6 Cancro Mercurio favorirà le relazioni personali. Scatti di irascibilità potrebbero precludere le occasioni che vi si presenteranno. Siete sulla buona strada per raggiungere importanti obiettivi. Amore: 10 / Lavoro: 7 / Salute: 7

Nuove Proposte | giugno ‘11

_ a cura di Max Prescott

Leone Possibili incomprensioni e incidenti di percorso. Abbiate fiducia in voi stessi e supererete così anche gli ostacoli a prima vista insormontabili. Amore: 10 / Lavoro: 7 / Salute: 8 Vergine Vi sentirete fragili e insicuri, potreste perciò apparire vulnerabili e rischiare di commettere errori. Dovrete lavorare duro e portare molta pazienza prima di vedere risultati concreti. Amore: 6 / Lavoro: 8 / Salute: 5 Bilancia Siate maggiormente decisi e meno frettolosi nei progetti che affronterete. La giusta dose di realismo vi porterà a superare anche i momenti apparentemente più difficili. Amore: 8 / Lavoro: 7 / Salute: 7 Scorpione Evitate di tenervi tutto dentro e reagite alle piccole incomprensioni che vi si presenteranno. Non vale la pena sprecare energie per progetti che non porteranno a nulla di positivo. Amore: 7 / Lavoro: 7 / Salute: 7

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Sagittario Periodo più che positivo, in cui riuscirete a trasformare in realtà piccoli progetti in cantiere da troppo tempo. Siate cauti e riuscirete a tenere la situazione pienamente sotto controllo. Amore: 7 / Lavoro: 9 / Salute: 5 Capricorno Sarete alla ricerca di una maggiore stabilità, che non tarderà ad arrivare. Lievi dissidi potrebbero portare a screzi con il partner o sul posto di lavoro. Sappiate guardare oltre. Amore: 8 / Lavoro: 8 / Salute: 7 Acquario È arrivato il momento di mettere da parte l’orgoglio per non precludere le relazioni con gli altri. Ricordate che solo una buona concentrazione potrà portare a buoni risultati. Amore: 5 / Lavoro: 7 / Salute: 5 Pesci Urano e Nettuno continueranno a sostenervi, facendovi vivere un periodo intenso sotto il profilo affettivo. Audaci e socievoli come non mai, avete imparato a fidarvi del vostro istinto. Amore: 9 / Lavoro: 8 / Salute: 8



Giugno