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Anno 1- Numero 5 - Dicembre 2010 - Registrazione Tribunale di Foggia n. 592/2003 Edito dall’ Associazione Nuova Fucina (ANF) - Distribuzione gratuita

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Scusi, per Miami? La protesta dei lavoratori ex Eti

Scatta l’allarme per l’Alberghiero

L’alfabeto del 2010 di Margherita

Terremoto: 30 anni dall’incubo

Sempre dritto...

...ma attenti alle buche!

Dodici salinari a New York


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la Nuova Fucina

Num. 5 - Dicembre 2010

EDITORIALE

La nostra società pervasa dal “Berlusconi che è in me” La prospettiva: ricostituire un tessuto connettivo delle persone e della società di Carmen Palmiotta “Io non ho paura di Berlusconi in sé, ho paura di Berlusconi in me”. Questa verità di Giorgio Gaber mi è tornata in mente per il saluto di fine anno ai nostri lettori. Una verità poi ripresa da molti, per fotografare una mentalità creata e strutturata in 16 anni di presenza continua dell’originale sulla scena politica italiana, rappresentata, quasi sempre in senso peggiorativo, dai suoi replicanti nelle sedi locali. E se fosse limitata ai ‘berluscones’, la situazione sarebbe ancora circoscritta; il fatto è che il ‘Berlusconi che è in me’ ha pervaso la società italiana, ed è diventato costume. Cosa che ci dovrebbe allarmare, anche solo perché non è un modello, non diremo credibile, ma sostenibile in forma allargata. Non tutti possiamo fare i soldi come lui, avere le sue residenze nel mondo, le sue energie, le sue ragazze, i suoi processi e le sue tv, la sua dialettica, la faccia tosta, la capacità di far passare il piombo più nero per oro splendente, i suoi Bondi e le sue Carlucci, e potremmo andare avanti ancora per molto. E allora, che prospettiva abbiamo per l’imminente 2011, come persone e come Paese? Quale augurio dobbiamo farci? Cada o non cada, governi ancora poco o fino alla fine, Berlusconi la sua partita l’ha giocata tutta, e l’ha vinta. Per questo, ci sentiamo di dire che Berlusconi è finito. Sono compiuti un ciclo e una storia personali. Ma noi? Vogliamo continuare a coltivare il ‘Berlusconi che è in me’? Se sì, dovremmo essere capaci di fare una proiezione sul lungo periodo e sapere di ottenere risultati eclatanti per tutti, altrimenti siamo fallimentari già da ora. Se no, è giunto il momento di interrogarci sulla nostra sto-

ria, sulle scelte, sulle dinamiche di interazione con la società, sulle grida di dolore che sono salite sui tetti, per farsi ascoltare e riconoscere tali da distratti, indifferenti, conformisti e perbenisti. Mi si permetta di parlare per un momento in prima persona e di esprimere il disagio, la sofferenza, l’impotenza e la rabbia provati quando persone in carne ed ossa e non in fiction, si sono arrampicate sulle tegole della propria dignità ridotta a pezzi. Quando tante donne sono state massacrate da moti di prepotenza incontrollata e incontrollabile, parafrasate da improbabili tronisti e grandi fratelli esibiti in salsa di audience e di ritorni pubblicitari. Quando gli studenti sono stati manganellati come negli incubi peggiori dei peggiori anni della Repubblica, e alcuni etichettati come black block, ma probabilmente infiltrati e guastatori autorizzati, hanno messo a ferro e fuoco la Capitale, segno vivo della nostra storia e della nostra civiltà. Quando gli stessi studenti sono stati privati dei diritti, delle risorse, del sostegno ai disabili, in nome di una non ben chiarita meritocrazia, certamente non incarnata da chi non ha fatto nulla, ma proprio nulla, nella sua vita, per ricoprire un ruolo così delicato e strategico e per sancire parametri meritocratici. Quando i magistrati vengono vilipesi e insultati, e con essi le basi del Paese e del vivere civile; quando la bandiera italiana segue la stessa sorte, diventando icona di lotte fratricide. Quando la cultura crolla sotto il peso dell’incuria morale e dell’indifferenza istituzionale, posta artatamente in antitesi al cibo materiale. Ecco, questi fatti, e molti altri, mi fanno prendere coscienza del Berlusconi che,

inevitabilmente, è anche in me. E mi interrogano, e mi pongono di fronte a una scelta chiara e netta, oggi come non mai. Crediamo sinceramente che questa sia la prospettiva da analizzare se vogliamo, a prescindere dal Berlusconi che è in ognuno di noi, ricostituire un tessuto connettivo delle persone e della società, intesa come dato culturale, che permetta poi lo sviluppo di nuovi modelli anche economici. Perché crediamo che l’economia nasca dalla filosofia, madre di tutti i saperi, qualche volta piegata ai filosofismi, padri delle demagogie, che sfornano modelli economici apparentemente liberisti, in realtà schiavisti e schiavizzanti. E infine, la dignità di popolo. Di quel popolo che, da nord a sud, con tutti i limiti imposti dalla storia e dai governi, ha voluto essere unito dal Risorgimento ai giorni nostri, passando per una dittatura e per una Costituzione repubblicana. Quel ‘volgo disperso’ che ‘repente si desta’, come cantava Manzoni, e che non vorremmo mai ritrovare come ‘volgo disperso che nome non ha’.

la Nuova Fucina

Mensile di informazione Anno I - Numero 5 Dicembre 2010 Reg. Trib. Foggia n. 592/2003 Edito dalla “Associazione Nuova Fucina’ Direttore responsabile Carmen Palmiotta Fotografo Gianni Galantucci Stampa Edizioni Cedel distribuzione gratuita

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RUBRICHE Num. 5 - Dicembre 2010

PUNTURE DI SPILLO

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“Caro Babbo Natale, ti chiedo dei regali per Margherita” La letterina di Adriano Spillo con un elenco di doni un po’ particolari: una lista di desideri forse ingenui ma che ricordano tanto le illusioni del mondo degli adulti… di Adriano Spillo - Papà, hai un francobollo e una busta? - Perché? A chi devi scrivere? - Devo spedire la letterina a Babbo Natale: l’ho già scritta, mi servono solo la busta e il francobollo. - Ah, bravo. E che cosa hai chiesto a Babbo Natale? - Perché vuoi saperlo? - Così… Magari posso aiutarlo a regalarti quello che vuoi! - Grazie papà, ma non penso che sia possibile. - Perché? Cosa gli hai chiesto, qualcosa di impossibile? - No, no, non è questo… È che non gli ho chiesto qualcosa per me! - Come sarebbe, scusa? Scrivi una lettera a Babbo Natale e chiedi un regalo non per te ma per qualcun altro? - Non è proprio così… Gli ho chiesto qualcosa per Margherita! - E chi è Margherita? Una tua amica povera? - Beh, in un certo senso sì… Ma non è una persona, è il mio paese! - Ahhh, vuoi dire Margherita di Savoia? - Esattamente! - E perché hai chiesto a Babbo Natale qualcosa per questo paese? - Perché in questo paese ci vivo e vorrei che fosse migliore. - No, voglio dire: perché invece non gli hai chiesto qualcosa per te? O per la nostra famiglia? - Ma se gli chiedo qualcosa per il mio paese lo chiedo anche per me e per la mia famiglia! - Non hai capito, intendo dire che forse era più logico chiedergli qualcosa di concreto. Che ne so, un trenino… la playstation… - E che me ne faccio? Un regalo come quelli dura solo il tempo di giocarci, io invece vorrei qualcosa che rimanga per sempre… E così invece di chiedere un giocattolo per me ho chiesto un regalo per il mio paese. - Molto altruistico da parte tua… Sentiamo un po’, e che cosa gli avresti chiesto per questo paese? - Veramente non gli ho chiesto una cosa sola… - Pure! E che gli hai fatto, la lista dei desideri? - Più o meno… - Fammi sentire, cosa gli hai chiesto di preciso? - Un po’ di cose… Per esempio, ho sentito l’altro giorno che ti lamentavi con mamma che hai preso una buca con la macchina e che si sono danneg-

giate le sospensioni… E allora ho chiesto a Babbo Natale delle strade nuove! - Bé, ma a questo punto non facevi prima a chiedergli delle sospensioni nuove per la macchina del tuo papà? - Sì, ma se Babbo Natale ti regala le sospensioni nuove e le strade sono sempre scassate, prima o poi prenderai un’altra buca e le sospensioni si romperanno daccapo… Così invece il problema si risolverebbe una volta per tutte! - Vabbé, andiamo avanti… Cos’altro gli hai chiesto? - Delle scuole nuove. - Perché, quella dove vai non va bene? - Col cavolo che va bene! Stiamo stretti, e poi la scuola dove andiamo è vecchia, manca la palestra, mancano altre cose… - Scusa, ma quest’anno non vi hanno messo in una delle aule nuove? - E perché, che cosa è cambiato? Stiamo sempre stretti, la scuola è sempre vecchia, manca sempre la palestra e tutto il resto… - Almeno non fate più il doppio turno! - Sì, è vero, ma noi vogliamo una scuola nuova. L’ha detto pure la maestra! - Si, vabbé, tanto lo sappiamo che quella è comunista… Ha partecipato pure allo sciopero degli insegnanti… - Beh, io sono stato contento che hanno fatto lo sciopero! Quel giorno non siamo andati a scuola… - Sì, bravi… Questi invece di lavorare e andare a scuola scioperano… - Scusa papà, ma perché, tu lavori? Ti lamenti sempre che il lavoro non c’è… Stai quasi sempre a casa e mi rimproveri se un giorno resto a casa io? - Non cominciare a fare polemiche! - Scusa, non ti arrabbiare… Anzi volevo dirti che per questo motivo ho chiesto a Babbo Natale anche un’altra cosa… Una cosa che in un certo senso è anche per te! - E cosa gli hai chiesto? - Gli ho chiesto tanti bei posti di lavoro nel nostro paese! Così non ci saranno più disoccupati e persone costrette a emigrare! - Come se fosse facile… - Sì, lo so che è difficile... So che una volta, più di quindici anni fa, un tizio aveva promesso un milione di posti di lavoro in tutta Italia, e in questi

anni invece la disoccupazione è aumentata… - E tu che ne sai? Nel ’94 non eri ancora nato! - Sì, ma me l’ha detto la maestra. E mi ha detto anche che ora vogliono tagliare pure i posti per gli insegnanti… Così invece di aumentare i posti di lavoro li diminuiscono… E se ne vantano pure! - Vabbé, andiamo oltre… Hai chiesto altre cose a Babbo Natale? - Sì, gli ho chiesto nuovi impianti sportivi per i giovani! - Beh, forse questa cosa la vedrai tra poco… Hai sentito che devono fare la copertura alla pista di pattinaggio? Poi si parla anche di realizzare dei campi da golf… - Ma io ho detto che vorrei degli impianti nuovi! Non so pattinare, se la pista la fanno coperta o la lasciano scoperta a me non interessa niente! E il golf non mi piace, io vorrei dei campi di calcetto o di pallavolo per giocare coi miei amici. Poi, scusa, ti posso chiedere una cosa? - Dimmi. - Ma questi campi da golf dove li vogliono fare? Per strada, visto che stanno già le buche? - Spiritoso! E già che ci sei, hai chiesto anche qualcos’altro? - Sì, una città più pulita, con tanto verde e soprattutto senza zanzare! Quest’anno mi hanno tirato certi morsi… Le ho viste in giro persino a novembre! - Beata ingenuità… E tu pensi che basti la letterina a Babbo Natale per avere tutte queste cose? Voglio essere sincero con te, figlio mio: hai chiesto doni un po’ particolari... Strade nuove, scuole nuove, impianti sportivi, posti di lavoro… Apprezzo la tua generosità e il tuo altruismo, ma chiedere cose così grandi e difficili a Babbo Natale e sperare di ottenerle è un po’ da sciocchini… - E perché, voi adulti che le stesse cose le avete chieste alla Fata Turchina pensate forse di essere più furbi?

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MARGHERITA di S. Num. 5 - Dicembre 2010

ATTUALITA’

Per le strade di Margherita Qualche burlone le ha scherzosamente trasformate in… buche per campi da golf, realizzandone un simpatico filmato postato su Facebook. Altri, più ferocemente, l’hanno ribattezzata “la strada per Miami” cogliendo a pretesto il (mancato) gemellaggio con la rinomata località turistica della Florida. In realtà sulle strade di Margherita di Savoia (e buche annesse) c’è poco da scherzare. Per la dimostrazione, basta fare un giro in macchina lungo viale Ofanto: per intenderci, quel lungo stradone che parte dal semaforo poco prima dello stadio comunale e si immette lungo la provinciale per Barletta. Non buche ma veri e propri crateri sono quelli che si sono aperti nel manto stradale, costringendo i malcapitati automobilisti a pericolosi slalom per evitare guai a sospensioni, semiasse ed ammortizzatori. Ma procedere a zig zag su una strada così lunga e trafficata è molto rischioso. Non è peraltro l’unica strada ad andare in pezzi: in queste due pagine, alcuni esempi di un purtroppo ricco campionario.

Via De Nittis

Corso Africa Orientale Via Vespucci

Via Vespucci

Viale Ofanto

Via Barletta

Viale Ofanto

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MARGHERITA di S. ATTUALITA’

Num. 5 - Dicembre 2010

Corso Africa Orientale

Via Sardella

Viale Ofanto

Via Vespucci

Via Vespucci

Via Vespucci

Via Risorgimento

Viale Ofanto

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MARGHERITA di S. Num. 5 - Dicembre 2010

POLITICA

Maestranze ex Eti, la protesta sbarca a Roma Una delegazione ricevuta al Ministero delle Finanze di Siro Palladino La protesta dei lavoratori ex Eti approda a Roma. Sono stati circa un centinaio gli ex dipendenti di quelli che una volta si chiamavano Monopoli di Stato, attualmente dislocati presso altri enti ed amministrazioni, a manifestare nella Capitale di fronte alla sede del Ministero delle Finanze per porre l’attenzione sulle loro rivendicazioni. Arrivavano da Margherita di Savoia ma anche da Lecce, Napoli, Cava de’ Tirreni, Chiaravalle e Rovereto in rappresentanza di 1300 lavoratori che vedono il loro futuro a rischio. Solo nel nostro paese sono circa 80, di cui 24 attualmente distaccati presso il Comune di Margherita di Savoia: la rimanenza venne posta alle dipendenze di altri enti pubblici a seguito dei tagli conseguenti alla privatizzazione della salina. La delegazione dei lavoratori accusa il ministero di una serie di atteggiamenti discriminatori che hanno prodotto e produrranno non pochi danni: blocco della carriera, mancata corresponsione della retribuzione incentivante, perdita di parte delle ferie maturate e riassorbimento di quote consistenti in busta paga. Per tutelare la posizione delle maestranze ex Eti attualmente ricollocate in comando presso altre amministrazioni sono scesi in campo anche i sindacati: le Rsu, in un loro comunicato, hanno puntato l’indice nei confronti del Ministero

dell’Economia, che non ha ottemperato in merito alle revoche del consenso ai comandi in corso, formalizzate da centinaia di lavoratori ex Monopoli che avevano chiesto di ritornare all’amministrazione di appartenenza. Perché, si sono chieste le organizzazioni sindacali, una simile disparità di trattamento rispetto a quanto deciso per i dipendenti del Tesoro? La rappresentanza sindacale, ricevuta dai funzionari del ministero, ha avanzato una serie di proposte per ovviare ai danni giuridici ed economici che subirebbero i lavoratori se non vi fosse un provvedimento ad hoc: tra le richieste, l’accoglimento della domanda da parte di quanti hanno già presentato la revoca del consenso al comando (e si tratta di circa duecento unità lavorative) oltre il termine del 31 maggio 2010. Una soluzione, quella di rientrare in forza all’amministrazione di origine, che a detta dei sindacati non comporterebbe alcun onere aggiuntivo. Ma le doglianze non si fermano qui: in base al Decreto Legislativo n. 283 del 9 luglio 1998, istitutivo dell’Ente Tabacchi Italiani, per le maestranze poste in esubero è previsto il mantenimento del trattamento giuridico ed economico maturato fino a quel momento, nonché l’effettuazione di corsi di riqualificazione finalizzati al riconoscimento di una qualifica superiore

da parte dell’amministrazione destinataria delle maestranze. Una norma valida anche per i tagli decisi nei sette anni successiva alla data di trasformazione dell’ente in società per azioni. Tuttavia tali corsi non sono mai stati effettuati e, quanto agli avanzamenti di carriera, i lavoratori degli ex Monopoli ne sono rimasti totalmente esclusi. La protesta degli ex dipendenti della Salina di Margherita di Savoia aveva incontrato l’attenzione dei media nelle scorse settimane, dopo le accuse da parte delle organizzazioni sindacali sul perdurante silenzio dell’amministrazione comunale che, come detto, ha attualmente in carico 24 unità lavorative. Ma sono circa ottanta le famiglie salinare che sono in attesa di avere chiarezza sul proprio futuro: abbastanza per creare un vero e proprio allarme sociale.

È scontro sulla chiusura della sezione Primavera L’opposizione: “Il Comune ha altre priorità...” Nuovo scontro in consiglio comunale fra maggioranza di centrodestra ed opposizione riguardo la scuola d’infanzia ubicata in Zona Armellina. Nelle scorse settimane il gruppo consiliare “Noi Salinari” aveva rivolto all’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Margherita di Savoia, Rosa Scognamiglio, una interrogazione in merito. In questi anni - ricordano i firmatari dell’interrogazione - il Comune di Margherita di Savoia si è assunto l’onere della copertura finanziaria di una unità lavorativa con funzioni di collaboratrice per consentire il reale funzionamento della struttura. La risposta dell’assessore Scognamiglio è stata laconica: per l’anno scolastico in corso l’amministrazione comunale non può sostenere l’onere finanziario relativo all’attivazione della sezione Primavera dovendo provvedere a lavori urgenti

ed inderogabili per le scuole primarie. «Si è ritenuto - conclude l’assessore - di dar seguito ad istanze prioritarie che non consentono, a causa delle ristrettezze economiche dell’Ente, il funzionamento della sezione Primavera». La risposta delle forze di opposizione non si è fatta attendere: «Prendiamo atto che l’amministrazione Carlucci, autodefinitasi del governo del fare, anziché aprire nuove scuole o sistemare quelle preesistenti preferisce chiuderle. Due commissari prefettizi e l’amministrazione Bufo avevano provveduto al funzionamento della scuola utilizzando risorse comunali e quindi operando una chiara scelta sulle reali priorità del nostro paese. L’assessore Scognamiglio invece afferma che le priorità sono altre, tirando in ballo gli interventi per la scuola primaria. Ma l’amministrazione Carlucci non aveva affermato di averli già reperiti questi

fondi? E, a proposito di priorità, era proprio necessario stanziare 30mila euro per l’allestimento della mostra sui Padri Fondatori all’interno del Torrione quando con la metà di quella somma si poteva garantire il funzionamento di una scuola dell’infanzia? La conseguenza di questa ennesima scelta scellerata dell’amministrazione Carlucci ricadrà sulle tasche delle famiglie salinare. La retta mensile fino allo scorso anno scolastico era di 30 euro, ora invece per non lasciare i figli a casa i genitori saranno costretti a rivolgersi ad asili privati pagando rette molto più costose. Ecco come l’amministrazione Carlucci ha a cuore i cittadini margheritani!».

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MARGHERITA - POLITICA

SINDONA

Num. 5 - Dicembre 2010

Cafè

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Carlucci-Lamonaca, è guerra nel Popolo della Libertà

Durissimo botta e risposta a suon di comunicati: il sindaco chiede la testa del coordinatore cittadino del Pdl e minaccia di uscire dal partito. Intanto nasce il “Circolo del buon governo” di Siro Palladino In questi gelidi giorni di fine anno il barometro segna burrasca stabile. Non solo e non tanto in senso meteorologico, quanto in riferimento al clima che si respira a Palazzo di Città. Che la situazione non fosse proprio delle migliori lo si era capito da tempo, e l’incredibile autogol della maggioranza sul gemellaggio con Miami (affossato non dall’opposizione ma dalla mancata presenza in aula dei 13 consiglieri di centrodestra) ne era stato la riprova più evidente. Ma la situazione si è resa ancora più complicata nelle ultime settimane. Da un lato il coordinamento locale del Pdl con Leonardo Lamonaca che spinge per un rimpasto auspicato anche dal cosiddetto “partito degli scontenti” di maggioranza; dall’altro il sindaco Gabriella Carlucci, che da una parte apre su un paio di assessorati ma dall’altra definisce irricevibili le proposte della segreteria cittadina del Pdl. Era lecito aspettarsi una replica dell’onorevole dopo il comunicato non proprio conciliante di Lamonaca che ampio risalto aveva trovato sulla stampa locale. Ma la risposta della Carlucci è stata a lettere di fuoco: ai primi di dicembre, in un messaggio scritto di suo pugno, il sindaco parte all’attacco del coordinatore cittadino del Pdl, bollando il

suo comportamento come “gravemente lesivo non solo della figura del sindaco quale riferimento politico dell’amministrazione, ma anche degli interessi e dell’immagine del Pdl”. In buona sostanza, l’onorevole boccia senza mezzi termini la proposta di affidare l’assessorato al bilancio ad un consigliere dell’Udeur “che ha ottenuto un consenso non paragonabile a quelli di altri candidati”, come si legge testualmente nel comunicato, e quello al demanio ad una persona che “a causa delle proprie attività professionali si trova in palese conflitto di interessi”. Chiarissimi i destinatari di questi due siluri. Ma Gabriella Carlucci non si ferma qui e, nelle ultime righe, piazza la stoccata finale chiedendo apertamente le dimissioni di Lamonaca e minacciando, in mancanza di queste, di uscire dal Pdl per confluire nel movimento “La Puglia prima di tutto”. Più o meno contestualmente a Margherita di Savoia viene inaugurata la sezione del “Circolo del buon governo”, realtà politico-culturale ideata nientemeno che da Marcello Dell’Utri e che, a livello locale, raduna i fedelissimi della Carlucci. Di fatto si tratta non solo di un primo concreto tentativo di radicare sul territorio il ruolo dei pasdaran dell’onorevole, ma è an-

che una struttura politica parallela a quella del coordinamento cittadino del Pdl. Parallela, se non addirittura alternativa: poiché, come è noto, in geometria le parallele sono destinate a non incontrarsi mai. In questo clima di forte tensione si è arrivati al doppio appuntamento con il consiglio comunale, con il primo tempo andato in onda lunedì 13 (alla presenza del sindaco) ed il secondo quarantott’ore più tardi, con la Carlucci nel frattempo rientrata a Roma per il voto di fiducia sull’esecutivo. Chi si aspettava grossi scossoni è rimasto deluso: l’unica novità politicamente rilevante è stata la formalizzazione delle dimissioni di Antonio Ronzulli dalla carica di presidente del consiglio comunale, tanto è vero che – nelle more della nuova nomina – l’assemblea è stata guidata dal vice sindaco Giuseppe Sarcina in qualità di consigliere anziano. Difficile ora prevedere cosa succederà: la verifica nel centrodestra è ancora aperta, ma l’esperienza – anche recente – insegna che il prolungarsi di una simile situazione non è mai foriero di sviluppi positivi. L’unica certezza è che a pagare le conseguenze di questo prolungato stallo, ove non si trovi una soluzione credibile in tempi stretti, sarà come al solito Margherita di Savoia.

Strage di Piazza Fontana: nessuna punizione, troppi colpevoli di Melania Lacavalla 12 dicembre 1969, ore 16.37. Piazza Fontana, Milano. Sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Esplode una bomba, muoiono 16 persone, i feriti sono 87: l’Italia entra negli Anni di Piombo. Di morti ammazzati ce n’erano stati già. Ma Piazza Fontana cambia le regole: ora a morire è il passante, l’impiegato; si muore perché ci si trova all’ora e nel luogo sbagliati. Contemporaneamente all’esplosione di Piazza Fontana, ne avvengono altre 5, in 53 minuti. La prima pista fu quella anarchica. Viene convocato Giuseppe Pinelli, che muore misteriosamente il 15 dicembre precipitando dalla finestra della stanza della Questura, dove veniva interrogato dal commissario Luigi Calabresi. La causa ufficiale della morte è il suicidio, ma sui quattro poliziotti presenti e sul capitano dei Carabinieri, Lo Grano, viene aperto un fascicolo. L’accusa: omicidio colposo. Verranno tutti prosciolti nel 1975. Ma Calabresi non è in aula: è stato assassinato il 17 maggio del 1972 a Milano. Il 16 dicembre, viene arrestato Pietro Valpreda, fondatore con Mario Merlino del gruppo “22 marzo”. Nonostante Valpreda abbia sempre sostenuto la tesi della pista nera, si arriva alle inda-

gini su quest’ultima solo dopo un anno. I primi neofascisti accusati di coinvolgimento nella strage sono Giovanni Ventura e Franco Freda. In questa pista convergono personaggi nuovi, tra cui Guido Giannettini, appartenente al SID. Finalmente il 23 gennaio 1972 si apre il primo processo per la strage. Gli imputati sono però Valpreda e Merlino. Il processo parte a Roma, si sposta a Milano e poi finisce a Catanzaro. Il 3 marzo vengono arrestati Ventura, Freda e Pino Rauti: quest’ultimo però sta per essere eletto deputato e viene quindi rimesso in libertà. A dicembre torna libero anche Valpreda grazie ad una legge ad hoc sulla libertà provvisoria. Nel ’77 la sentenza di primo grado: ergastolo per Freda, Ventura e Giannettini, assolti Valpreda e Merlino. Verranno poi assolti tutti in appello. La Cassazione annullerà nuovamente la sentenza prosciogliendo Giannettini e istruendo un nuovo processo. Nell’87 due nuovi imputati: Stefano Delle Chiaie e Massimiliano Fachini (condannato, sconterà la sua pena fino al ’90; morirà in un incidente stradale il 3 febbraio 2000). Nel 1990, la svolta: viene indicato come esecutore materiale della

strage Delfo Zorzi, che dopo l’attentato si rifugia in Giappone. L’Italia non ne otterrà mai l’estradizione. Nel ‘95 il pm Guido Salvini rinvia a giudizio Giancarlo Rognoni, Nico Azzi, Paolo Signorelli, Sergio Calore, Carlo Digilio e Ettore Malcangi. Nel ’96 altri arresti, ma nel ’98 la Procura di Milano chiude l’inchiesta e deposita la richiesta di rinvio a giudizio per sole 8 persone: Carlo Maggi, Delfo Zorzi, Giancarlo Rognoni, Carlo Digilio, Dario Zagolin, gli ordinuovisti Andretta e Montagner e il Gran Maestro della P2 Licio Gelli. Nel 2001 la Corte di Assise di Milano condanna all’ ergastolo Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, prescrizione per Carlo Digilio. Nel processo d’appello però i tre vengono assolti. La Cassazione conferma le sentenze e manda tutti a casa. I nomi delle vittime di piazza Fontana sono Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti.

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MARGHERITA di S. Num. 5 - Dicembre 2010

ATTUALITA’

L’anno che se ne va: l’alfabeto margheritano del 2010 Dalla A alla Z, i fatti, i misfatti e i personaggi dell’anno ormai agli sgoccioli

Alluvioni: l’autunno piovoso ha messo in ginocchio i margheritani, che hanno subìto il doppio disagio delle piogge a carattere alluvionale e delle pericolosissime buche piene d’acqua. Quando si dice campi da golf…. Battiti Live: in un’Estate Margheritana scandita da concerti a pagamento (o con ingressi di favore) e passerelle più o meno stucchevoli è stato forse l’unico evento davvero di massa. Un solo appunto: perché farlo di domenica, quando le masse ci sono già? Carlucci: il primo amore non si scorda mai, e così la sindaca approdata dallo show alla politica ha tentato di trasformare in showbiz tutte le attività tradizionali di Margherita, dalla processione del Corpus Domini alla Margherita d’Oro, con il risultato di far dimettere il suo assessore al Turismo. Evidentemente sono tutti ancora Infanti…. Daloiso: l’ex assessore al turismo è protagonista di uno strano balletto fatto di dimissioni presentate, ritirate poi ripresentate a causa di impegni (lavoro o studio?) che, a rigor di logica, avrebbero dovuto essergli noti già in campagna elettorale. Mah! Edilizia scolastica: potevano stupirci con effetti speciali e colori ultravivaci… e invece sono state ricavate solo cinque nuove aule da stanze preesistenti. Dalle promesse elettorali alla dura realtà, ecco un classico esempio di politica da vecchio spot. Fintecna: un altro grande risultato sbandierato dal sindaco Carlucci (e dalla sua maggioranza) come un successo personale. Peccato però che l’impianto generale dell’accordo fosse stato già concordato durante il mandato del sindaco Raffaele Bufo nel 2008. Gemellaggio: quello con Miami doveva essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione Carlucci ma è stato affondato non già dall’opposizione bensì dalla clamorosa assenza dei 13 consiglieri di maggioranza e del sindaco in consiglio comunale. Autogol. Hotel: un cittadino ci ha scritto chiedendoci: «Ma Margherita avrà 24 nuovi alberghi e 76 nuove case o 24 nuove case e 76 nuovi alberghi?». Visto che il nuovo ITTA sembra argomento ostico anche per gli amministratori comunali, il dubbio è più che legittimo… Infanti: arriva a Margherita in campagna elettorale come uomo di fiducia dell’on. Carlucci, entra (tra mille polemiche) nello staff dell’Estate Margheritana, ne viene cacciato in malo modo e denuncia l’Amministrazione Comunale. Sic transit gloria mundi. Lidi balneari: una delle ricchezze di Margherita, ben tenuti e ben curati, con gli ombrelloni colorati o modello tukul, ospitano però, ahinoi, sempre e soltanto turisti mordi e fuggi dai paesi limitrofi. Forse anche per la mancanza di strutture di supporto e di adeguate politiche turistiche. Margherita d’Oro: c’era una volta un premio con tanto di regolamento che lo poneva al riparo da strumentalizzazioni politiche. Al suo posto oggi

c’è una passerella riservata a pochi intimi e relegata a misero contorno di un… portico estivo. Che tristezza! Nuova Fucina: è tornata riveduta e corretta, con tanti giovani e una struttura forte e decisa a dire e a ospitare sempre la verità. Una tribuna che si candida a fare opinione e ad essere interlocutore autorevole e affidabile. Opere pubbliche: rifacimento delle strade, definitiva messa in sicurezza della ex Saibi, porto turistico e chi più ne ha più ne metta. In campagna elettorale le promesse si sono sprecate ma dopo nove mesi il libro dei sogni è ancora pieno di pagine bianche. Processione del Corpus Domini: la concomitanza con le celebrazioni per il trionfo della Carlucci ne ha “consigliato” lo spostamento al sabato sera, con una decisione senza precedenti per la comunità salinara. Una brutta pagina che si poteva e doveva evitare. Querel(l)e: dal caso Infanti (vedi sopra) alla vicenda della centrale a biomasse, l’Amministrazione Comunale si è spesso ritrovata al centro di polemiche in cui si è paventato il ricorso all’autorità giudiziaria. Da querelle a querele il passo è breve. Runners: in 12 (Salvatore Piazzolla, Francesco Di Lecce, Concetta Valerio, Pasquale Filannino, Fania Bufalo, Domenico Pugliese, Giovanni Berloco, Teresa Cornacchia, Gianni Ditrani, Michele Di Pace, Giuseppe Damato e Lucia Valendino) alla Maratona di New York. Salinis: parlando di sport non possiamo non ricordare la stagione da applausi dei rosanero nel calcio a 5 con la doppietta campionato-Coppa Puglia. Ora in C1 la squadra di Delvecchio lotta per la salvezza ma dietro l’angolo c’è un’altra finale di coppa. Termalismo: altra ricchezza margheritana a fruizione prevalentemente locale. Certo, se si avesse maggior cura della struttura e se, per esempio, le postazioni fossero disinfettate singolarmente anziché passate in serie con una salvietta di carta, gli utenti ringrazierebbero. I batteri no. Unione dei Comuni: non c’è niente da fare, Margherita di Savoia non riesce a resistere più di qualche mese in seno all’ente sovracomunale. Il rovente botta e risposta Carlucci-Di Gennaro e le recenti dimissioni di massa dei nostri consiglieri lo dimostrano. Vendola: il Governatore della Puglia è la vera star del territorio, consacrata a livello nazionale. Al momento, non si può prevedere cosa accadrà in futuro fra lui e il Pd per stabilire il candidato premier del centrosinistra, ma intanto le carte sono sparigliate. Palma (anzi Margherita) d’oro. Zanzare: della specie più aggressiva, passeggiano indisturbate a novembre inoltrato sulla pelle dei malcapitati ‘sangue dolce’. Ma la disinfestazione è stata fatta? La risposta è sotto gli occhi di tutti. Unica nota positiva è che le zanzare in fin dei conti “sò come ‘a livella”, pungono tanto i comuni cittadini quanto gli amministratori....

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ATTUALITA’

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23 novembre 1980: trent’anni dall’incubo A tre decenni dal terremoto dell’Irpinia il ricordo delle vittime, l’analisi del rischio sismico nel nostro paese e di come quell’evento ha cambiato le norme dell’edilizia di Siro Palladino Sono trascorsi trent’anni da quella terribile sera del 23 novembre 1980, quando la furia cieca del terremoto infierì sul Mezzogiorno provocando migliaia di vittime. Nessuno, fra coloro che sopravvissero a quella drammatica notte, l’avrebbe mai dimenticata. Erano le 19,34 di una ingannevolmente tranquilla serata domenicale: qualcuno era già fuori di casa per la consueta passeggiata, altri si accingevano ad uscire, altri ancora erano davanti alla televisione per seguire le trasmissioni sportive. All’improvviso un tintinnar di vetri seguito da un rombo sordo, sempre più forte e minaccioso: una scossa terribile, vicina al settimo grado della scala Richter. Fu subito terrore e tutti si rovesciarono giù in strada: adulti in pigiama e pantofole, bambini in preda al panico, ragazze col trucco a metà, massaie coi bigodini in testa. La scossa si avvertì con grande potenza anche a Margherita di Savoia, ma per fortuna in paese non si ebbero conseguenze particolari: solo tanta paura, grazie al cielo nessuna vittima e pochi danni, limitati tutt’al più alla caduta di qualche cornicione pericolante. Ma la tragedia era altrove: una vasta area, dall’Irpinia alla Lucania, dal Sannio fino a Napoli, fu messa in ginocchio dal devastante sisma. In particolare il terremoto aveva seminato morte e distruzione nelle province di Avellino, Potenza e Salerno, con interi paesi cancellati in un attimo dalla cartina geografica. Mentre i primi soccorsi incontravano enormi difficoltà a recarsi sul posto percorrendo strade devastate dal sisma, la terra non smetteva di tremare. Fu una lunga notte di paura anche a Margherita di Savoia, ad oltre 100 chilometri dall’epicentro: intere famiglie trascorsero la notte in auto, pronte a scappare se il terremoto avesse fatto sentire ancora la sua voce cavernosa. Un incubo che durò quasi una settimana, scandito dalle frequenti scosse di assestamento. In quella triste domenica di novembre il TG delle 20, a meno di mezz’ora dal sisma, cominciò a fornire le prime agghiaccianti notizie poi fu tutto un susseguirsi di segnalazioni sempre più drammatiche, di cifre sempre più spaventose. TV di Stato ed emittenti private cominciarono un lungo no stop: per giorni e giorni la televisione trasmise immagini di paesi distrutti, palazzi crollati, cumuli di rovine, file interminabili di bare allineate e di corpi pietosamente coperti da un lenzuolo, con i piedi puntati verso l’alto. La dolorosa conta alla fine fece registrare più di 3.700 morti, 1.500 dispersi, 7.000 feriti e 120.000 senzatetto. In 30 secondi, dichiarò in televisione uno

dei sopravvissuti, è stato cancellato il lavoro di 30 anni. Un mese dopo la RAI si collegò con le baraccopoli dove si erano sistemati alla meno peggio i superstiti per trasmettere in diretta la celebrazione della Messa della notte di Natale: un segnale di speranza che si levava dalle macerie, ma anche un grido di dolore che purtroppo nel tempo si è affievolito. E nell’indifferenza c’è ancora chi, a distanza di trent’anni, abita in un prefabbricato mentre le inchieste sugli appalti della ricostruzione post-terremoto hanno evidenziato vergognose speculazioni ed infiltrazioni camorristiche. Niente di diverso da quanto avviene ancora oggi, in definitiva: una classica storia di corruzione all’italiana, come un’eco che non si spegne di quel sordo fragore che planò sul Meridione in una buia serata di 30 anni fa. Ma a distanza di tanto tempo quella dolorosa pagina ci ha insegnato qualcosa? A Margherita di Savoia in parte sì. Il nostro paese, come è noto, è al centro di un’area ad elevato rischio sismico, incastrata fra zone “calde” quali il Gargano a nord, il Subappennino Dauno a nord-ovest, le Murge a sud-ovest ed il monte Vulture a occidente. Margherita di Savoia presenta un grado di sismicità piuttosto elevato (classificato di grado S9 secondo una tabella ministeriale che fissa il livello di massimo rischio a S12), peraltro identico a quello di altri Comuni vicini come Trinitapoli, San Ferdinando, Zapponeta ed altre località della BAT come Barletta, Canosa, Spinazzola e Minervino. All’indomani del terremoto del 1980 si cominciò a parlare di costruzioni antisismiche e di

norme tassative per l’edilizia: anzitutto le fondazioni degli edifici devono poggiare su roccia viva, spianata, pulita e non fratturata, i montanti devono incastrarsi nelle fondazioni o poggiare su una platea di cemento armato, le mura perimetrali devono essere collegate ai solai da cordoli di spessore ed altezza atte a garantire la stabilità dell’intelaiatura orizzontale. Il compito dell’ingegneria antisismica è inoltre quello di operare analisi statiche e dinamiche di progetto, in modo da trovare il limite di sicurezza entro cui la costruzione possa resistere alle accelerazioni del terreno provocate dal terremoto. Non a caso l’altezza massima dei palazzi edificati nel nostro paese a partire dal 1980 non supera i quattro piani. È il lascito che quella terribile notte di trenta anni fa ha consegnato a Margherita di Savoia.

Tabella Sismica I MCS (= 1,5 Richter): Strumentale. Rilevata solo dagli strumenti sismici. II MCS (= 2,5 Richter): Leggerissima. Avvertita solo agli ultimi piani degli edifici. III MCS (= 3 Richter): Leggera. Notata da parecchie persone. IV MCS (= 3,5 Richter): Mediocre. Tremiti di infissi, tintinnio di vetri e vasellame. V MCS (= 4,5 Richter): Forte. Movimento di mobili, caduta di oggetti. VI MCS (= 5 Richter): Molto forte. Caduta di calcinacci, lesioni agli edifici mal costruiti. VII MCS (= 5,5 Richter): Fortissima. Caduta di fumaioli, lesioni agli edifici, rottura di vetri. VIII MCS (= 6 Richter): Rovinosa. Danni gravi agli edifici, crolli di campanili e ciminiere. IX MCS (= 7 Richter): Disastrosa. Distruzione totale di alcune case. X MCS (= 7,5 Richter): Molto disastrosa. Crepacci nel terreno, rottura delle condutture. XI MCS (= 8 Richter): Catastrofica. Frane, maremoto, distruzione di città intere. XII MCS (= 8,6 Richter): Distruttiva. Crollano tutte le opere dell’uomo, franano le montagne. N.B.: La Scala Richter misura l’energia sviluppata dal sisma, la MCS (Mercalli-CancaniSieberg) descrive gli effetti sul territorio.

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SCUOLA

E’ allarme sul futuro dell’Alberghiero Rete scolastica: a rischio l’IPSSAR del Comune salinaro di Siro Palladino Scatta l’ allarme sul futuro dell’Istituto Alberghiero di Margherita di Savoia, che potrebbe subire un drastico ridimensionamento qualora andasse in porto la manifestata volontà dell’amministrazione provinciale di realizzare un nuovo istituto alberghiero a Trani. A lanciare per primo un SOS è stato il consigliere provinciale socialista Bernardo Lodispoto, che ha puntato l’indice contro il nuovo piano per la rete scolastica approvato dall’amministrazione provinciale di centrodestra guidata da Francesco Ventola: «Il presidente della BAT, evidentemente non ancora soddisfatto dopo averci scippato il polo turistico assegnandolo a Trani, ora progetta un altro colpo basso ai danni della nostra città. Infatti il 24 novembre scorso la Giunta provinciale ha infatti approvato il nuovo piano per la rete scolastica che prevede la realizzazione di un nuovo istituto alberghiero a Trani, in aperta concorrenza con quello di Margherita di Savoia. L’IPSSAR conta 960 iscritti, di cui 412 provenienti da Barletta, Andria e Trani: se questo progetto andasse in porto, il nostro istituto rischierebbe di vedere dimezzato il proprio bacino di utenza con conseguenze drammatiche per il futuro stesso dell’Alberghiero. Fortunatamente la Regione Puglia ha espresso i propri dubbi in merito all’opportunità di realizzare un altro istituto alberghiero a meno di 30 chilometri di distanza da uno preesistente». La replica di Ventola non si è fatta attendere: il presidente della Provincia ha accusato Lodispoto di disinformazione, affermando che anche il dirigente scolastico Pasquale Sgaramella avrebbe dato il proprio assenso, ma subito dopo è arrivata la secca smentita da parte dello stesso Sgaramella che ha risposto senza mezzi termini: «Probabilmente è Ventola ad essere stato male informato, io non ho dato alcun avallo alla decisione dell’amministrazione provinciale». E Lodispoto è tornato all’attacco rispondendo per le rime: «Ventola evidentemente intende proseguire con il gioco delle tre carte, come ha fatto già in occasione della sede legale della Provincia, ma anche stavolta è stato sma-

scherato. A questo punto è chiaro che le sue scelte vengono adottate solo per favorire le amministrazioni comunali “amiche”. Quello che mi domando è: dopo averci scippato del Polo Turistico ed ora anche dell’Istituto Alberghiero, cos’altro dobbiamo aspettarci? Sarebbero questi i vantaggi dell’adesione di Margherita di Savoia alla Sesta Provincia? Purtroppo stiamo pagando le scelte scellerate degli uomini del Pdl: questi sono i frutti avvelenati che le politiche di centrodestra stanno regalando a Margherita di Savoia». Nella vicenda è intervenuto anche il capogruppo di Fli al Comune di Margherita di Savoia, Dino di Benedetto, che ha richiesto un pronunciamento del consiglio comunale sulla questione: «Siamo alle prese – afferma – con una circostanza paradossale: si tratta di una manovra del Presidente della Provincia Francesco Ventola che punta a colpire l’onorevole Gabriella Carlucci per soffiarle il posto in Parlamento. Insomma, un bieco gioco di potere a danno dei margheritani. Intanto il sindaco di Margherita, da parte sua, dopo essersi fatta scippare l’assegnazione del Polo Turistico, ora subisce anche l’attacco ad una delle

istituzioni scolastiche più importanti del territorio senza batter ciglio, forse perché troppo impegnata nell’organizzazione di concerti, feste, festini e gemellaggi. La cittadinanza deve mobilitarsi per scongiurare questa sciagura: la conquista di un polo di eccellenza nel campo dell’istruzione, ottenuta grazie all’impegno di autorevoli figure istituzionali, non può essere oggi vanificata dalla spregiudicatezza e dal cinismo del Presidente Francesco Ventola e dalla incapacità, ormai acclarata, del Sindaco Carlucci». E un primo risultato è stato ottenuto: nella seduta di consiglio comunale di lunedì 13 dicembre è stato votato all’unanimità un atto di indirizzo a tutela dell’Istituto Alberghiero. Un messaggio chiaro e inequivocabile, indirizzato al presidente della BAT Francesco Ventola: Margherita di Savoia non ci sta.

Iniziato il progetto “Tegarc” per gli studenti dell’Alberghiero di Margherita Hanno avuto inizio lo scorso 3 dicembre i test di selezione per gli studenti dell’Istituto Alberghiero coinvolti nel progetto europeo “Tegarc” che vede la scuola margheritana gemellata con gli omologhi istituti di Parigi e Liegi. Sono stati oltre cinquanta i ragazzi che hanno partecipato alla prova preselettiva, consistente in un test psico-attitudinale diviso in più sezioni: la prima parte era articolata su un questionario riguardante le abitudini e le motivazioni dei partecipanti, la seconda presentava dei quiz a risposta multipla su geopolitica, cultura generale e lingua dei Paesi dove gli studenti dovranno recarsi nella prossima primavera. La commissione, guidata dal professor Biagio Pinnelli (docente di francese presso l’Istituto Alberghiero), era formata anche da Floredana Arnò, presidente del Club Unesco Foggia (partner istituzionale del progetto), dallo psicologo Claudio Pascucci, dall’interprete Maria Guglielmi e dal giornalista Siro Palladino, redattore de La Nuova Fucina. Dopo la valutazione dei questionari verrà redatta una prima graduatoria che sarà successivamente integrata dalle valutazioni del personale docente dell’istituto, che sceglierà poi i 24 partecipanti al progetto in maniera omogenea rispetto agli indirizzi scelti dagli studenti.

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BARLETTA Num. 5 - Dicembre 2010

POLITICA

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Se il centrosinistra piange, il centrodestra non ride Analisi della situazione politica barlettana in vista della chiamata alle urne Primarie sì, primarie no, primarie forse, primarie quando. E’ questo l’arcano che, da mesi ormai, attanaglia il centrosinistra di Barletta, con il Sindaco Nicola Maffei in scadenza di mandato, e i cittadini chiamati alle urne in primavera, per rinnovare appunto gli organi consiliari ed eleggere il prossimo Sindaco. Maffei si è più volte, e da più tribune, riproposto alla guida della città, forte di un mandato portato a termine fino alla scadenza naturale, pur in un mare magnum di difficoltà, critiche, mal di pancia, relazioni cucite scucite e ricucite ancora, presenze-assenze ingombranti, tempi non sincronizzati, ma non ha mai ricevuto un aperto consenso politico, né un’inequivocabile investitura popolare. Beghe e contrapposizioni anche personali, alleanze come associazioni temporanee d’impresa, confusione di ruoli e sovrapposizioni di interessi, hanno spesso portato alla rottura, alla sfiducia, senza che mai, però, alcuno abbia voluto prendersi la responsabilità di mandare a casa l’esecutivo cittadino. Il punto è che la politica, a Barletta, da troppo tempo non sta funzionando, le segreterie dei partiti hanno scarso peso, talvolta sembrerebbe anche minore delle trattative uni o bilaterali fatte sovente nei bar. E così, mentre nel Pd si sono celebrati direttivi su direttivi e riunioni su riunioni che hanno prodotto un nulla di fatto, mentre l’alleanza definita da alcuni, ironicamente, santa, fra Mennea e Maffei, si andava rompendo fino alla netta, aperta e pubblica contrapposizione (anche se entrambi, in tv, hanno detto di voler trovare una strada maestra per riprendere il dialogo), mentre l’agorà sussurrava e poi gridava nomi su nomi candidati a Sindaco, le altre forze politiche del centrosinistra - Socialisti, Federazione della Sinistra, SeL, Italia dei Valori e Buona Politica (questa un po’ anomala, essendo un movimento all’interno del Pd, orfano del compianto Francesco Salerno) – firmavano un documento nel quale richiedevano espressamente le primarie come conditio sine qua non a suggello dell’investitura. “Io le primarie sono pronto a farle anche domani. Se

Barletta, il Palazzo di Città

il 23 gennaio è la data ultima prevista per le primarie a Napoli, a Bologna, a Torino, non ci sono problemi perché si facciano anche qui. Ed è bene che si facciano subito”. Così il Sindaco Maffei ha commentato il documento, aggiungendo che “è bene che gli altri candidati vengano fuori, si dichiarino e si inizi quel confronto che permetta al cittadino di decidere. Sono pronto anche a rispondere sull’operato di quattro anni e mezzo di amministrazione, da molti ignorati anche volutamente, tenendo presente che a questa consiliatura hanno partecipato tanti fra coloro che oggi forse sono portatori di valutazioni negative”. Queste dichiarazioni sdoganano il Pd, che adesso può apporre la firma al documento, ma sottolineano inequivocabilmente la debolezza della segreteria cittadina, alla quale va ascritto un comportamento troppo tentennante e irresoluto di fronte alle circostanze, come nel dilemma di Enea cantato nei celebri versi di Pietro Metastasio ‘E intanto, confuso/ nel dubbio funesto/ non parto, non resto/ ma provo il martìre/ che avrei nel partire/ che avrei nel restar’. Se tuttavia il centrosinistra piange, il centrodestra non ride. Intanto, l’Udc non si è ancora espressa a favore dell’uno o dell’altro schieramento (ma Casini lo aveva detto, che faranno l’ago della bilancia a convenienza, politica, naturalmente, e

per il supremo bene del Paese, o dei paesi), ma soprattutto manca un candidato Sindaco credibile, autorevole, di spessore. Si è parlato di Gennaro Rociola, avvocato, già assessore di Maffei ma da tempo transfugo nel centrodestra, però pare che i vertici non siano entusiasti, e che lui stesso, secondo voci di corridoio, non voglia rischiare di essere punito, visto che ai barlettani non piacciono troppo quelli che cambiano casacca. Mariagrazia Vitobello, reduce anch’essa dal centrosinistra e adesso segretaria cittadina del Pdl, ha più volte offerto la propria disponibilità, senza trovare terreno fertile nemmeno lei, mentre è voce delle ultime ore che, tipo gemelle siamesi con la vicina Margherita di Savoia, la proposta dall’alto sarebbe quella di Barbara Matera, già annunciatrice e attrice non ancora trentenne, attualmente deputata al Parlamento Europeo. Se le due cariche non sono incompatibili, o se il centrodestra nazionale ha deciso di provare ad espugnare seriamente la roccaforte di Barletta, da sempre con il centrosinistra alle elezioni comunali e col centrodestra alle altre consultazioni, i barlettani potrebbero trovarsi a scegliere fra una curatissima barba, quella di Nicola Maffei, e i lunghi capelli biondi della Matera. A meno che anche il centrodestra cittadino non invochi, e convochi, le primarie….

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SAN FERDINANDO Num. 5 - Dicembre 2010

TRINITAPOLI

San Ferdinando, nuovi indirizzi per l’istituto “Dell’Aquila” Valutazioni differenti per i tre comuni del Tavoliere meridionale nel piano della rete scolastica: la Provincia boccia le istanze di Trinitapoli e Margherita di Gaetano Samele I pareri dell’Ufficio scolastico regionale gratificano, parzialmente, l’istituto superiore “Michele Dell’Aquila” di San Ferdinando e penalizzano quelli per l’Enogastronomia e i Servizi alberghieri di Margherita di Savoia e il Liceo “Scipione Staffa” di Trinitapoli. E’ questo il bilancio per i tre Comuni del Tavoliere meridionale emerso dalla conferenza stampa di presentazione del Piano della rete scolastica della Provincia di Barletta-Andria-Trani, tenuta a San Ferdinando dall’assessore provinciale alla pubblica istruzione, Pompeo Camero. Se delle questioni relative all’Istituto Alberghiero di Margherita di Savoia riferiamo in altra parte del giornale, va evidenziato che al “Dell’Aquila” viene confermato il “Sistema Moda” e viene introdotto il nuovo indirizzo professionale relativo a “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale”. La giunta provinciale aveva accolto anche la richiesta per l’introduzione dei servizi economico-turistici, ma l’ufficio scolastico regionale ha espresso parere negativo motivandolo con il fatto che “l’indirizzo turismo è già

presente a Cerignola”. Il dirigente scolastico del “Michele Dell’Aquila” di San Ferdinando, Carmine Gissi, esprime grande soddisfazione per il parere positivo, espresso da Provincia e Ufficio scolastico regionale, sulle proposte di nuovi indirizzi avanzate dall’istituto. «In particolare - osserva l’avvio del nuovo indirizzo Servizi per l’Agricoltura può rappresentare una grande occasione di ampliamento dell’offerta formativa in un territorio tradizionalmente vocato allo sviluppo di una moderna filiera dell’agroalimentare. Del resto l’istituto “Dell’Aquila”, da diversi anni, sta conducendo una feconda sperimentazione di alternanza scuola-lavoro proprio in questo settore con le aziende più importanti dell’import export dei prodotti ortofrutticoli presenti a San Ferdinando e Trinitapoli. Ora si conta anche di superare il parere negativo dell’Ufficio Scolastico Regionale per quanto riguarda l’indirizzo turistico dal momento che il nostro bacino scolastico di utenza non interferisce con quello di Cerignola». Negati infine a Trinitapoli il Liceo Musicale (manca la con-

di Gennaro, bilancio politico Lettera aperta del Sindaco di Trinitapoli, Ruggero di Gennaro, al termine del mandato “In cinque anni ci sono state sei votazioni, più di una ogni anno senza contare le primarie, ed i partiti politici sono praticamente stati impegnati da questi eventi elettorali e dai congressi, senza poter dedicarsi a mettere in campo una qualche iniziativa Politica, con la P maiuscola, di quelle che cercano di avvicinare le distanze tra i cittadini ed i partiti, di quelle che riescono a comunicare ai cittadini le idee, le differenze e l’importanza del bene comune, di quelle che danno un senso all’appartenenza e all’attaccamento a certi valori. Risultato, il disinteresse per la politica, al quale se aggiungiamo le diatribe interne tra i partiti e nei partiti, possiamo ragionevolmente arrivare alla conclusione che la politica non ha svolto il ruolo che è chiamata a svolgere. In questo modo tutta l’attenzione si è inevitabilmente spostata e concentrata sull’operato del Sindaco e della Giunta comunale spesso con critiche, a volte giuste e anche necessarie, ma altre volte con attacchi davvero sleali e al limite della calunnia pervenuti da più

parti e senza una vera ragione, che non hanno fatto altro che acuire il divario tra politica e cittadini. E così si è continuato a confondere la politica con l’amministrazione, come da ormai troppi anni si fa non solo qui. Si continua con iniziative disgregatrici falsamente presentate come motivate da ragioni “politiche”, che di politico vero e nobile non hanno proprio nulla e che, purtroppo, pur nella loro assoluta vacuità, riescono ad arrecare danni gravissimi alla città, alla sua immagine e ai suoi cittadini. Iniziative rintuzzate e contrastate da una decisa azione amministrativa, ma con grande dispendio di energie e un defatigante lavoro di comunicazione. Ora siamo in vista delle nuove elezioni amministrative. Si può pensare ad una inversione di rotta? Si può provare a riportare la discussione politica sui veri problemi della città e non sui piccoli e nodi delle alleanze, delle maggioranze e del profitto che l’una o l’altra formula può dare a questo o a quel partito o, peggio ancora, a questo o a quel politico? “

L’Istituto “Dell’Aquila” di San Ferdinando

venzione con un Conservatorio) e il Liceo Artistico “trattandosi - è la motivazione - di un istituto con una popolazione scolastica di 900 alunni, nel quale già coesistono tre diverse tipologie di istituti superiori”, pur allineandosi l’istanza con l’offerta formativa gia presente da anni al Liceo “Staffa”. Per fortuna il parere del’Ufficio Scolastico Regionale è obbligatorio ma non vincolante. La parola finale spetta alla Regione Puglia.

Onorificenza per Luigi Catino La città di Trinitapoli, accoglie “con orgoglio e gratitudine” la notizia dell’onorificenza conferita ad un suo concittadino, Luigi Catino, maresciallo dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Bari, insignito della cittadinanza onoraria dal consiglio comunale di Castelluccio dei Sauri. A farsi interprete dei sentimenti della cittadinanza ofantina, con una lettera inviata al sottoufficiale, è stato il sindaco, Ruggero di Gennaro che ha avute parole di elogio per Catino, artefice della brillante operazione investigativa denominata “Black River” che nel 2007 portò al sequestro di una mega discarica abusiva lungo il Torrente Cervaro e all’arresto di 13 persone, sventando una grave aggressione ad un territorio di rara bellezza paesaggistica ed ambientale. operazione considerata la più importante, a livello nazionale, nella difesa del patrimonio naturalistico .

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Num. 5 - Dicembre 2010

CULTURA

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Un calendario per la convivenza Presentato a Barletta nella cornice della Chiesa dei Greci di Rachele Vaccaro Nella celebre Chiesa dei Greci di Barletta, si è tenuta la presentazione del calendario comparato cristiano, ebraico ed islamico. A curarsi dell’iniziativa è stata l’associazione culturale Liberincipit con il patrocinio del Comune di Barletta. La giornalista Carmen Palmiotta ha intervistato il teologo e presidente dell’ENEC Michele Loconsole, discutendo sul tema centrale del calendario 2011: la città di Gerusalemme, luogo santo e di importanza assoluta per le tre religioni monoteiste. L’ENEC, Europe Near-East Centre, studia le relazioni con il vicino Oriente ponendosi come strumento di amicizia e collaborazione fra i popoli europei ed orientali, e dedica particolare attenzione alle minoranze in Terra Santa, tra le quali spicca quella cristiana che va via via estinguendosi nel corso degli anni. Il tema centrale della serata è stato quello della convivenza e dell’accoglienza, da contrapporre al concetto negativo di tolleranza. Proprio in Terra Santa la convivenza è vissuta giorno per giorno come fattore necessario per andare avanti: è facile incon-

trare individui appartenenti a culture ed etnie diverse che si aiutano quotidianamente, contro una guerra che azzera ogni differenza e diffidenza, perché rende gli uomini tutti ugualmente in pericolo costante di vita. Il calendario comparato, frutto da ventun anni degli sforzi dell’ENEC, è stato presentato proprio nel luogo che a Barletta più simboleggia la fusione tra religioni differenti: la Chiesa dei Greci, con la sua iconostasi dal sapore ortodosso e il suo passato che ricorda gli intensi rapporti tra la Puglia e l’Oriente bizantino, messo in rilievo durante l’incontro dal medievista Victor Rivera Magos. Il professor Loconsole ha voluto spiegare alcune tra le più sentite festività delle religioni esaminate nel calendario, oltre a rispondere alle interessanti domande poste dai presenti. Punto focale della serata, fuoriuscito dalle discussioni, è stata la necessità di recuperare la nostra identità perduta, senza prevaricare quella altrui. -Noi adulti di oggi siamo la prima generazione a non aver più trasmesso il valore della tradizione ai nostri figli. È venuta meno la

“Giovedì Letterari” a Margherita Organizzati dal Circolo Culturale “Ezra Pound”

Il Circolo Culturale “Ezra Pound” giovedì 16 dicembre 2010 h. 16.30 presso il Centro Visite della Salina di Margherita di Savoia ha organizzato l’evento inaugurale dei “Giovedì Letterari”. “È un modo per riappropriarsi della cultura, cultura sociale, cultura di scienza, cultura di vita, cultura in ogni ambito, a tutto tondo “ dice il

Presidente del Circolo, Avv. Rosaria Dipace. L’intento e il desiderio è quello di poter organizzare degli incontri interattivi, non statici e noiosi, dove i partecipanti non siano dei soli “ascoltatori” ma possano partecipare attivamente con pensieri, riflessioni, componimenti, brani personali o di altri autori, tutti incentrati sui dei temi che saranno il filo conduttore di ogni incontro. Altro fine che ci si prefigge è la riscoperta dei grandi della Letteratura Italiana, come ad esempio Dante Alighieri, al quale verranno dedicati sicuramente uno o più incontri, in omaggio alla sua opera “La Divina Commedia” e la promozione e scoperta di autori locali, che purtroppo restano nascosti tra i loro splendidi componimenti poiché non trovano un degno risalto nella realtà locale. Durante la serata inaugurale verrà anche presentato il I Concorso Nazionale di Poesia e Giornalismo “Sancta Maria de Salinis“, organizzato con il patrocinio del Comune di Margherita di Savoia. La speranza e l’augurio sono che Margherita di Savoia possa finalmente diventare centro di cultura, perché la cultura è vita, è evoluzione.

trasmissione delle concezioni passate, religiose o culturali che fossero, da parte della famiglia, della scuola e anche della Chiesa- ha dichiarato Loconsole. -Non possiamo proibire agli ebrei e ai musulmani di essere se stessi- ha concluso la giornalista Palmiotta, -Siamo noi a dover tornare alla nostra identità culturale e religiosa, nel rispetto delle altre presenti sul territorio.

San Ferdinando, pranzo di solidarietà La Parrocchia Maria SS. del Rosario e l’Ong di solidarietà e cooperazione internazionale EsseGiElle di San Ferdinando di Puglia hanno tenuto domenica 19 dicembre presso la palestra dell’istituto di istruzione secondaria “Michele Dell’Aquila” la seconda edizione del “Pranzo della solidarietà”. Obiettivo principale è quello di raccogliere fondi per completare la costruzione della scuola di Owerri in Nigeria attraverso l’arredo delle aule, implementando la scolarizzazione e l’alfabetizzazione di centinaia di bambini. La presenza di una scuola in quelle zone, stimola progresso, crescita umana e culturale soprattutto fra le fasce disagiate della popolazione, riscattandoli dal disagio e dalla emarginazione sociale. L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Provincia di Barletta-AndriaTrani e del Comune di San Ferdinando di Puglia.

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Dodici salinari alla New York City Marathon Nuovo record per i Margherita di Savoia Runners, impegnati nella maratona più famosa del mondo: il racconto di chi ha vissuto l’esperienza dal di dentro di Francesco di Lecce Oltre 45mila i partecipanti della 41ma edizione della Maratona di New York, la gara più famosa al mondo per numero di presenze. Tra i suoi protagonisti l’evento ha avuto ben 12 podisti dell’ASD Margherita di Savoia Runners che erano: Salvatore Piazzolla, Francesco di Lecce, Concetta Valerio, il barlettano Pasquale Filannino, Fania Bufalo, Domenico Pugliese, Giovanni Berloco, Teresa Cornacchia, Gianni Ditrani, Michele Di Pace, Giuseppe Damato e Lucia Valendino. I primi tre l’avevano già corsa nel 2006 assieme a Fabio Dipace, mentre per gli altri nove era la prima volta che correvano a nella Grande Mela. Per cinque di essi (Pugliese, Berloco, Cornacchia, Damato, Valendino) è stato un esordio assoluto sulla distanza dei 42,195 km. Il clima soleggiato anche se un po’ freddo ha aiutato i nostri atleti e non solo a chiudere terminare la gara al meglio delle proprie possibilità. Un risultato storico per lo sport cittadino che nobilita la corsa e il movimento podistico nella Sesta Provincia: non poco è per un comune di neanche tredicimila abitanti. Colleghi podisti di altre società pugliesi sono stati ottimi compagni di viaggio nei giorni che hanno preceduto il grande evento fino al ritorno in Italia: la barlettana Mariella Dileo, il grumese Albino Scarabaggio, il barese Giuseppe Cianciola, il foggiano Potito Casparrini, il cerignolano Savino Giannatempo, i biscegliesi Giuseppe Ruggieri e Mauro Sasso che hanno saputo condividere ogni singola emozione di questa fantastica esperienza newyorkese. Tutti gli atleti margheritani hanno ricevuto una splendida accoglienza dal “Salinaro d’America Doc” Egidio Di Benedetto presso la Pizzeria Caterina’s di Brooklyn il venerdì precedente all’evento,inoltre Egidio la domenica sera ha raggiunto il gruppo assieme alla moglie Caterina presso l’Hotel Distrikt sulla quarantesima strada per festeggiare l’impresa con i nostri atleti in un ristorante italiano da lui consigliato. La gara per gli uomini è stata vinta dall’etiope Gebre Gebremariam al traguardo in 2 ore 08’14”. proprio nel giorno in cui il suo maestro bi-campione olimpico e primatista mondiale sulla maratona Haile Gebrselassie dava l’addio alle gare da professionista ritirandosi a causa di un infortunio al 25° km. Per le donne primo posto della keniana Edna Kiplagat all’arrivo in 2 ore 28’20”. Da segnalare la presenza tra gli atleti in gara di Edison Pena, uno dei 33 minatori cileni rimasti intrappolati in una miniera che nonostante problemi fisici ha concluso la gara in oltre 5 ore. Il percorso della Maratona non è affatto semplice e presenta non poche insidie. Lo Start è a Sta-

Il nutrito gruppo dei salinari a New York per la Maratona

ten Island dal Ponte di Verrazzano fino al km 2,5 per passare subito a Brooklyn fino al km 19. Il Ponte Pulaski segna la fine della prima metà della gara per poi entrare nel quartiere Queens e dopo 4 km si attraversa l’East River sul lungo Ponte di Queensboro (forse uno dei punti clou del percorso) che porta a Manhattan. Dopo 25,5 km di corsa gli atleti transitano sulla First Avenue(con i suoi piccoli ma continui sali e scendi) ed attraverso il Ponte Willis Avenue raggiungono il Bronx per un breve tratto per ritornare a Manhattan attraverso il Ponte Madison Avenue. La gara procede poi per Harlem giù per Fifth Avenue in Central Park, qui scorre su Central Park South. A Columbus Circle la gara rientra nel parco e si conclude in zona Tavern on the Green. Strepitosa come sempre l’organizzazione dei New York Road Runners che dal 1970 riescono sempre a migliorarsi di anno in anno grazie alla puntuale organizzazione del Presidente Mary Wittenberg. Quest’anno i rifornimenti d’acqua e integratori erano posizionati ad ogni miglio e dopo il ventesimo chilometro anche frutta ed altri cibi solidi. Ciò che colpisce in questa gara, oltre al suggestivo percorso, è ancora una volta il calore dei newyorkesi pronti ad incitarti, applaudirti e talvolta a “batterti un cinque” in ogni angolo del percorso o, dopo aver terminato la gara o anche il giorno seguente, vedendovi con la medaglia al collo, ad esclamarti “Congratulations!” perché questa non è solo una gara ma una festa mondiale di fratellanza e sport. Talvolta le parole non riescono a spiegare la girandola di emozioni provate lungo tutto il tragitto, perché nella New York City Marathon ognuno è sempre un vincitore!

Alcuni Margherita Runners durante la maratona

Un indimenticabile colpo d’occhio

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Salinis, la maledizione dell’ultimo minuto colpisce ancora

Troppi punti persi nelle battute conclusive delle gare. Il 5 gennaio c’è la finale di Coppa di Siro Palladino Chiamiamola maledizione dell’ultimo minuto. Era già successo contro il Futsal Barletta, è capitato altre tre volte nelle ultime cinque giornate (contro Atletico Ruvo, Pellegrino Altamura e Sammichele): quattro vittorie sfumate al fotofinish e trasformatesi in altrettanti pareggi che pesano non poco sulla classifica della Salinis. Provate ad aggiungere gli otto punti persi sul filo di lana ai 14 che i rosanero contano attualmente: la squadra di Delvecchio salirebbe a quota 22, a ridosso della zona play off. A Ruvo i salinari, avanti di due reti grazie alla doppietta di Cosimo Frontino, sono stati raggiunti in pieno recupero. Poi, dopo il ritorno alla vittoria con il 7-3 inflitto all’Al-

berto calcio a 5 di S. Pietro Vernotico (con uno scatenato Cosimo Distaso, autore di una tripletta) e la prevedibile battuta d’arresto sul campo della corazzata Five Martina, il copione si è ripetuto anche ad Altamura (5-5 dopo un finale mozzafiato con continui capovolgimenti della situazione) ed in casa col Sammichele. La Salinis arriva alla sosta invernale in zona play out ma con la consapevolezza di valere ben più di quello che dice per il momento la classifica. Ma a una giornata dal termine del girone d’andata bisogna anche rimboccarsi le maniche e cambiare marcia per allontanarsi in fretta dalla zona calda. Anche perché le qualità per riuscirci non man-

cano di certo. La conferma arriva dall’accesso alla finalissima di Coppa Puglia, che la Salinis giocherà mercoledì 5 gennaio a Sammichele di Bari contro la capolista Martina, in un remake della vittoriosa finale del 19 gennaio scorso. I rosanero hanno messo in riga Fovea, Futsal Barletta e Atletico Ruvo ed hanno la certezza di potersi giocare la sfida alla pari. Perché in una finale secca può succedere di tutto. La classifica dopo 14 giornate: Martina p. 40, F. Barletta 32, F. Taranto 27, Ruvo 25, Gravina 23, Altamura 22, Sammichele e Noci 19, Alberto S.P.V. 18, Villeneuve 17, Salinis e Nettuno 14, Bari e Rutigliano 13, Fovea 10, F. Messapia 9.

I risultati 10° giornata: Ruvo-Salinis 2-2, Rutigliano-Nettuno 4-3, Bari-Sammichele 4-4, Martina-Alberto 6-1, Fovea-Villeneuve 4-6, F. Barletta-Altamura 3-2, F. Messapia-Noci 3-7, Gravina-F. Taranto 3-3. 11° giornata: F. Taranto-Fovea 9-1, Nettuno-Bari 3-3, Noci-Rutigliano 4-1, Altamura-Ruvo 1-1, Salinis-Alberto 7-3, SammicheleF. Barletta 3-4, Gravina-Martina 1-3, Villeneuve-F. Messapia 8-3. 12° giornata: Alberto-Altamura 2-6, Ruvo-Sammichele 1-1, Rutigliano-Villeneuve 10-4, Bari-Noci 2-3, Martina-Salinis 6-1, Fovea-Gravina 4-7, F. Barletta-Nettuno 4-0, F. Messapia-F. Taranto 3-8. 13° giornata: Fovea-Martina 2-6, F. Taranto-Rutigliano 5-4, Nettuno-Ruvo 5-5, Noci-F. Barletta 3-4, Altamura-Salinis 5-5, Sammichele-Alberto 5-3, Gravina-F. Messapia 5-3, Villeneuve-Bari 4-1. 14° giornata: Alberto-Nettuno 5-0, Ruvo-Noci 5-2, Rutigliano-Gravina 1-2, Bari-F. Taranto 8-5, F. Barletta-Villeneuve 5-3, F. Messapia-Fovea 4-3, Altamura-Martina 0-5, Salinis-Sammichele 4-4.

Sos, il Margherita Terme rischia grosso Le vicende societarie mettono a rischio il futuro del club Era inevitabile che, prima o poi, le vicissitudini societarie e l’incertezza che circonda il futuro del club si ripercuotessero pesantemente sul rendimento del Margherita Terme. Dopo aver accarezzato un effimero piazzamento in zona play off all’indomani della vittoria per 3-2 contro la Virtus Biccari, il precipitare delle questioni riguardanti il futuro del club hanno condizionato in modo vistoso il rendimento della squadra e provocato un autentico fuggi fuggi da parte di alcuni giocatori spaventati dalla mancanza di certezze. E allora sono arrivate pesanti batoste, come l’umiliante 7-0 incassato sul campo della Viestese, lo 0-2 casalingo col Rocchetta S. Antonio, il 4-2 di Monte S. Angelo dove solo le reti nel finale di Girolamo Santobuono e Alessandro Marino hanno reso il passivo meno pesante, e l’altro scivolone interno con l’Atletico Orsara (1-2). Ma, sia

detto a chiare lettere, in una situazione del genere ben poche colpe possono essere imputate a tecnico e giocatori: Salvatore Distaso sta facendo letteralmente i salti mortali per mettere in campo undici elementi e per evitare che lo spogliatoio del Margherita Terme si svuoti; il portiere Michele Ballarino sta facendo anche più del suo dovere, essendosi accollato l’onere di traghettatore della società nella delicata fase di transizione fra l’addio di Ruggiero Polli (il cui ciclo si è concluso malinconicamente) e l’avvio di una nuova dirigenza. Sul piano di riassetto societario però gravano le consuete vicende paesane fatte di veti incrociati e di antipatie reciproche: al momento l’accordo, per quanto definito da più parti imminente, non è ancora definitivo. Intanto, mentre i litiganti continuano a beccarsi, il calcio salinaro rischia nuovamente di scomparire.

La classifica dopo 14 giornate: Alexina p. 33, Sporting Daunia 27, Imperial Foggia 26, Monte S. Angelo, V. Maroso Candela e Atletico Orsara 23, S. Nicandro Garganico 20, Virtus Biccari 18, Civilis Atletico 17, Troia e Margherita Terme 15, Rocchetta S. Antonio 14, S. Onofrio 13, Viestese 12, Sammarco e Matinum 11.

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