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anno I numero 1 aprile 2010

Notiziario del Circolo Culturale Il Ponte via Bono, 10 - 22060 Campione d’Italia (CO) - Redazione: Associazione Culturale Il Ponte www.ilponte.biz - Stampa e grafica: www.nuovaera.info

Insieme per aprire i cancelli della mente Il perchè di un nuovo giornale

“Ma c’era davvero la necessità di creare un altro giornale?”, si chiederanno perplessi i nostri lettori... Presto detto. “IL PONTE”, così abbiamo pensato di chiamare questa pubblicazione, nasce con una “mission” chiara in testa: essere un “luogo” di sereno dibattito e confronto, in grado di fornire ai lettori gli strumenti utili per navigare con sicurezza nel “mare nostrum” delle notizie (di qualunque genere esse siano) legate al nostro amato paese, contribuendo a creare in ognuno di noi quella coscienza collettiva che, forse, oggi a Campione d’Italia manca ancora. A differenza di altre “voci”, il Ponte sarà uno “spazio” che unisce e non divide. Ogni suggerimento, contributo o segnalazione sarà per noi uno spunto per inseguire l’approfondimento, andando oltre la parvenza “istituzionale” delle notizie, scardinando il pettegolezzo e cercando invece un’informazione seria che va dritta al

cuore della gente. Tutti saranno benvenuti, perché le buone idee, la solidarietà, il senso civico e l’amore non hanno colore, tessera di partito o esclusiva familiare. Siamo convinti che, in un momento delicato e difficile come quello che ci troviamo ad attraversare, sia utile e necessario dar voce a tutti coloro che sentono di aver qualcosa da dire e da dare alla Comunità. Non ci nasconderemo dietro al dito del qualunquismo o del chiacchiericcio da bar, perchè non ci può essere - tra persone corrette - critica senza proposta, così come discussione senza sintesi. Se nello scorrere queste pagine riusciremo ad incuriosirvi, interessarvi, farvi riflettere o sorridere e, perchè no, magari anche a farvi discutere, allora significa che avremo raggiunto lo scopo che c’eravamo prefissati. Grazie a tutti per l’attenzione e buona lettura! La Redazione 1


ATTUALITA’

Il nuovo regolamento parcheggi è un ginepraio I commercianti non ci stanno: “attività penalizzate” Tra tariffe e vignette Da lunedì 15 marzo 2010 è stato attivato, tra dubbi e proteste, il nuovo “sistema di parcheggio a pagamento non custodito” recentemente regolamentato dall’Amministrazione Comunale. Per spiegarlo, ai residenti o a quanti lavorano a Campione d’Italia, è stato distribuito un apposito pieghevole. E’ stata prevista per i cittadini campionesi (residenti e AIRE) e per coloro che svolgono un’attività lavorativa a Campione d’Italia la possibilità di usufruire di una sosta agevolata con l’esenzione dal pagamento del ticket, nel modo seguente: - residenti, aziende con sede legale a Campione d’Italia e lavoratori anche non residenti ma impegnati in attività di assistenza domiciliare: tariffa annua di Frs. 50 e rilascio di apposita vetrofania. - cittadini iscritti all’Aire: tariffa annua di Frs. 60 e rilascio di apposita vetrofania. - lavoratori presso aziende di Campione non residenti: rilascio apposita vetrofania e acquisto agevolato di ticket (Frs. 20.- per 10 tickets) per il parcheggio presso autosilo Piazzale Galassi per 10 ore.

Cittadini e commercianti scrivono al Sindaco Anche l’Associazione degli Operatori Economici di Campione d’Italia insieme ad altri cittadini hanno inviato, nelle scorse settimane, una missiva indirizzata al Sindaco, firmata a nome del presidente Massimo D’Amico, in cui, oltre a palesare più di un dubbio sul nuovo regolamento, si chiede con grande serenità un incontro costruttivo, in modo da poter concertare soluzioni condivisibili da tutti gli operatori economici e i residenti di Campione d’Italia.

Anche sulla “grande rete” il Piano non piace Il gruppo su Facebook spopola tra i campionesi Un nuovo gruppo sta incontrando grandi consensi su Facebook. Si parla di ragazze? Calcio? Vacanze? Purtroppo no... Il gruppo che in poche ore dalla sua nascita aveva già racolto più di cento contatti, infatti, è dedicato a quanti non condividono il nuovo piano urbano dei parcheggi varato dall’Amministrazione comunale. Gli utenti chiedono tutti la sospensione del regolamento e molti reclamano una nuova soluzione, condivisa da cittadini e operatori economici. SI ALLA SOSPENSIVA DEL PIANO PARCHEGGI CAMPIONE D’ITALIA Chi volesse chiedere la sospensiva del piano urbano parcheggi può inviare una mail all’indirizzo segreteria@comunecampione.ch 2


ATTUALITA’

Posteggi: sul tavolo della Giunta nuove richieste In Consiglio Comunale le nuove proposte avanzate L’interrogazione presentata dal consigliere Roberto Viano (nella foto) lo scorso 9/3/2010 sarà finalmente discussa nella prossima seduta di metà aprile del Consiglio Comunale. Di seguito, il testo ufficiale dell’interogazione che tutti i cittadini si augurano possa essere presa in considerazione. Richiesta di sospensiva e di modifica parziale del regolamento Urbano Piano dei Parcheggi Dato atto che l’approvazione del progetto trovava la propria giustificazione nelle seguenti considerazioni: - programmare e stimolare l’attività sul proprio territorio, in particolare, della posizione geografica e della vocazione turistica del territorio; - risoluzione dei problemi derivanti dallo sviluppi dei trasporti su strada e quindi del traffico veicolare e della sosta delle autovetture, in particolare dei clienti della casa del gioco e dei turisti fruitori del nostro paesaggio associato alla possibilità di sostare e godere della nostra meravigliosa piazza a lago. PREMESSA: Questa regolamentazione trova la sua logica e si può sviluppare senza trovare degli elementi di conflitto se tiene conto di tutte le realtà e di tutte le componenti presenti sul territorio. Ad una analisi più approfondita si stanno evidenziando una serie di incongruenze spesso non conciliabili con le esigenze dei nostri concittadini e degli operatori economici, nonchè dei fruitori dei loro servizi. È chiaro che il territorio per la sua orografia non consente un omogeneo utilizzo degli spazi, ma proprio per questo l’attenzione deve essere massima. Capisco che l’intento di voler dare un miglior assetto organizzativo non stia ancora producendo gli effetti sperati, anzi le situazioni negative che vanno a manifestarsi non sono state forse sufficientemente analizzate; certo è che il rischio di un eventuale impatto negativo sui cittadini e sulle attività economiche presenti in paese, è fonte per chi scrive di forte preoccupazione. Attualmente il sistema parcheggio non è

ancora partito e già sono molte le osservazioni che mi vengono fatte dai cittadini, dagli elettori e dai commercianti che sono fortemente in apprensione per le ricadute negative dell’iniziativa. Non bisogna essere sordi a queste sollecitazioni ed afrrontare insieme le eventuali modifiche sul tappeto con spirito sereno e costruttivo. RICHIAMO: - La Giunta Comunale di Campione d’Italia di provvedere ad una sospensiva del Piano Urbano dei Parcheggi di due/tre mesi, in attesa che si completino i lavori di sistemazione del posteggio a lago nella zona del vecchio Casinò. La giunta comunale a valutare concretamente la possibilità in applicazione dell’art. 4 del regolamento (PUP) di azzonare in modo differente il P.le maestri Campionesi e Piazza Roma, liberalizzando l’utilizzo dei posteggi a favore dei turisti e degli operatori economici. - La Giunta Comunale a valutare in modo meno restrittivo l’art. 6 del regolamento (PUP) al punto 3, dando la possibilità di inserire negli aventi diritto alla tariffa agevolata anche quei lavoratori che pur non essendo residenti in paese hanno un regolare contratto di lavoro a Campione d’Italia o presso il Casinò, a tempo indeterminato. Questo eviterebbe un’ingiusta penalizzazione economica ed un’incomprensibile discriminazione nei confronti degli altri lavoratori-cittadini sia Aire che residenti fuori dall’Enclave. - La Giunta Comunale a tenere in dovuto conto l’aspetto che a fronte di una richiesta di esborso anticipato per l’acquisto della vetrofania o dei ticket, ne corrisponda un’analoga certezza al posto macchina. Sia il cittadino, che il lavoratore pertanto si sobbarcherebbero di un costo certo, senza avere un servizio corrispettivo altrettanto sicuro. Il rischio che l’Amministrazione venga chiamata a rispondere in sede giudiziaria per i ricorsi che in proposito verranno presentati, deve a mio avviso spingere tutti a un attento riesame dell’iniziativa. 3


ATTUALITA’

Agenda: proposte in attesa di soluzione... Facciamo partire il cronometro?

Era il mese di giugno del 2009 quando il Comune di Campione d’Italia accoglieva la proposta presentata dal consigliere Roberto Viano per la realizzazione di un innovativo albero tecnologico all’interno della scuola media...

Gennaio 2010: questa volta la proposta fatta al Sindaco di Campione d’Italia è quella di spostare da viale Matteo la sosta del bus navetta Milano-Campione, i cui rumori e il cui inquinamento creano seri problemi ai residenti, soprattutto nelle ore in cui la gente sogna il relax...

Il consigliere comunale Roberto Viano e la professoressa Provenzano hanno presentato nei giorni scorsi una richiesta al Comune per sapere che fine abbia fatto la lapide commemorativa a firma del gen. Armando Diaz. Facciamo partire il cronometro?

Giù le mani dal casinò. No allo spostamento 19 marzo 2010, Auditorium Comunale Campione d’Italia. Il Senatore Alessio Butti ipotizza di trasferire il Casinò di Campione a Villa Erba, Cernobbio, per tagliar fuori dai proventi Varese. I residenti campionesi in sala si guardano sbigottiti... Chi è questa volta il “Tafazzi”?

“Gamba tesa” L’angolo satirico

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CURIOSITA’

Storie di casinò, tra inizi contestati e leggendarie risurrezioni grazie alle fiches Bisogna risalire al lontano 1856 per vedere la nascita della Casa da Gioco di Monte Carlo, voluta dal Principe Carlo III Grimaldi e gestita attraverso la famosa Società dei Bagni di Monaco. Gli inizi non furono lusinghieri, il gioco e gli incassi languivano; così nel 1860 fu chiamato a gestire il Casinò un professionista, Francois Blanc, già Direttore di successo della Casa da Gioco tedesca di Bad Homburg. Da capace uomo d’affari, Francois Blanc introdusse nuovi giochi quali Roulette e Trente et Quarante, nonché tutta una serie di iniziative che trasformarono il Principato in un’autentica “Mecca” della mondanità e del gioco d’azzardo. In quegli stessi anni si svolge anche la “nostra storia”, in un contesto sociale che, nonostante il Casinò avesse dimostrato di avere ricadute economiche positive per il benessere del Principato, non mancava di far sentire le sue critiche. Una grossa fetta della società civile del tempo, iInfatti, non vedeva di buon occhio il Casinò: giudicava frivola, pericolosa e dissoluta la nuova Casa da Gioco e premeva per la sua chiusura. Occorre dire che quelli erano tempi dove il senso dell’onore aveva un peso ben diverso da quello odierno, infatti non erano rari i casi di giocatori che, rovinatisi irrimediabilmente nelle sale da gioco e presi dalla disperazione, si toglievano la vita nelle sue immediate vicinanze. La cosa era risaputa ed ogni episodio finiva sulle prime pagine dei giornali con relativo giudizio negativo sia sulla casa da Gioco che sul suo vulcanico Direttore. Fu in questo quadro storico-sociale che un giorno al Casinò si potè chiaramente udire un colpo di pistola provenire dai suoi giardini. Un trafelato collaboratore corse da Francois Blanc per dare la notizia che un noto giocatore, dopo

aver perso una fortuna alla Roulette, ora giaceva riverso su una panchina del parco con una pistola fumante in mano. Il Direttore allora, temendo la pubblicità negativa e le relative critiche che ne sarebbero seguite, diede astutamente ordine al suo collaboratore di riempire di fiches le tasche del morto, affinchè non si potesse collegare il gesto del suicida con una sua perdita al Casinò e poi di chiamare la polizia. Ma all’arrivo degli agenti si scoprì con stupore che il cadavere sulla panchina non c’era più e così si diede avvio alle ricerche. Immaginatevi la sorpresa di tutti quando, un paio di ore dopo, il presunto suicida venne ritrovato vivo e vegeto, intento a giocare le fiches “ricevute” ai tavoli di Roulettes...

Un segnale eloquente degli anni che passano

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CULTURA

“Volere è potere”: la strana storia del capitano Amatore Tra schiavi, povertà ed epiche battaglie per la libertà La storia comincia nell’alto Egitto o Nubia (Sudan), agli inizi del 19° secolo. Il governo egiziano di allora non faceva segreto del commercio degli schiavi, che alimentava dai paesi interni dell’Africa Nera. Sotto le mentite spoglie di ribellioni le guarnigioni di Kartum compivano incursioni riportando gli schiavi più belli, giovani e robusti da vendere al mercato. In questa maniera il capitano Michele Amatore è venuto bambino a Kartum: egli è nato nel 1826, e si ricorda mirabilmente del nativo villaggio. “Mio padre si chiamava Bolingia, mia madre Siliando, il mio nome era Quetto”. Era il 1832 quando la solita incursione punta sul suo villaggio. Fucili contro lance, e migliaia contro centinaia di nativi. I soldati egiziani entrarono nel villaggio e fu una vera carneficina. «I superstiti, donne e fanciulli la più gran parte, furono legati e tenuti sotto custodia fino al giorno seguente. Dice Michele Amatore “Sebbene in quei giorni di sventura io non avessi più di sei o sette anni, purtroppo mi ricordo dei mali trattamenti che ci hanno fatto soffrire i soldati egiziani nel doloroso tragitto. Il cibo era un po’ di pane ed acqua, e questa sovente ci mancava, per cui strada facendo un buon numero di schiavi perirono e furono lasciati insepolti”. I pochi giunti al Cairo potevano sperare almeno in un trattamento più umano e per Quetto la fortuna fu grande perché a prenderlo in casa fu il dottor Luigi Castagnone, allora protomedico del Vicerè d’Egitto. L’Egitto allora era pieno di Italiani impiegati nelle più varie attività ma sempre di altissimo profilo. Il ragazzo venne educato e trattato umanamente e solo la paura di portarlo

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lontano dalla sua terra impedì al Castagnone di trarlo seco in Piemonte al primo viaggio. Toccò al Dr. Maurizio Bussa, di Felizzano il compito di fargli conoscere la loro patria piemontese. Al suo nuovo paese Michele si fece cristiano e qualche volta tornò anche in Egitto da libero. Aveva 22 anni quando scoppiò la guerra contro l’Austria e corse ad arruolarsi, “… la sua faccia nera serviva di punto di rannodamento ai coraggiosi compagni, e di terrore al nemico: parecchie volte dopo un combattimento i suoi capi corsero ad abbracciarlo. In pace era un modello di disciplina e di operosità, amor dei capi e dei compagni. Quando entrò soldato non sapeva leggere; pigliava di soppiatto la chiave della scuola del Reggimento per andarsi ad esercitare sulla lavagna nelle ore del riposo. Imparò a leggere ed a scrivere con ottima calligrafia; imparò l’aritmetica, la geometria, il francese. “ Il 7 agosto 1848 viene infatti arruolato come volontario nei bersaglieri. Partecipa alla campagna del 1849 con il grado di sergente e in quella del 1859 come sottotenente. Dopo S. Martino gli viene riconosciuta dai francesi la decorazione al merito. Il 5 maggio 1861 è già tenente prima al secondo e poi al terzo reggimento. Nel 1866 nella terza guerra di indipendenza è capitano. Partecipa nel Sud d’Italia alle azioni contro il brigantaggio, poi agli interventi a favore delle popolazioni colpite dal colera (medaglia di bronzo). Conclude la carriera in anticipo all’8° reggimento nel 1880. Il suo servizio non era più possibile a causa di una sciabolata al volto (all’occhio sinistro) che gli aveva procurato la cecità. Si ritira con la moglie a Rosignano, dove muore il 7 giugno 1883. (Tratto dal libro di M. Lessona “Volere è potere”, Firenze, G. Barbera, 1869) Simone Sivero


IL PERSONAGGIO

Antonio Presti, una vita tutta forbici e pedali Da parrucchiere n.1 al mondo a coach delle 2 ruote Antonio Presti Nato a Rosolina (Rovigo) il 24/3/1934 Sposato e padre di due figli, Beatrice (49 anni) e Felice (55) Residente a Campione dal 1963 Presidente del Pedale Campionese Presidente volontario del Circolo ricreativo Anziani Primo classificato alla Coppa del Mondo di parrucchieri nel 1970, a Parigi

Qualcuno lo conosce come il “presidente degli Anziani”. Altri come “l’anima del Pedale campionese”. Ma forse solo pochi sanno che il nostro Antonio Presti è stato il n.1 al mondo dei parrucchieri nel 1970, titolo per cui ha anche ricevuto il prestigioso “Ambrogino d’oro” dal comune di Milano. Figura poliedrica, Antonio ha saputo negli anni trasferire tutto il proprio talento, prima nella bicicletta e poi anche nell’organizzazione delle attività per gli anziani campionesi. Ma veniamo alla sua storia, curiosa e originale come si addice a tutti i personaggi estrosi. Figlio di un finanziere, Antonio cresce per molti anni in Sicilia, per poi trasferirsi al Nord, sedicenne, seguendo il padre che viene trasferito a Porto Ceresio. E’ il 1963 quando Antonio, sposato, si trasferisce a Campione d’Italia con tutta la famiglia. Nel frattempo, dai primi anni come garzone in un negozio di parrucchiere, ne è passato del tempo... “Ho inziato che avevo soli 10 anni - racconta lui - A quei tempi dovevi adattarti a fare qualunque cosa. Io ho avuto la fortuna di conoscere questa professione e di innamorarmene”. Antonio inizia a frequentare l’Accademia milanese per parrucchieri, dove fa tutta la trafila, fino a divenire insegnante. Apre un Centro artistico acconciatori maschili italiani, a Varese, e, quindi, un negozio a Campione d’Italia. Il talento c’è eccome. Non a caso sarà lui, per tre volte, a cercare di salire sul gradino più alto, come rappresentante dell’Accademia milanese, in occasione della Coppa del Mondo di Parrucchieri, prima a Brighton, in Gran Bretagna, poi a Madrid (4° posto) e quindi a Parigi, dove nel 1970 conquista tutti. “Sono riuscito ad impressionare la giuria con la prova libera, riproducendo sulla testa del modello i capelli del David di Michelangelo. Non si potevano usare permanen-

ti, cosmetici o altri trucchi moderni, eppure quei riccioli erano davvero qualcosa fuori dal comune”. Al ritorno, la Milano che usa pettini e forbici è ai suoi piedi. Per l’occasione il comune meneghino gli conferisce l’Ambrogino d’oro. “Quella pettinatura era un vero capriccio dell’artista!”. Con un curriculum simile, il “lavoro quotidiano” con il passare degli anni appare troppo semplice e ripetitivo. Per questo, nel 1981, Antonio chiude il negozio di parrucchiere a Campione, inziando a lavorare nella sede staccata del Casinò di Campione, a Brogeda. “In quel momento tutte le mie energie e attenzioni passarono alla bicicletta, mia seconda passione”. Dopo le tante gare in sella per la Splugen Varese, sei anni fa ecco il colpo di fulmine con “Il Pedale Campionese”, società in difficoltà. Dismessi gli abiti del corridore veterano, Antonio diventa presidente, preparatore atletico e allenatore dei ciclisti del club. Un impegno su più fronti che però porta i suoi frutti. “Tre anni fa abbiamo ottenuto 3 maglie di campione ticinese su 5, come veterani gentleman mentre nel 2009 solo una maglia. Quest’anno, però, a settembre, ci faremo rispettare: mai avuta una squadra così forte!”. Tanti, dunque, i fiori all’occhiello appuntati sulla giacca di Antonio. Tra questi anche l’essere stato il “coach” di Sabrina Emmasi, talento campionese del ciclismo che è riuscita a portare a termine una buona carriera da professionista proprio grazie ai consigli e agli allenamenti di Presti. “Spero che la recentissima vittoria di Stefano Garzelli, la cui madre è campionese doc, alla Tirreno Adriatica, possa avvicinare i nostri giovani a questo splendido sport”. A quanti dunque oggi vedono Antonio semplicemente come il barista del Centro Anziani, suggeriamo: “Mai fermarsi alle apparenze!”.

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CURIOSITA’

I sogni e noi: alla ricerca della città ideale Insieme per elevare la qualità di vita dei campionesi Il Circolo Culturale “Il Ponte” ha sognato e sogna una città ideale. Una città attenta ai più deboli e che dia voce a tutti. Voler bene a una città e a chi la abita significa anche preoccuparsi, seriamente, dei luoghi e degli spazi dove le persone vivono e dove trovano la loro serenità ed il piacere di vivere. È formalmente espresso nelle nostre volontà di riconoscere e conoscere le carenze strutturali esistenti all’interno della nostra comunità. Questo fenomeno di una lenta e costante decadenza deve essere contrastato con tutte le nostre forze, attraverso l’innovazione e non la conservazione a tutti i costi di un sistema che non regge i confronti. È altresì vero che la globaredazione@ilponte.biz lizzazione dei sistemi e le dinamiche di sviluppo non INVIATECI I VOSTRI sono sempre prevedibili. CONTRIBUTI Elementare era però capire che finito il sistema di moSAREMO LIETI DI nopolio che ci ha visto proPUBBLICARLI tagonisti per cinquantanni,

era necessario orientare le nostre forze verso quelle scelte di trasformazione, comunicazione e immagine che sono la fonte primaria per produrre e vendere un sogno. Credo quindi sia arrivato il tempo di ricercare una nuova via, intesa come fonte di nutrimento e di confronto prima dialettico poi culturale e politico, basato sulla reciprocità per dare un senso etico alla vita sociale ed economica dell’intera comunità Campionese. Consigliere Comunale Arch. Roberto Viano

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