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meta osservatorio

Francesca Agostinelli Quanto conta l’artista nel tuo lavoro? L’artista per me è tutto, c’è poco da fare. C’è chi mi dice “ma tu qui ci metti del tuo”. Certo, è naturale. Ma l’artista è l’artista, io sono il tecnico. Io li guardo e riguardo questi maestri ancor prima di condurli alla lastra e cerco di immedesimarmi nel loro lavoro per portarli alla tecnica più congeniale, per farli arrivare prima. Mi sembra molto importante… Non lo so, ma capirai che è inutile far lavorare all’acquaforte un artista che nella sua carriera ha usato solo il pennello. Guarda Pignatelli. Nella pittura lavora a campiture larghe, allora ho cercato di consigliargli questa tecnica, vedi, di maniera zucchero che lui ha adottato. Frangi: anche lui maniera zucchero. Ma quando gli ho fatto vedere le possibilità del carborundum si è orientato diversamente, per poi magari tornare alla partenza… Pizzi Cannella: un peccato fermare un autore così su una tecnica lenta. Bisogna mettere gli artisti a proprio agio, nella condizione ottimale perché si possano esprimere. Quale futuro prevedi per la grafica d’arte? Sinceramente la grafica sta soffrendo molto. Manca humus: il vivaio è ridotto, il collezionismo, seppure oggi raffinatissimo, è calato rispetto a un tempo, la cultura grafica è decisamente alta, ma poco diffusa. Manca insomma un entroterra largo che consenta alla grafica di vivere. Eppure i grandi pittori si trovano esattamente come un tempo. Però Afro, Vedova, Picasso, Zigaina sono anche grandi incisori. Oggi invece gli artisti non pensano proprio alla grafica. I più giovani poi non amano i campi specifici e non coltivano dedizione tecnica, non gli è propria la pazienza del fare. Manca infine, anche proprio nell’esercizio della grafica, quel livello amatoriale che è importante nella definizione culturale del settore. E tu in questo senso lavori nel ruolo di editore. Si, lavoro nella realizzazione ed edizione dei libri d’artista e nell’edizione di una rivista dedicata esclusivamente alla grafica d’arte. Il titolo? Prova d’artista. Due numeri l’anno. E’ una rivista finalizzata alla ricerca, lo studio, la critica, la diffusione della cultura incisoria. Hai un figlio che segue le tue orme. Non so cosa dire. Gianluca è laureato in economia, lo sa che la stamperia richiede molto e che la dedizione deve essere totale. Eppure è qui.

Come ti immagini la tua stamperia tra venticinque anni? Quali saranno gli artisti e come si lavorerà? Cosa cambierà? Credo sinceramente cambierà molto poco. La stamperia è un luogo di saperi lenti. Da quando è nata le carte, gli inchiostri, le vernici, le tecniche sono cambiate molto poco. Può forse cambiare l’aspetto tecnologico. Adesso per esempio con Gianluca, di fronte alle difficoltà delle composizioni geometriche, stiamo sperimentando la possibilità tagliare le lastre di rame col laser e ricomporle in una sorta di puzzle da sottoporre al torchio in unico passaggio. L’esposizione a Villa Manin mette in scena un lavoro enorme. Il catalogo contiene oltre un migliaio di riproduzioni delle incisioni che hai tirato eppure lascia capire quanto progetto ci sia ancora. Ma il sogno dello stampatore si è realizzato? O forse, per il sognatore che sei, c’è ancora un sogno nascosto che deve prendere il volo? I sogni non finiscono mai e a questo punto vorrei avere un archivio ordinato, per poter rivedere la storia del mio lavoro che poi è la storia della mia vita. Ma il sogno grande è quello di poter verificare quanto ho realizzato in grandi esposizioni, magari dedicate ai singoli maestri con cui ho lavorato. Dopo l’esposizione di Zec a Milano e ora sto preparandomi al lavoro delle grafiche di Kounellis sono anche in contatto con Nunzio: mi piacerebbe vedere anche l’intero mio lavoro con Zigaina, Vedova, Dugo, Pizzi Cannella, Frangi, Pignatelli; rendermi conto dell’insieme, poter percorrere la mia storia e trovarmela davanti come in un film. Anzi come in un sogno. Ecco è forse questo oggi il mio sogno, quello che ricorrerà negli anni a venire e che spero prenda il volo come già molti altri.

Corrado Albicocco con Emilio Vedova.

I sogni che volano. Stamperia d'arte albicocco 1974 - 2013  

Articolo di Francesca Agostinelli dal prossimo numero 35 della rivista d'arte Nuova Meta - parole & immagini

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