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febbraio.2010

giù le mani dal mercato

commercianti e cittadini: uniti per salvare via Verdi • pagina 3 le opinioni: un commerciante, un ambulante, un cittadino • pagina 4

tangenziale Nord con vista mare la creatività delirante del centrodestra • pagina 6

Montessori a rischio l'ultima trovata del comune • pagina 7

un'altra Lombardia

il 28 e 29 marzo si vota per le regionali • pagina 8

lo sputo in faccia

il 28 gennaio il senato tenta la liberalizzazione della caccia • pagina 9

che clima che fa

partecipata la conferenza del metereologo emiliano • pagina 10

scippo biologico grave scelta della maggioranza con la complicità di parte del PD • pagina 11

dove andrà il centrosinistra? / 4 una donna per il 2012 • pagina 12

siamo noi a fare la differenza

intervista a Nichi Vendola • pagina 13

una poltrona per tre pienone alla presentazione del "salotto musica" in biblioteca • pagina 14

cioccolata per merenda a teatro con COOP per affrontare un problema dell'infanzia • pagina 15

"Me ne frego" è il loro motto di Attilio Galmozzi Roma ladrona, gridavano fino a qualche anno fa. Ora che occupano posti di comando i Leghisti si adagiano nel morbido sofà del Potere. La Lega Nord assume sempre più l’immagine del partito di lotta per il Governo e lo ha dimostrato durante il Consiglio Comunale del 2 febbraio. ODG: il futuro del mercato e degli Stalloni. Partita difficile per il sindaco e la sua maggioranza ma molto più difficile per centinaia di cittadini e commercianti che col mercato vivono, lavorando sodo in un periodo di crisi economica che fa tremare i polsi. Nei giorni antecedenti, 1763 tra cittadini e commercianti hanno firmato una petizione per chiedere al Sindaco di fermare l’iter previsto dall’accordo di programma. Bruttomesso tira dritto perché vuole chiudere in fretta ma l’affanno è evidente, tanto eclatante che pone la fiducia sul provvedimento minacciando i “suoi” di mandare tutti a casa. La maggioranza vota più per salvare se stessa che la città. In questa partita la Lega Nord gioca a carte coperte annunciando prima che “le firme non servono a nulla. Deve decidere la politica”, poi, vedendo che la città si alza in piedi per difendere coi denti il suo mercato si cela in un silenzio colpevole in Consiglio Comunale, dove né Tosoni né Soccini fiatano. È finito il tempo in cui la Lega urlava nelle piazze contro Roma ladrona e contro il sistema di potere: oggi tra un “Va pensiero” e una caccia all’immigrato canta: “Me ne frego!”. E questo è il loro nuovo motto ■


■ febbraio 2010 ■ me ne frego!

me ne frego! L’ANGOLO di Piervenanzio Rotula

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Se hai convulsioni erotiche pomeridiane, chiama questo numero: 259332. Troverai sempre occupato.

Il proverbio di Lidia Aerosol

"Puf" P.S. Per chiarimenti interpellare l’interessata versando euro 50,00 sul C/C Postale n. 459999.

Avviso

È stato smarrito un cappone di q.li 53 nei pressi dei bagni biblici di Casaletto Ceredano.Si pregano i genitori di venirselo a riprendere presentando idonea giustificazione scritta.

Il santo del giorno dopo S.Parlaremdumà

Questa rubrica è stata offerta dal

Forse non tutti sanno che... a cura di Gil Mazzo Bruno Bruttomesso è stato eletto sindaco di Crema nel 2007 (fonte Ministero dell'Interno) Roberto Formigoni e Gianni Rossoni non sono né Sindaco né Vicesindaco della città di Crema (fonte Regione Lombardia)

“Purgone del Dottor Pelo” Il Purgone del Dottor Pelo Vivi sereno. Evita gli sforzi prolungati

Direttore responsabile Manuela Antonia Della Nave Editore LINFA scrl via Tensini, 11 • Crema Stampa Arti grafiche cremasche divisione grafica Cartotecnica Cremasca • Crema Progetto grafico, impaginazione e illustrazioni francescoguerini.it Richiesta registrazione depositata presso il Tribunale di Crema in data 16/04/09 licenza delle immagini riprodotte le fotografie contrassegnate con un asterisco (*) nella didascalia sono distribuite sotto la licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 (http://creativecommons.org/ licenses/by/3.0). In nessun modo le immagini sono utilizzate nell'intenzione di veicolare le intenzioni degli autori da parte di NumeroZero Alcuni Diritti Riservati questo numero è pubblicato con una licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

foto* di Mattia Manzoni • http://www.flickr.com/photos/il_macca


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giù le mani dal mercato!

Luogo di aggregazione, di incontro e comunanza di culture, il mercato coperto di Via Verdi è da più di cinquant’anni teatro della quotidianità cremasca

commercianti e cittadini: uniti per salvare Via Verdi

di Lidia Gallanti

“Giù le mani dal mercato”, questo il messaggio scritto sui numerosi cartelloni che spiccano appoggiati sui banchi colmi di merci esposte o appesi alle pensiline; Via Verdi grida “NO” all’abbattimento del mercato coperto. Molto è stato detto e scritto sul caso Stalloni a partire dallo scorso aprile, voci più o meno discordanti hanno accolto la notizia di un hotel “quattro stelle” all’interno degli storici chiostri degli Stalloni; forse qualcuno aveva ben sperato in un diverso concetto di “valorizzazione”, che esulasse dal mero profitto privato, ma il vero dissenso è scoppiato alla notizia della demolizione del mercato coperto.

Oltre al danno economico la città perderebbe un pezzo della propria identità

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A causa della presenza di acqua di falda e resti delle antiche Mura Venete nel sottosuolo dell’area Ersaf (precedentemente destinata al parcheggio dell’hotel), il progetto è stato esteso a Via Verdi: cento posti auto da ricavare in corrispondenza dell’attuale mercato coperto, con la conseguente demolizione della struttura restaurata solo tre anni fa, ed un grigio futuro per i commercianti coinvolti, fino a quel momento ignari degli accordi in corso. Immediate le proteste, che oltre ai lavoratori hanno trovato sostegno tra i cittadini cremaschi, che tra stupore ed indignazione hanno sottoscritto in massa (si contano più di 2000 firme) la petizione indetta per salvare il mercato e rivedere il progetto di riqualificazione dell’area Stalloni. Questa palese testimonianza di dissenso non ha ottenuto l’auspicabile considerazione, lasciando l’amaro in bocca a chi, con quella firma, chiedeva il rispetto delle proprie ragioni. Nonostante ciò il 2 febbraio è stato firmato dal Sindaco il proseguimento dell’iter di approvazione del programma precedentemente stilato, seguito da un’imponente manifestazione di protesta svoltasi il 4 febbraio, che però non è servita ad evitare il giorno seguente la seconda firma di consenso all’Accordo, contestata da ulteriori scioperi durante la settimana successiva. Le ipotesi di risoluzione si sono sprecate. Inizialmente si garantì la possibilità di lasciare il mercato (non più coperto) in Via Verdi, con la semplice disposizione dei camion lungo il percorso. Ovviamente lo spazio occupato da ogni ambulante sarebbe raddoppiato, estendendo così la zona commerciale alle vie e piazze limitrofe, con conseguente ingombro e congestione del traffico cittadino. La soluzione di ripiego fu la proposta di spostare l’intero mercato nella periferia cremasca, uno scacco matto al futuro di una quasi-istituzione storica della città, privata della propria anima commerciale e soprattutto sociale. Il guadagno a quanto pare sarà tutto a favore dei privati che gestiranno il progetto, se calcoliamo inoltre che il comune stesso finirebbe per perdere l’incasso di 150.000 euro l’anno, cifra corrispondente agli affitti delle piazzole e delle pensiline. Il disagio non colpisce solo i centoquaranta ambulanti, ma coinvolge anche le quaranta attività commerciali di Via Verdi che vivono grazie all’esistenza dell’attuale mercato coperto, garanzia di fedele clientela e sicuro guadagno. Oltre all’evidente danno economico la città perderebbe un pezzo della propria identità. Luogo di aggregazione, di incontro e comunanza di culture, il mercato coperto di Via Verdi è da più di cinquant’anni teatro della quotidianità cremasca. Il supermercato, nonluogo per eccellenza, sarebbe l’unico impersonale erede di una ricca tradizione che rischia di spegnersi sotto il peso della speculazione edilizia ■

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■ febbraio 2010 ■ me ne frego!

me ne frego!

del mercato e dei lavoratori

«Nessuno ha considerato l’aspetto sociale: eliminando o spostando il mercato si perderebbe il rapporto diretto con commercianti e conoscenti, e la sensazione di essere uno di famiglia, che nei supermercati non esiste»

giù le mani dal mercato!

le opinioni, un commerciante, un ambulante, un cittadino.

di Lidia Gallanti

Luigi Severgnini Ambulante al Mercato Coperto: «Noi non ci spostiamo». «Noi commercianti siamo i diretti interessati, eppure non siamo stati minimamente interpellati, ed abbiamo saputo il tutto a cose fatte. Siamo stati venduti a peso morto, hanno dimenticato che esistiamo. È stata una decisione grave, senza il nostro consenso, con cui l’amministrazione si è tirata la zappa sui piedi perdendo molti consensi, come ha dimostrato la raccolta firme. Molti di noi lavorano al mercato coperto dal ’51, e per rimanerci dobbiamo pagare non solo la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, ma anche l’affitto della struttura. In questa cifra era già stata inclusa una percentuale destinata alla ripavimentazione del mercato, un totale di 800.000 € già raccolti dalla precedente amministrazione, ma finora mai utilizzati per il loro scopo. Nella nostra tassa è compresa inoltre una percentuale per il pagamento delle tende da sole fisse, imposte dal comune, che paghiamo personalmente versando ¨nsesto del costo totale per sei anni, pagando in toto un accessorio che poi rimarrà comunque di proprietà comunale. La cosiddetta “pensilina” è una struttura in cemento armato,

creata appositamente da un architetto milanese. Se dovessero demolirla verrebbero a mancare gli spazi necessari al mercato, contando che per l’accesso al parcheggio sotterraneo dovrebbero realizzare anche ingressi carrai e pedonali adeguati, oltre ad ampie grate per l’areazione della zona sotterranea: tutto spazio che se ne va. Inoltre la struttura era già stata rinnovata circa tre anni fa, costando all’amministrazione 1 milione e 600 mila euro; demolire tutto è uno spreco. La soluzione fornita dall’amministrazione è solo teorica, non abbiamo garanzie. Senza l’attuale struttura, gli ambulanti dovrebbero allestire i propri banchi lungo la strada, e visto l’ingombro di camion ed espositori, oltre a Via verdi dovrebbero spostarsi anche in Piazza Marconi, Via Terni, Via Massari, Largo Falcone Borsellino, fino a Piazza Giovanni XXIII creando un totale blocco del traffico nei giorni di commercio. Sono molte le città in cui si desidera una simile struttura, è una sicurezza importante per noi commercianti, poiché il mercato coperto permette di lavorare anche in condizioni meteorologiche non ottimali: la merce è il nostro capitale, e se subisce danni siamo i primi a rimetterci di tasca nostra. Vi è stata anche la proposta di spostare il mercato in un altro luogo, ma a queste condizioni non accettiamo compromessi» ■

la struttura è stata rinnovata circa tre anni fa, 1milione e 600mila euro; demolire tutto è uno spreco.

foto* di Mattia Manzoni • http://www.flickr.com/photos/il_macca


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Il mercato coperto è una comodità per chiunque abiti in centro, soprattutto per le persone più anziane che spesso non hanno la possibilità di raggiungere i supermercati

Egle Padovani

Manuela De David

Commerciante in Via Verdi «Non vogliamo chiudere l’attività». «Demolire il mercato coperto vorrebbe dire far morire il commercio cremasco, perché questa attività coinvolge anche i commercianti fissi di Via Verdi e del corso centrale della città. Il mercato coperto è una comodità per chiunque abiti in centro, soprattutto per le persone più anziane che spesso non hanno la possibilità di raggiungere i supermercati, senza contare che è un motivo di grande attrazione per chi abita fuori città, che quindi con la scusa della spesa al mercato visita anche i negozi circostanti. Qui tutti lavorano per vivere, anche solo il periodo di cantiere per costruire il parcheggio danneggerebbe profondamente molte attività concentrate in Via Verdi; io stessa ho fatto sacrifici per lasciare questo lavoro ai miei figli, ma così facendo ciò che ho fatto sarà inutile. Lo stesso discorso vale per gli ambulanti, si tratta di ben centoquaranta titolari di licenza distribuiti nei tre giorni di mercato, tutte persone che si troverebbero in seria difficoltà se tutto questo venisse attuato. L’operazione proposta non è chiara, non ci sono progetti ben definiti; l’idea di “spalmare” il mercato in altre zone cittadine potrebbe creare molti disagi, senza contare che buona parte degli ambulanti sono persone che fanno questo lavoro da generazioni, e portarlo in periferia significherebbe farlo morire, come è successo per esempio nei comuni di Lodi, Varese e Pizzighettone» ■

cittadina cremasca. «Mercato coperto: pane e tradizione» «Inutile dire che sono contrarissima. Al di là dei commenti fatti sull’aspetto estetico, nonostante ogni epoca abbia il suo stile, ciò che importa è la sua funzione: oltre che garantire uno spazio coperto e praticabile a commercianti e clienti, il mercato coperto crea un movimento di persone e risorse anche per i negozi circostanti. Non vedo poi l’utilità di un parcheggio sotterraneo, dal momento che per motivi legati al tipo di terreno sottostante non è possibile realizzare più di un piano, e quindi non potrà estendersi oltre l’attuale zona delle pensiline, che quando è libera viene già utilizzata come parcheggio coperto. Il mercato deve rimanere in centro, non può essere spostato per il semplice motivo che non vi saranno più spazi abbastanza ampi nella zona che finora l’ha accolto. Siamo abituati così da cinquant’anni, sia gli ambulanti che da sempre vi lavorano, sia noi frequentatori, è una comodità per tutti ed una sicurezza per chi sa che tre volte a settimana può fare gli acquisti necessari senza dover dipendere da mezzi pubblici o privati per spostarsi ai supermercati. Nessuno ha considerato l’aspetto sociale della faccenda: eliminando o spostando il mercato si perderebbe il rapporto diretto con commercianti e conoscenti, e la sensazione di essere uno di famiglia, cosa che nei supermercati non esiste. Spalmare il mercato lungo il percorso da Piazza Marconi a Piazza Giovanni XXIII sarebbe ingombrante e dispersivo, senza contare che durante i lavori di costruzione la zona rimarrebbe chiusa tre anni, forse di più… nel frattempo chi manterrà i commercianti?» ■


■ febbraio 2010 ■ me ne frego!

me ne frego!

di cittadini e genitori

tangenziale nord con vista mare la creatività delirante del centrodestra

di Alvaro Dellera

Questa amministrazione comunale a guida Centro-destra - Lega Nord, ha definitivamente rotto il rapporto con i cittadini e la città. A decretare tale sorte sono alcune vicende politiche, condotte male da tutta la maggioranza e da un Sindaco blindato ed impaurito persino negli atteggiamenti più umani. Irriconoscibile. Scaricato da gran parte della sua maggioranza politica, dal “celodurismo” della Lega e dal vicegovernatore Rossoni, dopo averlo rosolato ben bene sull’ impietosa graticola degli “Stalloni". Non potevo non esprimere questa valutazione prima di raccontarvi dell’ultima in ordine di data, mostruosità partorita all’ombra del conflitto di interessi, che unisce la proposta dell’Architetto Bettinelli, ma anche coordinatore del PDL, sul nuovo tracciato della tangenziale nord. Dopo aver sostenuto il sottopasso minimale di via indipendenza come soluzione perfetta per la città e a basso costo. Peccato che

la camera a gas di quel tratto di città non verrà mai eliminata e in un momento di creatività delirante, per noi, ma benefica per il proponente, ecco spuntare la soluzione della nuova tangenziale che finalmente chiuderebbe l’anello veicolare attorno a Crema. E si, perché il sottopasso ovviamente non basta e il sovrappasso a Santa Maria (progetto Irsonti per capirci) non decollerà prima di 4-5 anni. Una soluzione ibrida rispetto all’ipotesi della passata amministrazione, congeniale e corrispondente a logiche speculative, giusto in tempo per farla inserire nel nuovo PGT fino ad oggi oggetto misterioso. Conosciuto si dice nel palazzo solo dagli addetti ai lavori ma che sicuramente l’architetto ex-forzista invece conosce bene. Il nastro d’asfalto progettato impatterà totalmente con la campagna circostante che partendo dalla nuova rotonda posta sulla via Treviglio, attanaglia l’abitato di S.Stefano, passando a nord della frazione per incrociare la via Caravaggio e proseguire con una nuova strada all’interno dell’area produttiva (PIP) per attestarsi a nord di Santa Maria oltre il cimitero. La tangenziale però dovrà di nuovo superare ferrovia e canale Vacchelli con una soluzione a ponte con vista sulla famosa località balneare cremasca del “Mare dei Poveri” a ridosso delle serre ortofrutticole di Santo Stefano. Non riporto costi e lunghezza del tracciato, elementi irrilevanti alla mia analisi. Ma constato che nel volgere di pochi anni avremo più ponti e sottopassi a Crema che a Manhattan. Avremo distrutto centinaia di ettari di terreno agricolo del Moso, arricchito chi opportunamente informato speculerà sulla formazione di aree intercluse dalla tangenziale nord, e introdotto in città traffico extraurbano drenato dalla BreBeMi e diretto a sud. La soluzione futurista si spinge oltre, con una nuova strada a fianco della ferrovia verso Cremosano e un’altra gincana bituminosa in direzione opposta fra ex discariche e cave a nord di Santa Maria, ennesimo ponte sul fiume Serio per terminare a San Bernardino nella nuova 591. Un esercizio tecnico impregnato di onnipotenza politica, lungimirante solo per le mascelle allenate di costruttori e cavatori. Il quartiere di Santo Stefano sarà interessato da un notevole flusso di traf-

La guerra per bande nell’impero di Ratzinger “Nella Chiesa ci si morde e ci si sbrana”. Non sono parole di un solitario Radicale, ma di Papa Benedetto XVI, la più alta autorità del Vaticano. Per essere arrivato a tanto, deve aver costatato personalmente pericolose derive interne, spietati giochi di potere di vicari che si combattono il potere terreno che, devono saperlo anche da quelle parti, è più redditizio di quello celeste. L’annoso duello tra il Presidente dei Vescovi, Cardinal Bagnasco, e il Segretario di Stato Vaticano, Monsignor Bertone, è esploso in tutta la sua crudezza negli ultimi giorni, dopo l’ammissione di Vittorio Feltri di aver inventato di sana pianta la vergognosa campagna stampa contro Dino Boffo che ha costretto alle dimissioni l’ex direttore di “Avvenire”. Chi ha ordinato quel linciaggio mediatico? E perché? Di certo, Ratzinger non deve

fico che lo avvolgerà su tre lati, l’espansione a nord della zona produttiva del PIP oltre a nuovi capannoni ha già in previsione la costruzione di un impianto per la macinazione degli inerti nel quale convergeranno centinaia di camion giorno. Prende poi nuovamente quota, la discussa cava di ghiaia che in questo caso sarà definita di “prestito” alla costruenda strada che la soluzione “Bettinelli” ripone proprio sui terreni agricoli contestati anni fa dal quartiere e dalla città. Storia vecchia che tutti conosciamo ma che è bene ricordare, aveva come sponsor, guarda caso, ancora una volta il celeste Rossoni. Si può obiettare che è solo un’idea, un progetto sulla carta, alcune solo supposizioni forse? Tutto vero, di certo è l’averci provato ancora una volta, come sempre, usando la tradizionale coperta di protezione lunga da Crema al Pirellone. La Repubblica del tortello, definizione coniata dal virtuoso Antonio Grassi, non finisce mai di stupire e di mettere in scena spettacoli di indecenza politica. Ma i cremaschi non si faranno di certo facilmente rosolare dal riverbero del nuovo asfalto, steso come una invitante passatoia agli interessi particolari ■

avere molta fiducia in coloro che occupano i gradini più alti della gerarchia vaticana, se è vero, come ha finemente fatto osservare Gianluigi Nuzzi, cronista di “Libero” e autore di “Vaticano Spa”, ha affidato l’indagine interna al suo segretario personale, Padre Georg Ganswein, senza seguire procedure più ufficiali. Segno che è l’unico di cui si fida. Ciò che colpisce, in questa vicenda, non è tanto il fatto che sia in corso una vera e propria guerra di potere, né che si sia usata la discutibile arma del gossip come strumento di offesa. Ciò che davvero fa riflettere è che non vi sia alcun riferimento per così dire “ideale” dietro questo “massacro giornalistico”. Ridotta notevolmente la presa sulla società e abbandonata progressivamente ogni tensione verso il miglioramento politico e civile dell’Italia, la Chiesa Romana sembra essersi ridotta a una lotta tra bande. Un tempo si finiva al rogo, e sempre con motivazioni “ideali”, per altro più volte riconosciute come valide in un secondo momento dalla Chiesa stessa. Boffo, oggi, non è bruciato fisicamente in piazza, ma è stato cotto e bollito a puntino. Non per un’interpretazione poco dogmatica delle Sacre Scritture, ma per scabrose vicende di omosessualità, mai dimostrate e, a quanto pare, cucinate ad arte. foto* di marcellov da http://www.flickr.com


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Nonostante le ripetute domande dei genitori intervenuti all’Assemblea dell’8 febbraio scorso, l’Amministrazione Comunale non ha fornito alcuna risposta

Non siamo affatto tranquilli e riteniamo fuori luogo i tentativi dell’Amministrazione di imputare a noi genitori (o peggio ancora al corpo docenti) tanto sensazionalismo e allarmismo

Montessori a rischio l'ultima trovata del comune

di Alvaro Dellera

Che impressione avete avuto circa il cambiamento proposto? Il problema deriva proprio dal fatto che non ci sia stato proposto alcun cambiamento: ad oggi non ne sappiamo ancora nulla. Nonostante le ripetute domande sottoposte da parte dei numerosissimi genitori intervenuti all’Assemblea dell’8 febbraio scorso, l’Amministrazione Comunale non ha fornito alcuna risposta. Sappiamo solo – carte alla mano – dell’esistenza di un progetto denominato “Piano educativo condiviso” che si articolerà in tre

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mitato di Gestione e all’Assemblea dei Genitori, (…), nel definire il funzionamento complessivo della scuola e l’organizzazione interna del lavoro con il personale ausiliario, (…), nel definire il programma annuale di aggiornamento sottoponendolo all’esame del Comitato di Gestione e dell’Amministrazione Comunale, nel proporre eventuali sperimentazioni e ricerche da sottoporre al Comitato di Gestione e all’Amministrazione Comunale. Il Regolamento è stato evidentemente disatteso, disapplicato e violato a partire dalla data di assunzione della Determinazione Dirigenziale n. 2009/37/00053 del 23 novembre 2009 che, tuttavia, viene resa pubblica solo dopo il 2 febbraio 2010, data in cui i Consiglieri Bonaldi e Lopopolo hanno depositato una interpellanza al Consiglio Comunale a riguardo, quando purtroppo sono ampiamente decorsi i termini per l’eventuale impugnazione del provvedimento al TAR.

fasi: la Conoscenza, il Piano Educativo ed il Coinvolgimento delle famiglie. Sappiamo anche che durante tutto questo periodo l’Amministrazione Comunale si avvarrà di un’azione di accompagnamento da parte della Cooperativa Percorsi per Crescere di Castellanza (VA) che li aiuterà “a valorizzare quanto di positivo, a confrontarci per ritrovare e/o condividere il significato e il valore di determinate scelte e, se lo riterremo, ad introdurre eventuali modifiche e sviluppi” nonché a “valorizzare gli spazi d’incontro con le famiglie, a confrontarci per curare le modalità comunicative e per condividere i contenuti e le modalità di Cosa pensate delle parole tranquillizzanti dell’amministrazione? dialogo e di partecipazione”. Non siamo affatto tranquilli e riteniamo fuori luogo i tenDi quali modifiche e sviluppi l’Amministrazione tativi dell’Amministrazione di imputare a noi genitori (o peggio ancora al corpo docenti) tanto sensazionalismo continua a non parlare? Esiste un Regolamento della Scuola Materna Comu- e allarmismo: pochi giorni dopo l’avvenuta apertura delnale (inspiegabilmente scomparso dal sito del Comune le iscrizioni per l’anno scolastico 2010/2011, non siamo nei giorni scorsi) che prevede l’autonomia del collegio ancora stati messi a conoscenza dall’Amministrazione docenti, al pari delle Scuole Materne Statali, nell’effet- Comunale delle motivazioni di un cambiamento nonché tuare le scelte metodologiche, nell’elaborare i program- dei dettagli e degli elementi che risulteranno oggetto mi ed il piano di lavoro da sottoporre al parere del Co- di revisione o modifica nell’attuale impostazione della Scuola Materna Comunale. Che garanzie e che impegni ha assunto a riguardo l’amministrazione? A valle dell’Assemblea del 8 febbraio scorso l’Amministrazione, non accogliendo la nostra prima istanza volta alla risoluzione anticipata della convenzione sottoscritta con la Cooperativa Percorsi per Crescere onlus, si è impegnata a coinvolgere in tutto lo sviluppo del progetto, affiancandoli ai formatori esterni, Maria Thevenet, il collegio docenti e due rappresentanti dei genitori. La vittoria vera (seppur di misura) deriva dal fatto che questo movimento autonomo di genitori abbia fatto sì che i riflettori si siano accesi e siano stati puntati sull’Amministrazione Comunale e sul suo modo di operare “disinvolto”: da qui in poi, da parte nostra, nulla più sarà lasciato al caso ■ I rappresentanti dei genitori nel Comitato di Gestione


■ febbraio 2010 ■ me ne frego!

me ne frego!

un'altra Lombardia

il duello è tra due modelli profondamente differenti, per giunta in un clima di recessione economica e di impoverimento del territorio e dei lavoratori

il 28 e 29 marzo si vota per le regionali, la Sinistra con Penati.

di Redazione

Queste elezioni regionali segneranno una forte discontinuità con le precedenti: la valanga Vendola in Puglia ha rotto gli schemi e mischiato le carte di chi nel centrosinistra si fregava già le mani, pronto a giocare una partita probabilmente truccata. La Lega Nord, incassate le candidature di Cota in Piemonte e Zaia in Veneto verificherà se la politica della sicurezza verrà premiata a scatola chiusa oppure se il cittadino-elettore preferirà l’esperienza e la credibilità di amministratori capaci. Saranno anche le elezioni della prima sfida “rosa” del Lazio tra la pasionaria radicale e la sindacalista della destra sociale. In Lombardia si giocherà sicuramente la partita più dura per il centrosinistra: dopo un lusinghiero risultato alle ultime Provinciali, perse per una manciata di voti se si pensa all’enorme bacino milanese, Filippo Penati sfiderà il potente uomo di Cielle con una coalizione che si allarga a Sinistra Ecologia e Libertà. La posta in gioco è altissima, e Penati lo sa. Il modello Formigoni, quello della cementificazione forzata, del finanziamento pubblico alle scuole private (e Crema ne sa qualcosa), del finanziamento pubblico alla Sanità privata, dell’inquinamento selvaggio, dei piani cave e delle discariche di amianto “ad personam, della speculazione Stalloni a Crema e dei voucher sempre rigorosamente finanziati con soldi pubblici va fermato. Potremmo dire e recriminare ore su tante cose, su molti aspetti del centrosinistra che posso-

no non piacerci. Ma ad ogni costo è un modello da cambiare. Senza dimenticare che tra 5 anni, la Regione ospiterà EXPO 2015, che se non adeguatamente controllato e governato potrebbe diventare un enorme affare per Compagnia delle Opere e affini, pronti a sedersi attorno ad un tavolo per giocare la partita degli appalti e della costruzione. Il duello è dunque tra due modelli profondamente differenti, per giunta in un clima di recessione economica e di impoverimento del territorio e dei lavoratori che li rendono ancora più marcati. Crema, nelle settimane scorse, ha dato prova di saper reagire all’arroganza del potere formigoniano e ciellino: le straordinarie manifestazioni dei lavoratori del mercato sono la testimonianza tangibile che il modello Formigoni può essere messo in discussione e finanche fermato. Il PD ha scelto attraverso le primarie i suoi due candidati: Agostino Alloni e Maura Ruggeri. Sinistra Ecologia e Libertà ha scelto di affiancare il “nuovo” all’”affidabile”: Filippo Bonali, giovane trentenne cremonese con un’ampia esperienza sociale, in questi mesi impiegato nel difficile teatro post-terremoto dell’Aquila sarà affiancato dall’esperienza di Franco Bordo, capogruppo in Consiglio Comunale a Crema di SEL, che si porta sulle spalle anni di battaglie amministrative e politiche, ultima quella al fianco dei lavoratori del mercato. Candidature fortemente legate ai territori di provenienza e caratterizzate da un profondo legame con la gente, con i problemi e con le sensibilità di questo territorio che ha rappresentato con Formigoni e il suo Vice Rossoni, terreno di conquista per gli interessi di quelle categorie e quei soggetti che con Crema si sono arricchiti (servizi alla persona, appalti ospedalieri, imprese erogatrici di prestazioni ambulatoriali ed esami diagnostici, imprese per l’istruzione e l’educazione), in barba ai proclama (ormai, a dire il vero vuote litanie) della Lega Nord, che quando si tratta di difendere il territorio dalle cave di amianto, di ghiaia oppure di salvaguardare il mercato di Via Verdi, latita o si racchiude in un colpevole silenzio. Se un’altra Lombardia è possibile, perché non darle forza? ■

tra 5 anni, la Regione ospiterà EXPO 2015, che se non adeguatamente controllato e governato potrebbe diventare un enorme affare per Compagnia delle Opere e affini

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il 28 gennaio il partito di Berlusconi e la Lega hanno fatto passare un emendamento inviso da almeno il 90% del popolo e dal 50% degli stessi cacciatori

lo sputo in faccia

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l'articolo è un estratto. Potete trovare il testo completo su http://www.lasaggezzadichirone.org dove compare anche l'elenco dei nomi dei senatori che hanno votato a favore

il 28 gennaio il senato tenta di liberalizzare la stagione venatoria

di Paolo Ricci

Molti lo hanno capito ma altri fanno finta di non capirlo. Nella seduta del Senato del 28 gennaio 2010 siamo stati umiliati, si è fatto il deserto intorno a noi che rispettiamo il non umano. Siamo stati offesi e oltraggiati. È passato l’emendamento all’articolo 38 della Legge comunitaria (già bocciato alla Camera e riproposto al Senato) che rende possibile allungare la stagione venatoria. Se l’emendamento – pensato da Giacomo Santini, PDL – diventa legge si cancelleranno i limiti della stagione venatoria, ogni regione avrà la possibilità di cambiare le date e aumenterà lo sterminio. Gasparri e i suoi amiconi ci hanno sputato in faccia.

Alla domanda: "siete favorevoli alla caccia?" Il popolo sovrano al 74% risponde: NO. Alla domanda "siete favorevoli a una ulteriore liberalizzazione della caccia? Il popolo sovrano risponde all’82%: NO" Alla domanda "siete favorevoli a dare un fucile in mano a un sedicenne?" Il popolo sovrano risponde al 94%: NO Alla domanda "siete favorevoli a permettere di sparare nei parchi?" Il popolo sovrano risponde al 91%: NO. Risultato? Preso atto del volere popolare il Senato ha votato: il 28 gennaio il partito di Berlusconi e la Lega hanno votato a favore di una misera, sparuta, infinitesimale minoranza, uno striminzito 4-5% che favorisce il vergognoso emendamento, ha fatto passare un emendamento inviso da almeno il 90% del popolo e dal 50% degli stessi cacciatori. Il Senato si è inchinato davanti a 380.000 cacciatori – considerando che gli altri 380.000 non ne vogliono sapere della liberalizzazione della caccia. E a riprova di quello che scri-

vo cito Osvaldo Veneziano, Presidente di Arcicaccia: «È ripartito il bracconaggio elettorale: il tentativo di stravolgere la legge quadro sulla caccia introducendo modifiche che rappresentano una minaccia per l’equilibrio ecologico e metterebbero a rischio una corretta attività venatoria». Non esistono dubbi: l’emendamento è passato per la volontà chiara del Centro Destra (vedi tabella). Abbiamo, quindi, una chiara immagine di cosa è accaduto. La politica? La odio per quello che ho vissuto sulla mia pelle quando era nel gruppo dirigente del mio sindacato, ma rinunciarci porta alla catastrofe del 28 gennaio. Un ultima cosa: nel sondaggio alla domanda rivolta al popolo sovrano “se tali norme (l’emendamento sulla caccia) venissero approvate, andrebbe a votare in caso di referendum per abrogarle?” Il popolo sovrano risponde: Sì 72,4% Certamente sì 58,5% Maledetto quorum! Riflettiamoci ■

Penso che l’Europa fermerà tutto, perché questa è una proposta che contrasta la normativa europea e può provocare procedure d’infrazione con il rischio di multe salatissime. Come può l’Unione Europea accettare il massacro dei migratori nei periodi che fermamente vieta? E l’Italia non è parte integrante dell’Europa? Magari Gasparri e soci non riusciranno nel loro intento, ma importante è capire che ci hanno provato e che potrebbero riuscirci. Importante è non dimenticare. E mai perdonare. Mai dimenticare quello che hanno fatto. VOTAZIONE EMENDAMENTO ALL’ARTICOLO 38 DELLA LEGGE COMUNITARIA E riflettere su che paese CHE RENDE POSSIBILE ALLUNGARE LA STAGIONE VENATORIA siamo e su chi abbiamo (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/votazioni/323_4.htm) messo al potere con il noPresidente: Rosa Angela MAURO stro voto. Ma analizziamo cosa voto PDL Lega PD IdV UDC e misto pensa il popolo riguardo SVP la caccia e l’emendamen111 19 1 6 2 to: “ammazza-tutto-quel- a favore 95 9 2 2 lo-che-si-muove-ovun- contro que-24-ore-su-24” foto* di Matalyn da http://www.flickr.com

tot 139 108

maggiori informazioni su http://www.lasaggezzadichirone.org


■ febbraio 2010 ■ me ne frego!

me ne frego!

Ma sai quanto si consuma a fare una nuova macchina? Settanta tonnellate di CO2, 20-30 litri di petrolio e 450 mila litri d’acqua.

che clima che fa

Le nostre abitudini devono cambiare. Dobbiamo passare a consumare consapevolmente

partecipata la conferenza del metereologo emiliano

di Alex Corlazzoli

Sono passati 50 anni da quando Bernacca portò la meteorologia, attraverso la Rai, nelle case degli italiani. Da allora parlare di previsioni del tempo non significa più solo “indovinare” se domani ci sarà il sole o la pioggia. Oggi il meteorologo fa i conti con l’ambiente, con l’inquinamento, con parole come decrescita, emissione di CO2, Casaclima. Lo sa bene Luca Lombroso, noto volto della trasmissione televisiva “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio. Il meteorologo Lombroso è stato a vari centri della Nasa, in volo sulle Alpi come previsore specializzato con aerei “cacciatori di uragani”, a far misure dalle inquinate città padane fin sull’Etna, in Florida, nei parchi dell’ West USA e nelle foreste del Costa Rica. Ha partecipato alla COP 15, la Conferenza Onu sul Clima di Copenaghen del 2009 dove erano presenti oltre 100 capi di Stato. Lo abbiamo incontrato a Crema in occasione di uno dei suoi tanti incontri. Non è arrivato da Modena in bicicletta ma ha badato bene a cosa mangiava. In tasca due vecchie batterie per il cellulare così da non dover cambiare telefono. Partiamo da qui. Dalle tue abitudini. Dalla pratica quotidiana necessaria per invertire il sistema. Tu vai al lavoro in bicicletta facendo 13 chilometri al giorno. Mangi prodotti a chilometro zero. Toglimi una curiosità: dove li compri i biscotti a chilometro zero? E come fai quando piove? «Sia chiaro. Capita anche a me di andare in auto ma per un motivo: da noi manca un’attenzione ver-

so le ciclabili. A Copenaghen nei giorni di neve pulivano prima le ciclabili e poi le strade. Nel nostro Paese spesso ti costringono ad usare l’auto. Ma sai quanto CO2 si consuma a fare una nuova macchina? Settanta tonnellate. Inoltre dobbiamo aggiungere 20-30 litri di petrolio e 450 mila litri d’acqua. Per quanto riguarda la mia colazione…basta mangiare una torta fatta in casa. I biscotti li ho abbandonati da tanto tempo. Le nostre abitudini devono cambiare. Dobbiamo passare a consumare consapevolmente. Penso a quanto dice padre Alex Zanotelli che ricorda come noi facciamo politica quando andiamo al supermercato non quando andiamo a votare». Parliamo di casa nostra. Sei passato sui nostri cieli. Li hai potuti vedere grazie alle immagini del satellite. Cosa raccontano? «La pianura padana è una delle aree più inquinante del mondo». Scusa, hai detto una delle più inquinate al mondo, come Città del Messico o altre metropoli? «Certo. Una delle ragioni è la sovrappopolazione di quest’area. Si consuma in maniera eccessiva. C’è un modello di sviluppo insostenibile, sovradimensionato per il nostro territorio. Lo si vede dalle fotografie satellitari. Dobbiamo smetterla di fare autostrade, dobbiamo produrre meno energia. Le industrie sono una delle maggiori fonti d’emissione di CO2 così anche l’agricoltura deve fare la sua parte in questo processo». Il vertice di Copenaghen un’occasione persa? «A Copenaghen abbiamo avuto un risultato importante: nessun Paese, nessun Capo di Stato ha messo in discussione l’emergenza del problema clima. Gli Stati Uniti hanno preso degli impegni. La Germania si è detta pronta a ridurre le emissioni del 37% entro il 2020. Chi ha meno di 50 anni vedrà obbligatoriamente dei cambiamenti epocali» ■


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a tutto ciò si è aggiunto un duro attacco del settimanale Torrazzo, su iniziativa del Direttore, nei confronti dei promotori della proposta, ma soprattutto di tutti cittadini che in questa proposta ci credono davvero

scippo biologico

il Presidente del Consiglio Comunale ha deciso che la discussione non verrà ripresa

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grave scelta della maggioranza con la complicità di parte del PD

di Davide Bordo

Come già illustrato alcuni mesi fa su questo giornale, a Novembre sono state depositate in Comune le firme raccolte da Sinistra Ecologia Libertà per chiedere l’istituzione di un registro dove poter lasciare la propria dichiarazione di volontà in caso di riduzione in stato vegetativo permanente. Si è quindi attesa la convocazione del consiglio comunale nella quale si sarebbe discusso se approvare o meno la proposta, come da regolamento. L'oggetto è stato inserito all’ordine del giorno per il consiglio comunale che si è riunito a fine Gennaio, peccato che però alla fine la delibera proposta non sia stata votata. Cosa è successo? All’inizio del dibattito, un gruppo di consiglieri ha proposto un ordine del giorno incidentale, con il quale dichiaravano di voler rimandare la decisione solo dopo un’espressione da parte del Parlamento. Lavandosene così le mani: infatti dopo aver approvato la mozione incidentale (nel box a fianco) si è deciso di non votare la proposta di delibera popolare a cui fanno riferimento le firme raccolte, nonostante le legittime proteste di alcuni consiglieri. Questa scelta del consiglio appare miope: tutti sappiamo che la discussione non sarà facile né breve, come dimostrato proprio pochi giorni fa dalle polemiche in occasione del primo anniversario della morte di Eluana. Come al solito i rappresentanti del Governo si ergono a giudici e si arrogano il diritto di decidere per tutti: «mai più un

caso simile», sostiene Sacconi, che in altre dichiarazioni fa intendere la propria volontà a voler procedere con una legge sempre più restrittiva sull’autonomia decisionale dei singoli. E pensare che papà Beppino si è battuto per ottenere dei miglioramenti a favore di chi si viene a trovare nelle condizioni di sua figlia, invece la situazione sta andando nel senso opposto. Come se non bastasse a tutto ciò si è aggiunto un duro attacco del settimanale Torrazzo, su iniziativa del Direttore, nei confronti dei promotori della proposta, ma soprattutto di tutti cittadini che in questa proposta ci credono davvero. Un editoriale duro solo nelle parole, ma sterile nei contenuti, come di chi non sa più cosa dire per convincere (o convincersi?) che la nostra richiesta sia sbagliata. Se in un primo momento si era parlato di far tornare la proposta in consiglio dopo aver ascoltato i pareri dei promotori dell’iniziativa, ora la situazione è ben diversa: il Presidente del Consiglio Comunale ha deciso che la discussione non verrà ripresa. Ora si valuterà se sussistono gli estremi per far un eventuale ricorso, ed in alternativa c’è sempre la possibilità che tale proposta venga inserita nell’ordine del giorno su richiesta di uno o più consiglieri, portando avanti la volontà dei firmatari. È un dispiacere vedere questi comportamenti da parte dei rappresentanti delle istituzioni, che anziché garantire un corretto svolgimento dei dibattiti su temi cosi sentiti e partecipati dalla gente, cercano di limitarli, forse per evitare di ritrovarsi in situazioni scomode. Auspichiamo che si possa riprendere questo tema al più presto e che finalmente si possa svolgere una discussione leale e nel rispetto di chi ha sostenuto questa iniziativa ■

MOZIONE INCIDENTALE Il Consiglio Comunale preso atto della proposta popolare di istituire un registro comunale per il testamento biologico; considerato che tale proposta investe la competenza legislativa del nostro Parlamento INVITA Il Parlamento a concludere l’iter legislativo; pertanto impegna il Consiglio Comunale ad aggiornare i lavori all’intervenuta approvazione della legge sull’argomento. Votazione mozione incidentale: Favorevoli: Ceravolo, Guerci, Guerini, Cappelli, Risari, Doldi, Boschiroli, Partini, Lorenzetti, Persico, Carini, Palombo, Maddeo, Caizzi, Avaldi; Contrari: Soccini, Bordo, Ardigò, Bruttomesso; Astenuti: Agazzi, Pesadori, Branchi, Lopopolo, Piloni, Bonaldi.


■ febbraio 2010 ■ me ne frego!

me ne frego!

stiamo vivendo una pericolosa regressione. La politica deve rimettere in moto valori positivi e riaccendere desideri e progetti

dove andrà il centrosinistra? - 4

una donna per il 2012

di Attilio Galmozzi

Qual’è stato dal tuo punto di vista il momento migliore del centrosinistra a Crema e, al contrario, quello peggiore? Il momento migliore? Senza dubbio i 10 anni di amministrazione Ceravolo. Il posto del peggiore se lo giocano due eventi: la sconfitta di Renato Strada nel 1993 e la sconfitta – annunciata – di Risari nel 2008. Nonostante sia stato un amministratore capace, Risari non era il candidato per vincere. Le primarie, che i partiti della coalizione (Rifondazione compresa) non hanno voluto, lo avrebbero dimostrato.

Nel 1997 raccolse un vasto consenso (oltre 180 preferenze) entrando a soli 22 anni in Consiglio Comunale. Riconfermata nel 2002 con quasi 100 preferenze, Sara Maffi, classe 1975, è “uscita” dalla politica attiva ma non ha smesso di guardare con attenzione alla Quali dovranno essere secondo te i punti cardinali del futuro programma del centrosinistra? città. Nei 10 anni di Centro Sinistra Crema ha assunto il Dopo le Primarie in Pu- ruolo di capo-comprensorio e traino del Cremasco: in glia secondo te s’è risve- quegli anni si sono realizzate opere importanti come la gliata la voglia di parte- Fondazione S. Domenico, l’Azienda Sociale, la riqualicipare nel centrosinistra ficazione delle aree dimesse e la realizzazione del Mulo semplicemente è stato tisala. Oggi le priorità sono senz’altro il sottopasso di S. premiato il buon lavoro Maria, un nuovo progetto per il recupero della Pierina, il completamento della rete di ciclabili e il potenziamento fatto da Vendola? Quando così tanti cittadi- del trasporto pubblico urbano per migliorare la vivibilità ni fanno la fila per votare della città. alle primarie il loro candidato non solo egli ha un Tracciami l’identikit del candidato ideale alla carica grande carisma ma qua- di Sindaco per le prossime amministrative. Vista l’aria che tira sugli Stalloni prevediamo già una si certamente ha saputo svolgere al meglio il suo dimissione del Sindaco ed elezioni a breve?! Se così mandato. Se così è stato fosse mi auguro una donna di cultura e di polso, che perché la dirigenza PD ha sappia scegliere una buona squadra. O in ogni caso un voluto proporre un nuovo candidato con una squadra coesa attorno al nome e al candidato? Questo non si- progetto per la città. gnifica che non sia possibile un’alleanza con i cen- Primarie SI o primarie NO per la scelta del Canditristi, ma senza svendere dato Sindaco? Decisamente SI. Purchè i candidati siano davvero raple idee e i progetti positivi che riescono a coinvolge- presentativi di aree di elettorato e portatori di progetti e re gli elettori vicini al centro idee per la città. sinistra. Hai ancora voglia di rimetterti in gioco? Per ora faccio la moglie, l’assistente sociale, e la coDopo l’esperienza Amministrativa ti sei presa mune cittadina, e devo una pausa di riflessio- dire che è già abbastanza ne. Diffidenza nei con- impegnativo! Ma nel futufronti del progetto del ro chi lo sa... CulturalmenPD oppure un semplice te, e non solo economicamomento di “affatica- mente, stiamo vivendo una pericolosa regressiomento”? La mia pausa di rifles- ne. Secondo me la politisione è coincisa con il ca deve rimettere in moto realizzarsi di nuovi progetti valori positivi e riaccendedi vita familiare (il matrimo- re desideri e progetti per nio, l’acquisto di una casa un futuro migliore per tutti, e il mutuo!!) ma non nego senza dimenticare la cura che ho bisogno di ritrovare dell’ambiente. Dobbiamo le ragioni e la passione di aprirci alla diversità, e non un agire comune, la neces- confonderla con la disosità di un orizzonte politico nestà. e culturale da condividere. Il PD è un progetto nuovo Prossimo Sindaco? Mi auguro una donna di al quale ora guardo con incultura e polso ■ teresse e giudizio critico.


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oggi più di prima sento di poter affermare che il Sud che sento mio non è piagnone, si rimbocca le maniche e si dà da fare

a Nord fa presa un partito come la Lega che non fonda le sue radici nel culto della semina, ma terrorizza psicologicamente le persone su questioni come l’immigrazione, la sicurezza, il lavoro

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siamo noi a fare la differenza intervista a Nichi Vendola

di Attilio Galmozzi

L’hanno chiamata la ‘primavera pugliese’, la ‘rivoluzione di Nichi Vendola’, oppure ancora ‘la sconfitta del PD’. Lontano dai riflettori delle Primarie Nichi Vendola ci parla della grande vittoria in Puglia, così ampia da renderla ancora più bella? Mi trovi d’accordo sul fatto che sia stata bella, anzi bellissima. Ma non è stata mia la vittoria, è stata la vittoria del popolo pugliese. Ciò che è accaduto qui in Puglia è la rappresentazione vivente di come certe logiche di palazzo trovino sempre meno spazi, almeno laddove la discussione è un metodo praticato e non un principio senza riscontri nella realtà. Pensate, invece, al centrodestra: mentre in casa nostra il candidato presidente viene deciso da 200mila elettori, non una semplice platea di militanti, a casa loro viene deciso a palazzo Grazioli. Si è trattato di una vittoria per l’intero centrosinistra. Forse per questo è stata ancora più bella.

meravigliose, indimenticabili, ma passate. Quindi, io per primo ho vissuto un vero e proprio trauma nel momento in cui ho capito che bisognava voltare pagina, costruire un nuovo soggetto politico capace di parlare linguaggi attuali e interpretare diverse realtà. È indispensabile farlo, anche rischiando di non essere compresi appieno dai compagni e dalle compagne. Dobbiamo continuare a parlar loro, a spiegare che il simbolo non fa la politica, che siamo noi a fare la differenza, che abbiamo il dovere di interpretare bisogni e speranze che hanno a che fare con un Paese del terzo millennio. Da noi esiste un fenomeno chiamato berlusconismo, che sta pian piano logorando i tessuti sociali, che si mostra Le Primarie hanno rappresentato unicamente una pronto a divorare famelicamente tutto l’esistente pasmomento di grande partecipazione, sconfiggendo sando su tutto e tutti, pur di mantenere a galla se stesso le alchimie politiche, oppure è il segno che un Sini- e i propri interessi. Mi rendo conto che non è facile, ma bisogna lavorarci. E il tempo ci darà ragione. stra plurale, autonoma e forte si può costruire? In Puglia le Primarie le abbiamo sperimentate più volte e ogni volta riescono a mettere in luce la straordinaria Se a Sud Sinistra Ecologia e Libertà ‘va forte’, a voglia di vivere da protagonisti da parte dei cittadini e Nord le condizioni sono un po’ diverse. Laddove delle cittadine. Rappresentano indubbiamente un mo- le crisi industriali hanno prodotto povertà e dimento di eccezionale condivisione di obiettivi. Allo stes- soccupazione la Sinistra crolla, cresce la Lega e so modo forniscono indizi più che utili a capire la forza il sindacato viene quasi ‘ghettizzato’. Dove regge stessa della Sinistra che, ad esempio, qui in Puglia ha un tessuto produttivo stabile, anche grazie alle un sapore differente rispetto ad altri territori. Dopo cin- lotte dei lavoratori, la Lega è minoritaria mentre la que anni di buon governo Sinistra tiene o si afferma. Come spieghi questa migliaia di cittadini Pu- ‘stranezza’? Si tratta di tessuti sociali totalmente differenti. Il Mezzogliesi non hanno accettato l’idea di lasciar cadere giorno è una terra da sempre saccheggiata e depredata la nostra esperienza per delle proprie risorse fondamentali, prime fra tutte quelle motivi che poco aveva- umane. Il Sud è avvezzo al sacrificio quotidiano, e fa i no a che fare con la mia conti tutti i giorni con una serie di storture economiche attività amministrativa. e sociali. Le crisi industriali, diciamo così, fanno parte Insieme a me, in tanti della nostra vita. È anche vero che non ci siamo mai arsono certi che una Sini- resi a questo tipo di barbarie. Oggi più di prima sento di stra plurale, autonoma e poter affermare che il Sud che sento mio non è piagnoforte si possa costruire. ne, si rimbocca le maniche e si dà da fare. È chiaro che Dobbiamo però imparare laddove Sinistra Ecologia e Libertà ha governato bene a leggere gli avvenimenti o ha partecipato al governo, riesce a raccogliere ciò che sociali, economici, culturali e fare in modo che la nostra ha seminato. Perciò credo non sia una stranezza, ma una divergenza sostanziale, da spiegare possibilmente capacità di analisi non rimanga fine a se stessa. con un manuale di storia in mano. A Nord fa presa un partito come la Lega che non fonda Un po’ in tutto il Paese stanno nascendo circoli e federazioni di Sinistra Ecologia e Libertà, segno le sue radici nel culto della semina, ma terrorizza psicoche il terreno sul quale abbiamo scelto di crescere logicamente le persone su questioni come l’immigrazioè fertile. Però, complessivamente, la Sinistra politi- ne, la sicurezza, il lavoro, tutte realtà molto sentite nel ca rappresenta attualmente circa il 5% dei consen- Settentrione, senza che dietro questi ragionamenti vi si. Cosa manca ancora per la nascita di un autore- sia alcuna voglia di analizzare problematiche e bisogni. La disperazione e la stanchezza sono elementi da non vole e credibile partito della Sinistra? Credo manchi poco. É necessario che il tempo faccia sottovalutare affatto e quando i cittadini cominciano a il suo corso affinché si riesca a lasciarsi alle spalle storie sentirsi soli, abbandonati e quindi incompresi, è molto e culture che ti hanno formato e accompagnato per tut- più redditizio psicologicamente affidarsi alla politica del ta la vita. La Sinistra italiana ha vissuto momenti di ec- machismo e della repressione. Quasi fosse una manna cezionale partecipazione politica ed emotiva. Stagioni caduta dal cielo attesa per troppo tempo ■

Nel centrosinistra il candidato viene scelto da 200mila elettori, nel centrodestra a Palazzo Grazioli

Dobbiamo continuare a parlare ai compagni e alle compagne, a spiegare che non è il simbolo che fa la politica, che siamo noi a fare la differenza


■ febbraio 2010 ■ me ne frego!

me ne frego!

riferimenti http://salottomusica.spinder.com http://www.giobressanelli.it http://www.myspace.com/bandbangarang http://www.myspace.com/denisguerini

una poltrona per tre

pienone alla presentazione del "salotto musica" in biblioteca Domenica 21 febbraio, nell’ambito delle domeniche aperte della biblioteca di Crema (un grande successo, finora), grande afflusso di curiosi e estimatori alla resentazione del “salotto musica” una rassegna di concerti itineranti nel territorio cremasco. L’iniziativa, patrocinata dal comune di Crema e supportata dall’Orientagiovani, nasce da un idea di Denis Guerini, in passato apprezzato batterista funky/jazz e oggi novello cantautore, che rielabora in chiave territoriale il “salotto cantautori”, un’idea di Vito Muschitiello (in arte Muskey) bravo cantautore pugliese naturalizzato forlivese che attorno alla community di Myspace (http://www. myspace.com) raccoglie il meglio della produzione cantautorale indipendente, la porta con successo in giro per l’Italia (lo stesso Guerini ha partecipato a diverse edizioni del “salotto”) e persino nel territorio cremasco: una delle ultime edizioni del Salotto ha avuto luogo a Soncino, organizzata a quattro mani da Denis e Vito, in occasione dell’inaugurazione della biennale d’arte del 2009 all’interno della Rocca. Così come il “salotto cantautori”, l’evento presentato il 21 febbraio propone la formazione di contesti e occasioni in cui anche il cantautorato possa raccontarsi e crescere; svincolandosi dalla logica dello spettacolo musicale come momento di evasione e individuando contesti ad hoc che consentano al pubblico di godere, con la giusta intensità, i frutti della ricerca musicale e poetica degli autori. Oltre a Denis Guerini

hanno partecipato all’evento – diretto e gestito dal multiforme talento del poliedrico Emanuele Mandelli – due volti noti della musica cremasca, celebri e attivi in abiti ben distinti: Giovanni Bressanelli (cantautore e interprete) e Marco Torriani (compositore, musicista, arrangiatore, turnista). Grazie alla conduzione di Mandelli, forte della sua professionalità e di un’ampia e solida cultura musicale, i tre musicisti hanno coinvolto il pubblico con il racconto del proprio percorso musicale e di ricerca, accostando la narrazione diretta all’esecuzione dei propri brani, parlando e cantando la propria dimensione autoriale, divisa tra la vita ufficiale fatta di lavoro e quotidiano e la passione per una storia da raccontare, che sia la propria o quella dei frammenti del mondo circostante che si incontrano sparsi ogni giorno. Che sia la voglia di ricomporli a dare ai nostri poeti – artisti dalla vista lunga – la spinta per dar loro un senso nel disegno unitario dei propri versi? Domanda difficile e pudica a cui probabilmente non risponderebbero (e infatti, puntualmente, non vi hanno risposto) ma che ci fa riflettere circa il senso e l’utilità di cose oggettivamente inutili come la musica e – in generale  –  l’arte. Inutili ma al tempo stesso preziose e necessarie per comprendere la complessità e la bellezza di ciò che succede di continuo, per non restare indifferenti di fronte all’essenziale e insensibili ai regali del presente che di continuo avvengono, per non abituarci all’orrido in cui nuotiamo quotidianamente, per renderci conto  –  come diceva giustamente un meraviglioso Alessandro Bergonzoni venerdì 19 febbraio al San Domenico – di quanto abbiamo bisogno di «abbandonare le norme per comprendere l’enorme». ■


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Si sente la necessità di essere al passo, di fare quello che sembra giusto dover fare per essere come gli altri, a scapito di un sereno equilibrio emotivo e fisico

cioccolata per merenda

a teatro con COOP per affrontare un problema dell'infanzia

di Annamaria Piantelli Al Teatro S. Domenico con Coop per affrontare un problema dell’infanzia: A.D.H.D. (attenton deficit hiperactivity disorder) ovvero…cioccolata per merenda. Una serata piacevole e senz’altro interessante quella offerta dalla Compagnia della Ruspa, il 1 Dicembre '09 in cui si è affrontato un problema molto serio e, a quanto sembra, abbastanza diffuso. I due attori hanno interpretato la parte di una coppia che, apparentemente conduce una vita normale ma in realtà è vittima di una serie di problemi psicologici irrisolti, riconducibili ad esperienze precedenti. Lei raccoglie bambole dai cassonetti della spazzatura, anche malridotte, per colmare il vuoto che le è rimasto dal’infanzia quando sua madre le buttò via la sua bambola preferita, e rivolge su di esse il suo istinto materno, lui cerca di lenire le ansie della moglie e le proprie con l’uso smodato di pillole: per ogni problema c’è la medicina giusta… e i problemi sono tanti: c’è l’ansia per festeggiare il compleanno del marito, c’è l’ansia per i cumuli di compiti da correggere di lei maestra, c’è l’aiuto offerto da lui, c’è il mal di testa, ci sono gli scontri ad ogni tentativo da parte di entrambi di venire in soccorso dell’altro, c’è la ripetitività della vita quotidiana sempre uguale, sempre con lo stesso ritmo e, per risolvere tutto, le medicine, tante medicine, prese con metodo ripetitivo o consigliate al momento dall’uno o dall’altro dei due. Lo spunto della trama è stato dato dall’introduzione anche in Italia del

Ritalin e dello Strattera, per i bambini dai sei anni e il Prozac, per i bambini dagli otto in su, psicofarmaci che determinano dei cambiamenti comportamentali nei soggetti che presentano difficoltà di concentrazione ed eccessiva vivacità (è questo il significato del titolo). Lo spettacolo non è stato né di denuncia né di divulgazione scientifica ma uno stimolo per il dibattito che ne è seguito, condotto dalla psicologa dott.ssa Andrèe Bella. Sono intervenuti genitori ed insegnanti ed è emerso, semplificando, che, molto spesso, quelle che vengono ritenute delle patologie sono invece le reazioni alla scarsa disponibilità di tempo dedicato dai genitori ai figli per l’eccessivo impegno che la società di oggi esige sia dai genitori che dai bambini stessi, coinvolti in attività di ogni genere sportive, artistiche… Si sen-

te la necessità di essere al passo, di fare quello che sembra giusto dover fare per essere come gli altri, a scapito di un sereno equilibrio emotivo e fisico. Il testo fa pensare alla leggerezza con cui, spesso, vengono somministrati i farmaci, alla scarsa attenzione con cui viene valutato il test per diagnosticare la “sindrome” A.D.H.D. alla impossibilità, spesso, della scuola di risolvere dei normali problemi di comportamento. La serata è nell’ambito dei servizi che Coop offre ai soci e non, sia in ambito scolastico che nell’ambito degli aiuti alla persona in ottemperanza allo spirito di cooperazione che implica l’attenzione a tutte le esigenze in ogni ambito del vivere: naturalmente c’è la disponibilità, per chi lo volesse, a dare un seguito alla cosa, facendo riferimento al comitato, che potrà indicare le opportunità cui riferirsi ■


con il patrocinio del Comune di Crema, assessorato alle politiche giovanili e il supporto dell’Orientagiovani

6 marzo 2010 Teatro LOCALE Crema (CR), S.Maria

20 marzo 2010 Teatro GALILEI Romanengo (CR)

Sabato 6 marzo – ore 22 CESARE BASILE - Cantautore Domenica 14 marzo – ore 18 JOJO IN THE STARS - Punk-rock Ven 19/Sab20 marzo – ore 21 SOLILOQUI NELLA NOTTE di Marcello Zuccotti su canzoni e poesie di Piero Ciampi Sabato 27 marzo – ore 22 MATRA - Rock and Roll, Psichedelia, Stoner, Hard Rock, Blues Associazione Culturale Alice nella Città via Cappi 26 Castelleone (CR) Addetto stampa: Umberto Bellodi alicenellacitta@gmail.com alicenellacitta.wordpress.com www.myspace.com/alicenellacitta

3AQ Giò Bressanelli Denis Guerini Giò Bressanelli Gianluca Gennari Denis Guerini

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foto* di Andrea Rinaldi da http://www.flickr.com

NumeroZero.8  

mensile cremasco di informazione e cultura

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