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14 dicembre 2011 18

una lente per decifrare uno spazio per affrontare e riprodurre un riflesso imperfetto dell’umanità


NUB NUB è un’Associazione Culturale no-profit rivolta alla promozione della ricerca artistica contemporanea e alla produzione culturale NUB è espressione e confronto, corpo e mente NUB è un progetto alterato in continua mutazione NUB è un luogo indipendente e autofinanziato

WHY? NUB nasce dalla volontà di uscire dalla sterilità degli schemi culturali attuali, per riappropiarsi di un modo di intendere la cultura che non sia solo il proporre singoli eventi (fini a se stessi) o aprire nuovi spazi (che finiscono col restare vuoti) ma che si configuri come un concreto tentativo di dare vita ad una ricerca atta a coltivare un terreno -arido di contenuti- dove attraverso l’analisi di situazioni performative, laboratoriali o di scambio intellettuale far nascere una reale consapevolezza di appartenenza al presente. HOW? La scelta -obbligata- dell’ autofinanziamento diviene mezzo per rimanere indipendenti da logiche istituzionali e commerciali. Le attività e le iniziative proposte verranno finanziate direttamente dal pubblico attraverso un contributo che servirà solo ed esclusivamente per sostenere le spese e coprire i cachét degli artisti o degli ospiti invitati, ai quali sarà chiesto di rispettare e condividere la filosofia di NUB.


BURIAL HEX

BURIAL HEX is a dark noise project founded in 2004 by Clay Ruby of Wisconsin, United States. Burial Hex performs “horror electronics to prepare for the final mystery in the twilight of the Kali Yuga”, which incorporate influences ranging from Tangerine Dream to power electronics. Burial

Hex

has

released

a

stunning

amount of CDs, CDRs and cassettes in the underground noise scene, both solo and in splits or collaborations with artists such as Sylvester Anfang II, Oath, Mumber Toes, Karen Eliot, Joshua Norton Cabal and Skin Graft for the Aurora Borealis… burialhex.bandcamp.com


Focus on

di Andrea Piran

Obscuritatem Advoco Amplectere Me Nel pozzo di San Patrizio che è il gene-

La forma usata inizia a far venire in

re dark ambient capita anche di trovare

mente tutte le forme free del passato ma

inserito il nome degli Abruptum, band

che sembrano suonate da dei cavernicoli

svedese della prima ondata del black me-

che usano il primo strumento che han-

tal, noti sopratutto per il loro esordio

no trovato abbandonato in una polverosa

su lunga distanza sul quale sono stati

sala prove.

narrati fatti mai usciti dallo stato di

Verso la fine non manca l’immancabile

presunta leggenda urbana e fiumi d’in-

accelerazione che rimanda alle regole

chiostro che hanno inserito il disco nei

scritte nella pietra del genere.

più disparati generi: weird black metal,

Il secondo tempo comincia con un flebile

dark ambient, noise.

bordone, un vago feedback di chitarra

L’aspetto interessante di tutta la vi-

e la voce a fare cominciare il viaggio

cenda è che le motivazioni sono esclu-

che sembra senza ritorno fin quando dopo

sivamente musicali dato che, in un filone

una manciata di secondi non si ferma im-

strettamente legato alla forma canzone,

provvisamente per cominciare un rituale

s’innesta un oggetto formato da due lun-

fatto di tamburi, linee di chitarra ed

ghe tracce (una per lato nella versione

urla fin quando la doppia cassa non ri-

in vinile) di una ventina di minuti.

porta il suono dove ci si aspetterebbe

Il primo tempo di questa avventura co-

che vada se non ci fossero tutti i cambi

mincia con un flebile synth che introduce

di direzione a trasformare quello che

le tipiche urla che faranno la fama del

normalmente è un percorso su una cartina

genere ed infine chitarra e batteria per

in un oscuro girovagare in una foresta

quello che si annuncia come il tipico

di notte.

brano del genere ma che, dopo neanche

Dato che spesso la batteria è l’elemen-

un paio di minuti, comincia a diventare

to che più spesso si ferma, in questo

qualcosa di diverso i ritmi si complicano, con decelerazioni a legarsi alla doppia cassa, e la chitarra inizia a lambire territori che oggi si chiamano drone metal. Al quarto minuto rimane solo una lenta linea di chitarra a tenere in vita il tessuto musicale prima che s’imponga la batteria ad attirare l’attenzione per un po’ per poi lasciare la scena ad un synth fin quando la voce non annuncia il ritorno al magma tipico del genre di riferimento anche se il ritmo non rimane mai stabile per più di un paio di minuti.


secondo lato risalta la ricerca ambientale di un atmosfera più che la ricerca dell’impatto fondato sulla velocità, che comunque arriva quando la batteria comincia a dettare il tempo ed, inevitabilmente, ad accelerarlo. Rimane un disco che, più che fondare un genere, ha innestato, col tempo, una serie di piccoli cambiamenti in un genere

spesso

divenuto

una

(auto)paro-

dia, essendo arroccato in una forma, ed un’estetica,

generalmente

refrattaria

a qualunque cambiamento, almeno fino a quando non arriva un disco in grado di sovvertire radicalmente le regole stilistiche di un (sotto)genere. “Abruptum is the audial essence of Pure Black Evil” (Euronymous)


Chime in Durante la prima edizione di Release,

arrivare ad un’idea personale. Oggi c’è

svoltasi dal 2 al 15 settembre al Moder-

un sacco di materiale in giro però cer-

no di Agliana, abbiamo curato la pro-

chiamo sempre più di distinguerci, anche

grammazione di alcune serate.

se poi è molto difficile differenziarci

Domenica 4 settembre si sono esibiti i

totalmente da quello che ascoltiamo vi-

Vipcancro.

sto che alla base c’è fondamentalmente la passione musicale: siamo fruitori

Come nasce il progetto Vipcancro?

di musica, collezionisti di dischi, non siamo quelli che nelle interviste dicono

Nasce da un’idea collettiva di ritro-

“ma io non ascolto niente” anzi è piut-

varci portando ognuno il suo apporto su

tosto il contrario, ascoltiamo tanto,

quella che è stata la nostra formazione

anche troppo, purtroppo a volte ci spen-

musicale, diversa per alcuni versi ini-

diamo anche dei soldi..(ridono)

zialmente ma poi unita dalla passione

Comunque rispetto a ciò che ascoltiamo

per uno stesso genere che è poi quel-

facciamo una cosa che ha una linea pro-

lo della musica sperimentale di ricer-

pria, altrimenti da Whitehouse ad Merz-

ca, d’avanguardia sia colta, accademica

board si potrebbe fare qualsiasi cosa,

diciamo così, sia più popolare, quindi

invece manteniamo un rigore nostro, una

dall’ambito che va dal noise, industrial

nostra linea.

e sperimentale in genere.

Cerchiamo

Cerchiamo però di fare una cosa che tenta

lenti, di portare fuori da quelli che

di astrarre da tutti questi generi per

sono gli ambiti tipici di riferimento

soprattutto,

volenti

o

no-


di questo genere e perciò confrontarci anche con il teatro, come facciamo ultimamente, o

con la performance lega-

ta alla body art, all’happening o alla Video-arte. Tentiamo quindi

di “non semplicemente

suonare”, come invece capita spesso a chi è amante del genere di nicchia sperimentale- rumoristico, diciamo è una costante tipica di un certo tipo di locali ( dove poi si creano anche, non lo dico in senso polemico ma forse anche un po’ si, delle lobby) dove riesci ad arrivare se conosci,

indipendentemente

da quel che fai, ed è molto importante apparire.

progetti proponete un unione tra performance e musica, in che modo è nata questa volontà e che tipo di scambi si creano con i performer nel momento in cui iniziate a lavorare su un progetto, su una determinata realizzazione? Dobbiamo dire che questa cosa è venuta fuori anche perché abbiamo trovato persone adatte per farlo, come ad esempio Daniele Poletti, dipende se troviamo persone il cui lavoro si sposa con quello che facciamo noi oppure no. Non c’è stata una premeditazione in questo senso ma ci siamo trovati con persone che hanno fatto delle proposte, una sera insieme, una birra, una cena e subito c’è stata affinità, poi sul campo tutto si è concretizzato bene, tutto abbastanza naturale. perché con-

dividevamo con il performer anche la passione per il teatro e per

bene, come molte volte succede, anche per caso. In seguito c’è stato proposto di fare una sorta di colonna sonora, uno spettacolo teatrale costruito in occasione di una mostra su Dalì

organizzata in

maremma questa estate. Maurizio Vanni, l’organizzatore di questa mostra, ci ha ha proposto di fare il “suono” per una presentazione teatrale (Racconto Scenico “Dalí incontra Dante. Commedie divine e umane” ) che doveva riassumere un po’ gli aspetti del rapporto tra Dante e Dalì

e del rapporto

con Gala che era la sua compagna.

Per quanto riguarda il teatro in alcuni

In questo caso, sopratutto,

Poi diciamo questa cosa si è sposata

la musica,

come fruitori andiamo insieme a vedere cose, così la prima volta che abbiamo suonato con Daniele è come se fosse stato da anni, è stato molto naturale.

Anche in questa occasione abbiamo tirato in mezzo Daniele insieme però a persone che fanno teatro più tradizionale, cercando però di far vertere il tutto su un piano più sperimentale, perché altrimenti ci sarebbe stato troppo contrasto tra le parti tradizionali recitate e noi, ed alla fine venuta fuori un’esperienza abbastanza particolare. Bisogna dire però che l’aspetto sonoro è molto incidente su quella che sarà poi l’espressività di un prodotto, in particolar modo in quel progetto, dove abbiamo dei microfoni che riprendono la voce degli attori che viene “ritrattata” in tempo reale. Il lavoro è un po’ differente anche da quello che facciamo solitamente noi nei live, si cerca di sporcare un po’ questa matrice teatrale che ha il progetto, ed è, tutto sommato, venuto bene rispetto a quello che si pensava….un Carmelo Bene più psichedelico…avessimo un Carmelo Bene !!! Nel

vostro

percorso

all’etichetta LISCA

avete

dato

vita

RECORDS, come è

nata questa cosa e che tipo di uscite avete in programma per il futuro ?


L’etichetta è un po’ la conseguenza del nostro

lavoro

come

musicisti,

trandoci come Vipcancro è nata

inconl’esi-

genza di autoproduzione, non so’ se è nata prima l’etichetta o il progetto o viceversa, comunque più o meno in tempo reale e ormai sono circa quattro anni. Questa esigenza viene anche perché sono tanti anni che si vedono in giro cose buone che però non vengono prodotte così il primo passo rimane sempre l’autoproduzione: poi da lì nascono tante opportunità e collaborazioni. Adesso uscirà Becu di Gianluca Becuzzi e poi Culver & Karst appena fatto, Culver è il bassista di Skullflower insieme a Karst che è un altro pseudonimo di Mutant Ape che poi è il tipo di Turgid Animal, etichette di noise puro. Inoltre entro fine anno o inizio 2012 abbiamo Corrado Altieri, che è un nome… ANCOD I FIVE

E TH26 insomma progetti

industriali un po’ underground che però partono da dieci anni fà, collegato poi a Simon Balestrazzi che adesso a tirato su questa etichetta Magick with Tears

CORDS, a senza un minimo di marketing

però lui faceva parte di T.A.C, dei Kir-

proprio quello spicciolo, o senza una

lian Camera quindi un po’ storiche.

faccia su una rivista… tante cose ri-

Anche con

mangono relegate anche su riviste che

trovati

Gianluca Becuzzi ci siamo

benissimo…

sempre

nell’under-

vengono seguite nel DEMO TAPE e quindi

ground, però è un nome abbastanza cono-

nascono e finiscono lì.

sciuto dai Limbo degli anni 80 fino alle

Con un’etichetta puoi coinvolgere altre

cose più interessanti di adesso come il

persone e

progetto con Orsi o questo disco qui che

progetto che può essere valido ed entri

è un progetto notevole, al di là dal

in contatto con tanti.

fatto che lo produciamo noi...

Oggi

portare avanti anche un tuo

c’è questo aspetto, anche al di là

dell’Italia, per cui per funzionare in Un’ultima domanda sulla situazione ita-

qualche modo te devi essere sempre pre-

liana, l’Italia non sembra offrire molte

sente sulle riviste o altro, e come fai

opportunità per chi fa ricerca artisti-

a essere sempre presente?

ca o musica di ricerca, in qualche modo

In qualche maniera fai uscire continua-

potremmo dire che manca anche una certa

mente cose.

cultura dell’ascolto?

Credo che neanche per Bach tutto ciò che scriveva fosse sempre buono… c’è gente

Ricollegandosi

anche

alla

LISCA

RE-

che fa uscire trenta CD in un’anno… è


chiaro che lì c’è un’intento commercia-

C’era per assurdo più apertura negli

le.

anni ‘70 dove c’era più eterogeneità in

A tutti fa piacere andare in giro a tro-

questo senso.

vare persone o vendere il disco,

però è

Certe volte sembra poi che il nostro ge-

un genere musicale che un po’ alla larga

nere sia legato più ad altri aspetti che

dalla commerciabilità ci deve stare, un

a quello proprio musicale e questa è una

po’ di autenticità va mantenuta.

cosa che va a togliere a ciò che è poi

Noi cerchiamo di scegliere il materiale

la ricerca musicale in senso stretto.

da produrre, non è che ogni cosa si re-

L’immaginario che sta dietro a tutto di-

gistra e si fa uscire, diciamo che que-

venta protagonista e la musica semplice-

sta è un po’ una politica nostra.

mente si lega a questo

La situazione italiana è chiaro che è in

essere protagonista

qualche modo riferita ad alcune figure

o la ricerca.

importanti, se ci sei suoni, aldilà di

Ammettiamo che

quello che fai qualitativamente parlan-

noi che di un disco ci piaccia di più

do, se non ci sei ti arrabatti e provi a

copertina, l’edizione o il tipo di vi-

trovare altri canali che però solitamen-

nile che il contenuto stesso, anche se

te sono più problematici perché è sicu-

allo stesso tempo magari era il volere

ramente difficile suonare in giro, senza

di quello che lo aveva fatto, era il suo

parlare del fattore economico perché non

volere mostrarsi più del suo contenuto,

ci sono soldi… che poi forse è la base

forma contro contenuto e viceversa.

di tutto. Non ci sono soldi e non ci sono posti. Noi troviamo

assurdo anche

che in am-

bienti, in ambiti più sperimentali e di ricerca c’è più chiusura mentale che in altri, nel senso che devi corrispondere ad alcuni canoni precisi, ci deve essere un’estetica precisa.

mentre dovrebbe

la musica, il suono

a volte capita anche a


Coming Next

Giovedì 22 Dicembre

NICOLA RATTI

Nicola Ratti vive e lavora a Milano.

suona la chitarra dal 2006, il duo Bel-

L’utilizzo e la creazione quasi artigia-

lows con Giuseppe Ielasi e il duo Fara-

nale del suono caratterizzano il lavoro

velliRatti con Attila Faravelli.

del musicista, che fa sua una ricerca

Con essi ha realizzato diversi dischi

elettroacustica per arrivare a composi-

per labels italiane ed estere.

zioni ritmicho-melodiche lontane da un

Collabora continuativamente con Fatima

ambito facilmente definibile che vanno

Bianchi, con la quale ha fondato nel

dalla musica concreta alla minimal tech-

2011 FeN Bureau, un bureau d’arte per la

no attraverso un uso generativo dell’im-

creazione e produzione di installazioni

provvisazione.

audio/video e video d’arte.

Oggi affianca alla sua carriera solista,

Nicola Ratti lavora anche come architet-

con dischi prodotti per Anticipate (US),

to in Gru Architetti, un team multidi-

Preservation (AU), Megaplomb (IT), Die

sciplinare di base a Milano all’interno

Schachtel (IT) e concerti in Europa e

del quale gestisce la parte artistica del gruppo.

Nord America, a collaborazioni preziose quali la soundtrack-band Ronin in cui


Via Giordano Bruno, 73 Montale - Pistoia associazioneculturalenub.wordpress.com e-mail: ass.cult.nub@gmail.com tel. 0573.959933


Nub18