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CONSULTA STRATEGICA SECONDA GIORNATA ALTAGAMMA 5 DICEMBRE 2013


CONSULTA STRATEGICA palazzo serbelloni 5 dicembre 2013 milano Qui metterei un testo da scrivere dove si specifica che quanto riportato nelle pagine a seguire è la sbobinatura degli interventi degli ospiti nello svolgersi dell’incontro. Andrea Illy Claudio Costamagna Ferruccio De Bortoli Paolo Zegna Andrea Guerra Renato Mannheimer Giuseppe Sala Alberto Bonisoli Armando Branchini Cristina Nonino Francesco Galli


introduzione

MILANO, GALLERIA DELLA CREATIVITà

andrea illy MILANO, GALLERIA DELLA CREATIVITà

Lunedì 9 dicembre incontreremo in Comune il Premier Enrico Letta per fare il punto della situazione di una partnership pubblico-privata proposta a Luglio con Camera Moda e Cosmit per trovare soluzioni per il rilancio dell’Italia. A lui riferiremo delle proposte a cui abbiamo lavorato in questi mesi, sia a livello nazionale, sia a livello milanese. L’ assessore Tajani illustrerà tra breve la strategia di potenziamento dell’immagine di Milano Creativa, che vede già concepite, progettate e pronte per la presentazione due idee molto forti: 1. Un palinsesto di eventi della Milano Creativa che fungeranno essi stessi da strumenti di comunicazione 2. Un’immagine coordinata, che attualmente si articola in due proposte, già scelte ed approvate dal sindaco. Questa strategia di potenziamento dell’immagine di Milano creativa per eventi avverrà in due fasi. La fase Pre Expo è degna di nota perché esiste un’affinità con il tema stesso dell’Expo. Feeding the Planet, Energy for Life non significa cibo per il corpo, ma soprattutto alimento per lo spirito attraverso la cultura e la bellezza del nostro Paese. Gli obiettivi assegnati dal Premier Enrico Letta per l’Expo (crescita, lavoro e immagine positiva per l’Italia) trovano un raccordo nella simbiosi tra i paesi che porteranno il tema dell’alimentazione all’Expo da una parte, e la rappresentazione dell’industria culturale e creativa a Milano dall’altra. Saranno presentate due proposte: - Una presenza istituzionale all’interno del Parco dell’EXPO, probabilmente nel Padiglione Italia. - Un’installazione di grande impatto in centro, tale da incentivare a visitare la città anche chi sia tentato di visitare l’EXPO in giornata.

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Buongiorno ai nostri amici, ai nostri soci e ai nostri ospiti e benvenuti a questa seconda riunione di Consulta Strategica. La Consulta Strategica è un gruppo di rappresentanti molto autorevoli del mondo dell’imprenditoria e della società civile e ha la finalità di elevare il pensiero strategico dell’industria creativa e culturale. L’obbiettivo è influenzare le idee e le iniziative dei nostri imprenditori, nonché di avanzare proposte concrete. Il tema dell’incontro odierno è “Milano, Galleria della Creatività”. Milano, oggi quarta capitale al mondo del lusso, ha una vocazione storica di crocevia e porta della creatività italiana. E’ una vocazione che la collega alla bellezza ed alla creatività diffuse sul territorio nazionale, tanto da farle rivestire in qualche modo il ruolo di capitale economica di questa industria. Ed EXPO 2015 è un’occasione storica per potenziarne, attraverso un approccio sinergico, l’immagine oltre che il ruolo economico. Con importanti soggetti ed organizzazioni vicine ad Altagamma, in particolare Camera della Moda e Cosmit, è stata elaborata e condivisa una proposta rivolta alla Municipalità che mira a creare un impianto strategico per promuovere la Milano Creativa, sia sotto il profilo grafico sia dal punto di vista dei contenuti. Un moderatore di primo piano, Claudio Costamagna, ci introdurrà tra breve i relatori di oggi di altrettanto alto livello, che discuteranno con noi dell’idea che sta alla base di questa proposta.

Presidente fondazione altagamma

andrea illy Presidente fondazione altagamma


Questa strategia di potenziamento di Milano come porta della creatività italiana ha anche una fase PostExpo in cui si vuole dar corpo ad un sogno: fare di Milano la più amata tra le maggiori shopping destination al mondo. il sogno è di estendere il cosiddetto quadrilatero della moda fino ad includere la Galleria Vittorio Emanuele, il più bel luogo di shopping al mondo. Un luogo molto ben utilizzato e valorizzato dal Comune, ma che, adeguatamente valorizzato ed animato, può offrire ancora molto di più. Bisognerà arrivare con idee forti che mi auguro questo gruppo di lavoro della Consulta potrà oggi proporre: potrebbe ad esempio essere un “palazzo speciale” nella zona di Piazza Meda, che sia un forte attrattore per i milioni di turisti che vengano a fare shopping a Milano dopo aver visitato il nostro magnifico Paese. Spero che questa riunione dia luogo a straordinarie proposte e possa stimolare risposte da parte del Governo, a sostegno del momento magico che abbiamo la possibilità di vivere in questa città.


CRISTINA TAJANI Assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Moda e Design

cristina tajani

Assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Moda e Design Presidente di Impregilo

MILANO, GALLERIA DELLA CREATIVITà

Buongiorno a tutti. Vorrei subito chiamare sul palco i miei colleghi relatori che sono Ferruccio de Bortoli, Direttore del Corriere della Sera, Andrea Guerra, Amministratore Delegato di Luxottica, il Professor Renato Mannheimer, che non credo debba presentare, e Paolo Zegna, presidente del Gruppo Zegna, Giuseppe Sala, Direttore Generale dell’Expo. Ho accettato con piacere l’invito rivoltomi da Andrea Illy di svolgere questo ruolo, che non è propriamente il mio, perché io credo molto nel potenziale di questa città come motore dell’economia italiana, potenziale che considero ancora estremamente inespresso. Sono sempre stato un’amante della storia, e ho iniziato subito a pensare a quello che era Milano nell’immediato dopoguerra. Milano ha vissuto negli anni ’50 e ’60 due straordinari decenni, in cui è stata la capitale del mondo della Cultura e dell’Arte a livello mondiale. Se ne parla troppo poco ma potrebbe essere lo stimolo per cercare di riportare a Milano quei movimenti, quelle idee e quell’entusiasmo che a Milano si sentono ancora e che sono stati le molle che ha generato alla fine degli anni ’70 e negli anni’80 il fenomeno della moda. Se pensiamo ai primi tre grandi stilisti affermati, Armani, Versace, Ferré, notiamo che benché nessuno dei tre sia milanese, tutti si sono affermati qui. E non è stato un caso. Vorrei iniziare con Ferruccio de Bortoli che forse mi può aiutare a ricordare questo periodo e a capire come si possa riportarlo ai giorni nostri.

CLAUDIO COSTAMAGNA

CLAUDIO COSTAMAGNA Presidente di Impregilo

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Ringrazio il Presidente Illy e tutti voi per aver voluto anche il Comune di Milano a condividere oggi questa riflessione. Non era scontata la costruzione di un piano di intenti condiviso e un’alleanza così vasta tra i settori più competitivi e più capaci di parlare all’Italia e al mondo. Non sono mai scontate le alleanze e neppure la costruzione di obiettivi comuni: come amministrazione comunale abbiamo quindi deciso di essere pienamente al vostro fianco e di immaginare un percorso costruito a otto mani, che ha avuto finora tappe molto serrate e che produrrà risultati visibili già nei prossimi mesi. Sappiamo che il momento storico in cui viviamo non è affatto banale, ha bisogno di risposte precise e visibili, e Milano è l’unica città italiana che ha la possibilità e ha le risorse interne per poter battere un colpo e dare un segnale di ripresa. Expo2015 ci indica una strada e ci pone su un palcoscenico internazionale unico: sentiamo anche noi il dovere di contribuire ad invertire la rotta di un clima di crisi e di declino che probabilmente non possiamo più permetterci a lungo. Spero quindi che abbiate modo di osservare fin dalle prossime settimane la concretezza e la tempistica ravvicinata del programma di lavoro che comunemente ci siamo dati. Grazie e buon lavoro.


Ferruccio de Bortoli Direttore de Il Corriere della Sera Anche noi milanesi di nascita spesso non abbiamo la consapevolezza di quanto grandi siano le eccellenze della nostra città. Perché tra i tanti difetti della milanesità c’è un understatement a volte insopportabile e una certa tendenza a sottostimare quello che si ha. Questa è una città discreta che nasconde: guardate come sono belli i giardini e i cortili di Milano e guardate come sono ben nascosti, a volte dietro facciate del tutto anonime. Nell’urbanistica milanese si intravede un po’ delle nostre caratteristiche personali. Milano è un insieme di capitali, un insieme di eccellenze, un insieme di dimensioni cittadine che spesso non solo non collaborano tra loro, ma neppure si parlano. Milano è una capitale internazionale per la moda e per tutto quello che voi rappresentate. Per la scienza, per l’istruzione, per le università, per la finanza, per la biomedica… Nei momenti migliori della storia di Milano, questi vari anelli che formano l’universo milanese hanno collaborato e hanno creato eccellenze, opportunità, nuovi settori, nuove prospettive, nuovi orizzonti. La chiave di tutto questo è stato spesso la cultura. Se guardate nella storia trovate che quando la cultura ha fatto da collante, aprendosi ai talenti di tutto il mondo e mettendo in relazione le eccellenze, si sono conosciuti momenti di particolare sviluppo, straordinariamente positivi. Io spero che questo accada anche oggi. Vedo un clima nuovo, diverso, nonostante viviamo in una situazione nazionale piuttosto cupa e per certi versi disperata. Sono rimasto per esempio molto colpito dalle inaugurazione degli anni accademici delle tante università milanesi. I 150 anni del Politecnico mi hanno colpito ad esempio per la forza e per lo straordinario spirito che questa Istituzione ha espresso, e non soltanto nel riconoscere la propria storia. Mi ha colpito la quantità di studenti stranieri che hanno deciso di studiare a Milano e questo non succede solo per il Politecnico, ma anche per le altre università della nostra città. Se consideriamo la densità di studi scientifici a Milano, notiamo che da questo punto di vista non abbia-

mo nulla da invidiare alla Silicon Valley o ad altre aree straordinariamente importanti della globalità. Di negativo però c’è che questa densità scientifica, risultato di una qualità umana e di talenti presenti sul territorio, non si trasforma è poi in altrettante iniziative di carattere applicativo, in start up, in brevetti. Spesso, come succede ad esempio in campo biomedico, queste applicazioni sono rese possibili solo con finanziamenti ricevuto all’estero. C’è il caso di una start-up di nanotecnologia che ha invano cercato 400.000 euro sul mercato milanese per finanziarsi: li ha invece trovati in Germania. Il dramma è quindi che quel tipo di ricaduta positiva dell’impresa sul territorio è stata generata altrove.. Nei momenti migliori della propria storia Milano è riuscita ad essere effettivamente una città che accoglieva, che integrava, che faceva in modo che tutti si sentissero cittadini ed anche orgogliosi di esserlo. Gran parte delle nostre eccellenze imprenditoriali fanno parte di immigrazioni di altro segno e di altra epoca. Hoepli aprì la sua libreria semplicemente scrivendo una lettera dalla Svizzera e acquistò il suo spazio dove poi cominciò la propria attività. I Falck a loro volta non erano di origine lombarda. Se l’Expo porterà ad un nuovo Rinascimento milanese, e quindi ad un nuovo Rinascimento Italiano, questo lo dovremo anche alla capacità delle varie anime di questa città e di questo paese di collaborare e di uscire dal loro particolarismo, ed alla fondamentale funzione della cultura, dell’immagine, della comunicazione, del brand, del marchio, dell’identità. E’ inoltre necessario un diverso atteggiamento della classe dirigente di questo Paese, anche della classe imprenditoriale: che esca da una visione cupa, regressiva e difensiva nel rapporto con il resto del Paese, che abbia la forza di rivendicare queste eccellenze e ci faccia uscire da questa condanna alla sfiducia ed allo scetticismo. Noto che ogni giorno, quando scriviamo, quando parliamo, quando comunichiamo, diamo tutti la sensazione di considerarci una cosa diversa dal Paese e che se noi fossimo al potere sapremmo gestirlo meglio. Facciamo invece tutti parte di questa comunità


cristina tajani

Assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Moda e Design

CLAUDIO COSTAMAGNA

Presidente di Impregilo

Ferruccio de Bortoli ha toccato il tema della classe imprenditoriale e della classe dirigente. Qualche giorno fa in via Dante ho visto l’esposizione di foto dell’archivio storico della Edison, e tra queste c’era l’immagine dell’atto costitutivo del Piccolo Teatro del 1947, con tutti i nomi dei soci fondatori che erano a capo delle più grandi società milanesi: Alfa Romeo, Rinascente, Falck, Pirelli, Snia Viscosa, Montecatini, Edison. Gli individui che gestivano quelle aziende erano tra gli altri Giovanni Pirelli, Franco Marinotti, Ferdinando Borletti e con loro comparivano Paolo Grassi e Giorgio Strehler, i due animatori del Piccolo Teatro. Quella foto è la prova visiva di un coinvolgimento della cultura e dell’imprenditoria estremamente forte. Volevo quindi chiedere a Paolo Zegna, dato il suo ruolo in Altagamma e in Confindustria, come pensa che questo connubio, che mi pare in questo momento abbastanza latitante, possa essere ricreato?

Credo che le aziende, non solo a Milano ma in tutta Italia, debbano mettersi oggi in una prospettiva che metta il cliente davanti a tutto. Noi stiamo cercando di creare un interesse verso l’Italia e il cliente è probabilmente oggi diverso da quello che era una volta. Le quote di esportazione dimostrano che le nostre aziende sono state finora molto brave a vendere i loro prodotti, ma l’evoluzione del consumatore e dei mercati impone oggi il passaggio dalla vendita di prodotto alla creazione di esperienza. E’ un salto estremamente delicato, ma assolutamente alla nostra portata, che potrebbe permettere ad un cliente di affezionarsi ancora di più non tanto all’oggetto, quanto ad una storia, una cultura: quando si compra un prodotto, si compra un pezzo di italianità e di esperienza italiana, e questo, dato che non siamo gli unici sulla terra, lo dobbiamo tenere presente. Per un certo periodo ci siamo beati del fatto che i nostri prodotti venissero richiesti, ma ora la concorrenza è forte, ad iniziare dai nostri vicini francesi. Sta a noi portare il consumatore oltre il prodotto e coinvolgerlo in un’esperienza e per farlo dobbiamo diventare dei comunicatori migliori. Questo per me è quanto dobbiamo fare, mettendoci assieme. Abbiamo tante singole realtà, tante singole ricchezze ma poi purtroppo il sistema è sempre abbastanza latente. Oggi mi sembra però che ci sia una volontà e un desiderio molto più vivo di fare sistema rispetto a quello che c’era una volta. Oggi la manifattura, il lavoro delle mani, l’innovazione, il design, continuano ad essere, dal punto di vista del consumatore, elementi fondamentali del nostro paese. E quindi questo credano debba concretizzarsi anche nell’Expo: facciamoci vedere uniti, comunichiamo oltre ad una estetica anche quanto c’è dietro: con questo noi evidenzieremo un aspetto unico al mondo, che tutti ci invidiano e che noi dobbiamo imparare a valorizzare molto di più.

MILANO, GALLERIA DELLA CREATIVITà

CLAUDIO COSTAMAGNA Presidente di Impregilo

Paolo Zegna Presidente Gruppo Zegna

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e dobbiamo condividerne i problemi, uscire dal provincialismo, avere la forza di rivendicare un ruolo ed affermare un percorso ed un traguardo. Nel 1906 a Milano vennero 7 milioni di persone: è un dato che mi ha sempre molto colpito perché nel 1906 non c’erano grandi trasporti. 7 milioni di persone che visitarono l’Expo dell’epoca. Se voi andate a vedere il Corriere della Sera del 1881, quando ci fu una Feria Internazionale, tutti erano orgogliosi, tutti partecipavano, tutti si sentivano parte di un disegno complessivo del paese. Questo è il problema di fondo del Paese: non ha un obiettivo, ma non ha nemmeno un’ambizione. Vivendo alla giornata, probabilmente non saprà essere all’altezza di ridisegnare il proprio futuro. Ma se questo futuro sarà possibile disegnarlo, passerà anche attraverso le eccellenze di Milano, la città che deve riprendersi il ruolo di guida del Paese.


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