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Regina Apostolorum nsa

Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli

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Rivista Trimestrale Anno 27

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Speciale Nigeria

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Animazione Missionaria TOGO

settembre 2014 · N

Ottobre missionario “Alzati, và a Ninive, la grande città…” La vocazione del custodire VITA NSA

Accoglienza rifugiati


appuntamenti

di Airuno (LC)

Casa di Animazione Missionaria Vocazionale

INCONTRARE GESù È IL GRANDE TESORO

(Papa Francesco)

PROPOSTE 2014-2015 Per giovani dai 18 anni in su • Giornate di convivenza NSA (per una lettura missionaria dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium attingendo dalla spiritualità di P. Agostino Planque, Fondatore delle suore NSA) 28-30 novembre 2014 Chiesa in uscita… Madre dal cuore aperto (E.G.1) 27 febbraio-01 marzo 2015 Tutto il popolo di Dio annuncia il Vangelo … Un popolo dai mille volti (E.G. 2-3) 29-31 maggio 2015 Uniti a Dio ascoltiamo un grido… Il dono di Gesù al suo popolo (E.G. 4-5) • Incontri NSA-SMA (Ogni seconda domenica del mese) “Alzati, andiamo insieme. Il bene che c’è tra noi è dono per il mondo” INFO: Animazione Missionaria Via Solaro, 17 Airuno 23881 AIRUNO (LC) Tel. 039. 9943 080 ⋅ Cell. 3351678136 martinanda2002@yahoo.fr ⋅ padregiampiero@gmail.com

appuntamenti

COMUNITà NSA

PROPOSTE AM - FERIOLE Scuola della PAROLA Approfondiamo il tema dell’anno con un percorso sulla Parola di Dio con taglio esperienziale e comunitario. Ogni terza domenica del mese dalle 16.00 alle 19.00 a partire dal 19 ottobre Per rimettere al centro della nostra vita la Parola, con testimonianze, condivisione e preghiera. Testo biblico di quest’anno: la Seconda lettera ai Corinzi Io Sono Con Voi La Parola viene consegnata, seminata nelle nostre vite, perché porti frutti, con un tempo di preghiera, adorazione. Ogni primo lunedì del mese a partire da lunedì 6 ottobre ore 21.00. Gag Il Gruppo Ad Gentes (Gag) è rivolto ai giovani che desiderano maturare una scelta missionaria, qui e altrove. Con la possibilità di confrontarsi in gruppo e di avere un accompagnamento personale. Il Gag prevede anche, per chi lo desidera, un’esperienza estiva in Africa. Il secondo week-end del mese a partire dal 8-9 novembre (ritrovo sabato sera alle 18.00)

Africa Film Cineforum per meglio conoscere i mille volti dell’Africa, la ricchezza delle sue culture e le problematiche attuali Mercoledì sera alle ore 21.00 I Care È un percorso di formazione per i giovani, animatori e non, che mette al centro la Parola condivisa e che ci porta a conoscere, vagliare e giudicare alcuni aspetti del mondo e del vivere giovane. Questo percorso prevede un incontro ogni prima domenica del mese Il primo incontro: 1 novembre 2014 Sankofà Uno sguardo al passato per ringraziare e uno al futuro per dire di si! Incontri sulla spiritualità missionaria e sul carisma missionario della nostra famiglia SMA-NSA. Coro “Le Voci dell’Anima” Cantare e pregare sono i due polmoni del coro per un respiro internazionale Ogni mercoledì sera alle ore 21.00 Viaggio in Africa Un mese in africa con i missionari, per uno scambio culturale ed ecclesiale, per conoscere, lasciarsi provocare, amare, imparare a condividere. Agosto 2015 - Costa d’Avorio Preparazione: aprile-maggio-giugno 2015 INFO: Comunità Missionaria SMA-NSA Feriole Via Vergani, 40 35037 Teolo (PD) Tel. 049 99 00 494 ⋅ smansa.feriole@gmail.com


Editoriale

Quale Nigeria? L

a Nigeria sulle pagine di giornali, riviste, pubblicazioni on-line e telegiornali e radiogiornali è oggi per il mondo occidentale Boko Haram, il gruppo terroristico la traduzione del cui nome è “l’educazione occidentale è peccato”, il rapimento delle 270 studentesse a Chibok il 14 aprile scorso, l’attuale campagna “bringbackourgirls”, lo scandalo Eni con l’intermediario Emeka Obi e la presunta mazzetta da 200 milioni di dollari, il vescovo di Maiduguri Oliver Dashe Doeme che denuncia 2500 fedeli uccisi nella sua diocesi, l’accusa di violenze da parte dell’esercito governativo, l’instaurazione annunciata di un califfato islamico, il virus Ebola. Un concentrato di cattive notizie. La Nigeria è il paese più popoloso dell’Africa, disteso nella parte occidentale del continente fra Benin, Ciad, Camerun e Niger, affacciato sul Golfo di Guinea e sull’Atlantico. Pianure aride a nord, colline ed altipiani al centro, pianure in cui si concentrano la maggior parte delle città al sud: Abuja attuale capitale, Lagos capitale sino al 1991, Abeokuta, Ibadan, Port Harcout, Kano e Benin City le più grandi. L’impero di Kanem Bornu, vicino al lago Ciad, dominò le zone che ora appartengono al Nord della Nigeria per 600 anni, prosperando tra le zone dei

commerci Berberi e le popolazioni delle grandi foreste. Nel ’18 secolo i Fulani (in parte islamizzati) controllavano gli stati Hausa (in gran parte a base cittadina) ma nel 1804 Usman dan Fodio vinse le lotte interne e riunì gli Hausa (Tra il ’17 e il ’19 secolo si costruirono porti per incrementare la crescente tratta degli schiavi destinati alle Americhe. Nel 1901 la Nigeria divenne protettorato britannico, nel 1914 colonia. La Nigeria è indipendente dal 1° ottobre 1960. Ma la Nigeria come è vista da noi suore NSA che viviamo e lavoriamo in Africa, oggi? Com’è l’oggi di mani e di occhi che s’immergono nella realtà quotidiana delle diocesi, delle parrocchie, delle case di accoglienza, dei tavoli di dialogo cattolico, cristiano e interreligioso? È quella di Marie-Reine nella diocesi di Warri, di Hélène a Ibadan, di Kathleen impegnata nel WIC (consiglio interreligioso cristiano/musulmano femminile) di Kaduna, di Anne segretaria dell’area Missione e dialogo per la conferenza episcopale nigeriana, di Cordelia a Ijebu-Ode. E quello di tutti i giorni e 365 giorni l’anno, quello che ci fa dire come a papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”. Gioia e Vangelo, questa è la nostra Nigeria.


La radice della guerra è la paura Alla radice di ogni guerra sta la paura: non tanto la paura che gli uomini hanno gli uni degli altri, quanto la paura che essi hanno di tutto. Non è soltanto che non si fidino gli uni degli altri: non si fidano neppure di se stessi. Se dubitano che qualcuno possa voltarsi ed ucciderli, ancor più dubitano di poter essi stessi voltarsi ed uccidere. In nulla possono riporre la loro fiducia perché hanno cessato di credere in Dio. Porrete fine alle guerre chiedendo agli uomini di fidarsi di uomini che evidentemente non meritano fiducia? No. Insegnate loro ad amare Dio e ad aver fiducia in Lui; allora essi saranno in grado di amare gli uomini in cui non possono avere fiducia ed oseranno far pace con loro, fidandosi non di loro ma di Dio. Perché soltanto l'amore - che significa umiltà - può scacciare il timore che sta alla radice di ogni guerra. Se gli uomini volessero davvero la pace, la chiederebbero a Dio ed Egli la darebbe loro. Ma perché Egli dovrebbe dare al mondo una pace che in realtà il mondo non desidera? Perché quella pace che il mondo sembra desiderare non è affatto pace… …Molti uomini come questi hanno domandato a Dio ciò che essi credevano fosse la «pace» e si sono chiesti perché le loro preghiere non fossero state esaudite. Essi non potevano comprendere che in realtà erano esaudite. Dio ha lasciato loro ciò che desideravano, perché la loro idea di pace era soltanto un'altra forma di guerra. Così, invece di amare ciò che tu credi sia la pace, ama gli altri uomini e ama soprattutto Dio. E invece di odiare coloro che credi fomentatori di guerra, odia gli appetiti e il disordine della tua anima, che sono le cause della guerra. Se ami la pace, odia l’ingiustizia, odia la tirannia, odia l’avidità: ma odia queste cose in te stesso, non negli altri" Thomas Merton, Semi di contemplazione

Rivista Trimestrale Anno 27. n. 3 Direttore Responsabile: Sr. Fiorina Tagliabue Autorizz. Tribunale di Varese n. 185 del 5.10.1966 Sped. in abb. post. art. 2 Comma 20 lettera C Legge 662/96 - Milano

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Sommario Vita nsa

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Accoglienza

rifugiati

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La nuova schiavitù

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Il Gesù dai tanti volti Dalla missione

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Speciale Nigeria

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WIC (Consiglio interreligioso femminile)

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Missione e dialogo

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Ecco, faccio una cosa nuova…

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Saluti da Ibadan

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Benvenuti a Warri!

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Burkina

I “nipotini” di Zorgho

OTTOBRE MISSIONARIO

“Alzati, và a Ninive, la grande città…”

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Dal Messaggio del Santo Padre Francesco per l’88ª Giornata Missionaria Mondiale

Adesso parliamo noi

La vocazione del custodire… la bellezza del creato 29

La tenda dell’incontro 32


4

Vita nsa

Accoglienza

Rifugiati l l l

Servire Accompagnare Difendere

con tenerezza e comprensione sviluppando la cultura dell’incontro


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Q

uesto è il programma che mi sono data quando il 22 luglio ci è stata chiesta la disponibilità ad accogliere i rifugiati che sarebbero arrivati dalla Sicilia. Emozione e ringraziamento sono stati i primi sentimenti che mi sono nati in cuore. A noi, piccola comunità di Marino è chiesta una cosa così grande! Diamo la disponibilità all’accoglienza di donne e bambini. Ed ecco l’entusiasmo che nasce in ciascuna di noi e la voglia di partecipare agli amici questa notizia perché anche loro siano coinvolti in questa avventura. Ci mettiamo al lavoro: spostare armadi e scrivanie per far posto a letti e comodini che si devono trasportare e montare, e in pochissimo tempo trentadue letti sono pronti. Poi c’è il salone da smontare e da trasformare in sala da pranzo e salotto: si tirano sedie, tavoli, divano, scaffali ed anche questo è fatto. Bisogna ora fare una bella pulizia generale e decorare i posti: facciamo la scelta dei quadri, e un chiodo qua e uno là e con soddisfazione ammiriamo i locali messi a nuovo. Adesso passiamo agli acquisti per la pulizia personale e del posto, poi ci vogliono piatti, bicchieri, posate, vassoi, tazze, caraffe, termos, tovaglioli. Non dimentichiamoci di secchi e stendini… addirittura una “lavanderia” a cielo aperto è preparata dal nostro infaticabile amico e collaboratore signor Gino: una meraviglia… Ci sediamo ed aspettiamo gli ospiti. Con un po’ di delusione constatiamo che ritardano ma ecco che improvvisamente, telefonate e SMS si moltiplicano: stanno arrivando, saranno da voi domani… che batticuore! La casa, e il piano sotto specialmente, è diventato un alveare: ognuno si dà da fare, tutti accomunati da questa esperienza, nuova per ciascuno di noi, che stiamo vivendo.

Ecco, il pullman arriva: che delusione! Ai finestrini vedo solo uomini... si sono sbagliati di posto, non possono essere per qui! E invece sono io che mi sbaglio, sono proprio diretti in via Colizza, 56 - Marino… poi scopriamo che sono famiglie che dunque è impossibile dividere, e poi scopriamo che sono quarantanove e che non vogliono separarsi: vogliono rimanere tutti insieme. Vengono dall’Eritrea e fuggono la guerra. Sono tutti giovanissimi fra i 20 e i 30 anni ed hanno con loro due piccolini di un anno. Ma con un po’ di pazienza e di incoscienza dettati dalla compassione, riusciamo noi a cambiare registro: accogliamo famiglie e non donne e bambini, e riusciamo a far accettare loro che non abbiamo posto per tutti e che per forza si devono separare. Una volta scesi dal pullman ed entrati in casa piovono i ringraziamenti e le strette di mano e i volti si fanno sorridenti. Dopo cena scoprono le loro stanze: una per ogni coppia, allora qui ci sono non solo ringraziamenti ma anche abbracci. Da quanto tempo mancava loro un po’ di intimità? E tutti visitavano la camera di tutti, con esclamazioni di gioia e meraviglia… e noi eravamo lì a guardare come il nostro poco è diventato il tanto per loro. Poi passiamo nella locale guardaroba dove abbiamo sistemato vestiti che le volontarie del “Centro Aiuto alla Vita” e di


Vita nsa

“Una città non basta” ci hanno portato e che con amore hanno distribuito. Ognuno ha potuto avere il necessario per cambiarsi. Il giorno dopo giorno di relax: bucato, televisione, gioco, gruppetti spontanei di discussione. E poi la decisione di partire per raggiungere la comunità eritrea di Roma e da lì

Testimonianza

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continuare per il nord Europa. A Roma il gruppo si è compattato ritrovando i fratelli dai quali si erano separati a Marino. Per 48 ore siamo rimasti col fiato sospeso, ma ora siamo certi che hanno potuto realizzare il loro obiettivo. Questo gruppo di eritrei cristiani ci hanno edificato per il loro modo di comportarsi, di aiutarsi, di pregare insieme e per come si sono relazionati con noi. Rimettiamo in ordine la casa ed ecco la telefonata: stanno arrivando 32 persone per voi. I primi ad arrivare sono una famigliola nigeriana di Benin City. Dopo qualche ora arrivano famiglie dalla Siria. Abbiamo in tutto dodici minori e venti adulti. Appena in casa alcuni giovani si sono proposti di aiutarci per il servizio di tavola e altro. Fin dal loro arrivo hanno chiesto di fare foto con noi per mandarle ai genitori rimasti a Damasco, perché si tranquilliz-

l Carissima Sr. Piera, in questi giorni ho ringraziato Dio della possibilità che personalmente e anche come famiglia ci ha dato, di condividere con voi quest’esperienza di accoglienza ai rifugiati … Il tempo che si trascorre con loro è relativamente poco perché ripartono velocemente, quindi si tratta di dare il massimo nel breve tempo a disposizione; ma che cos’è il massimo? Il massimo è poter essere braccia attraverso cui Dio può dimostrare il Suo amore per ciascuno. Mi è venuto spontaneo riconoscere Gesù in loro e ricordarmi quella pagina del Vangelo in cui è scritto … tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me. Penso sia stato molto importante anche per le nostre figlie (…) che più che con tante parole hanno potuto vedere nei fatti come si vive la fraternità. Ci siamo resi conto di vivere in un contesto chiuso e un po’ ostile (mi pare più per paura che per altro…) che non mi immaginavo ci fosse nei confronti dei rifugiati; mi pare che si debba voler bene agli uni e agli altri e che quindi la nostra parte personale e anche come associazione sia anche quella di contribuire ad abbattere le barriere … In attesa del prossimo arrivo. Maria Grazia


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zino. Che classe questi siriani!!! Molto espansivi nel loro modo di ringraziare, e subito a loro agio con noi come se fossimo vecchi amici che si ritrovano. E i bambini? Che carini, fiduciosi, ti tendono le braccia, ti sorridono, ti accarezzano… in guardaroba hanno trovato quello che cercavano, hanno scoperto scatoloni di giocattoli di ogni specie: peluches, bambole, pattini, animaletti, macchinine… ognuno ha potuto prendere quello che desiderava e prima di uscire dalla stanza venivano a farmeli vedere con soddisfazione; alle 23 stavano ancora giocando in corridoio come se fosse pieno giorno…

Fuori pioveva, anzi c’era il temporale, ma la casa era riempita di grida di gioia, che bello! Gli adulti si sono nel frattempo radunati, per dirci che volevano continuare al più presto il loro viaggio verso la Germania dove le loro famiglie li aspettano. E così è stato. Mi si stringeva il cuore di vederli partire sotto la pioggia, ma il desiderio di arrivare al più presto a destinazione ha messo loro le ali ai piedi. Che storie dolorose le loro: un viaggio iniziato un mese fa, venti giorni via terra e dieci via mare. In quattrocento in una nave ammassati gli uni sugli altri, dove cibo e acqua scarseggiavano. Un inferno, alcuni adulti volevano uccidersi dalla disperazione. Che tristezza. Sono partiti, la separazione è stata dolorosa: abbracci, baci, lacrime… ma sappiamo che stanno realizzando il loro sogno: che Dio li accompagni! Ricominciamo a pulire, riordinare e preparare il prossimo arrivo: è già annunciato, li aspettiamo, e man mano che il tempo passa diventiamo “più esperti” “più organizzati” e così speriamo di accoglierli sempre meglio. Suor Piera Sangalli, NSA “Una città non basta”: Centro aggregativo diurno a sostegno dei bambini e dei ragazzi con attività ludiche, sostegno scolastico e di socializzazione, anche per le rispettive famiglie


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Vita nsa

La nuova

schiavitù C

ombattere contro il traffico di esseri umani e la nuova schiavitù di oggi è un dovere collettivo. Dovremmo farlo sia a piccoli gruppi che attraverso organizzazioni più ampie. Il traffico di vite umane è un crimine molto più diffuso e capillare di quanto molti di noi immaginano. È un’industria criminale molto fiorente, dove i trafficanti guadagnano milioni derubando le vittime della loro libertà con l’inganno, la forza o la coercizione. Per continuare a fornire uno sforzo congiunto contro questa schiavitù moderna, possiamo attingere forza e coraggio nelle parole di Papa Francesco che condanna il traffico di esseri umani chiamandolo:


9 “una ferita aperta nel corpo della società contemporanea, un’ulteriore flagellazione del Corpo d Cristo. Un crimine contro l’umanità”. In questa situazione, noi stiamo focalizzando la nostra attenzione su quattro fronti: Prevenzione/Sensibilizzazione, Protezione e Riabilitazione. Prevenzione: il nostro desiderio è di prevenire il traffico umano a scopo sessuale; le azioni sono svolte soprattutto nei Paesi d’origine, ma anche qui quando incontriamo le ragazze di strada. Protezione: dando alle ragazze una dimora sicura e aiutando le sopravvissute a ricostruire la loro vita. Riabilitazione: facendo comprendere che le vittime hanno subìto maltrattamenti, aggressioni sessuali, minacce ed altre forme di coercizione per eseguire il “lavoro” contro la loro volontà. Questa lotta non può essere portata avanti efficacemente e non ci si può prendere cura delle sopravvissute nel modo migliore, se a farlo è un gruppo o un’organizzazione singola. La nostra visita settimanale a “PonteGaleria” contribuisce ad aiutare queste donne a ritrovare la loro identità, la pace, il coraggio, il prendersi cura di se stesse e rinnova la loro fede in Dio e la fiducia negli uomini. Le nostre celebrazioni vissute insieme a loro portano gioia e serenità. Non vedono l’ora che arrivi la settimana successiva per rivederci. Lo stesso messaggio di solidarietà, attenzione e amore, lo portiamo anche alle ragazze che lavorano in strada di notte. Sono commosse dalle nostre visite. Molte di loro contano i giorni per rivederci presto. A volte, alcune ragazze chiamano al telefono se non ci vedono arrivare. La nostra presenza dona loro il coraggio, la forza interiore e rafforza la speranza che qualcuno si occupi di loro; una ragazza infatti

ha detto: “grazie per la presenza, l’amore e l’attenzione che ci date senza preoccuparvi del fatto che siamo prostitute”. Ci chiedono sempre di ringraziare Papa Francesco da parte loro. Infatti hanno ricevuto tutte il Rosario che il Papa ha donato alle vittime del traffico umano dopo la stazione della Via Crucis voluta per loro in Quaresima. Io ho avuto il privilegio di incontrare Papa Francesco durante una Conferenza internazionale sulla lotta al traffico di vite umane svoltasi in Vaticano. Così ho portato davanti a lui i ringraziamenti delle giovani donne che incontriamo per strada la notte, delle donne di “Ponte-Galeria”


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Vita nsa e di quelle che vivono nelle nostre case sicure. Ho parlato al Papa della loro riconoscenza e del loro amore verso di lui. Papa Francesco mi ha risposto: “Grazie per il grande servizio che rendete, fai sapere a queste giovani donne che il Papa vuole loro bene e che chiede di pregare per lui”. Il 21 giugno abbiamo partecipato alla manifestazione contro il rapimento di più di 200 studentesse a Chibok, nella Nigeria del nord. Lo abbiamo fatto assieme a TALITHA KUM (Rete Internazionale di Vita Consacrata contro il traffico della persona umana). Alcuni dei nostri cartelli portavano scritto. “Noi siamo Religiose che sono contro qualsiasi forma di schiavitù della donna, noi uniamo le nostre voci per dire PER FAVORE RIDATECI LE NOSTRE RAGAZZE”. Suor Monica Onwunali, NSA, nigeriana


Il Ges첫

dai tanti volti

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Vita nsa

D

no” all’africano che abita lontano, purché opo il mio ritorno definitivo se ne stia nel suo Paese, perché, se viene dall’Africa, per fine mandato troppo vicino, diventa scomodo per le noe per l’età avanzata, mi è stato stre abitudini borghesi. Me ne sono reso chiesto dai superiori di occuparmi degli conto assai presto perché molti tra coloro stranieri presenti nella città di Genova. che chiedono aiuto La base di questa attività è la Parrocchia Sentiamo di essere diventati punto hanno anche fame e bisogna trovare i di “Nostra Signora di riferimento per ogni immigrato mezzi per accoglierdelle Vigne” dove li nella loro situagià P. Mauro Armache non riesce ad orientarsi zione particolare. Di nino aveva portato frequente si aggiunavanti un progetto di nella nostra società ge alla nostra tavola assistenza spirituale qualcuno “di non previsto”. Il Vangelo agli africani e ad altri stranieri di numeronon si smentisce mai e le soluzioni arrivase nazioni e continenti. no poi da strade diverse. La Parrocchia ci ha messo a disposizione Ecco alcuni orientamenti che cerchiamo un Ufficio per l’ascolto e la formazione di vivere in questo nostro apostolato: ed un piccolo domicilio. • Assistenza spirituale e pastorale ad alHo accettato con gioia sicuro di essere cuni gruppi già organizzati: filippini, nella linea del Vangelo: “Ero forestiero e eritrei, camerunensi. tu mi hai accolto”. • Un aiuto al Cappellano del carcere di Ero anche cosciente della mentalità corMarassi per la Messa domenicale. rente dei nostri tempi in base alla quale • Un impegno per aiutare a ritrovare dila gente è più disposta a dare un “soldi-


13 gnità per alcune persone che l’avevano già persa per alcune devianze presenti nel territorio. • Attenzione ad alcuni problemi del territorio in collaborazione con i sacerdoti del Vicariato. • Collaborazione alle attività culturali e sportive che l’Associazione “Mabota” propone per favorire l’unità e la solidarietà fra persone di etnie diverse. • Attenzione alle emergenze, aiuto all’acquisizione dei documenti necessari per una corretta integrazione nel territorio. Il gruppo già ben organizzato è quello dei Filippini che si è dato un Responsabile e delle attività regolari di vario tipo: la Messa domenicale in inglese nelle chiese del “Santo Nome di Maria” e “Dell’Angelo Custode”, con anche un proprio coro; disponibilità e servizio in alcune Parrocchie che lo richiedono. Rilevanti sono la Novena di Natale e, nel mese di maggio, la processione con la statua della Madonna per i viottoli del Centro Storico. Altri gruppi che si ritrovano regolarmente per momenti forti di incontro e di preghiera sono: • Il gruppo degli Eritrei di rito Copto Cattolico ha come base la Chiesa di “San Pietro in Banchi” nella quale si ritrovano ogni terza settimana del mese per la Santa Messa seguita da un incontro formativo e un pasto in comune offerto dalle famiglie. • Un gruppo di studenti del Camerun, si incontrano nella Chiesa del Calvario per un Ritiro mensile o per i tempi forti della Liturgia. • Alcuni gruppi hanno seguito negli anni scorsi i corsi di Catecumenato nell’ufficio della Chiesa di Nostra Signora delle Vigne ed hanno ricevuto il Battesimo, persone con attività e origini diverse: badanti nigeriane, studenti del Camerun ed altri. • Africani di etnie diverse si ritrovano

una volta al mese per una formazione spirituale. • L’Associazione MABOTA guidata da un Presidente del Congo persegue lungo l’anno iniziative a carattere culturale e sportivo. Sono per noi, all’ordine del giorno, le forme più varie di accoglienza, in collaborazione con il Parroco della Parrocchia Don Nicolò Anselmi, cerchiamo di dare una risposta concreta sia per alloggi che per diverse emergenze. Sentiamo di essere diventati punto di riferimento per ogni immigrato che non riesce ad orientarsi nella nostra società. Sperimentiamo molte forme di solidarietà e di amicizia, come quella delle famiglie che hanno accolto dei giovani disorientati o senza risorse. È questa la gioia di servire i fratelli e le sorelle che incontriamo sulle nostre strade. Mi accorgo che è sempre il Gesù dei tanti volti, anche se a volte abbruttiti dalle circostanze più impensate. P. Gerardo Bottarlini, SMA


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Dalla missione

N i g e r i a


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WIC

(Consiglio interreligioso femminile) Alcune delle suore NSA in Nigeria, si occupano di promozione della pace e operano all’interno del Forum interreligioso dell’Associazione delle Donne Cristiane e Musulmane, denominato WIC (Consiglio interreligioso femminile). È un’organizzazione non governativa, interreligiosa e senza scopo di lucro, fondata nel 2010 a Kaduna, uno dei numerosi stati nigeriani (l’intenzione è di estendere idee e attività anche agli altri stati della Nigeria). Il Forum riunisce leader e membri dei gruppi religiosi femminili di Kaduna con lo scopo di affrontare attraverso strumenti pacifici, i conflitti e le preoccupazioni legate alle povertà quotidiane delle donne. Il loro lavoro vorrebbe essere un punto di partenza per l’approfondimento dell’impegno di pacifica convivenza interreligiosa e sul maggiore coinvolgimento delle donne nelle questioni di sicurezza nazionale ed internazionale. In questo quadro d’azione, il WIC cerca di creare interesse per l’analisi e la risoluzione dei conflitti, la comprensione e la collaborazione interreligiosa, e per i problemi di genere che ostacolano le donne nell’assunzione del loro ruolo di costruttrici di pace nella società. Si vuole offrire ai leader delle organizzazioni religiose femminili, la possibilità di incontrarsi e avviare un dialogo sincero e concreto per costruire insieme la pace, nel rispetto delle diverse fedi religiose. I problemi da affrontare sono molti, la realtà della società violenta di oggi è tristemente nota, così come le guerre sempre più a sfondo etnico e religioso. Proprio per questo il lavoro del forum è di estrema importanza: le donne coinvolte nella costruzione della pace nel mondo traggono ispirazione e sostegno da fonti e or-

ganizzazioni religiose. Negli ultimi anni, il ruolo della religione nella gestione dei conflitti gode di maggiore considerazione, anche se si rivolge poca attenzione alla dimensione femminile, dovuta in gran parte all’invisibilità dei loro sforzi. In tutte le tradizioni religiose, le donne sono spesso emarginate in spazi religiosi formali e raramente detengono posizioni di leadership, il che significa che non ricevono il riconoscimento dovuto. Questa emarginazione ha tuttavia un lato positivo: ha liberato le donne da vincoli istituzionali, e dietro le quinte, ha permesso loro di lavorare creativamente per la promozione della pace. Il modo differente di agire delle donne, nascosto, originale e discreto, le porta a raggiungere ambienti difficili, guidare proteste nonviolente e mobilitare intere comunità. Ma la situazione resta comunque ingiusta. Si chiede allora alle organizzazioni internazionali di creare unioni di donne costruttrici di pace con il contributo di associazioni religiose e culturali. Contemporaneamente, si potrebbero meglio informare le organizzazioni internazionali sul lavoro di promozione della pace al femminile e sulle modalità in cui può essere riconosciuto. Tali sforzi potrebbero aiutare la causa della promozione della pace e la nostra comprensione di ciò che può essere fatto perchè essa sia sempre più profonda e duratura.


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Dalla missione MISSIONE E DIALOGO

Riassumendo, potremmo dire che gli obiettivi specifici del WIC sono tre: 1. Fornire un forum per dirigenti e membri di organizzazioni religiose femminili musulmane e cristiane per riunirsi in un dialogo sincero e concreto. 2. Attivare gruppi religiosi di donne cristiane e musulmane per lavorare insieme nel processo di costruzione della pace per risolvere i problemi che causano i conflitti. 3. Facilitare le organizzazioni religiose femminili cristiane e musulmane a lavorare insieme per affrontare concretamente i problemi quotidiani delle donne. Questo è uno dei contributi delle suore NSA in Nigeria, un esempio fra tanti. Perché la pace è un dono prezioso per tutti! Uno dei desideri e più profondi degli uomini è vivere in pace, in famiglia, in società e nel mondo intero. Ciò che spesso non comprendiamo è che la pace non è solo compito dei governi, dell’ONU e dei diplomatici. È compito di ciascuno di noi. Perché è facile essere un amante della pace, la difficoltà è diventarne un promotore attivo. Ma tutti possiamo diventare costruttori di pace nel nostro piccolo mondo, fatto di famiglie, conoscenti e vicini di casa. Dobbiamo solo avere la volontà di fare la nostra parte: ognuno di noi è chiamato a farsi promotore di pace là dove vive, con gli strumenti che ha e secondo le sue inclinazioni. “O Signore fa di me uno strumento della tua pace…” S. Francesco Suor Kathleen Mc Garvey, NSA, irlandese

Nel 2010, la Conferenza Episcopale della Nigeria (CBCN) mi ha assunto come segretario del Comitato della Conferenza che ha la responsabilità dell’area “Missione e Dialogo” nell’ambito del Segretariato Cattolico della Nigeria (CSN), organo amministrativo dei Vescovi. L’importanza data alla missione, all’evangelizzazione e al dialogo con le altre religioni è una scelta saggia, un’indicazione di metodo nell’approccio al nostro mondo contemporaneo. Questo comitato è suddiviso in tre sezioni: Missione, Ecumenismo e Dialogo interreligioso. Ciascuna di esse lavora nel proprio campo specifico ma sempre in collegamento con le altre perché ogni cosa sia vissuta nella comunione che è l’anima della Missione. Una delle sfide che maggiormente coinvolge le Chiesa Locali della Nigeria è di vivere in modo carismatico la dimensione missionaria della Chiesa, con particolare


17 riguardo alla comunione fra cristiani e in dialogo con i seguaci di altre religioni.

migliorare il nostro impegno per la missione.

Missione Questo ufficio, collabora sia con la Pontificia Opera Missionaria che con gli Istituti religiosi e laici delle varie Organizzazioni. La propaganda negativa circa l’Africa in generale, e la Nigeria, in particolare, spesso nasconde il grande potenziale di questo grande Continente. La Nigeria è il paese più popoloso dell’Africa ed un grande pool di risorse per la missione della Chiesa. Bastino alcune cifre: abbiamo oltre 2000 missionari attivi in oltre 75 Paesi del mondo. Come Chiesa locale, anche noi cerchiamo di rispondere alle sfide della missione tramite i sacerdoti “Fidei Donum”, i religiosi e laici. Questo nuovo slancio missionario è coordinato attraverso le seguenti attività: 1. Formazione Missionaria: tale formazione riguarda la missione ad gentes, la missione inter-culturale e l’aggiornamento della missione teologia e viene attuata attraverso seminari, convegni workshop e animazione di gruppo. 2. Cooperazione Missionaria: lavorando con le OPM (Opere Pontificie Missionarie), abbiamo formato un Consiglio Missionario Nazionale per unire tutti gli sforzi missionari nel Paese. Attraverso questo Consiglio si organizzano molte attività che raggiungono la base attraverso i vari rappresentanti. 3. Periodici Newsletter: questi ci aiutano a mantenere vivo ed aperto l’orizzonte universale della missione. Inviamo la nostra newsletter in diverse parti del mondo per uno scambio di notizie specialmente dove i nigeriani sono in missione. È possibile contattarci sul sito www.nmcng.org 4. Strutture in progetto: la nostra speranza è di creare altre strutture di supporto per

Ecumenismo L’Ecumenismo ci impegna nel lavoro con le altre confessioni cristiane al fine di garantire una pacifica convivenza fra noi e con tutti i popoli. La situazione è attualmente diventata più complessa con la proliferazione delle sette e la sfida crescente di quelle di ispirazione Pentecostale. L’Associazione Cristiana della Nigeria, è un Organismo creato con lo scopo di unificare tutte le Confessioni cristiane in Nigeria attraverso il contatto e lo scambio. È organizzata a livello nazionale, provinciale e locale. In essa ci impegniamo su temi di interesse comune, come il controllo delle malattie, il dialogo con altri gruppi religiosi quali i Musulmani e gli Animisti (Religione tradizionale). Secondo le circostanze, esercitiamo pressioni sui Governi, i politici e le Organizzazioni civili per migliorare la qualità della vita dei nigeriani e affrontare la minaccia del terrorismo e della violenza politica. Un’altra sfida importante è costituita dalla dimensione teologica dell’ecumenismo, infatti la maggior parte delle nuove Chiese cristiane non hanno fondamenti teologici seri con il rischio di errori e di improvvisazione. A questo proposito, la Chiesa cattolica in Nigeria ha un ruolo significativo da svolgere per armonizzare e dare una struttura solida alle varie tesi teologiche. Tutto in funzione del bene comune. Dialogo interreligioso In un mondo alle prese con la crescente ondata di fondamentalismo religioso e la sua scia di fanatismo e di terrorismo, il dialogo tra le persone che amano veramente la pace è un imperativo. Il popolo nigeriano è molto religioso, l’identità


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Dalla missione

religiosa è una parte essenziale della vita socio-economica e politica dei nigeriani. Pertanto, i leaders religiosi e le strutture religiose svolgono un ruolo importante nella vita del Paese. Lavorare con gli altri, far crescere lo scambio e il dialogo ci offre una piattaforma per la collaborazione e il sostegno reciproco in vista del bene comune da incrementare continuamente. Nonostante la forte presenza del fondamentalismo religioso e del terrorismo, operanti in alcune parti del Paese, la maggior parte dei musulmani e dei cristiani in Nigeria continuano ad essere persone

che amano e cercano la pace. Entrambi, musulmani e cristiani, hanno vissuto insieme pacificamente per decenni e desiderano continuare a farlo. Il modo migliore per contrastare il fondamentalismo e le sue conseguenze è lavorare tutti insieme per affrontare più efficacemente l’indottrinamento ideologico che anima gli insorti e i terroristi violenti. Ci sono diverse Organizzazioni e Movimenti religiosi e della società civile che lavorano duramente per costruire ponti di incontro. Attraverso la nostra organizzazione, la Chiesa cattolica in Nigeria ha un’unità di dialogo in ciascuna delle 55 giurisdizioni ecclesiali presenti in tutto il Paese. Teniamo workshops, seminari e programmi di formazione per sviluppare competenze e ambiti di dialogo. Conclusione Nonostante le numerose sfide che l’attendono e le tensioni che l’attraversano, la Nigeria è un Paese pieno di vitalità e ricco di speranza. Qui c’è la sede della Comunità Economica dell’Africa Occidentale (ECOWAS), una struttura che programma il piano economico dell’Africa Occidentale di cui la Nigeria fa parte. Per le persone religiose il raccolto è pronto, molto deve essere fatto per formare la popolazione brulicante di vita della Nigeria, con milioni di giovani e bambini dagli occhi sognanti che guardano al futuro da costruire. La frustrazione causata dalla disoccupazione, la recessione economica e gli sconvolgimenti politici non possono fermare il vivace e costruttivo spirito nigeriano! Forse, anzi ne siamo convinti, da questa terra nasceranno molti missionari pronti a portare al mondo la Luce che hanno ricevuto attraverso il lavoro missionario di altri. Suor Anne Falola, NSA, nigeriana


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Ecco, faccio una cosa nuova… (Isaia 43,19)

Mi chiamo Cordelia e sono una suora NSA nigeriana. Dopo un periodo di missione in Italia, è da un anno ormai che opero nella comunità di Ijebu-Ode, in Nigeria. Qui, lavoro con gli agenti pastorali in uno dei Decanati della Diocesi. La Diocesi cattolica IjebuOde è formata da una zona rurale composta da 30 Parrocchie e più di 100 missioni, inoltre molte di queste parrocchie sono formate da piccoli villaggi. Ecco la ragione principale della creazione di questa Diocesi:

è un luogo di prima evangelizzazione. Io lavoro nel ramo della Catechesi, che annuncia la Buona Novella di Gesù attraverso catechesi approfondite e missioni che mirano a diffondere la conoscenza degli aiuti sociali disponibili per la popolazione. Nel nostro Decanato, abbiamo 8 parrocchie e diverse missioni esterne. Al loro interno lavorano 45 catechisti volontari e circa 50 evangelizzatori. I catechisti volontari sono responsabili della preparazione dei catecumeni al Battesimo, alla Prima Comunione e alla Cresima. Utilizzano quello che noi chiamiamo comunemente “RCIA: Trasformiamo la chiesa”: un

modello utile e apprezzato, non solo nozionistico, che apprende il senso della vita cristiana attraverso il vivere quotidianamente l’essenziale degli insegnamenti di Gesù guardando agli altri cristiani. La prima azione realizzata in linea con il metodo RCIA è stata il “rito dell’accoglienza”, che ha portato una grande affluenza di persone (575 catecumeni). Erano accompagnati dai loro catechisti, padrini/madrine e parenti. Questi catecumeni dovranno frequentare 2 anni di catechismo. La nostra sezione ha organizzato un seminario e un laboratorio sul metodo RCIA per gli agenti pa-


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Dalla missione

storali e la partecipazione è stata incoraggiante. La maggioranza dei partecipanti e degli agenti pastorali in attività sono per lo più insegnanti in pensione. Stiamo moltiplicando gli sforzi per incoraggiare i neo-cresimati ad abbracciare questa vocazione all’insegnamento del catechismo e all’annuncio del Vangelo alla nostra gente. Molte sfide e difficoltà, infatti, ci sollecitano. Ad

esempio, non possediamo abbastanza materiale formativo (video e bibbie); abbiamo mezzi e collegamenti scarsi per raggiungere i villaggi, specialmente durante la stagione delle piogge; e pochi sono i giovani che rispondono alla chiamata a diventare catechisti. Durante le nostre riunioni abbiamo comunque sviluppato alcuni progetti per il futuro. Vorremmo far partecipare i neo-cresimati alle missioni di informazione sociale più semplici, per farli cominciare e appassionare all’aiuto fraterno. Vorremmo creare e rafforzare le comunità cristiane più piccole. E infine, preparare giovani catechisti appassionati della missione. Suor Cordelia O. Ogene, NSA, nigeriana

SALUTI DA IBADAN Ibadan si trova a sud-ovest della Nigeria. È la capitale dello stato di Oyo, ed è nota per essere la più grande città indigena di tutta l’Africa, a sud del Sahara. La sua popolazione è formata da circa 3.800.000 abitanti, secondo le stime del 2006. I principali abitanti della città sono di etnia Yoruba. Un buon 20 per cento di loro pratica ancora la religione tradizionale dei loro antenati. Gli Yoruba che praticano altre religioni si dividono equamente tra musulmani e cristiani. Quasi tutti gli Yoruba osservano ancora i festival annuali e altre pratiche della religione tradizionale. È proprio in mezzo a questo popolo che io vivo e lavoro come missionaria. Nella comunità della “Casa di Betania” siamo in sei. Da sinistra, sr. Victoria Ogbu, sr. Magdalen Emuobome, sr. Eithne Mac Devitt sr. Helene Amouzou, sr. Stella Enenmo e sr. Cecilia Adebanjo: quattro nigeriane, un’irlandese e una togolese. Sono molto grata alle mie sorelle per il loro sostegno, il loro modo di vivere in comunità e per l’amore dimostratomi durante il mio


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soggiorno. La vita comunitaria a volte può essere difficile a causa delle nostre differenze, ma per noi ogni ostacolo è un motivo di crescita. Il nostro apostolato principale qui è l’insegnamento. Cerchiamo di eseguire con zelo e dedizione questa nostra missione. Io lavoro nella scuola materna ed elementare del Convento di Maryhill, dove insegno la lingua francese. Insegno anche morale durante le riunioni, in lingua inglese. Stare a contatto con i bambini è stata una grande e meravigliosa esperienza per me, molto arricchente. Oltre a lavorare con loro, sono responsabile del personale non docente. Coordino le attività del club di francese e partecipo anche al coro della scuola. In parrocchia, sono un membro della legione mariana, la mia attività principale è la visita alle prigioni. Questo mi dà la possibilità di stare con i detenuti, ascoltare i loro problemi e pregare con loro, anche se, mi sento spesso interpellata dalle difficoltà e sfide di questa esperienza. Ma devo dire che in tutto questo, i detenuti restano postivi e mostrano una grande fede in Dio. La lingua locale degli Yoruba è molto impegnativa e anche i problemi di sicurezza del paese sono davvero una grande sfida. Abitare nella stessa area del nostro noviziato, mi da la possibilità di rivivere i bei momenti della mia formazione iniziale. Aiuto le ragazze insegnando loro i canti ei

salmi della liturgia ed anche nella lettura della lingua francese. Prima di concludere la testimonianza di questa esperienza a Ibadan, mi piacerebbe ringraziare tutte le suore che ho conosciuto in questi due anni, per tutto quello che sono state per me. Sono anche grata alle due Province, per questa opportunità che mi è stata data. Faccio appello a tutte le suore, per chiedere una preghiera piena di fervore perla pace nel nostro caro paese nigeriano. Che il Signore ci dia la grazia di essere vere testimoni del suo Amore. Amen Chi non ha un sano amore di se stesso o di autostima, non può credere, non può amare, e non può esprimersi in un sano amore di amicizia verso il prossimo. Suor Helene Amouzou, NSA, togolese


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Dalla missione Benvenuti a warri! Vi presento il mio luogo di missione. Warri si trova nello stato di Delta, a sud della Nigeria. È di recente formazione, infatti questo stato ha visto la luce il 27 agosto 2011, al posto del precedente stato di Bendel. Lo stato di Delta è composto da 25 regioni. La sua ricchezza è nell’agricoltura (coltivazioni di igname, patate dolci, radici, …). Il gruppo etnico

più rappresentato è quello degli Urhobo (la terra degli Urhobo comprende 22 regni autoctoni), seguono gli Ezon, gli Isoko, gli Igbo e gli Itsekiri. Io vivo nella regione di Uvwie. La sua capitale è Effurun, che fa parte della grande diocesi di Warri, dove svolgo appunto il mio apostolato. Lavoro soprattutto in orfanatrofio e in parrocchia. Ringrazio il Signore per l’opportunità che mi è stata data di sperimentare e condividere il suo amore con i bambini che ritrovo ogni giorno in orfanatrofio: è un apostolato interessante e stimolante, che mi porta sempre a cercare modi nuovi di donare la mia persona e la mia vita. I bambini mi cercano sempre ed hanno fiducia in me. Sono spesso colpita e ammirata anche dalla generosità di tanti volontari

che vengono ad assisterli e a condividere con loro un po’ del proprio tempo. Quando sono con loro sento la presenza dell’amore del Signore e provo tanta gioia nello svolgere questo lavoro e nel poter essere un segno di speranza per questi bambini abbandonati. Un altro apostolato che svolgo e che trovo molto bello è la missione porta a porta. A volte sono accolta dalle persone che incontro, altre volte le persone rifiutano di ascoltarmi, ma l’esito non cambia la bellezza della missione che vivo tra la gente dei quartieri di Warri. Mi piace incontrarli, così, semplicemente, e aspetto con impazienza i giorni di visite. Sono contenta di collaborare con questa parrocchia, perché vedo sempre più giovani coppie che si sposano in Chiesa ed altre coppie che regolarizzano il loro matrimonio, per mettere Dio al timone della loro felicità. Oltre al nostro lavoro, infatti, è importante la testimonianza dei laici, missionari della quotidianità, là dove a volte noi non arriviamo. Che il Signore ci aiuti a lavorare tutti per la comunione e per la pace, nel nostro bel paese oggi così provato. Suor Marie-Reine Teko, NSA, togolese


Burkina I “nipotini” di Zorgho LASCIAMOLI ANDARE…

Da quattro anni li seguiamo, accompagnandoli, sia pure da lontano, nel loro cammino scolastico. È stata un’amicizia semplice e gratuita, una condivisione che si è accontentata di avere in cambio di qualche foto, alcune notizie e tanta tanta fiducia. Adesso il ciclo elementare è terminato e i “nipotini” si disperderanno per vie diverse: chi continuerà gli studi, chi cercherà un lavoro, chi starà al villaggio per coltivare i campi. In tutti c’è tanta speranza e alcuni sogni che noi vorremo potessero realizzare pienamente. Diciamo “lasciamoli andare” perché abbiamo fatto con loro solo un breve tratto di cammino; ora altro li aspetta. E noi? Siamo felici di inserire anche questa esperienza nel nostro bagaglio di vita… Convinti di avere fatto qualcosa di bello, di positivo.

Li abbiamo seguiti con interesse ed affetto, anche con curiosità: “Come funziona una classe elementare di 84 ragazzi e ragazze in un villaggio del Burkina Faso?” Era lecito chiederselo. I ragazzi di Zorgho ci hanno dimostrato che funziona, tutto sommato, bene anche se i banchi sono sgangherati, il tetto della scuola è di paglia, la lavagna è piuttosto sbiadita, a volte libri e quaderni mancano… e spesso si va in classe con lo stomaco vuoto. Guidati da un’insegnante appassionata della sua missione, i “nipotini” hanno imparato non solo a leggere e scrivere, ma anche alcune cose importanti per la loro vita, che noi speriamo saranno il loro bagaglio più importante: l’amicizia gratuita; la pace come un bene da costruire nella vita di ogni giorno anche nelle piccole cose; il rispetto delle le differenze religiose ed etniche; la capacità di non pensare solo a se stessi. Come già abbiamo detto, nella

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Dalla missione classe erano insieme ragazzi e ragazze cristiani, musulmani, protestanti, animisti… è stato insegnato loro che l’altro non è un nemico ma una persona da rispettare perché tutti veniamo da Dio ed è Lui che ci indica come dobbiamo vivere in questo mondo. Le difficoltà sono grandi, lo vediamo ogni giorno seguendo la stretta attualità, ma noi siamo gente di speranza, certi che “qualcosa” rimane sempre di ciò che è stato trasmesso con verità e amore. Con parole semplici, i ragazzi hanno mandato il loro ringraziamento affidandolo a Nafissatou, una bimba della classe: “Grazie “jabaa” (nonna), sono felice dell’aiuto che ci hai dato in questi anni. Sono fiero della nostra amicizia. A nome di tutta la classe ti mando il nostro “grazie” agli gli amici e le amiche per tutto quello che ci hanno donato per aiutarci ad andare a scuola. Adesso siamo in vacanza e andiamo a lavorare nei campi con i nostri genitori, Speriamo che Dio ci doni tanta pioggia, per un bel raccolto. Noi speriamo un giorno di poterti incontrare”. Come non ricordare infatti gli amici e le amiche che in questi anni ci hanno offerto il loro sostegno incondizionato? Senza di loro questo bellissimo progetto non avreb-

be potuto realizzarsi … ciascuno ha dato secondo le sue possibilità ma sempre con tutto il cuore come ad esempio i genitori del piccolo Marco che in occasione del Battesimo del loro bimbo hanno rinunciato alle bomboniere regalando la somma ai “nipotini”. C’è anche la nonna che insegna ai nipoti a risparmiare qualcosa per i più poveri… ogni gesto meriterebbe di essere ricordato, ma lo lasciamo secondo le indicazioni del Vangelo nel “tesoro che non perisce” perché è eterno. Qualche mese fa, è andata in Cielo Luigia che ci ha fedelmente accompagnati per molti anni. I ragazzi hanno pregato per lei, come se fosse una parente, una di casa. In questo ricordo mettiamo tutti i “grazie” a ciascuno ed a ciascuna! E adesso? Adesso c’è un altro cammino appassionante che si profila: Amèlie si sta preparando ad iniziare un nuovo ciclo con un CP1 (prima elementare)… possiamo già chiamarli “nipotini di Zorgho2”? Forse sì! Le idee sono tante e grande anche l’entusiasmo per un nuovo progetto in cantiere, sempre in favore di una formazione che metta al centro i ragazzi con i loro sogni, le loro attese, i loro diritti. Quindi alla prossima!!! Suor Marisa Bina


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“Alzati, và a Ninive, la grande città…”

OTTOBRE MISSIONARIO

I

l racconto della chiamata di Giona, mi tocca sempre nel profondo, perchè mi ricorda molto la mia vocazione… Mi chiamo Giuliana e sono una suora NSA da circa quattro anni. Ho vissuto la mia vita a Genova e lì, dopo la mia decisione di seguire il Signore nella vocazione missionaria, ho conosciuto i padri SMA e le suore NSA. Dopo varie vicissitudini sono entrata in Postulato ad Airuno, mentre i due anni di Noviziato li ho vissuti in Costa d’Avorio nel nostro noviziato internazionale di Abengourou, con altre novizie africane. Dopo i miei primi voti ho svolto la mia prima missione a Gagnoa, sempre in Costa d’Avorio. Da qualche mese sono tornata in Italia ed ora mi appresto a cominciare la mia nuova missione in Italia, nella comunità di animazione missionaria che padri e suore coordinano insieme a Feriole in provincia di Padova. Il giorno prima di partire per questa mia nuova avventura veneta, ho rinnovato i miei voti a Genova. Li rinnoverò ancora per due anni prima di arrivare ai miei voti perpetui, dove il SI’ al Signore diverrà definitivo. Questo momento di grazia, vissuto attorniata dai padri, dalle suore, da mia madre e qualche amica è stato per me motivo di grande gioia e anche di rilettura della mia vocazione. Di quel giorno di tanti anni fa in cui il Signore ha toccato il mio cuore e mi ha aperto l’orizzonte della missione... Avevo 20 anni e studiavo all’università. Cercavo la mia strada e vivevo un’inquietudine di fondo che mi lasciava insoddisfatta. Io non andavo a messa regolarmente, solo a Natale e Pasqua: dopo i Sacramenti di comunione e cresima ho fatto qualche campo con le suore della mia parrocchia e poi a 14-15 anni sono sparita. Come il giovane ricco potevo dire di vivere una vita buona: seguivo i valori che i miei genitori mi avevano insegnato e mostrato fin da piccola, ma sentivo sempre più pro-


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Dalla missione fondamente dentro me che “qualcosa mi mancava” per essere totalmente felice. Così ho come sentito la spinta interiore a pregare di più e più profondamente. Ed un bel giorno, attraverso un libro, come quel giovane ricco, mi sono sentita ‘guardata’ e nel panico crescente ho sentito chiaro nel cuore un richiamo: “vieni con me”… La vocazione è sempre un qualcosa di difficile da spiegare a parole perché è un’esperienza che tocca il luogo più intimo e nascosto del proprio essere e perché nel contempo ti mette letteralmente sottosopra. Ti fa vedere il mondo con occhi nuovi, gli occhi di Dio e tutto cambia di prospettiva, che non è più quella umana, ma quella divina. Ma una chiamata esige una risposta. E la mia, come per Giona, è stata NO! Non ero pronta a lasciare quella che pensavo dovesse essere la mia vita, che stavo cominciando a costruire come dicevo io. E per diventare suora poi! Avevo già l’immagine di me stessa chiusa in un convento e l’immagine mi faceva paura. Questa certezza di aver capito il vero senso della

vita e che per me doveva essere diventare suora mi faceva battere il cuore a mille e suscitava una grande paura. Ancora non sapevo che quando il Signore chiama è sempre per aprire un orizzonte su qualcosa di grande, non per rinchiudere qualcuno in un piccolo spazio; è per riuscire la vita di una sua creatura, non per schiacciarla. E per far fiorire e sviluppare al massimo le potenzialità che ci sono in noi, non per tarpare le ali. Insomma, era per darmi quello che mi mancava e che io cercavo disperatamente per essere felice. Aveva affinato il mio carattere e le mie attitudini umane per arrivare a quel giorno. Io, ad esempio, volevo lavorare all’estero in un’agenzia non governativa. Il Signore ha sublimato tutto quello che il mio cuore desiderava, ma chiedendomi di farlo non da sola, ma con Lui e per Lui. Ma io ho detto no. Suora no! Ed ho lottato per 3 lunghi anni con Lui. Ricordo bene come mi ha rincorso in quei tre anni. Era sempre presente. In modo delicato e silenzioso, ma sentivo in me


27 la sua potente presenza ed una continua tensione verso di Lui. Ma io avevo paura a lasciarmi andare. Lasciare tutta quella che era stata la mia vita e la mia famiglia per lanciarmi in questa avventura ignota… Così uscivo, stavo tra la folla, con la gente, perché da sola, nel silenzio e nella solitudine la sua voce era fortissima. Sapevo che mi chiamava, non si arrendeva mai: credo di aver visto più suore in giro in quel periodo che in tutta la mia vita. Persino alla televisione e in un cartone animato! Era come essere circondati. Il salmo lo dice bene: “Dove nascondermi da te, tu sei ovunque”. Per la prima volta, non stavo bene con me stessa, perché lì, nella verità del mio silenzio, mi chiamava quasi in un sussurro, come a dire “io sono qui con te, se vuoi”. Ma io, come Giona, fuggivo sempre, sceglievo sempre di scappare altrove e mai Lui. E non è stata mai una buona scelta. Niente aveva più senso, nè gusto. Non sentivo niente, perchè niente più di quello che facevo prima mi dava gioia: stare con gli amici, andare a una festa, leggere, ascoltare musica, studiare... Era come vivere la vita di qualcun’altro. E in fondo era così, perchè rifiutavo la mia vera vita che era con Lui. Un giorno però tutto cambia. Passo davanti ad una chiesa e invece di voltare la testa altrove, come facevo di solito, sento salire nel cuore una grande commozione. Un pensiero mi attraversa come un fulmine: Dio, questo Dio, che è Signore e Creatore di tutte le cose, vuole me. ME. Una delle centinaia di migliaia di piccole sue creature. Dio vuole me, che lo rifiuto continuamente. E mi rincorre come la cosa più preziosa, mi sta accanto, sempre, con un’umiltà che solo Dio può avere e che non avevo mai creduto potesse esistere a questi livelli. E mi sento preziosa, unica, bella, amata come mai prima. Desiderata oltre ogni

limite. Ho avuto come l’impressione che non si sarebbe mai stancato di rincorrere il mio amore, anche se lo avessi rifiutato fino all’ultimo giorno e che mi avrebbe inseguito fino alla fine del mondo. E mi è stato chiaro che nessuno, mai, avrebbe fatto lo stesso per me. Credo che una volta nella vita si faccia l’esperienza dell’incontro con l’amore assoluto e gratuito di Dio, che è così per ogni sua creatura. Ognuno di noi è amato e rincorso così. E bisogna assolutamente farne esperienza per poterla trasmettere a chi ancora non lo sa. Siamo “corteggiati” da Dio, siamo grandi perché siamo così tanto amati. Questa presa di coscienza è stata un tutt’uno con la volontà di dirlo a tutti: io l’ho incontrato e mi vuole bene. Ho sempre pensato alla missione come un aiutare l’altro a rendersi conto dell’amore personale e assoluto di Dio per ognuno di noi. E ho detto SI. Sono entrata in quella chiesa, vuota di pomeriggio, ho pianto, ho chiesto perdono, ho ringraziato e vissuto il quarto d’ora più felice della mia vita. Un momento di gioia enorme e di consapevolezza chiara, con l’impressione di aver afferrato il senso della vita. È a questo ricordo che attingo nei momenti difficili. Dio mi ha scelta, benedetta, voluta. Questo sì liberatorio non ha fatto di me qualcosa di diverso, ma ha messo il sigillo di grazia su quella che ero. Ed è stato l’aiuto per tutti gli altri sì che ho detto dopo. L’entrata in postulato dalle suore NSA, il noviziato in Costa d’Avorio, la prima missione a Gagnoa ed ora il rientro per una nuova missione. Ogni tappa è stata per me sempre una conferma della promessa di Gesù di avere il centuplo. E per questo sono qui a scriverlo. Il rischio di dire sì a Dio è il rischio di essere felici. Perché Dio non si lascia mai battere in generosità. Sr. Giuliana Bolzan, NSA


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Dalla missione Dal Messaggio del Santo Padre Francesco per l’88ª Giornata Missionaria Mondiale «La gioia del cuore e la Vangelo riempie il vit che si inc a intera di coloro ontrano c on Gesù. Coloro ch e si da Lui son lasciano salvare o li dalla triste berati dal peccato , zza, dal v uo interiore, dall’isolam to en Con Gesù Cristo sem to. pre nasce e rinasce la gioia» (Esort. ap . Ev gaudium, angelii 1). e scaturisc l Vangelo e a d ll a ia d io e g La risto tro con C dall’incon con i poveri. ne ità condivisio ertanto le comun p , io ni e i Incoragg ssociazio a a le , li ia parrocch ntensa vit ivere un’i more a v a i p p gru ull’a fondata s gni dei più fraterna, iso b i a ttenta ore, Gesù e a gioia, ferv , ’è c e v o D . li altri disagiati Cristo ag re a rt o p i . voglia d i genuine vocazion o n o rg o s

…il S ig disce nore inviò poli, a i setta d n e nei villag ue a due, tadue gi, ad nelle che il città an R vicino egno di Di nunciare o si e e prep ra fat all’inc arand to o o comp ntro con G la gente es iu annun to questa m ù. Dopo av er cio, i ission d pieni di gio iscepoli to e di rnaro ia: la domin no gio a e indi nte di que ia è un tem sta pr menti a im c missi onaria abile esper a ienza .

gioia rubare la i c o m ia c invito Non las zione! Vi a z z li e g n del dell’eva nella gioia i rv e rg e ad imm tare un ed alimen minare la Vangelo, illu grado di . amore in missione e e n io z a c o v vostra

I dis lasc cepoli dall iano a sono c f ’ dal amore ferrare oloro c f he u d se i il R oco dell Gesù e mpre si egn por ap ma più a t o di Tutt atori d Dio, p ssione rcare e chia i i disc ella gio r esse per e m re i p a d dell ati a oli d el S el Van ’eva d a nge lime igno gelo n . lizz r azio tare la e son o ne. gioi a

i modello d ile e A Maria, m u e n io zaz evangeliz lgiamo la nostra vo gioiosa, ri erché la Chiesa ,p ra ie olti, una pregh asa per m renda c a n u ti diven poli e o r tutti i po madre pe ascita di un nuov n la e il ib poss mondo.


La vocazione del custodire… la bellezza del creato I

mmaginiamo di arrivare dall’alto alla fattoria, sulle ali di un airone cinerino o di un’anitra selvatica. Come li osserviamo spesso fare, virano al ponte strallato sull’Adige fra Badia Polesine e Piacenza d’Adige, seguono il fiume per 500 metri e atterrano nei pressi della golena. Fra rettangoli verdi, gialli o color dell’oro a seconda della stagione, fra poderi e filari di meli o peri, ecco apparire a ridosso del bosco di acacie, ailanthuses e sambuchi, un grande gazebo giallo, tre costruzioni di legno, sei spaziose ellissi disegnate da piante, luccichii d’acqua e sentieri tracciati o alberati, macchie di colore, piccoli spazi a prato: il Boschetto delle Lepri. È un luogo tranquillo, immerso nella campagna della bassa Padovana, al confine tra le provincie di Padova e Rovigo. Nelle immediate vicinanze si può andare a piedi o in bici sugli argini spaziosi seguendo il fiume fino al mare, oppure alle città murate di Este, Monselice e Montagnana, verso i colli Euganei o Berici, in visita alle abbazie di Carceri e Vanga-

dizza. È una Fattoria Didattica ma non ci sono animali in gabbia (chissà perché pensando alla didattica molti pensino automaticamente agli animali …), soltanto selvatici e liberi: lepri, come dice il suo nome, fagiani e molte specie alate. Le parole chiave da noi sono altre: in ordine alfabetico e con la lettera maiuscola: Acqua, Cultura e Multicultura, Permacultura, Salvaguardia del Creato. Cominciamo con ordine: Acqua… non c’è che acqua… sopra, sotto, dentro e fuori, invisibile, che si fa aspettare o che non arriva mai, abitata e preziosa: i bambini, anche piccoli, sono incantati dagli stagni (che abbiamo scavato noi per raccogliere l’acqua piovana e ridare vita a una porzione di terra sabbiosa che non poteva, altrimenti, essere coltivata), dalle scoline, dal vecchio Fontanazzo (una sorgente antica che zampillava appunto come una fontana, prima che negli anni Settanta importanti lavori sull’Adige bloccassero la falda acquifera). Sono incantati quando scoprono che l’acqua è bagnata (che scoperta, vero…? Ma

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Adesso parliamo noi ai piccoli serve semplicità ed essenzialità e il resto lo fanno da soli) e quindi se si tocca l’erba ed è umida, vuol dire che c’è la rugiada. Sono incantati quando guardano a pancia in su il passaggio e il movimento delle nuvole. Sono incantati quando osservano l’acqua che scende dal rubinetto finché si lavano i denti: invece di sparire nello scarico facciamo in modo che la vedano riempire una grande bacinella; è tanta, dicono, troppa quando capiscono che se finisce direttamente nel lavandino non la si può più riutilizzare e va sprecata. Cultura: il semplice sapere contadino ha radici sagge e antiche; se vuoi piantare un certo seme, vederlo attecchire e prosperare devi sapere esattamente quando farlo (in luna crescente, calante, fra un certo Santo del calendario e un altro, ecc.) e questo può essere diverso a distanza solo di 10 chilometri di qua e di là di un colle o di un fiume. Ma siamo nel 2014 e non si può prescindere dalla modernità (non quella che ti fa irrorare un pesticida o un diserbante, o servirti di sementi geneticamente modificate che non si ammalano ma che non puoi riprodurre): la modernità che mette in rete il sapere di sperimentatori, di pionieri dell’agricoltura, di filosofi della terra e che porta sviluppo sostenibile e accettabile per tutti: per noi che abitiamo qui, per gli altri cittadini italiani come per gli abitanti del Sud del mondo. Questa è la cultura che ci interessa e di cui vogliamo innamorare i nostri visitatori adulti. Multicultura: nel bosco ci sono alberi vecchi e scricchiolanti dalle grandi chiome, alberi adulti forti ed agili, piccoli polloni fragili, ci sono arbusti e fiori e rampicanti, funghi e more, piccoli animali selvatici e uccelli e insetti e bisce. Nessuno semina, nessuno raccoglie, nessuno annaffia eppure tutto prospera e ciascuna

specie vi trae nutrimento, protezione, riparo. Le varie specie animali o vegetali dividono lo stesso territorio e bilanciano le necessità e le stagionalità della loro vita: i bambini afferrano facilmente il concetto per esempio quando vedono l’orto in cui convivono, fianco a fianco nelle assolate giornate estive, la prosperosa pianta di pomodoro e il delicato basilico. E per grandi e piccini aggiungiamo tutto quello che può insegnare la multiculturalità della danza: danze da tutto il mondo e da fare tutti insieme a tutte le età e tutti per mano; la danza è stare insieme come le diverse anime del Bosco. Permacultura è una parola che ne unisce tre ovvero Permanente, coltura e cultura: una coltura permanente che diventa Cultura Permanente (no a lavorare il terreno troppo in profondità, no alle coltivazioni intensive, no alle mono coltivazioni ettaro su ettaro, si all’uso solo di materiale organico per la concimazione o per tenere sotto controllo i parassiti, si a coltivare per “assonanza” botanica (come dire ci sono simpatie fra fiori, frutti e ortaggi e chi sta bene assieme lavora meglio e produce di più), si a piante tradizionali della zona o utili per il lavoro del contadino e quante più possibile e di più specie diverse. È un termine elaborato dall’australiano Bill Mollison negli anni ’70, ma deriva da un’intuizione agli inizi del secolo scorso del giapponese Fukuoka e sviluppata negli anni ’50 dalla spagnola Emilia Hazelip. Conservazione del Creato: ci basterà dire che Papa Francesco, quattro giorni dopo l’elezione al soglio pontificio, il giorno di s. Giuseppe 2013 disse “… la vocazione del custodire non riguarda solo noi cristiani: ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti.


31 È il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel libro della Genesi e come ci ha mostrato San Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo …”. In occasione della 9ª giornata della custodia del creato, celebrata il 1° settembre, la CEI ha diffuso il documento “Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri paesi e delle nostre città” in cui si afferma “… l’accresciuta consapevolezza del dono ricevuto da Dio ci spinge a garantire un ambiente sostenibile, per noi e per i nostri figli, nella gioia di godere della bellezza del giardino perché: … mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha tanto strettamente uniti al mondo che ci circonda… - (E G 215) È importante che nessuno resti spettatore, ma tutti attori, vigilando con amore, pregando intensamente lo Spirito di Dio, che rinnova la faccia della terra e accrescendo la cultura ecologica… Siamo in un tempo di crescente consapevolezza ecologica. I giovani poi ne sono sentinelle vigili ed efficaci. Con loro e con lo sguardo negli occhi dei nostri bambini possiamo ancora sperare a spazi di armonia, di vita buona e di benedizione leggendo insieme un brano del profeta Osea: “E avverrà in quel giorno – oracolo del Signore – io risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; la terra risponderà al grano, al vino nuovo e all’olio e questi risponderanno a Dio” Os 2, 23-24). Questo il nostro progetto: la cura di una piccola frazione di terra, parte del grande pianeta Terra, affidataci come un lascito. Un prestito di cui dovremo, un giorno, rendere conto. Mara e Nando


32

Adesso parliamo noi

LA TENDA DELL’INCONTRO

I

n occasione della consueta Festa Missionaria SMA-NSA 2014 svoltasi nei primi due weekend di Settembre, come novità di quest’anno abbiamo pensato di allestire una tenda che fosse l’INFO POINT per tutti coloro che si trovavano a passare. Lo scopo era quello di far conoscere le attività che la comunità missionaria di Feriole propone per il nuovo anno 2014/2015 e anche un luogo dove venisse spiegato, a chi veniva per la prima volta, dove si trovavano, chi abitava quella casa, grazie a chi e dove fossero nati i due istituti religiosi (SMA e NSA) che vivono in quella casa in fraternità. La decisione di chiamarla poi anche LA TENDA DELL’INCONTRO è ma-

turata man mano che ci preparavamo e che si chiariva sempre più in noi l’idea di quello che volevamo fare con questa tenda. Ci è sembrato che usarla solo come punto informazioni fosse troppo riduttivo e freddo, anche perché, in effetti, lo scopo vero per noi era conoscere e incontrare persone nuove che, a prescindere dal motivo per cui si trovavano a passare di là, si sentissero “aspettate” e accolte. Nostro desiderio era proprio

quello di trasmettere a tutti: il nostro calore, la nostra gioia, il nostro spirito fraterno… in una parola il nostro essere testimoni gioiosi di Cristo che attende pazientemente il momento giusto per farsi incontrare. Da qui nasce allora il nome che abbiamo poi dato a questo stand…LA TENDA DELL’INCONTRO… Diciamo che sotto questo profilo gli incontri sono stati numerosi e alcuni anche molto significativi. Le persone che si sono sentite attese e accolte, come avessero un appuntamento importante con la casa, si sono aperte e il dialogo è andato ben oltre alle semplici presentazioni o consegna dei vari depliant o riviste. L’idea era anche quella di utilizzare questo spazio per organizzare Incontri, con la I maiuscola, con i nostri padri o le nostre suore e le persone che frequentavano e/o frequentano la casa per ascoltare le loro testimonianze, le loro storie di vita missionaria vissuta in Africa, i fatti e le vite di tanti fratelli di fede africani, i problemi che maggiormente incontrano nel loro servizio, cercare di capire meglio le necessità di questi popoli e cosa anche noi, laici missionari, che viviamo qui, possiamo fare per aiutare o collaborare con le chiese locali e africane per accrescere in noi lo spirito missionario. La tenda dell’incontro chiude la festa SMA con un bilancio sicuramente positivo, con tanti amici e amiche nuovi, conosciuti, ascoltati e invitati a ritornare, a tutti sottolineiamo che l’incontro, quello vero nella comunità SMA-NSA di Feriole, è di casa! Ci rimane nel cuore l’entusiasmo e la convinzione che sia una strada su cui continuare a camminare e a riflettere per poterlo proporre anche l’anno prossimo. Alzati, …andiamo insieme! Daniela e tutta l’Equipe della Tenda


appuntamenti

di Airuno (LC)

Casa di Animazione Missionaria Vocazionale

INCONTRARE GESù È IL GRANDE TESORO

(Papa Francesco)

PROPOSTE 2014-2015 Per giovani dai 18 anni in su • Giornate di convivenza NSA (per una lettura missionaria dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium attingendo dalla spiritualità di P. Agostino Planque, Fondatore delle suore NSA) 28-30 novembre 2014 Chiesa in uscita… Madre dal cuore aperto (E.G.1) 27 febbraio-01 marzo 2015 Tutto il popolo di Dio annuncia il Vangelo … Un popolo dai mille volti (E.G. 2-3) 29-31 maggio 2015 Uniti a Dio ascoltiamo un grido… Il dono di Gesù al suo popolo (E.G. 4-5) • Incontri NSA-SMA (Ogni seconda domenica del mese) “Alzati, andiamo insieme. Il bene che c’è tra noi è dono per il mondo” INFO: Animazione Missionaria Via Solaro, 17 Airuno 23881 AIRUNO (LC) Tel. 039. 9943 080 ⋅ Cell. 3351678136 martinanda2002@yahoo.fr ⋅ padregiampiero@gmail.com

appuntamenti

COMUNITà NSA

PROPOSTE AM - FERIOLE Scuola della PAROLA Approfondiamo il tema dell’anno con un percorso sulla Parola di Dio con taglio esperienziale e comunitario. Ogni terza domenica del mese dalle 16.00 alle 19.00 a partire dal 19 ottobre Per rimettere al centro della nostra vita la Parola, con testimonianze, condivisione e preghiera. Testo biblico di quest’anno: la Seconda lettera ai Corinzi Io Sono Con Voi La Parola viene consegnata, seminata nelle nostre vite, perché porti frutti, con un tempo di preghiera, adorazione. Ogni primo lunedì del mese a partire da lunedì 6 ottobre ore 21.00. Gag Il Gruppo Ad Gentes (Gag) è rivolto ai giovani che desiderano maturare una scelta missionaria, qui e altrove. Con la possibilità di confrontarsi in gruppo e di avere un accompagnamento personale. Il Gag prevede anche, per chi lo desidera, un’esperienza estiva in Africa. Il secondo week-end del mese a partire dal 8-9 novembre (ritrovo sabato sera alle 18.00)

Africa Film Cineforum per meglio conoscere i mille volti dell’Africa, la ricchezza delle sue culture e le problematiche attuali Mercoledì sera alle ore 21.00 I Care È un percorso di formazione per i giovani, animatori e non, che mette al centro la Parola condivisa e che ci porta a conoscere, vagliare e giudicare alcuni aspetti del mondo e del vivere giovane. Questo percorso prevede un incontro ogni prima domenica del mese Il primo incontro: 1 novembre 2014 Sankofà Uno sguardo al passato per ringraziare e uno al futuro per dire di si! Incontri sulla spiritualità missionaria e sul carisma missionario della nostra famiglia SMA-NSA. Coro “Le Voci dell’Anima” Cantare e pregare sono i due polmoni del coro per un respiro internazionale Ogni mercoledì sera alle ore 21.00 Viaggio in Africa Un mese in africa con i missionari, per uno scambio culturale ed ecclesiale, per conoscere, lasciarsi provocare, amare, imparare a condividere. Agosto 2015 - Costa d’Avorio Preparazione: aprile-maggio-giugno 2015 INFO: Comunità Missionaria SMA-NSA Feriole Via Vergani, 40 35037 Teolo (PD) Tel. 049 99 00 494 ⋅ smansa.feriole@gmail.com


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Rivista Trimestrale Anno 27

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N° 3_2014  

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