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issue 1 - 2013

N’est pas

un magazine all this is unusual blog

“Often a sweetness comes

(probably just wanted to observe)” -Stephen Dunn-


PHOTOGRAPHYY

{

I THINK

06. LET IT FLOAT IN POEM by Sparrek 18. GARDENHEAD by Ana Mercedes

monde.mode snaps

26. LOVELY MELANCHOLY LIMBO by Akos Major 34. EARTHLY PLEASURES by Amanda Jasnowski 40. LE POIDS DU DESTIN by Alessandro Jommi

photo story

{ { AND NOW

ONCE UPON A TIME 44. NEW TALENT. by Giuliana Corona 46. UTOPIA. walKing in a dream

ISSUE

1

{

{

P

52

M

_by

54

typ po

_by

56

m fo

EVE

64.FASH

#1.glam #2.bac #3.grun fatal at (welco #4miss

ph by Gab


{

BALANCE 60.music.

_some records are better than others by Enrico Molteni

62.EXPOSURE.

_ride distance for voice synth and hopes

PERSPECTIVES

2.art.

Moleskine

y Giuliana Corona

4.architecture.

pographical oetry

y Silvia Del Vesco

6.design.

music is medicine or the soul

ERGREEN

{

.by Federico Pevere

N’est pas

un magazine all this is unusual blog

n p u m a g a z i n e . t u m b l r. c o m

a project of.

Silvia.Del.Vesco

contributors.

Alessandro Jommi Amanda Jas Ana Mercedes Akos Majo Enrico Molteni Federico Pevere Giuliana Corona Sparrek

HION STORY.

m:devo david! p.70 ck into the sea p.72 nge: ttraction p.74 ome to the (20) 90s) s world p.76

briele diMola

illustration.

shoo ting

Christian Inkpen

translators.

Annarita Facchinutti Veronica Cozzi Michele Lori

photo.Cover.

by Ana Mercedes


1 all this is unusual blog

i think photography

NEW TALENTS UTOPIA

&


1

MONDE.MODE S APS &

N

once upon a time and now


“

LET IT FLOAT IN POEM

ph: -_Kylli Sparre

{

think.photographyy

BIO.

After years of training to become a professional ballet dancer, artist Kylli Sparre realized it wasn’t the path for her and instead channeled passion for dance into photography and image manipulation. The influence of her past career is immediately apparent when viewing her conceptual photographs that depict posed figures, taunt with energy, at the peak of choreographed motion. You can follow her work over on Facebook, Flickr and prints are available by request.

INFO.

sparrek.org


sparrek.

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think.photographyy


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think.photographyy


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“

I had a beautiful friend And dreamed that the old despair Would end in love in the end:

W.B. Yeats


“

BIO.

Ana Mercedes, born 1991, is a fine art and portrait film photographer based in Austin, Texas

INFO.

ana-mercedes.com

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model: Trinity Reign styling: Shari Gerstenberger wardrobe: Charm School Vintage medium: SLR Minolta X-700 & SLR Canonet 28

GARDENHEAD

ph:Ana Mercedes


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“

BIO.

Akos Major born in 1974, Hungarian photographer. Graduated in 2001 from Moholy-Nagy University of Arts and Design (MOME) in Budapest, Hungary with a degree of Visual Communications. After working for ten years in an AdAgency, left the industry in 2010 to work as a freelance designer. Some of his photographs are available in signed and limited editions. Akos is currently living in Vienna, Austria.

INFO.

akosmajor.com

{

LOVELY MELANCHOLY LIMBO

ph:Akos Major


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21 year old artist & photographer originally from northeast Spain currently located in Brooklyn, NY.

INFO.

amandajas.com

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BIO.

GREETING FROM UTOPIA

“

ph: Amanda Jasnowski


“Greetings from Utopia�

was shot in Los Angeles in February(2013). It features friends painted head to toe in color, and represents the love both Amanda and Jimmy have for the colorful, surreal dreaminess that is LA. Special thank you to Forrest Perrine, Caitlin Randolph, Alison Brislin, Samantha Cornwell & Sage Price. Also to Elizabeth Weinberg for letting us use her beautiful backyard!

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think.photographyy


by

ALESSANDRO JOMMI ph

ALESSANDRO JOMMI translations by

MICHELE LORI E VERONICA COZZI

{

[…]Lasciate una città a sé stessa e questa sarà invasa dalla natura che se la riprenderà feroce, da liane e radici che la strozzeranno.

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LE POIDS

DU DESTIN


L’argomento impone un accostamento che, all’apparenza, potrebbe risultar banale. Prendete una madonna iconica, in un momento cruciale della cristianità, l’Annunciazione misterica della natività vergine. Contrapponetela (o contaminatela) con un’altra immagine iconica esteriore, edonista, vagamente porno e altamente pregnante, ove il grembo materno e per l’appunto fianchi e inguine e sesso e dolcezze sono avvolti da mutandine rosa da teenager ultrapop. Il tutto, su uno sfondo geometrico che dovrebbe ricordare le astrazioni di Bisanzio. Beh, fuffa millenaria di sacro e profano, uno potrebbe obiettare. Ma la cosa si complica e la rappresentazione e pure la cerebralità e i concetti sottesi. Perché la madonna in questione è la bellissima Vergine gotica di Simone Martini (incalzata da un arcangelo serpente dalla strana “bellezza perversa”), pura raffinatezza lineare. E l’espressione del suo volto, che si scosta dall’angelo che annuncia la terribile notizia, impaurito (?), altero (?), pudico (?), imbronciato (?), reca in sé, nel suo senso più alto, tutto il peso di un destino e della consapevolezza. Quello sguardo è vuoto o interiore, colmo di pena e apprensione, già distaccato, come disgustato.

Quale peso affligge la consapevolezza della nostra Madonna? Certo, la rivelazione spudorata di un destino troppo grande e dis-umano, la verità ingrata di una concezione immacolata, l’amarezza di un’astrazione teologica. Ma –e non v’è del pari dubbio- anche quello, equivalente a veder oltre, della propria ineludibile sessualità, di quel perenne sguardo maschile (teologico o meno) sull’intimità che si asconde, sulle curve dei fianchi, grandi e piccole labbra, vello lisciato e curato o rigoglioso o zac…e così via (e come sarà quello esaltato dalle semitrasparenti mutandine rosa? l’Autore immagina una conchiglina all’occorrenza perversa e sgualcita, circondata da riccioletti vogliosi). L’era esibizionista e sfrontata, il battito youporn…non sposta il concetto: lo ribadisce, quasi lo globalizza. Estende anzi alla donna quello sguardo maschile, lubrico, di desiderio feticista. E mentre lo sguardo maschile è sempre più disvelato e fiacco, quello sovrapposto femminile si annuncia invece nuovo e sfrontato, sconcio, esigente, ossessivo e pervasivo. Ma nuovo non è, poiché appartiene alla notte dei tempi e liberate, liberate Vossignori la sessualità femminile e la sua potenza ancestrale e vedrete quanto è cosa perigliosa. La storia priapica lo sa. Anche questa consapevolezza e il destino che ne segue, d’esser donna e fiera puttana, è un peso non da poco. Questo si vuol dire. La fotografia non contrappone sacro e profano, dunque, ma rivela e esalta il doppio destino ambivalente, quello d’esser, nell’eternità, sposa immacolata-madre vergine e insieme femmina spudorata, sessualità vorace e insaziabile e ci dice che entrambi i destini hanno un peso e un mistero. Questa dicotomia apparente, che sarà un bel giorno sanata (e quel giorno, prima della generale consunzione dell’umanità, la donna avrà raggiunto un’armonia ragguardevole) non è però il punto maestro, e non deve imbrigliarci più di tanto, sia pur emotivamente. E’ un semplice punto di partenza -diremo- assodato. Quel che interessa davvero è ciò che il tempo o la materia misterica han fatto nello specifico e in modo del tutto arbitrario. Non si spiega, ma tuttora in modo oscuro quella madonna donna allontana il proprio sguardo, accresce l’astrazione. Il sesso è chiu-

think.photographyy


so, lontano, remoto, impolverato, come se un ragno paziente e millenario vi avesse teso sopra la sua ragnatela. Pazientemente, un tempo infinito e immoto tesse fili, il tempo stesso reca segni tangibili di privazione. Lacci, non più invisibili, si affollano su quel sesso negato. Il tempo infibula. La sostanza arcaica di quei segni o fili non pregiudica tuttavia una remota sensualità. Lasciate una città a sé stessa e questa sarà invasa dalla natura che se la riprenderà feroce, da liane e radici che la strozzeranno. La poe-

think.photographyy

tica che si propone o erompe è quella di un generico incubo postmoderno pop, ecc. ecc. Irrompe infine il dubbio d’una verità superiore, che s’asconde, un senso generale di consunzione e ceneri incombe sul destino umano e sovrumano. Sacrificio, estasi, misticismo, paganesimo. “Accumulons l’irréparable - dice Laforgue renchérissons sur notre sort. Tout n’en va pas moins à la mort. ... Y a pas de port”


The argument requires an approach that, apparently, could be trivial. Take an iconic Madonna, in a Crucial moment of Christianity ,the mystery of the Annunciation of the Virgin Nativity. Then compare it with another iconic image outward, hedonistic, vaguely porn and highly meaningful, where the womb and indeed hips and groin and sex and sweetness are wrapped in pink a panties of a teenager ultrapop. Everything, in a geometric background that should remember the abstractions of Byzantium. Well, a thousand year crap between sacred and profane, one could argue. But the thing is complicated and also the representation and the cerebral and the concepts underlying. Because the Madonna is the beautiful Gothic Virgin by Simone Martini (hooked by an archangel snake with a “perverse beauty”), pure linear sophistication. And the expression on his face, which deviates from the angel announcing the terrible news, afraid (?), Proud (?), Modest (?), Sullen (?), Carries in him,, in him highest sense, all the weight of a destiny and awareness. That look is empty or interior, full of pain and apprehension, already detached, as disgusted. Which weight affects the awareness of our Madonna? Of course, the shameless revelation of a destiny too big and un-human, the truth ungrateful of an immaculate conception, the bitterness of theological abstraction. But – there’s no equally doubt about it – also the one, similar to foreseeing, of the weight of her own unavoidable sexuality, the weight of the incessant male glance (theological or not) on the intimacy that tries to cover itself, on the curves of hips, labia majora and minora, fleece smooth and well tended or luxuriant or snip .. and so on (and how will be the one enhanced under the semitransparent pink panties? The Author picture himself a small shell, capable if need be, of becoming perverse and pampered, surrounded by short feisty kinky hair). Our exhibitionist and shameless age, the youporn beat .. doesn’t alter the notion: if any, it reiforces it, makes it global. It rather extends that sleazy glance of fethicist desire, first pertaining to men, to women alike. And while the male glance is more and more

unveiled and dull, the overlaid feminine one announces itself instead as new and bold, filthy, demanding, obsessive, pervasive. But new, that it is not, in fact it belongs to dawn of time, and try to release, release, my dear gentlemen, female sexuality and his ancestral power and you’ll see what a dangerous thing that might be. The history of Priapus knows something about it. And this awareness too, and the destiny carried within, to be woman and fierce whore, it’s no little burden. This is what was meant to say. Therefore, the picture doesn’t just juxtapose the sacred and profane but reveals and highlights the double ambivalent fate: to be, eternally, immaculate bride -virgin mother, and, at the same time, shameless feminine, voracious and insatiable sexuality and it tells us that both destinies carry a weight and a mistery to them. This apparent dichotomy, that one fine day will be cured (and that day, before the general consumption of humanity, women will have achieved a considerable harmony) is not the main point and we won’t let it hold us back much, not even emotionally so. That is just a starting point – we will say – an ascertainty. What is indeed worthy of interest is what time, or the mistery matter, did in particular and how arbitrary so. It cannot be explained but still somehow that madonna woman turning her look away, increase abstraction. Sex is closed, distant, remote, covered with dust, as if a patient thousand-year old spider weaved its web upon it. Painstakingly, a perfectly still and never ending stretch of time weaved its strands, time itself bears the tangible marks of deprivation. Strings, not invisible anymore, swarm upon that denied sex. Time infibulates. The archaic substance of those signs or strings however doesn’t jeopardize a remote sensuality. Leave a city to itself and it will be regained by nature, taking it back with ferocity, with creepers and roots that will strangle it. The poethic that proposes itself - or erupts - is the one of a generic postomodern pop nightmare etc. Eventually the doubt of a higher truth that covers itself bursts in, a general sense of consumption and ashes loom over the mundane and otherworldly fate of humankind. Sacrifice, rapture, mysticism, heathenism.


by

GIULIANA CRONA translations by

Moleskine e per i meno mainstream: agendina no-

logo rilegata possibilmente a mano e con copertina monocroma rigida. Diciamo la verità, averne una è ultimamente diventata una necessità a cui difficilmente un creativo, o presunto tale, rinuncia. Appuntare nomi, pensieri, disegni, idee: le Moleskine sono il supporto perfetto del brain storming quotidiano. Nonostante ci sia chi storce il naso e le considera ormai eccessivamente modaiole, c’è da riconoscergli un merito, e cioè l’aver effettivamente contribuito a dare una più forte dignità artistica alla fase di progettazione, importante in questa contemporaneità dove l’espressione si è fatta altamente concettuale. La bozza, l’evolversi dell’idea, il disegno a mano libera, sono diventati fondamentali. Vanno inseriti nel portfolio, e devono essere esteticamente interessanti, affascinanti. Tanto quanto il progetto finito.Il processo di creazione è già arte. Molti sono i giovani grafici che usano le pagine bianche di questa storica agendina trasformandole nel perfetto supporto per le loro produzioni. In una contemporaneità fatta di voyeurismo alla facebook, anche la dimensione privata ed intima tipica di un’agenda, diventa uno spazio artistico pubblico. Nella moda e nell’arte c’è chi ha lavorato e sperimentato proprio partendo dal concetto di conservare immutato nell’opera finita quel fresco e inimitabile sapore tipico della “nonfinitezza” della bozza.

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ANNARITA FACCHINUTTI VERONICA COZZI

ONCE UPON A TIME AND NOW

NEW.TALENT MOLESKINE.

la dignità in una bozza the dignity in a draf

Moleskine and for the less a mainstream: no logo black book possibly hand bound and with mono-

for info pres. Elvira T-Hart elvirathart.com Anita Hirlekar anitahirlekar.com facebook.com/anita.hirlekar The Official Moleskine website moleskine.com

N.B.

taccuino

diffusosi

in

XIX secolo e l’inizio del XX secolo grazie al lavoro artigianale. Divennero noti perchè testimonianza, ancor oggi detenuta da gallerie e musei, dei più noti artisti e scrittori come: Oscar Wilde, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, Ernest Hemingway e Henri Matisse.

think.photographyy

crhome cover. Lets say the thruth, having one, lately has been more a necessity for a creative person, or whoever pretend it to be, hardly waive. Pin names, thoughts, draws, ideas: Moleskines are the perfect support for the daily brain storming. Although there are those people who turn up their noses and consider them extremely fashionable, we have to gain them the merit though, that having actually helped to give more art dignity at the design stage, very important in this contemporary where the expression is extremely conceptual. The draft, the evolution of the idea, freehand drawing, have become foundamental. Should be included in the portfolio, and they must be esthetically interesting, fascinating. As much as the ended project. The creation process is already art. There are many young graphic deisgners who use the white pages of this historic little black book turning them into the perfect support for their productions. In a contemporaneity made of voyeurism to facebook, also the private and intimate atmosphere, it became the public artistic space. In fashion and in arts there is who has worked and experienced beginning from the concept of conserving in the final work that freshness and inimitable flavour of the unfinished draft.


Elvira

T-Hart,

Anita

Hirlekar,

vventiquattrenne olandese diplomata alla Royal cessivamente alla Rietvield Academy di Amsterdam, è riuscita a coniugare la sua passione per il disegno e quella per la moda. I suoi magistrali quando si trasformano in abiti tridimensionali, conservano ogni singolo tratto tracciato. Il risultato? Leggerissimi abiti stampati a laser che sembrano disegni bidimensionali.

designer islandese. Grazie alla sua laurea conseguita alla Central Saint Martins di Londra, ha potuto presentare “The Hand-Feted Collection”: suggestiva collezione realizzata attraverso il metodo dell’handfelting, che spinto agli estremi e applicato a materiali più disparati come seta, maglia, pizzo, le ha permesso di creare abiti che, senza nemmeno una cucitura hanno il gusto dei quadri astratti. Le macchie di colore, la texture e i volumi eterogenei ma perfettamente combinati tra loro creano quelle che sembrano reali pennellate di colore.

Elvira

T-Hart,

, Dutch, 24 years old, graduated from the Royal Academy of Fine Arts in Antwerp, and subsequently to Rietvield Academy in Amsterdam, has combined her passion for drawing and for fashion. Her masterful when clothes are transformed into threedimensional, retain every single track section. The result? Lightweight laser-printed dresses that seem two-dimensional drawings.

Anita Hirlekar, Icelandic

designer. Thanks to her degree from Central Saint Martins in London, was able to present “The Hand-feted Collection”: charming collection made by the method of the hand-felting, which pushed to extremes and applied to many different materials such as silk, mesh, lace, has allowed us to create clothes that, even without a seam have the taste of abstract paintings. The spots of color, texture and volume heterogeneous but perfectly combined together create what seem real color brush strokes.

read the Wire Sculptures p.52


frame: The Glow and the Gloom Marie Schuller and Marlon Rueberg

{

DELICATE IMMAGINI, SEGMENTATE, ATMOSFERE SOMMESSE

think.photographyy

ONCE UPON A TIME AND NOW


UTOPIA WALKING IN A DREAM filtrando la realtà e deformandola, aveva come scopo quello di affiancare la fotografia, (considerata all’ora minorità artistica) all’opera d’arte. Sulla base delle “nuove” caratteristiche tecniche del mezzo: obiettivi a scarsa correzione astigmatica e cromatica, deliberata annebbiatura della lente, grande ruolo nell’attenzione per le variazioni della luce e i chiaroscuri. Questa espressione, si rivelerà adattissima alla moda; si inizierà, con essa, a ridurre i confini tra i diversi linguaggi delle arti, introducendo un’impostazione che ricorda i quadri impressionisti ed una visione teatrale facilmente riconoscibile nelle immagini dei suoi esponenti. Pensando a Dietro le Quinte (1897) di Robert Demachy, si ritrova una sbalorditiva somiglianza con il quadro di Degas Lezioni di ballo (187375), non solo nella tecnica ma anche per le soffici gesta dei modelli. Il Pittorialismo entra nell’ordinario moda con le prime fotografie del Adolf de Meyer, divenendo in seguito tecnica portante del Divismo con esponenti del calibro di Edward Steichen, George Hoyningen-Huene, Horst P. Horst e Cecil Beaton. Certo oggi la fotografia non si deve più difendere dalla denomina di non-arte, proprio per questo il Pittorialismo continua a spopolare come tecnica per rappresentare la moda, avvolgendo di morbide sfumatu-

re le pellicole digitali. La netta sinergia tra le arti impressioniste e la visone teatrale iniziata da Demachy si ritrova già nelle ballerine: simboli di fanciullezza femminile, di David Hamilton o nel set foto-cinematografico, per l’Accademia di ballo di San Pietroburgo, realizzato da Deborah Turbeville. Entrambi, insieme a Sarah Moon e Paolo Roversi, sono alcuni degli esponenti più noti della fotografia contemporanea con un evidente accenno pittorico. Tale richiamo al passato è molto apprezzato negli shooting degli ultimi anni, anche in fotografi meno noti e perché no anche in una visione in movimento. Con il digitale si ricerca un clima nebbioso memore del Pittorialismo storico o, perlomeno, una purezza che la pellicola a colori riusciva a dare. Delicate immagini puntiniste, cupe e a volte segmentate, atmosfere sommesse, ottenute da: grana fotografica grossa, particolare attenzione alla luce, contrasti ed equilibri fra bianchi e neri affidati a tenui cromatismi nei toni pastello e ad una deliberata sgranatura dell’immagine. Modelli incantati, avvolti tra la nebbia e bokeh colorati, luci tenue e scatti particolarmente naturali. Si respira quasi una dimensione da reportage, in queste fotografie, capaci di trasformarsi, come appunto esigeva il Pittorialismo, in qualcosa di unico, singolare, volutamente non ripetibili equamente.


UTOPIA WALKING IN A DREAM Pictorialism, as well as union between art and photography,,filtering and deforming reality

, had the aim of accompanying the photograph, (considered back then, minority artistic) work of art. On the basis of the “new “ technical characteristics of the medium objectives for low astigmatic correction and chromatic , deliberate bleary lens , large role in attention to the variations of light and chiaroscuro . This expression will prove to be very suitable for fashion , you will start with it, to reduce the boundaries between the different languages of the arts , introducing a setting reminiscent of Impressionist paintings and a theatrical, easily recognizable in the images of its leaders . Thinking Behind the Scenes (1897 ) by Robert Demachy , we find a stunning resemblance to the painting by Degas Dance Lessons ( 1873-75 ), not only in technique but also for the soft deeds of the models. Pictorialism enters in the ordinary fashion with the first photographs of Adolf de Meyer, later becoming technical backbone of stardom with representatives from the likes of Edward Steichen , George Hoyningen - Huene , Horst P. Horst and Cecil Beaton . Of course today the photograph should no longer defend the designation of non-art , for this reason the Pittorialismo continues to depopulate as a technique to represent

think.photographyy

the fashion, wrapping the soft shades of digital films. The clear synergy between the arts and the Impressionist mink theatrical initiated by Demachy is already outlined in dancers : female symbols of childhood , or in the set of David Hamilton ‘s photography and film for the Academy of Dance in St. Petersburg, created by Deborah Turbeville. Both , along with Sarah Moon and Paolo Roversi , are some of the best known exponents of contemporary photography with an obvious hint of painting. This reference to the past is very much appreciated in the shooting of the last years, even in less well-known photographers and why not also in a vision in motion. With digital you research a foggy climate reminiscent of Pictorialism historical , or at least a purity that color film could give. Delicate images puntiniste, gloomy and sometimes segmented , subdued atmosphere , obtained by coarse grained photographic, special attention to light, contrasts and balances between whites and blacks entrusted to muted colors in pastel tones and a deliberate shelling of the image. Models enchanted, wrapped in fog and colorful bokeh, lights dim and especially natural shots . It almost breathes a dimension to reports, in these photographs, capable of transforming themselves, just as demanded Pittorialismo, into something unique, singular, deliberately non-repeatable equally.


saga sig

alain laboile

taida celi

< tim walker_the lost explorer


DESIGN

try to talk

FASHION ART

&

+

+

+

ARCHITECTURE

perspective “If you want to know more then about beauty, what is it exactly, consult a history of art and you will see that every age has its worship and venerate these (or brats) coming together and compared, out of their ages, are a family of monsters. Is not it beautiful what is beautiful, said the toad toad, but it’s nice what they like.” B. Munari, Art as a profession, 1966.


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SKETCH

rigid and ruthless moleskine perspectives | arts Wire Sculptures by

GIULIANA CORONA translations by

ANNARITA FACCHINUTTI

Nel campo dell’arte lo stesso tipo di concetto è stato sviluppato da artisti come David Oliveira e Gavin Worth. Entrambi utilizzano e modellano in strutture il filo di ferro, che ricorda il tratto sicuro di una mano sapiente e di una matita dalla punta appena fatta. David Oliveira, artista portoghese laureto in scultura e con un master in Anatomia Artistica alla Lisbon Faculty of Fine Arts, esalta l’ossessività del segno che si sovrappone e si stratifica, creando immagini forti, calde, espressione della profondità e della densità dell’emozione. Gavin Worth, nato nel 1981 in Zimbabwe, ha vissuto otto anni a San Francisco ed ora vive al Cairo, dove insegna all’ International American Institute. Produce opere dal segno pulito, preciso. Immagini morbide e poetiche che paiono esaltare la fragilità e la delicatezza dei sentimenti. Queste sculture, che sono visibili solo da una particolare angolazione, sembrano quasi fluttuare al muoversi dello spettatore. perspectives.art


L’arte di David Oliveira e Gavin Worth: fluidi e sinuosi fili metallici per languide figure. The arts of David Oliveira e Gavin Worth: sinuous and fluids wires to languorous figures In the field of the same type of concept has been developed by artists such as David Oliveira and Gavin Worth. Both use and shape the wire, which reminds the sure hand of a wise and from the tip of a pencil just made.

Gavin Worth, born in Zimbabwe in 1981, spent eight years in San Francisco and now lives in Cairo, where he teaches at ‘International American Institute’. Produces works by the sign clean, precise. Soft and poetic images that seem to bring out the fragility and delicacy of feeling.These sculptures, which are only visible from a particular angle, they seem to float to move the viewer.

for info press here

David Oliveira, a Portuguese artist with a degree in sculpture and a master’s degree in Artistic Anatomy at the Lisbon Faculty of Fine Arts, enhances the obsessiveness of the sign that overlaps and is stratified, creating strong images, warm; expression of the depth and density of emotion .

perspectives.design/art


FONTS architettonici caratteri architectural fonts

translations by

MICHELE LORI

perspectives.design

typographical poetry: words perspectives | architecture are living fossils Font come anima del corpo che lo contiene. Come Fonte. Infondo la grafia determina il carattere di chi l’esprime e quando diventa calligrafia lo edifica a tutti gli effetti. Fin dall’origine - i primi simboli - non sono visti solo come mezzo di comunicazione tra esseri, ma pura espressione. Atta ad esternare con tratti idee e pensieri. Inciderle nel tempo. Crescendo il letter ha assunto sempre più rilievo, può benissimo essere la colonna portante di una brand identity. Innumerevoli sono, ad oggi, i caratteri tipografici (manipolati o accarezzati) che si possono contare o usare. Con destrezza i graphic designers danno vita, ancor oggi, ad un’enorme bellezza di precisione ed espressione. Ciò non meraviglia che, con il tempo, questa professione sia divenuta arte degna d’essere esibita. Certo, senza nulla togliere, all’essenza del progetto che precede la creazione del font, la sua architettura che ci permette di leggerlo. -----------------Font as the soul of the body that contains it. As the source. In the same way that someone’s handwriting can tell us lots about her/his type, character and personality when this practice steps up to calligraphy it can enlighten it and build it up on a higher level of representation. Since from the beginnings - the first symbols cannot just be interpreted as a mean to communicate, [a medium] between sentient beings, but they are foremost and primarily a display of pure expression. A way to to convey, through strokes and gestures, ideas and thoughts. [In order] to carve them in time. Nowadays lettering has gained such relevance it can as well be the most important feature of a brand identity design. The number of typefaces for us to manipulate, alter or just polish, is almost infinite. Skilled graphic designers can still give birth to a great deal of beauty and perfection through their work. And it doesn’t strike us that their work, in time, has become elevated to the level of proper art, worthy of being exhibited. Without diminishing the pre-existing content of the project it is meant to convey, font creation has become its architectural foundation, only through which we are fully able to read and understand it.


Carattere: Insieme dei tratti psicologici specifici di ogni persona; nonchè tratto distintivo in ogni singola lettera Set of psychological traits specific to each person, as well as distinctive in every single letter

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jimmyocta.tumblr.com

Paris Typeface by Moshik Nadav

youworkforthem.com Paris Typeface by Moshik Nadav

perspectives.design/art


© farrowdesign.com

“Huh?: Jason Pierce explains every Spiritualized album cover” creativereview.co.uk

“Spiritualized and Farrow: made for each other”

USIC

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sound check

perspectives | design

is medicine for the soul

mtvhive.com

perspectives.

La partnership tra il designer Mark Farrow e Jason Pierce degli Spiritualized ha prodotto alcuni dei design più belli degli ultimi tempi. #1 Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space. Il primo album disegnato da Farrow; l’idea è nata da dichiarazioni di Pierce nel primo incontro di progettazione: “la musica è la medicina per l’anima”. La confezione è una stecca di pillole, ogni blister contiene un CD da 3 pollici con una delle dodici tracce, per essere suonato bisognava spuntare la stagnola. Tutti i crediti e le possibili avvertenze di effetti collaterali dell’ascolto sono riportati su un foglietto illustrativo da medicinale. In seguito l’album è stato ristampato, in edizione limitata, con una nuova versione nera. #2 Songs in A&E Il punto di partenza per la progettazione è stato un insieme di fotografie di Pierce in terapia intensiva, Lui, Farrow e il progettista principale Gary Stillwell , sono stati colpiti dalla bellezza degli innumerevoli aghi (simili ad insetti) sulle braccia di Pierce . Il formato principale è un libro che contiene: cd, fotografie e un poster pieghevole degli aghi. #3 Sweet heart Sweet Light La copertina si legge semplicemente Eh? “The idea is to not do what we did with A&E. What I’m trying to do at the moment is go back to our original intent, which is that the standard issue, the one that everybody gets and is available to everybody, is beautiful. It’s a simple concept. Why isn’t everybody doing that? “


The partnership with designer Mark Farrow and Spiritualized’s Jason Pierce has produced some of the finest sleeve design of recent times. #1 Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space The first album designed by Farrow. The idea came from Pierce’s statement in the first design meeting that “music is medicine for the soul”. The pill style trays for the album, blister contained a 3 inch CD featuring one of twelve tracks which had to be popped through foil in order to be played. All credits were printed onto a medicine information sheet and contained warnings on the possible side effects of listening to the band. The album was later reissued, and a new limited edition black version produced. #2 Songs in A&E The starting point for the design was a set of photographs of Pierce in the icu. He, Farrow and the main designer Gary Stillwell, were struck by the beauty of countless needles (like insects) coming out from the arms of Pierce. The main format is a hard back book containing photographs and a poster of the needles. #3 Sweet heart Sweet Light The cover simply reads Huh? “The idea is to not do what we did with A&E. What I’m trying to do at the moment is go back to our original intent, which is that the standard issue, the one that everybody gets and is available to everybody, is beautiful. It’s a simple concept. Why isn’t everybody doing that? “ perspectives.design/art


all this is unusual blog Lâ&#x20AC;&#x2122;ho visto suonare davanti a diecimila sedie vuote con tutta la passione e la furia che un uomo può mettere in un pugno di canzoni. Come puoi salire su quello stesso palco quando le diecimila sedie sono occupate e non dare il massimo?


blance illustration by

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CHRISTIAN INKPEN

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some records are BETTER THAN THERS

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BALANCE|music

SPARKLEHORSE

Vivadixiesubmarinetransmissionplot 1995 Capitol Records

#1 SPARKLEHORSE Most Beautiful Widow in Town #2 THE BETA BAND Dry The Rain #3 M. WARD Let’s Dance

#4 VILLAGERS Becoming A Jackal #5 TOM WAITS Downtown Train

some records are

by

{

ENRICO MOLTENI

balance.music

than others

I bet you are the most beautiful widow

translations by

This is a heartbreakingly beautiful disc that alternates rural wrenching ballads at pop song fast and distorted. I think that is the contrast between the mood that makes the magic of these 16 tracks. It’s like Vivadixie…could tell better than anyone else what we feel everyday in our daily lives, because we are made of soul and heart. And Mark Linkous knew it because his life was like a roller coaster ride, until his suicide in 2010.

VERONICA COZZI

È un disco di una bellezza struggente che alterna ballate rurali strappalacrime a brani pop veloci e distorti. Credo sia proprio la contrapposizione tra gli umori il luogo dove nasce la magia di queste sedici canzoni. È come se Vivadixie… riuscisse a raccontare meglio di altri dischi quello che proviamo tutti i giorni nella nostra quotidianità, perché siamo fatti di anima e cuore. E questo Mark Linkous lo sapeva bene, dato che la sua vita dev’essere stata come un lungo viaggio sulle montagne russe, fino al suicidio nel 2010.


I ASKED HIM TIME AGAIN / SAY IT OUT LOUD IT’LL BE OKAY

Mark Linkous < COVER ALBUM Sparklehorse Vivadixiesubmarinetransmissionplot

{

si è sparato al cuore nel marzo del 2010 fuori casa di un amico a Knoxville, aveva 47 anni e non ha lasciato lettere. Ha lasciato però molti dischi intensi da cui si intuisce con una certa facilità la sua incredibile sensibilità. He shot himself in the heart in March of 2010 outside a friend’s house in Knoxville, was 47 years old and did not leave letters. However he left many records from which you can image an incredible sensitivity.

INFO.

sparklehorse.com

balance.music


La traduzione improvvisata e splendidamente postmoderna di wikipedia rende onore supremo alle immagini, bucoliche e ciondolanti, e ancora, sudate come viscere ai tempi delle origini umane, confuse nella loro circolarità così esibita, decisamente poetica: “una cultura di giovani in cerca di modernità a suo modo molto personale, cercando di avere successo e di ottenere un nome e la fama nel caos culturale del dopoguerra Kabul”. Un incastro

fra storia e magnificenza di cui la voce strascicata di Koudlam si fa portavoce universalmente sottoterra, sommerso nel ridare speranza tra deserti e luci che sanno di alba, un’alba fredda e senza ritorno, che se ne dica; come Giovanni Drogo, immerso prima, una volta, tempo fa, nelle tinte di un passato ora avvolto da fiumi e fumi di synth, dove non c’era già sete, e oggi si sa solo di immobilità e di chissà quante fughe immaginate. by

FEDERICO PEVERE

in lontananza per voce, synth e speranze.

orsa

afghan muscles

un incastro fra storia e magnificenza

BALANCE |

translations by

MICHELE LORI

> frame: AFGHAN MUSCLES

Wikipedia’s vised and p slation give the loose, b and yet, swe at the origin lost in their circularity, d ethic: “a you king a very p own way, [co dernity, tryin cess, [make and become post-war cul between hist

{


wonderfully impropostmodernist transupreme honour to bucolic images, eaty as bowels ns of humanity, r so exhibited decisively pouth culture seepersonal, in its oncept of] mong to gain sucthemselves] a name e notorius in Kabul’s ltural chaos”. A joint story and magnificen-

ce that found its megaphone in Koudlam’s slurred voice, universally underground, sunken, while it tries to give hope in deserts and lights that look like dawns, a cold dawn with no return, whatever one might say; like Giovanni Drogo, immersed before, a long ago, in the tinged tones of a past now entwined in rivers and rivers of synths, where there wasn’t thirst, and that, today tells us only of its stillness and who knows how many dreamed escapes.

a marriage of history and magnificence

{

> A young boy flexed his muscles during a regional bodybuilding competition in Kabul, Afghanistan. (Johannes Eisele)

BIO.

Il danese Andreas Mol Dalsgaard è il regista di Afghan Muscles, metafisico documentario che racconta le disavventure di due body builder tra le rovine di un paese devastato negli anni – oltre che dalle colorate armate azzurre, rosse o nere - dai colori buzzatiani e dalla precisa indole indolore, sensazioni seppia ovunque e sussurri destinati tra un popolo invincibile e riadattato dal montaggio di Frederik Jacobi, uomo che lì ha visto tutto. Koudlam è la voce del synth francese in questi anni dieci. / The Dane Andreas Mol Dalsgaard is the director of Afghan Muscles, a metaphysical documentary chronicling the misadventures of two body builders in the ruins of a country that has been devastated over the years - as well as by blue, red or black weapons - by Buzzatian colors and a precise, painless nature, a sepia sensation everywhere and whispers destined amongst an invincible people and adapted by the editing of Frederik Jacobi , a man who has seen everything there. Koudlam is the voice of French synth in the past ten years.

balance.exposure


WHATWE’AREWEARING WHATSHELL TOWEWEAR what wewore

art movie

music

AND

past

f a s h i o n . s t o r i e s


all this is unusual blog

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La qualità inconfondibile dello stile di Bowie, per la moda è indiscutibile. Quest’Artista, con la A maiuscola è forse l’unico degno di riconoscimento d’originalità: camaleontico genio, capace ancor oggi di crearsi un proprio mood amalgamandolo alla sua professione e rendendolo sempre attuale. David Bowie, alias II Duca Bianco, alias Ziggy Stardust è sicuramente molto più di una rockstar!E’ quasi riduttivo cercare di catalogarlo così, pensando a solo come i suoi differenti look sono stati in grado di entrare nella storia del costume e della moda. Proprio per questo non è scontato che, anche quest’anno: mentre il popolo musicale si preparava, giorno dopo giorno, all’uscita dell’attesissimo nuovo album, il V&A (Victoria and Albert) Museum di Londra istallava una retrospettiva con più di 300 oggetti dell’artista, tra cui 60 costumi originali, la moda Doveva David! Non è la prima volta che Bowie viene imitato a piene mani dal fashion. Il tailleur o lo smoking con pantaloni maschile, che nel 1970 e in seguito negli anni’90 fece scandalo indossato dalle donne, altro non era che la linea geometrica e rigorosa indossata dalla star. Ma mai come negli ultimi anni il tributo è così evidente in passerella e negli shooting: Ziggy fa la sua uscita già con la s/s 2012 per le collezioni Givenchy (abito bianco con profili geometrici neri), fino ad arrivare alle stagioni calde del 2013, dove, il sopracitato, tailleur è tinto d’elettrici colori seventy - come fa Miu Miu. Per non parlare del trucco esagerato, ma non esasperato. Elegante! Come Ziggy sapeva portare. Rigoroso! Come Penelope Tree sapeva indossare con gli scatti di Avedon. Femminile! Come le super model di Lindbergh in abiti maschili. Irriverente! Come Kate Moss in copertina di VogueUK 2003! Androgino! Come solo Tilda Swinton ha saputo impersonificare nel 2013.

GLAM

devo david

< British artist Aaron Savage recreated some of music’s most iconic albums using LEGOs.

Più Evergree di lui chi c’è?

by

SILVIA DEL VESCO translations by

MICHELE LORI

evergreen | fashion story

the many faces of a genius


Jean Paul Who’s more Evergreen than him? Gaultier The high regard for the unmistakable features Ss||2013 Jeanpaul Paul of his style is above discussion in the fashion <jean gaultier ss Gaultier enclave. This Artist, capital A is due, is maybe 2013 Ss||2013 the only one worthy of being praised as

<miu miu fw|_2013

Givenchy Ss||2012

<givenchy ss|_2012 <vintage photo (issue 1985)

Music video by David Bowie performing Life On Mars?.

authentic indeed: a manifold genius over the years, that is still capable today to distinguish himself with a certain mood, always fitting his work, always making it up-to-date. David Bowie, the White Duke, aka Ziggy Stardust is certainly a lot more than just a rockstar! To view him like that would be almost reductive, just think how his different looks have been capable to hold a place in the History of Costume and Fashion. For this reason we can’t underestimate what happened again this very year: at the time when the music community was counting the days for his much anticipated new album to come out, the V&A (Victoria and Albert) Museum of London featured a retrospective with more than 300 items belonging to the artist, among which 60 original costumes; fashion Had to, David! This is not the first time that fashion should give Bowie credit for a good deal. Tailleurs or men’s evening dresses with pants, that in 1970 and then again during the 90s drew scandal when weared by women, were nothing else that the austere geometric figures wore by the star. However never has the tribute been so evident, as seen on runways and in shootings, like in the last few years: already in 2012 Ziggy makes his own debut for Givenchy s/s collection (white dress with geometric contours) until in 2013 warm seasons, when the above said tailleur gets tinged with seventies’ electric colours - as seen by Miu Miu. Not to mention the excessive make up, even if not overly exasperated. Elegant! Like the one Ziggy knew how to wear. Rigorous! Such as Penelope Tree could be on Avedon’s snapshots. Feminine! Like Lindbergh’s supermodels dressed in menswear. Irreverent! Like Kate Moss on Vogue UK 2003 cover! Androginous! Like only Tilda Swinton could embody during 2013.

<Tilda Swinton_2013

evergreen.fashion story


«And what do they teach you, to paint your nails in black?The picture from last

> beetlejuice

> Meadham Kirchhoff RTW s/s2014

«E cosa vi insegnano a dipingervi le unghie di neroL’immagine dell’ul-

tima sfilata di Meadham Kirchhoff RTW per la S/S 2014, qui riportata mi ha fatto tornare alla mente la domanda qui sopra. Ricordo che ce la pose un signore ad un’amica e me, negli anni in cui frequentavo il liceo artistico. Al tempo i ragazzi, che presenti all’istituti, si distinguevano per stili, i gruppi si formavano per il mood e la lo stato d’animo era rappresentato dal look e tra i tanti modi di vestirsi differenti andava di moda il dark. Scuro introverso e stanghe, avvolto da toni darkwave, new wave e post punk, lo style rimandava ai bizzarri personaggi di Tim Burton, il trucco mattutino non era per niente so-

brio, per chi prediligeva quello alla Robert Smith dove il pallido diveniva una dolce oscura eleganza e i capelli nuvole incotonate con cordelle. Nel look in bilico tra un punk amish e un glam dark di Kirchhoff, non è quindi difficile vedervi la netta somiglianza con l’inusuale” adolescente gotica Lydia Deetz e così ancora una volta il cinema ispira la moda, la musica, la vita...Il passato ritorna, e le generazioni si ripetono e non invecchiano. In strada si nota quanto questa new generation è attirata dagli anni ‘80, ‘90, nonché inizio 2000, e la cosa mi coccola, ma allo stesso tempo mi fa sentire vecchia, mi ritrovo a cercare a casa vecchi capi e/o accessori che ho indossato a 14anni e che alle volte non trovo più perhè alcuni di essi li ho gettati. Così passo all’armadio di mia madre e penso a quanto, per lei, deve essere ancora più strano riacquistare per la terza volta gli stessi tagli di abbigliamento.

evergreen.fashion story

Meadham Kirchhoff RTW’s fashion show for S/S 2014, here reported, drew my mind back to this question posed to me and a friend by a man, during the years of art school. At that time guys at my school distinguished themselves for their style, groups formed based on the mood represented by their looks, and among the various fashions dark [per gli inglesi però si chiama goth] was quite popular. Sombre, introverted [“e stanghe” non lo capisco] , wrapped in shades of darkwave, new wave, post-punk, it was a style heavily referencing Tim Burton’s weird characters; morning make-.up wasn’t sober, at least not for those who priviledged Robert Smith’s pallor, with dark sweet elegance, and hair like backcombed clouds with ribbons. In her look between amish punk and Kirchhoff glam, it is not hard to see a clear resemblance with goth teen Lydia Deetz, and so, once again, cinema inspires fashion, music, life .. the past comes back, generations repeat themselves and don’t get old. On the street one can see how this new generation is drawn from ‘80s, ‘90s, and even early ‘00s, something that cuddles me and makes me feel old at the same time, finding myself searching home for some item I used to wear when I was 14, that often results unretrievable as many of them I’ve thrown away during the years. So I follow up going through my mother’s wardrobe and I can only imagine how even more weird for her must be, to purchase again the same items of clothing for the third time.


can dance inside me evergreen | fashion story

> theda bara > poster mentosan > matthew shave shooting > edward scissorhands > robert smith > lydia deetz > vincent price tim burtonâ&#x20AC;&#x2122;s sketch > tim walker shooting > blixa bargeld > nick cave > this must be the place > sketch by brigette b > johan sandberg shooting


RUNGE

welcome to the (20)’90s

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fatal attraction

in opposites

70

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> cour the dre the han Meise fo Valentino L’Officiel It > courtney kurt cobain by SILVIA

DEL VESC translations by MICHEL

C’era già anticipazio quando quasi nost -rigorosamente ca su nero- dalle ricordo che shooting come sty mood proprio il colle Courtney Love, in qu cult che ha spopola però, aveva poco a disciplinata e bon ton c il nuovo colletto contrap all’esigenza di trasgre baveri che in passato a esprimere una sottocu oppure imporre ribellione co al tempo delle Hole, con il e così dannato degno Grenade. E a quest’ultima c netto richiamo l’estate appe ripescando un decennio più v di atmosfere grunge un po’ pu un po’ love. Esplosioni di colori p e in netto contrasto con la graf idoli che hanno segnato e detta serve sottolineare il fatto che ne a fare da padrone ai trend di vennero da subito mitizzati e inte moda. Il rovinato piaceva e ancor ma pur sempre tinta. L’eccesso. La Distorte passioni. E l’aria malinconica resistito fino ai priimi anni del 2000, passeggiando per strada, ritorni teen passa una ragazza dai capelli rosa ca effetto candeggio, sorridi e ricord a q prima in piena estate con la migliore per capelli, provocando reazioni irrim fa sorridere, ma infondo un po’ di c sp --------------------------------------------------There was already a clear anticipation in the white collars, almost nostalgic, came out on snow-white on full contrasting black. As a matter of fact, I do remember choosing C


rtney love with ess of my body nd grenade Steven or Vogue Italia o fw 2014 talia y love and

CO LE LORI

Peter Pan collars as the mood setter to a shooting I was taking part to as stylist, it was the cult accessory of 2012’s trends, even though it still lacked that well disciplined aura of bon-ton that inspired its birth; on the contrary, the new collar matched its elegance with the demand of transgression. Those necks [collars, lapels, collar-folds] that could still symbolize iconic subcultures of the past, like mods, or dictate rebellion, as Hole-era Courtney Love’s outrageous almost school uniform dress showcased on the cover of My Body Hand Grenade did, were revamped. And we’ll dwell on this one, as we came across to that precise tie that this last summer has just revived, picking up a decade closer to us. Those grunge atmospheres of the 90s were a bit punk, punk with a bit of pink, and pink with some love to them. Pastel colour outbursts were almost too sweet and deliberately at odds with the scratched broke lives of those idols who could leave a mark and set the mood for the end of the 90s. Needless to say, it was music that during the 20th century ruled on the style of the street, and so these revolting souls were instantly idolized and re-interpreted in fashion shootings. Ruined was amusing, [picture of a] a faded life, however tinged, even more. Excess. The rediscover of sounds. Distorted passions. And that mournful air. This mood, that could endure to the beginning of the 00s, seems to be appreciated even today: walking down the street,, when a candyfloss-pink or bleached-faded haired girl pass you by, you can become a teenager again, you smile and remember when, on a full summer not so long ago, you and your best friend tried mixing hair dyes, to irreparable consequences. Well, yes, we might be already smirking at all this, even though a little bit of colour might not hurt after all, especially in dark times.

wino forever, exces, sounds, passions. And the melancholic mood

à stata una chiara one gli anni scorsi, o i “colletti bianchi”, talgici, spuntarono andidi in contrasto e passerelle. Difatti partecipai ad uno ylist e scelsi come etto peter-pan alla uanto, laccessorio ato nei trend 2012, che fare con quella vena che è la sua nascita; anzi, pponeva la sua eleganza edire. Vennero riproposti i avevano avuto la forza di ultura come fu per i mod, ome fece Courtney Love l suo abito così scolastico o di teca in My Body Hand ci fermiamo giunti a quel ena passata ha proposto, vicino a noi. Quegli anni 90 unk; punk un po’ pink; pink pastelli, quasi troppo dolci ffiata e rovinata vita degli ato i mood di fine ‘90. Non el XX secolo fu la musica strada, questi spiriti ribelli erpretati negli shooting di più la vita un po’ sbiadita, a riscoperta delle sonorità. a. E questo mood che ha , pare piaccia anche oggi: neger, quando accanto, ti andyfloss oppure sfumati quando non tanto tempo e amica, mischiavi tinture mediabili. Già tutto questo colore non ci fa mai male, pecialmente in tempi bui. ----------------------------e past few years, when runways – rigorously

Courtney Love’s styled

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MISS WORLD PH

GABRIELEDIMOLA styling Silvia Del Vesco

make up

and hair stylist

Giulia Varvello

fashion.stories

lina_scheynius


photo shooting

Evergreen

1 model: Luma Grothe

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hat by Lika, sunglasses by Face to Face, Vintage swimsuit by Sabbia, bomb shoes by Moe Aliona Kononova || vintage e handmade collar vintage dress tights by Calzedonia (on cover)

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fur by Kevandbelle dress by WildFox bracelet by Stradivarius tights by Calzedonia shoes by Colcci, vintage crown || earrings by Wildfox sunglasses by Face to Face sweater by Wildfox, slip by H&M, shoes by Colcci, collant by Calzedonia (customised) vintage handmade collar shoes by Colcci


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collar by Moe Aliona Kononova , dress Sacaporter Francesca Marchisio, bag by Fedorami, tights by Calzedonia (customised) shoes Colcci

collar by MOE ALIONA dress Sacaporter France bag by Fedora tights by Calzedonia (c shoes Colcc


KONONOVA esca Marchisio ami customised) ci

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N’est pas un magazine  

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