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Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, Aut. C/RM/38/2011

09 Anno XLVI

Settembre 2013 www.unasca.it

patenti low cost esistono davvero?


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il sogno

Editoriale

S

di un

Ot torino Pignoloni di Segretario Nazionale Stu

giorno di mezza estate

arà l’incertezza che caratterizza queste giornate della prima decade di agosto, in una sorta di perenne altalena tra la speranza che qualcosa cambi davvero e la delusione che immancabilmente ti assale perché sembra invece andare sempre peggio, unitamente al caldo africano di queste ore che mi hanno spinto a estraniarmi, a sognare. “C’è la crisi che continua a tormentare l’Italia e il nostro lavoro quotidiano. C’è una politica che vive da anni in perenne conflitto. Sostanzialmente c’è un sistema paese che non regge più, perché non è in grado di dare risposte ai problemi e sembra sempre meno capace di fornire soluzioni, creare aspettative. L’auto è ai minimi storici. Da status symbol nell’Italia del boom economico oggi è trattata peggio di un rifiuto radioattivo! Tasse, e poi tasse e poi ancora tasse…. nazionali, regionali, provinciali, comunali. Poi ci siamo noi, gli sbrigapratiche di un tempo, i volenterosi passacarte che facevano la fila presso i diversi uffici pubblici per targare un’auto, per fare il passaggio di una moto, richiedere una licenza di trasporto per un camion o il rinnovo della patente. Sbrigapratiche che il Legislatore, nel condividere le politiche della categoria stessa, ne favorì l’evoluzione in imprese consulenziali, vere e proprie diramazioni della Pubblica Amministrazione con la nascita, nel 2000, dello STA – Sportello Telematico dell’Automobilista. Il primo esempio di sinergia pubblico-privata con risultati eclatanti a tal punto che, malgrado siamo l’unico Paese al mondo dove esiste un doppio archivio pubblico (il PRA – Pubblico Registro Automobilistico che si assomma alla Motorizzazione Civile), l’Italia primeggia in Europa per le procedure informatiche legate alla messa in circolazione dei veicoli. Tutto questo grazie ai 6000 STA privati! Dovremmo essere “coccolati, sostenuti, controllati, qualche volta pure sanzionati” invece siamo “sfruttati, danneggiati, addirittura discriminati” dal doppio servizio pubblico. Un sistema pubblico, quello che ruota intorno all’auto, che coinvolge lo Stato, le Regioni, le Province, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e un Ente pubblico non economico che tutto è meno che “pubblico” e meno che mai “non economico”. In un Paese in palese difficoltà, bisognoso di politiche riformatrici, di scelte, di semplificazioni e di una maggiore coesione tra i vari interessi, ecco finalmente venire alla luce un Governo che propone leggi ad un Parlamento che in breve tempo li arricchisce di contenuti affichè l’auto non sia più ritenuta il male, razionalizzandone così la fiscalità, eliminando duplicazioni documentali e procedurali.

Un solo servizio pubblico che si occupi della tenuta del sistema, che coordina e controlla i privati abilitati che per essere tali devono fornire precise garanzie professionali e morali, nell’ambito di una puntuale disciplina normativa. Un sistema semplice, funzionale, nell’interesse collettivo quello che regola la circolazione dei veicoli così come la riscossione dei tributi, le autorizzazioni al trasporto di cose e persone e la navigazione delle imbarcazioni. Un modello operativo dove semplicità e immediatezza si sposano con qualità e trasparenza del servizio privato i cui standard vengono certificati e controllati dal servizio pubblico senza commistioni e senza sovrapposizioni di ruoli. Cosicchè, l’automobilista, l’impresa, l’autotrasportatore o l’utente del mare siano ben soddisfatti nel veder risolti i propri problemi e soddisfatte le relative esigenze, pagando il giusto corrispettivo che deve essere condizionato dalla qualità di un servizio svolto in regime di libera concorrenza e non certo dalle furberie, illegalità. Sorrido – mi dico – ce l’abbiamo fatta , ora sì che posso andarmene a riposare tranquillo, a prendere fiato…”. Mi sveglio di soprassalto… è giorno… Il caldo è soffocante e mi accorgo che era solo un sogno… che niente ha a che fare con il sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, e il suo intreccio di amori tra incantesimi e speranze deluse. Chissà se prima o poi tra i nostri governanti non appaia il piccolo Puck, il folletto shakespeariano che, con le sue magie, senza far errori però, risvegli la coscienza di chi ha il dovere di servire il Paese e realizzarlo davvero il sogno... Quello di un paese normale, con tutto quello che ne consegue anche per quanto ci riguarda operativamente parlando.

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Codice della Strada Rivoluzione in movimento

09 Anno XLVI

Settembre 2013 DIRETTORE EDITORIALE

Vincenzo Cannatella

DIRETTORE RESPONSABILE

Damiano Maria Beltotto

COORDINAMENTO EDITORIALE

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Unasca incontra il Ministro Maurizio Lupi

Ottorino Pignoloni Emilio Patella

contributor

Giovanni Congedo Alberto Francescut Francesco Osquino Manuel Picardi Aniello Raiola ideazione grafica

Nove34 | Graphic Lab

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Low cost. Low security

art director

Marco Archivetti EDITORE

Unasca piazza Marconi, 25 00144 Roma – EUR tel. +39 06 54221986 fax +39 06 5916542 unasca@unasca.it www.unasca.it PROVIDER EDITORIALE

Nove34 s.r.l.

PER INFORMAZIONI E PUBBLICITÀ

Nove34 s.r.l. account@nove34.com

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Dalla parte del lavoro

STAMPA

Litostampa Veneta s.r.l. via Cappelletto, 12 30173 Mestre – Venezia ICONOGRAFIA

Shutterstock Images, Dreamstime e Archivio interno informazioni, segnalazione e suggerimenti

iltergicristallo@nove34.com Registrato presso il Tribunale di Roma al n° 30/1997 in data 20/01/1997 Numero iscrizione Roc: 9057 Per abbonamento postale 10,00 euro

Logistica e trasporti per il rilancio economico del Paese

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Non è un Paese per automobilisti

Verso il 5 ottobre

IN REDAZIONE

Anna Barbetta Andrea Cinerari Mattea Guantieri Laura Michelini

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L’ingrediente fondamentale per la sicurezza

eicoli e trasporti eccezionali. V Tutte le nuove regole

L’autotrasporto diventa Social

Sempre più in alto

Le provviste di bordo


Più di 70 interventi legislativi, per un totale di 240 articoli: sono questi i numeri che caratterizzano la storia del nostro Codice della Strada, dal 1992 ad oggi. La parola d’ordine per riportare organicità e chiarezza ad una materia complessa quanto fondamentale è “razionalizzare”. Con questo spirito, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge recante delega al Governo per la riforma del Codice della Strada. Quali interventi vengono previsti? Ce li spiegano Emilio Patella, Segretario Nazionale Autoscuole, e Ottorino Pignoloni, Segretario Nazionale Studi, in questa intervista doppia.

Codice della a d a r t Srivoluzione

o t n e m i v o m in 6


ad un’opera di formazione e educazione, in modo che i comportamenti corretti diventino un modo di essere e non una imposizione mal digerita; in questo modo il controllo e la repressione sono finalizzati a contrastare quei comportamenti scorretti, che sono comunque una anomalia rispetto alla convivenza. Per questo Unasca propone di reintrodurre l’obbligo della formazione teorica e aggiungere l’obbligo della formazione pratica per i minorenni che intendono conseguire la patente. Solo in questo modo si chiude il cerchio e si potrà pretendere maggiore responsabilità, trattando i minorenni al pari degli adulti.

Ottorino Pignoloni Segretario Nazionale Studi

Uno dei punti di intervento sarà il seguente: introduzione, anche con riferimento ai conducenti minori di età, dell’istituto della patente a punti al fine di intervenire celermente a preventivamente nell’educazione stradale dei giovani utenti della strada. Sarà davvero utile? E cosa potrebbe cambiare, visto che comunque i minori non sono perseguibili per legge?

Un altro punto che riguarda il settore delle autoscuole è quello che prevede l’adozione di misure di tutela per l’utenza debole, anche con riguardo a sistemi di maggiore visibilità notturna per i ciclisti. In questo caso come commenta l’intervento?

Emilio Patella Segretario Nazionale Autoscuole

con altre istituzioni o associazioni. D’altro canto occorre sensibilizzare i conducenti al rispetto e alla cautela nei confronti degli utenti deboli. Non Patella: L’Unione Europea sollecita è sufficiente parlarne o ricordarlo azioni incisive in difesa degli utenti ogni tanto, ma occorre sviluppare deboli, in particolare pedoni e cicli- una didattica specifica, con esercizi sti e conducenti delle due ruote. Si- mirati, per educare gli aspiranti concuramente vanno intraprese azioni ducenti, e magari rieducare i condustrutturali, come la separazione dei centi già abilitati, ad una maggiore percorsi pedonali e ciclabili, rispet- attenzione, all’avvistamento del to al resto della viabilità, la messa pedone o del ciclista, a prevederne in sicurezza degli attraversamenti le mosse con anticipo. Ad esempio pedonali, le zone urbane a 30 kmh, molti conducenti rallentano o frenaecc. Credo però che, ancora una no quando il pedone entra nel loro volta, sia importante la formazione, campo visivo e spesso è tardi, mensia degli utenti deboli che degli altri tre è lo sguardo che in determinate Patella: La modifica proposta conducenti. Gli utenti deboli spesso conduzioni si deve muovere e “certende a responsabilizzare e quindi si pongono in situazione di pericolo care” il pedone. punire i conducenti minorenni di ci- con comportamenti scorretti e pe- Discorso a sé meritano i motociclisti. clomotori e moto, patenti AM e A1, ricolosi, dovuti ad ignoranza, man- Le statistiche dicono che gli incidenin particolare estendendo anche canza di percezione del pericolo (in ti sulle due ruote sono in aumento, a loro la disciplina della patente a particolare per bambini e anziani), specie quelli gravi. Anche qui occorre punti e eventuali provvedimenti di decadimento della vista, dell’udito agire su due fronti: sensibilizzare i revisione della patente di guida, ad e della concentrazione (popolazio- conducenti “quattroruote” al rispetesempio a seguito di azzeramento ne anziana). Occorre intervenire e to dei motociclisti, ad avvertirne la punti. Può avere efficacia, a patto, formare su questi argomenti, con presenza, ecc. Ma occorre anche una naturalmente, che vi siano adeguati campagne e progetti di educazione formazione seria per chi vuol guidare controlli. Personalmente sono con- stradale, nelle scuole, con le fami- una moto, specialmente se di previnto che il controllo e la repressione glie, nei luoghi di ritrovo per anziani stazioni notevoli. L’Unione Europea siano strumenti efficaci se abbinati e le autoscuole possono collaborare in questo senso è intervenuta mo-

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dificando l’età per il conseguimento delle patenti, le modalità di esame, l’accesso diretto, e proprio in questa ottica Unasca pensa che debbano essere introdotte delle ore di guida obbligatorie.

Vi saranno probabilmente nuove disposizioni riguardanti la circolazione dei veicoli sulla rete stradale ed autostradale in presenza di condizioni atmosferiche particolarmente proibitive, spesso causa di gravi disastri stradali e fenomeni di paralisi e congestione del traffico. Il tema della sicurezza si abbina da sempre al tema delle sanzioni (o pene) per chi provoca incidenti con il suo comportamento: secondo lei è corretto ritoccare le disposizioni? se sì, in che senso?

Patella: Negli ultimi anni si è diffusa una maggiore informazione e consapevolezza nei confronti della sicurezza stradale, e uno degli indicatori è dato proprio dal numero notevole

di persone che utilizzano pneumatici termici o da neve. Da qualche anno vi sono norme che hanno cercato di introdurne l’obbligo, anche a livello locale, provinciale o regionale. Occorre in primo luogo rendersi conto che non è possibile circolare sempre e comunque e che il diritto individuale è subordinato al diritto collettivo alla sicurezza, per cui ben vengano norme chiare, accompagnate da sanzioni proporzionate. Quel che lascia perplessi è il fatto che spesso di fronte alla impossibilità di controlli o di repressione di comportamenti pericolosi si continua ad inasprire la sanzione, come se di per sé una sanzione severa servisse a indurre comportamenti virtuosi. Non è così: i comportamenti virtuosi nascono dalla convinzione (educazione) e da controlli e repressione.

Ci sono due punti che certamente riguardano anche il settore studi di consulenza: saranno disciplinati con lo strumento più snello del regolamento e resteranno fuori dal nuovo codice tutte le materie di carattere tecnico soggette a 8

frequenti aggiornamenti a seguito delle norme europee, in modo da poter intervenire in modo più celere; e al fine di snellire i procedimenti ed alleggerire gli oneri amministrativi gravanti sull’utenza il ddl in esame prevede l’emanazione di decreti dirigenziali per le istruzioni attuative in relazione alle modalità di semplificazione delle procedure e di dematerializzazione della relativa documentazione. Ecco, cosa ne pensa chi da anni combatte per l’archivio unico, la sburocratizzazione delle procedure, e il conseguente risparmio verso l’utente professionale e il cittadino? è un passo avanti o il tentativo di rispondere alla crisi del settore con un provvedimento che corre il rischio di cadere nel vuoto?

Pignoloni: è fuori dubbio che la proposta del Ministro Lupi sia ampiamente condivisibile. Diventa complicato se non addirittura assurdo, ogni qualvolta emerga una nuova problematica tecnica o si scopra una carenza normativa, dover ricorrere ad una nuova legge per soddisfare le esigenze di cittadini e imprese. Non possiamo che valutare con soddisfazione il proposito di introdurre modalità di semplificazione della procedura, anche se è noto ormai a tutti che l’unico elemento di novità nella burocrazia auto è rappresentato dall’archivio unico dei veicoli che eliminerebbe duplicazioni documentali, procedurali e costi per gli Utenti e lo Stato. Ci auguriamo che la proposta del Ministro Lupi venga approvata nel più breve tempo possibile. (d.b.)


è

Unasca

incontra il Ministro Maurizio

Lupi

Mattea Guantieri

stato dal profilo Twitter che Unasca ha voluto raccontare l’incontro, molto positivo, con il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, a cui la direzione dell’Associazione ha voluto significare tutta la preoccupazione di un settore colpito dalla crisi, ma anche alla ricerca di un dialogo più serrato con la politica che delle categorie, volente o nolente, indirizza il futuro. “Unasca” spiega il Presidente Vincenzo Cannattella “da sempre vuole contribuire con le proprie idee ad un miglioramente delle norme, delle regole e della ‘burocrazia’ che vive intorno al cittadino. Per questo motivo l’incontro con il Ministro diventa per noi il momento, oltre che per presentarci come associazione, per offrire un contributo concreto al lavoro delle istituzioni”. Al Ministro sono state presentate alcune proposte sia del settore Autoscuole, sia del settore Studi. Dall’ introdurre ore di guide obbligatorie e certificate anche per altre tipologie di patente (attualmente solo patente B), fino ad allargare il campo della formazione certificata, anche in luogo dell’esame, ad esempio per le estensioni di patente moto, alleggerendo i compiti della Motorizzazione, gravata di incombenze. Inoltre, prevedere l’aggiornamento dei conducenti che hanno conseguito la patente da molti anni, con mini corsi teorici e/o pratici, in occasione del rinnovo della patente, garantendo incentivi o introducendone l’obbligo; ma anche qualificare la funzione dell’autoscuola (e dello studio di consulenza) eventualmente utilizzata dal medico abilitato per semplificare l’accesso informatico, tracciando la trasmissione telematica dei vari documenti analogamente a quanto avviene per il rilascio dei fogli rosa (e delle carte di circolazione) e agevolare l’acquisto di veicoli necessari per adeguarsi agli standard fissati dall’Unione Europea e facilitare reperimento di aree idonee per esercitazioni ed esami, garantendo una preparazione più approfondita per gli aspiranti conducenti e la sicurezza per gli stessi, gli operatori e gli altri utenti della strada. L’archivio unico è stato, per il settore Studi, uno degli argomenti più importanti e primari, ma anche una diversa rimodulazione della tariffa pubblica, una proposta nel solco di tanti DDL in materia e di quanto riportato nel rapporto della Commissione tecnica per la finanza pubblica del Ministero dell’Economia e Finanze, relativo alla revisione della spesa pubblica (atto depositato in Parlamento il 18/6/2008). L’unificazione delle competenze procedurali, oggi in capo a Province e Uffici periferici della Motorizzazione, alla luce delle nuove disposizioni comunitarie (regolamento 1071/2009) e dell’appena nato REN. La liberalizzazione della produzione delle targhe dei veicoli, oggi tenuta in regime di monopolio dal Poligrafico dello Stato tranne che per le targhe per la circolazione di prova (poche migliaia l’anno, prodotte in regime di concorrenza da circa 1000 studi abilitati) e di quelle per i ciclomotori. Un incontro positivo, dicono da Unasca, che lascia intendere una nuova apertura di dialogo da parte del massimo dicastero del settore.


low cost low security impazzano le offerte internet per patenti a meno di 100 euro: ma siamo sicuri che sia un risparmio? Anna Barbetta

R

per richiedere un nuovo esame di teoria, e 200 euro per ripetere la pratica), per non parlare della formazione (scarsa), e della conseguente sicurezza per sé e per gli altri. Unasca rappresenta un altro mondo, da sempre: un mondo fatto da autoscuole che hanno dovuto adeguarsi alle normative europee, impiegando molte risorse economiche, iduzioni fino al 90% del anche in un momento di crisi come costo iniziale, pacchetti a meno di 100 questo, per adeguare il proprio parco euro: da Groupon a Prezzofelice le veicolare. “L’autoscuola – spiega Emi“patenti facili” imperversano sul web. lio Patella, Segretario Nazionale AutoUno specchio per le allodole, che ha scuole – deve essere in grado di offrire spinto l’Unasca a prendere posizione tutti i veicoli per tutte le 15 categorie in nome della sicurezza, impegnando- di patenti. Inoltre si lavora sempre con si per sensibilizzare l’utenza sui rischi personale qualificato, personale con che si celano dietro questi apparenti costi piuttosto elevati”. Se le autorisparmi, con costi che si raddoppiano scuole devono spendere, com’è posnel caso di una bocciatura (150 euro sibile che, invece, queste autoscuole

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pubblicizzate dal web facciano prezzi così bassi? “Spesso e volentieri – dice Patella – fuori da queste norme europee vengono fatti prezzi più bassi. O meglio, il prezzo basso è indice di non rispetto di queste norme. Per noi il costo della formazione è indispensabile, perchè va a qualificare tutto il lavoro dell’autoscuola”. Chi usa questi sistemi spesso vuole fare numero ed è sintomatico di questo meccanismo il fatto che l’esame venga fissato già all’atto dell’iscrizione (come si può sapere se un ragazzo è effettivamente pronto per sostenere l’esame se prima non lo si segue?). Si tratta, ci spiega Patella, di autoscuole che stanno per chiudere e che, per cedere l’attività, hanno bisogno di dimostrare di fare grandi numeri, oppure di autoscuole in crisi. Unasca non fa guerra allo strumento in sé, si tratti di Groupon o di altri sistemi, che lo steso Patella definisce “formidabili”, ma la considerazione che fa l’Associazione è che ciò che rimane a queste autoscuole è davvero poco per poter garantire una corretta formazione. Riducendo il costo a un quarto del prezzo reale, di cui il 50% viene lasciato come onere pubblicitario agli operatori che sponsorizzano, in realtà l’autoscuola non ha più risorse da impiegare per istruttori qualificati. “Un istruttore professionale – dice Patella – costa più di 20 euro all’ora”. E sulla questione formazione l’esperienza del ragazzo “inviato” da Unasca all’interno di una di queste autoscuole con il coupon ne è la dimostrazione pratica: esame già fissato precedentemente e a ridosso della stessa iscrizione (circa un mese e mezzo dopo l’iscrizione), pochi posti a sedere in aula rispetto agli iscritti, impossibilità di recuperare una lezione pratica nel caso venisse saltata, a meno che non si aggiungessero altri soldi (pagandola ex-novo), come nel caso della bocciatura. Come sempre l’impegno di Unasca in nome della sicurezza e della formazione è garanzia e difesa per tutte le autoscuole che rappresenta, autoscuole che lavorano per offrire all’utenza un servizio a norma e qualificato. Un valore, questo, che anche il più accanito risparmiatore di certo non trascurerebbe per il proprio figlio.


Dalla

parte del

lavoro 11


Semplificazione della burocrazia e sostegno alla sicurezza: il nuovo CCNL è un segno di responsabilità di Unasca verso i lavoratori e di fiducia verso le Istituzioni Anna Barbetta

U

nasca, assistita da Confetra, ha stipulato assieme ai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL UILTRASPORTI il rinnovo del contratto collettivo nazionale che interessa oltre 40.000 addetti nei settori delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica. Mario Forneris ci spiega il nuovo contratto.

In che modo il nuovo CCNL permetterebbe il recupero del potere d’acquisto degli addetti del settore e la stabilizzazione dell’occupazione?

Il mantenimento e, ove possibile, l’incremento del potere d’acquisto dei lavoratori unitamente alla stabilità dei livelli occupazionali del settore

sono i principi cardine ai quali ci si ispira in fase di rinnovo del CCNL, che tuttavia devono mantenere compatibile il costo del lavoro aziendale con la realtà delle tariffe praticabili sul mercato. E’ importante rimarcare che nella perdurante situazione di crisi era nient’affatto scontato che si riuscisse a trovare le condizioni per un accordo, pur consapevoli del notevole valore, anche simbolico, di impegnarsi per il futuro. In occasione di questo rinnovo contrattuale si è riusciti a condurre i lavori con un atteggiamento molto aperto, da ambo le parti, all’introduzione di elementi innovativi funzionali a revisionare vincoli obsoleti rispetto alle attuali condizioni del mondo dei servizi, limando così i costi indotti in modo da poter concordare un aumento salariale superiore rispetto a quello risultante dall’applicazione aritmetica degli automatismi di aggiornamento. Si tratta di un risultato ampiamente positivo che offre alle imprese del settore maggiore possibilità di reggere all’impatto della flagellante crisi dei consumi.

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Quali sono i punti principali del nuovo contratto?

Le principali novità sancite dal rinnovo riguardano l’alleggerimento dei periodi transitori in entrata e in uscita nonché di reiterazione dei contratti a tempo determinato; la minore onerosità del ricorso al lavoro supplementare, notturno e straordinario, che è di norma contingente; la stabilizzazione contrattuale del part-time ad orario ridottissimo per i docenti delle autoscuole rientranti in particolari categorie di lavoratori; il rafforzamento della bilateralità quale elemento di diritto contrattuale per il lavoratore e di crescita per le aziende del settore; una più certa definizione dei reciproci vincoli nel godimento dei periodi di ferie, un’adeguata dilazione dell’aumento salariale e l’importo particolarmente contenuto della una tantum. A queste si aggiungono alcune riflessioni condivise su altri contenuti del Contratto che potrebbero essere sottoposti a modifica temporanea in conseguenza della crisi, e che saranno oggetto di specifico accordo complementare a seguito di un ulteriore confronto già programmato per il mese di settembre.

di responsabilità e solidarietà che esiste tra coloro che operano all’interno delle micro-imprese che caratterizzano il settore e che permetterà di stabilire una riduzione dell’orario di lavoro molto consistente – in linea con i dati statistici istituzionali su veicoli e conducenti – a fronte dell’impegno dell’imprenditore a non procedere alla riduzione di personale dipendente. Naturalmente è auspicabile che siano costantemente garantite le risorse economiche che il Governo mette a disposizione per l’integrazione salariale compensativa.

In che modo sono state definite le procedure di riduzioni dell’orario al fine di non intaccare il personale?

Nel rinnovo del Protocollo anti-crisi si è tenuto conto delle difficoltà di applicazione emerse negli scorsi anni e dovute principalmente alle caratteristiche dimensionali e alla frammentarietà territoriale delle imprese interessate all’utilizzo di questo strumento. Spesso l’adesione al Protocollo è risultata complicata per tempi e modalità, generando di fatto un costo indotto che è contraddittorio rispetto ai presupChe ruolo ha il protocollo posti. Per questo motivo si è deciso anti crisi? E quali benefici di snellire al massimo la procedura, apporterà per le imprese anche in considerazione del fatto che nel frattempo è stato costituito l’ente che accedono alle prestazioni previste dagli bilaterale EBAS, in modo che l’attuazione aziendale possa essere realizzaammortizzatori sociali? Il protocollo anticrisi, sottoscritto nel ta con puntualità rispetto alla effettiva 2009 e rinnovato all’inizio del 2012, è esigenza e senza eccessivi pesi proceuno strumento fondamentale di so- durali, pur nel rispetto della garanzia di stegno e protezione per le aziende regolarità dell’operato che sarà valuparticolarmente colpite dalla con- tata per competenza dall’EBAS. Congiuntura negativa e per i loro lavora- fidiamo nel fatto che, in attesa della tori, che permette di non disperdere tanto auspicata ripresa economica, il la professionalità di coloro che da Protocollo anti-crisi permetterà nel anni lavorano in questo ambito e di prossimo triennio a parecchie aziende prendere atto della caduta verticale di sopravvivere e ad un apprezzabile della mole di lavoro. Si tratta di un im- numero di lavoratori di non trovarsi pegno che dimostra il grande senso allo sbaraglio.

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Mario Forneris


Formazione: l’ingrediente fondamentale per la sicurezza

A colloquio con John R. Lepine. Il neo eletto presidente dell’Associazione europea delle autoscuole (EFA) ci parla del suo piano strategico per il futuro, dall’armonizzazione della formazione alla guida alla combinazione tra professionalità e innovazione, lodando il metodo La Nuova Guida manuel picardi

Presidente buongiorno. Congratulazioni per la sua recente elezione. La Sua Associazione, MSA (Motor Schools Association), negli ultimi anni ha ottenuto grandi risultati nel campo della sicurezza stradale. Come possiamo beneficiare della sua notevole esperienza in Europa? Spero che l’esperienza maturata in Gran Bretagna possa essere impiegata a servizio dell’Europa intera. Sono fermamente convinto che si debbano convincere le autorità europee del fatto che la formazione professionale degli aspiranti conducenti sia un ingrediente fondamentale nella riduzione degli incidenti e delle vittime della strada. Ci può svelare quale sarà la strategia che intende impiegare in questo periodo di Presidenza? Innanzitutto mi auguro di riuscire a continuare l’eccellente lavoro svolto dal mio predecessore, il tedesco Gerhard Von Bressensdorf. Tuttavia la nuova Presidenza dispone di nuove idee e io spero che si possano creare nuove iniziative affinché ne beneficino tutti gli stati membri dell’EFA. Il compito di armonizzare l’educazione stradale non è facile. Come ritiene

possa essere ottenuto quest’obiettivo? Io credo che l’armonizzazione della formazione alla guida sia un obiettivo a lungo termine. Tuttavia nel breve periodo i membri dell’EFA devono essere aiutati e incoraggiati a fare del loro meglio per migliorare la formazione professionale nel proprio Paese. Sono stato particolarmente colpito da quello che ho sentito e letto sullo schema adottato in Italia dal metodo La Nuova Guida. Mi piace l’idea della combinazione tra professionalità e innovazione, entrambi valori che ogni autoscuola dovrebbe abbracciare in Europa. Vorrebbe espandere la rete di scuole guida anche fuori dall’Europa o creare qualche collaborazione/progetto con altri soggetti che meteorano nel mondo dell’automobile? Credo che si possa incrementare la nostra conoscenza professionale attraverso una rete di istruttori di guida ed esperti nella formazione stradale nel mondo. Tuttavia dobbiamo ricordarci che i nostri principali obiettivi dovranno essere di lavorare con gli istruttori di guida in Europa e soprattutto di sforzarci di assicurare a ogni paese europeo di poter far sentire la propria voce, ovvero di far parte dell’EFA.

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John R Lepine Presidente European Driving Schools Association (EFA)


Inserto speciale Nuova Direttiva Patenti #6

Lavorare è più semplice, con Sermetra e la nuova guida Caratteristiche dei circuiti per l'Esame della Patente A1 Aggiornate con le modifiche introdotte dal DM 28 giugno 2013

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Nell'inserto di questo numero, un utile schema con le dimensioni ufficiali dei circuiti per l'Esame della Patente A1. Già aggiornate alle modifiche introdotte dal DM 28 giugno 2013.


Caratteristiche dei circuiti per l'Esame della Paten prove di equilibrio a velocita’ ridotta

2,2m

3,5

7m

60°

m

4m

3,5m

8m

4m

4m

4m

16m

PASSAGGIO IN CORRIDOIO STRETTO 30 km/h 1,1m

1m

16m

30m

15m 45m

61m

POSSIBILe SOLUZIONe DI ALLESTIMENTO DELL’AREA DESTINATA AI PERCORSI DI PROVA 3m

3m

3m

5m

INSERTO SPECIALE - CARATTERISTICHE DEI


nte A1 superamento ostacolo R 4,25 m

50 km/h - fase transitoria 30 km/h

ACCELERAZIONE

1m

4,5m

8,5m

RALLENTAMENTO

1,1m

vie di fuga

R 8,75 m

1m

5m

6m

15m

29m 44m 55m

PROVE DI FRENATA 50 km/h - fase transitoria 30 km/h (2a prova) 1m

1m

16m

44m

60m

PENALIZZAZIONI PROVE DI EQUILIBRIO

a) abbattere uno o più coni b) saltare un cono, omettendo di svolgere il percorso che parzialmente deve avvolgerlo c) allontanarsi eccessivamente dai coni o oltrepassare la segnaletica orizzontale d) effettuare la curva in modo irregolare nel tracciato e) mettere un piede a terra f) impiegare un tempo eccessivo g) coordinare in modo irregolare la guida dimostrando scarsa abilità

I CIRCUITI PER L'ESAME DELLA PATENTE A1

SUPERAMENTO OSTACOLO

a) toccare e/o abbattere i coni o uscire dal loro allineamento b) rallentare prima di superare i coni posti a 15m dal rettangolo c) coordinare in modo irregolare la guida dimostrando scarsa abilità d) non riuscire a riprendere la traiettoria in uscita dal rettangolo oltrepassando la segnaletica orizzontale

PASSAGGIO IN CORRIDOIO STRETTO

a) abbattere uno o più coni b) mettere un piede a terra c) oltrepassare la segnaletica orizzontale d) non raggiungere la velocità stabilita PROVE DI FRENATA

a) arrestare il motoveicolo con la ruota anteriore che non ha superato il primo allineamento b) arrestare il motoveicolo con la ruota anteriore che ha superato il secondo allineamento c) coordinare in modo irregolare la guida dimostrando scarsa abilità


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LOGISTICA

L E TRASPORTI PER IL RILANCIO ECONOMICO

DEL PAESE DOPO ANNI DI DECRESCITA INFELICE

bartolomeo giachino

ex sottosegretario ai trasporti

Intervenendo alla convention, tenutasi nel mitico Grand Hotel di Cesenatico, del CDS, consorzio internazionale tra aziende di trasporto e logistica italiane, spagnole e francesi, l’ex sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino ha sollecitato il mondo dei trasporti a un forte gioco di squadra per convincere il Paese che, tra le azioni per uscire da un decennio di decrescita non felice, trasporti e logistica possono rappresentare insieme al turismo una sicura ricetta di successo 19

ogistica e trasporti determinano, insieme al costo dell’energia e a quello del lavoro, la competitività del sistema economico e produttivo ma anche il tasso di crescita del Paese. Se i porti del nord Europa, già leader nella logistica europea, si pongono l’obiettivo di raddoppiare i loro traffici nei prossimi vent’anni non può farlo il nostro Paese che ha altrettante potenzialità sin qui non utilizzate?Il libro dell’ex sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino, edito da Publitrans, dimostra come la carenza di infrastrutture e la inefficienza logistica siano tra le cause che hanno determinato la bassa crescita degli ultimi anni e possano, invece, con le misure previste nel libro determinare il rilancio economico e occupazionale del Paese.Negli ultimi anni i Paesi Europei che sono cresciuti di piu’ sono quelli che dispongono di una struttura logistica molto efficiente.Uno studio recente di McKinsey dimostra che con una gestione efficiente della logistica delle merci il Paese può avere una maggiore crescita di 12 miliardi; cosi come abbiamo previsto negli obiettivi del Piano nazionale della logistica 20122020 approvato lo scorso anno dalla Consulta dei trasporti e della logistica. Infrastrutture e logistica efficienti ci potranno consentire di attrarre anche maggiori flussi turistici.E con una logistica e infrastrutture efficienti i nostri territori diventeranno maggiormente competitivi e potranno bloccare il processo di delocalizzazione che è uno dei motivi strutturali più importanti alla base della decrescita.Nel libro vi e’ anche un capitolo che si occupa di sicurezza stradale alla luce del fatto che l’ex sottosegretario che si e’ impegnato a valorizzare il ruolo delle Scuole Guida ha seguito per conto del Governo tutto l’iter parlamentare che ha portato alla approvazione della Legge 120/2010 (nuovo Codice della Strada).


NON è UN PER AUTOM 120 milioni di euro: è questo il conto che gli automobilisti italiani pagheranno allo Stato, oltre all’aumento del 30% delle tariffe Pra di qualche mese fa che peserà circa 40 milioni di euro

C’

pesa così tanto da aver portato l’Italia a vincere questo triste primato: da noi è del 4,4%, mentre in tutto il resto d’Europa è in media del 3,3%. Un prelievo fiscale che nel 2012 ha raggiunto i 72,72 miliardi di euro. E nel frattempo la crisi dell’auto aumenta. Invece di migliorare, si peggiora sempre di più. L’ultima mazzata, pari ad è sempre qualcuno altri 45 milioni di euro, arriva dall’auche ci rimette di più, e nella crisi del mento del 10% dell’imposta di bollo mercato dell’auto questo qualcuno - che nella burocrazia dell’auto deve è l’automobilista. Daremo allo Stato essere moltiplicato quattro volte per ben 120 milioni di euro in più, grazie ogni immatricolazione, passaggio di alle ultime manovre contenute nel proprietà e per ogni minivoltura, e Decreto del Fare. Aumenti che pe- due volte per ogni radiazione - a cui sano su una fiscalità dell’auto già si devono aggiungere altri 75 milioni carica di per sé. Basti pensare che in di euro, derivanti dall’aumento delle soli quattro anni, dal 2009 al 2012, accise di benzina e gasolio. In totale è passata dal 16% al 17%, con una fanno 120 milioni di euro, che l’autoconseguente incidenza sul Pil che mobilista paga in più allo Stato per

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PAESE OMOBILISTI un’automobile che in realtà non può già quasi più permettersi. E quest’anno, a tutto questo, va ad aggiungersi il recente aumento delle tariffe PRA, giustificato per riequilibrare i “presunti” maggiori costi di servizio resi dallo stesso PRA. Di fronte a questa situazione di empasse Unasca aveva parlato chiaramente, senza strumentalizzazioni, e dando voce a chi, nel settore, sa come stanno effettivamente le cose. Il progetto di riforma presentato con Confarca e Andac aveva un obiettivo importante: far capire che molti di questi costi derivano da una burocrazia che si arrovella su se stessa, con duplicazioni che per l’automobilista significano doppi pagamenti. Un solo documento, la carta di circolazione europea, che vada a sostituirsi al certifica-

to di proprietà, e un unico archivio, al posto del doppio archivio PRAmotorizzazione, infatti, farebbero risparmiare costi inutili agli utenti e ridurrebbero gli sprechi per la pubblica amministrazione. “Si eliminerebbero – spiegava Ottorino Pignoloni, Segretario nazionale Studi UNASCA – inutili duplicazioni strutturali e procedurali che oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi, sia di natura fiscale, pari a circa 800 milioni di euro l’anno, sia procedurale, con la duplicazione di oltre 50 milioni di documenti cartacei da produrre e consegnare ai due uffici pubblici (Pra e motorizzazione)”. In una parola: semplificazione. Unasca non molla e continuerà, anche nel mese di settembre, a puntare su quella che sem-

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bra essere se non la soluzione, almeno un primo passo verso una presa di coscienza collettiva. La crisi dell’auto non si risolve di sicuro premendo l’acceleratore sulla fiscalità, ma di certo riformare una burocrazia ormai obsoleta e costosa rappresenterebbe un cambio di rotta. Con questa convinzione, di rimanere sempre uniti e determinati, tutti i soci Unasca sono pronti per la ripresa dei lavori parlamentari, pronti a “tornare sulla semplificazione dell’assetto attuale di un sistema operativo che ci vede sempre più penalizzato”, come ci ricorda Ottorino Pignoloni. Sperando che lo Stato, che per ora – come cantava De Andrè - si costerna, s’indigna, s’impegna, dia ascolto concretamente a chi conosce a fondo i problemi e le risorse di questo settore. (a.b.)


Il prossimo 5 ottobre si svolgerà a Roma l’Assemblea Straordinaria del Gruppo Sermetra che potrebbe sancire un importante riassetto societario. In questa intervista, la “chiamata alle armi” del Presidente del Gruppo Luca Andreoli Andrea Cinerari

N

el corso dell’Assemblea Generale 2012, con una mozione passata all’unanimità, i Soci Sermetra chiedevano al Consiglio di Amministrazione di studiare una soluzione alternativa alla forma consortile. Dopo un anno di lavori, lo scorso 20 aprile, veniva presentato un progetto di riassetto societario che l’Assemblea Straordinaria del 5 ottobre dovrà concretizzare. In queste pagine, abbiamo intervistato il Presidente del Gruppo Luca Andreoli.

Quali sono gli obiettivi del progetto? Gli obiettivi sono chiari e lineari: abbassare i costi e dare la possibilità all’Agenzia di offrire più servizi. Sono le due cose che hanno spinto la mozione e che tutti i Soci richiedono in un momento come quello attuale, ovvero aumentare il business con servizi nuovi e, al contempo, contenere le spese fisse.

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Obiettivi che l’attuale forma consortile non consente di perseguire? Non a pieno. Per i limiti delle finalità unicamente mutualistiche, la forma societaria consortile non è sufficiente per rispondere alle attuali necessità. Un’azienda è come un bambino: o cresce o muore. La consortile deve pervenire ogni anno al pareggio di bilancio e non può, neanche volendo, distribuire eventuali utili realizzati dalle controllate Sermetra Net e Assistance, che rappresentano l’anima commerciale del Gruppo e che sono in forte sviluppo.

Cosa prevede l’operazione? Dopo molti mesi di studio e una consultazione approfondita con l’Associazione di Categoria e molti dei nostri Soci, abbiamo presentato il progetto lo scorso 20 aprile in occasione dell’Assemblea annuale. Nuovamente, i Soci hanno manifestato unanime apprezzamento dando il “via libera” affinché fosse organizzata un’Assemblea Straordinaria, condizione necessaria per il varo definitivo. L’operazione prevede il mantenimento di una Consortile, più snella e garante della Rete, e la creazione di una Holding, che controllerà le Società Sermetra Net Service e Assistance. Due realtà connesse e interdipendenti: una

con funzioni mutualistiche, l’altra con la flessibilità richiesta dal mercato e la vena commerciale per generare nuovi business. Ogni Socio possederà un’azione della Consortile e una quota della Holding.

Con una Holding vedremo, quindi, Società più attive sul mercato? L’obiettivo è quello di valorizzare gli asset costruiti in anni di sforzi. La Net Service e la Assistance saranno più libere di intercettare partner industriali e finanziari. Gli investimenti non saranno più fatti dai Soci ma reperiti sul mercato. Non solo, la Holding ci consentirà, laddove necessario, di creare nuove Società ad hoc, per rendere operativi nuovi servizi e opportunità. Un esempio su tutti potrebbe essere quello di una Payment Institution, tema sempre più importante legato alla liberalizzazione del mercato dei pagamenti e alla diffusione dei pagamenti con moneta elettronica.

Che ruolo avranno nella Holding i Soci attuali? Nel modello individuato, gli attuali Soci Sermetra avranno lo status di Soci Fondatori e, come tali, potranno beneficiare di importanti vantaggi. Innanzitutto avranno il controllo della Società: sono, infatti, previsti criteri specifici che ren-

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deranno fortemente antieconomica la scalata della Holding da parte di realtà ostili; i Soci fondatori nomineranno sempre la maggioranza degli Amministratori; avranno il diritto di prelazione sulle quote poste in vendita da altri Soci; potranno accedere a maggiori dividendi e avranno potere di veto sulle proposte di modifiche allo Statuto della Holding. Teniamo fortemente a tutti questi vantaggi: i Soci hanno investito e creduto in Sermetra e questi sforzi devono essere ripagati con privilegi assoluti.

Qual è il prossimo passo? Il grande entusiasmo con cui è stato accolto il progetto durante la scorsa Assemblea, ci ha spinti ad andare avanti speditamente e a convocare un’Assemblea Straordinaria per il prossimo 5 ottobre. Il progetto potrà essere attuato solo con un terzo dei voti favorevoli di tutti i Soci, espressi nel corso di questo evento. E’ perciò fondamentale la presenza di quanti più Soci possibile. Chi era presente ad Aprile, ha capito l’importanza e la vitalità della riorganizzazione. Ora c’è bisogno della presenza. Quel giorno, a Roma. In gioco c’è probabilmente una parte del nostro futuro. Ho fiducia in questo progetto, perché può aprire nuove opportunità per tutti noi. E questa fiducia contagia e travolge tutti quelli che ne vengono a contatto.


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Per chi avesse già acquistato la nostra Serie Aula (listato 2010) è disponibile un “pacchetto aggiornamento” a prezzo ridotto, mentre si potranno conservare i correttori attuali in quanto abbiamo disposto i nuovi quesiti in modo che rispettino i vecchi correttori. V

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Questa scheda può essere verificata con l’uso del nostro CORRETTORE ELETTRONICO (versione 2010)

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na pubblicazione che anticipando qualunque altro testo sull’argomento viene a rappresentare il nuovo impianto regolamentare sulla circolazione dei “giganti delle strade” e cioè dei veicoli, delle macchine agricole e delle macchine operatrici, eccezionali nonché di tutti quei trasporti effettuati in condizione di eccezionalità. Il manuale “Veicoli e trasporti eccezionali”, realizzato da Alessandro Bicego, è edito dal Centro Studi Cesare Ferrari ed è stato redatto con l’intento di rendere fruibile la sintesi di una materia che oggi è più che mai attuale e sulla bocca di tutti gli Operatori del settore dopo l’entrata in vigore il 3 giugno del D.P.R. n. 31 del 12 febbraio 2013 a modifica del Regolamento di Esecuzione del Codice della Strada. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4.04.2013 del citato D.P.R.,vengono a modificarsi in particolare le attuali norme regolamentari sia per i veicoli e trasporti in condizione di eccezionalità ex-art. 10 NCdS (artt. 9,10,11,12,13,14,15,16,17,18,21 e Tabella I.3 art. 18) che per le macchine agricole eccezionali ex- art. 104 NCdS (art. 268), dando attuazione a quanto le Leggi n. 106/11 e n. 183/11 avevano disposto per semplificare le procedure di rilascio delle autorizzazioni relative ai trasporti eccezionali su gomma. Alessandro Bicego, impegnato in ambito istituzionale da oltre vent’anni nel settore dei trasporti ed in particolare in quello dei trasporti eccezionali, traccia un quadro preciso in merito a tutte le modifiche che vanno ad incidere, in taluni casi anche in maniera radicale, sull’applicazione del citato Regolamento e mette nel contempo “a fuoco” alcune delle attuali e più calde problematiche non ancora risolte dal Legislatore. Un taglio dell’opera unica in quanto Bicego affronta ogni tipo di tematica, non solo dal punto di vista accademico, ma anche con lo spunto di chi vive ogni giorno sul campo questa realtà. Non da meno sono i richiami anche a tutte le precedenti norme che in questi ultimi anni hanno sconvolto la materia dei trasporti eccezionali, dalle Leggi n. 120/10, n. 106/11 e n. 183/11 al Decreto Interministeriale del 4 febbraio 2011 sulle nuove

Veicoli e trasporti

eccezionali.

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Una vera e propria novità editoriale del Centro Studi Cesare Ferrari, per spiegare una materia sempre più attuale dopo le modifiche al Codice della Strada modalità di espletamento dei servizi di scorta tecnica. A compendio poi di quanto trattato, una disamina puntigliosa e dettagliata anche su tutti gli aspetti di natura sanzionatoria in relazione alle numerose violazioni che possono essere contestate dagli Organi di polizia stradale ai sensi dell’art. 10 e 104 del Codice della Strada. Uno strumento indispensabile per tutti gli Operatori del settore, quali gli Enti rilascianti le autorizzazioni, le Agenzie e gli Studi di consulenza automobilistica, le Imprese di trasporto, le Aziende agricole nonché gli Organi di controllo. Nella documentazione digitale – che accompagna la pubblicazione - è contenuta tutta la modulistica per poter redigere una regolare domanda di autorizzazione o per poterla rilasciare, le tabelle di riferimento per il calcolo

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dell’indennizzo di usura di tipo analitico e per la misura di quello convenzionale, gli aggiornamenti sulle sanzioni amministrative per il prossimo biennio e le principali direttive, circolari e note ministeriali sugli argomenti trattati ed in particolare la Direttiva n. 3911 del 1 luglio 2013 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in merito all’applicazione del recentissimo D.P.R. n. 31/13. Con le pagine di questa pubblicazione, Alessandro Bicego coglie anche l’occasione per sottolineare che questa normativa non sempre è stata ben colta in tutte le sue sfaccettature e pertanto, pur trattandosi di una materia di “nicchia”, la stessa non va sottovalutata perché particolarmente complessa e meritevole di un attento ed approfondito esame prima di essere applicata.


L’autotrasporto

diventa

Social

Comunicare velocemente sta diventando un’esigenza sempre più sentita anche nel mondo dell’autotrasporto. Per questo, sull’onda della diffusione dei social network, il marchio VDO del Gruppo Continental ha ideato il servizio di messaggistica istantanea chiamato TIS-Web Communicator, che permette di collegare il tachigrafo digitale presente su un veicolo con lo smartphone dell’autista Anna Barbetta

a

Web Fleet c’è il Calendario, che consente di visualizzare le attività giorno per giorno presenti sulla Carta Conducente inserita nel tachigrafo; il VDO Counter, il sistema intelligente che calcola i tempi di guida e di riposo e li mostra al conducente sul display dello smartphone, informandolo in tempo reale sulle ore di guida che ha a disposizione e sulle pause che deve effettuare; infine la Disponibilità ttraverso l’Applicazione TIS-Web Fleet, uti- autista, con cui l’autista può inviare i propri dati tachilizzabile mediante smartphone Android, l’azienda può grafici al servizio di archiviazione della propria azienda in inviare informazioni ai propri autisti, condividendo sulla modo che l’azienda stessa possa avere una panoramica piattaforma informatica TIS-Web scadenze, scarico dei sui tempi di guida e di riposo. Il tachigrafo digitale è divendati, segnalazioni sui luoghi di carico, sui cambi di desti- tato obbligatorio dal 2006, per Regolamento europeo CE nazione o sulle richieste di rientro in sede. Lo smartpho- 561/2006, per tutti i veicoli adibiti a trasporto merci con ne del conducente è collegato via Bluetooth al tachigrafo massa massima ammissibile superiore alle 3,5 tonnellate digitale, che raccoglie in memoria tutti i dati relativi a quel e tutti i mezzi a trasporto passeggeri con più di 9 persone veicolo: i tempi di guida, i tempi di lavoro, i tempi di riposo, a bordo compreso il conducente. Proprio nel 2006 la VDO i tempi di disposizione, la velocità, gli eventi, i guasti, gli è stata la prima azienda ad introdurre il tachigrafo digitale errori. Tra le funzionalità previste dalla Applicazione TIS- in piena funzionalità.

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Sempre

in alto

quota: la e ch e a, ot qu in è i rt be m li Ga Europa, d’ to L’ultima medaglia didaLunica al ù pi o gi fu ri il do an gn so vetta di Punta Giorita. Do, ve ha portato anche la targa di UNASCAbile Alberto Francescut Capanna Margher

S

empre più in alto. Vale per chi scala e raggiunge la vetta. Ma soprattutto per chi lotta contro le ... salite di ogni giorno. E le supera con la forza dentro. «L’avanzare inesorabile della mia malattia richiede una reazione che deve nascere dentro, nel profondo, e reggere quotidianamente». Meno male che Luca Galimberti, uno dei testimonial di UNASCAbile (www.unascabile.it), il progetto volto alla formazione culturale e tecnico-amministrativa per promuovere l’autonomia nella mobilità delle persone con disabilità, il fuoco ce l’ha. E lo alimenta (anche) tra allenamenti e imprese. Dalla canoa al nuoto, fino all’arrampicata sportiva: il suo pal-

mares è fornito di titoli tricolori. Medaglie per la vita. L’ultima in quota, e che quota: la vetta di Punta Giordani, sognando il rifugio più alto d’Europa: Capanna Margherita. Dove ha portato anche la targa di UNASCAbile. Partenza da Gressoney Saint Jean verso Staffal e, attraverso la funivia, in direzione Punta Indren. Dalla stazione di Punta Indren, quindi, in salita sul ghiacciaio dell’Indren verso Punta Giordani. Il Monte Rosa l’ha preso per le corna e l’ha domato come fa sempre quando afferra e doma l’Adrenoleucodistrofia e il Morbo di Addison. Il testimonial per la Regione Emilia Romagna è affetto da due rare malattie genetiche. Ma la grande forza di volontà gli ha permesso di salire, assieme a una squadra di amici, con lo sci di fondo paralimpico. «E’ la Squadra di “Oltre lo Sport” (www.oltrelosport.com): un team di atleti e sportivi che hanno in comune - spiega Luca - la grande volontà di innalzare la bandiera più im-

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portante: la vita. Credere in forti ideali ci ha spinto verso la prima di una serie d’iniziative volte a far emergere il ruolo dello sport nella vita reale con uno sguardo particolare rivolto a coloro i quali hanno situazioni difficili da contrastare nel quotidiano».

Le fasi cruciali L’attività sportiva è il motore salvavita, la determinazione e la tenacia gli ingranaggi per farlo funzionare. Com’è accaduto per la scalata verso Punta Giordani: «Con l’avvicinarsi alla parte più ripida dell’itinerario, gli accompagnatori predisponevano alcune coppie di corde fisse ancorate al ghiacciaio con dei “fittoni” da neve con cui, usando delle maniglie autobloccanti alpinistiche “Jumar”, Luca si è aiutato nella progressione». Ma ogni 100 metri finiva la lunghezza delle corde: «Lo slittino veniva quindi bloccato e venivano traslate le maniglie sulle corde successive, così via fino alla meta».


il team

in team con e un sogno avverato Un’impresa coronata nco Bieler, Fra , do fon di sci ro di Martha Beuchod, Maest ina, Felice Alp ida Squinobal, Gu olimpionico di sci, Renzo e Gialle. mm Fia ino alp so cor e il soc a Nicolino, Guida Alpina Luc vita lla de a re alla bandier Raggiunta la vet ta, olt ? Il ora E . bile CA AS UN di targa ha innalzato anche la c’erano à Punta Gniffeti. Non prossimo traguardo sar i. ard gu tra ovi di nu dubbi: sempre a caccia

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e t s i v v o Le pr o d r o b i d L

e provviste di bordo sono i generi destinati all’uso dell’equipaggio e dei passeggeri ed al funzionamento delle navi, che hanno la caratteristica della consumabilità, ivi compreso il gasolio usato per il rifornimento. Il Testo unico delle leggi doganali (DPR 23/1/1973, n. 43, articolo 254) prevede anche per le unità da diporto - sia per uso privato che adibite ad attività commerciale, di bandiera italiana, comunitaria o di Paesi terzi - l’agevolazione fiscale dell’imbarco in franchigia doganale di tali provviste di bordo. L’imbarco in franchigia può avvenire alle seguenti condizioni: • che le unità siano in partenza da un porto marittimo italiano con destinazione diretta ad un porto extracomunitario;

L’agevolazione fiscale dell’imbarco in franchigia delle provviste di bordo: regole e condizioni a cura di Aniello Raiola Ufficiale superiore delle Capitanerie di porto

• che la partenza avvenga entro le otto ore successive all’imbarco delle provviste; • che siano in possesso del “giornale partenze e arrivi”, dove vengono annotati, a cura dell’autorità marittima, porto di partenza e prevista partenza, nonché, a cura dell’autorità doganale, la data e l’orario dell’imbarco

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delle provviste e, a cura dell’autorità estera, il porto e la data di arrivo. In caso di rientro in porto italiano, lo scalo in porto estero dovrà risultare annotato mediante un visto apposto sul predetto giornale dall’autorità marittima o doganale estera. In caso contrario, il beneficio accordato è revocato e si applicano le sanzioni previste per il contrabbando. Inoltre, va ricordato che le provviste estere esistenti a bordo delle unità da diporto italiane non possono essere consumate in franchigia durante le soste in porti italiani. Il giornale partenze e arrivi viene rilasciato (con validità di due anni) da qualsiasi autorità marittima sia alle unità italiane che a quelle estere che intendano imbarcare provviste in esenzione doganale, e annotato contestualmente sulla licenza di navigazione. Pertanto, non è previsto per i natanti da diporto che, non essendo immatricolati, sono privi della licenza di navigazione: infatti, tali mezzi non sono ammessi al beneficio dell’imbarco delle provviste in franchigia doganale.


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