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Il mensile dell’Unasca. L’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica.

L’House Organ di riferimento per gli operatori del settore e non.

Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, Aut. C/RM/38/2011

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Anno XLVI ottobre 2013

stop alLE PATENTI AL PREZZO DI UNA PIZZA

La battaglia di Unasca contro le patenti low cost. Non basta guardare il prezzo, bisogna considerare la qualità dell’insegnamento e il servizio offerto. Che ha dei costi da cui sembra molto difficile sfuggire. La formazione della patente non si può scontare come una pizza www.unasca.it 1


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editoriale // il punto di vista

La politica deve tornare a capire il Paese

Il rapporto Cer 2/2013, di cui il Sole24 Ore ha pubblicato un ampio stralcio, dichiara che in Italia non è più in atto una forma di recessione (come accaduto nel 1975 e nel 1993) ma una vera e propria depressione. Una depressione che investe egualmente tutte le piccole e medie imprese, che oggi non riescono più a rappresentare la forza e la bellezza di questo Paese, ma anzi, mortificate continuamente da uno Stato che non riesce a garantire le riforme necessarie in campo economico e sul lavoro, non riescono nemmeno ad esprimere quella competitività necessaria per resistere ad un mercato più ampio nonché competitivo. In questi mesi Unasca ha lavorato incessantemente per opera dei suoi Segretari nazionali e del suo direttivo per apportare quelle modifiche e contribuire a quelle riforme di cui non solo la nostra categoria, ma l’intero Paese necessita. Tutti noi conosciamo quali siano le caratteristiche di queste riforme: meno burocrazia, meno costi, maggior tutela

Sono ormai anni che chiediamo con forza il contrasto all’illegalità e misure serie e responsabili per aumentare la sicurezza stradale. Non si possono più sostenere le concorrenze sleali delle istituzioni medesime, le gravosità delle imposizioni fiscali, ma soprattutto non si può sostenere l’assenza di dialogo e di riferimenti

ze sleali delle istituzioni medesime, le gravosità delle imposizioni fiscali, ma soprattutto non si può sostenere l’assenza di dialogo e di riferimenti: insomma non è più sostenibile l’assenza della politica. Oggi Unasca è sempre di più il punto di riferimento di una categoria martoriata nel tempo e dalle difficoltà di una classe politica che al contrario dovrebbe essere maggiormente attenta alle richieste e alle proposte che vengono fatte non tanto e non solo per tutelare una categoria, ma anche e soprattutto per contribuire all’ammodernamento del Paese intero. Il governo Letta è salvo: ora dobbiamo lavorare con coraggio per non disperdere il lavoro di anni e per richiedere quelle risposte che oggi non solo meritiamo, ma che dobbiamo iniziare a pretendere senza riconoscere altri alibi alla politica. Perché, senza paura di essere demagoghi, della politica con la maiuscola il Paese ha davvero necessità.

Vincenzo Cannatella Presidente UNASCA

degli operatori che oggi, a causa di molteplici vicende che si sommano e susseguono, sono costretti a chiudere i battenti e a vedere affossate le proprie aziende e speranze. Ma non solo: sono ormai anni che chiediamo con forza il contrasto all’illegalità e misure serie e responsabili per aumentare la sicurezza stradale. Non si possono più sostenere le concorren-

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http://www.unasca.it

la moda cambia. unasca resta. il portale di riferimento per le autoscuole e gli studi di consulenza automobilistica

online il nuovo website

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sommario // in questo numero

DIRETTORE EDITORIALE

Vincenzo Cannatella DIRETTORE RESPONSABILE

Damiano Maria Beltotto COORDINAMENTO EDITORIALE

Ottorino Pignoloni Emilio Patella IN REDAZIONE

Anna Barbetta Andrea Cinerari Mattea Guantieri Laura Michelini contributor

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Sicurezza: regole unitarie e chiare per tutta l’Europa

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Valeria Cecilia Mario Forneris Alberto Francescut Manuel Picardi Aniello Raiola

Una sintesi dell’intervento del Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi

Unasca in prima linea per lo Sportello Telematico del Diportista

ideazione grafica

La nostra voce sempre più forte

Superbollo perverso

Nove34 | Graphic Lab art director

Marco Archivetti EDITORE

Unasca piazza Marconi, 25 00144 Roma – EUR tel. +39 06 54221986 fax +39 06 5916542 unasca@unasca.it www.unasca.it PROVIDER EDITORIALE

Nove34 s.r.l. PER INFORMAZIONI E PUBBLICITÀ

Nove34 s.r.l. account@nove34.com STAMPA

Litostampa Veneta s.r.l. via Cappelletto, 12 30173 Mestre – Venezia ICONOGRAFIA

Shutterstock Images e Archivio interno

Vita in strada: istruzioni per l’uso Esami: come siamo messi?

«Prima fase esami pratici». Scheda indicazioni patenti di categoria B, B1 Rinnovo della patente: serve l’aggiornamento «I Consorzi Università della guida»

iltergicristallo@nove34.com

Semplificazioni: che il confronto abbia inizio

Registrato presso il Tribunale di Roma al n° 30/1997 in data 20/01/1997 Numero iscrizione Roc: 9057 Abbonamento postale 10 euro

Autentica falsa: sentenza illuminante

segnalazione e suggerimenti

L’EBAS per il mercato del lavoro Effetto rete

Sermetra per Agenzie e l’interlocutore Unico

Ripartono, dopo le vacanze estive, le attività del Centro Studi Cesare Ferrari D’epoca, con sicurezza

Siurezza stradale: priorità nelle agende di tutti

Segnali di soccorso, cardine della sicurezza in mare «Tutti Bravi»

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attualità // convegno

Road Safety Performance La PIN Talk in Italia è il 36mo evento organizzato dall’ETSC nel quadro del progetto PIN. Il Road Safety Performance Index (PIN) Programme è stato lanciato nel 2006 per mettere a confronto le performance dei Paesi europei in materia di sicurezza stradale. Attualmente il progetto coinvolge i 28 paesi dell’Unione Europea, Israele, Norvegia, Serbia e Svizzera.

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Sicurezza: regole unitarie e chiare per tutta l'Europa Ogni giorno. Non semplici numeri, ma progetti di vita reale si interrompono. Le nostre strade devono tornare ad essere simbolo di incontro, di sviluppo, di viaggio e non di pericolo. Con questo spirito, l’Italia e i paesi della UE sono chiamati a dimezzare ulteriormente il numero di vittime della strada entro il 2020. Missione difficile ma non impossibile, come è stato ricordato durante il convegno “La sicurezza stradale in Italia nel contesto dell’obiettivo europeo 2020” che si è svolto a Roma lo scorso 18 settembre di Mattea Guantieri

Mercoledì 18 Settembre a Roma, presso il CNEL (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro) si è svolto l’incontro “La sicurezza stradale in Italia nel contesto dell’obiettivo europeo 2020”. L’evento, organizzato da Fondazione ANIA e ETSC (Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti), è il terzo in Italia e rientra nel quadro del progetto PIN (Road Safety Performance Index). Ad aprire il dibattito sono i padroni di casa, nella persona del Presidente Antonio

Marzano, che lucidamente descrive il problema della sicurezza stradale in Italia. “La questione sicurezza stradale è di ampio respiro e non può essere affrontata solo da un punto di vista legislativo: la partita oggi si gioca sul campo civico”. Antonio Avenoso, il Direttore esecutivo dell’ETSC, chiarisce lo scopo del PIN: mettere a confronto le performance dei Paesi europei in materia di sicurezza stradale allo scopo di identificare e promuovere le migliori pra-

tiche e contribuire a formare la leadership politica necessaria per offrire a ogni cittadino europeo un sistema di trasporto stradale totalmente sicuro. Il PIN, infatti, oggi include 32 nazioni: i 28 paesi dell’Unione Europea, Israele, Norvegia, Serbia e Svizzera. A seguire, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. Con un discorso ben articolato, ribadisce i fattori che determinano la circolazione (uomo, veicolo e strada), le difficoltà per garantire il loro equilibrio, 7


attualità // convegno

e soprattutto l’impegno del Governo versato per la causa della sicurezza stradale. Di notevole interesse il passaggio dove il Ministro ribadisce l’importanza dell’Europa come punto di partenza per le novità legislative del futuro. Oggi tutto nasce e si sviluppa in Europa. Sergio Dondolini, il Direttore Generale per la Sicurezza Stradale per il Ministero dei Trasporti, presenta i notevoli sforzi compiuti dall’Italia per cercare di raggiungere l’obiettivo della riduzione del 50% delle vittime sulle strade, per il decennio 20002010 ed ha anticipato alcuni punti del piano nazionale della sicurezza stradale 2011/2020 che verrà pubblicato a giorni. L’On. Michele Meta, Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, snocciola un po’ di numeri sui dati dell’attuale situazione italiana. Al lordo di 205.638 incidenti registrati, nel 2012 ci sono stati 3.860 decessi, 292.019 feriti, il che equivale a circa 11 decessi al giorno, circa 2 all’ora. Il costo sociale am8

monta a circa 20 milioni di euro. I risultati ci sono. Nonostante la difficoltà di dialogo tra le varie forze politiche la Commissione Parlamentare è riuscita a porre l’attenzione e iniziare i lavori proprio sul tema della sicurezza stradale e la legge delega di modifica del codice della strada. L’ultima sessione di interventi, ovvero una panoramica internazionale, è stata offerta da Luca Persia per il CTL (Centro del Trasporto e della Logistica), centro di ricerca presso l’Università di Roma La Sapienza. Citando il Programma Sunflower, ovvero lo studio dei paesi virtuosi in fatto di sicurezza stradale, Persia ha dato spazio alla descrizione delle migliori pratiche di quei Stati che, nell’ultimo decennio, hanno ottenuto i migliori risultati in fatto di riduzione di decessi sulla strada: Spagna e Francia per i recenti successi, la Svezia come top player, da sempre al vertice della classifica. Il prossimo appuntamento ETSC sarà a Novembre a Berlino.

Ora è arrivato il momento di investire nel fattore “uomo” e quindi anche nella formazione


Un discorso semplice, chiaro, scevro dal politichese e che traccia le linee programmatiche

Una sintesi dell’intervento del Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi

Occorre valorizzare i comportamenti virtuosi e punire quelli trasgressivi. Il modello a cui ispirarsi è quello della patente a punti

Il discorso si è articolato sulle azioni che il Governo intende fare e in parte ha iniziato a realizzare nel campo della sicurezza stradale. Il Ministro ha sottolineato che il Governo ha posto immediatamente la questione della sicurezza stradale chiedendo al Parlamento di dare priorità alla legge delega di riforma del codice della strada, in modo da arrivare massimo entro un anno ad avere un codice della strada più snello, dove le norme di comportamento siano separate dalle questioni tecniche. Il secondo punto su cui il Governo intende intervenire è il fattore “educazione e prevenzione”, quello decisivo. La legge delega di riforma del codice si muove in questa logica. La formazione sarà la sfida principale, sottolinea il Ministro. “Occorre valorizzare i comportamenti virtuosi e punire quelli trasgressivi.

Il modello a cui ispirarsi è quello della patente a punti”. Nel corso del suo intervento, Maurizio Lupi, ricordando la tragedia di Ariano Irpino, ha annunciato “un piano quinquennale per il rinnovo del parco macchine nel trasporto di persone su gomma”. Nel trasporto di persone su gomma, ha spiegato il ministro, ”abbiamo 95 mila veicoli che si occupano di trasporto pubblico, di cui 26-27 mila solo nel settore privato. L’età media di tali veicoli è di 12 anni, contro una media europea di 7 anni. In particolare, il pullman della tragedia di Ariano Irpino, per il quale ci sono indagini in corso ma sul quale ci siamo già fatti un’idea, aveva 18 anni, con un milione di chilometri percorsi”. ”Questo quadro – ha aggiunto il Ministro – deve portarci a investire risorse per il rinnovo del parco macchine pubblico e priva-

to. Gli strumenti ci sono”. Lupi ha proposto di agire ”dal punto di vista della legislazione, rinnovando la legge del 2003 che definiva lo svecchiamento del parco macchine mettendo risorse con un piano quinquennale 2014-2019 da 500 milioni all’anno per il trasporto pubblico e incentivi al settore privato attraverso meccanismi di defiscalizzazione o agevolazioni ai finanziamenti. Occorre – ha sintetizzato Lupi – un mix normativo con investimenti nel pubblico per 500 milioni all’anno, mentre per i privati dobbiamo valutare in accordo con il Mise se ritornare alla forma tradizionale dei vecchi incentivi, oppure ragionare in termini di incentivazione fiscale o di un fondo per le agevolazioni ai finanziamenti”. Ora vedremo se vi saranno le condizioni e la forza necessaria per arrivare in fondo.

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attualità // intervista

Emilio Patella e Ottorino Pignoloni a confronto per un’Associazione sempre più chiara e decisa

La nostra voce sempre più forte di Valeria Cecilia

Quali sono gli obiettivi, i progetti, le battaglie di Unasca Autoscuole oggi? Le battaglie centrali per Unasca Autoscuole sono due: la sicurezza stradale e la tutela del valore del mondo delle autoscuole. Due obiettivi che in realtà sono le due facce della stessa medaglia, dato che le autoscuole sono e devono sempre porsi come gli operatori di eccellenza e di riferimento per l’educazione stradale, sia nei confronti delle istituzioni che dei cittadini. Una bella posizione ambiziosa da raggiungere, con quali strumenti? Unasca con tutto lo staff della segreteria ha segnato in agenda diverse attività e “appuntamenti” con il mondo della sicurezza stradale, attraverso la creazione di progetti e azioni di comunicazione che coinvolgano e mobilitino insieme il mondo autoscuole, i media, i politici e l’opinione pubblica. Noi vogliamo diventare il soggetto di riferimento per le istituzioni nell’ambito della tutela e riforma del settore, e vogliamo essere anche il soggetto che sappia tutelare gli interessi dei nostri associati e degli utenti finali che entrano con delle legittime aspettative in un’autoscuola. Per questo abbiamo messo in moto un’attività intensa di comunicazione verso gli associati e anche verso l’esterno, per far sentire a chiari toni la nostra voce in ogni occasioni possibile, con indicazioni, suggerimenti, richieste e ovviamente mettendoci a pieno servizio. 10

Qualche esempio? Il dato fondamentale da valorizzare è il fatto che le autoscuole “serie”, che noi difendiamo, offrono una formazione di qualità fondata su un investimento continuo. Un valore e un vantaggio che deve essere coltivato e portato in evidenza. La riforma del Codice della Strada, in procinto di essere discussa in Parlamento, sarà una occasione per proporre la formazione obbligatoria per alcune fasi del conseguimento della patente, con un ampliamento delle guide certificate ad altre categorie di patente. Come? Da poco abbiamo lanciato con successo una campagna sui media per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mercato sul fenomeno della vendita dei corsi per la patente sul web a prezzi ridotti fino al 70/80 per cento. Abbiamo preso una posizione chiara nei confronti di chi svende il nostro lavoro deprivandolo di ogni qualità e abbiamo invitato l’opinione pubblica a diffidare di offerte di corsi di formazione che non contengono nessuna garanzia per chi si appresta a mettere a rischio la propria vita in strada. Poco prima di questa campagna abbiamo fatto sentire la nostra voce, anche sui media, sulla riforma dei quiz per la patente e abbiamo condiviso il nuovo percorso di riforme intrapreso del ministero guidato da Maurizio Lupi, senza mancare però di far sentire la nostra voce di protesta, come nel caso della recentissima proroga ministeriale per

la CQC che ha creato danni per le autoscuole che si erano preparate e strutturate per sostenere i corsi, oltre che un danno per il bene comune in termini di sicurezza stradale. Ci parli allora di questa agenda di appuntamenti per il nuovo anno Abbiamo in programma un’importante campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli operatori non autorizzati che fanno formazione al posto delle autoscuole. Pensiamo, in particolare, al fenomeno dei noleggiatori, che in alcune città sta prendendo piede. A breve, coglieremo l’entrata in vigore delle nuove norme per il rinnovo della patente per ribadire la differenza del servizio offerto dalle autoscuole piuttosto che dalle asl. Stiamo pensando al lancio di un nuovo progetto nelle autoscuole, per ora in fase di elaborazione, inoltre abbiamo avviato con il centro studi Cesare Ferrari un ricco calendario di formazione per gli associati consultabile sul nostro sito web. Dovrebbe diventare, inoltre, operativo il protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione, per corsi di educazione stradale nelle scuole.


(Sportello Telematico dell’Automobilista), perché garantisce il rilascio dei documenti in tempo reale (a differenza del passato quando si doveva aspettare anche anni per avere il libretto e il foglio complementare), e permette il pagamento di tutti i tributi previsti, con un sistema di massima semplicità, garanzia e rapidità.

I dati di pochi giorni fa relativi alle immatricolazioni attestano un ulteriore calo. Quali sono le attività di Unasca Studi e il suo contributo alla ripresa del settore? Più che di crisi si tratta di un vero e proprio crollo del mercato auto in Italia. L’automobilista è sempre più vessato da una fiscalità crescente e a volte pure schizofrenica: ripetuti aumenti delle accise sui carburanti, dell’IPT, del bollo auto, il nuovo superbollo, le assicurazioni, i pedaggi autostradali, l’Iva, a cui si aggiungono i doppi costi della burocrazia del doppio servizio pubblico di gestione dei dati, che fanno del nostro Paese un caso unico al mondo nel campo automobilistico. L’Unasca Studi quale parte del mondo auto rappresenta e che ruolo ha nel settore? L’Associazione svolge una parte significativa nella filiera automobilistica, visto che rappresenta gli studi di consulenza, ovvero quelle imprese che oggi hanno un ruolo determinante nel sistema pubblico/privato dello STA

Ma quali sono nello specifico le iniziative di Unasca Studi? Dal 1994 abbiamo iniziato un percorso di attività finalizzato a semplificare la burocrazia, con l’obiettivo duplice di tutelare gli utenti e dare garanzie alla PA, creando una diversa operatività del lavoro dove gli studi rappresentino un reale valore aggiunto per il sistema, come solo il privato può garantire quando si mette a servizio di quello pubblico. Mi piace sottolineare sempre come questo obiettivo sia per noi una battaglia tanto di razionalizzazione e di equità quanto di modernizzazione del Paese. Quello a cui puntiamo è la riforma del sistema pubblico di gestione dei dati, perché qui risiede una delle contraddizioni più incredibili del nostro paese, caso unico al mondo appunto: noi abbiamo non uno, ma due archivi pubblici dei veicoli, l’uno il doppione dell’altro, cosa che comporta un rilevante quanto illogico spreco di risorse economiche, di tempo, di carte, di lavoro, di personale, perché secondo voi i due archivi che richiedono doppie procedure, doppi documenti, doppi invii, doppi tempi, doppie imposte, doppi problemi su chi ricadono, se non sui cittadini? E come pensate di raggiungere l’obiettivo? Da poco abbiamo trasmesso al Governo e alle Commissioni competenti di Camera e Senato una proposta precisa e dettagliata di riforma e semplificazione del sistema, così come abbiamo fatto nelle passate legislature. Abbiamo avuto diversi incontri con i Parlamentari e audizioni nelle Commissioni competenti. Stiamo inoltre investendo molte energie nella comunicazione esterna, cercando di dare ampia eco sui media a tutte le nostre azioni tese a sensibilizzare il Legislatore e l’opinione pubblica.

Quali le altre azioni in campo? Negli ultimi mesi abbiamo avviato una vera e propria campagna, tanto politica quanto mediatica, contro l’assurdo rincaro del 30 per cento delle tariffe Pra, sancito con decreto ministeriale che determinerà con questi aumenti nuove entrate alle casse dell’Aci, per il 2013, di per oltre 40 milioni di euro. Abbiamo fatto ricorso al TAR e lanciato un tam tam mediatico che ha coinvolto il web, i grandi quotidiani e le Tv. Stessa battaglia l’abbiamo fatta poco dopo contro l’aumento dell’imposta di bollo, che grava doppiamente sugli automobilisti per 45 milioni di euro che si assommano ai 75 milioni di ulteriore aumento dell’accise per un totale di 160 milioni di euro in più a carico degli automobilisti italiani. Tutto questo, in un contesto di crisi storica dell’auto, non è certo un bel vedere. Il mondo dell’auto avrebbe bisogno di una tutela “di sistema” quindi Unasca ha mai pensato di portare avanti le sue battaglie insieme agli altri soggetti del mondo dell’auto? Dialoghiamo e ci confrontiamo ormai da anni con le maggiori Associazioni dell’Automotive quali Unrae, Anfia, Assilea, Aniasa, Federauto. Per individuare insieme quali soluzioni ai problemi del comparto automobilistico, le proposte da fare alle Istituzioni, le campagne da attivare. Tornando al settore delle pratiche auto, la crisi come e quanto ha inciso sulle attività? La crisi dei consumi quindi delle vendite auto e dell’autotrasporto ha, di fatto, dimezzato il lavoro degli studi e con esso si sta sempre più riducendo la redditività dei servizi resi. Il tutto acuito, da una parte dalla concorrenza pubblico/privata che a volte tende a non rispettare le regole grazie anche all’assenza dei controlli e, dall’altra, dal pesante fardello di costi ed adempimenti che il doppio servizio pubblico scarica addosso a quello privato, riducendone inevitabilmente i margini di guadagno. (va.c.) 11


attualità // autoscuole

Vita in strada: istruzioni per l’uso di Anna Barbetta

20.500 ragazzi. 2.000 lezioni. 353 istruttori. 22 veicoli. 3 medaglie di rappresentanza dal Presidente della Repubblica. Daniele Bertato, Segretario provinciale UNASCA di Venezia, ci spiega il successo del progetto pilota di educazione stradale avviato con il MIUR

Ufficio Scolastico Provinciale di Venezia tel. +39 0412620901 usp.ve@istruzione.it

www.istruzionevenezia.it

Venice Safety Drive info@venicesafetydrive.it

venicesafetydrive.it

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Come è nato il progetto di educazione stradale “Vita in strada: istruzioni per l’uso”? Insieme con la Provincia di Venezia e con l’ufficio scolastico provinciale del Ministero della Pubblica Istruzione abbiamo iniziato nel 2007 coinvolgendo 13 scuole. Oggi, sette anni dopo, siamo arrivati a coinvolgere il 90% delle scuole nella provincia, con la partecipazione di 62 enti specializzati. Per saper comunicare efficacemente con i ragazzi tutti gli istruttori delle autoscuole sono stati formati dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova e dalla Onlus Villa Renata. Ma il progetto è rivolto anche a tutta la popolazione. Organizziamo infatti manifestazioni aperte al pubblico, con il Gruppo Venice Safety Drive, dove presentiamo una guida sicura per chiunque, sia per neopatentati sia per chi volesse approfondire maggiormente la guida e la sicurezza, come le forze dell’ordine o gli autisti delle ambulanze. Nell’ultimo anno, complessivamente, abbiamo avuto un impatto di circa 150.000 persone coinvolte.

distrarsi e perdere il controllo del veicolo in questi casi può portare ad un lieve incidente. Ma improvvisamente entra in scena una persona disabile, che magari si trova in sedia a rotelle proprio dopo un grave incidente. L’impatto emotivo per i ragazzi è molto forte e la persona disabile racconta la sua esperienza, per far capire che anche un attimo di distrazione può trasformarsi in un incidente grave. Nella seconda lezione facciamo fare ai ragazzi delle vere e proprie guide pratiche, e per questo abbiamo messo a disposizione ventidue veicoli. Nel terzo incontro affrontiamo quelli che abbiamo chiamato “effetti collaterali”, ovvero cosa può succedere a livello normativo per esempio su una omissione di soccorso. Sono le stesse Forze dell’Ordine a spiegarlo, non per spaventare ma per far capire che in caso di aiuto c’è sempre qualcuno a cui potersi rivolgere. Nell’ultima lezione poi riuniamo tutti i ragazzi della scuola in un incontro generale sulla sicurezza, con la presenza delle unità cinofile.

Qual è la formula di successo del programma rivolto alle scuole? Per coinvolgere i ragazzi bisogna saper parlare il loro stesso linguaggio e riuscire a far passare concetti importanti soprattutto attraverso le emozioni. Nella prima parte uno dei nostri operatori organizza insieme ai ragazzi delle rappresentazioni mettendo in scena situazioni che possono accadere comunemente a chiunque:

State pensando di estendere il progetto anche ad altre Province? Siamo orgogliosi delle tre medaglie che abbiamo ricevuto dal Capo dello Stato e della collaborazione avviata con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, a cui è stato presentato perchè possa diventare un protocollo a livello nazionale. Ora siamo in attesa del via libera per portare l’educazione stradale in tutte le scuole d’Italia.


«Prima fase esami pratici».

attualità // autoscuole

Scheda indicazioni patenti di categoria B, B1 CONTROLLI OBBLIGATORI

Esami: come siamo messi? Adeguamento del parco veicolare e nuovo esame di pratica: UNASCA in aiuto alle autoscuole

1.1) CARTA DI CIRCOLAZIONE • Verifica revisione periodica 1.2) ASSICURAZIONE • Verifica validità 2.1) CASCO • Correttamente indossato • Verifica omologazione e stato apparente 2.2) ABBIGLIAMENTO • Correttamente indossato 3.1) SEDILE • Regolazione distanza pedali • Regolazione altezza • Regolazione inclinazione • Regolazione poggiatesta 3.2) CINTURE • Correttamente indossate • Verifica stato di efficienza 3.3) SPECCHI • Regolazione 3.4) CONTROLLO DELLA CHIUSURA DELLE PORTE • Individuazione spia di segnalazione apertura porte (se presente) 3.5) OSCILLAZIONE DEL RIMORCHIO • Verifica a veicolo fermo e agganciato 3.6) SGANCIO E RIAGGANCIO DEL RIMORCHIO DAL VEICOLO A MOTORE • Corretta esecuzione

CONTROLLI A CAMPIONE

è stato un anno ricco di sfide. La nuova direttiva in tema di esami della patente ha stabilito una nuova fase di verifica del controllo e della preparazione del veicolo che in molti casi è stata condotta tramite domande teoriche, portando talvolta alla bocciatura del candidato ancor prima che si mettesse alla guida. Molte autoscuole, poi, si sono trovate a dover affrontare l’adeguamento del parco veicolare e la carenza di aree da adibire alla guida, causando un ritardo nella possibilità di effettuare gli esami. L’Unasca, che ha seguito tutte le dinamiche emerse con la nuova direttiva in tema di esami della patente, si è mossa e si sta muovendo per risolvere i problemi relativi al parco veicolare e al nuovo esame pratico. É stata predisposta una disposizione che spieghi come deve essere condotta la prima fase dell’esame pratico: al candidato deve essere chiesto di mostrare come si prepara e si controlla un veicolo, dove

si trovano le spie dell’acqua e dell’olio, il triangolo, ovvero tutto ciò che deve essere pronto ogni qualvolta si prenda il mezzo. Per quanto riguarda il parco veicolare, non solo è necessario trovare aree libere, ma anche a prezzi che siano accessibili per le autoscuole. L’Unasca sta lavorando per risolvere la questione assieme all’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani – per far sì che i Comuni forniscano queste aree a prezzi accessibili, con un ritorno economico per i Comuni stessi andando a qualificare la sicurezza e talvolta offrendo in cambio dell’area un percorso di educazione stradale nelle scuole. La nuova direttiva sugli esami ha anche introdotto le guide in autostrada e a tal proposito l’Unasca ribadisce la necessità di istituire il controllo della scatola nera sia per i tempi sia per i percorsi d’esame, così da poter accertare che le guide vengano effettivamente svolte anche in autostrada. (a.ba.)

4.1) PNEUMATICI • Controllo a vista o strumentale dello spessore del battistrada • Verifica “a vista” della pressione di gonfiaggio • Controllo corrispondenza marcatura su carta di circolazione • Individuazione della pressione di gonfiaggio consigliata 4.2) FARI E CATADIOTTRI • Stato generale 4.3) COMANDI E SPIE • Accensione luci anabbaglianti • Accensione luci abbaglianti – verifica “spia” • Indicatori di direzione • Avvisatore acustico • Riconoscimento spie rosse accensione quadro • Accensione della segnalazione luminosa di pericolo 4.4) STERZO • Durezza e non uniformità nel movimento • Verifica ortogonalità del manubrio • Verifica del corretto funzionamento e di giochi eccessivi 4.5) FRENI • Controllo a vista di assenza di perdite sull’impianto frenante idraulico (se presente) • Controllo a vista del consumo degli elementi frenanti (se possibile) • Controllo a vista delle condizioni dei cavi e delle relative guaine • Controllo a vista della registrazione dell’impianto frenante (corsa, mancanza di gioco, durezza leveraggi) • Verifica eventuale “corsa” del pedale/leva del freno 4.6) LIVELLI • Verifica o descrizione controllo livello olio motore • Verifica livello liquido impianto frenante • Verifica livello liquido lava vetri (ove possibile) 4.7) CATENA • Controllo a vista della tensione • Controllo a vista della lubrificazione 4.8) IMPIANTO ELETTRICO • Individuazione interruttore di emergenza e verifica funzionamento

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attualità // autoscuole

Rinnovo della patente: serve l’aggiornamento di Anna Barbetta

Gli italiani non si ricordano la teoria e hanno carenze su nozioni base della guida. UNASCA risponde proponendo l'aggiornamento tecnico, per una formazione continua alla guida e alla legalità

Riuscireste ancora a passare l’esame di teoria? Se lo è chiesto Direct Line, che ha condotto un sondaggio per verificare quanto gli italiani siano 14

ancora in grado di superare l’esame per la patente. A Bologna, ben il 69% ammette di aver dimenticato qualche nozione e solo il 31% crede di essere in grado di superare nuovamente un esame di teoria, mentre e il 6% dichiara che probabilmente non passerebbe affatto l’esame. Le difficoltà maggiori per gli intervistati riguardano le domande sul motore dell’auto (per il 53% degli intervistati), le domande sul parcheggio (per il 16%), quelle sull’atto pratico della guida (15%), seguite dalle domande sulle precedenze (9%) e sui segnali stradali (7%). A livello nazionale, il 18% dei torinesi ha sbagliato le risposte relative alla conoscenza del motore, mentre i palermitani (15%) e i romani (18%) trovano difficoltà soprattutto nelle domande relative alla pratica di guida. “Alla luce delle novità del Codice della Strada che abbiamo avuto negli ultimi anni – ha detto Barbara Panzeri, direttore marketing Direct Line – è bene ricordare che non è il solo esame della patente che determina la competenza alla guida di un automobilista. La competenza e l’esperienza vengono raggiunte dopo anni

di guida, informandosi e continuando ad aggiornarsi sulle novità del Codice della Strada”. Anche Unasca, da sempre, è convinta che formazione ed educazione stradale siano i cardini cui non possa prescindere alcun candidato. “La formazione - dice Cesare Galbiati - non serve solo per il conseguimento della patente, ma anche per formare i conducenti del domani, e deve tenere conto anche delle novità introdotte dal nuovo Codice della Strada e di nuovi aspetti, come l’eco guida e la tecnologia”. La proposta, quindi, è di un aggiornamento del rinnovo della patente, non solo per quanto riguarda la visita medica, ma anche con un piccolo corso di teoria. In alcuni Stati europei questo aggiornamento è previsto, mentre da noi è riservato soltanto ai conducenti professionisti. Questo per creare un “circolo virtuoso – conclude Galbiati – in termini di incidentalità e di mortalità, attraverso un aggiornamento tecnico, la cultura della legalità e il rispetto verso gli altri”, anche in risposta a tutte le sollecitazioni della società civile ai nuovi obiettivi di dimezzamento della mortalità su strada.


attualità // autoscuole

«I Consorzi Università della guida» Solo attraverso l’unione le Autoscuole possono affrontare il nuovo mercato di Emilio Patella

Tanti anni fa il compianto collega Ivano Romagnesi scriveva della costituzione del primo consorzio di autoscuole, il Consorzio San Siro. Oggi trovo che quel titolo, “I consorzi Università della guida”, sia quanto mai attuale. Nella maggior parte dei casi l’autoscuola è una impresa familiare: dal punto di vista imprenditoriale presenta una debolezza strutturale e difficilmente potrebbe rimanere con questo modello sul mercato. Unendosi in consorzi, le autoscuole possono affrontare ingenti spese per approntare il parco veicolare previsto dalle norme, organizzare corsi di ogni tipo, suddividendo l’impegno tra più soggetti, trovare al proprio interno chi si specializza in uno o nell’altro campo, offrire alla clientela più sportelli ai quali rivolgersi: un piccolo miracolo se si pensa alla natura individualista del singolo imprenditore. Ed è così che si sono create le “ Università della guida”, delle strutture dedicate, spesso veramente belle, ampie, modernamente attrezzate, dotate di più aule e di ampi spazi per la didattica e in grado di soddisfare le richieste dell’utenza. I consorzi, per loro natura, agiscono in ambito provinciale e hanno principalmente uno scopo economico e organizzativo, in primo luogo della didattica; mentre l’associazione ha il compito di tutelare le aziende in una prospettiva nazionale, oltre che locale, e da alcuni anni in una prospettiva europea e internazionale. Non vi è quindi nessuna antitesi e nessuna sovrapposizione di ruoli. Alla base vi è l’impresa autoscuola con i nobili compiti che il codice della strada le ha assegnato:” educazione stradale, istruzione e formazione dei conducenti” . Questi compiti possono essere svolti singolarmente o in maniera consortile. I consorzi hanno ancora potenzialità inesplorate e possibilità di lavoro da sviluppare nei prossimi anni: ecoguida, educazione stradale nelle scuole, corsi di guida difensiva, possibilità di accreditamento presso le Regioni per diventare enti di formazione a tutti gli effetti, venendo quindi accreditati per corsi di formazione professionale di vario tipo. L’associazione, anche tramite il Centro Studi Cesare Ferrari, può collaborare con i consorzi e contribuire a farli diventare e rimanere sempre più vere università della guida. 15


attualità // semplificazioni

Semplificazioni: che il confronto abbia inizio è iniziata “la partita” al Senato per analizzare, discutere e approvare il disegno di legge (DDL) sulle semplificazioni proposte dal Governo tra le quali, all’art. 10, si trova quella riguardante alcune procedure Pra. Unasca ha ben chiari gli obiettivi: non ci sono strade comode per evitare la discussione e il confronto Mattea Guantieri

“è venuto il momento affinché la riforma della burocrazia dell’auto torni a essere un punto all’ordine del giorno dell’agenda politica”. È Ottorino Pignolini, Segretario Nazionale Studi, a parlare osservando ancora una volta come una vera semplificazione delle procedure non può che avvenire con la definizione di un unico sistema pubblico, la razionalizzazione dei costi, l’eliminazione degli sprechi e il riconoscimento del lavoro svolto dagli STA privati che non devono farsi carico né di inutili costi, né debbono far pagare ai propri clienti tariffe pubbliche per servizi che la P.A. non fornisce più ormai da tempo. Dal quel 22 novembre del 2008, quando nel corso 16

dei lavori congressuali Unasca ricordò che lo stesso DPR 358/2000 affermava che lo STA nasceva come una prima riforma di semplificazione dei procedimenti automobilistici ‘in attesa, appunto, della riforma del regime giuridico dei veicoli e del conseguente riordino amministrativo’ ne è passata di acqua sotto i ponti. Eppure, ad oggi, la partita è del tutto aperta. L’ipotesi di snellimento procedurale che dovrebbe essere finalizzato a ridurre gli adempimenti per gli utenti, in realtà, presenta diverse criticità e desta preoccupazione per i possibili effetti derivanti dalla sua adozione. L’approvazione dell’art.10 produrrebbe, infatti, un aggravio dei procedimenti ammi-

nistrativi per cittadini e imprese, con ulteriori oneri e adempimenti anche in capo agli operatori professionali rappresentati, per gli operatori commerciali e per la stessa Motorizzazione Civile. “Gli appesantimenti – sottolinea Pignoloni - non sarebbero soltanto a carico degli utenti, ma se approvate, le previsioni dell’art. 10 avrebbero anche un forte impatto per i Tribunali, per le Forze dell’Ordine e per i Comuni, che si dovrebbero far carico di nuove e, soprattutto, ulteriori incombenze amministrative, che risulterebbe difficile ritenere possano essere eseguite senza alcun onere finanziario. Insomma, il contenuto dell’art.10 più


LE CRITICITà DELL’EMENDAMENTO segnalate dal settore dell’automotive ANFIA, ANIASA, ASSILEA e UNASCA rappresentative degli operatori della filiera Automotive quali, Costruttori, Società di leasing e di noleggio, studi di consulenza automobilistica, sono seriamente preoccupate per i possibili effetti derivanti dall’adozione delle disposizioni proposte da un emendamento al Decreto del Fare con identico contenuto dell’articolo 10. Ecco una sintesi delle criticità, esposte nella lettera: Secondo quanto proposto al comma 4, l’annotazione automatica delle formalità di perdita di possesso e rientro in possesso nel caso di furto, tramite comunicazione al PRA direttamente da parte dell’Autorità che ha ricevuto la denuncia, rischierebbe di creare grosse problematiche nel caso di veicolo in leasing e in noleggio, con una perdita di controllo sulla situazione del veicolo, ogni qual volta il cliente ometta di informare la società di leasing o di noleggio dell’avvenuto furto o ritrovamento del bene. Ciò con effetti pregiudizievoli anche in relazione all’ottenimento dell’indennizzo da parte della

che semplificare la vita a cittadini e imprese realizza una consistente riduzione dei carichi di lavoro degli Uffici PRA malgrado, e qui sta un ulteriore paradosso, proprio di recente, come sappiamo un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze abbia introdotto un corposo aumento delle stesse tariffe PRA (oltre il 30%) giustificato, a loro dire, nelle premesse del decreto stesso, dalla “necessità di garantire l’autonomo equilibrio economico finanziario del servizio - PRA - in rapporto ai costi effettivamente sostenuti per l’espletamento dello stesso. Perché invece, anche alla luce dell’auspicabile azione di riduzione della spesa pubblica non approfittare in

compagnia assicurativa con cui il veicolo è assicurato. Con riferimento al comma 6, non si comprende la ratio della variazione introdotta riguardante l’obbligo di atti bilaterali recanti la sottoscrizione autenticata del venditore e dell’acquirente nel caso di formalità PRA relative a veicoli usati. La sola firma autenticata del venditore sino ad oggi è stata infatti ritenuta idonea a trasferire la proprietà in capo all’acquirente. La nuova previsione complicherebbe esclusivamente la vita agli acquirenti e ai venditori dei veicoli, raddoppiando le autentiche nella vendita dei veicoli usati. Qualora la ratio della proposta di variazione fosse in qualche modo ravvisabile nell’esigenza di contrastare il fenomeno delle intestazioni fittizie, un appesantimento di tale portata non appare giustificabile. Se la firma del solo venditore intestatario sino ad oggi ha agevolato il mercato dell’automotive, tale variazione si porrebbe in senso opposto, appesantendo un settore già fortemente in crisi e che non necessita di ostacoli bensì di spinte a suo favore.

questo disegno di legge per “cogliere immediatamente l’opportunità di un profondo e complessivo ridisegno organizzativo del sistema di offerta dei servizi pubblici per la motorizzazione civile? Perché non pensare ad una vera riprogettazione dei processi operativi, e ad una più netta distinzione tra sfera pubblica e sfera privata (il doppio sistema pubblico italiano – ricordiamolo - è unico nella UE) di attività e ad un “miglioramento della soddisfazione degli utenti”, come testualmente recita il rapporto sulla revisione della spesa pubblica elaborato dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica del Ministero dell’Economia e delle Finanze depositato in Parlamento il 12 giugno

2008? Da parte nostra – conclude Pignoloni - continuiamo nel complicato lavoro di tutelare il ruolo tenuto dalla Categoria che garantisce un “supporto” decisivo per la P.A. nell’interesse generale. Un lavoro, il nostro, che cerca di tutelare il servizio privato rispetto a chi, nel servizio pubblico, pensa di poter continuare a lucrare sul nostro lavoro, addirittura non rispettando le regole vigenti, come abbiamo avuto modo di denunciare recentemente, e che esercita nei nostri confronti un’inaccettabile concorrenza sleale grazie ai doppi/tripli ruoli tenuti (quale pubblico/privato, controllore/controllato). Con rilevanti danni economici e d’immagine per le nostre imprese. 17


attualità // giurisprudenza

Autentica falsa: sentenza illuminante Il Pubblico Ufficiale e il falso ideologico, il Concessionario e lo Studio di Consulenza automobilistica: due facce della stessa medaglia di Ottorino Pignoloni

Illuminante sentenza della Cassazione (n. 25894 del 19/06/2009) che sancisce inequivocabilmente come integri il delitto di falso ideologico in atto pubblico la condotta del notaio o di altro pubblico ufficiale (tra i quali, come è noto, rientra il titolare dello studio o un suo delegato) che apponga, in calce ad una dichiarazione di vendita di un’automobile già sottoscritta, una falsa autentica di firma, attestando così falsamente che tale firma sia stata apposta in sua presenza, ad una certa data ed in un certo luogo, dal soggetto che egli avrebbe previamente identificato. Sono parimenti responsabili a titolo di concorso in falso ideologico tutti i soggetti (concessionari, venditori, studi di consulenza) che sfruttino o che agevolino la prassi seguita dal pubblico ufficiale di autenticare, anche in assenza del sottoscrittore, dichiarazioni di vendita già sottoscritte. In particolare, il concorso di persone nel reato di falso ideologico non presuppone un previo accordo tra le parti, in quanto l’attività costitutiva del concorso può essere rappresentata da qualsiasi comportamento esteriore che fornisca un apprezzabile contributo, in tutte o alcune fasi di ideazione, organizzazione od esecuzione, alla realizzazione del proposito criminoso. I PRINCIPI DI DIRITTO AFFERMATI DALLA CORTE DI CASSAZIONE L’azione costituente reato, cioè l’autentica non in presenza, è stata materialmente commessa da un solo agente, l’autenticatore, appunto, ma anche gli altri coimputati sono stati condannati in concorso. La fattispecie è regolamentata dall’art. 110 del c.p. e prevede che quando più persone concorrano nella commissione di un reato ciascuno è condannato alla pena stabilita. La sentenza in esame è di particolare rilievo perché ribadisce, in relazione alla definizione di concorso nel reato, un principio che già si andava affermando nella 18

giurisprudenza e cioè che per la sua insorgenza non necessita, come si è cercato di sostenere da parte della difesa, la dimostrazione di un accordo preventivo degli agenti nè una partecipazione materiale ma, quanto a quest’ultima, è sufficiente un qualsiasi comportamento che contribuisca alla commissione del reato; relativamente poi all’intesa preventiva è sufficiente un rapporto di causa efficiente, cioè un comportamento che causa o è semplicemente suscettibile di condurre a un determinato risultato. In parole povere, anche a volere escludere qualsiasi forma di accordo preventivo tra i tre soggetti interessati, il concessionario ha concorso al falso ideologico commesso dall’autenticatore poiché ha consentito che il venditore firmasse in sua presenza, avendo tuttavia consapevolezza del fatto che la sottoscrizione andava invece apposta in presenza del pubblico ufficiale autenticatore. Ha così creato le condizioni per le quali il legittimato ad autenticare potesse falsamente attestare come apposta in sua presenza la sottoscrizione. In causa efficiente si è concretizzato anche il comportamento del consulente automobilistico che ha fatto da tramite tra il concessionario e l’autenticatore, avendo ricevuto dal primo e trasmesso al secondo una dichiarazione già sottoscritta. La Corte ha quindi ritenuto che anche una semplice attività procedurale concorra alla formazione del reato poiché vi ha concorso sotto un profilo esclusivamente materiale ma necessario e sufficiente all’attività criminosa del pubblico ufficiale. Quanto infine al pubblico ufficiale a nulla rileva che la sottoscrizione fosse autentica poiché il falso ideologico si sostanzia nell’avere falsa-

mente attestato questioni inerenti alla propria specifica attività, e cioè l’essere vera la firma perché apposta in sua presenza e nella data indicata da persona previamente identificata. Si rammenta in proposito che il reato di falso ideologico, previsto e punito dall’art. 479 c.p., si consuma ogni volta che il pubblico ufficiale attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto in sua presenza, dato che la norma è posta a tutela della pubblica fede e della certezza dell’attività giuridica per cui il reato si perfeziona semplicemente con la mendacità dell’affermazione che reca appunto offesa alla certezza di diritto ed è del tutto irrilevante che dalla falsità non derivi un danno materiale o comunque materialmente quantificabile. A nulla insomma rileva che la firma fosse autentica poiché, ai fini della pubblica fede, essa è formalmente e sostanzialmente tale se attestata dal pubblico ufficiale, mediante dichiarazione di essere la stessa stata apposta in sua presenza nella data indicata. Il principio fondamentale affermato dalla Corte è pertanto che: “è’ sempre correo colui che, anche in mancanza di preventivo accordo, tiene un comportamento che costituisca contributo, di qualsiasi natura, alla realizzazione del progetto criminoso da altri ideato ed eseguito a condizione però che ciascun agente abbia coscienza del contributo che la propria azione può recare all’attività finale”. Tale circostanza si è concretizzata nel caso di specie perché il rivenditore di auto non può ovviamente ignorare che la sottoscrizione verbale di vendita deve essere autenticata e non può parimenti ignorare che l’autenticazione della sottoscrizione presuppone, ex lege,

La sentenza integrale n. 25894 del 19.06.2009 Cassazione Penale V Sezione è disponibile su www.iltergicristallo.it


attualità // innovazione

che la stessa sia apposta alla presenza del P.U. a ciò abilitato. Così come il consulente automobilistico non può ignorare l’illegittimità di un atto sottoscritto in bianco né i motivi per cui tale atto gli viene affidato per la successiva consegna, nella fattispecie, al soggetto che autentica, tanto più se, come nel caso di specie, il consulente si premura di fornire, in uno con l’atto, anche copia del documento del sottoscrittore fornendo così all’autenticatore dati che lo stesso avrebbe dovuto personalmente acquisire. Ritiene la Corte, ineccepibilmente, che tale circostanza sia prova inconfutabile di consapevolezza da parte dell’agenzia stessa della futura attività illecita poi posta in essere dall’autenticante.

il fatto contestato La vicenda nasce dalla denuncia di un soggetto che, acquistando presso una concessionaria un’autovettura nuova, ne ha affidata una usata in conto vendita, avendone pattuito il prezzo con il concessionario, ma il veicolo è stato rivenduto ad un prezzo inferiore. Il soggetto di cui sopra, pertanto, ha ritenuto di chiedere la differenza e ha dovuto intentare una causa. Tra i motivi di censura per fare le proprie ragioni nel proporre richiesta di risarcimento poiché, si ripete, l’autovettura era stata venduta ad un prezzo inferiore a quello concordato, il ricorrente denunciava all’Autorità la circostanza di non avere apposto la firma in calce all’atto di vendita davanti all’autenticatore legittimato. Alla “costruzione” della vendita dell’autovettura hanno concorso il concessionario, il consulente automobilistico e l’autenticatore nel modo seguente: il concessionario ha fatto sottoscrivere all’interessato la dichiarazione di vendita nel proprio autosalone, trasmettendo poi detto documento sottoscritto all’agenzia affinché, a sua volta, provvedesse – come è infatti avvenuto – a portare il tutto all’autenticatore per l’apposizione dell’autentica. Insomma una raccolta di firma e autenticazione “intermediate” dal concessionario e dallo studio di consulenza. Tutti i protagonisti chiamati in causa nella vicenda, autenticatore compreso, sono stati condannati per il reato di falsità ideologica in concorso ed al risarcimento del danno.

Unasca in prima linea per lo Sportello Telematico del Diportista L’auspicio dell’Associazione per una rapida attuazione della norma, in nome della chiarezza, semplicità e trasparenza per tutto il settore nautico di Anna Barbetta

Una proposta che Unasca porta avanti da oltre 10 anni: STED. Lo Sportello Telematico del Diportista è la risposta ad un sistema di registrazione attualmente frammentario e complesso, in cui le richieste di iscrizione e le successive trascrizioni, potendo essere rivolte a uffici diversi che non dialogano tra loro (Capitaneria di Porto, Ufficio Marittimo e Motorizzazione Civile) costringono l’utente a recarsi esclusivamente presso l’ufficio dove risulta iscritta l’unità da diporto. Con la Legge 228/2012 è stato istituito il Sistema telematico Centrale della Nautica, del tutto simile a quello già esistente per gli autoveicoli, che comprende un Archivio telematico centrale, ovvero una banca dati nella quale confluiscono tutte le informazioni di carattere tecnico, giuridicoamministrativo e di conservatoria, e lo Sportello Telematico del Diportista, adibito all’espletamento degli adempimenti connessi all’iscrizione e all’abilitazione alla navigazione delle unità da diporto. Gli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, già riconosciuti dalla legge, potranno abilitarsi quali Sportelli

Telematici del Diportista ed operare secondo le procedure del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con un unico referente pubblico ed una banca dati che contiene tutte le notizie relative alle unità da diporto, si garantisce così non solo una politica di sicurezza della navigazione sempre più efficace, con la tutela dell’ambiente ed una facile individuazione delle responsabilità, ma anche una politica dei tributi più equilibrata e, soprattutto, un efficace contrasto alle frodi. Anche in campo nautico, quindi, Unasca fa valere la voce di tutti gli associati, che credono fermamente nella sicurezza, nella legalità e in quegli strumenti che possono facilitare sempre di più trasparenza, uniformità e razionalità nelle operazioni. Al Salone Nautico Internazionale di Genova hanno partecipato come relatori Ottorino Pignoloni, Segretario nazionale Studi Unasca, e Emilio Patella, Segretario nazionale Autoscuole Unasca, in occasione del convegno “Sportello Telematico del Diportista – Esami Patenti Nautiche. Novità in arrivo per Scuole e Studi sulla nautica da diporto”. 19


attualità // fiscalità cos’è il superbollo

Superbollo perverso Unasca insieme all’intera filiera auto chiede al Governo di eliminare questa sovrattassa sul bollo nata nel 2011

Superbollo: Unasca insieme ad Anfia (produttori italiani), Aniasa (autonoleggio), Assilea (leasing), Federauto (concessionari),) e Unrae (costruttori esteri) non ci sta e chiede che sia abolito. L’intera filiera dell’auto in una lettera inviata al Governo spiega le ragioni per le quali questa sovrattassa sul bollo auto, nata nel 2011, debba essere tolta: “Ha prodotto una serie di effetti perversi che stanno penalizzando l’Erario, il mercato dell’auto e il suo indotto”. Il fallimento del superbollo era già stato espresso dai numeri prima dell’estate. L’obiettivo del Governo Monti era incassare 170 milioni di euro e invece a maggio 2013 non si erano toccati nemmeno i 60 milioni. Gli addetti ai lavori conoscono bene questi dati e adesso lanciano un ennesimo appello disperato. Anche perché di recente proprio l’esecutivo Letta ha paventato l’ipotesi di abolire il superbollo. 20

SUPERBOLLO, UN DANNO PER L’ERARIO Il superbollo voluto dal Governo Monti si è rivelato dannoso e controproducente. Nella lettera congiunta che le principali associazioni della filiera auto hanno inviato al Governo si evidenzia come questi 168 milioni di euro a cui mirava il governo Monti sono molto lontani. Nel 2012 lo Stato ha perso, tra minori entrate fiscali e mancato introito, circa 140 milioni di euro, così suddivisi: per lo Stato 93 milioni di euro di gettito IVA e 13 milioni di euro di superbollo; per le Regioni 19,8 milioni di euro di mancato pagamento del bollo; per le Province 5,2 milioni di euro di mancata IPT e circa 9 milioni di euro di addizionale su Rc auto. perché ABOLIRLO è il provvedimento stesso a non funzionare. C’è stata una riduzione delle immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW (-35% nel 2012 contro il -19,8% del mercato auto nel suo complesso). Nel nord Italia si sono moltiplicati i casi di “falsi leasing” di auto con targa tedesca (o ceca) date in noleggio da soggetti commerciali e utilizzate da clienti italiani (con mancato versamento dell’IVA, del bollo, del superbollo, dell’IPT, delle multe, dell’addizionale provinciale sull’RCA, oltre all’impossibilità di porre sotto sequestro le automobili immatricolate all’estero, la possibilità di sfuggire al redditometro, le difficol-

Il superbollo è un’addizionale erariale sul bollo auto, introdotta nel luglio 2011, che prevede il versamento di un importo pari a 10 euro per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW. Il provvedimento aveva effetto retroattivo su tutto il 2011 e su tutto il parco circolante. Successivamente, dal primo gennaio 2012, la sovrattassa è stata portata a 20 euro/kW ed estesa alle vetture con potenza superiore ai 185 kW.

tà di effettuare i controlli su strada e di individuare le responsabilità in caso di incidenti). Contemporaneamente si è diffusa la “esterovestizione” di veicoli, radiati per esportazione in paesi Ue, ma che continuano a circolare sul territorio nazionale con targa tedesca, austriaca e, soprattutto, bulgara o romena. E poi ci sono il boom di radiazioni per esportazione ed il crollo dei passaggi di proprietà di auto sopra i 185 kW, ridotti del 37% nel 2012 rispetto ai volumi del 2011. “In definitiva - scrivono le Associazioni - l’addizionale introdotta, oltre a condizionare negativamente sia il mercato del nuovo sia il mercato dell’usato, ha prodotto effetti negativi per l’Erario, non solo in termini di entrate fiscali previste, ma anche di mancato introito di IVA, IPT e bollo, conseguente alla riduzione delle immatricolazioni e del parco circolante. Appare, quindi, opportuna e urgente l’abolizione della sovrattassa, anche al fine di fornire al mercato dell’auto un primo segnale di rilancio, che possa invertire la rotta negativa degli ultimi anni e che vada nella direzione di un alleggerimento della pressione fiscale sul comparto. Nonostante le evidenti difficoltà attraversate dal settore a causa della crisi economica, infatti, dal 2009 a oggi il carico fiscale sulla motorizzazione ha continuato a crescere, fino a superare, nel 2012, i 72 miliardi di Euro, pari al 17% del totale delle entrate tributarie nazionali”.


attualità // lavoro

L'EBAS per il mercato del lavoro Si avvicina il primo anniversario della costituzione dell’EBAS, l’Ente bilaterale voluto dall’UNASCA e dalle Rappresentanze Sindacali firmatarie del Contratto Nazionale di Lavoro applicabile alle imprese che svolgono attività di autoscuola, studio di consulenza automobilistica o scuola nautica di Mario Forneris

Per quanto l’ipotesi di dar vita a questo organismo fosse già maturata da diversi anni, l’iniziativa di concretizzare tale passo ha preso corpo nel 2012 anche in considerazione del valore aggiunto che l’Ente Bilaterale rappresenta per la sopravvivenza e solidità delle imprese del settore e dei loro addetti nell’attuale congiuntura critica. Se il tavolo dei lavori per il rinnovo periodico del Contratto può essere condizionato dal fatto che ciascuno rappresenta gli interessi di una parte, il tavolo dell’Ente Bilaterale è certamente la sede più indicata per l’elaborazione di una dinamica e lungimirante politica economica di settore, elemento di forza per affrontare il futuro con maggiore possibilità di corrispondere alle aspettative di coloro che fruiscono del servizio e a quelle della Collettività. A maggior ragione nel caso di soggetti che esercitano un’attività ad alto contenuto pubblico, come lo è quella delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica, che comporta marcate responsabilità e delicate ripercussioni sul grado di sicurezza nei trasporti. L’EBAS ha dunque assunto l’impegno di promuovere interventi informativi e formativi finalizzati a migliorare l’entità e qualità dell’occupazione, sulla base di una puntale analisi dello stato dell’arte e delle criticità nelle attività interessate; agevolare l’accesso agli interventi di sostegno al reddito e di riqualificazione professionale nella

gestione della crisi aziendale; fornire gli strumenti utili a conseguire un’ottimale gratificazione reale degli addetti in relazione al costo del lavoro. In concreta attuazione delle proprie finalità, già dallo scorso mese di luglio all’Ente Bilaterale è stata riconosciuta la competenza di verificare la regolare applicazione del Protocollo Anticrisi, per cui, le aziende che allo scopo di non effettuare riduzioni di organico attuano una riduzione di orario di lavoro agli addetti, ne danno comunicazione all’EBAS per la valutazione di merito. Premesso che le imprese che svolgono l’attività di autoscuola, scuola nautica o studio di consulenza automobilistica devono applicare lo specifico CCNL, va rimarcato che la loro adesione all’EBAS dovrebbe essere una scelta automatica, infatti non comporta alcun aggravio economico sul costo del lavoro – anzi un modesto risparmio – e per contro determina un sostegno concreto all’attività dell’Ente che è di tutto beneficio per le imprese stesse. Chi viceversa decide di non aderire all’EBAS deve corrispondere ai lavoratori una integrazione retributiva maggiorata e ha la responsabilità di garantire autonomamente ai lavoratori le prestazioni e i servizi che l’Ente Bilaterale eroga ai lavoratori delle imprese aderenti. In sintesi, non esiste alcun plausibile motivo per scegliere di non partecipare a questo prezioso Organismo.

COME SI ADERISCE L’opzione può essere esercitata in qualunque periodo dell’anno, semplicemente richiedendo al proprio consulente del lavoro di predisporre la specifica scelta nella compilazione del modello F24 utilizzato per il versamento delle trattenute e dei contributi relativi alle buste paga. IMPORTO DEL CONTRIBUTO L’importo del contributo da versare all’EBAS è pari a 1,00 euro mensile per ciascun dipendente e deve essere corrisposto per 12 mensilità in un anno. COMPENSAZIONE RETRIBUTIVA L’azienda che NON aderisce all’EBAS deve erogare a ciascun lavoratore in busta paga l’importo compensativo di 3,00 euro mensili per 12 mensilità in un anno. COME SI VERSA IL CONTRIBUTO Il versamento viene al momento effettuato tramite bonifico bancario con cadenza trimestrale, sono in via di definizione le procedure che consentiranno di poter corrispondere all’EBAS le somme dovute mediante il medesimo modello F24 utilizzato per i versamenti contributivi. Versamenti e obblighi contrattuali Le parti sottolineano e rimarcano che il versamento dei contributi all’Ente Bilaterale di settore costituisce un obbligo contrattuale, secondo l’articolo 2 del CCNL approvato il 3 luglio, e che il mancato versamento può costituire il presupposto per sanzioni. Le Imprese non aderenti alla bilateralità dovranno erogare al lavoratore un quota di retribuzione pari ad 3euro lordi mensili per 12 mensilità direttamente in busta paga. Il datore di lavoro delle aziende di cui al paragrafo precedente deve comunque garantire al lavoratore le prestazioni ed i servizi che la bilateralità eroga, in considerazione del fatto che la bilateralità è un diritto contrattuale per ogni lavoratore.

COORDINATE BANCARIE Beneficiario EBAS Ente Bilaterale Autoscuole e Studi Banca Unicredit , Agenzia Roma Marconi IBAN IT39G0200805085000102384164 Causale – Azienda ... Contributo per il periodo ... N. dipendenti ...

Per ulteriori informazioni potete consultare

www.unasca.it/collaborazioni/ ebas/ebas-chi-siamo 21


formazione // la nuova guida

Effetto rete Per vincere le sfide di oggi e di domani esiste un solo modo: restare competitivi

Non bisogna arrivare lontano per capire quanto l’economia sia cambiata negli ultimi anni. Facendo due passi nella propria città ci si rende subito conto di quanto siano diverse le vetrine e le attività rispetto a qualche anno fa, senza contare la spietata concorrenza del mondo di internet.

La crisi ha colpito tutti, direttamente e non, amplificando la selezione naturale: chi ha continuato a dare vecchie risposte a nuove esigenze, inesorabilmente si è ridimensionato, se non addirittura ha chiuso i battenti. Il mercato delle autoscuole non è certo immune da questa logica, anche esso

L’innovativo format EASY Drive & Guidare Low Cost consente di far risparmiare ai partecipanti fino al 20% di carburante

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sta evolvendo rapidamente nella stessa direzione: gli allievi diminuiscono e i margini si restringono. Per vincere le sfide di oggi e di domani esiste un solo modo: rimanere competitivi, offrendo prodotti e servizi di qualità, in linea con la domanda dei consumatori. La Nuova Guida è nata per raccogliere questa sfida, costituendo un network di autoscuole d’avanguardia intenzionate a scommettere sulla qualità e sulla professionalità. Quello che era solo un progetto nel 2009, oggi è una realtà forte e dinamica, che ha saputo dare un nome e un marchio alle autoscuole di qualità e certificare un nuovo modo di essere Autoscuola. Troppo spesso, fatti di cronaca hanno portato alla luce esempi di scarsa, se non assente, professionalità da parte di elementi del mondo delle autoscuole,


che hanno avvilito tutta la categoria. La Nuova Guida, al contrario, ha voluto fin dall’inizio porre l’accento sull’importanza della formazione, rilanciando l’idea di autoscuola come un luogo di apprendimento, e non un mero “patentificio”, come riassume il motto del Network: “non prendere la patente, impara a guidare”. Dal momento che ciò che differenzia un’Autoscuola di successo dalle altre è la capacità di saper formare adeguatamente i propri allievi, La Nuova Guida ha studiato un Metodo innovativo, basato su evidenze scientifiche e codificato in un manuale. Il Metodo consente una preparazione più solida e mette insegnanti e istruttori in condizione di essere più efficaci e meno “stressati”. Il Metodo non si ferma qui. La Nuova Guida offre ai propri soci corsi e pubblicazioni innovativi e stimolanti su tematiche come: Metodo Due Ruote, Comunicazione efficace in Autoscuola e Ansia da esame. Un supporto essenziale al Metodo è il software Galileo Plus, strumento indispensabile per la gestione delle attività quotidiane dell’autoscuola e soprattutto dell’aula, favorendo multimedialità e partecipazione degli allievi. Altro aspetto non secondario, è quello che ha portato La Nuova Guida a guardare verso altre fasce di mercato, come risposta al calo di iscrizioni legato al rallentamento demografico. Il Network fornisce gli strumenti alle Autoscuole associate per aprire nuove prospettive di business, arricchendo l’offerta formativa attraverso esclusivi corsi di guida rivolti a privati ed aziende, per differenziare la propria proposta e raggiungere nuovo pubblico, non limitandosi ai soli patentandi. In particolare La Nuova Guida ha sviluppato l’innovativo format “EASY Drive & Guidare Low Cost”, rivolto a privati e flotte aziendali, nato grazie alla partnership con il progetto europeo ECOWILL, che consente di far risparmiare ai partecipanti fino al 20% di carburante. Un abbattimento di costo, per una voce sempre più importante nei bilanci. La Nuova Guida si è spinta oltre, dando vita a format ispirati a problemi e circostanze comuni a molti guidatori, finora senza risposta. Due esempi per tutti: “Donne al Volante”, un corso rivolto a tutte quelle donne che pur

La Nuova Guida pone l’accento sull’importanza della formazione rilanciando l’idea di Autoscuola come luogo di apprendimento e non un mero patentificio

avendo conseguito la patente hanno timore di mettersi al volante. Un Kit di lezioni con un Metodo semplice e progressivo. E “Bimbi a Bordo”, un corso per neogenitori per la sicurezza a 360° del proprio bambino. Inoltre La Nuova Guida supporta, mettendo a disposizione materiali e docenti, le Autoscuole che intendono organizzare Corsi di aggiornamento insegnanti/istruttori e perseguire questa nuova opportunità di business. La diversificazione dell’offerta non passa solo attraverso nuovi corsi da proporre a clienti potenziali, ma anche ampliando le attività della propria impresa. I soci La Nuova Guida hanno la possibilità di intraprendere l’attività di intermediazione assicurativa attraverso i mandati di Sermetra Assistance, proponendo ai propri clienti un’ampia gamma di polizze, dalla RC auto ai rami elementari. Quelli appena elencati sono alcuni dei vantaggi che può offrire l’adesione ad un Network nazionale, che permette di ampliare il proprio orizzonte lavorativo tramite opportunità difficilmente ottenibili dal singolo imprenditore. Basti pensare alle partnership de La Nuova Guida con aziende di primo piano, o la partecipazione a importanti progetti europei con l’obiettivo di ampliare le opportunità di crescita professionale dei propri soci. Inoltre “l’effetto rete”, per mezzo di importanti economie di scala, consente alle autoscuole associate di divenire punto di distribuzione qualificata ISO 9001 ed esporre il certificato CSQ. Un elemento distintivo e riconoscibile da clienti ed imprese. Elemento di primo piano per La Nuova Guida è la visibilità. La risposta del pubblico passa, inevitabilmente,

attraverso una buona capacità di “saper vendere” il proprio prodotto. Per questa ragione La Nuova Guida realizza campagne pubblicitarie su scala nazionale, calibrate sul target di riferimento, coinvolgendo radio, internet, social network e mezzi stampa. Con l’obiettivo di portare nuovi allievi in Autoscuola e accrescere la professionalità percepita della formazione. Infine, all’interno del sito internet www. lanuovaguida.it, ogni Autoscuola dispone di un Mini Sito personalizzabile: uno strumento dinamico ed efficace che consente di essere sempre in contatto con gli allievi e farsi conoscere dai nuovi, eliminando le spese di realizzazione e gestione del proprio sito. La Nuova Guida si rivolge quindi a tutti quegli imprenditori che non si accontentano di sopravvivere alle difficoltà imposte dal contesto economico, ma che hanno voglia di rilanciare e mettersi in gioco, dando una nuova dimensione alla propria professionalità potendo contare sull’appoggio di un Network innovativo e distinguersi sempre di più come Autoscuola di Qualità.

EASY Drive e Guidare Low Cost, Donne al Volante e Bimbi a Bordo: i format innovativi per raggiungere nuovi clienti

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formazione // sermetra

Sermetra per Agenzie e Autoscuole: l’interlocutore unico “Un’unica linea per tutte le tue esigenze”. Questo il motto che Sermetra Net Service ha coniato per il piano di comunicazione 2013: un’offerta complessiva verso Agenzie e Autoscuole

L’idea è quella di una metropolitana, un linea diretta dove ogni fermata rappresenta una diversa opportunità di business: se il titolare desidera incrementare i servizi erogati al cittadino, non deve far altro che rimanere seduto comodamente al proprio posto. Supportato da un’unica linea telefonica, dove può risolvere problemi afferenti a competenze diverse parlando con un unico interlocutore. Pacchetto STA Il pacchetto STA comprende 3 servizi: Connettività, Assistenza STA, Polizza Fidejussoria STA. Con la prima, l’Agenzia si collega agli Enti, trasmettendo i dati in sicurezza 24

e abbattendo i costi grazie ad una comune linea ADSL. L’Assistenza STA, l’unica di questo livello che parla al telefono 6 giorni su 7, garantisce consulenza normativa per l’inserimento e la trasmissione delle pratiche, anche le più strutturate. Ultima e fondamentale componente, la Polizza Fidejussoria STA, per la quale l’Agenzia non dovrà preoccuparsi della documentazione reddituale, in quanto non costituirà oggetto di giudizio per la messa in copertura. pacchetto Bolli Il pacchetto Bolli racchiude i servizi: Riscossione, Assistenza e Polizza Fidejussoria.

La Net Service fornisce strumenti utili e professionali, indispensabili per erogare un servizio impeccabile. Anche grazie all’Helpdesk, che garantisce supporto e Assistenza per ogni problematica tecnica e normativa. Il cerchio si chiude con la Polizza Fidejussoria Bolli che, con tre fasce di prezzo, permette l’accesso alle migliori condizioni economiche. Gestionale Leonardo e software per la trasmissione e stampa Il Gestionale Leonardo consente la lavorazione delle pratiche in modo semplice ed efficace, con un’offerta “all inclusive”: archiviazione ottica,


trasporto merci, contabilità, gestione sospensione concessionari, testi parametrici. Leonardo può essere integrato da Pratico STA, che consente di inviare file XML e stampare in modalità singola e multipla, e da Pratico Patente, per il ridimensionamento della foto e l’invio di tutti i dati in Motorizzazione. Per finire con la novità del Pratico Posta, che permette all’agenzia di inviare lettere di posta prioritaria e raccomandate ai clienti in maniera individuale o massiva. Con un risparmio sostanziale sui costi ordinari di postalizzazione. Altri Servizi Lo Studio di consulenza può completare la propria gamma con le Visure PRA, attraverso cui effettuare ispezioni complete sulla vita del veicolo, e alle Visure DTT, per risalire ai Dati Tecnici, alle Direttive Europee, alle Emissioni Inquinanti di un veicolo. Infine, Infocamere. Un accesso al registro banche dati delle Camere di Commercio, utile per passaggi di proprietà tra aziende. Mondo Autoscuole Sermetra Net Service ha al suo interno una branca dedicata ai software per le autoscuole. Galileo modulare è ideale per la didattica e le esercitazioni degli allievi in aula o a casa. Un prodotto flessibile che può essere “costruito” a seconda delle esigenze. Con alcuni plus insostituibili come l’attivazione dei quiz senza il costo dei cd, i tastierini elettronici e le statistiche allievi. Anche in questo caso, l’Autoscuola può aggiungere Pratico Patente.

Abbiamo intervistato Giovanni Montagna, titolare dell'Agenzia Autoscuola Montagna – Schepis di Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania. Una delle molte aziende ad aver scelto Sermetra come unico interlocutore Come ha iniziato l’attività di Agenzia? La mia attività è iniziata con l’Autoscuola, ma da circa 3 anni ho deciso di aprire l’agenzia, affidandomi a Sermetra per tutti i servizi. Mi sono avvicinato a questa realtà grazie ad alcuni colleghi della zona che usavano già i servizi, erano molto soddisfatti e ne parlavano bene. Qual è il servizio che le sta regalando più soddisfazioni? Il bollo auto. Perchè mi ha permesso di fidelizzare il cliente. è un servizio che mi ha ripagato con numeri importanti in termini di clientela e il fatto di offrire una consulenza completa, come la bonifica delle situazioni pregresse, mi ha consentito di diventare il loro punto di riferimento. Un cittadino

che entra in Agenzia per pagare il bollo auto, si aspetta un servizio diverso rispetto agli operatori non specializzati. E questo fa la differenza, perchè poi, se ha bisogno di un Passaggio di Proprietà o un servizio dal più alto valore, sa che può contare su di me. Perchè è importante avere un interlocutore unico? Perchè semplifica il mio lavoro e quello dei miei collaboratori. Tutti i servizi erogati dalla mia Agenzia sono forniti da Sermetra Net Service per cui per qualsiasi necessità, tecnica o normativa, ho un unico punto di accesso. Anche all’interno della stessa telefonata mi capita di risolvere problematiche legate ad aree diverse e questo per me è fondamentale. Come lo è per i miei collaboratori. 25


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NOVITÀ: Il 1° OTTOBRE 2013 cambiano gli esami a Quiz per le patenti A e B! Noi siamo pronti: - Argomenti dei Quiz: indispensabile strumento per l’insegnante con tutte le proposizioni dei Quiz divise per argomento. Capitolo per capitolo, vengono evidenziate le proposizioni NUOVE e quelle modificate, con un dettagliato confronto con quelle passate. - testi teorici: i nostri 3 testi teorici, completamente rinnovati e allineati ai nuovi quiz il “TRADIZIONALE” con disegni e vignette, L’ESAME PER LE PATENTI Ae B il “FOTOGRAFICO” con fotografie di situazioni reali,

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TUTTE LE PROPOSIZIONI VERE E FALSE DEI QUIZ LISTATO 2013 - PATENTI A e B ORDINATE NEI 25 CAPITOLI MINISTERIALI

il “TUTTO QUIZ”, nostra idea originale e cavallo di battaglia da molti anni, riporta tutte le proposizioni “VERE” dei quiz dopo ogni singolo segnale o argomento.

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Pronti e aggiornati i nostri 2 libri Quiz: - I QUIZ A SCHEDE: tutti i quesiti ministeriali disposti su 180 schede fac-simile d’esame redatte in modo da evitare ripetizioni e lavoro inutile; - IL LIBRO DEI QUIZ: tutti i quesiti ministeriali disposti per argomento, ordinati nei 25 capitoli ministeriali. A corredo, nella parte finale, 24 schede Fac-simile d’esame. Di entrambi i libri esiste la versione precorretta per l’INSEGNANTE

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Le esercitazioni possono essere svolte sia per argomento che su schede fac-simile d’esame. Tutti i quesiti hanno un commento all’eventiuale errore e sono corredati di traduzioni (opzionali) in 9 LINGUE

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LISTATO

2013

LIMITAZIONI D’USO E REQUISITI MINIMI DI SISTEMA SUL RETRO yout

Ris pon dere s

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“Schede plastificate per esercitazione in aula”, corredate da una serie di 6 correttori a griglia in plastica o da “correttore elettronico”.

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SC HE DA to co oro co lla ga è co lico pr 40) o bian 1 Le biciclette 11n Il limite 21 apedalata in fig assistita,FAL dotate velocità sulle autosc SA i da con rettangol bbdi un ofonmassimo da uta posizion ura ia to iente, (pro stessa nel segn nno , bisogn di motore elettrico ausiliario potenza masstrade èpaordinariamente 130 Km/h per auParte IIdi F se diriten Scheda ra rossa23 Il a casella 1 a 20) + ero della pulit ala a co cica, fino a 3,5 ne una biro A, sull zioni da un as ere il num stra "fond sima fino a 0,25 kW, sono definite ciclomotori VER o complessiva uta mpr la correzio o tocaravan di massa da" e I (proposi ame, scriv cens zare per iV se riten n.ra eda d’Es ame: Part info gara di datonnellate ga . Non utiliz da ore a casella eda d’Es rtuna Sche a una Sch falsa Sche sull nt la Sch ive nz 1 ecc) quel di relat is i V F V F i 32 Il ino, che ce ParteiaII pe V to soluzion ENENZE: riportare le soluzion F (croce, pall casella vera Parte I un ERT ERT rela conduc tare le 40 le viI vita r Parte a visibile ito sia la Scheda n. zion lizio ette di ripor Scheda n. ttim di iniziare di ini 21 segno ben mama esimo ques e al ente de 15 nne” perm e de al 1 V colonna) tere un 2 In presenza del segnale raffigurato per il med spazio V totale Lo F le co co I PartesiIIdeveParte I Parte II V F 12 ve re Fnddiucarresto pp ppo di colo ioni, met lla è pari allo spariempire ai piedi della ni “gru ni “gru V ndiz n. vi sono Parte proposiz 24 Pe da se Scheda n. rallentareSche ioni. 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Per chi avesse già acquistato la nostra Serie Aula (listato 2010) è disponibile un “pacchetto aggiornamento” a prezzo ridotto, mentre si potranno conservare i correttori attuali in quanto abbiamo disposto i nuovi quesiti in modo che rispettino i vecchi correttori. V

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Questa scheda può essere verificata con l’uso del nostro CORRETTORE ELETTRONICO (versione 2010)

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PREPARAZIONE GLOBALE: • 25 capitoli esplicativi degli argomenti del corso teorico; • TUTTI i QUIZ ministeriali suddivisi in 25 raggruppamenti, ciascuno abbinato al relativo capitolo di teoria, raccolti per argomento; • numerosi esempi di schede fac-simile esame (completi di correttori manuali rimovibili); • fac-simile del pieghevole ministeriale contenente SEGNALI STRADALI - RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE

PREPARAZIONE AeB GLOBALE PATENTI LISTATO 2013

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LA TEORIA + TUTTI I QUIZ

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E Esercitazioni: multimediali o su SCHEDE AULA 27


formazione // corsi di successo

Ripartono, dopo le vacanze estive, le attività del Centro Studi Cesare Ferrari di Nicola Ligorio

Ripartono, dopo la pausa estiva, le attività del Centro Studi Cesare Ferrari.

Espandere la propria attività e fare marketing sui Social Network.

Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap) e offre la possibilità ai partecipanti di esibire un logo distintivo che certifica e rende riconoscibile la competenza acquisita nel settore automobilistico per le persone diversamente abili, peraltro arricchito dalla sottoscrizione dell’accordo siglato con la società Mobilità e Servizi per la consulenza in materia di agevolazioni fiscali riservate alle persone con disabilità relativamente ai veicoli destinatati al trasporto e alla guida.

Social Network • Autoscuole, Studi Consulenza Automobilistica ed i Social Network • Usare Internet per Espandere la Propria Attività Professionale • Cercare nuovi contatti professionali •

Unascabile Prosegue il progetto formativo “Unascabile” che coinvolge gli Studi di Consulenza Automobilistica e le Autoscuole. “Unascabile” nasce da un protocollo d’intesa tra Unasca e la

Front Office Le nuove regole per la gestione della relazione con il cliente del Front Office degli studi di consulenza automobilistica e delle autoscuole in un periodo di crisi.

Continuano i corsi di formazione su tematiche che hanno riscosso un buon successo

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Essere sinergia… Principi di cooperazione creativa Se propriamente compresa, la sinergia è la più nobile attività della vita sia professionale che personale. La sinergia permette di creare nuove alternative: qualcosa che non esisteva prima. Corsi di alta formazione presso Università di Macerata Cogli subito questa favolosa opportunità di crescita professionale... per diventare “dottore!”. Grazie all’accordo da tempo siglato tra UNASCA e l’Università di Macerata, offriamo l’opportunità di iscriverti al corso di laurea in Scienze dell’Amministrazione l’Università di Macerata ed usufruire del riconoscimento


di crediti formativi supplementari per le professionalità acquisite nel corso della propria attività professionale, più eventuali crediti per chi frequenterà le due giornate di alta formazione, che si terranno a Macerata nel prossimo mese di novembre. è sempre un bella esperienza quella dell’Università e dell’incantevole città di Macerata, un momento professionalmente molto qualificante. Un evento che in questi anni ha coinvolto circa 400 partecipanti , 70 iscritti all’Università e a tutt’oggi 20 laureati. Formazione a distanza La possibilità di formarsi direttamente da “casa”, rende questo prodotto una valida alternativa rispetto alle forme tradizionali di apprendimento

Il Centro Studi “Cesare Ferrari” è un centro di ricerca e formazione senza fini di lucro, costituito fra imprese esercenti l’attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e di autoscuola che è stato fondato nel marzo del 1998, con il patrocinio dell’Unasca.

Persegue le seguenti finalità: • promozione di studi ed effettuare ricerche sull’attività della circolazione dei mezzi di trasporto e dei loro conducenti; • soddisfacimento del fabbisogno formativo degli associati mediante l’organizzazione di corsi di formazione, aggiornamento professionale e convegni sulle tematiche di settore; • elaborazione di progetti e proposte, anche di concerto con le Pubbliche Amministrazioni per la razionalizzazione della normativa vigente in tema di trasporti; • pubblicazione di testi, manuali, libri e dispense sulle attività delle diverse imprenditorialità esistenti nel campo dei trasporti, e nelle materie sopra citate. è autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad effettuare i corsi di preparazione agli esami di capacità professionale per gli autotrasportatori di cose per conto di terzi e viaggiatori e svolge la sua attività su tutto il territorio nazionale ed in particolare nelle 50 sedi operative autorizzate dal Dipartimento dei Trasporti Terrestri . Collabora inoltre con numerosi Enti locali nell’organizzazione e svolgimento di seminari di aggiornamento e qualificazione degli operatori del settore.

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formazione // corsi di successo

Centro Studi “Cesare Ferrari”

Area ricerca e statistica

Il Centro Studi “Cesare Ferrari” ha deciso di sviluppare nel corso del 2013 il settore “Ricerca e statistica” per offrire elementi utili allo studio ed approfondimento del mondo delle autoscuole e studi di consulenza automobilistica. In particolare verrà analizzato il mercato, lo stato di salute del settore, le aspettative, le paure ed i dati oggettivi forniti dal terzo polo informatico “Sermetra”. Le analisi verranno svolte tre volte all’anno con l’utilizzo di questionari ed elaborazione dati che saranno poi vagliati da esperti del settore e sociologi, fornendo un documento di sintesi che verrà poi messo a disposizione dell’UNASCA.

per tutti coloro che non hanno la possibilità di partecipare a sessioni d’aula o per coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze e specializzarsi su una determinata materia o argomento di preferenza. L’accesso ai corsi offre un nozionismo di base, ideale per i collaboratori ma anche spunti di approfondimento utili ai titolari degli studi di consulenza automobilistica. Non possiamo e non vogliamo sostituire la formazione di tipo tradizionale bensì affiancarla con soluzioni più consone cercando di soddisfare una platea di pubblico sempre più ampia. Formarsi per cogliere nuove opportunità lavorative Con il progetto “cogliere opportunità di lavoro”, abbiamo presentato, attraverso incontri formativi che hanno visto la partecipazione di oltre 300 partecipanti, alcune opportunità di lavoro permettendo agli associati (Studi e Scuole) di ricevere le informazioni di base per poter offrire ai propri clienti nuovi ed interessanti

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servizi: accedere ai finanziamenti dell’Albo degli Autotrasportatori ed organizzare la formazione rivolta alle aziende operanti nel settore dell’autotrasporto; diventare Docenti certificati Centro Studi “Cesare Ferrari” per tutti coloro che vorranno intraprendere un percorso formativo professionalizzante che mira ad acquisire le nozioni necessarie per diventare un “buon” docente; organizzare i corsi sulla sicurezza, in base a quanto stabilito nell’Accordo Stato-Regioni pubblicato in GU il 13/03/2012. Nello specifico offrire ai propri clienti l’opportunità di ottenere l’attestato (obbligatorio per Legge) ai fini dell’utilizzo delle attrezzature di lavoro.

A partire dal mese di ottobre inizieranno una serie di incontri sul territorio per presentare una nuova opportunità lavorativa legata alla possibilità di poter effettuare le ispezioni tecniche delle macchine operatrici. Seguiranno a breve i dettagli.

Le attività editoriali Manuale “Veicoli e Trasporti Eccezionali” Questo testo realizzato dall’Ing. Alessandro Bicego, Responsabile Ufficio Trasporti Eccezionali e componente della Commissione tecnico- amministrativa della Regione Emilia - Romagna, stimato esperto in materia, ha decisamente un taglio pratico. Una guida completa realizzata con maestria e doviziosa precisione resa fruibile , nonostante la complessità della materia trattata, anche ai lettori meno esperti. Manuale “Il Trasporto in Conto di terzi con veicoli di massa complessiva fino a 3,5 ton” Gli argomenti trattati approfonditamente sono legati al corso professionalizzante per le imprese di trasporto di merci su strada per conto di terzi che esercitano l’attività solo con veicoli di massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate. Manuale “ Accesso alla professione di trasportatori su strada di merci Dopo l’approvazione del Decreto del 8 Luglio 2013 relativo alla pubblicazione dei nuovi quesiti e dei tipi di esercitazione stiamo lavorando per la realizzazione e aggiornamento del nuovi manuali per l’accesso all’esame per l’attività di autotrasporto. Evoluzione della consulenza automobilistica. Un lungo viaggio fra tradizione e innovazione Racconta l’evoluzione del Consulente attraverso le responsabilità per le funzioni assunte nel tempo, ovvero la storia di una legge 264 che ha raggiunto la maggiore età. Nautica “Profili Giuridico - Amministrativi della nautica da diporto” a cura di Aniello Raiola. Nella ferma convinzione dell’importanza di diffondere una cultura formativa che valorizzi la crescita professionale come nostro valore aggiunto, con una particolare attenzione nel proporre anche nuove piccole opportunità di lavoro. Senza dimenticare che la conoscenza non si trasmette meccanicamente da computer a computer, non circola da sola nelle reti, non crea spontaneamente soddisfazione e ricchezza. La conoscenza è innanzitutto nella mente delle persone: sono i capitalisti intellettuali, i professionisti e le loro associazioni professionali che decidono i modi di appropriazione, le forme della selezione, gli obiettivi dell’utilizzo, le modalità di conservazione e trasmissione. Sono loro che gestiscono i saperi e li mettono a frutto nei fatti concreti. (dal libro “Crisi, professioni e crescita” di Angelo Deiana, Presidente Comitato Scientifico CoLAP). Fiduciosi di poter riscontrare il Vostro gradimento per tutte le attività sinora esercitate, non ci resta che auguravi una buona formazione.


attualità // sicurezza

D'epoca, con sicurezza Salvatore Pascucci, Coordinatore Nazionale del Registro Storico della FMI ci racconta i risultati ottenuti in questi anni e la collaborazione con Unasca nel segno della sicurezza anche sui veicoli d’epoca

Quali sono i campi in cui la collaborazione Unasca – FMI si è consolidata? In particolare l’ampio settore delle Moto d’Epoca, che raccoglie un grandissimo numero di appassionati legati ad un vasto patrimonio di motociclette, in moltissimi casi perfettamente conservate e meritevoli di essere rimesse in circolazione. Da qui nasce l’idea che gli studi di consulenza Unasca possano diventare dei punti di riferimento per coloro che una volta iscritta la moto al Registro Storico FMI hanno bisogno di completare l’iter burocratico per la rimessa in circolazione del proprio motociclo. A questo è da aggiungere la collaborazione nel campo della sicurezza stradale. Di cosa si occupa il Registro Storico FMI in seno alla Federazione Motociclistica Italiana? La Federazione Motociclistica Italiana allo scopo di tutelare il patrimonio storico nazionale e di promuovere la ricerca, il restauro e la conservazione dei motoveicoli d’epoca ha istituito il Registro Storico, che è inserito

nell’articolo 60 del Codice della Strada. Il Registro Storico FMI annovera circa 170mila motoveicoli d’epoca iscritti, la crescita esponenziale del numero di certificazioni rilasciate è certamente un fenomeno legato ad una nuova filosofia da me introdotta a partire dal 2009, che vede nel Registro Storico FMI, un riferimento di assoluta qualità. La crescita delle iscrizioni al Registro Storico è il prosieguo di un trend che parte proprio dal 2009 e che è culminato nel 2012 con un risultato di prestigio, mai raggiunto in precedenza: il rilascio di oltre 16mila Certificati di Rilevanza Storica e Collezionistica in solo anno. Quali sono gli sviluppi del rapporto UNASCA - FMI relativamente alle procedure d’iscrizione al Registro Storico? La profonda esperienza maturata nel settore delle moto d’epoca dal Registro Storico FMI, ci ha permesso di mettere a disposizione degli studi di consulenza una completa attività di formazione e informazione che ha interessato circa 600 studi, nonché

un progetto pilota riguardante prettamente le procedure d’iscrizione dei motoveicoli. Questa sperimentazione ci ha dato la possibilità di mettere a punto un percorso dedicato e riservato esclusivamente agli studi di consulenza Unasca, che permette l’iscrizione al Registro Storico in tempi veloci ed avendo un tutor di riferimento per le problematiche. A breve questa procedura d’iscrizione dedicata verrà resa fruibile a tutti gli studi di consulenza che hanno effettuato l’apposito corso di formazione tenuto dall’esaminatore nazionale del Registro Storico FMI Vincenzo Cosentino. Quali le prossime novità? Attualmente è allo studio una sperimentazione che porterà verso una nuova procedura d’iscrizione on-line. Da non dimenticare il “pacchetto vintage” della FMI, nato espressamente per soddisfare tutti gli appassionati dei motoveicoli storici. Uno strumento attraverso il quale si potrà avere una serie di vantaggi specifici molto importanti, tra cui una polizza assicurativa che copre fino a dieci motocicli iscritti al Registro Storico. (r.fe.) 31


europa // normative

a cura di Manuel Picardi

Siurezza stradale: priorità nelle agende di tutti L’incontro con Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell’ETSC (European Transport Safety Council) che dai Pin Talks ai Performance Index spiega l’impegno europeo e gli interventi per la sicurezza stradale Ci racconta, innanzitutto di cosa si occupa l’ETSC e che tipo di interventi organizzate ? Il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC) nasce nel 1993 come organizzazione internazionale in risposta all’inaccettabile numero di morti sulle strade europee. Il lavoro dell’ETSC viene svolto grazie a più di 200 esperti di livello internazionale e 46 organizzazioni membre provenienti da tutta Europa, impegnate sul tema della sicurezza dei trasporti in tutta Europa con l’obiettivo di individuare e promuovere un approccio scientifico al miglioramento della sicurezza. Il ruolo dell’ETSC nel contesto europeo è quello di rappresentare una fonte imparziale di riferimento per la Commissione Europea, il Parlamento europeo nonché i governi nazionali nei vari stati membri sulle maggiori tematiche della sicurezza stradale. Oltre al costante monitoraggio delle politiche europee in termini di sicurezza nei trasporti, ETSC si occupa da diversi anni di numerosi progetti che abbracciano le varie tematiche della sicurezza stradale, dalla guida in stato di ebbrezza all’eccesso di velocità e alla sicurezza degli utenti più vulnerabili, quali ciclisti e ciclomotori. 32

Ci può descrivere, più nel dettaglio, cosa siano e come funzionano i “PIN Events”? Le PIN Talks nascono all’interno del programma PIN, uno dei progetti più importanti portati avanti dell’ETSC. Il Road Safety Performance Index (PIN) Programme è nato nell’aprile 2006 in risposta al primo obiettivo UE di dimezzare le morti sulle strade tra il 2001 e il 2010. Il progetto PIN mette a confronto le performance dei Paesi europei in materia di sicurezza stradale allo scopo di identificare e promuovere le migliori prassi e contribuire a formare la leadership politica necessaria per offrire a ogni cittadino europeo un sistema di trasporto stradale totalmente sicuro. Il PIN attualmente include 32 nazioni: i 28 paesi dell’Unione Europea, Israele, Norvegia, Serbia e Svizzera. Nell’ambito del programma, ETSC organizza una serie di dibattiti nazionali promossi a livello europeo, le cosiddette PIN Talks. Questi incontri costituiscono un’ottima opportunità per discutere i risultati raggiunti da ciascun Paese, promuovere lo scambio delle migliori pratiche ad oggi esistenti ed identificare le principali aree di intervento che possono essere ulteriormente approfondite al fine di incrementare il livello di sicurezza stradale. La PIN

Talk che ha avuto luogo lo scorso 18 settembre a Roma, organizzata insieme alla Fondazione ANIA, è il 36imo evento nel quadro del progetto PIN. Il secondo semestre del 2014 rivedrà finalmente l’Italia alla Presidenza dell’Unione Europea. Crede che si possano avere ripercussioni positive sulla sicurezza stradale in Europa e soprattutto in Italia ? Sono fermamente convinto che la Presidenza dell’Unione Europea sia una grande occasione per inserire la sicurezza stradale tra le priorità dell’agenda politica europea. L’ETSC si augura in particolar modo che la Presidenza italiana lavori per ristabilire il processo di Verona, lanciato nel 2003 dall’Italia stessa per poter rilanciare un dibattito informale tra i Ministri dei Trasporti di tutta Europa, che porti a una maggiore volontà politica di attuazione di efficaci politiche della sicurezza dei trasporti. Le misure da adottare per ridurre le morti sulle strade europee sono infatti ben note e non aspettano altro che essere realizzate, ma spesso non vedono riscontro nelle scelte prese dai decisori politici che occupano le cariche governative più importanti. Continua nel prossimo numero de «Il Tergicristallo».


navigando // sicurezza

a cura di Aniello Raiola // Ufficiale superiore delle Capitanerie di porto

Segnali di soccorso, cardine della sicurezza in mare Essenziali per la vita umana in mare, tutte le dotazioni principali per la sicurezza della navigazione prima parte

Tutte le unità da diporto devono essere fornite, quando navigano, delle dotazioni di sicurezza previste dal Regolamento di attuazione (decreto ministeriale 29 luglio 2008, n. 146) del Codice della nautica da diporto (precisamente dalla tabella contenuta nell’allegato V), allo scopo di salvaguardare la sicurezza della navigazione e la vita umana in mare. Tra le dotazioni di sicurezza sono da considerare senza dubbio essenziali i cosiddetti segnali di soccorso, che si distinguono in razzi a paracadute, fuochi a mano e boette fumogene galleggianti. La loro obbligatorietà e la quantità mutano in funzione della distanza dalla costa in cui ci si trova a navigare, secondo lo schema riportato.

Senza alcun limite

Entro 50 miglia

Entro 12 miglia

Entro 6 miglia

Entro 3 miglia

boette fumogene

X (3)

X (2)

X (2)

X (2)

X (1)

fuochi a mano a luce rossa

X (4)

X (3)

X (2)

X (2)

X (2)

razzi a paracadute a luce rossa

X (4)

X (3)

X (2)

X (2)

Segnali di soccorso

Entro 1 miglio

Entro 300 metri

fiumi, torrenti e corsi d’acqua

Nota: la X indica l’obbligatorietà ed il numero tra parentesi indica la quantità

Gli stessi devono essere conformi ai requisiti tecnici stabiliti con un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (decreto n. 387 del 29 settembre 1999) oppure da uno Stato membro UE. Secondo tali norme tecniche, il razzo deve essere contenuto in un involucro resi-

stente all’acqua, avere un proprio mezzo di accensione incorporato ed avere stampate sull’involucro brevi istruzioni anche in italiano oppure figure illustrative sull’uso. Il razzo raggiunge, una volta sparato, l’altezza di 300 metri e poco prima del punto massimo della sua traiettoria,

proietta un segnale luminoso a paracadute di colore rosso brillante, della durata di 40 secondi, con una velocità di discesa non superiore a 5 metri al secondo. Ha una portata di circa 25 miglia di notte e 7 miglia di giorno. Continua nel prossimo numero de «Il Tergicristallo».

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unascabile // testimonial

«Tutti Bravi» di Alberto Francescut

“Grande Italia”. A Praga, ai campionati del Mondo di canoa slalom, l’olimpionico Daniele Molmenti, testimonial doc di UNASCAbile, vince l’oro a squadre nel terzetto azzurro completato da Andrea Romeo e Giovanni De Gennaro. “Ho visto gli occhi da tigre nei miei compagni - dice il 29enne di Torre di Pordenone -. Sono stati davvero bravi. Io ero un po’ sottotono e Andrea, dietro di me, mi ha sempre incitato”. Sottotono ma, come sempre, per il suo amato tricolore ha dato tutto quello che aveva. E a sua volta, da uomo squadra qual è, spinge il 21enne De Gennaro che ha chiuso 10° nella finale individuale: “Sta crescendo, è davvero forte e può solo migliorare”. Segno che il movimento sta crescendo: “Ben venga, è di buon auspicio nel cammino verso Rio 2016”. A cui il fuoriclasse del kayak, dopo un anno ricco di impegni extrasportivi conseguenti alla vittoria dell’oro olimpico, ha già puntato il mirino.

Rio 2016 nel mirino. Daniele Molmenti, campione del mondo a squadre, ha vinto l'oro iridato nel terzetto con Romeo e Giovanni De Gennaro

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