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Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, Aut. C/RM/38/2011

Il mensile dell’Unasca. L’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica.

Largo ai decreti.

La strada è stata aperta. Non è più possibile fare marcia indietro. Pubblicato il Decreto Ministeriale che riguarda il regolamento autoscuole e la formazione degli istruttori guida: Unasca racconta il suo punto di vista. E poi, rinnovata la squadra del Ministero dei Trasporti che rimane guidata da Maurizio Lupi. / www.unasca.it / www.iltergicristallo.it

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aprile 2014 Anno XLVII

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RC PROFESSIONALE PER AGENZIE E AUTOSCUOLE

Sermetra Assistance ha studiato una Polizza di Responsabilità Civile Professionale ritagliata sulle esigenze di Agenzie e Autoscuole. Una copertura indispensabile per lavorare al riparo dalle richieste di risarcimento, per tutti gli errori commessi durante l’esercizio dell'attività. Attivala, a partire da 275 € all’anno. (La Polizza è emessa da AIG Europe Ltd. Prima della sottoscrizione leggere il fascicolo informativo)

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manuel picardi / Europa

La seconda rivoluzione dei garofani.

I In Portogallo, dal 1° Gennaio 2014 sono entrate in vigore più di sessanta novità nel Código da Estrada. Tra le più importanti, il comportamento corretto da tenere negli incroci con circolazione rotatoria, che si è lasciato dietro una profonda scia polemiche.

l Portogallo e l’Italia hanno in comune diverse cose. Entrambi hanno un passato glorioso, condividono il 25 Aprile come festa della Liberazione nazionale, combattono contro una crisi ed un’Europa che li mette quotidianamente alla prova, se non alla sbarra. Anche sulla penisola iberica c’è voglia di cambiamento, e questo, come tante altre rivoluzioni, comincia dalla strada. Dal 1° Gennaio 2014 sono entrate in vigore più di sessanta novità nel Código da Estrada. Tra le più importanti, il comportamento corretto da tenere negli incroci con circolazione rotatoria, che si è lasciato dietro una profonda scia polemiche. Le criticate modifiche al Código da Estrada sanciscono che negli incroci con circolazione rotatoria (salvo casi particolari come i veicoli sprovvisti i motore) si debba occupare la corsia di destra solo per l’uscita imminente. Il comportamento negli incroci con circolazione rotatoria è un annoso problema anche in Italia. Tante interpretazioni e situazioni differenti: precedenza a destra, segnali di precedenza, una, due o tre corsie. Unasca ci prova e a breve pubblicherà un testo dove si spiegherà ai cittadini la posizione corretta da tenere, nonché l’ordine di passaggio. Altre interessanti modifiche sono state apportate a beneficio dei ciclisti, che sicuramente hanno guadagnato in sicurezza. In alcuni casi, infatti, sarà loro consentito transitare sui marciapiedi o circolare appaiati (massimo due) senza creare

pericolo o intralcio. Avranno la precedenza sugli attraversamenti ciclabili e soprattutto saranno maggiormente tutelati dal rispetto di almeno 1,5 metri di distanza laterale di sicurezza, in caso dovessero essere superati da veicoli a motore. Un’altra rilevante novità è l’abbassamento del tasso alcolico tollerato per i neopatentati (i primi 3 anni) e i conducenti professionisti (inclusi anche i tassisti): da 0,5 a 0,2 g/l nel sangue. Degna di nota, una bizzarra novità: si potrà parlare al telefono cellulare mentre si guida, solo se il dispositivo è dotato di un unico auricolare. Qualora il conducente dovesse utilizzare una cuffia di un dispositivo munito di due auricolari, è assoggettato ad una multa che varia da 120 a 600 €.

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Allacciamo le cinture, insieme. Sono aperte le iscrizioni per diventare soci Unasca. Un nuovo anno per consolidarci, crescere e superare ogni ostacolo. Ovviamente, insieme.

Campagna tesseramento 2014

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aniello raiola / navigando

Ufficiale superiore delle Capitanerie di porto

Il nuovo decreto patenti.

C Prima Parte

Dopo una lunga sperimentazione è stato pubblicato finalmente il decreto che disciplina la materia.

ome noto, il Regolamento di attuazione del Codice della nautica del 2008 prevedeva in materia di patenti nautiche l’adozione, con apposito provvedimento, di nuovi programmi d’esame e nuove modalità di svolgimento degli esami stessi. Dopo una lunga sperimentazione delle modalità di esame a quiz presso cinque Uffici della motorizzazione e sei Capitanerie, iniziata nel dicembre del 2008, sulla Gazzetta Ufficiale n. 271/2013 è stato pubblicato finalmente il decreto ministeriale 4 ottobre 2013 che disciplina la materia. La nuova normativa, per i programmi d’esame, non contiene grandi novità rispetto al passato, anzi una sola ovvero l’inserimento delle “norme di protezione dell’ambiente marino e sulle aree marine protette”.

Quanto alle prove d’esame, il nuovo decreto prevede per la parte teorica solo prove scritte: » per la patente entro 12 miglia a motore, un quiz di carteggio nautico con 5 quesiti a risposta singola (cioè, una sola risposta tra quelle previste è vera) entro un tempo massimo di 15 minuti (massimo consentito di errori: 1) più un quiz base con 20 quesiti a risposta multipla (cioè, tre risposte per ciascun quesito che possono essere tutte vere, tutte false o in parte vere e in parte false; quindi, 60 risposte complessive) entro un tempo massimo di 50 minuti (massimo consentito di errori: 12); » per la patente entro 12 miglia a vela, motore e propulsione mista, si aggiunge, rispetto ai precedenti, il quiz vela con 5 quesiti a risposta singola entro un tempo massimo di 15 minuti (massimo consentito di errori: 1); » per la patente senza limiti dalla costa, una prova di carteggio nautico con 4 quesiti entro un tempo massimo di 60 minuti (bisogna risolvere correttamente almeno 3 quesiti e il suo superamento è indispensabile per proseguire l’esame) più il quiz base di cui sopra più il quiz integrazione senza limiti con 5 quesiti a risposta multipla (15 risposte complessive) entro un tempo massimo di 15 minuti (massimo consentito di errori: 3) più il quiz vela di cui sopra se la patente non è limitata al motore. 5


alberto francescut / unascabile

L’utopia che non c’è più. Grazia Turco, testimonial di UNASCAbile per la Puglia, è certa della “necessità di perseguire la strada dell’autonomia”. La salentina, che fa parte delle regine azzurre dell’handbike in quanto maglia rosa al Giro d’Italia 2011, ha creato “Utopia Sport” (www.utopiasport. it), l’Associazione Sportiva Dilettantistica culturale, senza fini di lucro, operante nel territorio del Comune di Vernole. Scopriamone i dettagli.

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Di cosa si occupa Utopia sport? Utopia Sport nasce in prima istanza come gruppo parrocchiale nel mio Paese, Vernole, per avvicinare i tanti ragazzi in età adolescenziale allo sport, alla disciplina con regole e valori, rispetto, divertimento, solidarietà. In una sala piccola avevamo due tavoli da tennis tavolo e da quello ho iniziato a trasmettere ai ragazzi la mia passione iniziata nel 1999. Il primo torneo fu dedicato alla solidarietà per la raccolta fondi di uno studio dentistico in Israele da noi soprannominato “un soldino per un dentino”. E dalla sala piccola? Lo spazio è diventato un po’ piccolo, la famiglia cresceva, e certe idee non erano condivise con il parroco. Cosi abbiamo deciso, io e mio fratello Gianpiero, di creare una vera e propria Associazione sportiva aperta a tutti e per tutti, per chi volesse divertirsi, giocare, e soprattutto per non perdere di vista il nostro obiettivo: far socializzare e aiutare l’integrazione tra ragazzi e disabili. Oggi siamo una grande famiglia. In quanti siete? Oggi una ventina di soci, tra cui amatori e ragazzi, e poi ci sono gli atleti che fanno i campionati. Quattro squadre che si dividono in serie D2, Utopia A e Utopia B; Serie D1 Utopia Di Vittorio, Serie C2 Utopia Beatitaly. La sezione Paralimpica per ora è formata da due atleti: io e un altro ragazzo, mentre un terzo è in fase di avvio. Siamo nella fase di ritorno dei gironi e due delle grandi squadre si impegnano a salire di categoria. Per noi è un grande orgoglio. Qual è l’obiettivo dell’associazione? Da sempre è stato quello dell’integrazione, dell’amicizia e del divertimento. Cercare di avvicinare i tanti ragazzi che

non hanno un punto di riferimento o che, colpiti dalla disabilità, perdono la gioia di vivere e andare avanti spesso dimentichiamo che il nostro corpo può fare le stesse cose di una volta ma in modo diverso. Vedere bambini giocare o semplicemente curiosare e poi appassionarsi, adolescenti che crescono, e incontrandoti per strada ti urlano con gioia il nome Utopia per noi è una bellissima realtà. Non a caso pensavamo fosse, appunto, utopia. Nel corso dell’anno organizzerete qualche evento? Il presidente è attivissimo e ci coinvolge tutti in ogni iniziativa. Dai semplici tornei di preparazione a progetti scolastici di primo e secondo grado come l’avviamento allo sport. Raccogliamo anche fondi per il progetto Bimbulanza dell’ospedale di Lecce che si occupa di portare i bambini in difficoltà in altri ospedali. Insieme al Gruppo clown terapia di cui faccio vivamente parte, cerchiamo di aiutare le famiglie a sostenere un po’ le spese. Per saperne di più cosa si deve fare? Sito internet, social network?... Abbiamo il sito www.utopiasport.it dove vengono pubblicate tutte le notizie e una pagina facebook dedicata. I tuoi obiettivi stagionali di atleta, invece, quali sono? Ho ripreso alla grande con un chiaro obiettivo: il ritorno al mio primo amore, il tennis da tavolo. Il 5 gennaio, a Roma, ho partecipato al precampionato paralimpico classificandomi tra i primi quattro: un risultato che mi darà la possibilità di partecipare al campionato Nazionale. Ora, infatti, vado ad allenarmi seriamente. La vera novità è che Utopia è iscritta alla Federciclismo, quindi c’è la possibilità di correre in handbyke.


damiano beltotto / controcopertina

Il Veneto indipendente è il nuovo vento antieuropeista. Dai movimenti spagnoli a quelli in Belgio fino alla débâcle socialista nell’impero di re Hollande a favore della sempre verde destra cereniana. Anche il nordest ci prova, e mentre il mondo ci prende sul serio, i nostri salotti politici, giornali compresi, ne minimizzano la portata.

I

l fatto curioso è che mentre la stampa nazionale prendeva quasi come fosse un gioco la notizia del Referendum per l’indipendenza del Veneto, quella estera, probabilmente già sensibilizzata dai fatti che stanno accadendo in Crimea, ne abbia parlato con maggior enfasi e proporzione per il significato che essa porta con sé. Al di là dei giudizi di merito sull’iniziativa promossa da Gianluca Busato, il dato che emerge è la continua ebollizione di un territorio che vede sia nella parte imprenditoriale che in quella costituita dai lavoratori una crescente e radicale insoddisfazione verso la politica nazionale. Se bene ha fatto il Governatore Luca Zaia a chiamarlo “sondaggio” piuttosto che referendum, i risultati che ne sono scaturiti dovrebbero richiamare all’attenzione non tanto e non solo per le conseguenze sulla politica nostrana, quanto sul vento antieuropeista che i numeri di questa iniziativa raccontano e dimostrano. Tra il 20 e il 21 marzo un altro sondaggio, svolto da Demos su un campione rappresentativo del Veneto, e nel quale si chiedeva se si fosse d’accordo con le istanze promosse dal movimento indipendentista di Busato, ha raccontato di una Regione il cui 80% degli intervistati si mostrava d’accordo con il quesito referendario. È chiaro che, lo dice anche Busato in diverse interviste rilasciate in questo periodo di grande visibilità, tutto questo sentimento pro-Veneto indipendente dovrà trovare una sintesi nei movimenti politici che si stanno attrezzando per le competizioni elettorali. Ed è questo il punto: in tutta Europa si stan-

no moltiplicando i movimenti antieuropeisti. Dalla Spagna, alla Gran Bretagna, al Belgio, alla Francia dove, più che in altri Paesi europei, i movimenti di destra e di estrema destra stanno guadagnando le attenzioni e i voti degli elettori. Recentemente la Capitale francese è stata scossa da un vero e proprio terremoto politico dovuto sia al grande numero di astenuti (35%) sia a quel 31,6% guadagnato dal Front National in barba alla candidata del partito socialista che non ha raggiunto il 30%. Il referendum sull’indipendenza del Veneto, quindi, più che richiamare le antiche promesse dalla Liga Veneta e far sorridere i noti professionisti dei salotti radicalchic per il ritorno improvviso del celodurismo, dovrebbe raccontare agli analisti nazionali e internazionali una terra complessa che vive quotidianamente la frustrazione del distacco tra vita reale (economia reale-lavoro reale-problemi reali-suicidi reali) e l’astrazione delle teorie e delle ricette proposte da chi è visto come poco più che un burocrate di Stato (e dell’Europa) o peggio di una Banca. Il rischio, posto che nessuno crede nell’anticostituzionale fuoriuscita del Veneto dal Paese, è che se continuiamo a sottovalutare una situazione di evidente difficoltà di una classe imprenditoriale vessata dallo Stato e ignorata dalle istituzioni, sarà normale ad un certo punto che essa chieda e accetti di essere rappresentata da forze centrifughe nuove, magari estremiste, confondendo così l’innato istinto di sopravvivenza del singolo con il bene comune. Che è poi quello di cui dovrebbe occuparsi la politica. 7


sommario / In questo numero top news / In primo piano

Attualità. Archivio Unico: basta perdere tempo, è una grande occasione.

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Attualità. Infrastrutture e Trasporti: i volti del nuovo Ministero.

_14 Attualità. La lunga attesa.

_18 Formazione. Autoscuole e formazione: una realtà in evoluzione.

_22 Attualità. Doppi sprechi, siamo al giro di boa.

Sermetra. Nasce Galileo Quiz Patente. App per smartphone e tablet.

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Europa. La seconda rivoluzione dei garofani.

Navigando. Il nuovo decreto patenti.

Unascabile. L’utopia che non c’è più.

Direttore Editoriale Vincenzo Cannatella Presidente Unasca

Direttore Responsabile Damiano Maria Beltotto

Ideazione grafica Nove34 | Graphic Lab

Coordinamento di Redazione Mattea Guantieri

Art Director Marco Archivetti

Redazione Andrea Altinier Anna Barbetta Andrea Cinerari Manuel Picardi

Iconografia Archivio interno Shutterstock Images

Coordinamento Editoriale Ottorino Pignoloni Segretario Nazionale Studi Emilio Patella Segretario Nazionale Autoscuole Editore Unasca – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica piazza Marconi, 25 00144 Roma – EUR tel. +39 06 54221986 fax +39 06 5916542 unasca@unasca.it www.unasca.it

Provider Editoriale Nove34 s.r.l. via del Bersagliere, 19 37123 Verona tel. +39 045 595245 www.nove34.com Contributor Alberto Francescut Aniello Raiola

Stampa DOMOGRAF Circ.ne Tuscolana, 38 00174 Roma Per informazioni, comunicazioni e pubblicità Nove34 s.r.l. via del Bersagliere, 19 – 37123 Verona tel. +39 045 595245 iltergicristallo@nove34.com www.nove34.com

Registrato presso il Tribunale di Roma al n° 30/1997 in data 20/01/1997. Numero iscrizione Roc: 9057. Abbonamento postale 10 €. / Chiuso in redazione il 28.03.2014. Tutti i materiali, cartacei e non, inviati alla redazione non saranno restituiti.

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Controcopertina. Il Veneto indipendente è il nuovo vento antieuropeista.

social/web I vostri messaggi trovano strade sempre più nuove: seguiteci a partire dal nuovo sito www.iltergicristallo.it. Scoprite le novità che riguardano la versione per tablet del giornale con contenuti extra presto disponibile su App Store e Google Play.

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editoriale / il punto di vista

“Aggiorniamoci”. I formatori devono aggiornare le loro conoscenze, ma soprattutto i metodi di insegnamento e di comunicazione: i giovani comunicano in modo differente rispetto a qualche anno fa, quindi occorre adeguarsi e utilizzare gli strumenti a loro famigliari. Emilio Patella / Segretario Nazionale Autoscuole

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egli ultimi giorni, tra la miriade di problemi affrontati, una parola è tornata spesso in evidenza: aggiornamento. La direttiva 2000/56 UE, che ha introdotto le nuove patenti, costringendo gli operatori delle autoscuole ad un aggiornamento forzato, all’allegato IV tratta della formazione iniziale e periodica degli esaminatori, stabilendo il termine di 2 anni (2015) per il primo aggiornamento. Da settembre, sei mesi prima della scadenza, sarà possibile organizzare la seconda tornata di corsi di formazione periodica obbligatori per insegnanti e istruttori di autoscuola. Da ultimo il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, in fase di pubblicazione, evidenzia l’aggiornamento dei conducenti abilitati come una delle misure da adottare per limitare il numero degli incidenti. E’ uno dei temi di cui si discute a livello europeo e fa piacere evidenziare che il Consiglio Nazionale Autoscuole del dicembre 2013 ha approvato all’unanimità una mozione che pone l’aggiornamento dei conducenti come una delle proposte che Unasca chiede al legislatore, in vista delle modifiche al Codice della Strada. Aggiornamento e acquisizione di nuove competenze per i formatori, per gli esaminatori, per i conducenti. I formatori devono

aggiornare le loro conoscenze, ma soprattutto i metodi di insegnamento e di comunicazione: i giovani comunicano in modo differente rispetto a qualche anno fa, quindi occorre adeguarsi e utilizzare gli strumenti a loro famigliari, dalle app ai social network, integrandoli con l’insegnamento in autoscuola. Linguaggio e strumenti diversi andranno utilizzati nei confronti di persone in età avanzata in occasione di corsi di aggiornamento periodico. A loro volta gli esaminatori devono aggiornare competenze e metodo di valutazione dei candidati, considerando la guida in senso globale, l’interazione tra il conducente e l’ambiente esterno e iniziando finalmente anche a valutare la guida ecologica: oggi se un candidato guida secondo i principi eco viene sicuramente respinto! Infine, occorre che i conducenti abilitati qualche decennio fa aggiornino le loro conoscenze e riflettano sulle nuove tecnologie, su nuovi modi di circolare, sui limiti psicofisici dovuti all’età. Su questo ultimo tema Unasca insiste da tempo e sta preparando un contributo da distribuire all’utenza che si rivolge alle autoscuole e agli studi di consulenza associati, in occasione del rinnovo della patente di guida. Si tratta di un primo passo verso una maggiore sicurezza, in attesa che il legislatore traduca in norma le indicazioni contenute nel PNSS. 9


Doppi sprechi, siamo al giro di boa. Ottorino Pignoloni ci spiega cosa significa oggi il binomio Motorizzazione-Aci e perchÊ, alla luce delle recenti dichiarazioni lette sulla stampa nazionale, è importante essere bene informati su quello che sta accadendo. Damiano Beltotto /

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@damianobeltotto


aci / attualità

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n piano di mesi e non di anni, promette il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, la persona che passerà alla storia per la riduzione degli sprechi dovuti ai doppi servizi svolti da Aci e Motorizzazione Civile a favore del cittadino contribuente. E se per una volta i tempi della politica rispetteranno i tempi delle dichiarazioni politiche, a breve assisteremo ad un vero e proprio D-Day, una sorta di epocale cambiamento nella storia dell’organizzazione dei trasporti. Perché se è vero, come è vero, che per Regio decreto nel 1927 ha visto alla luce quella organizzazione nata per garantire le cambiali necessarie all’acquisto delle auto Fiat grazie alle ipoteche automobilistiche, il PRA per l’appunto, è altrettanto vero che in questi primi 87 anni di vita la federazione sportiva affiliata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano, meglio nota come Automobil Club Italia, ha fatto molto parlar di sé soprattutto per gli ingenti costi prodotti alla collettività e con risultati di bilancio che non hanno brillato certo per trasparenza e positività come da ormai oltre vent’anni dichiara la Corte dei Conti. Ottorino Pignoloni, Segretario Nazionale Unasca per il settore studi di consulenza, ha cercato di spiegarci cosa significa oggi il binomio Motorizzazione-Aci e perché, alla luce delle recenti dichiarazioni Aci lette e rilette sulla stampa nazionale, è importante essere bene informati su quello che sta accadendo, da quasi un secolo, in questo Paese. Parliamo di Pra: quanti sono i Paesi Comunitari che hanno il sistema statale di archiviazione dei veicoli (Motorizzazione in Italia) unitamente ad un altro sistema di archiviazione? Nessuno. È un’esclusiva del nostro Paese, per la verità unico esempio al mondo. Quali sono i numeri della Motorizzazione Civile e quanto costa gestire il CED, che lei sappia? Dovrebbero essere oltre 35 milioni le formalità eseguite dalla Motorizzazione, molte delle quali presso i suoi sportelli.

Ottorino Pignoloni, Segretario Nazionale Studi

La gestione tecnica del CED viene appaltata secondo le regole europee degli appalti pubblici, con un costo complessivo di circa 22 milioni di Euro l’anno. Quali sono invece i numeri del PRA e quanto costa la gestione del suo archivio? Sono circa 11 milioni le formalità eseguite dal PRA di cui il 10% sono svolte presso i suoi sportelli mentre i costi del suo archivio si dovrebbero aggirare attorno ai 44 milioni di euro l’anno, il doppio del CED statale, che vengono versati ad Aci Informatica Spa, gestore del sistema informativo senza gara ad evidenza pubblica. Il PRA quanto costa l’anno e chi paga? Dai bilanci Aci si evidenzia che negli ultimi anni, prima dell’aumento tariffario, (n.d.r. in ricorso al Tar Lazio), sono oltre 210 milioni gli euro che circa 11 milioni di cittadini e imprese versano a vario titolo al PRA, ogni anno. Certo, ma questi soldi dove finiscono? Di sicuro non allo Stato, come invece avviene per i soldi incassati dalla Motorizzazione Civile che sono versati all’Erario e quindi a beneficio della spesa pubblica. Però il PRA, dichiara Aci, è essenziale perché sancisce la proprietà

dei veicoli. è così? Guardi, il Pra non garantisce la proprietà dei veicoli, lo dice la Corte Costituzionale nella sua Sentenza 164/1993 che afferma: “Le risultanze del PRA sono presunte e superabili con qualsiasi mezzo di prova con data certa”. Adesso che c’è la legge sull’Archivio Unico cosa si aspetta? Intanto mi sembra che la politica si stia finalmente muovendo nel verso giusto: razionalizzare i costi, diminuire la spesa pubblica, garantire i servizi utili per i cittadini e le imprese. Credo che sia un momento decisivo per il futuro di questo Paese. In questo contesto l’Archivio Unico è un esempio, uno degli strumenti attraverso cui lo Stato può riaffermare la propria presenza e il ruolo di garante di servizi, ma soprattutto può riequilibrare ciò che oggi è molto disequilibrato. Il Ministro Lupi ce la farà? Sono convinto di sì. Di sicuro ci proverà come altrettanto farà il Governo e il Presidente Renzi. Così come dobbiamo metterci tutti alla prova, ognuno con i suoi strumenti e nel proprio ambito. Vede, la stessa discussione sulla riforma Aci/Motorizzazione è emblematica. Oggi questo Paese non si può più permettere mancanza di trasparenza, eventuali “non controlli” di spese e/o commistioni di ruoli. Bisogna lavorare davvero con lo spirito del buon padre di famiglia, in modo che pubblico e privato collaborino e trovino percorsi e risposte utili alla collettività, salvaguardando il lavoro delle persone, sia nel pubblico che nel privato, sempre nell’interesse generale. Unasca? Noi abbiamo un obbligo nei confronti dei nostri associati che è quello di lavorare incessantemente al fine di garantire un dialogo costante con il mondo del Pubblico. È davvero un momento complicato, perché non è mai possibile bloccare il treno, trovare il guasto e ripartire. Si deve lavorare in corsa con il rischio di sbagliare e di dover ricominciare tutto. Ma Unasca mantiene inalterato lo spirito di servizio verso i grandi temi delle riforme che pone incessantemente e testardamente da oltre 20 anni, e sono convinto che alla lunga questo lavoro premierà i nostri sforzi. 11


attualitĂ  / Archivio unico

Archivio Unico: basta perdere tempo, è una grande occasione. Mattea Guantieri /

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@matteaguantieri


archivio unico / attualità

Onorevole Ivan Catalano del Movimento Misto, ex Movimento 5 stelle

“Non bisogna avere fretta, ma bisogna avere coscienza”: è quanto ci dice l’Onorevole Ivan Catalano del Movimento Misto che abbiamo intervistato sulla nascita e sul futuro che attende l’archivio unico. Che idea si è fatto sull’archivio unico dei veicoli, oggetto di annosi dibattiti e forti polemiche su ruolo e competenze di Aci e Motorizzazione? Intanto cerchiamo di porre l’attenzione sul fatto che avere due archivi, che in buona sostanza hanno funzioni similari, è contrario al buon senso. è uno spreco di soldi pubblici, e un esborso in termini di soldi e tempo che grava sul cittadino. Cerchiamo di porre l’attenzione su quello che fanno altri stati, cito ad esempio il Ministero dei Trasporti nel Regno Unito. Loro da sempre conservano i dati della motorizzazione civile e da diversi anni a questa parte questi dati sono stati resti “open” cioè rilasciati a privati accreditati in formato aperto per offrire dei servizi, integrare e correggere i dati stessi per poi restituirli al Ministero, migliorati. Il mio modesto parere è che ci debba essere un solo archivio che unisca tutti i dati, che usi l’infrastruttura telematica del MIT (lo Stato) e che questo possa essere interrogato dai soggetti accreditati. Quindi perché polemizzare? Io vedo una grossa opportunità per tutti. Nella legge di stabilità è stata approvata la nascita dell’archivio

unico, dopo un serrato dibattito tra Parlamento e Governo. Alla luce degli interessi coinvolti che cosa si aspetta accadrà in merito alla sua entrata in vigore? Io credo che gli archivi verranno integrati. Il tema fondamentale su cui ci sarà un forte scontro di interessi sarà la gestione di questo archivio. Io mi aspetto che vi sia lungimiranza nelle scelte. Semplificare può voler dire sopratutto una opportunità nel futuro. A volte scelte di semplificazione se guardate solo con l’ottica del presente sembrano svantaggiose e dispendiose, ma è con l’occhio rivolto al futuro che vanno guardate. Un unico archivio vuol dire più possibilità di utilizzo dei dati per politiche dei trasporti, volte all’efficienza e alla razionalizzazione. Ottimizzare i trasporti e renderli sostenibili si può fare solo con un unico archivio di informazione. La semplificazione della gestione dei dati dovrà prevedere inoltre un unico sistema di gestione dei dati per tutta la Pubblica Amministrazione. Uno sguardo di insieme premia sempre e fa giudicare con più coscienza una riforma.

La riforma Motorizzazione/ Aci è tra le proposte avanzate dal Commissario Straordinario per la revisione della spesa pubblica. “L’obiettivo di una spending review” disse a ottobre Cottarelli “non è soltanto il riordino della spesa pubblica ma anche il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Occorrerà del tempo per raggiungere questi obiettivi ma è importante procedere rapidamente sulla strada già avviata e ottenere risultati visibili fin dall’inizio”. Condivide quest’idea di “fare presto, ma prendendosi il tempo necessario”, oppure ha un’idea diversa di riforma? Innanzitutto serve elaborare un testo di riforma che non sia raffazzonato dalla fretta. Quindi “prendersi tutto il tempo necessario senza fretta, senza però perdere tempo” credo sia la frase più condivisibile. Occorre valutare anche gli aspetti occupazionali. Nelle scelte dobbiamo ricordarci che occorre in qualche modo trovare un punto di incontro, una soluzione che non fa perdere nessuno ma vincere tutti, vincere non nel senso di godere di un interesse specifico, ma vincere nel senso di dare a tutti una soluzione che non sia a discapito di nessuno. 13


attualitĂ  / il nuovo ministero

Infrastrutture e Trasporti: i volti del nuovo Ministero.

Identikit e progetti di legge della squadra scelta da Renzi al lavoro per definire il nuovo nel mondo dei trasporti. Anna Barbetta /

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@annabarbetta

ra il 21 febbraio 2014 e le principali testate giornalistiche italiane presentavano al mondo i nomi dei nuovi Ministri del Governo Renzi, rivelati dallo stesso Presidente del Consiglio dopo un colloquio di quasi tre ore con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Sedici Ministri, tra cui Maurizio Lupi, riconfermato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ripercorriamo i punti salienti della carriera di Lupi, del Viceministro Riccardo Nencini e del Sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, ufficialmente in carica dopo il giuramento del 22 febbraio 2014.

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il nuovo ministero / attualità

Il Ministro Maurizio Lupi

Maurizio Lupi, il Ministro.

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lasse 1959, milanese, si laurea nel 1984 alla Facoltà di Scienze Politiche con indirizzo economico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel 1993 inizia la carriera politica a Milano, eletto consigliere nella giunta del sindaco Marco Formentini e presidente della Commissione urbanistica del Comune. Da settembre del 1994 ricopre il ruolo di amministratore delegato di Fiera Milano congressi, fino all’autosospensione della carica il 3 maggio 2013. Dal 1996 al 1997 è Presidente della Commissione Urbanistica e dal 1997 al 2001 è assessore allo Sviluppo del territorio, all’Edilizia privata e all’Arredo urbano nella giunta del sindaco Gabriele Albertini. Eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 2001, nelle liste di Forza Italia, partecipa per due legislature ai lavori della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici. È deputato con il Popolo delle Libertà e vicepresidente della Camera nella XVI legislatura, tra il 2008 e il 2013. Il 27 aprile 2013 viene nominato Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo di Enrico Letta. Lo stesso anno aderisce al gruppo Nuovo Centrodestra Italiano.

Alcuni progetti di legge di cui Maurizio Lupi è primo firmatario: ✒ Snellimento delle procedure urbanistico-edilizie ✒ Modifica della legge 11 febbraio 1994 in materia di lavori pubblici ✒ Lotta all’inquinamento luminoso ✒ Agevolazioni fiscali per il recupero dei fabbricati residenziali ✒ Principi fondamentali per il governo del territorio ✒ Riforma organica della procedura di finanza di progetto ✒ Legge obiettivo per le città 15


Riccardo Nencini, il Viceministro.

N Il Viceministro Riccardo Nencini.

ato a Barberino di Mugello 54 anni anni fa, ha ricoperto per dieci anni, dal 2000 al 2010, il ruolo di Presidente del Consiglio regionale toscano. Consigliere comunale e capogruppo Psi a Firenze dal 1990 al 1995, è deputato al Parlamento nella XI Legislatura. Viene eletto al Parlamento europeo dal 1994 al 1995. Il 5 luglio 2008 viene eletto Segretario nazionale del Partito Socialista Italiano. Coordinatore della Conferenza dei Presidenti dei consigli regionali e delle Province autonome dal 2002 al 2003 e Presidente della Conferenza delle assemblee legislative regionali europee dal 2002 al 2004, è senatore e vicecapogruppo vicario del gruppo Per le autonomie SVP,UV,Patt,Upt – PSI – MAIE dal 19 marzo 2013.

Il Sottosegretario Umberto Del Basso De Caro

Umberto Del Basso De Caro, il Sottosegretario.

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©Dem24

ato a Benevento nel 1953, si laurea in Giurisprudenza nel 1975. Avvocato penalista, è Presidente dell’Ordine degli Avvocati per tre mandati. Segretario provinciale e regionale del PSI, è stato deputato nella XI Legislatura. Segretario provinciale del PD, il 5 marzo 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura nella Circoscrizione XX (Campania 2). Alla Camera è componente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo e, dal 14 marzo 2014, della Commissione Affari Esteri e Comunitari.


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Nel mondo delle due ruote dalla porta principale.

Divertente, agile e dai consumi efficienti. La sua potenza massima di 35 kW la rende la moto ideale per i possessori di patente A2.

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Andrea Cinerari /

uò una naked di media cilindrata regalare le emozioni di una maxi? La risposta risiede nelle caratteristiche e performance della CB500F ABS di casa Honda. Provare per credere. Ideata per essere la prima “vera” moto per tutti coloro che desiderano muovere i primi passi nel mondo delle due ruote, la CB500F è una moto divertente, facile e sicura da guidare. Con i 35 kW (48CV) di potenza del suo motore bicilindrico da 500cc, questa entry-level è la moto perfetta per coloro che conseguono la patente A2. Infatti, il livello di potenza massima è stato scelto appositamente da Honda per garantire prestazioni brillanti, rispettando il nuovo valore imposto dalla patente A2, anche ai riders più giovani. Grazie alla particolare ergonomia, la CB500F presenta forme compatte e leggere, perfetta per muoversi con incredibile maneggevolezza nel traffico più intenso e divertirsi

@andreacinerari

sui percorsi extraurbani. Nessun compromesso in fatto di comfort, come ad esempio l’altezza della sella di 785 mm rispetto al suolo, che ne garantisce un facile uso a tutti i piloti di qualsiasi statura. Sicurezza al top con il sistema ABS di serie, mentre i costi di utilizzo e mantenimento contenuti fanno di questa naked una moto dinamica e funzionale al tempo stesso. Al fine di agevolare l’utilizzo del CB500F ABS durante le lezioni di scuola guida, Honda ha predisposto uno sconto sulle immatricolazioni effettuate da Autoscuole o Consorzi. Maggiori informazioni sul dettaglio delle condizioni dell’offerta, sono disponibili presso tutte le Concessionarie Ufficiali Honda.

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La lunga attesa. Partito con urgenza, a causa della necessità di definire il parco veicolare delle autoscuole entro il 30 giugno 2013, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale che riguarda il regolamento autoscuole e la formazione degli istruttori guida, in adeguamento alla direttiva comunitaria relativa alle patenti di guida. Un Decreto che, però, non ha affrontato una serie di questioni, limitandosi a specificare le attrezzature didattiche. Emilio Patella

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decreti / attualità

è

stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo il Decreto Ministeriale 10 gennaio 2014 n.30. Si tratta di un decreto ministeriale che corregge due decreti importanti per la vita delle autoscuole: il DM 317/95 “ regolamento delle autoscuole” e il DM 17/2011 “ formazione iniziale e periodica degli insegnanti e istruttori di autoscuola”. Va premesso che il decreto in questione non risolve tutti i problemi legati alla attività, anche per la genesi dello stesso: partito con necessità di massima urgenza, dovuta alla necessità di definire il parco veicolare delle autoscuole entro il 30 giugno 2013, in adeguamento alla direttiva comunitaria relativa alle patenti di guida, non ha affrontato una serie di questioni, limitandosi a specificare le attrezzature didattiche. è singolare che sia arrivato” in porto” circa un anno dopo e nel frattempo le disposizioni relative al parco veicolare siano state prorogate due volte al 31 dicembre 2014. Ci sarà da lavorare sulle questioni lasciate in sospeso o in parte superate dall’evoluzione della società, come ad esempio il “mercato del lavoro”, la possibile abolizione delle province, a altro ancora. Per ora evidenziamo le novità.

Decreto 317/95 “regolamento autoscuole” Locali autoscuole.

Oltre ad una aula di almeno 25 mq, obbligatoria, le autoscuole possono utilizzare aule di metrature inferiori.

Attrezzatura didattica.

Tutta il materiale didattico dell’aula di teoria può essere sostituito da supporti audiovisivi o multimediali. La conformità ai programmi è dichiarata dal titolare dell’autoscuola. Non sono ammessi corsi con il sistema e-learnig.

Parco veicolare.

Il materiale minimo per le esercitazioni di guida, di cui devono essere dotate le autoscuole, anche attraverso l’adesione ad un consorzio comprende i 19


attualità / decreti

veicoli utili al conseguimento delle patenti di categoria A1, A2, A, B, C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, nonche’ almeno uno tra quelli utili al conseguimento della patente di categoria AM. Si ha quindi un notevole incremento del parco, con un notevole impegno economico, in parte “ alleviato” con la possibilità di suddividerlo tra più autoscuole consorziate.

Noleggio a lungo termine.

Oltre che di proprietà per i veicoli di autoscuola è ammesso il ricorso all’utilizzo dello strumento contrattuale del leasing, nonché del noleggio a lungo termine.

Disponibilità per veicoli C1,C1E,D1,D1E.

Tali veicoli possono essere messi a disposizione, a qualunque titolo, da altri consorzi o altre autoscuole, entrambi ricompresi nell’ambito territoriale della medesima provincia.

Scatola nera.

Tutti I veicoli dotati di doppi comandi sono altresi’ dotati di un dispositivo elettronico protetto, idoneo a rilevare la tipologia del percorso, la durata della guida, sia in sede di esercitazioni sia in sede di prova di verifica delle capacita’ e dei comportamenti. Tale dispositivo deve essere conforme alle caratteristiche tecniche da stabilirsi con apposito decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Piste moto.

Se un’autoscuola o un centro di istruzione automobilistica sono provvisti di spazi dichiarati idonei dal Dipartimento per i trasporti la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, le prove di capacita’ e di comportamento per il conseguimento delle patenti di guida di categoria AM, A1, A2 ed A possono essere sostenute presso tali spazi da: ✒ allievi rispettivamente dell’autoscuola e delle autoscuole consorziate; ✒ altri candidati, eventualmente anche iscritti presso altre autoscuole, consorziate o non consorziate, qualora l’autoscuola o il centro di istruzione automobilistica ne consentano la disponibilità. Sono stati poi chiariti alcuni aspetti che nel passato hanno dato adito ad 20


decreti / attualità

interpretazioni diverse da parte delle Provincie:

Mobilità del personale docente.

è consentita la mobilità del personale docente ( la vecchia dizione diceva personale insegnante) in più autoscuole dello stesso titolare. In verità, a nostro parere, è anacronistico, nel 2014, parlare di mobilità del personale in ambito della stessa titolarità, visto la continua evoluzione delle leggi del mercato del lavoro. Sarà un punto da chiarire definitivamente.

Dotazione veicolare esclusiva per l’ ambito provinciale.

I veicoli in dotazione al medesimo titolare di autoscuola possono essere utilizzati presso tutte le sedi dell’autoscuola operanti in un’unica provincia, ferma restando la dotazione minima per ciascuna di tali sedi di almeno un

veicolo utile al conseguimento della patente di categoria B. Anche in questo caso la ratio della norma non è cambiata, ma alcune province permettevano che la stessa impresa aprisse sedi in province diverse, utilizzando gli stessi mezzi pesanti, per cui questa specifica appare opportuna. Pensate che logica ci può essere in una impresa che apre una autoscuola a Milano e una a Reggio Calabria con lo stesso autobus!

Decreto 17/2011 “formazione iniziale e periodica insegnanti e istruttori”

bligo di frequentare le parti comuni del programma, nel caso voglia conseguire l’altra abilitazione.

Formazione periodica biennale.

La formazione periodica è ripetuta con cadenza biennale. Il corso di formazione periodica può essere frequentato a partire da sei mesi prima della scadenza, quindi da settembre 2014.

No e-learning.

Non sono ammessi corsi di formazione periodica con il sistema e-learning.

Decadenza abilitazione.

In caso di revoca della patente di guida viene revocata anche l’abilitazione.

Credito formativo.

Chi è già in possesso di una abilitazione ( insegnante o istruttore) non ha l’ob-

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formazione / pubblicazioni

I

Autoscuole e formazione: una realtà in evoluzione.

Sempre più coaching: questo è quanto emerso dalla partecipazione alla presentazione del libro “Ti guida la testa”, organizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Unità di Ricerca di Psicologia del Traffico. Emilio Patella 22

n qualità di relatore. Il tema assegnatomi, Autoscuole e formazione: una realtà in evoluzione, era particolarmente stimolante e voglio condividere i punti del mio intervento. Per illustrare l’evoluzione della formazione in autoscuola partiamo dalla definizione stessa di autoscuola. Con il Codice della Strada del 1959 le stesse venivano denominate “ scuole per conducenti di veicoli a motore” . Confrontandola con quella modificata dalla legge 111/88 e che troviamo all’articolo 123 dell’attuale Codice notiamo subito le differenze: “le scuole per l’educazione stradale, la formazione e l’istruzione dei conducenti sono denominate autoscuole”. In primo luogo compaiono le parole educazione stradale e formazione, prima assenti e poi gli utenti non sono più solo i conducenti di veicoli a motore, ma i conducenti in generale e, se parliamo di educazione stradale, tutti i cittadini. Possiamo dire che il legislatore nel 1959 si è preoccupato di regolamentare strutture commerciali (il titolare non aveva l’obbligo di insegnare e quindi poteva non avere l’abilitazione di insegnante o di istruttore) che si rivolgevano a coloro che, sulla spinta della crescita economica, volevano mettersi alla guida di un veicolo a motore, il più delle volte venendo da realtà rurali e da esperienze di guida di veicoli senza motore o a trazione animale. Anche i programmi di insegnamento e le figure dei docenti seguivano questa logica. Gli insegnanti di teoria dovevano essere in possesso di laurea in ingegneria o di un titolo di studio ad indirizzo tecnico e il responsabile della formazione non era il titolare ma un “direttore”, in possesso degli stessi requisiti tecnici. La prima direttiva CEE sulla patente di guida, recepita appunto con la legge 111/88 ha modificato i programmi di esame, introducendo anche concetti di primo soccorso, diritto, ecologia e in conseguenza di ciò si è allargato lo spettro delle competenze e dei titoli di studi per accedere alla abilitazione di insegnante di teoria e per la prima volta la norma ha introdotto l’obbligo della formazione iniziale per gli insegnanti e gli istruttori. In verità l’obbligo è stato rispettato solo in alcune regioni


Ing. Stefano Bottoli, editor del libro ed Emilio Patella

e a seguito di ciò soppresso, fino a ritornare obbligatorio nel 2011, quando il decreto 17 ha riformulato i programmi e le modalità della formazione iniziale e periodica. Oggi parliamo quindi di un cambio di “prospettiva”. Dalla semplice istruzione alla guida di veicoli ad un concetto più ampio di formazione. Non dare solo elementi utili per superare un esame e guidare ma cercare di modificare o indurre com-

portamenti e valori che rimangano nel tempo. In sostanza in una prima fase le autoscuole erano la risposta all’esigenza di un singolo di potersi emancipare e inserire nella mobilità, oggi sono l’anello di congiunzione tra la legittima esigenza del singolo alla richiesta di sicurezza e mobilità sostenibile della società. Sono cambiate quindi anche le conoscenze e le competenza: non più solo tecnica ( fisica, dinamica, meccanica) e

Dott. Carlo Alberto Meinero, Dott.ssa Debora Lombardi, Dott.ssa Federica Confalonieri, Dott.ssa Maria Rita Ciceri, autori del libro, Ing. Bottoli e Daniele Toccafondi che ha realizzato la piattaforma informatica per gli esercizi multimediali.

norme di comportamento, ma anche psicologia, pedagogia, elementi di medicina, diritto, primo soccorso e soprattutto capacità di comunicare. Non a caso i corsi di formazione e gli esami di abilitazione prevedono anche prove di teoria e di guida simulata. Non occorre solo sapere, bisogna saper comunicare. E comunicare in modo diverso, perché l’autoscuola si occupa di 15 categorie di patente, di carta di qualificazione del conducente, di recupero punto, di merci pericolose, con utenti di età diversa, esigenze differenti, lingue e culture diverse. Possiamo dire che il personale docente di autoscuola è diventato un “mediatore culturale”. Ultimo elemento di riflessione che ho sviluppato nel mio intervento riguarda la didattica e gli strumenti. Oggi l’insegnamento in autoscuola si integra con molte altre forme di comunicazione che vanno da sistemi multimediali, a piattaforme e-learnig, app per telefonini, tablet, ecc. E’ impensabile un insegnamento frontale, di tipo classico, ma occorre un insegnamento sempre più orientato al coaching, alla capacità di accompagnare la persona in un percorso di maturazione, se si tratta di giovane, o di riflessione se si tratta di una persona matura, ad esempio in un corso di recupero punti o di aggiornamento periodico, professionale o meno. Già, perché prima o poi ci saranno da aggiornare anche conducenti non professionali.

Ing. Paolo Nucera, Direttore Motorizzazione Milano

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app / sermetra

Nasce Galileo Quiz Patente. App per smartphone e tablet.

Il Gruppo Sermetra ha presentato Galileo Quiz Patente: un’applicazione semplice e intuitiva, che consente agli allievi di esercitarsi ovunque e alle autoscuole di tracciare la preparazione, vedendo sincronizzati i dati provenienti da ogni dispositivo. Andrea Altinier /

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uante volte ci sarà capitato di vedere ragazzi che sul loro smartphone sembrano calati in un altro mondo, intenti a fare chissà cosa. Verrebbe da pensare che sono una generazione particolare, dedita ai videogiochi e alla tecnologia. Ma che sorpresa sarebbe avvicinarsi e scoprire che in realtà non stanno “perdendo tempo” ma studiano per l’esame di teoria della patente di guida? Già. La tecnologia corre veloce e la società fatica a stargli dietro. Non è il caso delle autoscuole, che stando a contatto con i ragazzi tutti i giorni, sanno quanto sia importante tenersi aggiornati e permettere loro di studiare con strumenti evoluti e a cui sono abituati, gli smartphone appunto. E’ in quest’ottica che nasce Galileo Quiz Patente, la app del Gruppo Sermetra creata per supportare i ragazzi nella preparazione della prova teorica dell’esame patente. Galileo Quiz Patente è un applicazione completamente gratuita, disponibile per le autoscuole che utilizzano il software Galileo e quelle a marchio “La Nuova Guida”. Un mezzo in più per effettuare le esercitazioni. E se l’allievo ha la possibilità di esercitarsi sul proprio telefo-

@altinier1981

no, praticamente ovunque, l’autoscuola ha il grande vantaggio di monitorare la sua preparazione in tempo reale. Infatti, grazie ad un sistema di sincronizzazione, tutti i quiz che l’allievo svolge (in aula, a casa e – oggi – sul proprio smartphone) sono allineati, dando così la possibilità all’autoscuola di avere un quadro preciso della preparazione del singolo ragazzo. I vantaggi non si fermano qui. Proponendo ai propri allievi Galileo Quiz App si dimostra di essere al passo con i tempi, fornendo loro uno strumento d’avanguardia e dando così un valore aggiunto alla propria autoscuola. La app si pone come valido strumento di supporto alle attività svolte dall’insegnante e permette ai ragazzi di svolgere i quiz anche se non sono in presenza di una connessione ad internet, sarà poi il sistema ad aggiornare i dati nel momento in cui sarà connesso alla rete. L’applicazione è di semplice utilizzo. Accedendo con le proprie credenziali, assegnate dall’autoscuola, l’allievo ha la possibilità di scegliere diversi percorsi. Oltre ad un riepilogo generale dei quiz svolti, i ragazzi possono mettersi alla prova con i quiz divisi per argomento, con quelli casuali, con il ripasso degli errori svolti in precedenza o con le simulazioni d’esame. Inoltre, sono disponibili le statistiche

degli errori, con accesso diretto ai quiz in cui sono stati commessi, e un’area con il riepilogo degli argomenti ancora da svolgere. In questo modo l’allievo ha un’idea del suo rendimento, grazie alle percentuali di completamento dei quiz e degli errori commessi, visibili sotto ogni area. Una novità di Galileo Quiz Patente è rappresentata dai commenti agli errori: estesi e dettagliati, sono stati prodotti appositamente da un gruppo di esperti e corredati di immagini per rafforzare quanto esposto nel testo. In questo modo l’allievo è portato a comprendere meglio l’errore e a ricordarlo. I contenuti sono disponibili, oltre che in Italiano, anche in Tedesco e in Francese. I ragazzi che abitano in quelle regioni d’Italia dove queste lingue sono parificate a quella italiana, come il Trentino Alto Adige e la Valle D’Aosta, possono così studiare per i quiz della patente nella lingua che sentono più vicina.

Galileo Quiz Patente è disponibile su

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Gli anni ‘50 e ‘60 hanno visto l’inizio del boom della “motorizzazione” in Italia. Sull’onda dell’entusiasmo iniziale, poche erano le riflessioni sulle conseguenze future di questo cambiamento radicale del modo di spostarsi e, in fondo, di concepire una parte della nostra vita. Come sempre, prima o poi, tutti i nodi vengono al pettine e, a fronte di un crescita esponenziale del numero di incidenti e di morti su strada, ci si è iniziati a porre delle domande e, soprattutto, a interrogarsi su come intervenire. Sono state migliorate le infrastrutture, è stata accresciuta considerevolmente la sicurezza dei veicoli, sono state modificate le norme ma, purtroppo, dove si è si è intervenuti in modo più limitato è proprio su colui che è il principale responsabile dei danni: il conducente. Ma cosa significa migliorare le abilità dell’uomo al volante? Vuole dire principalmente due cose, la prima consiste in una vera educazione stradale che parta fino dall’infanzia e che sia affidata a veri esperti e non a individui di “buona volontà”, ma di scarse competenze specifiche; la seconda è quella di indagare a fondo su tutti gli aspetti psicologici che si nascondono (talvolta non troppo in profondità), dietro a un atto apparentemente così semplice e naturale come quello della guida. Infatti, la guida non è per nulla naturale per il conducente, individuo “costruito” per la velocità del “passo d’uomo”. Egli necessità perciò di apprendimento e allenamento di specifiche competenze per poter realmente affermare di “guidare in sicurezza”. Più volte, nelle norme relative alla formazione dei conducenti e dei loro formatori, si è affacciata la parola “formazione psicologica” ma, quasi sempre, in fase di conversione definitiva delle leggi non se ne è più trovata traccia, quasi come se la sua introduzione spaventasse o criminalizzasse il settore. Forse, vista la situazione attuale, è giunta l’ora di introdurla seriamente. Questi e molti altri sono i “perché” di questo testo, primo nel suo genere in Italia, che propone a tutti gli addetti del settore una profonda riflessione sulla materia che porti a un sensibile cambio di rotta nella educazione stradale degli aspiranti conducenti. Il testo è stato scritto e pensato da docenti dell’Unità di ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica del sacro Cuore di Milano (con i quali si è ormai instaurata da anni una proficua collaborazione e scambio di idee). Quest’opera è composta di una classica parte cartacea (176 pagine stampate a colori) più un innovativo complemento multimediale di corredo, disponibile su www.tiguidalatesta.it Su tale parte, si trovano otto filmati necessari alla comprensione e assimilazione dei contenuti degli 8 capitoli che compongono l’opera, più una serie di esercitazioni/riflessioni sugli argomenti proposti. L’accesso al sito è facilitato dell’utilizzo dei QR Codes presenti nel libro, ed è riservato ai possessori del libro stesso, che dovranno inizialmente registrarsi per poterne usufruire. GLI AUTORI PRINCIPALI Maria Rita Ciceri Professore di Psicologia Generale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC) di Milano. E’ direttore dell’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico (http://progetti.unicatt.it/psicotraffico) presso la medesima università. E’ responsabile scientifico del Corso di Perfezionamento in Psicologia del Traffico, unico corso di alta formazione in tale ambito sul territorio nazionale, e di numerose ricerche sperimentali e applicate sul sistema traffico. Federica Confalonieri Psicologa del Traffico, lavora presso l’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’UCSC di Milano. Interessi inerenti la ricerca sulle componenti attentive e percettive implicate nel compito di guida e conseguenti interventi di formazione rivolti agli utenti della strada. Debora Lombardi Psicologa del Traffico, lavora presso l’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’UCSC di Milano. Ha approfondito lo studio degli aspetti legati alla comunicazione efficace applicata al sistema Traffico, degli interventi di formazione sulla percezione del rischio e sulla valutazione dell’idoneità psicologica alla guida.

MANUALE di PSICOLOGIA del TRAFFICO 26


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NOVITÀ

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formazione / la nuova guida

Guida Sicura&Co. Andrea Cinerari /

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@andreacinerari


Al Circuito Internazionale di Viterbo si è appena concluso l’ultimo evento formativo de La Nuova Guida. Un weekend intenso, che ha visto i partecipanti districarsi tra prove di guida sicura su pista e coinvolgenti role play sull’ansia da esame e paura di guidare. Manuel Nardin

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l corso, non a caso chiamato “Guida sicura & Co”, ha visto in campo come formatori di guida sicura Roberto Bormolini, Autoscuola ABC di Livigno, e Manuel Nardin, Autoscuola La 500 di Eraclea. Prendiamo da parte i due formatori per raccogliere le loro impressioni. Sembrano stanchi e infreddoliti, il tempo non è stato clemente, ma visibilmente soddisfatti. Come descrivereste il corso Guida Sicura & Co? Manuel Nardin / Direi che è un esperienza 3D: Didattico, Dinamico e Divertente! Roberto Bormolini / è un arma in più a disposizione dei consorziati, un ulteriore strumento di crescita, utile per chi vuole differenziarsi dalla concorrenza. Quale era l’obiettivo formativo di questo corso? Manuel Nardin / L’obiettivo era fornire agli istruttori La Nuova Guida solide basi per poter replicare ed erogare la formazione sulla Guida Sicura ai loro allievi o ad aziende. Roberto Bormolini / La carta vincente

di questo Format è che riesce ad essere completo, sotto il profilo didattico, ma allo stesso tempo semplice da riproporre. Credo che dopo questa esperienza anche gli istruttori che per la prima volta si approcciavano alla Guida Sicura saranno in grado di insegnarne gli assunti di base. Quindi un corso per imparare a formare i propri allievi sulla Guida Sicura? Manuel Nardin / Abbiamo dimostrato che per fare un corso di qualità è sufficiente una buona organizzazione, un piazzale adatto ed un minimo di attrezzatura. Stiamo già lavorando ad manuale di sostegno per i Soci. Roberto Bormolini / Esatto. Molti dei partecipanti avevano già approcciato la Guida sicura, spesso attraverso corsi molto costosi e con esercizi non facilmente replicabili. Noi volevamo dar loro qualcosa di diverso, che potessero fare proprio per arricchire la loro offerta formativa. In che modo può essere utile far apprendere a chi già ha conseguito la patente i principi di guida sicura? Manuel Nardin / Ogni guidatore do-

Roberto Bormolini

vrebbe familiarizzare con gli elementi di base della Guida Sicura, come l’uso dello sterzo, la frenata di emergenza o l’evitamento ostacolo. Così come la tecnologia ha portato importanti innovazioni sui veicoli, migliorandone la stabilità e sicurezza, anche noi dobbiamo fare la nostra parte per la sicurezza stradale attraverso la formazione. Roberto Bormolini / è essenziale per far capire ai ragazzi quanto possa essere pericoloso, anche a basse velocità, trovarsi ad affrontare un pericolo improvviso, come una lastra di ghiaccio o un pedone da schivare. Adottare una guida consapevole può fare la differenza!. Quindi possiamo dire missione compiuta? Manuel Nardin / è stato un corso “bagnato e fortunato”, ovviamente c’è sempre da migliorare, ma direi che possiamo essere soddisfatti. Roberto Bormolini / I partecipanti sono rimasti entusiasti, significa che abbiamo iniziato con il piede giusto! Appuntamento al prossimo evento Guida Sicura & co., convinti di ritrovare lo stesso entusiasmo di oggi. 29


formazione / la nuova guida

«Il nostro dovere: istruire ad una guida inoffensiva».

Teresio Viotti, Presidente del network di autoscuole La Nuova Guida

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e autoscuole, spesso ingiustamente, vengono attaccate per il fatto di non essere state in grado di preparare i propri allievi ad affrontare situazioni di emergenza durante la guida. Sono convinto che durante il percorso formativo per il conseguimento della patente, il dovere delle autoscuole sia quello di istruire i propri allievi ad una guida “inoffensiva”, per sé e per gli altri utenti della strada. In uno step successivo a quello del primo conseguimento, occorrerà poi educare i ragazzi ad affrontare situazioni diverse, ma sempre sotto la guida del proprio istruttore (che avrà cura

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di non ingenerare nel discente quel senso di onnipotenza, con il rischio di ottenere il risultato diametralmente opposto a quello cercato). Istruttore che dovrà essere opportunamente formato per erogare tale formazione, integrativa e complementare alla precedente. In questo senso, mi auguro che il progetto di cui ha parlato il vice Presidente dell’EFA Manuel Picardi nell’ultimo numero de Il Tergicristallo, possa andare a buon fine. L’obiettivo del progetto, tra gli altri, è che le scuole guida possano costantemente innovare le proprie tecniche d’insegnamento, affinché possano trasmettere un ulteriore stile di guida sicuro ai propri allievi.


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Archivio Unico motorizzazione Pra, riforma rca e la discussione sull’omicidio stradale: sono molte le questioni “congelate” a causa della caduta del Governo Letta. riuscirà renzi a riformare l’Italia?

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Il Tergicristallo Aprile 2014