Issuu on Google+

Notizie

€ 3,50

€1,50 per Librerie e Associazioni

N. 9 - Novembre 2012

Infosportpagine

“nel nome di chi non può parlare”

L’Ungheria ha scelto la Vita Manipolare i termini per giustificare il crimine. Se l’infanticidio è “aborto post nascita”, allora l’aborto è “infanticidio pre nascita”!

La scienza e la ragione per la vita. Il numero dei medici obiettori di coscienza è in costante aumento.

Bandiera della Repubblica Popolare Ungherese di inzio secolo

La nuova Costituzione ungherese tutela la Vita sin dal concepimento Intervista all’On. Miklós Soltèsz, Sottosegretario di Stato incaricato degli affari sociali, della famiglia e della gioventù, del Governo ungherese


- Sommario -

Notizie

Editoriale 3 Notizie dall’Italia

4

RIVISTA MENSILE N. 9 - NOVEMBRE 2012

Notizie dal mondo

5

Primo Piano L’Ungheria per la vita

12

Antonio Brandi

Attualità Il Veneto apre i consultori ai volontari ProLife

6

Testata Infosportpagine-ProVita Editore MP cooperativa giornalistica Sede legale Via Marlengo 49/b, 39012 Merano (BZ) Autorizzazione Tribunale BZ N6/03 dell’11/04/2003 Redazione Francesca Romana Poleggi, Antonio Brandi, Mario Palmaro, Andrea Giovanazzi Via Ridolfino Venuti 34/A, 00162 Roma Tel. 06 45444909

Alberto Zelger

Le donne che hanno detto “no” all’aborto, a costo della vita

7

Lorenza Perfori

Al cimitero di Desio la cattiva coscienza degli abortisti cerca di nascondersi nei contenitori per “rifiuti speciali” 8 Paolo Deotto

La scienza e la ragione per la vita 9 Francesca Romana Poleggi

Come è regolato l’aborto nel mondo 10 Marzio Bianchi

Le prospettive del secondo mandato di Obama

11

Marco Respinti

Scienza e Morale La RU486, porta dell’inferno

15

Direttore Responsabile Francesca Lazzeri Progetto grafico Massimo Festini Tipografia Eticart srl, via Garibaldi 5, 73011 Alezio Distribuzione Rapida Vis, Via Cadlolo 90, 00136 Roma Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero Francesco Agnoli, Andrea Bernardini, Lorenzo Bertocchi, Marzio Bianchi, Antonio Brandi, Cesare Cavoni, Paolo Deotto, Giuseppe Noia, Lorenza Perfori, Danilo Quinto, Marco Respinti Benedetto Rocchi, Francesca Romana Poleggi, Alberto Zelger

Cesare Cavoni

I primi otto giorni dell’embrione

16

Giuseppe Noia

La contraccezione non riduce gli aborti

17

Andrea Bernardini

Aborto post nascita: manipolare i termini per giustificare il crimine

18

Benedetto Rocchi

Alcuni rischi della fecondazione artificiale (o Pma) 19 Francesco Agnoli

Economia e Vita Le famiglie numerose difendono la vita

20

Danilo Quinto

Bisogna ricostruire la famiglia Lorenzo Bertocchi

22

per un aggiornamento quotidiano:

www.prolifenews.it Prezzo: 3,50 euro Abbonamenti: Semplice 30,00 euro Sostenitore 60,00 euro Benefattore 100,00 euro Patrocinatore 250,00 euro

Per abbonamenti, acquisti e donazioni Conto Corrente presso Banca Popolare di Puglia e Basilicata IBAN IT91 B053 8515 0000 0000 0003 270 oppure Conto Corrente Postale n.1009388735 intestati a M.P. Società Cooperativa Giornalistica a.r.l.

L’editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non gli è stato possibile comunicare, nonché per eventuali, involontarie omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti e/o delle foto.


Editoriale

Notizie

3

Editoriale

L’Ungheria in prima linea sul fronte Pro Life

“La dignità umana è inviolabile. Ogni essere umano ha il diritto alla vita e alla dignità umana; la vita dell’embrione e del feto sono da proteggere dal momento del concepimento”: è l’art. 2 della nuova Costituzione ungherese. Questa legge fondamentale, di uno Stato democratico e sovrano, ha fatto imbestialire “l’intelligentsia” europea, anche perché nega il riconoscimento alle famiglie monoparentali, alle coppie di fatto e alle coppie omosessuali. Ancor più ha imbestialito i vertici UE e le lobby abortiste europee la campagna di manifesti prolife del premier Orban su cui è scritto “Mamma capisco che tu non sia pronta per me, ma ti prego dammi in adozione, lasciami vivere”. La protezione della vita fin dal concepimento equivale a sancire l’illegalità dell’aborto: per questo la European Women’s Lobby (EWL) e la International Planned Parenthood Federation European Network (IPPF

EN) hanno dichiarato che questa normativa lede i diritti sessuali e riproduttivi delle donne. L’Ungheria ha rigettato in modo chiaro e limpido le accuse, sottolineando che la nuova Costituzione è fondata sui valori europei. Anche Viviane Reding, vice presidente della Commissione Giustizia UE, ha dovuto ammettere che la Costituzione ungherese non viola nessuna norma o trattato comunitario. D’altronde, se si vanno a leggere gli atti del Parlamento Europeo, troviamo che le Risoluzioni n. 372/88, n. 327/88 e la Raccomandazione n. 1046/86 come anche le Raccomandazioni del Consiglio d’Europa n. 1100/89 e n. 874/79 - tutte fanno espressamente riferimento o al “diritto alla vita del concepito” oppure parlano di vera e propria dignità dell’embrione. Se passiamo poi dal piano europeo a quello mondiale, è sufficiente leggere la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 1989 e la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo del 1959 approvate dall’ONU: in entrambi i casi si indica come doverosa la tutela dei bambini anche prima della nascita. Questi documenti dimostrano che non solo l’Ungheria non viola nessuna norma di carattere sovranazionale, ma anzi, con la sua nuova Costituzione, si allinea alle disposizioni appena menzionate e fa proprio il sostanziale riconoscimento del diritto alla Vita che, sebbene spesso dimenticato, è alla base del patrimonio comune dei valori dell’umanità. Antonio Brandi

Siamo lieti e onorati di pubblicare la lettera che ci ha inviato S.E.R. Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino e Montefeltro, che ha apprezzato Notizie Pro Vita e ci incoraggia nel proseguire la buona battaglia. Pennabilli, 6 novembre 2012

Carissimi amici, incoraggio con il mio affetto e la mia benedizione la Vostra importante iniziativa, di cui cercherò di aiutare la diffusione. La testimonianza che i cristiani danno di una difesa incondizionata della vita, dal suo concepimento fino alla sua fine naturale, è un grande fattore di amore al destino dell’uomo in questa società e quindi un’azione positiva perché la società stessa abbandoni atteggiamenti violenti e disumani. Sappiate che Vi sono accanto. Luigi Negri Vescovo di San Marino-Montefeltro


Notizie dall’Italia

Notizie

Notizie dall’Italia

4 Il Movimento per la Vita ha lanciato una campagna per raccogliere le firme necessarie a una petizione popolare che chiede il riconoscimento dei diritti dell’embrione fin dal concepimento. Per aderire all’iniziativa “Uno di Noi” bisogna visitare il sito http://www.mpv.org/mpv/download/UnodiNoi/homepage.htm A Roma il Movimento per la vita ha organizzato un convegno su “Le conseguenze psichiche dell’interruzione volontaria di gravidanza”, a pochi giorni dall’avvio di uno spazio di ascolto e consulenza psicologica, del tutto gratuito, denominato “Da donna a donna”, per aiutare e sostenere il trauma post aborto. Antonio Brandi è intervenuto al Convegno ed ha relazionato sulla storia dell’eroe Chen Guangcheng che si è battuto contro le sterilizzazioni e gli aborti forzati nella provincia dello Shandong in Cina. Per questo è stato detenuto in un Laogai per quasi 4 anni e mezzo ed ha subito abusi e percosse agli arresti domicialiari dal Settembre del 2010 fino alla sua rocambolesca fuga del 26 Aprile 2012.

A Padova, Torino, Fiumicino, Rimini e Copparo (FE), si è svolta con successo la manifestazionne“PedaliAMO per LA VITA”, organizzata dalla Parrocchia Sant’Ignazio di Loyola di Padova e dall’Associazione “Salviamo i Cristiani”, con la partecipazione di diversi movimenti prolife. A Caserta ogni mese muoiono migliaia di bambini a causa dell’aborto: questa la denuncia dell’Associazione No194, in un recente convegno a Calvi Risorta.

In migliaia hanno aderito all’iniziativa di “Voglio Vivere” contro la Giornata mondiale per l’aborto “accessibile, legale e sicuro” indetta, venerdì 28 settembre, dai movimenti abortisti di tutto il mondo. In 2300 hanno compilato l’appello dal sito internet www.associazione-vogliovivere.it, visualizzato da circa 6000 persone e apprezzato da 1300 con altrettanti “Mi piace”. Decine di siti internet hanno pubblicato l’appello spedito, secondo le intenzioni di Voglio Vivere, anche ad alcuni direttori di quotidiani. «La Giornata – spiega il responsabile di Voglio Vivere, Samuele Maniscalco – è stata un’offensiva contro chi si batte a favore del diritto alla vita, per tacitare ogni voce di dissenso». Benedetto XVI ha esercitato il suo diritto e dovere di ammonire e di guidare i fedeli, ricordando ai politici cattolici che davanti a leggi in favore di aborto, eutanasia e coppie di fatto, devono dire di no, con buona pace di chi, come l’On. Vendola, ha gridato allo scandalo e all’indebita ingerenza.

Anche a Roma, davanti all’ospedale S. Camillo e in alcune chiese, si svolge la 5° edizione di “40 Days for Life” (http://40daysforlife. com), 40 giorni per la vita, una campagna pro-vita che si svolge in 316 città di USA, Canada, Sud America, Australia, Europa e Uganda, fino al 4 novembre 2012. Alla campagna hanno sempre partecipato alcune centinaia di migliaia di persone che hanno pregato e digiunato insieme per far cessare gli aborti. Gli organizzatori stimano che quasi 6000 bambini sono stati salvati dall’aborto grazie ai “Quaranta giorni per la Vita”.

Il “cimitero dei bambini mai nati” è scomparso misteriosamente dall’ordine del giorno del Consiglio comunale di Firenze dopo le polemiche sollevate dal consigliere Ornella De Zordo. Doveva essere modificato il regolamento di polizia mortuaria introducendo una zona del cimitero destinata ai “bambini mai nati”: non se ne è fatto più niente perché non se ne è detto più niente.

La Asl, l’Ufficio scolastico territoriale e il Lions club di Vercelli hanno organizzato un convegno dal quale è emerso un allarme per la cittadinanza, visto l‘alto numero di aborti e di contagi di malattie sessuali nel copoluogo piemontese. Colpiti soprattutto i giovani tra i 20 e i 24 anni.

Il libro di Danilo Quinto “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio” (edizioni Fede & Cultura) racconta come i radicali di Emma Bonino e Marco Pannella siano riusciti a rappresentare negli ultimi decenni la quintessenza di quell’ideologia anti-umana che disprezza l’identità, la vita e la dignità della persona, dal suo concepimento alla morte naturale. Un libro da leggere e da regalare, per far  comprendere, anche a molti cattolici che vengono sedotti dal male, chi sono i nemici della vita.

La Verità e la Vita sono trasversali a ogni schieramento politico: anche Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra, è tra le firmatarie della legge regionale in Veneto che apre i consultori anche alle associazioni “pro life”. Anche Antonio Socci e Benedetta Foà hanno scritto, su Libero e su Tempi, della testimonianza per la vita di Chiara Corbella Petrillo, dalla cui storia è nata la nostra iniziativa Per la Vita. Padre Livio ne ha parlato lungamente a Radio Maria.


Notizie dal mondo

Notizie

5

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto che l’Irlanda, Stato senza aborto legale, rimane uno dei Paesi più sicuri in cui aspettare un bambino e partorire. Ma la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo nel 2010 ha intimato all’Irlanda di introdurre una legge sull’aborto più permissiva. È in corso allora uno speciale mese di preghiera per la vita, in vista della risposta ufficiale che Dublino deve alla Corte. I vescovi irlandesi, in una lettera pastorale intitolata “Scegli la vita!” ricordano che non si può separare il diritto alla vita della madre dal diritto alla vita del figlio, ma vanno tutelati entrambi.

“Da qualcosa di così terribile come uno stupro può nascere qualcosa di buono. E io ne sono la prova”, ha dichiarato Ken: Statunitense, 30 anni, sposato, con tre figli, ha scoperto che la madre biologica a 15 anni venne violentata: grazie all’aiuto di un’ istituzione cattolica, la mamma portò a termine la gravidanza e lo fece adottare. “I bambini concepiti durante uno stupro sono “veri”quanto tutti gli altri”. Perché rispondere con altra violenza ad un atto di violenza?

I primi di ottobre, a Madrid si è svolta una manifestazione prolife: circa 2.000 persone hanno sfilato per le vie della città sventolando bandiere rosse con su scritto “aborto zero”. Il governo conservatore prepara, infatti, una legge che pone dei limiti all’interruzione di gravidanza rispetto a quella varata dai socialisti nel 2010 che consente di abortire fino alla 22ma settimana di gravidanza.

Da tre diversi paesi del nord Europa giungono i risultati di convegni e studi scientifici che confermano i rischi connessi all’aborto chirurgico e chimico. I dati che provengono da una ricerca che si è svolta in Finlandia sono stati pubblicati sulla rivista Human Reproduction; Il Medical Daily Website di Aberdeen riporta i risultati degli studiosi scozzesi; lo studio scientifico danese è pubblicato sul Medical Science Monitor. Apprendiamo così che l’aborto indotto aumenta il tasso di mortalità femminile, l’infertilità, e le probabilità di successivi parti prematuri.

Nella piazza centrale di Riga, capitale della Lettonia, l’artista Eva Riekstina ha esposto 27 sculture di bambini in fase di formazione intrauterina. Ogni scultura è accompagnata da una targa in cui si esprime, in tre lingue, la ragione data per ucciderlo con l’aborto. Ad esempio:“La mia mamma in realtà mi voleva davvero, ma le pressioni dei suoi amici l’hanno convinta ad ammazzarmi.” La mostra rientra nella campagna di sensibilizzazione “For Life” organizzata dai gruppi pro vita della Lettonia. Per vedere le immagini della mostra, visitare il sito:http://www.pardzivibu.lv/index. php/par-kampanu/musu-bildes/ category/2-atklasana

I mass media “pro morte” hanno inventato un caso: la notizia di una sedicenne dominicana malata di leucemia e morta per non aver potuto abortire (perché la Costituzione della Repubblica Dominicana stabilisce che “il diritto alla vita è inviolabile dal momento del concepimento fino alla morte naturale”). La verità è che nessuno aveva mai vietato ai medici di agire con la chemioterapia, né la norma costituzionale imponeva di lasciar morire la ragazza senza cure solo perché era incinta. Infatti le cure e la chemioterapia ci sono state, tempestive, ma purtroppo inutili. Durante il suo attuale tour negli Stati Uniti,  Justin Bieber si è attirato le critiche dei media liberal quando ha espresso la sua personale contrarietà alla legalizzazione dell’aborto. Il cantante, oggi diciottenne, ha poi deprecato la circostanza per cui i giovani americani, fin dalla più tenera età, sono sottoposti ad una sorta di “indottrinamento” per convincerli che l’aborto è un «diritto». La madre del cantante ha pubblicamente dichiarato che Justin è stato salvato dai servizi sociali, perché lei era decisa ad abortirlo. Il divieto di aborto non influisce in alcun modo sulla possibilità di fornire cure ottimali alle donne in stato di gravidanza, in quanto l’aborto diretto non è medicalmente necessario per salvare la vita di una donna. Questa la conclusione del simposio di professionisti esperti e ricercatori in ostetricia e ginecologia, che si è tenuto a Dublino.

San Josè, California. L’11 ottobre è la prima Giornata Internazionale del Bambino, riconosciuta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In concomitanza con questo evento, “Women Rights without Frontier” lancia la sua campagna “Salva una bambina” per porre fine alla discriminazione sessuale in Cina. Gli esperti stimano che tra 160 e 200 milioni di donne muoiono nel mondo, a causa degli aborti selettivi.

Notizie dal mondo

Lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka è stato insignito del Nobel per la scoperta delle cellule staminali pluripotenti indotte, che si ottengono senza distruggere embrioni . Una sua dichiarazione ai giornali: “Quando ho visto l’embrione, mi sono reso conto all’improvviso che c’era solo una piccola differenza fra lui e mia figlia. Ho pensato che non possiamo continuare a distruggere embrioni per la nostra ricerca».


Notizie

Attualità

6

Il Veneto apre i consultori ai volontari ProLife? Mentre andiamo in stampa, o al più nelle prossime settimane, la giunta regionale del Veneto dovrebbe approvare un regolamento attuativo di una legge approvata a Luglio dal Consiglio

S

periamo tutti che venga approvato il regolamento di attuazione della legge n. 27 del 27 luglio 2012, con la quale il consiglio regionale ha voluto “disciplinare le iniziative di promozione dei diritti etici e della vita nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie”. Dietro il linguaggio burocratico si cela una grande novità: per la prima volta ai volontari pro-life non potrà essere impedito di entrare nei consultori e negli ospedali per informare le donne sulle possibili alternative all’aborto. In realtà, per un’assurda forma di par-condicio,

La proposta di legge originaria è stata stravolta, per un’assurda forma di par condicio che mette sullo stesso piano chi crede nella vita e chi favorisce la morte, la legge sopra citata consente un’azione propagandistica anche alle associazioni abortiste, eugenetiche o neomalthusiane. Non è proprio quello che chiedevano gli oltre 20.000 firmatari della proposta di legge di iniziativa popolare, presentata nel 2004 e votata (o per meglio dire: stravolta) dal consiglio regionale nello scorso mese di luglio. I promotori della legge chiedevano semplicemen-

te di poter informare le donne, che chiedono di abortire, sulle possibili alternative offerte dai movimenti pro-life (sostegno economico attraverso il progetto Gemma, adozione in anonimato, distribuzione gratuita di prodotti per l’infanzia, aiuto psicologico e materiale dei volontari, eccetera), in linea con gli artt. 2 e 5 della stessa legge 194, che prescrive agli operatori sanitari di aiutare la donna a rimuovere le cause che la inducono ad abortire. La proposta fu dibattuta negli anni 2005-2006 sia dalla commissione Sanità che dal consiglio regionale, ma non giunse mai a votazione per mancanza di volontà politica e per il polverone sollevato da femministe e radicali, che non volevano la sua approvazione; sembra che lo stesso presidente Galan fosse contrario, ma non deve stupire, viste le sue recenti dichiarazioni sugli embrioni distrutti con la fecondazione artificiale, sull’eutanasia e sul “matrimonio” omosessuale. La proposta riemerse dopo le elezioni regionali del 2010 e arrivò in consiglio il 18 luglio 2012. Le femministe erano già sul piede di guerra e giunsero a Venezia da ogni parte del Veneto, per sfilare in corteo fino alla sede del consiglio regionale. Un piccolo gruppo di promotori della legge era già entrato a palazzo Ferro Fini per assistere al dibattito, che apparve subito sconcertante: di fronte ai pochi intervenuti per appoggia-

I 20000 firmatari del progetto hanno atteso 12 anni per l’approvazione della legge

re la proposta, la maggioranza dei favorevoli non sapeva spiccicare parola, mentre la sinistra e metà del PdL sparavano contro: “non possiamo tollerare che questi talebani disturbino le donne quando hanno deciso di abortire” oppure “io sono cattolico, ma non possiamo favorire soltanto le associazioni pro-life”; senza alcuna considerazione per il nascituro e per le stesse donne che chiedono di abortire, non avendo nessuno che le consigli e che le aiuti. I promotori della legge ora sperano che la giunta voglia rimediare. Alberto Zelger

Il comportamento di molti consiglieri, durante il dibattito, è stato sconcertante


Provita estratto novembre 2012