È di nuovo Natale: una festa laicizzata e consumistica ma che, per molti, costituisce ancora un’occasione per fermarsi e vivere del tempo di qualità con la propria famiglia e con le persone care.
E poi, alla fine dell’anno, siamo tutti portati a fare un bilancio della nostra situazione esistenziale e a interrogarci sul senso della vita e del tempo che scorre veloce e inesorabile.
Ma la scienza, anche in questo campo, comincia a interrogarsi su quella che appare una residua attività cerebrale non misurabile con l’elettroencefalogramma, dopo la morte conclamata.
Per indagare su questo aspetto, in questo numero di Notizie ProVita, offriamo ai nostri Lettori una serie di articoli sulle “esperienze di pre-morte”...