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L’influenza marittima norrena, la si può trovare nel ritrovamento di un gran numero di monete islamiche nei resti dei loro bottini, nonché di ossa di balena dall’Atlantico settentrionale assieme a frammenti di seta rinvenuti in insediamenti vichinghi quali Dublino e York. Tuttavia le navi non erano soltanto un mezzo pratico per attraversare gli oceani: i vascelli erano anche un importantissimo simbolo di ricchezza e status sociale. Per costruire le navi più grandi servivano mezzi ingenti, che includevano non solo manodopera non qualificata e tonnellate di legname ma anche ferro per i rivetti, lana o lino per le vele, crini di cavallo, pelli, altro lino o fibre di corteccia di tiglio per il cordame. Di norma i vascelli venivano decorati con incisioni complesse e inserti di metalli preziosi. “Le navi erano tanto ornate che ... a chi le vedeva da lontano sembravano (fatte) non di legno ma di fuoco… Da un lato scintillavano le armi, dall’altro fiammeggiava lo splendore degli scudi appesi. Le prore mandavano lampi d’oro, e dalle navi di varia forma brillava l’argento”. Encomium Emmae Reginae (scritto nel 1041-42) Le navi erano importanti a tal punto che accompagnavano il loro “padrone” anche durante l’ultimo viaggio. Erano utilizzate, infatti, in vari tipi di rito funebre. Sono stati scoperti tre rituali funebri che impiegavano imbarcazioni: Il primo comportava il seppellimento della nave stessa, a volte ricolma di ricchi arredi; Il secondo riguardava una rappresentazione simbolica formata con pietre erette a delineare il profilo di un vascello attorno alla tomba, talvolta con due pietre più grandi al posto della prua e della poppa; Il terzo rito, più difficile da trovare su base archeologica, è anche quello che più ha colpito l’immaginario popolare: una barca data alle fiamme con il proprietario dentro. Curiosità vichinghe Secondo un’ultima teoria, in ordine di tempo, per cercare di spiegare le scorribande compiute dagli scandinavi in tutto il nord dell’Europa, si ipotizza che a spingere i vichinghi a salpare per nuovi luoghi era semplicemente la voglia di trovare l’anima gemella. Quindi i vichinghi forse erano soltanto dei cuori solitari in cerca della donna della loro vita. A dire il vero già ai tempi di Dudone di San Quintino, storico e cronista normanno all’inizio del millennio, racconta che la discesa dei vichinghi in Europa si rifaceva alla difficoltà, per i giovani maschi di trovare delle donne con cui mettere in piedi una famiglia. Era 47

Nordlys Luglio/Agosto 2017  
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