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nell’immaginario popolare è quella della nave lunga, con la sua prua a testa di drago, la fila di scudi sulla fiancata e la grande vela quadra che è divenuta un simbolo perfetto per gli uomini del Nord. Le imbarcazioni avevano grandissima importanza nella società scandinava in epoca vichinga. Sono stati trovati, infatti, graffiti che raffiguravano navi norrene ovunque, da Dublino a Istanbul, e persino su monete, gioielli e monumenti troviamo incisioni di vascelli. Anche i bambini partecipavano agli spostamenti più brevi, e tra i loro giocattoli non mancavano navi in miniatura come è stato documentato da i rinvenimenti sia in Scandinavia che in siti archeologici lontani. Gli archeologi hanno scoperto due diversi tipi di imbarcazioni vichinghe: i drakkar e le knarr. Le prime, utilizzate per le esplorazioni e le guerre, erano studiate per essere veloci e maneggevoli, ed erano equipaggiate con remi per renderle indipendenti dalla presenza o meno del vento. I drakkar avevano uno scafo lungo e stretto e un moderato pescaggio, per facilitare lo sbarco di truppe in acque basse. Le knarr invece erano navi mercantili, più lente ma con una maggior capacità di carico, disegnate con uno scafo corto e largo e un profondo pescaggio. Sulle knarr non erano previsti rematori. Le navi vichinghe venivano costruite secondo la tecnologia più avanzata dell’epoca e fornivano ai navigatori notevoli vantaggi sui rivali. I vichinghi avevano sviluppato tecniche

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Nordlys Luglio/Agosto 2017  
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