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I Vichinghi e il mare

Immagine dalla serie tv Vikings

“Il vento è tagliente stanotte, agita le chiome bianche del mare, e io non temo che attraverso il mare chiaro (il mare d’Irlanda) giungano i feroci guerrieri di Lothind (i Vichinghi)”. (Anonimo monaco irlandese del IX secolo) I Vichinghi, identificati con gli abitanti della Danimarca, della Norvegia e della Svezia settentrionale furono per secoli malvisti perché considerati predoni, pirati e razziatori, ma furono sempre rispettati per il fatto che erano degli abilissimi costruttori di navi. Le saghe vichinghe sono piene di storie di mare e il ruolo centrale che la nave ha avuto nelle civiltà nordiche costituisce la testimonianza più originale della loro civiltà. Le loro imprese per mare si caratterizzano soprattutto per l’ostinazione e il coraggio tipici di questo fiero popolo. Infatti si tratta spesso di navigazioni di lungo corso, in mari sicuramente non semplici da navigare come i mari del nord e gli oceani. Le navi vichinghe erano veri e propri strumenti di conquista, la migliore espressione dell’ingegneria navale dell’epoca tanto da attribuire, secondo la tradizione locale, ad un vichingo la scoperta del nuovo continente durante il medioevo: Erick il Rosso. La fama dei vichinghi come abili navigatori deve molto anche alle tecnologie costruttive (diverse da quelle di tipo Mediterraneo) che adottarono e che influenzarono anche le tecnologie costruttive posteriori. Una delle icone più persistenti dell’era vichinga 44

Nordlys Luglio/Agosto 2017  
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