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Capitale Green 2016 a lubiana, tra bici, orti e riciclo virtuoso Tom Hanks stavolta non sono io l’eroe: È mia moglie la vera combattente Moda sarà vintage

Ambra Angiolini

Io e Francesco (Renga) ci siamo dovuti allontanare per salvare il nostro amore, pi• che per distruggerlo. E ora penso al lavoro e porto in scena ÒTradimentiÓ di Harold Pinter

RCS mediagRoup Spa N. 46 SeTTimaNaLe diSTRiBuiTo iN aBBiNameNTo CoN iL CoRRieRe deLLa SeRa deL 7 NoVemBRe 2015 - poSTe iTaLiaNe Spa Sped. iN a.p. - d.L. 353 / 03 CoNV. L. 46 / 04, aRT. 1 C. 1. dCB miLaNo CoRRieRe deLLa SeRa (€ 1,50) + io doNNa (€ 0,50) € 2. Nei gioRNi SuCCeSSiVi € 1,50 + iL pReZZo deL QuoTidiaNo


dior.com

Dior OnLine 02 38 59 88 88


sommario

IO guardo/ascolto

Gunter Glücklich / Laif / Contrasto

36 – Cover story. Ambra Angiolini: “Io e Francesco ci allontaniamo per salvare lÕamore” di Camilla Baresani 42 – Bucce di banana Tocco di classe di Giusi FerrŽ 46 – Lubiana. Metamorfosi verde di Mariateresa Montaruli 55 – Vocazione ÒMamma a tempoÓ di Giusi Fasano 60 – Dietro le apparenze.

Guatemala. I forzati della cittˆ-discarica di Ermanno Lucchini 66 – Opinioni di Cazzullo, Meli, Rodotˆ 68 – Moda & femminismo. Il cerchio ora quadra di Daniela Monti 72 – Kate Bosworth: ÒPoi ho sposato una bibliotecaÓ di Alessandra Venezia

76 – Tom Hanks: ÒNon sono io lÕeroe in famiglia, ma mia moglieÓ di Alessandra Venezia 80 – Opinioni di Roncone, Sabelli Fioretti, Sarzanini 83 – Dacia Maraini: ÒSono entrata nella testa di un uomo per raccontare la banalitˆ del maleÓ di Annalena Benini

MINI QUESTIONARIO PROUST di Paolo Di Stefano Risponde Tim Parks, scrittore.Il tratto principale del suo carattere? Ossessività, forse. La qualità che preferisce in un uomo? Generosità. E in una donna? Generosità, ma forse di un tipo diverso. Il suo principale difetto? Ossessività. Occupazione preferita? Scrivere, quando mi viene bene. Sogno di felicità? Giornata tranquilla a casa. O una battuta di kayak, in montagna. Autori preferiti? Beckett, D.H. Lawrence, Morante. Il suo eroe? Gli eroi non esistono. Se dovesse cambiare qualcosa nel suo fisico? Mi riesce difficile anche soltanto pensarci. Come vorrebbe morire? Non importa il modo, ma lo spirito. Senza ossessività. Stato d’animo attuale? Sorprendentemente tranquillo. Il suo motto? Mai irritarsi di fronte a domande stupide. io donna – 7 novembre 2015

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sommario

io assaporo 86 – Paola Turci: ÒOra non nascondo pi• il mio visoÓ di Maria Laura Giovagnini 89 – Zelda La Grange: ÒEro una ragazzina bianca e persino razzistaÓ di Marzia Nicolini 93 – Programmare • un gioco da ragazze di Cristina Lacava 96 – Opinioni di Stefanelli, Terragni, Venturini

100 – Dove andare. Il jumbo si fa suite di Veronica Russo 107 – Flower power di Nicoletta Civardi 109 – La civiltˆ del cibo di Maria Grazia Borriello 111 – Vediamoci qui di Donatella Bernab˜ Silorata 113 – Post di Lia Ferrari

la parola della settimana di Aldo Grasso «appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate», cantavano elio e le storie tese in “la terra dei cachi”. appalto deriva dal latino medievale “appaltum” che forse discende da «ad pactum», a contratto. tecnicamente, l’appalto è un contratto con cui una persona o un’impresa si impegna, dietro pagamento, a gestire un servizio o a compiere un’opera assumendosene i rischi. per alcuni è solo fonte di corruzione. Come un politico diceva ad antonio la trippa (totò), nel film “Gli onorevoli”: «do ut des, ossia tu dai tre voti a me, che io do tre appalti a te». (opera di Gianluigi Colin) 16

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sommario

IO cambio 118 – Bellezza. Generazioni di fenomeni di Loredana Ranni 127 – Pensierino della settimana di Candida Morvillo 128 – Olfatto di Cristina Milanesi 131 – Emoticon di Loredana Ranni 133 – Instanbeauty di Sergio Colantuoni 134 – Test di Cristina Milanesi

Fashion show

quandO glI abItI “parlanO”. e laSCIanO Il SegnO È una conversazione tra epoche e stili quella messa in scena dalla mostra A Tale of Costumes all’espace louis Vuitton di Venezia (fino al 31 marzo). tre gli abiti a confronto: una veste femminile di fine Settecento dalla collezione di palazzo Mocenigo (l’Andrienne); una sua reinterpretazione a cura degli studenti del Centro sperimentale di cinematografia di roma e un vestito dell’artista cinese Movana Chen, che lavora a maglia fili di carta ricavati da vecchi libri. In parallelo, lo spazio roma etoile ripercorre la creazione di (altri) abiti speciali attraverso il racconto di costumisti da Oscar come piero tosi e gabriella pascucci. (L.F.) 18

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sommario

io sfioro 138 – Focus. Shining di Silvia Meneguzzo, testo di Giusi FerrŽ 147 – Moda. Vintage Fest di Ulrike Lang 167 – Storie di moda di Gianna Greco 168 – Look della settimana di Ilenia Arosio 170 – Gioie della vita di Giorgia Alessandrini

171 – Scarabocch(io) di Carlo Andreotti 172 – Web Set di Floriana Colangelo 174 – Tipe a confronto di Floriana Colangelo 175 – Oltre il vestito di Giorgia Alessandrini 176 – Bazar di Gianna Greco 179 – Schema libero di Alessandro Calascibetta

il murales messicano che “colora” la povertà una città dipinta con i colori dell’arcobaleno. Gli street artist del movimento German crew hanno tinteggiato con i colori sgargianti dell’iride oltre 20 mila mq di facciate di abitazioni nel sobborgo povero della città di pachuca, nel sud del messico. Dando vita al più grande murales del paese. oltre 450 famiglie della città hanno partecipato all’happening spennellando angoli e vicoli (con 20 mila litri di vernice) e regalando un nuovo maquillage al quartiere las palmitas. un progetto sociale volto ad una maggiore integrazione di una comunità povera, ma ricca di storia. che vuole coprire così i toni grigi del disagio. (Barbara millucci) 20

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omartorres /afp / Getty images

Oltre lÕevento


sommario

io scopro/scelgo 182 – Prevenzione & Ambiente di Elena Meli, Susanna Mancinotti, Antonella Sparvoli 183 – Salute & Buone idee di Margherita Fronte, Benedetta Verrini, Camila Raznovich 184 – Agenda di Emilia Grossi 188 – Cinema di Paolo Mereghetti e Paola Piacenza 189 – Libri di Annalena Benini e Maria Grazia Ligato

191 – Oroscopo di Roberto Donzelli e Chiara Gamberale 192 – Indirizzi 194 – Il pane & le rose di Serena Dandini

riaprono i dance bar, ballerine di mumbai in festa per oltre vent’anni i dance bar di mumbai sono andati oltre il compito di servire drink. Qui si è scatenata la nascente middle class, orde di ragazze di villaggio hanno volteggiato sognando bollywood. incolpati di essere luoghi di perdizione (e prostituzione), nel 2005 il governo li ha dichiarati illegali, sprangando 1400 bar e lasciando a casa 100 mila ballerine. in realtà vendersi non è mai stata l’occupazione delle dance girl, anzi: qui hanno trovato il rifugio dall’industria del sesso. la corte suprema ne ha ora disposto la riapertura, per la gioia delle ragazze, che da anni rivendicavano lavoro. e salvezza dalla strada. (cristina piotti) 22

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punit paranjpe / reuters / contrasto

Glocal


VIA MONTE NAPOLEONE 2 5 MILANO


Direttore responsabile

diamante d’alessio Vicedirettore vicario

mario cinelli

Ambra Angiolini . Foto di Toni Thorimbert. Abiti Herm•s, scarpe Givenchy by Riccardo Tisci. Styling Silvia Meneguzzo. Trucco Silvana Belli @ WM Management; capelli Marco Minunno @ WM Management.

Fashion director

bruna rossi Direttore creativo

maurizio varotti

Moda

Vicedirettore moda

carlo andreotti Ufficio centrale

maria grazia ligato caporedattore centrale elena marco caporedattore elisa messina vicecaporedattore monica virgili vicecaporedattore Attualità

simonetta li pira caporedattore ermanno lucchini caporedattore simona gioia vicecaporedattore maria laura giovagnini vicecaporedattore cristina lacava caposervizio paola piacenza caposervizio laura salonia caposervizio anna maria speroni caposervizio silvia ferraris, nicoletta pennati, marina terragni

silvia meneguzzo senior fashion editor marina malavasi speciali moda, web alessandra corvasce inviato moda mauro biasiotto, flavia galantini, ulrike lang, eva orbetegli Rubriche: giorgia alessandrini, floriana colangelo, gianna greco (rubriche e web), gabriella canevari galluccio (copy) alessandra bottino, michela cecconello casting leah cosgriff production manager Milano imma vaccaro production manager New York Bellezza

cristina milanesi beauty director nicoletta civardi caposervizio

renata ferri responsabile eleonora crugnola vicecaporedattore antonia miori Viaggi, lifestyle e special edition

maria grazia borriello

monica de dominicis, sarah mengarelli, federica levi area web

SETTIMANALE DISTRIBUITO CON IL CORRIERE DELLA SERA DA SABATO 7 NOVEMBRE 2015

direttore responsabile

luciano fontana

Brand manager pamela rancati Advertising manager federica lucchesini

Interni & design

lia ferrari, cristiano vitali collaboratori International Editions maria francesca sereni mariafrancesca.sereni@rcs.it Content Syndication press@rcs.it

Art director

federica plazzotta

Photo editor

Segreteria

Immagine

marco a. ferrandi caporedattore antonella caldirola caposervizio matteo tasso vicecaposervizio claudia fiori, amabilia nichetti, emanuele sirtori, barbara tasso Graphic concept tml

Ricerche e fotografie

centro documentazione rizzoli: 02.2584.3030 centro fotografico rizzoli Coordinamento tecnico enrico santinelli

studio

In redazione: michaela k. bellisario, sara brusamolino vicecaposervizio, anna maria d’urso, simone fanti caposervizio, massimiliano jattoni dall’asén, simona ongarelli, lucia pisciotti, loredana ranni vicecaposervizio.

Collaboratori camilla baresani, annalena benini, donatella bernabò silorata, fabio bozzato, alessandro calascibetta (moda uomo), marella caracciolo, ennio cavalli, aldo cazzullo, sergio colantuoni, gianluigi colin, serena dandini, alice dogliotti (assistente moda), mauro donzelli, roberto donzelli, isabella fantigrossi, giusi ferré, francesca ferretti (assistente moda), margherita fronte, gelasio gaetani d’aragona, chiara gamberale, enrico girardi, aldo grasso, emilia grossi, susanna mancinotti, silvia masciale (assistente moda), elena meli, maria teresa meli, paolo mereghetti, barbara millucci, mariateresa montaruli, daniela monti, candida morvillo, marzia nicolini, federica passamani, cristina piotti, camila raznovich, virginia ricci (editor moda), claudio risé (iodonna.it), maria laura rodotà, stella romoli (assistente moda), fabrizio roncone, veronica russo, claudio sabelli fioretti, fiorenza sarzanini, antonella sparvoli, barbara stefanelli, giorgia tasso, silvia vegetti finzi (iodonna.it), alessandra venezia, franco venturini, benedetta verrini, martina villa, emanuela zuccalà.

iodonna.it Capelli: i tagli dell’inverno 2016 Ispirazione Anni ’70 per chi desidera cambiare stile. Corti, cortissimi, lunghi o medi, i capelli devono soprattutto avere un aspetto naturale. Sul sito, la gallery con tutti i tagli consigliati dagli hair stylist. 24

gli 80 anni di alain delon L’8 novembre l’attore francese che ha fatto innamorare donne (e uomini) di tutto il mondo compie 80 anni. Noi lo festeggiamo con una gallery speciale sulla sua vita. io donna – 7 novembre 2015

Imaxtree (1)

News, storie, personaggi, concorsi, suggerimenti di stile sempre on line sul nostro sito


MONDO IO DONNA

Le prossime tappe 14 novembre

Castello e Parco di Masino a Caravino (Torino). 13 dicembre

Palazzina Appiani a Milano.

In alto, il Castello di Masino. Qui sopra, Elena Di Cioccio e Paola Ginevra Buonomo.

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Ancora una tappa ad alto tasso di arte (e di verde) per lo Yoga Tour, lÕiniziativa unica di Io donna e Fai-Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con BioNike. Il 14 novembre lÕappuntamento • a Caravino (Torino) presso il Castello di Masino, circondato da un parco con tanto di labirinto... Ma non • certo lÕoccasione per perdersi, anzi, lÕesatto contrario: voi lettrici e lettori potrete Òtrovare il vostro centroÓ grazie alla lezione di yoga della maestra Paola Ginevra Buonomo e alla conversazione con lÕattrice e conduttrice Elena Di Cioccio, praticante di lungo corso (anche sua sorella Cinzia • insegnante). A conclusione, un pranzo gustoso, ma super-sano. Nel frattempo, per approfondire i temi della pratica, consultate sul nostro sito il blog di Maria Luisa Agnese e Michela Mantovan, ÒIoga=Yoga. Un tappetino per dueÓ. Per iscrivervi a questa tappa del nostro Yoga Tour e allÕultimo appuntamento, nella Palazzina Appiani di Milano (vedi programma a lato), cliccate su iodonna.it/speciali/theYogaTour. Importante: portate il tappetino!

Qui sopra, la Palazzina Appiani, presso lÕArena Civica, sede della Presidenza Regionale Fai Lombardia. La tappa del 13 dicembre, lÕultima dello Yoga Tour, prevede una lezione di Sharon Gannon. io donna – 7 novembre 2015

© Fai (2) - Ipa (1) - Mauro Ranzani © Fai (1) - Sgp (1)

Fate yoga con noi al Castello di Masino circondati da un parco secolare

Il programma e gli orari sono gli stessi per ogni tappa del nostro tour: ore 9.30 accoglienza ore 10-11 visita guidata al bene del Fai 11.15 - 12.15 sessione di yoga ore 12.30 - 13.30 conversazione ore 13.30 - 14 light lunch.


AR 1890 - AR 1911

ARMANI.COM/ATRIBUTE


MONDO IO DONNA

Shop(ping) on line, basta un clic per essere pi• chic Annoiate dallo shopping solitario in rete? Smarrite, e senza un guida, tra le mille offerte del web? ÒShopÓ, il nuovo store on line del canale Moda di iodonna.it, realizzato in collaborazione con Zalando, arriva in vostro aiuto. LÕacquisto • in tempo reale ed • semplicissimo: basta un clic per conquistare il vostro capo del cuore. Grazie allÕaiuto dellestylistdiÒIodonnaÓ,poi,nonsiete maisole.Seavetedubbi,loroviaiutano a individuare le tendenze di stagione: vintage o contemporaneo? Minimal o folk? Multicolor o neutro? E poi non cÕ• abito senza accessorio: dalle scarpe alle borse, dai gioielli ai cappelli. Visitate il nostro store nel canale Moda di iodonna.it e chiedete consigli di shopping... Le risposte sono giˆ on line.

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Serata d’arte al Castello Sforzesco L’omaggio a Pellizza da Volpedo

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Gala per l’amfAR Star per beneficenza Los Angeles. Gran successo per l’amfAR Inspiration Gala, evento di beneficenza per la lotta all’Aids, realizzato grazie a DSquared2. 1 Dean e Dan Caten, i fondatori del marchio DSquared2. 2 Kenneth Cole. 3 Masha Rudenko. 4 Claudia Jordan. 5 Joy Venturini Bianchi. 6 Ronnie Madra, Elle Evans, Matthew Bellamy. 7 Dylan Frances Penn. 8 Jessica White. 9 Victoria Hervey. 30

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I Moon Boot più glam Anticipi d’inverno Milano. Inverno in anticipo alla Rinascente al Moon Boot Pop Up Shop per il lancio dei Moon Boot “the original” rivisitati da Jimmy Choo. 1 Federica Fontana. 2 Chiara Baschetti. 3 Nicole Moellhausen. 4 Maria Mantero. 5 Virginia Galateri di Genola.

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Federico Lomartire (5) - Getty Images (9) - SGP (8)

Milano. Al Castello Sforzesco si è inaugurata la mostra “Il Quarto Stato e il territorio di Volpedo nelle fotografie del fondo Giuseppe Pellizza con un omaggio a Paolo Monti”, realizzata con Io donna media partner e grazie a Eberhard & Co. 1 L’introduzione di Renata Ferri, photo editor di Io donna. 2 Barbara Monti, presidente di Eberhard & Co. 3 Fabio Castelli, direttore di MIA Photo Fair. 4 Diamante d’Alessio, direttore di Io donna. 5 Barbara Monti, Claudio Salsi, sovrintendente dei Musei dello Sforzesco, Silvia Paoli, Conservatore del Civico Archivio Fotografico di Milano, Aurora Scotti, curatrice della mostra e presidente Associazione Pellizza da Volpedo, e Daniela Giordi, dell’ABF-Atelier per i Beni Fotografici e curatrice della mostra. 6 Francesca Marzotto Caotorta. 7 Riccardo Redaelli e Clio Calvi. 8 Anna Maria Tulli e Massimo De Luca.


segni d’autore / michele de lucchi

Caffettiera espresso in fusione di alluminio Pulcina. Manico e pomolo in poliammide. Alessi.

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Io guardo/ascolto Ambra Angiolini (pag. 36). Lubiana la verde (46). Genitori a tempo (55). Guatemala, tra i forzati dei rifiuti (60). Il femminismo • fashion (68). Kate Bosworth (72), Tom Hanks (76). Dacia Maraini (83). Paola Turci (86). Zelda La Grange (89). Informatica per ragazze (93). OPINIONI DI

Giovanni Hänninen

Cazzullo, Meli, Rodotˆ, Roncone, Sabelli Fioretti, Sarzanini, Stefanelli, Terragni, Venturini

Lubiana, la capitale della Slovenia, vista dalla torre Neboticnik, costruita allÕinizio del Novecento. io donna – 7 novembre 2015

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cover story

“io e francesco ci allontaniamo Per salvare l’amore”

“non volevamo che tutto morisse senza che ce ne accorgessimo”. Per la prima volta dopo tanti rumors e 11 anni di vita in comune, ambra ci racconta perché lei e renga hanno deciso di dividere le loro strade. Proprio mentre l’attrice è protagonista, a teatro, di Tradimenti di Camilla Baresani, foto di Toni Thorimbert per Io donna

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mbra angiolini ha il pregio di non annoiare mai. cambia ogni volta pur restando se stessa. Quando pensi di aver colto il suo vero modo di essere, scopri che ti sbagliavi. Una volta la incontri e ti sembra una donna resa interessante da un magma interiore dolente. la volta successiva, la trovi arguta e punzecchiante, alla franca valeri, una che vede il lato ironico delle cose, e questo la protegge dalla sofferenza e dal prendersi sul serio. Passa un anno, la intervisti di nuovo e ti appare svagata, femminile, seduttiva. ma quest’ultima volta ho scoperto una nuova ambra, una di quelle donne dominanti che prendono in mano la situazione, come certe vedove dei tempi di guerra che anziché abbattersi interpretavano tutti i ruoli, mamma, capofamiglia, persino imprenditore: energica, scoppiettante, gran raccontatrice di dettagli inconsueti. Dall’1 dicembre la vedremo all’eliseo di roma, diretta da michele Placido in una delle commedie più celebri del ’900: Tradimenti del premio nobel Harold Pinter. con lei francesco scianna e francesco Biscione, gli altri lati del triangolo.

Ambra Angiolini, 38 anni, madre di Jolanda, 11, e Leonardo, 9. Dal 1° dicembre sarà al teatro Eliseo di Roma con Tradimenti, di Harold Pinter. 36

Quest’estate, anche chi non vuole sapere i fatti degli altri è incappato nelle immagini del suo compagno Francesco Renga fotografato con un’altra donna. Come vive questo momento? io so quello che sanno tutti gli altri, niente di più. e c’è un risvolto paradossale, persino comico. chi vive le vicende basandosi sui giornali, dall’esterno, sa già tutto mentre io non so niente: ha già fatto il processo e deciso chi è il colpevole, ha già pianto e affidato i figli. in realtà, è assurdo scavare nell’impossibile da sapere, come fanno i giornali. Una cosa è certa: non mi sentirete mai recriminare con frasi tipo “Per lui ho fatto qualsiasi cosa”. sincerità vuole che dopo aver affermato di aver fatto tutto per qualcun altro, ci si chieda: ma l’ho fatto per me o per lui? Allora diciamo che 11 anni fa si è spostata da Roma a Brescia per se stessa. E per se stessa ha fatto due figli e li sta crescendo. E ora che le vostre vite sentimentali stanno per dividersi, cosa farà? resto a Brescia. non so se è la mia casa, io donna – 7 novembre 2015


Pull Herm•s

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Non voglio essere né rabbiosa, né patetica. C’era una ferita sanguinante e io ho deciso di prendere la medicina per curarla. Magari un distacco può rimettere a posto gli equilibri

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ma è giusto continuare qui perché le nostre incertezze non pesino sui bambini. In questo momento devono abitare dove sono cresciuti sinora. Chi dei due ha deciso di dividere - sentimentalmente parlando - le vostre strade? Lo abbiamo deciso insieme. Non volevamo che tutto morisse senza che nemmeno ce ne accorgessimo, a forza di fingere che non stesse succedendo niente. Mi pare di capire che non si tratterà dell’ennesima contesa coniugale a colpi d’accetta, quelle su cui da sempre campano i giornali scandalistici e, per la verità, anche molte personalità dello spettacolo. Ci sono cose che raccontano le persone, e io non posso improvvisamente trasformarmi in qualcun altro. Non voglio essere rabbiosa né patetica, e vivo quello che sta succedendo come il più grande gesto d’amore che ci siamo regalati, forse il gesto piùaltruistachesiamostatiingradodifare dopo la nascita dei nostri figli. C’era una ferita sanguinante e io ho deciso di prendere la medicina per curarla. Magari un distacco può rimettere a posto gli equilibri. Quali sono le conseguenze dirette dei servizi fotografici che svelano veri o presunti tradimenti? Le foto innescano un meccanismo di occhiate, imbarazzi, frasi inespresse. Hanno tutti la sensazione di doverti dire qualcosa, e non sanno cosa. È la parte più comica ma anche la più drammatica. Per fortuna io e i miei figli viviamo in un contesto molto umano, dove io non sono “quella delle copertine” e dove esistono rispetto, buon gusto, dignità. E i bambini vengono lasciati in pace. Un episodio tipico? Ho parcheggiato l’auto davanti alla scuola dei miei figli. Sul cruscotto c’era un biglietto che mi ha lasciato un signore di Taranto, uno che fa del bene e si occupa di recuperare ragazzi in difficoltà. L’ho io donna – 7 novembre 2015

Total look Hermès

cover story


incontrato quest’estate quando con Placido ho letto Medea nella sua città. “La tempesta lascia sempre qualcosa per cominciare. Ti voglio bene”, mi ha scritto. E sotto c’era la sua firma. Hanno fotografato il biglietto e i giornali hanno titolato: “Francesco le chiede perdono con un biglietto. Prove di pace”. Naturalmente avevano già scritto: “Prove di separazione” e “Crisi nera”. Almeno mi dessero una percentuale su questo business! Ma con Francesco vi parlate? Certo, ma non sappiamo cosa dire. Da dentro, mi sembra di vedere Il segreto, la telenovela latinoamericana. Lui è Gonzalo e io sono Maria. “Guardalo”, dico a Francesco. “Almeno scopri come va a finire”. Lei odia strumentalizzare la vita privata per fini promozionali, ma deve riconoscere che stavolta il destino ha deciso per lei. 40

Sono piena d’amore per lui; un sentimento gigantesco verso un uomo al quale non sono più costretta a piacere

é la protagonista di Tradimenti di Harold Pinter, due grandi amici e la moglie delprimoche da anniè amante delsecondo. Lo so, per fare contenti tutti quelli che ne hanno scritto potrei fare come Gonzalo e Maria, attaccandomi alle tende, deformando la faccia, drammatizzando. Scherzo: Emma, bulimica di novità, è una donna che cerca continuamente di cogliere le cose che hanno senso. Ma non riesce a separare ciò che la intrappola da ciò che la libera. Anche il marito Robert (Francesco Biscione) e l’amante Jerry (Francesco Scianna) sono avvitati su se stessi. Emma continua a mutare, mentre Jerry pensa di poter rimanere uguale per sempre: tu sei la moglie del mio migliore amico e complice, io amo mia moglie e anche te. Quale situazione migliore per impantanarsi? Ognuno di noi può riconoscersi in questo gioco di infedeltà doppia, un’infedeltà che prima che agli altri lati del triangolo è verso se stessi. Ambra, io non l’ho mai vista così piena di vita. Come fa? È inspiegabile anche per me. Però sono piena di amore per Francesco: un sentimento gigantesco nei confronti di un uomo al quale non sono più costretta a piacere. Un paio di anni fa, in un’epoca insospettabile, ho letto LÕamore • tutto: • tutto ci˜ che so dellÕamore, di Michela Marzano. Ho trovato una frase che mi ha ferito ma poi aiutato: “Se esisto solo nel riflesso del suo sguardo, cosa sono quando smette di guardarmi?”. Mi corrispondeva, purtroppo. È ora che io esista al di là dello sguardo di un uomo.

LEGGETE E GUARDATE LÕAMBRA STORY SU

IODONN A .IT

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Completo Hermès. Styling Silvia Meneguzzo, ha collaborato Francesca Ferretti.Trucco Silvana Belli @WM Management; capelli Marco Minunno @WM Management

cover story


BUCCIA di BANANA di Giusi FerrŽ BeyoncŽ Knowles

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Strizzata in un abito che sembra sul punto di disintegrarsi, la superstar declina a suo modo la tendenza di stagione: il rosa, ma per niente angelico

FAVOLA In rosa come una fatina, a strappi e trucioli come una strega Once upon a Time, Giovanna Rei non passa inosservata. Anche perchŽ • unÕattrice nota, vista in tante serie tv.

• Tunica trattenuta soltanto in vita • Spacco sfuggente • Stola di pelliccia in tinta 42

STRANEZZE Direttrice del Film Festival di Sydney, approdata a dirigere quello di Londra, Clare Stewart ha deciso di stupire con i vestiti. Questo la rende somigliante a un coleottero. io donna Ð 7 novembre 2015

Getty Images (2) - Olycom (2)

SERA é un volto cos“ familiare e sorridente quello di Antonella Clerici che si sarebbe tentati di perdonarle tutto. Ma lÕabitone color confetto, che fa tanto signorona, quello no.


TOCCO di CLASSE di Giusi FerrŽ

Miranda Kerr

Non sono molti gli australiani, ma possono vantare un gran numero di bellezze internazionali. Non a caso attrici di spicco e modelle notissime.

• Cappotto Marni • Top Jonathan Simkhai • Gonna Vionnet • Borsa Louis Vuitton • Scarpe Christian Louboutin 44

io donna Ð 7 novembre 2015

Splash / Corbis / Contrasto

Una di queste è Miranda Kerr, 32 anni, diventata famosa per essere stata a lungo un Angelo di Victoria’s Secret e per avere sposato il magnifico Orlando Bloom, dal quale in seguito ha divorziato dopo avere avuto un bambino. Intervistata da GQ , in una specie di coming out ha raccontato che prova attrazione verso gli uomini come le donne. «Devo esplorare i miei orizzonti. Mai dire mai». Perfettamente alla moda anche in questo.


svolte metropolitane

lubiana

metamorfosi verde 46

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Centro storico pedonale, 12 mila alberi in più ogni anno, raccolta differenziata da primato. l’europa incorona la piccola città slovena “Capitale green 2016”. merito anche di quegli orti tra condomini. un tempo necessari, oggi virtuosi

di Mariateresa Montaruli, foto di Giovanni HŠnninen per Io donna

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svolte metropolitane

Asburgica per 600 anni e socialista per quasi mezzo secolo, Lubiana, capitale di uno Stato che non ha ancora 25 anni di vita, spera di veder riconosciuto il proprio ruolo di modello urbano sostenibile

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jubljanica di nuovo balneabile. Più che posto green. Dopo Bristol (nel 2015), Copenhagen, Nantes, uno slogan è una promessa, quella del Sinda- Vitoria-Gasteiz e Amburgo, la città dalla forma a stella, co di Lubiana Zoran Jankovic, sicuro che tra di- mutuata dal modello urbanistico di Stoccolma, è European ciotto mesi il fiume della capitale slovena che GreenCapital2016, designazione che riconosce e rilancia le scivola entro gli argini disegnati da Jože Plec- buone pratiche di sostenibilità urbana. nik, l’architetto che negli anni Una targa che qui premia lo statu quo. «Sette mesi dopo Venti pianificò in l’inizio del primo mandato» nota il sindaSul Cevljarski Most chiave antimoderco «avevamo già chiuso al traffico l’intero nista i punti nevral- (Ponte dei Calzolai), sopra centro storico, un’area di 10 ettari abitata gici della città, tornerà a scorrere limpido. la Ljubljanica, anticamente da10milapersone». Unatappaspartiacque, sorgevano botteghe Giunto al suo terzo mandato, il primo citquesta, nella storia di Lubiana green: «Una artigiane e commerciali. tadino ha guidato il processo di acceleramisura complessa» spiega Tjasa Ficko, vizione green di Lubiana, capitale di 286 mila cesindaco e responsabile dell’anno da Caabitanti e 56mila studenti in una Slovenia indipendente pitale Verde. «Resa possibile dal potenziamento dei mezzi dall’ex Jugoslavia solo dal 1991. Asburgica per 600 anni, pubblici, dalla creazione di una rete capillare di bike shasocialista per quasi mezzo secolo, snodo di quel corridoio, ring e parcheggi anche sotterranei, dalla sistemazione e il Ljubljana Gap, che Churchill credette potesse servire creazione di 9 ponti sulla Ljubljanca e dal rinnovamento agli Alleati sbarcati poi in Normandia, Lubiana è ansiosa, delle rive create da Plecnik. Un sistema cui si è aggiunta la nel nuovo clima di pacificazione liberista, di trovare il suo messain circolazionedi duetaxispecialiper diversamente

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io donna – 7 novembre 2015


svolte metropolitane

Cuore culturale, scientifico, economico, politico e amministrativo della Slovenia, la città ha 286mila abitanti, a cui però vanno aggiunti 56mila studenti che la rendono giovane e dinamica

abili e alcuni kavalir, i risciò elettrici (riscaldati e quindi uscire e, a pochi metri, trovare, pulitissimi, i cassonetti in funzione anche durante la stagione invernale) di cui si con la scritta “embalaza/packaging”, per chi non sa dove può disporre gratuitamente all’interno dell’area pedona- buttare il cartone del latte, quel mix di alluminio, carta e lizzata». plastica che rappresenta uno dei rebus della raccolta difSi cammina nel centro storico di Lubiana, tra i bor- ferenziata. ghi dai tetti amaranto accucciati sotto il Castello, le Il buono è che eco-friendly, Lubiana, a capo di uno Sta400 facciate barocche e Art Nouveau to che ha meno di 25 anni, lo è diventata Jože Plecnik, che disegnò ristrutturate, i lucchetti pegno d’amore dei in tempi rapidissimi. I dati parlano: questa ponte dei Macellai e il mercato delle zuc- la Biblioteca Universitaria è la capitale europea con la maggiore per(nella foto), negli anni che e delle verze. Si va a piedi, come lungo i centuale, il 61%, di raccolta differenziata; Venti pianificò in chiave canali di Utrecht, sul South Bank londinegli spostamentiapiedi sonopassatidal13% antimodernista Lubiana. se o sulla Rive Droite parigina. Nel quarnel 2003 al 35%: uniti a quelli in biciclettiere di Trnovo che ha ancora il sapore di ta rappresentano un terzo della mobilità un villaggetto di campagna. Tra una tazza di tè e una birra totale. L’aumento del 620% della superficie pedonale ha sulle ampie gradinate delle rive diventate luogo di ritrovo. abbassato del 58% gli indicatori di inquinamento dell’aria. Si cammina ancora tra una lettura e l’altra, alla luce delle Buona è anche l’acqua del rubinetto: nei mesi estivi basta lampade liberty nella Biblioteca Universitaria disegnata cliccare sull’app Tap Water per identificarne le fonti più da Plecnik nel ’37, un cubo massiccio con la facciata dalla vicine, in strada. A questo si aggiunge il grande protagoniqualità “tessile”, intessuta di pietre e mattoni, da cui basta sta del paesaggio sloveno, quell’insieme di parchi, boschi, 50

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svolte metropolitane

Per rafforzare il patto con il verde, i residenti vengono invitati a coltivare barbabietole, cavoli e margherite negli 800 piccoli lotti comunali, affittati alla cifra di un euro all’anno per metro quadrato

zone umide o a interesse naturalistico che riveste il 64% piccoli lotti comunali, affittati alla cifra simbolica di un del Paese. In città, occupando il 46% del territorio, equi- euro a metro quadro l’anno. Orti urbani, come durante il vale a un morbido assedio: «Con i 12 mila alberi che pian- Socialismo, periodo storico di cui è satura la memoria coltiamo ogni anno», specifica il sindaco, «ogni abitante di Lu- lettiva e che qui ha lasciato ampi “spazi di nessuno” tra i biana gode, a testa, di 542 metri quadrati condomini anni Settanta sorti nelle perifeUn orto urbano nella zona di verde urbano» (la media nei capoluoghi rie: cortili, parcheggi, campetti sportivi in di Trnovo. Sorgono nelle italiani è di circa 30). disuso che lo studio di architetti Prostorož periferie, in zone in disuso Un bosco che non fa solo da cintura, ma sta riqualificando ex-novo. «Si riciclava anche vengono riqualificate. che va reso sempre più accessibile. «Per che ai tempi della Jugoslavia» spiega la dequesto abbiamo creato due passeggiate» signer Maja Rijavec, anima dell’ong Smeaggiunge Tjasa Ficko «due “nastri pedonali”: una parte tumet. «Ma a quei tempi lo si faceva per pura necessità. E dall’Orto Botanico fino all’ex Fabbrica dello Zucchero, tutti avevano un pezzetto di terra da coltivare». Alcuni deedificio che diventerà galleria d’arte. La seconda passe- gli orti si estendono ai piedi di brutali palazzoni modernirella, in via di ultimazione, raccorderà il Castello al Par- sti. Accostati, in prospettiva alle rose e alle rape rosse, paco Tivoli, un polmone che ossigena la città e dove si corre, iono più gentili. Basta poi volgere di poco lo sguardo per si passeggia, si va in bicicletta». Nel fratabbracciare, a ridosso della città, pioppi tempo, per rafforzare il patto con il vere betulle, frassini e abeti rossi. Un corriALTRE FOTO SU de, gli abitanti di Lubiana coltivano bardoio verde lungo l’antica Via dell’Ambra IODONN A .IT che porta ad Aquileia. babietole, cavoli e margherite negli 800 52

io donna – 7 novembre 2015


la legge del cuore

vocazione “mamma a tempo”

non è affido né adozione, ma “pronta accoglienza” di bambini allontanati da situazioni difficili, come il neonato della “coppia dell’acido”. vicino a verona, a casa di Laura Bernardelli, 41 anni, marito e due figli, è un via vai di piccoli che restano giorni o mesi. ma lasciano tutti un ricordo. indelebile di Giusi Fasano, foto di Lorenzo Pesce per Io donna

Laura Bernardelli, 41 anni, da tempo accoglie in casa bambini in difficoltà.

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la legge del cuore

G

li occhi dei bambini quando se ne vanno. La manina stretta nella mano di un adulto e la faccetta che continua a voltarsi. Ecco. Quello è il momento più difficile. Il distacco. Laura l’ha vissuto così tante volte che ha dovuto imparare: niente lacrime, semmai un abbraccio, baci, carezze. Ogni piccolino lascia la sua casa felice più di quand’è arrivato, si merita quantomeno un sorriso di incoraggiamento. E lei, Laura, con i sorrisi ci sa fare. «Ti auguro tutto il bene che si può, tesoro» dicono i suoi pensieri mentre saluta il bimbo o la bimba di turno. Poi la porta si chiude. Fine. È già tempo per un altro bambino. Non è un affido, non c’entra con l’adozione. Si chiama pronta accoglienza. Famiglie come quella di Laura che offrono disponibilità per prendesi cura, temporaneamente, di bambini in difficoltà. E i bambini arrivano: uno dopo l’altro, qualche volta anche due assieme, se sono fratelli. È così che si diventa madri e padri “a tempo”, genitori consapevoli fin dall’inizio di fare soltanto un pezzettino di strada brevissimo assieme a quei piccoli. Potranno accompagnarli fino all’incrocio del futuro, portarli fino alla soglia delle loro tre possibilità: un affido, l’adozione oppure il rientro nellafamigliadi origine, seècessata l’emergenza cheliha allontanati.È Davide e Yuri, figli di Laura e di Antonio, hanno accettato volentieri di avere ogni tanto un fratellino “a tempo”. 56

una madre a tempo, per esempio, la donna che si prende cura di Achille, il figlio della “coppia dell’acido”. Sono madri e padri a tempo gli operatori e le operatrici delle comunità per l’infanzia dove i bambini aspettano che i giudici decidano della loro vita. E poi ci sono le famiglie intere, a tempo. Come quella di Laura, che ha 41 anni e di cognome fa Bernardelli. Casa, vita propria e vite altrui in un paesino in provincia di Verona. Lei, casalinga, suo marito Antonio (Ciresa, 43 anni, idraulico) e i suoi figli Davide (15) e Yuri (13) da dieci anni accolgono, accudiscono, coccolano bimbetti non piú grandi di due anni e mezzo che spesso arrivano nelle loro giornate all’improvviso, da un’ora all’altra. C’è chi si ferma per un solo giorno, come le due sorelline che rimasero 30 ore ad aspettare gli zii dopo l’arresto della mamma. E c’è chi rimane molto di più, come i due gemellini appena nati che si fermarono otto mesi. Un’avventura nata dall’idea di un’adozione, racconta Laura. «I miei bimbi erano ancora piccoli quando io e mio marito decidemmo di adottare un terzo figlio, come avevamo sempre sognato. Durante uno dei colloqui con gli assistenti sociali ci dissero: perché non un affido residenziale? Allora cominciammo a prendere in considerazione quell’ipotesi. Uscivamo dalla stanza dei colloqui per le adozioni, entravamo in quella degli affidi. Si presentò la prima occasione: avremmo dovuto avere un paio di incontri e poi ci avrebbero presentato il bambino. Eravamo disponibili, ma quell’incontro non avvenne mai perché il bimbo fu affidato ad altri. Successe un’altra cosa che cambiò tutto. Ci dissero che spesso si presentavano urgenze difficili da fronteggiare, bambini e bambine che bisognava accogliere da un momento all’altro per tempi limitati. Servivano genitori per quel tipo di servizio e chiesero a noi se ci andava di provare...». Da allora in poi la vita, a casa di Laura e Antonio, non è stata più la stessa. «Certo era strano il continuo arrivo di bimbi sconosciuti in casa nostra,

“Ai nostri due figli abbiamo spiegato che al mondo ci sono bambini sfortunati e che alcuni di loro sarebbero stati con noi per un po’. Gelosi? Mai”

io donna – 7 novembre 2015


la legge del cuore vale. Si trovano davanti a un muro, applichiamo le stesse regole che abbiamo avuto per i nostri figli e dopo un primo choc devo dire che capiscono e si adeguano». Il ricordo si sposta a quei primi tempi, dieci anni fa. «Ci prendevano tutti per pazzi... Quando arrivarono i due gemellini, amici e parenti ci guardavano come venissimo da Marte. Poi sono venuti a conoscerli e nel giro di pochi giorni è stata una gara a chi sapeva essere più nonna o più zia! Da lì in poi ogni bambino in arrivo è diventato figlio, fratello, nipote di un’intera comunità. Vive il privilegio di una famiglia molto allargata, diciamo...». “Questa è la nonna”, oppure “lui è lo zio” si può dire. Si può anche dire “fratellino” dei suoi due figli biologici. «Quello che io e Antonio non facciamo mai - racconta Laura - è farci chiamare mamma o papà. Se capita spiego sempre che io sono Laura, che la sua mamma è un’altra».

nelle nostre giornate. Abbiamo spiegato a Davide e Yuri che al mondo ci sono bambini più sfortunati di loro e che, uno alla volta - se capitava anche due - alcuni di quei bambini sarebbero stati con noi per un po’. Loro non sono mai stati gelosi e ora che sono più grandi danno una mano: fanno giocare i piccoli, li cambiano e quando rimaniamo soli per qualche giorno diventano impazienti: “Mamma, ma non ci mandano nessuno?” chiedono ogni volta che suona il telefono». Vista dopo dieci anni, quest’avventura ha due sole controindicazioni, il rischio di affezionarsi troppo e la tristezza degli addii. Capita, quando la convivenza è lunga. «Io mi consolo ogni volta sapendo che se vanno via è perché li aspetta una soluzione ideale e una famiglia stabile» dice Laura. «Loro non hanno colpe eppure pagano il prezzo di errori commessi da adulti, hanno bisogno di avere tutte le chance possibili per andare incontro al futuro e sono orgogliosa di sapere che la mia famiglia in qualche modo è l’inizio della loro nuova esistenza. Non dovrei ma qualche volta non resisto e dopo mesi o anni, chiedo alle assistenti se quel bambino o quella bambina stanno bene». Le regole, a casa di Laura e Antonio, valgono per tutti, bimbi compresi. «Spesso arrivano credendo di averla vinta su ogni capriccio perché sono abituati ad avere quel che vogliono se piangono o si lamentano un po’. Qui non

mai una volta che si sia detta “Chi me l’ha fatto fare”, mai che si sia scoraggiata davanti a un bambino difficile. «L’unico limite che vedo davanti a me è quello della nostra età. Non avremo sempre le stesse energie per un impegno così totalizzante...». Gli aiuti sono i finanziamenti dell’Unità sanitaria locale che bastano appena per cibo, pannolini, spese mediche («Non pensi che noi ci guadagniamo, per carità») oppure sono i vestitini che regalano le amiche con figli piccoli. Perché Laura e Antonio sono diventati per tutti “la coppia dei bambini piccoli” anche se all’inizio, quando si trattò di scegliere la fascia di età, scrissero da zero a dieci anni. “Mai arrivati più grandi di due anni e mezzo” dice lei. Capita che qualcuno se ne vada portandosi via un ricordo. Come Luca, che arrivò terrorizzato dalla parola “nanna”, forse dal buio. Ci sono volute molte settimane per farlo addormentare nel suo lettino, con un pupazzetto stretto fra le braccia. Aveva superato il suo primo grande ostacolo. Se lo meritava, quel pupazzetto.

Le famiglie che accettano di ospitare per un breve periodo bambini in difficoltà possono contare su un contributo, di modesta entità. 58

io donna – 7 novembre 2015

Il servizio è dell’agenzia Contrasto

“Vista dopo dieci anni, questa avventura ha due “pericoli”: il rischio di affezionarsi troppo e la tristezza degli addii. Capita quando la convivenza è lunga”


dietro le apparenze - guatemala

i forzati della città-discarica

frugano nei rifiuti e selezionano carta, vetro, plastica che rivendono a pochi dollari. di notte dormono in tende e baracche vicine. oltre 5 mila persone della capitale centroamericana vivono in questo inferno. li salverà il nuovo presidente, l’ex comico Jimmy Morales? di Ermanno Lucchini, foto di Stefano Guindani

La discarica della zona 3 di Città del Guatemala dove arrivano 800 camion di rifiuti al giorno. 60

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dietro le apparenze - guatemala

Nessuno dei raccoglitori “professionali” indossa mascherine, guanti o stivali. Malattie di ogni genere, e soprattutto tumori, dilagano. Ma qui non ci sono né sanitari, né medicine

S Sopra, un camion dei rifiuti scarica l’immondizia, e decine di guajeros si precipitano a rovistare nei sacchi, in cerca di qualche oggetto riciclabile. 62

pazzatura non è una parola “sconveniente” in un Paese con l’85 per cento della popolazione che vive in stato di povertà e dove non si butta via niente, neanche - per l’appunto - l’immondizia. L’economia del riciclo dà lavoro. Produce un reddito certo, seppur minimo. E può garantire perfino una casa: a Città del Guatemala, seconda megalopoli del Centro America, almeno cinquemila persone vivono dentro il basurero della zona 3, che è discarica, bidonville e prima fabbrica della capitale visto che dà lavoro a centinaia di guajeros, i raccoglitori “professionali” di rifiuti, e ai loro figli. Fin da piccoli, i

guajeros si scelgono una specializzazione: c’è chi seleziona solo plastica, chi riempie sacchi di carta e cartone, chi deve recuperare il vetro, chi cerca bambolotti da ricucire o abiti lerci per farne stracci. Scacciano stormi di condor e di cornacchie che svolazzano via gracidando, e per racimolare 3-4 dollari al giorno frugano nel pattume dalla mattina alla sera, rispettando una meticolosa parcellizzazione degli spazi di raccolta e incuranti dell’incessante viavai di camion (800 al giorno) che alimentano il Golem. Da quel girone infernale sprofondato nelle viscere del Gallito, il quartiere dei narcos, non c’è via d’uscita: se hai la sfortuna di esser nato là, sarà là che crescerai, ti sposerai, io donna – 7 novembre 2015


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dietro le apparenze - guatemala

metterai su casa, farai figli. E là morirai: il cimitero senza lapidi della discarica accoglie tutti, in forma anonima. Visto dall’alto, questo spaventoso formicaio è una visione apocalittica che evoca certi quadri di Hieronymus Bosch: plotoni di guajeros affiancano i camion fino a quando il mezzo si ferma; allo stop, uomini e bambini salgono a bordo e iniziano subito a rovistare a mani nude nei sacchi, prima ancora che il cassone venga svuotato. nessuno indossa guanti: impediscono di distinguere al tatto, all’istante, i differenti materiali. Stivali, neppure: sarebbe come camminare nel fango con i moon boots. Mascherine per difendersi dai fumi tossici? Le esalazioni non infastidiscono più, anzi: qui è uso comune sniffare colla, la droga dei poveri, e l’infernale babele svanisce per un po’. Malattie e tumori dilagano, ma non ci sono né medici, né cure per chi vive nel basurero 3, tantomeno scuole. Qui non arriva neppure l’acqua potabile. Se non ci fossero i volontari di ong come l’italiana Fondazione Rava, 64

Si impastano dolci in una delle cucine all’interno della casaorfanotrofio della ong Fondazione Rava.

che in Guatemala dal 1996 assiste più di 300 bambini in una casa-orfanotrofio, i guajeros e i loro figli sarebbero del tutto abbandonati a se stessi. Invisibili per i media. Fastidiosi come mosche per la politica, fradicia di corruzione e scandali, l’ultimo dei quali ha costretto alle dimissioni il capo dello stato. Pochi giorni fa, il Guatemala ha eletto il nuovo presidente: è un attore comico, Jimmy Morales, ma state certi che non c’è niente da ridere. Tra le sue dichiarazioni, durante la campagna elettorale fatta soprattutto di barzellette (la sua battuta preferita: «Vi ho fatto ghignare come comico, non vi farò piangere come capo di stato», ndr), spiccano la pronuncia per la pena di morte e contro l’aborto, la

promessa di dare a ogni adolescente un cellulare e a ogni insegnante una sorta di braccialetto elettronico anti-assenteismo. Buttata lì, anche una rivendicazione di sovranità del Guatemala sul vicino stato del Belize, paradiso caraibico fino al 1981 colonia britannica, ma che non ha mai spezzato il cordone ombelicale con Londra. Al punto che, ancor oggi, condivide con la Gran Bretagna lo stesso sovrano: sua maestà Elisabetta II, regina del Regno Unito e, appunto, del Belize. Riaprendo il contenzioso internazionale Morales voleva forse ventilare una replica delle Malvinas, la sciagurata avventura militare tentata dai militari argentini? Non è dato sapere, ma la diplomazia internazionale è all’erta. Certo che al presidente piace condire i suoi discorsi con tanto nazionalismo stucchevole, molto apprezzato dai militari che lui stesso ha rappresentato in Parlamento con il partito Fronte di convergenza. In un Paese di 14 milioni di abitanti come il Guatemala che in 36 anni di guerra civile, terminata nel 1996, ha dovuto contare 200 mila morti (45 mila i desaparecidos, tra i quali 5 mila bambini: più che nel Cile di Pinochet), Morales non si è fatto scrupolo di negare il genocidio degli indigeni Maya-Ixiles, sterminati dall’esercito perché accusati di appoggiare la guerriglia. E in Facebook fa man bassa di like: posta promesse e buone intenzioni, sulle quali piovono migliaia di “mi piace”. Non dal basurero, però: nessuno laggiù ha tempo da perdere con i social network. Nella discarica tirare avanti è sempre più difficile da quando i Comuni hanno avviato la raccolta differenziata dei rifiuti, togliendo il “pane” dalle mani dei guajeros. Ma fin che c’è immondizia, c’è speranza.

io donna – 7 novembre 2015

Il servizio è dell’agenzia Sgp

I volontari della Fondazione Rava sono presenti in Guatemala dal 1996 e assistono più di 300 bambini in una casa-orfanotrofio dove possono trascorrere una vita normale


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Quello che gli uomini non dicono

Maria Teresa Meli Voci dal Palazzo

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Maria Laura Rodotˆ Match

UNA BELLEzzA PRIvAtA

LA tOP tEN DEI MINIStRI

GAMBE NUDE O CALzE NERE?

ma che coraggio ha avuto Giovanna Mezzogiorno, a esprimere il suo disagio per la “gravidanza come bottino”, per l’esibizione e talora lo sfruttamento del pancione. Poteva dirlo solo una donna. Questo non significa che farsi fotografare incinta sia sbagliato; tutto è lasciato alla sensibilità di chi viene fotografata, di chi fotografa, di chi guarda. Credo però che Giovanna Mezzogiorno - intervistata da Enrico Caiano del Corriere - abbia ragione: la pancia di una donna incinta è una bellezza privata, intima. La gravidanza può essere un’esperienza meravigliosa o un trauma, spesso provoca sofferenza, e per un personaggio pubblico significa anche qualcosa da gestire; chi siamo noi per giudicare? Ma l’esibizionismo, che dopo il parto magari prende la forma dell’aggressività da passeggino, può anche provocare sofferenza nelle donne che figli non ne hanno potuti avere, per verdetto della natura o per il corso della propria vita o per l’egoismo dei maschi. Giovanna Mezzogiorno non ha condannato nessuno, ma ha invitato tutti al rispetto, di se stessi e degli altri. Penso proprio che vada ascoltata.

accade a ogni governo. E quello presieduto da Matteo Renzi non fa eccezione. A un certo punto, immancabile, giunge la classifica dei ministri più o meno amati. Alessandra Ghisleri, la sondaggista di fiducia di Berlusconi a capo di Euromedia Research, ogni tre mesi stila un report sull’immagine di questo esecutivo. L’ultimo in ordine di tempo assegna il primo posto (indice di fiducia 31,1 per cento) a Maria Elena Boschi. La ministra delle Riforme, da quarta che era, è balzata al top. La segue Dario Franceschini. Il titolare dei Beni culturali ha dovuto cedere alla collega lo scettro di ministro più affidabile, che finora aveva tenuto saldamente nelle sue mani. E questa è la vetta della classifica, dove si trova anche Graziano Del Rio, medaglia di bronzo. Nella top ten ci sono, tra gli altri, Paolo Gentiloni, Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina e Andrea Orlando. Alcuni esponenti del governo, invece, non riescono proprio a scalare quella classifica e occupano da tempo gli ultimi posti. A onor del vero, va detto che non sempre è colpa loro. A volte dipende dal fatto che i temi di competenza di questi ministri non suscitano l’interesse degli italiani. Oppure è a causa degli accadimenti della cronaca di ogni giorno. Per tirare le somme, ecco i nomi degli ultimi tre in classifica: il titolare dell’Ambiente Gianluca Galletti, Federica Guidi (a capo del dicastero dello Sviluppo economico) e il ministro dell’Interno, nonché leader del Nuovo centrodestra Angelino Alfano. blog.iodonna.it/maria-teresa-meli

la femmina intelligente e con molte cose da fare sa che le calze nere opache sono delle buone amiche. Molto buone: snelliscono le gambe, difficilmente si smagliano, quando fa freddo tengono caldo. Anche per questo, uno dei quotidiani più intelligenti e multitasking del pianeta, il Guardian, ha deciso di difenderle contro le modarole - internazionalmente dette fashionistas - che girano a gambe nude anche d’inverno e disprezzano le calzanerate, anche solo di 40 denari. Ed è cosa ottima e molto giusta. Perché le fashionistas in purezza sono ricche e/o vanno ovunque in taxi, Uber e car service, e non rischiano l’assideramento alle fermate dell’autobus. Perché tra le conquiste per cui bisognerebbe combattere - ambosessi, francamente - nella vita quotidiana c’è il diritto alla cellulite; unito al diritto di non esibirla usando calze coprenti. Perché, nei rapporti con le altre donne, la quasicalzamaglia è egualitaria: chi la indossa si segnala come donna normale, non un’esponente delle élites munita di autista, né una pazza che cerca di emularla aspettando il 94. Perché la lobby delle opaco-calzanerate sta trovando la sua voce, e anche una forma di autoregolamentazione. La suggerisce sul Guardian la calzanerista Jess Parker-Morley: «La regola per le calze nere è la stessa che si osserva per le ostriche: solo durante i mesi con la R». Nei mesi senza, da maggio ad agosto, le ostriche possono intossicare. Le calze sono esagerate e basta, ma son solo quattro mesi, si sopravvive. blog.iodonna.it/maria-laura-rodota

acazzullo@rcs.it blog.iodonna.it/aldo-cazzullo 66

io donna – 7 novembre 2015


nuove filosofie

MODA & FEMMINISMO: Il cErchIO OrA... quADrA l’equazione “impegno=sciatteria” è acqua passata. Possiamo urlarlo, come simbolicamente insegna l’ultima sfilata di chanel. Perché la libertà di scelta è un diritto e lo stile un’importante forma d’espressione. E perché, alla fine, quel che conta sono i fatti: le imprese dirette da donne - magari in tacco 16 stanno andando meglio delle altre di Daniela Monti

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I

l nuovo femminismo in abito asimmetrico Dior collezione resort 2015 - quello “che accoglie e non respinge, che protesta e non detesta” declamato all’Onu da Emma Watson - è la dichiarazione esplicita di fine ostilità: la moda non è il diavolo, stile e sostanza hanno smesso di farsi la guerra, non si escludono più a vicenda, ora vogliamo tutto e in quel tutto ci stanno pure un armadio e una scarpiera ben fornite. Beyoncé è una femminista, Miley cyrus parla di se stessa come di “una delle io donna – 7 novembre 2015


Imaxtree

più convinte femministe al mondo”. E poi Kristen Stewart, lena Dunham, Jennifer lawrence, Ellen Page, Tavi Gevinson, fatina biondo topo del fashion blog Style rookie: icone dell’ondata che sta facendo la nuova rivoluzione, quella estetica. così all’improvviso è chiaro a tutti/e: gli abiti firmati hanno smesso di essere qualcosa di cui una femminista deve vergognarsi. com’è potuto accadere? Da Miuccia Prada a Phoebe Philo di céline il tema del femminismo io donna – 7 novembre 2015

nelle collezioni di moda da un paio d’anni torna e ritorna, Karl lagerfeld per chanel ha fatto sfilare Gisele Bündchen con megafono e striscione: feminist but feminine. Anche Tamara Mellon e Tory Burch hanno affidato al Financial Times la consapevolezza della nuova superiorità femminile: «le imprese dirette da donne stanno andando meglio delle altre». Ed è una faccenda da prendere sul serio: c’entra, ancora una volta, il corpo. Solo che la prospettiva ora

Una manifestazione femminista - capitanata da Cara Delevingne ha chiuso a Parigi la sfilata primavera estate 2015 di Chanel. Un’idea di Karl Lagerfeld che simboleggia perfettamente lo spirito el tempo. 69


nuove filosofie La battaglia perché femminismo non sia sinonimo di sciatteria ha una storia lunga: ecco nel 1972 modelle di 11 Paesi protestare a Parigi affinché le donne abbiano diritto a restare femminili senza perdere autorevolezza.

(Meagan Tyler) è ribaltata, la nuova narrazione di sé non ammette sciatteria. Stereotipo delle vecchie femministe: sono tutte uguali, odiano gli uomini, sono arrabbiate, sono poco attraenti, non si truccano, odiano il sesso, non usano il deodorante, sono sempre spettinate. Prototipo delle nuove femministe: sono creative, si radono le gambe, sono inclusive anche in camera da letto, usano il corpo per dichiarare chi sono e te lo sbattono in faccia - palestrato e armonioso, accudito e amato - come dichiarazione di potere. «Odio l’idea sessista di non prendere le donne seriamente se sono vestite con cura» riassume Chimamanda Ngozi Adichie, femminista 70

africana felice. E qui dentro c’è tutta la nuova filosofia: lo stile è una forma di espressione, strumento per avvicinarsi il più possibile a se stesse, ora o mai più. Se è vero che ogni generazione ha il diritto/dovere di dare una propria versione del femminismo, oggi è il tempo di celebrare il potere della scelta, insieme al fascino dell’individualità. Possiamo scegliere! Il femminismo ha dato alle donne la libertà di decidere cosa fare della propria vita, dunque possono ben scegliere vestiti, trucco e parrucco senza sentirsi dalla parte sbagliata. «Ed è per questo che le nostre antenate sono morte (be’, anche per questo): perché possiamo stabilire, in santa pace, quale altezza di

non è più ciò che indossi a stabilire se sei una buona o una cattiva femminista. E questo è un punto a favore. Il femminismo tornato di moda punta tutto sulla libertà di fare scelte personali. Ma siamo davvero libere? Qui (forse) casca l’asino. Fra i tanti femminismi che affollano e hanno affollato la storia, questa nuova versione light che relega fra i ferri vecchi parole come “patriarcato”, che se ne frega di fare “analisi strutturali” e non vuole “cambiare il sistema”, alla fine divide più che unire. Molto pop, troppo glam. «Il mito di un’eguaglianza già raggiunta ostacola la nostra capacità di sfidare quelle stesse istituzioni che ci tengono ancora subordinate agli uomini» chiude l’australiana Meagan Tyler. «In molte stiamo ribadendo che il femminismo è un necessario movimento sociale per l’eguaglianza e la liberazione di tutte le donne, non un cumulo di banalità sulle scelte di alcune».

io donna – 7 novembre 2015

ANSA/ CDR

“Il mito di un’eguaglianza già raggiunta ostacola la nostra capacità di sfidare quelle stesse istituzioni che ci tengono ancora subordinate agli uomini”

tacco ci piace portare» scrive Hadley Freeman sul Guardian. Vale tutto: dopo decenni di ostracismo, la rivendicazione in rosso Valentino è un’opzione giudicata ammissibile, Patricia Arquette scatena l’applauso agli Oscar arringando il pubblico fasciata in un abito grafico monospalla della stilista amica Rosetta Getty: «Perché uomini e donne non hanno uguali stipendi? È ora che cominciamo a discuterne». Su YouTube un video prodotto da Vogue India totalizza nove milioni di visualizzazioni e ventimila commenti, è tutto al femminile e si intitola My Choise, la mia scelta: di amare chi voglio, quando voglio, per quanto voglio. E di nuovo moda e femminismo si intrecciano e ogni volta che accade lo stupore si stempera, diminuisce di un po’.


intelligenza sexy

“e poI ho sposato una bIblIoteCa”

“sto imparando tantissimo da mio marito: sa tutto di arte». una competenza utile per Kate bosworth, ora protagonista di una serie sul mondo delle aste. Ma qui parla anche di altri uomini della sua vita, da Robert (Redford) a orlando (bloom)

diAlessandraVenezia, foto diYuTsai

s

Kate Bozworth, 32 anni e 17 di carriera: ha esordito in LÕuomo che sussurrava ai cavalli. Già fidanzata con Orlando Bloom, ha sposato il regista Michael Polish. 72

empre impeccabile, mai una piega nel vestito o una ciocca di capelli fuori posto. Il viso è angelico, la pelle immacolata, la figura quella di un efebo. Da anni nella lista delle celebrities più eleganti, Kate bosworth è la beniamina dei designer: è stata the face di Calvin Klein e Coach, ha disegnato una linea di gioielli e, tra una cosa e l’altra, due anni fa ha incassato più di 100 mila dollari solo per presenziare a diversi eventi mondani. un particolare curioso: è stata anche accettata all’università di princeton, dove però non ha mai frequentato un corso. al di là della dimensione pubblica - sofisticata e modaiola - l’attrice losangelina nella realtà è implacabilmente disciplinata. Veterana di hollywood (ha cominciato a recitare a 14 anni con un piccolo ruolo in LÕuomo che sussurrava ai cavalli di Robert Redford), è una stakanovista. Dal 2011 al 2014 ha girato dieci film e continua a lavorare in progetti che la interessano, tutti diversi: è apparsa in commedie romantiche, drammi e drammoni, persino in Superman.

oggi, a 32 anni, si sente appagata da una relazione di coppia che - assicura - le ha dato forza e serenita: è sposata con Michael polish, il regista-scrittore-attore di The Astronaut Farmer e di Amnesiac (in cui l’ha diretta) - e si occupa dell’educazione di Jasper, la figlia teenager del marito. Continua tuttavia a lavorare con la grinta di sempre: oltre a alcuni progetti con polish (Hot Bot, una commedia che vedremo l’anno prossimo), due nuovi film con John travolta e Robert De niro, è ora la protagonista femminile di una nuova serie tv, The Art of More, ambientata nel mondo delle aste, con Dennis Quaid e Christian Cooke. Capelli stretti in uno chignon, vestito con ruches rosa pallido e nero, ha l’aria di un fiore delicato. E così anche lei è approdata sul piccolo schermo. Cosa l’ha convinta a fare questo passo? una serie televisiva dà la possibilità di sviluppare un personaggio più a fondo, e The Art of More uscirà su Crakle, che è una nuova piattaforma streaming molto promettente. Io sono sempre attratta io donna – 7 novembre 2015


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da qualsiasi materiale che mi offra un po’ di avventura e di sfida: The Art of More è sexy e cool, un mix di divertimento, intelligenza e humour... Ha tutti gli elementi che mi appassionano. Lo streaming è la via del futuro? Be’, la sensazione è questa.. Ho una figlia di 17 anni che non accende mai la tv, vede tutto al computer. Che cosa sapeva dell’universo delle aste prima di iniziare questo lavoro? Avevo una certa familiarità con il mondo dell’arte grazie a mio marito, che ha frequentato il Cal Arts (California

In “The Art of More” sono una donna fatale, che flirta di continuo e che usa la seduzione nelle relazioni di lavoro

Institute of the Arts, fondato da Walt Disney e frequentato - fra gli altri - da Tim Burton e John Lasseter) e ha una vasta preparazione in materia. Ha avuto come insegnanti artisti del calibro di John Baldessari e Ed Ruscha, e ne conosce molti altri. Michael è la mia biblioteca, sto imparando tanto da lui. Nella serie tv impersona una executive bella, decisa e senza scrupoli, elegante e sottile come un giunco. È difficile mantenere un corpo da adolescente? Cerco di seguire uno stile di vita sano e moderato: mi piace sorseggiare un whisky alla fine della serata con mio marito (ride), ma cerco anche di tenermi in

Kate Bosworth dietro le quinte con il cast di The Art of More: da sinistra, Cary Elwes, Dennis Quaid e Christian Cooke.

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forma, ed essere atletica, perché un attore spesso lavora 18 ore di fila, cinque o sei giorni alla settimana. Faccio tanto esercizio e bevo litri e litri di acqua, tutte cose non molto divertenti, ma necessarie. A Hollywood un’attrice non ha scampo: deve essere bella ed esile. Non è un po’ una condanna? In The Art of More sono una sorta di femme fatale, sempre “flirtosa” e seducente, una che usa la sua sensualità nelle relazioni personali e nel lavoro: un tipo di personaggio che a me piace. Sono sempre stata attratta da figure femminili forti, diverse dalle altre: in Homefront mi facevo di metanfetamine, e in Blue Crash ero una surfer coi muscoli d’acciaio. Mi butto con tutta me stessa in qualsiasi ruolo. Lei, nel passato, ha avuto diverse relazioni (coi colleghi Orlando Bloom e Alexander Skarsgård, con il modello James Roussesu) durate alcuni anni. Cosa l’attrae in particolare in un uomo? L’intesa deve essere immediata e forte, devo provare un senso di “familiarità”. Se guardo indietro riconosco diversi tratti che accomunano quei momenti della mia vita. Ma solo quando ho incontrato Michael ho sentito che il nostro rapporto superava il momento contingente e sarebbe continuato nel futuro. Ha una lunga carriera alle spalle: se ripensa ai tempi di LÕuomo che sussurrava ai cavalli, che cosa ricorda? Dio, avevo 14 anni, ero così eccitata all’idea di andare a cavallo e essere in compagnia di artisti così famosi. Non avevo aspettative particolari, perché non ho mai seguito piani precisi, strategie. In genere, ancora oggi, il mio metro di valutazione è la sceneggiatura: se è ben scritta, tutto comincia da lì. Ha recitato con attori, famosi e meno. Chi tra di loro è indimenticabile? Julianne Moore. È una grande artista, un’interprete brillante e un essere umano di valore. Quando arriva su un set (ero sua figlia in Still Alice) lo illumina: la sua gioia è contagiosa, e tu vuoi starle intorno. Insomma, la ammiro incondizionatamente. E Cate Blanchett: è un camaleonte sempre affascinante.

io donna – 7 novembre 2015

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intelligenza sexy


star minimaliste

“non sono io l’EroE in famiglia, ma mia mogliE” Tom Hanks, 59 anni, in una scena di Il ponte delle spie di Steven Spielberg, nei cinema dal 17 dicembre. 76

io donna – 7 novembre 2015


nel nuovo film impersona l’ennesima figura di paladino, però Tom Hanks ha chiara la realtà: “Tanto di cappello al coraggio e alla forza di rita, che ha subìto una doppia mastectomia e l’ha reso pubblico” dice. E qui parla anche di certe sue “stupidaggini” e dell’incapacità di negoziare. soprattutto con i suoi figli diAlessandraVenezia

D Everett Collection / Contrasto

ai tempi di Ragazze vincenti, nel ’92, abbiamo incontrato Tom Hanks una trentina di volte. rieccolo, puntuale e fedele a se stesso, per presentare il suo ultimo film, Il ponte delle spie di steven spielberg: spiritoso, avvincente nella conversazione. Con lui si finisce inevitabilmente per parlare del mondo in cui viviamo: da sempre acceso sostenitore del Partito democratico (e ora di Hillary Clinton), in prima fila nelle lotte sociali (adesso appoggia la proposta del presidente obama per un biennio di college gratis per tutti: «Devo tutto al Chabot Community College: mi ha salvato quando non sapevo ancora cosa fare della mia vita e non avevo un cent»), è stato uno dei primi sostenitori del matrimonio gay e si batte per ogni possibile causa ecologica. sui problemi familiari, be’, è più vago: esprime tutta la sua ammirazione per la moglie rita Wilson, che ha da poco subito una doppia mastectomia, ma non parla

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del figlio venticinquenne Chet, un rapper spesso coinvolto in questioni di droga. Hanks è una star globale con due oscar all’attivo, è pure produttore (presto vedremo Ithaca, diretto da meg ryan) e scrittore (la sua short story Alan Bean Plus Four, un viaggio sulla luna, è stata pubblicata sul New Yorker). in Il ponte delle spie, impersona James B. Donovan, l’avvocato che nel 1957 - in piena guerra fredda - fu incaricato di difendere d’ufficio la spia anglo-russa rudolf abel (nel film è mark rylance). la sua ostinazione nel rispettare la Costituzione americana e i diritti del nemico lo rese un reietto, ma grazie a una straordinaria retorica e a una grande abilità di negoziatore, uscì da eroe dalla spinosa vicenda. Donovan • un maestro nellÕarte della negoziazione. E lei? Quel dono lì non ce l’ho, non so come trattare con la gente, neppure per chiedere uno sconto da gap. Volevo interpretare il ruolo proprio per questo: parla una lingua a me sconosciuta. 77


star minimaliste ragazzi sono cresciuti sapendo che il padre faceva un lavoro strano, ma per quanto li riguarda potrei anche essere un camionista o un foto-reporter giramondo. Quando si sono resi conto che il loro papà era Tom Hanks? Rimango sempre il loro padre un po’ idiota, che ha fatto cose belle e anche stupidaggini. Le cose cambiano - che so - al ristorante, quando c’è gente che si accalora e dà un po’ i numeri... “Papà, ci inchiniamo di fronte al potere della celebrità!” mi sfottono. Il ponte delle spie racconta un episodio degli anni ’50, una realtà ormai lontana. Vede qualche relazione col presente? Non ci sono più il muro di Berlino o la cortina di ferro, ma oggi - in certe parti d’Europa - c’è chi crea barriere per fermare a ogni costo tanti poveri emigranti. Quell’immagine di una giornalista che prende a calci i profughi è quanto di più spregevole una società libera possa produrre. Cosa ricorda della Guerra fredda? Sono nato nel 1956 e la Guerra fredda cominciò veramente quando avevo 5 anni. Sentivo i miei genitori parlare di Krusciov che minacciava: “Vi seppellirò”. Pietrificato dalla paura, pensavo che ci avrebbe presi tutti - noi di Redding in California - e buttati in un grande fosso, poi coperti di terra. Forse è nato allora il mio desiderio di saperne di più, di studiare e capire la storia. Spielberg & Hanks, un binomio fortunato: quattro film e la produzione di due Tom Hanks in Il ponte delle spie, ambientato durante la Guerra fredda. importanti serie televisive, The Band of Brothers e The Pacific. Non discuSua moglie, invece, ha parlato proprio tete mai? con i media della sua mastectomia per A volte capita. Il nostro è un rapporto invitare le donne a chiedere sempre il capo-impiegato: alla fine, è mio compito parere di un secondo medico. Lei non dargli ciò che vuole. Certe volte, è ovvio, era d’accordo? la penso in modo diverso, ma Steven è È stata una decisione di Rita: ci vuole un regista che ti chiede di collaborare e fegato sia a tenere segreto un evento del di proporgli idee. Se c’è qualche contragenere sia a renderlo pubblico. Tanto sto è semmai nella fase precedente, suldi cappello di fronte al suo coraggio e la pagina scritta, quando una battuta mi alla sua forza. suona falsa e non mi pare funzioni. AlNel film, Donovan è brillante professioni- tre volte, però, accade che arriviamo sul sta, bravo padre e bravo marito. Per lei è set la mattina presto con la stessa pagina TOM HANKS PUBBLICO (E PRIVATO) SU difficile conciliare lavoro, famiglia, figli? del copione cerchiata di rosso e i nostri IODONN A .I T Senta, mia moglie mi ha sposato sapendo commenti in perfetta sintonia. E allora che non ero un dentista o un bancario. I gli dico: “Boss, I love you!”. 78

Ma avrà pure sperimentato l’arte della mediazione con i suoi figli, no? Ma cosa dice? Chi mai riesce a venire a patti coi propri figli? Sono piccoli tiranni, dittatori: si svegliano la mattina e cominciano subito a darti calci, continuando finché fa buio. Non aspetti che l’ora di andare a dormire per poter respirare (ride). La sua immagine è quella del perfetto patriota. Ama l’America, nessun dubbio? Di questi tempi il processo politico è una farsa. Il potere cerca in ogni modo di piegarci ai propri interessi, di questo dobbiamo essere tutti consapevoli. Il problema è trovare il giusto equilibrio tra l’eccessivo cinismo e l’eccessivo ottimismo. Una cosa però è sicura: bisogna nutrire profonda diffidenza nei confronti dei media.

io donna – 7 novembre 2015

Everett Collection / Contrasto

A cinque anni sentivo i miei genitori parlare di Krusciov che minacciava: “Vi seppellirò”. Morivo di paura, pensavo che ci avrebbe buttati tutti in un fosso


CoLoNNE DÕAUtoRE Fabrizio Roncone A domanda risponde

Claudio Sabelli Fioretti

Senza vergogna

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Fiorenza Sarzanini Fuori verbale

LA PIStoLA DI BUoNANNo

UN PREMIER I fURBEttI NoN È UN ULtRAS DEL tELEfoNo

GianlucaBuonanno,49anni,daBorgosesia,di cuièanchesindaco:l’europarlamentareleghista che, periodicamente, finisce sui giornali perché l’ha detta, o fatta, grossa; l’ultima volta, collegato con Sky, parlando di immigrati pericolosi e legittima difesa, ha tirato fuori una pistola. Ma era una carcassa di pistola, non avrebbe mai potuto sparare. Sarà, però farla vedere è stata una tragica istigazione. Voi confondete le istigazioni con le provocazioni. Io provoco per lanciare messaggi. Tipo quando disse che le banane devono mangiarle i bambini africani o sudamericani: mentre ai nostri dovremmo dare frutta europea? E certo! All’Europarlamento si parlava di prodotti a chilometro zero. E io spiegai: che senso ha far venire le banane da laggiù, se qui ci sono mele e pere squisite? Quand’era deputato, nell’emiciclo di Montecitorio, tirò fuori una spigola. Era il primo di Aprile e volevo polemizzare con la Presidente Boldrini. Con una spigola? Ehsì!Acausadicertemieintemperanzeio ognitantovengoespulsodall’aula.Unavolta,inattesadiesseresottopostoaltradizionale piccolo processo riservato ai deputati più discoli, cosa vedo? Cosa vede? Vedo camerieri in guanti bianchi che portanovassoicondentrospigolefumantialla Boldrini. Cioè: lei, la compagna Boldrini, che predica misura e risparmio, pasteggiava come una principessa rinascimentale. Ma lei, un filo di vergogna, la prova? Io dovrei vergognarmi? E di cosa? blog.iodonna.it/fabrizio-roncone

io credo che il primo compito di un politico sia quello di fare. E il secondo sia quello di dimostrare che ha fatto, che sta facendo e che farà. Vederlo mentre ozia, mentre si diverte, mentre gioca, mentre si occupa di scemate non è un gran belvedere. Intendiamoci, siamo a rischio di populismo. Il politico è un uomo come un altro, con le sue manie e con i suoi desideri. A essere troppo severi si arriva alla follia di Mussolini che lasciava sempre la luce accesa nel suo ufficio di piazza Venezia in maniera che il popolo potesse pensare: “Il Duce lavora anche di notte”. Però ci sono delle esagerazioni, dei momenti in cui pensi: “Ma perché non si occupano di cose serie e soprattutto, perché non dimostrano un po’ di obbiettività?”. Sto parlando della mini rissa verbale e materiale fra i due campioni motociclisti l’italiano Valentino Rossi e lo spagnolo Marc Marquez. È finita con Marquez per terra e con Rossi punito. E con mezzo mondo a dire chi ha ragione e chi ha torto. E fin qui tutto normale. Quello che non è normale è che il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi, in visita ufficiale in Perù, trovi il tempo da Lima di telefonare a Valentino come ha scritto in un lancio l’Ansa per manifestargli il proprio sostegno. E che il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, trovi il tempo per scrivere in un twitter: “Nuestro apoyo a Marquez”. L’apoyo di Rajoy dovrebbe essere al popolo spagnolo e le telefonate di Renzi agli esodati. Due premier non debbono comportarsi come degli ultras. blog.iodonna.it/claudio-sabelli-fioretti

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chi non paga la bolletta telefonica e subisce il distacco della linea, rischia di non poter mai più siglare un nuovo contratto. Il via libera del Garante della Privacy alla banca dati dei clienti “irregolari” fissa infatti regole molto chiare per chi ha come obiettivo quello di frodare le compagnie mettendo in pratica una sorta di “turismo telefonico”: si lascia il conto insoluto e intanto si attiva un nuovo abbonamento. Non a caso l’archivio è stato denominato “Sistema informativo sulle morosità intenzionali” e dovrà «censire le persone fisiche e giuridiche, gli enti, le associazioni, i titolari di ditte individuali e i liberi professionisti non in regola con i pagamenti delle bollette relative ai pacchetti comprensivi di abbonamento e fornitura di smartphone o tablet». Ci sono comunque svariate limitazioni: «vietato trattare dati sensibili o giudiziari; la risoluzione del contratto deve essere avvenuta da non meno di tre mesi; la morosità deve essere superiore a 150 euro per singolo operatore; prima di essere inserito nel sistema il cliente dovrà essereavvertitodall’operatoretelefonico;i datipossonoessereconservati36mesi,poi devono essere cancellati». Adesso manca solo la scelta del soggetto privato - affidata aunaccordofratuttelesocietàtelefoniche -chegestiràl’archivio.Quandolabancadati funzioneràsipotràscoprireseèvero,come sottolinea il Garante che «lo scambio di informazionisaràutilepervalutarecondotte che nel lungo periodo inciderebbero sugli operatori e sugli utenti in regola con i pagamenti, che potrebbero essere costretti a sopportare costi non dovuti». blog.iodonna.it/fiorenza-sarzanini io donna – 7 novembre 2015


percorsi interiori

Contrasto

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acia maraini questa volta è entrata dentro il cuore di un uomo, un maestro di scuola quasi quarantenne, un padre che ha perso la figlia di otto anni per una malattia, un marito che è stato lasciato dalla moglie per troppo dolore, non per mancanza d’amore. si sveglia la mattina, solo, e dice: «non so che fare di me». ne La bambina e il sognatore, appena pubblicato da rizzoli, dacia maraini è il sognatore, il racconto in prima persona maschile di quello che la vita fa alle persone, i buchi che lascia addosso, la speranza nell’umanità, l’amore per le storie, ma anche lo sguardo giovane sul mondo. un maestro indaga in solitudine sulla scomparsa di una bambina con il cappotto rosso, sparita una mattina sulla strada per la scuola, si ribella alla rassegnazione indifferente degli altri, perché quella bambina va a trovarlo in sogno, perché cammina allo stesso modo di sua figlia, con le punte dei piedi divaricate, la marcia decisa ma un po’ sbilenca, perché lui non sa che fare di sé e questa storia gli offre di nuovo un senso. Com’è stato entrare dentro la testa di un uomo, appropriarsi per la prima volta di una io donna – 7 novembre 2015

“sono entrata nella testa di un uomo per raCContare la banalità del male” un maestro rimasto solo. una bambina scomparsa. la ricerca della paternità perduta. Con il suo nuovo romanzo dacia maraini apre uno squarcio sui lati oscuri dell’esistenza. senza perdere la speranza diAnnalena Benini, foto di Fabio L0vino

Dacia Maraini ha pubblicato 19 romanzi, molti dei quali diventati film. 83


percorsi interiori

Da sempre i personaggi vengono a bussare alla mia porta, non so spiegare che cosa accada: il maestro Sapienza è venuto più volte da me, con il suo carico di affanni, si è presentato e io l’ho accolto

voce narrante maschile? «Non l’ho cercato io» dice Dacia Maraini con la voce da ragazza e lo sguardo azzurro e composto, le parole attente. «Da sempre i personaggi vengono a bussare alla mia porta, non so spiegare che cosa accada: il maestro Sapienza è venuto più volte da me, con il suo carico di affanni, si è presentato e io l’ho accolto. Ho lavorato per tre anni a questo libro, e ogni volta sono emozionata, piena di dubbi e di speranza». è il racconto delicato e brutale insieme di una prigionia: mentale, fisica. E degli sforzi, non sempre riusciti, per liberarsene. Ci sono donne che si rassegnano, ci sono donne che si ribellano. Ci sono bambine che verranno salvate, ma che porteranno per sempre addosso i segni dell’indicibile. C’è il male e il bene del mondo, perché «ho bisogno di raccontare la complessità dell’animo umano». Dacia Maraini aveva pochi anni quando con la sua famiglia venne chiusa in un campo di concentramento in Giappone. Ha raccontato che si stupiva ogni sera di essere ancora viva, che si avvelenò mangiando formiche e che ogni tanto sgattaiolava oltre il filo spinato e per nutrirsi raccoglieva le foglie dei bachi da seta. «È vero, ma era un altro tipo di prigionia: c’era la guerra, la fame, la politica. Quel senso di chiusura e di buio non potrò mai dimenticarlo. Queste però sono prigionie legate al senso del possesso, un sentimento maschile che sta alla base di molte violenze: sono storie che conosco e che mi tormentano da sempre, storie che studio grazie 84

studiato molte storie vere, molte testimonianze femminili, e ho trovato spesso questa rassegnazione: purtroppo è un fatto storico. È la resa alla sopraffazione, che viene sentita da molte donne come un destino irrimediabile, per abitudine a introiettare la propria passività. Si vedono così, si accettano così». la madre della bambina sparita continua a cucire, a testa bassa, chiusa in un dolore muto, non vuole sapere, non vuole parlare, sospetta del maestro Sapienza e della sua ostinazione a cercare. Ma c’è invece un’altra madre, che parte per la Cambogia, che offre la propria vita come campo di battaglia per salvaLa copertina del nuovo libro re la vita indifesa di sua figlia. di Dacia Maraini, La bambina Dacia Maraini non giudica, non e il sognatore, edito da Rizzoli. condanna, vuole raccontare la complessità dell’esistenza, e anzi cerca di riscattarla attraverso l’amore per ad Amnesty International: la vio- le storie, per il racconto, per le fialenza contro i bambini è ancora più be dei fratelli Grimm, per Pinocchio, devastante in una società sviluppa- per le persone che non si arrendono. ta, non riesco a capacitarmene, non In questo romanzo, appassioposso rassegnarmi». nante e terribile, che riesce a trovare la voce della banalità del male, bambine rapite, portate nei bor- e fa lo sforzo letterario e umano di delli. Bambine senza più luce negli entrare nella mente di chi esercita occhi. Bambine comprate a prez- il sentimento del possesso, un bamzi stracciati. E un’umanità rasse- bino si trasforma in investigatore, gnata alle cose orribili del mondo, sale in cima a un albero per cercare una madre che contila verità, coltiva la spenua ossessivamente a ranza e vince. lavorare cucendo abi«Perché la possibiti da sposa, e che prelità di reagire, di non ferisce pensare che la arrendersi al male, c’è sua bambina di otto sempre, dobbiamo QUAL é LÕULTIMO LIBRO anni sia morta, persolo trovarla dentro ché le causa meno do- LETTO? RECENSISCILO SU di noi: possiamo uscilore, le permette di re- BLOG.IODONN A .IT re dal buio. E aiutare stare immobile. «Ho gli altri a uscirne».

io donna – 7 novembre 2015


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elogio dei 50 (anni)

“ora non nascondo più il mio viso”

“sono pacificata e ho scoperto la leggerezza” rivela paola Turci. che a noi racconta le tappe del suo percorso: dal trauma dell’incidente alla felicità di oggi. Fidanzato più giovane compreso di Maria Laura Giovagnini, foto di Ilaria Magliocchetti Lombi

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i hanno appena superato quella prova mi accompafermata per strada. gna e mi dà forza, sostegno. neppure “non sai che idea di per un attimo mi sono chiesta: “perenergia mi hai sem- ché a me?”. anzi: questo doveva capipre trasmesso”. tare proprio a me. Eh, oggi sono pure peggiorata: ne ho La pensa come tanti psicoanalisti, molta di più!» scherza. paola Turci è per cui persino eventi terribili sono l’emblema delle nuove cinquantenni, scelte inconsce? quelle per cui la “soglia spauracchio” Esattamente, ci meritiamo quello si rivela invece l’inizio dell’età dell’o- che abbiamo. però evito di sbandiero. «il mio stato vitale è altissimo, e rare questa convinzione dopo aver riha un riflesso incredibile sulle can- cevuto una lettera del padre di una zoni. Ho trasmesso loro quella leg- ragazza morta di leucemia a 20 anni. gerezza che non hanno mai avuto». Come mai non ha incluso il suo braascoltare per credere: dal 29 novem- no del ’93, Io e Maria? I diritti dei bre la cantautrice romana inizierà un gay sono un tema attualissimo. tour nei teatri incentrato sull’ultimo prima ne avevo incisa un’altra, Due album, Io sono, che contiene 12 brani donne: credo sia stata quella, in real“storici” e tre inediti. a celebrazione tà, a far di me un riferimento della di trent’anni di carriera. comunità gay, a portarmi un grosso Io sono... Chi, esattamente, oggi? seguito, tanto che si è pensato che lo Una che riscopre un po’ di follia, la ri- fossi anch’io. sata come terapia. Una persona grata “Dovrei provare a dire cosa non sono - per la prima volta - di quello che ha più” dice in uno dei tre nuovi motivi, realizzato e di quello che le è succes- Quante vite viviamo. Provi. so. non cambierei nulla. non sono più timida, benché qualIncidente stradale compreso? che volte diventi rossa... ormai quesì. la consapevolezza di aver ste le definisco “tenere fragilità”: ho 86

smesso di essere feroce con me stessa, una conquista fantastica! Ho avuto una madre assai dolce ma assai severa, non si poteva sbagliare... Quando ho iniziato la carriera musicale, tutto veniva messo in discussione, per quanto i miei lo facessero per proteggermi. non c’era nessun precedente in casa, nonostante mamma fosse bravissima: imitava alla perfezione mina e ornella vanoni. Il rapporto con i suoi genitori è stato conflittuale. Ne ha parlato l’anno scorso nella sua autobiografia, Mi amer˜ lo stesso. scrivere del mio privato è la cosa più lontana da me che potessi immaginare, eppure sentivo che “confessarmi” mi avrebbe giovato. avevo ragione: dopo essermi raccontata nel libro, mi sono liberata dai capelli che mi Paola Turci, 51 anni e 30 di carriera. Il suo tour teatrale - che vedrà al centro le canzoni dell’ultimo album, Io sono partirà da Chieti il 29 novembre. io donna – 7 novembre 2015


coprivano la faccia, dalla frangetta, dal mio nascondermi... E ho trovato la forza di dire no al chirurgo che mi proponeva un’ennesima operazione per minimizzare le cicatrici. Quando ho incontrato lucia annibali, qualche settimana fa, mi sarei inginocchiata: si è mostrata poco tempo dopo l’attacco con l’acido... ci vuole un coraggio da leoni, io non l’ho avuto. mi perdono, comunque, non ero abbastanza forte da combattere. a 29 anni ero una ragazzina: triste, insicura, mi trovavo brutta. Per un periodo la fede lÕha aiutata. non ho ricevuto un’educazione io donna – 7 novembre 2015

sono davvero grata di non aver avuto figli, anche se per un attimo l’avevo desiderato: non mi sono mai sentita materna

religiosa e, a un certo punto, il cattolicesimo è stato una scoperta confortante. recitare il rosario mi faceva volare... purtroppo sono un’integralista, o tutto o niente, non so stare nella via di mezzo. E seguire i dogmi non fa per me. Le sue gioie maggiori? le piccole cose mi danno entusiasmo. Fra le emozioni forti metterei la nascita dei figli di mio fratello e delle due figlie di mia sorella: io e lei siamo simbiotiche. a differenza sua, però, non mi sento materna. mi sono sposata a 45 anni (con il giornalista andrea amato, ndr) - ci siamo separati dopo due, perché proprio non c’era rapporto - e provare ad avere un figlio era una possibilità. ora sono riconoscente di non averlo avuto, ringrazio il cielo che sia andata così. per un momento l’avevo desiderato, forse si trattava più di un condizionamento sociale... ricordo un viaggio in vietnam. “non ha bambini?” chiedevano tutti. “no, non ho bambini”. rispondi “non ancora”, mi consigliarono: qui non esiste che una donna non si sposi e non li metta al mondo. E adesso • fidanzata? sto con un ragazzo di 37 anni, Francesco, un ingegnere, in gamba e dolce. non l’ho cercato, devo dire a mia discolpa. Discolpa di che? Se al posto suo ci fosse un uomo, il problema non si porrebbe. anche il mio ex marito era più giovane di 10 anni... all’età non faccio caso. ricordo un’estate al villaggio Tognazzi, durante il tradizionale torneo di tennis (passavo come brava giocatrice per via della relazione con paolo canè, ero una pippa). c’era anche vittorio Gassman, già settantenne. avevo perso la testa! mi piaceva infinitamente più del figlio alessandro...

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l’incontro che ti cambia

“PriMA di diveNtAre LA SeGretAriA di NeLSoN MANdeLA ero uNA rAGAZZiNA biANCA e PerSiNo rAZZiStA” Zelda La Grange è stata dattilografa e poi braccio destro del presidente sudafricano. una straordinaria avventura che ora è diventata un libro. Sorprendente di Marzia Nicolini

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L Il premio Nobel per la pace Nelson Mandela (morto nel 2013) con la sua assistente Zelda La Grange a Johannesburg, in Sudafrica, nel 2007. io donna – 7 novembre 2015

a chiamava affettuosamente Zeldina e la considerava il suo braccio destro, ma anche una nipote, una complice, “una di casa”. Parliamo di Nelson Mandela, primo presidente a essere eletto dopo la fine dell’apartheid in Sud Africa, premio Nobel per la pace nel 1993, e della sua segretaria - divenuta negli anni ben più che una semplice aiutante - Zelda La Grange. Classe 1970, sudafricana bianca,

Zelda è entrata come dattilografa nell’ufficio di Mandela nel 1990, poco dopo la sua elezione, avvenuta dopo 27 anni di carcere per opposizione all’apartheid. rimasta al suo fianco fino alla sua morte, avvenuta il 5 dicembre 2013, Zelda ha cambiato prospettive: da “ragazza razzista” è diventata una donna aperta, capace di distaccarsi dal suo background culturale – la sua famiglia apparteneva alla piccola borghesia bianca ligia alle leggi dello stato e della chiesa, a 89


l’incontro che ti cambia

partire dalla rigida distinzione tra bianchi e neri - e sposare una nuova mentalità. «Mandiba mi ha rivoluzionato la vita» dice Zelda, che oggi ha dedicato a questo incontro speciale il libro autobiografico Good morning Mr. Mandela, edito da Piemme. Ecco cosa ci ha raccontato, tra una presentazione e l’altra in giro per il mondo. Qual • il primo ricordo che le viene in mente pensando a Mandela? Sicuramente il suo grande sorriso contagioso, ma anche quel modo di far sentire tutti partecipi e il suo equilibrio nel vedere il mondo e i suoi problemi. Sappiamo che Mandela ha trascorso pi• ore con lei che con chiunque altro dopo essere stato rilasciato dal carcere. Com’era il vostro rapporto? In principio era soltanto una relazione professionale, ma nel tempo si è evoluta ed è diventato un legame personale e sincero. Per me Mandela è stato come un nonno. Quanto a lui, mi ha ascoltata e accudita come una nipote. Con questo libro spera di portare un messaggio? Sì, più di uno, a dire il vero. Il primo è che se ho potuto cambiare punto di vista e mentalità significa che chiunque può farlo, in qualsiasi momento della sua vita. Vorrei dire ai giovani di essere curiosi, fare domande e non accettare nessuna verità del proprio ambiente sociale senza prima metterla in discussione. Inoltre, vorrei che la mia esperienza dimostrasse che con dedizione, lealtà e impegno si possono ottenere grandi risultati nella vita. E, ovviamente, vorrei condividere la grandezza di Mandela: ho avuto la fortuna di 90

conoscere una persona unica e penso che le sue esperienze possano essere utili a tante persone nel mondo. Scrive che prima di incontrarlo non era che Òuna ragazza bianca e razzistaÓ. Che pregiudizi aveva? Il fatto è che tutte le persone bianche cresciute in Sudafrica durante l’apartheid tendono a non mettere in discussione il loro ambiente di provenienza e, tendenzialmente, a esse-

re razzisti. Nella vita o sei un colpevole o sei uno spettatore o sei uno che si alza e fa sentire la sua voce. A un certo punto mi sono resa conto che ero colpevole. Colpevole di essermi lasciata indottrinare dal regime: involontariamente ero diventata loro complice. Non vedevo nulla di sbagliato nel trattare con superiorità le persone di colore, non ero interessata ai neri in quanto esseri umani, non li consideravo persone con proprie opinioni e sentimenti. Ero

razzista e ignorante: giudicavo solo dall’aspetto esteriore perché così avevo sempre visto fare. Cosa la colp“ del suo primo incontro con Mandela? Mi aveva impressionato che si rivolgesse a me in afrikaans - la mia lingua e la lingua dell’oppressore. Ricordo che pensai quanto potesse odiarla, ripensando a tutto quello che noi bianchi avevamo fatto alla sua gente. Eppure la usava serenamente. Durante quei primi cinque minuti di colloquio mi sono sentita rispettata e ascoltata per quello che ero, senza alcun giudizio. Quando ha iniziato a lavorare per Mandela, i suoi genitori erano sospettosi o nutrivano qualche timore nei suoi confronti? Si aspettavano - ci aspettavamo - che i neri volessero vendicarsi per quello che avevamo fatto loro durante l’apartheid. I miei genitori, quindi, temevano per la mia sicurezza. Sapevo che erano in grande ansia, ma non me l’hanno mai detto apertamente. Che cos’• accaduto dopo la sua morte? Ha qualche rimpianto? Abbiamo fatto quadrare i conti in ufficio e consegnato il tutto agli avvocati che gestiscono il suo patrimonio. Da allora sono stata molto indaffarata a scrivere il libro, cui tenevo molto, e a girare per il mondo a raccontare la mia storia e quella di Mandela. Ho ancora dei contatti con la sua famiglia, ma non riesco a vederli tanto quanto vorrei. E no, nessun rimpianto. Un’altra lezione di Mandela? Sì. È stato lui a insegnarmi che il rimpianto è un’emozione inutile: nessun rimpianto può cambiare il corso del passato.

io donna – 7 novembre 2015

Nelius Rademan / Getty Images

Non vedevo nulla di sbagliato nel trattare con superiorità le persone di colore, non li consideravo persone con proprie opinioni e sentimenti


Andrè Maurice W W W. A N D R EM A U R I C E . I T

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LA FABBRICA DEL CASHMERE é A CASALE MONFERRATO


gender gap

PrOgrammarE È uN gIOcO da ragazzE. IL rISchIO? INNamOrarSI dEL dIgITaLE (E TrOvarE LavOrO) La percentuale femminile nelle facoltà scientifiche è ancora troppo bassa. Ora una serie di iniziative cerca di invertire la tendenza. a partire da una app molto speciale...

Un team di ragazze alla #TimgirlsHackathon. Dopo le tappe di Roma e Bologna, lÕ11 novembre la maratona si ferma a Milano. Continuerˆ nel 2016. io donna – 7 novembre 2015

P

di Cristina Lacava

arli di software e parte lo sbadiglio. Provi con il coding, e la palpebra si abbassa. Tanto, è roba da maschi, da nerd maniaci dei videogiochi. Noi ragazze sì che siamo forti, colte, creative. Noi sì che ci iscriviamo a Lettere. Errore. Sia chiaro: niente di male a seguire l’istinto che porta verso le facoltà umanistiche. Il problema è, al contrario, escludere a priori quelle tecnologiche in quanto noiose, aride, quindi maschili. Oggi, solo il 3 per cento delle ragazze

europee si laurea in Informatica, contro un 9 di studenti maschi. E il pregiudizio può costare caro. «Nel 2020, negli usa, ci sarà un milione di posti di lavoro nell’information technology che le aziende non riusciranno a coprire. anche noi avremo bisogno. anzi, ce l’abbiamo già»: mara marzocchi è la fondatrice di codemotion, che tiene corsi di aggiornamento per sviluppatori e di formazione per bambini. «In aule con 200 partecipanti, solo 15-20 sono di sesso femminile». Per cercare di colmare il gender gap e 93


gender gap

La responsabilità di certi stereotipi culturali è delle famiglie. Anche i genitori di Mark Zuckerberg ci sono cascati: a lui regalavano videogiochi, alla sorella bambole

abbattere gli stereotipi, non mancano le iniziative. La prossima è in programma l’11 novembre a Milano: si tratta della #TimgirlsHackaton, aperta alle studentesse del triennio delle superiori. Una giornata intera durante la quale le ragazze, partendo da zero, impareranno a realizzare una App su un tema stabilito: il cyberbullismo. Lavoreranno in gruppi, aiutate da tutor e affiancate da due mentor: Claudia Parzani, presidente di ValoreD, e Paola Bonomo, capo della divisione marketing per l’Europa meridionale di Facebook. «Vogliamo far passare il messaggio che sviluppare è un lavoro emozionante e creativo, che può dare felicità. Non a caso, la mia società si chiama Codemotion» continua Marzocchi.

A

ggiunge Carlotta Cattaneo, project manager di PoliHub, l’incubatore d’impresa e start up district del Politecnico di Milano: «In questo periodo ci sono 50 start up, soprattutto tecnologiche. Ebbene, le donne fondatrici sono tra il 10 e il 20 per cento». Una percentuale in linea con i dati sulle iscritte al Politecnico di Milano: ai corsi di Ingegneria dell’automazione, le ragazze sono solo il 7%. Al contrario, trionfano nei corsi di Design per il sistema moda; addirittura il 93% alla laurea Magistrale. «Le ragazze odiano la ripetitività. Ma non sanno che in ogni software ci sono dei problemi diversi da risolvere» continua Cattaneo. «Bisogna sapersi mettere nei panni dell’utente. Riuscirci è anche una questione di gusto, quindi tipicamente femminile». In Italia, oggi, solo il 9 per cento dei professionisti nel campo della tecnologia è di sesso femminile. A capo delle aziende del settore ci sono quasi solo maschi, per nulla interessati a incrementare le 94

22,7%

delle matricole alle facoltˆ di Ingegneria sono donne

9%

dei professionisti nel campo della tecnologia sono di sesso femminile

15%

le studentesse in Ingegneria elettronica al Politecnico di Milano

84%

le iscritte ai corsi di Design della Moda al Politecnico di Milano

quote rosa. «Come donne già inserite nel settore, dovremmo occuparci delle studentesse. C’è un mondo interessante da scoprire nelle discipline Stem, cioè scienze, tecnologia, informatica, matematica» dice Carlotta Ventura, direttore brand e media di Telecom Italia. «Tra gli informatici, il tasso di disoccupazione è vicino allo zero. Per questo abbiamo organizzato il ciclo di hackaton, che riprenderà nel 2016. Le ragazze si sono entusiasmate, con risultati sorprendenti».

M

a cosa possiamo fare per spingere le ragazze sulla strada del coding? «Sarebbe utile far conoscere dei modelli femminili di successo» sostiene Carlotta Ventura. Il punto è che, oltre a Fabiola Gianotti e Samantha Cristoforetti, c’è poco altro. O magari gli esempi ci sarebbero, ma chi li conosce? L’America festeggia il 13 ottobre la prima programmatrice della storia: si tratta di Ada Lovelace, figlia di George Byron, che 200 anni fa lavorò a una macchina analitica. Da noi, non se ne sa niente. Poi c’è l’ostacolo della scuola, ancora indietro sull’educazione digitale. Ma soprattutto, e questo andrebbe sottolineato, la responsabilità va ai genitori: «Ai corsi di Codemotion Kids partecipano purtroppo poche bambine» dice con amarezza Mara Marzocchi. «Le mamme preferiscono iscriverle a danza. Pensano che i computer siano roba da maschi. Uno stereotipo che andrebbe superato». E non succede solo in Italia. L’esempio più clamoroso, che dovrebbe invitarci a riflettere, arriva da lontano. Si tratta di Randy Zuckerberg, sorella di Mark, che tempo fa in un’intervista ha dichiarato: «A mio fratello compravano i videogame, a me le bambole». Cari mamme e papà, possibile che siamo ancora a questo punto?

io donna – 7 novembre 2015


ADDIO NOIA

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COLONNE DÕAUTORE Barbara Stefanelli

Uomini che amano le donne

3 Franco Venturini

Marina Terragni

Est/Ovest

Maschile/ Femminile

QUESTIONE DI (PARI) SALARIO

DANNI COLLATERALI

GRAzIE MAMMA

sugli schermi sono meglio degli uomini. Coraggiose senza strafare. Eroine senza arroganza. Protagoniste senza oscurare. Sempre a domandarsi se sia sensato o no - essere una prima donna - in termini di felicità a lungo termine. La numero uno è Katniss Everdeen della trilogia di Hunger Games,scrittadaSuzanneCollins,chehala facciahollywoodianadiJenniferLawrence. La numero due Beatrice (Tris) Prior, personaggio centrale di un’altra trilogia firmata daunadonna,VeronicaRoth,natanel1988 e autrice del bestseller quando era ancora studentessa di scrittura creativa. Al cinema Tris è Shailene Woodley, che si fa subitoamareinquantopersonalità“divergente”: non appartiene, cioè, ad alcuna delle categorie in cui sono stati rinchiusi i sopravvissuti a una guerra fine di mondo. Katniss e Tris rappresentano quanto di meglio ti puoi augurare se hai una figlia preadolescente. Eppure le attrici che le hanno rese iconiche,JennifereShailene,sonoancoralì a combattere con il gender pay gap: la disparità di compenso tra colleghi di sesso diverso. Lawrence ne ha fatto una battaglia personale scrivendo un pamphlet anti discriminazioni per Lenny, la newsletter di Lena Dunham. Al punto che un attore maschio come Bradley Cooper, suo partner in AmericanHustle,sièfattoconquistaredallacausa. Cooper ha dichiarato che d’ora in poi ogni negoziazione di financial stuff dovrà essere condivisa e paritaria: «Sento che altrimenti non cambierà nulla e sento che io posso contribuire». Aver arruolato un American Sniper può rivelarsi un buon colpo di scena. Perché la questione dei pari salari non riguardasoloHollywood.Nésololedonne. blog.iodonna.it/barbara-stefanelli

parlerò di me per parlare dei segni che lascia una guerra. La mattina del 20 ottobre del 1944 mia nonna morì in una disastrosa missione alleata: due ondate di bombardieriinglesiguidatedalcolonnello Stefonowiczmancaronol’obiettivo(laBreda) e sganciarono 342 bombe sul quartiere di Gorla, Milano, radendolo al suolo. Mia nonna Giannina fu una delle 614 vittime: morirono anche 184 bambini della scuola elementare con le loro maestre. Mio padre aveva 16 anni e si salvò per miracolo. Sua madre riuscì a spingerlo fuori dal negozio dovelagentesieraaccalcatadopol’allarme. Lui sopravvisse, lei no. Al netto del dolore per averla perduta, mio padre divenne un campione di sindrome del sopravvissuto. Un senso di colpa radicale che gli impedì per sempre di concedersi qualunque cosa. Lei gli aveva dato tanto, lui si tolse tutto. Consumava pochissimo, viveva con niente. Parlo dell’essenziale: gli regalavi, che so, una camicia, e restava nel cellophane. Perfino quella era troppo. La privazione come autopunizione. Sono cresciuta nella convinzione di essere povera in canna (male non mi ha fatto, vi dirò). Il che mi ha predisposto alla lotta. Sono una strenua lottatrice, anche in mancanza di cause. Tendo ad ammazzarmi di fatica: avrei dovuto fare la traslocatrice. Non so stare quieta. Il baco dell’autopunizione non smette di rosicarmiilcervello:nonsocomecontinuerà il suo lavoro su mio figlio. Quella che sono è il microfisico effetto dei cosiddetti danni collaterali di guerra, prodotti in questo caso da quel disgraziato incapace colonnello Stefonowicz.

da quando ha stravinto le elezioni canadesi, Justin Trudeau è diventato l’oggetto misterioso della comunità internazionale. Eppure porta un cognome famoso ed è figlio di un ex Primo ministro che fu molto popolare. Ma soprattutto, ha una mamma speciale. Margaret Trudeau, negli anni Settanta e oltre, era una stella di prima grandezza del jetset internazionale e per conseguenza del mondo del gossip. Considerata da alcuni una semplice “figlia dei fiori” e da altri una vera rivoluzionaria dotata dispessore intellettuale non comune, Margaret era trent’anni più giovane del Premier Pierre Elliot Trudeau che aveva sposato. Justin è uno dei loro tre figli, ma il matrimonio non resse a lungo ai colpi che Margaret gli infliggeva. Relazioni vere o presunte con grandi nomi del mondo dello spettacolo, frequentatrice quasi ossessiva del celebre Studio 54 di New York, presente sulla passerella della mondanità hippy più che in famiglia, Margaret si separò e lasciò i figli con il marito Primo ministro. E cosa dice oggi Justin? Io ho preso da lei, ho la sua spontaneità e il suo coraggio. Anzi, più che dirlo lo scrive, perché alla mamma ha dedicato un libro pieno d’amore. Nel quale non la mette sotto accusa per la separazione e rivela che Margaret ha sofferto a lungo di un disturbo bipolare ora sotto controllo. Per anni, ricorda Justin, sono stato io più di tutti ad aiutarla, ad assisterla, anche se qualche volta faceva irruzione nella mia classe perché voleva parlarmi. Ora sta bene, mi ha aiutato nella campagna. Eccolo, Justin.

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blog.iodonna.it/marina-terragni

blog.iodonna.it/franco-venturini io donna – 7 novembre 2015


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Io assaporo

RuediWalti

Il lifestyle • giovane. Domire nei nuovi ostelli creativi dÕEuropa. Fermarsi a pranzo in un locale con arredi di recupero. E decorare la casa con un fiore in bottiglia. LÕingresso del Wellness Hostel 4000, in Svizzera. io donna – 7 novembre 2015

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dove andare / low cost creativo

Il jumbo sI fa suIte

Nel cockpit di un aereo, a stoccolma. Nell’house boat ormeggiata sul Danubio, a belgrado. Nell’aula di un (ex) tribunale a londra. Nuovo ostelli per un pubblico giovane (e non) che in viaggio ha voglia di sperimentare. senza spendere una fortuna

lioba schneider (3)

diVeronica Russo

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io donna – 7 novembre 2015


Dormire in aereo, o in barca

all’aeroporto di arlanda, stoccolma, si dorme in un vero jumbo jet. l’idea dell’ostello Jumbo Stay è venuta all’hôtelier oscar Diös, quando ha scoperto che nel principale hub della città stavano rottamando un boeing 747 (che ha prestato servizio anche nella mitica Pan am). oggi ha 29 stanze-cabine di vario tipo (tutte di buon design) fra cui scegliere. la più bella? Nel cockpit: a bordo è l’equivalente della suite. Per chi volesse invece dormire in barca, sempre nella capitale svedese, uno degli ostelli più sfiziosi è il The Red Boat: ormeggiata nel porto della città vecchia, Gamla stan, è una piccola nave a pelo d’acqua con vista spettacolare (per i più esigenti è anche hotel: con stanze private, sempre però piuttosto piccole, e bagno in camera). io donna – 7 novembre 2015

Sopra, la sala da pranzo del Jumbo Stay di Stoccolma, un Boeing 747 trasformato in ostello. Nella pagina accanto, la camera nella cabina di pilotaggio e lÕesterno del jet. Siamo allÕaeroporto di Arlanda. 101


dove andare / low cost creativo

Spa & eco-friendly

Nella spa del Wellness 4000 di Saas-Fee, nel Canton Vallese, in Svizzera, si può prenotare un Lomi Lomi Nui (massaggio di origine hawaiana), rilassarsi con le pietre calde, godersi una sauna biosoft e poi farsi un bagno nella piscina al coperto di 25 metri. Sembrerebbe il pacchetto benessere di un cinque stelle, invece il Wellness 4000 è un ostello. Aperto lo scorso anno, vanta una vista magnifica sul vicino ghiacciaio e offre (oltre al classico dormitorio) camere doppie con bagno privato. Il tutto seguendo una filosofia eco-friendly e utilizzando materiali a scarso impatto ambientale. Un occhio all’ecologia più spinta anche per l’ostello Ecomama di Amsterdam: è la seconda creatura (dopo il Cocomama, “Amsterdam first boutique hostel”) di Anika Jacobs. L’idea di questa giovane imprenditrice è quella di un luogo in cui incontrarsi, scambiarsi idee e divertirsi seguendo modelli di vita sostenibili: tutto qui è bio, dalle pareti ai mobili (di riciclo o di seconda mano), ai sistemi di “water saving” (uno semplice ma efficace: in camera sul barattolo del sapone c’è scritto: «Chiudi l’acqua mentre mi usi»). Si può scegliere fra sette diversi tipi di stanza, dalla El Cheapo (la più economica, da condividere in 12) alla Double Deluxe (rigorosamente in coppia, con bagno privato).

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io donna – 7 novembre 2015


Dejan Stankovic (1) - Marije Kuiper (1) - RuediWalti (1)

Sotto, lÕArkabarka, una house boat ormeggiata sul Danubio, a Belgrado. A destra, la sauna del Wellness 4000 e una stanza dellÕostello Ecomama di Amsterdam.

io donna – 7 novembre 2015

Grandi atmosfere, piccoli prezzi

Charme più intimo nell’ostello Arkabarka di Belgrado. È una house boat in legno, di design, sul Danubio e a ridosso di Usce Park, il parco più verde della capitale serba. Ogni stanza ha la vista sulla zona antica della città (dista 20 minuti a piedi) dall’altra parte del fiume. Altro centro storico e stesso fascino al Lavender Circus di Budapest, in Ungheria: in un appartamento dei primi del Novecento si dorme solo in camere doppie (deliziose, fra le più economiche della città). Chiedete di Adam Szarvas, il proprietario: è gentilissimo e saprà aiutarvi al meglio. 103


dove andare / low cost creativo

Carnet d’adresse Con spa o eco-friendly. A partire da 14 euro a notte

Ecomama Valkenburgerstraat 124 Amsterdam, Olanda tel. + 3120 770 9529 ecomamahotel.com Da 23 €. Un ostello eco-friendly: qui • tutto sostenibile o di riciclo. Si pu˜ scegliere fra sette tipi di versi di stanza

Sopra, la hall del Clink 78, in un ex tribunale a Kings Cross, Londra. In alto, il Celica di Lubiana, ex carcere militare trasformato in ostello..

In gattabuia, ma con stile

Altra tendenza nell’“hostellerie” è quella di dormire “in prigione”: per esempio al Celica di Lubiana, Slovenia, ex carcere militare convertito in ostello super hip. Si pernotta nelle celle originali, una diversa dall’altra grazie al lavoro di ottanta artisti provenienti da tutto il mondo, si ascoltano jam session di jazz ogni martedì sera e si visita la galleria d’arte, la più famosa della città. Anche a Londra, a King’s Cross, si riposa nelle segrete, questa volta di un ex tribunale. Nell’edificio, che oggi ospita il Clink 78, lavorò come scrivano Charles Dickens ed è famoso il suo ClashBar (i Clash furono messi a processo proprio qui, nel 1978). I posti letto (molti anche nelle celle originali) arrivano fino a 700, quindi è normale che il posto sia sempre piuttosto “lively”.

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Jumbo Stay Jumbovägen 4 Stoccolma, Arlanda, Svezia tel. + 46 8593 604 00 jumbostay.com Da 40 €. é un Boing 747, e la stanza pi• bella • la suite, proprio nella cabina di pilotaggio The Red Boat Södermälarstrand Kajplats 10 Stoccolma, Svezia tel. 0046 8644 43 85 theredboat.com Da 30 €. Un ostello molto particolare, proprio nella cittˆ vecchia: • una barca, e le stanze sono tutte cabine

Celica Metelkova 8 Lubiana, Slovenia tel. + 386 1 230 97 00 hostelcelica.com Da 18 €. Ex carcere militare, oggi • lÕostello (e galleria dÕarte) pi• famoso della cittˆ Clink 78 78 King’s Cross Road Londra, Gran Bretagna tel. +44 20 7183 9400 clinkhostels.com/it/londra/ clink78 Da 20 €. Fino a 700 posti letto per un ostello con unÕottima movida. Era un tribunale con annessa prigione Arkabarka Ušce bb, Park Prijateljstva, Belgrado, Serbia tel. + 381 64 925 35 07 arkabarka.net Da 15€. Una house boat di design sul Danubio, nel verde Lavender Circus Múzeum krt. 37, District 5 Budapest, Ungheria tel. + 36 70 417 7763 lavendercircus.com Da 14 € Solo stanze doppie, in un bellÕappartamento della cittˆ vecchia.

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io donna – 7 novembre 2015

Matt Porteous (1)

The Wellness Hostel 4000 Panoramastrasse 1 Saas-Fee (Vs), Svizzera tel. + 41 27 958 50 50 hihostels.com/hostels/ saas-fee-youth-hostel Si dorme a partire da 47 € a notte. Spa da cinque stelle lusso con vista ghiacciaio. CÕ• anche una piscina al coperto di 25 metri.


flower power

Raccolta differenziata di Nicoletta Civardi

Mantenete la stessa cromia, sia che si tratti di fiori, foglie, ortaggi o bacche.

Per questo portafiori alternativo si possono usare anche piccoli bicchieri in vetro, di varie forme ma sempre in nuance.

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LA SPESA 1 gerbera 1 peonia 1 rosa 1 fresia totale Recuperate bottigliette di acqua minerale o flaconi vuoti (e lavati) di prodotti alimentari o di cosmetici. Con la colla a caldo uniteli uno all’altro, disponendo i contenitori su diversi piani, in modo da creare movimento. Versate due dita d’acqua in ciascun contenitore e inseritevi i fiori.

La composizione filmata (passo passo) su iodonna.it io donna – 7 novembre 2015

1€ 2€ 1€ 1€ 5€

Composizione realizzata con flaconi di Aqua Adornationis di Marvin (da LabSolue, Magna Pars Suites Milano, magnapars-suitesmilano.it). 107


una nuova esperienza di tè Nella piÚ rafwnata tradizione Sir Winston Tea

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la civiltà del cibo - terza puntata

SPAGHETTI CON PESTO DI OLIVE NERE, CAPPERI E ACCIUGHE foto di Vincent Vega, lifestyler Sergio Colantuoni

INGREDIENTI

per 4 persone: 350 g di spaghetti, 2 cucchiai di patŽ di olive nere, 1/2 spicchio dÕaglio, una decina di capperi dissalati, 3 filetti di acciughe, un ciuffo di prezzemolo, peperoncino, olio extravergine dÕoliva

a cuocere •laMettete pasta. Riunite nel mixer tutti gli altri ingredienti indicati e frullate fino a ottenere una crema piuttosto morbida. Scolate gli spaghetti al dente, versateli in una padella con la salsa preparata e mescolate diluendo, se necessario, con acqua di cottura della pasta. Servite gli spaghetti bollenti cospargendo di prezzemolo tritato.

Ha collaborato Suria Gessner

24/10/2015 OLIVE VERDI “CUNZATE”

150 RICETTE E I VIDEO DEGLI CHEF SU IODONNA.IT/RICET TE io donna – 7 novembre 2015

31/10/2015 GNOCCHI CON LE OLIVE

14/11/2015 CONIGLIO CON OLIVE E PINOLI

food stylist Gino Fantini in tavola Stuoia mauritana in legno e pelle Altai (altai.it), piatti dipinti a mano da Heriz Bhody Anamm in vendita da Shop Saman (shop-saman.org) la spesa Courtesy Simply (simplymarket.it). 109


vediamoci qui

Orto, mare e recycle di Donatella Bernab˜ Silorata

N

erone e agrippina ci venivano in vacanza, fecero costruire ville sontuose ed edifici termali. Baia, a circa venti minuti da Napoli, era un luogo di delizie. Oggi imponenti resti archeologici fanno capolino tra le case del centro e in mezzo al mare (il parco sommerso è un unicum in Italia). E, ai piedi del complesso archeologico delle Terme e davanti al cosiddetto Tempio di Venere, a pochi passi dal piccolo porto turistico, c’è un nuovo indirizzo, La Locanda del Testardo, in parte ricavato da un’antica cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. LÕambiente: c’è il tocco di uno scenografo in questi spazi che sorprendono per la cura dei dettagli e per alcune trovate a effetto come i lampadari. Bello e di atmosfera il cortile con la parete di tufo a vista e gli antichi basoli di pietra al pavimento. Sedie di legno sbiancato, panche e qualche pezzo in ferro vintage per sedersi, vecchie porte e infissi rivisitati e utilizzati come elementi di décor da Massimo Comune, autore del progetto. Lino grezzo e colorato per la mise en place. Il dettaglio: i lampadari, tutti diversi e fatti con utensili da cucina e oggetti di recupero. Da robuste travi di castagno pendono grosse cime e grappoli di barattoli di vetro e grattugie del formaggio. Il tavolo migliore: in coppia, uno dei tavolini nel cortile più intimo e raccolto. Con le amiche, il bancone della “Cruderia” all’ingresso è easy io donna – 7 novembre 2015

LA LOCANDA DEL TESTARDO via Lucullo 100, Baia, Bacoli (Napoli). Tel. 081 658 7857 Aperto solo a cena da marted“ a venerd“, sabato e domenica anche a pranzo. Menu degustazione: 35 euro.

NON SAI DOVE PORTARLO A CENA? FATTI AIUTARE DA NOI IODONNA.IT/LOCALI

e informale: solo crudi di terra e di mare con vini al calice e cocktail. La cucina: lo chef è Luca Esposito, giovane e “testardo”. Il locale è suo. In tavola porta orto e mare in piacevoli accostamenti come i friarielli con i cannolicchi, i calamari con i fagiolini lunghi, una varietà del posto. Nei calici: per cominciare la Falanghina dei Campi Flegrei, uva

autoctona a bacca bianca, in versione spumante in abbinamento alla polpettina di baccalà al nero di seppia. I dintorni: un bagno nelle acque termali che sgorgano a 58°. Una visita al Castello di Baia o al vulcano Solfatara, tra fumarole sulfuree e vapori. Ma anche una passeggiata sulla lunga spiaggia di Miseno, guardando Procida e Ischia.

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PoST

(APPUnTI, SUGGeRIMenTI, noTIzIe) di Lia Ferrari

Raccontami una ricetta Da consultare ai fornelli, ma anche da tenere sul comodino, i due ricettari illustrati Rizzoli in uscita a novembre. Angela Frenda. Racconti di cucina è uno spinoff dei video che l’autrice realizza da due anni per Corriere.it. Una raccolta di novanta piatti a cura di un’appassionata “cuoca di casa”, che in pagina dosa istruzioni e narrativa mescolando ricette di famiglia e segreti di donne chef come Julia Child. È un’eccentrica mini enciclopedia, invece, Il Coniglio dÕOro. Piccolo trattato di antropocunicologia, con testi di Lisa Transatti e le surreali illustrazioni di Luigi Serafini, l’autore del vendutissimo Codex Seraphinianus. Una sezione è per le ricette a tema.

Pranzo sano (e veloce) pareti confetto, bancone ad angolo e una formula che ricorda quella di Pret A Manger, la catena britannica di fast food “salutisti”. Tra i piatti allineati nelle vetrine frigo, cucinati e confezionati ogni giorno, tramezzini a 5,50 euro, cous cous a 7,50 euro, zuppe a 4,50 e l’immancabile quinoa (7,50 euro). Ti servi da solo, paghi alla cassa, quando serve scaldi il piatto al microonde, puoi consumare sul posto o chiedere una confezione d’asporto. Aperto da circa sei mesi, tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30, Nap Cup è a Milano in corso Garibaldi 86 (ma l’ingresso è al 16 di via Statuto). Dopo le 17, la cena take away è a metà prezzo, con sconto del cinquanta per cento su sandwich e piatti.

Vedere il foliage con i propri occhi, scambiare due parole con il vicino di tavolo, imporsi di usare il telefonino solo come sveglia. Due giorni in un rifugio di montagna riducono il rischio di overdose da virtualità cui siamo esposti durante l’autunno, quando la tentazione di chiudersi in casa con il wifi è forte. Molte strutture in quota a novembre chiudono, ma in Trentino otto rimangono aperte tutto l’anno, almeno nel fine settimana. Si va dai mille metri dell’Alpenrose ai duemila del Damiano Chiesa (foto) o del Graffer. Info: rifugi. visittrentino.it io donna – 7 novembre 2015

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Meschina (1)

Rifugiamoci qui (in autunno)


C

R


Io cambio

Decabibò per Io donna.

Make up e dintorni: i gusti delle ragazze. Una fragranza in Òabito da seraÓ e unÕaltra calda e sensuale come lÕambra. E poi un viso radioso con due trattamenti (provati in esclusiva per voi).

Fondotinta compatto Accord Parfait Genius 4-IN-1 de lÕOrŽal Paris. io donna – 7 novembre 2015

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bellezza

Generazione di fenomeni Dimenticano detergente e tonico, la sera, ma pensano allÕantirughe (a 17 anni). Ingurgitano zuppe detox e si colorano i capelli di rosa. Chi sono le ragazze Òtrucco-dipendentiÓ di Loredana Ranni

B

eata gioventù. anche i teenager che raccolgono consensi fra i coetanei pare siano ossessionati dalla loro immagine: il 49 per cento farebbe volentieri uso della medicina estetica e il 31 per cento (soprattutto ragazze) ricorrerebbe addirittura alla chirurgia plastica. È il trend dei desideri. Perché la realtà, di fatto, snocciola altri numeri: il 15,8 per cento delle fanciulle e il 3,3 dei maschi sono già stati dal medico estetico per curare l’acne, ridurre i peli superflui o le smagliature, oppure dal chirurgo plastico per correggere il naso, le orecchie, il seno. ma non è tutto: il ricorso alla chirurgia è stato molto più frequente tra i ragazzi (5,3 per cento) rispetto alle femmine (1,9). e c’è da crederci a questi numeri, perché sono la sintesi di un’indagine condotta dalla Sime, la Società italiana di medicina estetica, in occasione dell’ultimo congresso nazionale. «a volte le richieste di interventi estetici da parte dei giovanissimi sono autonome. altre volte, invece, arrivano in studio teenager spinti dagli stessi genitori, che parlano al medico di un inestetismo non sempre presente» afferma emanuele Bartoletti, presidente della Sime. eccesso di zelo nel curare la propria immagine? e sia. Purché non si trasformi in dismorfofobia, una problematica tendenza che sembra si stia diffondendo nella fascia d’età fra i dieci e i 20 anni: danno eccessiva importanza

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io donna – 7 novembre 2015


io donna – 7 novembre 2015

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KennethWillardt /Trunk / Contrasto


bellezza

all’aspetto fisico per evitare l’emarginazione (o l’esclusione) da parte del loro clan di riferimento. Sotto il trucco niente (o quasi) Idee chiare sugli inestetismi (virtuali) da eliminare, pensieri confusi sui cosmetici da usare per il viso. Dallo stesso report emerge che le teenager non sanno che tipo di trattamenti scegliere per la loro pelle ma già si preoccupano delle rughe. Consigli, suggerimenti, beauty guru? Le ragazze li cercano soprattutto 120

fra le amiche per decidere marca e tipo di prodotto, oppure tra le pubblicità (32 per cento) e rivolgendosi alle madri, ma soltanto nel 10 per cento dei casi. Intorno ai 14 o 15 anni, inoltre, le ragazzine sono “truccodipendenti”: usano tanto fondotinta, mascara e gloss pensando poco, però, alle reali necessità della pelle e molto a come essere attraenti. La ragione? Sono ansiose di apparire più grandi, per avvicinarsi ai loro modelli di riferimento che popolano soprattutto il mondo dello spettacolo. Mentre le io donna – 7 novembre 2015

KennethWillardt /Trunk / Contrasto

In ritardo di prima mattina? Soluzioni 3 in 1. BB cream invece di primer, idratante, fondotinta. E lip colorato al posto di balsamo labbra, rossetto, gloss


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bellezza

Menu souping: depurarsi allÕuniversitˆ

teenager di 17 o 18 anni, che grazie ai tutorial mettono in opera su loro stesse i segreti dei make up artist più famosi, pensano già a come prevenire le rughe. Il beauty corre sul web Comunque, l’interesse della “selfie generation” è concentrato sui social network, piazza virtuale molto frequentata ai link bellezza e benessere. Ed è su questa scia che ha preso il via Wahanda (wahanda.it), il più grande portale in Europa attraverso il quale è possibile prenotare 122

trattamenti e servizi per capelli, viso, corpo: nel centro più vicino a casa propria, nella città in cui si studia o lavora, conoscendo prezzi e tempo di realizzazione. Il link capelli è fra i più cliccati dalle fanciulle che, colpo di testa, decidono di cambiare colore. Tra gli effetti speciali più gettonati, ciocche e frange fluo o pastello (con il rose gold che imperversa fra le teenager). E poi i rossi per le giovani rampanti: cannella, tiziano, rame, marsala… C’è solo l’imbarazzo della nuance.

io donna – 7 novembre 2015

KennethWillardt /Trunk / Contrasto

I paninari degli anni ’80 oggi sono dirigenti e liberi professionisti che si fanno recapitare i lunch box in ufficio. I loro figli, più salutisti, vanno invece all’università infilando nello zaino zuppe depurative pronte. Le prepara Depuravita, che ha portato in Italia la dieta dei succhi di frutta e verdura per liberare il corpo dalle tossine e il viso dall’acne. Per l’inverno, due menu caldi. “Velvet” ricarica l’organismo con le proteine delle lenticchie rosse, benefiche pure per il sistema immunitario. La zuppa “Squash” alla zucca, invece, è diuretica e ricca di vitamina. Come scaldarle? Allungandole con l’acqua bollente dei distributori automatici presenti in ogni ateneo. Oppure riscaldandole a casa per poi versarle nel thermos (info: depuravita.it).


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Q10 Plus Siero Perle Attive, Nivea Coenzima Q10, creatina, acido ialuronico: ritardano la formazione di rughe, setificano l’epidermide. 13,90 €.

Crema Viso 24 ore Opacizzante, Planter’s Con aloe vera, attenua la luciditˆ delle pelli miste e impure, idrata per tutto il giorno. 24 € (in erboristeria).

Hydrance Optimale, Eau Thermale Avène Idrata e perfeziona il colorito dell’ovale. Spf 30, la versione leggera è per pelli normali e miste. 23,50 € (in farmacia).

Struccante Occhi, Corine de Farme Emolliente, il Fluido Delicato (con estratto di peonia) rimuove con efficacia anche il trucco waterproof. 3,49 €.

Acqua Mousse, New Topexan Anti-imperfezioni, è un’acqua micellare delicata e purificante che si trasforma in schiuma detergente. 8,15 €.

Easy Peeling Plus, Comodynes Trattamento notte in salviette monodose, per esfoliare e rigenerare la pelle del viso. 11,30 € (8 pezzi, in farmacia).

Note a margine Uscita serale, foruncoletto fuori programma? Non è un problema. Tamponatelo con un cotton fioc imbevuto nel collirio antirossore.

Maschera Purificante Opacizzante, Dermolab Una volta a settimana, restringe i pori, esfolia il viso, uniforma l’incarnato (argilla verde). 7,90 € (in farmacia). 124

Defence Hair Pro Ristrutturante, BioNike Con estratto di baobab, Elisir Nutri-Rigenerante rinforza le lunghezze della chioma. 17,95 € (in farmacia).

Cromatix Maschera Lucentezza, Biopoint Protegge e prolunga l’intensitˆ del colore. In pi•, agisce sulla struttura dei capelli e li rende elastici. 17 €.

Per potenziare l’effetto peeling della maschera, massaggiatela delicatamente sul viso con una spazzolina morbida in setole naturali.

io donna – 7 novembre 2015


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pensierino (della settimana) di Candida Morvillo

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Gli ombretti in crema Ci sono donne che fanno pasticci appena si accostano a una palette per il make up. io, per cautela, ho affrontato il mio primo ombretto a 28 anni inoltrati. Col tempo e la pratica ho fatto progressi, ma il mio mito irraggiungibile è la sposina algerina finita in cronaca quest’estate: il neomarito l’ha denunciata per frode dopo la prima notte di nozze, scioccato per averla vista senza trucco. Ha sostenuto di averla scambiata per un ladro e ha chiesto il divorzio e 18mila euro di danni. Ha detto che era “un mostro vero”, oltre che un mostro di bravura nel make up. l’oggetto più difficile da maneggiare per chi è imbranata col trucco resta l’ombretto. Farsi gli occhi a palla o esageratamente da gatta è un attimo privo di vie di mezzo, se non quella di farsi un occhio a palla e uno da gatta. per fortuna, sono tornati di moda gli ombretti in crema. si stendono con un polpastrello e il rischio di sbagliare è vicino allo zero. si mettono in un attimo e sono provvidenziali anche per chi se la cava con polveri e pennelli, ma ha poco tempo. Con gli ombretti in crema, non serve un talento speciale neanche per mixarne due insieme, come fa l’attrice della serie tv Pretty Little Liars Sasha Pieterse (nella foto, al paleyFest di new York, con occhi oggettivamente incriticabili). io donna – 7 novembre 2015

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1. Ombre Hypn™se Stylo è un ombretto in crema, oro delicato, a lunga tenuta. Lancôme, 28 €. 2. Shimmering Cream Eye Color: mix di viola e marr0ne, brillante. Shiseido, 30,50 €. 3. Illusion dÕOmbre ha riflessi iridati. Per uno smoky eyes lamé. Chanel, 30 €.

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OLFATTO (OLTRE LA SCIA) di Cristina Milanesi

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La fragranza

Valentino Donna vuol essere un profumo classico e contemporaneo insieme. Come Roma, la cittˆ che ha un legame forte con la nuova fragranza e con la maison di moda: • qui che Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli danno vita a unÕeleganza senza tempo.

Il bouquet

Ingredienti nobili e delicati creano un gioco di contrasti: lÕessenza di rosa si sposa con la freschezza del bergamotto e le note dellÕiris io donna – 7 novembre 2015

pallida. Toni sensuali e intensi di cuoio si intrecciano alla vaniglia e al patchouli.

Il naso

Un tocco femminile e uno maschile: lei • Sonia Constant, amante dei viaggi da cui trae ispirazione, lui • Antoine Maisondieu, che proviene da una famiglia di profumieri. Entrambi con una passione speciale per la Cittˆ Eterna. Il risultato: un accordo profondamente italiano.

La testimonial

Ëstrid Berg•es-Frisbey • una giovane attrice francese dalla bellezza classica e conturbante. Nelle foto della campagna, scattate da Steven Meisel, sembra la protagonista di un film della Nouvelle Vague.

Cosa cÕera prima

Valentina Eau de Parfum, delicato floreale orientale, un mix di ingredienti tutti italiani: fiori dÕarancio di Amalfi, bergamotto di Calabria, tartufi bianchi dÕAlba. 129


EMOTICON (LIBERE SENSAZIONI) di Loredana Ranni

Dress code: black Il flacone trasparente rivela l’anima arancione della fragranza. È “vestito” da una scatola in nero, colore iconico della griffe Costume National, effetto soft touch: morbida al tatto come un tessuto.

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Alambicchi new age Per preservare l’aroma naturale degli ingredienti e ottenere un estratto puro, Soul Parfum è stato creato con una tecnica di laboratorio all’avanguardia. Utilizzando un solvente dal nome curioso: fluido supercritico.

Un profumo per due Composizione orientale unisex, è calda e sensuale. Ha la ricchezza delle spezie (cardamomo, pepe rosa), delle bacche di vaniglia e del geranio che piacciono a lei, ma rivela anche l’accordo di pelle e il sentore dei legni (oud, patchouli) che piacciono a lui. L’ha creata Dominique Ropion, nome ben noto della profumeria di nicchia. io donna Ð 7 novembre 2015

Impronta naturale Ambra pura: è la nota principale del profumo. Sintetizza il concetto di eleganza avvolgente della maison ed è molto amata da Ennio Capasa che ne è il direttore creativo: «Il suo colore riflette la bellezza e l’unicità dell’emozione di purezza che suscita».

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#instabeauty (scatti di bellezza) di Sergio Colantuoni

#lamournoir il nostro amore è sempre stato così… dolcemente letale. d’altronde il nero è un colore così felice… Mi ripete che si è innamorato di me per i miei attillati abiti neri, per la mia freddezza, per la mia chioma corvina che curo quotidianamente con il pettine dove ha fatto incidere “not a hair out of place”. ieri mi ha regalato una fragranza custodita in un flacone che ha fatto colpire, per me, da un fulmine. Oggi ha raccolto polvere di stelle perché vi ricoprissi con un velo scintillante il viso. i suoi regali giacciono sulla coiffeuse, accanto a una sua foto... «l’amore è come un tango, si balla in due, un passo alla volta». #morticiaaddams, #thedarkside, #makeup, #gold, #goldshadow, #theirresistiblefragrance, #lamournoir Da sinistra, Gold di T. LeClerc, scrigno nero che racchiude la cipria dai pigmenti metallizzati (45 €). Assoluta di rosa turca, una punta di zafferano, cumino, cuoio, fumo e liquirizia: • ïponŽ Eau de Parfum Collection 34 di Diptyque (150 €). Burro di karitŽ, olio di oliva, mandorla dolce, semi di zucca per Caligna Lait Corps de LÕArtisan Parfumeur (28 €). io donna – 7 novembre 2015

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test

(Provato Per voi) a cura di Cristina Milanesi

la linea

Le Lift ConcentrŽ Yeux e Masque de Massage, Chanel Due nuovi trattamenti per la linea le lift. “le lift Concentré Yeux lissant istantané” è un concentrato occhi che svolge un’intensa azione anti-occhiaie e anti-rughe. Può essere applicato anche prima del make up. “le lift Concentré Masque” è formulata per essere stesa attraverso il massaggio. È un trattamento in due fasi: il momento rilassante, quando la maschera avvolge il viso donando comfort; e la fase tonificante nella quale, con la pressione delle mani, la consistenza cremosa si trasforma in un olio che rassoda, combatte le rughe e drena.

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LA SCOPERTA anche questi prodotti sono frutto della ricerca Chanel che ha dato vita all’“epigenetica”, una scienza in grado di dimostrare che la bellezza non dipende solo dal patrimonio genetico e che l’invecchiamento non è legato soltanto all’ereditarietà. lastoriapersonaleèfondamentale:stress,ambiente,alimentazionehannounriscontro diretto sull’espressione dei geni e sulla sintesi delle proteine responsabili della giovinezza.Chanelhasviluppatoil principioattivo3.5Da, molecola estrattadallapianta edulis con una tecnologia esclusiva, che ha il potere di regolare a monte l’espressione dei geni favorendo la sintesi delle proteine della giovinezza (p 63 e sirtuina 1).

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avendo la pelle chiara e naturale, scelgo sempre creme leggere. Quasi impalpabili.

beautY selfie Chiara Spangaro

storica dell’arte, milanese con cuore (e pezzi di famiglia) a Parigi. si occupa della fondazione aldo rossi, a Milano, ed è curatore indipendente di arte contemporanea, architettura e design. Quando non lavora, la trovate al cinema.

La mia passione. il cinema, i romanzi e in generale le storie delle persone. tra le più spassose lette ultimamente, Running in the Family di Michael ondaatje. Mai senza… una bella prospettiva. Che cosa colleziono. tengo piccole tracce di persone e luoghi che amo e anche delle cose che faccio: il manifesto del concerto dei Motorpsycho - berlin Postbahnof 2005, ricci e ossidiana di Pantelleria, un disegno di aldo rossi, le mappe delle città che visito... una collezione disordinata e democratica di singoli oggetti d’affezione. I miei tre indirizzi preferiti. l’autobus 86 che attraversa Parigi dalla bastiglia al Quartiere latino, la taverna Moriggi a Milano, Punta Chiappa a Camogli. Sono andata fino… a Parigi per vedere la mostra di velázquez il giorno del mio compleanno. Non esco di casa senza... una penna, possibilmente blu. Il mio ultimo acquisto. un cappello di feltro verde. Vado sempre a letto… Con la finestra aperta. Il mio segreto di bellezza. Grandi risate.

LunEdì Vista: total black. I flaconi sono come monoliti tecnologici che contengono un segreto biologico.

MARTEdì Tatto: la maschera nutre e ammorbidisce il viso, il concentrato è leggerissimo: una coppia vincente!

MERCOLEdì Olfatto: la masque de massage ricorda il profumo della cipria, l’unico cosmetico che usava la mia nonna francese.

giOvEdì Gusto: «Un gelato al limon, vero limon». Me lo fa venire in mente il concentrato occhi con la sua freschezza.

vEnERdì Udito: stendo la maschera e ascolto A Dream of Her di Micah P. Hinson: «A dream of her, I honestly don’t remember when...». Totale adesione a un piacere della vita.

SAbATO Sesto senso: mi suggerisce di utilizzare la crema in un modo alternativo: come antistress da città, un sos nei momenti più tesi.

dOMEniCA Se Le Lift non fossero trattamenti: sarebbero un piacevole shock. Un tuffo nel mare dopo ore di sole. Una doccia fredda dopo l’hammam.

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Io sfioro

ToniThorimbert

Il focus della settimana • shining. E poi, variazioni sul vintage.

Total look Loewe, orecchini Sharra Pagano. io donna – 7 novembre 2015

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shining

Un’emozione intensa affiora senza preavviso in tutte le collezioni. Una specie di delirio colto e visionario che fruga nei ricordi per stravolgerli con la tecnologia. È quello che lo scrittore ed etologo Giorgio Celli, parlando di arte (ma si può applicare anche alla moda) definiva: «Una recherche dell’arte perduta, che si sviluppa tra i due poli opposti e complementari della comprensione dell’ironia…» (catalogo Studio Cavalieri, Bologna 1981). I riferimenti sono dettagli: Ottanta, Novanta, il rock, il punk, il gotico. Ma quello che appare come un sentimento comune è lo stile discoteca degli Eighties, con i suoi bagliori, le pennellate d’oro e d’argento, il lamé, il lurex, i ricami di pietre scintillanti. Come quelli sui miniabiti di Versace, dove Donatella si è divertita ad attraversare greche e meduse con un emoticon. Hedi Slimane, che mette come sempre al centro di Saint Laurent una giovanissima innamorata della notte, ha privilegiato il metallizzato con un corto cappotto in pelle e l’argento per un bustier simile a una cotta di armatura. Anche Dior illumina d’argento gli austeri scamiciati, portando nel giorno il gusto della sera, ma anche – perché no? – nella sera il gusto del giorno. Mentre Loewe by Jonathan W. Anderson, griffe al rilancio, predilige il plissé per abiti e gonne in vernice o in seta. Continua il suo studio sui tessuti e la maglieria Angela Missoni, sempre inserendo un filo luminoso e un insolito confronto sulle lunghezze, sulle quali si è esercitato anche Karl Lagerfeld nella sua collezione per Chanel. Esprime tutta la sua ironia sul vestire borghese Miuccia Prada per Miu Miu con i suoi accostamenti azzardati, le esagerazioni calcolate, gli abbinamenti schizofrenici, che incantano nel loro azzardo. Giusi Ferré

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Foto di Toni Thorimbert Styling di Silvia Meneguzzo Ha collaborato Francesca Ferretti Capelli Gianluca Guaitoli @ WM Management Trucco Roman Gasser @ WM Management Modella Karen Wilms @ D’Management Group

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Abito con ricami di strass e perline Versace, dolcevita con profili in lana Loewe.


Abito in cashmere e seta, top in pelle e gonna in organza con applicazioni Chanel, sandali Proenza Schouler.


Top in lana a coste con cristalli Louis Vuitton, reggiseno Eres.


Maglia in shetland, camicia in popeline, orecchini e collana Miu Miu, top in crĂŞpe di seta Rochas (su thecorner.com).


Abito monospalla in maglia lamĂŠ Missoni, pantaloni spalmati Sonia Rykiel, stivaletti in pelle laminata Roger Vivier.


Abito in pelle e dolcevita in paillettes Dior.


Soprabito in pelle laminata e calze a rete Saint Laurent by Hedi Slimane, dolcevita in lurex J.W. Anderson (su thecorner.com).


Vintage Fest Mix di stili e di epoche. Accostamenti azzardati e fantasie imprimŽ. LÕeleganza rompe gli schemi foto di Nicola De Rosa

Cappotto in lana United Colors of Benetton 129 €, pantaloni Arthur Arbesser 440 €, sneakers Adidas 90 € .


Trench in pelle stampa pitone, sandali e occhiali Gucci, blusa e pantaloni in seta Twin-Set Simona Barbieri 190 â‚Ź il completo. Pagina accanto. Cappotto in lana Weekend MaxMara 459 â‚Ź, abito in velluto Sonia Rykiel, cerchietto in velluto e raso Gallia e Peter.


Pull in mohair Falconeri 197 â‚Ź, gonna in cady stretch Givenchy by Riccardo Tisci, cintura Veronique Leroy, sandali in pelle Gucci. Pagina accanto. Pull Anneclaire 286 â‚Ź, camicia Essentiel, pantaloni in ciniglia e scarpe Calvin Klein Collection, fascia in seta Donia Allegue.


Giacca (283 €) e pantaloni (216 €) Jucca, top in pelle Salvatore Ferragamo, cappello in feltro lapin Gallia e Peter. Pagina accanto. Maglia in cashmere Bottega Veneta, gonna in suède con cintura in vernice Loewe, orecchini in argento Giovanni Raspini.


Cardigan in lana spalmata Pennyblack 135 €, camicia vintage, pantaloni in cr•pe di lana Stella McCartney 795 €, cappello Vivienne Westwood. Pagina accanto. Abito in lana con corpino a coste Gallo 252 € ca., gonna vintage, pantaloni plissettati in cr•pe Veronique Leroy 756 €, sneakers Diadora 160 €.


Maglia lurex Liu•Jo Jeans 125 €, top J.W. Anderson (su thecorner.com), pantaloni in cr•pe Veronique Leroy, infradito in pelle Louis Vuitton. Pagina accanto. Cardigan M Missoni 361 €, basco vintage, orecchini in oro Mer• Gioielli 900 €.


Maglia in lana Scaglione 205 €, pantaloni in crêpe di lana Marni, cappello in feltro con ricami in ciniglia Gallia e Peter. Pagina accanto. Gilet in maglia Dixie 135 €, completo in seta jacquard con ricami Stella McCartney, borsa Longchamp 490 €.


Mini abito Suoli 198 €, pantaloni in cr•pe tecnico Bottega Veneta, clutch in camoscio Coccinelle 190 €, mocassini con tacco effetto marmo J.W. Anderson (su shoescribe.com) 920 €. Pagina accanto. Tubino in maglia di lana con bottoni gioiello Luisa Spagnoli 283 €, abito in jersey Giamba, sitvaletti in pelle stampa cocco Stuart Weitzman 553 €.


Soprabito in cr•pe ricamato Veronique Leroy 607,50 €, abito Clips More 314 €, sottoveste vintage, stivaletti in pelle Caf•Noir 119 € . Pagina accanto. Camicia stretch Naracamicie 49 €, cappello in feltro lapin Gallia e Peter.


Top con inserti in pelle e pantaloni in jersey Louis Vuitton, cappello Vivienne Westwood. Pagina accanto. Eco pelliccia Pinko 420 â‚Ź, camicia in georgette di seta e pantaloni in lana e seta stretch Gucci, orecchini in oro bianco Dodo. Styling di Ulrike Lang. Ha collaborato Alice Dogliotti. Trucco Roman Gasser @ WM Management. Capelli Rory Rice @ WM Management.


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“Il PAESE DEllE MERAvIGlIE È...” Abiti e oggetti, arte e natura. viaggio nel mondo etico ed estetico di Daniela Dallavalle

di Gianna Greco

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onoscere il mondo di Daniela Dallavalle è un po’ come fare un viaggio nel “Paese delle Meraviglie”. Designer atipica, creativa eclettica, non si è limitata a creare un marchio ma, con Giuliano Cavaletti (compagno nella vita e nel business), ha ideato un’azienda con un preciso universo estetico e di valori: attenzione verso ogni forma d’arte, organizzazione del lavoro dinamica e rapporto familiare con il proprio team. Il gruppo Daniela Dallavalle Spa oggi si articola in diversi brand, due di moda femminile, Elisa Cavaletti ed Eleonora Cavaletti, e uno maschile, Riccardo Cavaletti, con collezioni che la designer definisce non di abiti ma “di creazioni che avvolgono il corpo”. A questi si aggiungono le linee dedicate al design e alla casa (Arte Pura, Dress Your Space, Artistic Elements, Home Jewels): tessili, candele e mobili, “oggetti che riempiono gli spazi”. In io donna – 7 novembre 2015

In alto, Daniela Dallavalle. Qui sopra, un bozzetto dellÕillustratrice Liselotte Watkins.

lei una doppia anima, tedesca (da parte di madre) e italiana (da parte di padre), che si traduce in uno spirito “nordico-mediterraneo”: «la razionalità, il rispetto, il rigore tedesco sono stati il mio vissuto da bambina. Poi la solarità, la condivisione, l’amore per l’arte e per la vita italiani, la natura e i suoi insegnamenti, sono diventati l’ossigeno che alimenta la mia esistenza. le mie radici, il mio vissuto, guidano le mie scelte professionali e di vita». le origini sono immediatamente dichiarate su ogni capo, attraverso l’etichetta Sono italiano. «Amo la capacità artistica dei nostri artigiani, il sapere che arriva da lontano, la volontà di innovare. l’italianità porta tra le fibre dei miei prodotti quel calore, quell’amore familiare, quella convivialità che trovo nella mia terra». Alla manifattura di casa nostra si unisce l’attenzione per l’ambiente: «ogni creazione nasce nel rispetto della natura. I trattamenti e le tecniche di lavorazione sono frutto di accurate ricerche, come: le tinte naturali con le terre italiane, la sbiancatura al sale, il riutilizzo di materiali di scarto». Per questo nel mondo creativo di Daniela non manca mai il colore universale per eccellenza: «Bianco all’infinito. Bianco perché la sua luce e la sua leggerezza armonizzano qualsiasi abbinamento».

InfluEnzA (CREAtIvA) DI StAGIonE Quello di Daniela Dallavalle • un percorso in continua evoluzione. Una delle ultime tappe • stato lÕincontro con Liselotte Watkins, illustratrice svedese di nascita e newyorkese di adozione. Ne • nato un progetto editoriale dove i disegni dellÕartista rappresentano il mondo della stilista: un abito, un mobile, un momento di vita. Un racconto per immagini che mette insieme due momenti dellÕarte: il romanticismo Dec˜ anni Õ30 e lÕironia della PoP Art. 167


LooK dELLa sEttImaNa / di IleniaArosio

Avvolte in un cappotto di pelle

decabibò

Allacciate la cintura per il soprabito che arriva al ginocchio. Ridefinisce la silhouette e si porta stretto o morbido. trench in pelle Luisa Spagnoli 595 €. 168

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tod’s

Sguardo rŽtro con gli occhiali da gatta e passo metropolitano con i classici mocassini in vernice. Al collo, un cerchio di luce.

occhiali a farfalla in acetato Bally 210 €, borsetta in ecopelle con tracolla Carpisa 35 €, mocassino in vernice Geox designed by Patrick Cox 140 €, collier con elementi intervallati lolaandgrace 69 €.

Imaxtree (2)

sportmax

Beige & co, varianti infinite: gli occhiali tartarugati, la borsa con inserti nocciola e il tacco cioccolato. Per addolcirli, orecchini pastello.

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montatura con lenti sfumate Liu•Jo by Marchon 135 €, shopping in ecopelle Le Pandorine 130 €, mocassino con frange e nappe TodÕs, orecchini in oro con cialde in ametista e topazio Marco Bicego 825 €. 169


gIoIe DellA vITA / di GiorgiaAlessandrini

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1. Anello in argento con cerchi mobili De Vecchi Milano 1935 665 €. 2. “Seta” nodo multiplo Queirot 340 €. 3. In argento con intreccio liscio e torchon Pomellato 67 290 €. 4. “Palma Tropicale” in argento con bordura di zirconia cubica Pandora 79 €. 170

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Paola Dossi

Fregi & volute


SCARABOCCH(IO) / di CarloAndreotti

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4 ISPIRAZIONI Sfilata: Valentino Icone pop: Karl Lagerfeld Film cult: One Hundred and One Dalmatians (1961) Colonna sonora: My Old Piano (Diana Ross, 1980) La citazione: ÒVediamo a coloriÉ e pensiamo in bianco e neroÓ (Stephen Littleword).

1. Maglia in lana United Colors of Benetton 59,95 €. 2. Maglia girocollo in misto lana Sisley 69,95 €. 3. Collana in metallo e resina Marni 340 €. 4. Mini secchiello in pelle e alligatore Balenciaga. 5. Sandalo in lucertola e vitello verniciato Louis Vuitton.

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WEB SET / di Floriana Colangelo 1

KidÕs Cartoon 1 stile (casual street) 1 capo (il bomber imbottito) 4 accessori (per accompagnarlo) foto di Federico Sorrentino

IO DONNA DIXIT... Fumetti e denim all over La stampa che non può mancare: il tartan Sneakers: mood anni ’80 Dettagli: flash di colore

1. Bomber con cappuccio Herno Kids

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da 380 €, felpa Fay Junior 160 €, jeans Timberland 59 €, sneakers in camoscio Hogan Junior. 2. Giaccone in lana check Sarabanda 125 €, jeans con toppe cartoon Stella McCartney 85 €, mascherina My Little Day 8,50 €, il kit. 3. Pantaloni in velluto Fendi Kids, calzettoni CollŽgien 14 €, sneakers in camoscio Hogan Junior 145 €. 4. Felpa in neoprene con zip Silvian Heach Kids 60 €, cappellino in lana tricot Fendi Kids. 5. Camicia scozzese in cotone Timberland 49 €, cartella fumetto Billybandit 39 €.

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GUARDA, SFOGLIA, NAVIGA (E BALLA) SU I O D O N N A .I T io donna – 7 novembre 2015


Grooming: Daniela Maginetti @ Mks-Milano

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tipe a Confronto / di Floriana Colangelo

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Punti 2

1. Calza lunga in cotone Red Sox 20 €. 2. Calza con lurex Alto Milano 18 €. 3. Collant in tulle Calzedonia 7,95 €. 4. Gambaletto in cotone Sisi-Goldenpoint 5,99 €.

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Decabibò

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1. Gambaletto ricamato Calzedonia 5,95 €. 2. Collant jacquard 40 den Pierre Mantoux 18,90 €. 3. Calza in seta e cotone Happy Sox 14 €. 4. Calze in lana Gallo 36,50 €.

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oltre Il vestIto / di GiorgiaAlessandrini

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Paola Dossi

Rintocchi di colore 1. Movimento automatico con cinturino in lucertola Emporio Armani Swiss Made 795 €. 2. In acciaio con quadrante e cinturino in silicone Calvin Klein Watches 175 €. 3. Quadrante argentato con cinturino in pelle Fossil 99 €. 4. Cassa in policarbonato silver, movimento al quarzo, cinturino in poliuretano OPSobjects 44 €. io donna Ð 7 novembre 2015

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BAZAR di Gianna Greco

Due look della “Collection of Us - Archive” di United Colors of Benetton e John Mollanger, chief product & marketing officer del brand.

La casa automobilistica Bmw festeggia il 40° anniversario della sua berlina Serie 3 in compagnia di Piquadro: i 100 esemplari dell’auto in edizione speciale (Serie 3 “40 Years Edition”) saranno corredati da un set da viaggio firmato dal brand di pelletteria. Grazie al servizio “Unica”, trolley e zaino sono personalizzabili con il logo dell’edizione e il numero dell’esemplare. Pronti a partire? Info: piquadro.com

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Il passato proiettato nel futuro: è l’essenza del nuovo percorso intrapreso da United Colors of Benetton. Un brand illustre: «Innanzitutto per la sua esperienza nella maglieria: nei reparti di progettazione e nelle fabbriche si riscontra un know-how senza eguali per i tessuti e le tecniche. Poi c’è il senso del colore, la prima e più importante intuizione di Luciano Benetton nei Sessanta. Cui si aggiunge un atteggiamento creativo e lungimirante nel campo estetico e della comunicazione» spiega John Mollanger, chief product & marketing officer. I tre aspetti iconici del marchio attraversano la collezione “Collection of Us”, disponibile in selezionati store in tutto il mondo. A comporla, quattro capsule: la prima appena lanciata, le altre in uscita, rispettivamente a dicembre, febbraio e aprile. “Archive” è «un ponte tra le nostre radici storiche e il nostro appetito per un

futuro luminoso», interpreta e rende attuali capi e grafiche che hanno fatto la storia della maison dai Sessanta al Duemila. “Nutcracker” (Schiaccianoci) si ispira al mondo della danza classica. “Carnival” è un omaggio ai mix di tonalità. Infine, per la prima volta, una linea “Sport”: «È la via naturale per un brand che ha fatto del colore il proprio marchio di fabbrica. Non vogliamo competere con le aziende specializzate, ma piuttosto dare vita a capi tecnici realizzati con tessuti naturali e in maglieria, per offrire un comfort e un senso dello stile non diverso dalle nostre collezioni» conclude Mollanger. Info: benetton.com io donna – 7 novembre 2015

Foto di Giulio Rustichelli (2)

Trolley con ruote (motrici)

Appunti di storia. A colori


Progetti di vita Un brand italiano di borse, una Onlus e le redazioni dei più importanti femminili italiani: è lo speciale triumvirato del progetto “La Moda Cambia”. Il marchio Braintropy ha realizzato 15 diverse versioni del modello iconico “Patty Toy Madly”, ciascuna progettata da un magazine (tra cui Io donna). Il 17 novembre le borse saranno vendute all’asta a Milano in uno speciale evento su invito (per partecipare, inviare una mail a lamodacambia@braintropy.it). Il ricavato della serata, in collaborazione con Made.com e Spin, sarà interamente devoluto al progetto “Jamila” di Fondazione Pangea Onlus, che opera per favorire l’emancipazione delle donne di Kabul attraverso il microcredito e programmi di alfabetizzazione, igiene e salute. Info: pangeaonlus.org; braintropy.it

on Line

Soprabito d’autore

La borsa ÒPatty Toy MadlyÓ interpretata della redazione moda di Io donna.

Globetrotter a raccolta. Louis Vuitton lancia la versione digital delle celebri “City Guide”, che diventano App scaricabili su iPhone e iPad, aggiornate in tempo reale e con link interattivi. Per le 25 destinazioni (ultime: Praga, Bangkok, Chicago e Roma), il contributo di scrittori, artisti, insider doc. Info: louisvuitton.com

Cinque sarti, 25 ore di lavoro, tutto realizzato meticolosamente a mano, tagli studiati sulle proporzioni della silhouette femminile e tessuti pregiati. Così viene creato il modello “Ciro”, cappotto di punta del marchio italiano Kiton. Pensato per donne che non amano lasciare nulla al caso. Info: kiton.it

La zip rompe le righe Ormai è stata pizzicata troppe volte e il reato è inequivocabile: la moda continua a rubare dall’armadietto della palestra. Dall’abbigliamento sportivo le passerelle prendono spunto per realizzare sempre più capi in tessuti tecnici e di grande funzionalità. E sono proprio questi i due atout vincenti della nuova giacca “D.I.W.O.® Curve” firmata Freddy. Una zip curva, brevettata dal brand, la rende più facile da indossare e segue le linee del corpo. Lo speciale tessuto “Dry In Wet Out” garantisce un duplice effetto traspirante e waterproof. Info: freddy.com io donna – 7 novembre 2015

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LA NOTTE PORTA

BELLEZZA!

NIGHT WELLNESS Le autoreggenti in tessuto ai raggi infrarossi che si prendono cura delle tue gambe mentre dormi Ée ti risvegli con le gambe che sogni

Nelle Farmacie, Parafarmacie, Sanitarie, Ortopedie e Negozi Specializzati

il fascino del benessere


SCHEMA lIBEro / diAlessandro Calascibetta

Codice comfort I “conservatori” dell’abbigliamento classico arricciano il naso. Immagino un’espressione inorridita davanti allo styling di questo look di John Varvatos indossato nel 2006 da Iggy Pop per la campagna dello stilista americano. Pop, in realtà, veste anche una camicia e una cravatta. È il gilet in pelle, il perfecto senza maniche, il “chiodo” che stravolge e spezza i codici del formale tradizionale. Per i fashionisti non è nulla di nuovo e tantomeno di scandaloso. Per il resto del pubblico maschile - per la maggior parte, immagino - l’abbinamento è giustificato dal soggetto, ma non è certo consono allo stile. Eppure con un gilet in pelle sotto un abito di lana pesante, in pieno inverno è perfino possibile rinunciare al cappotto. E qui entra in gioco una caratteristica molto accattivante per l’uomo: la praticità. Soprattutto se non amate i paletot lunghi (che sono un must-have di questa stagione) e se per spostarvi usate la moto. Se fossi in voi ci farei un pensiero. Comfort e Moda insieme. Perché no?

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Still life Decabibò. Ha collaboratoAngelica Pianarosa

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io donna – 7 novembre 2015

1. Chinos con coulisse in vita Woolrich 119 €. 2. Bomber in suède e pelle (850 € ca.) e T-shirt in cotone (154 € ca.) Paul Smith jeans. 3. Giacca in lana, giacca in pelle con zip sul collo (1.470 €), dolcevita in lana John Varvatos. 4. Derby in pelle con suola carrarmato Caf•Noir 139 €, calze in cotone Bresciani 19 €. 5. Zaino in pelle con marchiature a caldo La Martina 428 €.

Il cantante Iggy Pop nella campagna dello stilista americano John Varvatos, 2006 (dettaglio).

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Io scopro/scelgo

© Mattel Inc.

ÒCalendar GirlsÓ, al Teatro Manzoni di Milano. I giovani artisti di Codice Italia Academy, a Venezia. Annoiarsi senza app, almeno unÕora al giorno.

Barbie - The Icon, al Mudec, il Museo delle culture di Milano. io donna – 7 novembre 2015

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Vivere meglio , Le rane sono le candidate pi• quotate all’estinzione. Duecento delle 6.355 specie conosciute sono scomparse tra il 1960 e il 1990, causa inquinamento e distruzione degli habitat. Se i tassi di estinzione continueranno a salire, centinaia di altre specie andranno perse entro il prossimo secolo. Fino alla scomparsa totale. Lo dice uno studio dell’Universitˆ di Sydney. S.M.

PREVENZIONE

Il nemico della parodontite? Lo spazzolino (elettrico) Gengive arrossate, dolenti, anche sanguinanti: sono i sintomi della parodontite, infiammazionecheriguarda20milioni diover35e che, trascurata, danneggia salute e integrità della bocca. Per difendersi da questa patologia sottovalutata (solo un italiano su tre la conosce), la Società di parodontologia (sidp.it) ha divulgato le linee guida “salva-denti”. Che mettono al primo posto una buona igiene orale, necessaria per eliminare la placca batterica: valepertutti,maancordipiùperchihagiàiprimisegnalidellamalattia.«In questi casi, meglio lavarsi i denti almeno due volte al giorno per quattro o cinqueminutianzichéperiduecanonici;sìallospazzolinoelettrico,piùefficace del manuale, e ai collutori antiplacca consigliati dal dentista; sì a uno scovolino adatto ai propri spazi interdentali, al posto del filo» raccomanda Maurizio Tonetti, presidenteSidp.«Indispensabili poilapuliziadeidentidallo specialista due volte all’anno, unita a un controllo e a un test che valuta in pochi minuti, con una sonda speciale, lo stato delle gengive». Ogni anno spendiamo un miliardo di euro per le conseguenze della parodontite. «Seguendo le nostre linee, il 90 per cento si potrebbe risparmiare». Elena Meli 182

La mia compagna ha un tumore

Un tumore al seno cambia la vita. Per lei. E per lui. «L’uomo, spettatore impotente, mette in atto strategie generose ma talvolta inadeguate» spiega Emanuela Mencaglia, psicologa all’Istituto Humanitas di Milano, autrice del libro I dubbi di lui (humanitas.it), che risponde alle domande più frequenti di chi ha una compagna malata. Tenendo sempre presente che ogni legame di coppia ha una storia a sé. E.M.

Le donne (molte) con ipotiroidismo possono evitare la raccomandata ora di intervallo tra l’assunzione dell’ormone sintetico della tiroide, la levotiroxina in pastiglia, e la colazione. «La versione liquida della levotiroxina, presa con il tè o il latte, non solo non interferisce con la resa della terapia, ma migliora anche l’adesione alla cura» fa notare Efisio Puxeddu dell’Università di Perugia, coordinatore di uno studio presentato al congresso dell’American Thyroid Association. In più, la levotiroxina liquida con il primo pasto della giornata non compromette l’azione di altri preparati, a volte assunti in contemporanea, come gastroprotettori, calcio, ferro, fibre, latte di soia. A.S.

io donna Ð 7 novembre 2015

Alamy / Olycom (1) - Getty Images (4)

Tiroide, cura liquida a colazione


SALUTE DI GENERE

Vaccino anti-Hpv gratis anche per i ragazzi

Acido iarulonico per il naso chiuso

Uno studio italiano, comparso sul Journal of Health Science, propone un nuovo alleato a chi soffre di naso chiuso. Si tratta di uno spray per la somministrazione rapida di acido ialuronico 0,3 per cento ad alto peso molecolare. «Permette di ottenere un diametro delle gocce nebulizzate comparabile a quello degli aerosol, abbinando efficacia e praticità» spiega l’autore, Roberto Dondé dell’Istituto per l’energetica del Cnr. «È dimostrato che l’acido ialuronico aiuta a ripristinare la barriera nasale e a contrastare la rinite» aggiunge Matteo Gelardi, presidente della Accademia di rinologia. Antonella Sparvoli

Primo responsabile del cancro dell’utero, il Papilloma virus (Hpv) può causare anche tumori maschili e condilomi. L’Associazione di oncologia medica (aiom.it) raccomanda così di vaccinare anche i ragazzi, sebbene siano poche le Regioni che offrono questa opportunità gratuitamente. «Rispetto alle coetanee, gli adolescenti hanno un rischio cinque volte maggiore di essere contagiati» spiega Stefania Gori, presidente eletta dell’Aiom. «Ma, a differenza delle donne, non dispongono di strumenti ed esami utili per verificare la presenza del virus e le sue conseguenze». Per contro, «la vaccinazione protegge dai quattro principali tipi di Hpv, quelli cioè che determinano il 90 per cento dei condilomi, il 75 per cento di tutti i tumori del collo dell’utero, e altre neoplasie dell’area genitale maschile e femminile, oltre che di lingua, tonsille e gola» continua Gori. Poiché l’infezione si trasmette per lo più sessualmente, bisognerebbe vaccinarsi prima dell’inizio dell’attività sessuale, già a partire dai nove anni. Margherita Fronte

AMBIENTE

In bici a Parigi per salvare la Terra SichiamaCop21l’ultimachanceperarrestareilclimatewarming che sta minacciando l’intero ecosistema. Dopo quella di Kyoto, la più importante Conferenza Onu sul clima si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre (cop21.gouv. fr). La sfida è enorme: «Significa mettere davvero uno stop alle emissioni di CO2, che oggi sono liberate al ritmo di 36 miliardi di tonnellate l’anno» spiega Daniele Pernigotti. Consulenteambientale,revisoreindipendenteperlaCommissioneeuropea,instancabiledivulgatore,haappenapubblicatoConlÕacquaallagola(Giunti),incuiillustralapostain gioco, sconfessa i “negazionisti climatici” e sottolinea l’importanza di un impegno comune, anche da singoli cittadini, per cambiare modello di sviluppo. E, per dare slancio al messaggio,haorganizzatounviaggioinbiciclettadall’Italia a Parigi (ridewithus.eu) cui si stanno unendo in molti da diverse parti del mondo.«Ciclisti-attivisti e pellegrini del clima uniti per chiedere ai 195 Stati partecipanti più l’Ue un nuovo patto per salvare il pianeta». Benedetta Verrini io donna Ð 7 novembre 2015

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novembre • la Giornata dei diritti dell’infanzia. Volontari della Fondazione Francesca Rava (nph-italia.org), nelle farmacie aderenti all’iniziativa In farmacia per i bambini, inviteranno ad acquistare farmaci e alimenti per l’ospedale pediatrico Saint Damien di Haiti. S.M.

20

mila euro il valore delle cinque borse di studio del premio L’OrŽal-Unesco per giovani ricercatrici (loreal.it). Candidature entro il 19 gennaio 2016.

camila raznovich

MÕammazza

Ovvero come il pupo ti stravolge la vita

LA CITTÀ DELL’INFANZIA Che cosa puoi fare quando la tua bambina più grande, di sei anni, ti martella perché vuole tornare nella sua città? Ci siamo trasferite a Roma da un anno, pensavo che il periodo tosto sarebbe stato l’inizio: scuola nuova, casa nuova, amici nuovi... Mi ero preparata al peggio, le prime settimane mi sono inventata di tutto per convincere Viola e Sole che, in fondo, non cambiava nulla (o quasi). Mi sembrava filasse ormai tutto liscio. E invece i problemi sono iniziati proprio adesso. Pochi giorni fa, eravamo sole in macchina e Viola è esplosa (che tenerezza mi ha fatto!): «Mamma, te lo dico adesso perché non c’è Sole che altrimenti si intristisce: io non voglio più stare a Roma, voglio tornare a Milano dalla nonna e dalle nignas (le sue cuginette). Se tu devi lavorare, stai a Roma, ma io non devo stare qui, io posso stare a Milano e poi tu vieni a trovarci quando hai finito». Ho dovuto ingoiare il magone,macomepossodarletorto?So come ci si sente a essere sradicati dalla propria realtà, è la mia storia e la sto passando alle mie figlie. Ma questa è la vita, si cambia città o Paese per seguire il lavoro. E, non si discute, le bambine stannodovestoio!Maègiustoimporre questa scelta ai figli?

PARLIAMO DI FIGLI SUL MIO BLOG.IODONNA .IT/ CAMIL A-R A ZNOVICH 183


Hanno collaborato Enrico Girardi, Cristina Lacava Anna Maria Speroni agenda.iodonna@rcs.it

Agenda di Emilia Grossi

Quelle brave ragazze

il film del 2004, con Helen Mirren, Julie Walters e Linda Bassett, divenne un piccolo cult. Lo sceneggiatore Tim Firth ne ha scritto poi una perfetta versione teatrale. La storia è quella, realmente accaduta, di alcune ultracinquantenni del Women’s Institute (storica organizzazione di volontariato femminile inglese) che decidono di posare senza veli per un calendario - raccolta fondi a favore dell’ospedale in cui era morto di leucemia il marito di una di loro. Ottengono il loro scopo, ma diventano un caso che va ben oltre le cronache inglesi. A Stefania Bertola il compito, non semplice, di tradurre il testo, mantenendone la freschezza, la pungente ironia e i tempi comici. In scena, insieme con Angela Finocchiaro e Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Corinna Lo Castro e Matilde Facheris. Regia di Cristina Pezzoli. L’11 novembre, prima del debutto italiano della commedia, serata di gala a sostegno dell’Associazione italianacontroleleucemie,ilinfomieilmieloma(ail.it).Dopo Milano, lo spettacolo sarà a Trieste, al Teatro Rossetti, dal 2 al 6 dicembre. info: teatromanzoni.it

Speculativo

Live

In occasione dell’International Year of Light proclamato dall’Onu, una settimana di spettacoli, incontri, laboratori sul tema della luce. Ospiti, fra gli altri, l’astronauta Umberto Guidoni, il teologo Vito Mancuso, Sergio Bertolucci, direttore di ricerca del Cern di Ginevra. info: bo.infn.it/bolognasillumina

Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia nel capolavorosinfonico-coralediGiuseppeVerdi,l’operachepiùdi ogni altra definisce l’identità musicale italiana e non smette di porre dubbi interpretativi. Dirige Manfred Honeck (sopra). Solisti: Krassimira Stoyanova, Luciana D’Intino, Giorgio Berrugi, John Relyea. info: santacecilia.it

Telecomando

Solo serial

calendar girls Milano, Teatro Manzoni, dal 12 al 29 novembre

bologna s’illumina Bologna, dal 9 al 14 novembre

messa da requiem Roma, Parco della Musica, 3 recite, il 7, 9 e 10 novembre

l’erba dei vicini RaiTre, dal 9 novembre, ogni luned“ alle 21.05

roma fictionfest Roma, Cinema Adriano e altre sedi, dall’11 al 15 novembre

Gli italiani pagano più tasse dei tedeschi? È più educativo un liceo pubblico italiano o un istituto privato inglese? Insomma: l’erba dei vicini è sempre più verde? Il nuovo programma di Beppe Severgnini (sopra) mette a fuoco, con ritmo e ironia, rivalità fra Paesi. Alla fine, sarà il pubblico da casa, con il televoto, a decidere chi vince.

Il meglio della produzione di fiction e serie tv. Fra le anteprime, Lea, film di Marco Tullio Giordana ispirato a Lea Garofalo,testimonedigiustiziauccisadalla‘ndrangheta;la retrospettiva omaggio Sergio Sollima-Sandokan. E, per i più piccoli, i nuovi cartoni di Giulio Coniglio (sopra), dai libri di Nicoletta Costa. info: romafictionfest.org

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io donna – 7 novembre 2015


roma Fino al 15 novembre, Teatri di vetro, festival delle arti sceniche contemporanee. teatridivetro.it

padova Dal 9 al 15 novembre, Padova Jazz Festival, tra tradizione e nuove tendenze. padovajazz.com

milano Al Teatro Carcano, fino al 15 novembre, Qualcuno volò sul nido del cuculo con Daniele Russo ed Elisabetta Valgoi. teatrocarcano.com

bologna A Palazzo Pepoli Campogrande, fino all’8 dicembre, Un secolo di amarena. premiofabbri.com

Innovativo

© Mattel Inc. (1) -Andrea Pizzalis / Courtesy Centrale Fies, 2015 © OHT(1) - Courtesy Choi Jeong-Hwa (1) - Daniela Zedda (1) - Giovanni De Sandre (1) - Jane Higgins (1)

minuta retrospettiva Milano, Crt Teatro dell’Arte, dall’11 al 22 novembre Tre lavori di Oht, Office for the Human Theatre, partnership europea che sviluppa progetti a metà fra arti performative e visive, compongono questa particolare “retrospettiva”. I primi due, ispirati al pensiero del sociologo e scrittore Richard Sennett, Autoritratto con due amici e Debolezze (sopra), affrontano l’uno il tema della dignità del fallimento, l’altro quellodellaricercadellaperfezioneedelsuocontraltare,l’accettazionedellenostrefragilità.Laterzaprova,Squaresdonot (normally) appear in nature, è un no-man-show che, sulla scia del pittore Josef Albers, indaga il concetto di astratto, ponendo il pubblico a confronto con uno spazio privo di attori attraverso 13 esperimenti visivi e sonori. info: crtmilano.it

Work in Progress

Musicale

trasformers Roma, Maxxi, dall’11 novembre al 28 marzo 2016

aperitivo in concerto Milano, Teatro Manzoni, dall’8 novembre al 20 marzo 2016

non sono opere d’arte. I quattro artisti o, meglio, i quattro visionari sognatori che le hanno pensate e realizzate le definiscono progetti che mescolano arte e design generando esperimenti sociali. Il risultato di questo melting pot artistico? Opere come Golden Lotus, un enorme fiore in plastica dorata che, gonfiandosi e sgonfiandosi, ricrea la sensazione del respiro, e Hubble Bubble (sopra), una “foresta” di scolapasta di plastica verdi tutta da esplorare, entrambe del coreano Choi JeongHwa; Post Forma, una collezione di sedie modificate con interventi in vetro soffiato e tessuto, a disposizione del pubblico, con cui Martino Gamper sintetizza l’idea di socializzazione; e ancora Disarm del messicano Pedro Reyes che, utilizzando quanto resta delle armi sequestrate e poi distrutte dall’esercito messicano, compone una spettrale orchestra; o Lampedusa del francese Didier Fiuza-Faustino, un’immensa boa in polistirolo cui aggrapparsi per salvarsi la vita. Sono solo un esempio delle 15 opere, meglio definirle installazioni site specific, che compongono la mostra. info: fondazionemaxxi.it

Cinque mesi per undici eventi, fra blues, tradizione, soul, jazz, voce. Apre lo Yemen Blues del cantante israeliano di origini yemenite Ravid Kahalani (sopra) che fonde i suoni della tradizione mediorientale con i ritmi africani, il jazz e il funk. Il 15 tocca ai colori e alle sonorità dei messicani Klezmerson. info: aperitivoinconcerto.com

io donna – 7 novembre 2015

Celebrativo

barbie - the icon Milano, Mudec, Museo delle culture, fino al 13 marzo 2016 Ha 56 anni (ma non li dimostra), ci hanno giocato le bambine di tutto il mondo, è stata ambasciatrice Unicef e astronauta, ha indossato un miliardo di abiti creati apposta per lei. È una leggenda. Quindi Barbie si merita una mostra, divisa in cinque sezioni, con pezzi “iconici” che la rappresentano nel susseguirsi degli anni. info: mudec.it 185


roma Al Cinema Trevi, fino all’8 novembre, Festival cinema vintage Il gusto della memoria. ilgustodellamemoria.it

milano Alla Galleria Carla Sozzani, fino al 10 gennaio 2016, Daido Moriyama in Color. galleriacarlasozzani.org

roma Fino al 13 novembre, Medfilm Festival con un focus dedicato alla Siria. medfilmfestival.org

Oltre la Biennale Si chiama Codice Italia Academy la mostra che raccoglie quadri, sculture, video dei giovani artisti di domani di Emilia Grossi

T

A sinistra, un momento del workshop Scultura, diretto da Nino Longobardi. A destra, al lavoro durante il workshop Pittura, sotto la guida di Giuseppe Caccavale. 186

utto è cominciato a giugno, quando il Padiglione Italia della 56¡ Biennale di Venezia ha dato il via a una serie di workshop aperti a un centinaio distudentiprovenientidavarieAccademie italiane. é nato cos“ Codice Italia Academy e ora, dal 18 novembre e per tre settimane, nelle sale di Palazzo Grimani, è esposta una selezione di lavori frutto di questi workshop. Dietro lÕiniziativa, ci sono gli artisti che hanno tenuto i workshop e Vincenzo Trione, docente di Arte e media allo Iulm di Milano e curatore del Padiglione Italia. Che racconta: ÇMi sembrava molto importante aprire allÕesterno il Padiglione Italia per trasformarlo in un luogo non pi• chiuso in se stesso, ma dove organizzare eventi, incontri, recuperando lo spirito con cui è statoconcepito,quellodiunapalestradove si esercitano linguaggi diversi. Offrendo,

milano Al Teatro Martinitt, fino al 22 novembre, Immigrati brava commedia di Bernardino De Bernardis. teatromartinitt.it

nello stesso tempo, ai giovani la possibilitˆ di essere inseriti in un contesto di valoreÈ. Giovani che saranno gli artisti di domani. Fondamentali per Çritrovare il codice genetico dellÕarte italiana, saldando innovazione e sperimentazione sul linguaggio tradizionale della storia dellÕarteÈ. Le opere giudicate pi• interessanti sono state raggruppate, nella mostra, in cinque percorsi tematici: Narciso infranto, Scritture del corpo, Elogio dell’informe, Pittori di grafie, Ricordando il futuro. ÇOspitarle fra i capolavori di Palazzo Grimani è stato un modo di dare rilievo a questi lavori e una chance perildomaniachiliharealizzatiÈprosegue Trione. ÇPer un giovane artista, oggi, il futuro è una sorta di cammino nel vuoto, non esiste un percorso preordinato. Le accademie forniscono ottimi strumenti tecnici. Fra gli allievi ci sono talenti straordinari, ragazzi non solo italiani. In particolare, indiani, cinesi, iraniani: per loro il nostro Paese è il luogo ideale dove studiare. Ovviamente, il talento è un dono naturaleÈ. Codice Italia Academy potrebbe essere solo lÕinizio di un percorso pi• articolato Çche spero avrˆ un seguito, magari a livello internazionale, per dare a questi futuri artisti la possibilitˆ di farsi conoscere anche allÕestero. Un passaggio fondamentaleÈ.

io donna – 7 novembre 2015


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da evitare discreto buono capolavoro

Cinema

Tutte le recensioni su:

iodonna.it

di Paolo Mereghetti

Quel che non so di te... 45 years di Andrew Haigh, con Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Dolly Wells, Geraldine James, Hannah Chalmers, Richard 1/2 Cunningham, Max Rudd

drammatico Sette giorni prima dei festeggiamenti per i 45 anni di matrimonio di Kate e Geoff, la notizia del ritrovamento fra ghiacci della Svizzera del corpo dell’ex fidanzata dell’uomo, caduta in un crepaccio cinquant’anni prima, apre gli occhi alla moglie su alcuni comportamenti mai ben spiegati del marito. Ma quello che superficialmente potrebbe sembrare un caso di gelosia retroattiva e di atteggiamenti reticenti (perché non l’ha mai fotografata, mentre scopre in soffitta tante foto della donna precedente? Non hanno avuto figli perché l’ex fidanzata - ecco un’altra scoperta - era incinta quando morì?) si trasforma ben presto nel ritratto di una struggente fragilità: quella della vecchiaia e del tramonto della vita. Tema che i due protagonisti - una strepitosa Charlotte Rampling e un altrettanto bravo Tom Courtenay, premiati a Berlino - restituiscono sullo schermo con commovente partecipazione. Se il regista è attento a non eccedere mai in facili sottolineature, la prova mimetica dei due attori sa colorare di sfumature e verità due ruoli solo apparentemente semplici e quotidiani.

Visti per voi di Paola Piacenza Sacrificio estremo

Pronto, chi chiama?

Favola a Milano

Kreuzweg le stazioni della fede di Dietrich BrŸggemann, con Lea Van Acken, Franziska Weisz

abacuc di Luca Ferri, con Dario Bacis

la ragazza carla di Alberto Saibene, con Carla Chiarelli, Elio

drammatico Cresciuta in una famiglia

sperimentale Girato in Super8 e in

documentario Ambientato nella Mi-

di cattolici fondamentalisti ancorati a una fede preconciliare, la quattordicenne Maria si avvia lungo un percorso di sacrificio - che il film scandisce in 14 momenti corrispondenti alle stazioni della Via Crucis - respingendo tentazioni, rinunciando al piacere e alla vita, in cambio della grazia per il fratello. Un cammino di santificazione laico e austero, con colpo di scena. Orso d’argento per la miglior sceneggiatura all’ultima Berlinale. 188

bianco e nero, a cavallo tra classicismo e avanguardia, Abacuc colloca il suo protagonista - guardia notturna convertita alla recitazione - e il suo corpo enorme al centro di un universo fatto di parchi tematici, cimiteri e un tappeto sonoro che associa musiche originali e rumori di fondo. L’unico confronto con il mondo esterno è rappresentato dalle chiamate citazioniste provenienti da un telefono senza filo. Visto al festival di Torino e a Filmmaker.

lano del dopoguerra, quell’assoluto capolavoro che è il poemetto di Elio Pagliarani - racconto della scoperta della metropoli e del mondo attraverso gli occhi della diciassettenne Carla Dondi - è ora un film che coniugalinguaggidiversi:iversirecitatida Carla Chiarelli, le interpunzioni di Elio, i disegni di Gabriella Giandelli e gli straordinari materiali d’archivio. Per dar vita a una favola urbana che, tendendo fili tra ieri e oggi, va in cerca dell’anima della città. io donna – 7 novembre 2015


Libri di Annalena Benini

S“, incontrarsi...

“VIENI A BERE QUALCOSA QUI DI FRONTE?”

Un etnologo al bistrot, di Marc AugŽ Raffaello Cortina, pagg. 98, € 8,50

3 a settimana a cura di Maria Grazia Ligato Ripiegamenti Cella, di Gilda Policastro Marsilio, pagg. 174, € 17 *versione e-book, € 9,99

Vivere a passi indietro: dentro un giardino, una casa, un cuore muto. Una cella. Cella è l’altro nome di una donna che ripercorre quasi chirurgicamente le cicatrici dei nervi, fino al punto preciso in cui è rimasto incastrato un abbandono. Una patologia interiore che si replica sempre allo specchio di un altro. Una figlia, il compagno, un’altra donna. Gilda Policastro conferma la precisione clinica nell’indagare le sfumature del dolore senza attendere risposte. E mentre taglia qualcosa guarisce. Giulia Calligaro

conveRsando nell’uRbe Roma dÕautore, di AA.VV. Morellini Editore, pagg. 200, € 14,90 *versione e-book, € 4,99

questo pamphlet è da utilizzare in tutte le conversazioni sugli aperitivi, in tutti i rimproveri perché avete fatto tardi inenotecaconleamiche,èdasventolareognivoltachequalcuno che dovrebbe non vi chiede: «Andiamo a bere qualcosa qui di fronte?». È l’elogio sentimentale, sociale, estetico del bistrot, scritto da un importante antropologo francese, per dieci anni presidente dell’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, il creatore della definizione “nonluogo”. Il bistrot, invece, soprattutto uno di quei bistrot di Parigi con i tavolini all’aperto e la possibilità di bere anche soltanto un bicchiere di vino (e in questo libro c’è una guida indispensabile), è un luogo: un luogo di incontri, di chiacchiere, di sguardi, di gonne svolazzanti e di camerieri che sanno già qual è il tuo tavolo preferito, e lo indicano con un sorriso discreto. Il posto in cui si entra con occhi aperti e predisposizione romanzesca, da soli o non da soli, per pensare o scrivere, soltanto per guardare, oppure per perdersi dentro le parole e gli occhi di un altro. Il rito è sempre lo stesso, ma ogni volta accade qualcosa di nuovo. Bisogna avere un po’ di amore per la strada per amare i bistrot e il mescolamento di umanità che creano. Bisogna amare il mondo per sedersi a un tavolino e dire: «Vediamo adesso che cosa succede». io donna – 7 novembre 2015

C’è Matteo, che ha cambiato più facoltà che jeans. C’è Nureddin, che non riesce ad abituarsi al freddo. C’è Giggetto, che piange tutto il giorno sul 90. Ma soprattutto c’è Roma. È lei la vera protagonista di questa antologia di racconti (di undici autori) che fotografa una metropoli in eterno mutamento. Dove i monumenti lasciano spazio alle periferie. E il sogno della grande bellezza si confonde con la realtà del grande raccordo anulare. M.V.

amoRe e RancoRe Il saltozoppo, di Gioacchino Criaco Feltrinelli, pagg. 205, €14 *versione e-book, € 7,99

«Tutti i paesani sanno chi è Julien. Magari non saprebbero dire chi è il presidente della Repubblica... ma tutti sanno della geografia criminale calabrese». Una storia d’amore che si contorce fra faide e odi di famiglia nel nuovo libro di Criaco, dopo il grande successo di Anime nere. Affondata nelle piane dell’Allaro, fino al mar Jonio. Con oscure propaggini a Milano. M.G.L. 189


OROSCOPO dal 7 al 13 novembre 2015 di Roberto Donzelli. E con note a margine* di Chiara Gamberale.

ARIETE

Amore. Venere in opposizione minaccia conflitti. Massima prudenza tra domenica e martedì, quando anche la Luna sarà di traverso. Lavoro. Un colloquio sincero con un superiore è l’unica strada per uscire dai guai. Agite subito. Salute. Alti e bassi. Sia nel fisico, sia nel morale. Sono i racconti di John Cheever che vi consiglierei di rileggere, questa settimana. Perché, come sostiene Hanif Kureishi, «leggerli e rileggerli significa vivere meglio».

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LEONE

GEMELLI

Amore. Intesa più difficile con Venere in sesta Casa. Niente di serio, ma... lontane dalla routine. Lavoro. Giove in trigono trasforma un hobby in una fonte di reddito extra. Il portafoglio ringrazia. Salute. Sempre attive e in movimento. Ogni tanto, mettetevi in pausa. «Però Dio, oh Dio, quanto ho desiderato in quel momento un po’ di amore, morbidezza, delicatezza, umorismo, dolcezza, gentilezza…» (da La chimera di John Cheever).

Amore. Il trigono di Venere cancella ogni attrito e accresce la sintonia tra voi due. L’eros, però, resta assopito, quasi in letargo. Lavoro. Una svolta si avvicina e i dubbi vi assalgono. Tranquille! Con Urano in sestile, tutto andrà per il verso giusto. Salute. Forma così e così. Niente strapazzi, please. «Sono carina, benvestita, ho deifiglibelliespiritosi,mahola tremenda sensazione di essere in bianco e nero, e di potere essere spenta dal primo che passa» (da Una visione del mondo).

VERGINE

BILANCIA

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Amore. Venere in sestile scaccia la gelosia e porta un pizzico di leggerezza nel ménage. Ci voleva proprio! Lavoro. Fra ritardi e imprevisti, il caos regna sovrano. Per fortuna, grazie a Saturno in trigono, avete nervi saldissimi. Salute. Malumori e acciacchi di poco conto. Passerà. «Avrebbe potuto essere un sorriso se non fossi stato certo di averla ferita; se non avessi percepito da lei un fiotto di emozioni come il fiotto di sangue che esce da una ferita».

Amore. Passione o vero sentimento? Venere in seconda Casa vi aiuta a fare chiarezza nel cuore e nella mente. Lavoro. Opportunità di carriera offerte da Giove nel segno. È il momento di tentare un grande salto. Fidatevi delle vostre capacità. Salute. Allegre, attive. Insomma, invidiabili. «Adesso il mio cuore e il mio spirito esultavano mentre la guardavo pettinarsi i capelli. Qualche giorno prima pensavo che si fosse ritirata nell’acqua di una vasca di pesci rossi».

Amore. Coccole a profusione, romanticismo alle stelle, accordo “telepatico”. Venere nel segno si fa sentire! Lavoro. Contese di vario tipo appesantiscono il clima in ufficio. Evitate inutili competizioni. Puntate ai risultati concreti. Salute. Sotto tono. Spazio agli hobby rilassanti. «Aveva bisogno di amore, di forza e di consiglio. Io l’ho abbracciata, beandomi della grazia e del calore della sua presenza. Piangeva perché parlava del marito».

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

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IllustrazioniValeria Petrone

TORO

Amore. Venere in sestile riporta il sereno dopo una... violenta tempesta. Ogni strappo può essere ricucito. Subito, però. Lavoro. Burocrazia canaglia e questioni legali da affrontare. Non temete. Vi aiuta Saturno nel segno. Salute. Con Marte in quadratura, la palestra è una tortura. «Guardandolo negli occhi non vide la fine del suo matrimonio, ma la fine della sua felicità. Non gli aveva forse detto che era un bambino con le stelle negli occhi?».

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Amore. Forse vi ha fatto un torto. Forse è Venere in quadratura che vi rende polemiche. Fatto sta che non gli date tregua. Lavoro. Situazioni in stallo da tempo si sbloccano magicamente, sotto il sestile di Mercurio. Cogliete l’attimo. Salute. Pimpanti e socievoli. Girovita in calo. «Ci sono delle persone che fanno delle loro passioni uno spettacolo più che un’avventura.Sembrachenons’innamorino, ma che piuttosto allestiscano un dramma emozionante».

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Amore. Venere in trigono scalda cuore e sensi. Un flirt può trasformarsi in qualcosa di più. Lavoro. Mercurio in quadratura segnala avversari sleali. Non prestate il fianco a critiche pretestuose. Salute. Un giorno euforiche, il giorno dopo più abbattute che mai. Per ora va così. «Perché quelle buone e gentili persone che la circondavano sembravano improvvisamente i personaggi di una tragedia?» (da Il giorno che il maiale cadde nel pozzo).

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CANCRO

Amore. Venere in quarta Casa accende la nostalgia per un amore perduto. Non crogiolatevi nei ricordi. Guardate avanti, suvvia. Lavoro. Fortunate e intraprendenti. Mercoledì e giovedì, la Luna in trigono offre intuizioni da sfruttare. Salute. Energie super, grazie a Marte in sestile. «Lui cercò di trovare qualcosa da dire ma non vi riuscì. Dopo cinque anni di matrimonio sembrava che non gli fosse rimasto più niente da dire» (Un pullman per il St.James).

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SCORPIONE

Amore. Sensualità vivace e fantasiosa, grazie a Marte in sestile. Fuori dall’alcova, tuttavia, le tensioni non mancano. Lavoro. Grintose e determinate. Mercurio nel segno vi aiuta a centrare gli obiettivi uno dopo l’altro. Salute. Lo sport vi attira, nonostante i ritmi intensi. Che vitalità! «Se fa come le dico, non le farò del male, perché io non voglio farle del male, voglio davvero aiutarla» (da LÕaccelerato delle cinque e quarantotto).

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PESCI

Amore. Qualche nodo resta, benché l’intesa sia in fase di miglioramento. Giornate (e nottate) torride mercoledì e giovedì. Il merito è della Luna in trigono. Lavoro. Trasferte produttive, grazie a Mercurio in trigono. Occhio allo shopping. Salute. Cure naturali? Ma sì, si possono provare. «Lawrence ha dimenticato, credo, le regole del gioco e perciò non può essere interessato più di tanto alle sue complicazioni» (da Addio, fratello mio).

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io donna – 7 novembre 2015


Io donna anno 20 n. 46

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aCCERTaMEnTI dIFFUSIonE STaMPa CERTIFICaTo n. 7959 dEL 09/02 /2015

Non • un caso che Breslavia sia stata eletta la capitale europea della cultura 2016! Di quanto se lo meriti questo titolo lÕho capito andandoci! A Breslavia non ti annoi mai, cÕ• lÕimbarazzo della scelta tra eventi, concerti, spettacoli e il Äne settimana inizia già il mercoledì, la giornata preferita degli stranieri, mentre il giovedì festeggiano gli studenti. Inoltre, ci sono tantissimi posti da visitare, come il centro storico con la piazza del Mercato o lÕisola di Ostr—w Tumski, dove si trova la Cattedrale, la Biblioteca e altri monumenti antichi. Si contano più di 100 ponti sull’Oder che creano scorci romantici, scenograÄe da Älm! E poi ogni tanto da dietro l’angolo ti spuntano davanti degli gnomi di bronzo…


il pane & le rose

di Serena Dandini

C

CHE NOIA, LE APP!

hi di app ferisce, di app potrebbe... perire. é la vecchia legge del taglione, ora valida anche in rete. Dovrebbe infatti entrare a breve in circolazione un marchingegno che permetterˆ agli amanti di Fb di recensire, oltre ad alberghi, ristoranti o negozi, anche persone in carne ed ossa. Se un ex-fidanzato/a risulta deludente, lo si potrˆ valutare con voti espliciti che appariranno sotto gli occhi di tutti. La vittima non potrˆ protestare, al massimo rispondere con la stessa moneta. Le ÒgenialiÓ inventrici della nuova app, chiamata Peeple, sono due imprenditrici che, per rintuzzare le critiche, hanno spiegato che sui social • giˆ attivo un esercito di utenti livorosi, pronti a gettare di continuo fango sul prossimo mantenendo lÕanonimato. La loro invenzione sarˆ un correttivo a questa ondata vigliacca perchŽ, per votare, bisognerˆ avere 21 anni, dichiarare la propria identitˆ e mostrare di conoscere il/la recensito/a con una prova inoppugnabile: il suo numero di telefono! Violente polemiche si sono sollevate. Se lo scopo delle due signore era di farsi conoscere, lÕobiettivo•statocentrato:noncÕ•nientedipi•provvidenzialenelmondodigitalediuna bella polemica con conseguenti divisioni di campo. Una sequenza cos“ prevedibile da venirci ormai a noia. Ma anche la noia, questo sentimento sublime cantato da poeti e artisti, non • sfuggita alla rete. Per Oscar Wilde annoiarsi era un peccato imperdonabile, per Giacomo Leopardi una delle pi• nobili attivitˆ umane. Poteva il mondo dellÕon line lasciarsi sfuggire questo succulento argomento? Naturalmente no. Ed ecco scodellata la app Borapp2 che dovrebbe calcolare i momenti di noia, attraverso unÕanalisi dei nostri comportamenti quotidiani sui social. Se torniamo a guardare vecchie chat o tweet giˆ letti, squilla il campanello dÕallarme e unsitociavvertechestiamoperdendotempo,magarioffrendocinuovestimolanti proposteÉ Credevamo che il grande fratello potesse arrivare a limitare le nostre libertˆ, invece siamo riusciti a incastrarci da soli, costruendoci percorsi obbligati e autorestrizioni, senza farci neanche pi• caso.

I pi• avvertiti consigliano di spegnere il cellulare almeno unÕora al giorno, mettere a riposo tutte le app. E immergerci davvero in una sana e vitale noia, che non significaperforzaassenzadistimoli,comedichiaranoalcunistudiosi,quantopiuttosto stato di grazia emotivo, come assicurano altri. Pare che solo lasciandosi languire senza una reale attivitˆ, il cervello possa entrare nella disposizione Òvuoto pneumaticoÓ, indispensabile per dare il via al pensiero creativo. Non a caso, Alberto Moravia, grande cantore di questo ÒvuotoÓ, ricordava che Dio ha creato il mondo e gli uomini solo perchŽ gli era venuto a gran noia il caos! Pi• chiaro di cos“É fiore consigliato: Rosa Red Intuition, petali vellutati, pennellati di rosso chiaro e di rosso pi• scuro. Illustrazione di Andrea Pistacchi

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Aue56u56uio donna del corriere della sera n 46, 7 november 2015  
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