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SPECIALE GRAVIDANZA MENTANA SPECIALE TERME DI CRETONE 1


TERME DI CRETONE Sommario Cure Termali da Marzo al 30 Novembre

Piscine

da Maggio a Settembre

Cure

Inalatorie - Doccia nasale Insufflazioni - Irrigazioni Fanghi - Idroterapia

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Hanno collaborato con noi

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Alimentazione in gravidanza e allattamento

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L’anemia in gravidanza

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Core de mamma - il cuore in gravidanza

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OCT

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Le fratture del femore

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Speciale gravidanza

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L’edema linfatico degli arti inferiori

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Mentana

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Sabina Via Pulchritudinis

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Speciale Terme di Cretone

Centro benessere Estetica

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Saune - Idromassaggio

Chiusura del centro benessere il 30 Novembre 2011 Riapertura il 1 Marzo 2012

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SALUTE PIÙ - BENESSERE CULTURA COSTUME Anno II - Num. 10 - Ottobre 2011

Direttore Responsabile Fabrizio Sciarretta Segreteria di Redazione Filippa Valenti valenti@laboratorionomentano.it T 06 90625576 Art director e impaginazione Alessia Gerli Editore Laboratorio Clinico Nomentano Srl Via dello Stadio 1 00015 Monterotondo (RM) Iscritto al registro della stampa e dei periodici del Tribunale di Tivoli n. 97/2009 Stampa Graffietti Stampati S.n.c. S.S. Umbro Casentinese km.4.500 01027 Montefiascone (VT) Per la pubblicità su questa rivista rivolgersi a: GERLI COMUNICAZIONE gerlicomunicazione@gmail.com

T 338 5666568

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Editoriale

Hanno collaborato nazionali su argomenti di ecografica clinica e diverse presentazioni sui medesimi temi in congressi nazionali ed internazionali.

Fabrizio Sciarretta Direttore Responsabile

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n Italia, ormai, “fare impresa” è diventato un inferno: perché, al di là delle chiacchiere, chi vuole investire sbatte contro muri di granito. Non lo dico io, che sono un piccolo (e vessato) imprenditore. Lo dice la Banca Mondiale: in termini di opportunità che i “sistemi paese” offrono agli imprenditori per fare attività economica, su 183 nazioni al mondo, l’Italia è all’80esimo posto. Però non facciamo favoritismi: ce la prendiamo sia con i piccoli italiani che con i grandi stranieri! Con stupore ho letto che – dopo 6 (sei) anni di trattative inutili – IKEA non è riuscita a trovare la quadra con il comune di Pisa perché le venisse concesso di investire 60 milioni di euro ed assumere 350 persone aprendo un nuovo punto vendita. Niente da fare: non si riusciva a trovare il posto dove piazzare il capannone. Adesso, il Presidente della Regione Toscana ha deciso di darsi da fare di persona per trovare il terreno. Beata IKEA!! La Regione Lazio si comporta in modo molto diverso, almeno quando si parla di Sanità. Infatti, dal 2007 la Regione ha deciso di non autorizzare più l’apertura di centri ambulatoriali medici “privati” (“privato” vuol dire che alla Regione non costa niente perché se ci vuoi andare paghi di tasca tua) e

non ha neanche indicato una data in cui riprenderà a concedere nuove autorizzazioni. Nel 2010 la decisione (inspiegabile) assunta dalla Giunta Marrazzo viene riconfermata dalla Giunta Polverini (prego notare, di schieramento politico opposto): così – che al governo ci sia la sinistra o la destra - per la sanità privata ci sono solo “niet” (che, in russo, vuol dire “no”). In conclusione, dal gennaio 2008 ad oggi si sono ormai accumulate in Regione infinite domande di autorizzazioni inevase o negate!! Tre mesi fa, l’Authority per la Concorrenza, su richiesta dell’Ordine dei Medici di Roma, si esprimeva su questa situazione emettendo un parere che stigmatizzava questo comportamento ritenuto lesivo della libera concorrenza tra operatori economici (e anche della libertà d’impresa) ed invitava la Presidente della Regione Lazio a modificare le norme ed i comportamenti della Regione stessa. Ovviamente non è successo nulla perché – in questo paese dove se non paghi una multa per sosta vietata Equitalia ti insegue fino a Capo Nord – i pareri dell’Authority non sono vincolanti e quindi la Regione può non ottemperare agli stessi. Adesso, dopo che mi sono sfogato, vediamo se riesco a farvi condividere il mio sentimento di frustrazione. Guardiamo la vicenda dal

punto di vista del cittadino “paziente”: innanzitutto, con il recente ulteriore aumento dei ticket - a meno di non usufruire delle specifiche “esenzioni” garantite dal SSN - spesso le prestazioni sanitarie costano al privato cittadino che le paghi di tasca sua, quanto le pagherebbe in una struttura pubblica (ed alle volte anche meno). Poi, non ci sono liste d’attesa. Infine, si rispetterebbe quanto la legge prevede, cioè che, quando si tratta di servizi sanitari, il cittadino deve poter esercitare la “libertà di scelta”, e decidere da chi vuol farsi curare, sempre a patto che agli operatori sanitari privati sia consentito di lavorare, però. Infine c’è una realtà amara, che purtroppo incontro tutti i giorni: quella dei giovani diplomati o laureati in discipline sanitarie (infermieri, tecnici, fisioterapisti) che ottenuto il titolo di studio cercano un lavoro, ma questa politica impedisce alle aziende della sanità privata del Lazio di investire e creare nuovi posti di lavoro. Negli ultimi tre anni, sono saltati così decine o centinaia di milioni di euro di investimenti e centinaia o migliaia di nuovi posti di lavoro professionalmente qualificati e, magari, nemmeno precari. Ma continuiamo così: da 80 esimi a 183 esimi abbiamo ancora parecchio spazio per peggiorare.

LE FRATTURE DEL FEMORE Dott. FABIO SCIARRETTA

CORE DE MAMMA Dott. FRANCESCO RUGGIERO

ANEMIA IN GRAVIDANZA Dott. ssa SABRINA PROIA

Il Dott. Fabio Sciarretta è specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Chirurgo ortopedico, ha prestato servizio in qualità di dirigente sanitario presso l’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, presso il Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Civile di Velletri e presso l’Ospedale Israelitico di Roma. Svolge attualmente la sua attività professionale presso diverse case di cura romane. E’ stato relatore in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali ed ha al suo attivo 38 pubblicazioni.

ll Dott. Francesco Ruggiero si laurea con lode in Medicina e Chirurgia presso la Seconda Università di Napoli nel 1996. Nel 1997 consegue la specializzazione in Cardiologia presso l’Università di Tor Vergata. Dal 1999 è Ufficiale Medico dell’Esercito ed attualmente in servizio presso l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica del Policlinico Militare “Celio” di Roma e Responsabile della Branca di Cardiologia del Poliambulatorio Specialistico Nomentano. Svolge inoltre la sua attività professionale presso diversi poliambulatori e case di cura romani. Dal 1996 è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti.

La Dr.ssa Sabrina Proia, si è specializzata in Ematologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”.Opera come libera professionista in diversi studi di Roma ed è Responsabile della Branca di ematologia presso il Poliambulatorio Specialistico “Laboratorio Clinico Nomentano” nonché Responsabile del Centro per la Terapia Anticoagulante (TAO), federato FCSA, presso la medesima struttura.

ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO Dott. ssa CAROL DETTORI

Il Dott. Gaetano Luigi Nappi è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Vascolare presso il medesimo ateneo e specializzato in Idrologia Medica presso l’Università degli Studi di Milano. E’ Aiuto Capo Reparto Chirurgia d’Urgenza Policlinico Militare “Celio” di Roma e Responsabile del settore di Diagnostica Vascolare presso il Poliambulatorio Specialistico Nomentano.

L’EDEMA LINFATICO DEGLI ARTI INFERIORI Dott. MARCO DECUZZI L’OCT Dott. ALDO CANZIO

L a Dr.ssa Carol Dettori si è specializzata

in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ha conseguito successivamente la Specializzazione in Omeopatia Clinica che utilizza nella sua pratica quotidiana. Autrice di numerose pubblicazioni, ha partecipato a numerosi Congressi e Corsi di Aggiornamento in Ecografia Ostetrica e Ginecologica. Attualmente opera come libera professionista in diversi studi di Roma e presso il Poliambulatorio Specialistico “Laboratorio Clinico Nomentano” nell’ambito della diagnostica per immagini ostetrica e ginecologica.

L’EDEMA LINFATICO DEGLI ARTI INFERIORI Dott. GAETANO NAPPI

Il Dr. Aldo Canzio si è laureato in Medicina e Chirurgia e si è specializzato in OCULISTICA presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “LA SAPIENZA” di Roma. E’ Dirigente Medico di I Livello presso l’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dove svolge la sua attività professionale e dove è il responsabile della sezione di diagnostica retinica con l’O.C.T.

Il Dr. Marco Decuzzi, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Bari, e successivamente si è specializzato in Medicina Nucleare. Ufficiale Medico dell’Esercito, assistente di reparto di chirurgia vascolare presso il Policlinico Militare di Roma “Celio”, ha conseguito il diploma nazionale di ecografia clinica Siumb (Società Italiana di Ecografia in Medicina e Biologia), ed ha frequentato il corso specialistico di EcocolorDoppler Siumb, il corso di ecografia di medicina di base Siumb, e si è perfezionato in dietetica e dietoterapia presso l’Università degli Studi di Padova. Ha al suo attivo 40 pubblicazioni in riviste nazionali ed inter5


Dopo lo “Speciale Gravidanza” contenuto nel numero di giugno scorso, SalutePiù torna su questo argomento per trattarlo da punti di vista diversi con l’obiettivo di fornire la più ampia articolazione di informazioni possibile alle future mamme. Nelle pagine che seguono, infatti, parleremo di alimentazione, di anemia (problematica anch’essa connessa all’alimentazione) e di cuore: un organo, quest’ultimo che durante la gravidanza deve metterci parecchio impegno Dott. ssa Carola Dettori Specialista in Ginecologia e Ostetricia Branca di Diagnostica per Immagini Poliambulatorio specialistico L. C. NOMENTANO

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a gravidanza è un evento fisiologico e naturale, quindi, nella gravidanza fisiologica la dieta non richiede privazioni o modifiche delle proprie abitudini se queste non erano già chiaramente sbagliate Nel I Trimestre la libera scelta degli alimenti può essere influenzata non di rado da spiccati fenomeni neurovegetativi. Nel III Trimestre, anche per un semplice fatto meccanico dovuto all’accrescimento del feto, alla compressione e alle conseguenze sull’apparato digestivo, si dovranno assumere alcune norme comportamentali fondamentali. Un’alimentazione corretta durante la gravidanza sia in qualità che in quantità è il presupposto principale per assicurare un buon sviluppo intrauterino del feto e per prevenire complicanze materne. 6

Prendiamo l’abitudine a consumare dei piccoli pasti così come il nostro bambino: in questo modo non ci sentiremo appesantite e nel contempo avremo sempre le energie necessarie Non mangiare e saltare il pranzo o la cena non ci aiuta a dimagrire e soprattutto non sostiene la nostra funzione di allattare. Togliere alimenti come i cereali è solamente fonte di squilibrio per la nostra dieta: quindi non ascoltiamo chi ci consiglia di eliminare il pane o la pasta: non è utile né a noi né tanto meno al nostro bambino. Beviamo almeno 2 litri di acqua al giorno (il latte materno ne contiene per il 90%) od assumiamola attraverso minestre, brodi, zuppe e molta frutta e verdura. Consumiamo con moderazione alcolici, tè, caffè e

cioccolata e consideriamo che alimenti come crostacei, selvaggina, pesche, fragole ed uva, possono scatenare delle allergie: sarebbe quindi bene evitarli. I grassi previsti in una dieta alimentare equilibrata sono minimi rispetto agli altri gruppi alimentari, ma pur sempre presenti: non eliminiamoli quindi, nel caso riduciamoli. Vi sono alimenti che possono influire in modo sgradevole sul sapore del latte, in modo particolare cavoli, aglio, asparagi, peperoni, cipolle e spezie. Non è comunque utile eliminare questi alimenti, visto che il bambino sviluppa le sue capacità sensoriali fin dai primi momenti il fabbisogno delle vitamine, essenziali nei processi di alimentazione e metabolismo, aumenta nel periodo della gravidanza. Esse si trovano in ogni

alimento naturale e quindi è sufficiente seguire una dieta molto varia, affinché l’organismo possa riceverne la quantità necessaria. I minerali che assumono una rilevanza particolare nell’alimentazione in gravidanza sono: - il calcio, contenuto in diversi alimenti, influisce sui processi di accrescimento - il sodio ed il cloro sono di fondamentale importanza nel metabolismo dell’acqua; - il potassio influenza i meccanismi di regolazione della contrazione muscolare ed è pertanto importante nell’equilibrio fisiologico; - il fosforo assolve una funzione rilevante nel trasporto dell’energia a livello cellulare e come il calcio nei processi di accrescimento; - il ferro, presente

nell’emoglobina (sostanza dei globuli rossi destinata al trasporto dell’ossigeno), nei muscoli, nel fegato, nella milza e nel midollo osseo, è un elemento estremamente importante per la donna la cui perdita, soprattutto durante il ciclo mestruale, la gravidanza e l’allattamento, deve essere integrata. Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di acido folico raddoppia. Tale sostanza è molto importante per un sano sviluppo del bambino e previene alcune malformazioni, quali la spina bifida. La regolare supplementazione di acido folico iniziata prima del concepimento riduce il rischio di Difetti del Tubo Neurale del 30-40% oltre a ridurre il rischio di altri difetti congeniti (del 10-20%) come cardiopatie congenite e labiopalatoschisi. Gli alimenti in cui troviamo acido folico sono: asparagi; spinaci, lattuga, piselli, cavoli. Oltre, quindi, che favorire tali alimenti, su consiglio del medico, è preferibile integrare tale sostanza con delle compresse che si acquistano in farmacia.

SPECIALE GRAVIDANZA

Dieta tipo in gravidanza PRIMA COLAZIONE Una tazza di latte con cereali, fiocchi di frumento, di mais, di avena, o crusca. Oppure una tazza di latte con due fette di pane tostato e marmellata META’ MATTINA Uno yogurt oppure un frutto di stagione, preferibilmente di agricoltura biologica PRANZO Alternare i seguenti alimenti nel corso della settimana: Pasta, riso, minestra di legumi Carne, pesce, formaggio, uova Tutti i giorni: verdura cruda o cotta - Frutta META’ POMERIGGIO Uno yogurt oppure un frutto di stagione, preferibilmente di agricoltura biologica CENA Alternare i seguenti alimenti nel corso della settimana: Carne, pesce Abbinare sempre: verdura cruda o cotta Pane - Frutta. Per le mamma che non gradiscono mangiare carne questa può essere sostituita con pesce o legumi. Non è bene esagerare con uova o formaggio e nemmeno con la carne. È possibile mangiare alimenti vegetariano proteici, come il seitan, la soia, il miglio o il tofu, che sono più leggeri di carne e pesce. In caso di pazienti in gravidanza con patologie specifiche è opportuno consultare il proprio medico per un’idonea tabella alimentare. 7


SPECIALE GRAVIDANZA

L’anemia in gravidanza Dott. ssa Sabrina Proia Ematologa - Responsabile della branca di Ematologia, Poliambulatorio Specialistico Lab. Cl. Nomentano; Responsabile Centro Terapia Anticoagulante, Laboratorio Clinico Nomentano costruzione dei globuli rossi. Ecco perché anche questa vitamina va assunta sia prima sia durante la gravidanza.

Quando si parla di anemia in gravidanza? Quando la concentrazione dell’emoglobina va al di sotto dei 10 grammi/decilitro. Normalmente questi livelli si raggiungono nel terzo trimestre. L’anemia può comparire prima, in donne che erano già anemiche e in cui non era stata fatta una diagnosi accurata delle cause dell’anemia; in coloro che hanno un’alimentazione inadeguata o condizioni socioeconomiche disagiate. Oppure nelle donne che hanno una gravidanza multipla, perché in tal caso il fabbisogno di ferro raddoppia o triplica a seconda del numero di feti.

Perché in gravidanza l’anemia peggiora rapidamente? Durante la gravidanza il volume del plasma (ossia il liquido biologico in cui sono diluiti i globuli rossi) aumenta molto 8

più rapidamente dell’incremento di produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo. L’emodiluizione, ossia l’aumento della parte liquida rispetto a quella cellulare, è il primo fattore responsabile dell’anemia che viene riscontrata a volte già nei primi mesi, soprattutto se la donna era già anemica prima della gravidanza. In gravidanza, poi, il bisogno di ferro aumenta di duetre volte: questo serve sia per costruire nuovi globuli rossi per la mamma (fondamentali perché trasportano ossigeno ai tessuti) sia per ottimizzare il lavoro degli enzimi, proteine che migliorano l’attività cellulare della mamma e i processi di crescita del bambino. La gravidanza è anche caratterizzata da un aumento di ben 10-20 volte del fabbisogno di acido folico, vitamina essenziale oltre che per la prevenzione dei difetti della colonna vertebrale del bambino e per la prevenzione del parto prematuro anche per la

Quali sono le cause di anemia prima della gravidanza? Le cause principali includono un’alimentazione povera di ferro (soprattutto le diete “ fai da te “a base di latticini e verdure, così amate dalle giovani donne); poi la celiachia, malattia caratterizzata da intolleranza al glutine, infiammazione cronica a carico della parete intestinale e conseguente malassorbimento di sostanze nutritive essenziali tra cui il ferro e le vitamine del gruppo B; le mestruazioni troppo abbondanti e/o troppo frequenti e/o prolungate, ma anche piccole perdite croniche di sangue da malattie gengivali o da emorroidi, oltre alle infiammazioni croniche, tutte cause che impoveriscono le preziose riserve di ferro .Cosa fare allora? Occorre eseguire un esame emocromocitometrico, il dosaggio della sideremia o ferro circolante e il dosaggio della ferritina plasmatica che è la

proteina di deposito del ferro: il suo dosaggio indica i livelli di ferro nell’organismo. Ricordiamo che ogni molecola di ferritina può contenere fino a 500 atomi di ferro! Un problema a parte è costituito da una anemia su base ereditaria “ la talassemia” chiamata anche anemia mediterranea. Un problema nella sintesi dell’emoglobina è alla base delle diverse forme di talassemia. Si tratta di un gruppo di malattie genetiche ed ereditarie caratterizzate da un trasporto difettoso dell’ossigeno nel sangue, a causa appunto di un difetto nella sintesi dell’emoglobina. Secondo le regole della trasmissione genetica, i genitori portatori sani hanno una probabilità del 25 per cento di avere un figlio sano, il 50 per cento di avere un figlio portatore sano come loro ed il restante 25 per cento di avere un figlio malato. Se un genitore è sano e uno è portatore generano al 50 per cento un figlio sano, e al 50 per cento un figlio portatore, mentre se un genitore è malato e l’altro è sano generano al 100 per cento un figlio portatore. Infine, un ge-

nitore malato e uno portatore generano al 50 per cento un figlio malato e al 50 per cento un figlio portatore, mentre entrambi i genitori malati generano un figlio malato. Da qui l’importanza di eseguire in fase preconcezionale un esame emocromocitometrico con striscio di sangue periferico per la valutazione di eventuale anisocitosi e poichilocitosi delle emazie ossia “globuli rossi dalle strane forme” e l’esame dell’elettroforesi dell’emoglobina (test della microcitemia).

Come arrivare con un buon emocromo alla gravidanza? Il primo consiglio pratico è di correggere l’anemia prima della gravidanza, con una diagnosi accurata sulle sue cause e una cura adeguata. Per esempio eliminando il glutine dalla dieta, in caso di

celiachia; curando le irregolarità mestruali con pillola contraccettiva o progestinici e/o acido tranexamico (un antiemorragico); curando la salute delle gengive; prevenendo le emorroidi ecc. Successivamente seguendo una dieta ricca di alimenti che contengono il ferro (rosso d’uovo, carne, spinaci, frutta secca, ecc.); utilizzando quando indicati integratori appropriati: ferro, acido folico e vitamina B12.

Prevenire e curare Durante la gravidanza è importante prevenire e curare l’anemia con: - dieta appropriata; - aumentata integrazione di ferro, prima che si manifesti l’anemia conclamata. In caso di anemia il ferro può essere assunto anche due volte al giorno lontano dai pasti a

meno chè non ci siano problemi gastrici o intestinali. Lontano anche da latte e latticini perché ferro e calcio si legano tra loro e vengono espulsi con le feci perdendo così i vantaggi dell’assunzione del ferro; - una spremuta di agrumi bevuta insieme al ferro, perché la vitamina C contenuta negli agrumi ne facilita l’assorbimento; - continuando ad assumere acido folico e vitamina B12. Sappiamo da molto tempo che la carenza di ferro è causa di una ridotta resistenza fisica, di una minor competenza immunitaria, di una maggiore vulnerabilità al freddo per difficoltà nell’adeguare la temperatura corporea a quella esterna, e di cambiamenti nel metabolismo energetico per un motivo biologico di “ ipossigenazione” perché il ferro è il componente essenziale

dell’emoglobina, contenuta nei globuli rossi, il cui compito è di trasportare ossigeno alle cellule. Da relativamente poco tempo invece si sa che il ferro agisce direttamente sui neurotrasmettitori cerebrali; in particolare la sua carenza ha un effetto negativo su tre funzioni psichiche importanti quali: attenzione, memoria ed apprendimento. Se carente, il ferro, anche prima che compaia un’anemia franca, riduce i livelli di dopamina, essenziale per le funzioni cognitive, e la velocità con cui compiamo determinati compiti mentali. L’anemia franca condiziona invece la qualità del compito psichico, ossia quanto bene lo svolgiamo. Da qui l’importanza di correggere la “sideropenia”, ossia la carenza di ferro, prima di arrivare all’anemia!

Core de mamma IL CUORE IN GRAVIDANZA “Core de mamma!”,

Dott. Francesco Ruggiero Cardiologo - Responsabile Branca di Cardiologia, Poliambulatorio Specialistico Lab. Cl. Nomentano

è proprio il caso di dirlo! Se pensiamo a quante modifiche funzionali subisce il cuore delle donne in gravidanza, non possiamo che esclamare stupefatti la nostra ammirazione dinanzi agli incredibili adattamenti del corpo durante un momento della vita così meraviglioso e complesso. Molti cambiamenti avvengono già a partire dalla 5°-6° settimana. Il volume ematico aumenta media-

mente del 50% durante tutta la gestazione. Tale incremento è dovuto principalmente alla ritenzione idrosalina, quindi con una certa discrepanza tra la parte corpuscolata (i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, per semplificare) che resta invariata e quella “liquida” che, appunto, aumenta. Questo squilibrio, oltre alle aumentate esigenze di ferro, è principalmente responsabile dell’anemia in gravidanza che, comun9


que, può essere facilmente risolta incrementando l’apporto di ferro. L’aumento del volume ematico è ovviamente necessario per rifornire di sangue sia il feto sia la placenta. Analogamente anche la quantità di sangue che il cuore riesce a pompare aumenta progressivamente fino alla 24° settimana. Dapprima questo effetto è legato all’incremento del volume ematico che riempie il cuore, successivamente nel terzo trimestre dipende soprattutto dall’aumento della frequenza del cuore. Quest’ultima tende ad essere più veloce proprio verso la fine della gravidanza, arrivando a 10-20 battiti in più (circa il 30%) rispetto al periodo precedente la gestazione. Ovviamente, tutte queste modifiche, oltre a consentire di sostenere le aumentate esigenze durante la gravidanza, sono anche finalizzate al parto, il momento culmine dello

sforzo materno anche da un punto di vista cardiaco. Soprattutto la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la “potenza” cardiaca raggiungono un apice al momento del parto per poi ritornare rapidamente nei limiti entro qualche ora e stabilizzarsi ai valori pre-gravidanza in qualche mese. Le influenze sul “core di mamma” sono anche meccaniche. L’utero dilatato, infatti, spinge sulla vena cava inferiore, il vaso deputato al ritorno del sangue dagli arti inferiori al cuore ed in tal modo riduce la quota di sangue che riempie l’organo. Tale effetto si manifesta prevalentemente in posizione sdraiata e può condurre allo svenimento della paziente. In questi casi è sufficiente cambiare la posizione e spostare “l’ingombro” lateralmente (decubito laterale) per ripristinare un flusso ematico sufficiente Un discorso a parte me-

LABORATORIO CLINICO 10

NOMENTANO

rita la pressione arteriosa. In tutte le donne, ipertese o meno, la pressione tende a ridursi nel secondo trimestre fino a circa 15 mmHg per poi incrementare nell’ultimo trimestre fino a valori anche superiori a quelli di partenza. Tenendo in considerazione queste fisiologiche fluttuazioni, una diagnosi di ipertensione in gravidanza, ovvero ipertensione indotta dalla gravidanza, è possibile dalla 20° settimana con il riscontro di elevati valori (superiori a 140/90 mmHg) in una donna senza precedenti problemi tensivi. La situazione può complicarsi fino all’insorgenza di problemi renali e di possibili compromissioni a carico del nascituro (pre-eclampsia ed eclampsia), situazioni che richiedono terapie urgenti e talvolta anche l’aborto terapeutico. Tutti i meccanismi adattativi descritti possono, in pazienti predisposte o già portatrici di malattie cardiache, diventare disfunzionali e quindi inquadrarsi come vera e propria patologia. Fortunatamente ciò accade in una minoranza dei casi (0,5-1% delle gravide). E’ comunque necessario riconoscere prontamente sia eventuali patologie cardiovascolari misconosciute prima della gravidanza sia eventuali alterazioni dei processi prima descritti tali da comportare un pericolo per la madre e per il feto. Pertanto, oltre alla visita cardiologica di routine che di solito si effettua prima del parto, utile a valutare il rischio anestesiologico, sarebbe opportuno effet-

tuare controlli cardiologici periodici ed almeno ad inizio e metà gestazione. Fondamentale è anche controllare frequentemente la pressione arteriosa e riferire prontamente al medico valori anomali di pressione e frequenza. Infine, come per ogni aspetto della medicina, è fondamentale la prevenzione, tanto più che le possibilità di somministrare farmaci in gravidanza, proprio per la potenziale compromissione del feto, sono fortemente ridotte. In questo caso prevenzione significa serenità e tranquillità: evitare stress psicofisici (lavoro anche d’ufficio fino agli ultimi mesi, ad esempio; trasportare carichi pesanti; affaticarsi in giornate particolarmente calde o fredde), seguire una dieta regolare e sana, senza eccedere nei grassi e negli zuccheri, praticare attività fisica moderata e costante (nuoto leggero, passeggiate in piano). Insomma: vivere con profonda intimità e calma quel rapporto unico tra gestante e nascituro.

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Dott. ALDO CANZIO Responsabile Branca di Oculistica Studio Medico Polispecialistico Cappuccini

O.C.T. L

a tomografia retinica a radiazione coerente è una tecnica diagnostica recente che in questi anni è diventata la più diffusa in oculistica. Viene utilizzata quotidianamente nella pratica clinica per evidenziare le malattie della retina ed il glaucoma. E’ una tecnica di diagnostica per immagini che permette l’analisi degli strati del fondo oculare mediante sezioni ad alta velocità e risoluzione. La modalità di azione non prevede emissione di radiazioni elettromagnetiche ma è simile all’ecografia con ultrasuoni di tipo B-SCAN con una risoluzione di 7 micron, quindi molto più precisa e senza l’uso di sonde, quindi molto meno invasiva. Ogni sezione ottica è ottenu-

ta in una frazione di secondo e l’esame è rapidissimo ed indolore. L’OCT è un esame facile, veloce, riproducibile, non invasivo, adalta sensibilità. La scansione è semplice e rapida e non prevede nessuna iniezione di mezzi di contrasto endovenosi, a differenza della fluoro angiografia, ed è quindi facilmente ripetibile per un ottimo follow-up nel tempo delle patologie retiniche e del nervo ottico. La sua utilità è dimostrata nei seguenti casi: fori maculari, trazioni vitreo-retiniche, miopia, diabete edemi macularti, maculopatie senili, glaucoma. L’OCT permette di evidenziare e di misurare i seguenti elementi: morfologia retini-

STUDIO MEDICO POLISPECIALISTICO

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CAPPUCCINI

ca, riflettività retinica, spessore retinici, volume retinici, mappa retinica, morfologia del nervo ottico, spessore delle fibre nervose del nervo ottico. Le immagini possono essere: acquisite, analizzate, quantificate, memorizzate, confrontate tra esami successivi nel tempo. L’OCT pertanto ci consente nella pratica clinica quotidiana: fare diagnosi rapida e facile delle patologie della retina e del nervo ottico, seguire l’evoluzione delle malattie nel tempo, eseguire studi scientifici e farmacologici. Pertanto si può affermare che l’OCT è diventato l’esame diagnostico strumentale più diffuso e utilizzato nella studio dellapatologia oculistica retinica.

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Dott. Fabio Sciarretta Chirurgo Ortopedico

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e fratture del femore al livello dell’anca sono sempre più frequenti. In Italia si verificano più di 85000 fratture di femore, che significa che un anziano ogni sei minuti cade e si rompe il femore. Il potere e sapere distinguere le persone più a rischio di fratture riveste, quindi, una importanza fondamentale al fine di mettere in atto le strategie di prevenzione più opportune. Entriamo perciò nel dettaglio dei dati in nostro possesso. Il 77% delle fratture colpisce le donne e tra queste il 79% ha un’età oltre ai 75 anni. Il trattamento delle fratture del femore comporta in Italia una spesa superiore al miliardo di Euro all’anno e si prevede che per il 2030 in Europa l’incidenza delle frattue del femore supererà i 750.000 nuovi casi ogni anno. Visti i numeri impressionanti anche per uno come me del mestiere spingiamoci più a fondo e vediamo cosa ci insegna la letteratura al fine di emglio comprendere i fattori di rischio e le possibili soluzioni da intraprendere. Il fattore che più condiziona il rischio di frattura del femore è proprio I’età, seguita dal deficit cognitivo e dalle difficoltà nella deambulazione. 14

Le persone a maggior rischio sono, perciò, quegli anziani in età molto avanzata con una deambulazione incerta e difficoltosa e con problema difficoltà di memoria o segni di demenza. Ed è proprio su di loro che andrebbero concentrati i maggiori sforzi nella prevenzione. Come capire quindi se un nostro caro è a rischio? Accendiamo il computer e cerchiamo il FRAC test, quel test che gli studiosi hanno messo a punto per identificare facilmente il rischio di frattura sulla base di fattori individuali come allezza, peso, vizio del fumo, uso di particolari farmaci, densità minerale ossea e precedenti fratture. Il test tiene conto anche della razza dell’individuo, in quanto i parametri di rischio di fratture possono variare tra le diverse razze. Rispondiamo alle domande ed in pochi minuti otterremo il risultato. A disposizione abbiamo anche il FAC test che valuta nel dettaglio la capacità di deambulazione, per esempio riuscire a camminare su diversi tipi di terreno, salire le scale, l’uso di un bastone. Infine, valutiamo il funzionamento del cervello: tra i diversi tests cognitivi, un gruppo di colleghi napoletani ne ha in-

trodotto uno facilitato in dieci domande semplici come ricordare il nome dell’attuale Papa, il nome della madre e il proprio numero di telefono oppure effettuare una semplice operazione di sottrazione, che ci consente di identificare eventuali segnali di demenza. Fatta la diagnosi ed acceso il campanello di allarme che rimedi attuare? Cominciamo da quelli più semplici: - eliminare tappeti, scendiletto, tavolini e sedie basse che possono facilitare le cadute - illuminare bene le stanze al fine di non nascondere eventuali ostacoli - effettuare controlli peridoci di vista ed udito e, entrando nel mio specifico campo ortopedico, - effettuare un esercizio fisico regolare e costante, che,

tradotto, vuol dire camminare almeno una mezz’ora al giorno oppure ancora meglio affidarsi a quei terapisti della riabilitazione oggi in grado ed organizzati per tenere corsi di ginnastica specifica, quale la ginnastica dolce. -valutare l’opportunità, dopo aver eseguito un corretto screening dell’osteoporosi mediante una Mineralometria Ossea Computerizzata, di seguire una terapia medica specifica (vitamina D, calcio e bifosfonati). L’insieme di questi due ultimi provvedimenti consente di ridurre il rischio di fratture del femore di circa il 60%. Fortunatamente anche negli anziani non tutte le cadute hanno come conseguenza la frattura del femore: essa si verifica solo nel 5 per cento dei casi ed è prontamente riconoscibile: un vivo dolore

all’anca associato alla impossibilità a muovere l’articolazione e a rialzarsi dal pavimento e ad un arto inferiore ruotato verso l’esterno e talvolta anche apparentemente accorciato consentono l’immediato sospetto e devono imporre l’urgente chiamata dello specialista ortopedico che sarà subito in grado di confermare clinicamente il sospetto ed avviare l’anziano verso il ricovero per eseguire la radiografia del bacino ed essere operato quanto prima, entro 24-48 ore dall’infortunio in modo da minimizzare al massimo il rischio di complicanze ed accelerare la ripresa funzionale. La radiografia consentirà di differenziare una frattura “laterale”, pertrocanterica o sottotrocanterica, più frequente, da una frattura “mediale”, che si verifica in in circa il 35 per cento dei casi. I due tipi impongono scelte chirurgiche diverse: nel primo caso il chirurgo ortopedico dovrà provvedere a “ridurre”, cioè rimettere in asse, e “sintetizzare” la frattura con chiodi di titanio che vengono introdotti e fissati all’interno dell’osso, mentre, nel secondo, vista la scarsa vascolarizzazione della testa e del collo del femore, ricorrerà alla sostituzione totale della parte frattura con una protesi d’anca di cromo, cobalto o titanio. Nel primo caso si potrà rialzarsi e cominciare a camminare con I’aiuto delle stampelle dopo i primi 4-5 giorni, mentre nel secondo caso il paziente verrà immediatamente rialzato dal letto il giorno dopo l’intervento con l’ausilio di un girello. Categorica in entrambi i casi la stretta collaborazione con un terapista della riabilitazione di fiducia del chirurgo, che dovrà giornalmente, e se possibile anche con doppia seduta giornaliera, iniziare la riabilitazione per consentire di recuperare rapidamen-

te il movimento dell’anca e una deambulazione corretta, abbreviando i tempi di recupero ed evitando il rischio di complicazioni serie a livello del sistema circolatorio, dei polmoni, dello stesso bacino. Ahimè, nonostante le più recenti linee guide adottate in

tutti i paesi, raccomandino, come detto, di effettuare gli interventi chirurgici dopo una frattura del femore entro 2448 ore dal ricovero, ciò accade in Italia solo in circa il 30% dei casi. Il consiglio , quindi, è quello di non tardare nel capire la potenziale importanza

della caduta del proprio caro, chiamare prontamente lo specialista ortopedico e fare riferimento alle strutture sanitarie di alta professionalità in grado di offrire una pronta e completa assistenza medica, chirurgica, anestesiologica, riabilitativa ed assistenziale.

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MAMME IN DOLCE ATTESA 16

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Editoriale la salute del nascituro

viene monitorata in modo continuativo durante la gravidanza attraverso l’applicazione di protocolli diagnostici consolidati che integrano diagnostica di laboratorio, diagnostica ecografica, diagnostica cardiologica e dove i nostri specialisti sono a supporto tanto della gestante quanto del suo ginecologo per scambi di informazione ed approfondimenti. Monitorare l’andamento della gravidanza attraverso un protocollo diagnostico integrato ha diversi vantaggi:

Fabrizio Sciarretta Direttore Responsabile

si è seguiti da un team di specialisti collaborativo, dove le informazioni sono messe a fattor comune e vagliate utilizzando le competenze di ciascuno; i medesimi specialisti eseguono e valutano gli esami lungo tutta la gravidanza impiegando le stesse apparecchiature e massimizzando quindi la confrontabilità dei risultati nel tempo; si possono prenotare fin dall’inizio tutti gli esami con la sicurezza di poterli eseguire al momento giusto e senza doversi preoccupare più di nulla.

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19 OTTOBRE.indd 4

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Un’alimentazione corretta durante la gravidanza sia in qualità che in quantità è il presupposto principale per assicurare un buon sviluppo intrauterino del feto e per prevenire complicanze materne. Nella gravidanza fisiologica la dieta non richiede privazioni o modifiche delle proprie abitudini se queste non erano già chiaramente sbagliate. E’ però necessario tener presente alcuni accorgimenti specifici sia di natura generale che più specifica come nel caso dell’acido folico il cui fabbisogno giornaliero durante la gravidanza raddoppia. Qualora, viceversa, fosse necessario affrontare problematiche specifiche, la consulenza del medico specialista in Scienza della Nutrizione può risultare opportuna.

l’alimentazione

l’accompagnamento La gravidanza e la preparazione al parto

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Percepire e conoscere il proprio corpo con i suoi movimenti, la respirazione, ottenere il rilassamento e la concentrazione sono tutte capacità fondamentali per vivere serenamente il momento del parto. Attraverso incontri mensili individuali effettuati da un Terapista della Riabilitazione esperto del metodo Resseguier, ci poniamo l’obiettivo di supportare la futura Mamma a vivere gravidanza e parto con consapevolezza e partecipazione ed anche di prevenire e curare, i principali disturbi della gravidanza (nauseavomito-acidità, mal di schiena, gambe gonfie, vene varicose, stitichezza, insonnia).

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Dott. Gaetano Luigi Nappi e Dott. Marco Decuzzi Chirurghi Vascolari - Branca di Diagnostica per Immagini, Poliambulatorio Specialistico Lab. Cl. NOMENTANO

“gonfiore”. L’edema linfatico (o linfedema) è quello causato da un’infiltrazione di liquidi e proteine a livello cutaneo e sottocutaneo, come conseguenza di

Diagnosi e terapia Dato il quadro complesso dell’edema, viste le sue molteplici cause, il

così la migliore strategia terapeutica. La terapia del linfedema consiste in un regime dietetico ipocalorico, ipoproteico, iposodico,

L’edema linfatico degli arti inferiori Gonfiore agli arti inferiori, prurito, arrossamento, formicolio, pesantezza e dolore alle gambe sono i sintomi che maggiormente vengono riferiti da chi è affetto da disturbi più o meno gravi di circolazione agli arti inferiori Il sistema circolatorio linfatico Oltre al sistema circolatorio arterioso, che porta sangue ossigenato dal cuore ai tessuti (il tessuto non è altro che un insieme di cellule: il tessuto muscolare è formato da cellule muscolari, il tessuto adiposo dalle cellule adipose,…), e quello venoso, che trasporta il sangue privo di ossigeno, saturo di anidride carbonica e di altri metaboliti al cuore, esiste un terzo sistema circolatorio: quello linfatico, meno conosciuto ma altrettanto importante per il nostro organismo. Il sistema circolatorio linfatico nasce negli spazi presenti tra le cellule di tutti i tessuti e si organizza in una minuscola, ma vasta e complessa ramificazione di canalicoli e 24

condotti che decorre dalla periferia (le cellule dei tessuti che formano il corpo umano) verso il centro (il cuore) e in questo suo decorso diviene di dimensioni via via maggiori fino a creare un grosso “collettore” di linfa, il più grande del sistema linfatico, denominato “dotto toracico”, che è situato nel torace e sbocca a sua volta in una grossa vena del torace (la vena succlavia di sinistra), chiudendo così un vero e proprio “circuito idrodinamico” che è il nostro sistema vascolare. Compito del sistema circolatorio linfatico è quello di trasportare liquidi e proteine dagli spazi presenti tra le cellule che formano il nostro corpo al cuore. Il sistema circolatorio linfatico svolge anche un’importante funzione di difesa immunitaria contro aggressioni esterne (insetti, corpi

estranei). Il trasporto della linfa attraverso i condotti linfatici avviene grazie a meccanismi diretti e indiretti. I meccanismi “diretti” sono garantiti dalla muscolatura insita nella parete dei condotti (vasi) linfatici che, contraendosi, “spingono” la linfa verso il cuore. I meccanismi “indiretti” sono: la “pompa muscolare”, che “spreme” i condotti linfatici che passano nei muscoli durante la contrazione di questi ultimi, permettendo così alla linfa di avanzare verso il cuore; l’attività di pompa del cuore, che durante la sua contrazione (sistole), trasmette le sue pulsazioni alle arterie e queste, a loro volta, trasmettono pulsazioni ai condotti linfatici che vi scorrono vicino, favorendo così il movimento della linfa; l’attività respiratoria, durante la quale la cassa toracica,

nella fase dell’inspirazione, “aspira” la linfa nel torace (si pensi al comune meccanismo della “suzione”); la “pompa articolare”, meccanismo attraverso il quale i capi ossei che formano le nostre articolazioni, muovendosi spingono la linfa verso il cuore, sia durante la loro mobilizzazione attiva, cioè volontaria (movimento di un braccio o di una gamba), che durante quella passiva, o involontaria (si pensi alla mobilizzazione di un arto paralizzato da parte dei fisioterapisti).

L’edema linfatico Con il termine “edema”, si intende un accumulo patologico di liquidi negli spazi presenti fra le cellule dell’organismo. Esso si caratterizza in quello stato che viene comunemente denominato

un’insufficienza linfatica che può trovare diverse cause. In primis, da un’aumentata produzione di linfa da parte dell’organismo come in caso di traumi, interventi chirurgici e trombosi venosa: in questo caso il sistema circolatorio linfatico non riesce a drenare la linfa prodotta poiché in quantità superiori alle sue capacità di trasporto. Altre cause di linfedema sono: l’alterazione dei condotti stessi, come in caso di malformazioni dalla nascita oppure paralisi della muscolatura dei condotti linfatici; la mancata funzionalità dei meccanismi indiretti descritti in precedenza. L’edema linfatico che si accumula tra le cellule provoca un aumento dello spazio tra di esse, ciò causa una loro cattiva ossigenazione e la formazione di quantità sempre maggiore di tessuto connettivo tra le cellule stesse, la cosiddetta “fibrosi”, che a sua volta impedisce una adeguata ossigenazione dei tessuti e altera la fine organizzazione del sistema circolatorio linfatico. All’inizio della malattia, infatti, l’edema si presenta molle alla palpazione, ma dopo un periodo superiore alle quattro settimane il processo patologico si complica con la fibrosi, formandosi così un edema duro alla palpazione, che aggrava ancor più il trasporto della linfa.

medico deve valutare il paziente nel suo insieme prima di poter fare diagnosi. In particolare, indagini cliniche (visita accurata) e strumentali per valutare la funzionalità cardiaca (ecocardiogramma) ed indagini ematochimiche (per lo più: valutazione della funzionalità renale ed epatica, la quantità di cellule del sangue rispetto alla componente liquida di quest’ultimo, la quantità di proteine in esso contenuta), che ci permettono di escludere edemi di origine diversa (renale, cardiaca, discrasica,…). L’ecocolordoppler delle arterie e delle vene periferiche ci permette di eseguire uno screening dei sistemi circolatori arterioso e venoso. Alcuni linfedemi infatti sono sostenuti e peggiorati da trombosi venose profonde (flebedema) o fistole artero-venose (comunicazioni tra arterie e vene) che l’ecocolordoppler sicuramente metterà in evidenza. Potrà quindi l’ecocolordoppler delle arterie e delle vene indirizzare precisamente sul tipo di disturbo circolatorio e valutare l’eventuale concomitante presenza di più alterazioni circolatorie e scegliere

farmaci (per lo più diuretici, ma anche antibiotici ed antinfiammatori), corretta idratazione (bere molta acqua), terapia elastocompressiva (“calze elastiche”), il movimento attivo e passivo degli arti e la massoterapia (massaggi “linfodrenanti”).

Le complicanze: linfagite e cellulite

“cellulite”, in cui si assiste ad un aumento delle cellule adipose con loro degenerazione ed alterazione con aumento abnorme degli spazi tra

le cellule stesse, cui segue un accumulo sempre maggiore di linfa. La terapia più adeguata in questi casi prevede un regime dietetico ipocalorico, presidi farmacologici locali e generali che possono variare a seconda dei casi, terapia elastocompressiva ed il drenaggio linfatico manuale (massoterapia “linfodrenante”).

Il linfedema può favorire il manifestarsi di infezioni cutanee: si tratta della “linfangite”, che si manifesta con febbre a volte anche molto elevata, dolore locale e arrossamento cutaneo, a volte distribuito a chiazze, altre volte in forma di strisce, o anche con un interessamento uniforme di tutta la cute dell’arto interessato, che nella maggior parte dei casi assume tipicamente l’aspetto “a colonna” o “a zampa di elefante” (la coscia e la gamba non hanno più le loro curve fisiologiche). In questi casi la terapia antibiotica e misure accurate di igiene cutanea sono presidi imprescindibili. Altra complicanza è l’edema “lipoideo” chiamato genericamente 25


INTERVISTA AL SINDACO ALTIERO LODI

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indaco Lodi, a pochissimi mesi dalla sua elezione, non possiamo iniziare se non chidendole quali siano state le prime iniziative adottate dal lei e dalla sua Giunte. “Il Sindaco delle soluzioni” era il mio slogan in campagna elettorale. Questo sto cercando di essere, individuando e risolvendo i problemi della città. Nei primi cento giorni abbiamo lavorato moltissimo, soprattutto per trovare i fondi: il Comune è in dissesto finanziario e non è facile in queste condizioni amministrare come io e la mia Giunta vorremmo. Abbiamo comunque scelto di puntare sulle politiche sociali, su interventi di edilizia scolastica e sulla sistemazione delle strade. Ci siamo, inoltre, concentrati sulla programmazione, che dovrà dare frutti nei prossimi mesi. Si è reso necessario intervenire da subito sul manto stradale con lavori di manutenzione per quasi tutte le vie cittadine e sulla pubblica illuminazione, realizzando nuovi punti luce (a giorni partiranno 26

i lavori). Abbiamo poi investito sulle messa in sicurezza e manutenzione delle scuole, nonché sull’abbattimento delle barriere architettoniche (realizzando anche una nuova aula a Castelchiodato che renderà possibile frequentare l’asilo a 19 bambini del territorio). Sul fronte delle politiche sociali è stata garantita l’assistenza familiare e scolastica ai bambini portatori di handicap. Abbiamo dovuto saldare un debito fuori bilancio per il mantenimento degli anziani nelle Rsa. Per rendere più pulita e sicura la città, ci siamo impegnati per utilizzare le risorse destinate alla Gesepu al meglio. Inoltre, sono stati presentati numerosi progetti per ottenere finanziamenti da enti sovra comunali per le politiche sociali ed assistenziali, la viabilità, la sicurezza, lo sport, la cultura e gli spazi verdi. SalutePiù si occupa in modo specifico della salvaguardia e valorizzazione dei Borghi Storici. Ha in programma azioni specifiche per quello di

Mentana? Il Borgo di Mentana merita, sicuramente, di essere sfruttato. Purtroppo, sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione di Palazzo Borghese ma stiamo cercando farli ultimare al più presto. Nel mio programma elettorale abbiamo previsto un particolare impegno per valorizzare il centro storico cittadino, prevedendo una serie di incentivi per l’apertura di botteghe artigianali caratteristiche che facciano da traino al turismo, in crescita nei borghi antichi. Il borgo confina con via IV novembre e con l’area del Sacrario Garibaldino, forse tutto questo comprensorio necessiterebbe di essere raccordato e valorizzato? Di certo la storia della città garibaldina non è stata mai divulgata a dovere. Intendiamo adoperarci per valorizzare e sfruttare gli eventi storici legati a Mentana: teatro non solo della famosa battaglia di Garibaldi ma anche dell’in27


La storia I

Mentana

contro tra Carlo Magno e Papa Leone III. Sono molte le meraviglie che devono assolutamente essere messe a disposizione del territorio. Per esempio stiamo studiando un programma che consenta la valorizzazione dei siti presenti a Mentana, tanti e del tutto sconosciuti, come ad esempio Villa Zeri, Villa Dominedò e il parco archeologico di Monte D’Oro e la Riserva Naturale di Gattacieca e Nomentum. Abbiamo preso contatti con la Sovrintendenza dei Beni Archeologici del Lazio e le Università di Tor Vergata e di Bologna proprio a questo scopo.

Il Comune di Mentana ospita sul suo territorio parte della Riserva Naturale di Gattacieca, una risorsa particolare in termini ambientali, geologici, ma anche di vestigia archeologiche forse neanche tutte conosciute. Come vi muoverete in proposito? 28

La gestione della Riserva è competenza della Provincia di Roma. E’ fondamentale collaborare con l’Ente studiando una serie di progetti e di idee da realizzare insieme. Di certo, vogliamo rendere ancora più fruibile a tutti il sito, dove tra l’altro vivono molte specie rare di flora e fauna. La Riserva può essere teatro di iniziative e manifestazioni, soprattutto con il coinvolgimento dei giovani e delle scuole.

Come tutte le cittadine della fascia circostante Roma, anche Mentana ha conosciuto e conosce un’importante espansione urbanistica. Questo pone problemi di equilibrio tra aree edificate e spazi a verde pubblico, di integrazione di nuove comunità, di un corretto assetto urbanistico rispettoso del territorio in cui il centro urbano si espande. Il tema è un po’ vasto, ma ci dà una prima idea at-

torno a quali linee guida si muoverà? E’ vero, anche a Mentana come in tutti i comuni limitrofi, c’è stata una edificazione selvaggia, dovuta principalmente alle continue sanatorie edilizie consentite dal Governo e dai pochi controlli effettuati dalle amministrazioni. Il 9 giugno 2010 con delibera n. 18 il Consiglio Comunale di Mentana ha approvato un documento preliminare di indirizzo sulle scelte strategiche e programmatiche del nuovo PRG. Su tali decisioni, approvate sia dalla Regione che dalla Provincia, bisogna lavorare per garantire un nuovo progetto di piano che preveda una corretta edificazione, servizi adeguati alle nuove esigenze del territorio: viabilità, parcheggi, giardini, parco urbano di Vigna Santucci, aree per la realizzazione di scuole, di luoghi di culto, della caserma dei carabinieri, di un impianto sportivo polivalente e di una tangenziale che eviti il centro

l borgo di Mentana rivela a colpo d’occhio l’antichità della sua origine: posto sul colmo di una “penisola” di tufo che sembra quasi emergere dal nulla, tradisce chiaramente la sua origine “difensiva”. Infatti, tralasciando l’epoca romana e passando d’un balzo all’alto medioevo, Mentana fu sede episcopale già nel III secolo d.C.. Nel 741 venne occupata dai Longobardi e così l’abitato con tutta probabilità venne riedificato nella posizione attuale. Una data va senz’altro ricirdata: quella del 23 novembre dell’800 quando porprio

a Mentana Papa Leone III attese Carlo Magno, che proveniva dall’Abbazia (imperiale) di Fara dove aveva trascorso la notte per accoglierlo a Roma ed incoronarlo Imperatore del Sacro Romano Impero. Nei secoli, poi, Mentana cambio più volte feudatario: il castello di Nomentum fu della famiglia romana dei Crescenzi nel X e XI secolo. Nel 1058 venne distrutta dai Normanni in lotta con il Papa e passò alla famiglia dei Capocci; in seguito fu compresa fra i possedimenti papali e fu affidata ai monaci benedettini di San Paolo fuori le mura. Nel XIII secolo passò agli Orsini, poi (1594) al principe di Venafro, Michele Perett, e nel 1655 al principe Marcantonio Borghese e proprio a questa famiglia dobbiamo la

trasformazione del castello nell’attuale palazzo “fortificato” di stile rinascimentale Il 3 novembre del 1867 – come tutti sappiamo fin dai tempi della scuola - fu teatro della battaglia di Mentana, che segnò l’epilogo infausto della Campagna dell’Agro Romano per la Liberazione di Roma. Le Camicie Rosse di Giuseppe Garibaldi furono

sconfitti dalle truppe pontificie e dai francesi mentre si stavano trasferendo da Monterotondo a Tivoli. GFS

storico. Sono sicuro che con l’impegno e la collaborazione dei cittadini riusciremo a dare un nuovo volto alla città”.

Da visitare: • Il Borgo, con all’interno Palazzo Borghese e la Chiesa di Sani Nicola • Palazzo Crescenzio: dopo il crollo di un’ala dello stesso, si presenta, dopo un decennio di restauri, nella forma odierna. Ospita cimeli archeologici. • Museo nazionale della campagna dell’Agro Romano per la liberazione di Romaconserva i cimeli della campagna garibaldina del 1867 • Il parco della Rimembranza (attiguo al museo) in cui sorge l’araossario. Conserva i resti dei 300 volontari garibaldini caduti nella intera Campagna del 1867. Tra i caduti i cui nomi sono scolpiti ai lati del monumento vi sono i fratelli Cairoli, Giuditta Tavani Arquati, suo marito Francesco Arquati • La “riserva naturale Nomentum”, comprendente il “parco Trentani” e la “macchia di Gattacieca”

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SPECIALE TERME DI CRETONE

L’intervento di S. E. il Vescovo Mons. Ernesto Mandara apre il convegno sul turismo in Sabina, in occasione della 32a Giornata Mondiale del Turismo

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resenze qualificate e impegni precisi per rilanciare il territorio sono stati il tratto caratterizzante della giornata conclusiva della “Festa di Arrivederci all’Estate” tenutasi, dal 1° al 3 settembre, nell’incantevole scenario delle Terme di Cretone (Palombara Sabina). Giunto alla quarta edizione, l’appuntamento si conferma un momento di riflessione sulle attività svolte dalla Diocesi di Sabina Poggio Mirteto, e in particolar modo dalla Caritas diocesana e dall’”Ufficio Tempo Libero Turismo e Sport”, e sulle possibilità di promozione e sviluppo dell’area Sabina. L’intervento del Vescovo Mons. Ernesto Mandara, ha portato un ulteriore contributo di conoscenza rispetto ai temi interessanti l’impegno pastorale. Don Rocco Gazzaneo e Don Gesino Teodori hanno rimarcato, nel corso dell’incontro, quanto sia importante dare un concreto sostegno a quanti vivono 30

situazioni personali di difficoltà. Evidenziata la necessità di interventi di manutenzione in alcune chiese e per delle opere artistiche, di pregevole fattura, conservate al loro interno. Al convegno “Sabina: Via Pulchritudinis”, iniziato alle ore 18, hanno partecipato, tra gli altri: Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo; Maurizio Ciccolini, vice sindaco di Mentana; Fabio Refrigeri, sindaco di Poggio Mirteto; Marco Cossu, assessore di Casperia; Maurizio Massimi, assessore di Palombara Sabina; Antonino La Torre, assessore di Fara Sabina; gli On.li Sabatino Leonetti e Francesco Petrocchi; Michele Pagano, consigliere comunale di Guidonia Montecelio; Nelido Vallocchia, segretario amministrativo dell’Udc provinciale. Ad accoglierli Giovanni, Enrico e Alessandro Sammartino. Il dibattito-confronto è stato moderato da Fabrizio Sciarretta. I numerosi rappresentante

dei comuni presenti hanno, ciascuno, preso la parola per descrivere le iniziative di promozione turistica e di valorizzazione dei beni artistico-urbanistici presenti nel loro territorio e per presentare i programmi a venire. Si è trattato di un momento di condivisione di particolare valore, che si è posto come base per la realizzazione di azioni comuni nel prossimo futuro: infatti, tutti gli amministratori hanno convenuto sull’opportunità di rilanciare il territorio e di porre in essere iniziative concrete in tal senso. Ribadito, inoltre, e a più riprese, che le Terme di Cretone rappresentano un appprezzato volano economico e occupazionale.  Il progetto di ampliamento della struttura, in tale ottica, è un’occasione per aumentare l’offerta turistico-termale dell’hinterland, avrebbe positivi riflessi sull’indotto e consentirebbe la creazione di nuovi posti di lavoro.

1 S.E. il Vescovo Ernesto Mandara il moderatore Dott. Fabrizio Sciarretta e l’On. Francesco Petrocchi 2 Il proprietario delle Terme di Cretone Dott. Enrico Sammartino

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3 Il proprietario delle Terme di Cretone Dott. Alessandro Sammartino insieme a Don Rocco Gazzaneo 4 L’intervento del Sindaco di Poggio Mirteto Fabio Refrigeri 5 Don Rocco Gazzaneo insieme a S.E. il Vescovo Ernesto Mandara 6 L’intervento del Vice Sindaco di Mentana Maurizio Ciccolini 7 L’intervento di Antonino La Torre assessore di Fara in Sabina 8 L’On. Francesco Petrocchi, Alessandro Sammartino e l’On. Sabatino Leonetti 9 Il moderatore Dott. Fabrizio Sciarretta

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SPECIALE TERME DI CRETONE

Corno d’Africa. Carestia e malattie, scatta la gara di solidarietà.

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a solidarietà, prima di tutto. Nel corso della quarta edizione della “Festa di Arrivederci all’Estate”, Don Gesino e Don Rocco hanno evidenziato, con parole toccanti, che sono arrivate dritte dritte al cuore dei presenti, il dramma che sta interessando la Somalia, l’Eritrea e il Corno d’Africa. Sono, infatti, purtroppo, oltre undici milioni le persone colpite dalla carestia e dalle malattie. Il Papa, Benedetto XVI, ha chiesto, nei giorni scorsi, che: “Non manchi a queste popolazioni sofferenti la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà”. Raccolte di fondi sono organizzate un po’ ovunque. Le offerte possono essere versate anche sul 32

conto della Diocesi di Sabina - Poggio Mirteto (Iban: IT77 V02008 73731000400454062) specificando la causale: “Carestia Corno d’Africa”.

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SPECIALE TERME DI CRETONE

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ltima puntata del nuovo format dell’estate. “In Onda” ha deciso di chiudere alla grande, e non poteva farlo che in maniera… effervescente. Ben tre sono gli ospiti che si sono seduti questa volta al fianco della conduttrice Fabiola Poggi. Addolciti e affascinati dalle Ondine della trasmissione, Romina e Stefania, hanno improvvisato gag simpatiche e canzoni a cappella. La produzione de La Web Tv ha deciso questa volta di ospitare un nome: un gruppo, tre persone. Si chiamano Gino, Pacifico e Eduardo, e sono gli

Effervescenti Naturali

Sono tre fratelli e amano definirsi dei “professionisti dell’arte dell’intrattenimento”. E’ riduttivo chiamarli solo “cantanti”, perché il loro pubblico li apprezza e li ricorda anche per le imitazioni e le battute scher34

zose che danno colore al loro show. Una puntata con le bollicine, dove gli artisti si sono sentiti a loro agio, diciamo nel loro contesto abituale, aiutati in questo anche dalla regia, nei nomi di Fabrizio Di Stefano e Marco Mazzei. Gli Effervescenti Naturali è un gruppo unico nel suo genere, sono riusciti a far leva su ciò che la gente desidera di più: cantare e ridere. Divertono il pubblico con le armi del canto, della musica, della comicità. “Essere fratelli ci ha aiutato tantissimo – dicono davanti le telecamere – perché riusciamo ad incontrarci spesso, quantomeno a casa dobbiamo tornare tutti”. Tra di loro c’è un feeling che va oltre il legame di sangue per toccare quello professionale. Per gustarvi tutta la puntata cliccate su www.lawebtv.it e lasciatevi coinvolge-

CONVENZIONI SANITARIE CASPIE DAY MEDICAL EUROPASSISTANCE FASDAC FISDE FONDO EST NEWMED PREVIMEDICAL SARA ASSICURAZIONI UNISALUTE re dalla loro pazzia. Perché agli Effervescenti Naturali per esibirsi gli basta una tastiera o una chitarra, ma in caso di emergenza possono benissimo farne a meno! Un microfono gli serve però! Finita la trasmissione lo staff al completo si è tuffato nelle meravigliose piscine delle Terme, che

hanno regalato una tessera omaggio agli artisti per entrare gratis durante tutta l’estate. La Web Tv, che con questa ultima puntata ha chiuso il ciclo della trasmissione “In Onda”, ringrazia ancora una volta l’organizzazione delle Terme per l’ospitalità e invita tutti a trascorrere a Cretone questa estate.

UNIVERSITA’ POPOLARE ERETINA

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La squadra di Cretone travolge quella di Radio Centro Suono

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e Terme di Cretone non scherzano nemmeno sul campo da gioco. A farne le spese, ultimamente, è stata la squadra di calcio di Radio Centro Suono, impallinata ben dieci volte. La porta delle team termale è stata violata, invece, “solo” in sei occasioni. A capitanarla c’era Alessandro Sammartino. Ma non per la sua discutibile bravura calcistica, semplicemente per il dovuto e scontato rispetto alla sua età (ha superato, da tempo, i 18 anni). Da segnalare la presenza in campo di Marco Marchionni, calciatore di serie “A” di chiara fama e bravura (Juventus,Fiorentina, tanto per fare qualche nome blasonato). Se lo sono diviso, un tempo ciascuno, i due sodalizi. Tanto per non fare pendere la bilancia troppo da una parte. C’è da dire che nemmeno suo fratello, Umberto, è uno che scherza con gli scarpini

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al piede. Da segnalare le prestazioni di Pietro Scipioni e di Emad Ibrahim (capo animatore delle Terme). E’ stato Ibrahim a terrorizzare, con i suoi tiri, tutti i volatili (e non solo) che si aggiravano nei paraggi del campo. Il gol più bello porta la firma di Marco Luzi. Una citazione a parte merita Marco Persichetti, il più giovane del gruppo d’im-

provvisati calciatori. Radio Centro Suono, che schierava pure Massimo D’Adamo, speaker, come capitano, più altri volenterosi, nulla ha potuto contro la furia (è un modo di dire) dei loro determinati antagonisti. In panchina il mitico Ennio Abbondanza, con i galloni di Presidente-Coach.

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ellezza e glamour alle Terme di Cretone. A sfilare in passerella, nel mese di luglio, c’erano le bellissime che hanno partecipato alla selezione provinciale di Miss Italia. Le Terme, una location che ben si presta ad appuntamenti di questo genere, hanno fatto da sfondo ad una serata-evento che non ha lesinato emozioni. Protagoniste, ovviamente, le stupende ragazze provenienti da tutta la regione. Gli ospiti della struttura di via dell’Acqua Solfurea sono letteralmente rimasti a “bocca aperta” nel vedere la professionalità con la quale hanno sfilato e il fascino che era proprio di ognuna di loro. Non è mancato nemmeno il “tifo” per le varie supergirls che hanno mandato in visibilio il pubblico. A dare quel tocco di classe in più un sottofondo musicale particolarmente azzeccato. 38

Miss Italia sbarca alle Terme di Cretone

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SalutePiù - Ottobre 2011  

Alimentazione e allattamento, anemia e problematiche cardiologiche sono i tre temi intorno ai quali si articola lo speciale gravidanza conte...

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