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LA RINITE ALLERGICA Dott. MARCO GARUFI BOZZA Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio Responsabile della Branca di Allergologia e Pneumologia del Poliambulatorio Specialistico “Laboratorio Clinico Nomentano”

Dott.ssa MARZIA RUGGIERI Specialista in Otorinolaringoiatria

La rinite allergica è una patologia rilevante non solo per la sua diffusione – si può ipotizzare che addirittura due persone su dieci ne siano affette - ma anche perché spesso si presenta collegata ad altre patologie (asma, otite, sinusite, poliposi nasale) e può generare disturbi diversi da essa. Essendo il naso in stretta continuità sia anatomica che funzionale con i seni paranasali e con l’orecchio, l’interessamento pressoché costante dei seni paranasali con un quadro di sinusite e dell’orecchio con la comparsa di otite mettono in luce il fatto che la rinite allergica non appartenga solo alla sfera d’attività propria dell’allergologia ma coinvolga necessariamente anche quella dell’otorinolaringoiatria. Ostruzione nasale, gocciolamento di tipo acquoso (idrorrea), prurito intranasale (spesso anche congiuntivale e palatale), ostruzione nasale, ripetuti starnuti, sono i sintomi più comuni della rinite allergica che può essere definita una malattia infiammatoria della mucosa nasale. A questi sintomi, possono far da contorno cefalea frontale (mal di testa), riduzione dell’olfatto (iposmia) e congiuntivite (lacrimazione, prurito e arrossamento degli occhi). La rinite è, da un lato, scatenata da allergeni quali pollini, acari della polvere, muffe, peli di animali domestici e, dall’altro, aggravata da diversi fattori tra cui fumo, aria fredda, odori forti. 6

La diagnosi La visita dall’otorinolaringoiatra metterà in evidenza una mucosa nasale tipicamente pallida (cioè di colorito roseo), con ipertrofia cioè ingrandimento dei turbinati nasali con presenza di secrezioni nasali chiare e fluide ed a volte la presenza di polipi nasali (strutture di consistenza molle di aspetto gelatinoso che provengono dall’eccessivo rigonfiamento della mucosa nasale sotto lo stimolo degli allergeni). La rinite, spesso, si associa ad altri fenomeni allergici: congiuntivite allergica, problemi cutanei (dermatite allergica) e, soprattutto, asma (oltre il 70% di coloro che soffrono di rinite allergica, svilupperanno nel corso della vita un asma). La correlazione tra rinite ed asma è dovuta al fatto che le strutture microscopiche del naso e dei bronchi sono molto simili e l’infiammazione si manifesta con il medesimo meccanismo. Inoltre le secrezioni nasali causate dalla rinite provocano uno scolo continuo nel rinofaringe (post nasal drip) e di lì verso le strutture tracheo-bronchiali che scatenano e alimentano il fenomeno asmatico. E’ dunque facilmente comprensibile come sia necessaria, oltre alla valutazione allergologica (Prick Test e RAST), anche la stretta collaborazione tra le due branche specialistiche di Allergologia ed Otorinolaringoiatria al fine di una valutazione globale del paziente e per stabilire

un’ottimale iter terapeutico. In sintesi, l’iter diagnostico completo in un paziente che mostri i sintomi della rinite è: 1 test allergometrici cutanei 2 visita otorinolaringoiatrica con fibrorinolaringoscopia ed eventuale rinomanometria. La fibrorinolaringoscopia è un esame importante per la visualizzazione delle modificazioni all’interno del naso dovute all’infiammazione (ipertrofia dei turbinati, poliposi nasale, ecc.) 3 visita pneumolgica 4 spirometria con test bronco dinamici Eventualmente, la richiesta degli specialisti potrà essere quella di una TAC del Massiccio Facciale ed una radiografia standard del torace.

La terapia

Attualmente, l’uso di farmaci quali antinfiammatori, antistaminici, ecc. migliora notevolmente la sintomatologia. Ma tutto ciò non basta in quanto l’adozione di alcune semplici norme comportamentali aumentano l’efficacia del trattamento e soprattutto la qualità della vita per il paziente.

Comportamenti anti-allergia Alcuni comportamenti mirati possono aiutarci a combattere le allergie o, perlomeno, a ridurre i loro effetti: si tratta, fondamentalmente, di utilizzare alcune semplici precauzioni per diminuire l’esposizione ai pollini se si è affetti da allergia stagionale. Innanzitutto, bisogna individuare la specie vegetale alla quale appartiene il polline che scatena l’allergia: ciò consente di stabilire la stagione di impollinazione e quindi quale sarà il periodo in cui rischiamo di subire i suoi effetti. Ovviamente, per quanto possibile, va evitato di soggiornare in luoghi aperti e con vegetazione durante il periodo di impollinazione della pianta a cui si è allergici: una misura molto importante per i bambini che giocano nei parchi e nei giardini. A tal proposito è bene comunicare al personale sco-

lastico lo stato di allergia dei ragazzi e degli eventuali provvedimenti da adottare. Nel viaggiare in auto è bene mantenere i finestrini chiusi, usare se è il caso l’aria condizionata dopo aver effettuato la manutenzione dei filtri della stessa. Per gli appassionati delle due ruote, è consigliato l’uso del casco integrale. Prima di un viaggio, è necessario informarsi sul tipo di vegetazione e sul livello dei pollini nella località di destinazione. Queste notizie sono facilmente reperibili su molti siti internet dedicati alla meteorologia: consultando i “calendari dei pollini” è possibile saper quando il loro livello si innalza. Per quanto riguarda l’abitazione, è buona norma mantenere porte e finestre chiuse quando il livello dei pollini è più alto. Inoltre, è meglio arieggiare la casa in tarda

serata in quanto il polline raggiunge la sua massima concentrazione nell’aria tra le ore dieci e le sedici. Per chi soffre di asma allergico è necessario non fumare e non effettuare esercizio fisico all’aria aperta. Ultimo consiglio è di cambiarsi i vestiti appena rientrati in casa, se si è stati all’aperto in presenza di pollini, ovviamente non in camera da letto per non fare stratificare i pollini nella polvere domestica. Buona norma è anche quella di lavarsi i capelli, anche solo con acqua al rientro in casa. Un evento raro, ma da prendere in considerazione, sono le cosiddette “reazioni crociate” che i soggetti sensibili ad allergeni stagionali hanno con l’assunzione di alcuni alimenti nel periodo di pollinazione. Prendendo ad esempio le più frequenti sensibilizzazioni

ai pollini alle nostre latitudini possiamo dire che un soggetto allergico alle graminacee durante il periodo pollinico deve astenersi dall’assumere cibi come agrumi, albicocche, anguria, ciliegie, frumento, kiwi, mandorle, melone, pesca, pomodoro e prugna. Per gli allergici alla paretaria è sconsigliato mangiare gelsi, melone, ciliegie, basilico e ortica. Queste precauzioni possono migliorare lo stato di salute di chi soffre di allergie stagionali nel periodo critico. Bisogna ricordare, però, che queste misure non sostituisco la terapia farmacologia che il medico assegna ai propri pazienti allergici, ma ne aumentano indubbiamente l’efficacia.

Dott. MARCO GARUFI BOZZA 7

SalutePiù - Giugno 2012  

Numerosi contributi degli specialisti dei centri medici Nomentano e Cappuccini caratterizzano questo numero di Salute Più: la rinite allergi...

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