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ILVA LA SVOLTA DELLE DONNE FEMMINICIDIO LA LEGGE E LE POLEMICHE NOVEMBRE / DICEMBRE 2013 FUORI DALLA CRISI DONNE & INNOVAZIONE

variazioni sul tema prezzo sostenitore 3,00 euro Anno 68 - n.11/12 ISSN 0029-0920


Le possibilità di abbonamento a NOIDONNE sono le seguenti: ordinario 25 euro straordinario 60 euro (hai diritto a 3 indirizzi o 3 copie) sostenitore 100 euro (hai diritto a 6 indirizzi o 6 copie) 1+1= 40 euro Due abbonamenti - almeno una nuova abbonata con un unico bollettino di soli 40 euro (anzichè 50 euro) Il versamento può essere effettuato con un bollettino di c/c postale sul conto nr. 000060673001 oppure con Bonifico su BancoPosta intestato a: Società Coop. Libera Stampa a rl c/o Studio Berto Fabio IBAN: IT57 D076 0103 2000 0006 0673 001


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DELFINA di Cristina Gentile

2013

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www.noidonne.org

SOMMARIO

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NOVEMBRE / DICEMBRE

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2013 RUBRICHE 09 Il filo verde di Barbara Bruni 11 Salute BeneComune di Michele Grandolfo 21 Strategie private di Cristina Melchiorri 44 Leggere l’albero di Bruna Baldassarre 44 Famiglia, sentiamo l’avvocata di Simona Napolitani 45 Spigolando di Paola Ortensi 46 Con ago e filo Fondazione Cerratelli 46 Donne&Consumi di Viola Conti 47 L’OROSCOPO DI ZOE

34 URUGUAY / DONNE IN NERO NESSUNA DONNA È CAMPO DI BATTAGLIA di Patricia Tough

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36/47 APPRODI

01 / DELFINA di Cristina Gentile

11 POZZUOLI / A CORTO DI DONNE RASSEGNA INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI

03 / EDITORIALE di Tiziana Bartolini

4/7 ATTUALITÀ 04 QUALI SONO LE NOSTRE VERTENZE? UNA VERA ‘ARTE POLITICA’ FEMMINISTA di Giancarla Codrignani 05 ANNA MARCIANO, IL SALUTO A UNA CARA AMICA E DIFFONDITRICE DI NOIDONNE di Tiziana Bartolini 06 UNA CHIESA D’AMORE E MISERICORDIA di Stefania Friggeri

8/9 BIOETICA

26/27 EMILIA ROMAGNA 28 /34 MONDI 28 RUSSIA / VIOLENZA DI GENERE ARRIVA IL PRIMO DISEGNO DI LEGGE di Cristina Carpinelli 30 GHANA / VITA DA STREGHE 500 DONNE CHIUSE NEI CAMPI-PRIGIONE di Barbara Antonelli

20/25 JOB&JOB

10/13 INTRECCI 10 ESSERE BELLE FA BENE. ANCHE IN CHEMIO. CURA ESTETICA OLTRE CHE MEDICA di Cristina Melchiorri

32 AFRICA / ALBINE NEL CONTINENTE NERO: NASCERE BIANCHI DI COLORE È UNA DANNAZIONE di Maria Elisa Di Pietro

20 WELL_B_LAB* / NO WOMEN NO INNOVATION AZIENDE: PIÙ DONNE PIÙ PROFITTI di Giovanna Badalassi

Mensile di politica, cultura e attualità fondato nel 1944

DIRETTORA Tiziana Bartolini

Anno 68 - numero 11-12 Novembre-Dicembre 2013

EDITORE Cooperativa Libera Stampa a.r.l. Via della Lungara, 19 - 00165 Roma

Autorizzazione Tribunale di Roma n°360 del Registro della Stampa 18/03/1949 Poste Italiane S.p.A. Spedizione abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. In L.27/02/2004 n°46) art.1 comma 1 DCB Roma prezzo sostenitore 3.00 euro Filiale di Roma

PRESIDENTE Isa Ferraguti

La testata fruisce dei contributi di cui alla legge n.250 del 7/8/90

25 DONNE DI PISA, UNA PROPOSTA: PRIMA IN PENSIONE E PIÙ OCCUPAZIONE

15 UNO SGUARDO ANTROPOLOGICO INTERVISTA A GIOIA DI CRISTOFARO LONGO di Tiziana Bartolini

18 L’ARTE DI RACCONTARE IL CIBO di Marta Mariani

STAMPA ADG PRINT S.R.L. Via dei Tulipani 26 bis 00041 Pavona di Albano Laziale (RM) tel. 06.9314578 fax 06.9315044 SUPERVISIONE Elisa Serra - terragaia.elisa@gmail.com ABBONAMENTI Rinaldo - mob. 338 9452935 redazione@noidonne.org

‘noidonne’ è disponibile nelle librerie Feltrinelli ฀฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀ ฀฀ ฀ ฀ ฀฀ ฀ ฀

AMICHE E AMICI DEL PROGETTO NOIDONNE

Gianna Schelotto Clara Sereni Michele Serra Nicola Tranfaglia

Laura Balbo Luisella Battaglia Francesca Brezzi Rita Capponi Giancarla Codrignani Maria Rosa Cutrufelli Giuliana Dal Pozzo Anna Finocchiaro Carlo Flamigni Umberto Galimberti Lilli Gruber Ela Mascia Elena Marinucci Luisa Morgantini Elena Paciotti Marina Piazza Marisa Rodano

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36 LA TARANTINA E LA SUA ‘DOLCE VITA’/ GABRIELLA ROMANO di Elisabetta Colla

24 DONNE IN CAMPO / CIA IL VALORE DEI SEMI, BENE DELL’UMANITÀ GIORNATA MONDIALE DONNA RURALE

12 DIMMI QUANTO SPRECHI E TI DIRÒ CHI SEI INTERVISTA A ANDREA SEGRÈ di Marina Caleffi

07 UDI /CALENDARIO 2014

DALLO SPORT ALLA SOCIETÀ: IL FAIR PLAY COME MODELLO PER LE RELAZIONI SOCIALI di Franco Manti

22 PERCORSI COOPERATIVI POLITECNICA. IL TOCCO E LA PAROLA DI UNA INGEGNERA INTERVISTA A FEDERICA FEDERZONI di Maria Fabbricatore

12/19 FOCUS/ CIBO. VARIAZIONI SUL TEMA

16 L’IMPERO DEI FOOD SHOW INTERVISTA A ROBERTO MUSSAPI di Marina Caleffi

36 LIBRI ALEXANDRA DAVID-NÉEL / ALESSANDRA BRUNI di Tiziana Bartolini

Ringraziamo chi ha già aderito al nuovo progetto, continuiamo ad accogliere adesioni e lavoriamo per delineare una sua più formale definizione L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o cancellazione contattando la redazione di noidonne (redazione@noidonne.org). Le informazioni custodite nell’archivio non saranno né comunicate né diffuse e verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati il giornale ed eventuali vantaggiose proposte commerciali correlate. (L.196/03)

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37 MATRIARCHÉ / F. COLOMBINI – M. DI BERNARDO di Silvia Vaccaro 37 ROSANNA MARCODOPPIDO CINQUANT’ANNI TRA ARTE E POLITICA 38 FEMMINICIDIO: È LEGGE, MA… di Silvia Vaccaro 40 ILVA: OLTRE IL LAVORO LA SVOLTA, IL DOCUMENTARIO DI VALENTINA D’AMICO di Maria Alessandra Soleti

48 POESIA Chiara Moimas Il sé e l’altrove di Luca Benassi

41 VISIONI FUORI RACCORDO FILM FESTIVAL ‘NADEA E SVETA’ DI MAURA DELPERO di Elisabetta Colla 42 LA GABBIA DORATA/DIEGO QUEMADA-DIEZ di Elisabetta Colla

RINGRAZIAMO LE AMICHE E GLI AMICI CHE GENEROSAMENTE QUESTO MESE HANNO COLLABORATO

Daniela Angelucci Barbara Antonelli Giovanna Badalassi Bruna Baldassarre Tiziana Bartolini Luca Benassi Barbara Bruni Marina Caleffi Cristina Carpinelli Thomas Casadei Giancarla Codrignani

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Elisabetta Colla Viola Conti Maria Elisa Di Pietro Maria Fabbricatore Stefania Friggeri Cristina Gentile Michele Grandolfo Franco Manti Marta Mariani Cristina Melchiorri Roberta Mori Simona Napolitani Paola Ortensi Maria Alessandra Soleti Patricia Tough Silvia Vaccaro

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1944 NOIDONNE 2014 guarda al futuro da 70 anni

LA FORZA FA SETTANTA! Il prossimo per NOIDONNE sarà un anno molto, molto speciale. Perché quello dei settanta anni non è un traguardo scontato per un giornale, tanto più se il periodico in questione è frutto della volontà, della tenacia, della lungimiranza e dell’ingegno femminile. Avremo modo, durante tutto il 2014, di raccontare questa lunga e bellissima storia che inizia nel 1944. Diamoci appuntamento su queste pagine ogni mese (ma anche nel sito www.noidonne.org che sarà presto rinnovato e più crossmediale) per scoprire, insieme, in che modo in questi settanta anni NOIDONNE ha condiviso con le sue lettrici novità, notizie e idee. Ogni numero, ogni anno per sette decenni. È una appassionante storia scritta coralmente e al femminile, una storia che vogliamo ripercorrere con te non all’insegna della nostalgia, ma con occhi appassionati e sguardo proteso al futuro. È stata la forza di questo giornale, sempre un passo avanti, sempre attento a quello che stava muovendosi. O che poteva essere mosso tra le donne e con le donne. Per le donne. Puoi scriverci a redazione@noidonne.org i tuoi ricordi e le tue idee su questo particolare compleanno. Teniamoci in contatto, perché le sorprese non mancheranno e non mancheremo noi di stupirti! Tiziana Bartolini


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QUALI SONO LE NOSTRE VERTENZE? di Giancarla Codrignani

Ăˆ giunto il tempo di una vera “arte politicaâ€? femminista per elaborare proposte ‘intriganti’. E che sarebbero copiate Ne sono successe di cose in quest’anno! ma che fatiche... Il bilancio femminile non è gran cosa e certamente non abbiamo trovato valide leadership. Forse dovremmo dire “fortunatamenteâ€?, se vediamo quelle maschili. Ma il timore piĂš grande è che veniamo risospinte a guardare il contesto con gli occhi neutri, di chi vede il bicchiere mezzo vuoto per donne e uomini insieme, come cittadini senza genere. La violenza intanto cresce: i femminicidi sono l’orrore, ma le proteste, forse strumentalizzate, e gli sballi dei piĂš giovani preoccupano.

Tuttavia, come bisogna cercare di trovare coraggio e vedere il bicchiere mezzo pieno, cosĂŹ non sarĂ  male fare il punto della situazione senza perdere il senso (e i diritti) della soggettivitĂ  femminile. Paradossalmente le crisi sarebbero il periodo favorevole per inserire innovazioni. Chi mai ci proverĂ ? Siamo da sempre “soggetti desiderantiâ€? e sappiamo JOUVJUJWBNFOUF DIF DPTB TJHOJmDB .B  JO TFOTP concreto, che cosa desideriamo? di “cambiare il

mondoâ€? o, come dicono alcune di noi, di “fare mondoâ€?. D’accordo; ma come? essendo sempre piĂš radicali in un tempo che apre a tutto fuorchĂŠ alle rivoluzioni e QFSmOPBMMFEJBMFUUJDIF DPOUSBQQPOFOEPMBOPTUSBGPS[B (realisticamente platonica), oppure abdicando? *MNPOEPOPOĂ’JNNPEJmDBCJMFJQPUFSJGPSUJTPOPTFO[B pietĂ , ma anche suicidi -, ma anche lui ha bisogno di aiuto per non correre senza controllo: gran parte del fallimento della politica democratica internazionale è che nessuno ha il coraggio di dire: “gente, non sappiamo che cosa fare e non abbiamo idee: ci date una mano?â€?. Il futuro come paura non è una prospettiva: forse in questo siamo piĂš coraggiose noi, che, anche se percepiamo piĂš forte l’estraneitĂ  di un sistema di cui USPQQFEJOPJTPOPQFSmOPJOWPMPOUBSJBNFOUFDPNQMJDJ  continuiamo ad avere una gran voglia di “esserciâ€?. Alcune cose molte di noi le hanno maturate: che i DPOnJUUJOPOTJGSPOUFHHJBOP NBTJBUUSBWFSTBOPBODIF tornando sui passi compiuti; che non avevamo bisogno di Papa Francesco per capire che è meglio aspirare alla libertĂ  che al potere; che la vita diventa “buona vitaâ€? solo se i rapporti con gli altri, a tutti i livelli, sono “relazioneâ€?. E che, in ogni caso, quando ci sono degli sgarri, si denuncia argomentando. Forse l’intellighenzia femminista ha troppo seguito la NFUPEPMPHJB EFJ mMPTPm  QBSUFOEP EBMMF UFPSJF OPO abbiamo costruito nessuna vera “arte politicaâ€? per aprire vertenze. Le amiche che si domandano se dobbiamo ammettere o no gli uomini alle nostre iniziative dovrebbero aver intuito che, se avessimo avanzato proposte davvero JOUSJHBOUJ  BWSFNNP BWVUP MB mMB EFJ QPTUVMBOUJ BMMB porta, quanto meno per far rapina, come è sempre accaduto in tutti i laboratori, dove le idee le mettono le donne e i Nobel vanno ai maschi.


CARA ANNA, 5 AMICA CARA Novembre | Dicembre

Ăˆ certo molto interessante se anche noi critichiamo l’economia capitalistica e ci aggiungiamo la denuncia DIFJMQSPmUUPFMBDPNQFUJUJWJUĂ‹TPOPFGGFUUJEFMQBUSJBSDBUP Ma se poi ci sfuggono i servizi (che nella nostra visione sono diritti), bisognerĂ  riposizionare le prioritĂ  politiche presentando adeguate proposte. D’altra parte la

politica non sarĂ  mai “nostraâ€? se non coinvolgiamo le donne che piĂš subiscono questo mercato e questo falso welfare di cui loro sono l’ammortizzatore. Il lavoro OPOTBSĂ‹NBJQJĂĄRVFMMPDPOPTDJVUPmOPBWFOUBOOJGB e il precariato condiziona stabilmente proprio quella maternitĂ  esaltata come ruolo e oggi sempre piĂš desiderata dalle dirette interessate; che, però, rischiano - dato che non si è mai chiarito quanto i valori della sessualitĂ  stiano dentro la dignitĂ  della vita - di essere rimandate alla casa. Non è piĂš possibile fermarsi al nostro limitato orizzonte: TFM0/6EJTDVUFMFNJTVSFQFSQPSSFmOFBMMFi.VUJMB[JPOJ Genitali Femminiliâ€? nel mondo, noi ci confrontiamo con le migranti e la tratta. Lampedusa è certamente la pietra di paragone di un bilancio critico del 2013. Ma, anche se non si sa se il sistema sia solo ammalato o giĂ  morto, MB EJGGFSFO[B EJ HFOFSF OPO mOJTDF (MJ VPNJOJ IBOOP detto che siamo “una risorsaâ€?: la parola non è felice, ma al riconoscimento non corrisponde l’esser tornate a dover contare su noi stesse. Non molliamo la presa, per caritĂ , e tentiamo - a partire dalla sempre sfuggente ricerca di unitĂ  - di fare un passo avanti: la proposta dello sciopero di genere del 25 novembre potrebbe essere un auspicio. E

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Un ricordo di Anna Marciano, diffonditrice di NOIDONNE Il dolore è grande per la perdita di una diffonditrice di NOIDONNE. Il dolore è grande per la perdita soprattutto di una cara amica, donna lieve e profonda, ironica e anticonformista, tenace e arguta. Anna è stata per me un regalo di NOIDONNE. L’ho conosciuta attraverso il nostro giornale e grazie alla sua voglia di diffonderlo siamo sempre rimaste in contatto, unite dalla comune passione di voler ‘dare gambe’ alle parole delle donne. E lei le gambe ce le ha messe concretamente,camminando e prendendo treni e autobus per portare ogni giorno NOIDONNE nei negozi e nei mercati, avvicinando giovani o adulte per porgere altri punti di vista. Quelli che NOIDONNE racconta da settanta anni. La sua ‘passione tranquilla’ in questi anni è stata una costante testimonianza di affetto per me come persona, ma soprattutto un gesto d’amore autentico verso tutte le donne e verso quel ‘femminile’ che non è riconosciuto quando non maltrattato.Ringrazio Anna per avermi insegnato la grandezza della semplicitĂ  e il valore, immenso, dei piccoli gesti quotidiani che hanno il potere di dare forza e il pregio di non fare clamore.Un insegnamento, il suo, che è un pezzo importante della mia esistenza umana prima che professionale.La settimana prima della sua morte - avvenuta JM  PUUPCSF  DIJBDDIJFSBOEP JO NBDDIJOBø USB $FDJOB F -JWPSOPNJBWFWBDPOmEBUPDIFBWFWBJOJ[JBUPBTDSJWFSFEFMMB sua intensa e non convenzionale vita, a mettere ordine nei suoi ricordi. Era un buon proposito, le dissi, perchĂŠ è giusto dare valore ai cammini umani che, come il suo, si sono contraddistinti per l’eleganza di donare sincera amicizia senza chiedere nulla in cambio. Una perla rara, oggi, che saper apprezzare e riconoscere rinfranca le nostre anime. Tiziana Bartolini

Con il piglio deciso di chi ha una missione da compiere, telefonava in sede: “mi servono i calendari, me li spedite presto?â€?. Non era iscritta all’UDI, Anna Marciano di Cecina, era una femminista e una amica delle donne e ogni anno ci teneva a diffondere il nostro calendario (era il suo contributo all’ UDI), missione JODVJQPTTJBNPEJSFDIFøTJEJTUJOHVFWB&SBQFSMFJBODIFF TPQSBUUVUUPøVOPDDBTJPOFEJDPOUBUUPQFSQBSMBSFøDPOMFEPOOFF raccontare le cose in cui credeva. L’altro ieri era andata al mare, ultimi bagni della stagione ... e il mare le ha dato l’ultimo abbraccio, QPSUBOEPWJBJMTVPTPSSJTP$JBP"OOB øEBUVUUFOPJø Le donne dell’UDI Femminista storica, instancabile, sempre pronta a diffondere /0*%0//& TFNQSFJOHJSPMNBS[P Ă’NPSUBMVMUJNPCBHOP di mare l’ha portata via ... ci mancherĂ . Le donne di Cecina DIFIBOOPBWVUPMBHSB[JBEJDPOPTDFSMB


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UNA CHIESA

D’AMORE E MISERICORDIA di Stefania Friggeri

“Senza la misericordia non è possibile inserirsi in un mondo di ‘feriti’ che hanno bisogno di comprensione e di perdono”. Parola di Francesco Attraverso le parole

o recandosi in visita là dove vivono gli ultimi (Lampedusa, le favelas, le carceri) Papa Francesco ha lanciato un messaggio chiaro ed esplicito: la Chiesa cattolica deve testimoniare al mondo l’Amore di Dio la cui misericordia è rivolta a tutti gli uomini, non credenti compresi. Dopo secoli di intransigenza cattolica il Papa dice: “la Chiesa è madre… Serve una Chiesa capace di riscoprire le viscere materne della misericordia. Senza la misericordia non è possibile inserirsi in un mondo di “feriti” che hanno bisogno di comprensione, di perdono, di amore”. Parole che rispondono alla necessità di riformare una Chiesa secolarizzata dove si è insinuato il paganesimo idolatra del potere e del denaro. E infatti il Sinodo riunito a Roma nel novembre del 2012 (250 vescovi da tutto il mondo) aveva insistentemente chiesto di “indagare quali sono le ombre e i fallimenti ai quali bisogna porre mOFw .BSUJOWFTDPWPEJ%VCMJOP EJiGBWPSJSFVOBDVMUVSB di solidarietà” (Lapierre, vescovo canadese), di contrastare “le disuguaglianze sociali e le ingiustizie” (Rabago, vescovo messicano). E questo, secondo il vaticanista Politi, spiegherebbe perché la vicinanza di Scola a Comunione e Liberazione, la lobby affaristica e politicante, ha congiurato contro l’elezione al papato del cardinale milanese. E infatti il conclave ha nominato Bergoglio, un vescovo che viene “dall’altra parte del mondo”, un uomo che, inaugurando lo stile di una Chiesa sobria, aperta, non invadente, esprime la voce dell’America Latina storicamente unita dalla religione cattolica. Se il progetto politico di Wojtyla FSB SJVOJmDBSF M&VSPQB QFSDIÏ UPSOBTTF B iSFTQJSBSF DPO due polmoni”, Bergoglio sogna l’unità latinoamericana, progetto raggiungibile attraverso la “teologia del popolo” DIF JTQJSBOEPTJBMMBEPUUSJOBTFDPMBSFEFMMB$IJFTBFSJmV-

tando il taglio marxisteggiante della società divisa in classi, vede nel popolo la soluzione dei drammi sociali: “una Chiesa povera per i poveri”. E inoltre l’integrazione continentale, se realizzata, rappresenterebbe un valido contrappeso alla prepotenza degli USA colpevoli anche, per DPNCBUUFSF MB UFPMPHJB EFMMB MJCFSB[JPOF  EJ mOBO[JBSF MF chiese protestanti cui si sono rivolti migliaia di fedeli della

ALL’ORIGINE DEL WELFARE Ione Bartoli in La mela sbucciata (ed Consulta) compone un racconto a molte voci sull’evoluzione al femminile del welfare nell’Emilia Romagna degli ultimi cinquant’anni. Un libro che deve essere letto se si vuole conoscere la storia che ha fatto grande l’Emilia Romagna di quegli anni rendendola esempio europeo di welfare intelligente. Quando Ione Bartoli assume la funzione di assessora, in Emilia come nel resto d’Italia, esistono ancora i brefotrofi per i minori orfani o abbandonati e gli ospizi di carità per gli anziani che non possono essere assistiti dalla famiglia d’origine. Colpisce la narrazione di cameroni con quaranta letti, di anziani che sciamano all’esterno un solo giorno alla settimana, il giovedì, vestiti della divisa grigia dell’istituto. Di coppie, con alle spalle anni di matrimonio, separate per tutta la settimana, che aspettano questo giorno per finalmente incontrarsi. Tutte istituzioni private, per lo più religiose, alle quale si antepone lo Stato con la sua visione moderna e laica, grazie a un gruppo di donne capaci e testarde, ma prive di ogni aspirazione carrieristica. È il periodo del “tutto statale” e diversamente non avrebbe potuto essere perché solo lo Stato ebbe la forza di tale trasformazione. La domanda che sorge spontanea è: meglio ora, periodo del “tutto privato”? Molte le riflessioni nel libro, a partire dalla prefazione di Flavia Franzoni Prodi. Laura Caputo


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CALENDARIO UDI 2014 Chiesa cattolica. Ecco allora papa Francesco che non solo denuncia gli squilibri economici che colpiscono “chi è piĂš deboleâ€? ma il primo maggio dichiara: “quante persone sono vittime di questo tipo di schiavitĂš in cui è la persona che serve il lavoro, mentre dev’essere il lavoro ad offrire un servizio alle persone perchĂŠ abbiano dignitĂ â€?. Parole importanti, ripetute piĂš volte, senza però mai nominare i diritti che infatti appartengono storicamente alla cultura laica e socialista, cioè ad una cultura che, accanto al concetto di “assistenzaâ€? proprio del mondo cattolico, promuove anche l’intervento dell’ente pubblico per garantire ad ogni cittadino una condizione di vita dignitosa. E viene in mente MBEFOPNJOB[JPOFEJiBTTJTUFO[BwDPODVJmOPBJFSJTJOP minavano i servizi sociali. Scrive Jone Bartoli in “La mela sbucciataâ€?, un libro che ripercorre, attraverso la memoria individuale e la testimonianza dei collaboratori, quasi tutte donne, il lungo e faticoso iter politico attraverso il quale Jone ha costruito le fondamenta, come assessora regionale, del welfare in Emilia Romagna: “GiĂ  il termine di AssiTUFO[BĂ’TJHOJmDBUJWPOPOTJQBSMBWBEJ4FSWJ[JDIFM&OUF Locale o lo Stato erogava perchĂŠ erano un diritto del cittadino che con il suo lavoro e le sue tasse partecipava in modo determinante allo sviluppo della societĂ , si parlava di assistere, quasi facendo un’opera di caritĂ , chi si trovava in qualche situazione di bisognoâ€?. Un percorso che, non a caso, aveva provocato l’ostilitĂ  del mondo cattolico: “il dibattito in Consiglio regionale sulla legge di scioglimento degli Enti assistenziali e delle Opere pie e il passaggio delle competenze agli Enti locali è stato furibondo: i consiglieri DC ci hanno accusato di “spersonalizzazione dell’assistenzaâ€?, di “abbraccio mortale dell’Ente Locale che tutto soffoca e riduce a pura entitĂ  numerica il cittadinoâ€?. Ăˆ vero che la forte esposizione mediatica di Papa Francesco ha provocato molte, troppe aspettative, anche all’interno di quel mondo laico che Bergoglio ha chiamato a percorrere insieme la via per dare una speranza agli ultimi, ma non dobbiamo dimenticare che anche un Papa innovatore ha due milioni di anni di storia alle spalle ed appartiene ad una cultura con la quale a volte Jone è enUSBUBJODPOnJUUPQFSDIĂ?OFMRVPUJEJBOP JOOPNFEFMMBGSBUFM lanza e della solidarietĂ , accadeva che: “Un ospite di una casa di riposo che stava sbucciando una mela mi disse: ‘Per favore la porta a mia moglie? Quando vivevamo insieme a casa a lei piaceva che io gliela sbucciassi’. Gli chiesi dove fosse sua moglie e lui mi rispose ‘Nell’altra ala della rocca’. Donne e uomini, anche mariti e mogli, vivevano rigidamente separati anche di giornoâ€?. E

Il calendario UDI 2014 è dedicato ai simboli femminili nella storia, quei simboli che ci rappresentano e che sentiamo come nostri, JOUFSQSFUBUJEBUSFEJDJGPUPHSBmFTFMF[JPOBUFUSBMFNPMUFJOWJBUFEBMMF nostre donne. -FOPTUSFGPUPHSBGF BDDPNVOBUFEBMMBQBTTJPOFQFSMBGPUPHSBmBF l’adesione ai valori dell’UDI, hanno storie, esperienze e culture diverse: potrete fare la loro conoscenza nell’ultima pagina del calendario. Per noi, anche il calendario stesso è un simbolo: simbolo del futuro che vogliamo costruire insieme, simbolo delle molte donne che ricordiamo con le scarpette rosse scelte per la copertina, simbolo della strada ancora da fare. Per prenotare il calendario, vi preghiamo di scrivere un’email a udiamministrazione@gmail.com indicando l’indirizzo al quale desiderate riceverlo e il numero di copie richiesto. Il pagamento può essere effettuato con bollettino postale BMDDJOUFTUBUPB6OJPOF%POOFJO*UBMJBPDPOCPOJmDP bancario a IBAN IT34 C056 9603 2270 0000 3145 X65, intestato a UDI Unione Donne in Italia. I prezzi sono comprensivi di spedizione: 1 calendario 10â‚Ź - 2 o 3 calendari 8â‚Ź/l’uno - da 3 a 5 calendari 6â‚Ź/l’uno - da 6 a 20 calendari: 5â‚Ź/l’uno - da 21 a 100 calendari 3,50â‚Ź/l’uno - da 101 a 1500 calendari 3â‚Ź/l’uno - piĂš di 1500 calendari 2,40â‚Ź l’uno 3JOHSB[JBNPmOEPSBUVUUFMFEPOOFDIFMPTDFHMJFSBOOPQFSMFMPSPDBTF o s’impegneranno a diffonderlo, fornendo impagabile sostegno all’UDI.


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Franco Manti * Istituto Italiano di Bioetica www.istitutobioetica.org

DALLO SPORT ALLA SOCIETĂ€:

IL FAIR PLAY COME MODELLO PER LE RELAZIONI SOCIALI

LA DIMENSIONE ETICO – SOCIALE DELLO SPORT L’urgenza di un approccio etico alla pratica sportiva è stata al centro del X Convegno di Bioetica per la Scuola, organizzato dal Comitato Nazionale per la Bioetica in collaborazione con l’Istituto Italiano di Bioetica, tenutosi a Roma il 25 settembre, sul tema Bioetica e sport. I valori morali sono, infatti, fondativi della pratica sportiva sia professionistica che amatoriale. Il fair play ne costituisce una sintesi in quanto â€œĂ¨ molto di piĂš che giocare nel rispetto delle regole. Esso incorpora i concetti di amicizia ,di rispetto degli altri[‌] il fair play è un modo di pensare , non solo di comportarsiâ€? (Consiglio d’Eu-

nata convivenza contro la logica della ropa, Codice Europeo di Etica Sporcompetizione selvaggia.â€? ( R. Butcher tiva, punto 6). Esso implica, pertanto, - A. Schneider, Fair play as respect for la lotta alla frode, al doping, alla viothe game in Ethics in Sport, 1998) MFO[BmTJDBFWFSCBMF BMMPTGSVUUBNFO to, alla disuguaglianza di opportunitĂ , IL SANO AGONISMO alla commercializzazione eccessiva, La dimensione etica dello sport è alla corruzione. Tutto ciò riguarda messa a rischio dall’espansione del non solo la condotta degli sportivi, doping. Il fenomeno è, infatti, molto ma di tutti i soggetti interessati alla diffuso anche a livello giovanile. Ăˆ qui e dalla pratica sportiva comprese le che può essere “coltivataâ€? o combatfamiglie degli atleti, in particolare di tuta la “logicaâ€? del ricorso al doping. Ăˆ quelli giovani. Fondamentale risulta, importante che gli adolescenti inizino pertanto, la funzione educativa delle la loro pratica sportiva con SocietĂ  e delle Federazioni. un approccio che ponga Oltre alla redazione di cocentro la dimensione dici etici appare urgenL’ETICA DELLO aletica ed educativa. Le te sviluppare, anche SPORT NON PUĂ’ famiglie, le societĂ  attraverso adeguate iniziative formative, RIDURSI AL RISPETTO sportive, i medici, allenatori, nelle la competenza DI REGOLE IMPOSTE, MA gli loro rispettive funetica di dirigenti, SI SOSTANZIA IN VALORI zioni, sono investiti allenatori, medici sportivi, atleti, ecc. E COMPORTAMENTI di una responsabilitĂ  di cui, non sempre, L’etica dello sport non CONDIVISI risultano pienamente può, infatti, ridursi al riconsapevoli. Alcuni gespetto di regole imposte, nitori tendono a veicolare ma si sostanzia in valori e due stereotipi opposti, ma entrambi comportamenti condivisi. Dovremmo diseducativi: l’iper-agonismo (talvolta pensare allo sport, in tutte le sue arincentivato dagli allenatori) con la riticolazioni, come una pratica sociale cerca del successo, anche a “ogni cocapace di generare ben-essere per stoâ€?; la non competitivitĂ  come valore. gli individui, ma anche per la societĂ  Nel primo caso, si producono condinel suo complesso. Si tratta di passazioni “professionisticheâ€? precoci e di re da una visione astratta, forse elitastress EJGmDJMJTTJNF EB HFTUJSF QFS VO ria, del fair play a una concezione che adolescente. Nel secondo, si inducolo rapporti con i problemi del nostro OP EFSFTQPOTBCJMJ[[B[JPOF  SJmVUP EFM tempo, che renda la pratica sportiva, confronto con se stessi e con gli altri. da quella scolastica a quella agonistiLa pratica sportiva (anche quella amaca, promotrice di una “sana e ragio-


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Il filo verde UPSJBMF Ă’VOBTmEBDIFTJGPOEBTVMMB LA FUNZIONE PEDAGOGICOconsapevolezza dei nostri limiti e sulla EDUCATIVA DELLO SPORT volontĂ  di migliorarli attraverso quella E IL RUOLO DELLA SCUOLA particolare forma di relazione che è Il confronto con se stessi, i propri limiMBHPOJTNP1FSmOPJHSBOEJDBNQJPOJ ti, la propria vulnerabilitĂ , l’insuccesso, devono, nel corso della loro carriera, la costruzione di una relazione sociale fare i conti con la propria vulnerabilitĂ  con compagni e avversari costituisco BE FT HMJ JOGPSUVOJ  F DPO MB TDPOmU no momenti formativi importanti per i ta. Un approccio corretto può portarli giovani. Un ruolo rilevante è quello asad una piĂš profonda conoscenza di TPMUP EBJ EPDFOUJ EJ FEVDB[JPOF mTJDB sĂŠ ed essere incentivo al che con la loro proattivitĂ  etimiglioramento delle preca possono, responsabilizOLTRE ALLA stazioni. Queste due zare gli studenti rispetto polaritĂ  nel modo di al rapporto benessere REDAZIONE DI approcciare la prati- pratica sportiva e CODICI ETICI APPARE ca sportiva evidenall’espressione di URGENTE SVILUPPARE ziano un elemento capacitĂ  non puracomune: evitare LA COMPETENZA ETICA DI NFOUF mTJDIF  NB la frustrazione da relative alle persone DIRIGENTI, ALLENATORI, nella mancata prestazione loro complessitĂ . MEDICI SPORTIVI, con le sue eventuali Due sono i nodi princonseguenze (nel caso DJQBMJ TV DVJ SJnFUUFSF F ATLETI, ECC. del professionismo anche intervenire. Il primo concerRVFMMF FDPOPNJDIF  SJmV ne un’effettiva integrazione tando o falsando, attraverso pratiche EFMMJOTFHOBNFOUPEJFEVDB[JPOFmTJDB illecite, il confronto leale, ad armi pari, con le altre discipline che può essere con gli altri. Il Comitato Nazionale per favorito da un insegnamento per comla Bioetica ( CNB, Etica, sport e dopetenze; il secondo riguarda il rapporto ping, Roma, 25/03/2010) sottolinea con le famiglie (compresa la loro educome il doping costituisca un disvacazione all’etica dello sport) e, quando lore in quanto altera i valori fondanti lo studente svolge attivitĂ  agonistica, dello sport. L’eccessiva medicalizzaDPO BMMFOBUPSJ F TPDJFUĂ‹ TQPSUJWF BGmO zione, le pratiche dopanti, il ricorso, chĂŠ il percorso educativo - formativo sia di cui si comincia a discueffettivamente integrato e tale tere, al doping genetico da contribuire a formare cit(l’uso non terapeutico di tadini responsabili, capaci LA PRATICA cellule, geni, elementi di rispettare e proporre, SPORTIVA, ANCHE genetici, oppure della nella quotidianitĂ , il fair AMATORIALE, Ăˆ UNA modulazione dell’eplay come modello spressione genica, per le relazioni soSFIDA CHE SI FONDA in grado di migliociali. D SULLA CONSAPEVOLEZZA rare le prestazioni * UniversitĂ  di Genova DEI NOSTRI LIMITI E atletiche), non sono una risposta egualitaSULLA VOLONTĂ€ DI ria, come affermano alMIGLIORARLI cuni, alle disuguaglianze fra gli individui indotte dalla lotteria naturale e dalla differenza di genere, ma una vera e proQSJB EJTUPSTJPOF EFM TJHOJmDBUP EFMMB pratica sportiva. Dall’agonismo fra gli atleti si passerebbe alla competizione fra centri di ricerca e case farmaceutiche con la trasformazione di questi ultimi in cavie.

di Barbara Bruni

L’ANIMALE PIĂ™ BRUTTO DEL MONDO Con 795 voti su oltre 3.000 espressi online, il Blobfish si aggiudica il primato come pesce piĂš brutto del mondo, e diventa mascotte ufficiale della Ugly Animal Preservation Society (UAPS). Dall’aspetto gelatinoso e lo sguardo burbero, il Blobfish – che vive nei mari piĂš profondi e rischia l’estinzione perchĂŠ, troppo spesso non avvistato, viene trascinato dalle imbarcazioni - si è aggiudicato il primo posto rispetto alla scimmia con un naso a proboscide, la tartaruga con il naso da maiale e la rana del lago Titicaca soprannominata “rana scrotoâ€?.

DRONI PER STUDIARE GLI URAGANI Come riporta Live Science, i Global Hawk sono i droni - ossia gli aerei senza pilota - che ricercano i segreti nascosti degli uragani. Volano ad altitudini superiori ai 16.700 metri e sono in grado di effettuare fino a 30 ore di volo. Grazie a questi velivoli, la NASA potrà sviluppare modelli per proiettare il percorso di queste tempeste, determinandone anche la loro potenza. Nonostante il corpo relativamente piccolo, gli aerei vantano un’apertura alare di 35 metri e sono dotati, al loro interno, di strumenti radar e microonde.

BOOM DELLE ENERGIE RINNOVABILI Secondo uno studio di Terna, le fonti rinnovabili sono arrivate a coprire il 30% del fabbisogno italiano. Al calo di richiesta di energia elettrica si contrappone, infatti, una crescita nella produzione idrica (+21,0%), fotovoltaica (+16,4%) ed eolica (+22,4%). In aumento anche la produzione geotermica (+5,0%). In flessione, invece, la richiesta – e quindi la produzione - di energia termoelettrica (-18,8%).

RICICLO ILLEGALE Secondo uno studio dell’Eurispes, in Italia il mercato del riciclo illegale dei rifiuti vale 7 miliardi di euro, e tocca i settori piĂš importanti del Made in Italy: abbigliamento e agroalimentare. Non solo, la strada dell’illegalitĂ  brucia anche 110mila posti lavoro. Secondo il rapporto, il 25% delle spedizioni di rifiuti inviate dall’Ue ai Paesi in via di sviluppo di Africa e Asia avviene “in violazione delle normative internazionaliâ€?. Allo stesso modo, l’illegalitĂ  riguarda anche un’ingente quantitĂ  di beni contraffatti o pericolosi che arrivano in Europa. Nel 73% dei casi i beni sequestrati sono di origine cinese.


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ESSERE BELLE FA BENE, ANCHE IN CHEMIO LA CURA ESTETICA รˆ IMPORTANTE QUANTO QUELLA MEDICA PER RITROVARE LA NORMALITร€ E SE STESSE di Cristina Melchiorri

Angela รจ una giovane e brillante esperta di cure estetiche, dirige, con il fratello Sergio, chirurgo plaTUJDP VOPEFJQJรกSBGmOBUJDFOUSJNFEJDPFTUFUJDJB.JMBOP MB .JMBOP&TUFUJDB$PTNFUJD4VSHFSZBOE.FEJDBM4QBFEร’%JSFUUPSFQFSM*UBMJBEJ0ODPMPHZ&TUIFUJDT &RPHqQDWDTXHVWDVXDVSHFLร€FDDWWHQ]LRQHSURIHVVLRQDOHDOOHSD]LHQWLLQFXUDSHUWXPRUL" 5SBUUBSF F JOTFHOBSF BMMF QB[JFOUJ DPNF QSFOEFSTJ DVSB EFMMB MPSPQFMMFBODIFEVSBOUFMBDIFNJPUFSBQJBTJHOJmDBBJVUBSMFB USPWBSFMBGPS[BQFSSJQSFOEFSFVOBWJUBiOPSNBMFw/POร’VO QFSDPSTP GBDJMF  QFSDIร J NFEJDJ IBOOP TFNQSF TDPOTJHMJBUP alle pazienti oncologiche cure estetiche, con lโ€™idea che fosse TPMPMBUFSBQJBNFEJDBMBWFSBOFDFTTJUร‹&EBMUSBQBSUFRVBMF DFOUSP FTUFUJDP TJ QSFOEFSFCCF MB SFTQPOTBCJMJUร‹ EJ USBUUBSF VOB QB[JFOUF DPTร– EFMJDBUB  TFO[B VOBEFHVBUB F TQFDJmDB preparazione? 4XLQGLFRPHVLqSUHSDUDWD" )PTFHVJUPRVJOEJVODPSTPEJGPSNB[JPOFTQFDJmDPOFHMJ64"  PSHBOJ[[BUPEB0ODPMPHZ&TUIFUJDTFIPPUUFOVUPVOB$FSUJmDB[JPOF *OUFSOB[JPOBMF JNQBSBOEP NFUPEJ EJ USBUUBNFOUP F VTBOEPQSPEPUUJEFEJDBUJBJQB[JFOUJPODPMPHJDJ.JIBDPMQJUP MBOBUVSBMF[[BDPODVJMร–TJBGGSPOUBOPRVFTUJUFNJ MBQSPGFTTJPOBMJUร‹FMBTFOTJCJMJUร‹EFMMFPQFSBUSJDJFMBHJPJBEFMMFQB[JFOUJ DIF HSB[JFBMMFDVSFFTUFUJDIF NJHMJPSBWBOPMBTQFUUPNBTPQSBUUVUUPMBTJDVSF[[BJOTFTUFTTF

4XLQGLIXQ]LRQD" $FSUP4JDPNCBUUFJMSJTDIJPDIF QSPQSJPBDBVTBEFHMJFGGFUUJ EFJGBSNBDJ MFQFSTPOFDPOUJOVJOPBWFEFSTJ FBTFOUJSTJ NBMBUF1FSRVFTUP JOTFHOBSFMPSPDPNFSJEVSSFMJNQBUUPFTUFUJDP delle terapie le aiuta anche dal punto di vista psicologico, NBOUJFOFBMUBMBMPSPWPHMJBEJDPNCBUUFSF*O*UBMJB VOQSPHFUUP EJ BWBOHVBSEJB  i4BMVUF BMMP 4QFDDIJPw JEFBUP DPO JM 4BO 3BGGBFMFEJ.JMBOP TUBEBOEPDPODSFUF[[BBRVFTUBJOUFO[JPOF1FSEVFHJPSOBUFVOBTBMBEFMMPTQFEBMFTJร’USBTGPSNBUBJO una vera e propria clinica della bellezza e della cura del corQP EFEJDBUBBEPOOFSFEVDJEBMDBODSPBMTFOP%BMQSPTTJNPBVUVOOP MFQB[JFOUJQBSUFDJQFSBOOPJOQJDDPMJHSVQQJB VOBMF[JPOFJOUSPEVUUJWBTVMMBCJPMPHJBEFMMBQFMMFDVJTFHVJSร‹MB EJNPTUSB[JPOFQSBUJDBDPNFEJSF VOQPNFSJHHJPBMMB4QB SJDPTUSVJUBBMMJOUFSOPEFMMPTQFEBMF &RPHUHDJLVFHLOSHUVRQDOHPHGLFRHOHLQIHUPLHUHDTXHVWDQRYLWj" Sono convinta che sia unโ€™esperienza positiva anche per loro EPUBSTJEJVOBTFOTJCJMJUร‹JOQJรก.PMUJHJร‹DFMIBOOP $QJHODTXDOLVRQRLSULQFLSDOLFRQVLJOLDOOHSD]LHQWL" 1.*MQSJNPDPOTJHMJPร’DPOPTDFSFMBQSPQSJBQFMMFFDPNFRVFTUBDBNCJBQFSWJBEFMMFDVSF&QFSDIร BTFDPOEBEFMMFUFSBQJF  EFMMB TUBHJPOF F EFM DJDMP PSNPOBMF  PDDPSSF TDFHMJFSF J QSPEPUUJQJรกBEBUUJ


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POLIOMIELITE, RISCHIO DI UN RITORNO?

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BNBHHJPJO4PNBMJBDJTPOPTUBUJPMUSFDFOUPDBTJEJ QPMJPNJFMJUF%PQPBOOJEJBTTFO[B BODIFJO,FOJBTJ TPOPWFSJmDBUJVOBEFDJOBEJDBTJ5VUUBM"GSJDBTVCTBIBSJBOB BGnJUUBEBHVFSSFGPNFOUBUFEBJQBFTJJOEVTUSJBMJ[[BUJ QFSJMDPOUSPMMPFMBSBQJOBEFMMFNBUFSJFQSJNF EBMQFUSPMJPBM LPMUBO ÒDPTUBOUFNFOUFBSJTDIJPEJFQJEFNJFEJQPMJPNJFMJUF TJBQFSMBQPWFSUËEFJTFSWJ[JTBOJUBSJEJCBTF TJBBDBVTB EFMMFDPOTFHVFO[FEFMMFHVFSSFMBEJTMPDB[JPOFEJNJHMJBJB EJQFSTPOFJODBNQJQSPGVHIJ EPWFMBDJSDPMB[JPOFEFMMJOGF[JPOFÒFOPSNFNFOUFGBWPSJUB5SFBOOJGBVOBFQJEFNJBEJ PMUSFDBTJEJQPMJPIBTDPOWPMUPJM5BKJLJTUBO OFMMBFTUSFNB QFSJGFSJBEFMMB3FHJPOF&VSPQFBEFMM0.4*MWJSVTSFTQPOTBCJMFQSPWFOJWBEBMMPTUBUPJOEJBOPEFMM6UUBS1SBEFTI*OEJB  1BLJTUBO  "GHBOJTUBO TPOP BMUSJ QBFTJ  PMUSF M"GSJDB TVC TBIBSJBOB BSJTDIJPEJFQJEFNJFEJQPMJPNJFMJUF%BUVUUFRVFTUFBSFFOBTDPOPJnVTTJNJHSBUPSJDPOJMSJTDIJPDPODSFUPEJ introduzione di poliovirus in tutto il territorio europeo, con la QPTTJCJMJUË EJ BUUFDDIJNFOUP QFS WJB EFMMP TNBOUFMMBNFOUP EFMMBDPTJEEFUUBJNNVOJUËEJDBNQP HBSBOUJUBEBMMJNNVOJUË JOUFTUJOBMF  PMUSF B RVFMMB VNPSBMF  DIF QSJNB WFOJWB JOEPUUB EBM WBDDJOP BOUJQPMJPNJFMJUJDP PSBMF 017  TPTUJUVJUP EBJ QSJNJBOOJEFMDPOJMWBDDJOPBOUJQPMJPNJFMJUJDPBWJSVT JOBUUJWBUJ *17 DIF BQQVOUP JOEVDFTPMPMJNNVOJUËVNPSBMF 1SJNFBWWJTBHMJFEFMSJTDIJPDPODSFUPTJPTTFSWBOPJO*TSBFMF  EPWFEBMÒ TUBUP JOUSPEPUUP JM WBDDJOP *17  DPO JM SJUSPWBNFOUP OFMMF BDRVF EJ TDBSJDP EJ QPMJP WJSVT TFMWBHHJ *O *TSBFMFTJTUBQSPHFUUBOEPMBWBDDJOB[JPOFEJNBTTBDPOEVF EPTJEJ017EJUVUUFMFDPPSUJEJOBUJWBDDJOBUJDPO*17 )PTFNQSFTPTUFOVUPDIFGPTTFVOFSSPSFTPTUJUVJSFM017DPO M*17 QSPQSJPUFOFOEPDPOUPEFMMBWBTUJUËEFMMFBSFFBSJTDIJP EJDJSDPMB[JPOFEFMQPMJPWJSVT PHHJDÒJMSJTDIJPEJQBHBSFMF DPOTFHVFO[FEFMMFSSPSF"VNFOUBSFMBRVBMJUËPQFSBUJWBEFMMB sorveglianza e della offerta attiva della vaccinazione contro la QPMJP TFO[BSJUBSEJ EFWFFTTFSFMJNQFHOPEFMMBTBOJUËQVCCMJDB/FMMPQJOJPOFQVCCMJDBTPOPQSFTFOUJFDSFTDFOUJPQJOJPni contrarie alle vaccinazioni, anche a causa dell’esagerato OVNFSP EJ WBDDJOB[JPOJ QSPQPTUF TFO[B VOB TPMJEB CBTF EJ QSJPSJUËEJTBOJUËQVCCMJDB EBMMBWBDDJOB[JPOFDPOUSPMBWBSJDFMMBBRVFMMBDPOUSPJMQBQJMMPNBWJSVT µBVTQJDBCJMFDIFTJSJnFUUBTFSJBNFOUF BCCBOEPOBOEPTVQFSmDJBMJTFNQMJmDB[JPOJ  TVMMJNQPSUBO[BEFMMFWBDDJOB[JPOJ RVFMMFJNQPSUBOUJ BODIFJO BTTFO[BEFMMFNBMBUUJFDPSSJTQPOEFOUJ3JUFOHPDIFBODIFJO Italia, dove esistono aree dove si hanno carenze o gravi ritardi vaccinali, si debba prendere in seria considerazione l’offerta EJEVFEPTJEJ017QFSUVUUJJWBDDJOBUJDPO*17 QFSSJQSJTUJOBSF MJNNVOJUËEJDBNQP VOJDBTBMWBHVBSEJBQFSJNQFEJSFJOTPSHFO[BEJDBTJEJQPMJP *MDPOUSPMMPEFMMFNBMBUUJFJOGFUUJWFÒVOBDMBTTJDBB[JPOFEJTBOJUËQVCCMJDBFEFWFFTTFSFSFBMJ[[BUPDPOBQQSPQSJBUFTUSBUFHJFPQFSBUJWFDIFNFUUPOPJOFWJEFO[BRVBOUPTJBGPOEBUB MBGGFSNB[JPOFDIFMBTBMVUFÒVOCFOFDPNVOFOFMTFOTPDIF MBTBMVUFEJDJBTDVOPEJQFOEFEBRVFMMBEJUVUUJHMJBMUSJ

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2.%VSBOUFMFDVSFMFQBSPMFDIJBWFTPOPiMFOJSFwFiJESBUBSFw 4JEPWSFCCFFWJUBSFEJiTPMMFDJUBSFwMBQFMMF 3.#BTUBOPUSFQSPEPUUJ TDFMUJBDDVSBUBNFOUFJOCBTFBMMBQSPQSJBQFMMFJMEFUFSHFOUF JMTJFSP DIFDPODFOUSBJQSJODJQJBUUJWJ  FMBDSFNB DIFQSPUFHHFFDPBEJVWBMB[JPOFEFMTJFSP %B VTBSFNBUUJOBFTFSB 4.#JTPHOBDPDDPMBSTJDFSDBSFVODFOUSPFTUFUJDPTQFDJBMJ[[BUP QFS FTFHVJSF NBTTBHHJ BM WJTP QFSTPOBMJ[[BUJ  NBTDIFSF  NBOJDVSFFQFEJDVSFTQFDJBMJBMSJQBSPEBMSJTDIJPEJJOGF[JPOF  UBUVBHHJ BMMF TPQSBDDJHMJB F BMMBSFPMB NBNNBSJB & BODIF NBTTBHHJBMDPSQP/PODFSUPJDMBTTJDJBDVJTJBNPBCJUVBUJ  NBDBSF[[FFDPDDPMFQFSGBSTUBSFNFHMJPJMDPSQP 5.2VBOEPTJTDFMHPOPJQSPEPUUJ NFHMJPFWJUBSFQBSBCFOJ QSPGVNJ FGUBMBUJ 4Ö BJ QSJODJQJ BUUJWJ EJ PSJHJOF OBUVSBMF  B CBTF EJøBMPFFEJWJUBNJOB& 6.-BQSPUF[JPOFTPMBSFWBVTBUBTFNQSF BODIFJODJUUËFOFMMF HJPSOBUFOVWPMPTF DPODSFNFBMMPTTJEPEJ[JODP FGmDBDFBOUJOmBNNBUPSJPFQPUFOUFBOUJBHFE

A CORTO DI DONNE Sono aperte le iscrizioni alla settima edizione di ´$&RUWRGL'RQQHµ, rassegna di cortometraggi al femminile promossa dal Comune di Pozzuoli (10 / 13 aprile 2014) che offre uno spazio di confronto DOOHÀOPPDNHUGLWXWWRLOPRQGRFKHHVSULPRQRDWWUDYHUVR XQOLQJXDJJLRFLQHPDWRJUDÀFRGLVSHULPHQWD]LRQH HLQQRYD]LRQHXQSXQWRGLYLVWDRULJLQDOHHFUHDWLYR sulla società e i fenomeni del nostro tempo. Il termine SHUODSUHVHQWD]LRQHGHLODYRULqLOJHQQDLR. /ҋLVFUL]LRQHqJUDWXLWDHGqDSHUWDDRSHUHGLTXDOVLDVL nazionalità, purché sottotitolate in italiano o in inglese, RSSXUHSULYHGLGLDORJR/DSDUWHFLSD]LRQHDOODUDVVHJQDq ULVHUYDWDDLFRUWRPHWUDJJLDUHJLDHVFOXVLYDPHQWHIHPPLQLOH realizzati a partire dal 1° gennaio 2012. ,OWHPDqOLEHUR,JHQHULDPPHVVLVRQR $QLPD]LRQH'RFXPHQWDUL)LFWLRQ6SHULPHQWDOH. /DGXUDWDGHLVLQJROLODYRULQRQGRYUjVXSHUDUHLPLQXWL ,OUHJRODPHQWRHWXWWHOHLQIRUPD]LRQLVRQRVX ZZZDFRUWRGLGRQQHLW (oppure cell 347 6675785)


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CIBO. VARIAZIONI SUL TEMA | 1

DIMMI QUANTO SPRECHI E TI DIRÒ CHI SEI SPRECOZERO, LA RIVOLUZIONE POSSIBILE PER CAMBIARE UN SISTEMA CHE NON PUÒ PIÙ FUNZIONARE. IL PROGETTO E LE PROPOSTE DI ANDREA SEGRÈ di Marina Caleffi

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8BTUF8BUDIFST MPTTFSWBUPSJPOB[JPOBMFTVMMPTQSFDPQSPNPTTPOFMMBNCJUPEFMM"MNB.BUFS4UVEJPSJVN 6OJ#P DPO -BTU .JOVUF .BSLFU QFS JOEBHBSF MF DBVTF EFHMJ TQSFDIJ  QSPNVPWFSFpolicyEJDPNQPSUBNFOUPFGBWPSJSFMBSJEV[JPOFDPODSFUBEFMMPTQSFDPJMEFHMJJUBMJBOJHFUUBJMDJCP BMNFOPVOBWPMUBBMMBTFUUJNBOBFJMøMPCVUUBOFMMBTQB[[BUVSBø%JTQSFDPFEJGBNFQBSMJBNPDPOJMProf. Andrea Segrè 5XJUUFS !BOESFB@TFHSF TQSFDP[FSP  GPOEBUPSF F QSFTJEFOUF EJ Last Minute Market  EJSFUUPSF EFM %JQBSUJNFOUPEJ4DJFO[FF5FDOPMPHJFBHSPBMJNFOUBSJEFMM6OJWFSTJUËEJ#PMPHOBDIFUSBMBMUSPÒTUBUPSFDFOUFNFOUFTDFMUP QFS HVJEBSF MB OVPWB TRVBESB BOUJTQSFDP SJmVUJ WPMVUB EBM M WBMPSF EFMMP TQSFDP Òø QBSJ Bø NME EJ FVSP BMMBOOP F EJDBTUFSPEFMM"NCJFOUF  NME EJ UPOOFMMBUF EJ DJCP WFOHPOP QFSTF F TQSFDBUF PHOJ BOOP OFM NPOEPø 6OB DPOUSBEEJ[JPOF EFMMF FDP- Spreco e fame un Giano bifronte. Un fenomeno paraOPNJF PDDJEFOUBMJ  DIF TPGGSPOP VOB EFMMF QJá HSBOEJ DSJTJ dossale quanto contraddittorio. La necessità di sistemi FDPOPNJDIFOFMMBTUPSJBø5BMFSJUSBUUPFNFSHFBODIFEBJEBUJ DOLPHQWDULPLJOLRULSHUVFRQÀJJHUHIDPHHPDOQXWUL]LR-

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Novembre | Dicembre

ARRIVA LA DISNEYWORLD DEL CIBO SANO Il Prof. Andrea Segrè è anche il coideatore, assieme al re di Eataly, Oscar Farinetti, del megaprogetto ‘Fico’, la Disneyworld del cibo sano e biologico che dal 2015 dovrebbe sorgere nell’area dell’attuale Caab, allargandosi ad 80mila metri quadrati di superficie per ospitare 10 milioni di turisti l’anno: “Ormai la strada è in discesa. ‘Fico’ partirĂ . E poi il parco agroalimentare segue la valorizzazione del cibo in linea con i precetti etici del lavoro di coordinatore a capo del pool antisprecoâ€?.

ne è stato anche il messaggio centrale delle celebra]LRQLGHOOD*LRUQDWDPRQGLDOHGHOOŇ‹DOLPHQWD]LRQHSUHVso la sede della FAO. %BVODBOUPMB'"0DJEJDFDIFEPWSFNNPJODSFNFOUBSF MBQSPEV[JPOFBMJNFOUBSFEFMEBRVJBM RVBOEP TBSFNP  NJMJBSEJ F UVUUJ EPWSFNP NBOHJBSF F CFSF -BDRVB OFMMFNPSFTUBOFMDJCP FEVORVFNPMUPEJQFOEFEB DPTBFDPNFTJQSPEVDFPTJNBOHJB.BOFMMBQSPEV[JPOF BMJNFOUBSF BUUVBMF VO UFS[P TJ QFSEF P TJ TQSFDB MVOHP MB mMJFSBBHSPBMJNFOUBSF 'XQTXHFKHVHQVRKDDXPHQWDUHODSURGX]LRQHDJURDlimentare di qualsivoglia percentuale, se poi una parte cosĂŹ rilevante viene sprecata? %B BOOJ JOTJTUJBNP DIF Ă’ JNQPSUBOUF DPNJODJBSF EBMMP TQSFDP MJNJUBOEPMP5BOUPQJĂĄDIFPHHJDJTPOPNJMJPOJ EJ QFSTPOF EFOVUSJUF P DIF NVPJPOP EJ GBNF .B JM EBUP BMMBSNBOUF Ă’ DIF BMUSFUUBOUF TPOP MF QFSTPOF JQFSOVUSJUF  TPWSBMJNFOUBUF DPODPOTFHVFO[FTFSJFQFSTBMVUF TQFTB TBOJUBSJB MBWPSPFBNCJFOUF Il denominatore comune è che si mangia male: troppo o troppo poco‌ $IJVEFJMDJSDPMPEFMQBSBEPTTPJMGBUUPDIFTFSFDVQFSBTTJNPUVUUPJMDJCPDIFTJTQSFDBOFMNPOEP FEĂ’VOBQSPWPDB[JPOF QPUSFNNPEBSFEBNBOHJBSFBEVFNJMJBSEJEJ QFSTPOF ĂˆHYLGHQWHFKHFŇ‹qXQbug in questo sistema agroalimentare mondiale. Affamati, ipernutriti, sprechi che sfamerebbero la somma di entrambi e prospettiva di crescita GHPRJUDĂ€FDLPSRUWDQWHQHLSURVVLPLWUHQWŇ‹DQQL #JTPHOBJOUFSWFOJSF*Mprimum movensĂ’iOPOTQSFDBSFw

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2VFTUPJMDVPSFEFMMBOPTUSBDBNQBHOB‘Un anno contro OR VSUHFRŇ‹ DIF TUJBNP DFSDBOEP EJ GBSF B MJWFMMP JUBMJBOP  FVSPQFP FBEFTTPBODIFJOUFSOB[JPOBMF Lo spreco (fonte Fao) è di circa 1,3 miliardi di tonnellate‌ 'BDDJBNP QSJNB B EJSF DIF Ă’ VO UFS[P EFMMB QSPEV[JPOF NPOEJBMF1FSDIĂ?MFNBDSPDJGSFOPOTJQPTTPOPOFNNFOP JNNBHJOBSF Il Rapporto ‘Food Wastage Footprint: Impacts on NaWXUDO5HVRXUFHVŇ‹GLFHFKHYHQJRQRXWLOL]]DWL.P di acqua e 1,4 miliardi di ettari di terreno, e per il quale YHQJRQR LPPHVVL DOOŇ‹DQQR QHOOŇ‹DWPRVIHUD  PLOLDUGL di tonnellate di gas serra. "RVFTUPDBMDPMPEJJNQBUUJWPHMJBNPBHHJVOHFSFDIFQFS QSPEVSSF  USBTGPSNBSF  EJTUSJCVJSF  F QPJ OPO DPOTVNBSF  VTJBNP SJTPSTF OBUVSBMJ MJNJUBUF  TVPMP  BDRVB FOFSHJB DPNCJOBUFJOTJFNF2VBOEPCVUUJBNPWJBVODIJMPEJDBSOF QFSFTFNQJP CVUUJBNPOFMMBTQB[[BUVSBNFUSJEJTVPMP  MJUSJ EJ BDRVB FE LJMPXBUU EJ FOFSHJB & QFS TNBMUJSF DJ QBHIJBNP TPQSB BMUSF UBTTF P UBSJGGF 4UJBNP TQSFDBOEP SJTPSTF OBUVSBMJ F RVFTUP TQSFDP MP QBHIJBNP DPO regina pecuniaEBPHOJQVOUPEJWJTUB*MEBUP'"0EJDFDIFTPOP DJSDBNJMJBSEJEJEPMMBSJ/FMMBNCJUPEFMQSJNPSBQQPSUP 8BTUF8BUDIFS OFMMBDBUFOBBHSPBMJNFOUBSFJUBMJBOB MBQBSUFQJĂĄSJMFWBOUFĂ’MPTQSFDPEPNFTUJDP2VFMMPEFMMB mMJFSB QSPEVUUJWB EJ MBWPSB[JPOF USBTGPSNB[JPOF WBMF DJSDB  NJMJBSEJEJFVSPMBOOP1BSMJBNPEJFDDFEFO[FBHSJDPMF  EJMBWPSB[JPOF SJTUPSB[JPOF EJJOWFOEVUP2VFMMJEPNFTUJDJ TPOPUSBHMJFJNJMJBSEJ DIFCVUUJBNPOFMMBTQB[[BUVSB EJDBTBOPTUSB.FOUSFEBHMJBMUSJBOFMMJEFMMBDBUFOBJMSFDVQFSPĂ’QPTTJCJMF EBMMBQBUUVNJFSBOPOTJSFDVQFSBOVMMB "O[J  JM SJmVUP  PSNBJ JSSFDVQFSBCJMF  EFWF FTTFSF TNBMUJUP DPO VMUFSJPSJ DPTUJ 6O TPMP DPNBOEBNFOUP BQQBSF TBMWJmDPQSFWFOJSFĂž%VORVFJMpoolTJNVPWFSĂ‹BUVUUPSBHHJP  TBSĂ‹NJPDPNQJUPDPPSEJOBSFUVUUFMFB[JPOJDIFGBWPSJTDBOP FGmDBDJB FE FGmDJFO[B  NB MJNQBUUP QJĂĄ GPSUF  JM deus ex machina TUBOFMMFOPTUSFUFTUF BUUJFOFBMMPTUJMFEJWJUB  BMMJOWFTUJNFOUPDVMUVSBMFDIFEPWSFNPGBSFDPOSBQJEJUĂ‹ &RVDSRVVRQRIDUHOHD]LHQGHSHUSUHYHQLUHSHUGLWHH LQHIĂ€FLHQ]H" -BHSBOEFEJTUSJCV[JPOF BMDPOUSBSJPEJDJĂ›DIFTJQFOTB  TQSFDB QPDIJTTJNP JO QSPQPS[JPOF BMMB RVBOUJUĂ‹ EFJ QSPEPUUJDIFNVPWF-JOWFOEVUPEFMMBHSBOEFEJTUSJCV[JPOFĂ’ NFOPEFMMEFMGBUUVSBUP FRVFMQPDPWJFOFDPNVORVF SFDVQFSBUP*MOPTUSPPCJFUUJWPĂ’RVFMMPEJOPOBWFSFOJFOUF EFMUVUUPEBSFDVQFSBSF QFSMJCFSBSFSJTPSTFFBJVUBSFDIJ IBCJTPHOPJOBMUSPNPEP4FJOTJTUJBNPTVMSFDVQFSPHJVTUJmDBOEPDJDPOJMGBUUPDIFDJTPOPUBOUJBGGBNBUJFJOEJHFOUJ JORVBMDIFNPEPBMJNFOUJBNPJMTJTUFNBEFMMPTQSFDP"

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COME (Ăˆ FACILE) NON SPRECARE Dieci consigli per ridurre gli sprechi di cibo ripresi da ‘Vivere a spreco zero. Una rivoluzione alla portata di tutti’ di Andrea Segrè (Marsilio 2013)

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EJSTJyTQSFDBQVSFUBOUPRVBMDVOPSBDDPHMJFSËJMUVPSJmVUP &DDP RVFTUPÒJMTJTUFNBDIFOPOQVÛQJåGVO[JPOBSF Partire dal negativo, dallo spreco, e renderlo positivo, per dare valore al cibo, alla salute, e alla sua centralità. Molti dunque gli attori in scena. Tutti hanno un ruolo critico da giocare nel prevenire lo spreco di cibo: contadini, lavoratori del settore alimentare, trasportatori, venditori al dettaglio e consumatori‌ la volontà politica. 4VMUFSSJUPSJPOB[JPOBMFJOPTUSJSFGFSFOUJQJåBUUJWJTPOPJ4JOEBDJ DVJBCCJBNPGBUUPBWFSFVOBCarta VOBTPSUBEJTJOUFTJ EJB[JPOJTVMMFRVBMJJNQFHOBSTJJNNFEJBUBNFOUF*ORVFTUP TPMDPTJÒDPTUJUVJUBOҋ$VVRFLD]LRQH6SUHFR]HURQHW per lo TDBNCJPEJCVPOFQSBUJDIF

Il cibo che oggi va perso o sprecato potrebbe sfamare due miliardi di persone senza gravare ulteriormente sull’ambiente. E questo PGGSF MB EJNFOTJPOF EFMMB TmEB F EFMMPDDBTJPOF DIF JM NPOEP TJ ritrova oggi davanti. Guardare a una società piÚ giusta e responsabile, equa e solidale, rinnovabile e sostenibile rispetto ai bisogni e ai diritti dell’umanità, a prescindere dalla crisi. L’educazione, dunque, come parte integrante della soluzione globale. E consentire ai bambini e alle generazioni piÚ green di comprendere il valore EFM DJCP JO RVBOUP SJTPSTB  QFS JOnVFO[BSF JM DPNQPSUBNFOUP EFJ consumatori di domani. Dimmi quanto sprechi dunque, e ti dirò chi sei. Una rivoluzione ci aspetta. A spreco zero. Y

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1. LA SPESA SMART. La lotta allo spreco di cibo inizia con la scelta e la programmazione degli acquisti. Una delle cause piĂš frequenti di spreco di cibo sono gli acquisti sbagliati, frettolosi e eccessivi, guidati dalle offerte 3x2 dei supermercati, o dagli sconti su prodotti deperibili come frutta e verdura. Prima di fare la spesa, controlla bene cosa ti serve e cosa hai giĂ . Fare una lista delle cose da acquistare, in base alle reali esigenze, può aiutare ad evitare acquisti inutili che potrebbero trasformarsi presto in riďŹ uti. ø 2. LA CUCINA  SMART. Cucinare in eccesso, porta spesso a dover gestire avanzi che non siamo in grado o che non abbiamo voglia di consumare nei giorni successivi e che ďŹ niscono nel bidone della spazzatura. Quando cucini, fai sempre attenzione alle quantitĂ . ø 3. IL FRIGORIFERO SMART. Quando riponi la spesa in frigo, fai ruotare i prodotti, mettendo davanti quelli piĂš deperibili e a breve scadenza. Molto spesso i prodotti lasciati “indietroâ€? tendono a marcire o a scadere in frigo andando ad aggiungersi ai riďŹ uti. ø 4. LE CONFEZIONI SMART. Capita spesso di dover buttare prodotti come farina, pasta, legumi, cereali, in alcuni casi con la confezione ancora chiusa nel momento in cui ci accorgiamo che il prodotto è stato “contaminatoâ€? da quegli animaletti che comunemente chiamiamo “farfalline o tignole della farina“. Prevenire è possibile, mantenendo pulita la dispensa e conservando questi prodotti in contenitori rigidi (es. vetro o in plastica). Le “farfallineâ€? infatti, sono in grado di forare le normali confezioni in plastica utilizzate per l’imballaggio dei prodotti alimentari. ø 5. IL FREEZER SMART. Molti prodotti alimentari possono essere congelati senza particolari problemi per prolungarne la durata nel tempo e mantenerne la freschezza. Congela i prodotti freschi, il pane e gli avanzi giĂ  porzionati se non hai la possibilitĂ  di mangiarli prima che vadano “a maleâ€?. Potrai consumarli con tutta calma nei giorni successivi.   6. CONDIVISIONE SMART. Ăˆ TROPPO PER TE? Danne un po’ al tuo/a vicino/a.  Se ti accorgi di avere prodotti in eccesso che sai giĂ  non riuscirai a consumare in tempo utile, fanne dono al tuo vicino/a di casa. Sarà un modo per evitare lo spreco e creare occasioni di scambio e socialitĂ . ø 7. ETICHETTE SMART. “DA CONSUMARE ENTRO IL ....â€?. Fai attenzione al signiďŹ cato delle etichette riguardanti le scadenze: “da consumarsi entro ilâ€? signiďŹ ca che l’alimento è idoneo al consumo solo ďŹ no al giorno indicato (come per carne e pesce), mentre “da consumarsi preferibilmente entro ilâ€? indica la data ďŹ no alla quale il prodotto conserva le sue qualitĂ  speciďŹ che. In questo caso, gli alimenti risultano idonei al consumo anche successivamente al giorno indicato. ø 8.  MANUTENZIONE SMART.  Controlla la tenuta e la temperatura del frigorifero. Gli alimenti devono essere conservati a una temperatura tra 1 e 5 gradi (in frigo) per mantenerli freschi il piĂš a lungo possibile. ø 9. STAGIONE SMART. Se ne hai la possibilitĂ  privilegia l’acquisto di frutta e verdura di stagione direttamente dal produttore. Non essendo soggetta a lunghi tempi di trasporto, e a diversi passaggi lungo la ďŹ liera della logistica, offre maggiori garanzie di freschezza e di durata, ed è piĂš difficile che ďŹ nisca tra i riďŹ uti. ø 10. RICETTE SMART. Utilizza avanzi e scarti alimentari. Bucce di patata, insalata appassita, riso avanzato, pane secco, gambi di spinaci, latte cagliato, teste di pesce, non sono che ingredienti con i quali è possibile preparare un numero incredibile di ricette.


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CIBO. VARIAZIONI SUL TEMA | 2

UNO SGUARDO ANTROPOLOGICO di Tiziana Bartolini

TRA RITI COLLETTIVI E DELIZIE PRIVATE, IL MANGIARE COME COSTANTE UMANA CHE VA OLTRE IL VALORE DEL NUTRIMENTO. UNA CONVERSAZIONE CON Lโ€™ANTROPOLOGA E FEMMINISTA GIOIA DI CRISTOFARO LONGO

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CIBO. VARIAZIONI SUL TEMA | 3

L’IMPERO DEI FOOD SHOW di Marina Caleffi

LA CELEBRAZIONE MEDIATICA DEL CUCINARE TRA EQUIVOCI E DISTORSIONI. UN CERTAIN REGARD, QUELLO RAFFINATO DI ROBERTO MUSSAPI

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Dunque un rapporto con il cibo reale, serio. .BJ TFQBSBUP EBJ SJDPSEJ -FHBUPBQFSTPOF BNCJFOUJ MVDJ  BSDIJUFUUVSF 1JUUPSJDBNFOUF MBDVDJOBJUBMJBOBÒBODIFJOTDJOEJCJMFEBMOPTUSPQBUSJNPOJP DVMUVSBMF JNNBHJOBUJWP DPTB TBSFCCFø QFS FTFNQJPø JM OFPSFBMJTNP ø JM DJOFNB EFHMJ BOOJ  TFO[B J OPTUSJ QJBUUJ ø $IF FTFNQMJmDBOP BODIF USBHVBSEJ TUPSJDJ " 5PSJOP  OFM   NJP QBESFø DJø QPSUÛ B GFTUFHHJBSF MF DFMFCSB[JPOJ EFMM6OJUËE*UBMJBFQPJBNBOHJBSFQFSMBQSJNBWPMUBMBQJ[[B$JøTQJFHÛøDIFFSBøGBUUBEBJ OJQPUJEJDIJBWFWBDPNCBUUVUPQFSM6OJUËEFMOPTUSP1BFTF 1FSNFJMCJBODPEFMMBNP[[BSFMMB JMWFSEFEFMCBTJMJDPFJM SPTTPEFMQPNPEPSPSFTUBOPøJOTDJOEJCJMNFOUFMFHBUJBMøUSJDPMPSF2VJOEJJMSBQQPSUPÒTFSJP QSPQSJPQFSRVFTUPøHVBSEP DPO EJTBQQVOUPø JM QSPMJGFSBSFø EJø foodø TIPX TVJ NFEJB DIF FTJCJTDPOP HBSFø GFTDFOOJOJDIFø SJTQFUUP BMMF RVBMJ A* HJPDIJ TFO[BGSPOUJFSFTFNCSBOPMF0MJNQJBEJEFMMBOUJDB(SFDJB ø &ҋqXQҋHVDOWD]LRQHHVWHWLFDGLFKLQRQFRQRVFHODUHDOWj HOҋHVVHQ]DGHOFLERVWHVVR1RQVRORQHLPHGLDLOFLER qVRYUDHVSRVWRDQFKHQHOOHFRQYHUVD]LRQL*OLVWUDQLHUL sorridono per la nostrana abitudine di parlarne anche a tavola. È un argomento tanto compulsato perché non crea tensioni ed è alla portata di tutti? /POQBSMBSFEJDJCPBUBWPMBÒVOQSFDFUUPøQFSQBMBUJQSPUFTUBOUJ BOHMPTBTTPOJ øBSJTUPDSBUJDJ-PøTOPCJTNPøEFJMPSE  TB[JEJDBDDJBHJPOFøEFMMFMPSPSJTFSWFFEFMøWJOPEFMMFBWJUF WJHOF TDPOTJHMJBWBEJBTTJNJMBSTJBMDPOUBEJOPDIFEBWBOUJ BMMBøPDDBTJPOBMFCJTUFDDBøEPWFWBMPEBSMBFDPOGPSUBSTJQFOTBOEPBMMBQSPTTJNB%VORVFOPODÒOJFOUFEJQJáHJPJPTP DIFQBSMBSFEJDJCPBUBWPMB TVHHFSJSTJøQSPTTJNFMFDDPSOJF 2VFMMBTÖÒMBTFEFHJVTUB BMUSPDIFMBUFMFWJTJPOF&QPJøWPSSFJSJDPSEBSFDIF4UFWFOTPO VOPEFJQJáHSBOEJTDSJUUPSJEJ TFNQSF MBQSJNBWPMUBDIFEBø&EJNCVSHPHJVOTFJO$PTUB "[[VSSB BTTBHHJÛJMø3PTÒEVø1SPWFODFFEJTTFi.JTPOP BDDPSUPTVCJUPEJBWFSFVOQBMBUPDBUUPMJDPwä 5XJUUFS!NBSJOBDBMFGmø

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CIBO. VARIAZIONI SUL TEMA | 4

Lโ€™ARTE DI RACCONTARE IL CIBO di Marta Mariani

DAI BANCHETTI RAFFIGURATI NEGLI AFFRESCHI DI POMPEI FINO ALLE BANANE DI ANDY WARHOL, I TANTI SGUARDI PITTORICI SUI SIGNIFICATI DEL MANGIARE

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GSFTDIF[[BDIFEËSFTQJSPFTBEJCVPOP-BSPUUVSBDPOJM OBUVSBMJTNPQFSNFUUFBHMJJNQSFTTJPOJTUJEJEJNFOUJDBSF QFS VONPNFOUP DFUJTPDJBMJ SJDDIF[[BFQPWFSUË&JMDJCPmOBMNFOUF TJ QVÛ DPOUFNQMBSF  DPNF JO VOB TUSBOB QBDF $POJMTVSSFMJTNPEJ.BHSJUUF JOWFDF UPSOBOPOVPWFJORVJFUVEJOJ "MDVOF UFMF EFM QJUUPSF TFNCSBOP EJGmDJMJ JODVCJ BE PDDIJBQFSUJHMJJODVCJEFMMBTPDJFUËCPSHIFTFFEFMMFTVF GBMTF DFSUF[[F /FM EJQJOUP L’amabile verità  BE FTFNQJP  WFEJBNPVONF[[PmMPOFEJQBOF VOBCPUUJHMJBEJWJOPSPTTP F VO DBOFTUSP EJ NFMF WFSEJ TV VOB CJBODB UPWBHMJB  B TVBWPMUBBEBHJBUBTVVOUBWPMPTPTQFTPDPNFVONJSBHHJP QSPJFUUBUP TV VO NVSP -F DPTF TFNQMJDJ F WFSF DPNF VO QBTUP QPWFSP F GSVHBMF TFNCSBOP PSBNBJ JOBSSJWBCJMJ JM NPOEPCPSHIFTF QJFOPEJJQPDSJTJFFEJBQQBSFO[F SJTVMUB NFTDIJOP F CBOBMF #BOBMF DPNF RVFMMB NFMB WFSEF DIF DPQSFJMWPMUPEFMMVPNPDPOMBCPNCFUUB VOVPNPDPOVO BCJUPDMBTTJDP NBRVBMVORVF/VPWFTPSQSFTF QFSJMCJOPNJP BSUF F DJCP  MF BCCJBNP JOWFDF OFMMBNCJUP EFMMB 1PQ "SU TPQSBUUVUUPDPO"OEZ8BSIPMDIFDPNJODJÛBEFEJDBSF MBTVBWJUBBMMJNNBHJOFRVBOEPEJWFOOFJMMVTUSBUPSFQVCCMJDJUBSJP"MMBTVBQSJNBNPTUSBVGmDJBMFEFMFTQPTF QFSCFOWPMUFEFMMFTFSJHSBmFEJCBSBUUPMJEJ[VQQFJOTDBUPMB$BNQCFMM6OBSJWPMV[JPOF*MDJCP EBTFNQSFFNCMFNBEJTBMVUFFHFOVJOJUË OPOTPMPWJFOFPSBJOTDBUPMBUP TJHJMMBUP  JNQBDDIFUUBUP  NB BODIF TUSFUUBNFOUF MFHBUP BM NBSDIJP JOEVTUSJBMF $PO "OEZ 8BSIPM OPO WFEJBNP QJá DBMJDJEJWJOPSPTTPGSFNFOUF OÏHSBQQPMJEVWB NBTFSJF JOUFSNJOBCJMJEJCPUUJHMJFEJDPDBDPMB FQFSMPQJáCBOBOF

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.BMFCBOBOFEJ8BSIPMOPOTPOPiQSPQSJBNFOUFwCBOBOF  TPOP iQSFUFTUVPTBNFOUFw CBOBOF  DPTÖ DPNF MB QPMQB EJ QPNPEPSP Ò TPMP JM QSFUFTUP EFM QSPEPUUP $BNQCFMM $Ò RVBMDPTBEJBSUJmDJBMFFEJBSUJmDJPTPJORVFTUBQPTUNPEFSOJUË DPNFSJDPOPTDFWB8BSIPMTUFTTPRVBOEPBGGFSNBWB i*MQSPCMFNBEFJDMBTTJDJTUJÒDIFRVBOEPHVBSEBOPVOBMCFSPOPOWFEPOPBMUSPFEJTFHOBOPVOBMCFSPw NBBODIF RVBMDPTB EJ TmEBOUF F EJ TCBSB[[JOP  DPNF TF QFS MBSUF QPTUNPEFSOBGSVUUBFWFSEVSBBWFTTFSPTNFTTPEJOBTDFSF EBMMBUFSSB FDPNJODJBTTFSPJMMPSPDJDMPEJWJUBTVJCBODIJ EFMTVQFSNFSDBUP EJSFUUBNFOUFEFOUSPJMDFMMPQIBOFEFMMF DPOGF[JPOJä

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NO WOMEN NO INNOVATION Con le donne ai vertici di aziende private aumentano i profitti, le vendite e l’innovazione. Diverse ricerche confermano che le imprese piĂš innovative e con i migliori risultati aziendali sono molto attente al diversity management e a sfruttare appieno il talento femminile. Una ricerca americana ha trovato una connessione diretta tra il successo delle aziende e la loro capacitĂ  di ascoltare le donne. Ăˆ opinione oramai condivisa ad ogni livello che per uscire in modo strutturale e permanente dalla crisi economica l’Italia debba necessariamente avviare un lungo percorso di innovazione, superando di slancio l’arretratezza economica, istituzionale e sociale che ha caratterizzato soprattutto gli ultimi decenni della sua storia. Questo processo innovativo deve coinvolgere ogni aspetto della vita privata e pubblica del nostro paese, ma deve soprattutto essere trainato da quei soggetti che mOPBEPHHJTPOPTUBUJFTDMVTJEBMMBDMBTTFEJSJHFOUFMF EPOOF JHJPWBOJFHMJTUSBOJFSJ"QQBSFJOGBUUJEJGmDJMFDIF il target di classe dirigente dominante in questo paese, uomini di etĂ  avanzata, che ha bloccato qualsiasi istanza di cambiamento negli ultimi decenni, possa all’improvviso maturare un approccio innovativo interprete dei bisogni per l’oggi e per il domani. Ăˆ necessario cambiare prospettiva, rivedere le prioritĂ  alla luce di nuovi valori e idee che devono essere portati avanti da storie di vita e personalitĂ  completamente diverse da quelle che hanOPEPNJOBUPmOPBEPHHJ4FJOGBUUJPHOJJOEJWJEVPĂ’QPSUBUPSFEJVOQSPQSJBTQFDJmDJUĂ‹ Ă’DIJBSPDIFRVBOEPTJ QSPEVDFVOBTJOUFTJDPMMFUUJWBTJBSSJWBBEVOBEFmOJ[JPOF di valori e prioritĂ  dominanti rispetto ad altri. Ad oggi la nostra classe dirigente ha messo in minoranza valori RVBMJ MVHVBHMJBO[B TPDJBMF M*UBMJB Ă’ QFHHJPSBUB GPSUFmente nell’indice di disuguaglianza di GINI dal 2004 ed Ă’VOQVOUPTPQSBBMMBNFEJB6& MBQBSJUĂ‹EJHFOFSF M*UBMJBĂ’BMMÂĄQPTUPTVOB[JPOJBMNPOEPQFSJM8PSME

(FOEFS(BQ MJOUFHSB[JPOFTPDJBMF QFOTJBNPBJESBNmi ricorrenti di Lampedusa, alla Legge Bossi- Fini, alla NBODBUBOPSNBUJWBTVMMP*VT4PMJ -BSSFUSBUF[[BOPSNBUJWBJONBUFSJBEJGFDPOEB[JPOFBTTJTUJUB mOFWJUB EJSJUUJ per gli omosessuali, per non parlare del lassismo giuridico e amministrativo nei confronti della corruzione, delle NBmF F EFMMFWBTJPOF mTDBMF SFOEF JOPMUSF NPMUP DIJBSP su quali valori si sia appoggiata la classe dirigente che ha governato in ogni ambito politico, istituzionale e imQSFOEJUPSJBMFOFHMJVMUJNJEFDFOOJ4FRVFTUJWBMPSJIBOOP mOBMNFOUF NPTUSBUPMBMPSPJOBEFHVBUF[[BBHBSBOUJSFJM benessere collettivo, rimane forte l’inerzia del sistema che si oppone al cambiamento di tali valori e dei suoi JOUFSQSFUJ4JTWFMBRVJMVSHFO[BEJBWFSFVOBDMBTTFEJSJgente, nella politica e nelle aziende, che selezioni per merito e che accolga e rappresenti adeguatamente soprattutto le donne. Le donne, proprio perchÊ hanno un vissuto diverso, esperienze diverse e valori differenti hanno effettivamente il potere di proporre valori di cura alternativi a quelli patriarcali e maschili dominanti in Italia. Il comune vissuto femminile porta infatti per forza di cose a maturare una condivisione collettiva di priorità relative al benessere di tutti, alla cura, alla salute, all’istruzione, alla crescita, al nutrimento, alla visione del fuUVSP4JUSBUUBEJVOWJTTVUPDIFBQQBSUJFOFBMMBEJNFOTJPne privata e familiare di tutte e che, dove ha trovato modo di esprimersi ad un livello pubblico, sia istituzionale che imprenditoriale, ha dimostrato di saper apportare


STRATEGIE

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PRIVATE

di Cristina Melchiorri

NIENTE DI PERSONALE Sono una professionista di quarant’anni, avvocata, frustrata dalla difficoltĂ  di trovare una giusta collocazione. Ho fatto diverse esperienze di lavoro, a zig zag fra studi legali e aziende, ma mancava sempre qualcosa‌ Non amo la libera professione e, anche se la amassi, a Milano è una giungla. La mia vera passione è praticare e insegnare yoga. Sono stata per sei anni l’assistente dell’Amministratore Delegato di una grande azienda farmaceutica, che mi ha sostituito all’improvviso con una assistente piĂš giovane e bella. Ha avuto anche il coraggio di dirmi: “Niente di personaleâ€?‌ Nadia Luini (Milano) Cara Nadia, difficile oggi trovare la propria strada. Difficile ma non impossibile. Come disse Steve Job ai laureandi di Stanford: “Stay hungry, stay foolishâ€?. Di solito è tradotto: “Siate affamati, siate folliâ€?. In realtĂ  nel messaggio c’è molto, molto di piĂš. Ăˆ un invito a non perdere la voglia di imparare, la curiositĂ , l’ambizione, il coraggio di fare scelte azzardate, magari non condivise dagli altri. Hai una passione profonda per lo yoga? PerchĂŠ non cerchi in quella direzione? Lo stesso Job interruppe i corsi regolari del college, non trovando stimoli sufficienti e si infilò, per pura curiositĂ , in un corso di calligrafia. Qualcosa che la scienza non era in grado di insegnare, che riguardava la storia, l’arte, la bellezza. Qualcosa di apparentemente inutile per la pratica del lavoro. Ma, grazie a questo stimolo, quando dieci anni dopo progettò il Macintosh, lo fece dotandolo di capacitĂ  grafiche evolute. CosĂŹ come fu per Windows, che con il Mac doveva competere. Bisogna avere fiducia che le nostre passioni e le nostre esperienze in qualche modo nel futuro saranno tutte preziose. Come disse ancora Steve Job, “Credere che alla fine tutti i puntini si uniranno ci darĂ  la fiducia necessaria per seguire il nostro cuore, anche quando questo ci porterĂ  lontano dalle scelte piĂš sicure e scontate, e farĂ  la differenza nella nostra vitaâ€?. C’è da credergli. Apple, nata da un’idea di due ragazzini in un garage, è diventata un impero da 2 miliardi di dollari e 4.000 dipendenti.

una reale innovazione sociale, economica ed istituzionale. In ambito politico, occorre ricordare ad esempio che in Italia le Regioni con la maggiore presenza di donne tra gli amministratori locali sono anche le stesse che dispongono dei migliori sistemi di welfare, siano essi asili nido, sistemi ospedalieri o assistenza territoSJBMF M&NJMJB 3PNBHOB  MB 5PTDBOB F JM 1JFNPOUF OF TPOP VO FTFNQJP2VFTUBEJOBNJDBMBTJSJUSPWBBODIFBMJWFMMPFVSPQFPTF QFOTJBNPBJQBFTJEFM/PSE&VSPQBFBJMPSPTPSQSFOEFOUJTJTUFNJ di welfare e tutela e protezione sociale, non possiamo non associare questo risultato all’elevata presenza di donne nella loro clasTFQPMJUJDBEJSJHFOUF1FOTJBNPBODPSBBMOVNFSPEJ/B[JPOJFEJ *TUJUV[JPOJ JOUFSOB[JPOBMJ HVJEBUJ PHHJ EB EPOOF MB (FSNBOJB  JM #SBTJMF M"SHFOUJOB JM'.* MB'FEFSBM3FTFSWF#BOL4FVODBTPP due può essere un’eccezione, il numero di presenze ad elevato livello che si comincia a registrare nel mondo fa comprendere che si sta assistendo ad un processo di cambiamento a livello mondiale che trova nelle donne delle formidabili interpreti. Anche per quanto riguarda il settore privato, diverse ricerche confermano che le imprese piĂš innovative e con i migliori risultati aziendali sono molto attente al diversity management e a sfruttare appieno JMUBMFOUPGFNNJOJMF6OBSJDFSDBBNFSJDBOBIBUSPWBUPVOBDPOOFT sione diretta tra il successo delle aziende e la loro capacitĂ  di BTDPMUBSF MF EPOOF EPWF J DBQJ BTTJDVSBOP BMMF EPOOF QBSJUĂ‹ EJ BTDPMUPWJĂ’MEJQSPCBCJMJUĂ‹JOQJĂĄEJTWJMVQQBSFJMMPSPQPUFO[JB MFJOOPWBUJWP JOPMUSFTFDBNCJBOPJEFBHSB[JFBMMJOQVUEJVOBEPO na, hanno piĂš del doppio delle possibilitĂ  di incappare in un’idea WJODFOUF4FMFJNQSFTFTBOOPWBMPSJ[[BSFMFEPOOFEJWFOUBOPBO DIFQBSUJDPMBSNFOUFJOOPWBUJWFFDPNQFUJUJWFMBSJDFSDBIBEJNP TUSBUPDIFJOVOBOOPJMPSPSJTVMUBUJTPOPNJHMJPSJEFMSJTQFUUP BMMFBMUSFQFSMBVNFOUPEFMMFRVPUFEJNFSDBUPFEFMQFSMB QFSUVSBEJOVPWJNFSDBUJ&DDPRVJOEJDIF QFSQBSMBSFPHHJEJJO OPWB[JPOFJO*UBMJB JOQPMJUJDBFEJOFDPOPNJB Ă’OFDFTTBSJPJOTFSJ re il tema della paritĂ  di genere tra le prioritĂ  piĂš urgenti, e con NPEBMJUĂ‹USBTWFSTBMFJOPHOJBNCJUPEJJOUFSWFOUP1BSBGSBTBOEPMB famosa frase di Robert Kennedy, ci si deve rendere conto che, se M*UBMJBQVĂ›GBSFNPMUPQFSMFEPOOF Ă’NPMUPEJQJĂĄRVFMMPDIFMF donne potrebbero fare per il loro paese. Giovanna Badalassi, Well_B_Lab* giovanna.badalassi@wellblab.it

8FMM@#@-BC *MWBMPSFEFMCFOFTTFSF4PD$PPQ Ă’VOPTQJOPGGEFMM6OJWFSTJUĂ‹EFHMJ4UVEJEJ.PEFOBF3FHHJP&NJMJB Ăˆ un laboratorio che promuove l’innovazione sociale guardando al NPEFMMPFBMMFUFPSJFFDPOPNJDIFEFM/PCFM"NBSUZB4FOF trasformando i risultati della ricerca accademica in prodotti e servizi per JMNFSDBUP-PCJFUUJWPĂ’DPOTFHVJSFNBHHJPSJMJWFMMJEJCFOFTTFSFEFMMB persona, donne e uomini, negli enti pubblici e nelle aziende private attraverso l’analisi, la ricerca, lo sviluppo di strumenti tecnicamente BWBO[BUJFMBDPTUSV[JPOFEJTUSBUFHJF*MUFBNĂ’DPNQPTUPEBTPDJ EPOOF USBEPDFOUJ SJDFSDBUPSJFQSPGFTTJPOJTUJQSPWFOJFOUJ EBMM6OJWFSTJUĂ‹EJ.PEFOBF3FHHJP&NJMJB DIFQBSUFDJQBJORVBMJUĂ‹ di socio sovventore. http://www.wellblab.it

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PERCORSI COOPERATIVI

IL TOCCO E LA PAROLA DI UNA INGEGNERA di Maria Fabbricatore

Politecnica è una cooperativa di progettazione e la sua Presidente è Francesca Federzoni, che abbiamo intervistato Abbiamo intervistato Francesca Federzoni Presidente di Politecnica una delle cooperative italiane piĂš importanti nel settore dell’architettura e dell’ingegneria con sedi in Italia e all’estero. Presidente dal 2011, ha ricoperto ruoli importanti tra cui il coordinamento del progetto “Museo Casa Enzo Ferrariâ€?. Lei è Presidente di Politecnica dal 2011 che è una delle cooperative del settore tecnico di ingegneria e architettura piĂš importanti in Italia, un ruolo molto importante e carico di responsabilità‌ Arrivo dopo un Presidente che è stato a capo di Politecnica per 32 anni, Gabriele Giacobazzi, un passaggio il mio che sia la cooperativa che io, anche da un punto di vista personale, stavamo giĂ  preparando. PerchĂŠ anche se si è all’interno di una societĂ  in cui si conoscono il team di professionisti con cui si è lavorato per anni, è importante conoscere i ruoli prima di poterli gestire. Nella cooperativa ci si occupa prima di progetti integrati, poi si arriva alla gestione di un progetto, dunque si passa da un aspetto specialistico a uno gestionale. Io mi sono spostata anche nella direzione commerciale e da li sono passata agli aspetti dirigenziali. Un compito impegnativo il suo, come riesce a conciliare la sua vita personale con il lavoro. Avete anche sedi all’estero, vero? Âľ VO NPNFOUP TUPSJDP NPMUP EJGmDJMF  QFS TVQFSBSF J momenti di crisi si cerca di lavorare il piĂš possibile e questo tempo lo togli inevitabilmente alla famiglia e agli amici. Io mi sono data una regola: il sabato e la domenica li dedico soprattutto alla famiglia. Questo riescono a farlo soprattutto le mie colleghe, ma molto di meno i miei colleghi. Ăˆ, dunque, questa secondo me una que-

stione di genere, dedicarsi alla cura della famiglia è una prerogativa soprattutto femminile. Le donne laureate in ingegneria e scienze tecniche sono cinque volte di meno rispetto agli uomini, se ne parla molto anche per incentivare la presenza femminile in un ambito soprattutto maschile, che ne pensa? Negli ultimi anni la presenza femminile tra i laureati in ingegneria è molto aumentata, anche nella nostra cooperativa ce ne sono molte, e oggi rispetto al passato è molto piÚ usuale anche nei cantieri trovare degli ingegneri donne. Resta, comunque, un ambiente che è molto maschile quasi monocolore, e dunque la presenza femminile ha creato un ambiente piÚ vivace e ha creato una gestione del tempo sicuramente QJå FGmDBDF %JWFSTBNFOUF TVDDFEF OFJ QBF si dove la cultura di genere è un po’ lontana, ma senza dare un giudizio in merito, ci sono paesi in via di sviluppo o in quelli arabi in cui le donne nei cantieri non ci possono andare, indipendentemente dalla loro disponibilità. La mia preoccupazione è che quando apriranno cantieri in Stati come il Quatar, dove ci saranno i mondiali di calcio, temo che possa diventare una discriminante l’assunzione di nuovi ingegneri, non riesco a valutare gli effetti, perchÊ per società come la nostra lavorare all’estero è fondamentale altrimenti rischiano di ridimensionarsi, e sono mercati da cui non possiamo prescindere.


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Politecnica, aderente a Legacoop, è una delle cooperative piĂš importanti in italia com’è nata, come si è sviluppata? Il cuore di Politecnica è di Modena. La cooperativa è stata fondata da sette professionisti che insegnavano in Istituti Tecnici. La sede modenese si è ampliata e negli anni ’90, c’è stata un fusione con una societĂ  di Firenze e una di Bologna, in questo modo si è creata la base della Politecnica di oggi. E in quegli anni, aiutata anche dal ripartire del mercato pubblico dopo la prima repubblica, ha fatto un salto dal regionale al nazionale, crescendo con un fatturato costante. Credo che in RVFTUPNPNFOUPMBTmEBTJBRVFMMBEJSJVTDJSFBEJOUFS nazionalizzarsi, perchĂŠ il nostro mercato deve vivere in altre dimensioni, all’estero soprattutto, ed oggi invece l’Italia sembra ferma davanti ad un bivio. Quali paesi esteri sono piĂš appetibili per i vostri servizi? Noi ci stiamo concentrando sui paesi di West Africa: (IBOB /JHFSJB 4JFSSB-FPOF $PTUB%"WPSJPEPWFTJB NPFOUSBUJWJODFOEPEFMMFHBSFmOBO[JBUFEBMMB$PNVOJ tĂ  economica europea e in cui c’è un grosso fermento e in cui speriamo di riuscire a stabilizzarci, sono paesi comunque molto vicini: stesso fuso orario, con 4 o 5 ore di aereo sono raggiungibili. Che tipo di servizi offrite a questi paesi del West Africa? $SFJBNPJOGSBTUSVUUVSFFEFEJmDJBTFSWJ[JPEJTWJMVQQP  come in Sierra Leone, ad esempio. Nel Ghana invece l’avventura è stata un po’ diversa perchĂŠ è un privato che sta creando un centro direzionale, c’è da dire che è un paese stabile in cui stanno investendo anche le multinazionali, c’è un boom immobiliare come l’Italia degli anni ‘60. L’Africa è un continente in via di sviluppo e da questo punto di vista piĂš giovane e intraprendente‌ Sono paesi giovani, gli studenti hanno studiato fuori, conoscono quasi tutti due lingue. Il Ghana mi ha piacevolmente stupito perchĂŠ tra i nostri ingegneri locali DJTPOPEVFSBHB[[FÂľWFSP TPOPQBFTJEJGmDJMJEPWF mancano i servizi base, le fognature, le strade, ma da un punto di vista culturale il livello di istruzione non è basso. Siete impegnati nella ricostruzione del dopo-terremoto in Emilia Romagna. Come procede, in che modo siete impegnati? Abbiamo vissuto due momenti molto diversi: il primo

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è stato il momento molto emotivo in cui nei primi due o tre mesi abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo e abbiamo fatto del volontariato, è una delle prime volte che ne parlo, non ne abbiamo fatto pubblicitĂ , ma per noi è stata un’esigenza non è stata una cosa pensata. Consideri che qui c’erano persone che avevano perso la casa, c’è stato un aiuto vicendevole. In un secondo momento ci siamo interessati al tema della ricostruzione vera e propria in modo piĂš organizzato. Abbiamo avuto modo di ottenere un grosso incarico, che è il nuovo stabilimento della Gambro a Mirandola. La possibilitĂ  di ricostruire un capannone di VOBTPDJFUĂ‹DPTĂ–JNQPSUBOUFĂ’VOBHSBOEFTmEBQFSOPJ Il territorio ha risposto in modo quasi immediato alla ricostruzione secondo lei? C’è stata una risposta molto immediata, ma sarĂ  una ricostruzione lunga, molto lunga. Il tessuto produttivo è molto forte, io ho visto la gente lavorare di giorno e di notte, ma è vero pure che c’è stato un intervento della Regione, consideri che non si è perso un giorno di scuola, hanno ricostruito il Comune, le scuole e palestre, quando funzionano i tre centri nevralgici la testa la tiri su. Noi, ad esempio, abbiamo ricostruito il municipio EJ4BO1PTTJEPOJP mOJUPFSFBMJ[[BUPOFJUFNQJ In che modo la “forma cooperativaâ€? aiuta la vostra azienda? Ăˆ una cosa che io sto cercando di divulgare il piĂš possibile. Noi siamo una cooperativa di liberi professionisti e facendolo in forma cooperativa è molto salvaguardante anche per chi deve conciliare la vita familiare, perchĂŠ il libero professionista è inghiottito dal lavoro: non ha orari, e ha uno stile di vita molto caotico. La forma associata ti permette, lĂ  dove non arrivano gli aiuti statali o i servizi, di gestire meglio, tramite lo statuto della cooperativa, la maternitĂ , la cura dei genitori, ecc.. Non è tanto per gli incentivi economici, ma per la qualitĂ  del tempo che si dedica alla cura familiare. Si crea una bella rete, secondo me è un modo interessante per fare il libero professionista, soprattutto per una donna.

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IL VALORE DEI SEMI, BENE DELL’UMANITÀ Giornata mondiale della Donna Rurale: a Pavia la sesta Festa Regionale di Donne in Campo Lombardia

La biodiversità è salute: è ormai certo infatti che esiste uno stretto legame tra le varietà coltivate, le capacità nutritive e le intolleranze alimentari. Salvaguardare la bioEJWFSTJUË TJHOJmDB RVJOEJ BODIF TBMWBHVBSEBSF MB TBMVUF umana da molte malattie emergenti del mondo contemporaneo. Questo è il tema portato all’attenzione di una folta platea di imprenditrici agricole, dall’Associazione Donne in Campo Lombardia che ha celebrato la sua sesta Festa Regionale lo scorso 15 ottobre, Giornata mondiale della %POOB 3VSBMF JOEFUUB EBMM0OV *M UFNB EJ RVFTUBOOP SJHVBSEBWBJOGBUUJMBTBMVCSJUËBMJNFOUBSF¾B1BWJBRVJOEJ  presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia e l’Orto Botanico, che l’Associazione femminile della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, ha scelto di svolgere la sua Festa annuale. 5SB HMJ BSHPNFOUJ USBUUBUJ RVFMMP EFMMF WBSJFUË WFHFUBMJ -B


mMJFSBEFMQBOF TJĂ’BGGFSNBUP TJCBTBPSNBJQFSMBTUSBgrande maggioranza della produzione a livello mondiale, TPMPTVRVBUUSPWBSJFUĂ‹EJGSVNFOUP DIFTPOPTUBUFTFMF[JPnate sulla base della massima produttivitĂ  e resa, trascuSBOEPNPMUJBMUSJBTQFUUJUSBDVJRVFMMPOVUSJ[JPOBMF2VFTUF varietĂ , inoltre, non sono adatte alle produzioni biologiche, come è emerso da studi dell’universitĂ  di Bologna. La giornata è stata una festa e un momento di confronto, come ha ribadito Valeria Reggiani, Presidente di Donne in Campo Lombardia, OFM DPSTP EFMMB RVBMF TJ TPOP incontrate le associate di Donne in Campo delle diverse provincie ed hanno condiviso un ricco buffet di prodotti agricoli elaborati dalle donne con i loro prodotti in base alle ricette del territorio, nello splendido scenario dell’Orto Botanico. Nel corso dell’iniziativa è stata illustrata - a partire dalla testimonianza di Anna Baroni agricoltrice di Cassinetta di Lugagnano (MI) e di Renata Lovati, Vicepresidente EFMMBTTPDJB[JPOF  MFTQFSJFO[B EFM QSPHFUUP EFMMB mMJFSB del pane Bio del DESR del Parco Agricolo Sud Milano, nel RVBMFTPOPDPJOWPMUJQSPEVUUPSJ DPOTVNBUPSJFQBOJmDBUPSJ un progetto che parte dalla coltivazione di 11 grani “antiDIJwEFMRVBMFTPOPQSPUBHPOJTUFNPMUFEPOOFFDIFQVĂ› essere un interessante esempio per altre esperienze e che vogliono ripensare al modo di produrre. Anche dall’esperienza di Barbara Avellino, agricoltrice di Rovescala (PV), è emersa la stessa attenzione, nell’ambito della produzione vitivinicola, alle problematiche della biodiversitĂ , e la necessitĂ  di salvaguardare, consumandole sulle nostre tavole, varietĂ  autoctone spesso dimenticate. 6O UFNB RVFMMP EFMMF TDFMUF QSPEVUUJWF OFMMB QSPQSJF aziende molto caro a Donne in Campo dove l’attenzione all’ambiente, alla salubritĂ  e all’etica, lega le associate delle diverse realtĂ  territoriali, ed è stato messo in rilievo anche a livello nazionale con un’iniziativa sulla biodiverTJUĂ‹TWPMUBJOTJFNFBMMBmMPTPGBFBUUJWJTUBJOEJBOBVandana Shiva, come ricordato dalla coordinatrice nazionale Serena Giudici. Dal saluto del Presidente della Cia provinciale di Pavia Giovanni Daghetta il riconoscimento del ruolo fondamentale che le donne svolgono in agricoltura, non solo RVBOEPTPOPUJUPMBSJEFMMB[JFOEB NBBODIFOFMMFB[JFOde familiari. L’iniziativa, inoltre - come ha sottolineato il Direttore Provinciale della Cia di Pavia Elena Vercesi - segna l’avvio di un rilancio di Donne in Campo nella provincia. L’impegnativo e ricco programma di attivitĂ  FQSPHFUUJTVJRVBMJMBTTPDJB[JPOFĂ’JNQFHOBUBBMJWFMMP lombardo sono stati illustrati dalla coordinatrice regionale Chiara Nicolosi. Nel pomeriggio l’ormai consolidato scambio dei semi. Per concludere la visita all’antico Orto Botanico e alle sue splendide collezioni guidata da Lorenza Poggi, Vicepresidente dell’associazione Amici dell’Orto Botanico, terminata all’ombra del platano secolare piantato in ricordo di Carlo Linneo e alla banca dei semi presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’UniversitĂ  di Pavia, presentata dal professor Graziano Rossi.E

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RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO TEMPO RIDURRE L’ETÀ PENSIONABILE ED AUMENTARE L’OCCUPAZIONE FEMMINILE Arriva dalle donne di Pisa una richiesta rivolta al Governo in materia di età pensionabile e volta ad un possibile incremento dell’occupazione femminile e la sottoscrivono il Gruppo donne riprendiamoci il nostro tempo, Casa della donna di Pisa, Comitato donne 13 febbraio (Pisa). Riportiamo di seguito le richieste e rinviamo al nostro sito (pagine http://www.noidonne.org/blog. php?ID=04821 - http://www.noidonne.org/files/allegati/PISA_pensione_ donne.pdf) la lettura della versione integrale del documento. (‌.) Per garantire reali pari opportunità si deve partire dalla culla, non dall’età per la pensione! Dalle relazioni presentate finora dalla Ragioneria dello Stato risulta altresÏ che l’importo medio di risparmio (valutato in termini differenziali rispetto a quanto già previsto dalla normativa previdente) è di circa 10.200 euro per le lavoratrici dipendenti e circa 8100 euro per le lavoratrici autonome, una goccia nell’oceano per l’INPS, mentre per le donne avere la pensione 5-6 anni dopo è un danno inestimabile, senza considerare le suddette conseguenze sull’intera comunità e l’aggravio per il sistema sanitario, infatti, avere la possibilità e il tempo di curare la propria salute con lo sport, l’impegno sociale e culturale aiuterebbe le donne ad invecchiare in buona salute senza farmaci, allontanando i disturbi intellettivi ed emotivi, la depressione e le disabilità fisiche. Proposta operativa A fronte di questa situazione chiediamo al governo provvedimenti seri, graduali e a lungo termine (non sanatorie provvisorie) per tutte le donne e, in particolare, per quelle che oggi hanno oltre 50 anni: ฀

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฀ Promotrici Maria Grazia Petronio, Dusca Bartoli, Danila Scala, Paola Bora, Alessia Petraglia, Lorella Zanini Ciambotti, Simonetta Ghezzani, Giovanna Zitiello, Adele Dramisino, Tiziana Nadalutti, Simona Mussini, Cristina Filippini, Pina Salinitro, Maria Laura Ruiz Gruppo donne riprendiamoci il nostro tempo, Casa della donna di Pisa, Comitato donne 13 febbraio Pisa Per informazioni ed adesioni: www.riprendiamocilnostrotempo.it Casa della donna di Pisa via Galli Tassi n.8 Tel. 050 550627 E-mail: segreteria.casa@tiscali.it


VERITÀ SULLA VIOLENZA

IL NOSTRO OBIETTIVO È L’UGUAGLIANZA SOSTANZIALE di Roberta Mori, consigliera PD, presidente Commissione regionale per la Parità

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na premessa culturale è d’obbligo, anche per noi donne. La violenza, da quella psicologica od economica sino al femminicidio, costituisce l’estrema evidenza della patologia di un sistema sociale discriminatorio che si fonda da molti secoli sulla marginalizzazione della soggettività femminile. Quando la donna afferma la propria soggettività, quasi sempre uscendo da ruoli

REDAZIONALE

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DOBBIAMO USCIRE DALL’OTTICA DELLA SOLA EMERGENZA COSÌ COME DELLA COLPEVOLIZZAZIONE INDIVIDUALE E FARCENE CARICO – POLITICAMENTE – INSIEME

re dall’ottica della sola emergenza così come della colpevolizzazione individuale e farcene carico – politicamente – insieme. Quando in ottobre a Montecitorio ho partecipato all’audizione sul decreto per la sicurezza contro la violenza di genere, diventato legge sul filo di lana e solo grazie alle nostre rappresentanti istituzionali, ho portato questa visione parlando a nome degli organismi di pari opportunità delle Regioni italiane. In virtù di un lavoro di confronto e scambio tra politica, associazioni femminili e società civile che e schemi precostituiti, provoca una sta crescendo non solo in Emiliareazione sociale stigmatizzante. Romagna ma su tutti i territori e a Tale reazione varia come ovvio a livello nazionale, chi oggi decide e seconda del contesto più o meno fa le leggi non può più ignorare ciò evoluto, può andare da una diffi- che serve, vale a dire un terreno codenza strisciante ad una censura mune di norme che guidi l’azione violenta; certo è che il fenomeno integrata di soggetti e istituzioni della violenza di genere è sociale che per ruolo, per competenza, per tout court, non solo per gli effetti storia e per cultura siano dedicati che produce ma, prima, per le cau- a tradurre nella quotidianità il NO se che lo determinano. Lo squili- alla violenza di genere. Il tempo brio di potere nella relazione tra della retorica e dei provvedimenuomini e donne lo alimenta ogni ti tampone è finito. In altre parole giorno, nelle case e nelle famiglie, l’attuazione della Convenzione di nei luoghi di lavoro e in ogni orga- Istanbul è appena cominciata! nizzazione collettiva. Se vogliamo C’è solo un modo per spezzare l’idavvero risolvere questo dram- nerzia di un sistema miope, debole matico problema dobbiamo usci- nel realizzare il più alto degli oriz-

zonti costituzionali, ovvero l’uguaglianza sostanziale: si tratta di una normativa quadro che inserisca nel sistema stesso correttivi democratici e misuratori d’uguaglianza così che – per capirci – sia sancito ed esigibile il diritto delle donne alla parità retributiva e all’appropriatezza della cura, il diritto all’eleggibilità paritaria negli organi istituzionali e ad una comunicazione pubblica rispettosa delle differenze. Il progetto di legge quadro attualmente al vaglio dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna non è altro che la declinazione territoriale di uno strumento che dovrebbe porre le politiche di genere, di parità e antidiscriminatorie a fondamento del nostro Stato di diritto. Concludo con un paio di notazioni che ritengo essenziali. Nessuno pensi che si eluda il tema delle risorse, anzi, una legge serve a “ipotecare” gli stanziamenti in bilancio nel medio-lungo periodo sulle varie misure, sottraendo alla volontà politica del momento il finanziamento, ad esempio, dei centri antiviolenza che assistono, tutelano e accompagnano le donne in un loro percorso di autonomia. Nessuno pensi, infine, che le Regioni e i Comuni italiani accetti-


no o siano in grado di affrontare gli effetti pratici di problematiche così gravi in mancanza di una strategia nazionale, in solitudine e oltre tutto nella mortificazione di tagli continui che non colpiscono i veri sprechi, ma rischiano di rappresentare come sprechi le politiche più efficaci di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

DONNE E 70° DELLA RESISTENZA: LE RADICI DELLA DEMOCRAZIA PARITARIA di Thomas Casadei, consigliere PD, Commissione regionale per la Parità

La Resistenza è stato il primo movimento che è riuscito a incidere in modo significativo sulla condizione politica delle donne in Italia, per questo motivo celebrarne degnamente il 70° anniversario è doveroso. Mentre era ancora in corso la guerra, fu il Governo provvisorio Bonomi ad accogliere la richiesta di attribuire l’elettorato attivo alle donne italiane quale riconoscimento del ruolo svolto nella lotta al nazifascismo. Le donne votarono e vennero elette per la prima volta in Parlamento nel 1946, mentre il fondamentale diritto alla uguaglianza (e il contrasto alle discriminazioni) venne sancito nella Carta Costituzionale, a cominciare dal perno dell’art. 3. Un riconoscimento questo che non era mai avvenuto prima, come ad esempio non era avvenuto durante il Risorgimento. Il contributo alla lotta risorgimentale delle donne patriote era stato in pratica misconosciuto e fino al 150° dell’Unità d’Italia se n’era persa in parte anche la memoria storica, se non in ambiti di studio specialistici. Ma soprattutto l’unificazione dell’Italia era avvenuta senza essere accompagnata da un concreto riconoscimento di diritti, anzi le donne del Lombardo- Veneto si erano viste togliere il diritto di voto, se pure per censo e solo amministrativo, ed altri diritti connessi alla legislazione familiare.

Nel 1943 accadde un fatto nuovo, straordinario: con la nascita dei Gruppi di Difesa della Donna prese avvio un processo di coinvolgimento politico diffuso, verso tutte le donne, di tutti gli strati sociali: dalle donne impiegate nelle fabbriche a sostituire gli uomini al fronte, alle massaie, alle scrittrici e intellettuali, fino alle giovani donne che vivevano nelle campagne e alle studentesse dei licei delle città. Questa organizzazione promosse la partecipazione femminile al movimento di Resistenza in più modalità: nel supporto logistico ai GAP e poi alle brigate partigiane, di cui le “staffette” sono la figura più nota, fino alla lotta armata. Ma sopratutto generò un processo di riflessione e discussione tra donne sulla politica e sui diritti, anche a partire dalle pagine di NOI Donne. All’alba della Liberazione nasceva l’Unione Donne italiane come prosecuzione diretta dei Gruppi di Difesa, a cui aderirono unitariamente, almeno all’inizio, tutte le donne che avevano partecipato alla Resistenza, dalle socialiste alle cattoliche, dalle repubblicane alle comuniste, incarnando quell’idea di unità e lotta comune per la conquista della parità di diritti, che rappresenta ancora oggi un esempio. Fu attraverso il loro lavoro costante e la pratica politica che tutte le donne italiane

conquistarono così il diritto di voto, pagandolo prima con indicibili sofferenze ed encomiabile coraggio, riscattandolo poi con il diritto a una partecipazione politica attiva nel segno femminile. Nelle testimonianze delle dirette protagoniste, che sono state raccolte grazie al lavoro prezioso svolto dall’UDI e dall’ANPI, affiora spesso la memoria del disagio di dover combattere contro una forma di pregiudizio paternalistico anche all’interno dello stesso movimento resistenziale, la difficoltà ad esempio con cui le donne venivano ammesse in ruoli combattenti ne è la prova. Anche per questo è importante ricordare in questa sede quanto sia stato grande il contributo delle donne alla Resistenza, e quanto questo impegno sia confluito nel dopoguerra nell’organizzazione della politica dell’emancipazione attraverso il lavoro dell’UDI. I numeri parlano chiaro, le stime dell’ANPI di 35.000 partigiane combattenti, 20.000 con funzioni di supporto e le 70.000 appartenenti ai Gruppi di difesa della Donna, dimostrano l’ampiezza di un movimento che mai così tanto nel nostro Paese ha visto una partecipazione femminile attiva e di primo piano. Esiste un filo diretto tra quelle donne e le sfide contemporanee per l’emancipazione: perciò oggi è essenziale ricordare come si sono conquistati diritti fondamentali, non solo per non dimenticare, ma per ribadire la necessità della loro effettiva esigibilità; per questo è imprescindibile valorizzare e far conoscere la memoria della piena e diffusa partecipazione delle donne alla Resistenza, ripercorrerne le forme individuali e collettive di lotta, ricollegarle alle odierne mobilitazioni e azioni per una democrazia che sia effettivamente paritaria.

La Mostra di Gino Covili ci ricorda il dramma attualissimo della tratta e delle schiave del sesso. Tra le iniziative promosse da Regione e Comune di Bologna in vista del 25 novembre, Giornata Mondiale contro la violenza alle donne.

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BOTTE IN FAMIGLIA

LA VIOLENZA SENZA CONFINI di Cristina Carpinelli

RUSSIA

13 milioni di mogli, fidanzate e sorelle ogni anno sono vittime di violenza domestica. Arriva in Parlamento il primo disegno di legge per tutelarle

Marina Pisklakova-Parker Salija Murzabaeva

Alcuni esperti legali

e membri del parlamento russo (la %VNBEJ4UBUP IBOOPmOBMNFOUFFMBCPSBUPVOEJTFHOPEJMFHHFDIFEFmOJTDFFTQMJDJUBNFOUFJEJSJUUJEFMMFWJUUJNFEJBCVTJ QSPQSJ * DPMQFWPMJ EJ WJPMFO[B EPNFTUJDB TPOP HJVEJDBUJ JO EPNFTUJDJ F JOUSPEVDF OVPWF TBO[JPOJ QFS J USBTHSFTTPSJ %B CBTFBVOBHFOFSJDBOPSNBUJWB$POMBDPOTFHVFO[BDIFFTTJ UFNQP JOVO1BFTFJODVJJMEFMMFEPOOFร’WJUUJNBEJNPMFTQFTTPSJDFWPOPDPOEBOOFJOBEFHVBUFF JOBMDVOJDBTJ OPO TUJFWFSCBMJFVOBTVDJORVF JMEFMMFEPOOF ร’QFTBOUFWFOHPOPOFNNFOPQFSTFHVJUJ QPJDIรMFMPSPB[JPOJTPOPSJUFNFOUFNBMUSBUUBUBEBMNBSJUP TJBUUFOEFWBVOBMFHHFQFSDPNOVUFBMEJGVPSJEFMMBHJVSJTEJ[JPOFMPDBMF CBUUFSFMBWJPMFO[BEPNFTUJDB*MEJTFHOPEJMFHHFร’TUBUPQSFTFOUBUPJOHJVHOPBM1BSMBNFOUPQFSMBEJTDVTTJPOFEBSalija 6OPEFHMJPCJFUUJWJEFMEJTFHOPEJMFHHFร’RVFMMPEJSFOEFSF Murzabaeva VOPEFJMFHJTMBUPSJQSPNPUPSJFDPNQPOFOUFEFM QVCCMJDP JM QFSTFHVJNFOUP EJ RVFTUJ DSJNJOJ  DPO MP TDPQP EJ $PNJUBUPEFMMB%VNBQFSMB5VUFMBEFMMBTBMVUF"MMFMBCPSB[JPTFOTJCJMJ[[BSFMPQJOJPOFQVCCMJDB"ODIFTFNPMUJVPNJOJDPOUJOFEFMQSPHFUUPEJMFHHF JOTJFNFBMMB.VS[BCBFWB IBMBWPSBOVFSBOOPBFTTFSFWJPMFOUJ MBQPTTJCJMJUร‹EJEJTQPSSFQSJNBPQPJ UP BODIF Marina Pisklakova-Parker  EJSJHFOUF EFM DFOUSP EJVOBMFHHFDPOUSPMBWJPMFO[BEPNFTUJDBSBQQSFTFOUBVODIJBi"OOBw TPSUP JO 3VTTJB OFM   QFS MB QSFWFO[JPOF EFMMB SPTFHOBMFDIFMBCVTPEPNFTUJDPOPOร’QJรกUPMMFSBCJMF.PMUF WJPMFO[BEPNFTUJDBi"CCJBNPBUUFTPRVFTUPEJTFHOPEJMFHEPOOF OPO EFOVODJBOP MB WJPMFO[B TVCJUB QPJDIร OPO TJ QSPHFQFSNPMUPUFNQPw IBSJGFSJUPBi5IF.PTDPX/FXTwMBTUFTTQFUUBMPSPVOBMUFSOBUJWBSFBMFEJGVPSJVTDJUBEBJSBQQPSUJWJPMFOsa Pisklakova-Parker UJFQFSRVFTUPDPOUJOVBOPBUPMMFSBSFJOTJMFO[JP/FMEFJ *M EJTFHOP EJ MFHHF TUBCJMJTDF QSPWWFEJNFOUJ HJVEJ[JBSJ F DBTJMFWJUUJNFOPODIJFEPOPBJVUP&BEEJSJUUVSBJMEJMPSP OPO QFSQSPUFHHFSFMFWJUUJNFEJWJPMFO[BEPNFTUJDBEBMSJQFOPODFSDBVOTPTUFHOPMFHBMF1BVSB WFSHPHOB EPHNJTPDJBMJ  UFSTJEFHMJBCVTJFJNQFEJSFDIFJSFTQPOTBCJMJQPTTBOPDFSDBSJTDIJPEJSJUPSTJPOJTPOPJNPUJWJBMMBCBTFEFMTJMFO[JP5VUUBWJB  SFMFMPSPWJUUJNFQFSNPMFTUBSMFOVPWBNFOUF EJ DSFTDF JM OVNFSP EJ DPMPSP DIF EFDJEPOP EJ QFSTPOBPQFSUFMFGPOP*OQJรก JMDPMQFWPMFEJ TQPSHFSFEFOVODJBOgni anno, in Russia, 13 VOBUUPEJWJPMFO[BEPNFTUJDBQPUSร‹FTTFSFPCPLOLRQLGLPRJOLร€GDQ]DWHHVRUHOOHVRQRYLWIL 40% CMJHBUPBPDDVQBSTJEFMNBOUFOJNFOUPEFJmHMJ  WLPH GL YLROHQ]D 6OB GBNJHMJB TV RVBUUSP OBB QBHBSF MF TQFTF NFEJDIF F EJ BGmUUP EFMMF TDPOEFUSBMFNVSBEJDBTBFQJTPEJEJNBMUSBUUBDELLE DONNE WJUUJNF OPODIรBTPUUPQPSTJBMMBDVSBJODBTP NFOUP NBTFNQSFQJรกEPOOF TFQQVSJOOVNFรˆ VITTIMA EJQSPCMFNJSFMBUJWJBMMBCVTPEJBMDPPMPEJTPSJBODPSBSJEPUUJ TUBOOPUSPWBOEPJMDPSBHHJPEJ DI MOLESTIE TUBO[FTUVQFGBDFOUJ EFOVODJBSF J TPQSVTJ 4J USBUUB EJ QFSTPOF EJ VERBALI *O3VTTJBHMJBUUJEJWJPMFO[BEPNFTUJDBOPO VOBNQJBGBTDJBEFUร‹ BOOJ รธDIFIBOOP E IL 20% รˆ TPOP NBJ TUBUJ SJDPOPTDJVUJ DPNF SFBUJ WFSJ F VOJNQJFHPFVOBDFSUBQPTJ[JPOFOFMMBTPDJFUร‹

PESANTEMENTE MALTRATTATA DAL MARITO


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Il 40% di tutte le offese capitali รจ consumato in famiglia; I due terzi di tutti gli omicidi hanno luogo in famiglia; 26mila bambini, ogni anno, sono vittime di abusi da parte dei loro genitori; 2mila bambini e adolescenti, ogni anno, si suicidano per sfuggire alla violenza domestica, mentre 10mila bambini e adolescenti scappano da casa; Ogni anno 36mila donne vengono picchiate dai loro mariti o compagni; Ogni anno 14mila donne muoiono a causa delle percosse subite in famiglia; Il 60-70% delle vittime non chiede aiuto; Il 97% dei casi di violenza domestica non arriva in tribunale.

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IN RUSSIA GLI ATTI DI VIOLENZA DOMESTICA NON SONO MAI STATI RICONOSCIUTI COME REATI VERI E PROPRI E GLI AUTORI SPESSO RICEVONO CONDANNE INADEGUATE O NON VENGONO NEMMENO PERSEGUITI

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GHANA

VITA

DA STREGHE SEI CAMPI-PRIGIONI NEL NORD DEL GHANA FANNO DA RIFUGIO A OLTRE 500 DONNE. ISOLATE, PICCHIATE, ALLONTANATE DALLE COMUNITÀ PERCHÉ ACCUSATE DI STREGONERIA

Testo e foto di Barbara Antonelli In Ghana e in altri paesi africani lo chiamano juju.

comunitĂ  perchĂŠ la credenza popolare vuole che in essi non si possano svolgere riti di stregoneria. Nel 2011, quanĂˆ un insieme di superstizioni, riti e credenze della tradido il governo ghanese ne ha annunciato la chiusura, molte zione popolare, ancora vivi nelle comunitĂ  rurali e non solo. ONG, tra cui ActionAid (presente nei campi dal 2005) si Avviene cosĂŹ che centinaia di donne vengono accusate di sono opposte al loro smantellamento, in assenza di politistregoneria, dai loro familiari e dalle comunitĂ  in cui vivono, che di ampio respiro. “Il cambiamento culturale e il reintecolpevoli di aver provocato la morte di qualcuno, una epigro nelle comunitĂ  di appartenenza sono processi lunghi demia, un’ondata di siccitĂ , o di essere apparse in sogno, dice Esther Boateng, Programme manager di ActionAid con presagi funesti. Le streghe del Ghana, vivono in 6 Ghana - si tratta di lavorare sulla comune consapevolez“campiâ€? (Gambaga, Kukuo, Gnani, Bonyase, Nabuli and za che il rispetto dei diritti umani deve essere ga,QBUJOHB OFMMBSFHJPOFBOPSEEFMQBFTF BMDPOm rantito a tutti, uomini e donne. Il rischio è che la ne con il Burkina Faso. Prigioniere del pregiudiSONO DIJVTVSBEFJDBNQJ TFO[BVOFGmDBDFMBWPSP zio e della miseria. Ma comunque vive. In PRIGIONIERE sulle comunitĂ , esponga le donne a nuove passato, molte presunte streghe sono state DEL PREGIUDIZIO E DELLA MISERIA, COLPEVOLI discriminazioni e violenze. I dati ci mostraVDDJTF  CSVUBMJ[[BUF  EBUF BMMF mBNNF DI AVER PROVOCATO UNA no che il 40% delle donne che sono state come si fa con i covoni di paglia secca. EPIDEMIA, UN’ONDATA DI reintegrate, sono poi ritornate al campo Ancora nel 2010 la storia di Ama Hemmah, SICCITĂ€ O DI ESSERE entro un anno.â€? Molte altre nel corso di una settantaduenne ghanese scampata APPARSE IN SOGNO, questi anni hanno preferito rimanere nei BMMFmBNNFNBSJNBTUBDPOHSBWJMFTJPOJJO CON PRESAGI FUNESTI campi piuttosto che tornare nei villaggi di aptutto il corpo, era sulle pagine dei giornali bripartenenza, per non correre il rischio di essere UBOOJDJ 2VFTUJ MVPHIJ EJ DPOmOP  BNNBTTJ EJ incolpate nuovamente. Wagau 60 anni, vive con alcapanne e fango, senza elettricitĂ  nĂŠ acqua potatre tre donne, in una capanna di fango a Gnani. Ăˆ stata bile o servizi igienici, sorgono a poche centinaia di metri accusata oltre 15 anni fa della morte del suo cognato piĂš dai villaggi abitati; senza recinti o mura, esistono da oltre HJPWBOFÂľTUBUBBDDPNQBHOBUBOFMDBNQPEBMmHMJPDIFJO 100 anni e vengono considerati luoghi “sicuriâ€? dall’intera


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otipo sociale, come “le zitelleâ€?, le donne che non possono piĂš occasioni ha chiesto al villaggio se la madre potesse avere bambini; alcune sono affette da disturbi psicologici UPSOBSFBDBTB.BMBDPNVOJUĂ‹IBTFNQSFSJmVUBUPFTVPm come la depressione; altre sono piĂš vulnerabili dal punto di glio continua a andarla a trovare, sperando di riaverla un WJTUBTPDJBMFQFSDIĂ?SJNBTUFWFEPWFPTFO[BmHMJ OPOIBO giorno a casa. Una volta accusate di stregoneria, tutto avno nessun uomo che possa proteggerle. La comunitĂ  le viene in fretta. La “stregaâ€? viene mandata in isolamento nel percepisce come donne che non sono in grado di contribucampo, senza che abbia nemmeno il tempo di recuperare i ire nĂŠ economicamente nĂŠ socialmente, quindi “inusuoi oggetti personali. A lei penserĂ  il tindana, il tiliâ€?. Sembrerebbero confermarlo i dati di un’incapo materiale e spirituale del ghetto. Ăˆ lui a dagine svolta da ActionAid: a Kukuo, il 70% provvedere ad una sistemazione per la nuova LE DONNE delle donne accusate di stregoneria, è costiarrivata, al cibo. Il tindana ha non solo la reANZIANE SONO tuito da vedove, esiliate dopo la morte del sponsabilitĂ  dell’intero campo, ma anche ACCOMPAGNATE DA BAMBINE O ADOLESCENTI, marito; un terzo delle donne accusate non quello di provare, attraverso una serie di SPESSO ORFANE, CHE SONO sono impegnate in nessuna forma di attivirituali, l’innocenza o la colpevolezza della SOTTRATTE AL SISTEMA tĂ  economica. I “ghettiâ€? del Ghana sono di donna, e di celebrare una cerimonia di puEDUCATIVO, DISCRIMINATE E PRIVATE DELLA fatto una manifestazione delle disuguaSJmDB[JPOF*OBMDVOJEFJDBNQJ MBUSBEJ[JP LORO VITA glianze di genere presenti nel paese e non ne vuole che un pollo venga ucciso: se moè un caso che esistono solo nelle regioni a rendo cade a testa in giĂš, la “stregaâ€? è consinord, dove piĂš alte sono le percentuali di poverderata colpevole. Ăˆ comunque raro che le dontĂ . I numeri confermano però che il lavoro di sensine considerate innocenti decidano di fare ritorno alle bilizzazione sui diritti umani che si sta portando avanti in loro comunitĂ ; hanno troppa paura. Le quest’area, sta dando alcuni frutti: dal 2008, in cui le stredonne piĂš anziane sono in genere acghe erano oltre 3000, il numero delle donne che vivono nei compagnate da bambine o adolescen6 “campiâ€? è sceso a 573. E ti, per un sostegno alla vecchiaia. CosĂŹ

centinaia di nipotine, orfane o bambine che la famiglia non riesce a mantenere, vengono mandate nei campi, sottratte al sistema educativo nazionale e di fatto discriminate e private della loro vita. L’accusa di stregoneria, come in altre culture, costituisce un capro espiatorio dietro il quale la comunitĂ  si rifugia in caso di eventi tragici. A’dam Lamnatu, della coalizione Songtaba che è partner di ActionAid, quando mi accompagna a Gnani (campo che ha la particolaritĂ  di accogliere anche uomini accusati di stregoneria e riti magici), mi racconta che negli anni passati il numero delle “stregheâ€? è spesso aumentato in occasione di epidemie quali morbillo, poliomelite e meningiti oppure di prolungate siccitĂ . Alla credenza popolare si mescola una discriminazione di genere (gli uomini accusati riescono in molti casi a reintegrarsi): di fatto la maggior parte delle donne esiliate sono donne che hanno infranto lo stere-

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BAMBINE D’AVORIO

NEL CONTINENTE AFRICA

In Africa nascere bianchi di colore, cioè albini da genitori di pelle nera, è una dannazione di Maria Elisa Di Pietro abbondanza. In Camerun una maga pretese i capelli di Corpi d’avorio, capelli di platino, pelle d’oro e sangue un’albina eletta miss, mentre politici e carrieristi le offrirono come ambrosia. Nelle quotazioni del cruento mercato deuna fortuna per fare sesso. gli albini africani, un neonato vale quanto una zanna d’eleAlla nascita gli albini sono eliminati sistematicamente fante. L’albinismo è un’anomalia genetica presente in tutto o venduti. I genitori li rinnegano, la gente li marchia con il mondo, a prescindere da genere ed etnia, piĂš diffusa epiteti dispregiativi: nessuno, patata sbucciata, lebbroso, in Africa Orientale (1:2.000) che altrove (1:20.000). Dove ombra, spettro, animale, straniero. I Masai sottopongono i la carnagione scura prevale, nascere bianchi di colore, neonati a un’ordalia: li posano davanti al recinto dei buoi, cioè albini da genitori di pelle nera, è una dannazione. che li massacrano se sono maledetti. La gente li evita, se PiĂš visibili e vulnerabili, sono scomodi, ultimi tra gli ultimi. li vede sputano a terra per annullare il malocchio. EsiliaL’ignoranza desta pregiudizi. Temuti come spiriti, semidei UJ EBMMB DPNVOJUĂ‹  TF QSJWJ EJ QBSFOUJ QJFUPTJ  mOJTDPOP JO o dèmoni immortali, per tradizione portano bene o male, istituti per orfani, non vedenti e subnormali dove i diritti OFM EVCCJP TPOP JNNPMBUJ JO TBDSJmDJ SJUVBMJ QFS PUUFOFSF fondamentali sono negati. La scuola dovrebbe aiutarli e QPUFSF  EFOBSP  BNPSF F mHMJ (VBSJUPSJ F TUSFHPOJ  BJVUBUJ proteggerli, invece li ignora e li maltratta. Stanno rinchiusi da cacciatori bianchi e di colore, gestiscono un sistema in aula per il terrore di essere rapiti. L’ipovisione di sostenuto da aviditĂ , superstizione e turisti patiti cui sono affetti ne riduce l’apprendimento, ma EJ NBDBCSJ TPVWFOJS (MJ BMCJOJ TPOP CSBDDBUJ  gli insegnanti li giudicano ritardati o indolenti catturati, sgozzati, seviziati, scuoiati e muGLI ALBINI I AFRICA e li relegano all’ultimo banco, costringentilati nel segreto della selva in notti di luna SONO TEMUTI COME doli a leggere e scrivere col naso attaccapiena, con la convinzione che piĂš urlino, SPIRITI, SEMIDEI O DĂˆMONI to ai fogli, senza occhiali nĂŠ libri a caratIMMORTALI E PER TRADIZIONE QJĂĄFGmDBDJTJBOPBNVMFUJFQP[JPOJDIFTJ PORTANO BENE O MALE teri grandi. CosĂŹ crescono consapevoli di ricavano. Le bare sono nascoste sotto il E NEL DUBBIO SONO essere inferiori, con problemi d’identitĂ  e letto o cementate in profonditĂ  per impeIMMOLATI IN SACRIFICI personalitĂ . dire il trafugamento. RITUALI Sorte amara anche per le madri e le conLe femmine sono piĂš ricercate e stuprate: giunte, che i medici consigliano di abortire per si crede che fare sesso con loro e berne il non generare albini. Le donne sputano sul vensangue prevenga o curi l’aids, mammelle, geniUSF EJ DIJ QBSUPSJTDF BMCJOJ QFS BOOJFOUBSF JM NBMFmDJP tali e capelli sono ambite garanzie di successo. LegaLe madri sono ripudiate da marito e famiglia, espulse o re capelli o arti amputati alle reti assicurerebbe pesca in

foto di MARIA ELISA DI PIETRO

NERO


Al Shaymaa J. Kwegyir, la prima parlamentare albina

emarginate dalla comunitĂ , accusate di adulterio oppure di aver dormito all’aperto o in luoghi proibiti. L’albino è detto mHMJPEFMEFNPOJP se si sospetta che il padre sia un missionario, spesso l’unico bianco nei paraggi. Clima tropicale ed esposizione al sole causano danni invalidanti che pregiudicare qualitĂ  e possibilitĂ  di vita. my genes, un documentario sulla vita degli albini africaSenza cure i difetti visivi diventano cronici, le bruciature ni, ideato e realizzato a soli 23 anni dalla keniota Lupis’infettano, il derma s’ispessisce, i bimbi grattano le piata Nyong’o. Il Premio Coraggio nel Giornalismo 2010 ghe come rogna. Solo il 2% arriva ai 40 anni. In Tanzania fu conferito a Viky Ntetema, la reporter tanzaniana della la speranza vita media è di 32. L’80% muore di cancro alla BBC World che denunciò il racket. Lavora tuttora sotto pelle, che in area subsahariana è la prima causa di morte protezione e dirige una ong a favore degli albini. sotto i 30. I dati attuali hanno le proporzioni di un genoUna volta difesi dall’ambienDJEJP  TPQSBUUVUUP OFMMB 3FHJPOF EFJ (SBOEJ te, devono cercare rifugio, SOLO IL 2% DEGLI Laghi, dove la Tanzania è piĂš colpita. Le lavoro e rinunciare alla ALBINI ARRIVA AI 40 ANNI. credenze determinano i comportamenti, vita affettiva. La povertĂ  IN TANZANIA LA SPERANZA perciò Vidiadhar Surajprasad Naipaul, VITA MEDIA Ăˆ DI 32. L’80% li opprime, lavorano nei MUORE DI CANCRO ALLA PELLE, Premio Nobel della Letteratura 2001, socampi senza aspirare ad CHE IN AREA SUBSAHARIANA stiene che la realtĂ  africana sia comprenaltre occupazioni, poiĂˆ LA PRIMA CAUSA sibile indagandone le radici religiose e DI MORTE chĂŠ di rado conseguono SOTTO I 30 ANNI culturali. Nel libro La maschera dell’Africa la licenza elementare. I datori di lavoro re(2010) ha pubblicato un’inchiesta accuraspingono anche i piĂš istruiti per evitare guai, ta svolta in loco. Dubitava che la stregoneria costringendoli all’esodo. Trovare un partner è persistesse, ma ammette di aver dovuto ricredersi. EJGmDJMF BODPSQJĂĄQFSMFGFNNJOF QFSDIĂ?BODIFJ L’Africa ha potenzialitĂ  e risorse, ma un’accozzaglia indemaschi albini preferiscono donne nere. mOJUBEJNPEFSOJUĂ‹ QSJNJUJWJTNPFBSSFUSBUF[[BOFPTUBDPMB Nel 2006 incontrai per la prima volta un’albina africana,

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Nel libro di recente pubblicazione ‘Ombra bianca’ (ed. Ota Benga, pagg 319, â‚Ź 10) Cristiano Gentili, un giovane impegnato nella cooperazione allo sviluppo e nell’emergenza umanitaria, narra la storia romanzata di un’albina africana per svelare le dinamiche di una caccia insensata. La trama si basa su fatti reali, appresi e vissuti dall’autore in Tanzania nel 2011. La pubblicazione, che ha giĂ  ricevuto premi e consensi, è innovativa anche nel formato, su carta ecologica e in e-book accessibile a ipovedenti, non vedenti e dislessici. In vendita in libreria e on line, con devoluzione dei proventi alla causa degli albini africani. Per informazioni e iniziative visitate il sito www.ombrabianca.com

ma non conoscevo il fenomeno e non ne ebbi percezione. Ero in Madagascar, che per comune ammissione non è Africa, ma un’isola che non conosce discriminazioni: il popolo malgascio è nato dall’incontro tra etnie africane, asiatiche ed europee in epoche di pirateria, colonizzazione e migrazione. Nel resto del continente gli albini venivano TUFSNJOBUJ /FM  MFTDBMBUJPO %BUJ VGmDJBMJ  PNJDJEJ in 12 stati, 173 indagati, poliziotti e autorità complici, solo DBTJmOPSBHJVEJDBUJ JODFSUF[[FTVDSJNJOJFNFSTJBMUSPve. Una risoluzione del Parlamento Europeo chiese misure decisive. Il Presidente della Tanzania istituÏ il censimento, la scorta per albini e designò Al Shaymaa J. Kwegyir, la prima parlamentare albina con un incarico di tutela estesa ai disabili. BenchÊ di famiglia albina (3 fratelli su 9) è una donna forte, non ha subito stigmi, vanta studi superiori e DBSSJFSBMBWPSBUJWB0HHJDPOUSPMMBHMJBGmEBNFOUJEFHMJBMbini e ha adottato due orfane, di cui una resa muta da un’atroce mutilazione. Nel 2009 il clamore mondiale. CRI e UNICEF lanciarono l’allarme in Burundi, Uganda e Tanzania. Fu premiato In

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Viky Ntetema_ Premio Coraggio nel Giornalismo_2010

LA STORIA DI UN’ALBINA AFRICANA

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Lupita Nyong’o_che ha realizzato il documentario_In my genes

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NESSUNA DONNA È CAMPO DI BATTAGLIA Patricia Tough

La Rete delle Donne in Nero e le pratiche femministe e antimilitariste

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lo sviluppo. L’africano medio soffre di una schizofrenia profonda: da un lato desidera L’AFRICA entrare nell’attualità del mondo moderHA POTENZIALITÀ E RISORSE, MA no, dall’altro la tradizione lo riporta a un UN’ACCOZZAGLIA passato da cui non riesce a staccarsi. INDEFINITA DI MODERNITÀ, C’è molto da fare per dimostrare che PRIMITIVISMO E l’albinismo è una diversità con cui si ARRETRATEZZA NE può convivere. Attivisti albini e non, OSTACOLA LO promuovono campagne di sensibilizSVILUPPO [B[JPOF  EJWVMHB[JPOF TDJFOUJmDB FE FEVcazione, dispensano accorgimenti igienicosanitari (cappelli, occhiali, creme protettive) e cure, rivendicano la formazione e l’aumento di operatori sociosanitari e insegnanti specializzati. La Fondation Salif Keita, dell’omonimo musicista albino, ha convinto l’OMS a riconoscere l’albinismo come handicap di natura EFSNBUPMPHJDB F PGUBMNPMPHJDB il Sudafrica è il primo e unico paese africano che ha istituito politiche sanitarie ad hoc; in Tanzania operano équipe internazionali di specialisti della prevenzione. La soluzione è garantire ovunque parità di accesso all’assistenza sanitaria gratuita di qualità, protezione sociale e giuridica, istruzione, politiche di inclusione sociale, non-discriminazione e repressione giudiziale dei reati. E

“Ninguna mujer es campo de batalla” era il titolo del sedicesimo Incontro Internazionale delle Donne In Nero (DIN) che ha messo a confronto delegazioni provenienti da ArHFOUJOB  "SNFOJB  #FMHJP  $JMF  $PMPNCJB  $POHP  (VBUFmala, India, Israele, Italia, Palestina, Serbia, Spagna, USA. Dal 19 al 24 agosto scorso Montevideo ha accolto con grande riguardo le partecipanti: la sindaca Ana Oliveira ha proclamato la capitale dell’Uruguay ‘città della pace’ duranUFMBTFJHJPSOJGFNNJOJTUBFJM(PWFSOPIBEFmOJUPMJODPOUSP di “interesse nazionale”. NOIDONNE ha raccolto il racconto di Patricia Tough, della delegazione italiana delle DIN, che ha seguito con passione i dibattiti cui hanno partecipato anche professioniste e donne della cultura latinoamericana. “È stato un incontro molto movimentato con continui spostamenti da un luogo all’altro per le varie e numerose attività organizzate, il tutto in una atmosfera di grande condivisione, affetto e allegria. È apparsa immediatamente chiara la diversità dei temi posti al centro dell’impegno delle DIN dell’Uruguay (violenza domestica, diritto all’aborto, femminicidio) su cui hanno lavorato molto ponendo anche la questione del destino degli orfani/e del femminicidio e ottenendo una legge in proposito, oltre ad una legge non ancora soddisfacente sull’aborto. In genere nei vari gruppi delle DIN nel mondo la questione della violenza sulle donne si ascrive in una visione femmi-


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UNA non aveva un ruolo attivo nella lotta armata, OJTUB B QBSUJSF EBM SJmVUP EFMMB HVFSSB  WJTUB VISIONE FEMMINISTA era una delle tante giovani affascinate dacome prodotto del patriarcato e ad esso A PARTIRE gli obiettivi sociali che questa si poneva. Il necessaria per tenere in piedi un simboDAL RIFIUTO DELLA GUERRA tema delle dittature è entrato in maniera lico maschile che perpetua l’ordine paCHE Ăˆ PRODOTTO prepotente nell’incontro con la presenza triarcale del mondo, attraverso il militariDEL PATRIARCATO E AD ESSO EJ"SHFOUJOB $JMF (VBUFNBMB 6SVHVBZ smo e la militarizzazione dei territori che NECESSARIA e c’è stata anche gioia per il risultato del escludono le popolazioni dalle decisioni PER TENERE IN PIEDI UN QSPDFTTPB3JPT.POUU EJUUBUPSFEFM(VB ed espongono le donne ad un crescendo SIMBOLICO MASCHILE temala condannato per genocidio. Ăˆ stata di violenza da parte dei maschi proprio la prima condanna per questo crimine comper la violenza insita nel ricorso alla guerra. minata a un dittatore, frutto della ostinazione Di questo hanno parlato a lungo le donne del incrollabile delle donne che tanto hanno sofferto e Congo, di una violenza sistematica e strutturale dentro un progetto genocidario con al centro il corpo delle lottato per ottenere veritĂ  e giustizia. Ma è stata sottolineata la questione dell’impunitĂ  per i crimini di guerra in Serbia donne. e non solo, il permanere al potere di criminali di guerra, il potere degli eserciti rimasto intatto anche dopo massacri conclamati e violente repressioni. Il tema dell’antimilitarismo è stato centrale nelle discussioni, per tutte le conseguenze che il militarismo ha nella vita delle popolazioni e in particolare della donne e ne hanno QBSMBUPMF%*/DPMPNCJBOF 3VUB1BDJmDBEFMBT.VKFSFT DIF Uno dei temi piĂš importanti legato strettamente al militarismo su questa questione hanno costruito il loro attivismo contro è stato quello delle dittature e delle guerre di oggi, affrontato JM DPOnJUUP BSNBUP TFTTBOUFOOBMF JO $PMPNCJB DBSBUUFSJ[[BUP sotto i titoli ‘crimini di guerra’ e ‘verdad, justicia y reparacion’; da una violenza anche qui sistematica sulle donne (bottino in Uruguay rappresenta ancora una grossa ferita la modalitĂ  di guerra e campo di battaglia fra le diverse fazioni anche i dell’uscita dalla dittatura nel 1985 con il patteggiamento fra guerriglieri). militari e tupamaros attraverso un accordo che ha portato I diritti sessuali e riproduttivi intesi come libertĂ  ed autonoalla ‘ley de caducidad’ che ha voluto dire ‘impunità’. Ăˆ stata mia femminile rispetto alla sessualitĂ , alla maternitĂ  e alla una scelta frutto di una concezione militarista che è stata su- HFTUJPOFEFMMBQSPQSJBWJUBĂ’TUBUPMBMUSPmMPOFEJDPOGSPOUP bita dalle donne. Abbiamo incontrato donne che sono state Le giovani cilene di Linea aborto hanno parlo del loro lavoro imprigionate e torturate durante il regime e che ci hanno par- sull’aborto come strategia politica che mette in discussione lato di come era nato il loro impegno politico, come avevano la primazia della famiglia eterosessuale, il patriarcato e il vissuto la reclusione, l’essere in balia totale dei torturatori ma sistema patriarcale per dare alle donne la voglia di recupeanche la solidarietĂ , la capacitĂ  di continuare a discutere e a rare la loro autonomia. progettare il futuro. Ci hanno parlato anche dello stupore di Il Congresso si è concluso con un documento in cui il mofronte alle condanne loro comminate senza colpe gravi, alla vimento ‘internazionale di attiviste femministe, antimilitariestrema violenza della dittatura dentro e fuori le carceri, del TUF QBDJmTUFBGGFSNBEJASJmVUBSFJDPOnJUUJBSNBUJ MFAHVFSSF loro entusiasmo giovanile per un progetto di cambiamento umanitarie e le guerre preventive’ oltre alle guerre sociali che attraversava tutta America Latina e poi la delusione per generate dall’economia neoliberista’â€?. E l’esclusione dalle decisioni, il bisogno di veritĂ  e giustizia -FHHJMBWFSTJPOFJOUFHSBMFFJMEPDVNFOUPTV negato. Ana Valdes, per esempio, è stata incarcerata ma IUUQXXXOPJEPOOFPSHCMPHQIQ *%

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URUGUAY

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LIBRI a cura di Tiziana Bartolini

ESPLORATRICE D’ORIENTE A BENEFICIO DELL’ANIMA Nella sua vita ha viaggiato “con ogni mezzo di trasporto disponibileâ€? per soddisfare una sete di conoscenza e di BWWFOUVSB NBJMmMPSPTTPDIFTFHOBJMQFSDPSTPEJAlexandra David-NĂŠel è soprattutto la ricerca di una spiritualitĂ  “piĂš rispondente alle sue profonde esigenzeâ€? che la avvicina a Buddha e la porta ad esplorare regioni impervie e sconosciute del lontano Oriente dall’India al Nepal, dalla Birmania alla Cina. E la sua prima volta in India è nel 1890, a 22 anni, quando per le donne viaggiare non era tra le opzioni previste. Il matrimonio nel 1904 con Philip NĂŠel, VO JOHFHOFSF GFSSPWJBSJP DIF TPTUJFOF mOBO[JBSJBNFOUF J suoi viaggi, dura a lungo ma non le impedisce di ripartire per l’India. Studia il sanscrito e nel 1912 arriva nel Sikkim. Affascinata dai monasteri locali, decide di approfondire gli studi buddisti. Nel 1914 incontra un giovane Lama, Aphur Yongden, con il quale intraprende il Grande Viaggio, un lungo e durissimo cammino che li condurrĂ , nel 1924, nel cuore del Tibet Proibito, a Lhasa. Fino alla sua morte, nel 1969 a 101 anni, è ininterrotta la sua attivitĂ  di scrittrice e conferenziera. A queTUB TUSBPSEJOBSJB mHVSB GFNNJOJMF  FTQMPSBUSJDF  FUOPMPHB PSJFOUBMJTUB TDSJUUSJDF mMPTPGBEPCCJBmo la divulgazione della dottrina buddista, allora conosciuta solo in ristrette cerchie di intellettuali. Giustamente ha ottenuto grandi riconoscimenti in Francia e all’estero ed Ă’ TUBUB EJDIJBSBUB VGmDJBMNFOUF -BNB JO 5JCFU Alessandra Bruni raccoglie in questo denso libro le testimonianze dirette di Alexandra attraverso le lettere scritte al marito (1904- 1941) e il racconto di Marie Madeleine Peyronnet, testimone diretta di tanta vitalitĂ  essendole rimasta accanto negli ultimi 10 anni. Questo libro è il nuovo contributo che Ali&No aggiunge alla collana Le Farfalle, diretta da Clara Sereni, dedicata alla scrittura di viaggi femminili e i cui proventi sono in parte devoluti alla Fondazione ‘La cittĂ  del Sole’, onlus che costruisce progetti di vita per persone con gravi problemi psichici.

LA VITA VERA DI UN FEMMINIELLO NAPOLETANO Dai quartieri spagnoli alla dolce vita romana, la storia di un femminiello napoletano, Carmelo Cosma detto la Tarantina, è raccolta dalla brava saggista e documentarista Gabriella Romano sempre attenta a temi di ‘generi’. “Decidere di parlare apertamente del proprio passato è stato mOPSBVOBDPNQMFUBFDDF[JPOFOFMQBOPSBNBEFMMBDVMUVSB gay-lesbo-trans italiana soprattutto per chi appartiene alle generazioni nate prima della Seconda Guerra mondiale, quindi il fatto che la protagonista del libro abbia deciso di GBSMPĂ’EJQFSTĂ?TJHOJmDBUJWPFJORVBMDIFNPEPĂ’VOTFgnale di un cambiamento profondo: il muro di silenzio si è, negli anni, sgretolato, si diffonde una cultura del coming-out, la cultura glbtq italiana si racconta sempre di piĂšâ€?. Finita la guerra la Tarantina si trasferisce a Roma, per vivere pienamente e liberamente la sua ‘dolce’ vita in un periodo di grande euforia che lei ricorda cosĂŹ: “D’improvviso la guerra ci sembrò lontana, ci scrollammo di dosso la polvere, la fame, la fatica del dopoguerra, per la prima volta alzammo gli occhi e guardammo avanti. A quei tempi Roma era una calamita, tutti sognavano di vivere nella cittĂ  del cinema, la capitale della mondanitĂ  di cui leggevamo sui rotocalchiâ€?. Ma la vita della Tarantina non è stata segnata solo da incontri, amicizie, amori (anche con note personalitĂ  della scena romana del tempo) e momenti festosi, ma anche da precarietĂ , sofferenza e abbandono (nell’intervista parla liberamente sia delle esperienze di DBSDFSFB1PHHJP3FBMFTJBEFMSJmVUPEBQBSUFEFMMBGBNJglia). “La veritĂ  che emerge da queste pagine - conclude l’autrice - è che il passato della comunitĂ  glbtq italiana è fatto di storie straordinarie, commoventi, spesso di vero ed autentico eroismoâ€?. Il libro è completato da un saggio di Eugenio Zito, psicologo e dottore di ricerca in Studi di Genere, dal titolo Femminielli: c’era una volta a Napoli?, che descrive come il “formarsi di un genere altro, che integra femminile e maschile (‌) fenomeno presente in molte culture e in quasi tutte le epoche storiche’, a Napoli assunse delle caratteristiche ‘proprie’â€?. Elisabetta Colla

Alessandra Bruni Alexandra David-NĂŠel

La Tarantina e la sua “dolce vita� Racconto autobiografico di un femminiello napoletano Raccolto da Gabriella Romano con un saggio di Eugenio Zita

Ed Ali&No, pagg 142, euro 12,00

Ed Ombre corte, pagg 107, euro 10,00


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OGNUNO HA UNA STORIA DA RACCONTARE -BEJWFSTJUĂ‹Ă’JMmMPDPOEVUUPSFEFMMFVOEJDJTUPSJFTDSJUUFEB Daniela Scopigno e illustrate da Cristina Cerretti. Ho voglia di raccontarti una storia (Sinnos) oltre ad essere il titolo è anche un sito (www.hovogliadiraccontartiunastoria.it) e un progetto di sostegno al Centro di alta specialitĂ  per il Carcinoma Ovarico (patologia che ogni anno colpisce 5.000 donne), della Divisione di Ginecologia IEO (Istituto Europeo di Oncologia) a cui sono devoluti i diritti d’autore. Nell’ambito del progetto, inoltre, è previsto che le copie acquistate dall’Ordine Architetti di Roma e Provincia, dalla Novartis e dal Municipio Centro Storico della Capitale sono distribuite ai bambini dei Reparti Pediatrici Oncologici del Policlinico Umberto I e dell’Ospedale Bambin GesĂš di Roma. Un libro che ribadisce il fascino e la magia della lettura come “forma di salvezzaâ€? dall’incontro “drammaticoâ€? con la malattia: parole di Umberto Veronesi nell’introduzione che sono da condividere. Daniela Scopigno Illustrazioni di Cristina Cerretti Ho voglia di raccontarti una storia Ed Sinnos, pagg 75, euro 13,00

UN’IDEA, MATRIARCALE, DEL MONDO MatriarchÊ. Il principio materno per una società egualitaria e solidale è il titolo del documentario (che è anche un libro, Exorma Edizioni), a cura di Francesca Colombini e Monica Di Bernardo per la regia di Aldo Silvestri, riprende le paro-

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MF EFMMB mMPTPGB UFEFTDB )FJEF (ĂšUUOFS"CFOESPUI  DIF EFmOJTDF JM UFSNJOF iNBUSJBSDBUPw come “origine dalle madriâ€?. L’elemento chiave per un cambio di paradigma sociale, a detta delle autrici e delle autorevoli voci raccolte (Vandana Shiva e Serge Latouche tra gli altri), risiede nella possibilitĂ  di mettere al centro la donna e i valori materni: nutrimento, assistenza, cura, capacitĂ  di valorizzare le differenze. 3JQSFOEFSF RVFTUP NPEFMMP TJHOJmDB BCCBOdonare l’idea dello scambio che attribuisce un valore e un costo a tutto, compreso il rapporto con la natura, come avviene in alcune societĂ  matriarcali ancora presenti sul pianeta in alcune zone dell’Africa, dell’America e dell’Asia, in cui il modo di pensare la produzione economica, gli scambi FMFSFMB[JPOJUSBFTTFSJVNBOJ Ă’JOnVFO[BUPEBMSVPMPDFOUSBMF delle donne, portatrici dei valori materni, e da un diverso equilibrio tra generi. Dallo scoppio della crisi mondiale e dei sempre piĂš evidenti disastri ambientali provocati dallo sfruttamento selvaggio della terra e dall’inquinamento molti attivisti, ricercatori e mMPTPmIBOOPJOJ[JBUPBHVBSEBSFBRVFTUFGPSme “arcaicheâ€? di condivisione di beni e servizi con rinnovato interesse. Sebbene il ruolo materno delle donne non sia l’unico cui devono essere chiamate, è certo che il patriarcato trova nel capitalismo un valido sostenitore di dinamiche di potere che vanno contro gli interessi delle donne. La messa in discussione del sistema economico vigente, quindi, non può prescindere da una SJnFTTJPOFBNQJBFDPNQMFTTBDIFUFOHBDPOUPBODIFEFMMB diversitĂ  di genere nel pensare e nel praticare l’economia. Silvia Vaccaro

CINQUANT’ANNI TRA ARTE E POLITICA

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FMF DPMPSJ mMP TUPGGFFNFSMFUUJFQPJBODPSBJODJTJPOJFTFHOJHSBmDJ*MQFSDPSTP artistico di Rosanna Marcodoppido parla di una “passione coltivata con tenacia e pazienzaâ€? che ha accompagnato un’esistenza “solcata da avvenimenti ed esperienze di ogni tipo, avendo come bussola l’arteâ€?. Arte “poliedricaâ€? che si intreccia, scrive Alessia Muroni, alla “vita pubblica e all’azione politicaâ€?. Ăˆ infatti tenendo ferma questa chiave di lettura e la sua lunga militanza nell’UDI che va sfogliato il bel libro “Rosanna MarcodoppiGR2SHUHGLSLWWXUDHJUDĂ€FDÂľ, raccolta di lavori realizzati in un lungo arco di tempo e scandita in capitoli dai nomi evocati-

vi: ‘Colore spazio segno’, ‘Nu Shu, antico alfabeto segreto delle donne cinesi del Jian-Yong EJ)VOBO A(FPHSBmFEFMMBOJNB A4UBNQFF libro d’artista’. Lo sguardo femminile è sempre piĂš esplicito e si manifesta con il progressivo abbandono della pittura “a favore di composizioni di stoffa, su tela tessuta a mano.. in cui MFmHVSFTPOPTBHPNFBOPOJNF EJTUJOHVJCJMJ

per genere, oppure per etĂ ..â€?. Francesca Gallo sottolinea inoltre come anche nelle incisioni il discorso “creativo e politicoâ€? di Rosanna si sviluppa con “attenzione ai rapporti tra individui, all’insegna del pluralismoâ€?. Ecco, la pluralitĂ  e l’accoglienza - di linguaggi, di presenze, di rappresentazioni - è la sua bussola: nell’arte come nella vita.


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FEMMINICIDIO: Ăˆ LEGGE, MA‌.. NON Câ€™Ăˆ STATA L’UNANIMITĂ€ IN PARLAMENTO SUL TESTO DEFINITIVO. E ORA IL DIBATTITO TRA LE DONNE, DENTRO E FUORI I MOVIMENTI, CONTINUA di Silvia Vaccaro questi mesi è stato un crescendo di avvenimenti a partire dal 19 giugno, data dell’approvazione all’unanimitĂ  della Convenzione di Istanbul, un primo e importante strumento internazionale giuridicamenUF WJODPMBOUF mOBMJ[[BUP B DPODSFUJ[[BSF B[JPOJ EJ DPOUSBTUP alle varie forme di violenza contro le donne. Il cammino soWSBOB[JPOBMFEFMMBWBMJEB[JPOFEFmOJUJWBEFMMB$POWFO[JPOF Ă’JODPSTPEFWFFTTFSFSBUJmDBUBEBBMNFOPEJFDJ1BFTJ BM momento, oltre che dall’Italia, è stata approvata da MonteneHSP "MCBOJB 1PSUPHBMMPF5VSDIJB EJDVJPUUPGBDFOUJQBSUFJM Consiglio d’Europa - ed è decisivo che gli Stati accolgano FDPOEJWJEBOPMBEFmOJ[JPOFEFMMBWJPMFO[BDPOUSPMFEPOOF come risultato di rapporti diseguali di potere tra i sessi e non come problema di ordine pubblico. In Italia, in agosto, il GoWFSOP IB FNBOBUP VO %FDSFUP DIF Ă’ EJWFOUBOEP MFHHF O  MPTDPSTPPUUPCSF NBRVFTUBWPMUBTFO[BVOBOJNJUĂ‹ EB VOB QBSUF J QBSUJUJ EFMMB NBHHJPSBO[B 1%1%-  EBMMBMUSB 4&-F.4DIFOPOIBOOPQBSUFDJQBUPBMWPUP"MDFOUSPEFM dissenso la presenza nella legge, oltre ad alcuni aspetti riHVBSEBOUJ JM GFNNJOJDJEJP JO NPEP TQFDJmDP  EJ BSUJDPMJ DIF con la violenza di genere non hanno alcuna relazione quali i reati per i furti di rame, l’identitĂ  informatica e, addirittura, la militarizzazione di alcune aree del territorio tra cui la Val di

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Susa. Una scelta inaccettabile per Titti Di Salvo 4&- DIF SJUJFOFTCBHMJBUPiMVTPEFMDPSQPEFMMFEPOOFDPNFMPDPNPUJWBEJFUSPDVJUSBTDJOBSFQSPWWFEJNFOUJEJUVUUBMUSPTJHOJmDBUPw F JOGBUUJ QSFDJTBiBCCJBNPHJVEJDBUPOFHBUJWBNFOUFJMNFTsaggio proposto, quello che la violenza contro le donne fosse un problema di ordine pubblico. Noi sappiamo invece come la violenza contro le donne sia legata a rapporti prepotentemente squilibrati tra uomini e donne e come quella violenza maschile non si riesca a risolvere se non cominciando a cambiare la cultura partendo dalla scuola. Nonostante questo, abbiamo lavorato alacremente per correggere gli aspetti negativi e per potenziare quelli positivi, tra cui annoveriamo il diritto del permesso di soggiorno per le donne straniere WJUUJNF EJ WJPMFO[B  NFOUSF DPOTJEFSJBNP JOTVGmDJFOUF JM mOBO[JBNFOUPBJ$FOUSJBOUJWJPMFO[Bw%BMUSPDBOUPJMQSPWWFEJNFOUPiBWFWBDBSBUUFSFEJOFDFTTJUĂ‹FEJVSHFO[BwTFDPOdo Marianna Madia 1% DIF DJSDBMBDDVNVMPEJRVFTUJPOJ FTUSBOFFBMMBWJPMFO[BEJHFOFSF QSFDJTBiDFSBVSHFO[BEJ approvare le altre norme, ma questo non toglie valore di legHFBRVFMMFTVMGFNNJOJDJEJPw-BDPMMFHBEJQBSUJUPVanna Iori HJVEJDBJMEFDSFUPiVOHSBOEFQVOUPEJQBSUFO[BwFDJUJFOFB valorizzare un particolare aspetto, incluso grazie ad un suo emendamento, quello dell’aggravante per la violenza contro MFEPOOFJOHSBWJEBO[BiÂľVOBSHPNFOUPRVBTJUBCĂĄQFSMB sacralitĂ  attribuita a quella condizione, eppure l’OMS dice che 1 donna su 4 subisce violenza in gravidanza e sostiene è la seconda causa di morte per le donne incinte dopo l’emorragia. Il decreto prevede percorsi di rieducazione per uomini NBMUSBUUBOUJ FQJĂĄJOHFOFSBMFQFSDPSTJEJFEVDB[JPOFFEJQSFvenzione nelle scuole per il rispetto delle relazioni tra uomini FEPOOFw*MEJCBUUJUPTVMMBMFHHF EFOUSPFGVPSJMBSFUF Ă’DBMEP FMFPQJOJPOJEFMMBiHFOUFDPNVOFwTPOPMFQJĂĄEJTQBSBUFTJ WBEBMiOPOTPOPRVFTUJJWFSJQSPCMFNJEFMM*UBMJBwBiOPOĂ’ WFSPDIFMFEPOOFTVCJTDPOPQJĂĄWJPMFO[BEFHMJVPNJOJw EBM iTJBNPBMOB[JGFNNJOJTNPwBMHJOFQSBJPEJDPNNFOUJTFHVJUJ BMMF QBSPMF EFMMB 1SFTJEFOUF #PMESJOJ TVHMJ TQPU TFTTJTUJ DIF rappresentano quasi sempre donne ‘angeli del focolare’ che TFSWPOPBMMFHSBNFOUFQBTUJTVDDVMFOUJiDIFQSPCMFNBDĂ’TF TFSWPMBDFOBBJNJFJmHMJ wTDSJWFVOBTVB F MFUUSJDFOFMCMPH di Grillo. Il piano di discussione è dunque politico, ma anche di linguaggio e di metodo. E le opinioni di pancia dei cittadini rispondono in qualche modo all’incapacitĂ  diffusa dei politici EJUSBUUBSFRVFTUPUFNBi.JTFNCSBTJBJODPSTPVOBTFNQMJm-


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cazione di discorsi. Non è certo una novità ma questo tipo di TFNQMJmDB[JPOFTUBEJWFOUBOEPTFNQSFQJåSJTDIJPTB7JFOF usato il discorso del femminicidio come un brand, che porta visibilità e lustro a chi lo usa. Quando un discorso esce dalle nicchie e diventa mainstream, c’è sempre il rischio di una TFNQMJmDB[JPOF NBÒRVBMDPTBTVDVJTJQVÛMBWPSBSF2VBOEPQFSÛDJTPOPEJNF[[PMFMFHHJ FJOQBSUJDPMBSFRVFTUP  che non è un decreto legge sul femminicidio ma un pacchetUPTJDVSF[[B ÒVOQPQJåHSBWFw$PTÖLoredana Lipperini, giornalista e scrittrice, sintetizza perfettamente quello che è accaduto, perchÊ sebbene la violenza contro le donne sia un argomento di grande attualità su cui si sta alzando il livello di attenzione, non è comunque positivo che avvenga quello DIF0TDBS8JMEFBVTQJDBWBQFSTFTUFTTPi#FOFPNBMFQVSDI�TFOFQBSMJw.BQFSQBSMBSFEJWJPMFO[BTVMMFEPOOFPDDPSSFQFTBSFPHOJQBSPMB QPJDI�ÒEBMMFQBSPMF DIFTJVTBOP PDIFOPOTJVTBOP DIFTDBUVSJSBOOPMFQSBUJDIFFGmDBDJP inutili, o persino dannose. Occorre dunque partire dalle demOJ[JPOJ  DPNF TVHHFSJTDF Oria Gargano  1SFTJEFOUF EFMMB Cooperativa Be Free che gestisce un centro anti-violenza OFM1SPOUP4PDDPSTPEFM4BO$BNJMMPEJ3PNBFVOTFSWJ[JP I404%POOBEFM$PNVOFEJ3PNBi#JTPHOBJOOBO[JUVUUPSJWFEFSFMBEFmOJ[JPOFEJ$FOUSPBOUJWJPMFO[BDIFJO*UBMJB è considerato quello con la residenzialità, ma questa è solo una delle possibilità per fare degli interventi. In ogni caso è necessario che tutte le strutture abbiano determinati requisiUJ"MNPNFOUPOPOBCCJBNPMBDMBTTJmDB[JPOFEJPQFSBUSJDF EJ DFOUSP BOUJWJPMFO[B  DMBTTJmDBUB JOWFDF DPNF APQFSBUPSF TPDJBMF VOBEFmOJ[JPOFHFOFSJDBDIFOPOUJFOFDPOUPEFMla professionalità che un’operatrice antiviolenza deve avere. Sulla falsa riga di quello che è stato fatto per la formazione EFMM�RVJQFEJDIJTJJOUFSGBDDJBDPOWJUUJNFEJUSBUUB VOMBWPSP FVSPQFP JDVJSFGFSFOUJJUBMJBOJFSBOP*TBCFMMB0SGBOP 1JQQP $PTUFMMPFMBNBHJTUSBUB&MJTBCFUUB3PTJ BOESFCCFDPTUSVJUB una guida su come formare un’Êquipe di operatrici sulla violenza. I Centri poi andrebbero inseriti in network facilitando MBSBDDPMUBEBUJ1SPQSJPJ$FOUSJ CFODPPSEJOBUJ QPUSFCCFSP SBDDPHMJFSMJ FGmDBDFNFOUFw *M NBODBUP SJDPOPTDJNFOUP EJ standard e la vaghezza con cui le Istituzioni si sono mosse, senza un confronto vero, senza una concertazione a 360° con le Associazioni e i Centri, sono la causa del fallimento del 1JBOPOB[JPOBMFDPOUSPMBWJPMFO[BTVMMFEPOOF JOTDBEFO[B BOPWFNCSF-FDSJUJDJUËMFTQJFHBTitti Carrano 1SFTJEFOUF dell’associazione Di.Re.i*MQJBOPOPOIBGVO[JPOBUPQFSDI� OPODFSBVOBTQFDJmDJUËO�VOBDPODSFUF[[BOFHMJJOUFSWFOUJ  nÊ c’era un adeguato riconoscimento dei Centri antiviolenza equiparati a servizi pubblici o privati assistenziali. Il Centri antiviolenza non erogano assistenza ma sono luoghi di libertà dove negli anni si è svelata la violenza, e ci TPOPTUBUFHSBOEJFMBCPSB[JPOJDVMUVSBMJ1FSDI�OPOQBSUJSF EBVOTBQFSFBDRVJTJUP 1FSDI�OPOWBMPSJ[[BSFDJÛDIFÒ

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TUBUPGBUUPmOPSB -FMBCPSB[JPOFEFJ$FOUSJBOUJWJPMFO[BDÒ da vent’anni, dunque partiamo da quello che è stato prodotUPFQPJDPOUJOVJBNPBDBNCJBSFw1BSUJSFEBVODPOGSPOUP col territorio è proprio uno dei punti in cui la Convenzione EJ*TUBOCVMJOTJTUFEJQJåFPMUSFJ$FOUSJ BODIFJNPWJNFOUJ femministi e tutte le donne che si occupano a vario titolo di violenza contro le donne non sono rimastea guardare in silenzio l’approvazione di questo decreto. Complice la concomitanza temporale delle ultime battute della discusTJPOFJO1BSMBNFOUPDPOJMNFFUJOHOB[JPOBMFEFJNPWJNFOUJ GFNNJOJTUJ B 1BFTUVN  PUUPCSF  JM EJCBUUJUP TJ Ò BDDFTPBODIFMÖ QSPWPDBOEP discussioni tra punti di vista molto differenti sui criteri che stanno alla base del ragionamento sulle norme a tutela delle donne e sulle modalità con cui i movimenti devono farsi carico delle istanze delle donne e di tutti gli altri temi in agenEB NJHSBOUJFMBWPSPQSFcario, per fare un paio di FTFNQJ  F DIF JOnVFOzano i ragionamenti e le pratiche. Donne impegnate a vario titolo sul tema e che contestano il decreto si stanno organizzando sotto l’evocativa denomiOB[JPOF iOPOJONJPOPNFwFEBMPSPWFSranno probabilmente azioni concrete. Quel che è certo è che, nonostante le profonde differenze e divisioni interne, c’è un fermento interessante dentro e fuori la rete che coinvolge le donne e le sta chiamando ad BHJSFw6OBEFMMFNPEBMJUËÒBODIFMPSciopero delle Donne, convocato per il 25 novembre e sostenuto da comitati locali e realtà associative territoriali, ma anche dalla Cgil. 6OB[JPOF GPSUF QFS iJOEVSSF JM OPTUSP 1BFTF B VOB SJnFTsione seria sulle relazioni tra i generi, sul potere e le sue EJOBNJDIFEJTPQSBGGB[JPOFw4VXXXTDJPQFSPEFMMFEPOOF it sono reperibili tutte le informazioni. E

Videointerviste a Vanna Iori e Titti Di Salvo su: http://www.streamago.tv/mytv/my-channels/ Intervista integrale a Titti Carrano: http://www.noidonne.org/blog.php?ID=04862 Intervista integrale a Oria Gargano: http://www.noidonne.org/blog.php?ID=04863

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ILVA: OLTRE IL LAVORO di Maria Alessandra Soleti

LA SVOLTA. DONNE CONTRO L’ILVA Ăˆ IL DOCUMENTARIO DI VALENTINA D’AMICO CHE RACCONTA L’INDIGNAZIONE DI CHI VIVE NELLA TRAPPOLA DELLA FALSA ALTERNATIVA TRA DIRITTO AL LAVORO E ALLA SALUTE

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onne contro. Contro quel muro eretto per blindare il sistema Ilva, che però non le separa dai suoi fumi velenosi. Contro quella connivente barriera di silenzio, sei donne hanno deciso di raccontare e di raccontarsi; sullo sfondo non solo ciminiere, ma anche stralci di un’altra cittĂ  possibile. Brevi sequenze sulle origini di quel miraggio di benessere, che inizialmente l’industrializzazione portava con sĂŠ ma per Taranto ha condotto ad un amaro risveglio: un ritratto realizzato da Valentina D’Amico nel documentario ‘La svolta. Donne contro l’Ilva’, girato nel 2010 e “menzionatoâ€? in piĂš di un festival cinematogramDP$JPOPOPTUBOUFMBTVBEJTUSJCV[JPOFSFTUBDPOmOBUB in un ristretto circuito. Essenziale, senza eccessi, è un SBDDPOUPOPOVSMBUP DIFTJBGmEBBMMBQPUFO[BEFMMBQB rola, quella delle protagoniste, mentre si susseguono le immagini dell’acciaieria silenziosamente pervasive come i suoi fumi. Nulla viene omesso, tanto meno gli aspetti piĂš agghiaccianti: la camera entra all’interno della palazzina Laf (laminatoio a freddo), dove si è tentato di ridurre ben 70 dipendenti a delle “maschereâ€?, di annientarli come persone, per indurli cosĂŹ a dimettersi in quanto diventati “scomodiâ€? in azienda; viene mostrata la arrogante volontĂ  di mettere tutto a tacere da parte del “padroneâ€?, che invece elargisce premi per contenere le denunce di in-

GPSUVOJFEBSFDPTĂ–VOJNNBHJOFNJTUJmDBUBEFMMJOHSBOBH gio. La macchina da presa sale sull’autobus che conduce i lavoratori all’interno di quella immensa cittadella di altiforni: una tenue rassegnazione sembra essersi insinuata in alcuni di loro, non in tutti, non piĂš. La reazione si fa sentire dall’esterno in chi assiste alle conseguenze di quella trappola, mogli, madri, in chi respira quell’“aria svendutaâ€?: l’indignazione ha la voce delle donne, che prendono la parola per ribellarsi al silenzio. 4UPSJFEJWFSTF UVUUFMFHBUFEBVODPNVOFmMPSPTTPDIF le avvita al medesimo infernale congegno. Margherita Pillinini, ex impiegata Ilva, racconta le ingiunzioni di declassamento per indurla a licenziarsi: destinata ad essere internata nella palazzina Laf vi scampa solo perchĂŠ nel frattempo il giudice ne aveva disposto il sequestro. Eppure Francesca Caliolo continua a credere che non ci sia un solo modo per fare il datore di lavoro! Moglie di Antonino Mingolla (interpretato da Alessandro Langiu, unico attore professionista), operaio Ilva soffocato da una fuga di gas mentre sostituiva una valvola, Francesca è ora impegnata nella Rete per la sicurezza nel lavoro; suo è il testo “La svoltaâ€? scritto dopo il mortale incidente e da lei inviato alla regista. Al suo racconto si intreccia quello di Patrizia Perduno, compagna di Silvio Murri, un altro operaio Ilva schiacciato da un ponteggio, al cui processo Riva non è stato neanche imputato, ma ha pagato con la condanna ad un anno di reclusione l’operaio che lavorava con lui! Si aggiunge la voce di una madre, Vita Tinella, che nello TUBCJMJNFOUPIBQFSTPJMmHMJP1BPMP'SBODP5VUUFTJTPOP costituite parte civile nei processi per quegli incidenti, dove la responsabilitĂ  non è stata attribuita all’imprenditore o ai dirigenti ma a chi è delegato alla sicurezza. Nessuna relazione è stata attestata tra il gettito delle polveri nocive e l’aumento del numero dei malati di cancro in chi vive nelle zone limitrofe, nĂŠ con la crescita esponenziale di altre patologie. Nel documentario


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però si lancia un segnale di questo disastro in corso attraverso due testimonianze: Anna Carrieri, abitante del quartiere Tamburi da 48 anni, ha perso l’uso delle gambe, improvvisamente, senza alcun precedente sintomo. Le è stata diagnosticata una “mielite trasversaâ€?, il suo sangue è risultato pieno di metalli. A Caterina Buonomo mHMJBEJVOEJQFOEFOUF*MWBFNBNNBEJ"OUPOJP  è stata comunicata la diagnosi di autismo quando il suo bambino aveva solo 18 mesi di etĂ , allora l’isolamento del piccolo sembrava dover inghiottire l’intera famiglia, tuttavia il suo sguardo vuole infondere coraggio a chi DPNFMFJEFWFEFDPEJmDBSFRVFTUPNPOEPBDPMPSPDIF non hanno gli strumenti per farlo. I racconti sono accompagnati dalle note di brani che sembrano entrare e vibrare sotto la pelle di chi si fa

TQFUUBUPSF EJ RVFMMF JNNBHJOJ VO mMNBUP DIF MBTDJB attoniti, ma allo sconcerto “deveâ€? seguire la rabbiosa volontĂ  di sapere, di spezzare il muro del silenzio, di fermare quel meccanismo. In attesa di una “decisione politicaâ€? sulla sorte dell’acciaieria, la presa di coscien[BJOEJWJEVBMFĂ’VOEPWFSFNPSBMFBGmODIĂ?UVUUJFTJBOP parte attiva della svolta. Il coinvolgimento della regista Valentina D’Amico si può seguire dal blog IUUQMBTWPMUBEPOOFDPOUSPJMWB wordpress.com ma anche dall’indignazione che trapela dalle sue parole. Senza esitazione ha risposto ad alcune nostre domande. Una militanza di genere: le donne sono in prima linea nelle associazioni e nelle manifestazioni, secondo te la voce dell’indignazione e della resistenza alla rassegnazione è prima di tutto femminile? Gli operai subiscono il ricatto occupazionale. L’azienda minaccia licenziamenti, le istituzioni sono conniventi nella minaccia. A Genova piĂš di 10 anni fa è stato chiuso il reparto a caldo dell’Ilva e nessuno degli operai è stato mandato a casa. Dopo un primo periodo di cassa integrazione hanno seguito dei corsi di aggiornamento professionale e sono stati tutti reimpiegati nelle succes-

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TJWF PQFSF EJ CPOJmDB " 5BSBOUP EB  BOOJ TJ Ă’ DPstituito il comitato “Donne per Tarantoâ€? su emulazione del comitato “Donne per Corniglianoâ€? che a suo tempo contribuĂŹ tenacemente a diffondere la cultura del lavoro sicuro, dell’ambientalizzazione, della salute e della vita innanzitutto. A Taranto la strada è lunga, lunga perchĂŠ i partiti, i sindacati sono complici del disastro socioeconomico e sanitario. 1FSDIĂ? MF EPOOF  1FSDIĂ? TVCJTDPOP EVF WPMUF EJ QJĂĄ1FSEPOPGJHMJFNBSJUJJOGBCCSJDB TJBNNBMBOP a loro volta. Quale muro impedisce la distribuzione e la magJLRUHYLVLELOLWjGHOĂ€OPDWRLQSDUWLFRODUHVXOSLFFROR schermo? Fortunatamente la televisione non è il solo canale di informazione: il documentario gira l’Italia nelle serate organizzate dalle associazioni, da alcune sezioni locali di partiti, dai Comuni, dalle universitĂ , le scuole, i cinema. Ha girato in vari festival del cinema ottenendo premi, menzioni speciali. /D VYROWD DUULYD Ă€QR DO  SULPD GHOOH VHQWHQ]H e degli scandali che poi si sono susseguiti, a cui si continua a assistere implacabilmente. Con quali sentimenti assisti agli ultimi avvenimenti? Ti inducono a voler continuare il racconto? No, non ho intenzione di proseguire nel racconto. Non è piĂš il momento della cronaca, della denuncia. Tutto quello che doveva esser detto, da me, da noi, dalle associazioni ambientaliste è stato detto. Tutto quello che doveva essere denunciato, è stato denunciato. Non sconforto - proprio di chi si arrende - ma certamente provo rabbia, contro chi (le istituzioni a tutti i livelli) si rende complice di un’azienda che opera in spregio di ogni norma di legge a tutela della salute, dell’ambiente; complice di un modello di sviluppo che antepone JM QSPmUUP BMMB TUFTTB WJUB VNBOB Âľ EVORVF BSSJWBUP JM momento di intervenire seriamente a difesa della salute e della vita.E Attualmente La Svolta prosegue la marcia in Puglia, con una serie di proiezioni e dibattiti a sostegno di Marco Zanframundo (licenziato dall’Ilva a seguito delle sue denunce sulla sicurezza) e degli operai della ditta Emmerre: ad ottobre ha fatto tappa a Lecce, la prima di una serie di iniziative promosse dal Collettivo “Guevaraâ€? di Cisternino. Tra le proiezioni giĂ  in programma una a Bari, presso l’ex-Socrate a novembre, ed una a Cisternino (Br) a dicembre. Le date verranno indicate nel sito www.noidonne.org e sul blog lasvoltadonnecontroilva.wordpress.com

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A TUTTO SCHERMO

STORIE DI RELAZIONI TUTTA UN’ALTRA NARRAZIONE

PERIFERIE DEL REALE E DELL’IMMAGINARIO AL VISIONI FUORI RACCORDO FILM FESTIVAL. VITTORIA AL FEMMINILE PER IL DOCUMENTARIO ‘NADEA E SVETA’ DELLA REGISTA MAURA DELPERO

di Elisabetta Colla

na sesta edizione in grande stile per il ‘Visioni Fuori Raccordo’, uno degli appuntamenti festivalieri piĂš interessanti della scena romana, organizzato e prodotto dall’Associazione LABnovecento (www. labnovecento.it), e nato con l’intento di ‘stimolare una SJnFTTJPOFTVMMFQFSJGFSJFEFM1BFTFDIFQVSASBQQSF TFOUBUF TQFTTP DPNF MVPHIJ EFMMJOTJDVSF[[B  TPOP BODIFMVPHIJEJUSBTGPSNB[JPOFFEJOBNJTNPEPWFMB ANFUSPQPMJDPOUFNQPSBOFBTJSJEFmOJTDF Diretta da Luca Ricciardi, con il coordinamento artistico EJø(JBDPNP3BWFTJ MBNBOJGFTUB[JPOF DIFTJĂ’TWPMUB presso il Nuovo Cinema Aquila di Roma, nel quartieSF1JHOFUP IBEBUPTQB[JPBEPQFSFEJHSBOEFRVBMJUĂ‹  TVMUFNBEFMMFQFSJGFSJFFEJOUPSOJ FTJĂ’BWWBMTBEJVOB giuria ‘trasparente’ - composta dalla regista e produttrice Antonietta De Lillo, dal giornalista e autore della trasmissione RAI Doc3 Lorenzo Hendel, e dalla giornalista de Il Manifesto$SJTUJOB1JDDJOPMFDVJTDFMUFTPOPSFTF QVCCMJDIFJOWJEFPTVMTJUPEFM'FTUJWBM*MQSFNJPQFSJM NJHMJPS EPDVNFOUBSJP EFMMFEJ[JPOF  Ă’ TUBUP BTTF gnato all’opera ‘Nadea e Sveta’, storia di due donne NPMEBWFJNNJHSBUFJO*UBMJB DIFDPOEJWJEPOPTQFSBO[F FESBNNJGBNJMJBSJDPNFRVFMMPEFJmHMJMPOUBOJ EJSFUUP dalla brava regista Maura Delpero con la preziosa collaborazione al montaggio di Ilaria Fraioli DIFIBBMTVP attivo, fra l’altro, il montaggio dei documentari di Alina

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.BSB[[J *MQSPHFUUPDIFIBBWVUPVOBNFO[JPOFTQF DJBMFBM1SFNJP4PMJOBTQFSJM$JOFNB%PDVNFO UBSJP  SBQQSFTFOUB VOB WJUUPSJB UVUUB BM GFNNJOJMF  DIF premia le donne autrici, protagoniste e professioniste EFM TFUUPSF DJOFNBUPHSBmDP 6OB .FO[JPOF 4QFDJBMF Ă’BOEBUBBMEPDVNFOUBSJPALe cose belle’ EJ(JPWBOOJ 1JQFSOP F "HPTUJOP 'FSSFOUF  TUPSJF EJ SBHB[[JOJ EFMMB periferia napoletana e del loro passaggio alla vita adulUB0MUSFBMMFPTQJUJEPOPSF $PTUBO[B2VBUSJHMJPFE"MCB 3PISXBDIFS  DIF IBOOP SJQSPQPTUP BM 'FTUJWBM  DPNF evento speciale, il documentario ‘Con il Fiato sospeso’HJĂ‹BQQMBVEJUPB7FOF[JB WE/0*%0//&0U tobre 2013), sono stati presenti nel corso dell’iniziativa, %BOJFMF 7JDBSJ  1BPMP .BTJOJ "TTFTTPSF BMMP 4WJMVQQP EFMMF1FSJGFSJF -BVSB%FMMJ$PMMJ 1BPMP1JTBOFMMJ /0*%0//&IBSJWPMUPBMDVOFEPNBOEFBEIlaria Fraioli DIFIBSJUJSBUPJMQSFNJPQFSMBSFHJTUB.BVSB%FMQFSP  (la quale si trova in Argentina a girare), con la quale DPOEJWJEFJEFF NFUPEJFTHVBSEPAEJHFOFSF Parlaci di questa vittoria al femminile: regia, montaggio e protagoniste‌. 2VFTUP QSFNJP Ă’ EBWWFSP VOB WJUUPSJB BM GFNNJOJMF  F QBSMPBODIFBOPNFEFMMBSFHJTUB.BVSB%FMQFSP FQFS DJÛÒQBSUJDPMBSNFOUFBQQSF[[BUP.JĂ’DBQJUBUPTQFTTP di montare opere al femminile o di registe donne o su UFNBUJDIF BM GFNNJOJMF  DIF NJ JOUFSFTTBOP NPMUP .J


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Lร€, DOVE SI POLVERIZZA Lโ€™INNOCENZA NEL FILM โ€˜LA GABBIA DORATAโ€™ IL TRAGICO VIAGGIO DI TRE ADOLESCENTI IN FUGA VERSO IL SOGNO AMERICANO OVOBCBSBDDPQPMJEFM(VBUFNBMBVOBSBHB[[BFOUSBJOCBHOP  TJUBHMJBJDBQFMMJ TJGBTDJBTUSFUUPJMTFOPFTJWFTUFEBNBTDIJP  poi ingoia la pillola anticoncezionale, per prevenire gravidanze indesiderate in caso di stupro, uno degli โ€˜inconvenientiโ€™ da metUFSFJODPOUP QFSVOBEPOOB BODIFTFBEPMFTDFOUF OFMMVOHP FQFSJDPMPTPWJBHHJPWFSTPJMTPTQJSBUPDPOmOFDPOHMJ4UBUJ6OJUJ cosรฌ comincia โ€˜La jaula de oroโ€™ (La gabbia dorata), del regista TQBHOPMP %JFHP 2VFNBEB%JF[  VOB QFMMJDPMB EVSB F QPFUJDB  QSFTFOUBUB B 7FOF[JB  F EJTUSJCVJUB JO *UBMJB EB 1BSUIรOPT 4BSB  +VBO F 4BNVFM JOUSBQSFOEPOP VOJNQSFTB QJFOB EJ JODPHOJUFFQJรกHSBOEFEJMPSPBUUSBWFSTBSFJM1BFTFFEPMUSF BCPSdo di treni merci, per rincorrere il sogno americano di una โ€˜vita NJHMJPSF *O .FTTJDP JODPOUSBOP $IBVL  VO SBHB[[P JOEJP EFM $IJBQBTDIFOPOQBSMBMPTQBHOPMPFHJSBTFO[BEPDVNFOUJTJ VOJSร‹BMHSVQQP OPOTFO[BEJGmDPMUร‹ FNBSHJOBUPUSBJNBSHJOBMJ  -PTDPOUSPDPOMBEVSBSFBMUร‹EFMMBWJUBOPOSJTQBSNJFSร‹OJFOUFF OFTTVOPi7PMFWPQBSMBSFEFMMBUSBQQPMBBNFSJDBOB EFMQFSDIร MBHFOUFSJmVUBMBQSPQSJBDVMUVSBFWVPMFQBSUJSF1FSMBWPSBSFBM mMNIPBTTVOUPMBHFOUFEFJWJMMBHHJ DPNQSFTJJSBHB[[J FTDFMUP WFSJFNJHSBOUJ NBQFSRVFTUPIPEPWVUPDFSDBSFMBQQPHHJPEFJ MFBEFSEFMMFDPNVOJUร‹MPDBMJ-BTUPSJBEJ4BSBDPTร–DPNFUBOUJ

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TFNCSBQSPQSJPJMNPNFOUPDIFJMQVOUPEJWJTUBGFNNJOJMF USBDDJBOEPmOBMNFOUF DPOTFNQSFNBHHJPSFDPOsapevolezza nellโ€™uso del mezzo, una propria differenza, NPTUSJVOBMUFSOBUJWBQPTTJCJMF&RVFTUPTJBOFMMPTQFDJmDP EFMMB DJOFNBUPHSBmB TJB  DSFEP  QJรก JO HFOFSBMF Mi sembra il momento in cui le donne possono portare VOBMUSPNPEPEJWFEFSFMFDPTFFmOBMNFOUFIBOOPMF QBSPMFQFSEJSMPRVFTUP RVJOEJ ร’VOQSFNJPBMMBQBSPMB  a una parola detta con consapevolezza, con sicurezza FTFO[BUJNJEF[[FPUJUVCBO[F Quale metodo รจ stato usato per raccontare la storia di questo documentario? *M NFUPEP EFMMB SFHJTUB ร’ NPMUP ABM GFNNJOJMF  DJPร’ MFHBUP NPMUJTTJNP BMMF SFMB[JPOJ  FE IB QSJWJMFHJBUP MB SFMB[JPOFDPOMFEVFQSPUBHPOJTUFEFMmMN EVFNPMEBWF immigrate in Italia - dove vivono e lavorano tuttora a #PMPHOBDPNFCBEBOUJNPMUPBNJDIFUSBMPSP DIFIBOOPDSFBUPBODIFVOBSFMB[JPOFDPOMBVUSJDF EVSBUBOFM UFNQPJMDJOFNBEJSFBMUร‹IB JOGBUUJ CJTPHOPEJUFNQP QFSBDDVNVMBSFNBUFSJBMFmMNBUPTVGmDJFOUFBDPTUSVJSF VOBESBNNBUVSHJBABQPTUFSJPSJ DJPร’TFO[BBWFSFVOB TDFOFHHJBUVSBQSJNB DPTBDIFQPJTJSFBMJ[[BBMNPOUBHHJP5VUUBRVFTUBBUUFO[JPOFTVMQJBOPSFMB[JPOBMFNJ TFNCSB TJB MB GPS[B EFM mMN F  OFM NPOUBHHJP  BCCJBmo cercato di valorizzarla in tutti i modi, come parte di questo metodo โ€˜femminileโ€™ di approccio alla materia e BMMPHHFUUPEJPTTFSWB[JPOFE

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Novembre | Dicembre 2013

LEGGERE L’ALBERO

FAMIGLIA

TROVARE IL GIUSTO RESPIRO

CASA DONATA ‌CASA PERDUTA

DI BRUNA BALDASSARRE

Cara Bruna, sono una 33enne che lavora come segretaria in uno studio di avvocati. Sto attraversando un periodo di forte cambiamento sia QTJDPMPHJDP  TJB mTJDP )P TVQF rato un tipo d’intervento che mi permetterà il cambiamento di vita tanto desiderato. Vorrei sapere cosa vedi dal mio albero. Valentina Cara Valentina, i tuoi 33 anni rientrano nella fase CJPHSBmDB EFmOJUB DPNF iFQPDB dell’anima razionale e affettiva�, nel senso che si deve integrare nella personalità il pensiero e il sentimento. La domanda utile in questa fase riguarda il funzionamento del mondo circostante in relazione alla propria organizzazione rispetto ad esso. In questo periodo della vita è come se dovessi trovare il giusto respiro rispetto all’ambiente in cui vivi, il giusto equilibrio nel lavoro e nella famiglia, sviluppando cosÏ un’adeguata capacita di adattamento, tale da esprimere liberamente la UVB JOEJWJEVBMJUË BGmODI� M*P OPO venga soffocato nel suo percorso evolutivo. Nel tronco del tuo albero ci sono i segni di alcuni eventi traumatici relativi agli anni: 7, 8 e mezzo, 27 e mezzo, 31 e 32. L’erba rappre-

Sentiamo l’Avvocata

di Simona Napolitani mail: simonanapolitani@libero.it ccade con una certa frequenza che coniugi o conviventi acquistino un immobile, che per svariate ragioni viene intestato ad uno solo dei due, pensando che il loro rapporto sia eterno. Quando poi le cose cambiano, ci si ritrova con una casa intestata ad uno dei partner - acquistata semmai in parte o interamente dall’altro - e non sempre si è disponibili a ristabilire una situazione giuridica corrispondente a quella relativa all’effettivo pagamento. Ăˆ la storia di Anna, ex convivente more uxorio con un uomo, al quale intesta il 50% di un immobile, acquistato con i soldi che la donna ha guadagnato. Al decesso di lui, Anna propone un procedimento nei confronti degli eredi per il riconoscimento della proprietĂ  immobiliare. A fondamento di tale domanda, la donna sostiene che avrebbe donato la quota di immobile all’ex partner (il relativo atto sarebbe peraltro nullo per difetto di forma, in quanto la donazione richiede formalitĂ  particolari in difetto delle quali l’atto è nullo). La richiesta qui è ancora piĂš comQMFTTBQFSDIĂ?"OOB TFNQSFBGPOEBNFOUPEFM la sua domanda, ha altresĂŹ affermato che l’atto sarebbe contrario alla legge e al buon costume, QFSDIĂ?MJNNPCJMFTBSFCCFTUBUPQBHBUPDPOEF naro proveniente dal meretricio (il partner, infatti, avrebbe indotto la compagna alla prostituzione). A fronte di tali premesse, la Cassazione ha affermato che “l’attribuzione patrimoniale effettuata dalla convivete more uxorio che, nel corso della relazione paramatrimoniale, ha proceduto all’acquisto di un’immobile in comunione con il partner per quote uguali, pur avendo sborsato l’intero SUH]]RSHUOŇ‹DFTXLVWRqTXDOLĂ€FDELOHDOODVWUHJXD di una donazione indiretta della quota dell’immobile stesso. Tale liberalitĂ  è valida malgrado il mancato rispetto delle forme solenni previste per la donazione‌.â€?. La provenienza della somma per meretricio non ha avuto alcuna rilevanza. "DDBEFNPMUPTQFTTPDIFQFSNPUJWJmTDBMJPEJ qualsiasi altra natura si intestino beni a compagni o conviventi, è bene sapere che, in questi casi, è opportuno predisporre una scrittura privata che preveda cosa succede degli immobili in caso di crisi del rapporto.

A senta serenità e il disegnarla è un bisogno di ristoro, di ripararsi da una vita iperattiva. Le tue radici sono appena accennate, come base stabile dell’albero, come supporto indispensabile alla sua vita, proprio come il calore affettivo ricevuto, che predispone alla massima disponibilità verso chi chiede aiuto. L’ampiezza della base del tronco rivela una buona comunicativa e un carattere pratico, con la capacità di assumersi le proprie responsabilità. La forma della chioma rivela la caQBDJUË EBVUPDPOUSPMMP  mOP B iJO goiare� spesso piuttosto che fare ingoiare, con lo scotto di eventuali somatizzazioni da pagare. Il tratto chiaroscurato indica una timidezza di fondo, con un bisogno di ritornare sui propri passi per controllare che tutto sia ben fatto. Per il tuo lavoro sono grandi qualità, ma meno convenienti per la tua WJUBBGGFUUJWBBDBVTBEFMMBEJGmDPM tà di accontentarsi facilmente. Un caro augurio per la prova superata e per il cambiamento desiderato certamente già in atto!


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SPIGOLANDO tra terra, tavola e tradizioni

DI PAOLA ORTENSI

BROCCOLI E DINTORNI, ERBE D’INVERNO LA FORZA CONTADINA NELLA BIODIVERSITÀ

Broccoli, broccoletti, cavoli, cavolfiori, cavoli cappucci, cavoletti romani, napoletani, siciliani di Buxelles, fino alle cime di rapa… cugini forse di diverse varietà ma affini nell’uso. Apparentate famiglie di verdure che ammaliano o la variegata ricchezza delle ‘erbe’ d’inverno e mettono,a seria prova la conoscenza della stagionalità dei prodotti, aiuto al mangiar sano e più economico. È tardo autunno quando il cavolfiore - tondo, riccio, bianco, palla ricamata composta da minuscoli fiorellini e protetto dalle sue robuste foglie verdi e bianche- si offre, tronfio, in vendita. Ci vorrà ancora tempo perché al cavolo si affianchino i broccoli: eccoli, più affusolati con una punta prominente, di un verde smeraldo chiaro, protetti anche questi da verdi foglie mimetiche. Ma è tempo ormai di cavoli cappucci, frutto di un paziente sovrapporsi di foglie concave, aderenti l’una all’altra, resistenti ad ogni separazione per diventare cibo cotto o crudo, contorno di non poche pietanze e con una propria forte identità nota con il nome di crauti. Del cavolo cappuccio, i figli rimasti nani, per forma e colore - forse - un po’ per gioco, un

po’ per immagine potremmo considerare i cavoletti di Bruxelles, buoni semplicemente sbollentati in poca acqua e conditi a piacimento. Continuando ad osservare il nostro ipotetico bancone che di giorno in giorno si arricchisce di forme e sapori nuovi, prepotenti si fanno largo i mazzi di broccoletti, con le loro foglie intarsiate e i fiorellini verdi a grappolino che ne determinano il sapore amarognolo, amico fidato di ogni buona salsiccia. Un’immagine, quella di salsicce e broccoletti, che evoca l’inverno e magari un caminetto acceso. Ma ai broccoletti potremmo affiancare anche i broccoli siciliani: foglie e fiori dal verde intenso e uniforme, buoni con qualunque cottura, sbollentati e ripassati, amici fidati di qualunque broccolo o cavolo ricordato. A rompere i bianchi fino ai verdi più intensi è il rosso del peperoncino che si affiancherà all’aroma dell’olio e al tocco dell’aglio. Al mondo verde qui accennato per tante similitudini in cucina, aggiungiamo le cime di rapa, che sposatesi con le orecchiette, hanno prodotto una delle più blasonate ricette della cucina pugliese, in particolare, e più in generale del nostro meridione.

Selezionare i semi di ogni pianta commestibile, conservare, riprodurre, reimpiantare, coltivare, raccogliere. Tutte attività che hanno rappresentato per secoli il potere del mondo contadino, a beneficio dell’umanità e che hanno significato, grazie al permanente laboratorio all’aperto, il mantenimento di varietà e la preziosa biodiversità, processi naturali minacciati dall’uniformità promossa dalle potenze multinazionali delle sementi. Il libro di Salvatore Ceccarelli ‘Produrre i propri semi‘ (Libreria Editrice Fiorentina, 2013, euro 8,00) - pubblicato con il contributo finanziario della Regione Toscana e con l’introduzione di Vandana Shiva - con competenza porge informazioni, strumenti conoscitivi, stimoli e ragioni forti per comprendere gli aspetti fondamentali della ‘crisi globale del seme’ e per riproporre a chiunque voglia cimentarsi sul terreno della difesa delle biodiversità di ‘acquisire le nozioni di miglioramento partecipativo ed evolutivo’. Come indicato nel sottotitolo ‘Manuale per accrescere la biodiversità e l’autonomia nella coltivazione delle piante alimentari’, l’obiettivo è ambizioso ma convincente e realizzabile: tornare a contare nel mercato restituendo ai contadini il potere di prodursi i propri semi! Paola Ortensi


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www.fondazionecerratelli.it diegoarte@libero.it

DONNE E CONSUMI di Viola Conti

Saper FARE con le mani, con la testa e il cuore ensando a questo momento storico mi piace ricordare il celebre baritono Arturo Cerratelli, interprete sublime delle opere pucciniane, che realizzava lui stesso con amore inmOJUPJDPTUVNJDIFHMJQFSNFUUFWBOPEJJOUFSQSFUBSFJTVPJ tanti personaggi. Notti lunghissime passate a realizzare, mantelli, zimarre, giacDIF  GBSTFUUJ  QBOUBMPOJ F QPJ UVUUJ EFDPSBUJ F SJDBNBUJ EJ mMP EPSP DPOQFSMFFQJFUSFDPMPSBUFVOMBWPSPJOmOJUP BMJNFOUB to dalla passione e dalla certezza che quel costume sarebbe stato indispensabile per il personaggio che si accingeva ad interpretare. Questa era la veritĂ : ogni artista aveva il proprio guardaroba personale, costumi cuciti da sarti “in casaâ€?. Allora ecco l’astuzia, l’intraprendenza, la genialitĂ . Fondare una sartoria a servizio dei teatri che realizzasse i costumi per tutti gli interpreti dell’opera risolvendo cosĂŹ quel problema estetico, quella confusione che molti stili e gusti uniti insieme potevano creare allo spettatore; da ora in poi un solo progetto, una sola persona che realizza i bozzetti per l’intero spettacolo, non piĂš confusione ma armonia cromatica e stilistica. Questa esperienza che nasce da un’esigenza tutta persoOBMFEFWFGBSDJSJnFUUFSFTVMOPTUSPiGBSFw TVMOPTUSPiQFOTB reâ€? sull’impiego delle nostre energie e sull’uso delle nostre capacitĂ . Per un certo periodo, lungo direi, si è pensato di delegare alla tecnologia, che ci da l’immediata impressione della velocitĂ  e della precisione di esecuzione, la materializzazione di ogni nostra idea, ma non è cosĂŹ, c’è l’esigenza pressante di tornare a FARE con le mani, la testa e il cuore. Serve credere di piĂš in noi stessi, come fece il baritono Cerratelli, credere nelle nostre capacitĂ , difenderle con i denti e non lasciarci scoraggiare anche se tutto tende ad alimentare sentimenti di sconforto e delusione. Dobbiamo vincerli! L’unica arma che abbiamo è il FARE di altissima qualitĂ , onesto e responsabile. Queste le tre cose che devono guidarci: qualitĂ , onestĂ , responsabilitĂ . La piĂš importante ĂŠ la responsabilitĂ , della nostra idea, della sua realizzazione e del suo confronto con gli altri.

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FARMACI EQUIVALENTI: RISPARMIO E QUALITĂ€

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na maggiore diffusione e commercializzazione di Farmaci equivalenti insieme a confezioni conformi alla terapia consentirebbe ai cittadini e al 4FSWJ[JP4BOJUBSJP/B[JPOBMF 44/ EJSJTQBSNJBSFmOP a 1,3 mld di Euro annui. Dal rapporto presentato recentemente dall’AIFA sull’uso dei farmaci in Italia è emerso che, nonostante “l’aumento del consumo dei farmaci tra gli italiani, la spesa è rimasta sotto controlloâ€?. Un andamento imputabile alla maggiore diffusione dei farmaci equivalenti, la cui vendita nel primo semestre 2013 è cresciuta di oltre il 25% rispetto all’anno precedente. Si iniziano a perDFQJSF  mOBMNFOUF  J QSJNJ FGGFUUJ QPTJUJWJ EFMMB SJGPSNB sulle prescrizioni mediche e della costante battaglia portata avanti anche dalla Federconsumatori per superare l’ignoranza e le falsitĂ  diffuse attraverso vere e proprie campagne di disinformazione sui farmaci equivalenti. Cresce tra i cittadini la consapevolezza che scegliere un farmaco equivalente conviene (i risparmi stimati dal nostro Osservatorio sono di circa &VSPBOOVJBGBNJHMJB NBTPQSBUUVUUPOPOTJHOJmDB DBNCJBSFGBSNBDPFOPODPNQPSUBEJGmDPMUĂ‹FDPNQMJ cazioni per il paziente. L’obiettivo, ora, è quello di ridurre il gap con gli altri Paesi europei, dove l’uso degli equivalenti si supera il  NFOUSFJO*UBMJB BmOF SBHHJVOHFWBBQQF OBJMøø1SPTFHVJSFJOUBMFEJSF[JPOFWVPMEJSFDPOUSJ CVJSFTJHOJmDBUJWBNFOUFBMMBSJEV[JPOFEFMMBTQFTBTB nitaria: un’adeguata diffusione dei farmaci equivalenti permetterebbe ai cittadini ed al Servizio Sanitario Nazionale di risparmiare 600-700 milioni di Euro annui. Ăˆ necessario, inoltre, avviare la commercializzazione delle confezioni conformi e monodose: adeguando il formato dei farmaci alla terapia, infatti, sarĂ  possibile eliminare notevoli sprechi, con un risparmio per i cittadini e per il sistema sanitario di oltre 500-600 milioni di Euro annui.


Novembre | Dicembre

L’OROSCOPO DI

ZOE

2013

PREDIZIONI SEMI-SERIE E PRONOSTICI POSSIBILI

Novembre - Dicembre

CARA ARIETE, diceva ai suoi discepoli il filosofo greco Teofrasto, prima di morire: “Vivete felici, e lasciate gli studi, ché vogliono gran fatica; o coltivateli a dovere, ché portano gran fama”. L’ultimo periodo del 2013 sarà per te caratterizzato da un tipo particolare di dubbio, ovvero da questioni che potresti risolvere brillantemente prendendo posizione sia in un certo modo, sia in quello diametralmente opposto. Come se gli opposti, miracolosamente, si congiungessero... CARA TORO, negli anni Sessanta, la giovane poetessa americana Carol Gaiser scriveva così, in un italiano un po’ approssimativo, alla sua amica Maria Pace Ottieri, scrittrice e giornalista: “Se è vero che apprendi più da un failure che da un successo, io a questo punto dovrei essere omnisciente”. Impara da Gaiser! Il 2013 ti ha richiesto un po’ di fatica, in questa fine d’anno potrai sempre riflettere su quello che hai appreso, anche se forse non sarai diventata “omnisciente”. CARA GEMELLI, nel film di Gianfranco Rosi Sacro GRA, al termine di un dialogo buffo e commovente tra un padre e una figlia adolescente che abitano insieme, in pochi metri quadri, lei dice a lui, tra l’ironico e l’affettuoso, citando De André: “Buonanotte fiorellino”. E lui risponde con amore: “Buonanotte stelìn” (stellina, in piemontese). La tua strategia nei prossimi mesi potrebbe essere quella di non avere strategie. Ad ogni sollecitazione dotata di un doppio senso, che sia scherzosa, sarcastica, o enigmatica, rispondi semplicemente, esplicitando i tuoi sentimenti senza mediazioni. CARA CANCRO, ti dedico questi versi della poetessa Cristina Alziati: “Presto, dai vetri aperti stamattina/un baccano di uccelli s’è levato. Folli,/che fate, ho domandato alle chiome /ossidate nel giardino, è novembre.” Anche tu avrai un novembre un po’ agitato, ricco di “baccano”, cambiamenti o impegni che potrebbero richiedere attenzione, un’attenzione di cui a dicembre raccoglierete i frutti con un nuovo slancio.

CARA LEONE, Warren Buffett, imprenditore statunitense tra gli uomini più ricchi del mondo, durante una lezione agli studenti della Georgetown University ha affermato: “è un terribile errore pensare di dover avere un’opinione su tutto”. Comunque la pensi sul miliardario Buffett (supercapitalista, è vero, che però si distingue per la sua filantropia), mi sembra un buon suggerimento per te, visto che i tuoi pianeti per questi mesi ti invitano alla cautela. A dicembre, con la Luna nuova, potrai pure lanciarti in improbabili sentenze!

CARA SAGITTARIO, ti dedico questa strana e bella affermazione di David Foster Wallace: “Credo che la gente scriva nel modo in cui gli suonano le voci che hanno nel cervello”. E aggiunge poi che miglioramenti e correzioni alla scrittura sono fatti proprio per perfezionare questa mimesi, per avvicinarsi sempre più ai nostri “circuiti mentali”. La stagione del tuo compleanno ti dà energia e originalità: è il momento di esternare le tue personali “voci cerebrali”, che al momento sembrano rumorose ed entusiaste!

CARA VERGINE, vogliamo parlare un po’ di questa eclissi di sole del 3 novembre? Per tutti gli altri segni zodiacali evidenzia un piccolo momento di crisi, un’ombra che provoca comunque lievi insicurezze; per te invece, considerato il transito dei pianeti, rappresenta un nuovo inizio, che potrebbe riguardare vari settori della tua vita. Niente citazioni o buffi aneddoti, stavolta faccio l’astrologa seria: approfittane prima dell’arrivo di dicembre, mese che sarà più statico e convenzionale.

CARA CAPRICORNO, così lo psicoanalista Antonio Di Ciaccia descriveva l’inconscio, durante la presentazione degli Altri scritti di Jacques Lacan, qualche tempo fa: “Non lo capisci, ma sai che ti riguarda, è misterioso e incomprensibile, ma è la tua carne e la tua verità”. Grazie a Saturno, che a dicembre intensificherà le tue capacità intuitive, in questa fine d’anno sarai più in contatto del solito con la tua parte inconscia, ovvero con la tua carne e la tua verità.

CARA BILANCIA, lo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov, nel romanzo Fisica della malinconia, narra di un ragazzo affetto da una bizzarra malattia: soffre di empatia, ovvero si immedesima totalmente nei sentimenti e nelle sensazioni degli altri. Sai cosa vuol dire, vero? Nel mese di dicembre, invece, ti potrebbe capitare il contrario. Sarai accompagnata e sostenuta da un Marte molto vitale ed erotico, e questa energia turbolenta potrebbe distrarre la tua consueta sensibilità verso che ti sta intorno. Ti invito all’attenzione ma anche, come dire, a trarre vantaggio da questo transito... CARA SCORPIONE, Zelda Sayre, moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald, a chi le diceva che sarebbe stato più prudente evitare di tuffarsi in mare dalla scogliera tutte le notti, al culmine di feste piene di alcol ed ebbrezza, rispondeva serafica: “Ma noi non crediamo nell’autoconservazione!” Non voglio dire che le stelle ti consigliano tuffi in mare da decine di metri di altezza, certo, vorrei invitarti però a tentare qualche “slancio”, letterale o metaforico che sia, con l’aiuto di Mercurio, favorevole da novembre fino alla metà di dicembre almeno.

CARA ACQUARIO, “Ogni vero linguaggio/è incomprensibile,/come il battito/del battere i denti”, scriveva Antonin Artaud. Con Mercurio in una posizione ambigua, avrai nel corso di novembre qualche difficoltà di comunicazione, sia di espressione sia di comprensione. Tuttavia, poiché come diceva Artaud ogni vero linguaggio è incomprensibile, c’è anche un lato positivo: potrai dedicarti a sentire ed assaporare tutte quelle sfumature che vanno oltre il semplice intento comunicativo. CARA PESCI, nel romanzo La moglie di Jhumpa Lahiri, uno dei personaggi, da bambino, correndo sul cemento fresco del cortile di casa, lascia indelebilmente le sue impronte. Il padre, invece di farle cancellare, decide di lasciar perdere, “non per soldi o la fatica, ma perché non gli sembrava giusto cancellare i passi di suo figlio”. È dicembre, tempo di bilanci: cos’è che, per quanto stonato o imperfetto, non ti sembra giusto cancellare?

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CHIARA MOIMAS IL SÉ E L’ALTROVE Questa scrittura è dotata di una voracità primitiva, capace di pescare nell’oscurità dell’istinto e dell’inconscio di Luca Benassi

una famosissima poesia della poetessa polacca 8JTÂ’BXB4[ZNCPSLTLBEBMMFMPRVFOUFUJUPMPiTDSJWFSFJMDVSSJDVMVNw OFMMB RVBMFMBQSFNJP/PCFMNFUUFJOSFMB[JPOFMBTFUUJDBGPSNBMJUĂ‹OFDFTTBSJB EFM DVSSJDVMVN DPO MB QSPQFOTJPOF B SPNQFSF HMJ TDIFNJ F MF SFHPMF EFMMB TDSJUUVSB QPFUJDB  DIF UFOEF BSBQQSFTFOUBSFVOJPNBDFSBUPOFM TFOUJNFOUP OFMMFNP[JPOF OFMEVCCJP EJ VOJORVJFUB BQQBSUFOFO[B BM HFOFSF VNBOP &OUSBNCJ  QPFTJB F DVSSJDVMVN  SJTQPOEPOP BE VO QSJODJQJP EJ OFDFTTJUĂ‹ i$IF DPTB Ă’ OFDFTTBSJP  Âľ OFDFTTBSJP TDSJWFSF VOBEPNBOEBFBMMBEPNBOEBBMMFHBSF JM DVSSJDVMVNw  FOUSBNCJ TPOP EFTUJOBUJBMMJOVUJMJUĂ‹FBMMPCMJP $PTB TJ TFOUF  *M GSBHPSF EFMMF NBDDIJOF DIF USJUVSBOP MB DBSUBw  "ODIF $IJBSB .PJNBT TFNCSB NVPWFSTJ BMMJOUFSOPEJRVFTUBDPOUSBQQPTJ[JPOFGSBPCMJPFOFDFTTJUĂ‹ JOVOPQFSB

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Siete inciampati sul germoglio di una mina vagante presidiando lâ&#x20AC;&#x2122;incerto confine dellâ&#x20AC;&#x2122;occidente. Lampi siete stati nella notte perenne bagliori di sangue lapilli di dolore. Il nostro pianto fugace non ha sopito lâ&#x20AC;&#x2122;impeto del rogo.

Un paio di guanti a difesa del freddo mattino. Lâ&#x20AC;&#x2122;alito si fa nebulosa di rarefatta solitudine e convulsamente bramano connessioni le smembrate parole che tra viscidi sentieri di lucido asfalto rimbalzano dentro la selva dâ&#x20AC;&#x2122;acciaio. Ispide fronde e incolte si aggrovigliano per deviare la luce il transitare celano di nubi fuggiasche e riparo ti sono al superfluo piacere del vento al ristoro dellâ&#x20AC;&#x2122;inutile pioggia.



Nd novdic 2013