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Un'analisi dei costi attuali e le possibili soluzioni future.

2009 - 2013: cinque anni di raccolta differenziata. La partita Marino vs. Ciampino vede crescere il distacco dei ciampinesi di anno in anno. La raccolta differenziata porta a porta vince contro la raccolta differenziata stradale 5 - 0. Ecco i numeri dopo cinque anni (fonte dei dati: dichiarazione annuale dei comuni tramite modello MUD): a Marino nel 2012 la percentuale di raccolta differenziata si attesta sul 21,10% mentre quella del vicino comune ciampinese si consolida sul 61,41%. Il cittadino marinese spende in media 169,08 euro all’anno, mentre il ciampinese ne spende 156,96. A pagare le spese di una scelta non efficiente non sono solo le tasche dei cittadini: il vero sconfitto è l’ambiente in cui viviamo, costretto a pagare il conto di discariche ormai stracolme dalle quali si liberano sostanze nocive per la salute e verso le quali si muovono camion di rifiuti il cui spostamento richiede carburante costoso ed inquinante, mentre la minaccia di costruzione di un nuovo inceneritore nelle vicinanze mina il futuro delle prossime generazioni. C’è ancora chi pensa che esista un’alternativa alla raccolta dei rifiuti porta a porta? Appurato che questa sia la strada giusta da perseguire, occorre quindi individuare le modalità per rendere la differenziazione dei rifiuti un’attività economica più remunerativa, per i comuni, di quanto lo sia attualmente, sviluppando il mercato dei rifiuti esistente attraverso la costruzione di una rete locale di potenziali imprese acquirenti che investano sull’attività di riciclo e trasformazione dei rifiuti le quali, acquistando i rifiuti differenziati dai comuni, li renderebbero nuovamente disponibili sul mercato locale dopo aver compiuto il processo di trasformazione e riciclo. (continua in seconda)

Diamo i numeri, ma non siamo pazzi. Il Movimento per il Cambiamento non è legato ad alcun apparato di partito ed ha il vantaggio di poter dire esattamente come stanno le cose. La questione Divino Amore non è solo legata alla distruzione di un angolo di paesaggio ad alto valore archeologico. Per il cittadino di Marino centro il territorio che verrà distrutto potrebbe forse sembrare un problema minore, ma non è così. Costruire un'altra città da 15.000 abitanti tra via del Divino Amore (di fronte al Gotto d'Oro) e via Mazzamagna (e limitrofe) assorbirebbe tutte le capacità di investimento della Città per anni ed anni. Evitiamo di raccontarvi tutte le irregolarità che sono state segnalate al TAR del Lazio nei ricorsi che a caro prezzo i Cittadini del comitato ADA (Argine Divino Amore) hanno presentato. Vi diamo solo i numeri, ma non siamo pazzi. Siamo pratici. Parliamo di acqua, fogne e commercio. Dove dovrebbero scaricare le fogne del nuovo insediamento urbanistico, una nuova città grande come Santa Maria delle Mole? Ancora non si sa. ACEA ha dichiarato il sistema attuale non adeguato a supportare la nuova città. Bene. Dopo l'esperienza terribile di Costa Caselle, un'amministrazione "normale" chiarirebbe la questione prima di andare avanti. Che vuol dire per voi "normale"? Per me vuol dire onesta e capace, nella media delle persone. Dopo questi miei primi due anni nel Consiglio Comunale di Marino posso dire che non riconosco alla classe politica che ci governa queste caratteristiche. E infatti loro decidono di andare avanti nel progetto senza sapere ancora dove scaricheranno queste 15.000 persone. Ma almeno l'acqua c'è? No, chiaramente no. Su quei terreni l'acqua non può essere cercata neanche per innaffiare, alla faccia dei magnifici giardini che fanno vedere in cartolina quando parlano di questa fantastica (per loro) "Marino sostenibile". Per i nuovi abitanti e per il previsto centro commerciale ne serviranno almeno 1.500.000 litri al giorno. La Regione ha confermato che l'acqua in quella zona non potrà essere cercata per proteggere i laghi (LR 445/09) e quindi deve essere portata con nuove tubature da ACEA. Da chi? Quella società il cui Presidente fa da testimonial alle campagne elettorali di Palozzi e che cinque anni fa ha firmato un contratto con il Comune di Marino, dove diceva che avrebbe garantito fogne e acqua a quasi tutti i circa 10.000 cittadini di Marino rimasti senza acqua e fogne comunali? Ad anni di distanza, ancora nulla. Voi vi fidereste? Voi cittadini normali almeno una letterina di garbata protesta l'avreste spedita? Voi cittadini normali sì, i nostri ambiziosi governanti no. Preferiscono avere l'appoggio del Presidente di ACEA attraverso la sua presenza altisonante negli eventi elettorali. Ma almeno il nuovo centro commerciale sarebbe una cosa buona? Fate voi. Il centro commerciale "La Nave" resterebbe aperto? Il commercio a Marino centro e a Santa Maria delle Mole sarebbe incrementato? Difficile. Il traffico già oggi insostenibile diminuirebbe? Impossibile. Palozzi & C. sostengono che il Divino Amore è un affare. Avranno le loro ragioni. Per i numeri che noi conosciamo e che abbiamo letto dalle carte "ufficiali" il Divino Amore non sarà sicuramente un affare per la maggioranza dei cittadini di Marino. Unica nota positiva è che tanti cittadini si sono tassati per fermarli, e li fermeremo. Gli argomenti che sono stati messi in evidenza nei ricorsi al TAR parlano chiaramente di forzature gravi sotto la regia Polverini/Palozzi. Siamo certi che il nuovo governatore Zingaretti, dopo aver fatto una campagna elettorale tuttaall'insegnadel"consumo zero" di territorio, non potrà dare il vialiberaaquestadistruzione. Inoltrel'assessoreregionale Civita - quando era in Provincia fu l'unico a dire con chiarezza che quellazonaerainedificabile. Ora Civita ha la possibilità di fermare questidevastantispecialistidella "varianteurbanistica" esiamo certi che lo farà.


(continua dalla prima) “Roma non fu costruita in

un giorno” recita un famoso detto e, sicuramente, un progetto così ambizioso richiede non solo tempo, ma soprattutto la sinergia dei vari comuni del territorio. Circa un anno fa varie rappresentanze delle amministrazioni comunali, nonché delle forze politiche presenti sul territorio dei castelli romani, si erano riunite con l’obiettivo di ideare insieme la progettazione di un consorzio dei Castelli Romani finalizzato alla creazione di un mercato dei rifiuti locale che curasse l’intero di ciclo di trasformazione dei rifiuti. Tutti noi cittadini non possiamo che augurarci che tale progetto venga ripreso e portato avanti con determinazione, anteponendo l’interesse della collettività agli interessi particolari e personali. Il primo passo di una tale iniziativa dovrebbe essere l’esercizio di una pressione congiunta, da parte di tutte le amministrazioni comunali del territorio, sulla Regione Lazio, affinché svolga il suo indispensabile ruolo di coordinamento in un tale progetto. In alternativa, ogni singolo comune dovrebbe operare per il raggiungimento dello stesso risultato circoscritto al proprio territorio. Qualunque sia la dimensione del progetto perseguibile, l’amministrazione del Comune di Marino dovrebbe prendere atto dell’insuccesso della raccolta differenziata stradale, avviare immediatamente la raccolta differenziata porta a porta e, parallelamente, attivarsi per sviluppare un mercato dei rifiuti locale. E’ ora di invertire la rotta, è ora di cambiare!

ULTIM'ORA!

Il centro-destra di Marino boccia una mozione di Adolfo Tammaro che chiedeva di impegnare anche il Comune di Marino nella lotta contro il gioco d'azzardo, lotta avviata da altre centinaia di Sindaci in tutta Italia. Ma si sa, a Marino vige il libero mercato... dell'azzardo!

I gruppi di acquisto solidale (GAS) sono una realtà in crescente espansione in Italia e nel nostro territorio: si tratta di associazioni di cittadini che liberamente si uniscono per fare acquisti collettivi, prevalentemente di generi alimentari e preferibilmente con certificazione biologica. In particolare, i gasisti prestano attenzione alla genuinità dei prodotti, cercando di instaurare il più possibile un rapporto di fiducia con il produttore che va oltre la mera certificazione biologica: in questo rientra parte del concetto di solidarietà, perchè il GAS sostiene l’attività di chi, controcorrente, predilige un’agricoltura o tecniche di allevamento, basate sul pieno rispetto della natura e degli animali. Nella dialettica consumatore-produttore, il gasista diventa l’ente certificatore del produttore e quest’ultimo s’impegna a garantire alimenti sani, ottenuti senza stravolgere i delicati equilibri della terra e senza l’uso di pesticidi e sostanze chimiche aggressive. In sostanza i GAS favoriscono l’acquisto a km zero, sostenendo l’economia locale, nel rispetto della biodiversità. Nel caso di alimenti non peculiari della zona di appartenenza si ricorre all’acquisto fuori regione, ma con gli stessi criteri di “vigilanza e solidarietà” messi in atto rispetto ai produttori locali. La solidarietà si estrinseca inoltre attraverso la rete di rapporti umani che si crea all’interno del GAS e tra i GAS. In un’epoca in cui il termine “crisi” si accosta facilmente non solo agli aspetti economici della realtà ma anche a quelli sociali, culturali e ambientali, i GAS rappresentano una risposta concreta alle piccole economie locali in difficoltà, al dissesto ambientale causato da allevamenti e agricoltura intensivi e ai rapporti sociali ormai sempre più virtuali ed informatizzati. Beh? Non vi siete ancora convinti a formare un GAS? Se avete qualche dubbio, o volete conoscere i GAS presenti sul territorio dei castelli consultate le seguenti pagine web: - http://www.gasroma.org/ - http://www.economia-solidale.org/

Il gioco d’azzardo, online o in sale da gioco, è un settore in grande espansione. L’estensione dei giochi legali avrebbe dovuto arginare quelli clandestini, oltreché produrre entrate per il fisco. Oggi ci ritroviamo con infiltrazioni massicce delle mafie, riduzione del prelievo fiscale e aumento delle ludopatie. Mentre si segnala attività lobbistica anche in parlamento, il fenomeno pesa di più sulle famiglie povere. La prospettiva di un lavoro dignitoso e onesto scompare e la sola possibilità di arricchirsi è la fortuna. Lo Stato incentiva il settore con una tassazione inferiore e non ne trae alcun vantaggio, a fronte di un incremento del fatturato dell’intero sistema. PERCHE’? Il settore delle scommesse non autorizzate registra un’enorme evasione. Cresce esponenzialmente il numero delle strutture da gioco illegali controllate dalla criminalità organizzata. Spacciando la proliferazione del gioco d’azzardo per “liberalizzazione delle attività economiche”, lo Stato contende alla mafia lo sbando e la disperazione del Paese. All’aumento delle risorse per l’erario corrisponde il dilagare della ludopatia, che costa notevolmente in cure e qualità della vita. PERCHE’? Il casinò virtuale del Web, agganciato a banche straniere compiacenti, dirotta all’estero una grande quantità di quote vincita. Vietandolo, resterebbero allo Stato. E’ una contesa per gradi di illegalità all’interno della globalizzazione finanziaria, in cui siamo perdenti. PERCHE’? E’ per mantenere tutto questo che le lobby lavorano? La dipendenza da gioco d’azzardo non distingue più uomini, donne e minori. Accessibilità al gioco, numero dei giocatori e incidenza delle forme patologiche formano la miscela di un disastro sociale che va dai costi sanitari alla perdita di capacità lavorativa e al peggioramento della qualità della vita. PERCHE’? Lo Stato, la politica e la criminalità organizzata sono i distinti ma connessi responsabili di questa dolorosa piaga.

Pubblicazione periodica a diffusione gratuita Autorizzazione Tribunale di Velletri n.23/201 0 del 30/1 2/201 0

ANNO III - N. 6 GIUGNO 201 3 Direttore responsabile: Marco Carbonelli In redazione: Paolo Guadagnoli, Vito Lolli, Gian

Marco Onorati, Cristiano Paris, Antonietta Gentile Coordinamento editoriale: Donatella Dibello Sede legale: via Confini di Castel Gandolfo, 3 00040 Marino (RM) email: redazione@noicambiamo.it

Stampato in proprio Questo numero è stato chiuso in stampa il 26/6/201 3

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