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Giostra della Quintana

Rione Giotti 2012 www.rionegiotti.it

5째 Edizione - Anno 2012


Giostra della Quintana 2012 Sommario

Il Saluto del Presidente dell’Ente Giostra della Quintana Domenico Metelli… ………………… pag.

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Il Saluto del Priore Leonardo Dolci… …………………………………………………………… pag.

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Il Segretario Generale dell’Ente Giostra della Quintana Alfredo Doni … ……………………… pag.

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Il Magistrato dell’Ente Giostra della Quintana Mauro Silvestri … ……………………………… pag.

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Intervista al Cavaliere Massimo Gubbini di Luigi Consonni … …………………………………… pag. 10-11 La Passione, l’Orgoglio, l’Amore di Tomas Luzi … ……………………………………………… pag.

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La Taverna di Emanuele Roscini … ……………………………………………………………… pag.

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La Cucina di Emanuele Roscini … ……………………………………………………………… pag.

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La Commissione Artistica di Matilde Doni… …………………………………………………… pag.

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Il Gareggiare dei Convivi “La Gara fuori dal Campo” Lidia Doni… …………………………… pag.

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Folignati e Quintana di Ambra Cenci … ………………………………………………………… pag.

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Cavalieri negli anni ……………………………………………………………………………… pag.

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27 MAGGIO 2012 CENA GRANDE IN PIAZZA CON PRESENTAZIONE DEL PALIO DI GIUGNO 2012

4 GIUGNO 2012 GAREGGIARE DEI CONVIVI AL RIONE GIOTTI

1 GIUGNO 2012 APERTURA TAVERNA DEL PRETE DI ROSTOVIGLIO 3 GIUGNO 2012 PROVE UFFICIALI AL CAMPO DE LI GIOCHI MARCELLO FORMICA - PALO GIUSTI

15 GIUGNO 2012 CORTEO STORICO ORE 21.30 16 GIUGNO 2012 GIOSTRA DELLA SFIDA ORE 21.30

Si ringraziano per la cortese collaborazione: ll Presidente dell’Ente Giostra della Quintana Domenico Metelli ll Segretario Generale dell’Ente Giostra della Quintana Alfredo Doni Il Magistrato dell’Ente Giostra della Quintana Mauro Silvestri Inoltre si ringraziano: Leonardo Dolci - Prof. ssa Ambra Cenci - Luigi Consonni - Matilde Doni - Livia Doni Emanuele Roscini - Tomas Luzi - Eleonora Caddeo Progetto grafico e impaginazione: Leonardi Diego - Grafiche CMF - Foligno (Pg) Coordinatore: Claudio Mazzocchi Supplemento di Latitudinex (Testata Giornalistica) - Registrazione Tribunale di Perugia N. 12 Del 24 Marzo 2009 - Editore Stylelibero (Foligno) Finito di stampare Maggio 2012 - Stampa: Grafiche CMF Foligno (Pg)


Il Saluto del Presidente dell’Ente Giostra della Quintana on grande piacere raccolgo l’invito del Rione Giotti e approfitto dello spazio di questa elegante brochure per salutare tutto il Popolo di Piazza Faloci. La Brochure del Rione è ormai un tradizionale appuntamento della Giostra della Quintana e condensa, nelle pagine patinate, tutta la vostra passione e l’amore per la grande Festa di Foligno. Raccoglie inoltre le opinioni e le fantasiose idee di tutti i giottini dando voce ai protagonisti. La vostra pubblicazione si inserisce nella ricca offerta informativa della manifestazione che offre non solo ai turisti, ma a tutti i Quintanari la possibilità di conoscere da vicino anche l’universo rionale, enorme serbatoio di memoria collettiva, vero e proprio trionfo di aggregazione, impegno, passioni ed emozioni. Sono questi i valori che ci ispirano e che, dopo 60 anni, permettono di candidarci da protagonisti come patrimonio dell’umanità. Non solo, dunque, le nostre prestigiose radici storiche, ma sono soprattutto i valori legati alla nostra vita quintanara che meritano di essere tramandati alle future generazioni e protetti come un’opera d’arte, proprio quella che voi realizzate ogni giorno dell’anno per presentare una Festa ancora più bella, magica e che riesce sempre a sorprenderci. Proprio come l’edizione di quest’anno, ricca di novità, che costituisce la prova generale dei festeggiamenti per i 400 anni della Quintana. Un traguardo importante che tutti aspettiamo con ansia per celebrare nel migliore dei modi la nostra infinita passione. Ho già avuto modo di apprezzare la vostra grande volontà di contribuire alla crescita della manifestazione, ma questa attività pregevolissima, anche in campo editoriale, fotografa in pieno quella che è la mia idea di fare Quintana. Anche in questa occasione dimostrate la vostra vivacità culturale e la vostra compattezza sotto la sicura leadership del Priore Leonardo Dolci. Il vostro impegno è davvero lodevole e merita il massimo del successo. Grazie ancora di cuore e Buona Quintana a tutti. Il Presidente Domenico Metelli

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Il Saluto del Priore ’ trascor-

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so circa un anno e mezzo da quel giorno in cui il mio fare Quintana ha subito una trasformazione netta. Il mio servizio per il Nobile Rione, quando Alfredo Doni era Priore, era preciso e ben delineato. Ora, a dirla tutta, non c’è più confine fra il mio privato e la Quintana! L’essere Priore gratifica ed esalta la persona, ma toglie anche tante energie, quante mai avrei immaginato. L’anno scorso ringraziavo i miei Contradaioli per avermi scelto come Priore, rendendo ahimè chiaro il concetto di non farmi più divertire con la Giostra! Ora li ringrazio nuovamente per la fiducia dimostratami e li invito a collaborare ancora di più per il bene del Rione. Il folgorante inizio del mio mandato e di quello di questo nuovo Consiglio ci ha dato una grande carica per migliorare sempre più. Il Gareggiare dei convivi 2011 ci ha visto nuovamente fra i protagonisti, per grande gioia e soddisfazione di tutti i rionali che si sono adoperati per la riuscita

di questa gara. Un altissimo livello di attenzione nella preparazione del corteo, la perfezione nei dettagli del Gareggiare, l’ottimo cibo preparato e servito nella Taverna del prete di Rostoviglio e la solita Grandissima Scuderia, diretta da un perfetto Tomas Luzi, mi rendono orgoglioso di essere il Priore del Rione Giotti. Per il 2012 saremo i primi a proporre il nostro Gareggiare il 4 giugno. E vorremmo essere i primi anche il giorno della proclamazione del vincitore!!!!!! Il Consiglio sta lavorando già da mesi per l’organizzazione della gara e si prospetta una serata davvero indimenticabile: gli chef sono impegnati nelle prove del menù, e tanti Giottini, che per amor rionale si sono improvvisati architetti, storici, muratori, falegnami, attori, pittori, stanno dedicando tutto il loro tempo libero nell’allestimento del banchetto. La Scuderia, in stretta collaborazione con il nostro grande amico, Fabio Cruciani, insieme ad oltre 10 infaticabili ragazzi (e non……..) cercherà come sempre di mettere l’Animoso plurivittorioso, Massimo Gubbini, nelle condizioni di poter lottare fino alla fine per regalarci quelle emozioni a cui mai un Quintanaro vorrebbe rinunciare, e che ci danno la forza e lo spirito per affrontare le fatiche dei mesi di Quintana. Inoltre colgo l’occasione per ringraziare tutti gli amici che ci permettono con il loro contributo economico di realizzare questo Giornale, che oramai da anni rappresenta in maniera originale ed inedita il Rione, e che, grazie alla tenacia e al lavoro meticoloso di Claudio Mazzocchi, migliora più passa il tempo… un po’ come i vini buoni, quelli che abbiamo nella cantinetta della nostra taverna! Tutti accorrete e speriamo non arride altrui!!…

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Il Priore Leonardo Dolci

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Il traguardo si raggiunge uniti e compatti! icordo quando l’anno scorso, con un sorriso ironico, il presidente si voltò e mi disse: eh no, tu devi essere super partes. Quel giorno di giugno con Domenico Metelli e altri magistrati eravamo nel chiostro della Locanda del prete di Rostoviglio alla presentazione della brochure del rione Giotti. E come sempre, con grande piacere, avevo offerto un mio contributo per la sua realizzazione attraverso un breve saluto, ospitato in una delle pagine, rivolto al priore Leonardo Dolci e a tutti gli amici giottini. Al presidente, cui mi legano affetto e stima a prescindere dalla passione che condividiamo per la Quintana, feci osservare che i magistrati dell’Ente debbono necessariamente essere al di sopra delle parti nello svolgimento delle loro funzioni, ma che al di fuori di esse non possono fare a meno di manifestare il proprio attaccamento ai colori del rione da cui provengono. E’ così per me e lo sarà sempre. Quando entro nella “mia” taverna, i ricordi di anni e anni vissuti tra quelle antiche pietre si riaffacciano prepotentemente nella testa e, anche volendo, non sarà mai possibile cancellare i sentimenti, le

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emozioni, le delusioni, le gioie provate sin da quando, poco più che ragazzino, ho iniziato a indossare la tenuta da taverniere. Spero che a tutti i giovani quintanari, sia giottini che di altre contrade, il futuro riservi quelle meravigliose sensazioni che ho avuto la fortuna di vivere in tanti anni insieme a compagni di viaggio straordinari. L’essenza della Quintana, secondo me, sta tutta rinchiusa nello spirito di aggregazione e di amicizia che si manifestano spontaneamente all’interno dei rioni, dove la condivisione di alcuni valori dovrebbe sempre prevalere sulle istintive ambizioni personali. E’ il gruppo unito che dà forza alla contrada, e più la “tribù” si allarga restando compatta, più si rafforza la sua anima. La sete di vittorie e le ambizioni che il rione deve avere quando viene chiamato a rappresentare il suo popolo, si possono soddisfare solo se c’è coesione vera, unità d’intenti, reciproca stima e generosità nei confronti di chi sta al tuo fianco. Tutto questo significa abbracciare la “causa” e sposarla per avere poi la gioia di condividere con il gruppo sia i momenti più felici che quelli tristi. Al mio rione, a chi lo guida, auguro con tutto il cuore di raggiungere sempre il traguardo più ambito. Ma soprattutto di marciare serrati, tosti come solo i giottini sanno essere. Il Segretario Generale dell’Ente Giostra della Quintana Alfredo Doni

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Super Partes con il cuore Bianco e Celeste l bianco e il celeste sono i due colori che hanno segnato la mia vita. Sono i colori del cuore. Quando li vedi, la loro percezione generata dai segnali nervosi non si ferma sulla retina, ma scivola inevitabilmente giù dritta in fondo all’anima. Questo accade però solo quando il bianco e il celeste si abbracciano in una bandiera. Non in una bandiera qualsiasi, ma in quella splendida del Nobile Rione Giotti: Giglio e Croce in campo celeste biancondato. La fredda denominazione araldica non spiega il significato che quella bandiera antica, cucita da mani appassionate, ha per tutti quelli che come me hanno avuto la fortuna di legare la propria vita al Rione. Un grande amore nato quasi per caso, una passione infinita verso quel piccolo lembo di terra incastonato nel cuore della città. La giovane età è particolarmente incline alle ardenti passioni e così il tripudio di bianco e celeste mi ha attratto inevitabilmente. Il bianco e il celeste sono i colori anche dell’amicizia, dell’aggregazione, della vittoria, della goliardia, del riso e del pianto e, perché no, anche dell’amore. C’è tutta la vita in questi due colori che ancora oggi mi accompagnano. Il primo ricordo, quello che non si cancella, è l’immagine di Piazza Faloci, la domenica mattina della Giostra, inondata dalla luce del sole che moltiplica le bandiere e, al centro, il corteo del Rione e i Popolani pronti per andare al Campo. Il bianco e il celeste sono in bella mostra stampati nei primi fazzolettoni, indispensabili insegne del nostro senso di

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appartenenza. Il bianco e il celeste colorano la magica corte della Locanda del Prete di Rostoviglio, davvero una seconda casa visto che lì dentro ho vissuto anche tante notti indimenticabili. Il bianco e il celeste sono stretti nella traballante tribunetta dei Popolani dove tanti anni fa un piccolo, appassionato e chiassoso gruppo di giovani cantava Siam del Rione Giotti il Nobile tra tutti…. Il bianco e il celeste sono negli occhi, nel cuore e nelle parole di chi ci ha cresciuto insegnandoci i valori della vita e della Quintana, lasciandoci un’eredità, ad un tempo, bella e pesante da tramandare. Il bianco e il celeste sono in cucina, nella sartoria rionale, in taverna, in scuderia, al Campo de li Giochi e, grazie a Dio, anche nel Palio che in questi ultimi anni è arrivato spesso con piacevole puntualità. Il bianco e il celeste sono nei ragazzi di ieri, gli splendidi compagni di viaggio che oggi ancora non vogliono crescere e sono ancora accesi dall’antica passione. Il bianco e il celeste, insomma, sono nella Quintana senza la quale, ormai dobbiamo rassegnarci, non potremmo vivere. Certo, il bianco e il celeste non posso esibirli come una volta, ma il mio cuore li ostenta con fierezza. Il bianco e il celeste ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre. Il Magistrato dell’Ente Giostra della Quintana Mauro Silvestri

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Intervista al Cavaliere iamo in scuderia, in una tranquilla giornata di aprile: Massimo ha appena finito di montare i due cavalli del rione, il plurivittorioso Baccani e la promettente riserva Detto Foglietto. La quintana di settembre è solo un ricordo, quella del prossimo giugno è ancora abbastanza lontana perché si possa respirare un’aria di relativa tranquillità. Ne approfitto per fare quattro chiacchiere con l’ANIMOSO.

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- Sono ormai passati due anni da quando hai indossato i colori del NOBILE RIONE GIOTTI, credo che tu possa tracciare un primo bilancio di questa avventura. - E’ un bilancio che posso definire assolutamente soddisfacente, sia come esperienza personale che come risultati. Le due vittorie ottenute, risultato di un duro ed efficace lavoro sia mio che di tutti i membri della scuderia del rione, hanno portato grande entusiasmo e fiducia reciproca. Immagino che anche per l’intero rione si possa parlare di un bilancio positivo. Di una cosa sono certo e cioè che porterò i vostri, anzi i nostri colori sempre nel cuore, perché con voi sono riuscito a realizzare il mio sogno: coronare con la vittoria il costante impegno profuso nella preparazione della giostra più bella e difficile d’Italia. - Due vittorie, come sono state diverse, se lo sono state, le tue emozioni? Vincere è sempre una grande emozione. La prima vittoria, forse perché in parte inaspettata, è stata davvero coinvolgente ed entusiasmante. La seconda, proprio sulla scorta della prima e frutto di una accurata e meticolosa preparazione, è stata meravigliosa e vissuta con una gioia più di testa che di pancia. Comunque ritengo che si possano ottenere tante vittorie, ma ognuna di queste è, allo stesso tempo, uguale e diversa a se stessa. - Come quasi sempre nella vita ci sono gli alti e i bassi, ed in questo caso mi riferisco, ovvia-

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mente, alla mancata vittoria dello scorso settembre. Cosa hai provato quando hai visto volar via quel maledetto primo anello della terza tornata? E’ stata una sensazione di profonda delusione, difficile da spiegare, e spero che né io né il popolo giottino dobbiamo mai riprovarne una simile. Perdere una giostra come quella, che fino a quel momento era andata così come l’avevamo programmata, è stato davvero difficile da digerire. Poi pensi che nessuno è perfetto e che un errore, purtroppo, ci può anche stare. - Dagli errori si può sempre imparare qualcosa, cosa pensi di aver capito da quello sbaglio? Che nonostante il duro lavoro, la meticolosa preparazione e la massima concentrazione basta un solo attimo per mandare tutto alle ortiche. Io, come sempre, ce la metterò tutta e alzerò ancora di più, se possibile, sia il livello di concentrazione che di cattiveria agonistica per poter riassaporare il meraviglioso gusto della vittoria Siamo alla fine della chiacchierata, e non voglio chiudere la nostra conversazione con un ricordo amaro, quindi,

se me lo consenti, vorrei farti una domanda personale. - Lo scorso novembre sei diventato papà dello splendido Elia e credo che questa sia la gioia più bella ed intensa che si possa provare. Come vivi questa meravigliosa esperienza? Sono quelle emozioni difficili da spiegare e le parole che conosco non sono sufficienti a rendere l’idea. Sono assolutamente certo e determinato a viverla con tutto me stesso perché mio figlio possa avere una vita più tranquilla e serena possibile. Una cosa mi auguro, che anche lui possa innamorarsi di quello splendido animale che è il cavallo. La chiacchierata con l’ANIMOSO è finita, ma lui si lascia sfuggire altre due considerazioni. La prima è che la vittoria più bella è quella che deve ancora arrivare e che spera che arriverà presto, molto presto! La seconda è una battuta verso il rione (anzi più direttamente verso colui che sta scrivendo queste righe): “certo che come giornalista ( sia professionalmente che dal punto di vista estetico n.d.r. ) era meglio la Caddeo! In questo siete andati peggiorando!… Almeno je potevate dà una parrucca!”. Luigi Consonni

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La Scuderia

I Magnifici

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DOMENICO MONTENERO Via XX Settembre, 58 06034 Foligno (Pg) Cell. +39 347 5254116

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La Passione, l’Orgoglio, l’Amore assione, orgoglio e amore sono sentimenti che convivono in ogni contradaiolo. La passione per la giostra in generale e quella, ancor più coinvolgente e totalizzante, per il nostro splendido rione è la forza che ti spinge a metterti in gioco e a dare tutto quello che puoi per vivere insieme agli altri giottini una meravigliosa esperienza di vita e di comunità. L’orgoglio nel rappresentare ad ogni livello ed in qualsiasi evento il nostro RIONE deve spingere ciascuno di noi ad essere fiero di quello che fa, e dei risultati che insieme riusciamo ad ottenere, qualsiasi essi siano. Ognuno di noi, inoltre, deve sentirsi orgoglioso di essere un giottino perché è parte di una storia che dal passato, attraverso di noi, vuole consolidarsi nel presente per guardare al futuro. L’amore assoluto verso i nostri colori, i nostri simboli, che sono fissati nei cuori di ciascuno di noi, e che ci fanno scorrere meravigliosi brividi lungo la schiena ogni qualvolta li evochiamo, o quando ci passano davanti agli occhi lungo il corteo o seguendo, con il cuore in gola, il nostro ANIMOSO al Campo de li Giochi. Se è vero come lo è che questi sentimenti convivono in ogni giottino, che li riversa copiosamente verso la contrada, io e tutti coloro che, con me, si occupano della scuderia, oltre che verso il rione li proviamo anche verso chi della scuderia e della giostra è l’indiscusso protagonista: il cavallo. La passione per questo animale ci ha portato ad essere non solo un gruppo di persone che appartengono allo stesso rione, ma soprattutto ci ha fatto diventare, stra-

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da facendo, passo passo tutti insieme, un gruppo di amici sinceri. Un gruppo nel quale ognuno ha il suo compito ed in cui si rispettano i ruoli e le gerarchie, perché per ottenere dei risultati, oltre alla passione, ci vuole una perfetta organizzazione. Il filo conduttore delle nostre attività, dalle più semplici come rifare le stalle o andare a caricare il fieno sui campi per poi scaricarlo in scuderia, è l’amore ed il profondo rispetto che proviamo per il cavallo, per tutti i cavalli che sono nelle nostre stalle a prescindere che si tratti del cavallo di punta o di quello con cui si vanno a provare gli anelli o di quello che parteciperà al corteo storico. L’amore si coniuga con il rispetto sotto ogni punto di vista e con l’assoluta tutela della salute dell’animale, ecco perché ci avvaliamo della collaborazione di un serio e preparato veterinario come il dottor Massimo Elisei che ci segue da anni e che è diventato parte integrante del nostro gruppo. Tutto il duro ed oscuro lavoro svolto da noi, ma soprattutto dal nostro favoloso e plurivittorioso cavaliere Massimo Gubbini, durante i lunghi mesi che precedono la giostra si trasforma nell’orgoglio di poter indossare i nostri colori e nel porgere la lancia di giostra al cavaliere, quella lancia che simboleggia noi tutti e che guardiamo con occhi famelici durante la tornata, perché può essere per noi fonte di disperazione o, come è avvenuto spesso in questi anni, strumento di una gioia senza limiti. Lasciatemi anche dire che per noi, che ci occupiamo di questo settore, è motivo di orgoglio raccogliere i complimenti degli altri rioni perché è come se fossero fatti a tutto il rione perché tutti siamo, in un modo o nell’altro, autori delle nostre imprese. Passione, orgoglio e amore sentimenti veri che sono stati, sono e saranno il collante di un grande rione come il nostro!!! Tomas Luzi

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La Taverna e dovessimo descrivere, da normali folignati, la taverna, andremmo a parlare dell’aspetto estetico, della tempistica in cui i piatti vengono serviti, dei prezzi, lasciando cadere la vera anima di quelle “quattro mura” che, nel periodo della Quintana (e non solo) si animano di una forza disarmante, di una goliardia coinvolgente. Il tutto gestito ad hoc per garantire non solo un ottimo servizio per gli avventori ma anche la possibilità che questi ultimi possano vivere appieno la vera essenza della manifestazione. Ed ecco giungere un continuo vociare, forti risate di ragazzi e ragazze in attesa di iniziare la serata; quantità di rotolini (posate e tovaglioli) vengono preparati freneticamente dalle giovani leve del rione. Il via vai dei giottini che si avvicendano innanzi ad un tavolo per farsi assegnare un tavolo da servire. Dopo essere passati per la corte, luogo di ritrovo dei popolani, si entra nella “parte popolare” della locande del prete di Rostoviglio, apparecchiata per la serata e resa viva dalle fughe dei ragazzi e ragazze i quali, accomunati dall’amore per il giglio e la croce in campo ondato, riempiono le sale del luogo: la “Sala delle Armi”, arricchita d’alabarde ed effigi rionali, racchiude in se quello spirito “guerriero” tipico del rione, pronto a

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difendere i propri colori nel campo de li Giochi; le “Salette”, teatro di veri e propri momenti di aggregazione tra i vari avventori e i popolani che l’animano con i loro canti, ed infine la sala “Grande” dove spicca il “Tavolo del Cavaliere”, posto sotto un affresco raffigurante tre uomini intenti a banchettare (curioso come, ad ogni movimento di chi osserva, l’immagine segue con gli occhi dei sui protagonisti il proprio osservato). Uscendo nuovamente, salendo la scalinata laterale, ci ritroviamo nella parte “nobile” del rione dove, tra i palii vinti nelle passate edizioni della Quintana, i commensali possono consumare il proprio pasto all’interno della vittoriosa e concreta storia rionale; ogni palio racchiude in se una storia, urla di gioia, lacrime di liberazione, dando un’aria mistica al luogo. Invitiamo tutti i lor signori a varcare il portone della taverna, anche solo per un istante; passeggiate tra queste mura, anche solo per poco tempo e, dopo aver osservato la struttura architettonica del luogo, scrutato il menu e valutato i prezzi (da normali avventori) lasciate che la forza dei popolani vi avvolga trasportandovi nell’anima della Quintana, così da sentire la magia di questo luogo. Emanuele Roscini

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La Cucina osa sarebbe un Rione se, ben fornito di popolani operosi e volenterosi, con una stalla competitiva e guerrigliera, ed un ottimo insieme di “preziosi broccati” fornito da un settore costumi di altissimo livello, non avesse una cucina all’altezza? La risposta non ci è data da sapere visto che, al Nobile Rione Giotti anche la cucina lascia senza alcun fiato il numero di avventori che, nella fortuna di assaporare i tipici piatti della tradizione nostrana, scelgono le mura rionali. Forte di una squadra ben collaudata, guidata dallo chef Francesco Sarti, con un menù da fare invidia ai migliori ristoranti nazionali, la cucina della Locanda del Prete di Rostoviglio ha deciso di mettersi alla prova migliorando ulteriormente (se fosse possibile) la scelta dei suoi piatti. Ed ecco che tra gli antipasti (oltre ai già collaudati piatti) viene inserito un Tagliere di salumi e formaggi per stuzzicare al meglio i palati degli astanti; oppure una fresca Panzanella ideale per le serate di Giugno ma se vorrete assaggiare qualcosa di particolare, la strapazzata al tartufo non vi lascerà insoddisfatti. Dopo aver “svegliato” il vostro stomaco, potreste scegliere un ottimo primo di pasta tra cui gli ottimi Gnoc-

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chetti con sugo d’oca oppure una stuzzichevole Zuppa di ceci e gamberi; anche se la scelta si amplia con la Polenta e salsiccia o gli Strangozzi al tartufo (assieme alle altre pietanze presenti nell’elenco dei primi). E per secondo? Si potrebbe iniziare con un Carpaccio di rucola, balsamico e grana (leggero e sfizioso) se proprio riuscite a resistere alla Braciola ai funghi o alla Coratella, piatti forti della nostra tradizione (senza nulla togliere alle altre numerose scelte tra i secondi). La cucina del Nobile Rione Giotti, mai paga dei propri risultati e sempre pronta a mettersi in gioco per soddisfare gli avventori, vi aspetta con questo nuovo e particolare menù; quindi “accorrete o genti” e ricordatevi che, come diceva Pellegrino Artusi, dal libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”: “…mondo ipocrita non vuoi dare importanza al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o religiosa, che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio.” A noi lasciate il compito di “distendere la tovaglia”e preparare piatti gustosi. A voi il piacere di “pappare del meglio” della nostra cucina.

Emanuele Roscini

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La Commissione Artistica ’è un motore molto particolare, un motore costantemente attivo, il cui suono è sempre udibile in sottofondo, ma che si avverte in maniera particolare nel periodo che precede giugno. Nell’Officina Creativa del Nobile Rione l’odore di alloro invecchiato si unisce al legno e ai colori vermigli ancora da stendere. Un laborìo che terminerà il 4 giugno, con l’inizio del Gareggiare Dei Convivi. Ogni cosa dovrà essere al suo posto per accogliere i commensali, proprio come previsto dagli scrupolosi dettami secenteschi raccolti nello spettacolo preparato e creato da abili mani. Tra le luci offuscate delle candele sarà la sorpresa a regnare sovrana. Lusso, divertimento e magia faranno da cornice alla suggestiva atmosfera che, per una sera, tornerà indietro nel tempo fino a fermarsi in un banchetto barocco. Questo breve incantesimo aprirà le porte alla vera sfida, inaugurata dal Corteo Storico che, nella notte del 15 giugno, sfilerà tra le vie del Centro Storico. La città sarà inondata dai colori dei drappi, dalla luce dei broccati degli

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abiti, dai sorrisi delle nobildonne e dal suonar dei tamburini. Il calpestìo degli zoccoli sarà la marcia che unirà i Dieci Rioni. I cavalieri, coraggiosi depositari di speranze e acclamati come eroi, saluteranno i loro contradaioli che il giorno dopo li attenderanno al Campo De li Giochi, per assistere alla Giostra della Sfida. E sarà la Fiera dei Soprastanti ad accogliere la giostra settembrina; gli occhi dei viandanti saranno attratti da mercanzie di ogni genere, tarocchi, impossibili giochi d’abilità e prelibatezze da gustare. In quella incantata notte illuminata dalle lanterne e rallegrata da canti goliardici, i popolani si riverseranno nei vicoli folignati per far parte della stessa secentesca atmosfera

Matilde Doni


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Il Gareggiare dei Convivi La Gara Fuori dal Campo in dalla pioneristica “Gara Gastronomica nata nel 1975, la “competizione culinaria” tra i Rioni è apparsa sempre vivace ed esaltante, mossa da un sano spirito di agonismo, una gara di bravura, non nel “ campo de li giochi” ma all’interno delle proprie mura rionali. L’evoluzione subita dalla manifestazione che ha per oggetto oggi, non tanto il cibo, quanto piuttosto “il Convivio secentesco “ inteso in senso più ampio quale momento di festa e di divertimento, espressione del potere del Principe, ha fatto sì che le Commissioni Artistiche rionali, sempre più si addentrassero nello studio e nella conoscenza di quello che era il tipico banchetto barocco. Ed ecco quindi puntualmente ritrovarsi a leggere e rileggere le pagine dello Scappi, del Cervio, del Messisbugo, per carpire la minuziosità tecnica del trinciante, gli artifici e le strategie con le quali lo scalco sbalordiva e rallegrava gli ospiti del suo Principe, quali le pietanze maggiormente gradite e le spezie usate, la creatività e la fantasia con cui venivano addobbate le mense e i luoghi deputati al banchetto. E’ da questo spirito di sana competizione che il “Gareggiare dei Convivi” è diventato per la Quintana e per la città di Foligno, motivo di orgoglio e di vanto, tanta è la serietà e l’impegno con cui molti rionali, ricostruiscono fedelmente e con competenza, un evento così strabi-

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liante e fastoso come quello del Convivio. Ciò significa” fare” cultura, trasmetterla e farne tesoro prezioso. Indubbiamente, tale “disputa” è uno degli elementi cardini a sostegno della richiesta avanzata dall’Ente Giostra Quintana, di iscrizione al Patrimonio Immateriale dell’Unesco. Il rione Giotti, nel tentativo di mostrare a quante più persone possibili la magnificenza del Convivio, lo scorso anno ha sperimentato la possibilità di allestire le proprie sale concedendo l’occasione, a coloro che lo desideravano, di assistere al “gareggiare” rionale offrendogli lo stesso intrattenimento e lo stesso menù proposto alla giuria di gara. L’esperimento ha funzionato, molti sono stati gli apprezzamenti di chi si è lasciato coinvolgere dall’atmosfera tipica del banchetto barocco, pertanto, anche nel 2012, il riione Giotti riproporrà la stessa occasione. Alzando per di più il tiro. Quest’anno, ci avvarremo della straordinaria professionalità dello chef Marco Gubbiotti , premiato con una stella Michelin e titolare, insieme al suo collaboratore Andrea Santilli, della gastronomia e gourmet shop “Cucinaa”, E ci sarà anche il nostro amico chef Luca Angelucci titolare del” Ristorantino Piazzetta San Vito”. Infine, ma non ultimo, un ringraziamento particolare all’eclettico sommelier Romeo Mancini.

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La Fiera dei Soprastanti

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Folignati e Quintana e la macchina del tempo e contemporaneamente la macchina della Quintana andassero a benzina certo, quest’anno, con il lievitare dei costi del prezioso liquor, non partirebbero mai: invece puntualmente il miracolo si ripeterà. Perché? Perché per la macchina del tempo basta scatenare i ricordi e per far ripartire la Quintana ci vuole una collettività di persone entusiaste, capaci di condividere le gioie della festa e le fatiche di un grande lavoro: ecco, questi sono i folignati! Lo spirito cittadino, orgoglioso e consapevole della sua identità storica, si manifestò da subito fiero e dirompente, fin dalla prima edizione della Quintana. Era il Settembre del 1946: bisognava solennizzare l’ottantacinquesimo anniversario della Società di Mutuo Soccorso e fu proposta la riesumazione di un torneo cavalleresco. Non si risparmiarono critiche a quei temerari che indossavano mustacchi finti e improbabili abiti di raso sfolgorante, ma l’evento fece notizia e si trovarono da subito adepti. La febbre quintanara, nata nelle approcciate sedi rionali, si propagò epidemicamente per tutta la città: fu festa sempre più grande e si sacrificarono persino le ferie estive, perché tutto fosse pronto ”al coruscar del vespro settembrino”. Priori, contradaioli e soprattutto tanti volenterosi si diedero spontaneamente ad un lavoro frenetico, in gara col tempo, perché il proprio rione spiccasse sugli altri e, se la vittoria non avesse arriso al

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proprio cavaliere, pace! La speranza nella Quintana successiva avrebbe di nuovo scaldato i motori. Certo, chi da sempre ha descritto i folignati come una popolazione tanto tranquilla da sfiorare l’apatia, non crederebbe ai suoi occhi accorgendosi d’aver sbagliato tutto,almeno prima delle giostre, quando in nome dell’amore profondo per la città e per le sue tradizioni, si arresta la frantumazione urbana e i folignati riscoprono la voglia di stare insieme, di vivere la polis, di entrare nelle taverne, di partecipare volontariamente ad un grande gioco collettivo. Privilegiato può dirsi chi, personalmente può seguire da dietro le quinte, i preparativi per i numerosi eventi. Visitare le scuderie per esempio e toccare con mano la cura che i contradaioli riversano sui cavalli, che considerano al pari dei figli e ai quali riservano mille coccole e poi la preparazione del campo di gara, l’allestimento delle taverne, la scelta dei personaggi e dei costumi che indosseranno. Un’aura mista di magia e di segretezza caratterizza da sempre le scelte rionali: non si può anticipatamente dire tutto alla stampa curiosa e, fino alla fine, non si conoscono i dettagli degli abiti e le scenografie che dovranno catturare l’interesse degli astanti. E’ tutto un correre segreto di indiscrezioni, di sottili interpretazioni, di “forse”, di “sembra”, di “ma”: questo è il bello dei preparativi, si torna bambini e, come nel gioco, l’uno vuol superare l’altro, in nome di quella “maraviglia” che è alla base dell’estetica barocca. La competizione si fa esaltazione e lo spirito goliardico diventa l’anima della manifestazione: applausi a scena aperta per i cavalieri e per le dame, ma anche critiche mordaci, che durano però lo spazio di una notte, perché all’alba la città si sveglia, il sogno Quintana è svanito e si torna a parlare d’interminabili cantieri aperti, di serrande irrimediabilmente abbassate, di un’età dell’oro che non c’è più.

Nobile Rione dei Giotti

Ambra Cenci


Sergio Angeli: dice il saggio…

Giottino da sempre - Vice Priore con uma marcia in più In scuderia sono più di dicei anni che parla con i cavalli!!!

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Il Suono dei Tamburi è la Colonna Sonora della Quintana

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Nobile Rione dei Giotti


Cavalieri negli Anni 1946

1961-1965

1985

1999

OSVALDO MINESTRINI

MARCELLO FORMICA

PIERO CRUCIANI

ALFIERO CAPIANI

1947-1949

1966-1975

1987-1989

2000

AMEDEO CIANCALEONI

CINO FELICI

LUCIO ANTICI

1976-1977

1989

2001-2002

TONINO AZZARELLI

MARIO GIACOMONI

EMANUELE FILIPPUCCI

1978

ERALDO RENZINI

1950 C. BERIOLI

1951 ALCESTE AGUJARI

1952-1954 OSVALDO NARDI

1955 G. EGIDI

1956-1959 OSVALDO NARDI

1960 BRUNO RICCI

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1990

2003-2008

MAURO FORMICA

DAVID MERCANTI

DANIELE SCARPONI

1979-1980

1991

2009

CLAUDIO ROSI

MASSIMO MONTEFIORI

GIORGIO ANGELI

1981

1992

2009

PAOLO GIUSTI

DAVID MERCANTI

LUCA VENERI

1982-1984

1993-1997

2010

MAURO MAZZOCCHI

LORENZO PACI

MASSIMO GUBBINI

1985

1998

2011

PIERO CRUCIANI

ROBERTO LANITE

Nobile Rione dei Giotti

MASSIMO GUBBINI


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Giornalino 2012