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SVENTO LIAMO LE

Al vivaio fontana, in via Preare, sono disponibili le nuove bandiere. Un gesto semplice per dire: il traforo ci rompe i polmoni!

www.traforo.it

il

Questo volantino è stampato grazie al contributo del

Vivaio Fontana

08

Tappa Buchi

Piantiamo dei fiori al posto delle autostrade!

Un omaggio ai bambini antitraforisti che arrivano col tappabuchi!

Via Preare, strada per Parona

blog su carta del comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle

Referendum: tegnémo duro! Forse a più d’uno tra i lettori del Tappabuchi ronza in testa un dubbio: ma che fine ha fatto il referendum? Piccolo riassunto delle puntate precedenti: ammesso un quesito, dopo un primo ricorso al Tribunale, il Comune si rifiuta di acconsentire al rilascio dei fogli per la raccolta delle firme, perché insiste in una tesi, già precedentemente disattesa dal Tribunale, secondo cui nei tre mesi che precedono e seguono altre consultazioni elettorali non si possono compiere operazioni referendarie. Si ricorre, quindi, al Tribunale che, nuovamente, afferma che l’interpretazione corretta è quella per cui solo le operazioni d’indizione del referendum e di voto sono inibite, non quelle, preparatorie, come la raccolta delle firme. Le firme sono depositate il 16 agosto. Il Collegio dei Garanti decide che le firme non si devono contare perché raccolte irregolarmente: si dovevano allegare i certificati elettorali. Domanda: ma dove sta scritto? Risposta: nelle leggi nazionali sulla raccolta di firme per i referendum. Ma è una scusa, si ribellano i promotori: infatti il regolamento comunale non lo prevede, e anzi dallo stesso si ricava il contrario (e cioè che è il Comune che deve fare la verifica). La mossa ha però un grande risonanza: sull’Arena, vignetta di Zucconelli in cui i promotori sono disegnati nell’acqua alta, e il commento che era stato fatto un bel buco nell’acqua; e, nella Posta della Olga, qualcuno propone di fare una class action contro quegli incapaci dei promotori. Nuovo ricorso al Tribunale. Indovinate? I promotori avevano ragione, le firme sono state raccolte validamente, non occorreva chiedere i certificati elettorali; termine di tre giorni al Comune per contare le firme. Il Comune conta le firme e comunica l’esito della conta ai Garanti (ma non ai promotori: si ricava soltanto che il numero è sufficiente); i Garanti concludono che, a questo punto, tutto sembra in regola, ma che spetta al sindaco decidere se indire il referendum. E indovinate che cosa decide? Avete indovinato: che non si fa niente, perché la commissione sanitaria indipendente è già stata costituita. Prima ancora, il Comune ha iniziato una causa contro i promotori, personalmente. Sì, avete letto bene: il Comune sta facendo causa ai promotori, per ottenere una sentenza che dica che ha fatto tutto bene e che sono i promotori che sbagliano, nell’insistere a voler fare il referendum, e che paghino le spese. La causa è in corso. Ma ecco un nuovo, oggettivo, ostacolo: l’indizione dei referendum nazionali che si terranno il 12 giugno e che, dunque, fanno sì che si sia giunti nel periodo dei due trimestri anteriore e successivo, durante i quali non si possono tenere i referendum locali. Ma non è finita, la nostra battaglia non è finita e continua in Tribunale per far sì che i cittadini si possano esprimere.

Technital, la biodiversità e ... la vecia scoresona Dal “Progetto preliminare di Technital, Relazione di compatibilità ambientale” (dell’autostrada cittadina, detta Traforo delle Torricelle), si legge a pag 87: “La presenza del Sito di Interesse Comunitario ha spinto i progettisti a realizzare interamente su viadotto l’attraversamento del fiume Adige, per ridurre praticamente a zero l’impatto; questo perché è dimostrato che gli animali sia volatili che terricoli si abituano decisamente in fretta al traffico veicolare, comprendendo che gli automezzi non costituiscono per essi un pericolo reale finché stanno a qualche distanza; il disturbo arrecato potrebbe essere peraltro di tipo luminoso per i fari notturni e, molto secondariamente, acustico, problemi che vengono resi poco significativi da una realizzazione in viadotto, grazie alla quota a cui si trova l’impalcato rispetto al piano campagna. Sotto ai viadotti si possono trovare nidi di rondone, lepri ed altri animali, a dimostrazione di quanto affermato sopra, come se la natura dopo pochissimo tempo continuasse a fare il suo corso.” A dire il vero non solo volatili e terricoli, ma anche altra biodiversità si può annoverare sotto i ponti di Verona. È infatti ben nota la filastrocca (o conta, in veronese) “Soto el ponte de Verona”, che si potrebbe facilmente adattare a Parona: Soto el ponte de Verona gh’é na vecia scoresona la scoresa tuto el dì a bi ci di ti si fora proprio ti ! Quindi lepri, rondoni e, in più, vecie scoresone fanno aumentare l’indice di biodiversità di Shannon, per la felicità degli ingegneri della Technital. A cui consigliamo di farsi un bel piatto di fagioli dalla Vecia del Ponte e, dopo averli digeriti, di lasciar perdere la natura che non fa proprio per loro. Detto ciò, ricordiamo infatti agli estensori della relazione di un progetto da ormai mille miliardi di vecchie lire che, nella zona di Parona, si possono invece rinvenire, ma dopo attenta ispezione con binocolo e tanta tanta pazienza:

cinciallegra e cinciarella, picchio verde e picchio rosso maggiore, verdone, usignolo di fiume, zigoli neri, ballerina bianca, ballerina gialla e poiana, gabbiani comuni, gabbiani reali e cormorani, rondini montane, frosoni, fringuello, cesena e cornacchia grigia; picchio muratore, aironi guardabuoi, passera scopaiola, migliarino di palude, colombaccio e sparviere, tuffetti, germani reali, lucherini, cardellino, codibugnolo, passera d’italia e passera mattugia. merlo , svasso maggiore, cigno reale, storni, gallinella d’acqua, folaga, piro piro piccolo, corriere piccolo, rondine, balestruccio, verzellino, cardellino, luì piccolo, civetta e barbagianni… … (per la lista si ringraziano alcuni birdwatchers veronesi; si consulti inoltre M. Sighele in Animali in città. Altri abitanti di Verona, a cura L. Latella, Scripta ed., Verona 2009) Il Passante Nord non servirà, ormai si sa, a decongestionare Veronetta ma servirà a trasformare Parona nell’oasi faunistica più importante del mondo, visto che il progetto prevede ben due viadotti, che si aggiungono a quello esistente della ferrovia e a quello in progetto dell’alta velocità. I ovi duri a Pasquetta andremo a mangiarli nell’oasi faunistica dei 4 ponti di Parona. Sicuri, cari Ingegneri della Technital, che un ponte su cui passeranno 24 milioni di veicoli all’anno non arrecherà a questi animali nessun disturbo? Avete mai provato ad andare sotto al ponte del Saval? (da veramente.org)

Quei 47 milioni in più non erano già nel conto? Menù a prezzo fisso con sorpresa alla cassa Ci siamo sentiti come capita un po’ a tutti di sentirsi quando a Venezia, dopo aver ordinato al ristorante un menù al prezzo fisso di 15 euro, ci si alza da tavola masticando amaro perché il conto è salito a 30 euro nonostante le nostre precauzioni. Solo che il conto che avevamo davanti in questo caso era quello del Traforo e non si parlava di spiccioli, ma di pacchi di milioni. Si era partiti con un preventivo di 330 milioni, più IVA, e nel giro di qualche mese, senza che si fosse vista una sola ruspa dalle parti di Poiano o di Ponte Crencano, la cifra era salita a 389 milioni, più IVA: che sberla! «L’aumento in gran parte è dovuto all’inserimento tra le opere infrastrutturali delle strutture al servizio dell’utenza: distributori, foresteria per l’ospedale, auditorium, parcheggi… per un costo complessivo di 47 milioni », ci viene spiegato. Ma alberghi, centri commerciali, ristoranti…non erano già presenti nel progetto del Promotore? Ce lo ricordiamo tutti che la Giunta aveva discusso per un mese o due su questa questione, tanto che poi tutti si sono sbracciati nell’affermare che ci sarebbero stati solo parcheggi e

Adotta un ricorso! ma ci accontentiamo anche di un pezzetto... Gli avvocati, come tutti i volontari che dedicano il proprio tempo alla causa, lavorano gratuitamente, ma il deposito di ogni ricorso al TAR costa 2500 euro. Quello che abbiamo fatto è grazie a contributi volontari dei cittadini, non accettiamo soldi da partiti e lobby perché la libertà non ha prezzo. Questo è il nostro conto corrente: comit. dei citt. contro il coll. aut. torr. IT 26 Q 01005 11702 000000002695 Dacci una mano che lo depositiamo!

distributori. La Giunta (e la delibera parla chiaro) aveva chiesto soltanto di sostituire alberghi e centri commerciali con opere inerenti l’infrastruttura, non di integrare il progetto con opere in più. Come poi da quella delibera possano essere saltati fuori un auditorium, una foresteria destinata all’ospedale, due distributori destinati alle strade provinciali, è un inspiegabile mistero. Cavoli, che pasticcio! Come vi spieghiamo in modo più dettagliato nell’articolo “Carte alla mano” in seconda pagina, non ci dicono a chi spetta l’onere della costruzione. Non ci dicono a tempo debito quanto costa. Non ci dicono chi deve pagare “sta roba qui”. Non ci danno parametri per valutare. Ci disseminano clausole e dettagli contrattuali un po’ qui e un po’ là. Ma che trasparenza è mai questa? Fatto sta che Il Promotore presenta il suo progetto e i suoi conti. I parcheggi che vanno a sostituire gli alberghi diventano magicamente opere ad integrazione del progetto, opere extramenù, insomma. Ci siamo allora rivolti all’Avcp – Autorità per la Vigilanza dei Lavori Pubblici – che in questi giorni ci ha risposto di non aver ravvisato nulla di irregolare nella procedura, dato che le modifiche sono state apportate dal Comune e accettate dal promotore. Grazie: questo lo sapevamo anche noi! Quello che rimane da capire, e che l’Authority e altri non ci hanno spiegato, è perché mai, se si decide di costruire una foresteria invece di un albergo già in preventivo, o un auditorium invece di una struttura commerciale anch’essa in preventivo, poi foresteria e auditorium vadano a finire in aggiunta sul conto. Non potevano lasciare le cose così come stavano, che risparmiavamo 47 milioni?


Ciclostilato in proprio. Rispetta l’ambiente, quando mi hai letto passami a un amico, lasciami al bar o sull’autobus. Non gettarmi per terra.

Senza sorprese, approvata la variante urbanistica Chi ha seguito i lavori del consiglio comunale saprà che la variante del Passante nord è stata approvata, senza sorprese: l’opposizione (Pd, Per Verona Civica, Ulivo e Comunisti Italiani) ha votato contro e la maggioranza (An, Fi, Lega Nord, Lista Tosi, Udc) a favore. Chi si era illuso che la discussione potesse portare a qualche ripensamento è rimasto deluso: tutti allineati, pronti a premere il bottone rosso o verde, secondo le indicazioni del Partito. Va dato merito ai consiglieri di opposizione: Pdci e Ulivo, che hanno affermato che nessuna miglioria può essere apportata, PD e Lista Civica per aver fatto emergere, con i 900 emendamenti (nessuno accolto), molte delle fregature che ci stanno dietro a quest’opera, e per la presentazione di una mozione non vincolante – forse per questo è stata accolta – di 16 punti (che ha provocato non poche critiche), insufficiente per poter dar soddisfazione a noi e ai cittadini che hanno firmato le oltre 2800 osservazioni e a tutti coloro che han firmato per il referendum contro un’opera inutile, devastante, irreversibile, dannosa per la salute, che toccherà pesantemente le nostre tasche e che sarebbe la più grande bestemmia contro

il territorio e i cittadini di Verona. Ringraziamo tutti i consiglieri che coscientemente hanno votato contro, augurandoci che non calino le difese sulla battaglia, che è ancora tutta da combattere, ma denunciamo il silenzio imbarazzante della maggioranza, che non è mai intervenuta durante tutto il dibattito, seduta al suo posto solo per eseguire come un attrezzo radiocomandato il rito di premere il bottone secondo i voleri di chi comanda, anziché governare, questa città. Il Sindaco X e la Giunta sono stati praticamente assenti. Grande determinazione ha mostrato invece Corsi. Lo si è visto costantemente gironzolare davanti agli scranni dei consiglieri col fermo e severo piglio di un professore che sorveglia i suoi alunni durante il compito in classe. Solo che i suoi alunni invece copiavano alla grande: non si contano le volte in cui abbiamo visto diversi consiglieri votare per due! Non siamo soli. Gli ordini degli Ingegneri e degli Architetti hanno mostrato le loro riserve sull’opera, ma le loro indicazioni sono cadute nel vuoto: “Gli ingegneri facciano gli ingegneri”, aveva risposto loro una

Carte alla mano! Quel pasticciaccio delle opere di compensazione economica Il progetto per il Traforo, scelto dalla Giunta nel maggio 2009 fra le tre proposte in gara, esponeva un preventivo di 330 milioni di euro. Ritenendo però non sufficienti i ricavi previsti con i pedaggi, il Promotore del progetto chiedeva anche la realizzazione di ulteriori strutture al servizio degli utenti. Si trattava di strutture a destinazione d’uso turistico-ricettivo-alberghiero, distributori, parcheggi e altro ancora. I giornali ne hanno parlato a suo tempo per un paio di mesi. Nella Relazione Illustrativa del progetto si precisava che il costruttore avrebbe fatto realizzare e gestire queste strutture in subconcessione a soggetti terzi a fronte di un canone di 1,2 milioni di euro annui (l’importo è ricavato da un verbale di una successiva Conferenza dei Servizi). Quanto sarebbero costate queste strutture? Da chi e come sarebbe stato scelto il subconcessionario? Il conto economico e i documenti non lo specificavano. Molti dettagli di rilevanza contrattuale erano peraltro lasciati nel vago e per di più dispersi in vari documenti (tra cui il TOP-secret Piano Economico Finanziario). Tuttavia, logica e prassi dicono che, visto che a realizzare le strutture di servizio sarebbe stato un subconcessionario, i conti costui li avrebbe dovuti fare con il costruttoreconcessionario e non con il Comune.

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La Giunta, dopo accese polemiche proprio in merito a questo opere aggiuntive, nell’approvare la proposta in data 29 maggio 2009 con la delibera 152/2009, stabiliva dei cambiamenti: via gli alberghi, via le strutture commerciali e quanto non strettamente inerente al Traforo. Sì, invece, a parcheggi e distributori, ma niente opere non corrispondenti all’art. 24, comma 4, Codice della Strada (cioè niente opere non permanentemente ed esclusivamente al servizio dell’utenza del Passante). In pratica, è importante sottolinearlo - si chiedeva di sostituire le strutture proposte con strutture tipologicamente diverse, compati-

bili col progetto, e non di aggiungere ulteriori strutture. Lo stesso comunicato stampa del Comune in data 29 maggio 2009 confermava che la Giunta aveva imposto l’«eliminazione delle proposte di compensazione, sostituite dalla realizzazione di un parcheggio scambiatore a Ca’ di Cozzi, di altri concordati con l’Amministrazione e di un’area di servizio». C’era qualcosa in più nelle proposte della Giunta rispetto a quanto richiesto dal Promotore? A noi sembra proprio di no (ricordatevelo, perché è importante). E allora vorremmo che ai cittadini venisse spiegato perché la delibera di Giunta successiva riguardante il Traforo (la n 1 del 13/01/2010) abbia inserito le strutture di servizio tra i costi del Traforo, facendo lievitare il preventivo di ulteriori 47 milioni di euro. Tale delibera, nel determinare l’inserimento dei costi di queste strutture fra i costi del Traforo, si esprime in termini sbrigativi: «Le suddette modifiche introdotte nella proposta iniziale a seguito delle integrazioni richieste, hanno dato luogo al mutamento del costo iniziale preventivato di realizzazione delle opere […] rispetto alla proposta iniziale, la proposta come integrata prevede che i costi di realizzazione delle infrastrutture a servizio dell’utenza stradale vengono inseriti nel Piano Economico Finanziario considerandoli costi di infrastruttura». Ci viene dunque comunicato che le opere a servizio dell’utenza stradale (che a nostro avviso sono cambiate solo nella tipologia) entrano nei costi del Traforo, ma non ce ne vengono date le motivazioni. Non abbiamo peraltro trovato spiegazioni adeguate nei documenti, e quando le abbiamo chieste con alcune delle nostre famose 2.500 osservazioni, abbiamo ricevuto solo spiegazioni evasive. Un consulente legale del Comune, tuttavia, già nel dicembre 2009, aveva confermato la correttezza della procedura seguita dalla Giunta, sostenendo che le opere di servizio erano opere integrative richieste dall’Amministrazione e accettate dal Promotore. Opere in più rispetto al primo preventivo, insomma. Anche l’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, cui ci siamo rivolti, è dello stesso avviso (la risposta è di non molti giorni fa). Però anche l’Autorità non è entrata nel merito delle nostre obiezioni. Per cui noi continuiamo a non capire. Continuiamo a non capire come si possa sostenere, con pesantissime conseguenze sul piano dei costi, che si è proceduto alla «eliminazione delle proposte di compensazione» in progetto e che, nello stesso momento, si sono ordinate opere in più.

volta Corsi, guadagnandosi il titolo sul giornale. Il presupposto del Passante è soprattutto politico e tende a raccattare voti anche al di fuori del Comune di Verona. A battere i pugni sul tavolo chiedendo a gran voce la galleria sono i Sindaci della Lessinia e del Comuni della zona Est. Ma in fatto di concreta partecipazione nessuno parla e nessuno di loro scuce un solo euro: l’è roba tua, Verona, paghetela ti! Nelle nostre osservazioni abbiamo chiesto che il bacino di utenza del Passante fosse chiamato a collaborare con una tassa di scopo: i nostri amministratori hanno risposto di no! Figurarsi: chiedere soldi alla Lessinia! Niente di nuovo Essendo l’ultimo atto di un iter amministrativo, fino ad ora ben ingrassato dai numeri della maggioranza, l’approvazione era scontata. Ma ora l’iter esce dagli uffici del palazzo e finalmente comincia, per la banda del buco, la fase più difficile, perché è arrivato il momento dei ricorsi e molti sono ora legittimati. I nostri battaglieri avvocati si sono offerti di dar assistenza ai consiglieri che volessero ricorrere contro la delibera, altri tre ricorsi sono in attesa di discussione e altri due in fase di preparazione. Continueremo con le assemblee e ritorna il Tappabuchi. Ci serve aiuto: servono soldi (ogni ricorso costa 2.500 euro), menti e braccia... fatevi avanti! e ... Tegnemo duro!

CONTÉMOLA GIUSTA!

436 milioni per aumentare di

0,1

km/ora

la velocità di spostamento? da 30 a 30,1 km/ora nell’ora di punta Dati PGTU Sisplan

VELOCEMENTE? CONTÉMOLA GIUSTA!

436 milioni per

2 minuti di macchina in meno?

da 20,4 a 18,1 minuti (PGTU Sisplan)

VELOCEMENTE? CONTÉMOLA GIUSTA!

436 milioni per

13%

veicoli pesanti a Veronetta su Lungadige Re Teodorico? Dati PGTU Sisplan

TRAFFICAMENTE?

restiamo in contatto Su Facebook ci trovi sul gruppo no al traforo delle torricelle Per ricevere il tappabuchi e le comunicazioni iscritivi alla mailing list del comitato: presidente@traforo.it

Dal PGTU: una città con sempre più macchine!

I numeri son numeri: l’autostrada delle Torricelle aumenterà di soli 0,1 km/ora la velocità di spostamento e il risparmio di tempo sarà di 2 minuti nell’ora di punta. E la filovia avrà una velocità inferiore degli attuali autobus e il tempo di spostamento rimarrà uguale. Un fallimento totale! Sarà per questo che si tengono il piano nel cassetto? L’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), elaborato dalla società Sisplan è uno studio assai voluminoso (64 documenti, 1379 pagine) e costoso. Consegnato agli uffici verso la fine del 2009, ancora attende di essere sottoposto al voto del Consiglio Comunale e quando abbiamo detto, in Commissione Urbanistica, di essere in possesso del documento l’Assessore Corsi ci ha promesso – anziché ascoltare attentamente la nostra relazione – l’ennesima denuncia. Bisogna calare i dati nella realtà, per raccontarla giusta. Lo studio – in parte superato, in parte futuribile – non è stato ancora ufficialmente adottato dal Comune di Verona. Finora, l’amministrazione ne ha fatto un uso pro domo sua, perché si è limitata a pescare qua e là, nel mare dei documenti, i pochi numeri necessari per dimostrare l’utilità della madre di tutte le opere, il “Passante nord”, ovvero la nuova autostrada in città. Propaganda autostradale Questo, anche per controbattere alle argomentazioni dei cittadini che, da molti anni a questa parte, dimostrano, con ben altri numeri, che si tratta d’un’opera più che inutile, dannosa, e spropositatamente costosa. Come quel numero 71, estratto dal documento, come un coniglio dal cappello: «Si risparmieranno 71 milioni di chilometri di percorrenza, una volta che il Passante sarà completato!». Ma, come per tutti i giochi di prestigio, anche qui c’è il trucco: perché in realtà, i 71 milioni di km non saranno risparmiati, ma solo spostati lungo il Passante Nord e si aggiungeranno ai tanti che preferiranno la scorciatoia cittadina anziché l’autostrada. Previsione del tutto logica, perché divieti e altri obblighi costringeranno i cittadini veronesi a utilizzare questa nuova autostrada a pagamento. Ma, detto questo, cominciano i silenzi. Non si dice che la velocità di spostamento e il tempo di attraversamento della città rimarranno invariati, che la congestione di Veronetta rimarrà uguale e che nuove congestioni si creeranno; non si dice che questa nuova arteria attirerà a sé traffico pesante (che dovrebbe essere deviato lontano dai centri abitati), e che sarà vietata alle moto di cilindrata inferiore a 150 cc. E invece dovrebbero dirci che il Passante non è uno scolapasta, che non potremo prenderlo o lasciarlo nel punto che più ci fa comodo (sono purtroppo in molti a illudersi che sia così) ma che avrà solo 6 caselli (Poiano, Quinzano, Parona, Via Gardesana, Via Bresciane e Verona Nord). Sarà necessario raggiungere i caselli, che per la città sono a Poiano e a Parona, provocando un peggioramento sostanziale del traffico in alcuni quartieri (Borgo Venezia, Parona, Saval), rispetto alla situazione attuale. I caselli previsti non sono per aria, come le cabine della funivia, ma sono a terra, a ridosso di altre vie, in mezzo a quartieri già inquinati e saturi di veicoli, che saranno investiti in lungo e in largo anche dal traffico traforista di “nuova generazione”. Ma basta guardare i grafici, decifrare i dati e la verità viene a galla. Così si può continuare a raccontarla giusta, partendo da un numero modesto come

il 6. Sei per cento (6%) di veicoli in meno sulla strettoia del Teatro Romano. Sì, avete letto bene: questo è il beneficio del Passante nord in quel punto critico. E per questo fallimento si vogliono spendere un milione di miliardi di vecchie lire! Perché se lo tengono nel cassetto? Il PGTU analizza la situazione delle strade e del traffico qual era fino al 2009, per poi avventurarsi nella ricerca di soluzioni intese a migliorare la viabilità. Ricerca quanto mai necessaria, visto che nei vari piani urbanistici del Comune di Verona è prevista la costruzione di 11 milioni di metri cubi di edilizia residenziale e commerciale (Verona Sud farà il pieno, con quasi 4 milioni di mc). Il PGTU tiene conto, oltre che dei metri cubi che verranno, anche delle numerose opere stradali che il Comune di Verona progetta di costruire nei prossimi anni: la variante alla SS12, la Traspolesana, il Passante nord (autostrada delle Torricelle), la mediana (nelle sue disparate configurazioni), la variante alla Valpantena e la SP5, la bretella di Borgo Roma (strada Parco) e altri interventi minori. Assumendo come dato fisso sia gli 11 milioni di nuova edilizia, e sia le nuove strade, il PGTU ha proposto quattro scenari di progetto con soluzioni per la viabilità urbana, nell’orizzonte temporale del 2010 (ormai superato), e del 2020. Partiamo dunque da qui, per raccontarla giusta. Con un po’ di pazienza e di abilità, ci si può addentrare in questo mare di dati e di ipotesi: ma una cosa si può dire con certezza, e cioè che i dodici scenari futuri contemplano tutti, quali che siano le combinazioni e le ipotesi, un incremento del 3% del traffico. Insomma, nessuno scenario immagina di ridurre il traffico urbano, così come consigliano le direttive europee, per ragioni di salute e di economia. E per far diminuire il traffico, lo sanno anche i bambini, bisogna per prima cosa incrementare il trasporto pubblico. Che cosa succederà, a questo proposito, a Verona? La filovia Lo studio rileva che il nuovo sistema di trasporto filoviario, con un investimento di 218 milioni di euro su un arco temporale di 40 anni, produrrà i seguenti esiti: • riduzione della velocità media di spostamento dei mezzi pubblici da 12 a 10 km/h (andranno quindi più lentamente di adesso), • invariato, invece, il tempo medio trascorso da chi viaggia sui mezzi pubblici, 55 minuti. 218 milioni di euro per lasciar le cose come stanno ora! Si potrebbe fare di meglio, suggerisce il piano, con un sistema a maggiore capienza e maggiore frequenza (cioè con una metro-tramvia, non una filovia elettrica fuori città e con motore disel in citta!). E pensare – si trova scritto – che un cittadino su quattro si dichiara disponibile a lasciare a casa la macchina, per usare mezzi alternativi. Questo genere di richieste, se assecondate, consentirebbero di risparmiare 11 milioni di km all’anno, 3500 stalli sosta, e avremo 800 macchine in meno nell’ora di punta. E se queste disponibilità fossero non solo assecondate, ma anche incentivate? Quanti altri più consistenti benefici si potrebbero ottenere?


il tappabuchi #8