Page 1

RODEO

BLAUER HASE


RODEO

BLAUER HASE


INDICE Rodeo • Rodeo#1 - Hide & Seek • Rodeo#2 - Un-limited • Rodeo#3 - Conversazioni dal Quarto Paesaggio • Rodeo#4 - Playlist • Rodeo#5 - Kinema • Rodeo#6 - Portrait of a City (After Sergeant Pepper) • Rodeo#7 - Il gioco del limite • Rodeo#8 - Pornologie • Rodeo#9 - Post Vertigo Virginis • Rodeo#10 - Sottobosco c/o Blauer Hase • Rodeo#11 - 20,66 mt S.L.M. • Rodeo#12 Blauer Hase Curriculum Vitae


RODEO Per il periodo di permanenza negli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nel 2009, Blauer Hase ha presentato la rassegna Rodeo. Ispirandosi al film Le Cinque Variazioni di Lars Von Trier e Jørgen Leth, Rodeo è un’indagine sulla natura dell’evento espositivo, condotta portando all’estremo alcune sue variabili. Ogni mese, in collaborazione con artisti, curatori e autori esterni, è stato prodotto un evento che doveva rispondere ad una serie di regole e limitazioni. Rodeo è un esperimento e non un esercizio. Dati alcuni componenti e alcune restrizioni, la struttura è aperta e non prevede risultati univoci. Il sistema è dinamico con meccanismi di retroazione, che cioè tengano conto dei risultati per modificare le caratteristiche del sistema stesso.


RODEO#1 - Hide & Seek Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 4-6 febbraio 2009 Andrea De Stefani propone Flyby (Una stanza, 21 mosche, un ragazzo affascinato dalle traiettorie non euclidee). Mary Flower pone una voce dietro la porta. Si tratta della sua voce, che legge – in italiano – una descrizione della stanza nel quale lo spettatore si trova ad essere. Tale descrizione corre in loop per i muri dello spazio vuoto. L’opera di Grégoire Motte ed Eléonore Saintagnan ha due protagonisti, Tabac des Iles e Julie Passion. I due lasciano le loro città natali, Lilla e Parigi, per il loro primo incontro a Venezia. Elisa Strinna:”l’atrio era un girotondo di porte, ma erano tutte chiuse, e dopo averle passate in rassegna provandone le maniglie una per una, scoraggiata, si mise a camminare avanti e indietro, chiedendosi come diamine avrebbe fatto a uscire di lì.” (tratto da “Alice’s Adventures in Wonderland” Lewis Carroll, 1865). Hide & Seek è un’esposizione che si situa fuori, oltre il limite dello spazio espositivo – che rimane vuoto. Le limitazioni imposte rendono necessarie, per lo spettatore, modalità di fruizione di natura indiziaria: attendere origliare fiutare infrangere.


RODEO#2 - Un-limited Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 3-6 marzo 2009 I limiti esistono per essere oltrepassati. Imposti davanti a noi nella loro limitatezza e scarsità ci servono per fare un passo avanti, per trovare dentro di noi quel elemento mancante, utile per andare oltre. Nella sua definizione il limite è il punto nel quale qualcosa finisce o deve finire, è un confine oltre al quale qualcosa cessa di essere possibile o anche di esistere. Non a caso la ristrettezza è uno dei suoi sinonimi. Nella sua nozione il limite impone una presenza ben definita che esso mette in atto, sottolineandola nel momento in cui essa viene dichiarata. La mostra Un-limited mette in rilievo l’idea del limite come una possibilità di andare oltre. Essa sottolinea l’importanza di una narrazione personale e intima sia degli artisti che degli spettatori, creando un percorso autonomo della mostra stessa. In questo modo scompare la definizione di un approccio prestabilito e si offre la possibilità di concepire i limiti come puri mezzi di partenza. Si tratta di limiti delimitati, oltrepassati. La superficie dotata per la realizzazione di Un-limited è una colonna d’aria di un metro quadro. Sin dall’inizio il concetto del limite spaziale ha sollevato una domanda importante: è possibile sviluppare una mostra avendo una limitazione spaziale assai grande? In più, una mostra del genere, è in grado di includere più artisti e far funzionare in modo migliore le loro diverse opere? Quanto agli artisti stessi, la presenza di un limite può essere un elemento frustrante nella loro produzione e pensiero? Otto artisti presentati nella mostra Un-limited, commissionati per fare nuove opere, sono stati scelti per la loro capacità di sfidare l’idea delle limitazioni di pensiero, spazio, forma e creatività. Per raggiungere i loro obbiettivi hanno utilizzato diversi materiali e tecniche.

Nella loro rivelazione le opere esposte presenteranno anche una sfida per lo spettatore il quale diventerà parte di un processo in cui le sue scelte saranno i soli principi per vivere la mostra. Michela Lupieri Nataša Vasiljevic

A cura di: Michela Lupieri, Nataša Vasiljevic. Artisti: Clio Casadei, Martino Genchi, Charles Heranval, Marija Jovanovic, Andrea Kvas, Luca Pucci, Fabrizio Sartori, Edoardo Tronchin.


RODEO#3 - Conversazioni dal Quarto Paesaggio Palazzo Carminati - Fondazione Bevilaqua la Masa, Venezia. 15-22 aprile 2009 Conversazioni dal Quarto Paesaggio è il terzo appuntamento della rassegna Rodeo. Per quest’occasione Enrico Vezzi e Vittorio Cavallini hanno sviluppato un progetto, a cui stavano già lavorando, ispirato alle teorie del paesaggista Gilles Clément.

Il progetto del Quarto Paesaggio Conversazioni dal Quarto Paesaggio Prologo: NOI SIAMO LE PIANTE E: che cosa significa mettere in scena il caos? V: può significare mettere in scena l’ordine naturale delle cose, un pò come dire inscenare la scena che altrimenti non sarebbe vista. E: le messe in scena in generale non mi sono mai piaciute…quello che mi preoccupa maggiormente è la nostra incapacità a lavorare con il vuoto e con il vivente… e dove non si riesce a vedere il vuoto e il vivente siamo dominati dal caos e non lo dominiamo… V: è la paura che obbliga a mettere in scena quel caos altrimenti non ce ne sarebbe motivo. Pensa all’Universo, lo spazio raggiungibile solo da satelliti e sonde, riesci a dominarlo? E: non lo domino ed è forse per questo che ho paura… il cataclisma è ancora in atto e noi non sappiamo dove ripararci…mi sembra un buon momento per iniziare a conversare dal Quarto Paesaggio…mentre aspettiamo che finisca la pioggia di asteroidi… V: lo stiamo già facendo e la pioggia di asteroidi non credo che possa finire prima di noi. E: sicuramente noi finiremo prima….ma stasera ci sarà la luna piena e le scie degli aerei sopra le nostre teste ci ricordano da dove siamo passati per arrivare qua… come possiamo descrivere i confini del Quarto Paesaggio? V: devo assolutamente pensare di esserci, questo frammento di spazio vitale lo devo curare fidandomi solo della mia esperienza diretta, dove finisca non lo so e non posso descriverlo perchè nel momento in cui lo faccio lo immagino e invece voglio viverlo. E: solo gli altri possono vedere i nostri confini, ogni cosa che tentiamo di immaginare è sempre parziale, è sempre una proiezione dei nostri desideri e i nostri desideri sono stati infestati… V: adesso è veramente freddo, muoviamoci verso il sole…

E: ci sono piante che crescono solo in mezzo alla neve e alcuni fiori sbocciano solo dopo un incendio…a noi cosa serve per germogliare? V: che cosa serve non lo so e qui certe domande rimangono senza risposta, gli studi da altri intrapresi per la conoscenza globale e la storia non sono fondamentali e non influiscono su ciò che vedo se non in maniera indiretta e inconsapevole. E: …e cosa mi dici dell’esperimento fatto ad Amsterdam da Ap Dijksterhuis? Che cosa vedi riflesso nei tuoi neuroni a specchio? V: dovrei pensare che l’intelletto individuale si sviluppa con il pensiero di gruppo? Sai dove mi trovo? Questo posto non è condivisibile, non ha una storia e vedo tutto per la prima volta. E: lo so, qui tutto è primigenio e dobbiamo cercare di difenderlo, come gli uomini rossi di quella foto che conservo in studio. Ti ricordi il giorno in cui sei nato? Io si, ti potrei descrivere la sala parto perfettamente… V: adesso non devo difendere niente, tutto si difende da sé, ora voglio vivere; ho i piedi freddi e la testa calda. E: come una pianta…sai del progetto americano di seminare sulla luna la mostarda? I cicli lunari condizionano i ritmi di crescita sulla terra ma se la pianta è sulla luna che cosa accade? La pianta della mostarda riesce a produrre un fiore in un solo giorno lunare…che equivale a quattordici giorni terrestri… V: il giardiniere non sarà distratto dalle automobili e il sacrificio sarà forse ricompensato dalla novità. E: abbiamo cercato il nuovo e ci siamo ritrovati spesso solo con una trasfigurazione dell’antico…c’è come un’inquietudine da placare che tende al diverso in quanto tale…vorrei andare a Aoikigahara per spargere in tutta la foresta centinaia di cestini da pic-nic… basterebbe poco per rinunciare ad affondare in un mare di alberi…. V: è tutto nuovo e la memoria è scritta sul mio corpo, le mie parole sono inutili e incomprensibili a me stesso. E: solo le azioni e le conseguenze delle azioni sono comprensibili…ma ti stai guardando intorno? Fuori da qua, ovunque andiamo, siamo circondati da disquisizioni sulla modernità e a me delle modernità e della post-modernità non me ne può fregare di meno… io voglio immergermi senza bombole, voglio essere sub-moderno! V: proviamo a concentrarci, pensiamo intensamente di essere nello stesso luogo: ci riusciamo? Da che cosa lo capiamo? Prova a dirmi dove sei. E: fino a poco fa ero in luogo dove gli uomini sono costretti a vivere di notte e l’attimo dopo sono finito in un piccolo paese dove gli uomini sono tutti centenari… adesso non so dove mi trovo… provo a pensare intensamente....... l’unica cosa che sento è l’odore del basilico. V: anch’io sento l’odore del basilico: ci basta per dire che siamo nello stesso luogo? E: dovremmo oscurare tutto e lasciare solo un lieve spiraglio…dovremmo far passare l’aria quanto basta


per ossigenare le cellule e poi… guardarci. V: si sta alzando il vento e un brivido mi sposta, tra poco tutto si trasformerà in quello che non è mai stato ed io non saprò descriverlo. E: che cosa ci manca per rendere immortali i nostri pensieri? V: l’immortalità. E: …o forse ci manca la capacità di collocare i nostri pensieri in una dimensione che non muore con noi…nel mio studio oltre a me abitano altri due esseri viventi, uno è una mimosa che sta sfiorendo e l’altro sono dei funghi immortali. Con chi posso parlare? V: il Quarto Paesaggio sono gli uomini senza il Mondo. E: che cosa ci fa credere nell’esistenza del Quarto Paesaggio? V: più o meno le stesse cose che ci fanno credere nell’esistenza di un primo, un secondo e un terzo; esistono possibilità che diventano evidenze nel momento in cui riusciamo ad esperirle. E: ma come tu sai il Quarto Paesaggio è molto diverso dagli altri tre, abita in luoghi invisibili… e credo che l’unico modo per rivelarlo sia quello di andare dove non vogliamo ed iniziare a pensare a tutto quello a cui di solito non pensiamo… V: detto cosi sembra un paesaggio scomodo e molto impegnativo. Perché cerchiamo un Quarto Paesaggio? E: perché nel Quarto Paesaggio è possibile ancora inventare. V: noi siamo le piante. Enrico Vezzi Vittorio Cavallini


RODEO#4 - Playlist Palazzo Carminati - Venezia 16-20 maggio 2009 Cosa potrebbe capitare se un pesce veloce del baltico sul Canal Grande, in compagnia della band Ewa Wrengaw, dichiarasse “andavo a cento all’ora mentre pensavo a Darkest Dreaming” con in sottofondo Brain Damage, travolgendo quattro promettenti fumettisti in gita a Venezia? Alessandra Landi A cura di Alessandra Landi Artisti: Simone Cortesi, Gabriele Peddes, Alexander Schmalz, Marco Tabilio. Performance musicale degli Eva Wrengaw.


RODEO#5 - Kinema Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 3-10 giugno 2009 Kinema, kinematos, in greco movimento, radice da cui deriva la parola cinema, è un omaggio e un riferimento ai due aspetti toccati in questa mostra, la cultura grecoalessandrina, rappresentata da Ipazia di Alessandria e il video, inteso come immagine in movimento, kinema, appunto. Pietro Berardi propone la sua personale visione della vita e della morte della studiosa greca in forma di flip book animati, un lavoro che coniuga la spiccata manualità dell’artista ad una storia come un’altra, raccontata secondo lo stile iconografico dei tatuaggi criminali russi. Ester Bozzoni presenta un’installazione video, uno sguardo intimo sulla vita della scienziata alessandrina. Un aneddoto privato che ci consegna un’Ipazia più che mai terrena, donna prima che filosofa. Valentina Ciarapica ci consegna un planisfero interattivo tristemente colmo di punti rossi, ogni punto rappresenta un atto di intolleranza politico/religiosa, la stessa che subì Ipazia intorno al 415 d.C. Charles Heranval lavora sul documentato interesse di Ipazia nei confronti delle costellazioni, proponendo 1500 immagini dello stesso astrolabio piatto e che vanno a formare un minuto fittizio di riproduzione video. Chiara Di Stefano

A cura di Chiara Di Stefano Artisti: Pietro Berardi, Ester Bozzoni, Valentina Ciarapica, Charles Heranval.


RODEO#6 - Portrait of a City (After Sergeant Pepper) Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 24 giugno 2009 Venezia è il luogo più rappresentato della storia. La nostra cartolina tenterà di unire tutte queste rappresentazioni in una foto. Venite vestiti da uno di questi personaggi*: *la nostra lista è piena di vecchi uomini barbuti, venite pure nei panni di un altro personaggio veneziano anche se non è nella lista seguente.

CARLO SCARPA, MARCO POLO, MARIANO FORTUNY, THOMAS MANN, SHAKESPEARE, KATHARINE HEPBURN, PALLADIO, MARINO FALIERO, NAPOLEONE, PEGGY GUGGENHEIM, INDIANA JONES, 007, FELICITA BEVILACQUA LA MASA, TIZIANO, ALDO MANUTIUS, CANALETTO, TINTORETTO, TURNER, RUSKIN, HARRY, HEMINGWAY, FRANCOIS PINAULT, MASCARON, OTELLO, IL NANO DI “DONT LOOK NOW”, CASANOVA, CALATRAVA, PADRE PIO, BENETTON, PICASSO, WAGNER, STRAVINSKY, RONDO’ VENEZIANO, TOM CRUISE & NICOLE (IN “EYES WIDE SHUT”)

V per VENDETTA, UNA DONNA CON I TACCHI MOLTO ALTI, SAN TEODORO E SAN MARCO, GATTO, CANE, IL GONDOLIERE, SHYLOCK, TINTO BRASS, CARLO GOLDONI, ANTONIO VIVALDI, LORD BYRON, EZRA POUND, LUIGI NONO, CLAUDIO MONTEVERDI, GUSTAV VON ASCHENBACH, GIORGIONE, TIZIANO, HUGO PRATT, CORTO MALTESE, EMILIO VEDOVA, KOONS, I CROCIATI, I TURCHI, CANOVA, GABBIANO, DANIELE MANIN, NICCOLO’ TOMMASEO, RODIN, NICOLAS ROEG ... ... ...

Åbäke


RODEO#7 - Il gioco del limite Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 22-26 luglio 2009 Mi è stato chiesto di confrontarmi con un limite. Il limite si chiama colore e si declina in una serie di regole altrettanto nette che dettano i requisiti per la realizzazione della mostra. La mia responsabilità, come curatore, è stata limitata, inducendomi a riappropriarmene. È stato innescato un gioco che mette in discussione l’autonomia creativa e decisionale della figura curatoriale e soprattutto dell’artista. Ho deciso di partecipare al gioco, trasformandolo in un immaginario “telefono senza fili”, in cui ad essere sussurrate nell’orecchio del giocatore successivo sono le regole del gioco stesso, alle quali ne viene aggiunta, di volta in volta, una. I soggetti che danno vita al gioco sono quindi il gruppo committente che ha imposto il primo limite, il curatore, i quattro artisti protagonisti della mostra e lo spettatore. Ho invitato gli artisti a prendere parte al gioco, chiedendo loro di reagire al limite iniziale della regola cromatica, per mezzo della tecnica alla base della propria ricerca, e di fornirne un’interpretazione totalmente libera. La regola aggiunta dal curatore è consistita nel costringere gli artisti a coinvolgere lo spettatore nel gioco, imponendo alla fruizione dell’opera alcuni vincoli ulteriori che, in qualche modo, spingessero il pubblico a rispondere a tale limitazione. Così facendo, l’artista ottempera alla regola stabilita dal curatore aggiungendovi la propria, declinando il limite fruitivo attraverso espedienti scelti autonomamente e riacquistando una parte, seppur minima, della libertà creativa condizionata dai presupposti iniziali del gioco. Tale operazione conduce a quattro opere profondamente diverse, ma ugualmente percorse da un costante senso di limite che trova, in ciascuna di esse, una declinazione specifica e immediata.

aggirabile e costringe lo spettatore a condividere tale esperienza, limitandone i movimenti in un ambiente “pericoloso” per antonomasia, nel quale il limite assume un carattere diffuso e pervasivo. Mirko Morello, al contrario, assegna al limite una connotazione puntuale e localizzata, riflettendo sul concetto di limes e traducendolo in una scultura, Gate, che gioca con le idee di soglia e di superamento, attirando lo spettatore in una dinamica di attrazione e di impossibilità fisica che non conosce una soluzione definitiva. L’opera di Marta Santomauro insiste in modo ossessivo su un duplice livello di limite, tecnico ed emotivo. Voodoo Winding applica il concetto tradizionale di video ad un ambiente volutamente confinato e sigillato da uno schermo trasparente, oltre il quale prendono forma una serie di immagini che si muovono all’interno di un contenitore non solo tangibile, ma anche mentale. Il senso di squilibrio e disordine apparentemente controllati e bloccati al di là dello schermo denunciano in realtà una feroce presa di coscienza del limite di sé e dell’incapacità di liberarsene. Il trittico fotografico di Sara Spoladore, intitolato Red Saturated Ass, rivela infine uno studio attento,quasi chirurgico, sul valore del vincolo cromatico e della sua compenetrazione con una limitazione spaziale, portando alle massime conseguenze il senso di saturazione e di claustrofobia che colore e ambiente contengono. Di fronte a tutto questo, il pubblico, protagonista finale del gioco del limite e destinatario del “peso” delle regole accumulate, deve farsi carico della ricomposizione dei “fili” del discorso, in una logica di partecipazione serrata e, ancora una volta, condizionata, ma anche incrementata, dalla presenza dei limiti stessi. La vera conclusione del gioco implica che, a sua volta, il pubblico possa imporre un limite ai committenti, scrivendo le proprie regole. E il cerchio si chiude esattamente dove si era aperto. Arianna Testino

L’installazione di Francesco Liggieri, Amen, riecheggia con forza la frustrazione, l’incertezza e la sensazione di pericolo vissute dall’artista obbligato a rispettare un vincolo creativo non


RODEO#8 - Pornologie Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 17 settembre 2009 “Un’elegante serata di letture tra masturbazione e potere. E’ gradito l’intimo scuro.” ten col. Sergio Acciai / Carol & Darlene Bernaola / dott. Pierluigi Accornero / Irina Voronina / on. Fabrizio Cicchitto / Christina Santiago / Maurizio Costanzo / Tamara Sky / dott. Vittorio Emanuele di Savoia / Tiffany Fallon / ing. Gennaro Tampone / Christi Shake / ten col. Anselmo Montefreddo / Shannon N. Stewart / avv. Carmine (Mino) Pecorelli / Pamela Denise Anderson / on dott. Rolando Picchioni / Melissa Evridge / dott. Gustavo Selva / Anna Nicole (Vickie) Smith / avv. Michele Sindona / Jenny McCarthy / ten col. Pasquale Scarano / Natalia Sokolova / amm. Emilio Eduardo Massera / Donna D’Errico / ten col. Gaetano Mendolia / Carina Persson / dott. Marco Messeni Petruzzelli / Sara Jean Underwood / gen. Donato Lo Prete / Athena Lundberg / gen. Eduardo Gallardo Rincon / Brande Nicole Roderick / dott. Silvio Berlusconi / Kimberly Stanfield / on. Ferruccio De Lorenzo / Monique Saint Pierre / on dott. Silvano Labriola / Pamela Jean Bryant / Alighiero Noschese / Candy Loving / comm. Licio Gelli / Patricia Margot McClain / gen. Luigi De Santis / Christine Maddox / on. Giulio Caradonna / Janice Pennington / magg. Alberto Carchio / Debra Jo Fondren / on. Vincenzo Carollo / Ursula Buchfellner / on. Costantino Belluscio / Jessica Saint George / dott. Federico Umberto D’Amato / Kathy MacDonald / gen. Romolo Dalla Chiesa / Pamela Anne Gordon / gen. Giulio Cesare Graziani / Melinda Windsor / dott. Giuseppe Impallomeni / Donna Michelle / dott. Angelo Rizzoli / Victoria Valentino / dott. Giancarlo Elia Valori / Nancy Jo Hooper / ten col. Salvatore Oddo / Jenna Jameson / on dott. Enrico Manca / Miriam Gonzalez / Mario Rossi / Pennelope Jiminez / on. Emanuele Terrana / Amanda Paige / dott. Asdrubale Ugolini / Lauren Michelle Hill DEVI VENIRE. Iacopo Seri


RODEO#9 Post Vertigo Virginis Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 6 ottobre 2009 Dodici performance, dodici spazi all’interno di un palazzo e un’unità di tempo predefinita: Rodeo#9 si concentra sul processo letterario e sui luoghi in cui esso prende forma. L’esercizio della scrittura necessita di un tempo e di uno spazio privato, ma non casuale: diversi fattori si mescolano per creare una situazione, una storia, un dialogo, una sensazione. Evento riservato a dodici persone interessate a scrivere con un limite temporale dato in un ambiente specifico: Palazzo Carminati. a cura di Andrea Morbio e Carlotta Tringali


RODEO#10 Sottobosco c/o Blauer Hase Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 29 ottobre 2009

Sottobosco è una piattaforma indipendente per le arti visive. Che cosa succede ad estendere indistintamente il campo d’azione? Che cosa pensa una persona che non si occupa di arte contemporanea nel momento in cui viene investita dall’idea di poter essere un artista? Che cosa fa un curatore e che cosa fa un curatore fuori dal sistema dell’arte? E se queste persone non accettassero la possibilità di essere degli artisti anche solo per una mostra? Se questo non gli interessasse minimamente perchè hanno altre priorità? Sottobosco


RODEO#11 20,66 mt S.L.M. Palazzo Carminati - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia. 17-23 novembre 2009 Un sentiero sale lungo la montagna. Non c’è anima viva. La cima si staglia in tutta la sua maestosità. Intorno, la catena dell’Himalaya. L’unico suono percepibile è quello del vostro corpo, i suoi passi, il suo respiro. All’improvviso, dietro una curva, compaiono una serie di oggetti cilindrici montati a mezz’altezza su dei supporti di legno. La loro presenza ricorda che qualcuno è già passato per quella curva ed esse sono una traccia, una testimonianza antichissima, di un pensiero e di un gesto che per secoli si è fedelmente ripetuto: quello della preghiera. Il pellegrino che percorre quei sentieri ed incontra questi oggetti, avvicinata la sua mano alla superficie, imprime loro una spinta. Il suo corpo ed il suo respiro sono un tutt’uno, concentrati nell’atto della preghiera. L’attenzione è assorbita completamente dal movimento che si deve compiere per attivarle. In quel luogo, attraverso quegli oggetti, tutte le energie del corpo sono coinvolte in un gesto il cui risultato è un’esperienza di unione con tutto ciò che lo circonda. E’ proprio a partire da questa tipo di esperienza che Bidhata K.C. ha progettato l’installazione “Out of Emptiness”: essa consiste nella realizzazione di un percorso ispirato ad un elemento tipico della cultura nepalese, rivisitato attraverso l’uso di materiali già utilizzati. Non si tratta di un trasferimento o riproduzione di un manufatto originario di un’altra cultura, bensì di un dialogo che intercorre tra due dimensioni eterogenee ed inconciliabili: quella dell’artista e quella del curatore. Date le regole del Rodeo si è trattato fin da subito di tentare di far convergere dei tratti che non potevano abitare lo stesso spazio. Perciò, ruoli e significati si sono ribaltati costantemente,in quanto tra chi ha pensato e chi ha realizzato l’opera si è venuto a creare uno spazio abitato da una differenza: la differenza tra chi possedeva il progetto dell’opera senza poterla vedere nel suo concretizzarsi,e chi invece l’ha realizzata ed esperita senza poterla pensare. Il processo artistico appare invertito rispetto alla norma. In ogni fase della realizzazione è stato necessario che le mani del curatore si incontrassero con gli occhi ed il gusto dell’artista. Si è trattato dunque di mediare alla produzione dell’installazione. Le lettere, gli schemi, i disegni che documentano il dialogo intercorso, sono stati il punto di partenza per lo sviluppo di un lavoro che ha coinvolto due sensibilità che si sono comunque mantenute distinte. Ed è proprio all’interno di questa distinzione che “Out of Emptiness” trova il suo bilanciamento: l’idea di un percorso sacro si concretizza attraverso degli oggetti comuni,recuperati dopo essere stati svuotati perché avevano esaurito la loro funzione. Solo grazie alla loro inutilità è possibile guardarli al di là del loro valore d’uso,facendo emergere le loro proprietà materiali: i colori, i disegni, i riflessi, le loro dimensioni. Queste latte si offrono alla mano del visitatore e lo invitano a considerare ciò che quotidianamente è allineato sugli scaffali di un supermercato. Concentrandosi su di

esse, si liberano dalle energie che le costituivano come merce. La forza della loro semplice apparenza invita ad una singolare esperienza estetica, da cui, per contrasto, viene illuminato il ruolo determinante del movimento: solo attraverso un coinvolgimento diretto lo spettatore è invitato ad una riflessione sull’armonia che sorregge l’intero percorso, e su quanto il suo corpo sia in grado di far cambiare il valore di ciò in cui è ogni giorno immerso. Tommaso Zanini

Così ho udito: Bidhata K.C, nepala. Sagaramatha nelle gole degli sherpa. Campi inondati da fiori di mandarava sulle cime inaccessibili dell’Everest. Vivi il lato Aum della vita. Così ho udito: Kora. Pellegrinaggio circolare compiuto attorno alla montagna sacra. La meta finale è Samandhi, più bianco non si può. Om Mani Padme Ham, per l’altra parte di te di meglio non c’è. Or discendiamo qua giù nel cieco mondo, e quando l’hai provato non puoi lasciarlo più. Chi vuol esser lieto sia, la vita è dura prendila morbida. Betel, nessuno resiste senza masticarla. Così ho udito: Avalokiteshvara, dieci piani di morbidezza, signore delle sei sillabe – mago della bontà. Come d’autunno si levan le foglie, dense nubi, nessuna pioggia – il movimento continua ancora. Così ho udito: samsara – e caddi come l’uom cui sonno piglia. Possa il beato Amitabha guidarmi. Bodhisattva completo dalla A allo Zinco. Così ho udito: karma – get to the next level. Vacuità della vacuità: Sunyata a misura del tuo domani. Così ho udito – Arhat, inesauribile nella sua intenzione di insegnare che life is now, di doman non c’è certezza. Atman è una mia rappresentazione – il mondo di Brahman. Così ho udito – Mnemosyne avvolta d’un sacrilego azzurro. Un’energia che cresce non si ferma mai – tat tvam asi. Michele Piantoni

A cura di Matteo Efrem Rossi. Installazione out of emptiness di Bidhata K.C. (1978, Lalitpur, Nepal).


Il cerchio si chiude: Blauer Hase ha chiesto a tutti i partecipanti della rassegna Rodeo di fornire una regola da applicare all'evento finale. 1. a) When you are working on the project including for any previews and social events that you wear all your clothes inside out and backwards. Mary Flower - Rodeo#1 Hide & Seek b) Make what you want but NOT TOO CLEAN. Elenoire and Gregoire - Rodeo#1 Hide & Seek c) La mia regola è quella di avvicinarvi a qualcosa o a qualcuno o di svolgere un'attività pratica che non avete mai fatto prima, che avete solo pensato ma di cui vi faceva paura l'idea. Bene fatela e documentatene in qualche modo il risultato. Elisa Strinna - Rodeo#1 Hide & Seek 2. Dovete utilizzare tutti i limiti che vi sono stati proposti ma al contrario, quindi lavorare coi loro opposti. Michela Lupieri, Natasa Vasjilievic - Rodeo#2 Un-limited 3. deve essere esposta una pianta di basilico. Enrico Vezzi e Vittorio Cavallini - Rodeo#3 Conversazioni dal Quarto Paesaggio 4. regola per inaugurazione: dovrete presentarvi a ogni persona che non conoscete - durante tutto il vernissage - con nome e cognome progendo un biglietto da visita così composto: - un lato con nome, cognome, cell, mail e un disegno a mano per ogni biglietto che vi rappresenti comne singole persone e non come collettivo. - dall'altro lato invece un disegno, che secondo ognuno, vi rappresenti come gruppo più l'indirizzo del vostro sito. Alessandra Landi - Rodeo#4 Playlist 5. IL LIMITE SARà DI NON UTILIZZARE PAROLE COMPLESSE PER SPIEGARE CONCETTI SEMPLICI. Chiara Di Stefano - Rodeo#5 Kinema 6. Marinetti's objection to pasta came with alternatives: "If his rejection of pasta was controversial, then his proposals for what to replace it with provoked bafflement. Ingredients were designed to create the most sensual experience possible: they included flowers, exotic fruit, coffee, raw eggs, and cloves. To complement this sensory experience, warmed perfumes were to be sprayed in the dining room, and the diners were given materials of different textures such as velvet and sandpaper to stroke with their left hand. Sweet was combined with savoury to produce startling effects, and bitter and sour tastes were given their place: sardines with pineapple, mortadella with nougat, cooked salami with coffee and cologne. An aphrodisiac cocktail was devised, consisting of pineapple juice, eggs, cocoa, caviar, red peppers, nutmeg, and cloves, no doubt with the intention of stimulating 'dynamism'." Our rule for you is: Eat a new food together every day Bon appetito Abake - Rodeo#6 Portrait of a city - after Sergeant Pepper 7. La regola si basa sul concetto di Assenza e si struttura in una serie di regole complementari. Con l'accettazione di tale regola vi impegnerete a rispettare anche le altre, inscindibili da essa. Le regole sono le seguenti: a. Il gruppo Blauer Hase dovrà riflettere sul concetto di Assenza e produrre quattro opere costruite attorno a questo tema. b. Ciascun membro dei Blauer Hase dovrà lavorare in assenza degli altri membri del gruppo. c. Non saranno consentite comunicazioni di alcun tipo (verbali, telematiche, telefoniche, gestuali, visive... ) tra i membri del gruppo, che dovranno lavorare in ambienti separati e distinti. d. Le quattro opere, ciascuna realizzata da ciascun componente dei Blauer Hase, dovranno essere tassativamente prodotte nell'arco di un unico giorno (24 ore), lo stesso per tutti. durante il quale ogni membro del gruppo dovrà ideare, elaborare e concludere il proprio lavoro senza darne comunicazione di alcun tipo agli altri componenti dei Blauer Hase. e. La mostra finale dovrà raccogliere e presentare le quattro opere realizzate dai singoli membri dei Blauer Hase in assenza degli altri. Ogni lavoro dovrà essere corredato dal nome dell'autore e dalle canoniche indicazioni tecniche (titolo, metodo di produzione, data) Arianna Testino - Rodeo#7 Il gioco del limite 8. ecco la regola #8 (è un po' complicata: ci sono un paio di commi e codicilli ma vi assicuro che è una regola sola!!): Tutti i membri del collettivo Blauer Hase dovranno tenersi per mano (in linea, non in cerchio) dall'inizio alla fine dell'inaugurazione di Rodeo #12 a Viafarini. I membri del collettivo non potranno parlare normalmente: ogni volta che vorranno farlo dovranno invece dire ciò che vogliono dire urlando il più forte possibile. Ogni volta che un membro si dimenticherà di urlare e parlerà normalmente, gli altri 3 strilleranno in coro il più forte possibile finché l'altro non ripeterà urlando ciò che stava dicendo. Ogni volta che un membro lascerà la mano/le mani che sta stringendo, gli altri 3 strilleranno in coro il più forte possibile finché il contatto delle mani non sarà ristabilito. Iacopo Seri - Rodeo#8 Pornologie 9. La regola è: usare per l'opera un mezzo o un supporto scegliendo tra quelli di Rodeo 9. Il dato mezzo o supporto può essere scelto tra gli oggetti stessi di Rodeo 9 oppure altri dello stesso genere. Andrea Morbio e Carlotta Tringali - Rodeo#9 Post Vertigo Virginis 10. Redistribuzione delle personalità/Schizofrenia dell'autore: Per tutto quanto riguarda Blauer Hase e il Rodeo #12: la produzione di lavori artistici, la redazione di testi, l'organizzazione dell'evento, la presenza a questo, l'attitudine, l'abbigliamento, il nome proprio, e tutto quanto possa riguardare il contesto di una personalità autoriale e di una propria definità identità all'interno del gruppo dovrà essere seguita la seguente prescrizione: Riccardo non è più Riccardo ma è Giulia, Giulia non è più Lei, è Mario Mario è Daniele Daniele è Riccardo Di questa prescrizione dovrà essere tenuto conto in modo totalizzante, questo principio di shifting dell'identità dovrà essere applicato a qualsiasi azione ogni singolo soggetto compia nel solo ambito però del rodeo 12. Ogni soggetto dovrà interiorizzare la sua nuova identità, quella dell'altro, o almeno l'idea che di questa egli ha, e condividere la propria con chi dovrà, a sua volta, interiorizzarla. Non ci sono ulteriori prescrizioni ma nemmeno possibilità di flessibilità. Il principio assoluto è questo. Sottobosco - Rodeo#10 Sottobosco c/o Blauer Hase 11. Non portete comunicare tutti assieme, ma al massimo uno con l'altro come in un telefono senza fili, durante tutto lo sviluppo del progetto. Matteo Efrem Rossi - Rodeo#11 22,66 mt S.L.M.


RODEO#12 Viafarini, Milano Gennaio 2010

Il linguaggio delle formule valide della logica del primo ordine non è decidibile, bensì semidecidibile, questo implica che esiste un algoritmo in grado di valutare la validità di una formula. Nel caso in cui la formula sia valida l’algoritmo è in grado di terminare restituendo come prova la dimostrazione della sua validità. In caso contrario, se la formula non è valida, l’algoritmo non è in grado di accorgersene e continua a eseguire calcoli senza mai fornire una risposta: si dice che diverge.


BLAUER HASE Da Flash Art, luglio 2008.

Blauer Hase è un collettivo artistico che nasce nel 2007, dalla comune volontà di operare attivamente nel particolare contesto della città di Venezia, proponendo forme sperimentali di produzione e di fruizione. L’idea di trascendere parzialmente le singole individualità e di lavorare come gruppo nasce dall’assoluta importanza che Blauer Hase dà alla discussione e alla collaborazione. In questa ottica, l’intero processo produttivo di un’occasione espositiva viene inteso come oggetto artistico, cercando di unire in un’unica entità progettuale: curatela, produzione, critica, promozione e design. Perciò la singola opera assume la sua rilevanza completa solamente all’interno del concept espositivo, e del contesto fisico e logistico dell’evento. Primo frutto di tale sperimentazione è stata Hic sunt Leones (dicembre 2007), una serie di interventi artistici nell’antico palazzo veneziano Ca’ Corniani degli Algarotti. Blauer Hase comprende Mario Ciaramitaro, Riccardo Giacconi, Giulia Marzin, Daniele Zoico.

www.blauerhase.com blauer.hase@yahoo.it


CURRICULUM VITAE MOSTRE PERSONALI Hic sunt leones, Palazzo Cà Corniani degli Algarotti – Venezia, a cura di Blauer Hase, dicembre 2007; Furniture Music, Installazione ambientale in abitazione privata: Fondamenta Priuli dei Cavalletti, Cannaregio 96/F – Venezia, a cura di Blauer Hase, maggio 2009: pubblicazione del libro Furniture Music, libro di interviste e saggi di artisti, curatori, storici, critici. Con la partecipazione di Hans Ulrich Obrist, Jan Hoet, Raqs Media Collective, Gillo Dorfles, Stefano Boeri, Eva Marisaldi, Daniela Zangrando, Francesca Cappelletti, Cornelia Lauf, Sam Thorne, Martino Gamper, Giulio Cappellini, Massimo De Nardo, Nicola Bernardini, Felix Vogel, Solène Bertrand; Furniture Music (Locked room mystery), Fondazione March – Padova, a cura di Blauer Hase, ottobre 2009.

MOSTRE COLLETTIVE Disagi. Immagini dal Manicomio di S. Servolo, Galleria Bevilacqua La Masa – Venezia, a cura di Barbara Accordi, Stefano Coletto, Mara Ambrožic, marzo/aprile 2009; Open Studios/Atelier Aperti, Palazzo Carminati, Fondazione Bevilacqua La Masa – Venezia, a cura di Stefano Coletto, Mara Ambrožic, giugno 2009; Labyrinth 09 – Writings and Observations, Botkyrka Konsthall, Tumba (Svezia), a cura di Pia Sandström e Johanna Sandell, novembre 2009 – marzo 2010; Post Virginem Vertiginis all’interno di Instructions, Rules and Games Galleria MOdenArte – Venezia, a cura di Blauer Hase, Andrea Morbio, Carlotta Tringali, dicembre 2009. Rodeo In residenza per il 2009 nell’atelier7 della Bevilacqua La Masa, presso Palazzo Carminati - Venezia, con il progetto Rodeo: una rassegna di eventi, con la cadenza di una mostra al mese per un anno, per un totale di dodici eventi, che porterà al limite alcune peculiarità dell’occasione espositiva. Opera 2009, a cura di Mara Ambrozic e Stefano Coletto, gennaio/febbraio 2010, Viafarini DOCVA, Fabbrica del vapore, Milano.

VARIE Partecipazione a “Publish & Be Damned” Book Fair 2009 con il libro Furniture Music, Oxford House, Londra, settembre 2009. Presentazione delle pubblicazioni Furniture Music, Rodeo e Paesaggio al festival dell'arte Contemporanea di Faenza, maggio 2010.


Šgli autori 2010 design: Giulia Marzin font: Relay


Rodeo  

Per il periodo di permanenza negli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nel 2009, Blauer Hase ha presentato la rassegna Ro...