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FREE PRESS METROPOLITANA DI BRESCIA

anno 1 numero 1

L’EMOZIONE DEL VIAGGIO AI TEMPI del design sostenibile. Impariamo a conoscere una città che cambia per tutti.

I.P.


sommario

03 |L’Editoriale di L. Zanirato 03 |Metrobuzz di L. Simeoni 04 |Underground di M. Varone 05 |Upperpeople Racconti dalla rete 06 |About Special Guest 08 |Niu Life Gli 8 nutrimenti 10 |Green me Eco design 11 |Brescia città dinamica di A. Paroli

12 |Metro plan 14 |Getting better Lucio Battisti e la metropolitana 15 |Getting better Un regalo per tutti i bresciani 16 |Insideout Too Icon 17 |Insideout Educational 18 |3x3 Art, Food & Music 20 |Tendencity Educare al cambiamento 22 |Tendencity Cosa c’è nell’armadio

CENTRALE MICROFILTR I D ATO TE T A SCEGLI UNO L

Comune di Brescia

DI QUESTI TRE NON TE NE PENTIRAI, NEMMENO TRA 20 GIORNI

NUMERO 1

Iscrizione presso il Tribunale di Brescia n.6 del 16 Febbraio 2012

www.niumagazine.it redazione@niumagazine.it Direttore responsabile Loris Zanirato Referente editoriale Annamaria Cristofolini Carughi Direzione creativa Borgo Creativo

*dalla data di produzione.

Redazione Borgo Creativo / Silvia Bovoloni Art direction Borgo Creativo Collaboratori Raineri design / Cassani / EdWorks / Simeoni

DURA BEN 20 GIORNI CONSERVATO IN FRIGORIFERO*

È TUTTO BRESCIANO CON TRACCIABILITÀ CERTIFICATA

GRAZIE ALLA PASTORIZZAZIONE PRESERVA NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE LE PROTEINE, I MINERALI E LE VITAMINE

SI FA IN TRE PER TE! puoi scegliere tra Intero, Parzialmente Scremato o Alta Digeribilità con solo lo 0,1% di lattosio

Hanno collaborato a questo numero Irene Bonomi / Giorgio Costa / Corrado Docente / Alessandra Giappi / Sereno Innocenti / Alberta Marniga / Gianfranco Melegari /Michèle Pezzagno / Fabio Rolfi / Riccardo Romagnoli / Marialuisa Rovetta / Mimmo Varone/ Andrea Vecera / Sara Zugni Editore Brescia Mobilità Piazza S. Padre Pio da Pietrelcina 1 25123 Brescia, Italy Vuoi inviarci i tuoi racconti, suggerirci nuove idee, riportarci le tue impressioni? Scrivici a posta@niumagazine.it

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L’ editoriale

di Loris Zanirato

Veronica Gambara, ma anche le sorelle Agazzi, Rosa e Carolina. Poesia, “affari di stato“ ed educazione pedagogica. Brescia, così, declinata al femminile. Di più: Brescia città “femmina“, che stringe presso a sé, materna, i propri figli. Come la Leonessa - involontaria metafora - che incoraggia i cuccioli a coltivare affettuosità e altruismo e nel contempo li protegge anche dalle istintive inclinazioni del Re della Foresta. Papà rispettato, temuto e tenuto a debita distanza. Brescia, ibrido simbolico tra il mondo felino ed Ercole mitologico (il fondatore della città), nella cui condizione eroica contempla anche l’educazione. Metropolitana: città, misura, azione. Anch’essa da declinare al femminile. Anch’essa figura “materna“ che accoglie i propri figli “in movimento“ attraverso le molteplici “entrate“ (ergo consequitur: “uscite“; e quindi, ancora: “femmina come l’entrata, femmina come l’uscita...“ citazione per fans rockettari italici che guardano a Correggio). Li accoglie e li trasporta con delicatezza e rapidità, limitando il più possibile sferragliamenti (è pur sempre un treno su rotaia) e vibrazioni. Queste considerazioni, vagamente auliche, ci vengono da un paio di eventi opportunamente promossi e condotti con perizia nelle scorse settimane, sotto l’egida comunale. Il primo: il “viaggetto“ ufficiale a bordo treno, riservato a media ed autorità, per verificarne caratteristiche e peculiarità. Cosa straordinaria e riportata: conduzione leggera e sicura, neanche fosse per mano. Temperatura interna, in verità, sensibilmente superiore alla norma; forse l’emozione, forse l’impianto di condizionamento da calibrare... Facezie. Vuoi mettere la suggestione del paesaggio ammirato all’incedere della metro? Vuoi mettere lo stupore nell’incrociare un treno sopraggiungere dalla direzione opposta o la curiosità nell’assistere allo “schiudersi“ in sincrono delle porte del veicolo e di quelle di banchina? E le luci, i suoni, i colori? Tutto automatico, ovviamente. Anzi, “leggero“ ed “automatico“. Secondo evento: la visita di oltre un migliaio di alunni delle scuole elementari, che hanno potuto lasciarsi “contagiare“ ed “entusiasmare“ dalla meraviglia architettonica e tecnologica della metro. A bocca aperta, d’innanzi ai volumi e agli spazi delle stazioni sotterranee inondate di luce e penombre. Sempre il Liga(bue) reggiano (sempre Rock tra lambrusco e popcorn) canterebbe: Il giorno dei giorni...attimi e secoli, lacrime e brividi...educando al futuro in una vita, terra, città, metropolitana vigorosamente “femmine“... rivolgendosi a bambine e bambini di oggi, donne e uomini di domani, “senza più limiti“.

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L’EMOZIONE DEL CAMBIAMENTO

Mimmo Varone Mimmo Varone, professore di storia ed italiano per quarant’anni, collabora con il BresciaOggi dagli anni ‘90 come una delle firme di punta. La sua attività giornalistica si è espressa sia nella carta stampata che nell’emittenza televisiva. Settori di competenza, prima di passare alla cronaca, le rubriche dedicate a cinema e cultura.

Stylaz

IL PRIMO VIAGGIO DELLA METROPOLITANA

Eppure va. Ora lo sappiamo in tanti. Il 3 maggio scorso alcune centinaia di persone hanno messo il primo piede su uno dei treni della metropolitana leggera automatica di Brescia per un viaggio in anteprima dal Deposito di Buffalora alla stazione Poliambulanza e ritorno. C’era pure il sottoscritto, e nelle facce di tutti (anche nella sua se avesse potuto guardarsi allo specchio) era stampato un intero campionario di emozioni. Le stesse che dal primo gennaio prossimo proveranno i bresciani quando abborderanno il loro nuovo, avveniristico ed ecologico mezzo di trasporto. Erano pure dei piccoli San Tommaso, quei primi viaggiatori. Dopo anni di attesa provare per credere non è così disdicevole. Tutti hanno provato, tutti hanno creduto. Brescia mastica di metropolitana esattamente da un quarto di secolo, da quel gennaio 1987 in cui la Giunta Padula mise la firma sotto il primo progetto. Altre carte, montagne di carte sono venute dopo, insieme a dibattiti, referendum e quant’altro. Otto anni fa sono arrivati i cantieri. Le speranze e i malumori non potevano che crescere al pensiero di una enorme “talpa” che rosicchiava il terreno sotto i palazzi, agli spostamenti di enormi masse di terreno, ai lavori che si appropriavano via via di nodi vitali della città. Nasceva l’orgoglio di una città che anticipa il futuro, montava la costernazione per un decennio di disagi. E’ partita 25 anni fa la grande lezione di educazione al cambiamento. E ora offre gli argomenti più stringenti. Le grandi cose non si fanno mai da un giorno all’altro, ed è un

bene. Permettono di imparare dal bello e dal buono, ma pure dal cattivo che sempre si mescola. Ormai la strada è in discesa. Il 31 dicembre è vicino. Nei sei mesi che mancano ci saranno ancora cantieri per sistemare le aree intorno alle stazioni, ma il “cuore” del sistema funziona e deve solo essere affinato nei dettagli. Soprattutto bisogna che i bresciani imparino a conoscere e apprezzare un mezzo di trasporto che proietta in un colpo solo la città nel futuro. Sembra averlo capito anche la Loggia, che mobilita le scuole per “educare” alla metropolitana i cittadini di domani. Prima del taglio del nastro ufficiale anche le giovani generazioni vivranno la loro anteprima sui treni. E forse capiranno che, nonostante il decennio di polemiche e pur con i disagi dei grandi, ne è valsa la pena. Anche il teleriscaldamento, ai suoi tempi, ha ridotto la città un colabrodo, ma oggi è un fiore all’occhiello di Brescia e nessuno si sognerebbe di tornare indietro. Di certo la metropolitana ha ancora una grande scommessa da vincere e se la giocherà a partire dal primo gennaio, quando i bresciani saliranno sui treni per andare da una parte all’altra della città. Dovrà mostrarsi indispensabile e conveniente, tanto da rendere pressochè automatico il suo stesso sviluppo nel futuro prossimo. Ma ha tutte le carte in regola per farlo. Tra sei mesi regalerà l’emozione di viaggiare guidati da un cervellone elettronico che pensa a tutto. Apre e chiude le porte dei treni e delle banchine alle varie stazioni con micrometrica precisione, regola la velocità rispettando i limiti

fissati, intensifica o dilata i passaggi dei convogli a seconda delle necessità, interviene in caso di guasto, blocca tutto il sistema anche se si verifica una sola anomalia lungo la linea. Insomma, garantisce livelli di efficienza e sicurezza da lasciare a bocca aperta. Non ci vorrà molto per imparare ad amare un mezzo di trasporto così avveniristico. I treni del sistema Ansaldo sono ampi e spaziosi, con carrozze intercomunicanti che permettono di passare da un’estremità all’altra senza il barcollare da ubriachi. Grazie alle ruote e alle rotaie Lucchini hanno una silenziosità di marcia fuori dal comune. Sono in pratica esenti da vibrazioni e dove possono raggiungono una velocità di 80 chilometri orari. A starci dentro quando si muovono si capisce che portarsi dietro la bici sarà l’ultimo dei problemi. E stavolta si parla per esperienza, non per sentito dire. Il “Demonstration day” del 3 maggio ha tolto argomenti anche ai più scettici. Qualcosa, va da sé, è ancora da affinare, ed è inevitabile che sia così. Con ogni probabilità qualche imprevisto insorgerà persino dopo il 31 dicembre. Un meccanismo tanto complesso e all’avanguardia avrà bisogno del necessario rodaggio. Così è capitato in altre città, a Torino con il sistema Siemens, così a Copenaghen con l’AnsaldoBreda che replica a Brescia con tutte le innovazioni che la tecnologia avanzata è capace di sviluppare in quasi dieci anni. E tuttavia, anche di fronte a qualche defaillance, nessuno potrà parlare di flop. La metropolitana di Brescia va, e nel modo del tutto automatico che il suo nome promette.

underground Chidicecosa

In vista dell’entrata in funzione della metropolitana, l’Amministrazione comunale ha predisposto un piano ambizioso, che punta a integrare questo nuovo mezzo di trasporto con una mobilità realmente sostenibile. Abbiamo pedonalizzato le principali vie e piazze cittadine (piazza Paolo VI, piazza Loggia e corso Mameli), stiamo realizzando il progetto City logistic, che ridurrà drasticamente il trasporto su gomma in centro storico e abbiamo inoltre approvato un Piano di mobilità ciclabile, valorizzando al contempo Bici Mia, il servizio di bike sharing leader a livello nazionale. Brescia sta diventando una città a misura d’uomo, con mezzi di trasporto sostenibili. Questo contribuisce a migliorare la qualità della vita di tutti e a rilanciare la nostra città a livello turistico e commerciale. Il vicesindaco di Brescia

Fabio Rolfi

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Dal blog http://storiainmetropolitana17.blogspot.it Anna

Giochi di sguardi L’aMORE AI TEMPI DEL METRò

upperpeople em E la tua? Id ngiato? Un panino . a Cos’hai m tti e cotoletta. uona serata b e o ia r c e , p lo libro Tu? Agno ima fermata è la mia rdo dal mio a u g s . 7 lo 1 o lz Ore Ok la pross. on a n ia z n a io m Per scara ale. Anche a te o l’uscita. E no rimasta rs o e s v i i c il e b a o s ll m scale vedere se siamo raccontati nu giungere leel metropolitano. nel e mi g a i o ra c id o n c d o e e n d v ri i Ie Lo tunn un tun ente m nuo nel mionto. Sono entrata in te e finalm ti a n o rm male. c fe i d paio zo a he se Aspetto unta dei passeggeri. di vecchine, un ragaz E’ questo cn uscire mai. per dare un le ro a p e u n i o d babil fare la co estra, conto un paio impiegati. pare di n bbero due parole, nostri impro del ti e a e d s ll e rr e a u ll o d te v q ia i ro io a g c i iz i la m In M ri. ente come uffie enorm esta storia, n con delle c ia testa orizzontalm svolta a qu no affascinanti e sicuntasia. O almeno no m o fa s Scrollo la e alla fine Lui. dialoghi rendere reale una e e u s dere d u o o n m o s io , m Non voglio re io a farlo. he deve cre olori o! c c v o o e s p s m a o o s d u e l’ s d lo s , a ma, è Sorrido almente gli vedo voglio e onna, insom . d o n c a fi ti n a u ra e m o s n re ro ta o e. p c S S mo passo. nte capirei l’interess a che è lì a este mono oi ancora nero. Sem i mai la ri v p e il h c i re s fa e i s e m d i. senza darm hè finalm poi blu e p ero una co Blu, nero e to nei suoi giubbetti, e di una camicia, la Anche perc anche che, se desid agari lo pensa pure lu h o a s m g n n ri o e ere le abbott Però pe posso prenderla e e Verde. di intraved possibilità n maglione. Arancion colore. due metri, etri ci sono io. re i u p d i e d trama Ma a due mtasticare. idi, ma semcio con un maglion i jeans c a i n to in , n Si certo simil Lacoste ara Meglio fan mancabil im li g n o c a i n e ruda: Porta u osta inglese verd frase di Ne e la primavera fa con a n u n c o c a llo ch sione. cotone Chiudo con te que sua espresro e sbadiglia re la fa e i e m rr o c o , v navy. li “ il suo lib autunna tuali. Sono colorinco, stasera non apre ciliegi”. . Siate pun 7 1 re o o ta i n s n a a re ella m Mi pa A dom zione. dal polso d in continuarante uno sbadiglio, scintillio dorato. elli ? Proprio dualla bocca, noto uno mune e datata. Di qu opolitana zine.it r t e m o c a ia r a rt o o aga a st . a tram che p www.nium ntarci la tu letto di un . importanti Un braccia lano nelle occasioni ardi rari e di sfuggita Vuoi racco pubblicheremo su che ti rega arlati poco oggi. Sgu Scrivici! La p o m Ci sia ene. on molto b N ? ta a rn io data la g Come è an 5


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ABOUT

IMMAGINARE IL FUTURO

Educare alle virtù del XXI secolo http://www.feltrinellieditore.it/ In “Verità, bellezza, bontà” (Feltrinelli, pagg. 204), Howard Gardner, psicologo Americano, esplora il significato di queste tre virtù e invita il lettore ad immaginare il futuro per preparare i giovani ad affrontarlo. L’autore suggerisce come (forse) sarà possibile arrivare a principi condivisi, che evitino i conflitti e gli stridori in una sempre crescente interconnessione tra le culture. Howard Gardner, specializzato in psicologia dell’età evolutiva e in neuropsicologia, oltre ad avere elaborato la teoria delle intelligenze multiple, si è occupato dello sviluppo delle capacità artistiche nei bambini e dell’ideazione di strumenti per migliorare l’apprendimento e la creatività.

fioravanti il design,

valore fondamentale della Metropolitana che verrà, raccontato da un giovane talento italiano: Odoardo Fioravanti Abbiamo intervistato Odoardo Fioravanti, designer affermato, Compasso d’oro nel 2011, formatosi presso il Politecnico di Milano, che dal 1998 spazia dall’industrial design, al furniture, per passare tra exhibit, graphic e surface design. Ha collaborato con grandi aziende come Coop, Coin, Opos, Gardesa, Outlook Design Italia, Andreoli, Desalto, Krios Italia, Strativari, Victorinox, Guzzini, Pedrali e San Pellegrino. Il suo eloquio brillante ha conquistato le più importanti riviste del settore, per cui svolge attività di pubblicista. Professionista dalla personalità coinvolgente e appassionante, ha ispirato gli studenti di importanti università italiane, come IUAV, Politecnico di Milano, Scuola Politecnica di Design, in occasione di open lectures. A lui abbiamo rivolto alcune domande per comprendere meglio il ruolo del design alla luce dei cambiamenti che stanno trasformando la società. Nei suoi progetti l’attenzione alla materia è fondamentale. Questo approccio alla progettazione è stato premiato con il “Compasso d’oro” per la sedia Frida, disegnata per Pedrali. Cos’è cambiato dopo questo importante riconoscimento? Qualcosa è cambiato indubbiamente. Molte persone che non conoscevano il mio lavoro hanno avuto modo di scoprirlo e questo ha sortito un certo effetto comunicativo. Per me ha significato tanto, una specie di investitura di responsabilità e un desiderio rinnovato di fare dei bei progetti. Dove trova l’ispirazione per i suoi progetti? Non credo tanto nell’ispirazione, quanto piuttosto nelle tecniche dell’ideazione. Un designer non viene colto da un’idea come da un fulmine a ciel sereno, ma di solito compie dei passi verso l’ideazione, si predispone come un’antenna a ricevere gli stimoli che possono istradarlo ad avere un’idea. Insomma mi piace predispormi ad avere le idee e lo faccio guardandomi intorno in modo “onnivoro” ed eterodosso. Non ho preferenze, si tratta di stimoli che arrivano dalla rete, da un libro e molto spesso dalla natura e dalla storia degli oggetti che 6

compongono la mia realtà materiale. Il tema dell’ecosostenibilità è attualmente molto sentito. In ogni settore il mercato si sta muovendo in questa direzione, introducendo proposte sempre più green. Di che colore è il suo design? Ho un pensiero estremo su questi temi e so che può essere poco condivisibile. I designer che rispettano la sostenibilità secondo me sembrano destinati a tribolare e a rimanere dei fari nella notte. Le imprese e le normative che regolamentano la produzione sono molto più potenti del pensiero dei designer. Facciamo un esempio: per anni tutti i designer hanno cercato di utilizzare fonti di luce a risparmio energetico disegnando prodotti di questo tipo, ma questo atteggiamento non è mai diventato mainstream a livello di mercato. Di recente è invece bastata una legge dell’Unione Europea che ha vietato le lampadine a incandescenza e il sogno di tanti designer è diventato realtà. Penso che i designer possano al limite cercare di non farla troppo sporca, di fare tutto quello che è nelle loro possibilità per ridurre l’impatto del loro lavoro, ma comunque si tratta di marginalità. La grossa parte dei danni la fanno l’impostazione del sistema industriale, della distribuzione e del consumo. Noi potremo indicare lune bellissime nel cielo delle idee, ma nel mondo della produzione la maggior parte delle persone continuerà a guardare il dito. Cosa è per lei la ricerca della bellezza? Che ruolo svolge nel processo creativo? Per me la bellezza è il messaggio che più mi interessa comunicare. Credo che sia una proprietà delle cose e delle persone che le attraversa, non fermandosi alla loro superficie. “La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miskin nell’Idiota di Dostoevskij, cosa ne pensa? Penso che oggi si sia risolto il rapporto con la bellezza liquidandola come aspetto capace di informare solo superficialmente l’agire umano, distraendolo anzi dall’etica. Come qualcosa capace di distogliere la nostra attenzione dei sensi e del pensiero. Penso invece che la bel-

BELLA SCOPERTA

La tecnologia dell’educazione www.google.it/worldwonders World Wonders è il nuovo progetto Google, realizzato in collaborazione con l’Unesco, il World Monument Fund e l’agenzia fotografica Getty Images, e finalizzato alla creazione di un contenitore virtuale del patrimonio artistico-culturale del mondo. Wonders Project, sezione del sito da cui gli insegnanti possono scaricare kit con guide, manuali e documenti di approfondimento, suggerisce la volontà di Google di inserirsi nel business delle “Ed Tech” (tecnologia dell’educazione). Con questo nuovo progetto i creatori di World Wonders intendono stimolare l’interesse delle nuove generazioni. VIVERE ECO

L’Ecosostenibilità a portata di app Green Drops e Go Green sono solo alcune delle app che segnalano gli sprechi energetici e l’inquinamento prodotto dalle nostre azioni quotidiane. Le Eco app rappresentano un valido aiuto per rendere più sostenibile il nostro stile di vita. Il Dizionario dei rifiuti, grazie alla geolocalizzazione degli utenti, permette di effettuare una corretta raccolta secondo le regole previste in ciascun Comune. E per i più piccoli? Il Comune di Torino ha pensato a MiRifiuto, una collezione di giochi sviluppati per insegnare a ridurre i rifiuti e a risparmiare riutilizzandoli.


lezza possa informare l’agire umano. Pare un ragionamento non più così ovvio. L’estetica e la cosmetica sono diventati sinonimi nella mente della maggior parte delle persone. La salvezza del mondo che Dostoevskij nell’Idiota mette in bocca al principe Miskin, nelle traduzioni italiane suona così: “La bellezza salverà il mondo”. In russo invece la frase è, “Mir spasët krasotà”, che è una anastrofe e inverte oggetto e soggetto cioè: “Il mondo salverà la bellezza”. Voglio aggiungerci un punto interrogativo: Il mondo salverà la bellezza? Siete pronti a salvare la bellezza? E il design che ruolo svolge rispetto ai cambiamenti che stanno investendo la società? Il design secondo me può riportare le merci a un’onestà di fondo. C’è un crescente bisogno di semplicità e un ritorno verso prodotti che durino più a lungo, capaci di adattarsi ad ambienti diversi senza urlare la propria identità. Credo che in questo il design possa indicare delle direzioni per un ritorno a una vita fatta di emozioni vere, esigenze reali, persone che hanno vite semplici ma piene di emozioni, affetti, avvenimenti. Come vede il futuro del design? Il design sta diventando qualcosa di più complesso, si sta trasformando e avvicinando al mondo del marketing, per esempio. In questo scenario di cambiamento per i designer è necessario lo spirito di adattamento e l’attitudine a cambiare il loro modo di rapportarsi al sistema che li circonda. Il futuro riserva sorprese ed è bello sapere di poterne essere spettatori e interpreti contemporaneamente. Lei, pur essendo molto giovane è un designer già affermato, ha ricevuto riconoscimenti importanti ed è un punto di riferimento per i ragazzi che studiano design. Quali consigli si sente di dare ai designer di domani? Mi sento di dirgli di farlo solo se hanno una passione che brucia come un fuoco. Devono metterci una volontà di ferro e darsi da fare perché è un ambiente difficile e fortemente competitivo. Fare tanti progetti, tanti prototipi, partecipare a tutti i concorsi che ci sono in giro. E rompere le scatole per essere ascoltati, fare di tutto per riuscire a comunicare i loro progetti in modo chiaro alle persone che possono dargli lavoro. Il resto è fortuna, quindi: in bocca al lupo!

Sara Zugni e Irene Bonomi Paolo Spinazzè

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niul BENESSERE E LIFESTYLE

Gli 8 nutrimenti

per il benessere psico-fisico e spirituale IMPARIAMO A CONOSCERE L’ENERGIA CHE NUTRE MENTE E CORPO

Che il benessere passi attraverso la qualità del nostro nutrimento è ormai da tempo oggetto di riflessione. Ma l’indagine si è focalizzata soprattutto su un nutrimento: quello proveniente dal cibo e quindi dall’alimentazione. Diremmo che si è rimasti alla punta dell’iceberg dei nutrimenti. In realtà, ogni essere umano riceve tre categorie di nutrimento: il cibo, l’aria e le impressioni. Da tutti gli stimoli esterni, sia che prendano la forma di suono, di visione, di odore, noi riceviamo una certa quantità di energia, un certo numero di vibrazioni. Questa energia dall’esterno penetra nell’organismo e lo “nutre” nel senso pieno della parola. Le impressioni possono essere anche interne, cioè create dentro all’essere umano e nutrirlo delle loro qualità.

Esistono otto specie di nutrimento, le cui qualità possono accelerare o ritardare il nostro pieno sviluppo interiore e creare i presupposti per il nostro benessere psico-fisico-spirituale. Il primo nutrimento ha a che fare con il mantenimento di un buon equilibrio basico/acido nelle cellule. E’ noto che il nucleo delle cellule ha un ambiente acido e che il citoplasma, al contrario ce l’ha basico. Proprio questa differenza di “potenziale” assicura la vita e la salute della cellula. Quando la nostra alimentazione e il nostro stile di vita creano acidità nel nostro organismo, questa, attraverso i processi di osmosi, penetra all’interno del citoplasma delle cellule rendendolo a sua volta acido. In questo modo la differenza di potenziale tra nucleo e citoplasma viene a mancare, nella cellula non scorre più la corretta energia e si “ammala”. Ci sono cibi che acidificano l’organismo ed altri no. E’ inoltre importante preferire un’alimentazione che non produca muco intestinale. I cibi più diffusi in grado di accumulare il muco sono quelli con la farina bianca, la carne ed i formaggi, mentre I cibi in grado di sciogliere il muco sono, ad esempio, gli agrumi.

Bibliografia Rinaldo Lampis – L’uso cosciente delle energie - Amrita Omraam Mikhael Aivanhov – Potenze del pensiero - Prosveta Amadeus Volbden – I prodigi del pensiero positivo - Mediteranee Sogyal Rinpoche – Meditazione: cos’è e come praticarla - Amrita www.viveremeglio.org

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Il secondo nutrimento per l’essere umano è l’aria. La qualità dell’aria che respiriamo è di grande importanza per il nostro benessere, così pure il nostro modo di respirare. Accade ad esempio che le persone inspirino più profondamente di quanto espirino l’aria, non consentendole un completo ricambio nei polmoni e lasciandola a volte ristagnare per un certo periodo di tempo. Il respiro inoltre andrebbe portato fino in pancia, con la cosiddetta respi-

razione diaframmatica, che consente un maggiore rilassamento con conseguente benessere personale. La prima cosa che avviene in stati di stress e forte emozione è infatti quella di avere una respirazione corta e nella parte alta dei polmoni. I bambini molto piccoli e gli animali svolgono naturalmente la respirazione diaframmatica, osservabile dal continuo sollevarsi e abbassarsi della pancia. L’aria che inspiriamo è quindi un prezioso nutrimento, e oggi l’inquinamento ambientale ne sta minando la qualità.

La terza famiglia di nutrimenti è la più ampia e ricca di manifestazioni: le impressioni. Per comprendere cosa siano le impressioni facciamo l’esempio della macchina fotografica. Noi possiamo ammirare delle fotografie perché, introducendo una pellicola fotosensibile all’interno della macchina, un’impressione di luce che penetra attraverso il diaframma “impressiona” appunto tale pellicola, restituendoci l’immagine della fotografia così “catturata”. La luce diviene fotografia. Per l’essere umano avviene nello stesso modo. La pellicola è la nostra coscienza, la macchina fotografica è il nostro corpo, il diaframma sono i nostri cinque sensi (dodici secondo l’Antroposofia fondata da Rudolf Steiner). Quindi la nostra coscienza viene impressionata sia attraverso i sensi, sia da ciò che produciamo al nostro interno: VISTA: immagini viste realmente attraverso gli occhi e immagini visualizzate con la “vista interna” UDITO: suoni uditi attraverso le orecchie, l’ascolto del mondo, dell’”altro”, e di noi stessi ODORATO: particelle di energia sotto forma di odori percepiti attraverso il naso TATTO: sensazioni tattili e contatto col mondo, con l’altro e con se stessi GUSTO: percezione dei sapori e dei gusti dell’esperienza EMOZIONI: tutto ciò che attiene alla sfera del sentimento ci impressiona PENSIERI: tutto ciò che attiene alla sfera mentale è in grado di lasciare forti impressioni. Il terzo nutrimento risiede in ciò che vediamo. Per renderci conto della potenza dell’immagine dobbiamo sapere che l’occhio fa parte integrante del cervello. Dobbiamo quindi prestare particolare attenzione alla qualità delle immagini alle quali ci esponiamo. Ad esempio, la visione del telegiornale durante la cena è deleteria per lo stesso cibo e le sue qualità nutritive (tutti sappiamo quali immagini penetrano dentro di noi durante un telegiornale). Oggi il senso di gran lunga più stimolato è proprio quello della vista. L’immagine, con la sua forza dirompente ci ha completamente travolto; prova ne è la totale supremazia del canale televisivo su tutti gli altri canali comunicativi. E proprio gli effetti della TV, ad esempio, possono essere


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molto pericolosi soprattutto per il mondo dell’infanzia, così poco protetto e totalmente permeabile. Di che tipo di immagini ci nutriamo? Cosa lasciamo entrare attraverso i nostri occhi? Sono domande importanti per il nostro benessere. Il quarto nutrimento: ciò che sento, il suono e l’ascolto. Nell’essere umano i sistemi deputati a captare le vibrazioni appartengono agli organi di senso. Nel caso del suono il senso è l’udito e basta osservare la conformazione dell’orecchio per comprendere come la natura abbia voluto celare in esso un mistero profondo. Esso è costituito da tre sezioni: l’orecchio esterno, medio e interno. La parte esterna ha lo scopo di accogliere i suoni, quella mediana di tradurli e quella interna di decodificarli ed elaborarli prima di inviarne i relativi impulsi al cervello, quindi potremmo dire con un gioco verbale: “udire”, “sentire” e “ascoltare”. Attraverso il senso dell’udito penetriamo nel mondo delle qualità: nel medioevo si facevano cadere le monete per terra per cogliere, nella differenza del suono, se fossero di oro puro o ci fosse del rame dentro, e così si valuta anche la qualità di un bicchiere di cristallo ascoltandone il suono quando lo facciamo tintinnare. C’è una forte attività interiore nell’ascolto per estrarre le qualità di ciò che ascoltiamo, da questo punto di vista possiamo dire che sia quindi un’attività dispendiosa. Udire, sentire e ascoltare non sono affatto sinonimi. Udire ha a che fare con la parte fisica del fenomeno, sentire è più in linea con la rappresentazione, mentre ascoltare è più un processo attivo di elaborazione che ci fa entrare in “comunione” con ciò che abbiamo ascoltato. Naturalmente ciò non ha nulla a che vedere col fatto di essere necessariamente d’accordo con ciò che abbiamo ascoltato. C’è differenza nella qualità di nutrimento di ciò che si ascolta, fosse ad esempio un pettegolezzo o l’articolarsi di un’idea creativa. Il quinto nutrimento è la parola: un tipo di energia ancora più potente del pensiero, perché è pensiero con in più l’energia del suono; è importante quindi prestare attenzione non solo ai pensieri che provengono dal nostro modo di pensare, ma anche al nostro modo di esprimerci (eliminando quelle parole e frasi fatte che usiamo automaticamente durante la giornata) che fa sì che emaniamo un’energia debole, imprecisa o dannosa al nostro benessere mentale. Ciò che abbiamo dalla vita dipende da come ci esprimiamo e da cosa diciamo: la stessa energia che emaniamo ci ritorna. Ogni giorno usiamo dei “clichés” per esprimere il nostro stato d’animo; essi provengono dal subconscio e sono ascoltati dal subconscio, che reagisce emanando il tipo di energia necessario ad esaudire le nostre affermazioni. Ascoltiamo dunque le parole e le frasi che usiamo nei messaggi che inviamo a noi stessi e agli altri, notando

A scuola con gusto.

Come e perché guidare i bambini verso una sana alimentazione fin dai primi anni di scuola. La proposta dei laboratori di educazione alimentare si inserisce nel piano dell’offerta formativa come importante contributo all’educazione alla salute e alla sostenibilità ambientale. Esperienza sensoriale per eccellenza, il laboratorio del gusto si può proporre a partire dalla scuola dell’infanzia. Gli obiettivi sono innanzitutto quelli di trasmettere il piacere del cibo e della convivialità ai bambini e di far superare loro la paura di assaggiare cibi nuovi. I gusti e le preferenze alimentari si delineano infatti durante l’infanzia e si apprendono attraverso l’esperienza personale con gli alimenti e l’influenza delle persone con le quali si condivide il consumo di cibo. Raramente capita che un bambino si tiri indietro quando si tratta di osservare, manipolare, misurare, preparare e poi degustare, tutti insieme, frutta e verdura in forma di gioco stimolante e gratificante. Con l’aiuto di schede adattate all’età, gli alunni hanno anche la possibilità di esprimere la propria opinione senza remore in una “gara del frutto preferito”. Sicuramente restano sorpresi gli insegnanti, e ancor più i genitori, quando i figli chiedono una mela Granny Smith per la merenda. Eh sì, perché spesso i bambini imparano a riconoscere la varietà preferita e non sempre questa sarà la più dolce. Al contrario a volte è proprio ciò che genera stupore, quindi la più aspra delle mele, o la più strana delle verdure, a conquistare la loro preferenza. Ma anche la risposta alla seconda domanda, ovvero sul perché dell’educazione alimentare, può serbare qualche felice sorpresa. Non tutti sanno infatti che i vantaggi di una sana alimentazione, che prevede, secondo quanto confermato dalla comunità scientifica internazionale, un maggior consumo di frutta e verdura, coincidono con un minor impatto ambientale. La variabile più importante della sostenibilità alimentare è infatti costituita dalle scelte orientate verso i cibi vegetali: soprattutto se di stagione, a km zero (o quasi) e magari biologici. Ecco, allora, che il laboratorio del gusto si trasforma in un pretesto per insegnare ai bambini anche importanti nozioni di ecologia della nutrizione.

Corrado Docente Coach Aziendale che facilita processi di cambiamento nelle organizzazioni. Ex dirigente d’azienda, svolge la sua ricerca sulle modalità di apprendimento dell’essere umano e sulla creazione delle migliori condizioni per il suo sviluppo e benessere, www.ricchezzeumane.it. E’ presidente dell’Associazione “Crescere Insieme Pedagogia” www.crescereinsieme.org, un’associazione culturale e di promozione sociale senza scopo di lucro che si occupa di educazione del bambino e preparazione dei genitori.

che spesso, nel nostro modo di esprimerci, mettiamo in evidenza più ciò che non vogliamo che ciò che vogliamo, usando parole che continuano ad alimentare nelle nostre menti i sensi di colpa verso il passato o a nutrire le paure verso il futuro. Ricordiamoci che i nostri limiti ci fanno vedere la realtà con gli stessi limiti. Il sesto nutrimento è racchiuso nell’universo delle emozioni. Prima di accennare all’universo delle emozioni facciamo un po’ di chiarezza su alcuni termini a volte usati erroneamente come sinonimi. SENSAZIONE: impressione ricevuta da uno dei sensi. EMOZIONE: movimento di energia causata da uno stimolo. Solitamente si esaurisce in breve tempo. SENTIMENTO O AFFETTO: movimento di energia che nasce dentro di noi e si proietta verso l’esterno in direzione di oggetti o persone. Può durare anche molti anni. PASSIONE: sentimento eccessivo che non si può controllare. Emozione, nel suo significato etimologico, significa muovere fuori (emoveo), mentre “rimozione” significa riportare dentro (removeo). L’ira prepara all’attacco, la paura spinge alla fuga, l’apatia fa fingere di essere morti affinché il nemico si ritiri. Ogni emozione è correlata a varie secrezioni ghiandolari del nostro organismo; tra queste assai importante è l’adrenalina, secreta dalle capsule surrenali in caso di reale o presunto pericolo. Le emozioni sono contagiose, lo possiamo vedere nel panico collettivo e nell’influenza che i “leaders” riescono ad esercitare sulle altre persone. Ogni emozione rappresenta un fenomeno a sé stante, benché possa venire influenzata da reazioni mentali ed organiche. Si possono avere emozioni di gioia, di collera, di paura, di angoscia, di sorpresa, d’inquietudine e così via. Esse sono sul piano psichico quello che i colori sono sul piano della luce. Esiste un’infinita gamma di emozioni di cui è assai complesso precisare le variazioni e farne una classificazione. Possiamo comunque tentare di catalogarle in due grandi famiglie: 1. PIACEVOLI: gioia, allegria, entusiasmo, euforia, felicità, letizia, ecc. 2. SPIACEVOLI: paura, sorpresa, agitazione, ansia, angoscia, inquietudine, collera, tristezza, ecc. La mente esercita un grande peso sull’emotività di una persona, in quanto l’emozione ed il pensiero non possono essere scissi in modo netto e preciso. Il settimo nutrimento è ciò che penso. Il mondo dei pensieri è quello più sottile, nascosto, e che sta alla base dell’iceberg dei nutrimenti. Dobbiamo sorvegliare che non entrino in noi pensieri nocivi e, se entrano per nostra inavvertenza, non permettere loro la sosta di un istante in più. Non appena ci rendiamo conto che stiamo pensando qualcosa di brutto e distruttivo dobbiamo eli-

minarlo senza esitazione. I pensieri che sono nella nostra mente, a volte sono pensieri vagabondi; sono pensieri di altre persone che sono entrati nella nostra mente perché hanno trovato la “porta aperta”. Non permettiamo a pensieri malevoli e distruttivi di entrare in noi. Teniamo la nostra mente libera da tali veleni psichici che finirebbero fatalmente per intossicare tutta la nostra vita. Le negatività entrano in noi soltanto nella misura della nostra incapacità di padroneggiare i nostri pensieri. Saper dominare i propri pensieri è una grande arte che s’impara con pazienza e perseveranza. Noi siamo oggi quello che abbiamo pensato ieri, e saremo domani ciò che pensiamo oggi. Quando siamo turbati che cosa è turbato in noi? E’ sempre la mente che è turbata: se essa fosse serena ed in pace anche noi saremmo tranquilli. Si racconta che in un bar di paese due vecchietti stavano di fronte ad una bottiglia di vino piena solo a metà. Uno dei due disse tristemente: “Che peccato ci è rimasta solo mezza bottiglia”, l’altro invece, esclamò con gioia:“Che bellezza, abbiamo ancora mezza bottiglia da bere!”. E voi cosa avreste detto in tale situazione? Anche la qualità dei nostri pensieri ci nutre. L’ottavo nutrimento è la meditazione. I nostri problemi derivano dall’attaccamento, e la meditazione è il mezzo mediante il quale disimpariamo la nostra tendenza all’attaccamento. Quando “molliamo la presa”, sorge una sensazione naturale di spazio: questa è meditazione. Lasciar la presa ed aggrapparsi sono entrambi stati della mente; questa mente che quando non stiamo attenti è cosi gradevolmente, intelligentemente, sofisticatamente ingannevole. Il ritmo frenetico della vita di oggi, rischia di allontanarci sempre più da noi stessi e dal nostro centro. La meditazione rafforza il nostro centro ed è uno degli antidoti al vortice. La base della pratica della meditazione è il rilassamento. E’ estremamente importante che stiamo comodi e consentiamo a pensieri ed emozioni di acquietarsi. Non c’è nulla da raggiungere o portare a compimento, cosi lasciamo andare. Lasciamo andare ogni solennità , e perfino l’idea stessa che stiamo meditando. Lasciamo che il nostro corpo rimanga cosi com’è, e respiriamo come ci viene, naturalmente. Quanto alla mente, la cosa essenziale non è sopprimere i pensieri o troncarli, ma semplicemente lasciarli esistere senza lasciarsene sedurre o distrarre. Non cerchiamo di manipolarli. Se stiamo sognando o pensando, limitiamoci a sognare o pensare. Se non aggiungiamo altro carburante, i pensieri si estingueranno da soli. Esistono svariate modalità meditative e ognuno può trovare quella a se più congeniale. Questo sarà uno dei nutrimenti migliori per il proprio benessere psico-fisico-spirituale. 9


green me

pia di giovani Ci siamo confrontati con una cop avere qualche designer di adozione bresciana per argomento lche informazione in più, e qua IGN e DES ECO più concreto per parlare di PROGETTAZIONE SOSTENIBILE. o Svitato, classe Lui è Andrea Vecera, padre dell le al Politecnico 1984, laurea in Disegno Industria di Torino. i per nomi All’attivo numerose realizzazion internazionale e importantissimi del design Italiano hic e product grap e numerosi premi nel settore del sto designer, que design.
Tra gli aspetti salienti di e assistente com all’attivo anche un’esperienza e dell’eco inar lum del Professor Paolo Tamborrini, Oggetti, ile. enib design, autore del libro “Design sost sistemi e comportamenti.” na di Andrea Lei è Marialuisa Rovetta, compag nel 2010 al ea Vecera e junior Designer: laur e Master in ign Politecnico di Milano in Interior Des Lighting Design. ressi: collabora Personaggio esplosivo dai mille inte ducendo un con to da tempo con Radio Onda d’ur a musica dell ia programma personale sulla stor dal 2011 er; Farm in cui si fa chiamare Penelope ico in ofon radi ma collabora con un altro program cui parla di diritti lgbt. portata a creare La sua passione per la musica l’ha a Domicilio”, iei con una collaboratrice le “Gig erose serate num o marchio con il quale ha condott in circoli arci nel nord Italia. DIPENDE IL DALLE AZIONI DEL SINGOLO DESTINO DI TUTTI. tanto si parla e C’è qualcosa di nuovo di cui oggi tanto è di moda: l’eco design. essionisti e gli Nell’ambito del design, tra i prof erisce riferirsi pref “addetti ai lavori” in genere si

OGETTAZIONE al concetto con il termine ”PR SOSTENIBILE”. , nè tantomeno Non stiamo parlando di novità assolute mo minuto: ’ulti dell rivelando o spiegando scoperte sempre; da da a di progettazione sostenibile si parl da tanti olo, sing sempre si sa che dalle azioni del nde il dipe o, mod o singoli che agiscono in un cert destino dell’intera società. ale, dovrebbe Il Green Project in atto a livello glob di vita: oggi stile spingerci a cambiare radicalmente re in modo vive di non possiamo più permetterci inconsapevole ed irresponsabile. interessare non Questa nuova filosofia di vita, deve o parte della fann e solo gli oggetti che ci circondano noi stessi, are ress nostra quotidianità, ma deve inte i più che Ogg . cose e il nostro modo di vedere le ti di un ettis prog in passato dobbiamo essere tutti evole. sap con e o modo di vivere responsabile, etic a di lcos qua a ” Spesso si associa la parola “eco ci che i zion nota complesso, arduo e costoso. Con to. ifica sign vero portano davvero lontane dal suo possa minare la Sembra quasi che temiamo che o di evitare il hiam nostra quotidianità e spesso cerc are verso un vag e discorso, nascondere l’evidenza o dovrà pur lcun futuro pieno di problemi che “qua risolvere”. isporci con Contrariamente, dovremmo pred a scoprire are arriv curiosità all’argomento fino ad desideri, tri nos dei ti che si possono soddisfare mol re il asta dev a forz bisogni e necessità senza per pianeta. do una moda Ora che l’eco-design sta diventan cadere in non a bisogna fare molta attenzione da tutte po trop are trappola e non farsi affascin qui e là ndo pare le scritte verdi che stanno com Molti di . ozio neg i tra i vari scomparti di qualsias

i che indicano questi prodotti hanno certificazion ente parlando, ivam che un prodotto è eco qualitat perfettamente o son ci sono prodotti che spesso non re utilizzati esse o adeguati al sistema ma posson ati oppure gett re esse per un lungo periodo prima di possono durare un’intera vita. i cosa ha un Bisogna sempre ricordare che ogn se lasciarci liere sceg peso ambientale, sta a noi nti. llige inte i conquistare o meno da acquist porsi delle rio essa nec E’ necessario essere critici, è pazienza re ave rio domande ed altrettanto necessa rattutto sop ma si; ndo di cercare le risposte informa RE. AGI è necessario mettere in pratica, e “km zero”, Ecco che impariamo parole com pooling” e “car ”, “compostaggio”, “car sharing andando ano stav riscopriamo tesori preziosi che a del gioi la , alità itori persi nel tempo quali la terr al ta met che o san condividere, uno stile di vita ma , are” sum con per centro non più il “produrre noi stessi. ni del singolo Alessandro Magno diceva: ”dalle azio dipende il destino di tutti”. piedi, oppure Ritorniamo a fare due passi a ro e lasciando Met la o modernizziamoci e prendiam a casa l’auto. . Utilizziamo il “bike-sharing” Bicimia di riuscire in o deri Facciamo nascere in noi il desi iliari, amici, fam he anc questa impresa consigliando da NERD po’ un conoscenti, congiunti; per dirla osophy a Phil en Gre quali siamo “spammiamo” la tutto spiano. “Grandi”, come Cerchiamo anche noi di essere un passaggio di o Alessandro, per lasciare il segn ia. stor sostenibile che rimanga nella

n g i s e D o c E

enti. m ta or p m co e i em st si , ti et g g O . ile Design sostenib . Paolo Tamborrini. Electa, MILANO

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Brescia città dinamica ADRIANO PAROLI, Il sindaco di brescia Brescia sta cambiando e grazie alla Metropolitana, cambierà anche passo. La nostra città sta sempre più diventando contemporanea, smart, capace di crescere nei servizi e nella vivibilità cittadina. Ne dà una chiara fotografia il paginone centrale di questo magazine. Il primo viaggio ideale del metrobus, un itinerario che racconta la città e le sue innovazioni, i progetti e i risultati che in questi pochi anni si stanno compiendo. Le 17 stazioni saranno luoghi d’incontro e di scambio, piazze virtuali che cambieranno i diversi quartieri della città offrendo nuove proposte agli abitanti. Muovendo da nord verso sud e poi a est, il percorso della metropolitana servirà chi vorrà frequentare le nuove piscine di Mompiano (tre vasche interne e tre esterne), oppure godere di un centro cittadino finalmente ritrovato, riscoperto, dove locali e attività lo tengono animato e vissuto come non lo era da molti anni, grazie a locali ed attività commerciali caratterizzati da rinnovato impulso. Un centro che sa farsi avvicinare grazie alle nuove aree pedonali e alla prossima realizzazione del parcheggio sotto il Castello. Un’opera fondamentale per servire i tanti turisti che vorranno visitare Santa Giulia o le Cattedrali e che al contempo garantirà un servizio efficace a chi semplicemente vorrà parcheggiare senza fatica e poi godersi il centro storico, con le sue piazze pedonalizzate. Senza dimenticare l’utilità della nuova struttura per i residenti, anche in considerazione della progressiva pedonalizzazione dell’intero centro storico. Tra le vie del centro nel frattempo sono già a disposizione di tutti i cittadini due preziosi gioielli: il Teatro Grande, che grazie alla nuova Fondazione ha triplicato le aperture serali, e il nuovo sito Patrimonio dell’Unesco: Santa Giulia. Manca solo la Pinacoteca, oggi ancora investita da un rivoluzionario restauro, che ci consegnerà tra meno di un anno un Museo moderno, contenente una preziosa e mai esposta collezione permanente. Brescia è sempre più città di cultura e di studi, una realtà che riverbera anche dall’andamento dei nostri Atenei, ai quali si offre oggi una nuova opportunità, forse l’anello mancante per una vita universitaria tout court: il Campus. Un progetto che è sempre più realtà e che vedrà protagonista la caserma Randaccio, un tassello necessario, che legherà definitivamente il tessuto sociale cittadino con la sua Università. E poi ancora verso sud, il viaggio prosegue sino al Parco dello Sport, un’area verde ricuperata al degrado e all’attività industriale. Un parco di grande rilevanza, dove sorgeranno gli impianti sportivi che Brescia da anni merita e di cui necessita. Brescia sta crescendo, come ogni dinamica città d’Europa, sta ripensando alle sue funzioni, accrescendo i suoi servizi, puntando sull’ambiente e sulle tecnologie. Ecco cosa ci aspetta sul percorso della prossima Metropolitana: una Brescia che dal prossimo anno tornerà a muoversi. 11


Parcheggio Arnaldo

Grandi opere necessarie a riqualificare il centro storico liberandolo dalle auto.

4 270 30 LIVELLI

750.000

kg riduzione di co2 in un anno

POSTI AUTO

POSTI AUTO riservati a box

stima prevista in un anno di esercizio della Metro

Piscina Mompiano

4 17

tipologie di tratte

Un impianto natatorio, fruibile al pubblico ma con una piscina dove sarà possibile disputare gare agonistiche e di pallanuoto.

stazioni

8 5 2 2

3 3 800

galleria trincea

viadotto

raso

“I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

vasche esterne

raso

viadotto

Italia Langobardorum

vasche interne

posti in tribuna

area archeologica del Capitolium

Parcheggio scambiatore

Parcheggio scambiatore

Parcheggio fossa bagni

P

P

P

P P

Parcheggio Castello

trincea

FINO a Prealpino

casazza

mompiano

complesso monastico di san Salvatore - Santa

6

europa

600

POSTI AUTO POST

LIVELLI di cui:

5 LIVELLI 1 LIVELLo

normale rotazione oraria e abbonamen posti auto riservati a box

galleria

OSPEDALE

MARCONI

SAN FAUSTINO VITTORIA

STA


Campus Università

Il futuro della caserma Randaccio.

197 75 122

alloggi per studenti

18 203113 linee

ricavati negli alloggi nel Convento ricavati nella Brigata meccanizzata

autobus

spazi per la ricerca e la formazione

6

metano ibridi

8.850.000 km percorsi nel 2011

44 240 82.000

m

stazioni attive

Parco dello Sport

bici

Kg di co2 non emessa

SANPOLINO

SANT’EUFEMIA

a Giulia Parcheggio lamarmora

Parcheggio scambiatore

MUSEO MILLE MIGLIA

P

P

P

DEPOSITO

POLIAMBULANZA

SAN POLO PARCO Parcheggio scambiatore

TI AUTO

SAN POLO

nti

La flotta

18 16 2

treni

in linea

in deposito

ZIONE FS

BRESCIADUE

LAMARMORA

VOLTA

8.500 180 passeggeri/ora per senso di marcia

secondi

intervallo tra i treni

borgocreativo.it

Brescia, una città che cambia.


Giorgio Costa

Getting

Classe 1952, inizia la sua carriera nel 1977 come responsabile vendite di Videobrescia Spa. Nell’aprile del 1981 diventa Direttore vendite della filiale bresciana della Società pubblicità editoriale spa. A partire dal 1993 e fino al 2006 è Direttore Generale di Numerica srl. Durante questo periodo viene nominato Consigliere della Portali srl e Consigliere Delegato e membro del Comitato Esecutivo di Bresciaonline srl. Nel 2009 viene nominato Consigliere di Amministrazione di Bresciatourism per conto della Provincia di Brescia.

Better

Lucio Battisti e la metropolitana Quarant’anni fa ero un ventenne piuttosto sconclusionato, come buona parte dei miei coetanei. In quegli anni non c’erano le play station e tantomeno internet e i social forum, i momenti di incontro oltre alla scuola erano per alcuni gli oratori (e le gite dei boyscout), per molti altri certi bar-trattoria, come i mitici “la Grotta” e “il Frate”, antesignani dell’happy hours dei locali di piazza Arnaldo. Eravamo tutti in divisa: Eschimo e barba per gli studenti di sinistra, giacchino in pelle detto “chiodo” e Ray-Ban per quelli di destra. Si ascoltava musica rock: Rolling contro Beatles, Guccini contro Battisti; alcuni si facevano qualche “canna” e sognavano un viaggio in Nepal, altri fumavano Marlboro e bevevano whisky. In fondo non eravamo molto diversi dai nostri figli: c’erano due fazioni: sinistra e destra, come ora ci sono i “pro” e i “contro”, chi voleva una società più aperta e chi voleva “ordine e disciplina”. Sì è vero, molte cose sono simili a distanza di quarant’anni, ma molto di più è cambiato. Tutti sognavamo un po’ di sesso libero, per il quale fino ad allora, si doveva aspettare il matrimonio e vien da ridere a pensarci. Si

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fumava nei bar, nei ristoranti e nei cinema, negli aerei e nei e l’asfalto fa molto libertà e “Easy rider”. E proprio in quegli treni e oggi neanche uno spazzacamino entrerebbe in quelanni Brescia si riempì di quegli strani tubi neri che, a cumuli, le camere a gas. Lo sport era solo una materia scolastica e giacevano in tutti gli angoli delle vie cittadine. A pranzo in l’attività fisica era limitata a due famiglia, tutti i giorni mio patiri al pallone nel cortile o nel dre descriveva i grandi vanMa se penso che nel 2003, quando campetto dell’oratorio. Si mantaggi della grande opera che sono iniziati i lavori, la benzina giavano grassi e dolci a più non stava decollando tra le prime posso e non si sapeva cosa fosin Europa, ma le sue parole costava circa un euro e oggi sa la verdura. Per noi, igiene era sul “teleriscaldamento” mi quasi due, credo che nel mio lavarsi le mani prima di manentravano da un orecchio e ragionamento ci fosse qualcosa di giare, colesterolo una malattia uscivano dall’altro mentre in profondamente sbagliato. del nostro vecchio nonno e, se testa mi girava “mi ritorni in dovevamo spiegare il termine mente, bella come sei…” Già, ecologia, dovevamo guardare il quell’opera imponente non vocabolario; la mia di coscienza agiva sul mio presente, anzi ecologica era praticamente pari allo zero. Andava di moda vedevo solo il disagio degli scavi e delle strade occupate e, fare lo scettico, non credere al mondo degli “anziani” (alloal mio futuro, da eterno Peter Pan qual’ero, non pensavo neanche di striscio. A distanza di quarant’anni quei tubi sono ra gli over 40), molto meglio lasciare tutto come sta. L’erba diventati parte irrinunciabile della mia vita, come il cellulare è sempre cresciuta da sola, il mare è blu, la neve è bianca e l’adsl, mentre Battisti non l’ho neanche in mp3. Purtroppo quella superficiale valutazione sul teleriscaldamento non è stata l’unica cantonata che ho preso. Faccio ancora parte di quelli “pro” e di quelli “contro”, ma sto cercando di disintossicarmi, di uscire dall’approccio ai problemi ed alle valutazioni spesso aprioristicamente schierati. Sin dall’inizio del progetto, sono stato contrario al metrò a Brescia. La città è troppo piccola, i costi di gestione troppo alti, i bresciani non tolgono il sedere dalla macchina, forse sarebbe meglio implementare il trasporto pubblico su gomma. Quante obiezioni mi sono e ho posto sulla realizzazione della metropolitana leggera. Ma se penso che nel 2003, quando sono iniziati i lavori, la benzina costava circa un euro e oggi quasi due, credo che nel mio ragionamento ci fosse qualcosa di profondamente sbagliato. La migrazione della popolazione dalla città verso l’hinterland segna flussi continui (il 6,4% solo nel triennio 2001-2003) e così via per ogni dubbio che mi ponevo. Certo è e sarà necessaria un’evoluzione culturale sull’utilizzo delle infrastrutture che avremo sempre più (speriamo) a disposizione e noi cittadini adulti dovremo impegnarci perché i giovani ne capiscano i vantaggi per la loro vita futura. Ugualmente dovranno impegnarsi le istituzioni pubbliche e private, gli uffici e le attività commerciali, perché questi vantaggi siano oltre che percepibili e reali, fruibili anche nel breve e nel medio periodo. Così fra qualche anno andrò a lavoro e a spasso in metrò e, con soddisfazione, potrò dirmi: “sei vecchio Giorgio, ti eri proprio sbagliato!”


a cura della redazione

Un regalo per tutti i bresciani Il Capitolium apre le porte alla città e alla multimedialità. Nel 2008 Brescia, insieme a Cividale del Friuli, Castelserpio Torba, Spoleto, Campello sul Clitunno, Benevento e Monte Sant’Angelo, città ricche di testimonianze longobarde, ha proposto la propria candidatura all’Unesco nel contesto del progetto: I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 D.C). L’architettura longobarda rappresenta la testimonianza tangibile del ruolo svolto da queste popolazioni nella transizione culturale tra Classicità e Medioevo e nell’elaborazione e diffusione di quelle pregnanti impronte culturali, artistiche, politiche e religiose che dal territorio italiano si diffusero all’Europa e sulle quali si è articolato il successivo millennio di storia occidentale. La nuova candidatura è stata valutata positivamente il 25 giugno 2011. Da quella data Brescia, insieme alle altre sei città del progetto relativo ai Longobardi in Italia, è iscritta nelle liste del patrimonio mondiale. Un riconoscimento questo di grande prestigio per la nostra città, che conferma il valore di unicità e di universalità dei suoi

L’obiettivo della Fondazione era quello di lasciare a Brescia qualcosa che rimanesse nel tempo. Il progetto promosso vuole essere un regalo alla città e ai bresciani, un dono che permetterà loro di apprezzare la bellezza e la ricchezza del nostro patrimonio.

monumenti. I beni riconosciuti a livello mondiale, come sono oggi Santa Giulia e il Capitolium, sono testimonianze fondamentali per la memoria e per l’evoluzione dell’intera umanità, che a sua volta ha la responsabilità di tutelarli e conservarli per le generazioni future. Questo riconoscimento comporta anche dei doveri. Comune, Enti di tutela e cittadini sono ogni giorno coinvolti nel miglioramento della loro qualità, non solo in termini di conservazione, ma anche di studio e di valorizzazione. Oltre al Comune, che nel 2009 ha promosso la candidatura poi approvata dall’Unesco, questo grande risultato è merito della Fondazione Cab, che attraverso il suo costante contributo da più di dieci anni lavora per ammodernare il sito di Santa Giulia e per costruire un apparato scientifico che lo renda il primo museo della città. Un contributo importante al quale si è affiancato negli ultimi anni l’impegno dalla Fondazione Asm-Gruppo a2a, che in un’ottica di sviluppo e di rilancio culturale della città, ha finanziato il nuovo progetto di recupero e valorizzazione del tempio Capitolium.

“Quando ho ricevuto il mio mandato nel 2009, insieme al consiglio, ho deciso di mettere da parte ogni anno una somma da destinare a un’iniziativa che fosse rilevante per la nostra città. Non è stato facile individuare un progetto che rispondesse ai nostri criteri. Cercavamo una proposta compatibile con il periodo del nostro mandato, che fosse in grado di valorizzare in modo duraturo la nostra città. Quando siamo venuti a conoscenza della volontà da parte del Comune e della Soprintendenza di aprire il Capitolium ai bresciani, abbiamo capito che era la strada giusta”. La Dottoressa Alberta Marniga, Presidente della fondazione Asm - Gruppo a2a racconta così la scelta di finanziare un progetto profondamente significativo per Brescia e i suoi cittadini, e continua: “Questa collaborazione porterà una novità assoluta: i bresciani avranno finalmente la possibilità di scoprire e conoscere in modo nuovo questo importante patrimonio della città, potranno entrare nel Capitolium, usufruire di un allestimento multimediale all’avanguardia e vedere tutti i reperti, che erano temporaneamente conservati in Santa Giulia, ricollocati nel loro contesto originale”. Il tempio Capitolino non sarà più sede di museo, ma inizierà a esporre se stesso e sarà comunicato come tempio del primo secolo dopo Cristo. Al suo interno verranno riportati gli oggetti, le opere, le sculture che a causa della sua chiusura, erano conservati da tempo, decontestualizzati, negli spazi di Santa Giulia. Chi visiterà il tempio potrà quindi vedere gli antichi altari e tutti gli oggetti legati al culto nel loro contesto originale, e rivivere il senso di sacralità di questo luogo speciale. Il contributo stanziato da Fondazione Asm–Gruppo a2a finanzierà l’allestimento multimediale, curato nei contenuti dagli archeologi del Comune di Brescia e dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici della Lombardia, che andrà ad arricchire la proposta divulgativa e formativa del Capitolium. L’Unesco chiede alla città di avere particolare attenzione per le giovani generazioni, perché sono loro i futuri custodi del nostro patrimonio. I ragazzi saranno i conservatori di domani, per questo è fondamentale educarli sin da piccoli alla conoscenza e alla tutela di questi beni. In quest’ottica, Fondazione Asm - Gruppo a2a dona alla città, ai suoi cittadini e ai turisti un’importante azione di valorizzazione, fondamentale per comprendere il valore universale di questo patrimonio.

Cos’è L’UNESCO

?

Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza sociale e naturale e la Cultura è un’istituzione intergovenativa fondata a Londra il 16 novembre 1945. Come organizzazione specializzata dell’ONU, l’UNESCO è nata dal proposito di contribuire al mantenimento della pace, del rispetto dei Diritti Umani e dell’uguaglianza dei popoli attraverso i canali dell’Educazione, Scienza, Cultura e Comunicazione, in quanto fattori di sviluppo.

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Irene Bonomi

inside out Tic tac...Too Icon

Stop al tempo per il design contest della metropolitana.

Il 30 giugno si conclude la prima fase di Too Icon, il concorso di idee per la progettazione degli orologi delle stazioni della metropolitana di Brescia. Too Icon è una sfida creativa che coinvolge gli studenti di cinque istituti cittadini: Università degli Studi di Brescia, Accademia Santa Giulia, Machina e LABA impegnate con lo sviluppo dei progetti e Università Cattolica del Sacro Cuore che invece partecipa all’organizzazione della serata di presentazione dei progetti vincitori, evento in programma nel mese di ottobre. La realizzazione degli orologi sarà resa possibile grazie alla collaborazione con Too Late, brand italiano di grande successo nel mondo, che ha creduto fin da subito nelle potenzialità dell’iniziativa. I progetti saranno valutati sia per l’originalità del concept creativo che per l’aderenza alle linee guida espresse nel regolamento. In giuria il designer Maurizio Scutellà, la gallerista Chiara Rusconi e il direttore creativo di Too Late Alessandro Fogazzi. Fortemente voluto da Brescia Mobilità, il design contest Too Icon è, oltre che occasione di confronto, anche una grande opportunità per i giovani designer di partecipare al cambiamento della città. L’energia positiva degli studenti coinvolti traspare dalle parole dei docenti, che ci raccontano come ogni facoltà abbia accolto l’iniziativa con particolare interesse. “ Too Icon è senza dubbio un progetto molto interessante perché coinvolge i giovani nell’espressione delle attitudini alla creatività in riferimento al design. Il design in questo caso è inteso e vissuto come strumento flessibile per l’interpretazione delle trasformazioni della società contemporanea. Stimolati dalla voglia di confrontarsi, i nostri studenti si sono messi alla prova nel ruolo di designer e hanno sviluppato diversi progetti per rappresentare l’”orologio del tempo”, concentrandosi non solo sulla definizione di aspetti estetici-formali, ma anche sulla relazione con lo spazio e con le persone che lo vivono. Prof. Riccardo Romagnoli Accademia Santa Giulia 16

Too Icon mi ha entusiasmata da subito. L’idea di pensare ad un orologio da metro la trovo davvero vincente. Perché un orologio in una stazione è utile, anzi indispensabile, duraturo, inerente all’attività del viaggiare, dotato inoltre di una forte carica simbolica perché chiama in causa una categoria fondamentale dell’esistenza umana: il tempo. L’orologio commissionato da Brescia Mobilità sarà un’icona riconoscibile, raffinata ma non seriosa, capace di esprimere l’identità della nostra Città in evoluzione. Alessandra Giappi AD Laba – Libera Accademia di Belle Arti

Personalmente ritengo molto positivo e importante quello che si sta verificando attraverso il progetto Too Icon. È un segnale evidente di un tessuto socio/educativo che si intreccia sempre più, dando la giusta enfasi e risalto alle competenze che alcune realtà bresciane dimostrano di avere. Il lavoro a più mani di queste eccellenze darà sicuramente un risultato pregevole e intriso di quelle sensazioni ed emozioni che la generazione dei giovani creativi sapranno trasferire. Per un ragazzo giovane essere coinvolto in un opera che arricchisce e reca prestigio alla propria città è, oltre che stimolante, molto coinvolgente. Il poter dare una traccia, un segno delle esigenze che come utente potrebbe avere, aiuta i ragazzi a vivere molto di più la città a sentirla più vicina al loro modus vivendi. Il coinvolgimento degli studenti attraverso il contest Too Icon è sinonimo di estrema attenzione ai bisogni delle prossime generazioni, ai futuri testimoni del tempo che cambia. La scelta del design dell’orologio è sintomatico di questa logica: esprimere e dare emozioni con lo strumento che scandisce il cambiamento socio/urbano. Gianfranco Melegari Designer e docente Machina Lonati Fashion & Design Institute

Ho sempre guardato l’orologio… mai l’ora Prof. Sereno Innocenti Prof.ssa Michèle Pezzagno Facoltà di Ingegneria – Università degli Studi di Brescia D.I.C.A.T.A.

Credo che Brescia possa considerarsi, assieme sicuramente ad altre, una città con l’orologio, o meglio come l’ho definita in un Convegno sul disegno del tempo e dell’armonia: “la città con l’orologio sul polsino”, facendo riferimento naturalmente all’orologio di Piazza della Loggia. Nel suo manufatto meccanico, per giunta duplicato nelle più importanti città dell’area est italiana (Udine, Venezia, Trieste, Padova) ha nel tempo scandito i più importanti eventi bresciani. Da quelli inconfutabili, come il 1565, anno dell’incendio distruttore della loggia a quelli ciclici come i tornei a corrida puntualmente illustrati nelle oleografie, sino naturalmente ai nostri giorni. Non sono rimasto pertanto neppure io, pur da oriundo quale sono, indifferente alla sua bellezza, in quanto come sostengo: “ho sempre guardato l’orologio… mai l’ora”. L’epifanica passione per gli oggetti che misurano il tempo ha naturalmente contribuito all’interno del mio ruolo istituzionale a mettermi a disposizione per la realizzazione del progetto dell’orologio della nuova metropolitana di Brescia. Credo che il sodalizio tra i giovani studenti della Facoltà, impegnati nel progetto e gli altrettanto “giovani” rappresentanti dell’azienda leader deputata alla materiale realizzazione di questa “icona” per il tempo, sia l’esempio più tangibile di come le due utenze: quella didattica in fase di formazione (gli studenti) e quella operativa (l’azienda), possano coniugarsi magistralmente per la realizzazione di un prodotto moderno, anzi giovane! Rimane infatti inconfutabile come il profilo delle avanguardie sia sempre e comunque implicito in ogni giovane studioso, inconscio “incubatore” del proprio e futuro talento. L’occasione offerta agli studenti consentirà loro la visibilità per un futuro individuale, ma lascerà sicuramente un segno per il futuro collettivo in questa loro città.


EDUCATIONAL

Scoprire il volto nuovo della Metropolitana attraverso gli occhi dei bambini Anche se il treno ancora non si vede, quello delle stazioni profonde (in galleria) della metropolitana è un cantiere che lascia a bocca aperta ed emoziona. A sperimentare il servizio pubblico integrato in assoluta anteprima sono stati, in quattro giornate a loro dedicate nel mese di maggio, 1.200 bambini di III, IV e V delle scuole primarie di Brescia. Questi hanno raggiunto, con un autobus di Brescia Trasporti a loro riservato in compagnia del video educational Le Avventure di Capitan Giovanni, il cantiere della stazione di Brescia 2, condotti dai propri insegnanti e dagli 11 esperti di educazione ambientale di Galleria della Natura. Accompagnare i bambini nella stazione sotterranea della metropolitana ha permesso, a noi accompagnatori e agli insegnanti, di vederla con i loro occhi. Come ingegneri in erba sono rimasti colpiti nello scoprire la funzione degli elementi strutturali e tecnologici. La parete inclinata è diventata una nave e gli altoparlanti, i microfoni e le telecamere erano bocca, orecchie e occhi: la metro aveva perfino il naso! L’emozione era evidente nell’osservare le prese di luce a forma di piramide, i puntoni di sostegno, la lunghezza delle scale mobili e soprattutto le dimensioni e la luminosità degli spazi. I bambini confermano quindi che la promessa fatta dall’Ing. Lamberto Cremonesi in fase di progettazione è stata mantenuta: la sorpresa più grande, per ora, è infatti quella di trovarsi in uno spazio che annulla il senso di oppressione che viene dal trovarsi sottoterra. All’interno si sono sentiti a loro agio e hanno sperimentato il senso di sicurezza generato dai sistemi di interazione con il pubblico: microfoni, telecamere, sistemi anti-incendio, ecc. Con grande disinvoltura hanno discusso di ecologia apprezzando l’illuminazione naturale e l’assenza di emissioni nocive, come pure la possibilità dell’integrazione metro+bici. Li ha lasciati a bocca aperta anche l’idea di un treno senza conducente e l’esistenza di “sale di controllo” nascoste. Molti hanno fantasticato sulla discesa con l’ascensore panoramico. Insomma, per lasciare la parola a loro: Metro ok_Prova metro 24/02/12 13.01 Pagina 1

“Oggi ho scoperto che la metro di Brescia è una nuova faccia della città”.

Libri E-book Risorse multimediali

Corsi

Education E-learning

LA SCUOLA AL CENTRO

Didattica

Riviste Formazione

Il mondo dell’educazione da sempre al centro dei nostri libri, dei nostri servizi, del nostro essere editori.

www.lascuola.it

Alessandro 3B 17


3x3

The whole world around

VARESE

LIVERPOOL

Bill Viola a Villa Panza

Turner Monet Twombly

Reflections propone al pubblico undici installazioni scelte e pensate dall’artista americano, simbolo della video arte. In mostra opere dagli anni 70 ad oggi che dialogano con l’architettura e documentano la ricerca di Bill Viola attraverso concetti esistenziali quali la nascita, la morte e la trascendenza. Tra le opere in mostra Reflecting Pool (1977-79), The Darker Side of Dawn (2005) e Emergence (2002), uno dei capolavori di Bill Viola noto per il riferimento al patrimonio figurativo del passato.

Un esperimento artistico che riunisce tre pittori nati in tre secoli e tre paesi diversi: “Turner, Monet, Twombly later paintings” evidenzia le relazioni e le analogie tra i tre autori, tanto lontani nello spazio e nel tempo eppure tanto vicini nella loro espressione artistica. Il percorso espositivo delinea un filo conduttore che parte dalla fine del ’700 (Turner nasce a Londra nel 1775) e arriva fino ai giorni nostri (Twombly è morto a Roma nel mese di luglio del 2011). Un progetto ambizioso che riunisce alcuni tra i capolavori più celebri dell’arte moderna e contemporanea.

Video arte per un viaggio spirituale www.fondoambiente.it Fino al 28 ottobre

Affinità espressive alla Tate Gallery http://www.tate.org.uk Dal 22 giugno al 28 ottobre

eventi in mostra

Food

Photo Kira Perov

eventi in mostra

music 18

Sara Zugni

MADRID

One day wine tour

Alla scoperta delle cantine madrilene http://www.gourmetmadrid.com Tutti i martedì e i venerdì Gourmet Madrid organizza ogni martedì e venerdì del mese una visita a tre cantine storiche con degustazione vini. Una guida esperta accompagnerà i visitatori nelle cantine della campagna madrilena, ricca di tradizioni, borghi antichi e vigneti che da sempre forniscono alla capitale vini preziosi e rinomati. Attraverso l’esperienza diretta, si potrànno scoprire e confrontare i metodi di vinificazione moderna con quelli della tradizione. Il tour include anche un pranzo con piatti tipici e vini selezionati.

BRESCIA

NIGATA

JAZZ ON THE ROAD

Fuji Rock Festival

Tre giorni di concerti, seminari, marching band e un’incursione in Castello per festeggiare il 10° anniversario di Jazz On The Road. Un week end imperdibile in cui il centro della città, da Piazza Tebaldo Brusato al Chiostro del Museo Diocesano, verrà inondato dalle note di straordinari musicisti come Joe Lovano, Dave Douglas, Fausto Beccalossi e Miguel Zenon e altri tra gli esponenti più significativi della scena jazz contemporanea.

Il Fuji Rock Festival è un evento unico nel suo genere: protetto dall’altezza delle montagne, propone il meglio della musica rock contemporanea in un luogo incredibilmente suggestivo, lontano dalla vita delle città e immerso nella natura più autentica. Sin dalla sua prima edizione, le tre parole d’ordine del Festival sono state indipendenza, cooperazione e rispetto della natura. In questa magica atmosfera, si esibiranno band da tutto il mondo. Il festival si concluderà domenica 29 luglio con uno straordinario concerto dei Radiohead.

UN WEEK END IMPERDIBILE ALL’INSEGNA DELLA MUSICA www.jazzontheroad.net Dal 13 al 15 luglio

Il lato Rock del Giappone www.smash-uk.com Dal 27 al 29 luglio


eventi in mostra

ART

ATENE

Jannis Kounellis

Arte Povera al Museum of Cycladic Art http://www.cycladic.gr Fino al 30 settembre 2012 Artista di fama mondiale, Jannis Kounellis torna in Grecia dopo molti anni con una nuova personale al Museum of Cycladic Art. Lasciato il paese d’origine per fuggire alla guerra civile, Kounellis torna con un nuovo lavoro che affronta il tema della crisi economica e sociale che la Grecia sta attraversando. L’artista, riconosciuto punto di riferimento dell’Arte Povera, utilizza giornali, carbone, sacchi di juta, scarpe vecchie e molti altri oggetti presi dai mercati locali ateniesi, per testimoniare la storia di una città che ha dovuto affrontare infiniti e radicali cambiamenti.

NEW ORLEANS

BRESCIA

Tales of Tasting Cocktail

LA RASSEGNA DEL CENTRO

Cinque giorni di cocktail, cucina e cultura. http://www.talesofthecocktail.com/ Dal 25 al 29 luglio

Tales of the Cocktail ® è stato il primo festival dedicato al mondo dei cocktail. Sin dalla prima edizione, ormai dieci anni fa, ha sempre saputo catalizzare l’attenzione di un vasto pubblico riunendo gli esperti più autorevoli provenienti da tutto il mondo in fatto di mixologia e cocktail. Anche per questa edizione 2012, che prevede cinque giorni di sperimentazioni, il calendario è ricco di eventi, seminari, concorsi e degustazioni offerte dai marchi più prestigiosi che presenteranno le loro ultime novità.

APERITIVI, CENE E MUSICA LIVE http://www.comune.brescia.it/eventi Fino al 30 settembre All’interno di “Brescia Menù per l’estate”, programma di eventi estivi con oltre duecento appuntamenti che animeranno le piazze storiche e le vie del centro, “La Rassegna del Centro” rappresenta l’occasione ideale per scoprire la città e i suoi sapori. Organizzato grazie alla collaborazione di bar, ristoranti e locali con l’assessorato comunale al Marketing, “La Rassegna del Centro” propone aperitivi e cene nella magica atmosfera estiva, tutti accompagnati da musica live.

BRESCIA

XII Festival di Musica Sacra

La grande musica nei luoghi dello spirito www.giovannasorbi.it Fino all’11 agosto Il Festival di Musica Sacra di Brescia e del Garda approda alla dodicesima edizione e propone un calendario ricco di concerti ospitati in altrettanti templi del Bresciano, sconfinando, per la prima volta, nella Provincia di Verona. Grazie al sostegno delle amministrazioni locali e quello della Provincia, la rassegna, promossa dall’Associazione Culturale Sinergica, punta anche quest’anno ad un’altissima qualità. E’ possible scaricare il programma completo direttamente dal link giovannasorbi.it/news

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Tendencity Educare al cambiamento. bello, buono, nuovo.

Mercì.Parigi “Grazie. A chi ha regalato, a chi comprerà, a chi ha messo a disposizione la propria esperienza e il proprio tempo a favore di una missione: aiutare le persone in difficoltà, con particolare attenzione ai bambini.

L’anello Trilogy prende diretta ispirazione dalle forme e dai componenti del cuscinetto a sfera. Componibile in tre diverse soluzioni esalta la bellezza della sfera, elemento fondamentale del cuscinetto. Disegnato da Acquacalda per TorinoLab

Da questa idea è nato “Merci”, concept store parigino, che propone un nuovo modo di fare beneficenza. Parigi, boulevard Beaumarchais, 111: sotto l’attenta supervisione di Marie-France Cohen, la ricerca dell’eccezionalità abbinata al giusto prezzo ha dato vita ad un universo inedito in cui si fondono classico e avanguardia, pezzi da collezione e oggetti per la vita di tutti i giorni. Un posto in cui tutto è ben accetto, purché sia straordinario.”

Zilla Bag A Bolzano nel 1975 nasce Sylvia Pichler, architetto di professione, nel 2005 crea il marchio Zilla per cui idea e produce borse molto poco convenzionali unendo la sua passione per la moda al suo background tecnico. Fabriano è un accessorio curioso realizzato da una serie di cestini di carta sovrapposti che una volta riempiti diventano il sacchetto stesso da gettare, facilitando in questo modo l’accumulo e lo smaltimento dei rifiuti cartacei.

Il risultato sono borse dalle forme semplici che propongono abbinamenti di materiali sorprendenti. Questa versione in pelle e spugna naturale l’abbiamo trovata da Kilt in Galleria Duomo al numero 5, Brescia.

Disegnato da Riccardo Nannini, Domenico Orefice e Emanuele Pizzolorusso

Dalle ceneri di un vecchio stampo in vetroresina per la produzione di dissuasori stradali, nei magazzini polverosi di una grande azienda di scope, prende forma lo SVITATO, un appendiabiti dalle sembianze aliene. Disegnato da Andrea Vecera per TorinoLab

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Enrique Luis Sardi assieme al team Lavazza e Cataldo Parisi hanno creato Lavazza Cookie Cup, la tazzina da caffè realmente commestibile, a base di zucchero, lavorato in modo da farlo diventare impermeabile al caffè, e rivestita di frolla. In questo modo la tazzina può essere realmente mangiata, come se fosse un biscotto, una volta che si finisce di sorseggiare il caffè. Questa creazione non è solo un’idea bizzarra ma anche un utile sistema per evitare di buttare via una quantità enorme di tazzine di carta o di dover lavare ogni volta la tazzina, con una considerevole riduzione dell’impatto ambientale in entrambi i casi.

Si tratta di una borsa shopper con stampa della famosa Birkin Bag di Hermes disponibile in vari colori. Non è una replica o imitazione: è una borsa prodotta da un marchio di Taipei BANANE TAIPEI. Coloratissimo esempio di una eco bag (completamente realizzata in canvas). Per chi non si accontenta di un’icona, per chi vuole un’idea e non si accontenta di un solo costosissimo poco “eco “e poco “politically correct” esemplare. Disponibili da Kilt, Brescia.


Tendencity

Ci avevi mai pensato? IL CONO GELATO. Il Cono gelato è un contenitore per il gelato di forma conica aperto alla base, spesso fatto di una pasta commestibile (wafer), da impugnare con la parte aperta in alto. Il primo cono fu inventato a New York City da un Italiano di origine marchigiana, Italo Marchioni. L’idea nacque da uno stato di necessità dell’italiano, visto che inizialmente il suo gelato veniva servito in bicchieri di vetro. Capitava di frequente che i medesimi non venissero restituiti al gelataio, o che si rompessero accidentalmente scivolando dalle mani dei clienti, comportandogli dunque una piccola perdita di capitale. Disponibile in tutte le gelaterie, per tutti, anche gluten free.

Una seconda vita è un centrotavola in ceramica. I piccoli fori a tratteggio delineano all’interno del centrotavola una serie di forme ellittiche che in caso di rottura potrebbero “salvarsi” e quindi, svincolarsi dal contesto del centrotavola acquisendo una propria autonomia di piccole ciotole. La rottura accidentale può trasformarsi così da evento negativo a evento generatore di nuovi stimoli e nuove realtà. Questo oggetto può essere un sorta di ammonimento a non disfarsi delle cose con troppa facilità, nemmeno quando, apparentemente, sono solo dei cocci. Disegnato da Paolo Ulian.

RUA CONFETTORA 17 a Brescia, spazio dedicato alla ricerca con campo design Giovane e innovativo propone gli accessori di Claudia Chaves.

Cotton bag e T shirt da Londra, Victory Brand London, che realizza tutto in cotone organico, i disegni li realizza lei a mano, e per la stampa utilizza solo energia eolica.

Aneis en cortica e latao.

Pazzesche! Le abbiamo trovate da Noisette, Contrada del cavalletto 5b Brescia.

Come unire alla perfezione un corso di disegno industriale, l’interesse per l’ecologia e i prodotti impatto zero? Ecco un’idea che ci arriva direttamente dal Portogallo: una collezione di gioielli in materiali poveri, territoriali. Il prezzo sorride al portafoglio e l’effetto potrebbe addirittura ricordare lo stile Vionnet.

Moscardino è una posata multiuso. Pensata per riunire in sé le funzioni della forchetta e del cucchiaio, questa posata usa e getta sintetizza in un unico artefatto due degli attrezzi indispensabili per portare il cibo alla bocca. I rebbi della forchetta diventano impugnatura del cucchiaio, che a sua volta si fa impugnatura della forchetta, in un rapporto di perfetta reversibilità. L’invenzione progettuale è funzionale ai mutamenti in atto nella pratica della nutrizione (mangiare in fretta, in piedi ed in maniera informale). Di ridotte dimensioni, adatta anche ai bambini, questa posata è realizzata in Mater-bi, una bioplastica ricavata dall’amido di mais completamente biodegradabile. Disegnata da Giulio Iacchetti e Matteo Ragni per Pandora Design

Heeley parfums. ‘Figuier’: sorprendente per la precisione che ha nell’evocare la fragranza naturale della pianta di Fico del Mediterraneo, dall’aroma fresco e intrigante: perfetto per l’estate! Ci piace perché ogni dettaglio, dalla creazione del profumo sino alla selezione delle materie prime, al packaging eco friendly e al tappo di legno inciso, è disegnato ‘in casa’. Il packaging è realizzato in materiale riciclato e completamente riciclabile: può diventare un vaso di fiori. Bracciale

Da Crabtree & Evelin, in via X giornate 81 a Brescia. 21


Tendencity Cosa c’è nell’armadio (delle meraviglie)?

Abbiamo aperto l’armadio e trovato un look fresco facile, dall’eleganza senza tempo. I materiali profumano d’estate e di tradizione squisitamente made in Italy. Lino canvas e cuoio grezzo intrecciato rigorosamente a mano. Cuoio invecchiato ad arte. Cristallo, metallo brunito e seta per gli accessori. La palette colori è delicata, dai tratti polverosi: ricorda i colori della terra e del mare. Bianco ottico, tabacco intenso e slavato. Nella pashmina i colori del mare, desaturati in abbinata a un meraviglioso color burro impalpabile. Le forme morbide, adatte a tutte rendono questo look un’ispirazione. I pezzi sono dei classici e possono essere facilmente rivisti, rivisitati o semplicemente copiati. Camicione in lino abbinato a cappello a tesa media, da vera signora. Gli occhiali grandi, con lente degradata marrone scuro rigorosamente vintage. La borsa è grande, capiente, adatta in vacanza e in città; la forma è quella della postina classica, proposta in questa versione in un bellissimo blu oltremare. Lo stivaletto di cuoio intrecciato ci piace perché ben si abbina a qualsiasi cosa: sdrammatizza un importante abito lungo dandogli un’inconfondibile tocco “hippie chic” e può essere portato con disinvoltura anche con shorts e tshirt. Gli accessori sono leggeri e luminosi: valorizzano e completano il look senza appesantirlo. Anche d’estate never without: la pashmina. In questa versione leggerissima e di fattura superlativa, risolve ogni outfit fornendo una rapida ed efficace soluzione in formato “borsetta” per gli sbalzi di temperatura improvvisi.

Si ringrazia per la disponibilità L’armadio delle Meraviglie, Corso Cavour 10/A Brescia.

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Informazione pubblicitaria

TEMPO E TRADIZIONE CON TOO LATE TUTTO CAMBIA, TUTTO SI TRASFORMA. Irriverenza, innovazione, creatività, questi i tre fondamenti con cui il brand TOO LATE concepisce, crea e diffonde i suoi prodotti e il suo stile di vita. Orologi e accessori non sono più status symbol, emblemi di ricchezza, ostentazione del lusso, ma oggetti nuovi e fuori dagli schemi. Gli orologi e gli accessori Too Late sono proposte accattivanti e inconsuete che diventano irrinunciabili segni distintivi.

Con Mash-up lo stilista sei tu! Design fresco e adatto a tutti i polsi, Mash-up è il segnatempo che ha conquistato anche i più refrattari al cambiamento. Too Late ha ampliato la gamma di cinturini e quandranti: oltre 1000 combinazioni per liberare la fantasia e creare l’orologio perfetto per te.

Neo, il bracciale che segna il tempo. Un bracciale unico nel suo genere, basta un tocco delle dita per far comparire l’ora con una luce led irreale. Un’idea così innovativa da farne l’oggetto più venduto nei Too Late store di tutto il mondo.

Furoshiki, la tradizione diventa moda. Furoshiki trasforma una semplice tela in un’infinità di borse diverse, comode e bellissime e testimonia la ricerca della raffinatezza e il gusto della cultura giapponese. Too Late rivisita in chiave moderna un oggetto della tradizione e lo trasforma in un accessorio cool. Un’idea regalo intelligente e creativa per distinguerti da subito con un oggetto da reinventare quando e come vuoi. È il modo più pratico ed elegante per creare l’alternativa più chic alle classiche borse o per remixare il tuo bauletto. Come spesso succede, col ritorno in auge di tradizioni lontane, i benefici sono infiniti. Milioni di sacchetti di plastica non vengono usati e poi gettati, la bellezza diventerà protagonista dei tuoi gesti quotidiani.

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Niu magazine è lo strumento che comunica e veicola i valori e i plus di Metropolitana di Brescia: tecnologia, design, leggerezza, ecososteni...