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FONDAZIONE "BENEDETTA É LA VITA" onlus GALLERIA TECHNÈ CONTEMPORARY ART

FELICITÀ DOVE SEI

GERALD BRUNEAU NINNI DONATO VITTORIO GUI MUSTAFA SABBAGH LUIGI SPINA


DAL

16

AL

21

MARZO

2015

GALLERIA TECHNÈ CONTEMPORARY ART VIA DEI

CORRETTORI, 6 ­ REGGIO CALABRIA

tel. 0965 312359


il nostro ringraziamento va a tutti gli artisti che con entusiasmo ci hanno seguito in questa iniziativa e al Dottor Fabio De Chirico, della Direzione Arte e architettura contemporanee del Mibact, il cui sostegno è stato, come sempre, prezioso.

FELICITÀ DOVE SEI

GERALD BRUNEAU NINNI DONATO VITTORIO GUI MUSTAFA SABBAGH LUIGI SPINA


ABOUT

TALKING

“Chi cammina lungo le strade senza meta viene colto dall’ebbrezza. Ad ogni passo l’andatura acquista una forza crescente; la seduzione dei negozi, dei bistrot, delle donne sorridenti diminuisce sempre di più e sempre più irresistibile si fa, invece, il magnetismo del prossimo angolo di strada, di un lontano gruppo di foglie, del nome di una strada…”. (W. Benjamin) ...la mia felicità è luogo aperto, permeabile, indeterminato. Omettendo il punto di domanda dal titolo della mostra trasformiamo l’agire inquieto della ricerca nella consapevolezza quieta della risposta: non esiste una sola felicità e non esistono felicità trascurabili. Se immaginiamo la felicità quale espansione, diviene agevole il collegamento con gli spazi dell’arte e l’agire degli artisti che, per folgorazioni e racconti, staffilate e storie, compongono e ci offrono il loro perfido e irresistibile catalogo dell'allegria di vivere. Cinque artisti, ovvero cinque circumnavigazioni sulla sensazione della pienezza, lavorano nel “presentimento” d’imbattersi nella cosa giusta. Approcciano la felicità operando una lettura al contrario nella quale le inevitabili somiglianze tra artefice e oggetto­soggetto conducono a un punto d’intersezione, a un’esperienza che è coinvolgimento, relazione. La “restituzione” genera la conferma ora coreografica, ora blasfema, ora religiosa, ora sentimentale ma sempre compiuta che l’idea di bellezza cambia, l’idea di felicità, resta immobile, profondamente inscritta nel proprio sé. Ma l’idea di felicità è la felicità stessa? È domanda destinata all’oblio. Il superamento della quale è nell’ironica, struggente voluttuosità del fiore bianco di Vittorio Gui, appagante tanto da sospendere ogni riflessione su come quello stesso fiore, strappato alla sua palette di colori, possa divenire allegoria di una felicità. O in Ninni Donato che immortala una creatura delicata che immersa nel melodramma di una casa­teatro, universo di nonne, nella spontaneità della posa, con sguardo greve e senza sbavature, condanna il mito della contemporaneità. Di Gerald Bruneau riconosco l’innato romanticismo, la ricerca dell’attimo in qualsiasi tempo o luogo egli si trovi. Ovunque coglie spettacoli ipnotici, felicità in uno stato avanzato d’ebbrezza o di consapevolezza. In egual misura. Appropriandosi dell’estetica mitologica, Mustafa Sabbagh scorre in un fiume Noire, Black, Nero, trasformandolo in luce argentea. Mentre si nasconde dietro la maschera del produttore d’immagini, se ne nutre sdoppiandosi e si sostituisce al soggetto. Chi se non lui dietro ogni figura? Luigi Spina appartiene all’aristocratica formula che declina la bellezza eterna in contemplazione, gli orizzonti in orizzontali paralleli. Alchimia dell’intangibile; componente perversa che attraversa la trama della sua ricerca. E la felicità? Sempre quella del flâneur, per i più, improbabile storico del presente. Jasper Wolf


EVENT

THE

Prima ancora di presentare l'evento fotografico "Felicità dove sei….", organizzato dalla Fondazione "Benedetta è la Vita Onlus" in collaborazione con la Galleria Technè Contemporary Art, vorrei dedicare poche righe per illustrare i valori della Fondazione, che nasce nel febbraio 2013 su iniziativa dei familiari e degli amici di Benedetta Nieddu del Rio, per ricordarne lo straordinario esempio di vita e tradurne in iniziative concrete lo spirito e la voglia di vivere che la malattia e le difficoltà non sono mai riuscite a scalfire. La Fondazione, in questi due anni di cammino, si è riconosciuta appieno in quel che Benedetta con leggerezza e semplicità ha saputo indicare a noi tutti che l' abbiamo conosciuta ed amata: fiducia, coraggio, energia, attenzione agli altri. Ed è proprio sulla base di questo sentire che la Fondazione ha operato ed opera: nel sostegno alla ricerca scientifica e nelle iniziative di solidarietà a sostegno di minori in situazioni di disagio c'è sempre il cuore di Benedetta, che non ha mai smesso di credere nel potere della speranza e non ha mai perso il suo meraviglioso sorriso. Ed ora ecco il tema della mostra

FELICITA’ DOVE SEI…. Temiamo la felicità. Non osiamo dire che la cerchiamo e la desideriamo. Quando siamo felici: siamo impauriti. Immaginiamo possa finire improvvisamente. Ma, soprattutto, pensiamo non sia un nostro diritto essere felici: falso. Come ci insegnano gli Stati Uniti d’America, che nella loro Dichiarazione d’Indipendenza riconoscono il diritto alla ricerca della felicità. Riteniamo di essere felici per un caso: in parte è vero. Ma proprio per questo, dobbiamo gustare intensamente tutti i momenti di felicità. Accumulandoli come un tesoro: ci sosterranno nelle burrasche della vita. Questo è lo spirito di Felicità dove sei…………… l'evento fotografico organizzato dalla Fondazione in collaborazione con la galleria Technè Contemporary Art. Accanto ad artisti noti, anche a livello internazionale, anche dei non professionisti, ai cui scatti viene riservato uno spazio espositivo apposito “La stanza di Benedetta”. L’obiettivo è quello indicato da Jacques Prévert con le sue parole Anche se la felicità ti dimentica un po', tu non dimenticarla mai del tutto. No, noi non vogliamo dimenticarla: ma condividerla con voi assieme a Benedetta, i cui occhi continuano a parlarci, e al suo amore per la vita. Con un sorriso, perché se sorridi alla vita la vita ti sorride. Per scoprire, infine, che la felicità è dentro di noi: basta cercarla. Tonino Nocera


GERALD BRUNEAU

In gioventù lavora in Francia come attore cinematografico con Georges Lautner e Michel Audiard e come tecnico delle luci in concerti rock (Canned Heat, Genesis, Moody Blues, Pink Floyd): esperienze che avranno influenza sul suo gusto fotografico, dalla forte connotazione pop. Con la compagna Giovanna Pignatelli d’Aragona Cortes si trasferisce nel 1974 a New York, dove frequenta Andy Warhol, e lavora come fotografo delle mostre di pittura della "Factory". Nel 1978 torna in Italia dove realizza ritratti fotografici caratterizzati dall'eccentricità dei soggetti e da una surreale ironia visiva. Nel 1983 realizza uno “scoop” fotografico sul latitante Raffaele Pasquale Graziano, sindaco camorrista di Quindici, e comincia a dedicarsi al reportage sociale. Nel 1988 lavora Negli Stati Uniti, dove segue le campagne elettorali dei candidati Jesse Jackson e George W. Bush per "L'Espresso", e realizza un travelogue visivo in Mississippi, dove ritrae leggende viventi del Blues tra cui Louisiana Red, Othar Turner, Sam Carr, Booba Barnes e James Thomas, pubblicato dalla rivista "Tu". Dal 1989, per vent’anni, è uno dei più noti fotografi dell’Agenzia Grazia Neri, realizzando ritratti, copertine e servizi per “Washington Post”, “Time”, “Newsweek”, “Le Figaro”, “Le Monde”, “Wall Street Journal”, "Der Spiegel", “L’Espresso”. Del 1989 sono i reportage fotografici in Israele e in Kurdistan realizzati con la giornalista Lucia Annunziata per Il Venerdì di Repubblica, nel 1990 fotografa il 1º maggio a Tirana con lo scrittore Giordano Bruno Guerri per la rivista "Chorus", e realizza in Russia un reportage sull’Armata Rossa. Nel 1994 conosce a Roma l’ex brigatista, scrittrice e fotografa Adriana Faranda, che ne diventa la compagna di vita e di lavoro. Del 1997 è un reportage in Texas sui condannati nel braccio della morte della prigione di Huntsville dopo l'esecuzione di Joseph Paul Jernigan, per il libro di Pino Corrias Ghiaccio Blu, un reportage sulla tossicodipendenza nel Bronx e nell’East Village di New York con il programma “Needle Exchange” per "Sette" del "Corriere della Sera" e sui "niños de la calle" a Città del Messico per "Specchio" de "La Stampa". Collabora con “Sette” del “Corriere della Sera” e “Vanity Fair” in Italia, “Newsweek” negli Stati Uniti, “Die Welt” e "Frankfurter Allgemeine" in Germania e "El Pais" in Spagna. Negli ultimi anni torna a dedicarsi alla fotografia d’arte, con provocatorie rivisitazioni di icone della classicità. Tra queste eco mediatica e polemiche internazionali ha suscitato il foto­evento sui Bronzi di Riace “Warriors in Furs”, dell’estate 2014.


GERALD BRUNEAU, BECAUSE

THE NIGHT

(NEW YORK, 1995),

DIM. VARIABILI


NINNI DONATO

Di origini siciliane vive a Reggio Calabria. Ha formazione umanistica. La fotografia è strumento privilegiato di una personale ricerca iconografica che non solo si esprime con materiale trovato, ma che ricreando una nuova realtà a sé stante opera il collegamento tra l'uomo e il suo oggetto relazionale per eccellenza, il passato. Ha esposto in Italia e all'estero ed è stato indicato da prestigiose testate, quali Le Monde e Wall Street International, tra i talenti emergenti della fotografia italiana. ... C'erano due fratelli che vivevano in un regno immaginario. Un giorno, chiamati in guerra dal Re, partirono per paesi lontani. Ritornati a casa, i giovani soldati a cui avevano promesso il mondo, il mondo lo portarono con sé, tutto compresso in una valigia piena di cartoline illustrate. Ed ecco il Colosseo, le Piramidi, il Partenone, la Torre di Pisa, il Ponte di Westminster, ed ancora l'aereo, la locomotiva, l'automobile, l'aeroplano e poi la balena, il pinguino, il rinoceronte, la farfalla ed ancora e ancora. Lo sguardo che tutto osserva, sceglie e ritaglia, stava tracciando il primo Universo in formato tascabile. Omaggio alla fotografia, questa sequenza tratta dal film Les Carabiniers di Godard – ripresa poi dalla Sontag quando parla di “esperienza catturata” e di appropriazione “della cosa che si fotografa” ­ conserva, intatta nel tempo, tutta la poesia, la comicità sinistra e l'attualità del medium fotografico. La valigia, il deposito di immagini, la cartolina illustrata, il viaggio, il prelievo, ma anche la memoria e il ricordo, il rapporto intimo e personale che lega lo sguardo di chi guarda a quello di chi è guardato in un unico rapporto dialettico, sono ancora oggi gli elementi portanti di un linguaggio in continua evoluzione e che probabilmente più di ogni altro ha rappresentato la fluida parabola delle arti del Novecento. (Serena Carbone ­ da Trauerarbeit) ...Mi ha poi rapito la maestria nei ritratti del siciliano Ninni Donato, che affronta l’angoscia del tempo generando immagini che attraggono nostalgicamente per la forza espressiva ed emotiva che emanano e a cui desideri tornare. (Paola Riccardi ­ Milano Arte Expo 2013)


NINNI DONATO, THE

DREAMCATCHER

#1 足

CM.

60

X

90, 2015


VITTORIO GUI

Only one half of the world is visible, the other remains invisible.” Vittorio Gui nasce a Bologna il 25 agosto del 1966, lo studio e la pratica delle discipline orientali ricopre una parte molto importante nella vita e nel percorso dell'artista, che ha anche frequentato, nel 2004, il primo corso di QiGong, presso l'Università di Beijing. Dedica quindi ai suoi studi e alle sue pratiche una ricerca artistica che inizia con la fotografia per svilupparsi ad altre tecniche fino ad arrivare alla scultura, ma il tema dominante delle sue opere è sempre la spiritualità in tutte le sue forme. Espone in varie gallerie internazionali, come Voss Gallery di Dusseldorf, Albemarle Gallery di Londra, Piretti art Gallery del Belgio, GALERIE CAROLINE DECHAMBY, Swiss, partecipa a varie fiere dell’arte internazionali, come ; Art Cologne, Art Brussels, Art Frankfurt, Art Paris, Art London , Photo miami Palmbeach3 , Miami. La fotografia non è altro che un mezzo, un veicolo, per rappresentare e mostrare al pubblico l'essenza di una filosofia e di una continua ricerca su noi stessi e sul mondo circostante per arrivare a comprendere ciò che noi siamo ed il significato del mondo stesso. Il punto di partenza di Gui è la meditazione e lo studio di filosofie orientali, un sapere millenario trasmesso non soltanto da testi o trattati, ma da pratiche e gesti ripetuti per millenni da centinaia e centinaia di persone. Un modo per comprendere e vivere sulla propria pelle il fascino ed il mistero della vita, partendo proprio dal nostro stesso corpo e dalla nostra mente, una sorta di metafisica applicata, se così si può chiamare, per indagare e studiare l'essenza delle cose. In fondo se ripensiamo ai grandi mistici della tradizione cristiana ci ritroviamo di fronte a vere proprie esperienze fisiche, che vanno ben oltre il semplice raccoglimento della preghiera; attraverso la concentrazione della mente l'uomo sembra raggiungere un livello più alto di coscienza, che a seconda delle credenze spirituali di ognuno può essere vissuta come un avvicinamento a Dio, il raggiungimento di un livello di esistenza più alto o semplicemente una visione diversa della realtà.... ...Scene quasi astratte, dalla composizione geometrica e rigorosa, giocate interamente sul bianco e nero, dove ombra e luce, materia e spirito si incontrano per annullare le differenze e le opposte energie in cerca della realizzazione di un tutto, “verso una depolarizzazione”. (Presentazione artista Galleria Barbara Frigerio)


VITTORIO GUI, V0043 足

DIM. VARIABILI,

2015


MUSTAFA SABBAGH

« La vera bellezza ferisce » Nasce in Giordania, ad Amman, di famiglia italo­palestinese, consegue la laurea in architettura all'Università IUAV di Venezia e si trasferisce a Londra, dove si forma come assistente di Richard Avedon, collaborando anche con il Central Saint Martins College of Art and Design. Al ritorno in Italia si stabilisce a Ferrara, ma è spesso impegnato in varie parti del mondo sia come docente in workshops fotografici, sia per la realizzazione di shootings pubblicati su diverse riviste ­ quali The Face, Vogue, Sport & Street. Dal 2005 si concentra sull'arte figurativa; le sue opere sono incentrate sulla pelle come "diario dell'unicità dell'individuo", che spesso dipinge di nero come critica sociale e sfida tecnica, e su mises en scène atte soprattutto a contestualizzare nel contemporaneo le allegorie della storia dell'arte (principalmente fiamminga e barocca). Nel 2013, nella serie Fotografi di Sky Arte HD, è stato definito uno degli "otto artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo". Secondo il curatore e storico dell'arte Peter Weiermair, Sabbagh è "uno dei cento fotografi più influenti al mondo", e unico italiano fra i quaranta ritrattisti di nudo più importanti su scala internazionale. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei italiani e stranieri. Tra di esse, risale al dicembre 2014 l'acquisizione di un suo dittico nella Collezione Farnesina. Scrive Patrizia Silingardi: “La fotografia di Mustafa Sabbagh è una distillazione limpida, una preziosa cristallizzazione: una tecnica esattissima grazie alla quale è possibile restituire l’incostante empirismo emotivo della realtà. Nel dissennato tentativo di catturare il fagocitante flusso del tempo, le fascinazioni del sidereo, del lenticolare, di quell’estetica d’oltralpe – che dalle antiche intuizioni della Scuola delle Fiandre, si compie nell’odierna avanguardia scandinava della fotografia – si susseguono nel ritrarre un corpus di adolescenziali fisionomie intrise di raro lirismo. Di consueto si tratta di ritratti semplici e dimessi, puliti e minimalisti, pur sempre diffusi di luce impietosa su inquadrature implacabili. Nonostante qualche deliquiale paesaggio compare nel ricordo di taluni capolavori del cinema e della pittura, l’en plein air quasi scompare. Eluso ogni contesto circostanziale – solo talvolta compaiono gli accessori, le stanze e le suppellettili – rimangono le insistenze di un nulla fluttuante, di un (sotto)fondo pallido, un sipario rigido che racchiude lo spazio, cattura e obbliga i soggetti al vicinissimo imbarazzo del primo piano di visione. E, infatti, come omaggio alla beauté convulsive e alla carnalità perturbante, la camera di posa è di consueto una sorta di asettico boudoir dove sono catturate le pose private e le disposizioni d’animo di controversi dandies efebici e pasoliniani o di compiante ninfe, belle come lo fu Christiane F. o la Marchesa Luisa Casati”.


MUSTAFA SABBAGH, UNTITLED 足 2014


LUIGI SPINA

Luigi Spina si muove – dilatando il tempo – attraverso gli spazi e le coste mitiche della Sicilia e della Campania, tra le spiagge di Citara, Ischia o Capo d’Orlando e i luoghi classici dell’archeologia greco­ romana. Spina è meridionale e indossa l’abito frequentato dai grandi viaggiatori stranieri, da Goethe in poi, oscillando tra natura e storia. Con la scatola oscura del suo banco ottico indaga e vive i luoghi dell’abbandono, della rovina e di una bellezza meridiana complessa, mai scontata, da restituire alla luce. Ha esplorato per lungo tempo spazi espositivi e depositi del Museo Archeologico di Napoli, i fantasmi dei resti archeologici dei Campi Flegrei, gli affreschi delle case pompeiane. Nel Museo Nazionale ha trascorso dieci anni della sua vita aggirandosi tra i corpi inanimati di centinaia di sculture, producendo migliaia di scatti, lenti, ponderati. Le statue della collezione Farnese si animano del soffio vitale ed erotico della fotografia. Poco o nulla a che vedere con la lunga e prestigiosa tradizione della documentazione fotografica dell’arte, con le radici ottocentesche di un incontro predestinato e consacrato dalla riproducibilità tecnica di Sommer e Rive, dei fratelli Alinari e di Giacomo Brogi. Ercole e Afrodite materializzano sogni erotici che instaurano un dialogo a distanza con i corpi mediterranei fotografati più tardi dal barone Von Gloeden, e poi abbondantemente nel Novecento da Herbert List, o con i dettagli plastici eternati da Robert Mapplethorpe, tessendo un percorso che ci porta al consumo dei corpi marmoreizzati del glamour negli anni Ottanta e interagendo direttamente con il desiderio dello spettatore proiettato in fotografia. Poi il mare e le coste prescelti della Sicilia e della Campania, trasfigurati in architetture crepuscolari, inquietanti ed eterne, fino all’ultimo viaggio, rinchiuso tra i fantasmi del Cimitero Monumentale di Messina, per alcuni mesi, a ricostruire una Spoon River, in bianco e nero, popolata da un mosaico di busti e facce, sculture che ritraggono bambini, uomini e donne, intere genealogie familiari di una città, e di una civiltà, interrotta violentemente dal terremoto del 1908. Comunque l’occhio di Spina sembra tracciare i confini di un immenso parco archeologico – musei, scavi, sculture, monumenti, luoghi dimenticati, cimiteri – disabitato da tempo e dove la storia si fonde alla natura, assumendo i tratti delle rovine abbandonate a se stesse. I suoi progetti fotografici scandagliano una possibilità diversa: quella di riabitare il passato nel presente e renderlo vivibile virtualmente, e nuovamente attraversabile, prima di tutto attraverso l’occhio e il desiderio dello spettatore. L’incontro della fotografia con la materia inerte restituisce nuova vita immaginativa alle innumerevoli storie mediterranee dimenticate e non più raccontate. Che attendono solo di rivedere la luce. Le scatole del mondo di Giovanni Fiorentino, The Buchner Boxes, 5Continents Editions, Milano.


LUIGI SPINA, FIUMEFREDDO (DA IL

SENSO DEL MARE)

DIM. VARIABILI,

2014


Exhibitions

GERALD BRUNEAU Ultime mostre: 2014 “L’Italia vista dal Mondo. La Stampa Estera compie 100 anni” al Museo dell‘Ara Pacis di Roma, come membro della Stampa Estera in Italia “Le astronome dell’INAF” al Festival della Scienza di Genova; “Donne allo specchio” alla galleria Borghese, a Roma. Triennale di arti visive 2014, Roma

NINNI DONATO Ultime mostre: 2015 Galleria Civica di Monza. 2014 Artsiders, Galleria Nazionale di Palazzo dei Priori, Perugia Festival di Fotografia Europea, Reggio Emilia. AAF 2014, Metropolitan Pavillion Chelsea, New York. The grass grows", fuori salone Art Basel, Basilea. 2013 Museo Nazionale “Giovanni Fattori”, Livorno. “Trauerarbeit”, Padiglione Nazionale Bangladesh, 55th Biennale di Venezia. Oltre il ponte, giornate AMACI, Museo delle Trame Mediterranee, Gibellina. Galleria Nazionale Palazzo Arnone, Cosenza e “MACA”, Acri. Acquisizioni: Collezione Farnesina" Ministero degli Affari Esteri, Roma, Palazzo della Farnesina Museo delle Trame Mediterranee, Fondazione Orestiadi, Gibellina (TP)

VITTORIO GUI Selezione di mostre: 2014 Artsiders, Gallleria Nazionale Palazzo dei Priori, Perugia. 2010 Alle porte del nulla, Bologna 2009 Piretti Art Gallery, Belgio 2008 Museo Villa delle Rose “ Not so private “ Bologna 2007 Allarmicomo 3, curatori; Cecilia Antolini,Ivan Quaroni, Alessandro Trabucco, Alberto Panchetta. Como 2006 BonOmnia, Palazzo Fava Bologna a cura di Philip Daverio, Elena Agudio e Umberto Zampini Museo della Permanente di Milano, La Bellezza Premio Michetti 2006, a cura di Philip Daverio Galleria d’arte contemporanea palazzo Ducale di Pavullo ( Mo ) Flowers, il fiore nell’arte contemporanea. Curata da Paolo Donini e Daniela Del Moro 2005 “Ex Voto”, Chiesa di San Gallo ( Venezia,Padiglione Italia ), a cura di Philip Daverio 2004 Quadriennale di Roma; Torino


MUSTAFA SABBAGH Selezione di libri: 2014 17:17, edizione limitata e fIrmata di 34 copie, ed. Danilo Montanari 2013 Solo, edizione limitata e firmata di 81 copie, a cura di Peter Weiermair 2012 Memorie Liquide, ed. Fondazione Ferrara Arte 2010 About Skin, ed. Damiani Selezione di mostre: 2014 Nirvana, MUDAC Musée de Design et d'Arts appliqués Contemporains, Lausanne Artsiders, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia Trame di Cinema. Danilo Donati e la Sartoria Farani, Villa Manin, Passariano UD Faceless, Mediamatic Museum, Amsterdam 2013 Tutto si muove, Castello di Rivara Centro d’Arte Contemporanea, Rivara (TO) Hot ­ a cura di Luca Beatrice, De Magistris Arte Contemporanea, Milano Köpfe und, Centro d’Arte Contemporanea Ticino, Bellinzona La Nuit des Images, Musée de l'Elysée, Lausanne 2012 Memorie Liquide, Museo Boldini, Ferrara Alis volat propris, We*Do Gallery, Bangkok Génesis, Galéria H2OMás, Barcelona 2011 PS1, Contemporary Art Foundation, San Francisco 2010 Art Fall, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara

LUIGI SPINA Personali selezionate: 1999 Amphitheatres, Naples, National Archaeolgical Museum 2000 Between art and faith, Palermo, Dante Library 2001 Amphitheatres, Milan, San Fedele Galley 2006 Rituals Portraits, Naples, National Archaeolgical Museum Rituals Portraits, Rome, Deutsches Archaologisches Institut Around an Angel, Padula, Charthreuse of San Lorenzo 2007 The Beggar Prince, Naples, Santa Maria Maggiore 2012 My world in five acts, Tashkent, Gallery of Fine Art of Uzbekistan Collettive selezionate: 2001 Nel segno del paesaggio, Lecco, Melesi Gallery 2007 Carosello italiano, Biella, Boglietti Palace 2008 Arte Moderna Contemporanea, Rome, EUR 42 Palace The Village of Art, Caserta, Royal Palace 2010 ‘O VERO Naples in the viewfinder, Naples, MADRE International Photography Festival of Rome, MACRO Future, Rome 2011 The light beyond the wall, Villa Adriana, Rome 2012 Objectives Objectivity Officine Fotografiche, Rome Antinoo, the charme of beauty, Villa Adriana, Rome


Profile for Ninni Donato

Felicità dove sei  

Minicatalogo della mostra di fotografia presso la Galleria Technè Contemporary Art dal 16 al 21 marzo 2015 con Gerald Bruneau, Ninni Donato,...

Felicità dove sei  

Minicatalogo della mostra di fotografia presso la Galleria Technè Contemporary Art dal 16 al 21 marzo 2015 con Gerald Bruneau, Ninni Donato,...

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