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Modello di Formazione (cfr mappa) STATO REGIONE Sistema di aggiornamento dei docenti in servizio

Per le Scuole di ogni ordine e grado Tenuto conto che la formazione in servizio del personale scolastico (così come del personale di ogni contesto lavorativo), dovrebbe riguardare non solo insegnanti ma tutto l'ambiente lavorativo, si propone un Piano di Formazione sul territorio, periodico, articolato come segue: Forum territoriale REGIONALE - in cui i diversi soggetti del territorio potrebbero essere invitati ad analizzare i bisogni formativi attraverso indagini territoriali e analisi dei bisogni e raccordare le rispettive iniziative. In questo contesto va mantenuto il sistema "misto" pubblico-privato, formale e non formale, (favorendo l'iniziativa di scuole, associazioni, enti, imprese, aziende, università, ecc..) a garanzia di pluralismo culturale e di autonomia di ricerca. INDISPENSABILE: adottare la cultura del “pensare” e del “fare”; superare i bizantinismi e pianificare strategie concrete; ridurre i tempi di finanziamento, che si presume possano essere sinergici del territorio nazionale, locale ed europeo. Il Forum Regionale, così articolato, prepara periodicamente un "booklet" con le offerte di aggiornamento, da diffondere pubblicamente, rinnovabile per ogni annualità e in parallelo un sito provvisoriamente chiamato WEB LEARNING REGIO (vedi esempio di best practice http://www.progettotrio.it/trio/) dove trovare prodotti e servizi formativi afferenti ad aree tematiche trasversali specifiche (questo esempio della REGIONE TOSCANA contiene 450 pagine di offerte formative). Il Catalogo dei Corsi, costituito dalla parte cartacea e dalla parte online, è suddiviso in percorsi tematici trasversali, percorsi disciplinari e altri percorsi. Il Piano di formazione rappresenta una iniziativa per coinvolgere i docenti alla formazione che deve essere parte costitutiva del sistema. La formazione per essere efficace e per apportare trasformazioni e „il valore aggiunto“ nel sistema, di cui il docente fa parte, è necessario che


venga „mediata“ da figure all'interno delle Istituzioni scolastiche. In questo contesto il Dirigente Scolastico, anello della formazione, assume il piano regionale come piano strategico all’interno delle istituzioni scolastiche e promuove una serie di attività correlate alla programmazione della formazione. In questo il Dirigente scolastico è affiancato dal Referente dell'aggiornamento e dallo specifico Dipartimento di ricerca (o gruppo di lavoro). Il referente per l'aggiornamento e per la ricerca, composto da un team specifico, può rappresentare un gruppo di lavoro da cui si diramano e da cui vengono avviati, appositi momenti di formazione, di supporto, di documentazione. (DPR 275 all’art. 6 “Autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo“). Il Collegio dei docenti delibera una tipologia di formazione che sarà obbligatoria e ne suggerisce un'altra di tipo volontaria, tenuto conto delle esigenze formative.

Dall’autonomia di ricerca alle Reti di scuole DPR 275 Art 7 e Art 9 integrazione tra scuole e territorio. In parallelo alla proposta precedente, il Collegio dei docenti, nell'ambito del sistema italiano e dell'autonomia scolastica, promuove e organizza una serie di iniziative atte a promuovere una dimensione europea della formazione dei docenti attraverso le seguenti modalità: • • • • • • • •

Reti di scuole Scambi di docenti e best practices Stages Learning Networks Workshop docenti – studenti Job-shadowing, Tirocini d’impresa Scambi di alunni/classi e gemellaggi

Sarebbe un segnale forte garantire per legge una quota minima per la formazione e la ricerca, all'interno del bilancio della Pubblica Istruzione (ad esempio dell'ordine dell'1%) – vedi articolo di Tullio De Mauro Altra misura emblematica sarebbe la possibilità di detrarre le spese di formazione (corsi, libri, convegni) dalla dichiarazione annuale dei


redditi, come spese di produzione. In concreto, sarebbe opportuno che ogni scuola disponesse di un budget ordinario annuale medio per attività di formazione, documentazione, ricerca. Outputs Raccogliere le best practices e costruire un repertorio di formazione e restituzione di ogni esperienza, per mantenere un percorso costruttivo in un’ottica di lifelong learning Contenuti della formazione: •Ampliamento dei saperi •Sviluppo delle competenze di base e trasversali •Sviluppo e applicazione di una didattica per competenze •Sviluppo di contenuti trasversali in una dimensione europea •Sviluppo di una didattica laboratoriale formale o non formale •Ricerca Azione documenti di riforma e di riferimento europeo •Adeguamento delle metodologie •Formazione dei docenti per sostenere il cambiamento e le pari opportunità •Sviluppo di servizi per sostenere l'innovazione del sistema •Sviluppo di iniziative di formazione per la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica (una tra le emergenze europee) Altro Valutazione delle iniziative 1. Audit 2. Indagini qualitative per ogni Azione 3. Focus Group 4. Ricerca/Azione finalizzata 5. Valutazione indipendente intermedia 6. Valutazione D’Istituto 7.Partecipazione a Indagini Nazionali e Internazionali In sintesi il modello di formazione proposto tenta di realizzare un sistema flessibile, costituito da “vasi comunicanti”, rappresentati dai diversi attori che operano nel/con il sistema educativo a diversi livelli istituzionali o non istituzionali. Si tratta di costruire un sistema reticolare in cui l’integrazione tra scuole (per esempio realizzata mediante accordi di rete) si coniughi in maniera trasversale con il territorio regionale, nazionale ed europeo, non solo per ottimizzare i servizi all’interno del sistema di istruzione-formazione ma anche per creare la continuità di un sistema di apprendimento lungo tutta


la vita al cui centro sta la persona nella sua unitarietà. Raccomandazioni In conclusione queste pratiche se applicate sistematicamente, in un contesto d’uso scolastico, andrebbero ad incrementare la dimensione riflessiva, che permetterebbe di conseguire i seguenti risultati: 1-accostarsi alle problematiche educative con maggiore spirito critico; 2-Osservare/autovalutare le proprie pratiche didattiche per migliorarne l’efficienza; 3-Valutare la ricaduta sugli allievi. Per attrezzare il corpo docenti di capacità e competenze necessarie per questi nuovi ruoli, occorre un nuovo impegno da parte dei sistemi di formazione e istruzione destinati agli insegnanti al fine di: 1. disporre di una formazione iniziale e in itinere di elevata qualità e innovativa 2. attivare un processo continuo di perfezionamento personale e di certificazione delle competenze 3. incentivare le attività di ricerca 4. incrementare la dimensione europea della formazione e aumentare la mobilità dei docenti a livello territoriale, europeo e internazionale 5. attivare Reti di scuole nel territorio e a livello internazionale per portare avanti scambi di docenti, best practices, stages, job-shadowing, tirocini d’impresa, scambi di alunni/classi in specifici ambiti 6. predisporre sinergie tra istituzioni e organismi di varia natura, a livello nazionale, territoriale ed europeo 7. favorire la formazione blended ed e.learning 8. favorire i learning network e il cooperative learning 9. promuovere i workshop docenti – studenti 10.raccogliere le best practices e costruire un repertorio di formazione e restituzione di ogni esperienza, per mantenere un percorso costruttivo in un’ottica di lifelong learning 11.definire indicatori per monitorare il sistema e promuovere la valutazione continua Altro


MODELLO DI FORMAZIONE TEORICO