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74 Riviera Finale

LA STAMPA MARTEDÌ 27 NOVEMBRE 2007

ENTI LOCALI NE FANNO PARTE 17 COMUNI

Arenile La prima parte del progetto in difesa del litorale ha previsto lo scorso anno lavori di ripascimento sulla spiaggia di Loano

Tagli della Finanziaria la Comunità Pollupice è a rischio sparizione Magliolo Assieme a Rialto è l’unica località con un’altezza media di 600 metri nel Finalese

AUGUSTO REMBADO

La Comunità montana Pollupice, di cui fanno parte 17 Comuni del Finalese da Spotorno a Borghetto, entroterra compreso, rischia di «sparire». In base alle norme introdotte con la nuova legge Finanziaria si profilano, infatti, dei tagli drastici a tutte le Comunità montane italiane in nome del risparmio e della razionalizzazione. In Liguria sono 19 ma, nei primi sei mesi del 2008 se la Legge Finanziaria sarà approvata definitivamente, molte di queste sono destinate ad essere soppresse o accorpate. In particolare avranno possibilità di esistere ancora quelle Comunità montane in cui la metà dei Comuni

abbiamo un’altezza media di circa 600 metri. Nel Finalese sembrano avere questa prerogativa solo Rialto e Magliolo, anche se sono necessarie verifiche per alcuni altri Comuni. Il dato certo è che tutte le località costiere sono destinate

Per farla sopravvivere esiste anche l’ipotesi di un accorpamento con l’Alta Val Bormida ad essere messe fuori dalla Comunità montane. Nel caso del Finalese sono Spotorno, Noli, Finale, Borgio, Pietra, Loano e Borghetto. Non è ancora chiaro quello che sarà il futuro di Boissano, Toirano, Balestrino, Giu-

stenice, Tovo, Vezzi Portio, Calice e Orco Feglino. Secondo alcune interpretazione la Pollupice potrebbe mantenere 7 Comuni ed avere quindi i requisiti minimi per sopravvivere. Ma è evidente a tutti che perdendo la stragrande maggioranza degli enti locali perderebbe di forza e di sostanza. S’ipotizzano quindi accorpamenti che potrebbero vedere unire parte dell’attuale Comunità montana Alta Val Bormida con la parte della Pollupice. Sarà la Regione a dover decidere una volta che la Finanziaria sarà varata. La cancellazione della Comunità montana, presieduta da Giuseppe Morro, metterebbe in forse servizi comprensoriali come lo Sportello unico delle imprese.

LOANO L’ASSESSORE PIGNOCCA: A BREVE APPALTO E LAVORI

Diga di un chilometro a difesa della spiaggia Varato in Regione il progetto che costerà circa 4 milioni MARINA BELTRAME LOANO

Sarà lunga quasi un chilometro, la diga soffolta che sarà realizzata nel tratto antistante il litorale di Loano fra i bagni Saitta e il confine con Borghetto. Si tratta dell’ultima parte della grande protezione a mare realizzata dal Comune con vari finanziamenti. Il progetto è stato varato ieri mattina in Regione dalla Conferenza dei servizi deliberante. Il

costo complessivo è di circa 4 milioni di euro in gran parte finanziato dal Comune con i soldi incassati dalla Portobello (oggi Marina di Loano) la società privata che ha in concessione il porto turistico. Contribuiranno all’opera anche la Regione e i Bagni Marini, in particolare per la parte dei lavori che riguardano il ripascimento degli arenili. La diga sarà posizionata a blocchi («celle») a circa ottanta metri da riva. «I lavori inizieranno al più presto, ma sarà necessario prima espletare tutte le procedure per l’appalto. In ogni caso entro l’inizio dell’estate del 2009 l’intervento sarà completato. E’ l’ultima parte dell’importante lavoro fatto a protezione del nostro litorale.

Dobbiamo ingraziare in particolare, oltre all’assessore Caro Ruggeri, anche i tecnici ed i dipendenti comunali, presenti e passati, che hanno dato il loro contributo a questo progetto», spiega l’assessore al demanio Luigi Pignocca. Entro diciotto mesi dunque Loano avrà un’unica barriera sottomarina a protezione delle spiagge. Lo scopo (raggiunto secondo i Bagni marini) di questo tipo di difese degli arenili è impedire che le correnti raggiungano con forza le spiagge. L’erosione del litorale sarebbe di fatto ridotto o azzerata grazie a questo tipo di protezioni a mare. C’è ancora chi contesta questa soluzione tecnica. Questo tipo di dighe hanno in ogni modo bisogno di manutenzione.


La Stampa 2007.11.27