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CHE COS'E' UN TERREMOTO Il terremoto è un fenomeno naturale che può colpire ogni parte della superficie terrestre, si manifesta come un rapido scuotimento della terra causato dalla rottura delle rocce o zolle che compongono la crosta terrestre, che in questo modo liberano l'energia in essa accumulata. I terremoti e gli altri fenomeni naturali come le alluvioni, le eruzioni vulcaniche hanno gradualmente modificato la superficie terrestre fino a farle assumere l'attuale forma. I terremoti sono spesso definiti come “catastrofi naturali” , ma in realtà l'effetto catastrofico, nella maggior parte dei casi, purtroppo è dovuto all'inadeguatezza delle opere umane. Normalmente, la durata di tale fenomeno è breve, al massimo di qualche minuto, invece i processi che concorrono alla sua preparazione sono molto lenti, tanto che occorrono decine e a volte centinaia di anni prima che in una certa zona possa manifestarsi un terremoto di un certo significato. Le rocce della crosta terrestre possono deformarsi, nonostante siano costituite da materiali rigidi, a causa di forze sufficientemente elevate, presentando secondo le situazioni, proprietà elastiche o plastiche. Tale fenomeno potrebbe essere raffigurato come un trampolino che restituisce al tuffatore, lanciandolo verso l'alto, l'energia accumulata durante la deformazione subita sotto l'azione del tuffatore stesso, infatti, le rocce possono recuperare la forma originale una volta esaurite le forze che agiscono su di esse (comportamento elastico). Invece, in altre situazioni le rocce rimangono deformate (comportamento plastico), presentando pieghe e corrugamenti che testimoniano le enormi sollecitazioni che hanno agito per lungo tempo su di loro. La crosta terrestre è sottoposta a continui movimenti, però è bene precisare che esiste un limite alla deformazione che la roccia, così come nell'esempio del trampolino, possano subire perché quando non sono più in grado di sopportare il carico, si rompono liberando in modo improvviso l'energia accumulata lentamente durante il procedimento di deformazione. Nel caso specifico delle rocce ha origine un terremoto e in esse si genera una frattura, cosiddetta faglia, che, nei terremoti di maggiore intensità può anche essere di centinaia di chilometri di lunghezza. Il terremoto libera energia che viaggia attraverso la terra sotto forma di onde che investono tutto ciò che incontrano: persone, costruzioni e tutto il resto con effetti circa intensi. L'ipocentro è il punto in cui ha origine la frattura della crosta, la cui denominazione può anche essere diversa, molto spesso e più semplicemente si definisce fuoco o sorgente del terremoto. L'epicentro, invece, indica il punto sulla superficie terrestre posta direttamente sopra l'ipocentro. Normalmente il terremoto non è mai un fatto isolato: esso è spesso preceduto da piccole scosse (foreshocks) ed è seguito da numerose repliche (aftershocks) che si succedono nel tempo determinando il cosiddetto periodo sismico, con un'evoluzione tipica della zona da cui sono generate. DOVE AVVENGONO I TERREMOTI La terra si presenta come una sfera solida sulla quale camminiamo, in realtà essa è costituita da tre strati principali: la crosta esterna solida (crosta terrestre), uno strato intermedio più tenero (mantello) e il nucleo centrale (nucleo terrestre). Il primo strato, la crosta terrestre, è composto da rocce leggere con uno spessore variabile tra un massimo di 65 km sotto i continenti e i 5- 10 km sotto gli oceani, che unitamente alla parte più esterna del mantello, fino a circa 100 km di profondità, forma uno strato rigido chiamato litosfera. La litosfera è composta da grosse zolle che sono in movimento reciproco scontrandosi, allontanandosi e scorrendo l'una contro l'altra. I dati disponibili indicano che le più antiche rocce della crosta terrestre si formarono tra 4,5 e 4,7 miliardi di anni fa, per poterle datare sono stati utilizzati metodi radioattivi.


Nel mantello, sotto alla litosfera, è presente uno strato plastico chiamato astenosfera che si estende fino a circa 200 km di profondità, sotto di esso il mantello continua, estendendosi fino a 2.900 km di profondità. Tra i 2.900 e 5.100 km si ha il nucleo esterno, composto da ferro e altri elementi allo stato fuso e a temperatura elevatissima, che si comporta come un liquido ad altissima viscosità e ingloba il nucleo interno, che invece appare solido e si ritiene composto da nichel e da ferro. Le alte temperature del nucleo determinano movimenti connettivi nel materiale viscoso che costituisce il mantello. Questi moti provocano delle spinte che a lungo andare causano degli spostamenti vistosi sulla superficie (movimenti tettonici), spostando le zolle e fratturando la crosta lungo linee di maggiore debolezza. Nelle fasce ristrette lungo i bordi delle zolle in cui è frantumata la litosfera, si localizzano principalmente i terremoti. In queste aree le zolle si scontrano con movimenti molto lenti (da 1 a 15 cm all'anno, come la stessa velocità con cui crescono le unghie di una mano). Gli strumenti utilizzati per misurare queste velocità sono molto sofisticati, tuttavia, alla scala dei tempi geologici (milioni di anni), gli spostamenti diventano evidenti come anche le loro conseguenze, cioè le deformazioni della crosta (formazione di catene montuose). Si possono verificare casi in cui le zolle si allontanano (margini divergenti) dando luogo alla formazione di nuovo materiale crostale attraverso il riempimento della spaccatura con i magmi del mantello (ad esempio lungo la dorsale medio atlantica) e situazioni in cui, invece, le zolle collidono (margini convergenti), dando luogo a vistosi fenomeni di accorciamento crostale con formazione di catene montuose (Ande, Himalaja, Alpi etc.). Le zolle di subduzione si hanno lungo i margini convergenti, in cui la litosfera di una zolla si piega verso il basso ed è spinta nella astenosfera sotto alla zolla adiacente. Ci sono anche margini lungo i quali le zolle si muovono scivolando una contro l'altra (margini trascorrenti), i terremoti accompagnano ognuno di questi tre tipi di movimento. Nel mondo, ogni anno, avvengono circa un milione di terremoti di dimensioni diverse, quelli avvertiti solo dagli strumenti sono oltre 400.000, ma si verificano, ad esempio, almeno 120 scosse all'anno delle stesse dimensioni del terremoto dell'Irpinia (novembre 1980), 18 all'anno delle dimensioni di quello di Messina (1908) e almeno uno all'anno di dimensioni ancora più elevate. I continenti sono solidali alla zolla a cui appartengono e di conseguenza si muovono, assieme ai fondi oceanici, come “zattere” trasportate sopra le zolle rigide che scivolano sull'astenosfera per effetto delle spinte che si generano nel mantello. E' proprio quest'ultimo aspetto che differenzia la teoria della tettonica a zolle dalle precedenti, basate sulla teoria di Wegener (1912) della deriva dei continenti, secondo la quale erano i continenti a muoversi direttamente sopra un fondo oceanico ad altissima viscosità. Idealmente, se si spostano i continenti dalle posizioni attuali, facendoli scorrere sulla superficie terrestre, si scopre che s'incastrano componendo un unico supercontinente che i geologi hanno chiamato Pangea.


Questo continente, in seguito all'azione delle forze tettoniche, nel corso dei tempi geologi si è frantumato in più elementi (zolle), che si sono spostati impiegando 200 milioni di anni per arrivare nelle posizioni attuali. Tra qualche milione di anni i movimenti che continuano a verificarsi determineranno altri significativi spostamenti. La maggior parte dei terremoti è localizzata nella crosta terrestre (entro 30 km , terremoti superficiali) lungo i margini delle zolle. Nelle zolle di subduzione si possono verificare anche terremoti a profondità maggiori (fino a 700 km , terremoti profondi). I terremoti più pericolosi, che in genere producono danni maggiori sono quelli superficiali la nostra penisola è situata tra zolla africana e quella eurasiatica lungo un margine convergente In base alla geologia degli ultimi 7 milioni di anni, lo schema dei movimenti presenta due strutture ad arco in movimento: quella settentrionale in direzione Nord-Est, con una velocità media di 1,5 cm all'anno; quella meridionale, in direzione Sud-Est, una velocità media di 5,5 cm all'anno. Nel Tirreno meridionale è presente una zona di subduzione conterremoti profondi e ipocentri che arrivano fino a 470 km di profondità, e vulcani (Isole Eolie) con magmi tipici di materiali superficiali portati in profondità e rifusi. CHE COSA SUCCEDE DURANTE UN TERREMOTO Il terremoto libera energia che interagisce con il territorio determinando effetti meno severi man mano che ci si allontana dall'epicentro. L'area colpita dal terremoto può essere suddivisa in due zone: l'area di danneggiamentI nella quale si riscontrano danni alle costruzioni e al territorio (frane, fratture, etc) e l'area di risentimento, in cui si verificano solo effetti contenuti come spostamenti di suppellettili, oscillazione di oggetti sospesi, etc. Nell'area di danneggiamento gli effetti più drammatici potrebbero essere i seguenti: Crolli di costruzioni Purtroppo, sono questi gli effetti dai quali derivano il maggior numero di vittime di un terremoto. Da dati statistici si evince che nelle zone sismiche vivono circa due miliardi di persone e che dall'inizio del secolo ( 1900-2000) si contano circa 1.400.000 vittime. Considerando solo l'Italia, dal 1905 (terremoto in Calabria) ad oggi le vittime accertate sono circa 150.000, una media di circa 1.700 all'anno. Attivazione di frane Il fenomeno più impressionante dell'impatto del terremoto con il territorio sono le frane e gli sprofondamenti del terreno.


La frana del monte Huascaràn, in conseguenza del terremoto peruviano di Chimbote (1970), si è sviluppata su un fronte di 60 km e ha spostato 90 milioni di metri cubi di materiale, dando origine a colline alte anche centinaia di metri. Esempio tipico può essere il terremoto di Thangshan in Cina (1976) con il quale si aprirono spaventose voragini. Liquefazione del terreno Il terreno di tipo granulare, ad esempio sabbia, può perdere la sua coesione e comportarsi quasi come un liquido quando le onde sismiche lo attraversano, sono queste purtroppo , le situazioni in cui le costruzioni sprofondano nel terreno con conseguenza drammatiche. Danni alle tubazioni Le reti di impianti (gas, acqua, etc.) possono subire notevoli danni per la scarsa capacità di adattamento alle deformazioni del terreno generate dal terremoto. Variazione del livello dell'acqua in pozzi e sorgenti L'attivazione di fontane è tipica nei terreni ricchi di acqua, tanto che il getto può raggiungere molti metri di altezza e si possono verificare anche espulsioni di sabbia.

Gli effetti temporanei, che spariscono dopo il terremoto sono: Boati e rumori sordi questo fenomeno è molto frequente ed è dovuto al propagarsi nell'area delle onde longitudinali (le prime a essere avvertite nel corso di un terremoto). Si tratta di suoni molto bassi, la limite dell'udibile. Essendo associato alle onde longitudinali, a volte il boato sembra anticipare (anche di alcuni decine di secondi) il terremoto che, generalmente, è avvertito quando arrivano le onde trasversali, alle quali corrispondono le oscillazioni di maggiore ampiezza. Effetti sull'uomo Vanno da sensazioni di nausea per le accelerazioni più basse, a situazioni in cui ci si rende conto che si è trattato di un terremoto solo dopo un certo tempo dalla scossa, oppure a situazioni in cui le oscillazioni provocano il risveglio delle persone che dormono, fino al panico generalizzato nel caso delle scosse più forti. Il panico è la reazione più pericolosa perché provoca comportamenti incontrollati che molto spesso sono causa di incidenti.

Lampi e bagliori


Sono a volte citati lampi e bagliori che sembrano sprigionarsi dal terreno. COME SI MISURA UN TERREMOTO Lo strumento con il quale si registra un terremoto è il sismometro. Più precisamente, questo strumento registra l'andamento nel tempo delle oscillazioni del terreno (sismogramma). Sul sismogramma si possono eseguire molte misure: per esempio la differenza fra i tempi di arrivo delle onde longitudinali e di quelle trasversali (si tratta di un dato che fornisce informazioni sulla distanza dell'ipocentro dalla stazione sismica) oppure la massima ampiezza della traccia del sismogramma , ricavando da questa il valore della magnitudo (scala Richter). Quest'ultima fornisce una misura delle dimensioni del terremoto e una grandezza indicativa dell'energia rilasciata. Gli effetti prodotti da un terremoto (macrosismica) possono essere osservati e classificati in modo tale da fornire un altro sistema per confrontare terremoti diversi: in altre parole è possibile definire una graduatoria della gravità degli effetti (intensità macrosismica) provocati da un terremoto, stabilendo degli scenari di riferimento. Storicamente sono state usate numerose scale di intensità macrosismica, quelle in uso, ora in Italia, sono: la scala MCS (Mercalli, Cancani, Sieberg) e la scala MSK (Medvedev, Sponheuer, Karnik) di formulazione più recente, entrambe prevedono 12 categorie.

SCALA MERCALLI CANCANI SIEBERG (formulazione semplificata)

I° Grado : Non avvertito dalle persone, registrato solo dagli strumenti. II° Grado : Sentito ai piani superiori solo da pochi in condizioni di perfetta quiete. III° Grado : Sentito in casa solo da pochi come tremolio leggero; oscillazione leggera dei lampadari; solo pochi si accorgono che si tratta di terremoto. IV° Grado : Avvertito in casa da molti a causa del tintinnio e dello scricchiolio di oggetti e della oscillazione dei lampadari. All'esterno solo pochi si accorgono dell'evento. V° Grado : La scossa è sufficientemente forte per essere avvertita anche all'aperto da numerose persone; in casa la maggior parte delle persone scappa all'aperto; di notte si svegliano quasi tutte le persone che dormono; rottura di vetri di qualche finestra; porte e finestre che sbattono aprendosi e chiudendosi; oggetti instabili si ribaltano; quadri sulle pareti sono fuori piombo. VI° Grado : Iniziano ad apparire danni leggeri come caduta di piccoli pezzi di intonaco, piccole screpolature sui muri; oggetti vari spostati e cadono a terra; impressione generale di disordine; il terremoto è vissuto da tutti con paura.


VII° Grado : Danni consistenti con crolli parziali solitamente limitati alla parte alta delle costruzioni (cornicioni, camini, ecc.). VIII° Grado : Iniziano ad apparire crolli totali di costruzioni vecchie e malandate; circa un quarto delle costruzioni è gravemente danneggiato; alcune crollano. IX° Grado : La maggior parte delle case è inagibile e circa la metà delle case in pietra crollano. X° Grado : Crolli totali e gravissimi danni a circa ¾ delle costruzioni; effetti anche sul territorio. XI° Grado : Crollo di quasi tutti gli edifici in muratura; crollo di ponti; vistosi effetti sul territorio. XII° Grado : Nessuna opera dell'uomo resiste; grandiose modificazioni dell'ambiente naturale. COME COMPORTARSI Non esiste una risposta precisa che consenta di eliminare completamente i pericoli dovuti ai terremoti, tuttavia i danni alle cose e alle persone potrebbero essere di gran lunga contenuti solo se si seguissero alcune semplici regole. In ogni caso, anche se non è semplice da attuare, al verificarsi di un terremoto la prima e principale regola di comportamento è: se sei in casa rimani in casa, se sei all'aperto rimani all'aperto. E' fondamentale prendere coscienza del fatto che, nel tempo necessario per cercare di uscire di casa, se questa non è ancora crollata significa che ha buone probabilità di resistere sostanzialmente indenne alla scossa; in secondo luogo i punti più pericolosi della casa sono scale e ascensori, pertanto una fuga disordinata verso l'esterno comporta un notevole aumento dei fattori di rischio PRIMA DI UN TERREMO

Al verificarsi di un terremoto la probabilità più alta è proprio quella di essere al chiuso e quindi è lì che bisogna maggiormente curare la nostra preparazione, sia valutando le azioni concrete da attivare, sia valutando l'aspetto psicologico dell'intero nucleo familiare preparazione di un piano di emergenza familiare: La consapevolezza di abitare in una zona dichiarata a rischio e la disponibilità ad affrontare il problema senza nascondersi dietro false convinzioni. E' indispensabile colloquiare con tutta la famiglia, soprattutto con i bambini, su cosa fare al verificarsi di un terremoto. Valutare la situazione immaginando che il terremoto possa realizzarsi in una qualsiasi ora della giornata. Ricordarsi dei luoghi in cui potrebbero trovarsi i vari componenti della famiglia. Fissare un luogo preciso in cui ritrovarsi o dove lasciare messaggi.


Attraversare tutta la casa insieme alla famiglia e immaginare cosa potrebbe accadere durante un terremoto. Individuare in ogni stanza punti sicuri in cui rifugiarsi. In ogni caso, i posti migliori sono sotto mobili robusti come il tavolo e il letto oppure in mancanza, contro il muro o in un angolo. Fingendo il verificarsi di un sisma, provare, soprattutto con i bambini, tutte le posizioni sotto il tavolo, sotto il letto, ecc. Valutare in ogni stanza quali potrebbero essere i punti pi첫 pericolosi. Come evitare le situazioni pi첫 pericolose. E' conveniente sistemare i letti lontano da specchi, ampie vetrate, mensole con oggetti pesanti, oggetti pesanti sospesi, ecc. Gli oggetti pesanti (mobili, piante, ecc.) devono essere fissati in modo tale da non spostarsi. E' bene sostituire, nei mobili pensili, le chiusure magnetiche con chiusure dotate di blocco di sicurezza. Gli oggetti di vetro devono essere fissati in modo tale da non poter cadere. Verificare che i collegamenti all'impianto del gas siano realizzati con tubi flessibili. Gli specchi e i quadri pesanti devono essere fissati alle pareti in modo sicuro. I prodotti infiammabili devono essere collocati lontano dalle sorgenti di calore. E' necessario far conoscere a tutti i componenti della famiglia come chiudere il rubinetto generale del gas, dell'acqua e l'interruttore generale della luce. Azioni da intraprendere. Attiva discussioni con i coinquilini e con il quartiere su cosa fare in caso di terremoto. Formare un gruppo composto da due o tre persone per guidare gli interventi post-terremoto. Individuare le persone che potrebbero maggiormente aver bisogno di soccorso durante l'emergenza causata da un sisma. Periodicamente bisogna controllare lo stato di camini, tetti, cornicioni, balconi e impianti ed effettuare eventuali interventi di manutenzione. Richiedere e farsi promotore per la realizzazione di eventuali interventi di ristrutturazione per le scuole, gli ospedali e per tutti gli edifici strategici. Richiedere e sostenere la realizzazione di piani di emergenza per scuole e ospedali.


DURANTE UN TERREMOTO

Il verificarsi di un terremoto, generalmente, inizia con un lento scuotimento per poi aumentare violentemente in pochi secondi e, infine, possono manifestarsi dei colpi secchi sotto i piedi; oppure si può avvertire un boato cupo e sordo, un rombo molto basso e dopo pochi secondi l'inizio dello scuotimento. Può essere molto difficile, se non impossibile, spostarsi durante una scossa, il pericolo maggiore che si corre è proprio quello di essere colpiti da oggetti che cadono. Le regole fondamentali sono le seguenti: In casa La principale regola da seguire è quella di restare il più possibile calmi, cercando di tranquillizzare gli altri. Non bisogna abbandonare la casa, anzi è opportuno ripararsi in uno dei posti sicuri individuati dal piano di emergenza familiare. Rimanere nel posto ritenuto sicuro fino a quando la scossa non sia terminata. Ricordarsi che le scale sono una delle parti più pericolose della casa. Se sei in cucina, spegnere i fornelli e ripararsi sotto al tavolo o sotto una porta. In ascensore Non usare mai l'ascensore in seguito ad una scossa di terremoto. Se si viene sorpresi da una scossa mentre ci si trova in ascensore è indispensabile fermarsi al primo piano possibile e uscire immediatamente. In un luogo pubblico E' opportuno rimanere nel posto in cui ci si trova, al massimo conviene allontanarsi se ci sono oggetti sospesi che potrebbero cadere. In ogni caso non convieni mai cercare di raggiungere l'uscita perché anche gli altri potrebbero aver avuto la stessa idea e tutti insieme può diventare pericoloso passare. All'aperto Se ci si trova all'aperto, al verificarsi di una scossa, bisogna allontanarsi dalle pareti delle case. E' conveniente portarsi in luoghi aperti, lontano da costruzioni, da alberi, muri, linee elettriche. Se ci si trova su un marciapiede, si può trovare riparo sotto un portone.


Se si è in macchina non bisogna mai fermarsi nei sottopassaggi, bensì è bene fermarsi in un luogo lontano dai muri, alberi, linee elettriche. In ogni caso è conveniente aspettare in macchina che la scossa finisca.

DOPO UN TERREMOTO E' conveniente non usare il telefono, tranne per reali esigenze di soccorso, per avere informazioni sin può usare una radio a batteria. Non bisogna accendere le luci, conviene utilizzare una lampada a batteria e verificare che non vi siano feriti, fughe di gas o rotture dell'impianto idrico. Se si decide di abbandonare la casa bisogna chiudere il gas, l'acqua, l'energia elettrica. Controllare che la propria costruzione non abbia subito danni, se si sono avute lesioni chiedere il parere di un tecnico, nel dubbio è conveniente abbandonare la casa. Normalmente la prima scossa di terremoto è seguita da repliche di minore intensità, tuttavia ancora in grado di provocare danni. La regola base è sempre quella di restare calmi, infatti la zona in cui si vive non subirà effetti più severi di quelli già visibili. Se la casa non ha subito danni non si ha nulla da temere e quindi si può tranquillamente restare. E' opportuno evitare l'uso dell'automobile in modo da lasciare le strade libere per i soccorsi. Se proprio non si può fare a meno dell'auto la regola base da seguire è quella di guidare con calma e rispettare le precedenze; probabilmente i semafori non funzioneranno e la circolazione dipenderà solo dall'educazione di chi guida. Conviene stare lontani da animali visibilmente spaventati. Bisogna raggiungere con calma la scuola per poter prendere i propri figli, non c'è nessuna fretta perché la scuola è un edificio strategico dotato di aree di attesa e gestito da personale preparato all'emergenza e quindi non si ha nulla da temere. In ogni caso conviene muoversi a piedi. In fabbrica o in officina Spegnere i motori e togliere l'energia, chiudere tutti gli impianti e tutte le alimentazioni. In ufficio Collaborare con la Protezione Civile.


Bisogna spegnere tutte le apparecchiature e chiudere le alimentazioni e poi conviene uscire con calma. Non spostarsi nelle aree maggiormente danneggiate se non è specificatamente richiesto. Collaborare a mantenere libera la circolazione per consentire il passaggio dei veicoli d'emergenza. LINEE GUIDA DI PRIMO AUTOSSOCCORSO NELLE EMERGENZE SCOLASTICHE

Elenco dei punti salienti di un piano di emergenza Per l'evacuazione di un plesso scolastico Aspetti del primo autosoccorso sanitario

Questa lista di argomenti non è vincolante per nessuno, si tratta soltanto di un promemoria per rendere maggiormente uniforme la stesura dei piani di emergenza, consentire una più completa integrazione delle prime fasi di autosoccorso con il successivo intervento dei soccorsi sanitari istituzionali.

OBBIETTIVI IN FUNZIONE DELLA SEQUENZA TEMPORALE DEGLI EVENTI

• Fase di allarme • Deve essere prevista la formazione di una “unità di crisi” • Prevedere dei sostituti per i componenti dell'unità di crisi (assenze o lesioni) • Deve esistere una persona che si faccia carico della trasmissione dell'allarme • Prevedere una postazione privilegiata per mantenere i contatti con i soccorsi • Prevedere una persona che si faccia carico della ricognizione dello scenario

• Fase di autosoccorso

• Prevedere varie possibilità per realizzare il punto di raduno dei feriti e degli scampati • Prevedere almeno una squadra di collegamento (segnalazione degli accessi)


• Prevedere una squadra di supporto logistico (reperimento materiali di prima utilità) • Prevedere almeno 2 squadre di salvataggio (allontanamento feriti dall'edificio)

• Fase di soccorso istituzionale OBBIETTIVI DETTAGLIATI DEI VARI PERSONAGGI DI RIFERIMENTO Unità di crisi

Addetto alla trasmissione dell'allarme

Squadra di ricognizione Squadra di supporto logistico

Squadre di salvataggio CHI FA CHE COSA

Almeno 2 operatori per ogni squadra - Provvedono a trasportare al punto di rac(ideale 4) colta dei feriti e degli scampati le persone incapacitate a muoversi autonomamente. - Utilizzano materiale di trasporto di fortuna o precedentemente predisposto. Materiale di prima utilità per le finalità di autosoccorso sanitario

• Coperte di lana (quantitativo suggerito = 1 ogni 10 persone) • Megafoni (quantitativo suggerito = 2) • Fischietti di tipo arbitrale (quantitativo suggerito = 1 per ogni squadra di salvataggio)


• Sedie (per trasporti di fortuna; reperibili nell'arredo scolastico) • Barelle pieghevoli di tipo militare (quantitativo suggerito = 1per ogni 100 persone) • Materiale di medicazione semplice (compresse di garza; bende elastiche; telini) • Pocket Mask o dispositivo analogo (quantitativo suggerito = 1 per ogni classe)

Microsoft Word - terremoti  

Idealmente, se si spostano i continenti dalle posizioni attuali, facendoli scorrere sulla superficie terrestre, si scopre che s'incastrano c...