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5. Si è molto discusso sulla questione dei laboratori, per diversi anni i laboratori di serigrafia e tipografia sono stati chiusi. Ad oggi qualcosa si sta muovendo, forse ci si sta rendendo conto che la chiusura di questi sia stata un errore. Per lei che si è formata in quei laboratori, tra i diversi macchinari, gli inchiostri, le matrici... cosa ha significato quell’esperienza? Ritiene che sia stato un errore chiuderli o viceversa ritiene che quelle tecniche di stampa fossero ormai obsolete e dovessero lasciare il posto alle nuove tecnologie? Mi domando come si possa fare l’Isia senza laboratori: MA SCHERZIAMO??? La manualità è fondamentale, l’esperienza laboratoriale arricchisce anche l’intelletto! Anche da una macchina obsoleta si possono capire i passaggi fondamentali e che cosa succede in fase di stampa, e poi è una questione di cultura della grafica, di radici. Ben vengano le nuove tecnlogie (io stesso oggi lavoro solo a computer) ma non dobbiamo dimenticare quali sono state le nostre origini.

Foto 38 1990 Last bus to Isia, laboratorio di serigrafia. Foto di: Andrea Zaccone.

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6. Anno importante per l’Isia, momento di svolta, è stato quello in cui sono stati comprati i primi computer. Lei ha vissuto questo cambiamento? E se si può dirmi cosa ha significato per la sua formazione? Si ne sono ben consapevole dovetti lavorare come barista un’estate intera per potermi acquistare il primo computer MAC LC 476, e contro il parere dei miei genitori che consideravano quei soldi “buttati” (considerato quanto costasse mantenermi gli studi

IL MONDO ISIA, NON SOLO DALLA NOSTRA PARTE  

Progetto di Tesi - Laurea Triennale in Progettazione Grafica e Comunicazione Visiava, ISIA di Urbino — Il progetto nasce dalla volontà di ra...

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