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accettato e invece è andata proprio così, per molti anni. Devo a lui la mia formazione più concreta e creativa. 5. Studiare in un ambiente tranquillo, lontano dal clamore di una grande città con tutte le possibili distrazioni, le è stato utile o si è sentito chiuso in uno spazio claustrofobico che ha limitato la sua creatività? Ricordo che mi sentivo stretta. Urbino è quello che è, eppure oggi sono abbastanza sicura che sia meglio stare in un posto del genere. Peraltro bellissimo. Quando si è acquisito e consolidato un bel bagaglio culturale, si diventa più consapevoli di sé e allora si è pronti a volare per il mondo senza essere influenzati dagli altri. Ora poi con internet davvero non ci sono limiti alla propria curiosità. Però all’epoca avrei voluto essere a New York e non andare a quella mensa universitaria! 6. Si è molto discusso sulla questione dei laboratori, per diversi anni i laboratori di serigrafia e tipografia sono stati chiusi. Ad oggi qualcosa si sta muovendo, forse ci si sta rendendo conto che la chiusura di questi sia stata un errore. Per lei che si è formata in quei laboratori, tra i diversi macchinari, gli inchiostri, le matrici... cosa ha significato quell’esperienza? Ritiene che sia stato un errore chiuderli o viceversa ritiene che quelle tecniche di stampa fossero ormai obsolete e dovessero lasciare il posto alle nuove tecnologie? Per me sono stati importanti e trovo sia stato un errore. Personalmente coltivo tuttora una grande passione per l’arte e per me è un grande valore aggiunto sapere come Andy Warhol facesse le sue serigrafie. Certo ora posso usare Photoshop, ma conoscere il meccanismo tradizionale mi aiuta a usare meglio il computer.

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IL MONDO ISIA, NON SOLO DALLA NOSTRA PARTE  

Progetto di Tesi - Laurea Triennale in Progettazione Grafica e Comunicazione Visiava, ISIA di Urbino — Il progetto nasce dalla volontà di ra...