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gli orari obbligati e spesso eravamo insieme, professori e studenti. 4. Il passaggio dal Csag all’Isia ha costituito in una certa maniera un’evoluzione da una scuola di “maestri d’arte” ad un Istituto che contemplava e contempla un lavoro di equipe, lei è d’accordo con questa valutazione? E lei che ha partecipato da attore a tale cambiamento – visto che in quegli anni era uno studente – come ha vissuto questo mutamento? Sono stato trai primi a vivere questa situazione, anche se dell’Isia ho praticamente fatto solo un anno, credo sia stato necessario per un evoluzione della scuola. Sicuramente più incisivi i primi tre anni . 5. Studiare in un ambiente tranquillo, lontano dal clamore di una grande città, le è stato utile o si è sentito chiuso in uno spazio claustrofobico che ha limitato la sua creatività? Sicuramente lontani dal mondo del commercio, città come Milano offrono subito una realtà lavorativa, ma per me Urbino ha i vantaggi di una cittadina tranquilla, dove si respira arte, si comunica, ci si vede e confronta. 6. La collocazione geografica di Urbino - non servita da un’adeguata rete ferroviaria - crede possa penalizzare l’Isia sia da parte degli studenti che dei docenti, o ritiene che l’alto livello professionale e didattico della scuola siano tali da far superare anche questa barriera? Non so, a miei tempi non ci facevamo molti problemi, non avevamo fax, cellulari, internet, adesso sembra che dobbiamo correre un po’ troppo..meditando poco. Si possono fare anche due schizzi andando in treno.. e progettare al tavolo di un bar..

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IL MONDO ISIA, NON SOLO DALLA NOSTRA PARTE  

Progetto di Tesi - Laurea Triennale in Progettazione Grafica e Comunicazione Visiava, ISIA di Urbino — Il progetto nasce dalla volontà di ra...

IL MONDO ISIA, NON SOLO DALLA NOSTRA PARTE  

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