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Foto 50 Somewhere over the rainbow. Foto di: Giuliano Koren.

5. Studiare in un ambiente tranquillo, lontano dal clamore di una grande città con tutte le possibili distrazioni, le è stato utile o si è sentito chiuso in uno spazio claustrofobico che ha limitato la sua creatività? Beh, visti i continui impegni nei focosi periodi d’esame era quasi d’obbligo rinchiudersi in uno stato di concentrazione maxima per riuscire ad affrontare nel miglior modo possibile le intense prove universitarie. Ma non mi sono mai sentito claustrofobico o limitato dalla cittadina, erano un “contorno” ideale. 6. Anno importante per l’Isia, momento di svolta, è stato quello in cui sono stati comprati i primi computer. Lei ha vissuto questo cambiamento? E se si può dirmi cosa ha significato per la sua formazione? Ai miei tempi si cominciava a entrare nella sala informatica solo dal secondo anno e i grandi ci guardavano sempre male. Era come entrare nella sala privata di una setta. Importanti i computer come fondamentali le materie che ti facevano sporcare le mani, come la serigrafia, tipografia, illustrazione. Secondo me questi due tipi di formazione andavano mantenuti nel tempo contemporaneamente, per tenere un piede nel passato e allungarne uno verso il futuro. Mi è giunta voce che tante materie storiche sono sparite, peccato, veramente...

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IL MONDO ISIA, NON SOLO DALLA NOSTRA PARTE  
IL MONDO ISIA, NON SOLO DALLA NOSTRA PARTE  

Progetto di Tesi - Laurea Triennale in Progettazione Grafica e Comunicazione Visiava, ISIA di Urbino — Il progetto nasce dalla volontà di ra...

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