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Considerazioni Dpef 2010-2013: dalla Strategia di Bilancio alla Valutazione dell’Attuazione del Programma di Governo. Nel DPEF si indicano tre direttrici per l’azione di bilancio: il sostegno allo sviluppo economico, la stabilità dei conti pubblici e la promozione della coesione sociale. La strategia annunciata dal Governo per rilanciare la

crescita si basa sulla semplificazione della tassazione e degli oneri delle imprese, sul potenziamento delle infrastrutture, su interventi volti a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, sullo sviluppo delle aree sotto-utilizzate. Si citano anche i principi di modernizzazione della Pubblica amministrazione e la promozione della ricerca scientifica, oltre a profonde riforme di natura strutturale necessarie al superamento della crisi. Inoltre si indica come priorità assolute l’accrescimento della produttività del sistema paese ed il progressivo risanamento della finanza pubblica. 


Obie&vi teoricamente condivisibili e necessari al  sistema Paese; se il loro perseguimento fosse reale e  improntato all’equità sociale e fiscale.  • A nostro avviso la logica di fondo del documento, per quello che attiene alla stabilità dei conti pubblici e lo sviluppo economico, è quella già sperimentata in altri contesti da stati extraeuropei: riduzione del ruolo dello Stato attraverso un drastico ridimensionamento della spesa pubblica, ricorso a strumenti quali liberalizzazioni e privatizzazione di risorse e servizi. • La manovra, infatti, essendo stata impostata prevalentemente sui tagli alle spese, colpisce in modo consistente i servizi sociali, taglia pesantemente settori quali Istruzione, Università , Ricerca e Sanità.


• Il Dpef non ha riferimenti chiari sull’evoluzione della spesa per il settore pensionistico; non vi è una reale analisi. • Anche il fronte della politica fiscale non dà chiari spunti. Il livello della pressione fiscale programmato per il 2011 è sostanzialmente invariato rispetto a quello atteso per l’anno in corso. Si tratta di un valore elevato nel confronto storico e internazionale (43%). Non ci sono considerazioni attinenti alla riduzione della pressione fiscale su i lavoratori (dipendenti). • Federalismo fiscale (in chiave di contenimento della spesa) rappresenta l’intervento di maggiore rilievo; le modalità di realizzazione saranno fondamentali per accrescere l’efficienza e l’efficacia del sistema stesso. • Lotta contro l’evasione fiscale.


Dinamica Pressione Fiscale


Sistema Pensionistico Italia: OECD Pensions at a Glace 2009 • L’Italia aveva la più elevata spesa pensionistica pubblica dei paesi dell’OCSE nel 2005: 14% del Pil. Nel periodo 1995-2005, la spesa pensionistica pubblica è aumentata del 23 %. Solo in Giappone, Corea, Portogallo e Turchia sono stati registrati simili aumenti. • Le riforme pensionistiche hanno ridotto sostanzialmente le prestazioni previdenziali attese dai lavoratori nel futuro. I lavoratori a basso reddito sono stati protetti in buon parte da queste riduzioni. • I cambiamenti legiferati in Italia che avrebbero dovuto ridurre le prestazioni previdenziali sono stati rimandati o ritardati.


Attività conoscitiva preliminare all’esame del DPEF per gli anni 2010-2013. Testimonianza del Governatore della Banca d’Italia: • “La politica economica sta affrontando la più grave recessione dal dopoguerra.” • “L’incidenza del Debito sul Pil è attesa scendere a partire dal 2011, … ma l’elevato peso del debito rappresenterà sulle finanze pubbliche una delle eredità più gravi e complesse della crisi.” • “La politica economica deve intraprendere un percorso di abbattimento del debito e contribuire alla ripresa della crescita, con servizi pubblici migliori e una riduzione del carico fiscale.” • “Non basta ritornare ai ritmi di crescita degli ultimi anni, estremamente modesti nel confronto internazionale. Sono necessarie riforme strutturali profonde che pongono il sistema produttivo nelle condizioni migliori per poter cogliere le opportunità che saranno offerte dalla ripresa economica mondiale.”


L’adozione di misure con impatto neutrale sul bilancio da parte del Governo è stata resa necessaria a causa dell’elevato livello del Debito pubblico in relazione al Pil.


Considerazioni Dpef Italia anni 2010-2013