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PORTFOLIO Laurea in Produzione dell’Edilizia Nicola Locatelli | matr. 263831 A.A. 2010/2011


Il mio percorso universitario inizia dopo una solida formazione in un liceo scientifico tecnologico che mi ha permesso di ottenere ottime basi in materie umanistiche e tecnico-scientifiche, in particolarmodo materie quali matematica, fisica, chimica, informatica, biologia. Nel corso di questi anni di scuola superiore è sorta in me questa attenzione per il mondo dell’architettura, dapprima semplice interesse personale, poi sempre più coinvolgente. Da qui l’iscrizione alla Facoltà di Architettura; il corso di laurea in produzione dell’edilizia mi ha da subito attratto per il suo programma “a tutto tondo” attorno al mondo dell’architetto, questo infatti tratta la materia della progettazione ma anche l’aspetto tecnologico, organizzativo ed economico di un progetto di architettura, aspetto fondamentale per la grande competizione che si apre di fronte ad un neo-laureato che oggi si affaccia nel mondo del lavoro. Alla fine di queso percorso triennale, le premesse che il Clape prospettava sono state rispettate: ritengo di aver acquisito familiarità con il lavoro dell’architetto, sono ora in grado di controllare la progettazione architettonica e la sindrome che molti chiamano “del foglio bianco”, gli aspetti tecnologici, costruttivi ed impiantistici del progetto mancanti nella mia formazione scientifica sono stati acquisiti con degli ottimi corsi di fisica tecnica e di tecnologia dell’architettura. Inoltre, sono ora in grado di assumere il ruolo del project manager, con le competenze acquisite con i diversi corsi di estimo, economia e di valutazione del progetto, e il ruolo del direttore di cantiere grazie al corso di sicurezza nei cantieri. Da non sottovalutare i corsi di comunicazione informatica e i laboratori di progettazione, luoghi in cui si impara a lavorare in gruppo, esprimere le proprie idee per via grafica in modo univoco e chiaro. A completare la mia formazione ho voluto frequentare degli esami presso il corso di laurea in scienze dell’architettura che mi hanno ulteriormente dotato di qualità diverse, oltre ad un corso di storia dell’architettura contemporanea, ho scelto tre laboratori di progettazione rispettivamente: progettazione residenziale (social housing), urbanistica, progettazione architettonica ed urbana. In questo portfolio vengono esposte le esperienze progettuali più significative del mio percorso di studi, per ogni progetto viene spiegata, con una introduzione, la consegna e le caratteristiche dettate dalla docenza, successivamente ad integrazione degli elaborati grafici una descrizione spiega in sinstesi la storia e i dettagli significativi del progetto.

INDICE


INDICE

Progettazione delle opere dell’arch. 1 2 A.A. 2007/2008

Progettazione delle opere dell’arch. 2 2 A.A. 2008/2009


1

VIGONZA

PIANO PRIMO

0 5 10

SPAZI COMUNI

1

AUDITORIUM

3 AULE

UFFICI

SPAZI COMUNI

SPAZIO STUDIO

SERVIZI IGIENICI

4 2

SPORTELLI

MENSA

BIBLIOTECA

SERVIZI IGIENICI

PERAROLO

40

SALA LETTURA|CONSULTAZIONE

MENSA

AULE

20

SPAZIO ESPOSITIVO|POLIVALENTE STUDIOLI LABORATORI

DOCENTI

SAN VITO

SEZIONE A

0 1 2

5

NOVENTA PADOVANA

Prog. e costr. delle opere dell’arch. 3 2 A.A. 2009/2010

SEZIONE A

0 1 2

5

ZONA AGRICOLA

ESTENSIONE VERDE

ZONA RESIDENZIALE

CORRIDOIO VERDE

COLLEGAMENTI TRA PUNTI DI INTERESSE

ZONA RESIDENZIALE CONDOMINIALE

ACQUE

PUNTI DI INTERESSE

ZONA INDUSTRIALE

AUTOSTRADA E FERROVIA

INDICATORI ESTENSIONE VERDE

10

10

Progettazione urbanistica 1 2 A.A. 2010/2011

Progettazione architettonica e urbana 2 A.A. 2010/2011


1. vista del progetto da un campo attiguo

PROGETTAZIONE DELLE OPERE DELL’ARCHITETTURA 1 LABORATORIO INTEGRATO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA 1 NICOLA LOCATELLI | MATR.263831

A.A. 2010|2011

Prof. D. Bolla (composizione) Prof. G. Roccatagliata (tecn.) TEMPORARY RESIDENCE FOR STUDENTS

AREA D’INTERVENTO | PLANIMETRIA 1:200

32 ALLOGI PER STUDENTI 1 APPARTAMENTO PADRONALE 1 BAR 2 ATTIVITA’ COMMERCIALI 2 AULE STUDIO

Obiettivo del primo corso di progettazione è stato entrare a contatto con la composizione architettonica. Il luogo e l’area del progetto sono un’area non edificata ed attualmente usata come campo sportivo lungo la calle larga Santa Marta ed i suoi dintorni. Negli edifici da progettare dovevano essere previsti spazi in parte per residenza di tipo tradizionale ed in parte per residenza transitoria. Il riferimento è alla tradizionale casa d’affitto veneziana (ma anche più in generale veneta) che era formata da una serie di stanze (o poco più, con servizi minimi) destinate a locatari più o meno stabili e da un alloggio (di regola, ma non necessariamente nello stesso corpo di fabbrica) di maggiore ampiezza e comodità, occupato dal proprietario (percettore dei canoni di locazione).

BLOCCO 1 | 14 ALLOGGI TIPO A

BLOCCO 2 | 6 ALLOGGI TIPO B | 6 ALLOGGI TIPO C

BLOCCO 3 | 6 ALLOGGI TIPO B | APPARTAMENTO PADRONALE | BAR | 2 ATTIVITA’ COMMERCIALI

CONNESSIONI | 2 AULE STUDIO

1


LA “CASA D’AFFITTO VENEZIANA” Dorsoduro - Venezia


4

5

1

2

Il sistema compositivo di base parte dal concetto di casa a patio veneziana, un unico edificio che prende la sua forma dai limiti naturali del lotto e che racchiude al suo interno una corte comune. Essendo il lotto in una posizione strategica per la viabilità pedonale della zona e in particolare per il flusso universitario, la prima scelta progettuale è stata quella di rendere il suolo del lotto a disposizione della comunità, quindi un suolo pubblico. Determinanti per la morfologia dei corpi di fabbrica sono stati gli ideali accessi che la “piazza” naturalmente formata all’interno di questi avrebbe dovuto offrire ai passanti per permettere un’agevole e pratico passaggio nell’area.

6

3

attacco a terra | pianta piano terra

1_ alloggio per studenti TIPO 1 2_ alloggio per studenti TIPO 2 3_ alloggio per studenti TIPO 3 4|5|6_ servizi commerciali


1_ vista dell’area di progetto dalla calle principale 2_ fotoinserimento del edificio progettato nell’area 3_ sezione trasversale 4_ sezione longitudinale

1

2

Si vengono così a creare delle fratture, dando luogo a 3 diversi edifici, l’unità dell’originale casa a patio è idealmente mantenuta da dei “corpi estranei” (per tecnologie e materiali) che ricompongono le fratture degli edifici. Compositivamente all’interno di due dei corpi principali si trovano le diverse tipologie abitative per studenti e nel terzo al piano terra i servizi e nei piani rimanenti l’abitazione padronale. Nei corpi estranei prima citati sono situati gli spazi comuni per gli studenti (aule studio, laboratori). 3

4


5

5_ pianta piano primo | appartamento padronale 6_ sezione A 7_ pianta piano secondo | appartamento padronale SEZIONE A-A

PROSPETTO OVEST

6

A

7

A

A

A

A

A

A

A


a fianco_ vista entrata principale alla corte interna, con in alto la grande aula studio e laboratorio per gli studenti sotto_ vista di inserimento nel contesto del prospetto sud a destra_ vista del progetto da una calle minore laterale all’istituto universitario


PROGETTAZIONE DELLE OPERE DELL’ARCHITETTURA 2 Prof. B. Bertuzzi (composizione) Prof. G. Siard (tecnologia) Prof. R. Da Re (estimo) Prof. M.Casonato (fisica tecnica)

Tema del laboratorio integrato di progettazione delle opere dell’architettura 2 è stata la residenza privata. Più precisamente l’esercizio progettuale consisteva nell’inserirsi nel contesto del Lido di Venezia, precisamente in un quartiere composto da ville e villette risalenti al periodo liberty, e concepire una nuova lottizzazione composta da unità singole e dalle elevate caratteristiche architettoniche. Scelto il lotto all’interno dell’area di progetto, l’abitazione da progettare doveva rispondere a dei precisi criteri: la residenza doveva essere di un artista in genere, musicista, pittore, scultore; doveva quindi avere una parte principale dove poter ospitare zona giorno, zona notte e i servizi per 4|5 persone e una seconda zona dove chiamata “studio” raggiungibile anche direttamente dall’esterno dove l’artista poteva lavorare ma anche ricevere persone. Inoltre sempre nello stesso volume si doveva prevedere un piccolo appartamento per 4 ospiti (2+1+1), anch’esso indipendente dal resto dell’abitazione.

piano secondo

piano primo

piano terra

schema riassuntivo dell’organizzazione interna dell’edificio con individuazione delle caratteristiche richieste da progetto


LA “CASA AL LIDO DEL PRODUTTORE DISCOGRAFICO” Lido di Venezia


a fianco_ piano terra, piano primo e piano secondo in basso_ prospetto sud-est, prospetto nord-ovest, prospetto nord-est


Scossalina in rame Ghiaia cm 5 Membrana bituminosa e tessuto non tessuto Massetti di pendenza spessore medio cm 7 Strato isolante doppio cm 8 Barriera vapore Cordolo in c.a. Strato di isolante 3,10

Intonaco interno cm 1,5

+6,37

Pavimento in legno incollato cm 1,5 Massetto additivato gettato in opera con rete antiritiro, spessoremedio cm 6 Riscaldamento a pavimento:pannello e tubi cm 5 Membrana per isolamento acustico Massetto alleggerito copri traccia impianti gettato con argilla “lecacem” cm 6

3,10

ravetti prefabbricati in laterocemento, pignatte e “cappa” gettata in opera cm 25 Intonaco interno cm 1,5

Serramento in alluminio Pannello ombreggionta in acciaio cortain

+3,27

Soglia in marmo cm 5 Eraclit Corolo in c.a. Strato isolante

2,80

Intonaco esterno cm 1,5

Pavimentazione esterna

0,00

Massetto di pendenza Vespaio con igloo Platea in c.a. Magrone

A

A

0,00

+0,17


EX

ED PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE DELLE OPERE DELL’ARCHITETTURA 3 Prof.ssa S. Marini (composizione) Prof. V.O. Manfron (tecnologia) Prof. L.Comacchio (comun. visiva) Prof.ssa. E. Calebich (restauro)

Il corso di Produzione dell’edilizia dell’università IUAV di Venezia è in netta espansione, questa è la premessa introduttiva al laboratorio di indirizzo progettazione e costruzione. Se il ClaPE aumenta i suoi iscritti, serve quindi un nuova sede del corso che possa contenere tutti gli studenti e fornisca i servizi necessari all’attività didattica di un corso di achitettura. L’occasione quindi, è di progettare una nuova sede universitaria, il luogo prescelto è nella periferia industriale del comune di Mestre, nel territorio oggi chiamato ex-macello. L’area, originariamente di proprietà comunale, è stata ceduta in parti uguali agli atenei veneziani (Ca Foscari e IUAV) affinchè costruiscano qui le loro sedi. L’esercizio progettuale si è concentrato sull’ideazione di un nuovo edificio ad uso esclusivo IUAV, ma l’intera area è sottoposta all’analisi progettuale; l’ex-macello confina infatti con Forte Marghera attraverso una lunga zona verde attualmente incolta e viene richiesto di sviluppare una relazione tra il nuovo polo universitario e il forte mediante un parco e inoltre prevedere un riutilizzo utile all’utenza universitaria della zona del forte creando così una sorta di “campus universitario”.

EX MACELLO [1950] EDIFICIO PROVE MATERIALI [1995]

FORTE MARGHERA [1805 | 1848]

VIABILITA’ FERROVIARIA VIABILITA’ PRINCIPALE

VIABILITA’ FERROVIARIA AREA DI PROGETTO PERCORSI PEDONALI | SPAZI PUBBLICI VIABILITA’ PRINCIPALE AREA DI PROGETTO NICOLA LOCATELLI

_

MATR.263831


NUOVO POLO UNIVERSITARIO IUAV via Torino, Mestre


A PIAZZALE - PIANO TERRA [+3,0m]

NUOVO POLO NUOVO POLO UNIVERSITARIO CLAPE ClaPE UNIVERSITARIO

PIANO INTERRATO [-1,0m]

SPAZIO ESPOSITIVO SPAZIO ESPOSITIVO D’ARCHITETTURA D’ARCHITETTURA

Il principale ostacolo di questa area di progetto è l’imponente presenza del ex-macello, uno stretto ma lungo stabile privo di qualità architettonica che si trova esattamente al centro del lotto. Se questo edificio non poteva essere demolito, questo allora doveva diventare in qualche modo parte del progetto, dettare anch’esso delle regole compositive per quanto gli fosse possibile. Con uno studio attento dell’area, è sorto il fondamentale tema delle “altezze del luogo”, determinante per le principali scelte progettuali. Risultava infatti come prima quota importante quella dello zoccolo della banchina per il carico/scarico merci dai mezzi pesanti (+1,19m), dopo questa altezza, ad esclusione dello stabile del macello, tutta l’area era completamente libera all’orizzonte; ultime quote importanti sono le rimanenti del macello, rispettivamente il tetto e la quota ultima della sua torre per l’acqua. Il macello, da elemento di disturbo, è diventato parte attiva del progetto dettando le prime regole del progetto: il nuovo edificio infatti sarà un lungo e segmentato serpentone che si estende su 3 lati del lotto, esso sarà completamente sopraelevato alla quota del tetto del macello. La quota 0m perde di importanza, il terreno viene artificialmente sopraelevato anch’esso a quota +1,19 fino a coincidere così con lo zoccolo del macello creando una piazzale di imponenti dimensioni, tutto lo spazio compreso al di sotto del piazzale viene sfruttato per ricavare un parcheggio sotterraneo così da eliminare da subito la presenza delle macchine e lasciare l’intera area ai pedoni. L’accesso all’edificio sopraelevato dal piazzale è garantito da diversi nastri, inoltre all’interno di alcuni pilastri sono stati ricavati i vani scale e gli ascensori che collegano direttamente tutti i piani dell’edificio con il piazzale e il parcheggio sottostante.

S

SP

SEZIONE

SEZIONE


si presenta come un grande blocco di vetro satinato, SPAZI L’edificio COMUNI SERVIZI IGIENICI l’identificazione

dei BIBLIOTECA piani è mascherata dal rivestimento continuo, l’unica variazione della facciata è data dalla differenza di PAZIO ESPOSITIVO|POLIVALENTE STUDIOLIdietro DOCENTI colore che LABORATORI assume il vetro quando di esso si trovano le grandi vetrate rispetto all’opacitò della muratura. Al suo interno, le sue dimensioni imponenti hanno consentito di organizzare tutte le attività necessarie alla vita di un ateneo.

SPAZI COMUNI

3

20

40

5

2

MENSA

1 3

4

AUDITORIUM

3 AULE

UFFICI

BIBLIOTECA

SERVIZI IGIENICI

SPAZIO ESPOSITIVO|POLIVALENTE STUDIOLI LABORATORI

5

B

SPORTELLI

MENSA

0 1 2

PIANO PRIMO

0 5 10

3

4

SALA LETTURA|CONSULTAZIONE

SPAZIO STUDIO

A

3 AULE

1

AUDITORIUM

AULE

SPAZI COMUNI

UFFICI

MENSA

MENSA

A

SPAZIO STUDIO

SERVIZI IGIENI

2

SPORTELLI

SPAZI COMUNI

AULE

3

DOCENTI 2

10

1

PIANO PRIMO

0 5 10

A

0 1 2

5

10

SALA LETTURA|CONSULTAZIONE 2

SPORTELLI

SPAZIO STUDIO

UFFICI

1

3 LE

AULE

40

10

AZI COMUNI

5

NSA

0 1 2

SEZIONE A

20


1

0 5 10

20

3

B

PIANO PRIMO

40

A 2

MENSA

SPAZI COMUNI

UFFICI

AUDITORIUM

1

B

3

3

4

AULE

SPAZIO STUDIO

SPAZI COMUNI

SPORTELLI

MENSA

AULE

SALA LETTURA|CONSULTAZIONE

3

BIBLIOTECA

SERVIZI IGIENICI

SPAZIO ESPOSITIVO|POLIVALENTE STUDIOLI LABORATORI

DOCENTI

3

4

3

SEZIONE A

0 1 2

5

10

AULE

2

SALA LETTURA|CONSULTAZIONE SPORTELLI

SPAZIO STUDIO

MENSA

UFFICI

A.A.


4 4 6

1

PIANO SECONDO

PIANO TERZ

LABORATORI|ARCHIVI

STUDIOLI DOCENTI

SALA LETTURA|CONSULTAZIONE

UFFICI

9

SALA LETTURA|CONSULTAZIONE SPORTELLI

SPAZIO STUDIO

MENSA

PAZI COMUNI

SERVIZI IGIENICI

8

12

11

UFFICI

AUDITORIUM

BIBLIOTECA

AZIO ESPOSITIVO|POLIVALENTE STUDIOLI LABORATORI

DOCENTI

1 MENSA

AULE

6

BIBLIOTECA

SPAZIO STUDIO

5

10

AUDITORIUM

SERVIZI IGIENICI

4

7 SPORTELLI|SERVIZI STUDENTI

0 5 10

20

4


A.A.2010|2011

_

LABORATORIO INTEGRATO DI PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE DELLE OPERE DELL’ARCHITETTURA

NODO 1

16

10

NODO 2

16

NODO 3

10


NODO 3

NODO 1

NODO 4 16

4m

STEVEN HOLL | HORIZONTAL SKYSCRAPER - VANKE CENTER |CHINA 2006/2009

10

14m

4m


CARICO VIA ACQUA

UFFICIO CARICO VIA ACQUA

UFFICIO

SPEDIZIONE STOCCAGGIO

DECAPITAZIONE DISSANGUAMENTO

DECAPITAZIONE DISSANGUAMENTO MARCHIATURA

CONTROLLI

LAVORAZIONE SPEDIZIONE CELLE FRIGORIFERE CONTROLLI STOCCAGGIO MARCHIATURA LAVORAZIONE

CARICO VIA TERRAFERMA

CARICO VIA TERRAFERMA

CELLE FRIGORIFERE

INGRESSO BESTIAME

PULIZIA STORDIMENTO ABBATTIMENTO

INGRESSO BESTIAME PULIZIA STORDIMENTO ABBATTIMENTO SCHEMA FUNZIONALE MACELLO | SCALA 1:500

SCHEMA FUNZIONALE MACELLO | SCALA 1:500

A

A

A

A

PIANO RIALZATO | SCALA 1:500

PIANO RIALZATO | SCALA 1:500

PIANO PRIMO | SCALA 1:500

SCHEMA FUNZIONALE DELL’AREA DI MACELLAZIONE PERCORSO BESTIE VIVE PERCORSO SEMILAVORATI SCHEMA FUNZIONALE DELL’AREA DI MACELLAZIONE PERCORSO BESTIE VIVE PERCORSO SEMILAVORATI

PIANO PRIMO | SCALA 1:500


STATO DI PROGETTO | RIQUALIFICAZIONE AREA VERDE ORGANIZZATO | SPORT - TEMPO LIBERO ZONA ESPOSITIVA - MUSEALE VERDE SPONTANEO ZONA MOSTRE-ESPOSIZIONI DI ARCHITETTUA PARCHEGGIO COSTRUZIONE DEMOLIZIONE PERCORSI PEDONALI

PROSPETTO SUD

PROSPETTO OVEST

SEZIONE A

SEZIONE B

PIANO PRIMO

PIANO TERRA PROGETTO CELLA ESPOSITIVA TIPO | SCALA 1:100

02 5

10

20


INQUA DRA MEN TO

PROGETTAZIONE URBANISTICA 1 Prof.ssa P. Viganò

Un territorio particolarmente problematico dal punto di vista urbano, questo era il luogo di progetto, un luogo qualsiasi nel territorio veneto compreso tra il quadrilatero Venezia-Padova-Castelfranco-Treviso. La porzione di tessuto urbano così selezionato si trova nel comune di Busa di Vigonza in un’area racchiusa da elementi di origine naturale e artificiale di rilevanza urbana. Su questa area di studio si doveva applicare uno dei quattro scenari proposti. Questi non sono altro che ipotesi, sebbene azzardate, di soluzioni a problemi che nell’anno 2050 si verificheranno con una certa probabilità. Il primo scenario no auto prevede una territorio privo di automobili, il secondo CO2 neutral ammette invece l’uso delle automobile ma ne impone il recupero della CO2, gli ultimi 2 scenari trattano il recupero dell’acqua e il problema dell’innalzamento della quota del livello del mare.

PERAROLO

PONTE DI BRENTA SAN VITO


VIGONZA

PERAROLO

SAN VITO

NOVENTA PADOVANA

ZONA AGRICOLA

ESTENSIONE VERDE

ZONA RESIDENZIALE

CORRIDOIO VERDE

COLLEGAMENTI TRA PUNTI DI INTERESSE

ZONA RESIDENZIALE CONDOMINIALE

ACQUE

PUNTI DI INTERESSE

ZONA INDUSTRIALE

AUTOSTRADA E FERROVIA

INDICATORI ESTENSIONE VERDE

Lo scenario scelto è CO2 neutral e comporta la riorganizzazione e l’aumento di tutte le aree verdi della zona con lo scopo di produrre massa verde per l’assorbimento dell’anidride carbonica sviluppata dai mezzi a motori. L’operazione progettuale si può sintetizzare in 3 step: per prima cosa è stata rafforzata in maniera molto consistente la fascia di verde attorno al fiume Brenta, che delimita inferiormente l’area di progetto, creando una “fascia verde” che dal fiume si estende dove possibile verso l’esterno con particolare attenzione ad avvolgere le zone industriali, anch’esse problematiche in campo di emissione di CO2. Come seconda operazione, sono stati individuati i punti di interesse per la comunità e interconnessi tra loro a formare una rete di verde organizzato contenente percorsi e aree pubbliche come luoghi di incontro e socializzazione.


0

25 50 75 100 125


VERDE POROSO IN DU STR IALE

CONDOMINI

ACQUE

2

1

CENTRO SPORTIVO

VE RD E OR GA NIZZ ATO A RO TAZI ONE

VE RD E OR GA NIZZ ATO A RO TAZI ONE

CENTRO PARROCHIALE

Infine, scendendo di scala, il progetto si è occupatoSCUOLA di portare il verde alla dimensione privata, sia per aumentare nuovamente l’assorbimento sia per aumentare la qualità del territorio analizzato che risulta essere costituito per lo più da edifici popolari realizzati negli anni ‘70 contornati da asfalto e cemento. Individuato uno schema tipo di palazzina residenziale che raccoglie le caratteritiche comuni alla maggioranza di quelle presenti nel territorio, è stato sviluppato su di esso un progetto prototipo che riassume delle precise operazioni progettuali e questo è stato applicato ad un caso studio per verificarne il risultato. In sintesi, in ogni palazzo in lotto di tipo residenziale viene svuotato il piano terra comunemente destinato a garages e piccoli depositi e restituito questo spazio come co-housing ovvero uno spazio di socializzazione, lo spazio sottratto alle automobili viene destinato esclusivamente all’esterno dell’edificio in apposite strutture a quota zero o parzialmente interrate la cui copertura piana è interamente destinata a giardino privato condominiale. Interventi simili vengono predisposti per le zone industriali predisponendo più spazio per la massa verde e con attenzione al recupero delle acque, allo stesso modo tutto il verde inserito nelle zone progettate è stato studiato nella tipologia, nelle forme e nella disposizione in modo da meglio assumere la funzione prestabilita (oscurare zone industriali, permettere l’attraversamento pedonale, produzione di biomassa, manutenzione). STRADE

VE RD E OR GA NIZZ ATO A RO TAZI ONE

VERDE OR GA NIZZ ATO FI LA MENT OSO

VERDE ORGANIZZATO

VERDE POROSO IN DU STR IALE

VERDE OR GA NIZZ ATO FI LA MENT OSO

VERDE ORGANIZZATO

VERDE POROSO IN DU STR IALE

VERDE POROSO

VERDE SPONTANEO DENSO

VERDE OR GA NIZZ ATO FI LA MENT OSO

VERDE ORGANIZZATO

VERDE POROSO RESIDENZIALE

3

INTERVENTO _ ZONA RESIDENZIALE CONDOMINIALE

AB ACO PROGETTUA LE

VERDE SPONTANEO DENSO

ABITAZIONI

VERDE POROSO RESIDENZIALE

VERDE POROSO

[scoline e grandi assi della viabilità]

VERDE SPONTANEO

[scoline e grandi assi della viabilità]

INDUSTRIA

VERDE POROSO RESIDENZIALE

VERDE SPONTANEO FILAMENTOSO

VERDE POROSO

VERDE SPONTANEO FILAMENTOSO

LOTTO TIPO RESIDENZIALE

STEP 1 - RECUPERO PIANO TERRA COME LUOGO DI SOCIALIZZAZIONE - SPOSTEMENTO AREA PARCHEGGIO SU UNA ZONA ESTERNA ALL’APPARTAMENTO CON COPERTURA VERDE

PROPOSTA

INTERVENTO _ ZONA INDUSTRIALE

+

STEP 2 - AMPLIAMENTO DELLO SPAZIO ABITATIVO


CORRERE

SOCIALIZZARE

PASSEGGIARE SOSTARE

GIOCARE


A

SEZIONE PARCO A

A


AMPLIAMENTI SPAZIO ABITABILE BALCONATURE GIARDINO D’INVERNO ESISTENTE

A

A

1

2

3

PIANTA PARCO RESIDENZIALE | PARCHEGGI m

PIANTA PARCO RESIDENZIALE | PAR 0

5

10 15

PIANTA PARCO RESIDENZIALE | PARCHEGGI m

A

A SEZIONE PLAYGROUND 1


SEZIONE PLAYGROUND

SEZIONE PLAYGROUND 3

SEZIONE PLAYGROUND 3

RCHEGGI

5 20 25

SEZIONE SEZIONE PLAYGROUND PLA

SEZIONE PLAYGROUND 3

m

SEZIONE PLAYGROUND

SEZIONE PLAYGROUND


PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA Prof.ssa S. Maffioletti

Un nuovo centro residenziale che sorge a stretto contatto con le rovine romane del centro di Altino. Il tema quindi è progettare in area archeologica, costruire una serie di residenze differenti per tipologia e dimensioni che possano accontentare famiglie di ceti diversi e alloggi per ospitare studiosi e ricercatori venuti per il sito archeologico. L’area di progetto, a prima vista priva di ostacoli, si presenta complessa rispettivamente per la presenza delle rovine romane, per una lunga strada provinciale nel mezzo, per una differenza di quota tra piano strada, piano di campagna e piano dei resti. Molti sono i fattori che si dovevano quindi considerare, il primo e forse più importante: la riorganizzazione della fruibilità dell’area con la conseguente collocazione dei nuovi stabili da progettare in una posizione corretta.

NICOLA LOCATELLI | matr.263831 GIULIA PEPATO | matr.266375 PROG. ARCHITETTONICA E URBANA PROF.SSA MAFFIOLETTI SERENA

a lato _ Concept di progetto: la grossa linea nera verticale rappresenta l’unione del nuovo cardo e del lungo edificio progettato, le linee nere orizzontali indicano gli andamenti dei resti archeologici che hanno determinato le fratture, la linea rossa riassume l’andamento della vecchia strada provinciale che costituirà il secondo percorso pedonale.


NUOVO CENTRO RESIDENZIALE Museo Nazionale di Altino


B

C

A

IO IFIC ED

IO IFIC ED

IO IFIC ED

OF

ICI

IF ED

Come prima operazione è stato deciso di ricomporre idealmente il foro romano, posizionando un largo percorso pedonale là dove anticamente stava il cardo romano (di cui rimane solo una piccolissima parte in testa al foro), questo percorso permetterà ai visitatori di vedere una parte di resti della città romana che si estendono su entrambi i lati della passeggiata. A lato del nuovo cardo viene posizionato il lungo edificio che ospiterà le diverse tipologie abitative richieste, questa “stecca” viene frammentata e interrotta in punti molto importanti, dove cioè le rovine si avvicinano da entrambi i lati al cardo (e all’edificio) in modo da permettere a pieno al visitatore la visione nel suo complesso.


E

OD

ICI

IF ED

IO

IFIC

ED

Nell’altro versante dell’edificio, vengono accostate delle zone verdi che, con un gioco di altezze, rendono il verde privato condominiale e permettono la privacy degli abitanti rispetto ai visitatori del sito archeologico; ancora, spostandoci lateralmente, si incontra la strada provinciale: questa viene mantenuta ma, a partire dalla testa del progetto viene resa pedonale, le macchine vengono riposte in un parcheggio ricavato al di sotto dei terrazzamenti, rendendo cosÏ la vecchia strada un nuovo percorso, anch’esso sfociante nel foro.


F

40 3,4

26,3

4,2

4,4

7,5

6,2

2,5

5

4,9

4,6

5

4,9

C

4,6

h 5,9

2,5

h 5,9

4,9

E

14,4

11

26

31,2

21 12,5

Se il percorso pedonale del nuovo cardo permetteva la vista dei resti romani, il percorso che nasce dalla vecchia strada è una sorta di museo a cielo aperto. L’ospite che lo percorre è infatti circondato da delle basse piastre espositive che espongono resti romani, testimonianze della vita quotidiana di Altino. Ricavati nella differenza di quota tra le piastre e quella dei resti si trovano gli alloggi per i ricercatori del sito, piccoli alloggi per 1 o 2 persone con annesso uno studio, alternati da dei magazzini/depositi per la grande quantità di resti archelogici che l’antica Altino continua a far riaffiorire.

2,5

6,8

1,6

5,5

2,6 37,2

1,4

3,5

4

1,4

5,7

2

2,8

1,3

2,5

1,3

2,5

2


PIANTA PIANO TERRA | quota 0.0m 0

25 3,8

1,6

3,8

2,5

5,5

2,8

1,7

37,2 2,6

3,6

1,6

3,5

3,6

1,4

2,6

3,5

5,3

3

4

5

2,5

5

h 5,9

2

10

h 5,9

15

E 10

27,5

2,5

1

2,5

3,8

1,3

5

4

3,9

1,7

2,6

3,2

3,8

6,2

2,5

40

D

6,2

3,7

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Università IUAV di Venezia Produzione dell’Edilizia Nicola Locatelli | matr. 263831


Portfolio di Laurea