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le rubriche

Editoriale

4 Primi pa-ssi ll peccato? Una stanza senza luce

5-6 Scriviamoci 8-9 Caro Don Gianfranco Perche i catechismi sono ciclici?

Terminati gli incontri di cotechismo, prendiomo un ottimo di respiro. Mo i mesi di settembre e ottobre ci dovronno trovore pronti o riportire. Cari cotechisti,

23

Preghle_ra

del catechista Fiori profumati per cominciare

33

-36 Arte e catechesi

L'Annunciazione di Arcabas I colori della fede

63- 64 oal mondo catechistico

67

r In questo momento sentite sicuromente il bisogno di store tronquilli. L'onno cotechistico oppeno finito è stqto impegnotivo. Mo con Dossier Catechista vi occompogniomo subito nello vostrq formozione con un poio di orticoli importonti. Il primo è di André Fossion, uno dei più noti cotecheti europei,

e

presento le competenze indispen-

sabili di un buon cotechisto; un secondo orticolo vi suggerisce come preporore con lorgo onticipo il primo incontro del prossimo onno cotechistico. r Allegoto o questo numero trovote lo trodizionole Agenda, che questo volto è stqto pensoto per dore più spozio ai vostri oppunti personoli, e siomo certi che vi piocerà. r Quest'onno per Ie immogini di copertino vi offriremo Ie immogini di Arcqbas. Il noto pittore froncese è consideroto doi critici d'arte «uno dei moestri dell'orte socro contemporoneo». L'immogine verrò riprodotto ogni mese più in gronde onche oll'interno dello rivisto, e sorò commentoto do due esperti di «orte e cotechesi,. r In ogni numero di questo nuovo onno troverete oncoro Il tema del mese, un qrticolo destinoto o chi è disposto od offrontore onche orgomenti impegnotivi, per uno migliore formozione personole.

r'ibri

pe_r

r Infine, ol termine dello rubrico nlo Chieso roccontoto oi bombinir, i nostri colloborotori Ferrero-Peiretti ci offrironno Lo Riconciliazione roccontoto qi bambini. Siomo certi che grodirete

v_0,!

questo oppuntamento mensile simpotico e utilissimo.

58-62 del Tempo 0rdinario

Dopo questo lungo inverno, occompognoto purtroppo qnche do tristi owenimenti (il terremoto di Hoiti e del Cile) ci gustiomo l'estote, in otteso dell'inizio del nuovo onno cotechistico. Non vi

foremo moncore sussidi e nuove celebrozioni, oltre olle graditissime schede operotive, per continuore o servire i rogozzl duronte lo loro crescito nello fede. C

Umberto De Vonno


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C AT E C H E S I

*Z

Rivista di studio e di aggiornamento catechistico

I

4.È4F.

dbbE

La rivista Catechesi accompagna e aggiorna gli operatori catechistici (responsabili degli Uffici catechistici, operatori pastorali, coordinatori di catechesi) sull'iniziazione

cristiana, primo annuncio, catecumenato, identità e ruolo del catechista, e altro ancora. Ecco

alcunititoli pubblicati negli ultimi numeri:

E. Biemmi: La catechesi in Europo. Una nuovo «geogrofio della fede» per un nuovo primo onnuncio del Vangelo.

A. Fontana: A dieci anni dollo "Nota sull'iniziozione

II

peccato?

Una stanza I

cristiona dei rogozzi". C. Nosiglia: Lo fomiglio, luogo dello trosmissione dello

SENZA IUCE

fede.

Mqrco tornq q

G. Novella: Bibbia, celebrazione e catechesi. Criteri e metodi per uno celebrazione dello Porolo. M. Viviani: Esperienze di primo onnuncio in ltalio.

c<rso con uno porola nuova: «peccqto». Lo cotechisto hq spiegoto che Adqrno ed Evo honno commesso «un peecoto» e per questo sono stqti scocciqti dol Porodiso. Hq detto onche che Gesù è morto «per i nostri peccati». Mqrco è confuso.

Che peccato! a Certo onche

in coso Morco ho sentito

lo porolo «peccoto». Ieri lo nonna ho fotto codere un voso t'

e poi ho esclomoto: «Che peccoto, si è rotto!». E il frotello più gronde, Luco, porlondo ql cellulore con un suo omico si è orrob-

:l

bioto: «Peccoto, honno rimondoto lo portitol». Mo è Io stesso peccoto di cui porlo Io cotechisto?

TECrIJ

* Riflettiqmo un po'insieme. Prima di tutto Io porolo peccoto significo, errore, follire, moncore il bersaglio. Se porliomo del peccoto così come se ne porlo in chieso intendiamo moncore il bersoglio della nostro vito, cioè Io nostro felicità. Non chiudere le finestre del cuore x Peccore significo scegliere

di avere un meno

di... un po'meno di luce, di bellezzo, di libertà, di

omore do vivere noi e do dore agli oltri. Così Adomo ed Evo ebbero meno fiduciq nel Signore, ogirono come se Dio volesse ingonnorli e si sentirono così meno omoti, meno sicuri... e olloro si occusorono o vicendo. s Peccore è come se invece di oprire tutte Ie finestre per occogliere lq luce e il colore del sole, ser-

rossimo onche le persione. È

come fare pulizia per ricominciare

e II sqcromento dellq Riconciliozione è oprire por-

te e finestre del nostro cuore per fore entrore lo luce di Dio. Come ho detto popo Benedetto, confessorsi è come fore pulizio «per vivere nel pulito,

per ricominciore; oltrimenti, forse lo sporcizio non si vede, mo si occumulo. Se non mi confesso moi, I'onimo rimone troscuroto e, ollo fine, sono sempre contento di me e non copisco più che devo onche lqvorore per essere migliorer.


Scriviamoci lnviate le vostre lettere a:

Anziani che si aggiornano

La catechesi ha

bisogno di gente Ho 42 onni. ll parroco del mio paese, non trovando catechisti, ha fatto a me la proposta. Ho accettato, anche se sono piuttosto perplessa, Come racconta Chiara nella rivista di marzo, anch'io ho ricordi poco belli del mio catechismo. Anche a me ,rficcavano in testa la parola di Dior. E penso che cosi awenga ancora in diverse parrocchie. Sono cresciuta piuttosto ribelle, lontana dalla Chiesa, perché chi ci andava era troppo diverso da me, troppo bravo. Qualche tempo fa rividi il sacerdote che mi fece religione nella scuola media, si ricordò di quanto fossi negativa e io gli dissi: «Avevo bisogno di aiuto! ", e lui: chiederlo! » . Una bambi"Dovevi na di 12 anni? E non poteva capirlo quanto avessi bisogno dell'amore di Dio? Sono cresciuta, ma non mi do per vinto. Credo che la Chiep€tson?»», sa abbia bisogno più che di "brave di gente vera, che sappia riconoscere il bene dal male, e faccia delle scelte ispirate dall'amore. Giuseppina, Sondrio

Vonei dire la mia sugli anziani,su cui non condivido tutto ciò che hanno scritto sul numero di gennaio («Gli anziani non servono più?r). Ricordo che anche Benedetto XVI dice che gli an-

ziani sono unarisorsaper lafede e lafamiglia. Penso anch'io che il mio parroco sarebbe felice se ci fossero onche catechisti giovani, ma purtroppo non ci sono. Bisogna ringraziaret non demoralizzare chi con tanto amore cerca di trasmettere la fede. Io personalmente, pur avendo 77 anni, vado, per essere aggiomata, a tutti i corsi della mia diocesi e mi documento su lntemet e soprattutto cerco di essere per i miei bambini una nonna che li accoglie con amore e che gli rocconta chi era Cesù. Lo so che ci sono anziani noiosi: però in eguale misura ci sono giovani presuntuosi. Antonia, Genova

Perché faccio

il catechista? ..

-for se l' accento occorre metterlo sull'

r, e

s

Non mi sento ««la» catechista

se-

re» catechista, cioè «perché sono catechista», allora non si starebbe a misurare niente, non occorrerebbe dare tanta importanza ai dubbi

Sono catechista da circa sei anni. Sposata da ventidue anni e tre figli grandi. Sono commerciante e lavoro quasi atempo pieno. Ho risposto alla ochiamata del Signore" per dedicare quel poco di tempo che ho a ciò che laparrocchia mi chiede, Scrivo perché troppo spesso sento che chi, insieme al parroco di turno, gestisce la par-

o porsi troppe domande sul ruolo. Poiché osono» catechista, «accompalno», faccio la stra-

da insieme a... con Gesù, per andare verso Dio. Credo che essere catechista sia un modo per rispondere alle beatitudini. Elisabetta, diocesi di Padova Dussrer

CètechistJ

5

Sctternbre-0ttobr.

.)(11

i)


rocchia in prima persona, è sempre in polemica con i fedeli. Allora mi chiedo: sono i fedeli che non capiscono mai niente? O chi è veterano non riesce ancora a essere obbiettivo su se sfesso e a dirsi non so dare, dare, dare senza ne"forse cessariamente ricevere"? O sono io che non voglio accettare che la parrocchia è prima di tutto,

e voglio

nel gruppo dei catechisti anche un altro giovane, Stefano di 23 anni... mio figlio! E così siamo due maschi che facciamo vedere che la catechesi non è solo cosa di donne. Ho però un difetto: la sindrome del primo della classe. Ogni cosa che faccio devo farla al meglio, perché ci tengo a essere bravo e quindi mi preparo al massimo e mi aggiomo, cosa che serve tantissimo anche a me. Ma ho anche un pregio: vedo come fanno gli altri e catturo tutte le buone idee e cerco di metterle in pratica. Scambio molte idee con mio fi-

Laura da Napoli

L'illustratrice è impoftante

glio che, guarda caso, ha molto piit successo di me. Il mio primo modello è Gesù e a lui voglio portare i miei bambini. Mi piacerebbe molto che fra qualche anno qualcuno dei miei bambini fos-

Vi diciamo con grande gioia, sia da parte dei bambini che di noi catechiste, che le illustrazioni di Franca Vitali hanno reso i testi di catechesiveramente piacevoli e accattivanti. Ho da poco fatto un ordine di 50 libretti di "Signore, amico ynis», che ho donato aimieibambini di catechismo (che sono 30) in occasione della Prima Confessione, perché, come sempre, mi piovono richieste da momme e zie che desiderano altre copie per gli altri figli e nipoti, oltre a quelle per uso personale delle stesse. Sono catechista da diversi anni e sinceramente ho con-

se

luilei catechista. Andrea, Torino

El',',,:'lfldone L'entusiasmo nel ricevere il poster sulla Sindone si è subito affievolito nel momento in cui ne ho preso visione. lnfatti sono rimasta molto delusa sia dal testo, non adatto a una prima documentazione diretta ai ragazzi, sia dall'immagine incompleta (solo il volto), sia dalle altre illustrazioni e informazioni non tali da suscitare l'interesse dei ragazzi. Nina

statato quanto siano importanti le illustrazioni per attirare l'attenzione dei bambini. Inutile dire che molte altre sono caricaturali, irreali e anche demenziali. Grazie a Franca Vitali i bambini sanno apprezzare tutto quanto trasmette dolcezza e delicatezza. Elisabetta Cioffi, P o z zuolo M art e s ana, M ilano

Gent.ma Nina, grozie delle sue osservqzioni. Il giudizio però ci sembrq troppo severo, perché il poster è piociuto o tonti e nelle librerie è stoto anche un successo di vendite. Il testo, è vero, non era destinoto airogazzi, mo oi cotechisti. Si potevo fore diversomente, e terremo certomente presenti le sue osservozioni. O

"{ilÉ- ci tengo a essere bravo

Ho letto sul vostro sito la lettera di Giancarlo di Padova: «Catechisti maschi in via di estinzione» t)0s5i(: cèlc( r sla

sprimergli la mia completa solidarieta.

techiste e Andrea" (ero l'unico maschio!). Oggi ho 57 anni e ho ripreso a fare catechismo. C'è

questo! Con i miei ragazzi ho uno splendido rapporto, non mi sento «la» catechista, ma la persona che insieme a loro desidera conoscere Gesù intimamente e viverlo. Un abbraccio,

W

e

Da giovane, ilviceparroco ci salutava: «Care ca-

6

\.rltciÌrote 0lto[.]r.

lill,l


Caro don Gianfr&§lc* GIANFRANCO VENTURI

lnviate le vostre domande

a:

Dossier (atechista, Elledici 10096 Leumann T0 - dossier@elledici.orq

Perche i catechismi

sono ciclici? I catechismi sembrano riprendere ogni anno gli stessi temi, anche se ogni catechismo, a seconda della fascia di età a cui è destinato, sviluppa più o meno ampiamente lhrgomento. C'è il rischio di annoiare? 0ppure questo aiuta a comprendere il messaggio e a viverlo meglio?

Coro don Gionfronco, duronte uno conferenzo ho sentito che i cotechismi sono ciclici e che ogni onno si ripresento lo stesso progrommo, onche se un

po' orricchito mon mono che l'etò cresce. Io ho I'impressione che i rogozzi sentono in questo modo sempre le stesse cose. Non porliomo poi dello Bibbio: ritornono sempre i soliti episodil Non sorà per questo motivo che non riusciomo o interessorli a ciò che diciqmo a cotechismo? (Lisa, Grosseto).

Cara Lisa,

i cotechismi honno un ondomento ciclico; mo non dobbiomo vedere questo fotto come è vero che

un continuo ritorno sulle

stesse cose,

uno ripeti-

zione monotono, mo piuttosto come un cammino per scoprire e ritrovore ciò che o uno primo visto ero sfuggito e non ero stoto compreso e vissuto.

[a ciclicità: una legge della vita r Tutto sembro svolgersi ciclicomente, portendo do un inizio per orrivore o uno fine e poi riprendere: così il giorno, le stogioni, l'onno; si porlo onche del ciclo dello vito. Per olcuni anche la storio ho uno sviluppo ciclico e si porla di "eterno ritorno». Mo è proprio così? r Per gli ebrei e i cristioni Io storia ho sì un movimento ciclico, mo non si ritorno moi ol punto iniziole; esso si sviluppo come owiene in uno ellisse. Ad esempio per gli ebrei I'evento dello liberozione dell'Esodo si ripresento nel ritorno doll'esiIio; i profeti onnunciono un nuovo esodo, mo non è Io ripetizione del primo. r Gesù porto oll'opice questo gsofls «passondo do questo mondo ol Podre,. Ogni onno Io Pasqua è Io celebrozione di uno nuovo liberozione che tro-

il suo compimento ollo fine dei tempi: c'è un «ripetersi», rno in uno dinomico di supero-

verà

mento fino o una pienezzo.

fST?.o§..t


Il ciclo dell'anno liturgico

Saper raccontare

r L'onno liturgico ripropone rituolmente ogni onno il mistero di Cristo, dallo suo ottesa fino oll'ultimo e definitiva venuto. Mo non è uno semplice ripeti-

r Tu scrivi: nHo l'impressione che i rogazzi sentono in questo modo sempre le stesse cose» e quindi e.scono onnoioti doll'incontro. E un pericolo reole, do

zione; proprio questo suo ripresentorsi annuole permette ogli

non sottovolutore. r Tutto sto nel come viene riproposto il temo o I'evento: se come quolcoso di semplicemente possoto, ripetuto perché lo si impori oppure come un quolcoso che mi interpello oggi e mi vuole coinvolgere. r A questo riguordo lo noto postorole L'iniziazione cristiana. 2. Orientamenti per l' iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni (23 maggio 1999)

uomini di ieri, di oggi e di domoni, di poter essere coinvolti nell'esodo di Gesù. Permette ol regno di Dio di moturore e crescere fino ol giorno in cui verrò consegnoto do Cristo ol Podre. Ciclicità del catechismo di Pio X ovevo come suo scopo principole di co-

t IL catechismo

municore le verità dello fede. Quelli ottuoli invece vogliono mettere o contotto con 1o storia dello solvezzo e introdurre a esso; perciò seguono fondomentolmente I'onno liturgico, honno perciò uno strutturo ciclico. In questo modo gli incontri di catechesi non si estroniono do

per trorne insegnomento, scoprire ciò che è rimosto nell'ombro,

recuperore energie sopite.

tribuirvi umilmente. O

tutta lo storio di Gesù e oiutono o viverne i vori eventi. r Lo ciclicità poi non ho solo uno motivozione teologico, mo onche didottico e pedogogico. Per opprendere e, soprottutto, per vivere obbiomo bisogno di ritornore sul "giò detto», sul giò fotto

se

vuot

Ho una Belle Notizie! io L'ho INCONTRATO...

?.,-.r*3 Qf*^.-

I

-i ì'

ci dice: "ll contenuto dell'on-

nuncio ho come oggetto il rocconto dello storio dello solvezza e in porticolore dello storio di Gesù. Tole storio viene roccontoto non come quolcoso di lontono e ormoi concluso, mo come successione di eventi operti, ottuoli, che ottendono oltri protogonisti. L'onno liturgico risulto di fotto il contesto più opportuno per compiere questo annuncio narrotivo e coinvolgente, (n. 32). r Come vedi, coro Liso, lo ciclicità ben inteso e ottuoto dovrebbe portore o uno moturozione dello fede e o uno vito sempre più conforme ol Vongelo. Lo Spirito dio o te e o tutti noi di con-

ciò che celebro lo comunità porrocchiole; con esso ripercorrono

Campl dl

l,o

Llto NcomÀrc*

ispom ete oVorrei forvi uno domondo che ovrete sentito tonte volte: il mio porroco mi ho invitoto o fore il cotechismo, mo io non mi sento preporoto. Non sono un'insegnonte e non ho moi fotto scuolo. Trovormi davonti 12 bombini do tenere o

bodo e do portore o uno fede vivo è uno grosso responsobilità. Lo foccio volentieri, mo non so se soprò fare le cose bene" (Caterina). Intervenite voi su questo tema, rispondendo a Caterina: come fare per sentirsi più sicuri e preparati nel fare catechismo? Quali suggerimenti dare a Caterina?

)0ssrer

Laterhista

9

\ettembre Otl0brc 201i)

e mandato per la GMPV

Li

2010, ,\'

puoi ùovare nelle Llbrerle Son Poolo, Paoline o oltre Llbreie Religiose SUSSIDI VOCAZIONALI AP Suore Apostoline 06.93.20.356 - sussidi@apostoline.it

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A CURA DI GIANNI FRIGERIO

Come far amare la Parola di Dio Molti hannri rlsposto a ehiara, clesiderosa di far fare ai sucE ragazzi un'esperienza dtversa dalla .sua" «Come far arnare la Parola di Diol», domanda Chiara. «A rne la ficcavano in testa e la cosa nen mi pÉaceva»"

Lo letterq di Chiarq giovone cotechisto... Ecco, vorrei for fore "Sono Chioro, uno

ai ragazzi un'esperienzo diverso dollo mio. Quondo frequentovo il cotechismo, do piccolo, mi ficcovono in testo Io Porolo di Dio e lo cosa non mi pioceva. Oro che mi trovo io o fore cotechismo, vorrei oiutore i bombini o non subire lo Porolo di Dio, mo od oppossionorsi o esso. Come posso fore?" (Chiara).

podri Cormelitoni. Vero è che si dovevono imporore o memorio le domonde e le risposte, mo lo cotechisto dicevo sempre: «Spiego con porole tue... Cosa hai copito? Coso significo per te? Co-

rl

Maria Paola da Bolsena: «Non siamo a scuola».

Dopo tonti onni troscorsi con i bombini e i ragozzi, ho copito che lo coso più importonte è omore tonto questi figli, for sentire loro che gli vogliomo bene: lo nostro non deve essere uno Iezione come nello scuolo, ma un incontro tro omici. II nostro compito è seminore lo porolo di

Nelle illustrazioni sono presentati alcuni sussidi biblici per Ia catechesi dei ragazzi (vedi pag. 65).

Dio con semplicità. Il resto poi lo forò Lui. Rosaria dalla Sicilia:

me vorresti vivere quello che Gesù insegno?,. Quondo tu eri piccolo ti honno oficcoto, in testo lo Porolo di Dio... come in uno zoino! Io, nello zoino, ficco I'essenziqle per poterlo usore nei momenti giusti. Vorresti oiutore i bombini o non subire lo Poro-

«Tu devi semplicemente

Io di Dio. In che condizioni ti

testimoniare».

trovi? Lo Porolo di Dio, tu I'ossimili o lo subisci? Per le prediche, bostono i socerdoti: tu devi semplicemente "testimoniore», devi porgere Io Porola di Dio con Io tuo vito. Buono owenturo giovone cotechisto!

Quondo ondovo o cotechismo io, negli onni 60, si imporovo-

no ct memorio domondo e risposto. Ricordo con tonto gioio e omore Io mia cotechisto e i Dossier

tatechisla

lQ

settemUre-Ottobre 2010


ventoto cotechistol Sono sicuro

Rosa Rizzato da S. Iecla in Este (Padova): «Se è luce

che I'omore e i semi che regale-

roi porteronno un qbbondonte roccolto. Buon lovoro con tonto

per te, sarà facile». Come oppossionorsi allo Porolo di Dio. E possibile, se si riesce o for sì che i nostri rogozzi incontrino primo di tutto Dio come persono. Uno persono che Ii ha conosciuti per primo, primo dei loro genitori, che li ho chiomoti

oll'esistenzo e per nome, uno persono disponibile a comminore ol loro fionco. E non è poco, credimi ! Poi se tu, Chioro, come persono e come credente sei convinto che Io Porolo di Dio sio Luce per te, per il tuo quotidiono, sorò focile for copire come lo porolo di Dio posso guidore onche i possi dei tuoi rogazzi. Se pensi che per te Io Po-

rolo di Dio sio forzo incoraggionte anche nei momenti difficili, lo diventerà onche per i tuoi rogazzi; se pensi che lo parolo di Dio sio liberante, onche i tuoi

gioio nel Signore. Elena da cremona: «Diventa tu per prima appassiona-

ta della Parola». di cotechismo (18 onni). Sei sul-

lo strodo giusto quondo scrivi che vorresti oiutore i bombini o

non «subire, lo Parolo di Dio, mo od oppossionorsi o esso. Condivido o pieno lo tuq ideo: noi cotechiste dobbiamo essere portotrici di gioio nell'incontro di cotechismo, monifestondo o loro che Gesù è nostro Gronde Amico e con lui possiomo giocore, contore, urlore, pregore e fore silenzio. Forse ogli occhi di tonte cotechiste sono troppo «giocoso», mo a me pioce giocore con loro (con giochi o temo owiomente) e se sono più grondicelli onche sentire e onalizzore testi di conzoni dei loro contonti preferiti (tutto questo grozie a Dossier Catechista).Il gioco e la felicitò che provono duron-

te l'incontro di cotechismo sono

come fertilizzonte per quel piccolo seme di fede che trosmettiamo e che sicuromente (come dicono i miei don) primo o dopo dorò frutto. Penso un po'... Io

rogazzi respireronno allo uscuolo di Gesù, e ollo suo porolo di vito e di libertà. Con tonti ouguri per il tuo commino o fionco dei ragazzi.

porolo che ti honno «ficcoto» in testo e che non ti piacevo ho dato un bellissimo frutto: sei di-

Corissimo Chioro, sono onch'io

uno giovone catechisto, non tonto dol punto di visto onogrofico, mo perché questo per me è il quinto onno di cotechismo.

Non ho ricette preconfezionote do possorti, mo posso suggerirti di diventore tu per primo un'oppossionoto dello Porolo, solo così

potroi trosmetterlo oi tuoi ra-

gazzi.

Se

ti

sembrq che quondo

tu frequentovi il cotechismo la Porolo di Dio ti sio stoto solo in-

culcoto, olloro provo o ripren-

in mono, leggendo od esempio giorno dopo giorno il Vongelo del giorno, oppure leggendo i diversi broni dello Scritturo che dovrai proporre ol tuo derla

Vilma da Gallo di Grinzane (Cuneo): «5ei diventata

gruppo. Non pensore troppo ol tuo commino... erono oltri tempi. Chiediti sempre che coso lo Porolo ho do dire o te, mo soprottutto oi tuoi rogozzi e scopriroi, come ho scoperto io, che dowero è Porolo vivo che dà vita. Anche i broni più lontani

catechista!».

dallo nostrq reoltà geogrofico sono odottobili ollo nostro espe-

Sono uno cotechisto «onzionot-

rienzo quotidiono. Buon com-

to, di età (ho quosi 50 onni)

mIno.

e

Dossier

tatechÌsta

ll

Settembre-Oltobre 2010

p)


formotizzoto porlore dello Bib-

Suot Rosetta da Vercelli: «La Parola prima ditrasmet-

bio è diventoto difficile.

terla va luminata».

zo, quondo devo parlare dello

Corissimo Chioro,

ti

risponde

uno cotechisto che, per Io suo etò non fo più cotechismo oi bqmbini, mo cerco di losciorsi catechizzore per essere oncoro cotechisto con lo suo vito. Affinché i bambini non subiscano lo Porolo di

Se ti può essere utile Io mio esperien-

illuminoto dollo Spirito Sonto, di trovore un collegomento con i sonti (Modre Tereso, Podre Pio) o i volontori (Unicef, Croce Rosso, Medici senzo frontiere), o con missionori non troppo distonti dai nostri onni che honno doto o dqnno lq vitq per gli oltri. Socro Scritturo, cerco sempre,

Margherita: «Un consiglio da una catechista "gtande"».

\>{

Dio, devono riceverlo do uno che Ia omo, che I'ha giò fotto suo.

Noi non siomo esseri ruminonti, mo la Porola primo di trosmetterlo vo ruminoto, insoporito, gustoto. Perché i bombini possono oppossionorsi (prendo Ie tue porole) ollo Porolo, devono riceverlo do uno persono «oppossionoto». Il momento cotechistico vo preporoto con curcrr moi all'ultimo minuto, di fretto e con lo preghiero ollo Spirito Sonto, è Lui che in Mqrio ha doto carne ol Verbo di Dio. L'incontro cotechistico deve trosformorsi onche in preghiero. Perché questo Parolo è vivo, onzi è uno persono vivo: è

Corissimo, rispondo ollo tuo domonda. L'unico coso che sento e mi permetto quindi di suggerirti è quello di oppossionorti per primo ollo Porolo di Dio. Rileggila, studiolo e vivilo, sono sicuro che ne scopriroi tutto lo bellezzo. Sentiroi onche che il tempo in cui questo Porolo ti sembra di averlo subìta, ti oiuterà a

trovore il modo più bello e interessonte per trosmetterla ai tuoi fortunoti rogozzi. Credimi, questo consiglio ti viene do uno cotechisto molto molto grande (copisci vero ciò che intendo per gronde?). Cioo, buon lovoro.

(ristina: «lo faccio così». Corissimo Chioro, non ci sono ricette ideoli. Ti posso suggerire

quello che flnoro ho usoto per oppossionore i bambini ollo Porolo di Dio. Prima di tutto quondo metti le basi per un'oro di cotechesi, devi cercore uno Porola di Dio odotto o loro. Le porabole,

per esempio, vonno bene per quolsiasi età. Dollo Porolo di Dio

scelto, devi trovore

il

lo

porolo

messoggio. Foccio un esempio: nello porobolq del ufigliol prodigo, lo porolo chiove è «omore misericordioso» e il soggetto è il Podre. Lo puoi sviluppore onche sotto formo di PowerPoint. Mo per trosmettere Io Po-

chiove,

rolo di Dio puoi prepqrore uno caccio ol tesoro, o un gioco dell'oco in cui le coselle siono frosi dello Porolo di Dio. Per oppassio-

norli devi cercore di usore quolche volto alcune tecniche di cui sono grondi consumotori: tv, computel cellulore... Mo ci si può servire del mimo, del conto. Non scoroggiarti moi; tante volte per preporore un'oro di cotechesi

ci impieghi mogori onche più giorni

poi ti ritrovi che loro non che vorresti. Adotto qualche libro-sussidio sullo Bibbio, impora nuovi gioe

ti donno l'ottenzione

chi onche do internet. Leggi lo Porolo di Dio, cogli il messoggio che ho per te. Aiuto i ragazzini o fore un momento di preghiera, mo che lo focciano con il cuore, non solo con le solite formule. Un suggerimento che ho per te e per tutte le tue compogne di vioggio: chiedete e portecipote o corsi di

Gesù! Coroggio! Tu semino e irri-

go e sii sicuro che il resto lo fo Luil (1Cor 3,6-7).

formozione. E importante lo formozione perché lo Parolo di Dio

diventi quolcoso di personole. Il Angela: «Mi rifaccio aisantidi ierie di oggi».

Signore

ti

soprà ricompensore

Sono uno cotechisto di onni 33, corissima Chioro, e come ti co-

dello testimonionzo che doi. Il tuo osì, è prezioso oi Suoi occhi. Ricordandoci quotidianamente nello preghiero. Ti mondo un

piscol In questo società così in-

grosso:-),

Dossier Catechista

tl

settemUre'ottobre 2010

ciao. O


MARIA GRAZIA CIRAVEGNA 8 FRANCESCO CRAVERO

Cominciamo bene! pr- imo incontro dell'anno Riprendiamo alcune indicazioni, già proposte qua e là nella rivista, ma che riproponiamo pensando sin dbra al nuovo anno catechistico.

Quello che c'è da sapere/ Attenzioni educative La cosa

più importante: voi!

r II primo incontro dell'onno, rogozzi, è

per

i

il primo incontro con

noi, onche quondo ci conoscono giò. Siote roggionti! Dovrebbero

['importanza degli inizi

r «Chi ben comincior, come tutti sonno, "è o metà dell'opero»: cioè è giò ovonti con i risultqti, onche se è solo qll'inizio del lqvoro. Per dirlo oltrimenti, si è già tolto doi piedi tutto unq bello serie di problemi. r Nel coso degli incontri di cqtechismo, si trotto di opprofittore degli inizi per creore un buon clim0 e per dore il tono giusto. Se ci si riesce nei primissimi incontri dell'onno, il gioco è fotto e ondqre o cotechismo sorà un piocere sio per iragazzi sio per noi. Altri-

menti, lq strodo sorò in sqlito

e

ricuperore costerà un po' di energie in piu. Meglio prepororsi con curCI.

poter scorgere sul nostro volto lq gioio di incontrorli. Il resto, per così dire, è quasi un di più. Il primo messaggio che qrrivo ai ragozzi, infotti, come confidovo un grcrnde esperto di comunicazione qudiovisivo, è il volto del cotechista. r Occorre pregore molto, mogari con l'elenco deiragozzi che ci verronno qffidoti tro le moni. Ma è bene fqre un pensierino onche o come ci si veste... e curore I'ombiente in cui ci si troverà, che è come un'estensione di noi stessi. tl ragazzi, insommo, si trovqno bene con chi sto bene nello proprio pelle. Stentono mogori o riconoscerlo, ma apptezzqno le cose curqte e ben predisposte, opposto per loro.

implico che si comportino un po' come vogliono... che non è sempre un bene! Dall'altro, tuttavio, c'è I'esigenzo di chiqrire che cosq ci si trovo o fore, come, e in bose o quoli regole. Questo non sempre oiutq Ie persone o sentirsi occolte.

Uno volto, si privilegiovq

cludenti. Cerchiqmo un punto di equilibrio.

lldilemma degliinizi r Il primo di una serie di incontri è sempre un momento delicoto: ne va degli incontri successivi. t Da un lcfo si trqtta di occogliere le persone per quello che sono. Il che

Dossier

tatechista

f{

il

se-

condo ospetto... e si portivo come dei panzer, senzo guordore in fqccio nessuno. Oggi, in genere, ci si sbiloncio di più sul primo, col rischio di friggere un po' d'qrio: di mostrorsi cqlorosi, sì, mo incon-

seLternbre Ottobre 2tJ10


Curare l'accoglienza

stqre qscolto olle ospettotive, illustrore I'qttivitò cotechistico rivoltq

più degli oltri, per dore il tono giusto. Per quonto possibile, occorre for fare ai ragazzi e oi bombini,

poste indirizzote oi genitori, sondore interesse e disponibilità in tol

uno bellq esperienzo di qccoglienzo e di gruppo. For vedere, onzi toccore con mono, che quolcuno vuol loro bene e che le persone pre-

dere coscienzq delle rogioni per cui hqnno iscritto i figli o cotechismo, o interrogorsi su come si pro-

r I primi incontri dell'onno, il primo mese di ottività, si prestono,

senti si vogliono bene fro di loro.

!mpostare il lavoro r Converrà, inoltre, opprofittore della mogio degli inizi per indirizzore il percorso-cqtechismo. Fornire le regole del gioco indispensabili ollo convivenzo e ollo buonq riuscita degli incontri. Soprottutto, for introvedere il senso dell'essere li: «Siomo qui per conoscere uno persono, il suo nome è Gesur.

Che cosa

farc/

lndicazioni pratiche llclima giusto r Owiomente, il cotechisto cercherà di porsi in oscolto dei rogozzi: desideri, problemi, copocità, timori e sperqnze; mq il mossimo è preporore quolcoso di speciflco, di «speciole», per cioscuno di loro. Bosteronno uno cortolino ocquistoto nelle vocqnze, uno dedicq sul quoderno, un segnoposto con già scritto il nome di cioscuno, uno fotogrofio dell'onno precedente duplicoto per tutti, ecc.

oi figli, presentqre eventuoli prosenso, qiutore

«sIAn

o QUI PER CONOSCERE

PERSONA:

IL

UNA SUO NOIAE È ECSÙ»

r Un inizio che sq di occoglienzo, che dice il vqlore occordoto o ogni singolo persono!

Cominciare il percorso r Se si trotta di un debutto ossoluto, del primissimo incontro di cotechismo, si potrò dore oscolto qlIe ospettotive e ollo precomprensione degli interessoti: nChe coso vi immoginote che fqremo?r, .Se-

condo voi il catechismo che cos'è?o. E opprofittorne per i dovuti chiorimenti. Poi, però, occorre in-

cominciore dovverol r Se, invece, il gruppo ho già lovoroto insieme e ci si trovo ol primo incontro dell'onno, Ia miglior cosa è darci dentro: un'ottivitò su un brono biblico, un momento di preghiero, un lqvoro monuale un po' simpotico e ben finolizzoto, ecc.

Gestione entlata r Un'qccortezzo, onche se potrà sembrqre qll'qntico: se il gruppo dei rogozzini entro nellq sqlo del cotechismo q mo' di mondrio, è meglio qiutqrli o entrore con g0rbo ed educqzione. Con colmo, serenomente. Senzo bisogno di dover olzqre Io voce sin dol primo incontro. Cominciore bene in questo senso è importantissimo. Dopo tutto sorò più focile.

ll primo incontro con igenitori r C'è un primo contotto qnche nei confronti delle fomiglie dei ragazz| Al momento dell'iscrizione e, generolmente, in un'opposito riunione per i genitori. Altrettante occqsioni do non sciupore. r I punti dq trqttore nel primo incontro con i genitori sono veromente molti: fore conoscenza,, pteDossiertaterhisla'l§

i genitori ct pren-

pongono di occompognorli, for emergere l'esperienzo religioso fomiliore... r Non si potrà fore tutto! Né tutto ondrò fqtto subito e neppure tutti insieme. Spesso

è

meglio ricorrere o

dei sottogruppi. In ogni cclso, chiorini le idee preporondo uno scaletto dell'incontro, per quqnto posso sembrore un suggerimento bonole,

sorà di gronde oiuto.

r Un qltro strumento

che si rivelq

spesso utile è lo lettero: uno pagi-

nettq indirizzoto alle fomiglie con tonto di note tecniche... e note postorqli.

ldee da adattare Suggerimenti spiccioli Per l'accoglienza

r L'occoglienzo nome:

il

posscr

ottroverso

il

proprio nome. Sentirsi

chiomare per nome, poterlo dire o scrivere, fq stor bene con gli oltri. Ecco olcune possibilitò per giocorci su.

ll puzzle. Prendiomo un foglio coloroto, vi scriviomo il nome dei rqgazzie delle rogozze del gruppo e lo ritogliomo q mo'di puzzle. Cominceremo il nostro primo incontro ricomponendolo insieme. Cioscuno potrà primo colorore, o piocimento, Io tesserq col proprio nome. Lq cqteno. Ripieghiomo un foglio su se stesso tqnte volte quonte so-

no i componenti del gruppo. Vi disegniomo sopro Io sogomo di un bombino, ritogliomo e opriomo: ovremo tonte sogome quonti siomo nel gruppo, uno ottqccoto oll'oltro, che si dqnno lq mono (piegondo e ritogliondo opportun0mente, si possono ottenere sogome moschili e femminili alternote). Incominceremo il nostro

primo incontro scrivendoci

SettemUre-Ott0bre2010

;!>


golino: piccolo e simbolico (economico), mo ben incortoto! Per cominciare davvero

I Dopo i

G{ul{o

IVIARTA

soluti, soprottutto se il

gruppo si conosce già doll'onno precedente, si può cominciore subito.

r Per individuore che cosq fqre,

MARCO

pertonto, bisognerà tenere presente l'orgomento e gli obiettivi, il percorso dell'onno. r Attenzione, però, q scegliere be-

ne: Ie qttivitò vonno odottate ql

BlANCA

contesto e finolizzote ogli obiettiSe no, servono o riempire il tempo, mq non portono do nessuno porte. r Ecco quolche spunto generole... e un suggerimento specifico, tut-

vi specifici.

) sopro il nome di cioscuno e oppendendo lo coteno sulle poreti dello solo di cqtechismo. r Reolizzqre le sogome sul momento, in silenzio, sotto gli occhi curiosi dei ragazzi, oumenterà I'effetto sorpresq. Predisporre uno sfondo su cui collocore Ìq coteno (per esempio unq sogomq identico, mo più gronde), dqrà rilievo

in 3 porti e piegorlo in modo do ottenere, di profilo, re un foglio

un triongolo), possiomo colororlo in bose ql colore preferito o disegnorci lo stemmo dello squadro del cuore o un simbolo che richiomi i gusti e Ie pos-

NAD!ì to dq odottore.

ollo figuro.

Spunti generoli. Owio-

lVAN

sioni

di

ogni singolo ragazzola Lo tessern del

club. Preporiomo un foglietto di cortoncino delle dimensioni di un segnolibro. Con l'qiuto di un computer e di uno stomponte o colori inseriomo uno bello immogine e uno scritto, che dico Io gioio di trovorsi insieme nello stesso gruppo. AI primo incontro distribuiomo Ie tessere e le fqcciqmo flrmore sul retro: sorò Iq tessero di apportenenzo ol

(dol cioccoloto ollo sport, dollo donzo ollq musicq e - perché

- ollo letturo). r In temo di gusti e possioni di ciono?

scuno, invece che scrivere, possiomo industriqrci di preporore un re-

mente si potrò cercore quolche ideo tro le schede operotive offerte dollo rivisto. È diverso se

un gruppo si preporo alla Prima Comunione o

qllo Cresima. Si cer-

chi un'ottivitò significotivo. Tutti possono fore ricorso o uno storio intrigonte o q un brono biblico ben roccontoto. Leffero opocrifo. Proponiomo un folso: scrivere e spedire uno lettero indirizzoto al gruppo. Per oumentqre il cine e solennizzqre odeguotomente, possiomo spedirIo dowero, owiomente un po'di

nostro gruppo di cotechismo.

tempo primo, oll'indirizzo dello

r NulÌo vieto di orricchirlo di quolche qltro elemento nel corso del-

r

porrocchio. Per i più piccoli, sorò lo lettero dell'ongioletto del gruppo; per i grondicelli quello di un omico Iontono... o di un misterioso per-

l'onno, per segnore le toppe più signiflcotive del percorso cotechistico.

sonoggio do scoprire nel corso dell'onno, per esempio il sonto pqtrono dello porrocchio. r II firmotorio potrò solutore, incoroggiore, chiorire... mo onche stuzzicore, provocore, sfidore il gruppo. Il testo, insommo, ondrò

Preferito. Se conosciomo giò i rogazzi dall'anno precedente, possiomo opprofittorne per prep0rore per cioscuno un oggetto miroto che mettq in evidenzo i gusti di cioscuno. Se per esempio pensiomo ct un segnoposto con su scritto il nome di cioscuno (bosta piego-

scritto o secondo delle necessità. O

Dossier Calecrìstè

lf,

s:itemtrre'oliobre 2010


La proposta rvrÒHs.

manro

oiemprniH elsprniru

della Bibbia ta Bibbia è sempre stata considerata il libro per eccellenza per una buona catechesi.

lettura meditata (Lectio divina\, antica come la Chiesa, è stata recentemente ricuperata e raccomandata con insistenza, specialmente dopo il Sinodo del 2008, come il modo più adatto per vivere e comprendere la Parola di Dio. La sua

il vescovo di Queretaro (Messico), mons. Mario de Gasper[n Gasperin, famoso biblista e zeEcco come

Iante pastore, ha sintetizzato in una specie di decalogo una fruttuosa e corretta lettura bibtica. È un testo semplice, pratico e molto utile per i catechisti.

1. Non dobbiomo pensore che siomo noi i primi o leggere lo Bibbio. Molti, moltissimi primo di noi I'hanno letto, meditoto, e I'honno vissuto e trqsmesso. Chi meglio di tutti ho soputo interpretore lo Bibbio sono i sonti. 2. L0 Scrittura è il libro dello comunità ecclesiale. Lo nostro let-

turo, onche se fotto in un momento di solitudine, non potrà mqi essere solitario. Per leggerlo con frutto, ci si deve inserire nel gronde respiro ecclesiale, e Iasciorsi condurre dollo Spirito Santo.

3. Lo Bibbio è uQuolcuno". Per questo si deve leggerla e ol tempo stesso celebrorlo. Lo migliore formo di letturo biblico è quella che owiene nello Liturgio. 4. Il centro focole dello Socro

Scritturo è Cristo; perciò, tutto deve essere letto nell'ottico di Cristo, cercondo in lui lq suo pieno reolizzazione. Cristo è Io chiqve che interpreto correttomente la Sacro Scrittura. 5. Non si deve moi dimenticare che nello Bibbio troviomo eventi e frasi, azioni e porole intimomente uniti tro di loro. Le poro-

Ie onnunciono e illuminono i fotti; i fatti realizzano e confermono le porole, 6. Un modo protico e molto utile di leggere lo Scritturo è cominciore con i Vongeli, continuore con gli Atti degli Apostoli e Ie

Perciò è consigliabile Ieggere i Iuoghi porolleli. E un metodo interessonte e molto utile. Un testo chiorisce un oltro. Come dicevo Sont'Agostino: «L'Antico Testo-

mento chiorisce

il

Nuovo e il

Nuovo è rocchiuso nell'Anticor. 8. La Bibbia deve essere letto e

meditoto con lo stesso spirito

Lettere; al tempo stesso olternare

con cui è stoto scritto. Lo Spirito Sonto è il suo principole outore e interprete. Bisogno invocorlo primo di leggerlo e Io si deve

con olcuni libri dell'Antico

ringroziare ollo fine.

Te-

stomento: Genesi, Esodo, Giudi-

9. Lo sonto Bibbio non può moi

1o e

2" libro di Somuele, ecc. Non è consigliobile, od esempio, Ieggere il libro del Levitico tutto di seguito. I Solmi debbono essere libro dello preghiero dei gruppi biblici. I Profeti sono l'onimo dell'Antico Testamento:

essere

il

condonnore Io condotto altrui! 10. Ogni brono biblico è sorto in un determinoto contesto storico ed è stoto scritto in un certo stile

ci,

meritono un'ottenzione speciale. 7. Si deve conquistare la Bibbia come ho fotto Giosuè con Geri-

co: focendo vori giri ottorno. Dossier

tatechista

l/

utilizzoto per criticore

e

letterorio. Uno pogino biblico, tolto fuori dol suo contesto storico e letterorio, è un modo di monipolore Io Porolo di Dio. È usore indebitomente il nome di

Dio! a

Settembre-Ottobre 2010


Vivacità di proposte e di iniziative pastorali caratterizzano questa parrocchia presente in uno dei quartieri più noti di Roma" La catechesi qui è fatta con impegno, passione e preparazione.

Questa parrocchia romana Lo chieso è bello, gronde, monu-

mentole. Fu eretto nel 1933, e per settont'onni fu diretto doi Gesuiti. Dol 2003 è rientroto nel circuito diocesono. Intitoloto o son Roberto Bellormino, è una chieso storico, ed è Io primo parrocchio sorto nel quortiere dei Porioli. E un polo oggregotivo forte, onche se molti che Io frequentono non fanno porte del territorio dello porrocchio. I residenti sono 10-11milo. Lo chieso si offoccia imponente su piozzo

Ungherio, Iungo il viole Porioli.

tutti Il porroco, don Gionrico Ruzzo, romono di onni 47 , do quottro onni «operotivo» nello comunitò, ci spiego che "lo porrocchio Un cammino di fede per

propone ordinoriomente oi suoi frequentotori un commino di fede integrole, per occompognore i fedeli dol Bottesimo ollo moturità dello vita,. Ciò significo che la cotechesi si occupo dello iniziazione cristiono dei bombini e deirogozzi; mo onche dello for-

mozione dei giovoni e dell'insegnomento religioso specifico per

gli adulti. A partire dai primissimianni

uln relozione al Bottesimo, è rioi genitori - dice don Ruzzo - d'intraprendere in por-

chiesto

rocchio uno breve formazione

per essere moggiormente conso-

pevoli del dono del socromento che riceveronno i loro piccoli».

Ai bombini doi 6 ogli 8 anni Sono circa 400 i ragazzi


viene elorgito un percorso cotechetico preporotorio, nin cui Ie catechiste honno il compito di for conoscere loro l'omore di Gesù e I'importonzo dello preghiero, tenendo presente Io loro tenero etàr. In preporazione ollo

Primo Comunione, i fanciulli sono introdotti, con un primo onno di cotechesi, «ollo scoperto dell'omore di Dio ottroverso il perdono, la riconciliozione, e ollo bellezzo di sentirsi porte dello fomiglio di Dio,. II secondo onno prevede ulo preporozione ollo Primo Comunione e si oprono i bombini oll'oscolto del Vongelo,. Dopo lo Primo Comunione, viene proposto un terzo onno in cui «si entro oncoro di più nel vivo dei socromenti dello Riconciliozione e dell'Eucoristio. Uno strotegio è quello di for loro conoscere, ottroverso periodiche testimonionze, le molteplici reoltò e lo vito stesso dello porrocchio,. Questo terzo onno - preciso il porroco - è propedeutico e obbligatorio per proseguire nella iniziozione cristiano e giungere ollo Confermozione. Per occedere o questo sqcromento viene proposto un quorto onno di cotechesi, «che ho come suo pecuIiaritò Io solenne consegna della

Bibbia". Nel quinto onno i rqgazzi e Ie ragazze «preporoti con moggiore consopevolezza nello loro identitò cristiano, ri-

con lui un ropporto più profondo,

voni universitori, che pregono

diretto e personole». Ropporto

insieme e portecipono o confe-

che si esprime concretomente onche nel fore esperienze di servizio presso reoltà coritotive del quor-

renze su temi formotivi una trentino.

tiere, come Io menso, I'occompognomento dei disobili, I'os-

Chi dirige la parroechia e chi

sistenzo ogli onzioni e l'esperienzo dello clownferapia presso

Oltre ol porroco, o colloborore ollo vito dello porrocchio contribuiscono un vice-porroco, un

strutture sonitorie, in cui sono ricoveroti bombini con molottie molto grovi. Ai giovoni odulti e ogli universitori i

f

+--

re «un'esperienzo spirituale forte, in modo do incornore Io preghiero nella quo-

tidionitò dello vit0», onche svolgendo un servizio occonto o disobili o emorgi-

noti; e obbinondo Io fede ollo culturo. Un po'di numeri I bombini tro i 6 e gli 8 onni che

frequentono il cotechismo per lo primo volto (l'onno di preporozione) sono uno cinquontino. Quelli che vengono preporoti ollo Primo Comunione, e frequentono Io terzo e quorto elementore circo 200. I bombini di

quinta elementore sono uncr cinquontino. Circo 80 i rogozzi dello primo e secondq medio, che frequentono il quorto e quinto onno di cotechismo e si

Catechesi per giovani e adulti Per gli odulti, un discorso o porte: .il socrqmento dello Cresimo sorà importito dopo over portecipo-

preporeronno ollo cresimo. Quel-

di opprofondimento delle temotiche socramentorie dello duroto di uno decino di incontri cioscunor. A portire dol 2005, i giovoni vengono invitoti o seguire un commino di fede che Ii porti «a fomiliorizzare con Gesù e o instourore

^lB:

si propone di fo-

ceveronno Io Cresimo".

to ottivomente 0 un poio di cicli

fa caterhismo

Ii, invece, che honno fotto il 5 dicembre 2OO9 la cresimo: 65. Questi ultimi sono gli stessi che continueronno il dopo-cresimo. Gli odolescenti che portono ovonti un commino di cotechesi ovonzoto sono uno sessontino. I giovoni odulti (25-4O onni), che vengono o fore esperienze forti di spirituolitò e di servizio

[a chiesa di San Roberto Bellarmino a Roma. 5i affaccia imponente su piazza Ungheria, lungo il viale Farioli. Una parroechia di oltre diecirnila abitanti.

diocono, due oltri socerdoti

ci sono anche un cotechisto e due seminoristi. L'etò è tro i 24 e i 65 onni. Sono onimoti dol porroco, che incontro ogni gruppo tre volte oll'onno, e ogni mese

tiene incontri personoli.

[a testimonianza di due Gatechiste

Apportengono ol porco cotechiste della porrocchia, due giovani consocrote, suor Corolino, nicoroguense, e Céline, religioso

coritotivo: uno ventino. I gioll0s5ier [aLernisla

21

e

quottro suore incoricote sio dello cotechesi che dello gestione della ccrscr porrocchiole. I cotechisti sono 45, olcune momme, oltre religiose consocrate. Insieme o Ioro

5É]ttembre Ottobrc 2010


> cupono, in modo molto pre-

focciomo anche ondondo o tro-

muroso, dei bombini che frequentono il terzo onno di cotechismo, e condividono le medesime considerozioni: nCerchio-

vorli o coso, ovendo curo d'instourore con essi uno relozione di tipo personole". Lo domenico, lo Messo dei bombini è quello delle ore 10.30 e «i genitori sono

mo di comunicore I'amore di Gesù, e lo focciomo ottroverso l'ottivitò ludico, il disegno, il conto,

invitati coldomente o portecipore con i figli, i quoli animono interomente quosi tutte le fosi, doll'offertorio ollo roccolto delle offerte, ollo preghiero dei fedeli fotto sempre con le loro intenzioni, ol soluto dello poce e all'onimazione musicaler. Un oltro ospetto su cui riflettere - continuo il porroco - è che udopo Io Primo Comunione si verifico non un obbondono vero e proprio do porte dei bombi-

Io letturo dei Vongeli. Chiediomo ai bombini quoli porole li

hanno colpiti di più, dopo che honno oscoltoto un brono del Nuovo Testomento, e do qui li introduciomo allo scoperto di Gesù». Esse confermono che i bom-

bini vengono volentieri o cotechismo, «per loro è un momento

di relax, perché non ovvertono nessun tipo d'imposizione. Vivo-

no un climo di festor. Il gioco, il coro, il disegno, lo compilozione di opposite schede, l'oscolto dello Parolo di Dio e uno spiegozione semplice, lineore, modellato sullo loro portoto sono elementi che contribuiscono ad oiutore i bom-

bini no innomororsi di Gesù e o comprendere quoli siono i requisiti di uno corretta condotto cri-

Roma, parrocchia 5an Robeilo Bellarmino. Nelle tte fotq i numerosi ragazzi del terzo anno di catechismo in chiesa, animati da suor (arolina e suot Céline, alla presenza di alcuni genitori.

rocchia.

In porticolore

ni, mo comunque si registro uno forte controzione». Questo perché "le fomiglie honno tonte cose o cui pensore, e lo cotechesi non è l'unico impegno dei rogazzi, vi sono lo sport, l'ottivitò

ludico, Ia musico, lo danzo, lo linguo stroniera... Non è impreso focile for portecipore i genito-

l'occo-

ri

e

forli sentire ottivi, Lo diffi-

stiono, che viene onche incornoto nello presentozione, fotto-o essi periodicomente, di testimonianze vere portote do persone dello porrocchio o do fuori. Ilultimo volto ha parloto oi bombini un rappresentonte dello Coritos, che si occupo degli zingori.

glienzadei fomiliori viene onche fotto con lo presenzo di psicologi e pedagogisti, i quoli dispongono in porrocchio di uno spazio in cui possono oscoltore eventuoli problemi famigliori.

coltà

A frequentore il cotechismo, precisono le due giovoni religiose,

L'impegno missionario Lo porrocchio vive uno reoltà

Verrò presto o trovorli onche Ernesto Olivero da Torino».

sono

in moggioronza bombini itolioni. C'è quolcuno di linguo inglese e oltri sono di nazionolità fllippino: i loro genitori svolgono monsioni di colloborozione do-

coritativo molto forte: l'ottenzione ogli onzioni in difficoltà, oi disabili e ogli indigenti è uno prerogotivo o cui si dedicono molti porrocchioni, alcune fomiglie e, in porticolare, tonti giovoni. C'è onche un vero offlato missionorio: «Abbiomo un gemelloggio con uno porrocchio di Son Paolo in Brosile - dice don Ruzzo -. Lo Onlus che gestisce quest'ottivitò ho costruito in questo cittò Io chieso, vorie strutture obitotive e ap-

Il coinvolgimento dei genitori II contotto con i genitori non è così scontoto. Può owenire quondo gli odulti occompognono i figli a cotechismo o quondo li vengono o riprendere. Do porte del-

mestico o di boby-sitter presso Ie fomiglie del quortiere. Non mancano !e difficoltà

lo mossimo disponibilità o incontrorli. Do parte delle fomiglie questo contotto con le cotechiste owiene però in modo ancora sporodico. Tuttavio sono previsti incontri perio-

Il porroco occenno onche oll'odozione che si fo del nmodello cotecumenole, nell'offrontore

dici con i genitori e i cotechisti, il porroco e i socerdoti dello par-

volgere le fomiglie in modo un po'più completo e dinomico, lo

le cotechiste vi

è

l'iniziozione cristiono.

Si odotto-

no pertanto testi e sussidi oppropriati. nStiomo cercondo di coin-

Dossjer Catechista

ll

è quello di rendere le fomiglie porte ottivo della comunità. Mentre per tonti genitori lo porrocchio è percepita solo come uno distributrice di servizi...».

prontoto uno borso di studio per

i bombini, occompognondoli poi fino oll'universitàr. O

settemUre-ottobre 2010


La competenza

dei catechisti

Catechista dieci e lode diAndré Fossion

L'Autore, professore di catechetica al Centro internazionale Lumen Vitae di Bruxelles, propone un quadro semplice e organico per pensare alla formazione dei catechisti. to fa considerando successivamente una doppia domanda: «Quali sono le competenze che ci si può aspettare dal catechista? Come acquisire queste competenze?».

Fare catechesi è gratificante ed entusiasmante, soprattutto se ci si Iascia coinvolgere.


auonÉ rossroN

la contpe Icnza dei caicr.hisl.i

Al servrzio della trasrnissione

della fede ln questo breve studio vorr*i proporre un quadro semplice e organico per favorire una riflessione sull'atto catechistico. Lo farò presentando di seguito le principali competenze che si possono attendere da un caterhista.

Catechisti di qualità per un servizio responsabile r Per cominciore, diciomo onzitutto che per cotechesi intendiomo ogni ottività diologoto e pedogogicomente organizzato, ollo scopo di aiutore le persone e le comunitò od oppropriorsi dello fede e o viverlo nei suoi diversi ospetti. r Così lo cotechesi è ol servizio dello trosmissione della fede: del suo risveglio, della suo moturozione o del suo opprofondimento. r Non ho il potere di trqsmettere lo fede,

ma quello di bodore o tutte

le condizioni

- cognitive, relozionoli, comunitorie, ombientoli, ecc. - che lo rendono possibile, comprensibile e desiderobile. r L'attività cotechistico così definito non è semplice. Richiede do porte dei responsobili dellq cotechesi e dei cotechisti un insieme integroto di ottitudini e di competenze. Di qui, Ia necessitò per i cotechisti di uno formqzione che Ii porti oll'ocpreparati vivono il dinamismo della vita cristiana, condividono la vita della comunità, partecipano alla liturgia, sono sensibili alla costruzione di un mondo più solidale.

I <atechisti

\I


quisizione e all'esercizio di queste competenze. Schemoticomente, si può offermare che ogni ottivitò cotechistica esige

do porte degli onimotori dello cotechesi Io messo in opero integroto di cinque grondi competenze: teologico, culturole, pedogo

gico, organizzativo

e

spirituale.

Le presentiomo qui di seguito.

co

[e cinque di un catech

tenze

1. La competenza

teologica

r

Questa competenzo è fondomentole. Questo primo competenzo del/dello cotechista consiste nella capocità di poter porlore dello fede in modo corretto e coerente, in modo dinomico e significotivo, con chiarezza e semplicità, senzo tuttovio moi co-

ll catechista deve conoscere i ragazzi e le ragazze: il loro ambiente di vita, la Ioro storia, le loro domande, i loro riferimenti, i loro gusti, Ie Ioro aspirazioni.

dere nel pressopochismo. Questo competenzo teo-

logico non richiede voli intellettuoli, mo hq bisogno olmeno di un minimo di conoscenzo di bose per soper distinguere ciò che è essenziole e ciò che non Io è, per soper mettere in relazione Ie varie affermozioni dello fede e dello vita cristiono. r Lo fede oggi deve poter rendere rogione di se stesso, anche nel diologo con gli oltri. Anche se oltreposso lo ragione, credere è un fotto rogionevole. E i «cotechizzoti», do questo punto di vista, honno bisogno di essere nutriti nell'intelligenzo dello fede. Do qui, per il catechisto, Io necessitò di ocquisire lo copocitò di rispondere o questo bi-

re I'inglese o |ohn bisogno non solo conoscere I'inglese, mo bisogno prima di tutto conoscere |ohn. Così owiene nello cotechesi.

r II cotechisto deve conoscere i soggetti -ragazzi, rqgazze, qdulti - oi quoli lo cotechesi si rivolge: il loro ombiente di vito, lo loro storio, le loro domande, i loro riferimenti, i loro gusti, le loro ospirazioni. Questo suppone da parte del cotechistq uno copocità di portecipore ollo vito dello cittò, di interessorsi di tutto ciò che interesso i cotechizzati, per poter conversore con loro, così come ho fotto Gesù, quondo si è occompagnoto oi discepoli sullo strodo di Emmous: «Di cosa porlovote in commino?r. r Quello che ci si può ospettore dol cotechisto, da questo punto di visto, è che posso porlare dello fede o forlo scoprire, non in modo ostrotto e seporoto dollo vito, mo, ol controrio, focendo riferimento o tutto ciò che fo porte dell'esperienzo, facendo oppello a tutti i volori e Ie risorse cultu-

sogno. r A questo proposito, dovrà mostrarsi copoce di Ieggere Ie Scritture con competenzo, conoscere Io dinomico dello Storio dellq Solvezza, compren-

dere le offermozioni essenzioli contenute nel Credo.

r Dovrà onche over dimestichezza del dinomismo dello vito cristiona vissuto nello Chieso nelIe sue dimensioni comunitoria, liturgico, socromentole, così come nelle sue dimensioni etiche e di impegno per un mondo più solidole.

roli dell'ombiente. r È in questo senso che si porlo di «inculturozione dello feder. Quest'ultimo è chiomato o esprimersi e o prendere formo incornondosi in un conte-

2. [a competenza culturale r Lo competenzo teologico tuttovio non bostq. Perché ci sio cotechesi, deve essere occompognato da una conoscenzo dell'ambiente socio-culturole dove questo cotechesi si svolge. Per insegnoDossier tatechista I

I

sto culturole, ricorrendo q tutte Ie risorse che sono

presenti in uno certo società.

)f

sefienbre-Ottobre 2010


ANDRÉ FOSSION

Crescere è bello e gratiftcante Continua la rassegna delle caratteristiche che qualificano un catechista. oltre alla competenza teologica, che abilita a parlare della fede in modo corretto e coerente e alla competenzaiutiuiale, rh" uupponu au àurt* dei catechista l'a§erturir.imlà cultura e la società del suo tempo, ci vengono presentate altre tre competenze: pedagogica, organizzativa e spirituale.

r Cercherà, soprottutto, di for fore delle esperien- di preghiero, froternità, di celebrozioni, di impegno - do cui si ricovono i frutti in seguito, di

3. [a competenza pedagogica r Uno terzo competenzo del cotechisto è quello di essere un pedogogo. Lo suo orte, infotti, è di promuovere lo fede cristiono in un modo pensoto e pedogogicomente organizzato. L'importonte ol riguordo è che il cotechisto posso ricorrere o un insieme vorio di interventi pedogogici e di metodologie protiche. r Secondo le circostanze e gli obiettivi do roggiungere, egli sorò o volte insegnonte depositorio di un sopere, o volte animotore che distribuisce Io Porolo, oltre volte oncoro focilitotore nell'op-

ze

cui ci si ricordo nel tempo, che segnono l'esistenza personole e contribuiscono o costruire I'identitò personole di cioscuno e il proprio sentimento di opportenenza. E in questo senso che si porlo, oggi, di «pedogogio iniziotico". 4. La competenza organizzativa deve distinguersi per copocità di orgonizzazione. Lo cotechesi, in effetti, è un'opero dello Chieso che si iscrive in un ombiente ecclesioìe che ho i propri ombienti, i propri tempi, i propri incontri, il proprio funzionomento, Lo cotechesi non è isolato do tutto questo. Mo non è neppure impegno di uno solo persono o di un gruppo di catechisti. Dipen-

r II cotechista inoltre

prendimento, opportondo documenti e metodi offinché i cotechizzoti imporino do sé. r In oltri momenti, potrò giocore il ruolo del moestro. In oltre situozioni, sorò piuttosto un compogno di strado, oppure un testimone, oppure oncoro un mediotore che fo scoprire l'om-

de dollo responso-

biente ecclesiale tessendo legomi con quolcuno o entrondo in diologo con persone di diversa età.

bilità dell'insieme della comunitò e si indirizzo 0 perso-

ne e gruppi diversi.

Di qui, l'importon?

za per Io cotechesi di

§

dorvito o uno buono organizzazione, chio-

tf

ro, flessibile, plurole. Tre verbi possono quo-

lificare questo buono or

ganizzazione : diversi -

flcore, condividere, integrore.

I catechisti raccolgono

le sfide e le difficoltà del proprio tempo, per accompagnare r tagazzt nella loro crescita.

Dossrrr

tatechisla

l $

settembre Otto

lc

2010


t

Diversificare, innanzitutto, in

quonto Ie persone che seguono Io cotechesi sono diverse per età, per ombienti di vito, per ospetto-

J

Ì"

tive, per commjno di moturozione nello fede. E per questo che è necessorio prevedere dei percorsi catechistici diversi in funzione delle persone, degli obiettivi do rog-

aggiornano, partecipando agli incontri di qualificazione organizzati dalla propria diocesi e dalla parrocchia.

I catechisti si

lf

r È essenziole, infotti, che Io cotechesi e i cotechisti siono abitati essi stessi dol soffio dello spirito evongelico. Non si dà cotechesi, in questo senso, senzo corità, senzq rispetto, senzo ottitudine oll'accoglienzo.

André Fossion nel corso di un convegno in ltalia.

r Lo fede

giungere e delle modalità protiche (tempi, Iuoghi, duroto). t Condividere. Lo catechesi non è moi il lovoro di

uno solo persona. Infotti lo cotechesi è sempre un'opero collettivo che necessito di uno concertozione, di uno riportizione dei compiti in uno spirito di corresponsobilitò. z Integrare, infine. La trosmissione dello fede è

compito dell'intero comunità cristiqno. È esso che, olla fine, risulto cotechizzato e che, grozie ollo suo testimoniqnza, divento cotechizzonte. Per questo è importonte che Io comunità obbio uno postorole catechistica d'insieme, vorio, mo ollo stesso tempo unificato. 5. [a competenza spirituale r Infine, le quottro competenze onalizzote fino-

ro, richiedono inoltre I'opporto determinonte di una quinto competenzo, la competenzo spirituoIe. Questo competenzo indico Io copacitò di condurre I'attività cotechistico in uno stile evongelico. Cosa sqrebbe Io cotechesi se non fosse vissuto con questo spirito?

Dossier tatechlsta

f p

e lo trosmissione dello fede sono, da questo punto di visto, inseporobili doll'esercizio dello coritò e degli oltri volori evongelici. Questo

suppone che i cotechisti vivano non solo della spirituolità comune dei cristioni (lo fede, Io speronzq e Io corità), mo che abbiono delle carotteristiche spirituali specifiche, proprie dell'ottivitò catechisticq: l'oscolto dell'altro, il rispetto dello sua libertà, Io fiducio nelle sue copocità, Ia pozienza,lo spirito di servizio e di aiuto, ecc. Non ci sorebbe cotechesi se questo non fosse un luogo di esperienzo concreta dello vito nello spirito del Vangelo.

Una crescita possibile Queste cinque competenze sono esigenti. Mo bisogno dire subito che sono reolmente possibili. Esistono delle possibilità di formozione e vengono offerti dei buoni strumenti che permettono

di crescere

formarsi. E il primo posso che costo. nello maggiore porte dei cosi grotificante sio per ciò che si dò, sio per quonto si riceve. O

Il seguito

e

è

SettemOre-Oltobre

2010


Un pane per tutti -

Che coso stoi focendo, mommo? - domanda Lorenzo vedendolo intento a sbriciolore del pone duro. - Preporo uno torto di pone, sentiroi che buono... - Uno torto di pane? Moi sentito. È più buono

Q{ello ol cioccoloto. E lo ricetta di nonno Rino. Lei non ho mqi buttoto via un pezzo di pone in tutto Io suo vito. - A menso invece Io buttono tutti vio, giù nello pottumiero... - Non dovrebbero, perché il pone è uno coso preziosissimo. Non si butto vio il pane.

-

-

Perché? Per noi è difficile copire, mo

il pone è vito. C'è chi ho solo rn pezzo di pone do mongiore. Chi ha il pone non muore di fome. Buttorlo vio è fore peccoto. - Domoni glielo dico ollo moestra - interviene Lorenzo deciso.

- Vo bene. - Sì, glielo dico onche oi miei compogni. Se Ii vedo buttorlo vio gli dico: «Mo siete motti? Non

si butto

vio il pone, mio mommo ci fa Io tortolr. Lorenzo si merito un gron bocio sullo guoncio dolla suo mommo!

qvolo In un lontqno poese, un<r poverq vedovq si monteneva prestondo servizio q uno ricco e misteriosq signoro, che viveva solitariq in unq villo doll'ospetto lugubre, seminoscosto nel cuore di un bosco. Lq buonq vedovq compivo il suo lovoro con generosità e precisione, e un giorno inospettatomente lo signora le fece un regalo: un anello stroordinario.

Dossler Cate(h

sta

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settemUre Oltobre 2010


"Ruotondo due volte questo qnello intorno ql dito, ti potroi trasformore in tutto ciò che vorrqi,, le spiegò lq strqno signoro. Lo vedovq non ci fece un gron coso, mo quondo uno terribile corestio si abbqtté sulla regione, si ricordò dell'qnello. Lo girò due volte attorno ql dito e si trqsformò in un magnifico fqlco dolle qli qffilqte. Avevo deciso di volqre fino q trovare unq terrq che potesse fornire sostentqmento ol figlio e qi suoi vicini. Volò fino o esqurire le forze, poi tornò mestomente nella suo cqsq. Lq corestio qvevq colpito tutte le terre del regno, Non c'ero scqmpo per nessuno. Mq lq donnq non si rassegnò. Ruotò l'qnello due volte e si trosformò in un'enorme e fragronte forma di pone. Quondo suo figlio tornò q cosrr e vide quella enorme

pognotto, cominciò o mangiore di gusto. Ero solo pone, mo sqziqvo in modo mirobile. Mentre mqsticava con voluttà, il figlio dello vedovo vide possore un vicino di cqsq con cui qvevq ovuto molti dissapori

I

e che

gli ispirovo uncl

fortissimq ontipotio. Erq deciso o ignororlo, rnq unq scosso ql cuore lo costrinse q invitqrlo q condividere quel pone mirocoloso. Lo voce si sporse e do tutto il villoggio lo gente occorse: grondi e piccoli, giovoni e vecchi, poveri, qmmoloti e soni, disperati e inquieti. el pane sernbrovq non finire moi. Inoltre non si

limitqvq a togliere lo fame, mq infondeva serenitò e voglio di pace, senso di bontò e sqlute per il corpo. elli che erqno nemici si riconciliovono e quelli che primo si ignorovono si sorridevqno cordiohnente. Ogni notte, l'ultimq briciolo di pone si trqsformovq di nuovo nello vedovq generosq. Ogni mottino, lo donno ridiventqvo uno gigontesco

pagnotto profumoto e delizioso, che nutrivo il corpo e lo spirito della gente del villoggio. Così fu fino ol nuovo rqccolto. el giorno fu orgonizzato uno gronde festo.

Noturolmente portecipò qnche lq vedovq. Tutti quelli che si ovvicinavono a lei provavono uno strona sensqzione: lo donnq profi.rmovo di pone oppeno sfornqto. O

Dossier Catechlsta

] |

settembre Ottobre 2010


>

La Chiesa

raccontata aibambini/8

Pneghieno Litoniq del pone Gesù, pone di vito eternq Gesù, pone di speronzo Gesù, pane di giustizio Gesù, pqne di coritò Gesù, pqne di veritò Gesù, pone doto per tutti Gesù, pqne disceso dol cielo Gesù, pone spezzato per tutti Gesù, pone che nutre ogni uomo Gesù, pone che ci roduni

Il dionio di Monfo Tl

rrDocci oggi il nostno pone quotidioQoondo pneghiorno il Podne Nostno chiediorno ilpone pen ognigionno. no>>,

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Gesù, pone che ci unisci

GesÒ è il pone dello vito; chi si nutne di loi non ovnò rnoi forne,

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I

<<Nlentne

stovono rnongiondo, Gesò

pnese il pone, fece lo preghieno dibenedizione, spezzò ilpone,lo diede oidiscepolie disse, "Pnendete, gesfo è il rnio conpo">) (Vongelo di Monco l+.22),

Vl

UChieso si noduno pen

nendene

ottooli, pnopnio oggi e qpi nelle nostne cittè, gelgesto e gpelle ponole diGesÒ,

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ttpone nello Chieso è distniboito donofo o fottio ognirnesso.

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Doss er Catechisla

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SettemUre-Ottobre

20i0


MARIA FRANCA TRICARICO

L'Annuncia zione di Arcabas i,n;r.::.: 4l.i.\."L,

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r Maria e in ginocchio con le mani incrociate

L'Annunciazione e il primo degli undici pannelli del polittico L'infanzia di Cristo che Arcabas ha dipinto f ra il 1995 e il 1997 e che è custodito nella Sala dei Vescovi nel Palazzo arcivescovile di Malines in Belgio. r L'a[tista, in una composizione essenziale e spirituale, fa risuonare le parole dell'annuncio dell'angelo Gabriele (,,forza di Dio») a Maria (cf lc 1,28-31). r La scena e tutta luce e colore, ambientata in Lrn «non luogor, che sono tutti i luoghi di tutti i tempi dove risuona l'annuncio che ìl Verbo di Dio è diventato uno di noi, è venuto ad abitare in mezzo a noi (cf Gv 1,14) r lldialogo fra l2ngelo e Maria e fatto disguardi e di atteggiamenti. Chi contempla la scena è attratto in uguale misura dalle due figure entrambe armoniose e imponenti

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Le ali varìopinte, le ciocche dei capelli svolazzantì, quasi deile fiammelle, indicano l'arcangelo Gabriele come essere «celeste» sceso sulla terra per portare il messaggio divino a una creatura Lui, un «messaggeto che comanda» - questo

r

e il significato del nome arcangelo secondo l'e-

timologia greca (àrchein, comandare, esse[e a capo e ànghelo5 messaggero) -, e inginocchiato, umile, davanti a una creatura, Colei che sarà la Madre del Figlio di Dio. Ha le mani incrociate all'altezza del petto. Tutti atteggiamenti, questi, con cui l'arte, f in dal Medioevo, esprime rispetto, devozione e consapevolezza dell'essere testimoni di un evento straordinario.

Dossler Catech

sta

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sul petto. Accoglìe in atteggiamento di preghiera il messaggio dìvino. ll suo volto esprrme stupore, turbamento. L'angelo come si legge nel vangelo dello Pseudo-Matteo - l'ha trovata intenta a leggere la Sacra Scrittura a Non ci sfugga un particolare: il libro della Scrittura sta cadendo. Con questo particolare iconografico Atcabas ci dice che con il suo «51», Maria diventa «Madre della Parola», di Gesù. ll Padre, che fino allora ha parlato per mezzo dei profeti, sifa ora con0scere da tutticon l'incaTnazione di Gesù. Lblleanza antica diventa «nuova» perche

-

libera[a dal velo che la copriva e comincia a splendere in modo completamente differente

(cf 1C0r3,14-15).

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Tri ità

r Al centro della scena, Arcabas ha dipinto una forma astratta luminosissima: un raggio tripartito dove ha collocato una piccola croce luminosa. È un evìdente tichiamo alla Trinità, e questo proprio perche l'lncarnazìone è opera della Trinità, con il concorso del sì di Maria. r Al riguardo sant'Agostìno dice che «la Trinità è indivisibile nel suo operare [...] così la natura umana tratta dal seno della vergine Maria è opera della Tr nità, ma unita personalmente al figlio soltanto; infatti la Trinità invisibile ha prodotto il personaggio visibile del Figlio soltanto» (De Trinitate ll, 1 0,1 8). La piccola croce allude proprio a Gesù che, incarnandosi ìn Maria, ha dato inizio allbpera di

redenzione che tiova compimento nella sua passione, morte e risurrezione

Settenrbre-Ottobre 2010


MARIA tUSISA MAZZARELLO

I colori della fede L'arte cnistiana con i suoi colori, segni e simboli affascina e comunica «oltre» il testo scritto. :titr

i';! '!l

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Per una buona catechesi con lhrte occorre di-

ln questa fase, i ragazzi saranno invitati a con-

sporre di una buona immagine chiara (cf pp. 3435); valorizzare l'arte per il suo potenziale co-

to catechistico; collegare Arte e Bibbla, appli-

dividere le risposte alle domande che sono state rivolte a loro. )gnigruppo esporrà quanto ha realizzato nella forma comunicativa che ritiene piu efficace.

cando il metodo vedere-contemplare-comprende re-a pprof o nd ire-attua lizza re.

2. Arte e Vangelo a ronfronto

municativo e non solo come semplice st[umen-

r ll catechista leggerà o farà leggere, anche in

1. Domande aperte sul mistero

r

forma dialogata, il brano dell'Annunciazione (tc 1,26-38) e ne rileverà gli elementi essenziali (cf

silenzio e a esplorarla, rivolgendo loro alcune

Catechismi CEI). t Attività di ricerca

ll catechista farà vedere ai ragattil'Annunciazione di Arcabas e li inviterà a contemplarla in domande che potranno essere scritte su un cat-

tellone. Domande guida:

- Cosa vedete nell'immagine? - Chi sono i personaggi principali? - Cosa stanno facendo? - Qual è il loro atteggiamento? - Dove si trovano questi personaggi? - Quali particolari si notano? - Quali colori ha usato il prttore?

- a osse[vare nuovamente lbpera di Arcabas per scoprire quali elementi del brano evangelico si trovano nellbpera dbrte;

- a scoprire

che gli elementi dell'opera sono le «parole» con cul Arcabas ha ri-detto il brano

Questa prima fase dell'esplorazione, durante la

quale sarà 0pportuno che non venga trascurato nessun particolare, ha la finalità di suscitare la curiosita, il desiderio di scopilre il significato di ciò che si sta vedendo.

r

ll catechista dialogherà con ìl gruppo per approfondire il messaggio racchiuso nellbpera d'arte. Domande guida: - Quale avvenimento del Vangelo racconta l'opera del pittore Arcabas? - Che cosa sta dicendo l'angelo a Maria?

- Dall'atteggiamento di Maria potete capire se ha accolto, e come, le parole dellhngelo? Perche Maria ha lasciato cadere il libio che stava leggendo? - Che cos'e il segno luminoso che sembra un tridente? - Perché è dipinta una piccola croce luminosa? - Se doveste dare voi un titolo a questa opeta, quale dareste?

-

Dossier Catechista

Questo momento e volto ad approfondire e ad attualizzare il nessaggio dell'opera, valorizzando le risposte raccolte in precedenza. Si inviteranno t ragazzi

Jf,

dell'Annunciazione;

- a ri-dire, attualizzandolo, il racconto dell2nnunciazione con il proprio linguaggio artistico (pittura, produzione di un'icona, drammatizzazione, ecc.).

3. Educare alla fede con lo sguardo a! Eello r ll lavoro con lbpera d'arte, utilizzata come «testo», impegnerà i bambini/ragatti, proporzionatamente alla loro età, in più incontri la cui durata potrà variare a seconda delle circostanze. r Utilizzando «testo-afte» di Arcabas ci si propone di accostare il mistero della salvezza che, ma-

nifestato con l'Annunciazione, trova il suo compimento sul Golgota. Con il «sì» di Maria, Gesu, il Figlio di Dio, è venuto ad abitare in mezzo a noi per farci conosce[e il Padre e per salvarci.

r

Sarà utile leggere il testo con cui Giovanni Paolo ll (09-041997) presento Maria «singolare co-

operatrice del la Redenzi0te>>: www.Vatican.va

settemnre Ottobre 2010


ll primo annuncio rivolto ai fanciuXi/1 MARIA GRAZIA CIRAVEGNA & FRANCESCO CRAVERO

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L'abc della

m annuncro vita cristiana

!-

$- All'uscita do scuolo, un grigio pomeriggio d'outunno, Stella sfilo dolle spolle Io zoinetto

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strocorico, Io possa ollo mommo, prende la merendino che questo Ie ho sporto e sbuffo: nNon ho voglio di ondore o cotechismo!». Un istonte oppeno, e Martino le fo eco: non ci vo-

l-

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"Anch'io

glio ondore!,. Le due momme si scombiono uno sguordo di inteso, senzo stupore, oppeno rottristote, incerte sul do farsi: complici di quel disomore o goronti de-

gli impegni presi?

"Doi, solo fino ollo Primo Comunione!», incoraggia uno. «Almeno oggi non ho fotto i copriccir: è Io misero consolozione dell'oltro.

Ma c'è di più

E§ In un certo senso, fore cotechismo è proprio impossibile. Lo cqtechesi, infotti, dovrebbe consistere in uno ripreso più o meno sistematico di un'esperienzo già vissuto; nell'opprofondimento

di un'orio cristiona giò respiroto. Oro, per lo

Non è facile

é

Il più delle volte, poi, le fomiglie non occompognono questo impegno mostrondo oi propri figli ossiduità e opportenenzo ollo vito ecclesiqle. Il contesto generole, infine, offre di tutto, meno che esperienze belle di vito cristiqna. sfogorsi un po'.

Capricci all'uscita da scuola

Non è focile fore cotechismo oggi. Spesso i

ragazzi orrivono q cotechismo giò belli stonchi, dopo ore di scuolo, e avrebbero solo bisogno di

moggior porte dei bombini di cotechismo, non è così: di Gesù sonno poco o niente e meno oncorcr honno sperimentoto. Cotechesi, insommo, non può essere. C'è spozio, invece, per dell'oltro: il primo - entusiasto - annuncio dello fede in Gesù Cristo. L'abc dello vita cristiona. E, forse, è oncoro più bello.

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Dossier Catechista

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Settembre Ottobre 2010


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ll primo annuncio rivolto ai fanciulli/1

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ondo Marco schede 2010

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ll ractonto e la preghiera (I- Come offrontore un onno di catechismo nell'ottico del primo onnuncio? Do che porte inco-

Il

1.

rocconto

..

di Marco (Mc L-16); 2. Il primo giorno di Gesù (Mc l,-J.4-34); 3. Gesù incontro \n rogozzo paralizzato (Mc

minciore? Dol rqcconto. In opere e porole, Gesù ci ho roccontoto chi è Dio: roccontiomo o nostro volto Ie porole e Ie opere di Gesù. Dol rocconto... e dollo preghiero. Offrendo cioè oi bombini di cotechismo lo possibilitò di fore, olmeno un po', esperienzo di Dio.

2,7-12); 4. Il seminotore uscì a seminqre (Mc 4,1-34); 5. Non temere, soltanto obbi fede (Mc 5,27-43); 6. Gesù incontro il cieco di Gerico (Mc 70,46-56); 7.

Non sei lontono dol Regno di Dio (Mc1.2,28-34);

8. Lo risurrezione di Gesù dqi

morti (Mc 14-16).

r I brani scelti sono tutti presenti nel cotechismo Io sono con voi (per Ie pagine, vedere lo schemo o pag,4l). r Per completore I'elenco, suggeriomo olcuni oltri episodi evongelici, trotti do: M.G. Girordet, T.

via narrativa <,-- Tonte volte, obbiomo pouro di roccontore il Vangelo; timore di fermorci lì. Eppure i bombini che non conoscono Gesù honno bisogno primo di tutto di questo. A volte ci sembro oddiritturo più importonte commentorlo.., come se le nostre porole, potessero oggiungervi quolcoso. La

3 = E

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Soggin, Racconta la Bibbia ai tuoi ragazzi, Elledici.

grommo dell'onno, nell'ottico del primo onnuncio, Io narrozione dello buono novello.

;§: Nei diversi numeri troveronno posto, più meno sistemoticomente, questi 4 elementi.

= = F

Quest'onno, Ieggiomo insieme il rocconto di Marco.

1. Quello che c'è dq trosmettere. Uno pogino di «contenuti» rivolto oi cotechisti, mo onche oi ge-

=

tA

Osiomo rqccontore! Osiomo prendere come pro-

t'esperienza della preghiera

*t

Uno preghiera frequente (o ogni incontro), mo corta (5-10 minuti); biblico (nello Bibbio, Dio stesso ci dà le porole per pregorlo), fotto onche di gesti e di silenzi (occorre essere vivoci, mo non cootici). In uno parolo: bello! r Quest'onno, offriomo oi bombini dei piccoli momenti di preghiero, curoti, ben preporati. PROGRAMMA DELL'ANN0: UN VANGETO

.o Ecco i «copitoli» del vongelo di Morco che proporremo negli otto numeri dello rivisto: Dossier Catechista

o

nitori desiderosi di forsi portecipi dello catechesi dei propri figli. Un po'di formozione, insommo. 2. Che cosa focciomo oggi? Indicozioni e moterioli fotocopiobili per ottività do offrontore con il gruppo dei bombini/e. Quolcoso di protico, vivoce e concreto. 3. Il quoderno dellq preghiero. Uno proposta di preghiera, o toppe, do portore ovanti costruendo un opposito quoderno (personole e di gruppo). 4. Cotechesi o ccrso. Suggerimenti di «ottivitò, do svolgere in famiglio e come fomiglia, per respirore orio cristiano tra Ie muro domestiche. Uno pogino rivolto ai genitori desiderosi di interogire con lo proposto cotechistico, di integrorlo un po'. Per rogioni di spozio, in questo numero troverà posto solo lo schedo operotivo su Morco e il suo

Soto chi prego può insegnore a pregore, conto-

giore il gusto per Io preghiero. Cominciomo dunque noi, in ginocchio. Ma troviomo onche il coroggio di propone lo preghiero oi bombini: è il luogo privilegioto (certo non l'unico) in cui fore esperienzo di Dio, dello suo presenzo e dellq suo vicinonzo. r E come deve essere lo preghiero? Imporiamolo dagli speciolisti dell'orozione: i monaci.

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STRUTIURAZIONE DEtI-E SCHEDE VERDI

Vongelo.

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settemOre ottobre 2010

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Schede verdi 201 0/1

1

Vangelo di Marco

l0 scns rom voi

Racconta ia Eibbia ai tuoi raEazzi

Mc 1-16

pp.87-91

Si può leggere:

ii = = = = ra ;

«Giovanni il Battista», a p.214; «Battesimo e tentazione» a p.216.

Novembre 2010: tl primo giorno di Gesù

Mc1,'14-34

pp.60-61

Dicembre 2010:

Mc2,1-12

pp.6s-66

Gesù incontra

= = = ,lI =

Si può leggere: «Amici e nemici», a p. 231.

L'episodio è raccontato

ap.225.

Si può leggere: «Gesù, il fariseo

e la

un ragazzo paralizzato

donna»,

a p. 250;

<<lac-

cheo», a p.266.

Gennaio 2011: llseme della parola

Mc 4,1-34

pp.129-130

Si può leggere: «Perduto e ritrovato»/ a p. 258.

Febbraio 2011: «Non temere,

Mc5,21-43

pp.62-63

5i può leggere: «La donna straniera», a p.240.

soltanto abbi fede»

I

,l

tie

t; la

Mc 10,46-52

p.64

L'episodio è raccontato ap.263. Si può leggere: «ll servo di un ufficiale romano)), a p. 238.

Aprile 2011: «Non sei lontano dal Regno di Dio»

Mc12,28-34

p.144

Si può leggere: «Parabola del

MagEio 20'! 1:

Mc 14-16

Marzo 201 1: Gesù incontra il cieco di Gerico

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i;

samaritano»», a p.242.

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t; ia l-

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la

La

risurrezione di Gesù

daimorti

pp.7s-86

Si può leggere: «Passione e risurrezione>>, pp.270 e seguenti.


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Il primo annuncio rivolto ai fanciulli/1

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5 E

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É Tra storia e vangelo (he eosa faccian"ro oggi? L irtuirione qr:ida d Tuffiomo i ragazzinell'owenturo: immergiomoli nello storio di Morco! Doremo onche quolche informazione sull'evqngelisto e sul suo vongelo, mo quello che ci riproponiomo è di rendere simpotico Morco, di for venir voglio di oscoltore Ie sue porole. a Per questo proponiamo di mettere ol centro delI'ottivitò il rocconto, un po' romonzoto, dello vita dell'evongelisto. r Per orrivorci, suggeriomo uno breve coccio ol tesoro. Dopo lo letturo del rocconto, invece, ci soffermeremo per mettere in comune notizie, dubbi e domande... colori. Idofei. Ocer:rre scaricÉrre lel Sforia

di

dellorivisto,cli'indirizzo:http//

rcs do] sito

eiledici.orgi

cgtechesi nell n seziorue strur-nenti. Sulle orrne di Marrs

uno piccolo coccia ol tesoro che ci porti o trovore il testo dello Storic di Marco do leggere poi insieme. Prendiomo 8 fogli di cortoncino e disegniomoci sopro I'impronto di due piedi (ovremo in tutto 16 piedi, tonti quonti i copitoli di Morco). Su ogni piede destro, scriviomo questa serie di indizi... per indovinore di chi si trotta. 1. Nel vongelo si porlo di me -

1§- Orgonizziomo

Chi sono? 2. Sono noto o Gerusolemme Chi sono? 3. Ho conosciuto Gesù - Chi so-

7. II mio nome comincia per «M» - Chi sono? 8. Sono quello del lenzuolo - Chi sono? r Su ogni piede sinistro, invece, scriviamo un'indicozione per trovore il piede successivo (per es.: «Vicino ollo porto di ingressor, «Sotto il voso di fiori», «Acconto ol termosifone, ecc.). r Con I'ultima indicazione, quello dell'ottovo impronto, foremo trovore la Storia di Marco, stam-

poto o riscritto, debitqmente orrotoloto e sigilloto. Noscondiomo i fogli, fqcciomoli trovore, leggiomo Ie domonde e opprofittiomo delle risposte dei bombini per preporore il terreno.

[a storia di Maree

+ Se omiamo drommotizzore, possiomo costruirci un burottino e utilizzorlo per roccontore: sorò giovone e vestito solo con un lenzuolo, avrò uno moflto in mono e un libretto o un block notes sottobroccio... e sorò Io mascotte del gruppo per tutto l'onno. r Roccontiomo o leggiomo lo Sforia di Marco, poi diomo modo di porlorne. r Alcuni bambini, che non Ii conoscono, ondronno oiutoti a comprendere gli episodi dello vito di Gesù evocoti nel rocconto.

Altri, vorronno og-

giungere quolcoso: losciomoglielo fore. r Più che oltro, però, puntiomo o for emergere che coso li ho colpiti e che coso è piociuto loro: il tempo per mettere in filo Ie informozioni verrà poi. r Possiomo concludere con uno breve preghiero: «Son Morco, tu che hoi seguito Gesù nello notte del Getsemoni e lo hai incontroto nello luce dello risurrezione, oiutoci od oscoltore e mettere in protico Ia porolo del Vongelo. Amenr.

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Oppure: oSon Morco, prego per noi».

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Merco a eolor!

4. Il mio primo nome è Giovonni, mo nessuno mi chiomo così - Chi

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sono?

5. Ho occompognoto Pietro o Ro-

ma - Chi sono? 6. Ho scritto un piccolo libro Chi sono?

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Per finire e per fissore le idee, possiomo fotocopiare Io schedo qui di fionco con Ie scene principali del-

lo Storia di Marco. r Semplicissime Ie indicozioni do dore: colorore, ritagliore e mettere in ordine.

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Storia di Marco e del prirno vangelo

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L'onno cotechistico 20to-2011 r Oro il nostro commino cote-

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cumenole deve diventore risposto di qmore o Dio che

per primo ci ho qmoti. Questo è la vita cristiono. Si trotterà, quindi, di verificore che coso on-

zione cristiqnq: Bqttesimo (per i non bottezzotilcotecumeni), Cresimo ed Eucqristia (per tutti). Ricordiamo il percorso compiuto

p

1.

Anno 2007-2008: Primo evongelizzozione,

per conoscere, incontrore e scegliere Gesù Cristo.

dai ragazzi, focendoli porlore, volutando con i genitori i progressi e le conquiste dei figli.

2. Anno 2008-2010: Prime due fasi del Cotecume-

r Le celebrazioni previste per questo fose del co-

nqto. Abbiomo ocquisito uno visione cristiono dellq vito come Storio dello solvezzo, e obbiomo riconosciuto l'omore del Podre nelle feste cristio-

tecumenoto soronno do curare con ottenzione, coinvolgendo - per quanto possibile - onche lo comunitò porrocchiole.

ne, nelle celebrozioni e nei socromenti.

Programmazione anno 201 0-201 ll mese

Lhrgomento

La

ll Decalogo

Deuteronomio 5,1-22; Venite con me p.90; Sarete miei testimoni, p. 13.

Novembre 2010

ll comandamento più importante.

Marco 1 2,28-34; Venite con me, p.

Dicembre 2010

[e tentazioni. La

Gennaio 201

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Febbraio 2011

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Marzo 2011

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Aprile 2011

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91

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1

Matteo 4,11; Matteo 6,25-34; Venite con me p.87 (approfondimenlo); Sarete miei testimoni, pp. 31.33.1 1 1. .l luca 9,1-10; Venite con me, pp.168-169.

Prowidenza.

Cristo salva ciò che era perduto. 'ocelebrazione Denitenzialeu' Condizioni per seguire Gesù. *Riconciliazione (per i battezzati) e Unzione

orebattesimale (oer i catecumeni)' Confessiamo la nostra lede con la Samaritana, il cieco nato e tazzaro. 'uRito dell'Elezione'u

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Bibbia e il catechismo

"Conseona Plecetto del Siqnore'u

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1

Settembre/ottobre 201 0

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coro ci monco per seguire Gesù, o che cosa ci ostocolo nel riuscirci. r Suggeriremo alcune ottività di servizio e di condivisione, necessorie per fore tirocinio di vita cristiono, e ottività do compiere con Ie famiglie (ritiro, pellegrinoggio, iniziotive di solidorietò...). r Ai cotechisti ricordiomo diorganizzorsi in modo do overe tempo sufficiente per Ieggere Ie schede; eventuolmente per opprofondire i contenuti su altri testi e per preporore le attività/giochi/iniziotive. r Ogni mese verificote ciò che è stoto ocquisito

Siqmo giunti qlla "terzq fase, del cqmmino cqtecumenole, che vuole essere un «qpprendistqto» dello vitq cristiono. Preporiamo l'ultima Quoresimo, quondo celebreremo i socrqmenti dell'iniziq-

Maggio 2011

Riconosciamo Gesù come pane di vita. Ritiro spirituale quaresimale: «Prendiamo la nostra croce con Gesù». *'Notte di Pasqua: celebrazione dei

sacramenti dell'iniziazione cristiana"' Preparazione al ritiro spirituale dopo i

Luca 18,18-30; Sarete miei testimoni p. 1 14 (esempio).

Giovanni 4,5-42; Giovanni 9,1-41; Glovanni 11,1-45; Venite con me, pp.63;66-67 (ulteriori esempi). Giovanni 6,1-13.22-24.48- 49.66.67 - 69 ; Matteo 16,21-28; Venite con me, pp. 125-135; Sarete miei testimoni, p.37 .

Matteo 25,31-46

sacramenti: «Saremo giudicati sui gesti d'amore»

D0ssier Calechista

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settemUre-0trobre 2010


=l Per la catechesi dei ragazzi sul modello catecumenale. Quarto anno/1

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lComandamenti Le «dieci parole» per vivere meglio «Venite con me», pp.79-91.

r II Decologo,

Un aiuto per essere felici

@ In questo primo schedo dobbiomo oiutore i

ragazzi (e i loro genitori) o considerore i Comqndqmenti non come un limite che Dio pone loro, mo come un qiuto per occogliere il dono dellq vito, per diventore liberi dolle nostre schiavitù ed egoismi, per rispettore Ia dignitò di ogni uomo e di ogni donno. r Le «dieci porole, (o Decologo) non sono un'imposizione, mo un invito di Dio Podre per rispondere ol suo omore ed essere felici.

tavole di pietra @ I "Oieci Comondomenti, sono costituiti do due porti, Ie ndue tovole di pietro,: Io primct, con tre prescrizioni, riguordo i doveri verso Dio; .. lo secondo con sette prer -\ cetti si riferisce ai dove', Le due

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ri verso gli uomini e Ie donne.

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consegnoto ogli ebrei duronte Ia Iiberozione doll'Egitto, elenco Ie condizioni per vipoletti che vere liberi. Le "Dieci Porole, sono dei porodossolmente losciono molto libertò e outo-

nomio oll'uomo. Infotti, dicendo oNon uccidere", uNon ruborer>, ,,Non...r, si Iosciono operte molte strode di soluzione olternotivo. r Per forlo comprendere al ragazzi, provote con questo esercizio. Portote molte coromelle di tonti colori diversi, poi dite loro: oPotete prendere solo Ie coromelle gioller. Resteronno sul tovolo tutti prendegli oltri colori. Oro provote o dire:

"Non te le coromelle gioller. Resteronno, probobilmente, solo quelle gialle. Avronno fotto due tipi di esperienzo: con un comondo positivo Ii ovete «obbligoti»; con il comondo negotivo ovete Ioscioto loro Io nlibertà» di scegliere fro i colori rimonenti.

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Immagini simboliche i? Net rocconto dello consegno dei Comondomenti o Mosè

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vengono usote molte immogini

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Iogo sio nel cuore dell'uomo, più che su tavole di

ro corrispondente.

r Ritirate i fogli. r Ogni squodro riscriverà i comondomenti come cioscuno Ii ricordq sulle corte che verronno di-

pietro. Nel Nuovo Iestamento @ Gesù confermo i comondomenti doti da Mosè, mo dice che il comandomento più gronde è quello dell'omore verso Dio e verso il prossimo. Poi completo I'olleonzo donondo oi cristioni l'Eucaristio, che di domenico in domenico fo dei cristioni il popolo dei solvoti, il .suo, popolo.

stribuite (uno copia per ogni gruppo). È

Q) occorrono:

. un segretorio-orbitro

fogli, collo, forbici e moteriole per disegnore, riviste do ritogliore. r Al vostro vio, le squodre si metteronno ol lovoro.

(pogine 13-15) e su Venife con me (pogine 79-87; 91) sottolinea il posto privilegioto che ho Dio nello nostro vito: Dio viene primo di ogni oltro coso. Domondiomo oi togazzi: «Che coso ci rende schiovi? Che coso, o volte, ci impedisce di vivere con serenità? Come fo Dio a rendere Iiberi gli uomini?,.

Un esame di coscienza

Via al gioco 1. Tre corte riportono per disteso il testo del comqndomento: in questo coso i ragazzi dovronno scrivere nel cerchietto il numero del comondomento e poi eseguire un disegno che illustri quel comondomento. E possibile onche ritogliore uno figuro do un giornole o uno rivista e incollorlo nello corto. 2. Quottro corte riportono già un disegno che fa riferimento cr uno dei dieci comondomenti. In questo caso i rogozzi dovronno copire di che comondomento si trotto e scrivere nello spozio in bosso il nome del comandomento. Infine dovronno scrivere il numero del comondomento nel

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cerchietto. 3. Tre oltre corte riportono soltonto un numero nel cerchietto. In questo coso i rogozzi dovronno riportore il testo del comondomento nello spozio opposito e oncoro uno volto fore un disegno che illustri il comondomento o cui si riferisce il nu-

(?

Questo settimano, imporiomo o fore l'esome di coscienza seguendo Ie oDieci poroler: Siamo riusciti ad amare Dio al di sopra di tutto? Siamo riusciti a rispettare gli alti? Siamo stati sinceri? Abbiamo desiderato la felicitò degli altri? Abbiamo condiviso ciò che possediamo?

GIOCHIAMO ALIE «DIECI PAROIE» È

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per squodro che distribui-

sco Ie corte e montengo ol'ordiner;

Nelcatechismo @ tl discorso del Decologo su Sarefe miei testimoni

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un gioco di squadra

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dei porteciponti, fote memorizzore un certo numero di comondomenti q cioscuno in cinque minuti (mettendo se si vuole uno musico dolce di sottofondo). Per esempio, se Io squodro è composto do cinque ragazzi, memorizzeranno due comondomenti o testo e il nume-

sono immogini per roppresentore Ia divinità. r I profeti dironno che è importante che il Deco-

ll gioco delle dieci carte @ Proponete il gioco Dieci porole... per vivere meglio (pp. a8-a9): renderò focile ottroverso il gioco Io conoscenzo dei Comandomenti con il contributo di tutti, r Allo fine, ovendo letto con occhi nuovi i Comondamenti, trosformote in preghiero ciò che i ragazzi honno compreso. r In fomiglio lo discussione potrò concentrorsi sul quorto comondamento e sfociore in un gesto di omore verso i genitori, i nonni o verso oltre fomiglie.

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r In bose ol numero

simboliche (fuoco, tuoni, Iompi, nuvole e fumo) che segnolono Io presenzo di Dio, come si uscrvcr o quel tempo nell'antico oriente. Anche il suono dei corni e delle trombe o lo presenza dello nube

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un gioco di memoria

@ II gruppo si divide in 2 squodre. A ogni rogozzo viene consegnoto un foglio con i 10 comondomenti scritti

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numeroti. Dossier (ateLhlsta

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mero.

!! momento finale diverifica i@ Al termine del gioco, insieme - catechisto e ragozzi - verificheronno l'esotto corrispondenzo dello numerozione e dello formulozione dei comondomenti, mentre i disegni soronno spiegoti o interpretoti dolle squodre (o dol segretorio-orbitro che forò do portovoce). Questo offrirà I'occosione di ompliore e opprofondire il discorso su ogni comondomento. r Alle pogine 48-49 sono disegnote Ie dieci corte, che potrete fotocopiore, ingrondire o ridisegnore, ritogliore per poi distribuirne uno copio per ogni gruppo diragazzi che portecipo ol gioco. sercnbre Ottcbre

2010


Giochiamo alle «10 par

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PIERFORTUNATO RAIMONDO

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Spirito Santo visibile di Dio

La faccia

r Il gruppo di cote-

r Lo Spirito Sonto è uno dei temi più gettonoti nello catechesi dei ragazzi, visto che è protogonisto dellq Cresimo. II discorso è più concreto di quonto sembri: non è possibile nfotogrofore» lo Spirito, mo i suoi effetti sono visibili o tutti, nelle cose buone che owengono in questo mondo. r Dio continuo o sviluppare lo suo creozione ot-

chismo servirà do «omplificatore» delIo suo Voce, che invito o conoscersi per migliororsi. E un tempo prezioso, perché a volte Io Spirito parlerà così sottovoce do sembrore ossente. Solo chi ovrà imporoto o interpretore i suoi segni saprò riconoscerlo e sfrutterà le sue corte vincenti, do qui all'eternità.

troverso lq «terzo persono dello Trinitò», costruisce per mezzo dello Spirito il Regno di Dio. Lo Spirito è l'ispiratore di tonti gesti d'omore, il con-

solatore nelle difficoltò e offlizioni, l'ossistente di ogni uomo che sceglie il Bene. tl ragazzi sono sbollottoti trq mille voci, interne ed esterne, che Ii invitono o prendere strode diverse e o volte ontitetiche. Honno bisogno di guide positive, che facciono chiarezza sulle conseguenze delle loro scelte. Per loro Io Spirito ho in serbo uno serie di doni che Ii aiutono a fondore lo vito su uno roccio solido, capoce di resistere olle intemperie che verronno.

r Le schede di quest'onno continuono il percorso inizioto nell'qnno scorso, dedicoto ollq figuro di nGesù di Nqzqret". Non mqncheranno i riferimenti qi cqtechismi CEI per iragazzi tro gli 11 e i 14 onni (Sarete miei testimoni, Vi ho chiamato amici). Si qdattqno ollo preporozione del sqcrqmento dello Cresimo, ma onche

al cqmmino di crescito nella vita cristiono dei rogazzi di questo età. Riferimenti al catechismo Sarete miei testimoni, pp. 54.101-102.

Temoi

Arqomento

Sett./0ttobre 2010

1. ta faccia visibile di Dio: un identikit dello Spirito.

Novembre 2010

2. Lo Spirito Santo: lo Special One della Ctesima.

Dicembre 2010

3. Vedere è più che guardare: i doni della «scienza» e dell'«intelletto». 4. Davanti al Dio-Amore: i doni della «pietà» e del «timore».

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Gennaio 201 1

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Marzo 2011

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Aprile 2011

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Vi ho chiamato amici, p.21. Sarete miei testimoni, pp. 100.105.107108. Vi ho chiamato amici, pp.1 34-1 35. Sarete miei testimoni, p. 109. Vi ho chiamato amici, pp. 115-117. Sarete miei testimoni, pp. 103-1 04. Vi ho chiamato amici, pp.149-150.

153.157. Febbraio 201

Maggio 2011

1

5. Una voce da imparare ad ascoltare: il dono

del «consiolio». 6. L'indispensabile energia: il dono della «fortezza» 7. La prospettiva della santità: il dono della «saoienza». 8. Uno per sette: Uno! [a strana matematica della Comunità.

Sarete miei testimoni, p. 106. Vi ho chiamato amici, pp. 165-170. Sarete miei testimoni, pp. 1 1 0 -1 1 1 Vi ho chiamato amici, p. 155. Sarete miei testimoni, pp. 61.1

18.t .1 84-1 88.

DossierCatechista

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5.

amici, pp.100-107.163. Sarete miei testimoni, pp. 64-65.117118. Vi ho chiamato amici, pp. 180Vi ho chiamato

settemUre Oltobre2010


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Per I'iniziazione cristiana dei preadolescenti/secondo a nno/1

E. E E

PIERFORTUNAIO

ldentikit dello Spirito Santo Troviamo gli indizi giusti per (ri)conoscerlo

§ .Oggi o scuolo è successo uno cosq strono. Quolcuno ha rovescioto il contenitore del sopone nel bogno dei maschi, primo dell'intervollo. Lo preside si è fiondoto nella classe dicendo che ero meglio se il colpevole saltovo fuori subito, Ma nessuno ho porloto. Alloro ha chiesto oi professori chi era uscito. Lo ricordovo onch'io, nello nostra classe erono usciti Nicolò, Romina e Vittorio, ol combio dell'ora. Mo dicevono di non saperne nullo. Ho continuato il suo giro, poi è tornato. Ho fotto uscire Nicolò e Vittorio e gli ho controlloto Ie scarpe do ginnostico. Abbiamo poi soputo che ero rimosto un'impronto in bogno. II bidello ho pure onnusoto le moni: quelle di Nicolò ove-

RAIMONDO

spingere però o «confessare» lo nostro fede: non sono sicuro, mo ci credo! r Lo tradizione dello Chiesa ho usoto vqri simboli per descrivere lo Spirito: - è come il vento (è uno forzo che produce energio, è improwiso, indipendente e sorprendente); - come il fuoco (è luce che guido, calore che incoroggio e purifico); - come uno colombo (è segno dell'amore, della bellezza, dello poce). ote insieme oltri significoti, llo Spirito conosciomo gli effetti: è presente quondo gli uomini omono con il cuore di Dio, secondo quello che ci è stato indicato do Gesù. Facendovi aiutore doll'elenco di pog.54 del cotechismo Sarete miei testimoni, preporote un carfellone digruppo con i disegni dìgli uomini e delle donne dello Spirito (uno per ogniragazzolo): co-

dei verità, foutori dello giustizio, rispettosi dello noturo, moestri di occoglienzo, sostenitori dello vito... qlcuni dei ! diqegli dip99:53 cisuggeriscono Iti significati della parola «spirito», nello linguo itoliono. Riempite Io schedo fotocopioto con i ragozzi indicondo le carotteristiche dello Spirito Sonto che si possono abbinore oi disegni.

struttori di paie, difànsoii dei-deboii, amiii poveri

vono oncoro I'odore intenso del sopone. A questo punto Nicolò ho confessoto: volevo fore uno scherzo e odesso dovrà ricomprore ciò che ho sciupoto. Però, che preside! Potrebbe fare concorrenzo ollo squadro di CSI New York, (da un rac-

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dei sofferenti, cercotori di Dio e dello

«Lo Spirito Sonto riempie

l'universo

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nella Chieso, mo misteriosomente opero onche fuori delle nostre comunità e vive

conto di Luca).

cristione, { (Sarete miei testimoni, p. 54)

§ Quanao porliomo dello Spirito Sonto possiomo soltonto appoggiorci su indizi, che ci possono

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lmmateriale: non si vede e non si tocca, ma agisce «spiri-

tJn fantasma, capace di superare ogni limite corporeo.

tualmente» all'interno delle persone.

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La ricchezza di humour, la prontezza di una battuta: una persona spiritosal

Gioioso: eternamente felice, mai annoiatq sempre in movimento per contagiare di cose buone, belle e simpatiche.

Una bevanda alcolica, che per sua natura ha particelle volatili e accende un «fuoco» quando la mandi giù.

Caloroso: riempie ditorza, di coraggiq di allegria; sostiene negli inverni della vita.

L'atteggiamento giusto per affrontare una situazione: averc presenza di spirito.

llluminato: aiuta a trovare le soluzioni più giuste per risolvere le questioni e i problemi della vita.

E E

L'ispirazione di unbpera d'arte, di una poesia, di una canzone, che arriva quando magari non te l'aspetti.

Cteativo: non è mai a corto di idee, si inventa mille modi per costruire il bene nell'universo.

5

Uno stile di comportamento da «grande»»: una persoflit spi-

Profondo: non resta alla superficie dei pensieri e delle persone, perché le conosce intimamente e le guida dall'interno.

rituale.

Dossier tatechista

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settemUre-Ott0bre 2010

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Etimologia dello Spirito lndizi nascosti nella lingua italiana

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fndico sotto ogni disegno uno carotteristico che può riforsi in quolche modo oll'ottivitò dello Spirito Santo.


Per l'iniziazione cristiana dei

preadolescenti/secondo

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bio; prove do superore per ottenere gli indizi necessori q scovore il uri-

tesoro?

§

Qrottto onimotori o cotechisti impersoneronno i 4 personoggi biblici della schedo e si sistemeronno in ongoli diversi del cortile o dello stonzo. Portendo dol primo personoggio che è olibero" (cioè non impegnoto con le oltre squodre), iragozzi dovronno trovore Io suo password (la frose dello Bibbio indicotq) e superore uno provo. Poi Io interviste-

§ ler questo ottività

d'inizio d'onno consigliomo di fqre Ie cose in gronde: usore un cortile o un locole più ompio dello solitq soletta per il cotechismo; coinvolgere olcuni onimotori che oiuteranno i cotechisti o impersonore i testimoni bi-

ronno, opprendendo brevemente Io sua storia e il suo ropporto con lo Spirito, e guodognondo un

indizio.

blici dello Spirito Sonto. r L'obiettivo è quello di iniziore o conoscere ottroverso il mecconismo del gioco ciò che Io Bibbio dice sullo Spirito Sqnto. Nei mesi successivi ci sorà tempo per opprofondirlo e interiorizzorlo.

r Il mecconismo

r Possoti tutti i 4 personoggi copironno che lo soluzione finole è l'incontro con il ndon,. Questi interrogherà il gruppo sulle testimonionze oscoltote e regolerà il libretto di preporozione ollo Cresimo, oppure un poster, oppure uno torto (mo-

no delle quali dovrà avere Ia schedo fotocopiota;

gari a formo di colombo!) per onticipare Io festo dello Spirito. Bosto che il tesoro sio grodito!

è quello dello cocciq ol tesoro: divisione del gruppo in squodre (da2 a 4), ognu-

Come ti chiami?

tlia

lsaia

Myriam (Maria)

saulo (Paolo)

Quando sei vissuto/a?

Nel nono secolo prima di cristo.

Nel sesto secolo prima

Nel secolo di Cristo,

Nel secolo di cristo.

Cosa hai

fatto nella

vita?

Come e quando hai

incontrato lo Spirito di Dio?

Ci

dai l'indizio, vero?

di Cristo.

e

Dio mi ha chiamata a es- Ero un bravo fedele Dio, ascoltando la sua Pa- dall'esilio in Babilonia, di sere madre del Salvatore ebreo e difendevo la mia rola. Mi ha chiesto di di- partecipare alla ricostruzio- d'lsraele. Non mi sembra- religione. Poi ho sentito la ventare il suo intermedia- ne del tempio e della città va possibile, ma mi sono voce di Gesù risorto e un rio: riportavo le sue paro- di Gerusalemme, di poter fidata e messa a sua dis- suo discepolo mi ha ridato le, facevo i suoi miracoli, scrivere parole di consola- posizione. Nella vita ho la vista. Ho deciso di farmi denunciavo il male e ifal- zione, di speranza, di otti- meditato e soflerto moltq battezzare e di annunciare si dei, dimostrando chi è mismo, alla luce di quello ma sono orgogliosa del a tutti la sua Parola, viagl'unico vero Dio ( 7Re 17 - che Dio aveva fatto e farà dono di Dio che è passato giando attraverso l'impeattraverso di me (Lc 1-2). ro romano (At9ss). 2Re 2). nel futuro (/s 56-66). Ho dedicato la vita al mio

Ho avuto il dono di tornare

Ho visto il futuro e ho Ero una semplice ragazza Ho capito per esperienza la sua voce sul Monte gioito pienamente per le promessa sposa a Giusep- che lo Spirito santo agisce Oreb, quando lui è passato novità che porterà l'unto di pe. Dio mi ha scelta e be- dentro di noi, rendendoci e io mi sono coperto il vol- Dio (il Messia): libertà, nedetta, assistendomi per liberi di scegliere il bene, to in segno di rispetto. Ci giustizia, amore, vittoria tutta la vita. Lo Spirito 5i adatta a ciascuno e gli fu un vento impetuoso, un del bene per ltternità. È la 5anto mi ha resa madre concede i doni di cui ha terremoto e il fuoco, ma nuova Gerusalemme, un del Salvatore e poi di ogni più bisogno. Siamo noi, lui passò nel sussurro di luogo in cui regna soltanto vero discepolo (Lc 1,26- oggi, il vero tempio di Dio (1Cor 3,16; 12,1'11; Gal una brezza leggera (7Re l'Amore di Dio ed è per 38; Gv 19,25-27). 1 e,1 1-1 3). tutti gli uomini (/s 61,1-3). 5,22; Rm8,14). Ho avuto lbnore di sentire

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settemUre Ottobre 2010

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ll grande gioco dello Spirito Santo

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uno biro; uno Bib-

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Esperienze «sPirituali»

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lncontriamo i testimoni biblici dello Spirito Santo

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(lRe 19,12)

Password:

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Prova/gioco di abilità.

Prova/ricerca.

ll gruppo dovrà far fare un percorso stabilito a una pallina da ping pong esclusivamente soffiando (= la brezza leggera), senza poterla tocca[e con le mani.

ll gruppo dovrà individuare in una copia di un giornale quotidiano i mali che il Regno di Dio vorrebbe estirpaie (almeno 7!).

= . = = a

K1

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I e

Password:

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Prova/gioco allegro. ll gruppo dovrà mettere un asciugamano a mo' di pannolino a un ragazzo, con lhiuto di mollette o spille da balia («16 6y-

a -

.....

(lc 1,35)

Password:

.....

(1cor3,16)

Prova/Acrostico da ricostruire con i frutti dello Spirito della lettera ai Galati 5,22 (nuova traduzione CEI).

volse in fasce e lo pose in una mangiatoia...»).

=

e I a

Domonda per l'intervisto: Come ti chiomi? Quando sei vissuto/a? Cosa hoi Comee guondo hoi incontroto lo Spirito di Dio? Ci doi l'indizio ,veto?

fotto

nello vito?


B Srhede. per adoleseentà

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tn grupps

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PIERFORTUNATO RAIMONDO

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Vivere è incontrarsi La

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prima tappa del viaggio verso I'Amore

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Una mail da Max tutto l'estote che penso o un filo rosso che leghi i nostri incontri di quest'onno. Sorò un'esperienzo di gruppo, in cui tutti soronno protogonisti. Ho deciso, onziché novigore «o visto», vi propongo uno meto sicuro: l'omore! Non c'è oltro motivo per vivere, secondo i cristioni. Che sio di Conrogozzi,

è

coppio, di omicizio o trq i membri di uno comunitò, mi riferisco o un omore diverso do quello inflqzionoto o svenduto do una porte dello societò, quello che è sentimento e scelto, gioio e fotico, corpo e onimo. Chi non può esserne interessoto? Ne porliomo sin dql nostro primo oppuntomento, dedicoto ol suo ABC: I'incontro, il primo posso di un lungo e proficuo cammino' Ir vostro Mox

UI{O CONO5CIUTA

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FMTELA MEVE, DECIDIAAIO DI INCONTRArcI SABATO POIIERIG. PER

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CISIMIO TROVATI! SMEVA CI{E

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FACCIA AVEssE UALTRO !

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. lile is now I

Facebook, il sociol network con oltre 400 milioni di utenti, è il piri cliccoto del 2009. E un Ìuogo virtuqle dove ci si incontro mettendo in comune Ie proprie foto, i pensieri, i gusti, i sentimenti, Ie opinioni. Lo distonzo moteriole divento secondoria: tutti gli omici sono ollo portoto di un click. I Originole 1o preghiero dei novigotori di Facebook, del

teologo Potrizio Righero, che curo il sito della Postorole

Giovonile di Pinerolo (To), che ho oltre 2500 omici in Facebook: "ln questo ongolo del mondo digitole, Signore, ci sono centinoio di nomi, oppiccicoti olle poreti di uno coso che esiste solo sullo schermo e nello mio fontqsio... Ti ringrazio, Signore, e ti chiedo di non losciormi offogore... Rendimi opostolo, cqpoce di onnunciore onche sul Web il tuo Vongelo di solvezzo,. I Se non lo focciomo giò, decidiomo un giorno e un'oro in cui noi del gruppo «xxx» ci ritroviomo tutti in rete e ci comunichiomo Ie cose più belle roccolte in settimono!

Memorandum oE meroviglioso poter ollorgore le broccia, perché quondo ollorgote le brocciq e occogliete quolcoso ovete dovonti o voi uno porto o specchio. Il solo specchio in cui potete vedere voi stessi e che vi oiuti o progredire. Ed è l'unico modo che qbbiqmo di vedere noi stessi e progredire... Quondo diventiomo due e poi tre e poi quottro, copite che obbiomo molto di più? Quondo io ti occolgo nello mio vito, ho quottro brqccio onziché due. Due teste. Quottro gombe. Due possibilità di gioio. Sicuro, onche due possibilitò di locrime, mo io posso essere lì quondo tu piongi e tu puoi essere lì quondo piongo io, perché nessuno dovrebbe moi piongere do solo" (Leo Buscoglio, Vivere, amare, capirsi). DossierCalechista

§f,

settemUre-0ttobre 2010

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5 E E E E


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* rsum!§§

Fote uno listo di motivi validi per incontrorsi, come questi:

- È bello/o, ottroente, simpoticb/o... - Insieme ci si diverte di più;

Nessuno è feÌice stondo sempre solo;

- Lo scombio di idee ci fo imporore cose nuove; - Le discussioni (non i litigi!) ci oiutono o chiorire il nostro pensiero e ci oprono

o prospettive che non considerovomo; - A volte possiomo ollenore lapazienza... - Siomo noti do un incontro e ci opriremo oÌl'obbroccio di Dio ollo fine delio vito terrenol

Giochi/Attiuità

È

s&ffi§É ffffi E "§BmtEr&,,."=

Un gioco divertente per produrre

un primo contotto fisico e per

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innescore il temo. Vengono sporsi per terro dei fogli di giornole o dei cortelloni che roppresentono Ie zottere nel more. I gioco-

tori cercono di soltore do zqttero o zotterq

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in more (= toccore per terra). L'onimotore toglie mon mono i fogli liberi in modo che più giocotori occupino Io stesso giornoIe. L'obiettivo è quello di riuscire o store con il moggior numero di persone su uno zottera. Vorionte: invece di soltore do zottero azattero, i giocotori si muovono nello spozio tro i giornoli, con un sottofondo musicole. Mo oÌlo senzo codere

stop dello musico corrono o solvorsi su un giornole. L'obiettivo finole è sempre Io stesso.

Valerio Scanu, beniamino di Amici e vincitore dell'ultimo festival di Sanremo, dedica una canzone dell'ultimo CD all'importanza e alla meraviglia di un incontro speciale. Miele, chi lo so? Forse ci erovomo giò incontroti, sfioroti per coso sullo rivo del more Miele, chi Io so? forse ci erovomo giò guordoti, sempre in silenzio, senzo porlore... Mogari per strodo in mezzo ollo gente fro un milione di facce che non contono niente odesso perché è

tutto diverso

sfortunoto chi ti ha perso che non può overti quondo vuole e non soprò moi com'è dolce il miele... Miele, io lo so, non ti ovevo visto no, perché di sicuro, Io soi, mi sorei occorto di te., e

ffiEmssm

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#ffi§& ffifl ffinm Anolizzote o gruppetti olcuni od esempio, per limitorsi ol vongelo di Luco, i primi opostoli (5,2-11), un

Valerio Sranu al tempo di «Amici».

incontri di Gesù:

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-

=

a e =

I

Iebbroso (5,72-74), il porolitico (5,18-25), Levi (5,27-32),l'ufficiole romono (7,2-lO),lo vedovo di

Noin e suo figlio (7,12-15), Io peccotrice (7,36-50), I'indemonioto di Cerosa (8,26-39), i dieci lebbrosi (17 ,1.219), i bombini (18,15-17), l'uomo ricco (1.8,25), Zaccheo (19,1-10). L'ossembleo finole oscolterò tutti ed esprimerò su un cortellone lo stile d'incontro di Gesù: loscio il segno, è libero e liberonte, tiro fuori il positivo do cioscuno, non è moi scontoto o bonole, risponde olle esigenze di tutti, ecc.

f -

nuole di Formozione Ecumenico, sul temo nSognore lo comunione, costruire il diologo» per ricordore i 100 onni di speronzo ecumenico. Gesù ho pregoto per l'unità dei cristiqni e tutti gÌi onni uomini e donne dl buono volontà si esercitono oll'incontro tro confessioni cristione diverse, in un clima di froternitò e di conoscenzo reciproco. Un movimento di loici incoraggioto do popo

From us lo God Signore Gesù, moestro deÌl'incontro, ren-

dici copoci di vederci, conoscerci e opprezzorci in profonditò e in veritò. Quolsiosi incontro è speciole, un ottimo loncioto verso l'e-

Giovonni XXIII

e

tuttoro ottivo in tonte diocesi.

ternitò.

f

riato Attivitò Ecumeniche) organizza la settimono on-

INCONTRO

I

ASCOLTO

I

EMPATIA

I

TEGAMI

Dossier tatechlsLa

IAPPARTENENZA

§/

I

COESIONE

setternbre 0llobre 2010

I

COMUNIONE

I

AMORI


È

domenica, rag azzit MARINO GOBBIN

26a domenica delTempo Ordinario

guo: cioè olleviqre I'orsuro. . Figlio: il ricco è riconosciuto membro del popolo eletto, ma non bqstq

«Cr»

Pofte apefte e porte chiuse

per ottenere lo sqlvezzq (cfIc 3,8). . Gronde qbisso: nell'qldilà non c'è solidqrietà e comunicqzione. Il futuro è costruito sullo terro. . Mondore: è lo richiesto di un mirocolo per ottenere lq loro conversione. . Mosè e i Profeti: sono i libri dello Bibbio. Il rifiuto di questq porolo non è sostituibile con nien-

leggere . Gesù disse: «Un uomo ricco... si dovo o louti bqnchetti. Un povero, di nome Lozzaro... brqmoso di sfomorsi... fu portoto occonto od Abromo. Morì onche il ricco... disse: "Podre Abromo... a bognormi la linguo...". Mo Abromo rispose: "Figlio... tro noi e voi è stato fissoto un grande obisso...". E quello replicò: "Alloro, podre, ti prego di mondqre Lazzaro...". Mo Abrqmo rispose: "Honno Mosè e i Profeti; oscoltino

loro"...,

t'oltro. o Ascoltino loro: lq

fede in Gesù risorto è inseporobile dollo testimonionzo di Mosè e dei Profeti, e dol riconoscere I'esistenzo del povero.

Riflettele . II Vongelo presento delle borriere. Lo

(Lc 16,19-31).

primo

è I'effetto onestetico dellq ricchezzo. Toglie Io coscienzq del reqle. E Io porta che divide il povero Lqzzqro dql ricco. È superobile fin che si è in questo vito, mo con Io morte divento un obisso insupero-

Segno o Lq nTendo dello Porolo, (v. Google,com), cioè un tripode o tendo con uno icono del Risorto, lo Porolo (Mosè e i profeti), un voso di fiori ordinqri segno di gioio e di festo. Si usi I'incenso.

bile. Dopo quolche.sciocchezzo diciomo: nNon ho

fqtto qttenzione». E il qttenzione». "Non fqi q

Capire . Louti bonchetti: non vede il povero. Lo ricchezza rende ciechi e indifferenti. r Lozzoro: cioè il

dire

povero. Il nome indicq Io personq, lo suo storio, lo suo speronzq... Significo: Dio lo aiuta.. Brqmoso: è lo fotogrofio dello fome. o Accqnto: indicq uno condizione di gioio e di intimità. . Podre: è riconoscere un legome, uno discendenzo. . Bognormi lo lin-

noi oggi.

È

diffic

tutto. Amqre quolcuno è qnzitutto occorgersi che esiste, fore ottenzione o lui. Il resto verrà. Fore ottenzione è rispetto, è oscolto, è essere pozienti... È donqre ed è onche ricevere, È omore. Raccontare . «Come dimogrire?", chiedevo uno signorq o un'omico incontroto dqll'estetistq, «mi dicono che le preoccupozioni tolgono l'oppetito mo,

ohimè, io non ho problemi». . Scrive un giornolistq: non ci sono dubbi che negli ultimi millenni qbbiamo fotto enormi progressi. Siqmo riusciti o volqre come uccelli, q nuotore come pesci, ondiqmo sullo luno e mqndiqmo sonde su Morte. Ora siomo persino copoci di clonore Iq vito. Eppure con tutto questo progresso non siomo in poce né con noi stessi, né con il mondo ottorno. Anzi, l'uomo non è moi stoto tonto povero do quondo è diventoto ricco,. . Ne Il piccolo principe così è descritto l'uomo ricco: hq mqi respiroto un fiore, non ho moi go"Egli non duto uno stello, non ho moi voluto bene q nessuno. Non fo qltro che qddizioni e tutto il giorno ripete: io sono un uomo serio, un uomo importonte. E si gonfio di orgoglio. Mq non è un uomo. È un fungo,. . Non dovremmo educorci ollo condivisione del pane e non ollo spreco? Quonto pone viene buttoto nello nostra Itolio ogni giorno? Rito Ambrosiano . 4s domenico dopo il mortirio di s. Giovonni il Precursore - Anno C: Gv 6,51-59 (v. Corpo e Sangue diCristo «A», in Dossier Catechista oprile 2008).

D0ssier Cate(hista

§$

settemUre ott0bre 2010


26u, 27u, ZBu, 29a, 30u domenica del Tempo Ordinario

27u domenica

del lempo Ordinatio

C

«C»

Senza applausi Leggere . GIi opostoli dissero: oAccresci in noi lo fede!,. Il Signore rispose: "Se oveste fede quonto un gronello di senope... Chi di voi, se ho un servo od orore... Avrà forse grotitudine verso quel servo... Cosi onche voi... dite: "Siqmo servi inutili..."» (Lc 1

7,5-10).

. Vo volorizzqto lo professione dello fede, coso moi con lo formulo bottesimole e Io benedizione dell'ocquo. I ragazzi possono essere invitoti o seSegno

gnorsi personolmente con I'ocquo. Un grembiule: segno del servizio e dellq gratuità. Capire. Accresci: o onche «occordoci, oggiungici". Gli opostoli hqnno unq visione quontitotivo dello fede. . Fede: è uno risposto d'omore o un otto d'omore ricevuto. . Gronello: è lq dimensione mossima richiesto. . Senope: pionto comune in Polestino. I semi sono minuscoli. Mocinoti si usono per fore lo mostordo. . Servo: soggetto o cui si riconoscono solo doveri: eseguire degli ordini. . Grotitudine: overe fede è diventore disponibili o Dio, ascoltore lo suo porolo fino q venirne trosformoti. . Servi: è l'otteggiomento di servizio visto doi discepoli in Gesù. . Inutili: cioè non necessorio, inodotto, mo onRaccontare o Un detto dei podri del deserto dice: oOgni volto che provi un senso di superioritò o un moto di vonità, esomino lo tuo coscienzo. Domon-

che "senzo utiler, cioè senzo un tornqconto. Potrebbe intendersi nel senso di osstnp1i.i servitori,> o «soltanto dei poveri servi, senzo pretese. Lo sottolineoturo è più sullo gratuitò che sullo utilità. Fede è im-

se osservi tutti i comondomenti, se omi i tuoi nemici e piongi per le loro colpe, se ti consideri un servo inutile e il peggior peccqtore del mondo. Ma onche dopo questo esome, non ti fqre un'idea troppo grande di te, come se tu fossi un perfetto: questo pensiero guosterebbe tuttol,. o Un monoco del deserto disse: "Chi è onoroto e lodoto più di quonto meriti subisce un gron donno, mentre chi dogli uomini non riceve onori, sorà glorificoto in cielo,. o Son Vincenzo de' Pooli scrivendo o unq suoro Ie roccomondo di presentorsi sempre con il sorriso e

doti

porore o servire Dio nel modo giusto. Nello condizione di umiltà l'uomo oinutile, potrò riconoscere tutto ciò che viene dollo grozio di Dio come un ndono» grotuito del suo omore.

Riflettere . Agli opostoli Gesù sembro dore uno risposto sboglioto. Li esorto o mettersi o servizio gli uni degli oltri grotuitomente. Servire Gesù non è portecipore oun reality-show. Quel poco che possiomo fore, lo focciamo per lui; ed è lui che ci dò l'occosione di fqrlo. Non qbbiomo nessun merito e non dobbiomo vqntqrci di nullo. Un gronello di senope

gentile nel prestore il suo servizio, «per forsi perdonore dol povero di over bisogno di leir. . Vedi: B. FtnnrRo, 365 piccole storie per I'anima, Elledici 2007: ll

è piccolissimo, non vole nullo. Mo noi contiomo quolcoso. Nello preghiero, il problemo è overe fiducio in Dio e contore su di lui. Pregore è mettere lq nostro vito in occordo con quello che lui ci domondq. Se io prego per lo poce, che coso foccio per fore lo poce oftorno o me? Se prego che Io fome sporisco, sono disposto o condividere e o privormi di quolche coso? Pregore è restore in "tenuto di servizio,. Dossìer Calechista

pranzo della domenica, p. 57; Festa al castello, p.129; La zuppa di pietra, p. 776.

Rito Ambrosiano

.

5q domenico dopo

il martirio di

vonni il Precursore - Anno C: Lc 6,27 -38 (v.

in

§p

Dossier Catechista febb. 2OO7).

settemUre Ottobre 2010

7q

s. Gio-

dom. TOC,


È

domenica, ragatzil

28" domenica delTempo gldln3sls «(r»

Una valanga di regali leggere

o

Gli vennero incontro dieci lebbrosi, che

si fermorono o distonzo e dissero od olto voce: «Gesù, moestro, obbi pietà di noi!r. Disse loro: nAndo-

te o presentorvi qi socerdoti,... Uno... tornò indietro... per ringroziorlo... GIi disse: n... Io tuo fede

ti ho solvotor."

(Lc L7,Ll-19).

Segno . Collegore i tre momenti dello messo: otto penitenziole, glorio e preghiero eucoristico (rendimento di grozie). Acconto o delle bende losciote allo rinfuso presso lo croce si ergo moestoso un solo fiore bionco (un onthurion), segno dello purificozione e dellq sqlvezza.

. Dieci: indico un numero chiuso (le dito delle moni), un gruppo compotto. Roppresenta uno coCapire

tegorio di persone o l'umqnità privo dei diritti. . Lebbro: mqlottio contogiosa che rende impuri e non consente il culto. Per gli ebrei, esprimevo uno

situozione di peccoto e di lontononza do Dio. . Distonzo: conseguenzo delle prescrizioni rituoli (cfIv 13,9-17.45-46). Dovevono vivere segregoti, con vesti stroppote e copo coperto. o Alto voce: modo per forsi riconoscere do lontono. o Moestro: colui che sto q copo. Termine tipico di Lucq. Eorse un titolo cristoIogico. . Abbi pietà: non chiedono Io guorigione. Lo preghiero è premesso per ogni guorigione ed è proprio di chi vive uno condizione di bisogno. o Presentorvi: è Io strodo obbligoto. Obbediscono primo di vedere, portono senzo constotore. Lo guorigione? Un dono per lo loro fiducio. o Socerdoti: sono coloro che donno il certificoto di guorigione per tornare o coso e nello società (cf Lv 14).. Tornò indietro: è un ritorno-conversione verso il Cristo Solvotore per mettersi o suo servizio. o Ringroziqrlo: è grotitudine per il dono ricevuto, è gioioso sorpresq per l'ozione solvifico di Gesù. Ringroziore Dio è riconoscere Io proprio dipendenzo, si rimone per sempre debitori. . Solvezzo: è offerto a tutti e in porticolore oi meno privilegioti. Lo sqlute riguordo il corpo ed è un dono prowisorio. Lo solvezzo roggiunge l'uomo nello suo interezzo e per sempre.

Riflettere . Ogni giorno riceviomo molti regali: una giornoto pieno di sole, uno porolo di sprone, un sorriso... E se le vedessimo come oltrettonte ottenzioni di Dio? Nello preghiera incomincio o dirgli grozie, cercq tutti i suoi gesti d'omore. Poi il tuo cuore sorà pronto onche o chiedergli perdono. Ringroziore, è Dossìer Catechista

(,Q

riconoscere che tutto viene do Dio, è comprendere

che siomo i suoi figli prediletti. nGrozie" lo si può dire distrottomente... È focile dirlo con tutto il cuore, dopo un regolo... È quello che Cristo ottende doi dieci lebbrosi... Non honno soputo dire grozie. Eccetto uno. Tutto viene dq lui. È doveroso dire grozie. Lo focciamo qnche nellq messo. Con tutti i cristioni.

.

Si norro che son Pietro in Parodiso obbio dovuto fore le presentozioni di Beneficienza e

Raccontare

Grotitudine. Non si conoscevono, non si erono moi incontrote. o Quonti poveri soccorse Modre Tereso! Un giorno ovevo visto un vecchio sfinito. Dopo overlo pulito tentò di dissetorlo. Non riuscì o bere, mo si illuminò e disse: «Grozie!». E spirò. . Afferma Chesterton: oDiciomo, commossi, grozie ollo befono che uno volto l'onno ci infilo i regoli nello colzo, e ci dimentichiomo di proferire grozie o Dio, che ogni mottina ci dono le gombe do introdurre nelle colzer.

Rito Ambrosiano

.

6q

domenico dopo il mortirio di s. Gio-

vonni il Precursore - Anno C: Mt 10,40-42 (v.

settemUre-Ott0bre 2010

13s TOA).


26a, 27u, 28u,29u,30u domenica del Tempo Ordinario

cui è morto il mqrito. o Awersorio: per i poveri tutte Ie situozioni sono owerse. o Fore giustizio: Dio fo giustizia: conosce il cuore di cioscuno e dà o cioscuno quonto ho bisogno. . Importunormi: cioè rompermi Io testo. . Eletti: coloro che Dio sceglie e che si fidono di lui. Per Gesù tutti gli uomini sono eletti. . Fede sulloterro: è un invito ollo conversione.

29u domenica delTempo Ordinario «C»

Preghiera, telefono senza ingorg

hi

Leggete . Gesù dicevo uno porobolo sullq necessità di pregore sempre, senzo stancqrsi moi: «In uno città vivevo un giudice... c'ero onche uno vedovo, gli dicevo: "Fommi giustizio contro il mio owersorio"... "... le forò giustizio perché non vengo o importunormi""... E Dio non forà giustizio oi suoi eletti... Troverà Io fede sullq terro?, (tc 18,1-8). Segno

.

Riflettere o Lo preghiero è importonte, è desiderio di Dio. Perché Dio si fq pregore? Perché ci omo. Nellq storio dello vedovo Gesù ci mostro che Dio non è come.quel giudice. Lui non ci prende in giro. Ci omq. E nostro podre. Un popà non può dimenticore i suoi figli e forli troppo ottendere. No, Dio non hq

Uno biloncio e un rometto di oleondro (bol-

bisogno delle nostre preghiere. Gesù ci invito o chiedere o Dio Podre ciò che ci stq q cuore. Non quolunque cosq! Ciò che è essenziole: che Dio sio conosciuto, onoroto e omoto do tutti. Siomo noi che obbiomo bisogno di pregore, siomo noi che obbiomo

donzo, superiorità, sufficienzo). Acconto dei fiori

voriopinti e dell'incenso fumigonte (preghiero),

e

del vilucchio (ostinozione).

. Porqbolo:

Rocconto per insegnore o tro. Pregore sempre: ozione che non si sovroppone o nessun'oltra. Perseverore è fidorsi di Dio. o Stoncorsi: è uno situozione di delusione. Lo preghiero di Cristo è il dono dello suo vito, lo nostro è obbondono fiducioso. . Giudice: è lo figuro principole. È il Signore. . Vedovo: donno o Capite

C

smettere un messoggio.

bisogno di fermorci nello nostro continuo ogitozione, per scoprire ciò che Dio ospetta da noi; siomo noi che obbiqmo bisogno dello Spirito di Dio per incominciore o fqre ciò che domondiomo o Dio. Il più gronde dono dello preghiero è il fotto stesso di pregore, cioè di entrore in comunione con Dio.

Raccontare

. Il problemo più ossillonte, oggi,

è

quello di trovore uno sponsor. Quolsiqsi iniziotivo, compreso quello religioso, pore obbio bisogno di uno sponsor. Lo capì bene Mosè contro gli Amoleciti (1q letturo). Fu questione di moni. Moni vuote. Moni rivolte verso I'olto. Moni in preghiero. Le moni le mise Mosè. Lui, il copo, sopportò tutto il peso dello bottagliq... . A chi gli dicevo che lo preghiera ero uno debolezzo vergognoso Alexis Cqrrel, il premio Nobel dellq medicino e della biologio, rispondevo: nln veritò il pregore non è più vergognoso di quqnto Io sio il respirore o il bere. Iluomo ho bisogno di Dio come ho bisogno di ocquo e di ossigeno. Lo preghiero monco ogli uomini, e questo monconzo Ii impoverisce onche fisicqmente, mentre, se fosse presente, li orricchirebbe non solo come solvezzq mo onche come soluter. . Personoggi di ozione o fovore dei poveri come mons. Hélder Cdmoro o Modre Teresa di Colcutto ovevono ben presente il volore dello preghiero. Il primo dicevo: «Due moni giunte ottengono molto più di due pugni chiusi,, e lo secondo: "Se non pregossi non forei niente. Rito Ambrosiano o Dedicozione del Duomo di Milono, chieso modre di tutti i fedeli ombrosioni - Anno C: Lc 6,43-48.

Dossier cateLhista

(,t

settemUre Ottobre 2010


E

30u domenica

dellempo Ordinario

domenica , ragatti! ghiero: «store dovonti» o Dio, interlocutore dell'uomo. . Tro sé: è un pregoni. Mettere se stesso ql centro. Il fqriseo si concentro su di sé e si confronto con gli oltri. . Ti ringrozio: «grozie» è lo porolo di consenso o sé e o Dio. La preghiero del foriseo è sotonico, uso Dio per cercore il proprio io. r A distqnzo: rende visibile lo lontononzo sentito dentro. . Abbi pietà: uno supplico, operturq oi doni di Dio. o Peccotori: sono coloro che nòn pretendono nullo dq Dio. È l'otteggiomento che

«C»

C'è posto per Dio? leggere . Gesù disse... per olcuni che ovevono Io presunzione di essere giusti... «Due uomini sqlirono ol tempio o pregore... Il foriseo... in piedi, pregovo tro sé: "O Dio, ti ringrozio...". Il pubblicono... q distonzo... "O Dio, obbi pietà di me peccatore"... chi si umilio sorà esoltoto» (Ic 18,9-14). Segno . Un fiore o componello esprime umiltà, occostoto o un fiore di pianto tuberosa (omore che fo crescere, pubblicono) e un nqstro ozzurro o ricordore il noscondimento e Io ricerco dello veritò. Potronno essere portoti o delle pogine o colori fotocopiote con del-

Gesù

lodo. . Umilio: riconoscere ciò che si è. Ilumile

è

giustifi coto, esoltato. Riflettere o «lo ti rendo grozie», «io non sono», «io digiunor, «io verso», uio guodognorr, io, io, io... Non c'è che lui! L'orizzonte del foriseo è dove orrivono i suoi piedi. Al di là non vede nullq. Che Dio sio lui? Non vede quonto gli oltri fonno di buono. II pubblicono ho trovoto Io viq del cuore di Dio: gli porlo pieno di fiducio. Per Gesù Iq fede è l'orchitrove dello porto d'ingresso nel Regno. Gli stipiti sono lo preghiero e I'umiltò. Lo preghiero è uno specchio dello

le preghiere o un libretto di preghiere do distribuire per

lo preghiero in fomiglio. Nello liturgio penitenziole preghiomo il Signore ollq maniero del pubblicono. Capire. Essere giusti: è in gioco il ropporto di outosufflcienzo, do pori con Dio non solo dovonti ogli uomini. E principio di rivolità e di divisione (cf Fil 2,3). o lus uomini: cioè due spiriti che si contendono il cuore dell'uomo: il protagonismo e il noscondimento. . Solirono ol tempio: qzione buono fotto con spirito e risultato opposto. . Pregqre: è l'qzione do cui esce lq verità del cuore. . In piedi: è Io posizione corettq dello pre-

veritò. Non c'è preghiero senzo umiltà, non c'è umiltà senzo scoperto del proprio peccoto. Dovonti o Dio prega chi ho un onimo do mendicqnte. L'umiltà è I'otteggiomento del cuore che rende outentico lo preghiero. co, chiese

. Il bombino

del podrone di coso, un biqnallo flglio dello domestico, uno nero: «fenny,

Raccontare

tu preghi?». «Certo! Ogni sero,. «Anche tu credi che Dio esoudisco le tue preghiere come esqudisce quelle dei bombini biqnchi?». Lo piccolo rimose un po' perpleso. Poi però rispose fiducioso: «Mo certomente: le mie preghiere si rivolgono qlle orecchie di Dio, non qi suoi occhilr. . In Africo un domestico nero, uno persono offidobile, qvevo lovoroto per sei mesi per lo moglie del fqttore. Un giorno l'uomo si licenziò oll'improwiso. uPerché?r. «Sono stoto do te tutto questo tempo perché volevo sopere se Dio è tro voi cristiqni. Adesso vodo da un'oltro persono che odoro Alloh per cercorlo presso di loro...r. Lq donno olloro rifletté: «Dunque ogni giorno quolcuno ho cercoto Dio qui do me! E non Io ho trovoto... Se lo ovessi soputo, non owei fotto molte cose in modo diverso?". Dio cerco coso do ognuno di noi. Lq preghiero è lo risposto. o Mentre olcuni odulti stonno disconendo, uno di loro chiede aunrogazzino: «fuo frotello quonto è olto?r. uNon sopreir, risponde il bombino imborozzoto. "Mo sì che Io devi sopere. Quondo porli con lui devi olzore lo testo per guordorlo!,,. .No», dice il piccolo, «quondo porlo con mio frotello gronde è sempre lui che si chino verso di me». Così fo sempre onche Dio. Rito Amblosiano o 1q Domenico dopo lo Dedicozione - Anno C:

Mt28,l6-2O (v. Ascensione A, inDossier Catechisfa opr. 2008).

Dossier catechista

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settembre-0tt0bre 2010


Dal mondo catechistico Segnalateci le vostre iniziative. Mandateci il racconto e le fotografie delle vostre esperienze più riuscite.

Dossier Catechista, Elledici 10096 Leumann I0 - dossier@elledici.org

ln occasione della Pasqua. I ragazzi della parrocchia san Gregorio Magno di Padova hanno voluto farci gli auguri. Ci mandano le foto in cui stanno lavorando per preparare i rami di ulivo e renderli più festosi. Hanno scritto: «Festa di Gesù in GerusalemrTì€: osarìha al Figlio di David! osanna al re dei re!».

Esperienzelda0a6anni Parrocchia dello Spirito Santo in Trani. ln questa comunità è partita una nuova esperienza rivolta ai fanciulli dai 4 ai 6 anni, che ha coinvolto sacerdoti, animatori e genitori. Alcuni animatori sfogliando le guide di Azione Cattolica rivolte proprio ai più piccoli, hanno messo in moto un lavoro di équipe che sta guidando nei primi passi della fede una quarantina di fanciulli. L'incontro settimanale è vissuto la domenica mattina, dalle 10 alle 11, mentre si celebra l'Eucaristia festiva per ngazzi e genitori. 5ono stati fatti incontri anche con i genitori dei piccoli per avere una risonanza sull'esperienza e per fare formazione anche con loro, che stanno cfescendo nella fede come i loro

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Un piccolo simpatico omaggio. I ragazzi della parrocchia San Giovanni Battista di Riolo Terme (Ravenna) in occasione della Pasqua hanno preparato un omaggio ai loro due «don». Un semplice vassoio di cartone con un crocifisso, da cui partono raggi con i nomi di tutti i ragaui. La preghiera dice tra lhltro: «Grazie, Signore, per averci dato don Marino e don Samue-

le: in loro noi vediamo te. Tramite loro possiamo ascoltare la tua storia e sentire il tuo amore».

Irani, parrocchia dello Spirito Santo. I piccolissimi pet la festa della pace.

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nostre preghiere

Un quaderno con i nostri pensieri. ll quaderno «Le nostre preghiere» è un albun-testimonianza di un gruppo di ragazzini della Prima Comunione di Pog-

: . gio di Bretta

(Ascoli Piceno). 0gni bambino ci ha scritto i suoi pensieri, commentandoli con un disegno. Ne è venuto fuori un bel lavoro, pregevole anche dal punto di vista grafico. Un «bravi!» alla catechista Mary e airagazzi. Ma anche al

Da molti anni i Padri Gesuiti organizzano da giugno a settembre a Villa Capriolo (Selva Val Gardena) una importante e ricca serie di corsi formativi per adolescenti, giovani e per sposi.

Programma e informazioni: www.gesuiti-selva.it selva@gesuiti.it tel. 02.92.88.51.10 (al martedì); da metà giugno: 0471.79.33.67.

parroco, qui in posa davanti a tutti.

Gruppo Cresime di Lancenigo testimonianze dei ragazzi. Le catechiste Alessandra e Maria della parrocchia di Lancenigo (Tv), con il gruppo di seconda media che si prepara alla Cresima, ha preso spunto dall'articolo di Dossier Catechista «Celebriamo l'unità dei cristiani» di Guido Novella e hanno proposto ai ragazzi di scrivere le loro testimonianze senza l'aiuto di nessunq nemmeno dei catechisti, né delle famiglie. Belle le testimonianze che ci hanno inviato. «A volte commetto degli errori di cui difficilmente riesco a sbarazzarmi, però poifaccio la confessioLe

ne e in qualche modo ne vengo fuori», dice una. E Giulia: «ln un certo senso la mia vita cristiana sta ancora camminando in una strada piena di imprevisti che da sola non posso superare, ma è meglio abbattere gli ostacoli che aggirarli e spero che con l'aiuto del Signore ce la possa fare».

Educare alla fede in famiglia

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Settembre/ottobre 201 0 maggio 2011 + l'Agenda de! catechista

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c Anche quest'anno spediamo il numero di settembre-ottobre prima dell'estate, e quello Può

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di novembre all'inizio di settembre, in modo che possano essere a vostra disposizione prima della ripresa dell'anno catechistico. o Vi invitiamo ad aiutarci a far conoscere Dossier Catechista alle amiche /amici. Questo passaparola è un modo semplice e utile per migliorare l'attività evangel izzatrice con i ragazzi e le loro famiglie! E ci permette di mantenere meno caro il prezzo dell'abbonamento. Con un sincero gfazie, vi salutiamo cordialmente'

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