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2012 e 2013 Bollettino annuale di Santerno - Parrocchia Arcipretale San Sisto II p. m.

Augura a Tutti BUON SANTO NATALE e Sereno Anno

Non

temete,

Gesù Viene

a

Noi... Ogni Istante

e vicinanza. A Lui non sono oscure o indifferenti le vostre vicende familiari. Chi lo ha incontrato sa che può contare su di lui. Penso a Marta e Maria quando il fratello Lazzaro si ammalò e mandarono ad avvertire Gesù... Penso ai rapporti personali autentici e profondi che costruisce con i suoi amici incontrandoli nelle loro case dove è atteso: Marta gli va incontro con premura e lo accoglie con gioiosa ospitalità; Maria si siede ai suoi piedi desiderosa di ascoltare la sua parola, Lazzaro offre la sua amicizia... Gesù sta a tavola con tutti, anche con i pubblicani e i peccatori; sfidando senza paura i pregiudizi socio-culturali e religiosi del suo tempo, è particolarmente attento ai bambini, alle donne, ai poveri, agli emarginati. Natale non ci dice altro che questo: l’amore di Dio è in mezzo a noi. Carissimi tutti, carissime famiglie, la parola di Cristo ci aiuta a scoprire che ogni vita, ogni casa è amata ed è chiamata ad amare. Per quanto difficili possano essere i giorni da vivere, per quanto complessi i problemi che le famiglie devono affrontare, nessuno deve sentirsi estraneo al cuore del Signore. Carissime Santernesi e Ammonitesi, desidero far giungere a ciascuna famiglia, il mio augurio e incoraggiamento, in questo momento così difficile che deve farci sentire sempre di più solidali e uniti nelle prove.

Gesù viene a noi ogni istante e porta con sé una luce, capace di illuminare tutti i giorni e tutte le notti, in cui scorre la vita quotidiana delle nostre famiglie chiamate a trasformare la propria vita in una pagina di Vangelo.

Carissimi, la mia preghiera in questi giorni invoca la visita di Gesù nella vostra casa e nella vostra vita, perché ogni gioia sia compiuta, ogni pena sia consolata, ogni peccato sia perdonato nell’abbraccio della riconciliazione, ogni desolazione trovi pace, ogni incertezza sia presa per mano e condotta alle decisioni sapienti La parrocchia ci ricorda che la Parola di Dio fatta e desiderate, ogni distacco si rassereni nella carne in Gesù, si fa’ vangelo di salvezza e di gioia speranza della vita eterna. per ogni famiglia, per ognuno. Con grande affetto e con gli auguri più belli vi Gesù viene per ricordarci che è l’Emmanuele, il benedico nel Signore. Dio con noi e per noi. In Lui Dio si fa accoglienza il vostro parroco Don Matteo Laslau Ogni giorno le famiglie sono impegnate, con il loro quotidiano, a scrivere, vivere e gioire, faticare e servire un segno dell’amore di Dio in mezzo a noi. Certo non mancano contraddizioni e momenti oscuri ma in tutte sicuramente rimane accesa la sete di felicità vera e piena.


Incontrare Gesù...

Gruppo “Giovani in Cammino”

a

Ravenna

animatore è per me, oggi, qualcosa di assolutamente naturale ed irrinunciabile a cui mi sento chiamato dal mio essere cristiano. Ma io non ho sempre frequentato la parrocchia, anzi, ricevuta la Cresima, avevo decisamente abbandonato la vita di Chiesa, complici il disinteresse in famiglia e nel gruppo di amicizie che avevo ma anche e soprattutto il fatto, me ne rendo conto ogni giorno di più, di non aver incontrato realmente Gesù. Soltanto l’incoraggiamento, l’accoglienza, l’amicizia e l’amore che alcune persone, qualche anno più tardi, mi hanno donato sono riusciti a farmi incontrare Gesù e mi hanno portato ad essere quello che sono oggi.

Ci ho riflettuto diverse volte in questi anni: questa è la mia storia, ma potrebbe essere ed è - ne sono convinto - quella di tanti giovani della “Elisabetta, parlo io o fai tu?”. “E quei due mia età... “E allora - mi sono chiesto - posso io fare ragazzi laggiù... che dici, ci proviamo?”. qualcosa di più di quanto non stia già facendo?”. Elisabetta è la ragazza, con già alle spalle una Beh, un’altra ragazza, di nome Elisabetta partecipazione ad “Una Luce nella Notte”, (coincidenze!), una sera mi parla di “Una Luce conosciuta alla GMG di Madrid, nel 2011, con cui nella Notte” come dell’occasione per fare il “salto” ho avuto il piacere di condividere questa singolare ed io...decido che: “Sì, è giunto il momento di esperienza: uscire una sera in strada, avvicinare “saltare” e, perché no? di uscire in strada ed invitare giovani nostri coetanei e fare loro la tanto bella altri giovani, che non conosco, ad incontrarLo!”. quanto spiazzante proposta di incontrare Gesù. Non vedo l’ora Dove? Nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, quest’estate! all’angolo di Piazza del Popolo, appositamente aperta ed allestita per l’occasione, al cui interno altri ragazzi come noi li avrebbero accolti, portati davanti a Lui, accompagnati con la preghiera e col canto e dove alcuni sacerdoti, assieme al nostro nuovo arcivescovo Lorenzo, sarebbero stati disponibili, qualora ne avessero sentito il bisogno, per un dialogo personale o per il sacramento della Riconciliazione. Non credo di poter riuscire ad esprimere a pieno ed in poche parole l’intensità, la bellezza e l’utilità, non solo per le persone che ho incontrato ma anche e soprattutto per la mia vita di fede, di questa esperienza di evangelizzazione di strada anche se ho voglia di provarci. L’impegno in parrocchia come catechista ed

di

ripetere

l’esperienza,


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Da Madrid di Federica Boschi

a

Rio,

una

Scelta Difficile

L’invito del nostro ormai vescovo emerito Giuseppe e del papa, anch’esso emerito, Benedetto, era chiarissimo, mancava solo dare il mio personale consenso e accettare. Dopo molti pensieri e molti interrogativi: “è una buona cosa andarci senza il mio gruppo? Ne sono convinta veramente?”, la mia risposta è stata affermativa pensando che, se il Signore mi aveva offerto questa opportunità, come avrei potuto rifiutare per poi pentirmene in seguito. Eccomi qui, allora, a fine Maggio, a pochi giorni, ormai, dalla partenza ancora più carica e pronta.

Mille sono le cose nuove: un paese mai visto, un nuovo gruppo d’avventura, un nuovo papa, un nuovo vescovo. Sono tantissime, questo è vero, ma sono già convinta che questa è la scelta giusta La Giornata Mondiale Giovani a Madrid, nel anche se, come andranno quei 13 giorni da vivere 2011, è stata un’esperienza fantastica e allora, tra i poveri di Rio, lo scoprirò solo vivendoli, perché non ripeterla con l’edizione del 2013 a facendo un bilancio dopo, al mio ritorno. Rio de Janeiro? La mia mente sa già che sarà un’avventura fantastica e irripetibile, basta solo non aver nostalgia di casa e una fede enorme nel Signore!

A Fognano

con il

Gruppo Medie

di Linda Amaretti e Nicola Valgimigli Anche quest’anno si è ripetuto il consueto appuntamento di Fognano, che ha visto impegnati circa 180 ragazzi delle scuole medie di Piangipane, Mezzano e Sant’Alberto, in una splendida fine di settimana, ospiti del convento delle suore del paese. Durante questi due giorni i ragazzi, che già frequentavano l’ambiente parrocchiale, hanno avuto modo di approfondire la propria fede, mentre per tutti è stata un’occasione per

incontrare Dio. Due giorni all’insegna di giochi di gruppo, divertimento e preghiera che, stando ai commenti emersi durante il soggiorno e dal numero sempre crescente delle adesioni, hanno coinvolto i ragazzi che si sono divertiti e hanno apprezzato l’organizzazione dell’iniziativa. Ci auguriamo, perciò, che gran parte dei ragazzi presenti a Fognano ci segua al campo estivo, che si svolgerà ad Aosta, dal 20 al 27 luglio.


Ciao, Siamo “Quelli

della

Terza...”

di Alice e Giulia Ciao, noi siamo il gruppo di Terza Media di Santerno e dintorni e vorremmo spiegarvi che cos’è il “Gruppo Medie” e cosa facciamo, noi ragazzi, in parrocchia, quando ogni sabato, alle 16.30, ci incontriamo per stare insieme, giocare, parlare e per scoprire insieme quale sia la strada giusta per avvicinarci a Dio.

Quest’anno eravamo quasi 200 fra ragazzi e animatori! È sempre una splendida occasione per conoscere nuove persone e imparare insieme con altri ragazzi e agli animatori a non avere paura di seguire Gesù.

Così, tutti gli anni i ragazzi delle classi delle scuole medie di Mezzano, Piangipane e Sant’Alberto possono partecipare all’uscita a Fognano, (in un ex convento nei pressi di Faenza) dove si svolgono attività in gruppo, giochi di squadre e incontri.

Tutte queste attività, unite agli incontri abituali del sabato pomeriggio, ci permettono di conoscere a fondo vecchi e nuovi amici, compagni di viaggio con cui percorrere il nostro cammino umano e di Fede!

Mentre l’uscita a Fognano è di soli due giorni, il Campo Medie dura una settimana e, secondo noi Oltre agli incontri del sabato ci sono degli ragazzi, è una delle esperienze più divertenti ed appuntamenti che contraddistinguono il nostro istruttive. percorso: come il “Campo Medie”; la “due giorni” Si vive insieme, s’impara a condividere, di Fognano; l’uscita diocesana del post cresima camminare, crescere, aiutarsi nelle difficoltà, a Torino e la Giornata del Post Cresima. divertendosi e maturando!


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e

Noi, “Quelli

della

Prima...Superiore

di Federica Boschi Ciao, siamo i ragazzi di prima superiore. Il nostro cammino, un viaggio verso Gesù, è cominciato tre anni fa. In questi anni abbiamo vissuto varie esperienze, ma quest’ultimo è senz’altro quello che ci ha cambiato maggiormente. Il sabato pomeriggio, quando ci ritroviamo tutti insieme in parrocchia trattiamo e discutiamo di argomenti quali: le relazioni con le persone, la fede, la preghiera, il vangelo e molto altro. Dalla fine dell’anno scorso abbiamo creato su Facebook un gruppo in cui a turno ogni giorno pubblichiamo il Vangelo e sotto inseriamo una piccola preghiera personale da condividere con tutti i componenti. Pensiamo sia un’esperienza positiva perché in questo modo ci avviciniamo quotidianamente alla Parola del signore ed approfondiamo il nostro rapporto con Lui. Durante l’anno abbiamo fatto anche alcune uscite tra cui il pernottamento a Dovadola. In questo momento di ritiro abbiamo affrontato temi come l’amore e la sessualità e non sono mancati momenti di svago e di divertimento. Nel corso dell’estate, per non perderci di vista, abbiamo in programma di andare tutti insieme a Mirabilandia, partecipare alla Giornata Mondiale dei Giovani a Milano Marittima ed anche vivere insieme ai più grandi il Campo Superiori!

La “Sfida”

gli animatori di “seconda” - Enrico, Giulia e Federica Da sabato 6 ottobre 2012, è iniziato per noi un avuto l’occasione di legare ancor più profondi nuovo cammino verso Dio. rapporti con i ragazzi e di stringere forti legami di amicizia e di fiducia, che ci hanno permesso di Ci è stata lanciata la sfida di seguire e animare il aprirci gli uni agli altri. gruppo di circa dieci ragazzi di seconda media. Questa nuova esperienza ci ha fatto crescere Fin dall’inizio, i membri del gruppo, hanno come gruppo ma anche come individui. dimostrato il loro entusiasmo nel partecipare agli incontri e alle attività proposte. Ovviamente, questo cammino non finisce qui! È Durante quest’anno passato assieme, abbiamo soltanto l’inizio di un diverso e nuovo percorso avuto l’occasione di partecipare a diversi che continuerà col campo medie 2013 eventi, organizzati dalla diocesi e dalla nostra Sempre verso Gesù! parrocchia. Uno dei nostri appuntamenti fissi è “il gruppo” del sabato pomeriggio, dove ci troviamo per giocare e per condividere le nostre varie opinioni sulle diverse tematiche affrontate. Fra le più importanti si annovera l’amicizia; la Chiesa con la “C” maiuscola; cos’è per noi il gruppo e l’importanza del vivere a pieno la propria appartenenza al gruppo. Fra le esperienze che più hanno segnato il nostro percorso è stato sicuramente il pernottamento a Longana. Con quest’uscita di due giorni abbiamo


Camminando Insieme

animatori e i giovani delle superiori CAMMINARE, EDIFICARE, CONFESSARE… sono questi i verbi che Sua Santità, Papa Francesco, ha utilizzato all’inizio del suo pontificato per indicare la via della Chiesa oggi, nonché le linee guida adottate al pieno dal nostro fantastico gruppo superiori.

a

Livello Superiore

giovani delle Sentinelle del Mattino presso la parrocchia del S.S Redentore di Ravenna. Un’ iniziativa straordinaria che ci ha permesso di toccare i più svariati argomenti “caldi” in questione oggi tra Scienza e Fede come l’esistenza di Dio, la discendenza dell’uomo dalla scimmia, la Chiesa e le varie chiese, il controllo dei mezzi I “grandoni” della parrocchia, giovani ragazzi di informazione di massa, la scelta della propria dalla seconda superiore in su, sono oggi un sessualità e molto altro. gruppo affiatato e ben volenteroso di proseguire nel Cammino…sì , con la lettera maiuscola perché Il Café Teologico è stato per noi continuo motivo il Cammino che hanno scelto di intraprendere è di riflessione che ci ha permesso di confrontarci accompagnato da Colui che viene di seguito nelle e imparare mettendo in gioco la nostra fede e le nostre conoscenze senza timore di giudizio o parole di Papa Francesco ossia proprio Gesù! imbarazzo insieme a molte altre persone presenti È con lui che abbiamo scelto di camminare, nel pubblico. Speriamo vivamente che anche il edificare e di testimoniare. Per farlo, una prossimo anno si possa ripetere questa brillante lunga lista di impegni ci ha visti partecipi serie di incontri serali dove la cultura, la scienza durante quest’anno. Quello che ci ha coinvolto e la fede si fondono armonicamente insieme. maggiormente è stato l’appuntamento fisso del Negli altri venerdì sera dell’anno abbiamo venerdì con il Café Teologico, organizzato dai partecipato a diversi incontri di formazione e


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crescita spirituale attraverso veglie di preghiera Da allora ho deciso di voler frequentare e e condivisione, molti dei quali hanno coinvolto partecipare ai vari incontri, tra questi il caffè tutti i giovani della Diocesi di Ravenna. teologico. È stata una bellissima esperienze che non scorderò facilmente e che consiglierei Ovviamente il resto degli incontri settimanali a molti. Sono sicura che continuerò a trovarmi è stato poi vissuto a Santerno. Infine, nella bene in questo gruppo. Settimana Santa della Pasqua, insieme agli animatori e al Don, ci siamo “stanziati” in Davide parrocchia come ogni anno per Vivere al pieno Quando ho visto l’esistenza di tanti gruppi nelle ogni celebrazione e momento del Tempo Pasquale, diverse parrocchie della Diocesi, ho preferito non da soli, ma nella condivisione fraterna della Santerno per la vicinanza, ma soprattutto per le convivenza. persone che lì ho conosciuto e per le fantastiche Possiamo quindi considerarci un gruppo in iniziative organizzate! Cammino e in Crescita, che ha dato molti frutti La convivenza, gli incontri, le uscite… e come fino ad ora, ma che in futuro cercherà di darne dimenticare il Café Teologico?! Spero davvero di continuare in futuro questa sempre più rimanendo ed edificando…in Lui! meravigliosa esperienza perché ne è valsa davvero la pena!

Voci

di...

Dentro

Linda e Cecilia Silvia La convivenza in parrocchia è stata un’esperienza Diverse voci parlavano spesso della parrocchia stupenda, il condividere momenti di preghiera, di Santerno, così ho deciso di voler incontrare di svago ma anche di preparazione alla Pasqua il gruppo. Una sera, anche se arrivata un po’ stando assieme ha lasciato qualcosa nel profondo timorosa, sono stata accolta a braccia aperte. di ognuno di noi.


Un Modo per Crescere Insieme

Cecilia e Stefano catechisti di 4a e 5a elementare

Noi ragazzi del gruppo giovani della parrocchia, oltre ad essere animati e seguire un nostro percorso, ci impegniamo e dedichiamo a trasmettere, attraverso il catechismo, la nostra esperienza ai bambini e ragazzi. Ognuno di noi ha una propria classe di catechismo da seguire, ed una volta alla settimana ci incontriamo in canonica. Parliamo, discutiamo, leggiamo insieme, ma il gioco e il divertimento non mancano mai, sia attraverso un semplice pallone, una “strega in alto”, o una bella canzone accompagnata dalla chitarra! Inoltre affrontiamo diversi argomenti, dalle letture, video, a temi più differenti di attualità, come l’elezione del nuovo papa. Sinceramente, come catechisti e animatori, il catechismo lo riteniamo non una semplice ora di insegnamento, ma qualcosa di più: è un sommare di emozioni, sorrisi, che ci aiutano a migliorare noi stessi e anche i ragazzi. E’ un dare a qualcuno qualcosa di importante e di vero. Lungo il percorso di quest’anno, infatti, abbiamo affrontato giornate in preparazione ai sacramenti vivendo momenti densi e pieni di fede! Speriamo, con fiducia, di continuare lungo questa strada sempre più numerosi!

Gruppo Famiglia Dopo anni di cammino con questa comunità di Santerno che il Signore mi ha affidato, dopo aver incoronato il sogno di avere un gruppo in cui crescere per i ragazzi di tutte le età, eccomi arrivato a farvi la proposta del GRUPPO-FAMIGLIA. Il GRUPPO-FAMIGLIA è rivolto: - Alle coppie giovani; a voi che siete alle prese con gli impegni e la gioia di una vita nuova, segnata dal vivere in coppia, dal dono dei figli… ma anche dalle fatiche del tempo presente e dalle varie mancanze: lavoro, assistenza corretta, luoghi educativi… ecc.; a tutte quelle coppie che hanno voglia di trovare nuovi amici, condividere con altre coppie le proprie gioie e fatiche; trovare consigli e aiuto; divertirsi insieme e vivere da Cristiani. Per aderire: Prendere contatto con il Parroco Don Matteo Laslau al seguente numero di telefono 0544.417025 oppure al numero di cellulare 347.7841174


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WWW... Ci Siamo Anche Noi

Redazione E’ ufficiale! La Parrocchia è approdata sul web con un sito tutto suo!

Considerando il fatto che negli ultimi anni internet è diventato sempre di più un mezzo col quale ci si informa quotidianamente su ciò che accade attorno a noi, perché non rimanere informati anche su ciò che accade nella nostra parrocchia! Si è vero ci sono gli avvisi domenicali e i volantini, però avere un mezzo d’informazione in più a disposizione non fa certo male e soprattutto ci permette di raggiungere molte più persone e far conoscere le nostre attività anche a chi non è propriamente della Parrocchia. Voi direte: bene, perfetto, ma come ci arrivo? E’ facilissimo! L’indirizzo è: www.parrocchiasansistosanterno.it potete cercarlo anche su Google digitando le parole chiave fondamentali “parrocchia san sisto santerno”. Diciamo che attualmente il sito è ancora in fase di costruzione anche se qualche cosa la si può già trovare come ad esempio il calendario con l’agenda parrocchiale, la liturgia di ogni giorno, gli orari delle celebrazioni e gli avvisi delle iniziative e degli eventi organizzati dalla Parrocchia. Ovviamente contiamo di ultimare il sito nel minor tempo possibile cercando di inserire quante più informazioni possibili tendendole aggiornate. Voi, intanto, visitatelo (ovviamente aggiungendolo nei preferiti) e non dimenticate di darci un’occhiata ogni tanto per rimanere aggiornati sulle novità e per visionare i nuovi contenuti che saranno progressivamente caricati. Se avete qualche suggerimento o segnalazione potete scrivere a questo indirizzo:

webmaster@parrocchiasansistosanterno.it

Ultimo, ma non per importanza, infine, ci piace ricordare che il sito è anche un modo IN PIù per partecipare alla vita della parrocchia e della Comunità. Uno spazio IN PIù di discussione dove esprimere pensieri, opinioni e intervenire nel dibattito. Ripetiamo, uno spazio IN PIù che non può e non deve sostituire i momenti comunitari di discussione, di confronto e, soprattutto, di preghiera, momenti fondamentalli per ogni buon cristiano che vuole crescere nella fede e nella volontà del Signore.


La Storia,

l’Attualità

le insegnanti dell’asilo parrocchiale

Se riflettiamo sulla scuola dell’infanzia e sul suo modo di configurarsi come realtà educativa, siamo consapevoli dell’evoluzione avvenuta nel tempo, nelle modalità di attenzione e di cura verso i bambini. Riconosciamo che oggi siamo molto orientati a favorire lo sviluppo e l’apprendimento in un ambiente ricco do stimoli e possibilità di interazione, che renda possibile potenziare ed espandere le esperienze umane, sociali, affettive, culturali di ognuno. I bambini di oggi, circondati da molti e differenti stimoli, appaiono più competenti sotto molti aspetti, ma avere tante informazioni non sempre significa capire il valore delle cose ed essere maturi emotivamente. I bambini hanno dei bisogni essenziali che noi adulti dobbiamo continuare a considerare: essere amati, accettati e compresi; avere, dai grandi, tempo per stare assieme per essere ascoltatie dialogare; ritrovare continuità e coerenza e anche dei giusti limiti che danno il senso della protezione e aiutano a muoversi con rispetto e correttezza nel mondo; sentire che l’adulto offre fiducia e stimola l’autonomia, che sa modulare richieste lasciando ampio spazio al gioco, sostenendo l’impegno.

La costruzione delle relazioni con gli altri e col mondo avviene, in famiglia, secondo una pedagogia fondata sul contatto, sull’imparare facendo “insieme” alla mamma e al papà. Nella scuola dell’infanzia il processo di apprendimento prosegue e si specifica; non si ripete la vita della casa ma si tiene conto che l’attenzione dei bambini è più o meno centrata sul vivere quotidiano, su ciò che essi fanno. Dal confronto e dalla prosecuzione delle esperienze vissute, noi insegnanti possiamo iniziare il percorso di apprendimento con i bambini nella scuola dell’infanzia “San Sisto II” di Santerno dove sono presenti: Iria Minzoni, insegnante e coordinatrice didattica; Flora Di Canio, Antonia Loffredo, Federica Carnazza, Deborah De Stefani, insegnanti; Cristina Vaida, dada della sezione primavera e Anna Golfari, cuoca. La progettazione che abbiamo avviato in quest’anno scolastico si intitola: “Io con gli altri… a scuola, e non solo”. Questo progetto, focalizzato sul tema della pace, è nato per impartire un’educazione morale, un ambito nel quale la scuola cattolica di ispirazione cristiana riserva particolare attenzione e che deve tenere a formare “persone” che sappiano costruire e non distruggere e che abbiano riferimenti necessari per saper convivere in pace. “Il male fa soffrire e nuoce a

chi lo compie e a chi lo subisce”. Nella nostra scuola l’insegnamento della religione cattolica è una caratteristica irrinunciabile del progetto educativo e consiste, precisamente, nella qualità dell’insegnamento religioso integrato degli alunni secondo i principi evangelici. I principi educativi, dal principio del rispetto, alla motivazione ad apprendere, vengono promossi attraverso l’attiva-


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zione dei metodi dell’educazione attiva in ogni contesto. La scuola dell’infanzia è l’immagine di una comunità che si confronta col proprio futuro. Il nostro paese, infatti, investe molto per i giovani, si inizia con la scuola dell’infanzia e si prosegue con le attività parrocchiali, sportive, culturali, ecc…. per costruire il proprio domani. La collaborazione con le famiglie è fondamentale non solo nell’ambito scolastico, ma anche attraverso le diverse attività benefiche che si svolgono durante l’anno: la “sagra” del paese; il “mercatino delle meraviglie”; il Santo Natale; il carnevale; la settimana Mariana e tutte le altre feste organizzate in collaborazione. A questo punto ci sembra doveroso ringraziare Don Matteo, Mauro Perini e tutti coloro che continuano a sostenere con contributi e offerte la scuola dell’infanzia, dimostrandoci affetto, collaborazione quotidiana e sostegno in questa avventura formativa. Scuola dell’Infanzia - Bambini da 2 anni e mezzo ai 6 anni Quota iscrizione 35,00 € Quota mensile fissa 100,00 € Quota pasto consumato 4,50 € Sezione Primavera - accoglie i bambini dai 24 ai 36 mesi (è consentita l’iscrizione ai bambini che compiono i 21 mesi entro il 31 dicembre dell’anno in corso di iscrizione).

Quota iscrizione

35,00 €

Scuola dell’Infanzia - Tempi e Orari di funzionamento Orario scolastico dalle 8.30 alle 16.30 Orario pre-scolastico dalle 7.30 alle 8.30 costo aggiuntivo 16 € Orario post-scolastico dalle 16.30 alle 17.30 costo aggiuntivo 16 € Funzionamento dal 1° settembre al 31 luglio Sezione Primavera - Tempi e Orari di funzionamento Orario scolastico dalle 8.30 alle 16.30 Orario pre-scolastico dalle 7.30 alle 8.30 costo aggiuntivo 16 € Orario post-scolastico dalle 16.30 alle 17.30 costo aggiuntivo 16 € Funzionamento dal 1° settembre al 31 luglio


In Seminario per Maturare una Libera Scelta

di Raffaele Marchetti

po, capendo che proprio in quel corpo, a volte, c’è un’anima che soffre”: Volevo fare di più. Ecco, sì, direi che è in quel senso di inquietudine qualcosa in me è cambiato ed è cominciata una ricerca interiore per dare pace a questo sentimento, culminante poi nell’Eucarestia; credo che solo le parole di sant’Agostino possano esprimere ciò che sentii: “Tu ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro animo è inquieto finché non riposa in te”. Con il mio padre spirituale è cominciata quindi una serie di colloqui per verificare e comprendere cosa il Signore volesse indicarmi, conclusa con la richiesta al vescovo di entrare in seminario per iniziare il percorso di discernimento.

La scelta non è stata sicuramente semplice: ho dovuto rinunciare ad un’offerta molto promettente di lavoro, chiudere la relazione con la ragazza che a quel tempo frequentavo, limitare il tempo per le amicizie, ed altro; tutto per mettermi nelle mani della Chiesa, in obbedienza, per essere formato e per farmi maturare innanzitutto come persona, affinché la scelta finale sia libera, A settembre è ricominciato per me il seminario, riflettuta e cosciente. anzi a essere preciso il 2° anno di propedeutica, Tuttavia nell’anno passato, oltre che alle fatiche, in altre parole l’ultimo anno di un percorso foralle difficoltà e alle prove non sono mancate conmativo che si caratterizza per l’intensa vita spisolazioni, aiuti, incoraggiamenti, supporti ed afrituale affinché si possa compiere un sano discerfetto, soprattutto da persone che mai altrimenti nimento, attraverso l’approfondimento di una renon avrei né incontrato né conosciuto; posso dire lazione personale ed intima con Cristo. Ciò rende di aver allora sperimentato la bontà del Signore questo tempo prezioso. che: “Ciò che toglie con una mano, restituisce con Solo a guardare a due anni fa, prima che pensas- l’altra ma in un modo diverso e sempre nuovo, e si anche solo a fare questa scelta, mi sembra sia pieno”. passato molto più tempo, infatti, è negli ultimi Non posso quindi fare a meno di ringraziare tutanni che la mia vita ha preso una piega comple- ta la comunità di Santerno, che mi ha accolto ed tamente diversa, portando diversi cambiamenti in particolare i gruppi giovani che con pazienza nelle prove e nelle molte consolazioni. mi “sopportano” e continuano a fornirmi costanti stimoli di ringraziamento per il cammino intraLa scelta che ho fatto, è maturata in seno all’ampreso; ringrazio infine tutte quelle persone che biente lavorativo da fisioterapista dove ho iniziacon la loro preghiera sostengono questo cammito a rendermi conto che quello cui davo più peso no, mio e degli altri seminaristi. nel lavoro non era in sé la manualità, ma la relazione con la persona, fino a ritrovarmi in un sen- Grazie di cuore. so di inquietudine nascente dal fatto che oramai “non mi bastava più trattare solamente il cor-


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In Seminario per Maturare una Libera Scelta

di Edoardo Vaida Alin Con grande gioia, l’8 di dicembre 2013 la Chiesa di Ravenna-Cervia mi ha accolto, attraverso la candidatura, tra coloro che si preparano al ministero del diaconato e del presbiterato. Un grande evento, con il quale la Comunità mi accoglie in modo ufficiale tra coloro che si preparano all’incontro con il Signore nel dono totale della propria vita.

Ritengo che senza la preghiera della Comunità ogni “consacrato” sia più vulnerabile in quanto viviamo in un mondo dove la spinta all’individualismo e all’egoismo sembra essere sempre più forte e arrivino a negare i giusti valori umani. Abbiamo bisogno, quindi, della preghiera degli uni verso gli altri come sostegno e guida nel cammino verso il Signore per dare il giusto senso alla nostra vita, o meglio, accogliere il giusto Davanti al nostro arcivescovo, monsignor Loren- orientamento a cui il Signore ci ha chiamati. zo Ghizzoni e al mio rettore, Federico Emaldi, sotto il vigile occhio di don Matteo Laslau, il par- Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini e rocco e di don Francesco Vecchi, il vice rettore mi hanno sostenuto e che mi sosteranno fino ad del seminario di Bologna e di don Stefano Bucci, arrivare alla prima tappa del mio cammino. nostro compaesano si è celebrata la Santa Messa in cui ho risposto il mio “SI”, rinnovando il mio Con il cuore colmo di gratitudine verso il Signoimpegno di seguire il Signore a tempo debito nel re, il nostro Vescovo, i miei superiori e tutti voi prego affinché Vi sostenga e vi riempia di Grasacerdozio. zie. La Chiesa ha accettato il mio “SI”, riconoscendo la validità del cammino fatto finora, sotto la gui- Invochiamo dal Signore il dono di tante altre da dei miei formatori ed educatori invitandomi Vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita a proseguire la formazione: intellettuale, umana consacrata. Credo non vi sia gioia più grande di e spirituale necessaria per essere sacerdote di questa: servire Cristo in colui che è “il mio prosCristo nel dono totale della propria vita, a servi- simo”. zio dei fratelli. La celebrazione è stata intensa, le emozioni sono state grandi e l’affetto e la pre- Grazie santernesi. ghiera della Comunità mi ha sostenuto, insieme al calore degli amici. Sono consapevole che il cammino intrapreso non è un percorso solitario né facile ma una strada da compiere insieme agli altri per arrivare a dedicarmi totalmente al Signore, divenendo Strumento nelle sue mani per consentire a ogni membro della Comunità, che il Signore vorrà affidarmi, di adempiere alle sue promesse battesimali.


La “Novità”

di un

Papa Emerito

di Alessandro Bongarzone Siccome - per dirla con Flaiano - “la stupidità degli altri mi affascina ma preferisco la mia”, dopo essere stato costretto a leggere (ed ascoltare), per l’intera giornata dell’11 gennaio, il pensiero dei molti “vaticanisti” che affollano il nostro Paese, a quest’ora, almeno spero, mi si potrà perdonare se aggiungo qualche amenità, al pitìo pitìo dei molti “esperti”, sulle dimissioni del papa.

Non ho alcuna voglia, sia chiaro, di entrare sul terreno degli storici, degli psicologi, dei marxisti a corto di marxismo né, ancora, dei credenti della domenica e dei liberisti sotto assedio finanziario che hanno voluto vedere, nel gesto di papa Benedetto, quel che più si accomodava sui loro desiderata. Lungi da me! Quello su cui, invece, mi preme appuntare l’attenzione di “credente” è sulle opportunità che si aprono oggi, dopo “il gran rifiuto” di Benedetto XVI, davanti al popolo di Dio per il rinnovamento della Chiesa.

e tra gli Uomini al loro interno) al suo significato originario di servizio (“chi vuol essere il più grande tra voi si faccia servo di tutti”) voluto da Cristo stesso. Il teologo Ratzinger, insomma, si assume con la sua scelta “compiuta in piena libertà” il compito di desacralizzare la figura e la “funzione” del papa che, nonostante “l’incidente di Antiochia” avesse dimostrato doversi esercitare in forma “collettiva”, da secoli è, rimasta ingessata all’interno di un ruolo fintamente “sacro” che si voleva immune dai condizionamenti: dell’età, della malattia e della salute (anche psichica). Ben venuto allora questo gesto che vuole ricordarci, appunto, che il papato è una “funzione” più che una “vocazione”, una “elezione” e non una “consacrazione”. Un gesto “sovrano” che mette nelle mani del “Popolo di Dio” la possibilità di spingere per proseguire il percorso, che partendo proprio dalla volontà di Ratzinger di sottrarre il papato alla iconografia sacrale, proceda in quella riforma della Chiesa, auspicata da molti, primo tra tutti il compianto cardinal Martini, nel senso dell’approfondimento e dellarilettura della società e del mondo a cinquant’anni dalle scelte del “Vaticano II”.

La coraggiosa scelta di papa Ratzinger, infatti, secondo me, evidenzia vieppiù il significato di un gesto fortemente rivoluzionario, proprio per il valore simbolico che assume - lo dico con rispetto e senza doppiezze - sotto l’aspetto “desacralizzante” della figura del pontefice da sempre vista e vissuta (o meglio, fatta vivere) come una sorta Un approfondimento, dunque, che partendo prodi consacrazione a vita. prio dalla scelta che l’ex papa ha ispirato e che, Il gesto del papa, invece, nel suo “rifiuto” a pro- proprio per la complessità della nuova “situazioseguire in una mera ottica di potere, con pro- ne” che si è verificherà a conclusione del conclafondo senso del dovere, riporta la “figura” del ve di marzo (il primo dopo 600 anni senza “nopontefice (costruttore di ponti: tra Dio e l’Uomo vendiali”), spingerà il successore di papa Benedetto, a ricalibrare la sua “figura” a cominciare dal linguaggio e, speriamo, dall’esercizio delle sue funzioni. Non è scontato che avvenga ma, stante le sollecitazioni, il nuovo papa sarà chiamato anche a “chiarire” il concetto di “funzione vicaria” che il vescovo di Roma dovrebbe esercitare soltanto - come chiarisce il diritto canonico - in assenza di colui che esercita la potestà diretta e sovrana che, nel caso di specie, è Cristo stesso: capo del “Corpo Mistico”, presente nella Chiesa attraverso lo Spirito Santo.


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L’Importanza di chiamarsi Francesco di Alessandro Bongarzone

Quando lo scorso 11 febbraio, riflettendo dalle colonne di “Liberazione” sulle “dimissioni” di Ratzinger, presagivamo che nulla avrebbe più potuto essere come prima, ci affidavamo - ovviamente - soprattutto alle nostre speranze ma neanche lontanamente potevamo pensare fino a che punto potesse spingersi il “cambiamento” e, soprattutto, quanto presto questo sarebbe iniziato.

Avevamo ben compreso - senza meriti particolari (bastava soltanto riflettere, appunto, più che “straparlare”) - che il gesto di Benedetto XVI avrebbe costretto il suo successore a ricalibrare la “figura” stessa del papa “a cominciare - scrivevamo - dal linguaggio e, speriamo, dall’esercizio stesso delle sue funzioni”. Solo nei nostri sogni, però, potevamo immaginare la forza con cui il cardinale Bergoglio ha iniziato il suo ministero, irrompendo nella vita e nella tradizione della Chiesa come un ciclone.

telli e sorelle”; in quel “buonasera”, e nel successivo “buongiorno dell’udienza dell’indomani, c’è tutta la volontà di voler vivere il suo ministero senza sovrastrutture inutili quanto distaccate e asettiche. Ma, ancor di più, quei gesti evidenziano il senso vero che il cardinal Bergoglio vuole dare al suo ministero. Lo fa, anche in questo caso, con semplicità, evidenziando come i “signori cardinali, questa volta, per dare un Vescovo a Roma, sono andati a pigliarlo quasi alla fine del mondo”. “Vescovo di Roma”, dunque, formalmente eletto dai “parroci” della Città (visto che ciascun cardinale - per tradizione - è titolare di una parrocchia dell’Urbe) che assume la sua funzione di “guida della chiesa” proprio in quanto capo della Diocesi di Roma e Primate d’Italia. Ma soprattutto, per dirla con il compianto don Gallo - che da subito ha compreso “che questa volta lo Spirito Santo ha fatto un bel giro anche nella cappella sistina” - il suo chiedere “la benedizione al popolo” prima della “Urbi et Orbi” di rito, rappresenta il richiamo più bello al Concilio Vaticano II. “è come se il nuovo “pontefice” dicesse - affermava Gallo - attenzione io non sono il capo di questo vertice e... allora, datemela voi, il popolo di Dio, questa benedizione e pregate per me”.

Sconvolgente, poi, la scelta del nome. Un nome - quello di Francesco - che mai, dal 4 ottobre 1226, nessun papa aveva avuto il coraggio di adottare e che, invece, nella scelta dell’ex arcivescovo di Buenos Aires diventa: scelta di vita, In primo luogo con i gesti. Il suo rifiuto d’indos- programma di lavoro e di orientamento nel sare la croce d’oro, la mantellina e le scarpe ros- cammino che va ad iniziare. se - gesto delicato ma, non per questo meno for- Un programma che non vuol soltanto riportate - mentre rompe, riconducendola a realtà, con re “una chiesa povera, vicino ai poveri” ma che, un’immagine inutilmente sacralizzata da secoli proprio rifacendosi a Francesco d’Assisi, ascolta di gesti e paramenti sempre uguali a se stessi, le parole del crocifisso di San Damiano che, come segnala, ancor di più, la sua intenzione di te- 700 anni fa, invita tutti “a riparare la SUA Chienere ferma la sua scelta di vita, la sua scelta sa che va in rovina!”. di austera e dignitosa sobrietà e di vicinanza ai Così, il nuovo papa non aspetta un momento a poveri. ridisegnare il futuro della Chiesa tanto che, già E cosa dire della semplicità delle sue parole. In nella Messa d’intronizzazione (a cui papa Franquel saluto alla Piazza, per lui composta da “fra- cesco ha cambiato nome in “inizio del ministe-


“va

segue dalla 15

e ripara la mia

Chiesa...”

ro petrino”), ha lanciato al mondo il suo grido di aiuto perché “la vocazione a custodire non ri-

guarda solo noi cristiani ma ha una dimensione che precede, che è semplicemente umana e riguarda tutti. è il custodire l’intero creato, - ha proseguito papa Francesco - la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore”. Un gesto di umiltà che mette la Chiesa nella condizione di essere una “Comunità” in cammino, pronta a cambiare se stessa per cambiare il mondo insieme ad altri uomini di buona volontà a cui augurare “Pace e Bene”. In questo contesto, non è chiaro se papa Francesco, riflettendo sulle parole di un altro grande gesuita, il cardinal Martini, sentirà la necessità di convocare a Roma tutta la Chiesa per un nuovo Concilio. Ce lo auguriamo! Abbiamo la certezza, però, che se il suo agire sarà quello della dimensione comunitaria e di coinvolgimento del popolo di Dio, sia nel processo di rinnovamento che nell’annuncio della salvezza, forse la “Riforma” sarà nei fatti. è per questo motivo che ho lasciato in fondo la questione delle polemiche sulle presunte collusioni di papa Francesco con la dittatura militare alle quali voglio rispondere con le parole di Leonardo Boff, che lo ha definito “la Primavera dopo il duro inverno”. All’esplicità domanda di un giornalista, il francescano ha risposto: “Recentemente Pérez Esqui-

vel ha smentito che Bergoglio fosse complice della dittatura argentina spiegando che invece ha salvato tanti perseguitati dal regime militare. Quel che è certo - ha proseguito Boff - è che ha sempre preso la posizione dei poveri e degli oppressi anche nel suo stile di vita.Viene dal popolo e lo si vede anche nella sua azione pastorale. Su youtube c’è un video bellissimo di Bergoglio che parla del debito che tutti abbiamo verso i poveri perché la diseguaglianza è frutto di una società anti-etica e anti-umana. è il marchio registrato dell’opzione verso i poveri e contro la povertà”.


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Mons. Verucchi

in

Visita

a

Santerno

- dove erano presenti, non solo la Comunità dei credenti, ma i due Paesi, con in testa i rappresentanti delle “pro Loco” - il Vescovo è riuscito ad entrare a diretto contatto con le ansie e le preoccupazioni, le gioie e le attese della gente che, grazie al suo insegnamento, è stata confortata dal suo messaggio di speranza segno evidente della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace. Di questa settimana rimarranno, dunque, le parole di conforto che il vescovo ha avuto per gli ammalati e le facce stupefatte delle maestre dell’asilo parrocchiale sconcertate per l’esecuzione di un’Ave Maria, eseguita perfettamente dai bambini al “primo tentativo”, senza tentennamenti né stonature, dopo mesi di prove concluse in modo maldestro. Alla fine c’è scappata anche una lacrima! Un attimo, solo uno - tra i tanti momenti di commozione che hanno segnato la visita pastorale alle Comunità di Santerno e Ammonite - in cui il sentimento è stato troppo forte, evidenziando la comunione di spirito e i sentimenti di fraternità che S. E. mons. Verucchi è riuscito ad infondere nella settimana in cui è rimasto tra noi.

Ma resteranno, soprattutto, gli insegnamenti di mons. Verucchi, che hanno avuto il momento culminante nell’Adorazione Eucaristica e nella Lectio Divina di giovedì 4 novembre, in cui ciascuno dei partecipanti è riuscito a cogliere indicazioni concrete per vivere al meglio la sua fede.

Una lacrima che, segnando il viso di molti (don Matteo e lo stesso Arcivescovo), alla fine della S. Messa di domenica, ha reso evidente come il messaggio che il Pastore è venuto a portarci, sia stato recepito da una Comunità “viva e forte - come ha evidenziato il presule nell’omelia - sanamente orgogliosa” e che ora, proprio dalla visita pastorale, esce rafforzata e confermata nella sua missione. La visita pastorale, come era prevedibile, non è stata solo un semplice atto formale, previsto dal “Codice”, che pure c’è stato, fatto di numeri di battesimi, cresime o matrimoni. Grazie, dunque, anche al suo carattere aperto e accogliente, mons. Verucchi è riuscito a imprimere alla “Visita” il suo ritmo e il suo stile, trasformandola in autentico tempo di grazia e in un momento speciale d’incontro e dialogo tra il Vescovo ed il suo gregge. Dall’incontro con gli ammalati, a quello con il mondo del lavoro e, perfino in Assemblea

Partendo dalla provocazione - fatta a Gesù dai Sadducei - con la “fola” della donna che sposa in successione 7 fratelli, in ossequio alla legge mosaica del “levirato” - il vescovo si è lungamente soffermato sul “concetto di morte e resurrezione” a partire da quello che ne pensa il “mondo”,


“Manifestate

il

Signor

realizzerà - ha detto mons. Verucchi - ma a cui, sono certo, parteciperemo se saremmo riusciti a vivere pienamente questo “anticipo” di vita eterna a cui siamo stati uniti grazie al Battesimo”. Alla riflessione, poi, su quali siano le fondamenta su cui costruire la nostra vita cristiana, mons. Verucchi ha dedicato la prima parte dell’Assemblea cittadina, che si è svolta sotto il tendone della “sagra”, il venerdì sera.

sospeso tra superstizione, fatalismo e negazione, per passare ad analizzare le diverse ipotesi di “al di la” proposte dalle diverse confessioni: dall’ebraismo all’islam, dalle sette cristiane alle ipotesi di reincarnazione.

Un incontro partecipatissimo, che ha visto l’intervento di molte persone non “praticanti”, che hanno voluto raccogliere l’invito al confronto fatto dal parroco, Don Matteo Laslau, e che sono rimaste fin quasi alla mezzanotte, non solo ad ascoltare ma, anche, ad interloquire con il Vescovo. È stato bello vedere come, anche chi normalmente non frequenta la S. Messa e i sacramenti, si sia soffermato ad ascoltare l’insegnamento del Vescovo, su come costruire un “comunità” fondata sulla fraternità, l’amore e la solidarietà. Ma, ancor più toccante è stato vedere queste stesse persone partecipare al momento di preghiera con cui mons. Verucchi ha voluto concludere l’incontro.

Senza indulgere ad ipotesi inutilmente consolatorie né abusando di ampollosi escatologismi, S. E. ha additato, infine, la strada proposta da Gesù, la certezza - cioè - della nostra resurrezione che passa dall’essere già stati aggregati, grazie alla Il Vescovo ha parlato al cuore degli intervenuti sua incarnazione che ha portato nel mondo, qui indicando, con parole di saggezza, la strada per ed ora, una piccola scintilla: dell’amore di Dio, di costruire una comunità fondata sulla solidarietà che funziona perchè vengono messi in comune i doni, i diversi carismi - per dirla con S. Paolo messi gratuitamente a disposizione di tutti.

Portando quindi a riflettere sulla comunità dei primi cristiani, partendo dal testo degli atti degli apostoli (cap. 2, 42 ss.), il vescovo ha richiamato i credenti a seguire i pilastri della vita cristiana: l’ascolto dell’insegnamento degli apostoli; l’unione fraterna; la frazione del pane e la preghiera che, rafforzando la consapevolezza di essere comunità, rendono evidente l’azione di Dio nella storia e donano letizia e serenità ai suoi membri. Dalla partecipazione assidua alla S. Messa, mons. Verucchi, ha fatto partire la sua ultima riflesComunione Trinitaria e, perciò, di Vita Eterna sione che si è appuntata sull’errata traduzione alla pienezza della quale, “non so in che forma si “dell’Ite Missa est” in “la messa è finita” presente


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ore con la

Vostra Vita”

nel testo post conciliare. Un errore di traduzione che rischia di portare fuori strada “in quanto ha detto il Vescovo - l’invito ad uscire per annunciare il Regno di Dio avviene perché la “Messa È” e la comunione con Dio e tra di noi è la forza che deve servirci per manifestarci come cristiani. Per questo - ha affermato mons. Verucchi - io concludo sempre con l’invito ad andare in pace, manifestando il Signore con la nostra vita”. Un invito che, appunto, è arrivato puntuale come pre annunciato - al termine delle due Sante Messe, alle 18 del sabato ad Ammonite e il mattino della domenica a Santerno, con cui si è conclusa la Visita pastorale.

to - ascoltando il coro di Ammonite che eseguire l’Ave Maria che gli ricordato - ha confessato - di quando l’aveva ascoltata durante la visita a Nazareth. Poco prima, nel pomeriggio di sabato, il Vescovo si era intrattenuto con il coro che aveva esortato a pensare al canto come completamento della liturgia e non come momento a se stante. Ai componenti del coro S. E. - nel solco della migliore tradizione cristiana - ha richiamato il pensiero di Sant’Agostino, secondo cui “chi canta prega due volte” indicando il loro “servizio” come parte integrante della preghiera, uno strumento in più per agevolare la riflessione della Comunità. Subito dopo, mons. Verucchi, si è intrattenuto lungamente con gli studenti medi e Universitari. In mezzo a 60 ragazzi tra i 14 e i 25 anni, il Vescovo ha condotto una meditazione sui quattro pilastri della vita cristiana, vero cuore della riflessione di questa visita pastorale e con loro si è soffermato sul valore della “riconciliazione”.

Con un discorso carico di tenerezza, mons. Verucchi ha invitato i ragazzi ad avere coraggio, a temere - affrontando il cammino della vita - soltanto il peccato, unico vero inciampo nell’esistenza del cristiano a cui, in ogni caso, il Signore ha fornito lo strumento per riprendersi. Quel sacramento della “Confessione” a cui il Vescovo ha invitato a fare ricorso con assiduità, almeno una “Manifestate il Signore con la Vostra Vita”, dun- volta al mese. que, è stato l’invito con cui il vescovo si è con- Di altrettanta bellezza e tenerezza, infine, ci gedato dal suo gregge dopo aver dato vita a due preme segnalare: sia il dialogo del Vescovo con appuntamenti di preghiera intensi e commoven- i bambini, durante l’omelia della Santa Messa di ti per tutti. domenica, a Santerno sia, dopo il lungo applauMomenti che hanno concluso degnamente, “una so, al termine del rito, il modo così paterno con visita - ha detto don Matteo nel suo messaggio cui S. E. ha scelto di congedarsi quando, per ridi saluto - all’insegna della semplicità di una co- spondere, a chi gli aveva confessato di “essere munità che ha accolto il suo pastore senza inuti- entrato nei nostri cuori”, “Di non temere, anche li orpelli e senza fronzoli che avrebbero rischia- voi siete nel mio cuore!” to di confondere il senso vero dell’incontro” che, appunto, è stato incontro di cuori che non hanno avuto il timore di manifestarsi per quello che sono, anche commuovendosi. É stato bellissimo, così, vedere S. E. intenerirsi - la sera del saba-


Anniversario Facciamo

un pò di

della

Consacrazio

“Storia”

di Redazione (su dati forniti dall’archivista della Parrocchia sig. Paolo Piccini )

Quando Don Raimondo Zanini, prese possesso di questa parrocchia, il 3 agosto del 1947, la Chiesa altro non era che un cumulo di macerie e sterpaglie. Le truppe tedesche in ritirata, il 4 dicembre del ‘44, avevano fatto saltare il campanile distruggendo, in questo modo, tutta la Chiesa e parte della canonica. La prima preoccupazione di Don Raimondo, quindi, fu la riedificazione della Chiesa e così, mentre, nel frattempo, ogni funzione o Santa Messa, si “celebrava” nell’edificio affittato in via Degli Angeli, don Raimondo, ai primi dell’anno 1948, annotava sul suo diario: “Non si sa ancora quando si potrà avere la nuova chiesa”.

Il 3 marzo dello stesso anno, comunque, nonostante le macerie e grazie ai tendoni militari abbandonati dalle forze alleate alla fine della guerra, venne accolta a Santerno la sacra immagine della Madonna greca, alla presenza dell’allora Arcivescovo di Ravenna e Cervia, monsignor Giacomo Lercaro che successivamente, nel 1952, avrebbe assunto la guida della diocesi di Bologna. Passano, inutilmente, ancora 3 anni e sul suo diario del ‘51 don Raimondo riporta: “Qui a Santerno siamo ancora senza Chiesa mentre le pratiche per ricostruirla sono ancora presso il governo”. Una frase non ancora sconsolata e amareggiata come quella che, invece, il povero arciprete scriverà nel ‘53: “niente di nuovo per l’erigenda nuova chiesa” o nel successivo 1954: “più si va avanti, più diventa difficile avere dal governo il finanziamento per la nuova chiesa”. Nonostante tutto, però, don Raimondo non smette di “crederci” perciò: scrive; telefona; chiede aiuto anche se, anno dopo anno, è costretto ad annotare: nel ‘55: “Niente finanziamenti per la nuova chiesa” e nel ‘56: “...per la costruzione della chiesa ancora nulla di nuovo dal governo”. Fino a quando, sempre più amareggiato e deluso dopo aver ricevuto lo sfratto dai locali in affitto che funzionavano da Chiesa - tanto da essere costretto a celebrare per circa un anno in una stanza della vecchia canonica - nel 1957 scrive:

“Chi doveva interessarsi per la costruzione della nuova chiesa ci ha preso in giro, non è stato fatto nulla”. A dispetto di tutto, però, nei primi mesi del 1958 don Raimondo riesce ad iniziare la costruzione di un “teatrino” per il futuro asilo (che ancora non c’è) e, così, il 30 ottobre dello stesso anno inizia a celebrare nel nuovo edificio.


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ione della

Chiesa Parrocchiale

Quindi, finalmente, nel 1959 arrivano i sospirati finanziamenti e così, realizzato velocemente il progetto e proceduto alla gara d’appalto, vinta dalla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, il 5 dicembre 1960 iniziano i lavori di scavo e fondazioni, diretti dal capomastro Ezio Corbari di Santerno così come santernesi sono la gran parte dei muratori che con il loro lavoro

costruivano la Chiesa e il campanile del loro paese. è il 3 aprile del successivo anno 1961 quando viene posata la prima pietra alla presenza del nuovo Arcivescovo, monsignor Salvatore Baldassarri, di numerose autorità, tra cui l’allora ministro dei lavori pubblici, il ravennate, dottore (pediatra) Benigno Zaccagnini. Nel maggio del 1962 iniziarono i lavori per il nuovo campanile che verrà ricostruito sulle fondazioni - ancora valide - del precedente e nel pomeriggio di sabato 6 ottobre 1962 la nuova chiesa viene consacrata dall’Arcivescovo Baldasarri.

Cronotassi dei Parroci

don don don don don don don don don don don don don don don

Girolamo Bosi 1489 Ottavio Abbiosi 1571 - 1574 Girolamo Magni 1579 - 1606 Sebastiano Pasi 1606 - 1620 Pietro Diversi 1620 - 1665 Tommaso Contessi 1665 - 1699 G.Battista Curoli 1669 - 1734 Antonio Conti 1734 - 1783 Emiliano Emiliani 1783 - 1803 Pietro Giovannelli 1804 - 1828 Francesco Tarlazzi 1828 - 1892 Giovanni Lolli 1893 - 1947 Raimondo Zanini 1947 - 2001 Gianni Passarella 2001 - 2004 Matteo Laslau 2004 -

Il primo Parroco di cui si ha notizia è don Girolamo Bosi che il 15 novembre 1489 prese possesso della Parrocchia. Nel 1787 la Parrocchia di Santerno venne trasferita dalla Diocesi di Faenza a quella di Ravenna. In questo periodo, la popolazione (regolare) superava i 2000 abitanti ma comprendeva anche il territorio di Ammonite.


Anniversario Cinquanta

e non

della

Consacrazio

Li Dimostra!

dal “Resto del Carlino, 30 ottobre 2012” Sono molte le persone di Santerno, che lo hanno conosciuto, a cui piacerebbe - a 50 anni di distanza - vedere l’espressione di don Raimondo Zanini davanti alla sua Chiesa, quella per cui si è battuto per oltre 15 anni, negli anni della ricostruzione post bellica, rimessa a nuovo ed affrescata.

re ancora fino al 6 ottobre del 1962, per la consacrazione della “nuova” chiesa.

Da allora la comunità, che ha al suo interno una forte presenza di giovani, ne ha fatta di strada e la Chiesa ne è divenuta il “centro”: non solo per i credenti ma, anche, per tutti i cittadini che ne Un lavoro di valorizzazione della parrocchiale, certificano la validità e la funzione di sostegno, nella piccola frazione che spinge il confine di Ra- anche sociale, soprattutto in questa difficilissima venna fin sotto i comuni di Russi e Bagnacaval- fase nella vita d’Italia. lo, che l’ha resa uno splendore d’arte contemporanea, dove gli affreschi del maestro varesotto, Una funzione sociale che: dall’asilo all’assistenza Giancarlo Dallari, aiutano ad unire il vecchio al agli anziani, ai gruppi di studenti medi e univernuovo, portando alla devozione dei fedeli Ma- sitari che si occupano dell’animazione degli adodre Teresa e il beato Giovanni Paolo II, accanto a lescenti e dei campi estivi medie e superiori, realizza un compito fondamentale, molto spesso di Sant’Apollinare e San Francesco de Paola. surroga e di supporto alle competenze del pubChissà quali sentimenti proverebbe il povero blico, nella coesione sociale dell’intera comunità don Raimondo, lui che aveva preso possesso - il che, il 1° novembre, dello scorso anno si è stret13 agosto del 1947 - delle “macerie” lasciate dal- to – per festeggiare i 50 anni di vita della parrocla ritirata nazi-fascista, il 4 dicembre del 1944, chia - attorno al suo arciprete, don Matteo Latrovandosi, oggi, di fronte all’imponente “Cristo slau, arciprete della parrocchia dal 2004, che di pantocratore” che occupa tutta l’abside alle spal- questo progetto è il promotore e uno degli artefici le dell’altare maggiore oppure nell’ammirare lo maggiori. splendido “Battesimo del Giordano” che orna il La solenne Santa Messa d’inaugurazione, che è battistero? Probabilmente non reggerebbe alle stata presieduta dall’allora arcivescovo di Ralacrime ripensando ai sacrifici, suoi e di tutta la venna-Cervia, mons. Giuseppe Verucchi, è stacomunità santernese costretta, per anni, a cele- to il momento del ricordo e della riflessione ma brare l’Eucarestia in un edificio affittato di via anche, della gioia nell’ammirare gli affreschi del degli angeli. maestro Gianfranco Dallari che, con l’aiuto economico del sig. Enrico e consorte, per oltre due Dal gennaio del 1948, quando don Raimondo an- anni ha lavorato a valorizzare e ad abbellire la notava nel suo diario: “Non si sa ancora quando Chiesa parrocchiale di Santerno. si potrà avere la nuova chiesa”, ne passarono di Grande gratitudine, quindi, al pittore, a sua moanni e di delusioni. glie Giovanna (che ci ha sopportato e supportato Tra scartoffie e autorizzazioni che non arrivava- con affetto) e al sig. Enrico e Gabriella per l’imno; tra i soldi che non si trovavano (ad onor del menso dono fatto - tramite il “Don” - alla nostra vero ce n’erano davvero pochi) e gli aiuti del go- Comunità nel riaffrescare la nostra chiesa i cui verno sempre ad un passo dall’arrivare ma che, muri, adesso, “parlano”, come in una sessione di invece, mai si concretizzavano, fino alla posa del- catechesi, di episodi scritturistici e di santità. Un la prima pietra, il 3 aprile del ’61, a cui partecipò grande esempio di dedizione che gli amici di Vaun cinquantenne neo ministro dei Lavori Pubbli- rese - senza ricompensa alcuna - hanno messo a ci, il dottore ravennate (era pediatra durante la disposizione tempo, denaro e competenze a puro guerra), Benigno Zaccagnini, si dovette attende- titolo di amicizia con il “Don”


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Chiesa Parrocchiale

Orario delle Celebrazioni

Periodico della Parrocchia “San Sisto II p.m.” in Santerno via Santerno-Ammonite, 339 48124 - Santerno di Ravenna telefono e fax 0544 417925 cellulare parroco 347 7841174

Feriale

ore 7.00 - Santo Rosario ore 7.35 - preghiera delle Lodi ore 8.00 - Santa Messa

Festivo

ore 7.30 - Santo Rosario ore 8.00 e 10.30 Sante Messe

Lectio Divina ogni Mercoledì ore 20.30 Adorazione Eucaristica ogni giovedì dalle ore 15.00 Santo Rosario domenicale invernale ore 15.00 - estivo ore 15.30

Redazione: don Matteo Laslau, Germano, Miriam, Claudio, Alessi, Sara, Francesca, Nicola Progetto e impaginazione: di Alessandro Bongarzone


Battesimi

Prime Comunioni

2012 Covelli Vultaggio Miccoli Bondanini Barry Barry Magnosi Baldassarri Bivacqua Montalti Bencivenni Ferri

Christian Justin Sasha Sofia Marco Marco Sofia Leonardo Maria Celeste Nicole Fabio Paola Giulia

2013

Guido Reni, “Battesimo di Gesù”

Coatti Emma

Proli Davide Zanzi Matteo

Cresime

Barbanti Cenni Cravosio Valenti Fanti Polidori Monghini Pisaniello

Beatrice Beatrice Carlo Aurora Lucrezia Thiago Riccardo Miriam Serena Gaia

2012 Baciu Bassi Candelma Caon Chiarucci Dragoni Manenti Martuzzi Pasini Petrancosta Romascu Romascu Sessa Apadoni Tancredi

2013

Albani Albonetti Tiziano Vecelio, “Pentecoste” Balas Bianchi Enrico Capuano Palma Biro Casadei Federico Ferri Luca Frati Garcia Lorena Giardini Lorenzo Guardigni La Marca Ioseph Ghirardelli Sara Mazzotti Naldi Mattia Santi Denny Panzavolta Spada Valentina Tassinari Iacopo Timoncini Touzi Antonio Ulivucci Federico Vignudelli Ulivucci Feancesca Zauli Mattia Szuster

Gabriela Luca Nicola Martina Andrea Kathlyne Niccolo Simone Alex Alessia Corina Emilia Andrea Stefano Anna Giorgia Luca Emilia Alina Maria Giuseppe Matteo Luca Martina Ilaria Cristian Wladyslaw

Caravaggio, “Cena di Emmaus”

2013

Vultaggio Cassa Marangoni De Donato Mazzolani Mazzotti Mergotti Pattuelli Tassinari

Nikolas Michele Lisa Morena Anna Enrico Rebecca Luca Agnese

Mazzotti Asia Bilzoni Mattia Cassa Nicola Guidani Luca Macera Matteo Meucci Pietro Vinci Simone Meucci Sara Verlicchi Matteo Bassi Rachele

2012 Andreini Baldrati Blandino Bonfiglioli Dalla Casa Faraone Fusco Montanari Rambelli Savini Semprini Sintini Spadoni Succi Tamburini Tarfarello Tarfarello Timoncini Vicini Amadori Castellucci Gobbi Cicinelli Francesconi Guerrini Meucci Mengozzi Romaseu

Stefan Margherita Desireè Tommaso Loris Giulia Emanuele Marco Amelie Michela Leonardo Filippo Paolo Nicola Enrico Andrea Federico Marco Giacomo Luca Samuele Beatrice Francesca Anna Jonas Leonardo Valentina Stefan

Matrimoni

Petrarca e Roberto

Marco

Falconi e Vecchi

Nicola

Raffello, “Sposalizio della Vergine”

2012 Nicoletta

Jessica

2013

Dal Monte e Forcella

Lauro

Balducci e Balelli

Alessando

Floredana

Barbara


Il sisto 2013