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DUGENTA

PRO LOCO DUGENTA


Pro Loco DUGENTA

DUGENTA


DUGENTA è una pubblicazione edita dalla

Pro Loco DUGENTA A cura dei giovani del servizio civile 2007/2008 DI CERBO MARIAROSARIA FEDELE DOMENICO GRASSO ERICA

Si ringrazia particolarmente: Sellitto Gennaro e Marotta Agnese per il materiale iconografico La famiglia Ulino e Marotta Domenico per i racconti del fiume Volturno L’amministrazione comunale per la cronologia dei sindaci Di Cerbo Angioletto per le notizie riguardo il cinema Ciervo Bruno per aver ridato vita e memoria al pc che ha consentito la stesura

Stampa:

Finito di stampare nel mggio 2009

Senza il consenso degli autori e dell’associazione Pro Loco Dugenta è vietata la riproduzione anche parziale in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo digitale, elettronico e meccanico.


A chi desidera visitare questa terra. A chi di qui ci passa solo per caso. A chi in Dugenta vive, ma non la vive‌..


PREFAZIONE La guida “DUGENTA” è stata realizzata dai giovani del servizio civile nell’ambito del progetto VISITIAMO IL SANNIO il cui obiettivo generale è estendere le conoscenze dei propri patrimoni e la fruibilità di essi a tutta la comunità, ma soprattutto sviluppare nei giovani e giovanissimi la consapevolezza che le tradizioni costituiscono un bene e un potenziale di turismo culturale. E’ un lavoro organico e articolato che ha permesso ai giovani del servizio civile di “imparare facendo”, suscitando amore per il proprio paese. E’, inoltre, uno strumento di facile consultazione che raccoglie le peculiarità e le preziose testimonianze disseminate sul territorio con un paesaggio rurale, bello e suggestivo che può regalare al turista valori semplici della natura e dell’agricoltura e nello stesso tempo offre la possibilità di ripercorrere la storia e la cultura delle grandi civiltà.

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Il presidente Gerarda Mirra


INDICE

7 Vi presento Dugenta

Dati generali

p. 13

Itinerario Storico-Religioso • • • • • • • • • •

Cenni storici I resti di una storia Il Castello normanno svevo-angioino Il Palazzo Vanvitelliano I sentieri della fede La Chiesa madre La Cappella di S. Maria in Pesole La Chiesa di San Nicola La Chiesa di S. Andrea Ap. Recapiti

p. 14 p. 15 p. 16 p. 17 p. 18 p. 19 p. 19 p. 20 p. 20 p. 21


INDICE

8 • • • • • • •

Itinerario Economico La produzione di tabacco I nostri vini Le olive Le mele annurche L’allevamento di cinghiali La tradizione contadina e artigianale Le attività commerciali

p. 22 p. 23 p. 24 p. 25 p. 26 p. 27 p. 28

Itinerario Culturale • •

Da coltura a cultura Le associazioni culturali

p. 30 p. 31

Itinerario Naturalistico • • •

Le traversate nel Volturno Telecomunicazione e ambiente I percorsi nel verde

p. 32 p. 34 p. 35


INDICE Itinerario Enogastronomico • • • • • • • • • •

Le masserie Azienda agrituristica ‘A MASSERIA VECCHIA Azienda agricola MEOLI Azienda agrituristica FONTANA DEL CARPINO Azienda agrituristica LANZI Torre Gaia WINE RESORT Torre Gaia WINERY Ristorante - Pizzera La Bruschetta Ristorante - Pizzera da Pasquale Pizzeria da Aldo

9 p. 36 p. 37 p. 38 p. 39 p. 40 p. 42 p. 43 p. 44 p. 44 p. 45

Manifestazione ed eventi • • • • •

Le feste religiose Le manifestazioni della Pro Loco Feste e sagre La sagra del cinghiale Festa salsiccia e porchetta

p. 46 p. 47 p. 48 p. 49 p. 49


INDICE

1 Un confronto tra •

p. 50

Ieri e oggi

Eventi straordinari • •

p. 68 p. 69 p. 69

I 50 anni di autonomia La Madonna di Fatima

Curiosità • • • • • • • • •

Il cinema Il costume tipico Lo stemma I sindaci dall’autonomia ad oggi Cronologia dei parroci di Dugenta I cognomi più comuni Le strade più curiose I collegamenti ferroviari Contatti e numeri utili

p. 70 p. 71 p. 71 p. 72 p. 73 p. 74 p. 75 p. 76 p. 77


INDICE

1 Dove siamo p. 78

Bibliografia p. 79

Sitografia p. 79


VI PRESENTO DUGENTA Dati generali • • • • • • • • • • •

• • • • • •

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Abitanti: 2706 Denominazione abitanti: dugentesi Sup. urbana: 6 Km2 Sup. territoriale: 15 km2 Densità degli abitanti: 178 ab./km2 Altitudine s.l.m.: 55 m Distanza dal Capoluogo: 45 km Distanza da Caserta: 20 km Distanza da Napoli: 50 km Frazioni: San Nicola, S. Maria in Pesole Comuni contigui: Castel Campagnano (CE) Frasso Telesino (BN) Limatola (BN) Melizzano (BN) Sant’Agata dei Goti (BN) Cap: 82030 Prefisso telefonico: 0824 Codice ISTAT Dugenta: 062/027 Codice catasto: D 380 Santo Patrono: S. Andrea Apostolo Giorno festivo: 30 novembre


ITENERARIO STORICO-

Cenni Storici

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A

ccogliente cittadina alle porte del Sannio, Dugenta è crocevia tra la valle Caudina e la Telesina, la comunità del Taburno e Terra di lavoro. È situata in riva al torrente San Giorgio, affluente del Volturno. Sorta in una posizione pressoché equidistante dagli opposti contrafforti del Matese e del Taburno, Dugenta sembra quasi avere la funzione di un avamposto, di una sentinella posta lì per sorvegliare l’ingresso della valle. Questa posizione spiega la sua importanza storica. Il Toponimo si riconduce al numerale latino “ducenta” con probabile riferimento a iugera antica misurazione agraria, dalla estensione del suo territorio. Tuttavia diverse sono le ipotesi avanzate dai vari studiosi riguardo l’etimologia della parola Dugenta e della sua variante più antica Ducenta. Una prima ipotesi è quella espressa da Mons. Pasquale De Rosa, secondo cui Ducenta starebbe per duecento, ossia il numero degli abitanti che ripopolarono il luogo, precedentemente distrutto da un forte terremoto. Secondo lo storico Gleijeses invece, il toponimo Dugenta deriverebbe da duae gentes, in nome dell’unione avvenuta in questi luoghi tra i Romani e i Sanniti, durante l’espansione romana. Viene citata per la prima volta in un diploma dell’833 di Sicardo, principe di Benevento, con le seguenti parole: “ab uno latere via antiqua que venit de Ducenta”, per via antiqua si intendeva la via latina che da Roma conduceva a Benevento per Alife e Telese. E’ situata alle pendici del Monte Taburno in prossimità del fiume Volturno. Nel Medioevo è stato teatro di aspre lotte, specialmente nei secoli XII-XV durante la guerra tra gli Angioini ed Aragonesi. Nel 1648 nel castello angioino venne rinchiuso il Duca di Guisa catturato mentre fuggiva da Napoli. Esso appartenne a vari feudatari, quali i Sangro, i Gaetani, i Corsi. Nel 1734 Carlo III di Borbone passò per Dugenta col suo esercito di spagnoli prima di recarsi a Napoli. Il suo territorio fu teatro di aspri combattimenti tra i Borboni e truppe garibaldine nel processo di unificazione nazionale. Si ricorda in particolare la celebre battaglia del Volturno. Dugenta dopo l’Unità d’ Italia diviene frazione di Melizzano e nel 1956 Dugenta conquistò la propria autonomia.


ITENERARIO STORICO-

I resti di una Storia

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l visitatore che giunge a Dugenta può percorrere le tracce della sua storia visitando il suggestivo e accogliente il centro storico dove troviamo il Castello normanno svevoangioino, fondato intorno all’anno 1000, a scopo esclusivamente difensivo e l’Arcipretale di Sant’Andrea Apostolo dei primi secoli cristiani, con il campanile in tufo di epoca posteriore. Di fronte al Castello interessante è il palazzo Marotta o Vanvitelliano con le sue antiche cantine.

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ITENERARIO STORICO-

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Il Castello normanno svevo-angioino

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ondato intorno all’anno 1000, il Castello normanno svevo–angioino è sorto su una precedente fortificazione romana piena di trabocchetti e gallerie sotterranee ancora non esplorate del tutto, che lo collegano con i castelli vicini di Limatola e Maddaloni. Ricco di storia e di racconti leggendari che lo vedono protagonista di alcuni avvenimenti bellici e strategici fondamentali per la formazione del Regno napoletano. Fu donato da Carlo I d’Angiò a Guglielmo di Belmonte nel 1268. Fu costruito a scopo difensivo infatti sorse in posizione baricentrica, come fabbrica difensiva della Valle, nei pressi della confluenza del Calore con il Volturno. È appartenuto a vari feudatari quali Sangro, Gaetani e Corsi. Il complesso della struttura può essere definito come espressione dell’architettura militare: per il gioco dei volumi, l’articolazione degli spazi interni, la scelta del sito, che presenta una massiccia parete tufacea, sorgente dal torrente S. Giorgio, su cui si innesta la cinta muraria rivolta a Sud Est. Il castello di Dugenta dovette essere collegato mediante “ideali ponti aerei” con altre fortezze che si scambiavano segnali con fumate di giorno e fuochi di notte, secondo veri e propri codici per la teletrasmissione delle notizie, in particolare degli allarmi. Nelle lunghe notti invernali venivano, inoltre, praticati numerosi giochi. Oggi dell’antico maniero restano pochi ruderi, anche a causa delle demolizioni apportate nei decenni scorsi. Si possono apprezzare, tuttavia, ancora i tratti originari delle cortine murarie, in conci quasi regolari di tufo giallo e soprattutto l’alto basamento a scarpa, che, una volta, girava intorno alla fabbrica e rendeva i due piani nobili praticamente irraggiungibili dall’esterno. Attualmente è ancora visibile anche una delle quattro torri angolari cilindriche.


ITENERARIO STORICOIl Palazzo Vanvitelliano

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a sua costruzione fu ordinata nel 1734 a Luigi Vanvitelli da Carlo D’Angiò. Il palazzo, sorto in vicinanza del castello e del fiume S.Giorgio, è nato come postazione militare con delle scuderie per i cavalli e come rifugio dei cittadini dugentesi in occasione degli eventi

bellici dell’ultimo conflitto mondiale. Successivamente gli edifici furono adibiti a stabilimenti vinicoli con la costituzione delle “cantine vanvitelliano” in cui si producevano vini pregiati destinati al mercato del Nord Italia. L’edificio ha subìto nel corso del tempo una serie di notevoli rimaneggiamenti. Attualmente il palazzo consta di è formato da un piano terra e da un primo piano, le cui aperture, parzialmente modificate da interventi recenti, sono decorate da una serie di timpani mistilinei racchiudenti una decorazione in stucco di pregevole fattura. Sulla facciata destra dell’atrio, si trova un pozzo in pietra, parzialmente coperto, di linee settecentesche. Dal cortile, sul quale si aprono i locali di servizio del piano terra, una scala, originariamente coperta con volte a crociera, conduce agli appartamenti del piano nobile, consistenti in ampi vani coperti a volte. Sempre dal cortile si accede a tre grotte di lunghezza variabile. Oltre ai pregi intrinseci, l’edificio riveste un notevole interesse urbanistico essendo situato dirimpetto ai ruderi del castello medievale di Dugenta, insieme al quale concorre a qualificare il tessuto urbano.

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ITENERARIO STORICO-

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I sentieri della fede

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nserita all’interno del suggestivo centro storico di Dugenta si erge, quasi a protezione degli abitanti, l’Arcipretale di Sant’Andrea Apostolo dei primi secoli cristiani, comunemente battezzata dai dugentesi CHIESA MADRE . Spostandosi in altre zone il può visitare diverse chiese, ricche di storia passata e recente: la Cappella rurale di S. Maria in Pesole dotata di messale a stampa, la chiesetta di S. Nicola di Mira, e la moderna chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo in stile gotico moderno con l’annessa Biblioteca Parrocchiale.


ITENERARIO STORICOLa Chiesa Madre

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i stile semplicissimo, a navata unica, la Chiesa di S. Andrea, è una delle più antiche di tutta a Diocesi. È dedicata fin dalla sua consacrazione (1110-1112) a S. Andrea, patrono di Dugenta ma non è più chiesa la parrocchiale dal sisma del novembre dell’80. La costruzione è stata in passato oggetto di diversi restauri. L’esterno, dominato da un bellissimo campanile visibile da ogni angolo del paese, presenta una facciata con un affresco raffigurante l’apostolo della Croce, una gradinata in ciottoli e un antico portone in legno. Non è più chiesa parrocchiale dal sisma del 23 novembre 1980.

La Cappella di S. Maria in Pesole

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bicata nella fertile campagna dugentese è stata costruita da alcune famiglie e privati per venerare un’immagine lignea della Madonna assisa sul trono con il Bambino poggiato sulle gambe all’altezza del grembo, statua recentemente restaurata. La stessa denominazione “In Pesole” sta ad indicare Maria sopraelevata, in alto, Assunta in cielo. L’antica cappella rurale non aveva rendita e la messa si celebrava a spese dei massari.

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ITENERARIO STORICO-

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La chiesa di San Nicola

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i recentissima costruzione, progettata negli anni settantadall’architetto Scocca, in stile neoromanico, a forma esagonale è immersa nel verde in una frazione del paese. Al suo interno, accoglie la statua di S. Nicola recentemente restaurata, a cui i fedeli della zona sono profondamente devoti. Ogni anno all’inizio di settembre si svolge la tradizionale festa civile-religiosa in onore del Santo che prevede la suggestiva sfilata dei carri. La buona sistemazione del giardino e l’ampio piazzale esterno ne esaltano lo spirito vivo, predisponendola con forza a divenire meta festiva dei fedeli. Il primo parroco della locale comunità di S. Nicola è stato Mons. Romano Igino, sacerdote dugentese e predecessore dell’attuale parroco Mons. Renzi Ettore.

La chiesa di S. Andrea Ap.

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ell’anno 1966 fu messa la prima pietra. La costruzione alta 17 metri ( raggiunge la sua massima altezza all’ingresso) è dominata da due pareti in cemento armato che sostituiscono la cupola con un'unica guglia neogotica. Le navate laterali, molto più basse rispetto a quella centrale, contribuiscono ad esaltarne l’altezza. Grande, imponente, in stile gotico moderno con un suggestivo crocifisso in legno dello scultore Müsner. I dipinti dell’artista locale Valdelli raffigurano la natività, la crocifissione e la resurrezione. Particolare è la recente cronotassi degli arcipreti di S. Andrea Apostolo dal 1300 al 2007. La chiesa ha ospitato la Madonna pellegrina di Fatima nel giugno del 2003 e le spoglie mortali di Santa Maria Goretti nel febbraio 2008.


ITENERARIO STORICO-RELIGIOSO

Recapiti

Chiesa di S. Andrea Ap. INDIRIZZO Dugenta Via Stazione CELL 347 1320041 PARROCO Don Gennaro Barbieri

Chiesa di San Nicola INDIRIZZO Dugenta Via San Nicola TEL E FAX 0824 978082 PARROCO Don Ettore Renzi

Chiesa di S. Maria in Pesole INDIRIZZO Dugenta Via S. Maria in Pesole CELL 347 1320041 PARROCO Don Gennaro Barbieri

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ITENERARIO ECONOMIICO

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La produzione di tabacco

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n importante storico dell’architettura del secolo scorso diceva : “dimmi dove vivi e ti dirò chi sei.” si può aggiungere: “dimmi cosa produci e ti dirò come vivi e cosa pensi.” La vita di una comunità è determinata in massima parte dalle risorse del territorio e dalle capacità produttive di chi l’abita. Dugenta è un centro a vocazione prettamente agricola: per cinquant’anni ha valorizzato le risorse naturali della propria terra producendo tabacco. Oggi questa coltivazione è in forte calo per varie ragioni: la fine del consistente contributo comunitario, la produzione di tabacco in altre realtà geografiche a costi molto più contenuti, la lotta contro il fumo, la priorità conquistata da altre produzioni e colture. L’economia di Dugenta per tutti questi anni si è basata su questa produzione che non richiedeva particolari o speciali competenze professionali. Sebbene il lavoro richiesto, sia nella fase produttiva che in quella trasformativa, fosse faticoso, esso però non ha mai richiesto speciali competenze professionali, né corsi di formazione. Questa genericità di compiti ha dato a tutti facile accesso al lavoro: per alcuni decenni, dal 1960 al 1990, dal punto di vista occupazionale Dugenta è stata così, per uomini e donne, un’isola felicissima. Merita menzione il tabacchificio di Dugenta nato nel 1955 un anno prima che il paese conquistasse l’autonomia da Melizzano. L’attività nello stabilimento iniziò con la lavorazione del tabacco chiaro di varietà Bright; successivamente si introdussero altre varietà chiare: Burley e Maryland. Nei primi anni sessanta si avviò un nuovo tipo di attività: la produzione di tabacco sotto garza, una specie di serra che creava un clima caldo ed umido, quasi tropicale, idoneo a produrre quel tabacco leggero ed elastico, adatto ad essere usato per la fascia esterna dei sigari Avana. In quegl’anni così Dugenta raggiunse il più alto indice di occupazione e si classificò al primo posto in Italia e tutte le maggiori aziende manifattiere di sigari pregiati europee presero contatto con il tabacchificio di Dugenta.


ITENERARIO ECONOMICO ITENERARIO ECONOMIICO

I nostri vini

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ugenta è divenuta città del vino nel 2003. Già nel XVIII secolo, nel cortile del Palazzo Vanvitelliano erano presenti tre grotte di lunghezza variabile scavate nel tufo, inizialmente create sotto direzione di Vanvitelli al fine di allevare suini ad uso della casa reale, e successivamente

adibite a cantine. Con l’acquisto da parte dell’ing. A. Fucci , le grotte furono definitivamente destinate a stabilimenti vinicoli con la costituzione delle “cantine vanvitelliane”, in cui si producevano dei vini pregiati, come il noesis rosso e il charis bianco, destinati al mercato del nord Italia, che per molti anni ha apprezzato la bontà del prodotto delle terre sannitiche. Se si considera inoltre il ritrovamento, nei pressi del Volturno di strutture pertinenti ad una officina per la produzione di anfore vinarie, si deve supporre che la piana dugentese in passato abbia rappresentato un centro produttivo completo: viticoltura, produzione vinicola, creazione dei contenitori e organizzazione della vendita e del trasporto. Tra le attuali aziende vitivinicole di Dugenta troviamo l’azienda Torre Gaia, l’azienda agricola Meoli, la Cantina del Taburno, la Cantina Cinquelance di Tedesco F. e la Cantina Ciervo.

Le cantine vanvitelliane

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ITENERARIO ECONOMIICO

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Le olive

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elle zone collinari si ricorda la produzione dell’olio d’oliva. La raccolta avviene tra novembre e dicembre quando l’oliva ha raggiunto la giusta maturazione ed è tale da dare il miglior olio possibile. Il metodo tradizionale prevede la battitura delle fronde degli ulivi con bastoni, in modo da provocare la caduta dei frutti che poi si raccolgono a mano; una tecnica più moderna prevede l’utilizzo di abbacchiatori meccanici che scuotono i rami senza danneggiare la pianta e fanno cadere le olive su una rete predisposta a terra che permette poi di raccoglierle più rapidamente e con minore fatica. Non meno importante, al fine di ottenere un olio vergine esente da difetti, è il metodo di stoccaggio delle olive. L’ideale è che le olive vengano raccolte in apposite “cassette areate” in plastica, che queste cassette vengano conservate lontano da fonti di calore e che esse vengano “frante” nel giro di 18-24 ore dalla raccolta. La produzione dell’olio d’oliva si basa su processi di estrazione esclusivamente meccanici. In generale, la linea di produzione di un oleificio comprende cinque fasi fondamentali: molitura; estrazione del mosto d’olio; separazione dell’olio dall’acqua; stoccaggio, chiarificazione e imbottigliamento.


ITENERARIO ECONOMIICO

La mela annurca

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e alture di Dugenta si distendono verso la Valle Telesina. Attorno ad esse si possono rivivere, tra i rami degli alberi di loto e nelle file di mele annurche distese a rosseggiare, i ricordi di un’agricoltura ordinata che ha dato abbondanza a questa terra

fertilissima. Tra le colture di frutta certamente degna di nota è la mela annurca. È definita la “regina delle mele”per le sue peculiari caratteristiche estetiche ed organolettiche che contribuiscono fortemente a delinearne la tipicità. È un frutto piccolo di forma rotondeggiante, con epidermide rossa striata e presenta una polpa bianca, di consistenza compatta, dolce, succosa e aromatica. Contiene vitamina B1, B2, PP e C, potassio, fosforo, ferro, manganese, zolfo e cobalto. È altamente nutritiva, ricca di fibre, diuretica e particolarmente adatta ai bambini. Non matura sull’albero: la raccolta viene effettuata in autunno, quando le mele sono ancora acerbe e uno degli elementi fondamentali che caratterizzano questa coltura è l’arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti “melai”, un tempo coperti di strati di canapa detti “cannutoli” oggi sostituiti da aghi di pino e trucioli di legna. Viene spesso coltivata in aziende di piccolissima dimensione, talora in coltura promiscua, con ortaggi per la vendita diretta e viti.

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ITENERARIO ECONOMIICO

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L’allevamento di cinghiali

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n una strada di campagna (via S. Domenico) troviamo una sorta di fattoria dove vengono allevati -dalla famiglia Di Caprio- i cinghiali. Si tratta di animali simili ai maiali con la particolarità della testa a forma di piramide allungata, con fronte piana, proboscide spessa, dietro cui sporgono le forti e aguzze zanne. Le orecchie sono piccole e dritte, le zampe abbastanza corte, ma graziose, la coda arrotolata con lungo ciuffo terminale. Il corpo porta rade setole nere, con la punta gialla, che sul collo si drizzano in una criniera. Il colore generale è grigio cupo, perché la superficie della pelle è nera. I cinghiali sono animali cauti ed attenti, ma non timorosi, dal momento che molto confidano nella propria forza e nelle proprie formidabili armi. Dispongono di un udito e di un odorato eccellente, ma hanno la vista debole. Se non è molestato, il verro più robusto non tenta minimamente di attaccare l'uomo; affronta solo il cane, il suo più accanito nemico, tentando in ogni modo di nuocergli.

Nella stessa zona troviamo anche animali che fanno le uova dalle comuni galline ai colorati pavoni e si possono ammirare svariati quadrupedi come i conigli i cavalli i caprioli e i lama.


ITENERARIO ECONOMIICO

La tradizione contadina e artigianale

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nche se non più frequente come una volta, la cultura contadina è ancora ben radicata nelle famiglie dugentesi. Molti sono gli uomini che dedicano gran parte delle loro giornate ad allevare il bestiame al fine di ricavare prodotti destinati all’alimentazione propria e delle proprie famiglie, come carne, uova e latte. Diffusa è, infatti, la bovinicoltura: i contadini allevano bovini da latte e da carne, in stalle ereditate dai propri genitori o costruite da loro stessi e site prevalentemente nelle masserie di Dugenta o in periferia. I bovini da carne vengono cresciuti e successivamente macellati dagli stessi agricoltori, e venduti poi al macellaio che a sua volta rivende i tagli. Le razze bovine che producono latte, conosciute ai più come mucche, sono essenzialmente due: la Frisona e la Bruna; oggi come oggi il lavoro è molto facilitato grazie all’introduzione della mungitrice automatica. È presente in paese anche l’ovinicoltura che si sostanzia nell’allevamento delle pecore e delle capre, della pollicoltura, e della suinicoltura, conosciuta ai più come l’allevamento “dell’amico maiale”, pratica antichissima (pare che risalga al tardo periodo Neolitico) ma ancora diffusissima. Altri agricoltori si dedicano invece alla coltivazione del suolo, alla cura e alla raccolta delle piante coltivate: oltre alle già citate produzioni di tabacco, di viti e di ulivi troviamo la coltura di alcuni cereali come il mais, l’orzo e la segale. Un’altra pratica molto diffusa è l’orticoltura e la frutticoltura che non richiede grandissimo lavoro fisico e che permette di portare in tavola verdura e frutta di stagione, genuina, e di poterla consumare senz’altro con un alto margine di sicurezza. C’è chi invece coltiva frutta e verdura non solo per consumazione propria ma anche per rivenderla ai mercati e ai privati, come i fratelli Grasso. Otre a quello del contadino, si sono tramandati altri antichi mestieri: troviamo a Dugenta ancora qualche artigiano tra cui si annoverano vari falegnami, restauratori di mobili, diversi carpentieri, alcuni fabbri, dei vetrai, qualche imbianchino, dei ciabattini, diverse sarte, orafi, parrucchieri e barbieri. La nostra speranza è che i padri mettano ancora il loro sapere a disposizione dei propri figli, affinché questi mestieri non vadano scomparendo.

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ITENERARIO ECONOMIICO

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Le attività commerciali

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000 abitanti, un paese dalle piccole dimensioni. Tuttavia a Dugenta si può trovare tutto ciò di cui il cittadino necessita per vivere la propria quotidianità. Certo sono botteghe dalle modeste dimensioni, relazionate alla numerosità degli abitanti, ma variegate nel genere e nel numero. Il commercio che prevale è senz’altro quello alimentare: ciò si evince dai numerosi minimarket e botteghe alimentari. Sono presenti diverse macellerie in ognuna delle quali si possono acquistare tagli di “carni paesane” grazie ai contadini dugentesi che ancora praticano l’attività dell’allevamento. Chi invece non preferisce le pietanze a base di carne può surrogarle recandosi in pescheria o al caseificio. Il pane, cibo da sempre essenziale sulle nostre tavole; è possibile consumare pane fresco e suoi derivati nei vari panifici che offrono tanti altri prodotti come taralli, dolci secchi, brioche, rustici e pizzette. E per completare il pranzo, l’immancabile frutta, acquistabile nelle botteghe ortofrutticole, anche se molti dietologi sostengono che la frutta vada mangiata lontano dai pasti. A proposito di dietologi, per chi ha problemi alimentari, è possibile seguire un’adeguata dieta alimentare designata opportunamente da una dottoressa dietologa e nutrizionista dugentese. Ma il dietologo non è l’unico specialista che svolge attività a Dugenta: è possibile, infatti, eseguire anche visite oculistiche, dentistiche e pediatriche. Ritornando al mercato alimentare, per i più golosi sono disponibili diverse pasticcerie e numerosi bar, punto d’incontro specialmente per i giovani e i pensionati. Altro ritrovo per giovani e giovanissimi è la sala giochi. Oltre ai bar e ai circoli, troviamo alcuni tabaccai, ricevitorie e un’edicola.


ITENERARIO ECONOMICO ITENERARIO ECONOMIICO

29 Per il vestiario si annoverano vari negozi di abbigliamento di vario genere, d’intimo, di articoli sportivi e un atelier di abiti per sposi. È presente in paese anche una lavanderia. C’è poi uno spazio commerciale dedicato ai bambini dove si possono trovare -oltre all’abbigliamento- giocattoli di vario genere e articoli di cancelleria. Per gli accessori troviamo negozi di calzature, profumerie, gioiellerie e oreficerie, e un’ottica. Sono presenti due fiorai in uno dei quali è disponibile il servizio interflora che permette la consegna a domicilio di piante e fiori e la spedizione in tutti i paesi d’Italia. Numerosi anche i negozietti di articoli casalinghi, di elettrodomestici, di computer e accessori. Vi è inoltre una ferramenta. È presente anche il settore automobilistico, basti pensare all’auto salone o anche ai negozi di autoricambi, ai gommisti, agli elettrauto, ai carrozzieri, ai meccanici, ai rifornimenti di carburante e per finire alle varie compagnie di assicurazioni automobilistiche. Vi è poi una bottega, dove è possibile acquistare e riparare biciclette. A Dugenta ci si può rivolgere a tre agenzie immobiliari per affittare o comprare case. Chi invece vuole costruirle, può servirsi nel negozio di materiale edile o in quello di ceramiche. Fornita di grande clientela è la farmacia, che ha la particolarità di essere una delle poche a carattere veterinario e di avere un laboratorio galenico erboristico . E per gli animali e i terreni troviamo anche un negozio di mangimi e concimi. Oltre ai succitati prodotti sono messi a disposizione servizi e consulenze: tra i liberi professionisti di Dugenta eccellono avvocati, geometri, ingegneri e dottori commercialisti. E in ultimo -forse un po’ per scaramanzia- citiamo le agenzie di onoranze funebri.


ITENERARIO CULTURALE

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Da coltura a cultura

L

L’aviatore Pasquale Di Cerbo

Il parroco Don Pasquale De Rosa

a scuola è stata attrice della straordinaria trasformazione della piccola società dugentese, tesa a costruire con l’autonomia una propria identità. Alla scuola dobbiamo molto, allorché, aprendo le porte a strati sociali sempre più ampi, ha sconfitto l’analfabetismo. L’istituto comprensivo di Dugenta è intitolato a Pasquale Di Cerbo, l’aviatore morto in seguito ai bombardamenti. Tra i personaggi che hanno lasciato una traccia nella memoria ricordiamo il poeta Palmieri Enzo e il maestro Nicolella che ha innalzato il livello di scolarizzazione dei giovani di Dugenta e che vide i primi laureati. Una menzione particolare va all’arciprete Don Pasquale De Rosa che, come emerge dall’Archivio parrocchiale, è la personalità più importante che caratterizzò la vita religiosa, sociale e civile della prima metà del Novecento a Dugenta. A lui si deve la crescita religiosa della comunità attraverso la costituzione di scuole catechiste, del circolo giovanile dei Luigini, gli odierni chierichetti, delle figlie di Maria e Madri Cristiane, e istituendo nuove funzioni religiose che la comunità dugentese non conosceva prima, quali il Mese di Maggio- Ottobre– Giugno, l’adorazione, le novene, la meditazione quotidiana prima della messa. Fu il fondatore dell’Unione Popolare Cattolica e durante le guerre mondiali istituì un Segretariato Parrocchiale dei parenti dei soldati in guerra, mantenendo costante contatto con il Ministero della Guerra, con la Croce Rossa e la Segreteria di Stato Vaticano. A lui Dugenta deve inoltre l’ottenimento di un mercato settimanale, della caserma dei carabinieri, dell’asilo infantile, del medico condotto, della farmacia, della fontana con l’acqua potabile e della luce elettrica. Ma in cima ai pensieri del “prete sociale”, come testimoniano i suoi scritti, vi era la lotta per l’autonomia comunale.

Gli insegnanti della scuola elementare

Gli alunni della scuola elementare


ITENERARIO CULTURALE

Le associazioni culturali

L I L L L I I

a Pro loco

l Forum Giovanile ’ Agorà ’ A.S.D. Dugenta calcio ’ Atletica Dugenta

l Circolo sportivo il Calabrone

l coro parrocchiale Maria Cristina Brando

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ITENERARIO NATURALISTICO

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Le traversate e la pesca nel Volturno

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LO SCAFONE

IL LONTRO

l Volturno è, de con una lunghezza di 175 Km e un bacino esteso per 5.550 km², il principale fiume dell' Italia meridionale sia per lunghezza sia per portata. Nel medioevo Dugenta divenne famosa anche per la pesca, infatti il tratto del fiume Volturno che tutt’ora l’attraversa era molto pescoso. Dai registri della Cancelleria Angioina si viene a conoscenza della pratica della pesca dello storione, il più grande pesce d'acqua dolce e salmastra diffuso in tutta Europa, famoso per offrire carni pregiate e caviale. Degno di nota è l’importantissimo ruolo che svolgeva il tratto del fiume che attraversa dugenta: fino agli anni sessanta era possibile attraversare il fiume ed andare a Squille. A pensarci è curioso che un tratto di pochi metri a linea d’aria possa fare da confine tra la provincia di Benevento da quella di Caserta. Più curioso è pensare che solo quarant’anni fa per passare da un paese all’altro, per meglio dire da una provincia all’altra, ci si servisse di un tratto d’acqua e di una sorta di zatterone di dimensioni 4x6 mt, chiamata scafone. Questa imbarcazione, chiusa ai lati e aperta alle due estremità per permettere l’ascesa e la discesa, riusciva a trasportare grandi gruppi di persone e persino carri carichi di merci traspostati da buoi.


ITENERARIO NATURALISTICO

33 La maggior parte delle persone raggiungevano Dugenta per partecipare al mercato, per vendere e acquistare animali e prodotti agricoli. Fino ai primi anni sessanta il mercato di Dugenta che si svolgeva anche allora il mercoledì, era una sorta di grande fiera, essendo l’unico della zona. Lo scafone era un vero e proprio mezzo di trasporto pubblico e in quanto tale bisognava pagare una quota allo scafaro, proprietario e “autista” dello scafone, la quota prevista negli anni 50-60 era di £ 1000. Il primo ad avere questa idea e a concretizzarla tanto da farne un mestiere da tramandare da padre in figlio e una rendita per la vita fu un antenato della Famiglia Ulino. Un’altra barchetta di legno dalle dimensioni più modeste veniva chiamata lontro e riusciva a trasportare solo quattro o cinque persone. Il motore che faceva muovere le imbarcazioni da una riva all’altra del fiume erano le braccia umane, che si aggrappavano a una corda di acciaio collegata sulle due sponde e di portavano avanti. Giù al fiume si andava spesso a trascorrere la Pasquetta, ma anche d’estate a prendere il sole sui ciottoli.


ITENERARIO NATURALISTICO

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Telecomunicazione e ambiente

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l Consorzio Antares ha realizzato di recente a Dugenta la Stazione di terra Orbcomm per telecomunicazioni denominata “Dugenta Gateway”.

L’iniziativa rientra nel quadro degli investimenti per il PIT Protofiliere è stato promosso dalla provincia di Benevento, e dovrebbe consentire l’occupazione per un elevato numero di tecnici ed altre professionalità con un indotto di notevole interesse. La suddetta Stazione permette di fornire, sfruttando una rete di 29 satelliti geo-stazionari, una nuova tipologia di servizi della logistica dei trasporti grazie alla trasmissione di dati in tempo reale (o leggermente in differita), i quali a loro volta li riceveranno dai sensori piazzati su navi, veicoli a motore, e altri mezzi, ai fini del monitoraggio della logistica dei trasporti. Nelle foto è raffigurata la stazione satellitare di Dugenta specializzata nelle telecomunicazione. Nella foto in basso si può osservare il rivestimento in tufo per ridurre l’impatto visivo integrando maggiormente la struttura nel territorio. L’altezza è minore di un edificio di due piani.


ITENERARIO NATURALISTICO I percorsi nel verde

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ono previsti dei percorsi naturalistici per gruppi di turisti o per gruppi di scuole . Un primo percorso è sulla strada che conduce al fiume Volturno, ricca di vegetazioni e animali che pascolano. La strada del Frasso che conduce a via Lamia è ideale per lunghe e rilassanti passeggiate, in quanto poco trafficata da automobili, e spesso è meta di corridori. Un altro tragitto preferito dai podisti è la via San Domenico, la via Santa Maria in Pesole e la via Cavacone. Altri percorsi nel verde sono previsti in alcune aziende agrituristiche come lo sporting club di Torre Gaia luogo ideale per trascorrere intere giornate all'insegna dello sport della natura e del relax. L’azienda agrituristica A Masseria Vecchia prevede dei percorsi didattici sia per enti pubblici come le scuole sia per famiglie e privati. I percorsi sono otto: quello del latte, del pane e della pasta, dell’orto, dell’olio, del vino, delle piante, della carne di maiale, della corretta alimentazione. Prima di ogni percorso vengono forniti dei cenni sulla vita del contadino di ieri e oggi. Anche l’agriturismo Lanzi riceve gruppi di scuole ed ospiti, per una visita di poche ore o per soggiorni durante i quali si offre la possibilità di conoscere gli aspetti specifici dell’attività produttiva agricola, attraverso la visita alle coltivazioni, agli allevamenti e alle attrezzature agricole.

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ITENERARIO ENOGASTRONOMILe masserie

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testimoniare la vocazione agricola del paese sono anche numerose “masserie”.

Il manso, nel medioevo, era una divisione agraria e corrispondeva ad un appezzamento di terreno dato in affitto ad una famiglia di coloni, chiamati manenti per l’obbligo che avevano di risiedere sul fondo, o anche massari o massai, dietro pagamento di un censo per lo più consistente nella corresponsione di una parte di prodotti e nella prestazione di servizi e lavori personali. Oggi di quelle masserie rimangono antichi edifici rurali, che evocano gli usi e i costumi di un tempo e gli antichi sapori (infatti alcune si sono trasformate in agriturismo) e testimoniano altresì il duro lavoro dei contadini alle dipendenze dei baroni e dei duchi. L’attività agricola veniva infatti svolta dai coloni e dai massari ed era prevalentemente la semina con i buoi in pianura e lungo il percorso del fiume, le cui condizioni geomografiche erano tali da non permettere altre attività.

Le masserie si espandevano lungo la strada principale che collegava il territorio di San Nicola con la zona detta “Orcoli” e proseguiva lungo la direttrice di Frasso, per poi giungere nella zona di Squille fino al fiume Volturno. Lungo questo percorso si inserivano le masserie: quella dello Capitolo chiamata lo Piano nasceva poco distante dalla masseria delli Sassi in prossimità della chiesa di Santa Maria in Pesole; nella contrada “alli Fossi”, sorgeva la masseria dell’illustre Marchese di Chiazzo, G.Corsi Salviati. Tra le atre masserie ricordiamo la masseria Pozzillo proprietà di Torregaia; la masseria Campellone venduta da Perlingieri a Pisanti; la masseria Cusano attualmente di proprietà Buzzo costruita da due coloni; la masseria Lamia, ubicata su un costone tufaceo che collega la strada di S. Maria In Pesole e la strada del Frasso, di proprietà Marotta e Tebano; la masseria Germinesi, dotata di una cappella votiva, che affaccia sul fiume Volturno con vista panoramica su Squille di Castel Campagnano, già proprietà dei Renzi, appartenente attualmente a Cesare Antonio; la masseria Fossi, caratteristica per il passaggio pedonale a guisa di ponte, di proprietà Cice, Cesare e D’Amico; la masseria Viscusi Armando, edificata su tre livelli con veranda e con parco verdeggiante, posseduta attualmente da Giosuè e Michelino Viscusi; la masseria Vecchia, attualmente agriturismo di proprietà Di Cerbo Giuseppina in Stellato; la masseria Viscusi Giuseppe e Innocenzo, acquistata dal marchese Campos nel 1800 insieme alla cappella di S. Maria In Pesole, poi proprietà dei Merrone e infine di Viscusi; la masseria Selvolella, appartenete ai nobili Micillo, fu quartiere generale degli americani nel ‘45.


ITENERARIO ENOGASTRONOMIAzienda agrituristica ‘A MASSERIA VECCHIA

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u costruita a Sala di Dugenta nella seconda metà del 500 da uno dei tre fratelli Di Cerbo provenienti dalla Spagna e stabilitisi nella valle telesina. Fu poi acquistata due secoli dopo dalla contessa Banana, la quale in seguito ad un periodo di crisi, vendette la proprietà alla nobile famiglia Picone di Frasso. Alla fine del secolo scorso la casa e i terreni ad essa connessi tornarono di proprietà degli eredi Di Cerbo che la occupano tuttora. Nell’azienda, che si estende nella fertile campagna dugentese, gli ospiti possono sperimentare la vera vita contadina e possono trovare guide per visitare il circondario e fare passeggiate lungo il fiume Volturno. L’azienda utilizza esclusivamente prodotti tipici della zona. La pasta è prodotta in casa in varie specialità: curriuli, spiga, tagliarielli, scisciole, pacche, viccilli, pasta del pecoraro, cavatelli. Per quanto riguarda le carni si possono assaporare: arrosto di maiale alla frutta, arrosto di vitello al latte, tipiche brasate dugentesi (salsicce, capicollo, pancetta). I formaggi sono prodotti con latte delle mucche allevate in azienda. Il vino è prodotto internamente con procedimenti che ne garantiscono l’autenticità del sapore. Una curiosità è la cantina a damigiana con un cunicolo che la collega al vecchio pozzo, corredato dai classici lavatoi in pietra. Per il pernottamento sono disponibili cinque camere doppie con servizio privato corredate con terrazzini indipendenti che affacciano sulla ridente campagna e arredate in arte povera. A Masseria Vecchia è aperta tutti i giorni ad orari pasti sia a privati che ad enti pubblici per percorsi didattici.

INFO Stellato Andrea Via S. Maria Impesole, 12 82030 Dugenta (BN) tel e fax 0824 978252 CELL 347 / 1745184

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Azienda agricola Meoli

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’azienda Meoli ha un’estensione di circa dodici ettari di cui quattro di vigneto coltivato a Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Piedirosso, Aglianico,Falanghina e Uva di Troia. Si completa con un ettaro di oliveto situato nella rigogliosa terra dell’olio di San Lorenzo Maggiore. I vigneti sono coltivati seguendo le normative del PSR e la vinificazione avviene esclusivamente secondo i fondamenti enologici classici, basati su tecniche volte alla massima valorizzazione delle caratteristiche di pregio delle uve. Gli oliveti sono condotti secondo le regole dell’agricoltura integrata, la raccolta è effettuata in parte “brucando” le olive a mano sulla pianta. Per eliminare al massimi tempi morti tra raccolta e frangitura, si ricorre anche alla raccolta meccanizzata, in modo tale da preservare la sanità e l’integrità delle olive fino alla consegna al frantoio.Le cure colturali e la difesa delle olive e dell’uva dagli insetti vengono eseguite secondo tecniche ecocompatibili e controllate prima da noi e poi da Organismi specializzati.

INFO Meoli Alessandro via Cocola, 32 82030 Dugenta (BN) tel & fax 0824 978091 cell.347/5243581 cell.347/5243581 e-mail: info@aziendameoli.com sito web www.aziendameoli.com


ITENERARIO ENOGASTRONOMIAzienda agrituristica FONTANA DEL CARPINO

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ituato ai piedi del monte Taburno, tra vigneti ed uliveti, si trova un antico casale di campagna, risalente ai primi anni del “900, restaurato e trasformato nell’agriturismo “Fontana del Carpino”. I prodotti ricavati dal fondo aziendale, che si estende per circa quattro ettari, si trasformano in piatti dal gusto ineguagliabile che affondano nella tradizione di questa terra, riscoprendo antichi sapori. In azienda, inoltre, si possono acquistare i prodotti realizzati dalla stessa famiglia: la falanghina del Sannio, l’aglianico invecchiato in botte, l’olio extravergine d’oliva ottenuto da molitura a freddo. La prima garanzia della bontà di tali prodotti si fonda nella tradizione di una famiglia di viticoltori che da diverse generazioni nel rispetto del passato, ancora utilizza metodi artigianali di coltivazione e produzione. Il posto offre numerose occasioni di interesse e di svago in un territorio che comprende interessanti percorsi culturali nel centro storico di Sant’Agata dei Goti, le attrattive naturalistiche e storiche dei paesi della Valle Telesina, le acque termali di Telese, le testimonianze di cultura contadina nelle antiche cantine dove la produzione del vino ha radici millenarie. Fontana del Carpino mette a disposizione dei visitatori una veranda-giardino e un’ampia zona relax posizionata tra le vigne e l’uliveto per prendere il sole e far giocare i bambini in libertà e sicurezza.

INFO Via Fontana del Carpino 82030 Dugenta (BN) tel e fax 0823 957416 CELL 320 / 8528352 e-mail: info@fontanadelcarpino.it sito web www.fontanadelcarpino.it

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Azienda agrituristica Lanzi

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’azienda Lanzi, distante 1 km dal centro del paese, si estende in una verde vallata a 55 m.l.m. per circa tre ettari di superficie. La cucina agli “antichi sapori”, ha riscoperto piatti tipici della popolazione contadina del luogo. L’antipasto agrituristico è composto da circa dieci degustazioni di prodotti aziendali e dell’agricoltura locale, mentre tra i primi piatti primeggiano tagliatelle con funghi porcini, pacche e fagioli, fagioli con verdure, cannelloni, zuppa di fagioli con funghi porcini e zuppa alla contadina, tutti ottenuti con pasta fatta in casa. I secondi comprendono carni d’agnello da pascolo, maiale, coniglio, pollo, manzo, cinghiale, tutti cresciuti in allevamenti “estensivi” tipici della zona. La particolarità dell’azienda agrituristica Lanzi è la disponibilità della cucina senza glutine.

INFO via Lanzi, 11 82030 Dugenta (BN) tel & fax 0824 978225 cell.340/3952588 cell.340/3952588 e-mail: annamercogliano@virgilio.it


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41 L’azienda utilizza, per la preparazione delle pietanze, produzioni tipiche dell’agricoltura locale come l’olio extra vergine d’oliva di varietà “Ortice” e “Ortolana”, formaggi pecorini di “Laticauda”, pasta preparata con farina di grano duro, vino “Aglianico” e “Falangina” del Taburno. Anche l’agriturismo Lanzi riceve gruppi di scuole ed ospiti, per una visita di poche ore o per soggiorni durante i quali si offre la possibilità di conoscere gli aspetti specifici dell’attività produttiva agricola, attraverso la visita alle coltivazioni, agli allevamenti e alle attrezzature agricole. Tra le varietà di uva impiantate a filari ed a raggiera vi sono il Barbera, il Trebbiano, la Malvasia di Candia, ed altri ecotipi tipici della zona. L’ impianto di meleto di varietà “Annurca” è innestato su franco ed allevato a vaso aperto. Il meleto segue un programma di coltivazione “integrato” attraverso l’assistenza tecnica di un agronomo specializzato. All’interno dell’azienda vi è un’ esposizione permanente di quadri del maestro Luciano Barletta e del maestro Corrado Graniglia.


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Torre Gaia WINE RESORT

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orregaia è l’azienda che occupa un posto di primo piano nel panorama enogastronomico del paese: rappresenta una tappa irrinunciabile per l’enoturista che si reca nel Sannio alla scoperta di antichi sapori. Appartenente al circuito delle Dimore storiche della Campania e immersa in ben 113 ettari di vigne, la splendida villa padronale sorge alle pendici del Parco Regionale del Taburno, vantando il titolo di una delle aziende più belle di tutto il Mezzogiorno. Fu fondata agli inizi del 1900 dal dr. Federico Perlingieri che costituì una delle prime società di capitali della provincia di Benevento, la Società Agricola Sannite S.p.a., tuttora proprietaria della tenuta. Questa maestosa dimora nobiliare , immersa in un’atmosfera suggestiva, è stata completamente riportata agli antichi splendori e ristrutturata in perfetto stile Country House, per accogliere gli ospiti in ambienti raffinati ed eleganti che si affacciano sullo splendido paesaggio, ospitano conferenze, meeting, serate di gala e cerimonie. Sono inoltre presenti otto casolari distribuiti su tutto il territorio aziendale. Nel ristorante “Donna Giulia” si ricercano i piatti tradizionali che meglio esaltano l’eccellenza dei vini: paccheri ripieni con brunaise del Tirreno; astice al vapore in bellavista nappata con fumetto di crostacei”; scottadito di agnello paesano; babaronata con crema con cubetti di patate al rosmarino leggera a limone e zoccolo di scarola uvetta & pinoli. A Torre Gaia è stabilita la segreteria campana del Movimento Turismo del Vino, organo che si propone di disegnare una mappa del territorio vitivinicolo, individuando percorsi di interesse turistico, culturale e di rilevante tradizione gastronomica e promuovervi manifestazioni e convegni. Numerosi sono gli eventi di rilievo nel corso dell’anno come il Sannio Wine and Music Festival, la Vendemmia Notturna, Cantine Aperte, la festa del Novello. Nella splendida cornice di Torre Gaia lo Sporting Club è il luogo ideale per trascorrere indimenticabili giornate all'insegna dello sport, della natura e del relax.

INFO via Boscocupo, 11 82030 Dugenta (BN) tel 0824 978172 fax 0824 978337 e-mail: info@torreinfo@torre-gaia.it sito: www.torrewww.torre-gaia.com


ITENERARIO ENOGASTRONOTorre Gaia WINERY

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el 1985 fu inaugurato il moderno Impianto Enologico con la costruzione del moderno stabilimento che attualmente si trova al centro della tenuta, dove avviene la trasformazione delle uve negli eccellenti vini della fattoria. Già fin dai primi anni cinquanta, fu fra le prime aziende in Campania a produrre ed esportare vini fini in bottiglie da tre quarti di litro. Dopo un periodo di inattività durato circa dieci anni, la allora Società Agricola Sannite S.p.a. avviò un ambizioso programma di investimento che vide l’acquisto di nuovi vigneti. Oggi Torre Gaia è riemersa distinguendosi tra le aziende specializzate nel settore vinicolo è ciò è stato possibile attraverso la razionalizzazione degli impianti esistenti e all’introduzione dei metodi di lotta integrata a basso impatto ambientale per la difesa dei parassiti. Da una decina d’anni, circa venti ettari di vigneto sono destinati alla produzione biologica, regolarmente certificata dal Consorzio di Controllo per la Produzione Biologica. L'attenzione al progresso tecnologico si fonde con la cura per le antiche tradizioni, come testimonia la splendida bottaia: costruzione completamente sotterrata rispetto al livello di campagna che ospita botti in rovere di Slavonia di capacità diverse impiegate per la maturazione dei vini rossi in particolare dell’Aia vecchia. Torre Gaia produce un ottimo spumante a base di Asprinio, mentre il grosso delle uve prodotte va dal Sangiovese al Trebbiano Toscano, dalla Malvasia di Candia alla Falanghina ed Aglianico. Da qualche tempo, oltre all’inserimento di alcune vigne di Greco e di Fiano, si sono aggiunti vigneti di Merlot e Chardonnay. Ciò ha portato alla realizzazione di vini doc di grande pregio come l’Opera (Falangina doc), l’Elogio (l’aglianico doc), il Koinè (il Sannio Greco doc), il Gradualis Sannio Fiano doc e da quest’anno, il Cortinolfi (Solopaca Rosso Superiore) ed il Solis Pagus (Solopaca bianco Classico); ma il fiore all’occhiello dell’azienda è senza dubbio l’AIA VECCHIA 2000, una riserva di aglianico e Montepulciano. La cura che l’azienda dedica alla ricerca e allo sviluppo per il miglioramento della qualità dei prodotti è dimostrata dalla costante collaborazione con università ed istituti di ricerca,e dall’ottenimento della certificazione ISO9002. Negli ultimi anni l’azienda ha continuato a promuoversi attraverso la partecipazione a fiere e manifestazioni ottenendo numerosi riconoscimenti; si possono citare, tra gli ultimi, tre Gran Menzioni ricevute al Vinitaly 2003 ed il premio “Selezione del Sindaco”. L’azienda ha ricevuto inoltre la certificazione per l’accoglienza in cantina con il massimo riconoscimento: le cinque foglie d’oro; Nel punto vendita è possibile acquistare i vini della Fattoria Torre Gaia: aperto tutti i giorni, compresa la domenica, di mattina dalle 9.00 alle 12.30, di pomeriggio dalle 13.30 alle 18.00.

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Ristorante - Pizzeria La

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mmerso nel verde, ad un Km dall’uscita di Dugenta sulla Fondo Valle Isclero, il ristorante - pizzeria La Bruschetta gode di sale e di ampi spazi esterni, dove la propria clientela può assaporare i gustosi piatti della casa anche durante le serate estive. Tra le diverse specialità sono previsti l’antipasto della casa, la pasta fresca con porcini del Taburno, la tagliata fiorentina servita su pietra lavica, e dell’ottima pizza anche al metro. Aperto tutti i giorni anche a pranzo, tranne il martedì.

INFO via Fossi, 29 82030 Dugenta (BN) tel 0824 978028 CELL 334 / 82216940

Pizzeria da

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asquale

ttima anche a domicilio, la pizza di Pasquale, può essere degustata in sala o trasportata in appositi contenitori e riscaldata nel forno di casa. Le specialità del pizzaiolo sono la dama bianca, la primavera, la bianca al formaggio sardo, la dragon ball, la mimosa, la Carmen Russo, la completissima. Si può inoltre degustare l’antipasto della casa, il tutto accompagnato da ottimo vino. Aperto tutte le sere tranne il lunedì.

INFO via Campellone 82030 Dugenta (BN) tel 0824 978717


ITENERARIO ENOGASTRONOPizzeria da

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ldo

’ambiente rustico, situato al centro del paese, offre alla clientela numerose varietà di pizza al piatto e al taglio, preparate con abilità e maestria da Aldo: la trevigiana, la pizzaiola, la valtellina, la ghiottona, la pizza rapa, la contadina. e la pizza all’americana. Tra i servizi offerti vi è la consegna a domicilio. Aperto tutte le sere tranne il mercoledì.

INFO via Nazionale, 119 82030 Dugenta (BN) tel 0824 978573 CELL 334 / 82216940

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MANIFESTAZIONI ED EVENTI Le feste religiose

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e feste più antiche hanno carattere religio-

so. La più significativa ricorre il 30 Novembre: la festa padronale di Sant’Andrea Apostolo. Le altre feste religiose organizzate dalla parrocchia di S. Andrea Ap. sono quella di Sant’Anna il 26 luglio e la festa del Corpus Domini con la tradizionale infiorata in giugno. Di antichissima tradizione è la festa di Santa Maria in Pesole festeggiata il 15 Agosto e venerata con profonda affezione. Questa ricorrenza vede ogni anno il ritorno degli emigrati, soprattutto dalla Svizzera e dalle Americhe, per partecipare ai festeggiamenti. All’inizio di settembre la parrocchia di San Nicola organizza la tradizionale festa civile-religiosa in onore del Santo a cui i fedeli della zona sono profondamente devoti. La festa prevede la suggestiva sfilata dei carri che un richiamo per tutta la comunità di Dugenta.


MANIFESTAZIONI ED EVENTI Le manifestazioni della Pro loco

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a Pro loco ogni anno organizza varie manifestazioni e attività a carattere culturale. GENNAIO La giornata della memoria La Tombolata per la pace per i bambini con premi FEBBRAIO Il Carnevale dei bambini con la realizzazione di maschere storiche MARZO La Giornata della donna MAGGIO Il Camper donna GIUGNO La Giornata dell’anziano LUGLIO Il Campo scuola per bambini L’Estate Dugentese con le Serate al Borgo; La manifestazione Gli Antichi Sapori con cena nelle strade e nelle Masserie DICEMBRE Il Presepe vivente e il concerto di Natale che vede protagonisti i bambini delle scuole elementari; La mostra di presepi con premiazione Babbo Natale e lo zucchero filato La manifestazione Terre Antiche del Nocciolo

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MANIFESTAZIONI ED EVENTI Feste e Sagre

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ross Trofeo Torre Gaia gara campestre regionale FIDAL (gennaio-febbraio);

antine aperte (ultima domenica di maggio); esta salsiccia e porchetta di cinghiale (maggio-giugno);

esta della Repubblica (2giugno) . comune

esta della pizza (giugno);

ara podistica regionale di 10 Km (giugno);

agra dei prodotti tipici (S.Maria Impresole, inizio agosto);

alici di stelle (10agosto);

agra del cinghiale (settembre-ottobre);

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envenuta vendemmia (ottobre);

esta del Novello (novembre) .

esta del 4 novembre (novembre) .


MANIFESTAZIONI ED EVENTI La sagra del cinghiale

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a SAGRA DEL CINGHIALE a Dugenta ha la durata più lunga tra le sagre della Campania: da settembre ad ottobre durante tutti i weekend si approntano delle vere e proprie accoglienti trattorie all'aperto, per chi ha voglia di gustare la carne di cinghiale, in un'atmosfera di festa campestre. Tra balli e canti folkloristici si possono degustare i piatti tipici realizzati con la prestigiosa carne di cinghiale e serviti in piatti di terracotta che si possono portare via come souvenir. Questa sagra prende il via nel Settembre del 1980 grazie alla Famiglia Di Caprio che ha portato avanti negli anni la propria passione ed il gusto di continuare una antica tradizione.

Festa salsiccia e porchetta di cinghiale

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nche questa festa è organizzata dalla famiglia Di Caprio. Si tiene solitamente tra maggio e giungo e si svolge all’aperto dove vengono attrezzati degli stand sotto i quali si può scegliere di degustare pappardelle e stracciapreti al sugo di cinghiale, la salsiccia e la porchetta di cinghiale formaggi e svariati contorni, piatti tipici della festa a cui ben si abbinano aglianico e falanghina.

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EVENTI STRAORDINARI

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I 50 anni di autonomia

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l 1° Gennaio 2006 Dugenta ha festeggiato i suoi cinquant’anni di autonomia comunale.

Sin dalla fine dell’800 molti dugentesi hanno lottato per realizzare quest’obiettivo, in primis il parroco Don Pasquale De Rosa e il “maestro” Vincenzo Nicolella, e insieme a loro molti altri semplici cittadini convinti dell’importanza e della necessità di un’autonomia comunale. All’inizio del 1956 Dugenta si avviava a vivere la sua esperienza di autonomia amministrativa che permise di ridurre l’emorragia migratoria locale favorendo concrete possibilità di nuovi insediamenti abitativi, di attività economiche ed imprenditoriali, sia pure tutte legate all’agricoltura. Grazie alle pubblicazioni di “Dugenta ha cinquant’anni”, si sono potuti ricostruire alcuni tratti di questo mezzo secolo di autonomia. I tre opuscoli, sono stati realizzati infatti al fine di “riallacciare fili della memoria spazzati dal tempo o dall’incuria, verificare dei dolorosi vuoti dimenticati, ma anche rinnovare le proprie radici, incollare altri fotogrammi, ipotizzare nuovi percorsi”. percorsi

LA PIAZZA COMUNALE


EVENTI STRAORDINARI La Madonna di Fatima

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n evento che procurò grande apprensione nell’intera diocesi unificata di Cerreto Sannita, Telese e Sant’Agata de’Goti: l’arrivo a Dugenta della venerata effigie della beata Vergine di Fatima . Le comunità parrocchiali di S. Andrea ap. e di S. Nicola ad Orcula hanno mostrato immensa gioia e gratitudine nell’accogliere la Madonna Pellegrina del Santuario di Fatima. Era una domenica esattamente il 1 giugno del 2003 quando la Madonna di Fatima atterrò con l’elicottero nello spiazzale del Consorzio Agrario, accolta da tantissimi fedeli e salutata dal parroco e dalle autorità. Fu accompagnata nella chiesa di S. Andrea ap. da una lunga processione circondata da una grande catena umana fatta da un gran numero di giovani volontari impegnati nel servizio d’ordine. All’ingresso in chiesa seguì l’intronizzazione, la deposizione nelle mani della Vergine della Corona del Rosario donata dal Santo Padre Giovanni Paolo II e l’accensione della lampada. Da quel momento numerosissime furono le visite da ogni parte della Campania, ammalati, disabili, anziani, fanciulli, insegnanti, mentre si susseguivano celebrazioni eucaristiche, di lodi e vespri, rosari meditati, canti liturgici. Venerdì 6 giugno la statua della Vergine fu traslata alla parrocchia di S. Nicola e il giorno seguente, dopo l’ultima concelebrazione presieduta da S. E. Mons. Michele De Rosa e l’ultima Via Crucis per le strade del paese la Vergine ripartì per raggiungere la parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo in Pogliano Milanese.

Santa Maria Goretti

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ltrettanto entusiasmo per il più recente arrivo delle spoglie mortali di Santa Maria Goretti (22– 24 febbraio 2008). Nata a Corinaldo (AN) il 16 ottobre 1890 da Assunta Carlini e Luigi Goretti, fu ferita a morte in un tentativo di violenza da parte di Alessandro Serenelli all’epoca diciottenne. Dopo aver perdonato il suo uccisore morì a Nettuno il 6 luglio 1902. Venne beatificata il 27 aprile 1947 da Papa Pio XII e canonizzata il 24 giugno 1950 dallo stesso Papa con il nome di Santa Maria Goretti. Marietta - così veniva chiamata in casa– è considerata la Santa dei giovani. Alessandro Serenelli fu condannato a 30 anni di reclusione. Secondo quanto da egli stesso raccontato anni dopo, avrebbe tentato una riconciliazione con la famiglia e i propri dettami religiosi dopo avere sognato la sua vittima che gli offriva dei gigli che si trasformavano in fiammelle. NeL 1929, dopo 27 anni di reclusione, Serenelli fu scarcerato e chiese il perdono dei familiari di Marietta. La madre glielo accordò. Dopo tale episodio, Serenelli trascorse il resto della sua vita come lavorante laico in un convento di Cappuccini ad Ascoli Piceno e morì il 6maggio 1970, a 88 anni, in un convento di Macerata.

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CURIOSITA’ Il cinema

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l 10/03/1956 venne aperto a Dugenta dal Sig. Angioletto Di Cerbo il cinema “URBITANIA” dal nome di una vecchia cittadina romana “URBITANIUM” citata da Tito Livio.

Il primo film ad essere proiettato fu: “Totò medico dei pazzi” ma il film che fece incassare di più fu:”Genoveffa di Brabante”. Ogni 2 o 3 anni veniva organizzata una recita come ad esempio “Natale in casa Cupiello”, più o meno fu effettuata nell’anno ‘66 o ‘68 con attori Alfonso Cesare e Anna Massaro che svolgeva il ruolo di protagonista. Il cinema fu chiuso il 31 dicembre 1972. Purtroppo non siamo riusciti a rinvenirne una testimonianza fotografica.


CURIOSITA’ Il costume tipico

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a litografia raffigura il costume popolare tradizionale del 1700. Come si può notare la donna ha al collo una collana a due fili di grani di corallo e vaghi (sfere cave) zigrinati in oro. I capelli sono raccolti nella tovaglia, fazzoletto di canapa rigato marrone, piegato a triangolo con i lembi rialzati e annodati sul capo. Il fazzoletto da collo è invece di lino bianco a righe rosa. Il bustino di velluto nero ha sottili bretelle e i davanti allacciati con stringhe rosse. Sotto il bustino indossa una camicia bianca dalle maniche larghe a basso giro e rimboccate sui gomiti; lo scollo tondo e profondo è fermato da due bottoncini a sfera di filigrana d’oro riportata. Gonna di dobletto (panno di lino e cotone) rosa è ampia e arricciata. Il grembiule celeste, rimboccato in vita, orlato di trenetta bianca. Sotto le scarpe nere si intravedono calze di colore giallo. Accessorio del costume è lo scialle grigio a righe nere, con frangia ai bordi, ampio tanto da avvolgervi l’intera persona. Il bambino ha un cappello a testa larga e abbassata; sulla camicia bianca altra camicia blu; brache rosse.

Lo stemma uno scudo tripartito. In alto a sinistra troviamo sull’azzurro la “D” maiuscola di Dugenta; in alto a destra sul rosso ci sono cinque spighe di grano legate da una fascia bifida azzurra; in basso sul marrone occupa metà dello scudo il castello rosso turrito con merli alla guelfa su prato verdeggiante. Lo scudo è stato ornato da una corona e da ramoscelli di quercia ed ulivo.

È

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CURIOSITA’ I sindaci dall’autonomia ad oggi

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C E V D D E E E D D V R

OMMISARIO P. RAG. RADASSO LUIGI dal 1957 al 1960

SPOSITO GIUSEPPE dal 1960 al 1964

ISCUSI MICHELE dal 1964 al 1970

I CERBO CARLO dal 1970 al 1975

I CERBO MICHELE dal 1975 al 1980

SPOSITO GIUSEPPE dal 1980 al 1983

SPOSITO GIUSEPPE dal 1983 al 1988

SPOSITO GIUSEPPE dal 1988 al 1993

I CERBO CLEMENTE dal 1993 al 1997

I CERBO CLEMENTE dal 1997 al 2001

ISCUSI MIGUEL dal 2001 al 2006

ENZI ADA dal 2006 ad oggi


CURIOSITA’ Cronologia dei parroci di Dugenta

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CURIOSITA’ I cognomi più comuni

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frequenza

Cognome

138

Di Cerbo

117

Renzi

60

Ciervo

57

Fusco

42

Iannotti

39

Di Caprio

34

Gallo

33

Iannotta

29

Aldi

28

Calvano


CURIOSITA’ Le strade più curiose

V V V V V V V

IA CALABRONI da “callapruni”, nome dialettale dei rovi che crescevano ai lati della strada.

IA CERZE MAIORANE dalla presenza sul luogo di grandi querce.

IA FONTANA DEL CARPINO da una sorgente d’acqua circondata da carpini.

IA MOLINO VECCHIO dal ruscello S. Giorgio che alimentava un vecchio mulino.

IA NOTAR IGNAZIO dal nome di un antico proprietario.

IA ORCOLI da orci di epoca romana rinvenuti in questa zona.

IA POZZO VALLONE dalla vicinanza al ruscello S. Giorgio.

V

IA ZIA ROSA dal nome di un’antica proprietaria.

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CURIOSITA’

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I collegamenti ferroviari


CURIOSITA’ Contatti e numeri utili

P

RO LOCO Via Nazionale 108 tel 0824 906019 e-mail info@comune.dugenta.bn.it

F

C

D

OMUNE Via Nazionale 139 tel 0824 978003 fax 0824 978489 e-mail info@comune.dugenta.bn.it

C

RABINIERI Via Nazionale 25 tel 0824 978002

S

CUOLA ELEMENTARE E MARTERNA Via San Nicola tel 0824 978025

S

CUOLA ELEMENTARE E MARTERNA Via Nazionale tel 0824 978051

S

CUOLA MEDIA STATALE Via Nazionale tel 0824 978188

77

ARMACIA dr. D’AVICO COSIMO Via Nazionale 11 tel 0824 978883

R. RENZI ADA Via Nazionale 108 tel 0824 978023

D

R. LANDOLFI RAFFAELLO Via del Frasso 8 tel 0824 978162

G P

UARDIA MEDICA tel 0824 979320

OSTE ITALIANE ufficio postale di Dugenta Via Nazionale tel 0824 978791

B

ANCA DI ROMA Via Nazionale tel 0824 978006

B

ANCA POPOLARE DI LODI SOC.COOP. SILO INFANTILE SUORE ESPIATRICI Via Nazionale 55 Via Stazione tel 0824 978888 / 0824 978889 tel 0824 978070

A


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DOVE SIAMO


BIBLIOGRAFIA 







Antonio Gisondi “Dugenta ha cinquant’anni” n.41 ottobre 2005 Edizioni Il Chiostro (BN) Antonio Gisondi “Dugenta ha cinquant’anni” n.42 ottobre 2005 Edizioni Il Chiostro (BN) Antonio Gisondi “Dugenta ha cinquant’anni” n.44 aprile 2006 Edizioni Il Chiostro (BN) Ept di Benevento “Sannio in touring” 2005 Editrice Duna Srl

SITOGRAFIA       

www.comune.dugenta.bn.it www.wikipedia.it www.campania.indettagio.it www.ilquaderno.it www.torre-gaia.com www.google.it www.sagradelcinghiale.com

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NOTE


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REGIONE CAMPANIA

PROVINCIA DI BENEVENTO

COMUNE DI DUGENTA

ENTE PARCO TABURNO-CAMPOSAURO


Guida Pro Loco