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Gazzette De France

15 Luglio 1784


Ribellioni a Parigi In questi giorni mi trovo a Parigi, il clima che si respira peggiora di ora in ora. La città è diventata insicura, i saccheggi sono quotidiani e la notte è ancora peggio, perchè per le strade ci sono solo ladri, vagabondi, mendicanti. La gente è sempre più arrabbiata , scontenta, affamata. I generi alimentari sono pochi e la poca farina costringe i fornai a ridurre il pane. Le cause sono dovute alla siccità che ha bruciato i raccolti e all’ aumento della popolazione. La gente stanca di pagare le tasse sempre più costose , ha deciso di scendere per le strade e ribellarsi a questa situazione. La popolazione è divisa in 3 gruppi: i Giacobini, i Girondini e i Sanculotti. Attualmente prevalgono i Giacobini con a capo Robespierre, ma la situazione è ancora incerta, si sa che tutti vogliono far cadere il re e la nobiltà. Oggi 14 luglio è un giorno particolare che segnerà per sempre la storia della Francia, ho saputo che i ribelli hanno preso la Bastiglia,per rifornirsi di armi. Secondo me è l ‘ inizio di un nuovo periodo storico. Sarà comunque lo svolgimento dei fatti a dire se nel futuro ci saranno importanti cambiamenti.


I protagonisti delle Rivoluzione Ben ritrovati cari lettori de “Gazzete de France” quest’oggi volevo proporvi delle importanti notizie e descrizioni procurate dai nostri indagati verso i principali protagonisti della Rivoluzione da poco passata, quali: -Massimiliano Robespierre -George Danton -Luis Saint Just -Jacques Rene Hebert -Jean Paul Marat Massimiliano Robespierre: Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre detto l'Incorruttibile (Arras, 6 maggio 1758 ) è un politico, avvocato e rivoluzionario francese. Probabilmente è il più noto e uno dei più controversi protagonisti della Rivoluzione Francese e del Terrore. I contemporanei si sono divisi tra chi lo considera un estremista che causò le numerose esecuzioni di coloro che erano considerati nemici della Rivoluzione, e chi lo ritiene un idealista, cresciuto nelle idee dell'Illuminismo, devoto alla causa rivoluzionaria della Repubblica fino al sacrificio della stessa vita, considerando le leggi speciali del Terrore come una misura necessaria a causa della guerra civile ed esterna al quale è sottoposta la Francia, rimproverando invece gli eccessi ai suoi più accesi seguaci, più che a Robespierre in persona. George Danton: Georges Jacques Danton (Arcis-sur-Aube, 26 ottobre 1759) è un politico e rivoluzionario francese. Ministro della Giustizia, deputato della Convenzione nazionale, primo presidente del Comitato di salute pubblica, è tra i maggiori protagonisti della Rivoluzione francese. Anche se la parte da lui avuta nel primo periodo della Rivoluzione è relativamente modesta, fu tra i promotori del rovesciamento della monarchia e dell'instaurazione della Repubblica. Luis Saint Just: Louis Antoine Léon de Richebourg de Saint-Just, più noto come Louis Antoine de Saint-Just (Decize, 25 agosto 1767), è un rivoluzionario e politico francese. E’ tra i principali artefici del Terrore durante questa rivoluzione. Jacques Rene Hebert: Jacques-René Hébert (Alençon, 15 novembre 1757) è un giornalista e politico francese. Ha lanciato Le père Duchesne, giornale degli estremisti rivoluzionari. Ha partecipato alla caduta della monarchia nel ruolo di accusatore pubblico e a quella dei girondini con i suoi sostenitori, gli Hébertisti (Chaumette, Chabot, Collot d'Herbois ed altri) Jean Paul Marat: Jean-Paul Marat, detto l'Amico del popolo (Boudry, 24 maggio 1743), è un politico, medico, giornalista e rivoluzionario francese. Tra i protagonisti della Rivoluzione francese, che egli sostiene con la sua attività giornalistica, politicamente vicino ai Cordiglieri, è deputato della Convenzione nazionale francese ed è stato eletto presidente del Club dei Giacobini.


Presa Della Bastiglia 15 luglio 1789 Salve Egregi lettori della ì Gazzette Du France ì , sono qui per parlarvi degli ultimi tre giorni passati qui a Parigi; questi sono i tre giorni piu importanti per noi francesi che ricorderemo per sempre. Si parla di una vera e propria rivoluzione di noi cittadini di questa Francia troppo dipendente dai privilegi di certe persone che sono al posto sbagliato ! Due giorni fa , esattamente il 12 Luglio i cittadini di Parigi decidono di ribellarsi a questo sistema che non funziona per niente spinti da mesi di vita in miseria e con la ocstante paura di una grave carestia. I parigini vennero a conoscenza a conoscenza della destituzione di Necker e organizzarono una grande manifestazione di protesta, durante la quale furono portate delle statue raffiguranti i busti di Necker e del Duca d'OrlÈans. Camille Desmoulins, secondo FranÁois-Auguste Mignet, aizzÚ la folla , salÏ su un tavolo con la pistola in mano ed esclamÚ: ´Cittadini, non c'Ë tempo da perdere; la dimissione di Necker Ë l'avvisaglia di un San Bartolomeo per i patrioti! Proprio questa notte i battaglioni svizzeri e tedeschi lasceranno il Campo di Marte per massacrarci tutti; una sola cosa ci rimane, prendere le armi!ª. Alcuni soldati tedeschi ricevettero l'ordine di caricare la folla, provocando diversi feriti e distruggendo le statue. Il dissenso dei cittadini aumentÚ a dismisura e l'Assemblea Nazionale avvertÏ il re del pericolo che avrebbe corso la Francia se le truppe non fossero state allontanate, ma Luigi XVI , il nostro rË , rispose che non avrebbe cambiato le sue disposizione. Questo successe esattamente due giorni fa ! Ma il 13 Luglio di mattina successe la vera rivoluzione popolare ; il giorno prima era solo una preparazione al peggio. La mattina del 13 Luglio quaranta dei cinquanta ingressi che permettono di entrare a Parigi vennero dati alle fiamme dai rivoltosi. I reggimenti della Guardia francese formarono un presidio permanente attorno alla capitale, sebbene molti di questi soldati fossero vicini alla causa popolare. I cittadini cominciarono a protestare violentemente contro il governo allo scopo di far ridurre da loro il prezzo del pane e dei cerali e saccheggiarono molti luoghi sospettati di essere magazzini per provviste di cibo; uno di questi fu il convento di Saint-Lazare , dal quale vennero prelevati 52 carri di grano. In seguito a questi disordini e saccheggi, che continuavano ad aumentare, gli elettori della capitale si sono riuniti al Municipio di Parigi e decisero di organizzare una milizia cittadina composta da borghesi, che garantisse il mantenimento dell'ordine e la difesa dei diritti costituzionali . Ogni uomo inquadrato in questo gruppo avrebbe portato, come segno distintivo, una coccarda con i colori della citt‡ di Parigi (blu e rosso). Per armare la milizia cominciarono a saccheggiare i luoghi dove si riteneva fossero custodite le armi. Ieri mattina, 14 Luglio , gli insorti hanno attaccato l'HÙtel des Invalides con l'obiettivo di procurarsi delle armi; si sono impossessati di circa ventottomila fucili e qualche cannone ma non sono riusciti a trovare la polvere da sparo. Per impadronirsi della polvere hanno deciso di assalire la prigione-fortezza della Bastiglia, nella quale erano tenuti in custodia solamente sette detenuti. Gli elevati costi di mantenimento di una fortezza medievale cosÏ imponente, adibita all'epoca ad una funzione limitata come quella di carcere, portò alla decisione di chiudere i battenti e probabilmente fu per questo motivo che oggi gli alloggi della prigione erano praticamente vuoti. La guarnigione della fortezza era composta da 82, ai quali il 7 luglio si sono aggiunti 32 Guardie svizzere; il governatore della prigione era Bernard-RenÈ Jordan de Launay.


Cause di questa Rivoluzione La mancanza di cibo Il salario operaio ammontava a 20 soldi, per gli specializzati a 40 soldi, e la pagnotta di pane a 14 soldi, e anche a 20. Il pane scarseggiava ma abbondantissimi erano gli opuscoli politici e di denuncia sociale, se ne trovavano in grande quantità ed il Palais Royal era il luogo dove oratori improvvisati tenevano comizi volanti e si vendevano le ultime pubblicazioni opuscoli.

I vagabondi Si calcola che il 10% circa della popolazione mendicasse per vivere. Nelle famiglie di braccianti era frequente il caso che il capofamiglia arrotondasse le entrate mandando i figli a mendicare. Era frequente il caso che mendicanti insoddisfatti dell’elemosina uccidessero, rubassero, rapinassero. Ben presto i vagabondi si riunirono in gruppi e iniziarono ad operare come vere bande di briganti. I contadini erano flagellati di giorno e di notte da sempre maggiori richieste. La frutta ed il grano venivano rubati impunemente ed il terrore si stava diffondendo specialmente in coloro che avevano abitazioni isolate.

Le sommosse La fame creava enormi tensioni. La carestia di grano era uno dei temi che più indignava il popolo sempre più convinto che il cereale prendesse la strada dell’estero e che vedeva nella sua carenza complotti di ogni tipo orditi dal re e dai nobili. Le lotte ed i contrasti fra città e campagna diventarono sempre più aspri.

Le prime paure L’esercito non era in grado di domare le rivolte anche perchè al suo interno esistevano forti contrasti fra i comandanti di origine nobile, ai quali ormai era riservata in esclusiva la carriera, e quelli di altri origine, tagliati fuori da ogni possibilità di avanzamento. Come conseguenza della mancanza di un forte esercito, presero a diffondersi nelle varie città le milizie cittadine. Ogni città si diede una propria milizia che aveva il compito di difendere i borghesi dalle sommosse degli operai o dei contrabbandieri. La paura provocò addirittura un certo avvicinamento fra le due classi, borghesia e nobiltà, che più erano flagellate dal fenomeno del brigantaggio.

Le rivolte contadine La grande paura fu alimentata in modo particolare da autentiche rivolte a mano armata che scoppiarono in varie regioni e che furono contraddistinte da grande violenza. Molti nobili furono costretti a fuggire dai loro castelli e a firmare rinunce a ogni loro avere. I briganti: si trattava invece di gente normale portata alla esasperazione. La rivolta ci fu perché la gente non ne poteva più di fame e miseria e angherie dei nobili e dei ricchi. La grande paura dei briganti si diffonde in tutta la Francia quasi simultaneamente.

La propagazione del panico La paura si diffuse in genere per opera di persone in buona fede che volevano mettere in guardia parenti o amici. In altri casi furono le stesse autorità a farlo: sacerdoti e anche i nobili. Qualche scettico fu presente, qualcuno tentò di impedire il dilagare del panico ma senza grande successo. La paura dilagava.


Dal Zilio Nicolò - Moro Mattia - Visentin Cristian - Lanza Davide

La Rivoluzione Francese  

La Rivoluzione francese, o Prima Rivoluzione francese (per distinguerla dalla Rivoluzione di Luglio e dalla Rivoluzione francese del 1848) f...