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Marzo/Aprile 2011

ommario

FOTO ISPO WINTER 2011

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Le Rubriche

4_ Elenco delle aziende citate

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8_ Editoriale di Giovanna Glionna 10_ Spazio Aperto d Fabio Campagnolo 12_ A modo mio di Michele De Masis 60_ The Community di Pierpaolo Pighini 72_ Vetrine Novità Prodotto 90_ SportVillage 105_ Sport Economia

ISPO WINTER 2011 Social networking sportivo in atmosfera rilassata. Cronaca di un induscusso successo. Polverizzati i record delle edizioni precedenti: 80.000 operatori, 106 Paesi, +25% di affluenza. Si conferma il valore della fiera come piattaforma di informazione e networking internazionale. Novità a tutto campo, all’insegna della tecnologia e della sostenibilità

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PIUMA SPORTSTYLE

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RIVOLUZIONE PROTEZIONI

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Viaggio intorno allo sportswear da neve. Dal piumino in poi, fra piume doc, cloni sintetici e molto altro, sull’onda di una tecnologia sempre più raffinata

DISTRIBUZIONE Il commercio continua a soffrire. Indiziati la crisi economica e la stagnazione dei consumi, ma anche il potere crescente delle grandi catene, gli outlet, il sistema compromettente dei saldi e delle vendite promozionali. Possibile uscirne vincenti? La diffusione di una maggiore sensibilità nei confronti della sicurezza ha dato una spinta positiva allo sviluppo generale di questo mercato, orientato decisamente alla qualità

BENVENUTI AL SUB Tra immersioni e caccia in apnea, il mercato italiano della subacquea regge alla crisi economica e guarda il futuro con ottimismo


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ABBIAMO PARLATO IN QUESTO NUMERO DI... Azienda PERIODICO PROFESSIONALE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE E OPINIONE PER GLI OPERATORI ITALIANI DELL’ARTICOLO E ABBIGLIAMENTO SPORTIVO Direzione, Redazione, Pubblicità, Amministrazione: Via Emilia Ponente, 26 - 40133 Bologna Telefono: 051 385 700 (r.a.) Telefax: 051 384 793 www.topsport.it - info@topsport.it Direttore Responsabile Giovanna Glionna Direttore Editoriale Michele Glionna Opinionisti Fabio Campagnolo, Lucia Casadei, Marco Danieli, Michele De Masis, Grazia Fornaro, Sergio Longoni, Georg Oberrauch, Fabio Pelosi, Pierpaolo Pighini, Renato Tolusso Testi e servizi Tina Alboresi, Piero Aliprandi, Matteo Barboni, Orelia Campolo, Monica D’Alessandro, Salvatore Ferraiuolo, Leonardo Glionna, Lidia Malacarne, Nicola Marra, Damiano Montanari, Vittorio Nava, Antonio Padovani, Ezio Petrillo, Francesco Pontelli, Andrea Sganzerla, Guido Siniscalchi, Paola Turcato, Aldo Vittorio Segreteria di Redazione Arianna Pelagalli Promozione e sviluppo Michele Francescutti Antonio De Luca Giovanni De Risio Grafica Silvia Carbonaro Pubblicazione edita dalle Edizioni Miglio srl – Divisione Periodici. Spedizione in regime Posta Target Magazine. Registrazione del Tribunale di Milano n. 258 del 28/05/83 e del Tribunale di Bologna n. 5459 del 20/02/87. Pubblicità inferiore al 45%. Proprietà e diritti riservati. Manoscritti, foto e disegni, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Delle opinioni manifestate negli scritti sono responsabili gli autori, dei quali la direzione intende rispettare la piena libertà di giudizio. Stampa: Sate Industria Grafica, Ferrara. Opera depositata a norma di legge presso l’ufficio proprietà Letteraria Artistica Scientifica Roma. Rivista a carattere culturale ed economico riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, RNS n° 2003 del 23.10.1986 – ROC 6121. ABBONAMENTI PER l’ITALIA: La spedizione di Top Sport in Italia (10 numeri annui) avviene in abbonamento postale. Per richiedere l’invio, è necessario sottoscrivere un abbonamento annuale pari a 20,00 Euro, comprensivo di un’edizione dell’annuario, PanoramaDati. Dopo aver effettuato il versamento su c/c postale n. 22897409 intestato a Edizioni Miglio, occorrerà inviare via fax copia del bollettino comprovante l’avvenuto pagamento, unitamente ad una lettera scritta in cui sia espressa la qualifica di appartenenza al settore (negoziante, fabbricante, rappresentante ecc.). L’abbonamento decorrerà dal primo numero raggiungibile a far data dal ricevimento del fax. Abbonamento annuale per l’Italia per non operatori: 40,00 Euro. ARRETRATI: I numeri arretrati possono essere richiesti direttamente presso gli Uffici delle Edizioni Miglio e vengono inviati in contrassegno (al costo di Euro 6,00 cad.). LEGGE 675/1996 SULLA PRIVACY. Le Edizioni Miglio garantiscono la riservatezza dei dati. L’invio dei dati alle Edizioni Miglio è indispensabile per quanto riguarda la gestione di abbonamenti gratuiti, la partecipazione a manifestazioni fieristiche o informazioni commerciali. Il mancato invio renderà impossibile lo svolgimento dei suddetti servizi. In base all’articolo 13 Legge n. 675/96, si potrà in qualsiasi momento esercitare i relativi diritti, tra cui consultare, integrare, correggere e cancellare i dati personali ed anche opporsi all’utilizzo per finalità di marketing diretto. Basterà scrivere a: Edizioni Miglio srl – Via Emilia Ponente, 26 – 40133 Bologna.

Media Partnerships

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Abarth Acerbis Italia Addiechi Federico Adidas Aigle Akron Aludesign Amer Sports Amiez Sebastien Ande Anomaly Action Sport Aquafil Arc’Teryx Arena Arens Arne Armani Armani Andrea Asa Assosub Athena Sport Athesis Atomic Audes Avon

109 70 108 107 15 76, III cop. 78 112 110 7, 79, 84 67, 68 49, 72, 87, 89 109 98 109 20 90 74 114-119 52 87 95 97 91

B

Banchetti Sport Banchetti Vittorio BasicNet Battaglia Gaspare Best Divers Billabong Blizzard Block Ken Boyer Lucien Boyle Tim Brico Sport Bright Torah Brizza Brooksfield Bubka Sergei Burton

40, 41 40, 41 112 118 115, 116 32 30 96 108 109 46 20 77, 90 107 108 32, 33

C

Cacao 55, 73, 86 Calzaturificio La Sportiva11, 73, 84, 94 C.A.M.P. 95 Carnelli Massimo 91 Carvico 74, 82, 103 Caselli Stefano 56 Cassano Antonio 92 Catuogno Giuseppe 48 Chervò 21, 107 Ciesse Piumini 17 Cionti 80 Club des Sports 16, 17 Colò Zeno 29 Columbia Sportswear 109 Colzani Andrea 46 Coppola Riccardo 111 Cor Sport 5, 73, 81 Crust 19 D

Dainese 66, 67 Dalla Rosa Patrizia 112 DC 96 Decathlon 109 De Dominicis Daniele 17 Dekker 18, 19, 111 De Masis Michele 42, 43 Demetz Markus 54 Demetz Michael 58 De Pieri Gian Aldo 93 Diadora 92, 107 Dieci HP 78 Di Trani Maurizio 28 DLS 84, 96 Dolomite 21 Dryarn 87 Ducroz Aurelien 91 Dynafit 94, 103, 111, 112 EF

Eider Errerre EudiShow

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109 80, 98 115, 116, 117

Azienda

Pagina

Eurolook 25, 75, 88 Fashy Gmbh 77 Fila 111 Fiera Bolzano 31 Fischer 30, 79, 81, 86, 100, 101 Fitre – Divisione D.S.I. 82 Fjällräven 15 Forma 6, 74, 86 Foot Locker 110 Fratelli Campagnolo 57 Freddy 107 Fremil International 17 Fusalp 107 G

Gaastra International Sportswear 109 Gaerne 94 Gallyanova Anna 96 Garlando 75, 78, 81, 85, 88, 93 Garmont 80, 112 Gartner Sports 82 Genovese established 1930 45 Genovese Vincenzo 45 Geospirit 111 Gianelli Graziano 111 GIL 3, 74, 86, 97 Gipron 82 Giuseppe Pronzati 82 Gore-Tex 23, 24, 94 Great Escapes 7, 79, 84 HIJK

Haapiti Haglöfs Hardy Adrien Hargin Matthias Harley-Davidson Head Helly Hansen High Power HIK Holzer Armin Idea Integrix Sports Group Internullo Salvatore Invicta Jaked JKD Kaladze Kakhaber Hahn Oliver Kejo Kettler Killy Jean-Claude Kostelic Ivica Kneissl

83 24 91 30 55, 86 32 91 83, 87 25, 75, 88 60-65 55, 73, 86 111 17 78 53, 72, 83 5 92 29 19 75, 85 30 100 112

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Labate Antonino Lacomare Marc Lacroix Lagemann Jochen Lamy Pasal Level Limar Li Ning Loda Roberto Longoni Sergio Lotto Sport Italia

109 96 110 22 27 98 87 108, 110 24 44 110

M

Macpi 80 Madden Steve 112 Maglificio Gimer 47 Manzardo David 66, 67, 70 Marini Silvano 59, 73, 81 Martin Javier 102 Maurer Angela 98 Megatex 107 Menchi Alessandro 115, 116, 118 Messner Reinhold 29 Mico Sport 49, 75, 87, IV cop. Mida Sport 48 Miro Varela Mireia 102 Myhrer Andy 30 Mizuno 95 Moncler 14 Montelliana 72 Morale Sport – Fun4U 63, 75, 83


LO SPORT È FATICA. ANCHE CON GLI STRUMENTI GIUSTI. Chi vive lo sport con passione sa che, per ottenere risultati, non bisogna risparmiare fatiche. COR SPORT crea gli strumenti giusti per sostenere il fisico nel modo corretto, per aumentare la performance, per estendere al massimo il divertimento. Ma la fatica, quella è tutta vostra. In fondo è per questo che amate lo sport. COR SPORT Via Zanini 43/49 - Cornuda (TV) Italia Tel. +39 0423 83296 / 639007 - info@corsport.com

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Pagina

Morelli Ruggero Moro Simone Mountain Force Mountain Hardwear Munzone Fabio Museum

52 95 18 109 94 23

Napier Georges Nervo Pierfranco New Balance Nike Noene No Limits Nordica NorrØna Northfeet Footwear Northwave Nuzman Carlos Nygaard Brian

111 17 82 109 94, 96 84 98 22, 23 100 113 108 113

OberAlp Oberrauch Georg Oberrauch Ruth Odlo Ortovox Ottl Andreas

111 38, 39 90 22 30 30

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Paganelli Mauro 111 Paganini Marco 109 Pallavicino Francesco 108 Papin Sport 50 Pansier Eric 112 Paris Dominik 30 Parma Sport 56 Pasa Sport 14 Patagonia 21, 32 Peak Performance 15, 92, 94 Perry Sport 110 Peuterey 111 PhytoPerformance 93 Pigozzi Romano 115, 116, 118 Piva Gianni 113 Pizblanc 58 Plastiche Cassano 78, 94 Polartec 77 Polo Sport 42, 43 Pomoca 111 Pomodone 9, 76 Post Card 20 Prisma 99 PrimaLoft 22, 23 Progrip 94 Project 2010 79, 81, 86, 101 Prosport 79 Prowinter 31, 100 Puma 108 Punto Azzurro 1, 81 Quarantasei 84 R

Rainer Angelika 96 Razzoli Giuliano 30 Rebellato Luigi 67, 68, 70 Reebok 79, 91, 107, 108 Refrigiwear 17 Rewoolution 78 RH+ 16 R. Off. B. 97 Rossi Antonio 97 Rossi Valentino 67 Rota Nodari Francesco 90 Roxy 19, 83, 102 Runggaldier Peter 93 S

Sako Horoshi 95 Salewa 22, 23, 24, 89, 90, 96, 111 Schöffel 22 Schmidhofer Sigrun 50 Scorpion Bay 18 Scott 70 Scubapro 88 Seon Shin Woon 96 Sergio Tacchini 107 Silvretta 111 Sixs 65, 76, 82

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Azienda

Pagina

Sorel 109 Soullimit - Zeta 75, 88, 95 Soul Race 68 Spalla Franco 112 Spaziale Splendy 3, 97 Sporoptic Pouilloux 110 Sport Alliance International 34-35 SportBiz 104, 105 Sportbox 110 Sport Maciaconi 54 Sport Specialist 44 Sport & Tex Lab 80, 102 Sportful 15 Sporting Goods Intelligence 119-120 Sportler 38, 39 Stiga 81, 88 Styl Grand 76, III cop. Superga 112 Svindal Aksel 67 Swartz Jeffrey B. 112 T

Tallia Marco Tanaka Nobuo Technisub Tecnica Tecnofibre The North Face Think Pink Thoeni Gustav Timberland Time Out Tomba Alberto Toray Trevira U

115, 116 107 115, 116 28 109 23, 24, 109, 112 55 29 21, 112 110 29 30 106

Ufo Plast Umdasch Shop-Concept Under Armour Unlimited Sport Group Urubko Denis

70, 71, 74 76, 84, 91 110 110 95

Van Basten Marco Van Den Broeck Junjen Vanzi Gerhard VF Corporation Vipole Vist Völkl Vuarnet

92 92 93 107 77, 88 14, 20, 87 32 110

Waves Way Damon West Scout Willy Bogner Wintersteiger Italia Wisthaler Harald Witt Katarina Woods Tiger

72 96 20 27 51, 77, 83 64 29 109

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Zackrisson Kaj 91 Zandonà 66, 67, 68, 69, 71, 73, 79 Zandonà Matteo 67, 68, 70 Zanier Sport II cop., 86 Zeitz Jochen 107 Zenga Walter 92 Ziener 23, 72, 76 48.10

1, 14, 81

Errata corrige Sul numero di TopSport di Febbraio, a pagina 123, è stata erroneamente attribuita la quotazione alla borsa di Londra a Fremil International, quotanda invece a Francoforte. A pagina 156 i riferimenti corretti per il marchio Keen (distribuito da 4US) sono: Tel. 0346.2731 4ussrl@tin.it - www.keenfootwear.com A pagina 75 e a pagina 80 i riferimenti corretti per Nørrona sono: Threesixty Communication. Tel. 02 89 42 11 87 - www.norrona.com Ce ne scusiamo coi lettori e con i diretti interessati.


GREAT ESCAPES è un marchio di Ande S.r.l. Viale Valsugana, 11 - 23900 Lecco (LC) Italy - T (+39) 0341.36.26.08 - F (+39) 0341.36.80.65 riccimassimografica.it

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EDITORIALE di Giovanna Glionna

Povero, vecchio sport (anzi, ricco) Le previsioni di invecchiamento della popolazione occidentale mettono in seria discussione un sistema basato essenzialmente sul mito della gioventù

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o sport come portatore di valori fondamentali e attualissimi (salute, benessere fisico ed emotivo, tempo libero antistress e ‘appagante’) è un concetto che rischia di allontanarsi sempre più dal sistema retail, soprattutto quello italiano che, quando ‘generalista’, si presenta decisamente disordinato e poco incisivo, dimostrando di avere scarso appeal sul consumatore finanche nelle vetrine stracolme di prodotti, oramai poco ‘comunicativi’ e spesso giudicati troppo costosi. Colpa, forse, di un concetto sport troppo orientato al commerciale e decisamente ‘inquinato’ dai fenomeni moda che ne hanno viziato (positivamente, finché c’è stata crescita dei volumi delle vendite) l’interpretazione complessiva. Nei lunghi anni di vacche grasse la generazione dei punti vendita tradizionali si è seduta sugli allori, per così dire, e ora che i momenti sono difficili si trova impreparata, di fatto, a contrastare la concorrenza ‘spietata’ della grande distribuzione. Che in realtà, più che essere grande è soprattutto organizzata. In realtà, c’è dell’altro, e lo si è potuto osservare tangibilmente a Monaco di Baviera, durante le 4 frizzanti giornate espositive dell’Ispo Winter 2011. Mentre infatti la situazione nel suo insieme, a livello internazionale, registra un vigore e una energia palpabili, l’atteggiamento generale dei ‘nostri’ operatori non sembra cambiato. Tanto meno in meglio. Mai come oggi si può generalizzare, sia chiaro. L’articolo sportivo si consuma e genera business, non è in discussione il mercato, semmai i suoi attori protagonisti. Più esplicitamente: quelli di oggi in rapporto a ieri, e a domani. Ancora troppe facce note, troppi soliti ‘atteggiamenti’, quasi delle recite di

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ruolo mentre sul fronte internazionale, indipendentemente dal fatto che i player siano nuovi oppure no (nei padiglioni dedicati ai boardsports non è facile distinguere il sacro dal profano…) la serietà, l’attenzione e il metodo con cui si partecipa a una fiera professionale sono disarmantemente alti. In una parola: è questa la professionalità necessaria per gestire con successo lo sport business di oggi. Tra le tematiche ricorrenti nei padiglioni, ci piace segnalarne due. In primis, le difficoltà crescenti della delocalizzazione, soprattutto in merito alle tempistiche di consegna che hanno generato diverse situazioni difficili, durante quest’ultima stagione invernale. Gira la voce che siano molte le situazioni critiche a livello finanziario anche su marchi blasonati dello sport, che ormai si sorreggono a fatica, puntando fin troppo sulla forza (sempre più di facciata) del brand. Il vero problema sta diventando la debolezza dell’Occidente e dell’Europa in termini di reale capacità produttiva, (in definitiva, in Europa alla macchina da cucire sono ormai disposti a stare solo cinesi ed extracomunitari). Anche volendo, la capacità produttiva del mercato europeo non supera i 2 milioni di pezzi, su una potenzialità 8-10 volte superiore. La Cina guida ormai i giochi in termini di capacità produttiva, e non è nemmeno più costretta ad essere così competitiva, potendo persino scegliere dove, e chi, servire. In un simile contesto, c’è chi si dice pronto a scommettere che già dalle

MARZO/APRILE 2011 Anno XXVIII

stile in liBeRtà Portatore di messaggi più che mai vincenti, lo sport è personalità, spirito di avventura, contatto autentico con l’ambiente. Dalla vitalità contagiosa di Ispo winter 2011, i segnali di un mercato finalmente consapevole delle proprie potenzialità

FUORITUTTO La dura legge dei saldi. E ancora su ISPO, PIUMA SPORTSTYLE, PROTEZIONI, SUBACQUEA...

prossime consegne invernali 2011-2012 potrebbe scoppiare – gravissimo – un caso sulle ritardate, quando non proprio mancate, consegne. C’è poi la questione dell’invecchiamento della popolazione, ormai scientificamente dimostrato, che però il sistema sportivo nel suo insieme stenta a comprendere e ancor più a rappresentare, invecchiato (è proprio il caso di dirlo) nei suoi stessi stereotipi di vendita. I negozi orientati così decisamente sui target giovanili rischiano, già nel medio periodo, di veder drasticamente calate le affluenze nei propri spazi commerciali, essendo ormai certo che l’età media della popolazione si sposterà verso una fascia più senior, che negli attuali format sportivi non si sente affatto a suo agio. Eppure, paradossalmente, è proprio il senior a pensare di più a se stesso e alla propria salute, collegando direttamente il benessere fisico alla pratica sportiva. Inoltre ha (sulla carta) anche maggior tempo libero a disposizione per fare attività sportiva. Ha seriamente ‘bisogno’ di svolgere attività in maniera costante e dedicata, e probabilmente sarebbe anche molto propenso a scegliere materiale adeguato. Certamente però i meccanismi che possono spingerlo all’acquisto non sono emozionali, non fanno leva sulla vanità e sulla competitività. Riflettiamo tutti sul fatto che il futuro – condizionato da circostanze di produzione e di consumo decisamente in evoluzione – sarà certamente diverso da quello che conosciamo, o crediamo di conoscere già. Impariamo ad essere diversi anche noi. giovanna.glionna@topsport.it

Già a breve potremmo assistere a un significativo ripensamento degli asset produttivi e distributivi, condizionati da nuove circostanze globali


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SPAZIO APERTO di Fabio Campagnolo

La fine di un’epoca La Cina è al collasso. Il boom della richiesta, sia esterna che interna, unita a nuove misure governative per incentivare l’agricoltura, non consente più di soddisfare indiscriminatamente gli ordini. E le conseguenze cominciano già a vedersi sul retail

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l rientro dal Capodanno cinese in Cina è rientrato in fabbrica il 30% in meno di operai rispetto a quelli previsti. Ciò è avvenuto per vari fattori: in primo luogo il governo cinese sta incentivando l’agricoltura locale attraverso ingenti contributi alle aziende agricole del territorio, inoltre per via del sostegno alla nascita di imprese situate nell’entroterra, al fine di promuovere uno sviluppo generale del Paese. Così facendo, però, moltissime aziende si sono trovate in grandi difficoltà e non sono riuscite a portare a termine gli ordini già previsti e, non riuscendo a soddisfare tutte le richieste nei tempi previsti, si sono addirittura verificati casi di annullamento degli ordini. Questo ha portato a un consistente aumento dei prezzi da un lato, e a notevoli ritardi nelle consegne, dall’altro. Siamo quindi di fronte a una sorta di crisi di produttività e a una forte contrazione dell’offerta, che si sta ripercuotendo gravemente sulle aziende che lavorano con la Cina, cioè – in pratica – la maggior parte dell’industria mondiale sportiva. Come il passato insegna, c’era da aspettarselo. Da sempre, il mondo produttivo si sposta a seconda di dove si trovano le offerte migliori in termini di prezzo. La Cina per anni è riuscita ad assorbire le enormi esigenze di tutti i Paesi occidentali, ma alla fine è arrivata anch’essa alla saturazione. Inoltre, la crescita della domanda interna e la maggiore disponibilità di reddito hanno cominciato a spostare il baricentro delle aziende cinesi, che vedono ora una concreta possibilità di trarre maggiore profitto rispetto alle commesse ‘d’esportazione’, basate su una logica di prezzo bassissimo. Un po’ tutti gli imprenditori della vecchia Europa e dell’America sono quindi alla

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ricerca di nuovi Paesi produttori dove ottenere grandi ancora quantità a cifre iper contenute. Gli stessi produttori cinesi stanno delocalizzando nel Sudest Asiatico, in Africa e in altri Paesi in cui possano trovare margini interessanti, non disdegnando soluzioni produttive alternative (come quella penitenziaria). A ciò si aggiunge il problema delle materie prime, difficili da reperire, con oscillazioni di prezzo talmente forti da non consentire più una previsione controllata dei prezzi. Basti pensare che il prezzo del cotone è praticamente raddoppiato, mentre il poliestere è lievitato del 50%. Siamo così passati dall’essere quelli che gestivano la situazione all’essere quelli che devono subirla, con una Cina che regge saldamente le redini produttive mondiali, anche quando delocalizza, ormai forte di un know-how (di macchinari ma soprattutto di risorse umane) che l’Occidente ha perso. Oggi la Cina gestisce commesse senza più quella ‘fame’ di richieste che aveva un tempo, senza la smania di accaparrarsi un ordine a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo. Ribaltatosi il rapporto domanda/ offerta, le nuove regole sono dettate dalla Cina stessa.Senza dimenticare che si parla tanto di crisi, ma in sostanza il mondo dell’articolo sportivo e dell’outdoor – e quindi anche una buona parte dello sportswear – non hanno affatto risentito di un calo dei consumi. Questa situazione avrà sicuramente delle ripercussioni anche sul mondo del retail. I negozianti devono infatti aspettarsi un aumento dei prezzi

della merce, sia per la crescita dei prezzi della materia prima che per le fluttuazioni di mercato. A causa delle quotazioni dei tessuti, ad esempio, nessuno stabilisce più i prezzi a lungo termine, tanto che non è possibile fare un ordine oggi con consegna, per esempio, a giugno, mantenendo il prezzo bloccato. Si vive dunque nell’incertezza. Questo stato di cose si osserverà in maniera sempre più evidente, e comporterà una pressione crescente da parte delle aziende fornitrici per riuscire a raccogliere gli ordini in via anticipata, così da poter rispettare poi le consegne. Le grandi catene, sia con prodotti di marca che con le private label, si sono trovare in difficoltà e hanno consegnato la merce con ritardi allucinanti. I campionari si stanno riducendo, perché le aziende cinesi limitano la gamma ai soli capi che sono certi di poter produrre, basandosi sui numeri che, con questo cambiamento in atto, sono in grado di gestire. Non quotano neppure i prezzi, perché in questa confusione di cifre e di rialzi, non sono in grado di confermare una cifra, oppure possono farlo ma limitatamente al singolo ordine del momento. Costringendo di fatto anche le aziende a uscire con listini ‘a rischio’. In una tale turbolenza, anche se al momento può sembrare fantascientifico, tra un decennio o due, quando i prezzi si saranno stabilizzati, si potrebbe anche tornare a produrre in Italia. Del resto, la produzione è come l’acqua, va sempre verso il punto più basso. fabio.campagnolo@topsport.it

Forte di un know-how avanzato, è la Cina a dettare le nuove regole produttive ed economiche, generando nuovi aumenti dei costi


1970 - 2010

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A MODO MIO di Michele De Masis

Costruttori di fiducia Avere un rapporto con le aziende, scoprire come lavorano, toccare con mano la ricerca e i processi produttivi consente ai retailer di sapere cosa si potrà veramente vendere meglio. E vale più di tante “vacanze premio”

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opo aver trascorso una mezza giornata in un’azienda produttrice di abbigliamento neve di ottima qualità, e con un know-how straordinario ma che passa perlopiù inosservato, ho aperto gli occhi su un mondo che pensavo di conoscere. Un’esperienza paradigmatica di quello che dovrebbe accadere più spesso a me e a molti colleghi che si reputano negozianti ‘specializzati’, ma che è ancora molto distante dall’essere una prassi comunemente praticata. Passare una manciata di ore in azienda mi ha svelato tanti risvolti prima non considerati, e ora, forte di questa esperienza, mi sento in grado di sostenere che ciò assuma oggi tutto un altro valore rispetto alla pratica commerciale (abusata in passato) di aziende e distributori che organizzano giornate di sci, escursioni, soggiorni relax intorno al mondo, per coccolare i negozianti e incentivarli in questo modo all’acquisto o, diciamocelo meglio, a stilare ordini di maggiore consistenza. Oggi sarebbe senz’altro meglio, anzi dovrebbe essere indispensabile, portare la propria clientela negli stabilimenti, per farle comprendere e toccare con mano il lavoro quotidiano, la ricerca, l’analisi dei prodotti, la produzione vera e propria. Quanto più costruttivo sarebbe essere chiamati per ottenere una formazione, non quella accademica fine a se stessa – tipica di certe

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full immersion di marketing molto americaneggianti –, quanto piuttosto orientata a creare un rapporto stretto e solido tra l’azienda e il negozio suo partner per sapere cosa si vende realmente, e per riuscire a farlo sempre meglio insieme. Dai miei confronti, specie in queste ultime settimane di grande attività fieristica, ho appreso che molte aziende, in un mercato ancora sofferente, stanno limando il prodotto, cercando di risparmiare sulle materie prime e sui componenti per mantenere un prezzo accettabile. In apparenza può sembrare un’agevolazione anche nei nostri confronti, in realtà questo crea un drammatico impoverimento, perché al grande effetto visivo non corrisponde più la necessaria sostanza. Durante il mio tour aziendale, molto più stimolante di una visita fieristica, ho potuto passeggiare nel reparto ricerca, guardare il lavoro dei tecnici in mezzo a un’infinità di macchine, stupendomi del fatto che anche una ditta di dimensioni tutto sommato contenute potesse avere al proprio interno un centro ricerche dove si studiano i dettagli di una produzione di fatto realizzata nell’Est Europa. Riprova dell’innegabile valore del made in Italy, quando appunto c’è

della sostanza. Ho visto le prove sul prodotto: resistenza, tenuta, usura. La crisi è sicuramente un male, ma indubbiamente sollecita anche i più volenterosi e ‘appassionati’ a trovare nuove soluzioni che non rispondano solo alla pura logica di far tornare i conti a tutti i costi. Proprio mentre scoprivo questo mondo, ho compreso che dove nascono vere e profonde sinergie tra produttore e venditore, c’è vera ricchezza di idee, di prodotti, di prospettive future. Basti pensare a come i retailer potrebbero informare le aziende sul trend delle vendite, sui feedback dei clienti affidabili ed esperti. Mentre ora capita che certe richieste spiazzino il commerciante a corto di adeguate informazioni non trasmessegli dall’azienda (o dai suoi rappresentanti), in questo nuovo modo di operare il negoziante diverrebbe un fondamentale anello di congiunzione tra consumatore e produttore. Con ciò, quindi, si potrebbero anticipare i tempi, avere una conoscenza sia del prodotto che dei trend, riuscendo ad affrontare le sfide future con una maggiore serenità di spirito che deriverebbe proprio dalla condivisione di obiettivi finalmente sentiti come comuni. michele.demasis@topsport.it

Contro il rischio omologazione e per riuscire a competere la chiave sta in una solida partnership tra azienda e retailer


yle

Si fa presto a dire piumino

Viaggio intorno allo sportswear da neve. Fra piume doc, cloni sintetici e molto altro, sull’onda di una tecnologia sempre piÚ raffinata Raffinatezza, grande personalità e straordinaria innovazione tecnica: ecco il mix vincente dello sportswear sportivo proiettato al futuro. Pantaloni supertecnici da sci a vita bassa per un perfetto effetto jeans sotto la giacca di piuma quadrettata. Bogner

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SPORTSTYLE SPORTSWEAR DA NEVE Pasa Sport

La piuma d’oca

48.10 Everest

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Abbiamo imparato nel tempo che il piumino ha cambiato volto evolvendosi in un capo versatile e raffinato, ai confini dell’eleganza, perché grazie alle innovative tecniche di lavorazione e ai rivoluzionari trattamenti della materia prima, ha perso quelle caratteristiche di voluminosità che ne rappresentavano il limite più evidente. Il piumino, benché caldo, è ingombrante e per lungo tempo resta relegato in ambiti specifici, destinato a capi ideati per proteggere gli operai che li indossano in montagna, per gli alpinisti, per i sacchi a pelo, insomma per climi e situazioni estreme. È la metà degli anni Cinquanta. Dopo circa vent’anni, grazie a Moncler, un decisivo progresso vede alleggerire e trasformare il piumino rendendolo adatto alle competizioni sciistiche, e da lì agli anni Ottanta, complice l’esplosione del fenomeno del turismo sulla neve, diventa anche un capo fashion da indossare in città. Il piumino entra da protagonista nel p-à-p, si trasforma persino in capo estivo. Dagli anni Duemila a oggi l’evoluzione è inarrestabile e ha portato il piumino a diventare sofisticato, capace di sintetizzare sport e couture insieme. Soggetto trasversale di collezioni che lo vedono sempre più protettivo, più tecnico, protagonista di performance straordinarie per la monta-

Vist

gna, ma altrettanto adatto alla città, è interprete di giacche, cappotti e accessori di ogni genere, calzature comprese. Il piumino invade letteralmente le collezioni, i negozi, imponendosi nell’abbigliamento di ognuno di noi; è il capo più venduto dell’inverno, a tutte le latitudini, perché caldo, leggero, sempre meno ingombrante e da diverse stagioni è anche bello da vedere, raffinato e poliedrico, indossabile da chiunque a qualsiasi età e in ogni contesto. Democratico e funzionale, un vero fenomeno di moda e stile che ha visto moltiplicarsi le proposte in maniera esponenziale. Ma proprio per questo, nel mare dell’offerta, spesso a prezzi stracciatissimi, è doveroso un distinguo. Piumino è il termine col qualche genericamente si indica un capo da città e da neve, per il lavoro e il tempo libero, esternamente in nylon, per lo più trapuntato con interno imbottito di piuma, ovatta, microfibre, spesso con collo in pelliccia, vera o eco. In realtà, oggi più che mai, il piumino è un esempio di moderna tecnologia tessile applicata in grado di isolare, proteggere dal vento, dal freddo, dall’acqua riuscendo, diversamente dai suoi antenati, ad essere super

leggero, talmente poco ingombrante da poter essere infilato in spazi ridottissimi e dunque portato sempre con sé, in viaggio, nel micro bagaglio quotidiano. Non a caso insieme a leggerezza, comprimibilità è un’altra parola chiave del capospalla invernale più diffuso del momento. Il guardaroba di oggi non può prescindere dall’essere facilmente ripiegato per potersi infilare in una valigia senza perdere forma e essere trasportato ovunque con poco peso e ancor minor ingombro. Si aggiunge l’importanza, prioritaria, di avere un capo di classe che si mantenga inalterato nel tempo, in termini di estetica e qualità delle performance, che non perda le piume e sia facile da lavare, asciugare e mantenere. Esigenze che si estendono a una parte sempre più vasta dei consumatori e le soluzioni in questa direzione si moltiplicano.


Peak Performance

I compatti

Per Sportful in primo piano la Philipp-Flamm Jacket della linea Karpos, un piumino in vera piuma d’oca altamente traspirante e dalla straordinaria leggerezza. Ottimo da tenere sempre dentro lo zaino, riesce ad essere estremamente comprimibile e piccolo grazie alle piume ad iniezione diretta. Testato dagli istruttori nazionali di alpinismo in condizioni di freddo rigido, pesa solo 385 g. Realizzato in tessuto Shiny Micro nylon è altamente resistente agli strappi. Ha due tasche a zip anteriori, tre tasche interne di cui una con zip e il collo alto per offrire maggior riparo dal freddo. Nella tasca interna c’è un piccolo sacchetto dove il capo può essere riposto prima o dopo l’utilizzo; ripiegato diventa poco più grande di una mela! Disponibile nelle varianti di colore nero e bianco, e anche in versione femminile. Per il prossimo inverno il marchio svedese Peak Performance propone numerose varianti del piumino in un’ampia gamma colori, pesi e tagli e per diverse attività outdoor, uomo e donna. Frost Down Hood da donna è leggero e caldo al tempo stesso, ha l’imbottitura in piuma d’oca, con cappuccio, due tasche laterali, antivento e idrorepellente, tasche interne e coulisse regolabile in fondo e sul cappuccio. In versione maschile è ideale da utilizzare da solo o come strato caldo intermedio, da portare ovunque, con due tasche frontali e pratiche tasche interne. La BL Down Jacket fa parte

della linea Black Light dedicata allo sci alpinismo, top di gamma tecnica e funzionale, realizzata con il contributo di affermate guide alpine di livello internazionale, in membrana WINDSTOPPER® antivento e traspirante. Ha l’imbottitura innovativa in Thermocool® e piuma d’oca per il massimo comfort e totale protezione dal freddo anche in condizioni estreme, con un peso ridotto e dimensioni contenute. Più lungo sul retro, ha due tasche laterali e taschino sul petto, gomiti preformati per maggior libertà di movimento. La giacca è dotata di una pratica micro bustina in cui riporla in modo da occupare pochissimo spazio nello zaino. Per affrontare il grande freddo Aigle propone fra gli altri il piumino Wolfcreek con cappuccio in pelliccia e i polsini a coste, che dalla scelta cromatica in poi rievoca atmosfere rétro-outdoor. Si affiancano i modelli Dowtime da uomo e Omaru da donna, leggeri e comprimibili, in piuma d’oca, compattabili al punto di poter essere ripiegati nel loro sacchetto per un ingombro minimo, pronti per essere infilati in valigia all’ultimo momento o nella borsa da viaggio. >>

Fjällräven

Aigle

Sportful

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SPORTSTYLE SPORTSWEAR DA NEVE Club des Sports >>

Iniezione diretta della piuma Tante qualità in un capo solo e un’ampia gamma di prodotti, molti dei quali apparentemente analoghi, dove le differenze invece esistono e contribuiscono a fare di un classico capo antifreddo un modello di eccellenza. Accurata ricerca e grande attenzione ai dettagli, in quasi sessant’anni di vita, hanno trasformato questo capo in un soggetto indispensabile, presente in qualsiasi armadio maschile e femminile. Affinché sia caldo, leggero, confortevole, duttile e facilmente adattabile alla silhouette, tutti gli elementi che lo compongono devono essere attentamente selezionati, a partire dalla scelta dell’imbottitura. I puristi si affidano al piumino d’oca che, per una composizione ideale, di solito prevede 90% di vero piumino, soffice e impalpabile e 10% di piumetta che assicura al capo elasticità e durata. Le percentuali sono variabili, ma nei prodotti di qualità si attestano mediamente su questi valori. Attualmente la tecnica utilizzata più innovativa è quella dell’iniezione diretta della piuma che permette di ottenere imbottiture di alto livello qualitativo, mantenendo inalterato il rapporto tra peso e calore. La tecnica rende possibile l’immissione della piuma direttamente nel nylon, senza bisogno di ricorrere al sacco di contenimento interno. Il vantaggio

si traduce nella riduzione del peso, il che consente di migliorare la vestibilità e il comfort del capo. Si tratta di progressi che danno modo, rispetto al passato, di disegnare silhouette slim fit, arricchendole di dettagli sartoriali e particolari funzionali che ne migliorano anche l’aspetto. L’altra chance garantita dall’utilizzo dell’iniezione diretta è la reversibilità del capo, con cui si valorizzano le creazioni, ancora più versatili e adattabili a contesti variabili. Sempre più in voga parka, trench, giacche militari, modelli all’avanguardia sia in versione maschile che femminile, interpretati da tessuti hi-tech molto ricercati. Attualmente le superfici più ambite per chi utilizza il vero piumino d’oca sono i nylon giapponesi, che rendono i capi ancora più morbidi e leggeri, dal tatto simile alla seta. La scelta del tessuto per l’involucro della piuma è essenziale e deve rispondere ad alcuni requisiti fondamentali: evitare la fuoriuscita di piuma e piumetta, impedire la penetrazione della polvere e contemporaneamente, mantenendo inalterato il rapporto peso/calore, essere leggero e traspirante.

RH+

Soluzioni ingegneristiche Il marchio di piumini e capispalla sportivi Club des Sports per la collezione invernale 2011-2012 si affida alle qualità dei modelli di punta Ice Climbing Parka e High Altitude jacket, testati per affrontare temperature fino a -30°, sviluppati espressamente per rivolgersi ai mercati del Nord Europa. Club des Sports oltre ai piumini reversibili ad iniezione diretta, introduce nuovi tagli come il parka e la giacca multifunzione con maniche staccabili, realizzati in microfibra, cotone spalmato e canvas, sperimentando l’effetto opaco in alternativa al lucido protagonista del recen-

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te passato. La giacca tecnica da montagna diventa fashion e i dettagli sono incredibilmente ricercati. Per lui High Altitude Jacket con esterno in cotone mano ruvida spalmato, internamente in poliuretano per avere massima resistenza e impermeabilità. Polsi di tessuto in lycra per chiusura antivento, visiera preformata in neoprene all’interno del cappuccio. Zip pressofuse con tiretto personalizzato, bottoni a pressione gommati, coulisse elastica al cappuccio. Maniche staccabili con zip, interno delle tasche frontali in caldo pile. Foderato in nylon giapponese mano seta. Ghetta interna in nylon


Refrigiwear con fondo in elastico antiscivolo e retina elastica per agevolare la vestibilità. Grande tasca interna in retina con panno pulisci occhiali. Tasca interna porta iPod e passafilo gommato nero. Per lei Ice Climbing Parka, giacca con cappuccio con bordo in murmunsky, zip frontali e cintura di nylon in vita. Esterno in cotone spalmato idrorepellente opaco. La particolare fodera ha le stesse caratteristiche di un piumino Club des Sports in versione slim: tessuto di nylon giapponese mano seta foderato in piuma d’oca ad iniezione diretta. Un capo strutturato per resistere a basse temperature, ma allo stesso tempo estremamente confortevole e leggero. Orion W Down Jacket è il piumino rh+ della prossima collezione inverno 2011/2012 presentata recentemente all’Ispo. Il capo fa parte della collezione rh+ activewear 0/2000, è

indicato per le attività easy-outdoor, contrassegnato dal marchio Freelogic, che identifica i capi technicalfashion o sport-leisure. La combinazione dei tessuti waterdry e airdry garantisce l’impermeabilità all’acqua e all’aria mantenendo il corpo asciutto e protetto termicamente. Allo stesso tempo sono assicurate traspirazione, leggerezza e resistenza all’usura. Infine per un maggior comfort e un’elevata protezione termica viene utilizzata piuma d’oca europea, per mantenere costante il calore corporeo e garantire leggerezza e massima libertà di movimento. La collezione Refrigiwear è composta da una decina di pezzi tra capispalla, pantaloni, felpe e maglieria. Per i capispalla i materiali sono essenzialmente il nylon cotone idrore-

pellente arricchito da dettagli in pelle scamosciata. Capo simbolo della linea, il piumino Kitzbuhel. Realizzato al 100% in nylon leggero, ultracompatto e idrorepellente, è imbottito in ovatta. La trapuntatura orizzontale conferisce al capo un’anima decisamente sportiva. Un mix di leggerezza, performance e volumi minimi. >>

Il rilancio di Ciesse. Ritorno al futuro Dagli anni Ottanta a oggi, con uno sguardo proiettato al futuro. È questo lo spirito con cui Fremil International nel 2010 ha acquistato lo storico marchio Ciesse Piumini, creando una divisione operativa a parte. Insieme al Direttore delle Vendite Daniele De Dominicis e al Direttore di Ciesse Piumini Produzione Pierfranco Nervo, guidiamo il rilancio di un brand simbolo degli anni Ottanta. Un progetto ambizioso che non consiste nel riproporre l’ennesimo articolo in piuma. La sfida della nuova collezione “0” con le linee Sport Adventure e Urban Adventure presentate al Pitti, sono connotate da un alto contenuto qualitativo, tecnologico e stilistico. Le tonalità accese e cangianti dei capispalla esaltano i materiali innovativi come il neoprene, elastico e confortevole e il nylon oxford, durevole e resistente all’abrasione. Ciesse Piumini ha creato giacche tecniche e multifunzionali costruite come due giacche autonomamente strutturate, integrabili all’occorrenza, imbottite al 100% in piuma d’oca di primissima qualità (exclusive quality 95/5) che permette di renderle più calde aumentandone l’ergonomia. Per chi invece ama le avventure più estreme, Ciesse Piumini ha realizzato l’Adventure Jacket: completamente impermeabile, consente di stare a -20° senza difficoltà con una notevole libertà nei movimenti. Urban Adventure è la linea che fonde le proposte outdoor con le esigenze moda dei contesti cittadini. Multifunzionale, si affida a materiali performanti declinati in proposte di fashion utility, come gli storici capispalla con interno staccabile adatti in qualsiasi stagione e dalla vestibilità perfetta anche se indossati separatamente. Non mancano le camicie di piumino dal taglio slim fit, versatili, adatte a ogni occasione e proposte in una gamma di 12 tonalità moda, dal ciclamino al bianco, dal blu al rosso. La nuova stagione Ciesse riparte da un’eredità solida, fatta di competenza, autenticità, qualità. Da qui in avanti, passato e futuro si fondono: performance e design, insieme a un sistema di produzione e marketing moderno, razionale e strategico, sono le password vincenti per affrontare un mercato competitivo in cui vogliamo essere fra i protagonisti, in un programma a lungo termine che prevede specifici training alle forze vendita nazionali e internazionali. Le nostre collezioni si rivolgono sia al mondo sportivo che a quello fashion e in Italia sono presenti nelle vetrine di pochi e selezionatissimi negozi. Partendo dall’Italia, gradualmente costruiremo il domani di Ciesse, in un processo di internazionalizzazione che si svolgerà attraverso la distribuzione del marchio in Russia, Norvegia, Svizzera, Germania, Spagna, raggiungendo anche Canada e Giappone, Paesi che stanno già dimostrando un vivo interesse per i nostri prodotti.

Salvatore Internullo, Marketing Manager Ciesse Piumini 17


SPORTSTYLE SPORTSWEAR DA NEVE Scorpion Bay

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Anatomia di un piumino tecnico

Dekker

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A prescindere dal tipo di tecnica utilizzata – inziezione diretta o tradizionale inserimento nel sacco – e dal tipo di imbottitura prescelta – vera piuma d’oca, ovatta, microfibra – tutti i modelli hanno in comune una complessa costruzione, dove tanti dettagli contribuiscono a comporre il puzzle. Libertà di movimento, resistenza alle intemperie, protezione, leggerezza, elasticità, comfort, traspirabilità, sono qualità che per essere riassunte in un unico prodotto richiedono un approccio sviluppato su più fronti. Tradotto in un capo di abbigliamento questo significa, per esempio, cuciture termo-nastrate, aperture con zip e soffietto in rete per la ventilazione nel sottomanica, dettagli in micropile per proteggere il viso, riparare il mento e tenere calde le mani. Maniche con tasche porta ski-pass chiuse con zip, cappuccio staccabile a tre regolazioni per una buona vestibilità anche sopra al casco. E ancora, fra tanti dettagli, polsini in lycra inseriti sotto i polsi, nei punti critici fodere in rip-stop per una miglior resistenza e spalmature interne in poliammide per proteggere l’indumento a pelle dal contatto con la neve. Inoltre tasche per il telefono cellulare,

tasche con zip e vano porta lettore MP3 in mesh e apposita fuoriuscita degli auricolari; ulteriori scomparti in mesh per contenere oggetti umidi o ingombranti, come la mascherina, i guanti, il berretto. È la descrizione, fra gli altri, del piumino reversibile e dei capi snow Scorpion Bay, ma vale per la gran parte delle proposte per il prossimo inverno 2012. Capi multitasking, molto articolati, dove ogni centimetro è studiato ad hoc, con una funzione specifica. Ristrutturazione del marchio Mountain Force che dà inizio a una nuova stagione in cui, a partire dal nuovo amministratore delegato, vengono rinforzate la forza vendita, il marketing, la distribuzione, ma viene anche introdotto un nuovo modo di concepire le collezioni. Due linee, Sonic e Challenge, per un totale di 29 articoli, 14 da uomo e 15 da donna, dove il design è funzionale alla performance del prodotto. Grande attenzione all’ergonomia, tenuto conto che i pantaloni da sci sono largamente riconosciuti per la loro ottima vestibilità e per la nuova collezione inverno 2012 sono stati ulteriormente migliorati. Massima funzionalità anche per le giacche da sci che utilizzano lo stretch 4-way e sono ricche di dettagli utili. Il punto più alto delle nuove proposte è nella giacca 3 in 1 che si presenta con un interno caldo, isolante, che può essere indossato separatamente. Naturalmente anche la giacca esterna quando è più caldo si può portare da sola. Per la donna i capi top di stagione sono la Down Under Jacket e la Traverse Jacket. I Sonic Pant, sia da uomo che da donna, garantiscono la massima libertà di movimento grazie alle saldature con ultrasuoni che sostituiscono le impunture. Due temi principali animano la collezione Dekker del prossimo inverno. Il primo prende spunto dal mondo metropolitano e lo rielabora in una chiave fashion utilizzando tessuti tecnici impermeabili mixati a mate-

Mountain Force

riali naturali con dettagli in pelliccia e colli in maglia. Vestibilità slim, colori scuri rischiarati dagli ecru e dai sabbia. Il secondo tema è dedicato alla Natura, interpretata attraverso uno spirito luxury vintage: il passato ritorna, ma in una veste rinnovata, con tessuti, colori e fit assolutamente contemporanei. I capispalla, aviatore, parka, trench ed eskimo, presentano un’ampia gamma di tessuti: nylon fiammato a trama diagonale impermeabilizzato, poliestere-cotone elasticizzato dall’aspetto cavallery, nylon arma-


Crust turato impermeabilizzato da spalmature sul rovescio e cuciture termosaldate, nylon superleggero trapuntato. A completare la collezione, un tocco lussuoso: per la prima volta Dekker propone inserti di vera pelliccia che, insieme alle imbottiture in piuma d’oca e alla grande cura per gli interni dei capi, rendono unico e prezioso il capospalla. La palette cromatica è ricca come la collezione: accanto agli intramontabili nero, antracite e blu, ci sono i colori chiari e luminosi come ghiaccio, latte, oro e argento.

Kejo

Quando la tecnologia sposa il fashion, fra spirito vintage, lusso, riedizione di modelli cult del passato insieme alla riscoperta di una gamma colori vivace e molto articolata. Il nylon diventa opaco e... tutto è arricchito da un’infinità di dettagli “function” L’inverno Kejo si fa più colorato grazie ai piumini e ai capispalla che per la donna scelgono il nylon opaco affiancato a quello metallizzato e cangiante, ricco di sfumature cromatiche e declinato in cinque varianti di colore, dal rosso rubino al verde bosco, al petrolio per arrivare al nero e all’argento. Per l’uomo la novità è nel nylon ‘mosso’ dove il tessuto presenta un inedito effetto stropicciato e lucido allo stesso tempo. Cappuccio a mantella bordato di pelliccia eco nelle nuove versioni femminili di Afrodite e Gea, mentre per lui domina l’ispirazione militare, con la riproposta, insieme all’eskimo in piuma e alla field jacket, del bomber con l’interno arancione. Lo spirito vintage anima il brand Crust, in un sapiente mix tra moder-

nità e tradizione. Immancabile il piumino trapuntato di ispirazione anni ’70/80 che si distingue per la vestibilità slim e confortevole. Il modello Megève Competition realizzato in nylon, come tutti i capi Crust, è in puro piumino bianco idrorepellente, sottoposto all’esclusivo trattamento water-block©. Dedicata alle rider e alle amanti della montagna, Roxy, totalmente al femminile, offre una gamma di prodotti ricercati sul fronte sia tecnico che stilistico. Quattro linee animate da colori vivaci e contrasti cromatici molto intensi, Premium la più performante, completamente ecofriendly, è realizzata con materiali riciclati; il capo di punta è il piumino d’oca, ultra light e compatto, isolante e pro- >>

Roxy

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SPORTSTYLE SPORTSWEAR DA NEVE >>

tettivo. Icon è una linea più easy, tecnica ma senza eccessi, Original è la più cittadina, ispirata allo streetwear e infine Torah Bright Edition, realizzata dalla campionessa di snow Torah Bright. A riassumere lo spirito West Scout tre concetti fondamentali: design italiano, tecnologia applicata alle collezioni, garanzia di performance di qualità e grande attenzione alla tutela dell’ambiente, partendo dall’impiego di fabbriche ecologiche di proprietà e di tecniche produttive esclusive, patrimonio del brand. Diversificazione delle linee per assecondare le esigenze del consumatore, dallo sciatore doc che cerca prodotti sofisticati e funzionali, allo sportivo a caccia di stile e tendenze anche sulla neve, il tutto passando attraverso una gamma variabile di fasce di prezzo. Modelli multifunzionali e sempre più fashion oriented sia nei colori che nelle forme dalla vestibilità slim. Due mondi convivono nella nuova collezione Vist distinti, ma con molte interazioni: Function e Fashion. Gli anni ’80 e ’90 hanno ispirato le creazioni 2011-2012, ottima sintesi di creatività, esclusività e qualità per uno stile inconfondibile. Domina un vivace arcobaleno di colori che dà

West Scout

vita ai tessuti altamente tecnici sinonimo di protezione e comfort. Arancio fluo e lemon, inserti a contrasto dall’anima retrò, scritte e numeri in stile pop art marcano la personalità delle proposte Vist. La collezione function è un’esplosione cromatica. Nella linea Fashion s’impone il glamour sofisticato dove anche le proposte più tecniche si trasformano in soluzioni da portare in città. Gli anni ’20, l’epoca del Charleston e del design industriale, sono stati fonte d’ispirazione per la collezione donna 2011-2012. I capi sono arricchiti per la prima volta da cappucci adornati con preziose piume di struzzo. Per i capi della limited edition Vist osa ancora di più, arricchendo i cappucci con piume colorate di emù, oca, fagiano e tacchino.

Ancora più esclusivi, fra sport e prêt-à-porter di lusso, assolutamente hi-tech La gamma EA7 dedicata al mondo dello sci offre una perfetta combinazione di design, comfort e moda, ottenuta grazie ai più elevati standard manifatturieri e all’uso di materiali funzionali hi-tech di alta qualità. La collezione comprende completi da sci e snowboard altamente performanti con una forte valenza tecnica,

Vist

Post Card

riconoscibili per lo stile, la precisione della forma e la coerenza dei colori. Tessuti in fibra naturale e materiali speciali in cui a un primo strato seamless si aggiungono secondi strati tecnici di diverse grammature. I capi outdoor sono studiati e realizzati per garantire alte performance in ogni condizione atmosferica. La ricerca tecnica nasce dalla collaborazione con diverse scuole di sci europee e si traduce in capi ergonomici altamente traspiranti e impermeabili, fino a 20.000 colonne d’acqua! Completamente termosaldati e con zip spalmate. La collezione offre una vasta serie di piumini extraleggeri imbottiti di piuma d’oca della massima qualità, oltre ai completi da sci per uomo e donna con inserti lucidi, nastri e tiranti delle zip personalizzati. A completare il tutto accessori glamour, guanti tecnici dallo speciale design anatomico, cappelli e berretti. Post Card utilizza per i suoi capi un mix di tecniche per l’inserimento della piuma che, in base alla qualità dei tessuti, ottimizzano la leggerezza: iniezione diretta e iniezione a tre strati. La prima prevede una miscela di aria e piumino che viene sparata direttamente all’interno del tessuto, e successivamente bordato e rifinito all’interno per ottenere un ca-

Armani


Patagonia

Chervò

po caldo, confortevole, estremamente leggero e con volumi contenuti. La seconda, invece, prevede l’accoppiamento del tessuto esterno con un leggerissimo e pregiato nylon anti-piuma e foderato con il nylon medesimo. Tra i due strati viene iniettato il piumino per ottenere capi eleganti, di gusto sartoriale che offrono la stessa leggerezza, il comfort e la praticità dei capi in piuma. Piumini che raccontano esperienze lontane ed esprimono l’innovazione dei migliori produttori italiani e giapponesi, capo simbolo di donne raffinate, dalla forte identità. Un’evoluzione che parla di un’artigianalità italiana sofisticata, elegante e versatile.

Ecologia in primo piano Tecnologia, funzionalità entro cui prende forma lo stile, orientato per la prossima stagione a rivisitare i grandi classici del passato. Capi che hanno fatto la storia dell’equipaggiamento dello sci, più in generale dell’abbigliamento neve, oggi ideali anche per un ambiente metropolitano, rivivono attualizzati nei modelli Dolomite. Lo storico marchio che vanta 114 anni di esperienza, si è ispirato alle grandi spedizioni del passato, rilanciando Milestones, una linea composta da capi cult del passato declinati in tre tipologie di tessuto, ciré nylon, nylon 2 strati termosaldati e cotone spalmato. Karakorum, Fitz Roy, la linea Groenlandia e la Dhaulagiri 1960 dove i caldi Parka e Field Jacket sono disponibili in versione sia femminile che maschile e in diverse lunghezze e sono realizzati in cotone splamato con imbottitura in piuma e pregiati dettagli in pelle. Per la linea Celebrities ispirata al curling Dolomite ha utilizzato il nylon e il cotone con imbottiture in eco-down, la piuma sintetica Thermore®.

costruito con una speciale tecnica senza cuciture, a garanzia della massima impermeabilità, foderato in pile S-Cafè, una nuova tecnologia Timberland ottenuta dall’unione di fibre che utilizzano PET riciclata e fondi di caffè riciclati. L’esterno è reDolomite alizzato in tessuto in nylon ripstop con inserti in microcanvas. Waterproof 7000 mm, è completamente traspirante.

Sul fronte ecologico Timberland è in pole position con la proposta del Galehead Technical Down Parka, un pregiato parka in piuma d’oca

Chervò presenta i piumini ProTherm®, che offrono la massima termicità con il minimo peso e la massima riduzione dello spes- >>

La nuova Ultralight Down Shirt di Patagonia è uno strato invernale intermedio dalla linea attillata, realizzato in nylon ripstop che assicura massimo isolamento nel minimo pe- Timberland so e ottimo comfort. La piuma d’oca premium 800-fill la rende morbida, piacevole al tatto ed estremamente comprimibile. Un capo versatile, da utilizzare anche a temperature più moderate, per svariate attività. Il trattamento Deluge DWR, idrorepellente a lunga durata, fa scivolare via la neve. Riciclabile grazie al Common Threads Recycling Program. Disponibile in entrambe le versioni, maschile e femminile.

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SPORTSTYLE SPORTSWEAR DA NEVE Schöffel

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sore del tessuto. L’imbottitura in vera piuma naturale garantisce un comfort termico costante, ipoallergenicità e durata del capo nel tempo. I tessuti subiscono trattamenti di

garzatura e smerigliatura volti ad accentuare l’effetto ‘camera d’aria’; i vantaggi sono soprattutto nel calore ottimale e costante sulla pelle, associato alla leggerezza dei capi.

L’alternativa alla piuma Non è solo la piuma d’oca naturale a dominare la scena degli imbottiti. Su questo tema la ricerca tessile negli ultimi decenni ha fatto straordinari progressi elaborando ottime alternative capaci, oltretutto, di aggiungere funzionalità importanti alle già note qualità del piumino.

Odlo

Thermore Ecopiuma nasce per ricreare la sofficità della piuma, conservando i vantaggi di un’imbottitura termica tecnologica. Non determina alcuna complicazione nella fase di confezione del capo e consente la realizzazione di capi con ingombro limitato, garantendo massima libertà di movimento. Il finissaggio Thermore contro la fuoriuscita delle fibre dai tessuti, consente di lavare il capo ad acqua e a secco. Ora è disponibile nella versione Ecopiuma XL, per offrire massimo spessore e incredibile morbidezza. Molti marchi di abbigliamento tecnico sportivo, sci e outdoor si affidano alle qualità di PrimaLoft anche in combinazione con la piuma d’oca e riassumono nei loro prodotti le ca-

ratteristiche ormai imprescindibili di isolamento e protezione abbinate a leggerezza e morbidezza. Schöffel con la Mountainloft Hoody propone una giacca versatile dal fit ergonomico per la montagna, ma anche per i viaggi e la vita in città. Salewa nel gilet ultraleggero Magna PRL PTX W Vest, ideale per l’outdoor, posiziona PrimaLoft sulla parte frontale e lungo le fasce laterali della schiena; gli inserti Stormwall ai lati e al centro della schiena, ottimizzano la vestibilità e l’efficienza del capo. Odlo realizza PrimaLoft Celsius Packable, una giacca leggerissima e caldissima dal fit atletico che può piegarsi facilmente fino a diventare un comodo cuscino. Norrøna per Narvik down 750, un capo dall’allure urban/fashion, utiliz-

Come la piuma, meglio della piuma A proposito di isolamento ed ecologia PrimaLoft® è la vera alternativa alla piuma. Una microfibra creata all’inizio degli anni Ottanta per conto dei militari Usa che utilizzavano la piuma, lamentando però il fatto che lasciava passare l’acqua. Viene brevettato un prodotto sintetico che riproduce fedelmente la struttura della piuma d’oca, un autentico clone, una fibra sottilissima con diametro pari a un decimo di quello di un capello col vantaggio di essere idrofobico, isolante al 100% e altamente traspirabile, anche in presenza di acqua torrenziale. La peculiarità è nel fatto che tra una microfibra e l’altra ci sono minuscole sacche d’aria, così piccole da impedire alle particelle d’acqua di entrare, ma sufficientemente grandi per far uscire il vapore. PrimaLoft, nata per l’esercito, diventa immediatamente appannaggio del mondo outdoor, del fashion e dell’abbigliamento in genere, sacchi a pelo, guanti e calzature comprese, per estendersi a cuscini e piumoni. Oltre al comfort, alla capacità di tenere il corpo caldo e asciutto, PrimaLoft vanta la massima attenzione al rispetto ambientale, sia in tema di materie prime utilizzate, che di cicli produttivi e sicurezza dei prodotti. Ed è per questo che PrimaLoft Eco – che utilizza sino al 70% di materiale riciclato – PrimaLoft One e PrimaLoft Sport hanno ricevuto la certificazione bluesign®.

Jochen Lagemann, Marketing and Sales Manager PrimaLoft Europa 22


Museum za un misto piuma d’oca e PrimaLoft, usata solo nelle zone più sensibili, (fianchi, cappuccio), ma l’ultima novità presentata al recente Ispo è PrimaLoft Parka, un capo femminile totalmente in PrimaLoft con strato esterno in tessuto Gore-Tex Performance Shell per garantire protezione dagli elementi e traspirabilità. Spirito di avventura e desiderio di libertà ispirano la nuova collezione Museum che per il prossimo autunno/inverno immagina e realizza nuovi tessuti scudo. Materiali protettivi e leggerissimi per i tre temi della stagione Active, Urban, Faux & Real. Active per l’alta quota e i climi estremi, sperimenta nuovi materiali 3 layer a massima protezione antifreddo, antiacqua e antivento, con un’anima green grazie alle imbottiture PrimaLoft® e Thermore: materiali ad alte prestazioni termiche che rappresentano l’alternativa ecologica alla piuma

Salewa d’oca. I colori sono rosso, royal, giallo e nero. Nel tema Urban l’intreccio fra materiali tecnici, tagli e volumi più metropolitani dà vita a capi autentici, funzionali, disinvolti, verde militare, moro, grigio melange, blu. Le stesse tonalità tornano nel tema Faux & Real, dove l’aspetto vissuto, evocativo di un passato da pionieri della montagna si unisce a prestazioni innovative di materiali e dettagli. In primo piano il piumino Field Jacket in cotone Epic, water repellent traspirante e antivento impiegato anche dall’esercito militare americano. Imbottitura in calda e morbida piuma 90/10. Ampio cappuccio staccabile e regolabile con coulisse per migliorarne la tenuta. Qui il vintage più autentico incontra la ricerca tecnologica più avanzata. Piuma vera o imbottitura in microfibra, resta la certezza che sempre più l’abbigliamento intreccia le sue funzionalità, mixando e sovrapponendo caratteristiche che appartengono allo sci come al trekking, all’escursionismo e più in generale al mondo outdoor, con tutte le carte in regola per essere poi indossate anche in sella a una Vespa in città. Con o senza neve, salvo le interpretazioni destinate agli sportivi estremi che necessitano equi-

Norrøna paggiamenti ad hoc, quando fa freddo, nello sportswear all’avanguardia, tutto si mescola all’insegna di un approccio hi-tech, arricchito da molti particolari. Le specializzazioni aumentano, le barriere fra un ambito e l’altro tendono ad annullarsi; vengono meno le differenze di genere e tendono a sparire anche le divisioni stagionali che lasciano spazio a un guardaroba a strati, dove i vari pezzi, interscambiabili, attraversano senza difficoltà climi e latitudini.

Oltre la piuma, restano protezione e impermeabilità Tante soluzioni per The North Face®, fra cui Men’s Enzo Jacket che offre prestazioni altamente versatili sia nello sci che nello sci tecnico, sia su pista che fuori pista. Il tessuto impermeabile e traspirante GoreTex® a tre strati è una barriera perfetta contro il clima più estremo; le linee nette e la vestibilità atletica di questo capo lo rendono adatto allo skinning e agli slalom nella neve alta. Le cerniere sotto le braccia favoriscono l’aerazione anche indossando uno zaino, mentre la ghetta antineve staccabile, le cerniere impermeabili tagliate al laser e i polsini regolabili hook-and-loop impediscono alla ne-

ve di penetrare all’interno. Il capo comprende diverse tasche per riporre gli effetti personali, fra cui una tasca interna per dispositivi elettronici e tasche per gli occhiali, tasche con cerniera per le mani e sul petto, oltre a una tasca aggiuntiva sul polso, dotata di panno per la pulizia delle lenti. Il cappuccio fisso regolabile è compatibile con il casco e il riflettore di emergenza Recco® offre un’ulteriore misura di sicurezza nei percorsi fuori pista in caso di valanga. Hi-tech di classe per Ziener con la giacca femminile Siri Lady M114152 proposta nei toni del bianco e verde acqua, perfetta per il freeride. Do-

tata di membrana laminata Aquashield, offre un’ottima impermeabilità all’acqua, protezione antivento e traspirabilità. Tanti i dettagli eleganti e allo stesso tempo funzionali come zip impermeabili e completamente sigillate, cuciture rea- >>

Ziener

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SPORTSTYLE SPORTSWEAR DA NEVE Salewa

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lizzate con la tecnologia laser, taschino per il cellulare e occhiali da sole. Caratteristica della nuova linea è il Beanie-Garage, un riparo asciutto che serve a custodire il cappello nel cappuccio. È una giacca a doppia funzione: all’interno infatti c’è un caldo gilet estraibile a cui è possibile fissare il cappuccio della giacca esterna, trasformandolo in un nuovo capo.

The North Face

Nella neve senza paura. Estetica raffinata e massima protezione, sotto il segno dell’hi-tech più estremo Hood Buff® è una versatile fascia multifunzione traspirante, elastica e senza cuciture, che si trasforma in cappello, maschera, sottocasco e passamontagna in microfibra di poliestere, utilizzata doppia per proteggere il collo. Offre calore aggiunto

Haglöfs grazie alla presenza di aria calda nell’intercapedine, protegge dal vento e si asciuga rapidamente. Per Salewa alta tecnologia con Albonaska Powertex® Jacket a 3 strati, per lui e per lei. Il modello infiamma l’inverno con nuovi vivacissimi colori: uno sgargiante Orange per lui e l’audace Bermude per entrambi. La protezione da vento, acqua e freddo è garantita, insieme a vestibilità perfetta, libertà di movimento e minimo ingombro. Il cappuccio è fisso e si regola con un solo gesto della mano, mentre il lettore MP3 è custodito nell’apposita tasca, grazie alle zip impermeabili. Inoltre con il sistema Jacket-toPant la neve non entra. Per la massima funzionalità Albonaska offre anche ampia ventilazione sottomanica e polsini regolabili con ghette integrate. La Nevluk Jacket Haglöfs è una giacca versatile di elevata qualità e funzionalità, perfetta per i professio-

nisti dell’outdoor che amano lo sci escursionistico e il fuori pista. Haglöfs combina la tecnologia GORETEX® Performance Shell e gli strati isolanti ottenendo una giacca che offre il massimo comfort e protezione dalle temperature più basse ed è allo stesso tempo estremamente traspirante e idrorepellente grazie al trattamento DWR (Durable Water Repellent). Dotata di un cappuccio a tre regolazioni con visiera rinforzata in metallo e di un colletto foderato in pile, ha polsini regolabili in velcro e maniche articolate per assicurare maggior libertà di movimento. La cerniera frontale è bidirezionale e impermeabile con flap antipioggia e una protezione per il mento rivestita internamente in micropile. Comodità e praticità sono garantite dalle due tasche interne in mesh e dall’ampia tasca frontale con cerniera impermeabile.

Tecnologia: una sfida continua L’azienda dal 1984 produce abbigliamento sportivo per conto dei più importanti marchi del settore. Da sempre concentrata nella produzione di capi con forti elementi di tecnicità, si è specializzata in capi tecnici per lo sci con cuciture termosaldate e nastrate; 48.10, il marchio acquisito in licenza tre anni fa, focalizzato sugli sport neve, utilizza tessuti hi-tech spesso sviluppati in esclusiva e con le sue collezioni ha conquistato i maestri e le scuole di sci. Con i protagonisti degli sport alpini collabora attivamente per migliorare i suoi prodotti. Recentemente con la nuova linea outdoor “quattro stagioni” ha dato il via a una nuova fase animata da prodotti dedicati al trekking, all’escursionismo e a tutte le discipline outdoor. Per i modelli vengono utilizzati filati pregiati a 20 denari con piuma 100%, inseriti con la tecnica del sacco piuma, preventivamente battuti e pressati insieme, in modo da rendere il capo sottile, leggero e confortevole, oltre che caldo. È vero, la piuma richiede tempi più lunghi di asciugatura rispetto a imbottiture alternative, ma resta il capo più caldo in assoluto e quindi più adatto per la produzione di abbigliamento tecnico, sci e outdoor

Roberto Loda, Direttore Generale 48.10 24


CAMPANIA Marco Russo (coll.adulto) 081-646788 marco.russo1953@libero.it Smaldone Rappresentanze (coll.bimbo) 081-19573369 PUGLIA E BASILICATA GN Sport Studio Aldo Bucciante (coll.Adulto) 080-5538922 gnsportstudio@fastwebnet.it

PIEMONTE E VALLE D’AOSTA Alberto Marassi (coll.adulto) 335-6263532 alberto.marassi@tin.it Lauro Biolcati (coll.bimbo) 015-2539889 laurobiolcati@libero.it

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LOMBARDIA Studiomodasport - Camillo Calloni 039-674682 cca@studiomodasport.it

CALABRIA Active Group Antonio Stanà (coll.adulto) 0961-955008 activegroup@tiscalinet.it

TRENTINO ALTO ADIGE Carlo Guerra 0462-230263 carloguerra@email.it

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FRIULI VENEZIA G. E BELLUNO Jan Gregori 040-2034105 jangreg@tin.it

SICILIA Fabio Li Brizzi 091-6790344 fabiolibrizzi@alice.it

VENETO Melzi Rappresentanze 049-9001560 marco@melzirappresentanze.it

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Elisa di Francisca campionessa Mondiale Fioretto 2010

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REPORTAGE ISPO 2011

Social networking sportivo (in atmosfera rilassata) Monaco 2011, ovvero: l’importanza di esserci. Polverizzati i record delle edizioni precedenti: 80.000 operatori, 106 Paesi, +25% di affluenza, confermando il valore della fiera come piattaforma di informazione e networking internazionale. Novità a tutto campo, all’insegna della tecnologia e della sostenibilità

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S

upportare i visitatori in suggestioni, visioni e nuove esperienze. Dare adito al bisogno di nuove idee e nuovi prodotti, per ridurre il gap tra i marchi meno conosciuti e i rivenditori. Tutto questo è innovazione: e per fortuna esiste Ispo a rappresentare un movimento oggi in grande e vitalissimo fermento. La fiera di Monaco di Baviera non solo ha confermato la sua posizione di leader mondiale nella piattaforma dello sport, ma ha raggiunto nuove vette in tutto il settore degli articoli sportivi. Con più di 80.000 operatori provenienti da 106 Paesi, la kermesse quest’anno ha fatto un vero e proprio boom, con un incremento di oltre il 25% rispetto all’anno passato. Mai come quest’anno, d’altronde, la fiera è stata globale, con 2267 espositori e 101.100 m2 di superficie; non per nulla Pasal Lamy, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, è stato indotto a dire che alcuni articoli, tra cui le

scarpe da ginnastica, sono sempre più “made in World”. Oltre agli affari, l’intrattenimento puro è stato assicurato dalla tecnlogia di Willy Bogner che, nella sala cinematografica della fiera e in anteprima mondiale, ha presentato il suo innovativo proiettore a 360°, che consente la visione di film in 5d. Nella fattispecie, si è trattato di un documentario sullo sci: un modo come un altro per essere ‘proiettati’ in pista senza esserci fisicamente. Se potrà anche questo essere un modo per convincere gli scettici a provare uno dei prodotti visti durante la fiera, lo si scoprirà nelle prossime settimane, prima che l’inverno finisca, oppure l’anno prossimo, quando molti articoli saranno finalmente nei negozi: nel caso, vorrà dire che l’Ispo avrà davvero colpito nel segno. E se proprio non si viene convinti col cinema, il teatro può riuscire là dove il cinema ha fallito: allo Snow Ice & Rock Summit, infatti, oltre a discussioni su sostenibilità, sicurezza e tecnologia,

hanno tenuto banco le presentazioni di prodotti in forma di improvvisazione teatrale, con sottofondo di musica di dj. Anche questo è Ispo. Lo sport salva la vita. Con queste poche parole si potrebbe riassumere il mutato atteggiamento della società nei confronti di quelle attività – sport invernali inclusi – che fino a pochi decenni fa erano considerate d’élite o comunque troppo rischiose per i comuni mortali. L’evoluzione demografica, come pure la ricerca della gioventù ad ogni costo, hanno fatto sì che la cura del corpo sia diventata una sorta di religione post-pagana, cosicché lo sport e l’attività fisica in genere abbiano assunto un ruolo centrale nella prevenzione delle malattie. Tale sviluppo, ovviamente, incide anche sulle singole economie: basti pensare che nel 2009, nella sola Germania, sono stati spesi qualcosa come 2 miliardi di euro per salute, wellness, sport e viaggi benessere. Di questo e di molto altro si è par- >>

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REPORTAGE ISPO 2011

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lato, nell’ambito di Ispo, a “Healthstyle”, con focus e approfondimenti su numerosi aspetti del settore degli articoli sportivi al giorno d’oggi. In tal senso, l’abbigliamento tecnico può aumentare la performance atletica preservando anche il benessere, facendo aumentare eventualmente perfino la fiducia in se stessi. Basti pensare alla tecnologia rocker, che sta rivluzionando il mondo dello sci almeno quanto, a fine anni ’90, lo fece l’introduzione dei modelli carving; oppure si pensi a una cosa semplice come le escursioni che, a livello di anti-stress, hanno un valore universalmente riconosciuto. Anche i più sedentari, grazie ad abbigliamenti tecnici mai così eleganti, potrebbero sentire la voglia di farsene una, pur di sentirsi alla moda. Ma non è solo la vita individuale a cercare salvezza tramite lo sport. È il mondo sportivo che, più di altri, può aiutare l’industria a sviluppare e coltivare nel tempo una nuova etica e una nuova coscienza ecologica, salvando così la vita al nostro stesso pianeta. Ed è una buona notizia, in fondo, che, visti i tantissimi prodotti in lizza, gli organizzatori abbiano dovuto aggiungere due nuove categorie agli Eco Responsibility Awards, una delle tante passerelle di premi viste nei giorni della fiera, accanto a quelle di Outdoor, Broad Sports e gli immancabili Brandnew (di cui si parlerà in dettaglio più avanti). I prodotti premiati, in questo caso, sono stati giudicati in base a diversi criteri quali logistica, modalità di produzione, eco compatibilità, etica aziendale e responsabilità sociale d’impresa: se in Italia passassero questi con-

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La nuova generazione

cetti chiave al di là delle dei prodotti sportivi, aziende sportive (che già siano attrezzi in molti casi li applicano), forse non ci si riemo abbigliamento, pirebbe sempre la bocca è un mix sempre di mancata competitività e non si avrebbe neppupiù sofisticato re il terrore di tener chiued evoluto di qualità, se le fabbriche un giorno in più per il 17 marzo. A performance, proposito dell’Unità sostenibilità d’Italia: il Direttore Mared estetica keting di Tecnica, Maurizio Di Trani, ha ricordato con orgoglio come i loro Moon Boot siano diventati col tempo un oggetto di culto che ha contribuito, nel suo piccolo, a realizzare l’unità nazionale, quantomeno nel campo del costume. Speriamo ne arrivino presto di nuovi, di oggetti di culto da parte di aziende nostrane… Il mercato è in fermento, si parla di timida ripresa dei consumi e di crescita del Freeride. E se per i 150 anni arrivasse per davvero qualche novità? In ogni caso, l’Ispo è da sempre un’occasione da non perdere per farsi vedere, o anche solo per prendere spunti, che non si sa mai. Nuovi (vecchi) target da esplorare. L’Ispo 2011 ha dedicato una tra le più interessanti aree espositive e di ricerca alla Best Ager Gallery, dove si è parlato soprattutto di marketing multigenerazionale, sintomo di cambiamento e di opportunità per qualunque industria che si rispetti. Chi è il “Best ager” (letteralmente “colui che ha la migliore età”)? Non c’è un prototipo definito. Si potrebbe dire, volendo fare della semplice statistica, che rappresenta un campione di


uomini e donne intorno alla 50ina, ma i numeri lasciano il tempo che trovano. Meglio allora definirli come persone che, superata ormai l’età per praticare qualunque disciplina a livello professionistico, vedono comunque se stessi in una luce positiva, sono a proprio agio con l’età che hanno e trovano sempre il gusto per sperimentare cose nuove. Non va sottovalutato il fatto che, nei tre maggiori mercati europei (Germania, Italia, Francia) 1/4 degli acquirenti di scarpe e di abbigliamento sportivo sono over 45, mentre 1/10 è over 55, per un giro d’affari pari a 5000 milioni di euro. Come si può incrementare questo target? Come ci si può rapportare a questo tipo di consumatori in maniera più mirata? Il dibattito è aperto, anche perché gli stessi agers cambiano a seconda della nazione di riferimento. Quelli tedeschi, ad esempio, sono molto esigenti, vogliono consulenza e cercano un buon rapporto qualità/prezzo: moda e tecnicismi, per loro, sono valori meno importanti di quanto lo siano per le nuove generazioni. In Italia, lo scenario cambia radicalmente: gli agers nostrani sono più orientati alla moda e hanno il culto dell’apparenza visiva. Sono stati 478 i milioni di euro spesi per l’equipagiamento sportivo nel nostro Paese nel corso del 2008: in generale, ogni fascia di consumo tiene molto alla qualità, dando però maggiore importanza all’apparenza rispetto all’effettiva comodità. La classica via di mezzo, forse a causa della sua anima mediterranea contaminata dal pragmatismo nord-europeo, è rappresentata dalla Francia. Qui gli agers non

sono così modaioli, ma sanno quello che vogliono e sono esigenti in merito al comfort. Il prezzo conta, eccome: non per nulla, è il Paese dove la maggioranza degli acquisti si fa negli ipermercati o tramite internet. Assi tra gli stand. Come tutti gli anni, Ispo ha omaggiato un campione del passato che si continua a distinguere per la promozione dello sport in generale e per progetti benefici particolari. Quest’anno è stato il turno di Katarina Witt, impegnatissima nel promuovere la candidatura di Monaco 2018 e nell’aiuto ai bambini disabili con la sua fondazione “Katarina Witt Stiftung”. Cresciuta nell’ex DDR a Karl Marx Stadt (ora Chemnitz), divene un’atleta famosissima negli anni ’80 grazie ad un talento straordinario – che la fece diventare regina nel pattinaggio di figura alle Olimpiadi di Calgary 1988 – e ad una indubbia bellezza – che sfruttò per diventare un’icona sexy in foto che nulla lasciavano all’immaginazione. Ma al di là del fatto fisico, è il suo palmares a parlare: 2 titoli olimpici, 4 mondiali e 6 europei. A fine carriera ha lavorato anche come attrice, scrittrice e imprenditrice, e nel 2005 vede la luce la sua fondazione, con lo scopo di allenare alla mobiltà bambini con handicap. Nel’Ispo Cup succede ad un altro tedesco, Oliver Kahn, grande portiere del Bayern e della nazionale tedesca vicecampione del mondo 2002. Tra gli italiani premiati in passato figurano Zeno Colò, Reinhold Messner, Gustavo Thoeni e Alberto Tomba (l’ultimo, nel 2003). La bellissima Katarina Witt non è >>

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REPORTAGE ISPO 2011

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Le tecnologie evolutive e i prodotti altamente funzionali hanno entusiasmato un pubblico che ha premiato la manifestazione tedesca con un’affluenza da primato

stata l’unica atleta presente a Ispo 2011. Numerosissimi sono stati gli sportivi che hanno affollato i padiglioni nei giorni della fiera, e non solo quelli degli sport invernali: il 6 febbraio, ad esempio, sono stati i pugili e i patiti del fitness a rubare la scena. Non sono mancati neppure i calciatori, come il centrocampista difensivo del Bayern Andreas Ottl, né le vecchie glorie, come il grande Jean-Claude Killy. Il giorno degli azzurri, che hanno avuto un momento di relax prima di un mondiale ricco di soddisfazioni (ma non per loro due, ndr) è stato il 7 febbraio, quando Giuliano Razzoli e Dominik Paris hanno condiviso lo stand della Nordica assieme al duo svedese composto da Andy Myhrer e Matthias Hargin.

Lo sci si dà al rock. Anche a Ispo si è fatto sentire il forte impatto che, negli ultimi tempi, sta avendo la tecnologia rocker sul mondo dello sci. Se, da un lato, il segmento delle vendite degli sci da corsa è in declino – il 90% degli sciatori usa infatti i modelli all-round – dall’altra parte, per ammiccare soprattutto a un pubblico giovane, si avverte la necessità di maggiore tecnologia applicata, e quella rocker sembra proprio andare incontro a questa richiesta nella maniera migliore. Derivata dall’industria del surf, sta applicando le sue linee e le sue bombature – in particolare in corrispondenza delle lamine e delle code

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– oramai a moltissimi modelli di sci e snowboard in commercio, per permettere una migliore impostazione delle curve accorciando al tempo stesso l’effettivo contatto delle lamine sul terreno e dunque diminuendo l’attrito, rendendo gli sci più veloci. Certo, i principianti potrebbero trovarli più pericolosi le prime volte, anche perché molti modelli presentano tuttora leggeri scricchiolii, dovuti principalmente all’effetto molla in corrispondenza del rialzo sotto gli attacchi: ma in fondo si tratta di dettagli. In futuro, l’idea della maggior parte delle industrie sembra essere quella di fabbricare modelli semi-rocker adatti a tutti i tipi di piste, e modelli full-rocker da destinare agli spericolati free rider. Nel frattempo, sappiamo già quali modelli sono risultati i migliori agli Eurpean Ski Award. Perché, ebbene sì, anche gli sci hanno i loro campioni d’Europa. Sono stati quattro i vincitori spalmati su 2 categorie, e sono stati premiati in base a livello di innovazione, qualità, scheda tecnica, facilità d’uso e design. Nella categoria Hardgoods, il modello di sci premiato è stato “Cochise” di Blizzard. Il nome deriva da quello di un leggendario toro delle epopee del rodeo: chiunque osasse sfidarlo, otteneva la cavalcata della vita. Vedremo se sarà così anche per questo sci, ma di sicuro sembra essere un modello senza eguali in termini di rapidità ed agilità. Questo anche per via della Flip Core Technology, grazie

alla quale Cochise, con anima in bambù, è rimasto incredibilmente agile nonostante i suoi 108 mm di larghezza. E chi volesse usare questi sci con i migliori scarponi possibili, può pensare al Soma Vacuum 130 di Fischer, l’atro trionfatore della categoria Hardgoods. Composto di un nuovo materiale brevettato (Vacu Plast), consente una personalizzazione completa e un ottimale allineamento dei piedi sullo sci, con conseguente migliore trasmissione dell’energia. Passando alla categoria Softgoods, sono stati premiati nell’ordine la membrana “NX Dermizax” di Toray, materiale ultraelastico di matrice giapponese ultratraspirante, antivento e impermeabile, e il gilet “Swisswool Piz Linard” di Ortovox: di pura lana vergine, con fibre circondate da numerose sacche d’aria, fornisce un livello unico di comfort climatico. Abbigliamento casual, comodo… anzi, ricercato. Più trendy, più funzionale, più colorato. Le nuove mode sono orientate a incarnare uno stile di vita sportivo sulle piste così come nella vita quotidiana, senza rinunciare a comodità e qualità. Certo, ci sono i colori sgargianti, le zip laterali e le cuciture asimmetriche; ci sono i pantaloni oversize e le giacche da decine di tasche per i freerider; ci sono le fantasie floreali e i colori pastello per le signorine, e se un singolo pezzo può essere indossato anche nella vita di tutti i giorni, tanto meglio; ma non è solo questo. L’abito perfetto hi-tech deve es- >>


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2011

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13 - 15 aprile 2011 | Bolzano Fiera internazionale del noleggio e dei servizi per gli sport invernali

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REPORTAGE ISPO 2011 >>

sere leggero e duraturo, possibilmente con membrane a strati sovrapposti ed elastici per garantire la più assoluta libertà di movimento. Per non parlare di guanti, polsini rivoltabili, caschetti integrati nei cappucci e cerniere idrorepellenti: tutti accessori oramai irrinunciabili per abiti da veri professionisti. Ma è quando si parla in particolare di “tenere a bada” il clima esterno, che l’industria diventa più creativa. Sempre più case sfruttano preziose tecnologie, che mantengono asciutti i tessuti sia internamente che esternamente, grazie a una ventilazione dinamica e a un tessuto estremamente traspirante. Sempre a proposito di tessuti isolanti, sta guadagnando una grande popolarità una nuova piuma idrorepellente. Le camere termosigillate rendono inutile trapuntare le piume, impedendo in tal modo la formazione di ponti termici. Inoltre, le piume vengono combinate con parti in materiale stretch sui lati e sulle braccia e persino con la lana esternamente, conferendo un grande senso di riscaldamento all’indosso. Sull’onda della tendenza definita crossover, l’attività all’aperto è in continua evoluzione. In inverno, la messa a fuoco è più su sport di resistenza con elevato grado di battito cardiaco e generazione di calore. Giacche e pantaloni possono essere utilizzati anche per altre attività meno estreme come mountain bike ed escursioni. Questi articoli, di solito, sono caratterizzati da robusti rinforzi

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multistrato: sono ideali per gli atleti più ambiziosi di tutte le stagioni che richiedono il controllo ottimale dell’umidità e la protezione contro le intemperie. In alcuni casi, si può decidere di indossare anche strati singoli, a seconda del tipo di attività svolta. Non manca neppure il segmento lusso, comprendente anche lavorazioni in pelle, in pelliccia o a maglia. Senza contare, infine, l’intimo che continua a presentare nuove combinazioni di fibre tecniche e altre composizioni, come ad esempio la lana merinos. Il magico mondo della tavola. Colori forti e motivi stravaganti. Ma anche tanta, tantissima tecnologia. Il mondo dello snowboard, da sempre, è attento alla cura dell’immagine, ma, a partire da Ispo 2011, sembra ci sia anche un’attenzione tutta nuova anche per la costruzione e la ricerca dei materiali. Così, largo

Tra gli argomenti chiave dell’edizione 2011 la crescente consapevolezza della salute. Le tendenze dello sport incentivano uno stile sano e sostenibile, aumentando il senso di benessere e anche le prestazioni

all’uso di legname a chilometro zero, nonché di materiali rinnovabili e ricicati: Völkl, tra le altre, usa un mix di canapa e lino al posto della tradizionale fibra sintetica per conferire il tocco finale alla superficie della tavola. La tecnologia rocker, dal canto suo, ha fatto irruzione definitivamente anche nel mondo delle tavole da neve, ormai parenti sempre più prossime di quelle acquatiche. In ogni caso, ce ne sono diversi livelli: la Head, per il suo modello Flamba, combina la resistenza di un modello rocker con quello delle bombature classiche. Il risultato è una maggiore sensibilità in curva e un maggiore grip sui bordi. Altre case storiche, come la K2 e la Burton, giocano molto sul-


la sperimentazione, ha tenuto banco con lamine suddiviall’Ispo, con un se in vari livelli di mercato che oraIl mondo sportivo può, resistenza e aree mai ha sempre particolarmente meno a che vedetra le altre cose, elastiche sotto gli re con quello del aiutare l’industra attacchi. Dato, inolsuo fratello magtre, che la ricerca è giore, lo sci. Le a sviluppare tutto, e solo nel nogiacche sono più e implementare una stro Paese non ce lunghe, per assinuova etica ecologica ne si vuole rendere curare fondoconto, l’Ispo ha daschiena asciutti to una vetrina imanche dopo una portante anche ai ragazzi dell’Univer- lunga serie di salti; tutti i modelli, poi, sità Tecnica di Chemnitz, che hnno hanno in comune tre caratteristiche creato una lamina di nuova concezio- fondamentali: leggerezza, idrorepelne per lo snowboard Silbaerg, adatlenza e traspirabilità. Le tavole, inveta ad una conduzione aggressiva an- ce, diventano oggetti per pittori, foche sui terreni più accidentati. tografi e grafici, con contrasti di colori sempre più flash. Il tutto mentre A volte ritornano. Capitolo a parte la funzionalità e la coscienza ecologimerita un grande ritorno in auge: ca dimostrano di poter convivere quello degli Splitboards. Trattasi di senza che ne risenta la qualità dei snowboard separabili che consento- prodotti. Belowzero, per esempio, no di utilizzare le tecniche di salita sfrutta fino al 75% di poliestere ricidello sciaplinismo e allo stesso temclato per la sua nuova collezione; alpo di scendere godendo della vercune ditte, come la Patagonia, sfrutsatilità delle normali tavole. In pratitano soltanto lane di pecore locali ca, per la salita, si può dividere il oppure, come la Maloja, le fanno lamodello in due e applicare pelli di vorare in Armenia grazie a un progetfoca opportunamente sagomate; gli to benefico per dare lavoro ai contaattacchi, poi, vengono montati su dini di lì. D’altra parte, le tute da speciali perni che, nella fase di disnow non debbono per forza essere scesa, consentono il montaggio in costose: molte case stanno cominposizione da snowboard. Nel passa- ciando a incrementare le loro offerte to, questi modelli avevano piste con prezzi competitivi. È il caso di troppo strette e sparirono in fretta Billabong, che introdurrà a breve una dalla circolazione; ora con l’avvento speciale linea per principianti, mendelle piste a parte, possono trovare tre Burton metterà in commercio una una seconda giovinezza. linea di minor impatto dal punto di vista grafico ma comunque di qualità, Moda da tavola. Bizzarra o senza e con prezzi molto competitivi. Su tempo? Sicuramente curiosa è la molte giacche si assiste a un trionfo nuova moda per il surf delle nevi che di dettagli catarifrangenti sempre più

sofisticati; se poi si vuole la tuta a tutti costi, ora esistono anche giacche e pantaloni unibili con l’ausilio di zip e bottoni. Dulcis in fundo, i caschi: non solo importanti perché proteggono la testa, ma veri e propri segni distintivi, al punto che non è raro, ormai, usare i materiali della loro imbottitura anche sugli indumenti, per offrire protezione maggiore. Quando si dice la sicurezza... Volendo si potrebbero citare anche gli zaini da fuorispista, dotati di ABS in caso di valanghe e segnalatori d’emergenza. E la lista potrebbe continuare. giovanni.fini@topsport.it

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2011

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Streak è stato sviluppato per quei corridori, che trovano il giubbottino di sicurezza ingombrante. Questo in confronto è estremamente leggero e incredibilmente confortevole ed è stato disegnato in modo tale da permettere ogni movimento senza procurarsi fastidiosi sfregamenti. Sembrerà di non portarlo neanche. La sua funzione principale è la visibilità notturna e questa viene garantita fino a 365 m in 360° con una luminosità di 400. Gli elementi riflettenti si trovano ad altezza spalle, petto e vita, sia sul davanti che sul dietro. Il materiale in mesh è morbido e traspirante e si adatta perfettamente al corpo. Con questo giubbottino potrete correre spensieratamente ad ogni ora del giorno!

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ATTUALITĂ€

Il commercio continua a soffrire. Principali indiziati: la crisi economica e la stagnazione dei consumi, ma anche il potere crescente delle grandi catene, gli outlet, il sistema compromettente dei saldi e delle vendite promozionali. Possibile ancora uscirne vincenti?

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Il retail italiano è in svendita?

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ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

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nutile negarlo: il retail ‘indipendente’ soffre, in Italia, e continua ad accusare il duro colpo inferto al commercio al dettaglio da una crisi economica che sta velocemente sovvertendo l’asset distributivo ‘tradizionale’ e costringendo così i vari player a rivedere tutte le regole del ‘sistema’. Dai costi alle dinamiche d’acquisto, dalle tendenze alla mentalità del consumatore, dai rapporti con le aziende alle modalità di vendita, il settore è stato scosso fin nelle fondamenta, e stenta inevitabilmente a ridefinire una identità messa così in forte discussione.

Tra le più recenti a lanciare l’allarme è stata proprio Confesercenti, con una previsione da brivido. Sono ben 55.000 le imprese a rischio di scomparsa nei prossimi dieci anni, con una ricaduta su circa 135.000 lavoratori del settore. Dati desunti da una panoramica attuale, che vede ai primi posti verso il baratro l’alimentare, l’ortofrutta, le macellerie e le panetterie. Seguono a ruota mobili ed elettrodomestici, fiori e piante, merceria. Basti pensare che nei primi 9 mesi del 2010 tra iscrizioni e cancellazioni alla Camera di Commercio si è avuto un saldo negativo di 10.000 piccole atti-

vità, con una tendenza analoga nel 2011. Se il retail sportivo non ha ancora un piede nella fossa, ciò non vuol certo dire che le cose stiano andando a gonfie vele. In definitiva, occorre comprendere quali sono i problemi e le difficoltà, proprio per trovare le opportunità e le migliori strategie di rilancio. La prima ad essere additata come responsabile per la situazione attuale è ovviamente la crisi economica, cui è seguito il sovvertimento di un sistema cristallizzatosi in anni di immobilismo. Fermo sulle proprie posizioni, pensando di >>

Georg Oberrauch, Sportler

Creiamo un marchio di qualità per le vendite di fine stagione Occorre distinguere tra le promozioni delle varie case e le vendite di fine stagione. Il commercio ha l’interesse a proteggere queste ultime come un marchio di qualità per il consumatore. Certo si rischia di entrare in una sorta di conflitto etico, poiché tutti nel retail vedono il valore di questa vendita. In concreto significa che oggi ogni commerciante ha il problema delle rimanenze di magazzino, anche se negli ultimi anni sono stati investiti impegno e denaro nella concretizzazione del never out to stock, nel b2b, nella logistica del just in time, senza però riuscire a risolvere definitivamente la situazione. Non dimentichiamoci poi che anche se un buyer è bravissimo, l’errore può sempre avvenire. Né bisogna sottovalutare il cambio articoli, perché è cosa nota che a fine stagione arrivino le nuove proposte, e le rimanenze, spesso incomplete di alcune taglie, devono lasciare spazio ai nuovi arrivi. Ecco perché la vendita di fine stagione, programmata seriamente, rappresenta sempre un periodo negativo per il commerciante, ma al tempo stesso di utile, perché la perdita sarebbe ancora maggiore se non si riuscisse ad eliminare l’esubero. Il consumatore conosce bene questa realtà, conscio di non trovare l’offerta completa, ma consapevole parimenti che i saldi sono il periodo in cui, con un po’ di fortuna, può ancora realizzare qualche affare. Non mancano, per questo, fasce di consumatori che acquistano solo in questo lasso di tempo, benché l’assortimento sia minore. Certo sarebbe importante mantenere alta la qualità verso

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il consumatore anche in queste situazioni, proprio come se si trattasse di un marchio distintivo. Anzi, la dicitura “vendite di fine stagione” dovrebbe essere un marchio protetto, uguale per tutti, limitato a un determinato periodo, senza essere liberalizzato totalmente in termini temporali. Viceversa, credo che si dovrebbero offrire promozioni tutto l’anno, un po’ come di fatto accade negli outlet. Attenzione però a non considerare


È tempo di riflettere sulla natura dei negozi, le verticalizzazioni e il posizionamento dell’attività, passando per l’innovazione, la formazione, l’immagine e l’organizzazione che persone e prodotto hanno all’interno del sistema retail

stupido il consumatore, perché i dati stanno dimostrando come l’acquirente cerchi la concretezza, non l’eccesso di marketing. Anzi, sento sempre più consumatori lamentare il fatto che talvolta nell’outlet paghino un prodotto più che in un negozio normale. Credo che i commercianti, ovvero gli imprenditori del libero commercio, debbano salutare questa opportunità con gioia, visto il successo che stanno avendo, mentre bisognerebbe rimettere in discussione gli outlet, pur facendo anche questi parte del gioco. Eticamente, infatti, reputo che siano da mettere in discussione, perché alla fine si rischia di prendere in giro il consumatore. Tuttavia finché funzionano, e finché i commercianti accettano certe proposte – tanto più osservando la corsa della clientela verso questi centri dell’acquisto – non si può che prendere atto della loro presenza sul mercato e accettarli. Diverso è il discorso per Decathlon, dove chi ha studiato le diverse situazioni lo ha fatto bene, e ha saputo proporre soluzioni che hanno incontrato e guadagnato il rispetto del pubblico. Il colosso francese ha sviluppato una modalità di commmercio che funziona, e la risposta dei negozianti deve essere quella di analizzare questa modalità e trarne spunto. Magari mettendosi insieme ai produttori, contro un competitor che, con le sue private label, ha la forza di accaparrarsi fette di mercato altrimenti destinate ai produttori. Se quindi alle fasce di prezzo di Decathlon si contrappone il valore del marchio, lavorando sulle sinergie tra negozio specializzato e produttori, il

mondo retail è ancora in grado di far emergere tanti e importanti valori aggiunti. Resto dell’idea che la filosofia giusta sia quella di Sport Alliance, ovvero la voglia di mettersi insieme per costituire alleanze, raggiungere gli stessi volumi di grandi realtà come il colosso francese, per accedere a prezzi migliori. Ciò è infatti dimostrato dal fatto che dove esistono gli stessi volumi, si riescono a esporre le medesime proposte di Decathlon. Chiaramente bisogna anche saper capire le necessità dei consumatori, perché, ad esempio, spesso i nostri clienti cercano un prodotto di qualità superiore. Circa i saldi e le proposte di spostarne la data, si può dire che è una questione che c’è sempre stata e sempre ci sarà, per via di un congenito conflitto di interessi tra abbigliamento e articolo sportivo. Tante volte se la neve arriva tardi le vendite iniziano proprio nel periodo dei saldi, mentre se cade prima si ha il tempo di lavorare in un maniera decisamente migliore. Per mantenere il marchio “vendite di fine stagione” in piedi occorrono quindi dei compromessi. Basti pensare che per l’articolo sportivo l’ideale sarebbe iniziare i saldi intorno al 15-20 di gennaio, come accade per tutti i settori in Germania, mentre per l’abbigliamento sarebbe perfetta la prima quindicina del mese. Si può dire allora che quello attuale è un compromesso che da un lato sembra accontentare entrambi i settori, mentre di fatto li scontenta entrambi, se si analizzano separatamente i due ambiti.

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FOTO: PIZ BLANC

ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

Non bisogna confrontarsi più solo sul fattore prezzo, che rischia anzi di innescare una caduta progressiva verso il basso da cui sarebbe molto difficile risalire Vittorio Banchetti, Banchetti Sport

Bisogna rispettare le regole Concordo con la triste visione della Confesercenti e infatti ho trasformato quello che è il più antico negozio di articoli sportivi di Roma in una boutique d’abbigliamento. Del resto, essendo posizionato in una zona a traffico limitato, non posso più vendere sci e scarponi come negli anni addietro. Mi sono quindi orientato su piumini, cappotti e una linea fashion, per cui anche senza l’auto le persone possono comodamente portare a casa ciò che acquistano. Questo mi ha permesso di difendermi dalla grande distribuzione, differenziandomi e portando avanti una linea in sintonia con un certo tipo di clientela selezionata. Chiaramente come tutti i negozi anche noi viviamo il momento dei saldi, peraltro in una regione che aveva messo in discussione le date vigenti, per via di un cambiamento delle stagioni che vede arrivare il freddo e il caldo più avanti rispetto a quanto indicato dal calendario, come dimostrano le stazioni sciistiche e gli stabilimenti balneari. Per noi di Roma era logico spostarli, trovandoci geograficamente al centro, ma i capoluoghi di provincia hanno rifiutato, perché penalizzati dalla vicinanza con le altre regioni che, autorizzandoli prima, avrebbero ‘bruciato sul tempo’ la concorrenza. Di fatto noi siamo un Paese spaccato, dove le regioni fanno un po’ ciò che preferiscono e trovare una linea

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comune non è facile. Il Presidente di Federmoda, a Milano, ha spinto per iniziare i saldi con l’Epifania, chiedendo a tutta Italia di adeguarsi. Tuttavia non si tiene conto che si tratta di una festività resa lavorativa, poco sentita al nord, ma ancora molto considerata al centro e al sud. Un dato, questo, da considerare così come le aperture domenicali, ingiuste perché non si tiene conto dello sforzo che si chiede ai lavoratori, ma soprattutto alle lavoratrici del settore. La nostra, per quanto si possa credere, non è una professione semplice e le persone hanno il sacrosanto diritto di avere il giusto riposo. Quando si parla dei saldi, poi, bisogna anche allargare la prospettiva. Il negozio di alto livello, infatti, risentirebbe meno dei saldi, a differenza di quello di livello più basso, che ha una clientela più propensa ad attendere il momento più conveniente per procedere agli acquisti. Ciò non toglie che ci siano clienti che già prima dei saldi chiedono sconti e trattamenti particolari, anche tra il target con alto potere di spesa. Qui subentra una questione di principio e rispetto. Anche a livello amministrativo, se si iniziasse a vendere merce in saldo a metà dicembre, non so come si potrebbero far tornare i conti con l’erario. Esistono degli studi di settore: tanto si compra e tanto si può guadagnare. Inoltre i saldi hanno una data di inizio precisa che


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sfruttare un know-how specifico, il retail sportivo italiano non è stato abbastanza capace di rinnovarsi, di sviluppare nuove proposte e di aprirsi alle novità in quella maniera scientifica e persino metodica che possiamo riconoscere agli operatori centro e nordeuropei. Chi ha investito in questo senso oggi si sente più sicuro e, pur con tutta l’attenzione del caso, prosegue il proprio cammino con il passo meno incerto degli altri. Certo la crisi dei consumi non aiuta, così come la stagnazione della domanda e l’indice, in salita, della disoccupazione, specie giovanile. A pagare il prezzo maggiore di questa situazione sono i piccoli negozi, costretti a fare i conti con una domanda pressoché ferma, mentre lo spopolamento delle città e nuovi modelli e stili di vita sicuramente non danno una boccata

di ossigeno a chi già dal 2008 è di fatto in apnea. Oltre a questo sentimento diffuso, vi è da aggiungere la concorrenza, a volte spietata, di player dalle spalle larghe. È il caso, se ci si concentra sulla moda e sull’abbigliamento, degli outlet, veri o presunti hard discount del fashion, mentre la grande distribuzione organizzata continua a dare filo da torcere al settore dell’articolo sportivo con logiche da supermercato che attraggono almeno la parte (consistente) del pubblico ormai assuefatto al sistema dell’acquisto self service. Le piccole realtà dispongono indubbiamente di minori risorse da investire nello sviluppo, ma al tempo stesso non possono ridurre i propri margini per cercare di mantenere analoghi volumi di vendita, non essendo strutturate come le società più grandi.

deve essere rispettata. Certo, il cliente tenta di ottenere uno sconto, anche perché si accorge degli escamotage poco seri messi in atto da qualche negozio. Proprio per evitare questo genere di problematiche bisogna che i negozianti seguano le regole che ci sono. Non dimentichiamoci che la Legge recita che fino a 40 giorni prima dei saldi si possono effettuare le vendite promozionali, peraltro riproponibili al termine di questi. Dunque anche tutta la questione intorno ai saldi verrebbe a sgonfiarsi, se solo le persone conoscessero bene i regolamenti vigenti. Inoltre bisogna precisare che la vendita promozionale era nata per eliminare acquisti sbagliati fatti dal commerciate. Era quindi focalizzata su una fornitura ben precisa, non su tutti i prodotti presenti in negozio. Certo la responsabilità di questo caos interpretativo è anche del legislatore, che non ha precisato in maniera accurata i limiti della vendita promozionale, generando questa promiscuità tutta italiana. Analogamente gli outlet dovrebbero vendere i prodotti e le collezioni degli anni precedenti, ma a ben guardare questo non corrisponde sempre al vero. L’ufficio delle Entrate o la Guardia di Finanza, infatti, non hanno mai verificato la coerenza di questa situazione, ed è evidente che le ditte producono di più per poter rifornire queste realtà. Ge-

Dovremmo dunque aspettarci un declino irreversibile che suona come una condanna a morte? Il coro dei “no” conta più voci (molte delle quali hanno suggerito soluzioni interessanti proprio in queste pagine e ormai da mesi sui vari numeri della rivista). Se infatti le grandi dimensioni possono giovare, pur con una certa difficoltà di gestione, il consociativismo, la capacità di creare una rete e trovare una formula di partnership e collaborazione possono essere strade percorribili, così come la ricerca e l’innovazione, la capacità di proporre qualcosa di nuovo e interessante a un pubblico da fidelizzare, selezionare e difendere come un bene prezioso. Di fatto, le aggregazioni imprenditoriali possono consentire alle imprese di una certa area o categoria di avere un confronto, dei vantaggi economici, ma soprattutto di offrire quei servizi >>

nerando paradossi singolari, come la liceità dei saldi per un canale che offre già un prezzo scontato, applicando dunque uno sconto su un prezzo già ribassato. Senza dimenticare che queste cittadelle dello shopping hanno anche molti vantaggi logistici – come parcheggi e parchi gioco –, a differenza dei negozi siti nei centri storici, spesso penalizzati da aree pedonali o a traffico limitato. Bisogna quindi rendere il cittadino consapevole della situazione reale, e effettuare controlli accurati per eliminare sacche di illegalità che possono danneggiare tutta la categoria.

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che oggi sono appannaggio dell’offerta commerciale. Riqualificazione del territorio, dunque, delle strutture, degli spazi espositivi, con un ammodernamento e una personalizzazione che possano garantire una certa identità, in modo che, per l’alto valore di servizio e anche per l’estetica, la clientela scelga di entrare in un negozio piuttosto che procedere all’acquisto in batteria – modello supermercato – come si è ormai abituata a fare. Non bisogna confrontarsi più solo sul fattore prezzo, questo è un messaggio fondamentale.

Così facendo si rischierebbe di innescare una caduta progressiva verso il basso da cui sarebbe difficile risalire. Un consumatore sempre più astuto, parsimonioso e informato, bombardato da offerte promozionali che lo raggiungono ovunque – dalla cassetta delle lettere al telefonino, da internet ai media tradizionali fino alle azioni di street e viral marketing – difficilmente si lascerà sfuggire l’opportunità di far abbassare i prezzi. Molti, anzi praticamente tutti, si sono lanciati nei saldi che di fatto negli ultimi anni sono diventati uno strumento irrinun-

ciabile per rianimare il commercio. Con le vendite natalizie e una più favorevole disposizione all’acquisto da parte del consumatore, molti hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, anche se non mancano punti di vista contrastanti. Nello specifico settore sportivo, poi, esiste una forte dicotomia tra abbigliamento e attrezzo, due ambiti che generano dinamiche differenti, e il cui coordinamento di tempi e modalità non è sempre facile. Tra gli acquisti, a farla da padrone, sempre secondo i dati raccolti, sono stati piumini e maglieria, ma anche l’attrezzo >>

Michele De Masis, Polo Sport

Qualcosa non quadra A Milano sembrano andare alla grande i tanto decantati temporary shop, ovvero negozi in affitto a tempo determinato, proposti cercando di attirare chi non ha grandi possibilità o chi possiede un negozio non posizionato in una zona di shopping. L’affitto si aggira intorno ai 10.000 euro al mese, per disporre di 95 metri quadrati, a volte suddivisi su due livelli. Sui giornali si legge sempre più spesso che il commercio è in via di estinzione e che a dettare legge in questo far west dei prezzi sono ormai gli outlet. Viene spontaneo chiedersi, però, quale beneficio possa trarre il consumatore dall’acquisto effettuato all’interno di queste realtà che offrono merce completamente diversa da quella presente nei negozi tradizionali. Sembra quasi che si stia tentando di destabilizzare i commercianti, anche se non si capisce a vantaggio di chi. Come si può pensare che negli outlet possano regalare qualche cosa? Ci dovrà pur essere un motivo per cui un prodotto costa meno. Forse perché non c’è ricerca nella sua fabbricazione, e i prodotti proposti sono solo copie di articoli altrui. Ma la figura preposta a sviluppare le idee anche in queste realtà dovrà pur fare ricerca, confrontarsi e consultarsi con qualcuno. Ci sarà uno stilista, un architetto, insomma qualcuno che tenti di proporre qualcosa di completamente nuovo. Ufficialmente le aziende affermano che negli outlet si vendono solo collezioni datate e non quelle appena messe sul mercato. Oppure che i capi che si trovano in

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queste cittadelle sono minimamente fallati. In effetti, verificando personalmente, ho potuto constatare la veridicità di queste affermazioni, ma non per questo mi sfugge una certa falsità. Voglio dire che spesso il cliente viene attirato tramite l’illusione di poter trovare negli outlet lo stesso prodotto venduto nel negozio tradizionale, ma a metà prezzo. E nessuno spiega mai al consumatore il motivo di questa differenza di costo. Penso che le aziende, in questo momento, dovrebbero


FOTO: CISALFA

La crescita del mercato passa oggi necessariamente da una riqualificazione delle strutture, degli spazi espositivi e del prodotto stesso

porsi dei traguardi e soprattutto pianificare delle strategie. Il negoziante non si fa più condizionare tanto facilmente, né dai clienti né dalle aziende stesse. Un risveglio delle coscienze, quello che sta avvenendo: non si compra più tutto ciò che viene proposto dai rappresentanti, e anzi spesso si acquista solo ciò che si ritiene più valido. L’unica speranza è che il negoziante abbia gusti (e di conseguenza faccia scelte) diversi da quelli del suo cliente. Il retailer, infatti, deve farsi propositivo, smettendo di inseguire ciecamente le richieste del pubblico, e prendendosi la responsabilità di compiere delle scelte basate sulla propria esperienza. Per quanto riguarda i saldi, ritengo sarebbe auspicabile una liberalizzazione, che riuscisse a sovvertire il sistema – ora nel caos – e che permettesse ai singoli di emergere. Come si può credere di poter vendere scontato dal 2 di gennaio lo stesso prodotto che le persone hanno comprato per i regali di Natale a prezzo pieno? Vendendo in saldo un articolo a un cliente, che giustificazione si potrebbe addurre a chi, solo due giorni prima, aveva acquistato lo stesso prodotto a prezzo pieno? Sono tanti i negozi che hanno abituato la propria clientela a questo sistema. Ma bisogna sottolineare che a rimetterci è sempre l’utente, perché i negozianti hanno già da tempo trovato il sistema per realizzare i ricavi sui saldi. Se prima il ricarico era di un certo tipo, ora è il doppio, in modo da salvare il margine anche con le vendite scontate. Un gioco che non approvo, e che di fatto rischia di

portare all’attività solo nel periodo promozionale, preferendo magari attirare i clienti promettendo sconti anticipati rispetto a quelli canonici dei saldi. Meglio, dunque, che si liberalizzi il sistema. Tolti i paletti, il cliente potrà rendersi conto in pochissimo tempo del trucco e, sentendosi raggirato, sarà in grado di prendere le debite precauzioni, potendo scegliere di acquistare in quei negozi che adottano una corretta politica commerciale. Analogamente occorre una norma che regoli le vendite promozionali, nate in realtà per finanziare dei progetti specifici – come, ad esempio, il rinnovo dei locali – e che devono consentire anche a un cliente non abituale di approfittare di un’occasione. Ciò, però, deve avere uno scopo per il negoziante: l’aumento delle vetrine, delle insegne, dei magazzini. Non deve essere solo un modo per realizzare un facile profitto. Oggi invece con questa offerta continua non si fa altro che riempire gli armadi della gente senza creare dei reali bisogni. Tuttavia se stipiamo i guardaroba della gente (come è già successo in passato, proprio con le svendite) è normale che i bisogni calino e di conseguenza diminuiscano gli acquisti. Oggi c’è voglia di prodotti nuovi, e per rispondere a questa domanda dovremo cercare prodotti fuori dalla norma, verticalizzare ancora, migliorare per difenderci dalle grandi catene, e dimostrare alla gente che la differenza c’è.

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(grazie alla neve, che fortunatamente non è mancata). Rimane però un conto aperto. Gli outlet, infatti, hanno messo in saldo prodotti venduti già al 60-70% di sconto durante tutto l’anno. Ci troviamo di fronte ad una sorta di nuovo paese dei balocchi per il consumatore, specie se fashion-victim, che comincia a vantare volumi di vendite importanti, anche se in molti si stanno accorgendo delle differenze e come non sia poi così vero che sempre e comunque il sistema sia davvero vantaggioso, in termini di qualità e di prezzo. Certo è che se l’attrezzo la scampa, l’abbigliamento si trova più in conflitto, anche per via delle

politiche dei grandi brand che impongono premium price ai negozi ma che poi scaricano in stock negli outlet esuberi di produzione necessari per abbattere i prezzi. Una inequivocabile sovrapproduzione talvolta persino voluta per fare branding in maniera massiccia, ma con conseguenze scientifiche di esubero e di parallelo. La questione dei saldi rimane aperta, così come quella delle vendite promozionali, o delle aperture domenicali. Situazioni complesse, tanto onerose quanto delicate, indici di un’ulteriore erosione del già ridotto margine di guadagno, e che portano ad azioni talvolta rite-

nute necessarie per poter contrastare lo strapotere delle grandi catene e la sfrenata corsa al ribasso degli outlet, il tuttoin presenza di un conflitto anche marcato tra abbigliamento ed attrezzo. Nasce così la riflessione sulla natura dei negozi, le verticalizzazioni e il posizionamento dell’attività, passando per l’innovazione, la formazione, l’immagine e l’organizzazione che persone e prodotto hanno all’interno del sistema retail. Un argomento già toccato in varie occasioni, analogamente alla (non) partecipazione alle fiere e all’adesione, o meno, a un gruppo d’acquisto. matteo.barboni@topsport.it

Sergio Longoni, Sport Specialist

C’è outlet e outlet

Tante situazioni ruotano ormai intorno ai saldi, nel nostro mondo sportivo. Ovviamente dipendiamo dalla stagione, per cui ogni anno può riservare sorprese in positivo o in negativo, ma in linea di massima gli sconti partono troppo presto. Se freddo e neve arrivano tardi, in prossimità dei saldi, il pubblico aspetta le promozioni e i margini per noi commercianti risultano profondamente compromessi. Ovviamente per chi vende abbigliamento e calzature la partenza dei saldi in gennaio è importantissima, perché dopo si accusa un calo fisiologico delle vendite. Certo la situazione non aiuta. La crisi generale rende difficili le proposte a prezzo pieno e ci si affida sempre di più alle offerte, pur di attirare in negozio qualche cliente. Questo anche per via dell’enorme proposta che c’è oggi, sia di punti vendita che di prodotti disponibili. La concorrenza, anche ad opera della grande distribuzione, è molto forte, per non parlare delle strutture che vendono a prezzi veramente incredibili (anche se i prodotti sono di qualità non eccelsa). Questi mega o super outlet rappresentano un mondo a parte. Anche noi abbiamo un outlet, ma che nasce con un concetto ben differente. Il nostro punto vendita infatti propone merce disassortita, di fine stagione, o vicina all’esaurimento, per cercare di venderla a qualsiasi prezzo per recuperare l’invenduto e lasciare spazio nei magazzini. Le mega strutture, invece, ricevono merce preparata

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ad hoc per loro e per essere venduta in questo canale alle cifre che conosciamo. Un concetto ben diverso, quindi, rispetto al fine serie che dovrebbe invece animare la vendita negli outlet. Certo non escludo che a volte le aziende debbano disfarsi di grandi quantitativi di merce prodotta su vasta scala in Cina per abbattere i prezzi all’origine, ma certamente si riscontrano produzioni dedicate, a condizioni particolari. Del resto, come farebbero se non fosse così a potersi permettere affitti, personale e forniture, se pensiamo che oltre a una vendita scontata tutto l’anno del 50% e oltre, applicano persino i saldi su merce già sottocosto. Una gestione discutibile, ma dal loro punto di vista quasi necessaria. Per questo sono convinto che dovremmo essere un po’ più uniti a livello di retailer, avere un maggiore scambio di informazioni e riuscire a costituire una forza veramente importante per poter esaudire certe richieste. Oggi invece siamo ancora poco organizzati e di conseguenza ognuno guarda al proprio e fatica ad ottenere un risultato concreto sulla base di istanze legittime e determinanti. Certo ci sono associazioni e organizzazioni che si danno da fare, come i gruppi d’acquisto, ma siamo ancora in pochi a credere in una realtà consociativa che dia una rappresentanza importante, su base allargata, con una forza tale da sedere a certi tavoli e ottenere ciò che ci occorre.


FOTO: UNIVERSO

Radicarsi sul territorio rafforzando la propria presenza con un’accurata scelta degli articoli, e con attentissime politiche commerciali. E tanto servizio

Vincenzo Genovese, Genovese established 1830

Determinazione e nuove tecnologie

Non esiste una ricetta per risolvere il problema delle vendite. Alla base di tutto ci deve essere un’amministrazione locale che si impegni a rivitalizzare le città, e soprattutto le zone periferiche. Successivamente sarà poi compito dei commercianti specializzarsi e fare ricerca su prodotti, brand, interni, per rendere unico ed esclusivo il proprio punto vendita. Per attuare tutto questo non bisogna però affidarsi solo alle griffe, che nei periodi di crisi rendono molto in termini economici rispetto ai negozi di ricerca, ma bisogna proporre prodotti che abbiano uno stile e garantiscano un buon rapporto qualità-prezzo. Inoltre occorre impostare una gestione di stampo familiare, ma che sia allo stesso tempo imprenditoriale, creando una certa atmosfera, con competenza. Caratteristica, questa, che nei centri commerciali non si potrebbe ricreare. Per la gestione e il marketing è fondamentale saper utilizzare le nuove tecnologie. Facebook non serve, infatti, solo per chattare, ma piuttosto per promuovere il negozio ovunque, senza tralasciare lo sviluppo dell’ecommerce, attraverso offerte da e per tutto il mondo, in modo da allargare i mercati.

Per le aziende bisogna lavorare su campionari a 2 o 3 mesi sul pronto e non effettuare programmati a 6 mesi, creare interfacce b2b per fare riordini e puntare sul piccolo negozio per farlo crescere. Senza dimenticare che i rappresentanti devono tutelare davvero gli interessi dei commercianti, non esclusivamente i propri, diventando piuttosto una figura di personal shopper b2b, impiegando anche skype per colloquiare con il cliente e aggiornarsi sull’andamento delle vendite. Circa le promozioni, è inconcepibile che i saldi inizino il 2 gennaio o l’1 luglio. Così facendo si abbattono sia la vendita invernale che quella estiva. Sarebbe invece utile proporre i saldi per un mese intero, nell’invernale dal 31-01 al 28-02 e nell’estivo dal 16-08 al 1609. Le vendite promozionali dovrebbero invece posizionarsi in periodi morti, con un massimo di 8 giorni e sconto massimo del 30%, in momenti del’anno che potrebbero essere nell’invernale dal 15-10 al 15-11, e nell’estivo dal 15-04 al 15-05. Non dimentichiamo, infine, che per combattere i grandi centri commerciali conviene puntare molto su marketing, pubblicità, e anche e-commerce.

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ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

Andrea Colzani – Brico Sport

Il cliente va motivato

Sicuramente il mercato si trova in una situazione di grandi cambiamenti, perché è chiaro che in una situazione economica come quella attuale solo le aziende che hanno una struttura e una certa solidità, soprattutto a livello finanziario, possono permettersi di affrontare il mercato facendo anche degli investimenti. Anche perché in definitiva è quello che chiede il mercato in una fase come questa, ovvero investire per migliorarsi nella formula commerciale e nella maniera in cui ci si presenta. Se non si ha questa capacità diventa anche complicato essere efficaci. Non credo che il mercato tradizionale sia morto ma che anzi, pur davanti a un cambiamento importante ed epocale, si debba adeguare a quelle che sono le logiche del mercato moderno. Il che significa spazi più confortevoli e una presentazione più allineata a ciò che il mercato richiede. Sicuramente valorizzando quelli che sono gli elementi di un commercio un po’ più attento al cliente, con aziende, soprattutto nell’articolo sportivo, attente alla clientela e al contesto in cui si inseriscono. In questo senso forse le catene sono più rigide, dovendo tenere una media di comportamento in tutte le location in cui si inseriscono. Anche la proposta di vendita è cambiata molto negli ultimi anni e chi è rimasto alle logiche del passato trova forse delle grosse incongruenze con la realtà che affronta. I saldi oggi non sono una opportunità, ma una necessità, perché ciò che riescono a muovere dal punto di vista degli acquisti della clientela è da considerare irrinunciabile. Anzi, il marchio saldi permette di attrarre un fatturato che nessun altro marchio riesce a sviluppare. È chiaro, però, che i saldi devono essere affrontati con una strategia, perché se saldo per l’operatore significa eliminare delle rimanenze, si trova a dover rinunciare a una marginalità che rischia di non essere più sostenuta dalle vendite pre-saldi. Vedendo invece i saldi come un momento commerciale e un’opportunità in cui gli ingressi

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FOTO: BRICOSPORT

sono elevati, così come gli scontrini, beneficiandone il fatturato, allora con acquisti ad hoc e politiche di acquisto più organizzate, il saldo diventa invece una reale opportunità. Anche la stagione pre-saldi è da considerare con attenzione. Personalmente non vedo più la promozione come un qualcosa da poter scegliere, è di fatto una necessità. Si deve continuamente essere in promozione perché bisogna offrire la motivazione al cliente affinché entri nel nostro negozio. Non possiamo più pensare che si apra la porta solo perché esistiamo. Ciò non significa che anche in questo caso non ci si debba muovere secondo logiche organizzate, ovvero evitare situazioni che diano troppe problematiche di marginalità. Altro discorso è la concorrenza con gli outlet. La nostra fortuna è che non ve ne sono nella zona in cui operiamo, o meglio, sono a distanze minime di sicurezza, per cui il problema lo viviamo sicuramente meno. Senza ombra di dubbio, però, confrontandomi con quello che i colleghi sono costretti ad affrontare, mi sento di dire che l’outlet è diventato ormai un vero e proprio strumento di vendita che ormai non ha più nulla a che vedere con le vendite di fine serie o di sovrapproduzioni. Si tratta proprio di una formula commerciale che molto spesso il nostro stesso fornitore adopera per far concorrenza al suo primo cliente, ovvero il trade. E onestamente, per alcune aziende, pur a distanza minima di sicurezza, rappresenta un vero problema, perché poi il cliente valuta la merce come un prodotto similare, accettabile da un punto di vista di appeal, ma ad un prezzo decisamente inferiore. Noi purtroppo non possiamo competere con l’outlet perché abbiamo una concorrenza diretta di chi a noi fornisce il prodotto. Bisogna constatare che l’outlet continua a crescere a discapito del retail, sia di grandi dimensioni che tradizionale. Se si continua su questa strada, senza ombra di dubbio si andrà a ledere molto la struttura che il mercato ha costruito negli anni.


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ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

Giuseppe Catuogno – Kick off Mida Sport

La vera concorrenza è quella dei centri commerciali Osservando la situazione generale del mercato, la crisi – che fino al 2008-2009 dicevano essersi sostanzialmente fermata – ha probabilmente avuto in quest’ultimo anno, e in particolare in questa stagione invernale, il suo picco massimo. Per quanto riguarda le vendite nel nostro segmento, almeno nei nostri sei punti vendita con strutture di medio-grandi superfici che coprono bene il territorio campano (eccettuata l’area di Salerno), hanno avuto un decremento del 9%. Un dato che da un punto di vista generale è sicuramente non positivo, ma che se confrontato con i dati di Confcommercio e Confesercenti riguardo l’abbigliamento e l’abbigliamento sportivo in Campania, è sicuramente migliore rispetto al 20-22% di decremento delle vendite in generale. Per quanto attiene alla conformazione delle vendite sta avvenendo un ampliamento di quelle realizzate nel periodo dei saldi. La compressione delle vendite e quindi la criticità del periodo sussiste, e rispetto agli anni passati si vende meno nel periodo dei saldi, ma in valore percentuale le vendite in tali periodi sono cresciute. Guardando alla nostra azienda, ad esempio, possiamo dire che fino a 7-8 anni fa avevamo il 52% delle vendite prima dei saldi e il 48% dopo i saldi. Questa percentuale si è completamente ribaltata, nel senso che oggi le nostre vendite sono per il 55% in saldi e per il 45% non in saldi. In valore assoluto, la riduzione delle vendite nel periodo dei saldi segue quelli che sono gli aspetti di criticità generale dell’andamento. Anche le vendite in saldi, infatti, si sono ridotte, con le stesse percentuali dell’8-9% delle vendite generali. In molti accusano gli outlet, ma per quanto riguarda la Campania si può affermare che per quanto questo canale abbia la sua rilevanza – basti pensare a Marcianise che vanta una delle più grandi strutture del genere in Italia – l’incidenza delle vendite sul retail non è poi così clamorosa. La formula, infatti, appare stanca, l’appeal che aveva fino a 5-6 anni fa si è ridotto. Le motivazioni sono sostanzialmente due. In primo luogo, si è sporcata l’immagine di questo tipo di sistema, che non è stato relegato solo ai grandi gruppi. Ormai, infatti, quello che viene pubblicizzato come outlet è utilizzato come specchietto per le allodole anche da qualsiasi tipo di attività commerciale, che ritiene così di farsi una pubblicità sostanzialmente basata sul prezzo. Il problema è generale. Vale a dire che la propensione al consumo sicuramente si è ridotta, così come la disponibilità per ciò che riguarda il segmento del comparto abbigliamento. In Campania il segmento della più forte della com-

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petizione è quello dei centri commerciali, veri competitor, peraltro agguerriti. Ciò perché il centro commerciale rappresenta sostanzialmente il compendio di tutti i marchi trattati nel nostro settore, sia per l’abbigliamento che per l’articolo sportivo, racchiusi in un contenitore. Bisognerebbe poi capire se anche queste realtà stiano soffrendo la stessa crisi che interessa il retail tradizionale, e in effetti è probabile che dal punto di vista delle vendite sia così. Nelle nostre zone, infatti, il centro commerciale sta diventando più un punto di ritrovo che un luogo dove effettuare i propri acquisti. Ciò non toglie, comunque, che negozi come i nostri, di dimensioni medio-grandi, risentano parecchio della competizione dei centri commerciali. Un dato da non trascurare è poi quello relativo alla compressione dei giorni di vendita, perché mentre l’appeal del saldo e della percentuale di scontistica rimane, si è ridotto il numero di giorni in cui questo effetto di ‘trascinamento’ alla vendita ha effetto sulla clientela. Normalmente la regione campana è sempre stata tra le prime a far partire il periodo dei saldi, intorno al 2 gennaio, rispetto al 7-8 del mese come avviene nella maggior parte delle altre regioni. L’effetto saldi, che in passato durava tutto il mese di gennaio per poi scemare verso i mesi di febbraio e di marzo, oggi si è ridotto a un fenomeno che ha una portata di 15 giorni al massimo. Oltretutto, e questo è un aspetto deleterio del mondo della distribuzione, le vendite promozionali prima dei saldi, – spesso mascherate –, rappresentano una turbativa del mercato.


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ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

Assortimento e grande attenzione al linguaggio espositivo: due concetti moderni ormai imprescindibili

Sigrun Schmidhofer – Papin Sport

FOTO: ATHENA

Più per qualità, che per prezzo Gli outlet non ci infastidiscono più di tanto nelle nostre zone, perché il cliente vuole essere servito, seguito e consigliato. Inoltre non abbiamo tutta quella massa di clienti che c’è nelle grandi città, senza dimenticare che l’unica struttura di quel tipo è a Vipiteno, per cui non ne avverto gli influssi. Le vendite in saldo nel periodo di alta stagione sono il vero problema e per noi andrebbero sicuramente spostate portandole in avanti, verso la fine della stagione, e non assimilate, come impone la Regione, a quelle della città. Così facendo, invece, possiamo mettere in sconto solo gli articoli non più attuali, anche se non ci sembra corretto. Fortunatamente il cliente che viene da noi e vuole avere un certo tipo di marchio e di prodotto, solitamente non è legato alle svendite. Anzi, si può dire che si tratta di due tipologie di clientela completamente diverse. C’è la persona che entra nel periodo di svendita e non chiede nemmeno lo sconto perché sa che per noi è ancora periodo di alta stagione, e chi invece vuole spendere poco, tipologia di cliente che a noi fa anche comodo perché così si finiscono le rimanenze. La nostra è un’area particolare. Lo sport da noi è sport vero, non influenzato dalla moda o da un fashion che in città ha creato una certa commistione di generi e situazioni. Qui funziona il tecnico, in negozi realmente specializzati, potendo contare su un bacino di pubblico ridotto ma preparato e disposto a spendere per avere un prodotto di qualità, performante e sicuro. Fondamentale diventa quindi l’assistenza tecnica, la preparazione dei commessi, la capacità di far fronte a richieste specifiche. Situazioni, queste, ben lontane anche concettualmente dalle logiche delle grandi catene e degli outlet. Il cliente tipo è disposto a spendere di più, a patto di ricevere una consulenza valida che lo accompagni alla scelta del prodotto giusto. Ecco perché non risentiamo della concorrenza dei grandi magazzini, puntando su marchi di alto livello, sempre pre-

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sentati dal commesso, senza entrare in quelle lotte di guerra dei prezzi a cui abbiamo decisamente rinunciato in funzione di una verticalizzazione e una specializzazione di marchi e prodotti che le grandi catene non trattano, o che difficilmente riescono a proporre al proprio pubblico. Del resto, con questo tipo di servizio non possiamo incidere troppo sulla marginalità. Abbiamo infatti più spese, se solo si pensa al personale, spesso non solo numeroso ma anche specializzato. Oltre agli investimenti in formazione e ricerca, e al tempo dedicato alla vendita. Quando assistiamo un cliente possiamo anche stare un’ora con lui, a differenza di quanto avviene negli altri canali che si ispirano a un principio consumistico da supermercato, ovvero prezzo basso, ma minimo livello di servizio. Una cultura del territorio che ritroviamo anche in Sport Alliance, a cui siamo associati. Pur avendo anche loro i private, cercano però di valorizzare i negozi, consentendo prezzi giusti per non cadere nel baratro delle svendite generalizzate dove alla fine non vince nessuno, e tutti rimettono un margine (che per noi è fondamentale). La qualità deve avere un prezzo e tale prezzo deve essere rispettato. O il cliente lo accetta e lo capisce, oppure può rivolgersi a un altro tipo di canale distributivo. È anche una questione di educazione del cliente. Da noi sa di poter contare su un certo tipo di prodotto e servizio, altrimenti sa altrettanto bene che nelle catene può giocare sul prezzo, non ricevendo analogo servizio e assistenza. Una scelta difficile, quella che abbiamo intrapreso, ma che ci sta dando ragione. FOTO: PAPIN


ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

FOTO: ATHENA

Ruggero Morelli – Athena Sport

Un layout espositivo ordinato, luminoso, ben assortito è alla base di una vendita corretta e di un’impostazione commerciale che possa guardare al futuro con ottimismo ed entusiasmo

Liberalizziamo le (s)vendite Il saldo è diventato ormai un vizio preso dal consumatore finale, male abituato che spesso e volentieri lo attende per produrre acquisti a basso costo. Ecco perché sono convinto che un tale sistema di vendita debba finire. Non è più possibile gestire le aziende con 5 mesi di vendita a saldo e 7 a vendita regolare, con un progressivo assottigliamento dei margini. Abbattere la marginalità significa costringere il commercio a lavorare in condizione di minimo ricarico e questo ci porta inevitabilmente a offrire sempre minor servizio alla nostra clientela.Capisco che un acceleratore di vendite possa servire per esaurire le scorte di magazzino e quindi è necessario, ma con una regolamentazione nazionale che sia differente da quella che oggi ci viene imposta. Al di là delle problematiche legate alle regioni e alle provincie di confine, basta osservare quello che accade normalmente con i cambiamenti climatici. Nel Lazio, infatti, non appena arrivano le basse temperature ci sono i saldi, e la stessa situazione si riflette nell’estivo, in modo che come arriva il turista noi mettiamo il cartello “saldi” fuori dal negozio. In definitiva sono convinto che per affrontare una sana vendita bisogna tornare a proporre prodotti che rispettino di più il rapporto qualità/prezzo, smettendo di proporre al cliente merce che non interpreta il giusto equilibrio. Bisogna iniziare a proporre alla clientela quello che vuole,

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ma al giusto prezzo, senza ricorrere ossessivamente a vendite promozionali, saldi e altre formule. Analogamente, anche gli outlet sono un elemento da prendere in considerazione. Di fatto sono stati la presa di coscienza del mercato da parte delle aziende, perché attraverso essi sono venute a toccare con mano quello che chiede il consumatore finale. Tanto è vero che sono state costrette a creare delle produzioni dedicate proprio ad alimentare questo canale di vendita, creando una certa turbativa del mercato che ha generato molta confusione nella testa del consumatore. Oggi, infatti, non si riesce più a identificare il giusto valore di un prodotto e deve quindi essere rivista un po’ tutta la filiera, per capire veramente quanto vale un prodotto immesso sul mercato. Come punti vendita, l’unica cosa che possiamo fare per rispondere a questa condizione attuale è promuovere la professionalità nel suggerire i prodotti al nostro cliente, con un’ottima selezione fatta al momento degli acquisti, cercando al tempo stesso di trovare sempre il miglior rapporto qualità/prezzo, in modo tale da non deludere il consumatore. Riuscire quindi a creare un mix negli acquisti di equilibri fatti da brand e marchi privati mettendo in luce quelli che sono i loro punti di forza e offrire un servizio che rimarchi il divario esistente rispetto a certi punti vendita non professionali.


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ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

Markus Demetz – Sport Maciaconi

Riorganizzazione, anzi specializzazione In questo momento i saldi sono uno dei temi più caldi del commercio e nella nostra zona soffriamo la dicotomia tra i saldi cittadini anticipati e quelli nelle aree della provincia. Per noi dell’hinterland i saldi non funzionano più perché di fatto siamo fuori tempo, poiché al momento in cui applichiamo i saldi chi voleva acquistare l’ha già fatto in città. Per scelta e per necessità noi abbiamo sempre fatto i saldi nel momento in cui è giusto che questi vengano fatti, anche per rispetto verso il cliente, al quale non ha senso vendere a prezzo pieno un prodotto per i regali di Natale e proporre poi lo stesso articolo a metà prezzo solo pochi giorni dopo. Non dimentichiamo poi che da noi ci sono anche molti controlli da parte dei vigili, per cui le tempistiche indicate nelle delibere vengono pienamente rispettate. Situazione, questa, che impone quindi una revisione dei saldi a monte. Anche perché se stagionalmente potremmo anche andare bene così, questo anticipo effettuato dalle città ci danneggia notevolmente. Bisognerebbe almeno avere una coincidenza delle date, anche perché ormai tra strade e infrastrutture le distanze si sono dimezzate e dalle valli scendere in città ormai è diventato molto semplice e rapido. Il prezzo ribassato è sicuramente un’attrattiva, ma osservando le tendenze, sono le stesse ditte che spesso propongono stock molto ampi, incentivando il retail all’acquisto e facendo sconti sui quantitativi affinché il negoziante possa disporne durante i saldi e possa trarne un utile. Una situazione, questa, ben diversa dalla vendita promozionale di fine stagione per vuotare i magazzini. In generale, questo approccio non è soddisfacente e anzi sta generando una pessima educazione della clientela, non solo italiana. Anche i clienti dell’Est Europa, un tempo avvezzi all’acquisto a prezzo pieno e per noi, nei momenti duri, vera boccata di ossigeno, oggi cominciano a richiedere sconti e promozioni, non dandoci più i fatturati di un tempo. Questa tendenza alla scontistica estrema sta minando anche mercati di fondamentale importanza, dopo aver di fatto già traviato il giusto approccio al negozio. Anche perché con questo distacco temporale tra valli e città, nel periodo di transizione la clientela o andava a comprare in città o attendeva l’inizio dei nostri saldi. Il risultato è che il negozio rimaneva vuoto e fatturava solo a clienti stranieri, gli stessi che però oggi, blanditi dai saldi, chiedono il due per uno. Fortunatamente non risentiamo della vicinanza degli outlet che sicuramente in un delicato equilibrio come quello che si è venuto a creare rappresenterebbero un ostacolo notevole allo sviluppo e alla sopravvivenza dei retail. Certo, il pubblico organizza qualche gita domenicale verso quelli più vicini, ma ancora non siamo a livelli preoccupanti.

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Una strada da percorrere è quindi quella di mettere finalmente ordine nella difficile situazione dei saldi, ma forse è ancor più necessario perseguire la strada della specializzazione, che in fin dei conti significa diversificazione ed eccellenza. Una strada che passa però dalla ricerca di marchi e prodotti tecnici validi ma ancora sconosciuti, magari stranieri, perciò con redditività ancora interessanti e in qualche modo esclusive. Bisogna rendersi unici proponendo prodotti che non si trovano neanche in città, anche perché si nota non tanto un calo dei consumi, quanto un differente approccio all’acquisto. La gente compra meno in termini di quantità, rinuncia a un capo per poi poter spendere di più al momento giusto su un prodotto valido. In pratica, non riempie più gli armadi – oppure li ha già pieni – e compra con oculatezza solo ciò che reputa opportuno, valido e di qualità, cerca un prodotto che sia performante e che possa durare. Questa è la clientela su cui puntare, quindi, proponendo loro collezioni e prodotti che possano soddisfare le richieste, affiancando alla ricerca anche una buona formazione, in modo da saper seguire e consigliare l’acquirente, spiegando il prodotto e instaurando così anche un fondamentale rapporto di fiducia. Il commerciante diventa allora un esperto a cui rivolgersi per procedere a un acquisto importante, magari oneroso ma sicuro. Inutile cadere in una guerra dei prezzi che non possiamo vincere e che non porta da nessuna parte.


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ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL

Stefano Caselli – Parma Sport

Le soluzioni ci sono, basta applicarle Il saldo è UN SISTEMA creato opportunisticamente dal commerciante, almeno nella maggior parte dei casi, perché allettare il cliente a entrare nel negozio è stata sicuramente un’azione che il retail ha visto e appoggiato con interesse. Così facendo abbiamo finito per operare in piena stagione con la merce proposta a prezzo scontato, e conseguenti margini sempre più ridotti, mentre è evidente che si potrebbe vendere meglio se il periodo dei saldi venisse un po’ più compresso e si applicassero margini superiori. Penso che forse sarebbe più giusto avere una media annuale, in cui il saldo fosse veramente saldo, proposto in un periodo di fine stagione e non, come avviene oggi, ancora nel pieno della stagione di vendita. Parallelamente bisognerebbe avere una mediazione di prezzo, ovvero abbassare i prezzi di vendita in modo da non avere ressa in negozio in certi periodi e il vuoto in altri. Basti pensare solo al problema del personale: durante i saldi si ha bisogno di un gran numero di addetti, mentre nei periodi di vendita a prezzo pieno si ha bisogno di molto meno personale, con tutto ciò che comporta questa situazione. Il saldo ormai è una realtà che si protrae per un tempo più lungo rispetto al periodo di vendita stagionale. Il commercio ci permette di usare queste scappatoie che sono certamente delle boccate di ossigeno, soprattutto per attività che ne hanno un bisogno estremo. Tuttavia si rende necessaria una regolamentazione di tutto il commercio, perché a questo punto delle cose, volendo, un negozio può vendere a prezzo scontato tutto l’anno ed è una politica che non so dove possa condurci. Credo che il sistema attuale sia stato impostato da chi vende le griffes, dagli stilisti

FOTO: PARMA SPORT

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stessi e dalle case di moda che, avendo ricarichi altissimi, hanno davvero una enorme difficoltà a vendere a prezzo pieno. Per queste realtà la vera stagione è il saldo, quando vendono a prezzi accessibili, mentre per il mondo dello sport il saldo significa fare una ‘patta’, quando non addirittura rimetterci. Il retail sportivo ha infatti ricarichi nettamente inferiori rispetto al fashion o al “direzionale”. Certo, parte della responsabilità è anche del retail sportivo che ha iniziato esporre nei propri negozi non solo materiale tecnico, ma anche moda. Quando si propone un capo sportivo di tendenza è il cliente finale che, di fatto, determina il mercato, perché spesso vuole un capo sportivo che sia allo stesso tempo di moda, come dimostra l’outdoor. I settori tecnici non risentono se non in minima misura dello sconto. La moda invece è caduta in pieno in questo sistema, coinvolgendo chi, del retail sportivo, aveva prestato il fianco alla situazione. Così al cliente è stato fatto credere che il prodotto fosse venduto a prezzi spaventosamente alti, ma che in certi periodi dell’anno lo stesso prodotto venisse quasi regalato. Una situazione diversa, ma che concorre a creare un’analoga turbativa del mercato sono gli outlet. È facile dedurre che all’interno di queste strutture, o dietro di esse, vi siano le ditte. Le prime a dar vita agli outlet, infatti, sono state le griffe, che anche oggi rappresentano la maggior parte delle attività di vendita presenti, a cui si sono poi accodate altre aziende, anche sportive. Alla base vi è sempre una questione di margine. Credo che si debba arrivare a una nuova formula di mercato e osservare gli outlet me lo conferma, perché in caso contrario rischiamo di veder aprire negozi solo da >>

Le piccole realtà dispongono indubbiamente di minori risorse da investire nello sviluppo, inoltre non possono ridurre i propri margini per cercare di mantenere grandi volumi di vendita, non essendo strutturate come le società più grandi, che beneficiano di grandi superfici


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ATTUALITÀ EMERGENZA RETAIL >>

parte dei brand, gli unici che riusciranno ad avere i margini per poter continuare a vendere a qualsiasi prezzo. Il retail tradizionale ha cominciatoa soffrire davvero quando le spese per mantenere un punto vendita sono diventate inversamente proporzionali all’assottigliarsi dei margini; così, anche chi è riuscito in passato a mettere da parte qualche risparmio oggi non se la sente più di rischiare. Le ditte, invece, hanno il doppio o il triplo del margine, per cui gli outlet stanno creando davvero grossi problemi perché influenzano pesantemente il consumatore. Questo, infatti, viene blandito da certe offerte, e non riesce a capire perché il prodotto dell’anno prima, diverso da quello dell’ultima collezione solo per alcuni dettagli minimi, viene offerto nell’outlet a una cifra che è la metà di quella proposta dal retail. Vedo il futuro come un mercato in mano alle aziende, in cui i negozi diventeranno dei semplici gestori se dispongono di grandi superfici multibrand, mentre i piccoli diventeranno probabilmente boutique monomarca. Il retail sportivo può continuare a sopravvivere se riuscirà a garantire un alto livello di servizio – che

manca invece negli outlet e nelle grandi catene – instaurando un rapporto diretto con la propria clientela. Bisognerebbe creare anche delle reti di acquisto, sviluppo e vendita di marchi propri del retail, delle private label che possono diventare marchio, come ha intuito e messo in pratica Decathlon. Quest’ultimo ha capito prima degli altri come, ponendo accanto ai marchi venduti a prezzo pieno anche un proprio prodotto affine con caratteristiche analoghe, ma a una cifra estremamente contenuta, avrebbe conquistato la clientela e lanciato le proprie linee, su cui può giocare sul prezzo a fronte dei grandi margini che ha sulle proprie produzioni. Credo che lanciando questa formula e proponendo prodotti di alto livello tecnico e qualitativo, ma con costi abbordabili, si possano raggiungere ottimi risultati, come hanno dimostrato i prodotti dei gruppi d’acquisto. Anzi, oggi stare in un gruppo d’acquisto è forse più interessante per le private label che per gli sconti, specie quando si riesce ad avere una buona proporzione qualità/tecnicità/prezzo. E quando un prodotto di questo tipo fa sell out, trovano soddisfazione sia il gruppo d’acquisto che il retailer che si sente meno alla mercé delle ditte.

Michael Demetz - Pizblanc

Saldi disorganizzati

I saldi per noi sicuramente non vanno bene. Anche per via della regolamentazione vigente nelle zone turistiche che comporta una differenza di tempi rispetto alla città. Sostanzialmente nelle nostre zone i saldi sono posticipati a circa metà febbraio per l’invernale e a metà agosto per l’estivo. Una situazione che crea una problematica notevole per quanto riguarda la differenza di assortimento per chi tratta moda e chi, invece, sport. Un discorso molto combattuto anche nelle valli, perché chi tratta sport preferirebbe andare in saldi più tardi, mentre chi invece è nella moda è costretto a seguire la città, con la prevendita agostana. Nel nostro caso specifico, occupandoci di entrambi i settori, ci rendiamo conto molto bene del conflitto che si genera ed è anche per questo che il nostro parere, per come stanno le cose, non può essere positivo. Di fatto, la regolamentazione non ci aiuta. Anzi, credo che sarebbe più utile non averla, in modo da non creare delle aspettative nel cliente che generalmente attende i saldi. Questo infatti si troverebbe a dover scegliere prima il punto vendita, poi a capire se ci sono saldi e offerte oppure no. Non si può essere oggetto di attenzione solo nel periodo dei saldi, come accade oggi sui mass media, che si occupano del retail solo nel periodo promozionale. Facendo cadere la regolamentazione verrebbe così a cadere anche questo argomento e ne trarrebbe vantaggi chi, come noi, fa poco saldo, oltre al fatto che

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si eviterebbe quella sorta di corsa all’acquisto e di attenzione al commercio solo in periodi temporali definiti e ristretti. Analogamente, non sono favorevole agli outlet intesi come una formula di vendita, anche se questo sistema esiste da vent’anni. Credo invece che un negoziante debba prendere delle decisioni chiare sul prodotto che vuole trattare. Le aziende tradizionali devono evolversi, avere una gestione più manageriale che commerciale, gestendo anche i rapporti con il fornitore dei prodotti. Penso che il retail avrà futuro se riuscirà a specializzarsi, dando spazio ai fornitori più innovativi e particolari, distinguendosi da quella che è invece la grande distribuzione. Chi sposa la linea degli outlet alla fine si abbassa a una guerra dei prezzi che a medio e lungo termine non si rivela sempre remunerativa, ed è una formula che chi ha puntato su qualità e servizio non può vedere di buon occhio. Senza dimenticare il fattore umano che si rivela determinante e nel quale penso si debba concentrare il cambiamento. Il prodotto di marca, infatti, attrae il cliente già di per sé, è conosciuto, tanto che la figura del commerciante passa quasi in secondo piano. Quando invece si opera con prodotti ricercati, particolari, innovativi, entra in gioco la capacità di saper presentare e spiegare, a patto che ci sia una formazione e una specializzazione a monte che possa consentire di assistere il cliente nella giusta maniera.


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THE COMMUNITY

Uno splendido paesaggio canadese (Lake Louise – Banff National Park) dove ritrovare la propria anima con esercizi di tonificazione

Più di ogni parola, la potenza espressiva di immagini che ben raccontano uno dei concept sportivi più forti ed emozionali di questi anni. Con una potenza comunicativa che deve far riflettere anche gli operatori commerciali

Dominare ogni struttura è la indole di ogni freestyler

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La possibilità di contemplare bellissimi paesaggi

Freeride e Freestyle sono due parole che stanno diventando sempre più importanti nel panorama sciistico mondiale. Termini che genericamente classificano un’attitudine sportiva in senso lato, di cui si fa un gran parlare ormai da qualche anno. Si potrebbe dunque pensare di avere ormai letto e compreso ogni cosa, al proposito, eppure le radici di queste discipline sono decisamente complesse e tutt’altro che facili da rappresentare, soprattutto commercialmente. Per poterne scrivere senza cadere nel déjà vu o in un generalismo non produttivo, abbiamo pensato di rappresentare, in maniera possibilmente originale, ma non per questo meno professionale, uno ‘stato dell’arte’ che sta condizionando fortemente il mercato degli sport invernali e che non trova ancora una completa espressione commerciale nei punti vendita ‘generalisti’ di sport. La scelta stilistica è quella di raccontare una storia che ha come protagonista Armin Holzer, uno sciatore di soli 23 anni con una fortissima personalità e potenza comunicativa. Un lifestyle molto potente, che concentrazione, ricerca della posizione si rappresenta straordinariamente naturale: anche questo è slackline bene a livello visivo, riuscendo ad esprimere perfettamente cosa vuol dire andare oltre le caratterizzazioni sportive conosciute, e ormai definibili ‘tradizionali’. Armin è originario dell’Alta Pusteria, un luogo dove è facile trovare uno skilift a poche centinaia di metri da casa e dove la crescita dei ragazzi avviene a stretto contatto con la natura. I boschi di larice sono spesso una fonte di ispirazione per avventurose arrampicate nella fantasia di ogni bambino. Con l’avviamento alle di>> scipline sportive

necessita di strutture semplici e sicure ma soprattutto di tanta fantasia

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THE COMMUNITY

ARMIN HOLZER

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nell’età scolastica, in queste zone, favorite da un contatto reale e immediato con la natura e l’ambiente, il gioco si trasforma presto in sfida sportiva, e l’arrampicata diventa più coinvolgente se si chiama boludering (arrampicata sportiva su massi senza imbragatura e picchetti). Attività fisica, grande rispetto dei tempi della natura e voglia di affrontare ogni asperità del proprio territorio. Variante spettacolare e ancora più coinvolgente è la slackline (bilanciamento dinamico su una fettuccia di Nylon tesa tra 2 punti naturali o artificiali). Ogni ostacolo non è più un traguardo da oltrepassare ma una struttura da interpretare, una chiara ed esplicita espressione del proprio modo di vivere la natura.

Longboard Pick up non sono solo “un mercoledì da leoni”, ma una filosofia sportiva a 360 gradi

Il contatto con la natura, il passaggio del tempo e l’evoluzione delle stagioni, tutti elementi archiviati nei negozi con un cambio di vetrina, vengono vissuti da un adolescente dell’Alta Pusteria come una sfida continua alla natura e alle possibilità espressive e sportive. L’inverno è la stagione più importante per chi vive in montagna, e per Armin cominciare a sciare già a 3 anni è una cosa naturale. L’approccio didattico sulle piste lo porta al racing, allo slalom e alla propedeutica sportiva sulle neve. Tutti elementi fondamentali fino all’adolescenza, ma che diventano dopo i 15 anni solo la base per chi comincia autonomamente a sentire il richiamo di un contatto diretto con la natura e con la voglia di sciare liberamente. Il cosiddetto powder e la neve fresca diventano così un richiamo irresistibile per un adolescente che scopre le nuove caratteristiche tecniche degli sci. Gli ultimi 5 anni parlano di rocker (camber inverso) o di early rise (rialzo dello sci anticipato): sciare dopo una ab-

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bondante nevicata diventa l’obiettivo di Armin, come di tanti ragazzi come lui. I trick negli Snowpark sono lo skipass (inteso come lasciapassare) che ti permette di interpretare il tuo stile, il tuo modo di interpretare ostacoli creati sulla neve, unico metro di giudizio da condividere con amici e team. Powder e trick sono due concetti che, abbinati al freeride e al freestyle, ci permettono di decodificare un’attitudine sportiva troppo spesso semplificata nei negozi. Il freestyle, con i trick realizzati nelle strutture perfettamente disegnate negli snowpark, è la sfida più diretta, perché chiede attenzione e permette una perfetta esibizione del proprio ego. I negozi sporti-

Armin Holzer è nato a Sesto Pusteria, nella provincia di Bolzano, il 16 agosto 1987. Sono molte, e spesso trasversali, le attività sportive che pratica. Le discipline di riferimento sono il freeride e il backcountry, ma amando molto viaggiare e sperimentare sempre qualcosa di nuovo, specie durante la stagione estiva, si diverte molto anche negli sport di arrampicata, in quelli da onda e in quelli ‘estremi’, come il boludering e la slackline. Dove si allena: Monte Elmo (Sesto Pusteria) Hobby: La musica e il ballo, i viaggi all’avventura Sponsor: Nordica, Crochetfactory, adidas eyewear, 3mountains.it

Personal website: www.hoch-pustertal.com vi più scafati sanno già come approfittarne: usare, ad esempio, come richiamo il poster del vincitore degli Xgames. Contemporaneamente, la trasferta organizzata con il negozio diventa la possibilità per tanti clienti di ammirare le strutture monolitiche dei migliori resort europei, insieme ai migliori rider, dimostrando come disciplina e passione prendono materialmente vita attraverso le rotazioni più impensabili. Il powder con quel suo innegabile fascino da rifugio alpino, da foto ingiallita, accomuna vecchi sciatori e nuovi adepti. Eppure molto è cambiato da allora nello scendere lungo un pendio di neve fresca… Anche in questo caso, le esperienze di un ragazzo di 23 anni ci aiutano a capire meglio di cosa stiamo parlando. Abbiamo parlato di bouldering, slacking ma non di musica (Armin suona il basso elettrico, didgeridoo e improvvisa session da dj) e del conseguente microcosmo di emozioni in cui essa si riflette ogni giorno (suonare, ballare, avere un sottofondo in bar, auto, radio). >>


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THE COMMUNITY

ARMIN HOLZER

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In un mondo giovanile che appare fin troppo omologato, acquistano ancor più significato le scelte consapevoli, capaci di caratterizzare anche i contenuti. C’è stato un tempo in cui sciare in freeriding era una necessità data dal costo improponibile nel battere le piste; oggi è la scelta più consapevole e decisa dei nuovi rider che si affacciano al mondo neve. Con l’invasione della tecnologia sulle piste, L’incantevole scenario delle cime attraverso un buon Gps si può facilmente di Lavaredo dà lo stimolo e l’equilibrio scegliere la migliore discesa, così come si necessari a conciliarsi con la natura possono utilizzare sistemi satellitari per comunicare in sicurezza la propria posizione, piuttosto che comunicare via interfono le traiettorie ai colleghi di discesa, e magari anche riprendersi con telecamere in full hd per trasferire a tutti le proprie emozioni. L’elevata qualità dei materiali Il contatto con la natura e dei prodotti (non sempre facilmente reperinelle sua espressione più ironica bili nei negozi) permettono oggi di scendere in completa sicurezza, alternando la passione dei park a quella delle discese. Leggerezza, impermeabilità e comfort si uniscono allo stile a completare un guardaroba efficiente e di stile. Freeride e freestyle sono per tanti ragazzi di montagna il modo di interpretare le regole dello sci oltre il rigido insegnamento del mondo racing. Ritrovare le regole della natura con personalità, riuscendo a interpretare la complessità di questo mondo in mille diverse sfumature. Tuttavia, nella percezione del mercato da parte degli ‘addetti ai lavori’, spesso questi due concetti vengono erroneamente sovrapposti, e si finisce per confondere il suffisso free dell’uno e dell’altro, come se caratterizzasse un’unica disciplina. Un errore anche parzialmente giustificato: al Nissan Xtreme di Verbier 2010, evento dedicato al freeride dove gli atleti devono compiere le proprie linee e i propri trick, il vincitore è stato Candide Thovex, un atleta freestyle da 15 anni. Quale futuro ci aspetta? Per dirlo con parole di Armin: quello che vede strutture naturali in neve fresca, un contatto diretto e sempre più personale con la natura, utilizzo di materiali e tempi semplicemente… giusti. Le tantissime attività multilevel di questo ragazzo si contraddistinguono tutte per il medesimo approccio, che suona come un “lo faccio” e non “beh, ci provo ma non so se mi interessa”. In breve: assoluta consapevolezza di esistere, con semplicità e naturalezza. Appunto, come la natura che lo circonda. pierpaolo.pighini@topsport.it

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(Photo Armin Holzer e Harald Wisthaler)

La natura dopo una grande nevicata permette trick in neve fresca su ostacoli naturali

Xavier Rudd, uno dei musicisti che ha saputo valorizzare il concetto di “crossover” tra sport/musica/natura


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SPECIALE DALLA COPERTINA

Rivoluzione protezioni I

l prodotto è sdoganato, la cultura sta trionfando. La rivoluzione copernicana si sposta dal piano scientifico a quello commerciale alla fine del primo decennio del Duemila. I consumatori hanno recepito il messaggio: proteggersi nell’attività sportiva è importante. E si comportano di conseguenza, facendo fiorire un mercato in trend decisamente positivo e destinato a crescere ulteriormente. Qualità, tecnologia, comfort e attenzione ai clienti. Quattro concetti chiave per scardinare le ultime resistenze di chi, ancora, non ha abbracciato la

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cultura della sicurezza, più che mai diffusasi nel nostro Paese. I dati arrivano direttamente dalle aziende del settore, da Zandonà che parla del “mercato delle protezioni per sport invernali come una branca abbastanza giovane e in forte crescita”, a David Manzardo, Product Manager Hardware di Dainese, che sottolinea come “l’attenzione dell’utente verso gli aspetti della sicurezza, nonché le competenze tecniche e normative dei consumatori siano cresciute in questi ultimi anni, e oggi si presenta una situazione di mercato di grande maturità e coscienza”. Che

La diffusione di una maggiore sensibilità nei confronti della sicurezza ha dato una spinta positiva allo sviluppo del mercato delle protezioni


poi è il concetto espresso da Luigi Rebellato di Anomaly Action Sports, quando afferma che “la gente ha cominciato a prendere coscienza dell’importanza della sicurezza, come evidenziano le cifre, specialmente a livello internazionale, relative al numero delle vendite, in particolare del back protector della schiena”, che, sempre secondo Rebellato, sarebbe l’erede designato del casco, ignorato dai più fino a qualche anno fa, e compagno di viaggio imprescindibile oggi, soprattutto quando si scende in pista ad alte velocità. È un mondo che cambia e che ha bisogno di sicurezza per ritrovare una serenità radicata nella consapevolezza di quanto sia fondamentale la realizzazione di prodotti di qualità assoluta. Laddove un difetto di fabbrica può compromettere la salute dello sportivo, non è pensabile fare altrimenti. Ecco allora che può costituire un problema l’entrata in commercio di protezioni – prevalentemente made in China e di scarsa qualità – immesse nel circuito da alcuni grandi marchi, con il rischio per loro stessi di subire uno spiacevole effetto boomerang, vedendo smentita la qualità dei prodotti per cui sono da sempre conosciuti. Un fenomeno che potrebbe avere effetti esplosivi tra i consumatori che, vale la pena ricordarlo, continuano comunque a prediligere prodotti di qualità, confortevoli e tecnologicamente all’avanguardia. È il caso dell’ultimo back protector lanciato da Anomaly Action Sports, un prodotto dotato di una scocca leggera e termoformabile che a contatto con la pelle è molto morbida ma che, appena sottoposta a un urto importante, si irrigidisce immediatamente distribuendo la forza dell’impatto su tutta la superficie, senza andare a gravare sul punto in cui l’atleta prende il colpo. Sulla stessa lunghezza d’onda la linea Soft Backs di Zandonà per la stagione 2011-12, realizzata in tutte le taglie per l’adulto e per il bambino e comprensiva di paraschiena morbidi, leggeri e con alto potere shock-assorbente. Anche in

questo caso qualità e varietà – considerando la vastità di una collezione che comprende protezioni integrali dal bambino di 5 anni all’adulto – è sinonimo di successo in negozio, come conferma Matteo Zandonà: “Le vendite sono buone e in crescita costante, sebbene limitate dalla crisi. La qualità del prodotto è fondamentale e credo che nel tempo il mercato regalerà soddisfazioni alle aziende che saranno in grado di offrire davvero prodotti di qualità, migliorandoli con costanza nel tempo.” Ottenere la massima sicurezza è fondamentale quando si è in pista, sia con gli sci sotto i piedi, sia a cavallo di una moto. Settore quest’ultimo in cui Dainese ha lanciato un’interessante novità con la commercializzazione del D-air Intelligent Protection System Racing, un dispositivo protettivo per uso veloce su pista, a tecnologia airbag, completamente indipendente dal motociclo, e in grado in modo autonomo di predire la caduta del motociclista, attivando di conseguenza un dispositivo airbag che lo protegge. Questa e altre meraviglie della tecnologia solleticano l’appetito del numeroso popolo dei consumatori di protezioni, in forte aumento dopo che anche la legislazione italiana ha fatto la sua parte introducendo norme e regolamenti – come l’obbligo del casco per gli sciatori e i ciclisti al di sotto dei 14 anni – ben coadiuvata da alcune campagne di sensibilizzazione promosse dalle aziende e dalle testate giornalistiche. Perché, come dicevamo all’inizio, la svolta del mercato delle protezioni è arrivata, e tuttora prosegue, grazie a un aumento di consapevolezza e di cultura della sicurezza da parte di un target in gran parte giovane, che ama stare sui social network e informarsi in rete. Non a caso un’azienda come Anomaly Action Sports ha ritenuto importante avere un ufficio interamente dedicato alla comunicazione in rete, segno di un cambiamento dei tempi e dei modi in cui guadagnarsi l’attenzione del cliente, prediligendo la tecnolo- >>

Lavoro congiunto L’interessante collaborazione tra la FISI e Dainese per aumentare la sicurezza durante l’attività sportiva L’impegno delle aziende per migliorare l’efficienza e il comfort delle protezioni è ormai un fatto assodato, ma rappresenta un’interessante novità la significativa collaborazione attivitata da Dainese con la FISI per studiare un dispositivo intelligente a tecnologia airbag in grado di proteggere gli sciatori agonisti. Un bell’esempio di come, unendo le forze, si possano centrare obiettivi importanti. “La nostra azienda – commenta David Manzardo, Product Manager Hardware di Dainese – ha sempre dato un grande contributo in termini di innovazione e comunicazione della sicurezza, sia nel motociclismo, sia negli sport dinamici, affidandosi a testimonial come Valentino Rossi ed Aksel Svindal. I nostri paraschiena, che sono stati utilizzati dai grandi campioni di entrambe le discipline, insieme al sistema airbag sfruttato dai nostri piloti, sono ora offerti anche al grande pubblico.”

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SPECIALE RIVOLUZIONE PROTEZIONI >>

La svolta del mercato delle protezioni è arrivata, e tuttora prosegue, grazie a un aumento di consapevolezza e di cultura della sicurezza da parte di un target in gran parte giovane, che ama stare sui social network e informarsi in rete gia Smartphone, utilizzata per fornire maggiori informazioni. “Sul prodotto – spiega infatti Rebellato di Anomaly Action Sports – abbiamo inserito un codice qr che può essere scannerizzato per conoscere le potenzialità tecniche dell’oggetto. È una chiave d’accesso importante per aprire nuove porte verso il mondo dei giovani, che si dimostrano molto eruditi e informati, ma anche verso i genitori che cominciano a capire quanto sia importante proteggere i loro bambini da eventuali incidenti.” Con questa situazione alle spalle, com’è possibile muoversi per migliorare il mercato nel breve e nel medio periodo? Su questo punto ci sono opinioni diverse: da quel- >>

Perché proteggersi L’opinione di Zandonà, leader nel mercato delle protezioni, sulle recenti norme in materia di sicurezza È giusto che lo Stato italiano obblighi gli atelti a indossare protezioni durante l’attività sportiva? Cosa possono fare gli addetti ai lavori per aumentare la cultura della sicurezza? Cosa stanno facendo le Federazioni su questo tema? Ha risposto a queste domande Matteo Zandonà, che afferma: “Credo che rendere obbligatorio uno strumento di protezione possa inizialmente suscitare una reazione opposta (scegliere prodotti scadenti per ovviare quanto possibile all’imposizione), ma che nel tempo possa far diventare propria quella sana abitudine di tutelarsi il più possibile, dato che lo stesso sviluppo dei sistemi di protezione passiva li rende sempre più apprezzabili e sempre meno fattore di stress, ma anzi addirittura strumenti utili per contrastare delle patologie come ad esempio il mal di schiena. Sicuramente per migliorare la cultura della sicurezza è necessario che esperti del settore delle protezioni, medici e statistici, e non ultimi i media, continuino ad interessarsi di questo argomento di grande utilità sociale (meno incidenti = meno costi ospedalieri per lo Stato) oltre che di tutela della stessa persona. Le federazioni sportive italiane ed internazionali, dal canto loro, stanno fortunatamente tutelando sempre più la sicurezza nello sport, come conferma l’introduzione dell’obbligatorietà del paraschiena ormai in tutte le discipline sportive con il reale rischio di traumi permanenti alla colonna vertebrale.”

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Lo Slalom Jacket è una giacca leggera con chiusura frontale a zip, dotata di particolari tutori (removibili tramite tasca con mini-zip nel retro) dedicati allo slalom per difendere da urti e contusioni le braccia, in materiale plastico (versione Pro) oppure in speciale gomma shock-absorber (versione E.V.C. – Evoluted Viscoelastic Cells). La giacca è realizzata con pregiato tessuto a rete a nido d’ape traspirante ed estremamente elastico per un’adesione perfetta alle linee del corpo.

Questo paraschiena Soul Race è dotato di una leggerezza record, garantisce un assorbimento d’urto senza precedenti, 3.4 kN di forza residua d’urto. È traforato in superficie, e presenta inoltre bretelle e cintura di sostegno renale con doppie regolazioni. La cintura in vita è staccabile per utilizzo sotto tuta.

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SPECIALE RIVOLUZIONE PROTEZIONI >>

Oggi, in fatto di sicurezza, l’Italia non risulta attardata rispetto agli altri Paesi europei e la presenza di testimonial e di figure mediaticamente riconosciute dai consumatori rappresentano un’utile risorsa per dare nuova linfa al mercato la di Matteo Zandonà, che sottolinea l’importanza del design del protettore, per avvicinare maggiormente i giovani al prodotto, a quella di David Manzardo, che ritiene basilare impostare apposite campagne mirate e studiate per conquistare questo cluster d’utenza. Fatto sta che oggi, in fatto di sicurezza, l’Italia non risulta attardata rispetto agli altri Paesi europei e la presenza di testimonial e di figure mediaticamente riconosciute dai consumatori rappresentano sempre un’utile risorsa per dare nuova linfa al mercato. Un’ulteriore svolta arriverà sicuramente quando anche i negozianti si metteranno in gioco in prima persona, informandosi adeguatamente e spiegando ai propri clienti l’importanza delle protezioni nell’attività sportiva, senza limitarsi ad esporre i prodotti. Siamo certi che questo tipo di atteggiamento non potrà che essere fruttuoso, anche alla luce della strada che il mercato della sicurezza sta seguendo in Italia. “Riteniamo – afferma infatti Rebellato – che in futuro ci sarà un solco sempre maggiore tra una protezione pro forma e una protezione vera, un bivio tra materiali più tecnici e non necessariamente economici, ma capaci di garantire la migliore sicurezza, e prodotti forse più a buon mercato, ma non altrettanto validi.” In tre parole: mercato più tecnico. Un pubblico di consumatori sempre più sensibile e consapevole in materia di sicurezza e protezioni non potrà che apprezzarlo. aldo.vittorio@topsport.it

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Il perfetto supporto Ideato per lo sci e lo snowboard, il corpetto protettivo Fulcrum di Ufo Plast dispone di protezioni soft anteriori (realizzate in materiale espanso termoformato) e di protezioni rigide posteriori con Certificazione CE-EN1621-2 di livello 2. Realizzato in Lycra e Polietilene espanso aerato, dispone inoltre di cintura regolabile in vita per un migliore supporto a livello lombare. Ideazione e realizzazione 100% made in Italy, taglie dalla XS alla XXL.

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Schiena e scapole protette I paraschiena Shield Evo sono realizzati con materiali plastici ad alta tecnologia, che si deformano ma non si scheggiano, e con gomme a sistema di cellule a memoria e bassa resilienza che garantiscono un elevato potere antishock. Le scocche sono congiunte da un sistema lamellare che garantisce la distribuzione del colpo in tutta la superficie della protezione. La superficie di contatto è in tessuto traspirante 3D che espelle il sudore. Il paraschiena è comodo perché asseconda i movimenti della colonna vertebrale e raggiunge il Liv.1 di performance secondo la normativa EN1621-2/03.

Protetti davanti e dietro La giacca Scott è dotata di protezione dorsale D3o removibile. L’esterno +4 – Way è in tessuto elasticizzato e traspirante. Dotata di chiusura frontale con zip presenta inoltre una cintura in velcro regolabile e tasca con chiusura in zip. È omologata CE EN 1621-2 ed è disponibile nelle taglie S/M/L/XL. Scott è distribuito da Acerbis Italia.

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NOVITà PRODOTTO

INVERNO 2012 in vetrina Artigianato e innovazione

Qualità e benessere, eleganza e rispetto dell’ambiente, Slow Shoes significa questo e molto altro. Le scarpe prodotte da Montelliana sfruttano una tecnologia nuova. I tagli storici delle calzature si accompagnano a pellami e colori decisamente moderni. Montelliana è distribuito da Calzaturificio Vally.

CALZATURIFICIO VALLY Tel 0423 871 092 info@lamontelliana.it

Colori in piscina

Un connubio di tecnologia

Novità e colore in piscina con la collezione Joy della Jaked. Nel catalogo nuove proposte anche tra le cuffie di questa serie caratterizzata da grafiche molto colorate, divertenti, anche ironiche. In foto cuffia in silicone More than skin (versione sia bianca che nera) e cuffia Explosion (bianca e nera). Entrambe le grafiche trovano completamento nel reparto costumi, dove si trovano anche l’intero donna e lo slip uomo.

La tecnologia Dryarn, sino ad ora molto richiesta per la realizzazione di capi underwear tecnici grazie alle proprietà termoregolatrici di questa eccezionale microfibra, oggi entra nelle collezioni second layer di Mico Sport. L’azienda ha realizzato una collezione di maglioni per la montagna performanti e innovativi, che coniugano comfort, prestazioni, protezione e affidabilità in un unico capo. Dryarn è una fibra in grado di isolare come la lana, conferire una leggerezza unica e allo stesso tempo veicolare all’esterno il sudore prodotto durante l’attività fisica. Questa è inoltre una fibra molto stabile e di facile manutenzione. Dryarn è prodotto da Aquafil.

Un indiscutibile carisma Anche quest’anno, la nazionale austriaca ha ispirato e collaborato allo sviluppo di diversi modelli Zanier. Lo Spring-Glove Cross è un modello di punta disponibile in tanti colori carismatici per Park e Pipe.

AQUAFIL Tel. 0464 581 218 marketing.textile@aquafil.com

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Lo stile anche sulla neve Waves offre al gentil sesso un modo per sentirsi sicure e originali sulla neve. Il fiocco di neve ‘caduto’ sul casco è composto da circa 500 cristalli genuini realizzati in tagli da 2-2,8-4,6 mm. Questo oggetto del desiderio pesa solamente 360 grammi ed è realizzato con il processo di costampatura tra calotta e polistirolo per offrire il massimo della sicurezza.

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Una proposta al femminile Starlet è la proposta di La Sportiva dedicata esclusivamente al pubblico femminile. È dotato di uno scafo interamente in Grilamid e di gambaletto in Pebax con forma e altezza studiate per la morfologia del piede e della gamba femminile. Il sistema di allacciatura Fast Lock System (patent pending), formato dalla robusta ed ergonomica vertebra strutturale Vertebra Technology e dall’innovativa chiusura Piston Closure System, permette il passaggio dalla modalità ski a quella walk in un unico velocissimo movimento e garantisce al contempo un’ottimale regolazione dei volumi. La rullata è facilitata dal profilo ergonomico dello scafo che migliora il comfort e agevola sia la camminata che la trasmissione della potenza sugli sci. CALZATURIFICIO LA SPORTIVA La soletta interna estraibile Tel. 0462 571 800 crea una barriera isolante con l’esterno. lasportiva@lasportiva.com

Colorati, pratici, unici I cappelli firmati INvoga, proposti da Marini Silvano per la prossima stagione invernale, sono pratici, di tendenza e di ottima qualità. Le nuances abbracciano tutte le tonalità invernali, con una dominanza di lilla, grigio e marrone, colori di punta della prossima stagione invernale. Ogni creazione è personalizzata con ricami, cuciture, nastri, fiocchi e pon pon. MARINI SILVANO Tel. 073 47 60 437 info@marinisilvano.com

Poliglotta e funzionale Declinato in 5 lingue, il nuovo sito di Cor Sport propone una panoramica dei prodotti dell’azienda divisi per categorie in modo da facilitare la navigazione dell’utente, mentre in homepage sono subito evidenziate le maggiori novità del momento. L’intera gamma dei prodotti è comunque scaricabile in formato pdf per chi desideri conoscere nel dettaglio l’ampissima offerta, che pone un’attenzione particolare anche verso gli sport che non godono di grande popolarità in Italia, come il baseball o il badminton. Per i clienti acquisiti, disponibile un’area riservata del sito attraverso cui il dettagliante avrà la possibilità di gestire in modo ancora più veloce e intuitivo gli ordini, visualizzando in tempo reale l’effettiva disponibilità degli articoli. COR SPORT Tel. 0423 639 007 info@corsport.com

Un mito, anche sulla neve Dalla prossima collezione invernale, Idea affiancherà ai propri marchi il brand simbolo di sogno e di avventura con la sua centenaria storia e tradizione. Stiamo parlando di Harley Davidson che esordisce con due linee di abbigliamento under 18, una sportswear e una dedicata allo sci. In questa prima collezione c’è tutta l’alta qualità realizzativa che ha permesso a Idea di diventare leader nella creazione di moda per giovani e giovanissimi. IDEA Tel 0423 3097 info@ideakids.it

Scaldamuscoli di alta qualità La nuova collezione Zandonà comprende delle rinnovate versioni di scaldamuscoli con taglio ergonomico in Wind-Tex (tessuto termico antivento e traspirante), dotati di rinforzi antiabrasione in Cordura dove necessario. Le giacche (disponibili anche con maniche staccabili) hanno tasche portaoggetti anteriori e una grande tasca posteriore, nonché un taschino porta-pass sull’avambraccio sinistro. La gamma di abbigliamento tecnico è prodotta in Italia con eccellente qualità e cura dei particolari, nonché personalizzabile su richiesta per sciclub e rivenditori. Zandonà Tel. 0423 569 135 info@zandona.net

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Uno scooter da grandi Cento per cento italiano Piacerà ai ragazzini per il suo urban style attuale ed incisivo, ma non mancherà di stupire i fratelli più grandi per qualità, rifiniture del deck, look ricercato abbinato al colore nero sabbiato: intramontabile. Il modello Racing di FormaSport è proprio così: uno scooter essenziale nelle linee ma con uno spirito che invita prepotentemente a divorare kilometri cittadini. Tavola extra long 52x10 cm con cavalletto, ruote con cuscinetti di precisione ABEC-5, per la massima scorrevolezza sul terreno.

FORMA Tel. 0332 608 011 info@formasport.it

La forza dello stile unita a quella dell’acqua Futuro e tradizione si fondono in questo nuovissimo tessuto firmato Carvico ideato per raggiungere il top delle performance tecniche con un comfort eccezionale. Il mondo di appartenenza di Acapulco è quello acquatico dal surfing al wakeboarding, dal bagno competition al kayaking, è il compagno ideale per lo sportivo più audace ed esigente che chiede ai capi che indossa resistenza e affidabilità. Si tratta di un tessuto creato per durare a lungo nel tempo, ideale per la realizzazione di costumi da bagno tecnici e da competizione. CARVICO Tel. 035 780 111 carvico@carvico.com

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Ideato per lo sci e lo snowboard, il pantaloncino protettivo Atom di Ufo Plast è realizzato in Lycra e Polietilene espanso aerato, dispone di protezioni soft realizzate in materiale espanso termoformato e di paracoccige staccabile in materiale espanso termoformato più rigido. Ideazione e realizzazione 100% made in Italy, taglie dalla XS alla XXL. UFO PLAST Tel. 0587 488 012 info@ufoplast.it

Oltre lo sport

Estetica d’autore

La nuova collezione underwear Asa, uomo e donna utilizzabile come 1° e 2° skin, sarà presente alla prossima edizione di Prowinter. I capi prodotti in polipropilene fibra cava e fibra di carbonio in soluzione continua, sono arricchiti di 5 nuovi colori e saranno inoltre presentati i nuovi capi in lana merino extra fine. Caratteristiche peculiari sono: igroscopicità, traspirabilità, termoregolazione, isolamento termico, idrorepellenza, antistaticità e leggerezza. Underwear senza cuciture, mantiene la pelle asciutta ed elimina i cattivi odori. L’azienda è alla ricerca di partner commerciali.

L’offerta dello specialista in tessuti hi-tech per asciugarsi italiano, Spaziale Splendy, si completa ora con collezioni tematiche (mare e beach) caratterizzate da nuovi motivi decorativi, modellature originali e una serie di accessori coordinati tra cui, di particolare rilievo, una serie di teli mare stampati, unica per ampiezza e varietà di temi riprodotti. Altra novità è una linea di accappatoi semplici e raffinati al contempo: sette varianti cromatiche per un tema rigato importante e armonioso, ispirato al tratto pittorico di Matisse. Una collezione sofisticata e performante. Spaziale Splendy è distribuito da Gil. GIL Tel. 02 70 636 911 marketing@spazialesplendy.it

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Una seconda pelle per volare

Una nuova tecnologia

Il nuovo gillet di Soullimit è studiato appositamente come protezione durante gli allenamenti per gli atleti impegnati tra i pali delle discipline alpine. Termico e antivento grazie alla membrana Control+, con un comfort assoluto. Atillato alla figura come una seconda pelle, assicura la costanza delle prestazioni durante le discese. SOULLIMIT – ZETA Tel. 0423 467 884 info@soullimit.com

OdorZero è la nuova soluzione antiodore di Mico. I capi trattati con questa nuova tecnologia acquisiscono una carica batteriostatica che contrasta in modo efficace, naturale e non tossico il cattivo odore derivato dalla sudorazione, assicurando una piacevole sensazione di freschezza e igiene. Le calze trekking che utilizzano questa tecnologia presentano un polsino antistress in Lycra per dare massima aderenza senza compressione. La maglia è a bassa densità in ThermoCool, la protezione anatomica nella soletta è in maglia a doppia struttura, inoltre è presente una fascia elastica anti-torsione alla caviglia e nell’arco plantare.

Collaudati e pratici

MORALE SPORT – FUN4U Tel. 055 686 520 - info@moralesport.com

Morale Sport, distributore esclusivo della linea Fun4U-My Area, presenta l’ormai collaudatissimo pattino da artistica dalla qualità eccezionale. Lo stivaletto è in Nabuk, le crociere sono in alluminio e i cuscinetti Abec5 sono in acciaio al carbonio. Indicato in particolar modo per chi si avvicina al mondo del pattinaggio senza dover sostenere costi proibitivi. Disponibili a magazzino con numerazione dal 33 al 41.

Uno stile di vita moderno e attivo I nuovi tapis roulant Kettler della linea Track, Performance e Motion, presentano un design dalle linee asciutte e rigorose, senza ridondanze, che è enfatizzato dalla profondità del colore nero utilizzato a piene mani per il nastro scorrevole e per il manubrio, in voluto contrasto con la brillantezza dell’acciaio del telaio. L’essenzialità del profilo non nasconde ma sottolinea la notevole cura dei dettagli. La versatile tecnologia permette di correre in modo stimolante su percorsi virtuali, combinando in maniera personale le varianti di pendenza e velocità dei numerosi programmi disponibili. Compatibili con il software Kettler World Tours, i tappeti si ripongono in verticale occupando uno spazio ridotto. Per info e nominativi agenti contattare Massimo Rapetti in azienda.

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Un chiodo fisso: la qualità L’alta qualità dei materiali usati e l’accuratezza nei dettagli hanno decretato il successo di Hik, marchio dell’azienda Eurolook. Dalla ricerca sui materiali all’altissimo numero dei modelli presentati, dalla versatilità dei modelli ideali anche per le taglie forti all’assortimento nei colori, nulla è lasciato al caso. Qualche anticipazione sulla moda per il prossimo anno: nessun dubbio, la tendenza è quella dei piumini in lana mentre per ciò che riguarda i colori i grigi la faranno da padrone. Nella foto: Elisa Di Francesca, campionessa mondiale di fioretto 2010. EUROLOOK Tel. 0733 850 341 eurolook@eurolook.it

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Protezione inimitabile

Un’estetica di classe

La linea Sixs Pro-Tech riunisce i capi brevettati dall’azienda, specifici per diversi tipi di sport e attività, alle nuovissime protezioni d3o. Queste ultime sono estremamente leggere e morbide al tatto, non invasive e duttili all’indosso ma divengono istantaneamente rigide e protettive quando sono urtate o colpite. Inserite negli appositi alloggiamenti sui capi contribuiscono a fabbricare un inimitabile sistema protettivo ad alto livello sia di comfort che di protezione.

La Serie Alpina è il nucleo della collezione Zanier. I modelli alpini classici si distinguono esteticamente dai giovanili guanti freeride che sono inequivocabilmente influenzati dagli sport con la tavola. Il modello di punta Gerlos è prodotto con Gore-Tex, stretch a 4 vie, fine pelle di capra, polsini in neoprene stampati, leash, interni Amara con print anti-slip e caldo isolamento Za-Loft.

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Vivaci, giovani e dinamiche Kefas propone delle calzature per tutti, dal look sportivo e alla moda. I colori disponibili soddisfano tutte le esigenze, da quelle sobrie alle più frizzanti, sia per l’uomo che per la donna. La tomaia in scamosciato morbido, la fodera in mesh e la suola in EVA rendono questo modello estremamente comodo, fresco e leggero, mentre la suola bicolore in Vibram assicura la giusta tenuta. Ideale per l’uso quotidiano e per chi vuole affrontare i suoi viaggi in sicurezza e comodità. Kefas è distribuito da Styl Grand. STYL GRAND Tel. 0423 670 340 info@kefas.it

Come una cucina indiana La caratteristica di HangingFrame è la leggerezza che lo rende così diverso dalle classiche scaffalature a pavimento. Una leggerezza che ricorda la cucina indiana. Il sistema introduce un nuovo modo di gestire gli spazi: i telai degli espositori vengono inseriti su binari a soffitto offrendo grande libertà di posizionamento degli arredi. Questa rappresenta una valida soluzione per la realizzazione di punti di richiamo. Per la sua sobria eleganza si addice alla presentazione di assortimenti di pregio nel campo dell’abbigliamento e degli accessori. UMDASCH SHOP-CONCEPT Tel. 0471 958 700 uscbz@umdasch.com

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Creatività sulla neve Il mondo Pomodone non si ferma mai. Per rendere le giornate in montagna indimenticabili, l’azienda ha creato Slittone, il modo migliore per personalizzare il divertimento sulla neve. È disponibile in diversi colori, 100% impermeabile, sicuro e divertente. Si tratta di un prodotto 100% italiano. POMODONE Tel. 0871 574 795 info@pomodone.it


Tecnologia addosso

L’ergonomia incontra il design

La giacca super tecnologica in Polartec Neoshell leggero, bielastico è disponibile sia in versione uomo che donna. In entrambi i casi risalta il taglio ergonomico, i gomiti preformati e le spalle che prevedono un design privo di cuciture, garantendo così un’ampia libertà di movimento. Il cappuccio è autoregolabile e dotato di una piccola visiera che segue ogni movimento senza impedimenti nella visuale. Il capo presenta inoltre taschina sulla manica e polsini regolabili in velcro; tasche foderate che, dove necessario, agiscono come fonte di ventilazione. THREE SIXTY PR HEADQUARTER EUROPE Tel. 02 89 421 187 info@360group

Si adattano alla luce Gli occhiali sportivi proposti da Brizza montano una lente fotocromatica antigraffio e antiriflesso, con specchiatura esterna UV400 e trattamento antifog interno. La lente si adatta alla luce in brevissimo tempo, permettendo una visione ottimale in ogni situazione. La montatura è leggera e resistente perché realizzata in Grilamid TR90, materiale che offre la massima garanzia.

La parola Design riferita ai mobili da negozio Easystore prodotti da Wintersteiger viene scritta con l’iniziale maiuscola: lineari e minimali, ma comunque stabili e pregiati, questi mobili sanno cogliere al meglio lo spirito del tempo. Parte integrante di questa gamma di mobili sono i diversi espositori e le pareti per la vendita di abbigliamento ed accessori, così come i pannelli espositivi per la presentazione dei prodotti offerti a noleggio. La concezione modulare prevede allestimenti su un solo lato o su entrambi i lati, specifici per la stagione estiva o per quella invernale. WINTERSTEIGER Tel. 0471 844 186 info@wintersteiger.it

BRIZZA Tel. 02 9183 393 brizza@tin.it

Per nuotare in libertà Aquafeel, marchio dell’azienda tedesca Fashy, propone una collezione di articoli pensati specificamente per le gare di nuoto e per gli allenamenti più intensi. La linea comprende vari tipi di costumi: quelli in Dow Xlance (tessuto altamente resistente al cloro), più adatti agli allenamenti, e quelli in Oxygen (tessuto ultraleggero che non assorbe l’acqua, garantisce un’estrema libertà nei movimenti ed è anch’esso estremamente resistente al cloro) più indicati per le gare. Entrambi i materiali mantengono inalterata la propria elasticità anche dopo un uso intenso. L’azienda ha preso parte all’ultima edizione di Ispo, svoltasi a Monaco lo scorso febbraio e rivelatasi un’ottima piattaforma per la promozione della nuova linea approvata dalla FINA, Oxygen, che ha destato molto interesse fra gli operatori del settore, grazie all’alta qualità e alle ottime finiture dei suoi prodotti. La fiera è stata inoltre un momento propizio per intavolare le trattative che potrebbero portare alla distribuzione dei prodotti Aquafeel in alcuni Paesi in cui il marchio non era ancora presente. FASHY Tel. +49 (7150) 9206-0 info@fashy.de

Niente paura degli urti Vipole allarga la gamma di bastoncini dotati del rivoluzionario sistema Antishock Idraulico HSA, brevettato, unico nel suo genere, in grado di garantire performance di assorbimento degli urti al suolo e comfort nettamente superiori a qualsiasi altro comune sistema antishock. I prodotti dell’azienda sono made in Itlay e vengono tutti forniti nella pratica Sacca Trekking. Possono essere personalizzati anche in piccole tirature (già a partire da 30 paia).

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Tecnologie altamente innovative

ALUDESIGN Tel. 035 783 595 commerciale@aludesign.it

La piccozza Fly-Hook di Ct Climbing Technology è un attrezzo leggero e ben bilanciato, ideale per cascate e vie di misto. La sagomatura della becca permette una penetrazione efficace anche su ghiaccio particolarmente duro. La corretta curvatura del manico evita il contatto della mano in battuta. Ct Climbing Technology è distribuito da AluDesign.

Una termoregolazione performante Il nuovo progetto Rewoolution nasce grazie ad un tessuto eco-sostenibile che si basa su una forte filosofia oil free. L’azienda propone prodotti confortevoli, rinnovabili, inodore e traspiranti. La collezione di activewear è prodotta in pura lana merino. I tessuti ultra leggeri garantiscono che il sudore corporeo sia sempre trasportato a livello esterno, mantenendo la pelle asciutta.

Spirito competitivo Invicta propone una linea di guanti da competizione tecnicamente avanzati ed estremamente sensibili. Dotati di ammortizzatori e imbottiture di protezione per gli impatti contro le porte, sono principalmente destinati a sciatori professionisti e a maestri di sci. INVICTA Tel. 011 9970 511 info@invicta.it

Una maschera avanzatissima Questa maschera Progrip presenta un design ergonomico e aggressivo e lenti standard anti-appannanti. Sono disponibili le lenti intercambiabili, polarizzate, anti-nebbia, specchio e light sensitive (lente fotocromatica), anti UV e antigraffio, doppia spugna di diversa densità. Disponibili in 33 varianti di colore per soddisfare le esigenze di chiunque. Progrip è distribuito da Plastiche Cassano. PLASTICHE CASSANO Tel. 0331 200 652 progrip@progrip.it

Per tutti i giocatori Il tavolo da ping pong per esterno Nilo, prodotto da Garlando con materiali resistenti agli agenti atmosferici, è ideale per l’uso amatoriale e l’allenamento pre-competizioni. Dotato del sistema di sbloccaggio Compact & Security C&S, si apre e si chiude da una posizione laterale, restando al di fuori della portata di caduta dei piani e mantenendo una posizione ergonomica. Utilizzabile da persone su sedia a rotelle o per giocare da soli, è conforme alle norme europee sulla sicurezza. Per info e nominativi agenti contattare Massimo Rapetti in azienda. GARLANDO Tel. 0143 318 500 info@garlando.it

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essere A proprio agio sulle piste Easy4, marchio di Dieci Hp, azienda con sede a Padova, propone per la stagione invernale il completo da sci, composto dalla giacca Columbia e dal pantalone Nanda. DIECI HP Tel. 049 8792713 info@diecihp.net


Pratici e tecnici

comoda protezione

La nuova collezione Great Escapes è caratterizzata da vestibilità, funzionalità e cura nei dettagli ed è pensata non solo per il professionista che vive la montagna ad elevate performance, ma anche per la famiglia che trova nell’ambiente montano un momento di relax e divertimento. La giacca soft shell light da uomo è in tessuto stretch force bielastico. La struttura elastica favorisce il movimento, mentre la costruzione permette la traspirabilità facilitando la termoregolazione. Il capo è caratterizzato da Zip centrale con sottofinta antivento, tre tasche, braccia preformate, polsi regolabili con alamaro e velcro, coulisse al collo e al fondo. Great Escapes è distribuito da Ande.

I paraschiena Soft Back di Zandonà sono fabbricati al 100% in Italia con materiali pregiati, speciali come l’S.R.T. (Sweat Removing Textile – tessuto traspirante 3D che espelle il sudore) e progettati per proteggere la zona schiena-scapole dagli urti e per garantire un ottimo supporto renale. Realizzati in E.V.C. (Evoluted Viscoelastic Cells), innovativa gomma idrorepellente anti-shock ad alto rapporto performance/ peso/spessore, dispongono di aeratori per favorire la traspirazione dell’area a contatto con il corpo. Il paraschiena asseconda i movimenti della colonna vertebrale e raggiunge il Liv.2 di performance secondo la normativa EN1621-2/03. ANDE Tel. 0341 362 608 info@ande.it

Un’innovazione ben studiata Dopo due anni di sviluppo e test con molti metri di dislivello sotto gli sci, Skylotec presenta il nuovo attacco Skystep, che aggiunge a peso e design, una nuova funzionalità. Unico nel suo genere, l’alzatacco si adatta automaticamente alla pendenza, permettendo grande continuità di movimento. I tre livelli si modificano seguendo le asperità incontrate senza bisogno di aggiustamenti manuali. Il peso grazie ai materiali impiegati è ridotto a 990 g/paio, aggiungendo lo ski stopper si sale a 1230 g/paio. Skylotec è distribuito da ProSport. PROSPORT Tel. 0472 649 089 info@pro-sport.bz.it

A fianco delle donne Reebok conferma il suo impegno come sponsor tecnico del progetto Avon Running 2011. L’azienda offrirà le t-shirt che saranno distribuite a tutte le partecipanti nella sacca gara ufficiale, una maglia realizzata in tessuto tecnico con trattamento antibatterico e sistema di assorbimento del sudore e protezione dai raggi solari UV. Una vera maglia tecnica quindi e non una semplice t-shirt brandizzata, per sentirsi runner e correre da runner. REEBOK Tel. 039 27 151 www.reebok.com

ZANDONÀ Tel. 0423 569 135 info@zandona.net

A tutte le velocità Questo sci Fischer è un vero e proprio crossover con caratteristiche da corsa che si dimostra facile, ma preciso e ‘sostanzioso’ su tutte le pendenze. Geometria centrata per dare il massimo sia sul lungo e tirato sia in curve più strette con andamento lento. La nuova tecnologia della superficie, trasparente e brillante, lo rende estremamente accattivante anche sotto il profilo estetico. Dotato di un’anima in legno, struttura in AirCarbon TI con laminati in titanio di 0,5 mm, presenta inoltre fianchetti sandwich diritti. Fischer è distribuito da Project 2010. PROJECT 2010 Tel. 02 3087 341 project2010@fischersports.it

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Più leggero che mai Nessuna rinuncia alla femminilità Il nuovo Helix è un super leggero scarpone a 3

leve che scia come un 4 leve. Un attrezzo che eccelle nello ski touring classico, ideale per gli scialpinisti amanti della velocità e attenti alla leggerezza, ma che tuttavia richiedono precisione e controllo sui loro nuovi sci da touring, più larghi rispetto al passato. Scarpetta, meccanismo walk, suola e rastrelliere sono le parti che concorrono a determinarne la leggerezza. L’inserto flex a multi-iniezione è specifico per il touring e lo scrambling, mentre il gambetto e lo scafo High Overlap avvolgono fermamente il piede e la gamba al momento di affrontare la discesa. GARMONT Tel. 0423 8726 info@garmont.com

Un’isola completa La costante ricerca da parte di Macpi di soluzioni che permettano un prodotto termo-adesivato di alta qualità con un’ottimizzazione dei cicli di lavoro, ha portato alla realizzazione di un carosello per adesivazione composto da tre forme che possono essere simili o diverse tra loro grazie alla facile intercambiabilità. Questa soluzione crea una completa isola di lavoro che permette all’operatore di compiere tre diverse operazioni. La macchina è fornita di una stazione di adesivazione, riscaldata elettricamente, e di un’area di raffreddamento che permette una più veloce polimerizzazione dell’adesivo. MACPI Tel. 030 7403 611 info@macpi.com

Pratico ed elegante L’accappatoio in microfibra prodotto da Errerre si contraddistingue sia per il pack, particolarmente curato e innovativo, che per il tipo di stampa. Il disegno, tipo leopardato, si caratterizza per il particolare effetto metallescente, ottenuto grazie a innovativi processi di stampa. Il tessuto è morbido e può tranquillamente essere sottoposto alle normali operazioni di lavaggio. L’accappatoio è confezionato con cura artigianale, ed è dotato di due tasche e cappuccio, le maniche sono ampie e ha un’ottima vestibilità. Una volta utilizzato, può essere riposto ancora umido nella sacca da palestra o nell’armadio senza che si sviluppino muffe o cattivi odori.

ERRERRE Tel. 035 733 531 info@errerre.eu

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Post Card propone una giacca dai fianchetti in softshell, che ne disegnano la linea. Al suo interno presenta una gamma di accessori per lo sci, come la ghetta anti-vento, uno scalda schiena in pile, lo scalda-collo staccabile, una tasca porta occhiali e una porta telefono. Realizzata in nylon tecnico, unisce alle proprietà anti-vento un ricercato aspetto nelange. Post Card è distribuito da Cionti.

CIONTI Tel. 0445 638 311 info@belfe.it

Per gli sciatori più esigenti Il modello Chamonix della collezione 4 Perform è stato creato per chi pretende il massimo comfort. L’utilizzo del filo di polipropilene testurizzato arricchito con ioni d’argento garantisce una perfetta aderenza della calza e inibisce la crescita dei batteri, mantenendo l’equilibrio biologico della pelle. Questo filato è valorizzato dalla struttura del modello realizzato con una forma specifica che considera la differenza fra piede destro e sinistro, e che garantisce ottima tenuta grazie alla presenza di fasce elastiche nella caviglia e nel collo del piede e zone con spugna a densità differenziata all’altezza della tibia, del tallone e della punta del piede. 4 Perform è distribuito da Sport & Tex Lab. SPORT & TEX LAB Tel. 0362 528 819 info@sport-texlab.it


Eccellenti Per ottime prestazioni tecniche caratteristiche di sciata Il nuovo Tour X-Superlight, grazie alla sua costruzione è eccezionalmente stabile, ma anche superleggero. La costruzione con fianchi sandwich lo rende fantastico nella sciata, perfettamente in linea con le attuali esigenze di miscelare gli sci tour con i freeride. Per la leggerezza garantisce l’anima Paulownia, un legno leggero e di grande stabilità. La larghezza al centro raggiunge gli 82 mm. Anche con condizioni difficili questa novità Fischer aiuta nel risparmio di energia. Fischer è distribuito da Project 2010. PROJECT 2010 Tel. 02 3087 341 project2010@fischersports.it

Cappelli di tendenza Per la nuova collezione AI 2011/12, Marini Silvano propone cappelli dalle forme bombate, berretti dalla linea allungata e copricapi dai volumi abbondanti, per un’immagine un po’ street-style. I modelli proposti per l’adulto, firmati INvoga, sono tanti e per tutti i gusti: dai classici cappelli con visiera alle calottine, dai peruviani ai baschi, dalle fasce alle cuffie, fino ai coordinati di berretto-sciarpa-guanti. MARINI SILVANO Tel. 073 47 60 437 info@marinisilvano.com

Il completo 48.10 è prodotto con tessuto ad alte prestazioni tecniche (una tela stretch in Poliestere laminata con membrana poliuretanica) che conferisce alta traspirazione, idrorepellenza e resistenza nel tempo grazie alla nano tecnologia. Comfort totale per un abbigliamento che garantisce libertà di movimento. Il pantalone è totalmente termosaldato, presenta zip di aerazione, una tasca laterale applicata, una ghetta antineve regolabile e fondo e paracolpi in cordura. 48.10 è un marchio distribuito da Punto Azzurro. PUNTO AZZURRO Tel. 0346 22 402 info@4810nts.com

Un nuovo stile, anche on-line Prosegue l’operazione di restyling che Cor Sport ha intrapreso dallo scorso anno. Dopo l’identità aziendale e la nuova immagine della campagna stampa, è ora la volta del sito. Rinnovato nei contenuti e nella grafica, il nuovo sito corsport.com è on-line da metà febbraio. Elemento centrale della pagina, le grandi testate che riproducono close-up di atleti colti nel momento della tensione fisica e che riprendono la grafica utilizzata nelle pagine advertising. Lo sfondo nero mette ancora in maggior evidenza le immagini fotografiche, confermando la centralità della passione sportiva che anima lo spirito aziendale. COR SPORT Tel. 0423 639 007 info@corsport.com

Per il divertimento di grandi e piccini Una rete con stabili sostegni, due racchette e una pallina compongono il set per il tennis realizzato da Stiga e distribuito da Garlando in Italia. Si monta in pochi secondi su varie superfici e alla fine del gioco si ripiega e si ripone in uno spazio minimo. La morbida pallina in poliuretano depressurizzato garantisce un rimbalzo ottimale anche sull’erba, oltre alla sicurezza per i giocatori. Per i più bravi sono disponibili le racchette Tech 21 e le palline Advance. Sarà invece utilissimo per allenarsi da soli il Tennis trainer, una base a cui è legata con una corda elastica una pallina che, colpita, rimbalza verso il giocatore simulando le mosse dell’avversario. Per info e nominativi agenti contattare Massimo Rapetti in azienda.

GARLANDO Tel. 0143 318 500 stiga@garlando.it

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Come aria sulla pelle Sixs propone capi sia intimi che esterni ma sempre da indossare direttamente sulla pelle e sui quali posizionare gli alloggiamenti per le protezioni d3o, particolari protezioni che si irrigidiscono non appena vengono urtate. Naturalmente è stata posta molta attenzione anche all’estetica, che risulta originale e gradevole. Nell’impiego in bicicletta si ottiene una libertà di movimento diversamente sconosciuta: sembra di non indossare nulla. Il prodotto, realmente innovativo, è interamene fabbricato dall’azienda e quindi completamente made in Italy.

L’innovazione per il trekking

SIXS Tel. 0545 76512 info@sixs.biz

Gipron presenta per il trekking un bastoncino frutto di severi test, che pesa solamente 240 grammi. La sua leggerezza non ne pregiudica però la robustezza. La caratteristica che più contraddistingue l’attrezzo è l’estrema facilità di trasporto: è infatti realizzato in quattro sezioni, tre delle quali a incastro e una collegata con FlickLock, il meccanismo che ne permette il blocco a lunghezze comprese tra 105 e 130 cm. Gipron è distribuito da Giuseppe Pronzati.

Correre in leggerezza Ai runner leggeri con appoggio neutro che amano correre per molti chilometri, New Balance dedica un modello la cui tomaia è realizzata in una nuova pelle sintetica fasciante, ammorbidita soprattutto sull’avampiede, ma robusta e protettiva dove serve. Grazie all’Open Mesh traspirante e al tessuto senza cuciture con rivestimento Lighting Dry, questa calzatura è garanzia di ottima traspirabilità e rapida asciugatura. Inoltre, gli inserti 3M Scotch Reflective esterni assicurano una visibilità a 360°, anche dopo il tramonto o nelle condizioni di scarsa visibilità. New Balance è distribuito da Gartner Sports.

una montagna di sicurezza SnowBip RT3 è l’arva Fitre per la ricerca di sepolti da valanga. Professionale nelle caratteristiche, risulta di facile utilizzo anche per i meno esperti, grazie al software di gestione che consente una ricerca precisa totalmente assistita e guidata. L’aggiornamento del software è svolto dai tecnici dell’azienda in costante contatto con gli utilizzatori professionali ed è applicabile a tutti gli apparecchi anche dopo l’acquisto. Da oltre 30 anni l’azienda è sinonimo di sicurezza in montagna e da quasi 70 anni è un riferimento nel settore delle comunicazioni per le industrie e per gli ambienti sfavorevoli. FITRE divisione D.S.I. tel. 02 895 901 divisione.dsi@fitre.it

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carattere forte Acapulco è il nuovo tessuto prodotto da Carvico chlorine proof. Garantisce un’elevata protezione dai raggi UV (UPF 50+) e un’ottima copertura, assicura un’eccezionale durata nel tempo resistendo anche alle sollecitazioni più estreme, è indeformabile, offre una vestibilità perfetta e altissime solidità di tinta garantendo un colore uniforme nel tempo: tutte caratteristiche fondamentali per chi passa ore ad allenarsi in piscina o sotto il sole. È già disponibile un’ampia proposta colori in una cartella in completa sintonia col suo carattere grintoso e competitivo. CARVICO Tel. 035 780 111 carvico@carvico.com


Versatile ed ergonomica Aggressività con stile Dalla tecnologia Jaked nasce un prodotto per la neve all’insegna di ergonomia e performance. La giacca Sestriere è realizzata in tessuto trilaminato J-Tex Dynamic3: veste come una seconda pelle assicurando massima libertà di movimento e straordinaria elasticità. Traspirante e idrorepellente, presenta maniche staccabili per una maggiore versatilità, asciuga rapidamente e resiste al pilling e alle abrasioni. Trattamento superficiale impermeabilizzante/antimacchia e schermo totale ai raggi UV (UPF 50+). JAKED Tel. 0331 7621 ecommercejaked@jaked.it

Morale Sport, distributore esclusivo della linea Fun4U-My Area, presenta la nuova collezione di skateboard 2011 caratterizzata da un design accattivante. L’ottimo rapporto qualità-prezzo e la disponibilità a magazzino di una vastissima gamma di grafiche fanno di questa nuova collezione la più completa e aggressiva del settore.

Combinazioni di tutti i tipi

WINTERSTEIGER Tel. 0471 844 186 info@wintersteiger.it

Grazie ai nuovi mobili da negozio Easystore, Wintersteiger è riuscita a trovare il punto di collegamento ideale tra design e funzionalità: questo programma di mobili modulari risulta convincente sotto tutti i punti di vista e consente soluzioni per negozi caratterizzate da personalizzazione e praticità. Questi mobili da negozio vengono adattati in base alle richieste personali di ciascun cliente. Ogni singolo modulo consente un numero praticamente illimitato di combinazioni con gli altri moduli, permettendo così di sfruttare al meglio gli spazi: in questo modo il flusso di lavoro nel negozio e nel noleggio viene migliorato sotto ogni aspetto.

MORALE SPORT FUN4U Tel. 055 686 520 info@moralesport.com

Una tavolozza di colori Roxy propone per la PE una camicia in cotone multi color a righe verticali, che si può accompagnare ad una t-shirt in jersey grigio aerografato e a un paio di short in cotone arancione. Roxy è distribuito da Haapiti.

Completo e affidabile Lo scorso febbraio in occasione della fiera Ispo tenutasi a Monaco, l’azienda High Power ha presentato una nuova serie di prodotti che vanno a completare il catalogo della linea High Power presentato a settembre 2010. Tra questi, il tappeto Phoenix 2016 a inclinazione elettrica. Oltre a offrire un ottimo compromesso tra qualità e prezzo, garantisce completezza, grazie alla sua serie di programmi pre-impostati, e affidabilità, con garanzia sul motore di 3 anni.

HIGH POWER Tel. 0549 950 074 marketinghp@area51.sm

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Per gli appassionati della montagna Performance fuori dal comune La collezione PE 2011 di Great Escapes si distingue non solo per l’utilizzo di tessuti e materiali tecnici e per i dettagli curati, ma anche per il particolare taglio stilistico e per la scelta di una gamma di nuance vivaci e molto estive. La giacca soft shell light da donna è in essuto stretch force bielastico. Il capo è caratterizzato da zip centrale con sottofinta antivento, tre tasche, braccia preformate, polsi regolabili con alamaro e velcro, coulisse al fondo. Great Escapes è distribuito da Ande.

ANDE Tel. 0341 362 608 info@ande.it

Preservare la giovinezza del corpo Noene è un materiale che assorbe oltre il 98% delle onde d’urto e le disperde nella soletta, la quale permette di evitare gli effetti negativi della gravità. Nexus Energy Source è una fibra hi-tech che nasce dalla combinazione di tre metalli nobili, platino, titanio e alluminio, che conferiscono al tessuto la proprietà di emettere Infrarossi lontani (FIR), nelle frequenze che interagiscono nel corpo umano con effetti benefici. Questa fibra migliora la circolazione sanguigna, diminuisce la produzione di acido lattico, migliora l’idratazione e l’equilibrio cellulare, migliora l’ossigenazione dei muscoli. Rivestita con questo tessuto la soletta aiuta ad ottimizzare l’energia fisiologica. Noene è distribuito da Dls. DLS Tel. 02 91 084 559 info@dls-savenergy.com

Sia in salita che in discesa Questi sci La Sportiva sono ultra-leggeri da competizione, realizzati totalmente in fibra di carbonio con tecnologie aeronautiche e secondo gli standard ISMF per le competizioni internazionali. Veloce e reattivo lo Rsr è tra gli sci più leggeri del mercato, pensato per le massime prestazioni in ogni situazione. CALZATURIFICIO LA SPORTIVA Tel. 0462 571 800 lasportiva@lasportiva.com

QUARANTASEI Tel. 030 5053 042 info@46-46.com

Eleganti come la moda italiana Umdasch Shop-Concept ha presentato alla EuroShop di Düsseldorf alcune tra le più significative novità in materia di sistemi di vendita. L’Italian Delicacies per AlGate è una riduzione all’essenziale impreziosita da dettagli eleganti, raffinati e signorili. Il sistema è un riuscito esempio di versatilità ed è composto da profili in alluminio da impiegare come struttura a se stante o da attrezzare con appositi schienali.

UMDASCH SHOP-CONCEPT Tel. 0471 958 700 uscbz@umdasch.com

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Ora No Limits sposa la tecnologia e la qualità Q-Six. I capi sono testati in tutte le condizioni climatiche possibili. Questi capi underwear oltre a essere tecnici sono anche confortevoli e resistenti con cuciture piatte a 4 aghi e trattamento antibatterico igienizzante. Ultimissima novità sono gli inserti Resistex Silver, una particolare fibra attiva naturale al 100%. No Limits è distribuito da Quarantasei.


Una nUova generazione di articoli per l’home fitness Science. Not fiction. È il motto con cui Kettler ha affrontato l’ultima Ispo Winter. Presentando una gamma di modelli ampliata e aggiornata anche nella tecnologia, che conclude un percorso di rinnovamento nel settore del cardio-fitness cominciato tre anni fa. Un ulteriore passo avanti per l’azienda tedesca leader del fitness a casa, dal 2009 rappresentata in Italia in via esclusiva da Garlando. I 20 nuovi prodotti esposti in anteprima alla fiera di Monaco si aggiungono alle serie Track, Elyx e Unix, uscite solo l’anno scorso ma ormai dei classici. La collezione di punta si chiama Advantage. Realizzata con la collaborazione di designer milanesi, riveste la tecnologia tedesca con linee decise di gusto italiano. Ricca di modelli, comprende biciclette da camera, una recumbent, ellittiche, speed bike, un vogatore e un tapis roulant. Che si stia avvicinando la conquista del terzo Plus X Award consecutivo, dopo quelli vinti nel 2009 e nel 2010? Si incentra sugli ergometri la nuova linea E-Series, per il cardio-fitness. Questi prodotti sono pensati per l’uso terapeutico (cardiotraining) ma anche per chi desidera realizzare particolari programmi per tenersi in forma. La precisione degli strumenti consente di pianificare e misurare correttamente i progressi ottenuti in allenamento. L’impatto visivo dei nuovi tavoli da ping pong (4 per interno e 4 per esterno) si esalta con il recente restyling del telaio e del piano di gioco, che li rende oggetti da mostrare prima ancora che articoli sportivi di qualità eccellente per giocatori ambiziosi. GARLANDO Tel. 0143 318 500 kettler@garlando.it

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Colori in testa

come un vero taxi

Uno dei punti di forza di Zanier sono gli accessori e i cappelli. Il berretto da donna in cashmere con pon-pon in pelo è il modello più pregiato della collezione. L’azienda è molto attenta anche ai giovani e a chi pratica lo snowboard, offrendo berretti in maglia coloratissimi e cuffie con paraorecchie con divertente imbottitura in pelo finto. ZANIER SPORT Tel. +43 4852 658 180 info@zanier.com

Chic, sportivo, lo scooter Taxi Driver ha una linea attuale, slanciata, ma comoda, grazie alla tavola larga e alle maxi ruote in PU 205x30. Forma Sport propone la sua gamma di scooter pieghevoli con il manubrio regolabile in altezza, le manopole antiscivolo e l’asta di comando telescopica dotata di un sistema di bloccaggio di sicurezza. Questo prodotto regala anche un po’ di glamour, dato dal bianco totale che non lascerà insensibili gli sportivi più raffinati.

Nuovi traguardi di efficienza e praticità

FORMA Tel. 0332 608 011 info@formasport.it

TexWinner, il tessuto di ultima generazione di Spaziale Splendy, apre nuove prospettive tecnologiche per l’azienda milanese. Un tessuto che supera sotto ogni aspetto la microfibra e che, già ora, è il nuovo punto di riferimento dell’asciugarsi in ogni situazione. Grazie a una doppia azione, l’acqua viene assorbita dal tessuto istantaneamente e rilasciata sulla sua superficie esterna; in tal modo l’acqua evapora e si disperde, lasciando l’accappatoio completamente asciutto, condizione che impedisce a quella fastidiosa sensazione di freddo e bagnato di diffondersi sul corpo. Il processo produttivo di questi tessuti è inoltre eco-friendly, cioè adeguato a tenere sotto controllo l’impatto ambientale. Spaziale Splendy è distribuito da Gil. GIL Tel. 02 70 636 911 marketing@spazialesplendy.it

Grinta, soprattutto La collezione sci firmata Harley Davidson dà il meglio di sé: può sfruttare più di 30 anni di esperienza nella progettazione e realizzazione di capi da sci, grazie al brand Cacao. I completi sci avranno la grinta e la forza delle tute motociclistiche e saranno caratterizzati dai colori dominanti del marchio: nero, grigio e arancio. Saranno realizzati con tessuti di ultima generazione, armaturati ed elasticizzati, così da essere capi di alta qualità, ma capaci di ottime performance sportive. IDEA Tel. 0423 3097 info@ideakids.it

Ormai una leggenda Al top di gamma ecco Progressor 900. Il successore di uno dei modelli Fischer di maggior successo nelle ultime stagioni. Ora, con la costruzione 3D e Dual Radius Amplifier, la versatilità di questo sci regalerà ancor più soddisfazione a un vasto pubblico di sciatori. Tassativamente con anima in legno e doppio strato di titanal 0,5 mm per un eccellente ritorno elastico e un cambio di spigoli da effettuare come un gioco da ragazzi. Oggi con centro di 75 mm. Fischer è distribuito da Project 2010. PROJECT 2010 Tel. 02 3087 341 project2010@fischersports.it

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Nessun ingombro L’Easy Truck Pro è un tappeto della linea High Power, dal design essenziale e dalle caratteristiche tecniche interessanti. Grazie alla particolare struttura della sua scocca permette di essere richiuso in uno spazio molto ridotto, per garantire il minimo ingombro. Come per tutti i prodotti della linea, anche questo tappeto viene distribuito con una garanzia sul motore di 3 anni.

HIGH POWER Tel. 0549 950 074 marketinghp@area51.sm

Una fibra innovativa ed ecologica Athesis ha brevettato una innovativa tecnologia, Dry-Heat, dedicata alla realizzazione di capi tecnici, che permette di lavorare la microfibra e l’elastomero con risultati sorprendenti. Questa tecnologia è stata messa a punto grazie alla collaborazione con Dryarn, la microfibra più leggera al mondo, che, lavorata in elevate percentuali in mischia con l’elastomero (che conferisce una grande elasticità, comodità e funzionalità), permette di realizzare capi con elevate performance tecniche. Si tratta di una fibra isolante, traspirante, anallergica e antibatterica, che si presta perfettamente alla realizzazione di capi tecnici anche per la sua facilità di manutenzione. Dryarn è prodotto da Aquafil.

AQUAFIL Tel. 0464 581 218 marketing.textile@aquafil.com

occhio alla protezione

Per essere trendy La giacca proposta da Vist per la stagione AI 2011/12 presenta un collo avvolgente e cappuccio staccabile. Ha una linea classica con inserti in colore contrastante che sottolineano i fianchi e le spalle e slanciano la figura. Il design è caratterizzato dall’evidente grafica sui lati delle maniche che rappresenta le ali dell’araba fenice in outline silver, mentre il polso è arricchito da un ricamo con filo in contrasto. VIST Tel. 0471 810 062 info@vist.it

Le lenti polarizzate Limar offrono un’eccellente protezione all’occhio e un comfort visivo assoluto. Bloccano efficacemente la luce riflessa, situazione che si verifica in prossimità di acqua, neve e superfici riflettenti. L’azienda produce inoltre lenti fotocromatiche, che cioè si scuriscono se esposte alle radiazioni UV del sole. Questa tecnologia, per le proprie caratteristiche di rapidità nella fase di cambiamento e di coating, offre un comfort esclusivo, un’ottima protezione contro gli effetti dannosi delle radiazioni UV, migliorando al contempo la qualità visiva.

Un’efficacia permanente Le principali caratteristiche della collezione Skintech Light Skin arricchita dell’innovativa tecnologia a base argento Odorzero esclusiva di Mico Sport, sono: libertà di movimento, elasticità, comodità all’indosso, leggerezza ideale per i climi caldi. Adattandosi perfettamente all’anatomia del corpo, facilita i movimenti aumentando le potenzialità fisiche. L’elasticità del tessuto permette di avvolgere perfettamente il corpo e di ottimizzare la traspirazione lasciando la pelle asciutta e alla temperatura ideale. Inoltre l’assenza di cuciture e la struttura automodellante con reticolo muscolo contenitivo garantiscono comfort senza costrizioni.

MICO SPORT Tel. 030 2003 211 info@mico.it

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NOVITà PRODOTTO VETRINE INVERNO 2012

Stile ed eleganza

Per bambini e adulti

Performanti e colorate

Una novità nella famiglia di mute stagne Scubapro che apporta caratteristiche tecniche e comfort. Fra le qualità tecniche: trilaminato robusto di alta qualità per assicurare longevità e asciugatura rapida pur rimanendo leggero. Tessuto rinforzato nelle zone di contatto. La valvola di carico ha il pulsante di carico laterale e la valvola di scarico è regolabile. Tronco telescopico, bretelle regolabili e sottocavallo per una vestibilità ottimale.

I monopattini di Stiga prevedono alcuni modelli utilizzabili fino a 100 Kg di peso. Favorisce l’acquisizione del senso dell’equilibrio nei più piccoli Mini Kid 3, realizzato per la fascia di età dai 3 ai 5 anni, facilissimo da usare grazie alle tre ruote che lo mantengono stabile anche in corsa. A partire dai 6 anni piacerà Charger 120, accattivante nella sua veste rosso acceso su un telaio in alluminio e acciaio ultraleggero. Per togliersi lo sfizio di provare il divertimento dei figli, Curver 145 (oltre gli 8 anni) e Creator 200 (dai 10 anni in su) offrono anche ai genitori le emozioni di correre su un monopattino ultraleggero, maneggevole, robusto e sicuro, oltre che esteticamente gradevole. Stiga è distribuito da Garlando. Per info e nominativi agenti contattare Massimo Rapetti in azienda.

Soullimit propone agli atleti che praticano lo sci alpino una serie di tute da gara con molteplici grafiche, adatte anche ad essere personalizzate. Prodotte con uno speciale tessuto in Lycra Power accopiato alla mambrana antivento traspirante Control+, alternativamente tessuto omologato per gare FIS e a richiesta anche disponibili con protezioni in schiuma bicomponente nei punti d’impatto. Capo dal taglio super anatomico e performante, dotato anche di un comodo taschino porta radio ideale nelle sessioni di allenamento.

GARLANDO Tel. 0143 318 500 stiga@garlando.it

SOULLIMIT – ZETA Tel. 0423 467 884 info@soullimit.com

Tecnicità, soprattutto

Particolare ricercatezza Con la costante ricercatezza dei materiali, sempre attentamente selezionati, la piuma d’oca 90/10 ormai un ‘must’ nelle proprie collezioni, Hik è riuscita ad acquisire clientela non certo priva di esigenze come quella dei Paesi freddi. Grazie alla collaborazione con Di Francisca (Campionessa mondiale di fioretto, nella foto) il marchio vede accresciuta la propria visibilità tanto nella sfera sportiva quanto nel panorama della moda italiano ed europeo. Hik è distribuito da Eurolook.

EUROLOOK 0733 850 341 eurolook@eurolook.it

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Vipole si contraddistingue da sempre per l’elevato contenuto tecnico dei propri prodotti. Nella foto il leggerissimo Nordic Vario Natura Eva, in alluminio 7075, con impugnatura in Eva e lacciolo asimmetrico. Tutti i prodotti dell’azienda possono essere personalizzati (per associazioni sportive, rental shop, negozi, strutture alberghiere) anche per piccole produzioni (già da 30 paia). La personalizzazione include anche la pratica sacca porta bastoncini, in dotazione su tutta la gamma.

VIPOLE DI NICOLA VIDALE Tel. 0424 534 488 info@vipole.it


ALPINE SKIN HIGH ALTITUDE UNDERWEAR

www.salewa.com

"DRYNESS IS WHAT YOU WEAR" 89


comunicazione eventi sponsorship

SPORT VILLAGE

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PASSIONE PER L’ALTA QUOTA Il concorso “Per chi ha la montagna dentro” promosso da Salewa all’inizio dell’inverno, si è concluso e il bilancio è assolutamente positivo, a partire dal podio dei vincitori, veri appassionati di cime in alta quota e dalla sensibilità artistica. Non un solo vincitore, bensì tre, come previsto dal regolamento, che grazie alle loro fotografie hanno vinto un weekend per due persone in Trentino-Alto Adige. Il 29enne trentino della Val del Chiese, Andrea Armani, ha vinto con la foto “Sospesi sulla meringa”, una impressionante immagine mozzafiato scattata sulla Cresta di Rochefort nel gruppo del Monte Bianco nell’agosto 2008 (con sfondo le rocce delle Grandes Jorasses) e che mette il luce come la natura sia in grado di giocare con la neve anche in alta quota. Laureato in ingegneria meccanica, Andrea ha una passione sconfinata per la montagna con un curriculum di tutto rispetto, ricco di numerose ascensioni nei gruppi montani dell’Adamello-Presanella, del Brenta, dell’Adamello, e naturalmente del Monte Bianco, dove è stata scattata l’immagine. Con l’immagine dal titolo “Sulle creste del Täschhorn nel Vallese: tra terra e cielo...” il bergamasco Francesco Rota Nodari ha colpi-

to la giuria per la profondità e la ricercatezza della fotografia scattata nel 2007 mentre era impegnato sulla cresta della normale del Täschhorn, la vetta svizzera di 4491 metri. Grazie ad una laurea in ingegneria ambientale, Francesco ha potuto unire la passione per la montagna alla professione, studiando per lungo tempo le variazioni glaciali alpine presso il CNR. Oggi il 34enne bergamasco lavora al Politecnico di Milano ma non rinuncia al suo obiettivo: collezionare vette oltre i 4000 metri alpini. Per ora ne ha conquistati 68 su 82, e su uno di questi ha incontrato la sua attuale compagna. Di natura diversa la foto di Pierfrancesco Morana, 35 anni, trasferito a Bergamo per occuparsi di cost management in un noto gruppo bancario. Infatti la sua passione per la montagna è piuttosto recente: il matrimonio in terra bergamasca (con Elisabetta) nel 2008 e le lunghe passeggiate su e giù per le Alpi Orobie (con la moglie e il suocero Fausto) hanno fatto nascere in lui la passione per la montagna, interpretata nella foto “La montagna dentro, la scalata!” in modo originale e divertente. Infatti Pierfrancesco ha ritratto la moglie vestita con tuta da sci e racchette da

neve ai piedi mentre sale le scale della taverna nella loro casa di Albino. La successiva elaborazione dell’immagine in bianco e nero con le ciaspole lasciate nel colore rosso originale, ha trasformato la fotografia in una opera di forte impatto e dalla apprezzabile costruzione iconografica. Il concorso ha preso il via lo scorso 9 novembre e fino al 31 dicembre gli appassionati hanno potuto caricare sul sito Salewa un massimo di tre foto aventi per tema “Per chi ha la montagna dentro”. Allo stesso tempo sono state aperte le votazioni di tutte le immagini caricate e rese disponibili on-line a tutti i visitatori. Ben 5634 foto depositate, e 15.151 voti espressi dagli utenti registrati sul sito Salewa. Inoltre la pagina su Facebook dedicata al concorso ha generato oltre 2300 “mi piace” a dimostrazione del consenso riscontrato nella rete. “Con l’iniziativa appena conclusa abbiamo ottenuto un duplice traguardo – ha commentato Ruth Oberrauch, responsabile marketing di Salewa Italia – perché da una parte abbiamo riscontrato un forte coinvolgimento del pubblico e dall’altra siamo stati autori di una viral action nel nostro ambiente di riferimento, la montagna.”

A cura di Andrea Sganzerla


Reebok ancora con Avon Running Reebok è nuovamente accanto alla corsa delle donne come partner tecnico storico, autorevole e focalizzato sul benessere al femminile, con lo scopo di promuovere con Avon i valori condivisi di sport, vita sana e supporto ad iniziative sociali a sostegno di enti per la tutela della salute e la difesa dei diritti delle donne. Un contributo alla causa di Avon Running che è molto più di una semplice sponsorship, con moltissime attività improntate al benessere attraverso lo sport che si svolgeranno all’interno dell’Avon Running Village in tutte le 4 tappe del tour – Bari, Reggio Calabria, L’Aquila e Milano. In ogni tappa viene infatti allestita un’area Reebok dove trainer qualificati saranno a disposizione del pubblico per fornire consigli sull’allenamento e per aiutare le runner ad effettuare la fondamentale scelta della scarpa giusta, attraverso la ripresa video della corsa sul treadmill per individuare le varie tipologie di appoggio del piede e distribuzione del peso corporeo. Reebok inoltre offrirà le t-shirt che saranno distribuite a tutte le partecipanti nella sacca gara ufficiale, una maglia realizzata in tessuto tecnico con trattamento antibatterico, sistema di assorbimento del sudore e protezione dai raggi solari UV. Una vera maglia tecnica

Gli opposti... attraggono

quindi e non una semplice t-shirt brandizzata, per sentirsi runner e correre da runner e per portare sul petto un ulteriore veicolo di comunicazione – prima durante e dopo la corsa – del messaggio di Avon Running. All’interno dell’area Reebok le partecipanti avranno infine la possibilità di testare alcuni modelli di calzature tra cui il modello Reebok EasyTone, la rivoluzionaria scarpa con sistema di capsule di bilanciamento e la nuova tecnologia ZigTech. “Siamo con le donne da sempre, Reebok è stato il brand che ha creato il concetto di benessere al femminile con la promozione del fitness moderno dall’aerobica allo Step, fino ad arrivare ai più moderni training e le più avanzate tecnologie applicate all’abbigliamento e al footwear”, ha affermato Massimo Carnelli, brand director di Reebok Italia che continua: “Diamo anche quest’anno il nostro contributo e lo facciamo da esperti di fitness al femminile, cercando di portare alla causa di Avon Running il nostro supporto con la dedizione che da sempre ci contraddistingue.”

Aurelien Ducroz è un avventuriero d’altri tempi, un campione che ama affrontare gli ambienti più diversi. Oltre allo sci e allo snowboard, in cui ha raggiunto i massimi livelli, la sua altra passione è la vela. Sarà per questo suo sconfinato amore per lo sport e l’avventura che Helly Hansen l’ha scelto come testimonial. Aurelien ben rappresenta infatti lo stile dell’azienda norvegese, da sempre compagna delle sfide e delle avventure dei grandi campioni. Il freerider francese originario di Chamonix si è nuovamente fatto notare durante il Freeride World Tour. Consacrato campione del mondo di sci nel 2009, Aurelien è arrivato alla fine dei 600 metri di discesa del Bec des Rosses dietro lo svedese Kaj Zackrisson e ha guadagnato l’argento alla finale del tour, che si è tenuta a Verbier, in Svizzera, il 23 marzo 2010. L’ultima barra rocciosa ha fatto la differenza nel talento dei due freerider. Fin dalla sua più giovane età, Aurelien ha raggiunto grandi livelli nello sci alpino. A 15 anni è entrato nel team francese di salto con gli sci e ha ottenuto due titoli di Campione di Francia junior. Ha poi partecipato alle sue prime Coppe del Mondo. Sempre alla ricerca di nuove sensazioni, maggiore libertà e paesaggi selvaggi, sviluppa la pratica dello snowboard e raggiunge rapidamente i più alti livelli. Lon-

tano dalle montagne è con Adrien Hardy e la sua barca 6.50, che Aurelien scopre la vela da competizione. Partecipa con Adrien alla fine della corsa “Les Sables – Les Açores – Les Sables”, dove arrivano secondi. La svolta si deve al fortunato incontro con Yvan Bourgnon: il velista offre a Aurelien l’occasione di condurre il suo trimarano a un’andatura di 37 nodi. Aurelien, che ormai pratica da diverso tempo la vela per piacere, sente crescere il desiderio di dedicarsi alla vela da competizione. Aurelien affida infatti il suo allenamento e la preparazione della sua barca all’atleta olimpico Laurent Voiron. Il prossimo obiettivo di Aurelien Ducroz è la Transat 6.50: la traversata dell’Atlantico in solitaria da Charente-Maritime in Francia fino a Salvador de Bahia in Brasile.

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Van Den Broeck firma con Gaerne

Sportivi di talento per i BMW X3 Games Peak Performance è alla ricerca di partecipanti per il BMW X3 Games, una sfida elettrizzante per atleti versatili in diverse discipline: sci, mountain bike, vela, circuito BMW X3, golf e running. L’evento si svolge a Ginevra dal 27 aprile all’1 maggio, per coloro che partecipano si prefigura un’esperienza indimenticabile corredata da un ‘luxury’ VIP package. Peak Performance è official clothing supplier dell’evento e fornirà l’abbigliamento ai 60 team che prenderanno parte alle sfide.

In qualità di sponsor, Peak Performance ha la possibilità di far partecipare due team all’evento, che si svolgerà nei dintorni di Ginevra, in Svizzera. L’invito è aperto a qualsiasi appassionato sportivo maggiorenne dotato di patente di guida. L’unica condizione è che ogni componente del team competa in due delle sei discipline pre-

viste, e in queste abbia raggiunto un buon livello di allenamento. Tutti i partecipanti si aggiudicheranno un ‘luxury’ VIP package, che include volo e alloggio al Grand Hotel Kempinski a Ginevra.

Diadora entra al museo di San Siro C’è anche un pezzo di Diadora dal 27 gennaio al Museo di San Siro. Tra maglie, coppe e trofei, scarpe, oggetti d’arte che raccontano la storia di Inter e Milan, ci sono anche otto modelli che l’azienda veneta ha messo a disposizione dei più grandi sportivi di queste due signore del calcio. Il primo in ordine di tempo è Walter Zenga che ha militato nella squadra dei nerazzurri negli anni Ottanta, e proprio del 1989 è la scarpa nera con fregio bianco che Diadora ha prodotto per lui. La Supergoal del

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1992, invece, ha accompagnato Marco Van Basten a scrivere il suo nome nella storia della Champions League. Anno 1994 per la Match Winner SC del campione del calcio italiano, Roberto Baggio, ad oggi insuperabile simbolo dello sport che fa parlare italiano il mondo. E poi, la Brasil rossa indossata nel 1996 dal milanista George Weah: giocatore che si è aggiudicato Pallone d’Oro e Fifa World Player. Anno memorabile il 2001, quando “Bobo” Vieri giocava nell’Inter e ai suoi piedi era la scarpa Uragano blu e nera creata apposta per lui. Anche il rossonero “Pippo” Inzaghi è stato testimonial di Diadora: datata 2005 è la sua mitica scarpa nera con logo rosso fluo, prodotta ad hoc. Calzatura bianca e fregio

rosso per Kakhaber Kaladze detto “Kakha” Kaladze, il difensore rossonero e della Nazionale georgiana che nel 2006 è stato il volto di Diadora. Chiude il cerchio di queste stelle del calcio internazionale la Kobra K-Pro arancione di Antonio Cassano, da poco attaccante del Milan: talento imprevedibile e grande fantasista, il giovane barese è croce per gli avversari che lo hanno incontrato nel campo di gioco e delizia per i tifosi. La presenza di Diadora nel mondo del calcio tocca tutti i livelli: l’azienda infatti è al fianco non solo dei più grandi atleti, ma anche dei migliori arbitri e tecnici del calcio italiano come dimostra l’ormai consolidata collaborazione con l’Associazione Italiana Arbitri.

Gaerne è lieta di annunciare la collaborazione per la nuova stagione con il ciclista Jurgen Van den Broeck (Omega-Lotto), quinto classificato al Tour de France 2010 e nuovo talento nel panorama del ciclismo mondiale. Jurgen utilizzerà la nuova calzatura Carbon G. Mythos Plus, personalizzata per l’occasione con i colori della sua squadra (Omega-Lotto). Jurgen, da sempre molto attento ai dettagli, ha subito apprezzato l’importanza della qualità e del comfort delle calzature Gaerne, perché non vi è nulla di più importante per un ciclista delle scarpe confortevoli e allo stesso tempo performanti e queste caratteristiche rientrano nella filosofia principale dell’azienda, produttrice italiana di calzature da quasi cinquant’anni, dove specializzati artigiani costruiscono scarpe da ciclismo con passione e impegno, senza mai tralasciare nessun dettaglio.


PhytoPerformance sponsor della Pallavolo Padova A dicembre è stato presentato alla stampa il nuovo main sponsor della Pallavolo Padova, che ha preso il nome di Phyto Performance Padova. Festeggiati i primi trent’anni di attività, nata nel 1981 dall’idea di Gian Aldo de Pieri (già socio della Pallavolo Padova) come produttrice di articoli para-medicali per sportivi, Phyto Performance è leader nel settore sportivo a livello italiano e internazionale con prodotti specifici per atleti; al servizio dei suoi interlocutori per soddisfare tutte le esigenze, per offrire un servizio garantito dalla progettazione del prodotto alla distribuzione nel settore. La gamma raggiunge ormai 700 referenze, indirizzate ad amatori e professionisti dello sport e della forma fisica. Da ormai 12 anni è certificata secondo le norme EN ISO 9001, EN ISO 13485, e i dispositivi medici secondo la direttiva europea 93/42. L’azienda ha sede a Veggiano, proprio nella provincia di Padova. Questo è un valore aggiunto per la Società bianconera, a dimostrazione che l’imprenditoria locale crede e supporta le realtà sportive di livello.

È stato un vero e proprio boom di accessi e iscrizioni, quello che si è verificato dopo lo scorso 20 ottobre, quando gli organizzatori della Südtirol SellaRonda Hero Mtb-Marathon hanno ufficializzato il nuovo sito web della manifestazione e, contestualmente, è scattato il via alle iscrizioni. Risultato: dopo 48 ore erano oltre 100 gli appassionati di mountain bike che sabato 2 luglio si sfideranno nella Europe’s hardest mountain bike race, ovvero la gara più dura nel panorama continentale del ciclismo off-road. Già alla fine di gennaio l’elenco degli iscritti era arrivato a quota 528 biker, ma ciò che più colpisce è che, nonostante la giovane età della manifestazione – che ha solo una edizione alle spalle – l’eco della Hero ha valicato i confini nazionali. Infatti le nazioni rappresentate all’interno del mezzo migliaio di iscritti fino ad ora sono ben 20, tra cui ci sono anche numerosi Paesi extra europei. Naturalmente la parte del leone la fanno gli italiani, con oltre 300 iscritti (e di questi il 20% proviene dall’Emilia Romagna), ma non deve sorprendere la presenza di biker provenienti da Singapore, India, Australia, Stati Uniti. Il perché lo spiegano gli stessi organizzatori: “Questo risultato testimonia l’eccezionale interesse internazionale per la Südtirol SellaRonda Hero – ha commentato Gerhard Vanzi che insieme a Peter Runggaldier ha ideato e ‘confezionato’ l’edizione di esordio dello scorso anno – un’attrazione sia per la tecnicità del tracciato che per la bellezza del paesaggio delle Dolomiti che, ci piace ricordarlo, è diventato Patrimonio Naturale dell’Umanità Unesco.” E non è un caso che la manifestazione abbia avuto un riscontro oltre confine di questa portata, poiché anche d’inverno la Val Gardena, cuore nevralgico della manifestazione, si contraddistingue per essere la destinazione dell’Alto Adige meta del pubblico più internazionale.

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SPORT VILLAGE >> Come progettare un personale Trekking Boot Grazie al progetto firmato Gore-Tex e La Sportiva gli appassionati di escursionismo avranno la possibilità di ideare e proporre il proprio trekking boot per essere un passo avanti agli altri, poter viaggiare calzando le scarpe concepite assieme al team Gore e La Sportiva con materiali performanti e soluzioni avanzate. Una proposta che offre l’esclusiva possibilità di mettere a frutto le proprie esperienze e dare spazio alle diverse aspettative per creare la propria scarpa personalizzata. E che si sviluppa all’interno del mondo Facebook, sulla pagina ufficiale Gore-Tex® Outdoor products, nell’ambito dell’applicazione Gore-Tex® Experience Tour. La partecipazione è infatti subordinata ad una prima fase di candidature che potranno essere sottoposte cliccando su “get the experience”, e poi sull’opzione “Build your own La Sportiva boots” e seguendo gli step indicati. Il Team R&D di La Sportiva affiancherà i vincitori e lavorerà con loro insieme agli esperti Gore con lo scopo di realizzare il boot personalizzato, sulla base di uno preesistente con membrana Gore-Tex. Per registrarsi e avere buone chance era necessario essere appassionati del mondo outdoor, risiedere in Europa, avere minimo 18 anni, sapere l’inglese, dimostrare rapidità nell’apprendere e una certa abilità manuale, essere disponibili a lavorare e interagire con il team, conoscere l’italiano (un vantaggio), poter viaggiare per 2 giorni. L’appuntamento è il 28-29 marzo 2011 in Val di Fiemme.

Il Calcio Padova si affida a Noene Conclusosi il mercato di gennaio, con la stagione che entra nel vivo, il Calcio Padova combatte il problema degli infortuni dei suoi giocatori investendo più che mai nella prevenzione. Per questo motivo è stato siglato l’accordo con DLS s.r.l., azienda che distribuisce in Italia Noene®, una rivoluzionaria soletta in grado di assorbire le vibrazioni causate dall’impatto tra l’apparato locomotore e il suolo, una delle principali cause degli infortuni e dei problemi alle articolazioni di caviglie, ginocchia, schiena di atleti e calciatori. “Con l’uso delle solette Noene, fin da subito abbiamo riscontrato vantaggi su articolazioni e tendini dei nostri atleti”, ha dichiarato Fabio Munzone, preparatore atletico del Calcio Padova, che ha dato l’ok alla fornitura delle solette dopo averle sperimentate per il recupero di alcuni calciatori. La squadra ha dimostrato immediatamente interesse ed entusiasmo per il nuovo prodotto in grado di ridurre lo shock che le articolazioni subiscono quando i piedi entrano in contatto con il suolo. Da febbraio quindi ai piedi di tutti i calciatori una soletta di 1 mm che viene inserita sotto il plantare della scarpa da calcio. Noene ha pensato alla protezione totale dell’atleta fornendo anche speciali solette da inserire nelle calzature per il tempo libero.

Una giornata di sci alpinismo per lo Snow Leopard Trust Il suo habitat si riduce di anno in anno, mentre aumenta il numero dei suoi nemici: troppo ambite sono le ossa dalle presunte capacità taumaturgiche e troppo preziosa la sua pelliccia. Ed è così che a favore del leopardo delle nevi è nata un’associazione per la sua tutela. L’organizzazione internazionale Snow Leopard Trust si batte fin dal 1981 per la salvaguardia degli esemplari rimasti, impegnandosi allo stesso tempo nello studio di questo felino a rischio di estinzione. Un animale meraviglioso che la natura porta a vivere e ad insediarsi a tremila metri, la stessa quota frequentata da Dynafit, l’azienda di sci alpinismo che si identifica nel leopardo delle nevi al punto tale da essersi posta, in qualità di partner del progetto, l’obiettivo di un sostegno a lungo termine. È proprio per questo che Dynafit ha organizzato la seconda edizione dello Snow Leopard Day, un evento itinerante di sci alpinismo che prevede la raccolta di fondi in 8 appuntamenti tra febbraio e maggio 2011, organizzati in 7 nazioni dalla lunga tradizione alpinistica. In Italia l’evento si tiene sabato 9 aprile sulle nevi dell’Alpe Devero a Baceno, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Versando una piccola quota di iscrizione i partecipanti ricevono una maglietta, hanno diritto a un pranzo in quota e possono testare i prodotti Dynafit. Ma come funziona lo Snow Leopard Day? I partecipanti hanno a disposizione 12 ore per compiere il maggior dislivello possibile. Dynafit lo convertirà in denaro che verrà devoluto alla Snow Leopard Trust. In altre parole: un centesimo di euro per ogni metro di dislivello compiuto da ogni partecipante.

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Mizuno si aggiudica l’Ispo Award 2011 Alla 71a edizione dell’Ispo, il ritorno di Mizuno tra gli espositori non è passato inosservato. L’azienda si è infatti aggiudicata l’Ispo Award 2011, un prestigioso riconoscimento conquistato grazie alle linea di prodotti Breath Thermo che ha risposto positivamente a tutti i parametri definiti dalla giuria: innovazione, idoneità all’uso quotidiano, potenziale di vendita, provenienza da una linea di successo, buon rapporto qualità/ prezzo, design originale, processo produttivo e materiali innovativi, durata nel tempo ed elevato standard qualitativo. Il premio è stato consegnato dall’autorevole rivista internazionale Runner’s World a Hiroshi Sako, Business Manager Europeo per le linee abbigliamento Mizuno. Questo riconoscimento rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che il brand giapponese con oltre 100 anni di storia, grazie a continue innovazioni tecnologiche e a strategie commerciali accurate, si è ormai imposto a livello europeo come marchio leader anche nell’underwear.

Vetta al Gasherbrum II per Moro e Urubko Non c’è due senza tre. E così Simone Moro si aggiudica il suo terzo Ottomila invernale con la salita del Gasherbrum II, che diventa così la prima montagna del Karakorum (Pakistan) ad essere salita nella stagione più rigida. In compagnia di Simone, il fuoriclasse kazako Denis Urubko e l’alpinista fotografo americano Cory Richards hanno raggiunto la cima alle 11,28 del 2 febbraio approfittando della corta finestra di bel tempo che era stata annunciata e salendo in perfetto stile alpino fino agli oltre 8000 metri della tredicesima montagna più alta del mondo. Un successo straordinario, che conferma l’affiatamento della collaudata coppia Moro-Urubko e della perfetta strategia nelle loro scelte: davvero incredibile pensare che i tre siano riusciti a raggiungere la vetta a poco più di 20 giorni dal loro arrivo al campo base, adattandosi in maniera fenomenale a uno dei luoghi meno ospitali della terra in inverno, e dimostrando quindi oltre che una incredibile capacità di acclimatazione, anche di sapere esattamente cosa fare in ogni momento della spedizione. Capacità e lungimiranza che evidentemente stanno alla base di questo splendido successo. Abbiamo ancora bene impresse le immagini di Simone e Denis lungo gli ultimi metri di salita al Makalu in punta di piccozze e ramponi, leggeri come ballerini in una straordinaria danza d’alta quota. C.A.M.P. non può che essere fiera ed onorata di essere stata ancora una volta al fianco di questi due straordinari alpinisti fornendo loro il materiale tecnico per la salita ed accompagnandoli così in questa nuova fantastica impresa che la salita agli 8035 metri del GII rappresenta.

Atomic sponsor tecnico del Lussarissimo 2011 Giunto alla 6a edizione, il Lussarissimo consiste in una serie di eventi sportivi aperti a tutti e che includono: lo slalom gigante parallelo più lungo del mondo, una sci alpinistica in notturna, una staffetta di sci per i ragazzi delle scuole medie e, infine, una ciaspolata (competitiva e non). Tutte le gare si svolgono a Tarvisio (Udine), sulle stesse piste che regolarmente sono utilizzate per le gare di Coppa del Mondo. Il tutto immerso nella splendida cornice del Monte Lussari, dove spicca il suggestivo santuario nei pressi del quale sarà allestita la partenza del gigantissimo parallelo ed anche l’arrivo della sci alpinistica. In particolare, nel gigantissimo parallelo in programma il 12 marzo 2011, i concorrenti hanno potuto scegliere l’avversario con il quale gareggiare, con il massimo della sicurezza. Non a caso, molti concorrenti ritornano ogni anno per provare l’emozione di una discesa di ben 4 km sgombra da turisti lungo un divertente tracciato parallelo. Nella prova ski-alp in notturna, tenutasi il giorno precedente, l’11 marzo 2011, i concorrenti sono saliti al santuario per il Sentiero del Pellegrino: uno dei più suggestivi percorsi della Regione Friuli Venezia Giulia. Atomic, marchio da sempre vicino a tutte le realtà che amano lo sci in tutte le sue forme e discipline, sabato 12 e domenica 13 marzo, è stato presente con il proprio staff tecnico per fare provare gratuitamente i nuovi sci della collezione 2011-2012.

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Il surfer DC Lacomare vince i World Junior Championships ASP

Angelika Rainer ancora campionessa

Il ventenne francese Marc Lacomare (surfer DC) ha conquistato la vittoria dell’ASP World Junior Championships battendo in finale il talento americano Nat Young, 19 anni, in una finale combattutissima, con onde dai 2 ai 3 piedi della North Narrabeen. L’ASP World Junior Championships è stato l’evento inaugurale dell’ASP World Junior Tour. “Mi sento alla grande” ha dichiarato Lacomare. “È stato un grande evento per me. Mi congratulo con Nat (Young) e con Jack (Freestone). È stato davvero un viaggio memorabile in Australia e devo ringraziare anche tutte le persone del posto per aver condiviso l’evento con noi.” Fondato da Ken Block e Damon Way nel 1993, DC è diventato uno dei marchi leader degli action sports in appena 10 anni, e oggi è distribuito in tutto il mondo. Uno dei punti chiave della filosofia DC è stato da sempre il suo team internazionale che vanta talenti e pluricampioni del mondo di skate, snowboard, surf, BMX, rally e motocross. Gli stessi atleti partecipano attivamente allo sviluppo del marchio DC, delle linee di prodotto ‘firmate’ e alla realizzazione di eventi e operazioni promozionali.

Angelika Rainer è riuscita a difendere con successo il proprio titolo di campionessa mondiale di arrampicata su ghiaccio. Durante una finale emozionante a Busteni, in Romania, la ventiquattrenne altoatesina ha avuto la meglio su Woon Seon Shin (KOR) e Anna Gallyamova (RUS). “Naturalmente vorrei difendere il mio titolo” aveva affermato con ottimismo Angelika Rainer durante un’intervista rilasciata prima dei Campionati Mondiali di arrampicata su ghiaccio. Un proposito a cui è rimasta fedele per tutta la gara. Delle 22 atlete classificatesi nella città rumena per l’eliminatoria finale dei Campionati Mondiali di arrampicata su ghiaccio Lead, sei delle nove che hanno raggiunto la finale sono arrivate prime nella semifinale. La più forte tra tutte? Angelika. È stato proprio sull’impegnativa via finale che la simpatica altoatesi-

na è riuscita ad avere la meglio nei confronti delle sue inseguitrici Wonn Sheon Shin e Anna Gallyamova. Tuttavia per la finale i costruttori della via avevano riservato alle signore un vero e proprio osso duro: Angelika è stata la sola a raggiungere l’ultimo appiglio, riuscendo a fissare la fune nel deragliatore e imponendosi sulle avversarie con 13,28 punti. Adesso l’atleta del Salewa alpineXtrem team non vede l’ora di entrare nella stagione estiva, dopo essersi dedicata ancora una volta al tema ghiaccio: l’ultima tappa della Coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio ha avuto luogo dal 6 all’8 marzo a Kirov, in Russia, dove sono stati incoronati anche i nuovi campioni mondiali di speed climbing.


La radio non si ascolta, si indossa

Spaziale Splendy sostiene Telethon 2011

I tormentoni dello Zoo di 105 sono diventati lo slang dei giovani ascoltatori dell’appuntamento radiofonico. Grazie a Audes, azienda specializzata nella creazione di capi sportswear brandizzati, ora lo spirito scanzonato e goliardico della trasmissione può essere indossato tutti i giorni scegliendo la maglietta, la felpa o l’accessorio adatto. Per la realizzazione della collection, l’ufficio stile ha ideato una linea di abbigliamento che rispecchia la stessa verve e la medesima simpatia della trasmissione che, in più di dieci anni di vita, ha attirato una folta schiera di aficionados fra il pubblico under 30 e non solo. Le felpe con lo stemma dello Zoo, le t-shirt con il refrain “Panico Paura” e i cappellini marchiati con il logo della “banda” di 105 sono la nuova collezione che lo staff della trasmissione ha lanciato per i suoi fan e che, in poco tempo, sono diventate la divisa ufficiale degli eventi, delle serate e delle feste in tutta Italia organizzate dalla premiata ditta dello Zoo. Uno stile decisamente street – comodo, con linee giovanili e differenziate per uomo e donna – che ripropone e sottolinea il tono ironico e provocatorio dei conduttori, il caustico non-sense dei jingles e colora con diverse sfumature il logo della trasmissione. La collezione completa è disponibile anche all’interno di un’area dedicata nel sito Audes: qui, nella sezione web store, è possibile scegliere il capo, la taglia e la personalizzazione più adatta al proprio gusto.

Telethon, la Fondazione Italiana per la ricerca contro la distrofia muscolare e le altre malattie genetiche ha ottenuto nel 2010, nonostante la crisi economica, dei risultati lusinghieri raccogliendo ben 30 milioni di euro immediatamente destinati alla ricerca contro le malattie genetiche. Tra i sostenitori del 2011 c’è anche Gil – Spaziale Splendy, presente e attiva con un progetto di impegno etico di vaste dimensioni. Il brand milanese ha dedicato a Telethon un’intera linea di prodotti destinando parte del ricavato alla Fondazione, e tale donazione si andrà ad aggiungere a un contributo già destinato a Telethon a favore di un progetto sulle malattie genetiche. In due periodi promozionali del 2011 – dal 1 aprile fino al 31 maggio e dal 1 novembre fino alla fine dell’anno – per ciascun accappatoio Spaziale Splendy della linea 2001 venduto, ci sarà un contributo a Telethon. L’intero ammontare sarà versato direttamente da Gil – Spaziale Splendy alla fondazione italiana di ricerca. L’iniziativa sarà supportata in ogni punto di vendita con materiale promozionale e illustrativo (cartelli vetrina, manifesti e brochure) e promossa anche dall’immagine di Antonio Rossi – testimonial Spaziale Splendy anche per il 2011 –, atleta azzurro plurimedagliato impegnato già da anni al fianco della fondazione italiana.

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SPORT VILLAGE >> Arena rinnova con Angela Maurer Arena ha annunciato il rinnovo del suo accordo di sponsorizzazione con una veterana tedesca del nuoto di fondo, Angela Maurer. La trentacinquenne, attuale campionessa mondiale della 25 km, continuerà a nuotare con Arena fino al 2012, comprendendo i Giochi Olimpici di Londra. Giunta attualmente al suo secondo decennio di competizione ai massimi livelli internazionali nella sua disciplina, Angela continua ancora a vincere medaglie. Il primo grande successo è arrivato 15 anni fa, quando ha vinto il suo primo Campionato tedesco nella 5 km, proseguito con tre anni di titoli nazionali su questa distanza (1996-1998), seguiti da quattro vittorie consecutive nella 25 km (1999-2002). La sua prima apparizione sul podio di un grande evento internazionale è avvenuta ai Campionati Europei di Istanbul del 1999, dove ha vinto una medaglia d’argento nella distanza dei 25 km. Nel 2000 ha vinto una medaglia di bronzo nella 25 km ai Mondiali di Open Water di Honolulu, piazzandosi al terzo posto nella classifica generale della Open Water World Cup, vincendo la tappa in Argentina. Dopo questa vittoria ha conseguito, nel 2001, la sua prima medaglia mondiale, un bronzo nella 25 km a Fukuoka, in Giappone. Ha ottenuto medaglie d’argento nel 2002, con la 10 km ai Campionati Europei di Berlino, e nella la 25 km, ai Mondiali di Sharm el-Sheikh, in Egitto, dove ha anche ottenuto un bronzo nella 10 km. Ha conquistato altre medaglie nel 2003 ai Campionati del Mondo di Barcellona, con un argento nella 10 km e un bronzo nella 25 km. Il 2006 è stato un anno importante per Angela: in primo luogo ha vinto medaglie d’oro sia nella 10 km che nella 25 km ai Campionati Europei di Budapest e meno di un mese più tardi ha conquistato un altro oro nella 25 km ai Mondiali di Open Water a Napoli. È stata vincitrice assoluta della 10 km della FINA Marathon World Cup nel 2007 e nel 2008. Nel 2009 ha vinto il suo secondo titolo mondiale nella 25 km a Roma (dove è stata l’unica madre in gara), si è classificata seconda nella graduatoria generale della 10 km FINA Marathon World Cup ed è stata nominata nuotatrice dell’anno dalla Federazione Europea di Nuoto. L’anno scorso non è stata da meno quanto a successi, con la conquista di medaglie di argento e di bronzo nelle gare da 25 km e 10 km ai Campionati Europei di Budapest e il conseguimento di un altro secondo posto nella 10 km Marathon World Cup FINA. “Sono felice di continuare il mio fruttuoso rapporto con Arena”, ha dichiarato Angela. “Con il nuovo costume Powerskin Open Water, mi sento ottimamente equipaggiata, soprattutto in vista di Londra 2012.”

Nordica Freeski Camp a Monte Bondone

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Nordica per il primo anno è salita al Monte Bondone organizzando con Trento Funivie, 100-one Freeride Shop, APT di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, uno degli eventi clou del tour. Due giorni dedicati allo sci nella sua espressione più fantasiosa con un programma incentrato sullo sport, sul divertimento e sull’intrattenimento, compresa una demo con photo session notturna davvero speciale. L’apertura del villaggio è avvenuta alle ore 9.00, mentre alle 10.00 è iniziato ufficialmente il camp gratuito con i ragazzi di Freeskicamp.it. Il camp è stato aperto a tutti i ragazzi che si vogliono avvicinare al Freeski, inoltre Nordica ha messo a disposizione la propria collezione sci 2011 per coloro che ne fossero stati sprovvisti. Grazie alla presenza dei migliori atleti nazionali ed internazionali che hanno saputo coinvolgere il pubblico con i nuovi trick ed evoluzioni da brivido, tutti gli sciatori interessati hanno avuto diritto, previa presenza al villaggio, a due giorni di lezione seguiti dai pro della Nordica e di Freeskicamp e l’opportunità di provare i nuovi sci e scarponi in maniera assolutamente gratuita. Dalle 19.00 alle 21.00 in chiusura della giornata di sabato, con lo Snowpark illuminato per l’occasione, è avvenuta la demo insieme ai ragazzi e musica live by DJ Pea. Domenica l’apertura del villaggio è avvenuta nuovamente alle ore 9.00, per concludersi alle 16.45 alla chiusura delle piste. Nel villaggio appositamente allestito nelle vicinanze dello Snowpark sono stati organizzati happy hour dedicati agli appassionati e al pubblico con la possibilità di vincere gadget, portachiavi, abbigliamento Peak Performance, Guanti Level e accessori Nordica.


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SPORT VILLAGE

Prowinter lancia la premiazione Audi FIS Ski World Cup A Prowinter 2011 hanno confermato la loro presenza più di 130 aziende provenienti da 11 nazioni e ci sono state tante nuove richieste grazie al buon andamento della stagione invernale. Si sono presentate nuove aziende anche dalla Francia ed è fortemente rappresentato anche il settore dei macchinari per il noleggio. I produttori di sci proporranno soluzioni tecniche controcorrente e novità rivoluzionarie focalizzate su modelli di serie, arricchiti da diversi optional esclusivi per chi desidera distinguersi sempre più sulle piste. Le più importanti aziende mondiali che producono e distribuiscono macchine per la preparazione, riparazione e conservazione di sci, snowboard e scarponi offriranno ai visitatori (negozianti, proprietari e gestori di laboratori, ski man, industriali, addetti ai lavori) accurate dimostrazioni effettuate sui più avanzati macchinari, top di gamma ed economici, tutti installati e funzionanti. Completeranno l’offerta materiali di consumo, scioline, attrezzi, rastrelliere, sistemi di immagazzinamento, soluzioni hardware e software per la gestione dei noleggi. Innovazione, stile, novità rivoluzionarie quindi, ma sempre più ispirate all’ecologia e all’eco-sostenibilità. Sempre più spesso gli sforzi a tutela dell’ambiente compiuti delle aziende non si limitano solo ai prodotti finiti ma riguardano anche trasporto, energia, utilizzo di materie prime e gestione dei rifiuti. Temi attuali e irrinunciabili che Fiera Bolzano ha sempre riconosciuto, apprezzato e promosso. Come oggi si impegna con Prowinter, nel corso della sua undicesima edizione, a sostenere un settore che dimostra di aver intrapreso un processo di sviluppo virtuoso. A corredo della manifestazione, molte sono le iniziative organizzate da Fiera Bolzano in collaborazione con i suoi partner autorevoli. I riflettori nell’edizione del 2011 sono puntati sull’Audi Fis Ski Award Cup Oc Award 2011, che viene presentato dalla Federazione Internazionale Sci il 13 aprile 2011 presso il Prowinter Forum ed è preceduto da un workshop dedicato a trarre delle conclusioni sulla stagione appena conclusa al quale partecipano i maggiori esponenti della FIS e il comitato organizzativo della Audi FIS Ski World Cup. Da quest’anno in poi, la FIS introdurrà questo Award annualmente per stimolare sempre più lo sviluppo di nuove idee e di conoscenze legate al mondo della neve.

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Kostelic Super! Ivica Kostelic va oltre i confini. Abituato a stupire e vincere in slalom, il 31enne croato consolida la leadership in Coppa del Mondo con il primo successo in SuperG a Kitzbuehel. Sceso con il numero 3, il suo tempo di 1’17’’33 è rimasto imbattuto, anche dopo le discese degli specialisti della velocità. È il quindicesimo successo di Coppa per Kostelic, il quarto in 10 giorni. Dietro di lui l’austriaco Streitberger, staccato di 23/100 anch’egli con sci e scarponi Fischer. Terzo Svindal a 29/100. Davvero incredibile l’escalation di Ivica, nonché le conferme di Streitberger e degli altri atleti del Fischer Team. Pare proprio che dietro questi più recenti successi ci sia il valido aiuto di una nuova attrezzatura. Dai primi di dicembre, infatti, Kostelic – come anche Streitberger – corre con un nuovo concetto di scarponi, realizzato da Fischer e che è stato presentato ufficialmente all’Ispo, l’importante fiera di settore a Monaco di Baviera. Si tratta degli scarponi Vacuum Fit, costruiti con nuove ed esclusive materie plastiche che, con un semplice trattamento di termoformatura, permettono allo scafo di adattarsi al 100% alla morfologia del piede. Una tecnologia destinata a far parlare molto di sé. Anche lo sciatore che non partecipa alla Coppa del Mondo potrà presto usufruirne con grandissimi vantaggi. Lo scarpone Vacuum-Fit potrà, infatti, diventare come una seconda pelle, eliminando ogni punto di pressione, correggendo le piccole ma fastidiose malformazioni del piede che spesso compromettono la possibilità di sciare. Un enorme passo in avanti in fatto di comfort e prestazione. (nelle foto, dall’alto: Moelgg si fa costruire il nuovo scarpone; Kostelic e Streitberger mostrano gli scarponi).


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SPORT VILLAGE >> Roxy Chicks’games 2011 Alla metà di febbraio presso l’Alien Park di Pescocostanzo si è svolta con successo la prima tappa del Roxy Chicks’Games 2011, il più importante evento al femminile italiano giunto alla quarta edizione, che continua a riscuotere grande consenso e a coinvolgere un numero sempre maggiore di rider del gentil sesso in una manifestazione pensata su misura per loro, dal setup di gara, al caratteristico allestimento scenografico, per finire con i ricchissimi pacchi gara e premi offerti dai partner. Ben 35 ragazze provenienti da tutta Italia sono accorse nella splendida località abruzzese che, insieme alla stazione, si è dimostrata pronta e disponibile ad accogliere l’evento e le ragazze che, più agguerrite che mai, hanno partecipato alle differenti iniziative previste per il weekend, riprese e fotografate da RITM e Gigi Amore. Anche Cupido armato di arco e frecce ha fatto la sua comparsa a Pescocostanzo nel tentativo di far nascere molti amori tra le partecipanti e i numerosi boys che continuavano a ronzare intorno alle Chicks... Il 12/13 marzo presso il park di Prato Nevoso si è svolta la spettacolare tappa conclusiva di questo Roxy Chicks’Games 2011 ed è stato assegnato il montepremi di 1000 Euro.

The North Face Ultra-Trail in Giappone The North Face ha recentemente presentato la prima edizione del The North Face Ultra-Trail Mount Fuji (UTMF), ultra-maratona che si terrà dal 20 al 23 maggio 2011 sul Monte Fuji in Giappone. La gara, organizzata in collaborazione con due prefetture e nove città della municipalità del Monte Fuji è la prima competizione ultra trail organizzata in Giappone su una distanza di 100 miglia (160 km). Questo evento prende spunto dal famoso The North Face Ultra-Trail du Mont Blanc e ha l’obiettivo di diffondere il puro spirito della sfida e dare ai partecipanti l’opportunità di scoprire la storia e la cultura dell’area geografica del Monte Fuji. Fino a 2000 runner provenienti da ogni parte del mondo potranno partecipare a una delle due gare, previste il 20 e 21 maggio, iscrivendosi entro il 31 marzo 2011. La gara principale, The North Face Ultra-Trail Mount Fuji, durante la quale potranno sfidarsi fino a 800 partecipanti, si svolgerà su un tracciato di 160 km con partenza e arrivo a Ohike Kouen, Kawaguchiko Fujikawaguchiko-cho nella Prefettura di Yamanashi. Il dislivello positivo è di circa 8000 metri in un tempo limite di 48 ore. La seconda gara, Shizuoka to Yamanashi (STY), copre invece 90 km con un tempo limite di 26 ore e un dislivello positivo di 4500 metri. Fino a 1200 atleti potranno partecipare, partendo da Fujiyama Kodomo no Kuni, Fuji-shi nella prefettura di Shizuoka con arrivo a Ohike Kouen, Kawaguchiko Fuji-Kawaguchikocho nella prefettura di Yamanashi.

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Mireia Miro conduce la Coppa Mireia Miro Varela è l’astro nascente dello sci alpinismo internazionale; la spagnola si è messa in luce in questa stagione salendo varie volte sul gradino più alto del podio, e per lei e l’International Dynafit Team gennaio è stato un mese da incorniciare. Il ruolino di marcia vincente è iniziato con la vittoria nella prova di Coppa del Mondo a Pelvoux nelle Alpi francesi, in occasione della Ski Ecrins dell’8 e 9 gennaio. Dopo essersi ben comportata nel prologo di sabato, la simpatica Mireia ha letteralmente dominato il campo il giorno successivo nella prova in salita con 1250 metri di dislivello.  Il fine settimana successivo l’iberica si è trasferita in Austria per competere al “Mountain Attack” di Saalbach dove ha dimostrato il suo talento vincendo la classifica femminile. Forte di una condizione di forma strepitosa Mireia è ritornata in Spagna dove, due giorni dopo la vittoria austriaca, ha dovuto difendere il titolo conquistato un anno fa al Vertical Race National Champioship in Cronoespot, e anche in terra natia Mireia ha conquistato il primo posto. Nella seconda tappa di Coppa del Mondo – la Derby 300 di Gavarnie nei Pirenei francesi – Mireia ha conquistato la piazza d’onore conservando la leadership provvisoria in classifica generale, a parimetro con la francese Laetitia Roux. Tutto questo in attesa della Transcavallo, il terzo appuntamento di Coppa a Tambre in provincia di Belluno. I risultati di Mireia non sorprendono gli addetti ai lavori, perché già nella passata stagione la spagnola si era messa in luce con buoni risultati e ottime performance. La passione per lo sport l’ha portata a compiere un percorso di studi vicino alla sua indole agonistica, laureandosi l’anno scorso in scienze dello sport con specializzazione per diversamente abili. Insieme a Javier Martin, suo allenatore personale e Team Manager di Dynafit, sta mettendo le basi per un proseguo al vertice del movimento femminile dello sci alpinismo internazionale.


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Supplemento Economico Finanziario di TopSport – Il Giornale degli Articoli Sportivi

FOCUS ON

Inizio d’anno con segno negativo Calo dei consumi, inflazione, difficoltà del mondo del commercio fotografati da una serie di recentissime indagini

I

nutile cercare di far finta di niente, la crisi c’è e si sente. Si fatica ad uscirne e i suoi effetti vengono percepiti chiaramente sia dai consumatori che dal mercato, come confermano le molteplici indagini statistiche che si sono susseguite nelle scorse settimane, e che analizzano con sempre maggiore dettaglio comparti e movimenti economici. Dalle varie fotografie, emerge purtroppo sempre lo stesso quadro di difficoltà. L’indagine Istat pubblicata a febbraio sul reddito disponibile delle famiglie denuncia che il reddito degli italiani ha subito una flessione media, fra il 2008 e il 2009, del 2,7 per cento. Un dato allarmante – come è stato rilevato dai vari commentatori – che non si registrava dal lontano 1995. Le cose sono andate male dovunque anche rispetto agli anni precedenti, che pure non erano stati brillantissimi, facendo ricordare con rimpianto il modesto 3,5 di incremento del 2006. Il calo è stato più accentuato – pari al 4,1 per cento – nelle regioni del nord ovest, soprattutto in Piemonte (per la diminuzione dei redditi da lavoro dipendente) e in Lombardia (dove si sono ridotti gli utili distribuiti dalle imprese). Nel nord est la flessione è stata del 3,4 per cento. Più contenuto il calo al centro, (-1,8 per

cento) e al sud (-1,2), anche se queste due restano le aree italiane con i redditi più bassi. Nel triennio 2006–2009 infatti il reddito disponibile delle famiglie italiane risulta essersi concentrato, in media, per circa il 53 per cento nelle regioni del Nord, per il 26 per cento circa nel Mezzogiorno e per il restante 21 per cento nel Centro. Una delle cause del generale impoverimento è senz’altro l’alto livello di disoccupazione, soprattutto giovanile. Quest’ultima è stata stimata dall’Istat (sempre in una statistica diffusa a febbraio) al 29 per cento, quasi due punti e mezzo in più rispetto alla percentuale (già alta) del 2009. È anche questa situazione che intacca il reddito delle famiglie, costrette a farsi carico dei più giovani. Tutto questo non può che incidere negativamente sui consumi. Lo conferma uno studio del Censis, che evidenzia come in questo ambito, dalla metà del 2008, sia in atto una nuova dinamica. In sostanza è ormai dimostrato anche statisticamente (come peraltro era ovvio) che la riduzione dei risparmi delle famiglie ha avuto come conseguenza diretta una sensibile contrazione dei consumi. Se nella maggioranza dei casi (51 per

cento) le famiglie si sono limitate a ridurre gli sprechi, ben il 24 per cento è la percentuale di coloro che hanno dovuto a rinunciare a prodotti o servizi giudicati essenziali. Nell’ultimo anno i comportamenti sono stati più parsimoniosi, si sono ridotti del 60,4 per cento pranzi e cene fuori casa, del 57 per cento le spese per lo svago, e sono state addirittura modificate le abitudini alimentari (scelta alla quale ha dovuto ricorrere il 38,1 per cento delle famiglie). Ma, come era inevitabile, è soprattutto nel settore degli acquisti, specie quelli più impegnativi, che si è consolidata la tendenza a temporeggiare, nonché a ridurre il ricorso al credito. Anche questo è evidenziato con chiarezza dai dati statistici. Nel novembre scorso l’indice destagionalizzato del valore del totale delle vendite al dettaglio ha registrato una diminuzione dello 0,3 per cento. L’ultima rilevazione Istat sul settore segnala che, in termini congiunturali (al netto della stagionalità) le vendite sono diminuite dello 0,5 per cento nel settore alimentare, e dello 0,2 per cento in ambito non alimentare. Anche se rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso l’indice grezzo ha segnato una variazione positiva dell’1,0 per cento, è chiaro il perdurare della fase di debolezza nei consumi. Il modesto alternarsi di aumenti e diminuzioni su base mensile, che pure in certi periodi potrebbe fare intuire un lento e graduale miglioramento, evidenzia come il mercato non abbia ancora intrapreso lo sviluppo necessario a trasmettere segnali concreti di ripresa. Questa situazione viene chiaramente percepita dal mondo del commercio al dettaglio, dove il livello di fiducia, nel mese di gennaio, è sceso al 99,9 (era il 106,7 in dicembre). In particolare (sono sempre dati raccolti dall’Istat per una specifica indagi- >>

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Inserto economia - Marzo 2011

NEWS >> ne sulla fiducia delle imprese del commercio al dettaglio) peggiorano giudizi e attese sulle vendite, con i saldi delle risposte che scendono, rispettivamente, da -8 a -13 e da 19 a 8. Non buone le valutazioni sugli accumuli delle scorte di magazzino (si passa dal 4 al 7); non va meglio neppure per le attese sul volume degli ordini, scesi da 0 a -10, e le prospettive sull’occupazione (da 0 a -1). Per quanto riguarda infine la dinamica dei prezzi, si riduce leggermente il saldo relativo a quelli praticati dai fornitori (da 30 a 29), mentre aumenta da 14 a 15 quello relativo ai prezzi di vendita. Non è di grande consolazione sapere che la situazione del commercio al dettaglio non è critica solo in Italia, ma è comune a tutti i Paesi della zona dell’euro, dove in dicembre le vendite sono ca-

late dello 0,6 per cento rispetto al mese precedente. Lo rileva Eurostat che per l’intera Unione Europea evidenzia una contrazione dello 0,4. In novembre il commercio al dettaglio era diminuito rispettivamente dello 0,3 e dello 0,1 per cento. Su base annua invece, le vendite del commercio al dettaglio sono calate dello 0,9 nella zona dell’euro e dello 0,1 per cento nell’intera Unione europea. Non a caso, segnali poco entusiasmanti in Italia si registrano anche nel settore import-export. In novembre le esportazioni sono aumentate del 20 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un andamento più sostenuto sui mercati extra Ue (più 22 per cento) di quello dell’Unione europea (più 18,6 per cento). Le importazioni però registrano un incre-

Il solo prezzo non paga Recenti rilevazioni sui dati di acquisto dimostrano ancora una volta come il consumatore cerchi qualità, estetica, vastità della gamma prodotti. Vera alternativa alla logica di sconti, offerte e promozioni I dati di fine 2010 elaborati come sempre da NPD sembrano confermare la difficile contingenza economica delle famiglie e il perdurare della crisi economica, ma in linea generale si notano comportamenti e tendenze all’acquisto piuttosto interessanti. Se, infatti, nel corso dell’anno si è assistito a un decremento delle vendite di abbigliamento sportivo, appaiono in controtendenza i volumi di vendita delle calzature sportive, cresciuti del 4,5% rispetto all’anno precedente. A dimostrare come la guerra dei prezzi non sia la giusta soluzione è lo stesso consumatore. Dall’analisi delle attività promozionali, infatti, emerge come lo scorso anno si sia registrata una riduzione nei volumi di vendita dell’abbigliamento e delle calzature sportive vendute a prezzi scontati. Soltanto nell’ultimo trimestre 2010 si è potuto osservare un incremento rispetto all’ultimo quarter dell’anno precedente. Se, dunque, gli sconti attirano ma fino a un certo punto, analizzando le vendite per fasce di prezzo, occorre sottolineare il considerevole incremento dei volumi di vendita nei price ranges più elevati. Durante l’anno, infatti, è maturata una notevole crescita degli acquisti di abbigliamento e calzature sportive nella fascia di prezzo tra gli 80 e i 100 euro, a dimostrazione di un cambio di approccio da parte del consumatore medio. Esaminando, infatti, i driver d’acquisto, si può constatare come il prezzo scontato sia solo il 5° fattore motivante. A influenzare le vendite sono soprattutto l’aspetto dei prodotti e la qualità offerta. In merito ai canali di vendita, anche nel 2010 la maggior parte degli acquisti è stata

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mento ancora superiore, pari al 28,3 per cento, con un disavanzo commerciale pari a 3,4 miliardi di euro, valore più che triplo (meno 1 miliardo di euro) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Completa il quadro, già di per sé abbastanza desolante, l’ultimissima rilevazione Istat sull’inflazione. A gennaio 2011 è balzata al 2,1 per cento su base annua, dall’1,9 del mese precedente. È il livello più alto dal dicembre del 2008, su cui pesano in modo particolare le voci relative ai beni energetici. Insomma, non si può proprio dire che il 2011, dal punto di vista economico, sia cominciato nel migliore dei modi. Non resta che rimboccarsi le maniche senza scoraggiarsi e, visto l’inizio, augurarsi che i prossimi mesi siano tutti in discesa.

effettuata presso retail store. Le calzature sportive e lo sportswear vengono acquistati prevalentemente presso negozi di articoli sportivi. Emergono tuttavia importanti elementi in crescita: il forte incremento delle vendite presso i cosiddetti factory outlet e le vendite on-line. Per l’apparel si assiste, infatti, a una crescita degli acquisti su internet del 39% rispetto al 2009 mentre per il footwear del 13%. Da sottolineare è poi ciò che riguarda le motivazioni che conducono alla scelta di un retailer. Il consumatore pone, dai dati raccolti, maggiore importanza alla gamma di prodotti offerti rispetto a eventuali promozioni praticate nel punto vendita. Seguono poi la qualità dei prodotti e la localizzazione del negozio. Un segnale che la guerra dei prezzi e la corsa al ribasso non hanno sul consumatore l’effetto di un influenza all’acquisto così forte come la possibilità di scegliere tra un vasto assortimento, la qualità della proposta e la comodità del luogo in cui effettuare l’acquisto. Fonte: NPD Sports Tracking Europe – Consumer Panel Online – Apparel & Footwear combined.

Importante alleanza nel poliestere Indorama Ventures PCL (Tailandia) e Sinterama (Italia) si sono alleate per acquisire Trevira, il produttore di fibra poliestere con sede a Bobingen (Germania). A seguito della dichiarazione di insolvenza del 2009 il liquidatore Schneider ha costituito la nuova Trevira a partire dal 1.1.2010, da allora ha agito come unico azionista e ne ha presieduto il Consiglio di Amministrazione. La ricerca di nuovi investitori è stata avviata nel secondo semestre del 2010 e la vendita sarà finalizzata nei tempi previsti. Con i siti tedeschi in Bobingen, Guben, e Hattersheim, e l’impianto di Zielona Góra in Polonia, Trevira GmbH sarà inserita nel network globale di Indorama e Sinterama attraverso una nuova joint-venture appositamente costituita dai nuovi partner. La società continuerà tuttavia ad operare in modo indipendente.


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NEWS

CHERVò rinnova una partnership nel golf Chervò SpA, l’azienda italiana leader nella produzione di abbigliamento per il golf e lo sportswear rinnova per il 2011 la sua collaborazione con Acentro SpA, l’operatore turistico specializzato in viaggi da sogno per i golfisti più esigenti. Acentro veste i propri clienti con Chervò, regalando ai partecipanti ai propri viaggi una Polo Dry-Matic® e dando ampio risalto all’iniziativa sui propri cataloghi, sul sito web e nella comunicazione pubblicitaria. Chervò ha inoltre rinnovato la partnership con la PGAs of Europe anche per il 2011. La PGAs of Europe è l’associazione delle PGA nazionali (30 europee e 7 internazionali) che rappresenta complessivamente oltre 18.500 professionisti di golf. Ha come scopo di innalzare gli standard e le opportunità nell’addestramento e nell’occupazione dei professionisti di golf e di rappresentare i Paesi associati presso le organizzazioni e i governi per quanto riguarda la promozione del gioco e gli interessi dei golfisti professionisti. La PGAs of Europe guida l’amministrazione del gioco professionistico in tutto il continente e oltre, per poter assicurare eccellenza nella prestazione di quei servizi che sono necessari a garantire professionisti altamente qualificati e specializzati in grado di guidare l’espansione del gioco in tutto il mondo.

Più punti vendita per Fusalp Fusalp è un marchio del settore abbigliamento sportivo, che da sempre persegue politiche volte ad accrescere la sua presenza nei negozi di località montane. Non è una novità. Ma il nuovo amministratore delegato internazionale della società francese, Jean-Philippe Torgue, proveniente dalla società svizzera Switcher (abbigliamento sportivo), dopo avere lavorato dodici anni per VF Corporation, rende nota l’intenzione di volersi ancor più adoperare per conseguire migliori risultati di presenza nell’ambito territoriale delle Alpi francesi, italiane, svizzere, austriache e tedesche. In seconda battuta è previsto un impegno straordinario anche per quanto riguarda la diffusione di prodotti Fusalp (tutti d’alta gamma) sui mercati di Gran Bretagna, Benelux, Scandinavia e Russia.

Quotazione del cotone in clima di crisi Le proteste in Egitto influiscono sui prezzi del cotone che a New York, nel contratto future con scadenza a marzo, ha raggiunto i 168,44 centesimi di dollaro per libbra: il 2,2% in più rispetto alla quotazione di venerdì scorso. E il petrolio supera quota 100. Grazie al clima e alla fertilità delle terre lungo il Nilo e il suo delta, l’Egitto è uno dei maggiori esportatori di cotone, leader in particolare nella produzione a fibra lunga o extralunga (anche oltre i 33 millimetri), in grado di generare filati di elevata qualità, molto fini ma resistenti. L’Ice future sulla materia prima, che minaccia i margini delle aziende della moda, ha proseguito la sua corsa registrando il valore di 171,4 centesimi di dollaro (+1,7% rispetto alla chiusura di ieri). Circa un anno fa, invece, la soft commodity quotava sotto gli 80 centesimi: un tetto superato con decisione lo scorso settembre, che ha innescato il lungo rally rialzista tuttora in corso. Nel frattempo l’agenzia Reuters parla di oltre 200mila persone riunite in una piazza del Cairo per una nuova manifestazione contro il governo locale, mentre sarebbero almeno 140 i morti da quando sono iniziate le proteste (le Nazioni Unite parlano di 300), in parte ispirate alla rivolta tunisina. Le tensioni nella sponda sud del Mediterraneo stanno influenzando anche i listini del petrolio, che ieri ha oltrepassato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, cifra che non veniva raggiunta dal 2008. Nobuo Tanaka, capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, ha dichiarato a Reuters che attualmente il mercato globale dell’oro nero non vive una situazione di emergenza.

Madrid estrema In un panorama fieristico altamente inflazionato, è nata una nuova fiera, diversa da ogni altra. Denominata LXS Living Xtreme Sports, si svolgerà a Madrid da venerdì 17 a domenica 19 giugno prossimi. Invitati a prenotare spazi espositivi sono le aziende che producono attrezzature e abbigliamento per i praticanti di tutte le discipline sportive estreme e di avventura e chiunque svolga attività organizzative nel settore. Il salone sarà animato da un nutrito calendario collaterale di eventi spettacolari e dimostrativi, nel corso dei quali si esibiranno figure eminenti dello sport acrobatico e agonistico di alto livello mondiale. Il tutto ruota attorno ad un festival musicale che si svolgerà contestualmente.

Reebok e adidas si rafforzano Reebok vuole concentrarsi in tutto il mondo sul settore fitness e training. Un segmento sul quale il marchio ha intenzione di guadagnare posizioni grazie soprattutto alle “Toning”, le sue calzature da passeggio tonificanti. Va letta quindi anche in quest’ottica la rinuncia di Reebok alla sponsorizzazione della squadra di calcio del Lens, che ora vestirà adidas. Dal canto suo, il marchio dalle tre strisce “numero 1 mondiale nel calcio” vuole continuare a mantenersi protagonista nella “Ligue 1” francese, soprattutto dopo aver perduto la partnership storica che l’univa alla FFF (la FIGC transalpina) a vantaggio di Nike. Adidas aggiunge così al suo portafoglio di club calcistici francesi i “sangue e oro” (dal colore delle maglie del Lens), che si aggiungono all’Olympique Marsiglia, al Lione e al Saint-Etienne.

Best Company con Megatex Megatex Spa, azienda pugliese di calzetteria già licenziataria per l’Europa dei brand Freddy, Brooksfield, Sergio Tacchini e Diadora, lancerà una collezione a brand “Best Company” in base alla licenza sottoscritta con il Gruppo Cisalfa (proprietario del brand). La collezione ispirata agli anni ’80 comprenderà, oltre alla calzetteria, anche underwear e nightwear per uomo, donna e bambino.

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NEWS

Una partecipazione qualificata Presso il Palazzo dei Congressi di Barcellona è in programma la terza edizione del Global Sport Forum e vi partecipano esponenti dei massimi enti tutori dello sport internazionale e nazionale, organizzatori di eventi, atleti, industriali che producono abbigliamento e attrezzature per lo sport, personaggi che con l’apporto di idee contribuiscono normalmente a sviluppare il movimento sportivo sul piano internazionale. Tra i nomi dei relatori di spicco c’è anche quello del magistrato torinese Raffaele Guariniello, noto in Italia per avere svolto anche clamorose inchieste sulle droghe consumate in ambito sportivo. Gli faranno buona compagnia, tra altri egualmente importanti: Federico Addiechi della Fifa; Sergei Bubka del CIO; Carlos Nuzman, presidente del Comitato Olimpico brasiliano “Rio 2016”; Jay-Li, direttore generale di Li Ning’s International Division, una delle più potenti catene di negozi di articoli sportivi in Cina, con mire ad affermarsi sui mercati statunitensi ed europei. Il titolo di “Sport What’s Next?” imposto al Forum cerca risposte ai quesiti che Lucien Boyer, commissario della manifestazione esprime così: “L’obiettivo che ci siamo imposti è quello di attivare azioni che convincano la gente a modellare i propri comportamenti, pensando alle varianti che imporranno trasformazioni al modo di vivere lo sport in chiave economica, sociale, politica e culturale”. Il Forum fornirà anche indicazioni riguardanti le previste dieci più importanti tendenze dello sport. Anche la presenza di un workshop contribuirà a renderlo interessante.

Wallpaper Design Award a Rebook Zigtech L’innovativa scarpa da training Reebok ZigTech ha recentemente vinto il prestigioso Wallpaper Design Award 2011, nella categoria “Best Sole Mate”. Oltre all’importante riconoscimento, la tecnologia Reebok ZigTech è un successo globale di vendita perché rivoluziona il concetto di training, con la sua suola hi-tech che riduce l’affaticamento dei principali muscoli delle gambe, permettendo agli atleti di lavorare più intensamente e più a lungo. L’estrema leggerezza e la flessibilità della parte inferiore della scarpa, combinate con una tomaia essenziale, permettono un contatto minimo con il suolo e contribuiscono a fare di ZigTech un nuovo standard nel footwear per corsa e training. Infatti, indossando la scarpa Reebok ZigTech, l’allenamento diventa tanto più lungo quanto più facile. I risultati dei test effettuati dimostrano che riduce l’affaticamento e i traumi dei muscoli e dei tendini della gamba, permettendo così agli atleti di lavorare più intensamente e più a lungo. La linea Reebok ZigTech è disponibile sia per uomo che per donna in abbinamenti di colori audaci e brillanti, che sottolineano e rendono ancora più unico il design di questa scarpa innovativa presentata in due varianti: Zig Sonic specifica per il training e Premier Zig Fly per il running.

CartaSì premia le vendite sportive CartaSi, la carta di credito che grazie all’elevato numero degli utenti che la utilizzano può forse raccontarci meglio di altri quanto, quando e dove la gente spende, lo scorso 23 gennaio ha fermato il contatore per verificare che cosa sta succedendo nei negozi impegnati nell’operazione “saldi invernali”. Risultato: nell’assieme sono maturati cali nell’ordine del 4,5% per quanto riguarda il minore volume di acquisti e del 4,1% se lo traduciamo in denaro contante. Gli unici dati confortanti li forniscono: gli articoli sportivi (+5,1% e +10,2%), seguiti nell’ordine merceologico da cine/foto e ottica (+4,3% e +7,2%), grande distribuzione non alimentare (+3,2% e +0,5%), casalinghi (+2,4% e +4,9%). Il settore che ha sofferto e sta soffrendo di più è quello dell’abbigliamento classico, con la flessione del 6,2% relativa ai valori di spesa e del 5% se il riferimento è basato sul numero degli acquirenti. Male anche gli elettrodomestici (-8,7% il valore, -9,2% il numero di acquisti), arredamento e articoli di profumeria (-3,5% e -1,2%). Il responsabile marketing di CartaSi, Francesco Pallavicino, nel commentare la disamina afferma che in particolare emergono e destano meraviglia i dati, in controtendenza, registrati in Lombardia e Lazio. La regione che più di tutte arretra è la Sardegna. Seguono nell’ordine: Marche, Umbria, Liguria, Lazio, Campania, Piemonte e Lombardia.

Vendite record per Puma In sintonia con lo slogan “Back on the attack”, Puma ha ripreso a crescere a ritmo accelerato nel 2010, anno in cui le vendite consolidate si sono attestate a 2,7 miliardi di euro (+10,6%), anche grazie alle ottime performance del quarto trimestre, archiviato a quota 623 milioni (+28,2%). Per il 2011 il management si aspetta un incremento dei ricavi “by mid to single-high digit”. Una prospettiva ancor più positiva, come sottolinea una nota, se si pensa che non sono in programma eventi sportivi di spessore, come è invece stata la recente Football World Cup in Sudafrica. Soddisfatto il Ceo Jochen Zeitz, che tra le priorità del prossimo futuro indica lo sviluppo dei prodotti core, l’espansione nei mercati ritenuti strategici e gli investimenti sia nel marketing, sia nell’ambito “research

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and development”. Ma l’obiettivo numero uno è quello di raggiungere un turnover di 4 miliardi di euro entro il 2015. Durante il fiscal year 2010 l’utile netto ha messo a segno un aumento a tripla cifra (+154%), sfiorando i 338 milioni di euro: un exploit che non dovrebbe ripetersi nel prossimo biennio, per il quale comunque si prevede un’avanzata “mid single-digit”. Più che raddoppiato l’ebit, da 146,4 a 306,8 milioni. La società, nell’orbita del gruppo francese Ppr, è al centro di progetti ambiziosi, che dovrebbero portarla alla trasformazione in una “European corporation” chiamata Societas Europaea, caratterizzata da una struttura più flessibile e internazionale: una manovra che sarà sottoposta al voto dell’assemblea degli azionisti il prossimo aprile.


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Conti a posto per Columbia Columbia Sportswear, titolare anche dei marchi Mountain Hardwear e Sorel, ha chiuso l’anno 2010 con un risultato che evidenza la crescita del 19% rispetto al precedente bilancio: ha fatturato 1,5 miliardi di dollari, pari a 1,10 miliardi di euro. La performance più brillante è stata registrata nel corso del quarto trimestre: +28% (235 milioni di euro), grazie soprattutto al brand Columbia che, da solo, ha contribuito a fare lievitare la crescita del 22%. “Nell’assieme, un successo in massima parte conseguito – afferma Tim Boyle, presidente del gruppo – grazie alla indovinata scelta di confezionare i capi di abbigliamento

sportivo tecnico utilizzando tessuti speciali che consentono di mantenere la temperatura corporea, a qualsiasi normale variazione meteorologica, senza il bisogno di vestire indumenti più pesanti e/o voluminosi del solito.” Anche Sorel (brand di calzature dopo sci, arrampicata, snowboard, accessori), nel 2010 ha effettuato un vistoso passo in avanti con la crescita del volume d’affari arrivata a toccare il picco del 48%. Per quanto attiene la ripartizione territoriale dei fatturati: le due Americhe (del Nord e Latina), Asia e Oceania tirano il gruppo. Segue la zona Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) con 163 milioni di euro.

Gaastra sul metrcato italiano

Tiger non graffia Nike

Gaastra, azienda olandese del Gruppo McGregor, specializzata nella produzione di abbigliamento sportivo, sbarca in Italia con l’apertura di una nuova sede a La Spezia. Nata nel 1897 come piccola azienda sailmaking, oggi la società vanta una fama internazionale costantemente in crescita, con un fatturato di 12 milioni di euro con un Ebitda del 32% nel 2009 (il Gruppo McGregor ha fatturato complessivamente nel 2009 198 milioni di euro). Una presenza consolidata in numerosi Paesi europei, come Olanda, Belgio, Germania e Francia, pone le basi per un progetto di ulteriore espansione che sfocia in questa nuova apertura della sede italiana dove il regista dell’operazione è l’amministratore delegato Marco Paganini.

Lo scandalo dell’infedeltà coniugale di Tiger Woods, come molti ricorderanno, determinò lo sganciamento di alcuni importanti sponsor, intimoriti dalla potenziale pubblicità negativa. Tra gli incerti in un primo momento c’era anche Nike, ma nel giro di qualche giorno la titubanza fu accantonata: il brand ritenne opportuno continuare la collaborazione con il numero uno mondiale del golf e si trattò di una scelta indovinata. Ad attestarlo è il risultato di un’accurata indagine svolta dalla School of Business della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Pennsylvania). Secondo lo studio riferito alle vendite di palline, l’endorsement dei prodotti Nike da parte di Tiger Woods, che cominciò nel 2000, ha consentito l’acquisizione di 4,5 milioni di nuovi clienti e l’ottenimento di un profitto pari a 60 milioni di dollari in dieci anni. Nei dieci mesi seguenti lo scandalo, Nike ha perso 105.000 clienti che, però, non sono stati acquisiti da nessun altro produttore perché, paradossalmente, la pubblicità negativa ha influito sull’intero settore (si parla di 7,5 milioni di dollari di perdita globale). La ricerca ha evidenziato che il profitto di Nike derivato dalla vendite di palline da golf è stato di 1,6 milioni di dollari superiore a quello che l’azienda avrebbe conseguito rescindendo dal contratto con Woods. Nonostante lo studio abbia preso in considerazione solo le palline, i ricercatori congetturano che un simile risultato positivo sia stato conseguito relativamente a tutta la linea di attrezzature per il golf Nike che Woods ha contribuito a promuovere. Ciò ha reso l’operazione di sponsorship profittevole per l’azienda, nonostante la rispettabile cifra di 180 milioni di dollari erogata al campione in dieci anni.

Nasce l’abbigliamento Abarth Abarth, il marchio noto per l’eccellenza delle auto ‘elaborate’ che produce, ha presentato al recente Pitti Uomo di Firenze una collezione di abbigliamento sportivo confezionato artigianalmente con particolari che la rendono raffinata ed esclusiva. A cominciare dai tessuti forniti dalla Tecnofibre, azienda controllata dall’Adler Group, di cui Paolo Scudieri è il Gran patron. Scudieri, in questa nuova avventura imprenditoriale si occuperà della produzione e del marketing, associato ad Antonino Labate, già responsabile alle vendite per Abarth. La collezione 2011/2012, battezzata “Abarth Tales” sarà una rielaborazione attualizzata di capi sottoposti a test severi per tre anni, proposta in tre linee. Il simbolo è lo stemma con lo scorpione, ricamato su ogni capo. Il made in Italy è assicurato dalla campagna pubblicitaria che accompagna il lancio.

C’è che dice no (a Decathlon) Circa un anno fa The North Face ha deciso di troncare i rapporti commerciali con Decathlon. Arne Arens, direttore vendite nella zona Emea (Europa, Medio Oriente, Africa), nel corso di un’intervista rilasciata all’Ispo ha affermato che la scelta è stata vincente perché ha consentito di riconquistare ‘clienti chiave’ che avevano cessato di acquistare i prodotti The North Face quando l’azienda americana aveva iniziato a fornire Decathlon. “Il nuovo corso – ha poi aggiunto Arens – ha in particolare migliorato il posizionamento del prodotto all’interno dei retailer outdoor.” I risultati più positivi si sono osservati in Francia e Spagna, Paesi nei quali la presenza di Decathlon è più forte. Arens ha poi anticipato che i conti ufficiali di The North Face per il 2010 (che saranno ufficialmente diffusi tra qualche settimana) presentano una grande crescita e che l’azienda ha in programma di aprire entro l’anno una decina di propri concept store in Europa.

Nuovo management in Arc’teryx Con l’obiettivo di diffondere nella prossima stagione la sua nuova collezione Whiteline il produttore canadese di abbigliamento per l’outdoor Arc’teryx ha assunto Eric Schierl in qualità di direttore vendite per l’Europa della linea invernale. Il trentanovenne francese è stato dal 2006 direttore vendite di Eider e Killy. Nel suo nuovo ruolo, Schierl sarà responsabile per tutta l’Europa, coordinando vendita e agenti. La sua sede di lavoro è il nuovo showroom di Annecy, alle pendici del Monte Bianco.

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Under Armour a gonfie vele Under Armour (brand di scarpe e abbigliamento per lo sport made in Usa, distribuito in Italia da Sportbox, con sede a Volpago del Montello in provincia di Treviso) informa che nel 2010 ha incrementato del 57% le vendite dirette nel settore tessile (+31% rispetto all’anno precedente), mentre è retrocesso del 7% in quello calzaturiero. Giro d’affari omnicomprensivo: 1064 milioni di dollari, erano 856,400 i registrati a bilancio il 31 dicembre 2009. La previsione per il 2011 considera possibile un’ulteriore crescita del fatturato, valutata tra il 25 e il 27%, dai cui deriverebbero entrate comprese tra i 1330 e i 1350 milioni di dollari.

Vuarnet lancia la sua linea di sci Vuarnet, brand conosciuto soprattutto per i suoi occhiali, lancia sul mercato i suoi primi sci “Vuarnet Active Line” in collaborazione con la società Innovaski – specialista nella produzione in serie limitate e nella locazione di sci premium per grandi marche. Si tratta di sci sviluppati da Sébastien Amiez, che fu argento olimpico di slalom speciale ai Giochi Olimpici di Salt Lake City nel 2002 e argento mondiale a Sestrière nel 1997 nella stessa specialità, ma che soprattutto è membro fondatore di Innovaski, azienda creata nel 2009. Questi sci premium

(1000 euro con attacchi per il modello maschile e 950 euro per il modello femminile) saranno prodotti in quantità limitata e distribuiti in una rete europea molto selezionata. Un pre-lancio è stato già avviato in Francia e in Italia. Vuarnet, marchio posseduto e prodotto dalla Sporoptic Pouilloux, si è sviluppato a partire dall’invenzione delle lenti “Skilynx” nel 1957 da parte degli ottici francesi Roger Pouilloux e Joseph Hatchiguian, e porta il cognome di Jean Vuarnet, campione olimpico francese di discesa libera alle Olimpiadi del 1960 di Squaw Valley.

Sneakers in digitale Era già stato annunciato per fine 2010 ma ora, seppur con qualche ritardo, ci siamo: a partire da marzo 2011 entra on-line Sneakerpedia, sito che viene presentato come il più grande e completo archivio di sneakers del pianeta creato da appassionati con il supporto di Foot Locker. I fan delle sneakers di ogni marca, modello, forma e taglia, avranno la possibilità di prendere parte ad una community di appassionati in costante espansione e diventare membri fondatori della collezione. Sneakerpedia è stato creato con l’intento di mettere in mostra modelli unici, veri e propri tesori mai visti prima e le collezioni indipendenti di alcuni dei più grandi sneaker-fan del mondo. Un motore di ricerca consentirà ai membri registrati, ai fan e ai visitatori del sito di ricercare le sneakers in limited edi-

tion, così come le collezioni personali di alcune delle più famose personalità legate a questo mondo. Sarà possibile fare ricerche per brand, cucitura, interno, colorazioni, persino per associazione, per raggiungere una completa cultura in materia di sneakers. Sneakerpedia darà finalmente a tutti gli sneakerheads del globo un luogo dove esibire i loro beni più preziosi e condividere la loro passione per le sneakers. Tra i Top 10 – dieci fondatori che per primi hanno messo a disposizione le proprie collezioni e la propria conoscenza a favore della nuova community on-line di sneakerheads – spiccano l’italiano Marco Colombo, direttore del magazine Sneakers, esperto e collezionista di fama internazionale, ed altri famosi appassionati ed affermati collezionisti come Bobbito Garcia e Clark Kent.

Una linea di abbigliamento sci per Lacroix Lanciato nel 1967, Lacroix, con le sue équipe di esperti (ingegneri, tecnici, tester, sportivi, designer), propone sci, occhiali, calzature, accessori e anche valigeria con un posizionamento: “di alta tecnica ed estetica”. Con questo spirito, lo specialista di abbigliamento mountainwear, presente in 150 punti vendita in una decina di Paesi, lancia la sua prima collezione di abbigliamento sciistico. La linea si basa essenzialmente su una giacca – maschile e femminile (900 euro) – con tre strati multi-stretch che permettono la traspirazione e, grazie alla sua membrana bioceramica, un’ottimizzazione del recupero. La collezione propone un altro modello di giacca a vento termica più leggera che si adatta ai contorni del corpo, nonché dei pantaloni, ma anche maglie e calzamaglie.

Lotto Sport Italia in Benelux Lotto sport Italia ha recentemente firmato un accordo di licenza decennale con Usg, gruppo olandese specializzato nella distribuzione sportiva, per la produzione e commercializzazione delle linee del marchio – calzature, abbigliamento e accessori sportivi – in Benelux. L’azienda veneta ha creato la parnership con la società Squadra Italia Bv che fa capo al gruppo Unlimited Sport Group (Usg). Quest’ultimo ha in portfolio 14 brand distribuiti in Europa e quattro catene retail – Aktiesport, Perry Sport, Time Out and Primo Sport, dove da inizio anno sono venduti i prodotti Lotto – per un totale di 272 punti vendita tra Belgio, Olanda e Lussemburgo, oltre a una sede a Hong Kong.

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La Cina è davvero vicina Li Ning, il produttore cinese di calzature e abbigliamento sportivo che ha sempre dichiarato di volersi mettere in concorrenza diretta mondiale con Nike e adidas, dopo lo sbarco negli Stati Uniti e in Canada, avvenuto un paio di anni fa, ha deciso di entrare su larga scala in tutta Europa firmando un contratto che lo lega per quattordici anni al gruppo finlandese L-Fashion, già titolare degli affermati marchi di abbigliamento sportivo Lutha, Icepeak e Rukka. La distribuzione dei prodotti Li Ning inizierà in Austria, Finlandia, Francia, Croazia, Germania, Paesi Bassi, Russia e Slovenia. L’elenco non comprende al momento il mercato italiano ancora sotto contratto con un precedente accordo di distribuzione. Le prime collezioni distribuite saranno in commercio a partire dalla primavera/ estate 2012.


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Salewa in pista con Pomoca

Con l’acquisizione di Pomoca, azienda svizzera leader nella produzione di pelli per lo sci alpinismo, il gruppo Oberalp sferra un altro colpo nel confermare la propria posizione di leadership nel mondo degli sport alpini. L’azienda di Bolzano e Pomoca hanno in comune una lunga tradizione di conduzione familiare delle rispettive imprese, elemento di successo per chi vive la montagna come passione prima ancora che sotto il profilo professionale. L’annuncio dell’acquisizione del marchio elvetico, avviene durante Ispo: il gruppo con sede a Bolzano, titolare dei marchi Salewa, Dynafit e Silvretta, annuncia di aver chiuso l’esercizio 2010 con un aumento del fatturato pari al 9%. L’annuncio è stato dato ai media internazionali nel corso della tradizionale conferenza stampa del gruppo Salewa alla fiera Ispo di Monaco: la collaborazione tra la famiglia Dufour, titolare di Pomoca brand storico nella produzione di pelli da foca per lo sci alpinismo, e Salewa rivela come questo accordo rappresenti una partnership orientata al futuro, che ha come obiettivo la realizzazione congiunta di una tecnologia di leadership sul mercato internazionale delle pelli per lo ski touring. L’accordo prevede che la famiglia Dufour resti a capo della direzione aziendale di Pomoca, e il brand sarà considerato come una business unit autonoma in Svizzera, con l’obiettivo di creare in questo Paese un centro di eccellenza che abbia come punto di forza lo sviluppo e la produzione di pelli conto terzi. L’operazione coniuga le estese competenze specialistiche interne di Pomoca, che da anni è un partner di Dynafit, alla consolidata esperienza nel mondo degli sport alpini e alle capacità di distribuzione internazionale del gruppo Salewa. Ciò rappresenta un evidente segnale della volontà di garantire, in misura ancora più profonda e incisiva, gli aspetti fondamentali legati allo sci alpinismo come sicurezza, fiducia e affidabilità.

Fila compra il suo licenziatario Fila Luxembourg ha annunciato l’acquisto dell’Integrix Sports Group (ISGL), il detentore della licenza master del marchio Fila per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa. Il precedente azionista di maggioranza, Ares Capital Europe, conserva tuttavia il 25% delle quote di ISGL e dovrebbe investire capitali in nuovi finanziamenti. Yoon Soo Yoon, presidente di Fila Corea, società madre di Fila Luxembourg, che ha acquistato il marchio nella sua totalità nel 2007, spiega: “In ragione dell’importanza della regione (EMEA) abbiamo preso la decisione di riacquisire il controllo del brand su questo territorio.” Annunciando poi, sullo slancio, l’arrivo di Georges Napier, ex PDG di Prince e Benetton Sport System, per essere d’aiuto in questa transizione. Infatti, Fila Corea, che in questi ultimi quattro anni ha ristrutturato l’attività del marchio attraverso un sistema di licenze, ha anche cambiato strategia. La società, quotata alla Borsa coreana da settembre 2010 pubblicherà i suoi risultati annuali il 31 marzo prossimo.

Tre leader sui Social Media Outdoor USA Magazine, il periodico B2B specializzato nelle attività outdoor, ha presentato il suo “2010 Social Media Awards”, un riconoscimento dedicato ai brand che hanno saputo utilizzare meglio i social network per coinvolgere i propri fan. I vincitori del 2010 sono: brand più apprezzato su Facebook, Life is Good (752.661 “Mi piace”); brand più seguito su Twitter, The North Face (23.264 Follower); brand più visto su YouTube, Patagonia (3.154.204 visualizzazioni). “Avendo avviato un monitoraggio dei brand outdoor più seguiti sui social media e dato il ruolo che questi ultimi ricoprono oggi nel marketing mix, è stata una naturale conseguenza quella di realizzare una classifica di coloro che hanno avuto maggior successo in queste attività”, ha detto Raimondo Forlin, editore di Outdoor USA Magazine. Outdoor USA stila la classifica utilizzando gli algoritmi sviluppati da Fansometer, una struttura in grado, comunque, di elaborare analoghe misure per qualsiasi settore.

Boom di vendite negli USA Stagione record negli Stati Uniti per il mercato degli articoli sportivi invernali. Nel solo mese di dicembre la vendita di abbigliamento, attrezzatura e accessori ha superato il miliardo di dollari e raggiunto i 2,1 miliardi, secondo un rapporto di SnowSports Industry America. È la prima volta nella storia che la vendita di articoli per gli sport della neve ha raggiunto il miliardo di dollari in un solo mese. Il fatturato del dicembre scorso è stato del 16% più elevato in valore e del 10% in quantità rispetto allo stesso periodo 2009. Le ragioni di questo eccezionale risultato sono da ricercarsi nelle eccellenti condizioni di innevamento in tutte le stazioni sciistiche del Paese, nel freddo intenso che ha colpito molti stati e in un’accresciuta fiducia dei consumatori nei confronti dell’economia. Sempre con riferimento a dicembre 2010 comparato a dicembre 2009, le vendite di attrezzatura hanno guidato la crescita con un +22% in valore e 11% in quantità. Nel dettaglio è stata l’attrezzatura per lo sci alpino a far registrare un +27% mentre l’attrezzatura per snowboarder ha vissuto un buon recupero ma si è fermata a +14%. L’abbigliamento è andato bene ad inizio stagione facendo registrare un +11% in valore. La vendita di accessori è aumentata di oltre il 16% soprattutto grazie agli occhiali a maschera, accessori per lo snowboard e per il backcountry.

Nuova presidenza in Geospirit e Peuterey

Graziano Gianelli ha lasciato la presidenza di G&P Net, società da lui fondata con il socio Mauro Paganelli nel 1990 cui fanno capo i marchi Peuterey, Peuterey Aiguille Noire e Geospirit. Gianelli ha infatti deciso di dedicarsi ad altri progetti non ancora resi noti. La società di Altopascio (Lucca), insieme alla collegata D&K Distribution (marchi Dekker, Dek’her e Kejo) prevede di superare 120 milioni di fatturato nell’esercizio in chiusura il 31 marzo, sarà ora guidata da Francesca Lusini, già consigliere di amministrazione e ora nominata presidente, e da Riccardo Coppola che somma all’incarico di direttore creativo quello di consigliere delegato.

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Ottime performances 2010 per Timberland Alla metà di febbraio è stato reso noto l’andamento dell’ultimo trimestre 2010 del gruppo americano e contemporaneamente qullo relativo all’intero anno. Le performances sono state straordinarie, con un incremento del 16,7% del giro d’affari, pari a 491.1 millioni di dollari. Rispetto al medesimo periodo 2009, anche il volume di affari sul retail è cresciuto del 17,6%. Su scala annuale, l’incremento del business è stato pari all’11,2% (ovvero 1,429.5 milioni di dollari). La crescita riguarda riguarda sia il Nord America (specialmente nel footwear maschile e nell’abbigliamento con marchio SmartWool), che l’Europa (trainata da Germania, Scandinavia e Benelux nel footwear uomo, donna e bambino) ed infine l’Asia, con Giappone, Taiwan e China in testa alle vendite.

Su scala globale, l’andamento migliore si riscontra dunque nel settore calzatura, che registra ottime performance in tutte le tre regioni. Ottime anche le performances dei negozi diretti, che hanno potuto contare su 10 nuove aperture nel solo 2010. La società americana ha chiuso l’ultimo trimestre 2010 con 272.2 milioni di dollari cash, e senza debiti. “I risultati di quest’ultimo periodo sono la naturale conseguenza di un deciso riasset operativo, focalizzato su investimenti molto mirati”, ha dichiarato Jeffrey B. Swartz “Come dimostra concretamente il progresso registrato sul mercato Nordamericano, abbiamo centrato strategie e team, con l’obbiettivo di diventare il marchio outdoor numero uno al mondo entro i prossimi tre anni”, ha concluso il Presidente e Direttore Generale Timberland.

Un nuovo responsabile marketing & comunicazione per Garmont Garmont Srl, azienda leader nella produzione di scarponi da sci e calzature da montagna, hiking, trail running e altre attività outdoor, annuncia la nomina di Patrizia Dalla Rosa come nuovo responsabile marketing e comunicazione ad effetto immediato. In questo ruolo Dalla Rosa si occuperà di pianificare, gestire, realizzare e controllare tutte le attività worldwide di marketing e comunicazione. Prima di approdare in Garmont, Dalla Rosa ha maturato un’esperienza quindicennale nel settore sportivo e dell’outdoor. Fondata nel 1964, Garmont produce scarponi da sci e calzature da montagna, hiking, trail running e altre attività outdoor. Con sede a Volpago del Montello (Treviso), fa parte dello storico Calzaturificio Morlin dal 1991.

Superga in America Steve Madden, società che fa capo al celebre designer americano di calzature, è il nuovo distributore in esclusiva del marchio Superga per gli Stati Uniti, il Canada e il Messico. La partnership con la società quotata all’American Stock Exchange di New York, ha durata triennale ed è rinnovabile per ulteriori quattro anni. Come spiega una nota, gli obiettivi di fatturato per il primo triennio sono di raggiungere i 24 milioni di dollari, che in seguito dovrebbero salire a 95 milioni. L’accordo prevede anche l’apertura di negozi a insegna Superga, che saranno sviluppati in linea con il progetto retail del Gruppo BasicNet, proprietario del marchio di sneaker (oltre a Robe di Kappa, K-Way, AnziBesson e Jesus Jeans). La crescita del brand sul mercato americano sarà inoltre veicolata da negozi specializzati in calzature di design innovativo e per il tempo libero, dall’e-commerce e da centri commerciali di primaria importanza, oltre che da un’aggressiva attività di marketing. “Questo importante passo – dichiara Franco Spalla, a.d. di BasicNet – si aggiunge all’intensa attività di sviluppo di Superga sui mercati internazionali. Si tratta di un importante risultato per il rafforzamento del marchio nel mondo, a comprova dell’apprezzamento, da parte dei consumatori e degli operatori del settore, per la qualità e l’innovazione del prodotto, nel rispetto della tradizione del marchio, che proprio quest’anno compirà 100 anni. Gli accordi di licenza raggiunti dal nostro gruppo dopo l’acquisizione della label, nel 2007, permettono oggi di raggiungere 72 Paesi nel mondo.”

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The North Face apre all’e-commerce Durante il salone Ispo conclusosi il 9 febbraio, The North Face ha annunciato il lancio del suo sito di e-commerce in Francia, Spagna e Italia. Un passo che era già stato compiuto qualche mese prima in Inghilterra e Svezia. Questi siti di vendite on-line, gestiti direttamente da équipe riservate create recentemente, dovrebbero entrare in funzione o nel prossimo mese di maggio o al limite a giugno, ha spiegato Eric Pansier, direttore marketing di The North Face per la regione EMEA. Peraltro, nel mese di maggio, lo store The North Face di Chamonix – l’unico in territorio di Francia – sarà oggetto di un restyling con i colori del nuovo concept di boutique. Ed Eric Pansier aggiunge al riguardo: “La Francia è uno dei mercati prioritari di The North Face, vogliamo aprirvi un maggior numero di corner, e perché non inaugurarvi delle altre boutique?” Perché infatti il brand di outdoor, che renderà noti entro una quindicina di giorni i propri risultati (già da ora annunciati come buoni), aprirà nel 2011 in Europa 10 nuovi negozi.

Istanza di fallimento per Kneissl L’8 febbraio scorso il produttore di sci Kneissl ha presentato istanza di fallimento dopo che un investitore saudita Mohamed al-Jaber non ha rispettato la scadenza imposta per rifinanziare l’azienda. Già nel 2003 Kneissl, che allora possedeva anche Raichle, Dynafit e Marker, aveva rischiato di fallire a causa di un lungo periodo di sofferenza che aveva fatto accumulare debiti per oltre 23 milioni di euro, nonostante alla fine degli anni ’90 fosse stato il primo lungimirante produttore a proporre sci sciancrati in seguito divenuti standard di mercato. Dal 2003 in poi Kneissl ha cambiato diverse volte proprietà e ceduto i brand Raichle, Dynafit e Marker (oggi rispettivamente di proprietà di Mammut, Salewa e Amer Sports). L’investitore saudita Mohamed al-Jaber ha annunciato che investirà ulteriori 1,2 milioni di euro solo a seguito di un concordato approvato dai creditori.


Inserto economia - Marzo 2011

SULLA NEVE CRESCE IL LUSSO Skipass Panorama Turismo, l’osservatorio permanente del turismo montano promosso da Skipass, salone del turismo e degli sport invernali di Modena, traccia la top ten delle stazioni sciistiche europee: destinazioni montane che rappresentano l’eccellenza in fatto di location per gli sciatori e per gli amanti del leisure in alta quota. Dalla Francia all’Austria, le reginette della neve sono la meta preferita di chi a Natale e a Capodanno non può rinunciare agli sci e allo snowboard, e a una cornice prestigiosa dai connotati vip. In Italia Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio e Courmayeur, in Svizzera St. Moritz e Davos, in Francia Chamonix e Val d’Isere, in Austria Kitzbuhel e Solden, Garmisch in Germania: ecco le blue chip della montagna bianca secondo Skipass Panorama Turismo. Con una crescita di fatturato pari all’8% è Davos a vincere il titolo di “Miss Europa” nel periodo 24 dicembre 2010–9 gennaio 2011. Meta preferita dagli svizzeri che rappresentano il 55% dei suoi ospiti, Davos è la destinazione d’eccellenza anche per tedeschi, inglesi e olandesi. Ancora pochi gli ospiti russi rispetto ad altre località, dov’è proprio la presenza russa a svolgere il ruolo di catalizzatore e di primo mercato turistico con una percentuale di presenze fino al 40%. In Italia la prima stazione sciistica nello stesso periodo è Courmayeur: +3,9% la crescita di fatturato e 32% gli ospiti stranieri provenienti dalla Russia, dalla Gran Bretagna e dalla Francia. Solo seconda nella classifica delle blue chip la Regina delle Dolomiti: Cortina mantiene il passo con un incremento di fatturato inferiore alla destinazione valdostana, +2,8%. Mentre il segno meno compare nel bilancio delle festività di Madonna di Campiglio che segna un -4% nel fatturato. Ma cosa cerca il turista del lusso? Anche sulla neve non rinuncia a hotel di classe superiore, sistemazioni a cinque stelle, servizio e soggiorno personalizzati, lezioni private di sci e di snowboard, e a un’ampia offerta di intrattenimento, dal winter walking allo shopping. Per non parlare della tavola dove tutto dev’essere all’altezza del posizionamento complessivo. E in tempi di recessione anche il lusso ha le sue regole, perciò un buon rapporto value for money si rivela un fattore determinante anche nella scelta di una destinazione top class. Il rapporto “Le Blue Chip della neve. Stagione invernale 2010/2011. Festività Natale, Capodanno, Epifania” è disponibile in versione integrale al link http://www.osservatorio. skipass.it

A New York, Hong Kong e Zurigo le vie dello shopping più caro Secondo uno studio pubblicato alla fine di gennaio, New York, Hong Kong e Zurigo dispongono delle vie commerciali più costose al mondo per prezzo al metro quadrato; la capitale economica della Svizzera ha tratto vantaggio dall’apprezzamento del franco per issarsi nel 2010 nelle primissime posizioni della classifica. La Quinta Strada di New York continua ad essere la via commerciale più cara del mondo. La celebre 5th Avenue di New York ha conservato il primo posto, con un canone al metro quadro di 16.257 euro, hanno reso noto i consulenti immobiliari specializzati di Locationgroup in uno studio da loro realizzato. Hong Kong, con la Causeway Bay e i suoi 14.620 euro al metro quadro, così come Zurigo e la sua Bahnhofstrasse (7.711 euro/m³) occupano rispettivamente la seconda e la terza posizione di questa classifica internazionale. “L’annata 2010 è stata segnata da un sano ottimismo e da un’espansione controllata”, hanno sottolineato gli specialisti immobiliari elvetici, aggiungendo che l’acquisto di superfici immobiliari è stato “valutato con esattezza”, contrariamente agli anni precedenti. In Svizzera, la forza della valuta elvetica, fortemente rivalutatasi l’anno scorso rispetto alle altre monete principali, ha fatto salire la Bahnhofstrasse dalla 5a alla 3a posizione, davanti al quartiere chic di Ginza a Tokyo (7345 euro), a New Bond Street a Londra (6965 euro) e agli Champs Elysées di Parigi (6800 euro). Secondo Locationgroup, i commercianti compensano ampiamente l’elevato livello dei canoni di locazione con i ricavi che ottengono in queste strade di alto lignaggio e molto frequentate. A Zurigo, la Bahnhofstrasse si avvantaggia quindi del fatto che “i dettaglianti realizzano qui i loro migliori volumi d’affari per metro quadrato al mondo”, con quasi 50.000 franchi svizzeri (circa 38.800 euro) di vendite per metro quadro.

Lo Sportsystem trevigiano è in calo Cinque dei sei distretti della provincia di Treviso hanno i conti in rosso. Lo attestano i dati elaborati dal servizio studi del Gruppo Banca Intesa Sanpaolo, riferiti ai primi nove mesi del 2010, messi a confronto con lo stesso periodo del 2008 quando la crisi doveva ancora deflagrare. La perdita di fatturato a livello aggregato è stata di oltre 700 milioni di euro. Ecco nell’ordine che cosa è successo: • il tessile/abbigliamento è crollato del 36,9%; • il sistema dell’Inox valley ha ceduto il 16,4%; • il mobile ha perso 11,7 punti percentuali; • lo Sportsystem è arretrato dell’8,1%; • le materie plastiche hanno perso il 3,2%. In controtendenza la situazione nel distretto del Prosecco, qui il fatturato è salito dell’11,9%.

Northwave firma con Leopard Trek L’azienda veneta leader nel mercato delle calzature e dell’abbigliamento per ciclisti ha firmato un contratto di sponsorizzazione per tre anni con il team Leopard Trek di cui fanno parte atleti del calibro di Fabian Cancellara, i fratelli Andy e Frank Schleck, Daniele Bennati. “Questo è un investimento importante per la nostra azienda” dice il fondatore di Northwave Gianni Piva. “Certamente è un grande passo per la visibilità del nostro marchio e un motivo di crescita per lo sviluppo delle nostre scarpe da ciclismo. Il team ci porterà a implementare lo studio e lo sviluppo delle nostre scarpe e offriremo loro i prodotti migliori per vincere le gare.” Gianni Piva continua: “Si è instaurato fin dal primo momento un clima confidenziale e di reciproco rispetto con i direttori sportivi, il direttore generale Brian Nygaard e tutti gli atleti, che al momento ci stanno già trasmettendo i loro primi positivi riscontri sulle scarpe indossate durante gli allenamenti.” Fonti: Fashion Magazine, il Sole24 ore, Assosport, Coni, Ansa, AdnKronos, Prima Comunicazione, www.sportbizreport.it, www.sporteconomy.it, www.sponsornet.it, www.fashionmag.com

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DALLA COPERTINA

Tra immersioni e caccia in apnea il mercato italiano della subacquea regge alla crisi economica e guarda il futuro con ottimismo

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à in fondo girano i soldi. Sott’acqua, tra le correnti di un mercato solido che non si lascia trasportare dalle maree della crisi. È come una bolla che si alimenta in modo autarchico: conosce le regole del gioco e le applica con successo, si rivolge in modo mirato a un target selezionato e, allo stesso tempo, cerca di ampliare la base della piramide attraverso iniziative sempre nuove. Il mercato italiano della subacquea è ancora una nicchia, ma una nicchia in cui si sta bene, una moderna, piccola Atlantide dove l’acqua è la prima ricchezza e il sapervisi muovere in sicurezza la prima necessità. È un mondo sempre più frequentato, come conferma Alessandro Menchi, amministratore delegato di SEI srl, la società che da 19 anni organizza e gestisce Eudishow, la più grande fiera europea dedicata al mondo del business sottomarino. “I subacquei attivi – afferma infatti Menchi – ovvero quelli che per definizione fanno almeno cinque immersioni in un anno, sono circa 300mila, a cui va aggiunto il numero non rilevabile, ma altissimo, di chi fa solo snorkeling.” Un piccolo esercito che ha fatto la fortuna di chi lavora in questo settore. “Il mercato della subacquea ha avuto una crescita sensibile dal 1995 al 2000 – ricorda il presidente di Best Divers, Romano Pigozzi – stabilizzandosi negli otto anni successivi. Dal 2008, con l’insorgere della crisi economica, ha accusato una leggera flessione, non forte come quella avvenuta in altri settori, ma comunque del 15% circa. Possiamo dire che oggi il mercato della subacquea regge, anche se le cose non vanno bene come quando erano in piena crescita fattori positivi, come lo sviluppo dei viaggi nel Mar Rosso e verso mete tropicali, o quando si potevano ottenere i brevetti rapidamente e si andava verso l’avvento dei computer subacquei.” Una situazione particolarmente favorevole quella della subacquea, in cui il nostro Paese ha fatto e, continua

a fare, la parte del leone. “L’Italia è leader mondiale nella produzione di materiale subacqueo e della progettazione – spiega infatti Menchi –. Le grandi aziende mondiali sono quasi tutte italiane e i brevetti più importanti sono made in Italy.” In questo contesto i consumatori si muovono tentando di stare al passo coi tempi, seguendo alcuni canali preferenziali. “La subacquea è un mercato di nicchia – conferma Menchi – formato prevalentemente da utenti tra i 25 e i 60 anni, con una buona propensione alla spesa e di livello sociale alto (il 40% di loro ha una laurea). La totalità dei subacquei interagisce in rete.” E proprio internet è la nuova frontiera indicata da Marco Tallia, direttore generale di Technisub, che afferma: “Nel futuro il web sarà un canale importante per promuovere il mercato della subacquea.” Che, per essere capito profondamente, va conosciuto nella sua essenza. “La subacquea sportiva in Italia – racconta ancora Menchi – è nata a metà degli anni Cinquanta, inizialmente come pesca (o meglio caccia) sportiva con fucile, diventando successivamente ricerca, fotografia, immersione per diletto con gli autorespiratori, lasciando ai puristi la tecnica dell’apnea. Siamo quindi passati da uno sport molto elitario praticato da sub provetti, a un’attività (non lo chiamerei più sport) abbastanza facilitata da risorse tecniche eccezionali. Non a caso oggi la subacquea può essere affrontata da chiunque: uomini, donne, giovani e ultrasessantenni.” Il mercato segue quindi due binari paralleli. “L’attività subacquea – spiega infatti Romano Pigozzi – si divide in due: l’immersione con le bombole e l’immersione in apnea per praticare la caccia, un settore che ha un grosso appeal nei confronti dei consumatori e che oggi rappresenta il 90% di questo mercato.” Ci sono sensibili differenze tra questi due settori. Innanzi tutto, per praticare l’immersione in apnea, serve un’attrezzatura che si può acquistare con qualche centinaio di euro, mentre il materiale necessario per fare immersione con le bom- >>

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SPECIALE SUBACQUEA >>

bole costa qualche migliaio di euro, anche se, tenuto con attenzione, può durare per molti anni. Mentre per l’attività in apnea ci sono svariate competizioni (tra cui anche i campionati del mondo), l’immersione con le bombole può essere considerata un’attività ricreativa più che uno sport, non avendo finalità di competizione. Per questo nel settore delle attività in apnea ci sono i testimonial, mentre nella subacquea ricreativa no, eccetto qualche giornalista particolarmente famoso che la pratica. L’assenza, almeno per una parte del mercato, di personaggi mediaticamente ‘utili’ spinge il mondo della subacquea a cercare nuove soluzioni, in particolare sinergie con settori limitrofi. “Il mondo della subacquea – afferma infatti Menchi – interagisce con il settore turistico. Basta pensare cosa è in Egitto Sharm el Sheik per rendersi conto dell’interesse che il turismo dimostra per l’immersione. È una nuova realtà, che ci porterà per i prossimi quattro anni ad esporre presso la Fiera Milano in contemporanea e in sinergia con la BIT Borsa internazionale del

I subacquei attivi sono quelli che per definizione fanno almeno cinque immersioni in un anno. Sono circa 300mila, a cui va aggiunto il numero non rilevabile, ma altissimo, di chi fa snorkeling Turismo.” Diversa la soluzione di Tallia di Technisub. “Occupandoci di immersioni subacquee non utilizziamo testimonial, ma preferiamo investire nella pubblicità su riviste di settore e non, intensificando le collaborazioni con i diving center.” Per Romano Pigozzi il metodo di promozione più efficace è quello più antico. “La diffusione avviene prevalentemente attraverso il passaparola”, sottolinea infatti il numero uno di Best Divers. Lo spigolo da limare rimane dunque quello dei costi legati all’attività subacquea. “Non è un’attività molto economica – conferma Menchi – perché al di là dell’attrezzatura, che dev’essere di assoluta qualità, ci sono i costi relativi alle trasferte, al noleggio delle imbarca-

Bologna, capitale d’Europa Nel capoluogo emiliano si è svolta la XIX Eudishow – II Divex, la principale fiera continentale sul mercato della subacquea Dall’11 al 14 febbraio Bologna è stata la città più importante d’Europa per gli amanti del mercato della subacquea. Nella diciannovesima edizione dell’Eudishow è stato infatti possibile visitare gli oltre 200 stand posizionati su una superificie di 20.000 metri quadrati. Tante le proposte al pubblico, dall’attrezzatura tecnologicamente più avanzata, alle pubblicità dei corsi di immersione e dei viaggi in mete tropicali dove è possibile praticare l’attività subacquea. Dall’editoria ai diving center, dalle aziende leader nella produzione di mute ed equipaggiamenti alle agenzie di viaggio è passata l’idea di un mercato della subacquea che è in salute e che ha le idee chiare su come rilanciarsi ancora meglio nel futuro.

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FOTO: archivio ASSOSUB

zioni per fare immersione, alla ricarica delle bombole e, talvolta, almeno per i principianti, quelli relativi all’iscrizione ai corsi di immersione.” Considerando che quelli base vanno dai 300 ai 400 euro – sebbene oggi si stia diffondendo la consuetudine di noleggiare l’attrezzatura presso i diving center, esattamente come si fa in montagna quando si va a sciare – ecco che l’analisi di Pigozzi di Best Divers appare centrata: “Il subacqueo ha solitamente un reddito medio alto. L’identikit fornito dalle ultime ricerche di mercato corrisponde a un professionista con una buona posizione attorno ai 35 anni. Bisogna affrontare una grossa spesa iniziale, ma che si ammortizza nel tempo.” Ricordando che la cosa a cui non si può mai rinunciare è la sicurezza. “La subacquea è sicurezza, praticità e tecnologia – rivela come in uno slogan Tallia –. Bisogna ricercare materiali sempre nuovi, che prima di tutto devono essere affidabili.” Un concetto ripreso anche da Men-


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chi, che sottolinea con convinzione: “Per far bene nel mercato della subacquea è necessario perseguire la costante ricerca della qualità e della professionalità. Sembra una frase fatta, comoda per ogni settore, ma nella subacquea, quando sei a trenta o quaranta metri sott’acqua, tutto deve funzionare al massimo, e la qualità diventa una garanzia per evitare incidenti. Un erogatore non può bloccarsi sott’acqua, una maschera non deve fare acqua, un computer non può bloccarsi. Ecco che qualità e professionalità diventano importanti, se non essenziali.” Perché, seguendo queste regole, i rischi si assottigliano fino quasi a scomparire. “Il nostro è uno degli sport meno pericolosi che esistono – afferma infatti Pigozzi –. Certo, rimane il pericolo dato dall’ambiente ostile in cui si pratica l’attività, ma seguendo quanto viene insegnato FOTO: archivio ASSOSUB

Tanti sott’acqua Gaspare Battaglia, campione italiano di apnea statica, fa il punto sul mercato della subacquea Chiamiamolo mister 7 minuti, anche se il suo record è esattamente di 7’46’’. Gaspare Battaglia di Paderno Dugnano (Milano), 43 anni compiuti il 13 marzo, è il campione italiano di apnea statica, una disciplina semisconosciuta ai più, ma che è la punta dell’iceberg di un movimento che fa proseliti. “Faccio corsi di apnea dal 1996 con la famiglia di Apnea Academy – racconta Battaglia – e devo dire che hanno un discreto seguito: in Italia ci sono circa 350-400 istruttori che insegnano apnea e ogni anno ci sono circa 2000 brevettati. Il target è ampio, dai giovanissimi di 14 anni agli amanti del mare che vogliono fare una prima esperienza, fino ai sessantenni. I costi? Le attrezzature si comprano con 500 euro, ma durano anni.” Dietro all’apnea c’è una scienza. “Portiamo avanti una ricerca nazionale per la fisiologia dell’apneista”, spiega Battaglia che nella vita fa l’idraulico, anche se l’acqua è la sua grande passione. “Ho vinto tre campionati del mondo a squadre e diversi titoli italiani – afferma il campione di apnea statica – ma in Italia quelli che riescono a vivere praticando solo l’apnea sono solo due o tre”.

nei corsi, difficilmente accadono incidenti.” Infatti la subacquea può essere uno sport adatto anche ai bambini. “Non c’è una strategia rivolta alla sensibilizzazione dei bambini nei confronti della nostra disciplina, sebbene per me, anche come membro di Assosub, sarebbe fondamentale per dare nuova linfa al mercato.” In cui è importante tenersi aggiornati. “Ogni azienda – sostiene infatti Menchi – deve dare il

La subacquea è sicurezza, praticità e tecnologia. C’è una ricerca di materiali sempre nuovi che devono prima di tutto essere affidabili

massimo per proporre innovazioni, perché il prodotto diventa obsoleto con grande velocità. In questi ultimi anni la ricerca ha fatto passi da gigante. Basti pensare ai computer da polso che praticamente danno al sub tutte le informazioni in tempo reale sulla sua immersione, evitando così i numerosi rischi legati al fai da te.” Sicurezza, qualità, professionalità, specializzazione. Con questi requisiti non stupisce che la subacquea stia regalando soddisfazioni. “È un mercato maturo – conferma Menchi – e stabile, con una domanda costante. Credo che sia difficile da migliorare, perché, a mio parere, è già a livelli altissimi.” Per un futuro che si prospetta assolutamente sub... lime. damiano.montanari@topsport.it

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