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SABATO 23 FEBBRAIO 2013

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Napoli&Campania DAL K.O. DI PLZEN CHE HA DECRETATO l’esclusione dall’Europa League, AL CAMPIONATO. IL NAPOLI È GIÀ AL LAVORO PER CERCARE DI DARE una svolta ALLA STAGIONE. LA CACCIA ALLA JUVENTUS CONTINUA, MA NEL FRATTEMPO C’È DA BATTERE UN’AVVERSARIA OSTICA COME L’UDINESE, NELLA SFIDA DI LUNEDÌ SERA AL FRIULI. INLER, CHE DI QUESTA SFIDA È UN EX, guarda al

Inler rilancia «All’attacco della Juve» Gokhan Inler, 28 anni, centrocampista azzurro EIDON

GIANLUCA MONTI NAPOLI

Guardare avanti, questo ciò che Mazzarri e la squadra provano a fare da ieri quando gli azzurri si sono ritrovati a Castelvolturno per riprendere gli allenamenti in vista di Udine. Una trasferta speciale per Gokhan Inler, che in Friuli è sbarcato nel 2007. In bianconero ha giocato fino al 2011, quando poi si è trasferito a Napoli per 15 milioni di euro. Proprio al San Paolo ha segnato il suo ultimo gol con l’Udinese, mentre quest’anno in azzurro è già andato in gol quattro volte: «È il mio record personale, sto migliorando sotto questo aspetto. Se capiterà l'occasione, proverò a far centro con uno dei miei tiri da fuori – dice lo svizzero a Radio Marte _. Non so se riceverò fischi o applausi ad Udine, ma mi interessa poco. Ora la mia casa è a Napoli e penso solo a fare bene per questa maglia».

«Napoli, ora pensiamo al campionato e niente più cali di concentrazione»

d

HA DETTO

S Sulla stagione «A Udine non sarà facile, ma vogliamo vincere per raggiungere qualcosa d’importante»

S Sull’Europa «Uscire con il Viktoria Plzen brucia, ci tenevamo: ma il 3-0 dell’andata ha compromesso la qualificazione»

Ci sta riuscendo a fasi alterne, poiché sia lui che la squadra stanno avendo un andamento altalenante. Male in Europa, bene in campionato: «Uscire con il Viktoria Plzen brucia, anche perché eravamo convinti di passare il turno – ammette Inler —. Il 3-0 dell'andata è stato molto pesante ed ha compromesso la qualificazione. Abbiamo creato tantissime occasioni, più delle loro cinque palle gol. Se avessimo segnato un gol nel primo tempo di giovedì, la partita avrebbe cambiato volto». Svolta Adesso, invece, bisogna

voltare pagina e pensare soltanto alla rincorsa scudetto: «Psicologicamente, avere soltanto un obiettivo da raggiungere ci responsabilizzerà». Inler legge la classifica e volge lo sguardo anche all’indietro: «Il Milan è pericoloso e bisogna restare concentrati perché in tre o quattro gare tutto può cambiare». Continuità Fondamentale, dun-

que, mantenere la continuità di risultati che ha contraddistinto il Napoli nell’ultimo periodo: «In campionato, siamo reduci da 8 risultati utili consecutivi. Dobbiamo continuare su questa falsariga. A Udine non sarà facile, prepareremo la gara al meglio per cercare di vincere anche lì. Consideriamo quella friulana una grande squadra, ragion per cui sarà fondamentale non avere cali di concentrazione». La Juventus scenderà in campo già domani, ma Inler assicura che questo non influirà sulla prestazione degli azzurri al Friuli: «Vogliamo dimostrare di essere cresciuti mentalmente e non guardare cosa fanno le altre. Pensare solo a noi è l’unico modo per restare attaccati alla Juve e staccare le inseguitrici. Vogliamo raggiungere qualcosa di importante». In pratica, Inler ha già fatto suo il proclama di Mazzarri: guardare avanti. All’Udinese prima, alla Juventus fino alla fine. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

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Le volte che è uscita la X su 33 partite di campionato giocate a Udine

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Le gare che fanno del Napoli la squadra con la miglior serie-sì in corso in campionato: 5 vittorie e 3 pareggi

Hasse Jeppson, scomparso ieri a 87 anni, ai tempi del Napoli

futuro CON OTTIMISMO

LA SCOMPARSA DI UN MITO

Il ricordo di Pesaola «Ciao Jeppson, amico e grande giocatore» Insieme in azzurro dal ’52. «Il nostro era un altro calcio» NAPOLI

(g.m.) La morte ieri a Roma, all’età di 87 anni, di Han Olof Jeppson (per tutti Hasse) ha rattristato molto chi, come Bruno Pesaola, era arrivato a Napoli proprio insieme al centravanti svedese nell’estate del 1952. Jeppson, soprannominato «‘o banco ‘e Napule» proveniva dall’Atalanta, il Petisso, invece, dal Novara. Grazie anche al loro contributo quell’anno il Napoli si piazzò quarto in classifica, a soli 6 punti dall’Inter che vinse lo scudetto: «È stata una brutta giornata – ha commentato la notizia Pesaola —, sto perdendo tanti amici di quei tempi. Jeppson era uno di questi, ma anche un professionista davvero straordinario. Il tipico centravanti d’area di rigore, dotato di una notevole stazza fisica e di un gran colpo di testa. Appena gli avversari si distraevano, lui li puniva». Giocarono quattro stagioni insie-

me Pesaola e Jeppson, con Monzeglio (e poi Amadei) in panchina. Il Petisso sgroppava sulla fascia, lo svedese aveva il compito di concludere a rete: «Io giocavo in funzione sua – ricorda ancora Pesaola —. Lui aveva bisogno di molti cross, era particolarmente bravo nel capire in anticipo dove sarebbe finito il pallone e approfittava di questa dote per battere sul tempo difensori e portieri avversari. Il nostro era un altro calcio: Jeppson finiva la partita spesso con le gambe insanguinate, nell’area piccola non ti perdonavano niente». Passione Ricordi sbiaditi del tempo che fu, ma Jeppson era rimasto legatissimo a Napoli (dove da giocatore era solito frequentare il Tennis Club, visto che aveva la passione per la racchetta). L’ultima sua visita al San Paolo per assistere a Napoli-Siena, finita 0-0 (il 27 aprile 2008). Invitato dai tifosi e, solo successivamente, dall’allora direttore generale del club azurro, Pier Paolo Marino. Ieri, però, il presidente Aurelio De Laurentiis ha voluto esprimere profondo cordoglio per la scomparsa di Jeppson sul sito del club, definendolo «uno dei calciatori più forti della storia azzurra».. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 23 FEBBRAIO 2013

SERIE B BATTUTO IL GROSSETO 2-1

Juve Stabia una dolce sofferenza

BASKET LEGADUE: PASSA FORLÌ

GIANPAOLO ESPOSITO CASTELLAMMARE DI STABIA (Napoli)

«Avremmo dovuto chiudere la partita già nel primo tempo, a volte ci divertiamo a complicarci un po' troppo la vita e non sempre può andarci bene». Il successo contro il Grosseto mette di buon umore un Piero Braglia che, nonostante la seconda espulsione stagionale, esterna il suo pensiero sulla partita con la solita ironia. «Soprattutto nel primo tempo la squadra mi ha soddisfatto, ha giocato e creato occasioni nonostante un campo ai limiti della praticabilità — commenta l'allenatore della Juve Stabia —. Una vittoria che vale doppio? Magari, purtroppo vale solo tre punti. Il motivo della mia cacciata dalla panchina? Ormai non si può neanche dire una brutta parola dalla panchina. Con gli altri tecnici si limitano a una multa, al sottoscritto lo cacciano puntualmente fuori con referti inventati come a Novara».

Braglia «Gioco e occasioni ma ci complichiamo la vita»

SCAFATI-FORLI' 82-86 (16-20, 37-38, 63-63) GIVOVA SCAFATI: Sorrentino 14 (3/7, 2/5), Mays 22 (4/9, 4/11), Ghiacci 6 (3/5), Tavernari 8 (1/1, 2/6), Slay 10 (1/4, 0/1); Bushati 14 (3/5, 1/3), Baldassarre 6 (3/4, 0/2), Rosignoli 2 (1/1), Izzo (0/1). N.e. Irlando, Matrone. All. Bartocci. LE GAMBERI FOODS FORLÌ: Spencer 5 (1/1, 0/5), Musso 9 (2/5, 1/4), Roderick 15 (6/10, 0/2), Natali 16 (5/8, 1/3), Soloperto 3 (0/2); Borsato 16 (3/3, 2/2), Simeoli 10 (5/7), Gasperini, Tessitori 12 (5/6), Basile. All. Dell'Agnello. ARBITRI: Bartoli, Beneduce, Borgo. NOTE: t.l. Scafati 17/24, Forlì 20/24. Usc. 5 f. Simeoli, Roderick, Spencer. Spett. 1.500.

Scafati k.o. e Bartocci ora rischia

MARIO DI CAPUA SCAFATI (Salerno)

«Sì, mi sento in discussione Partita decisa dagli episodi»

I marcatori Il ritrovato Zito e la conferma in fase

Antonio Zito, 26 anni, viene festeggiato da Caserta dopo la rete dell’1-0 contro il Grosseto LAPRESSE

realizzativa di Sasà Bruno, al terzo gol consecutivo, gli ulteriori argomenti nel mirino di Braglia: «Zito è tornato agli stessi livelli della passata stagione dopo otto mesi di vacanza. Bruno a volte mi fa arrabbiare, ma il suo fiuto del gol in area non l'ha mai perso. La punizione del pari? Mancino è stato bravo a indovinare l'angolino, ma in barriera non è saltato nessuno per la paura che l'arbitro potesse fischiare un rigore. Quanto al finale troppo sofferto, gli ultimi minuti sono sempre un terno al lotto: se non hai la forza di palleggiare, allora è meglio evitare di andare troppo avanti per non lasciare scoperta la difesa». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Keddric Mays, 28 anni, miglior marcatore del match tra Scafati e Forlì con 22 punti CIAMILLO-CASTORIA

Ancora una serata nera per Scafati (sei sconfitte nelle ultime sette partite) che perde contro Forlì. La squadra ospite Forlì parte forte (2-11 al 6'), la Givova reagisce grazie a Mays che segna i primi 11 punti di squadra (11-14 al 7') ma Forlì chiude avanti (16-20) il quarto. Scafati prova il primo strappo sempre con Mays (37-28 al 17'), la Le Gamberi chiude con un 10-0 all'intervallo (37-38). La gara è vibrante, Forlì nonostante la rinuncia a Todic non molla, Scafati gioca a sprazzi, trascinata da Mays (22) e Sorrentino (14). Il terzo quarto si chiude sul 63 pari e nel quarto decisivo sale in cattedra Borsato (11 punti) con Scafati che sbaglia di tutto e perde anche la testa (quattro falli tecnici). Nel dopogara, Longobardi e Rossano furenti contro la squadra e soprattutto contro Bartocci al quale vengono attribuite le maggiori responsabilità della sconfitta. Il coach subentrato a Di Carlo rischia l'esonero e ammette: «Certo che mi sento in discussione, è giusto che la società sia delusa. Quanto alla gara, è stata decisa da episodi. Ci manca serenità».

SECONDA DIVISIONE COL BORGO A BUGGIANO

PALLANUOTO VINCE LA PRO RECCO: 5-6

Salernitana rebus difesa Perrone perde anche Chirieletti

Acquachiara a testa alta «Alla pari coi più forti d’Europa»

GIOVANNI VITALE SALERNO

Anche una capolista dal passo spedito può avere delle sofferenze e Carlo Perrone, prima di partire per Lucca dove domani la Salernitana incontrerà il Borgo a Buggiano, non nasconde un pizzico d’apprensione pur manifestando ottimismo. Tutto nasce dalla necessità di rimodulare la difesa, che stava facendo benissimo, con una limitata disponibilità di difensori centrali. Alle squalifiche di Rinaldi e Tuia, ieri si è aggiunto lo stop Chirieletti (distorsione alla caviglia sinistra) mentre non sono ottimali le condizioni di Molinari, autentico pilastro del reparto, e Giubilato, da poco uscito dal tunnel di un infortunio. «Chirieletti si è fatto male — rimarca l’allenatore — durante una partitella che non volevo fare e che

DONNE

Esposito carica la Carpisa

Carlo Perrone, 52 anni TANOPRESS

poi è stata sostenuta per testare le condizioni di Molinari». Solo nella mattinata di domani deciderà l’assetto tattico («Contro le squadre che giocano con 2 attaccanti, preferisco la difesa a 3») ma finirà con l’optare per il 3-5-2 perché «non tutti potranno reggere l’intera partita e devo valutare peso e validità delle sostituzioni». In ogni caso, Perrone è certo di una positiva reazione della squadra: «L’ultima cosa cui penso sono i record, mi interessa di più fare punti per sperare di incrementare il vantaggio se gli inseguitori non dovessero avere il nostro stesso rendimento». Suscita interesse la sfida incrociata tra attaccanti e portieri: Guazzo e Ginestra (25 gol complessivi) all’assalto di Tonti che non prende gol da 271’; D’Antoni e Fioretti (19 gol in 2) all’esame Iannarilli, imbattuto da 394’.

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(f.nap.) Valentina Esposito, capitano del Napoli Carpisa Yamamay, si divide tra il lavoro in un'azienda di stampa digitale a Volla e gli allenamenti con le compagne ad Agnano. «Faccio tanti chilometri ogni giorno, ma dopo 6 anni sono abituata. Al Napoli non rinuncerei: dalla B alla A ho vissuto momenti indimenticabili con questa maglia, come il rigore decisivo contro la Torres nella semifinale di Coppa Italia dell'anno scorso. Abbiamo sorpreso tutti anche in serie A: il 5˚ posto ora ci va bene, ma in futuro sogno lo scudetto». Oggi il Napoli — che a 5 mesi dall'infortunio riabbraccia l'attaccante Penelope Riboldi — affronta il Torino al Collana (ore 14.30). Prima del match il presidente Carlino consegnerà una targa a Valeria Pirone, alla 200a gara in azzurro, mentre Esposito regalerà una maglia autografata dalle giocatrici ai genitori di Alessia Colandrea, 14enne entrata in coma ad agosto per un malore improvviso.

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Nel gioco come nella vita, punta sempre al meglio.

FABRIZIO NAPOLI NAPOLI

Non è ancora l'ora della svolta per il campionato della Carpisa Yamamay Acquachiara. Dopo la sconfitta di Firenze, alla Scandone la squadra di Franco Porzio viene piegata anche dalla Pro Recco in un match combattuto come quello dell'andata e, purtroppo per i napoletani, dallo stesso esito. Il 6-5 finale, comunque, non demoralizza Porzio, anzi. «Sono soddisfatto — dice l'allenatore e presidente onorario, in panchina nonostante l’influenza — perché abbiamo giocato alla pari contro quella che, per me, è ancora la squadra più forte d'Europa. Si è vista una bella pallanuoto e allo scadere abbiamo anche sfiorato il pari con Scotti Galletta. Se non ci fosse stato Tempesti…».

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CONTRO IL BOGLIASCO

Oggi il Posillipo può sorpassarla

Franco Porzio, 47 anni ANSA

Il capitano del Settebello è stato determinante, ma neanche Kacic ha sfigurato. «Per me sono i due migliori portieri al mondo. Ma tutti i miei ragazzi vanno elogiati. Ferrone ha problemi alla schiena da settimane, Mattiello ha due punti sullo zigomo: non avrebbero potuto giocare, e invece hanno lottato fino alla fine. Vuol dire che stiamo crescendo, anche dal punto di vista mentale. Stiamo lavorando benissimo sul piano fisico e anche su quello tecnico, i risultati arriveranno». Nota dolente, oltre al risultato, il calo di pubblico: lo scorso anno per questa partita c'era il pienone alla Scandone. «Ma siamo ancora sopra la media nazionale. Queste 4-500 persone sono più importanti delle 3.000 del 2012, perché ormai sono una presenza fissa. E nei playoff aumenteranno ancora».

(f.nap.) Non ci poteva essere gara migliore della trasferta di Bogliasco per misurare la crescita del Posillipo. Un girone fa, i liguri si imposero alla Scandone in una partita dominata e poi gettata al vento dai napoletani che oggi cercano la rivincita. «Fu una brutta sconfitta — spiega l'attaccante Vincenzo Renzuto —, ora andiamo lì con il sangue agli occhi. Ci aspetta una vasca "bollente" e un pubblico tra i più caldi della serie A». Match importante anche per la classifica con il Posillipo che precede di due punti i liguri: vincendo, li staccherebbe e scavalcherebbe pure l’Acquachiara. Il 19enne Renzuto dovrà sdoppiarsi nel lavoro di attaccante e cambio di Fabio Baraldi a centroboa. «Mi piace aiutare la squadra, anche se il centro non è il mio ruolo. Per giocare lì dovrei mettere su qualche chilo di muscoli: peso 86 kg, sto lavorando per arrivare a 90. Nelle ultime partite sono migliorato, sento la fiducia di Mauro Occhiello e spero di fare sempre meglio».

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SABATO 23 FEBBRAIO 2013

ilano & LOMBARDIA

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la giusta scarpa è un tuo diritto

BASKET CANTÙ-VARESE È SUPER LA SFIDA RACCONTATA DAI REGISTI

CANNAVÒ DAY CARCERE E VIA PADOVA I PROGETTI PER LA CITTÀ

Jonathan Tabu, play di Cantù contro Mike Green, play di Varese. I due hanno giocato assieme e domani si affrontano in una delle grandi classiche del basket italiano: «È una partita speciale, sentita dalle squadre e dai tifosi. Chi vince può volare alto» Suardi a pag. 47

Celebrata la giornata in ricordo dell’ex direttore della Gazzetta (LAPRESSE): gli impegni per il sociale e le donne Pagliara a pag. 46

LA SFIDA VIGILIA SPECIALE PER I DUE ESTERNI, IN VISITA AI RAGAZZI DELL’ONCOLOGIA PEDIATRICA DI VIA VENEZIAN

DERBY ANCHE IN CORSIA

Schelotto: «Io al Meazza! Non ci credo». Abete: «Abbiamo fiducia: vinciamo noi» di GIANFELICE FACCHETTI

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Schiera la squadra L’allenatore sei tu Quale squadra schiereresti nel derby di domani sera? Con quali giocatori deve scendere in campo il Milan? E l’Inter? Diventa tu l’allenatore. Partecipa al nostro gioco. Clicca sul nostro sito

Ezequiel Schelotto (nella foto a sin.), 23, e Ignazio Abate, 26

Il derby della Madonnina numero duecentosettantanove di domani sera, neve permettendo, promette spettacolo. Il Milan ci arriva in gran spolvero, rosa quasi al completo e stato di forma perfetto per le grandi occasioni; sull’altra sponda del Naviglio, l’Inter si è leccata le ferite rimediate a Firenze approfittando della sfida contro il Cluj per ripartire da una vittoria fuori casa che mancava da un po'. San Siro, si spera, ne vedrà delle belle...

GINNASTICA IL VIDEO

Farfalle di bronzo in volo sul palco Elisa Santoni, Elisa Bianchi e Anzhelika Savrajuk sono le protagoniste dello spettacolo Rhyth.mix, in scena al teatro Manzoni di Milano. Guarda il video dello show sul nostro sito internet

Dolcezza Con il girone di ritor-

no ben avviato, non c’è possibilità di fare troppi calcoli: i rossoneri per la conferma di quanto mostrato sin qui, i nerazzurri per gettare definitivamente il cuore oltre l’ostacolo sognando il controsorpasso sui cugini. L’antivigilia della stracittadina, noi l’abbiamo vissuta insieme a Ignazio Abate ed Ezequiel Schelotto lontano dal brusio di Milano, in un luogo dove ogni giorno senza tregua si giocano partite che tolgono il fiato. Li abbiamo incontrati nel reparto di Oncologia Pediatrica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di via Venezian, dove i due giocatori di fascia con dolcezza e generosità hanno fatto staffetta per portare un saluto ai bambini e ragazzi ricoverati: venti in tutto più tanti altri in day hospital.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Il nerazzurro: «È la partita più importante della mia carriera. Non vedo l’ora...» Il rossonero: «Nell’anno dello scudetto vincemmo 3-0. Se andasse così...»

Il ricordo del 3-0 Vista da qui la

partita sembrerebbe destinata

a un pareggio pieno di gol accompagnati da sorrisi silenziosi, abbracci e strette di mano a non finire. Dai loro letti di ospedale anche i tifosi più piccoli non firmerebbero per una x in schedina, i pronostici sono spassionati, forte dei suoi colori ognuno azzarda, «vinciamo noi!». Più difficile strapparli ai diretti protagonisti, «favoriti non ce ne sono, è derby, noi però ci arriviamo meglio dell’andata! Rispetto ad allora abbiamo più fiducia in noi stessi!»; Abate si aspetta un match aperto, «ricordo il derby più bello della mia carriera nell’anno

dello scudetto, ci giocavamo tutto...vincemmo tre a zero! Se andasse così...». Pressione Per Schelotto invece

sarà battesimo anche se il «Galgo» di derby se ne intende, «ho vinto con il Catania quello siciliano contro il Palermo, poi con il Cesena quello emiliano-romagnolo contro il Bologna, questo è il più importante della mia carriera... spero non sia da meno. Non vedo l’ora di giocare!». Non soltanto, il neo-interista era a San Siro anche all’andata, quando

era ancora all’Atalanta. In tribuna, ha vissuto da spettatore lo 0-1: «segnò Samuel, a pensarci sembra incredibile che domani sarò sul prato del Meazza». Gli osservati speciali della serata saranno senz’altro Cassano e Balotelli, passato e presente nelle opposte fazioni; chiude Abate, «Sono certo che nessuno dei due sentirà la pressione, sono due talenti, punto». Come lo sono stati lui e il suo avversario nell’incontrare l’umanità dolente nelle stanze di un ospedale; un ultimo ciao a quegli sguardi che meritano la Vittoria e via verso il derby. I loro piccoli tifosi devono aspettare ancora un po’. «Uffa», scrive Giulia su un albero di cartone, «voglio tornare a casa!». © RIPRODUZIONE RISERVATA

CALCIO RINVII IN REGIONE: GLI AGGIORNAMENTI SUL NOSTRO SITO INTERNET

La neve non ferma Milano Stop alle partite in tutta la Lombardia tranne che in città golarmente oggi e si riserva di comunicare entro le 10 di stamattina le disposizioni per domani. Tutto sospeso, infine, a Cremona, Mantova e Sondrio.

SERENA SCANDOLO

Guida all’acquisto con test statici e dinamici

Poco dopo le 17 di ieri è arrivata la conferma: ennesima sospensione del calcio dilettantistico lombardo per questo weekend. I campionati di competenza regionale (LND e del Settore Giovanile e Scolastico) sono stati bloccati del tutto, mentre per quanto riguarda l'attività provinciale (Seconda e Terza Categoria, giovanili e attività di base) ciascuna delegazione ha agito in maniera autonoma, valutando le diverse condizioni meteo. Dalle 10 di ieri mattina (con aggiornamento live su milombardia.gazzetta.it)

Un campo di gioco innevato

sono arrivate le prime ufficializzazioni: Bergamo e Brescia hanno sospeso tutto per primi, seguite da Lecco, Varese, Como e Legnano. Milano ha deciso di far giocare tutti sia oggi che domani, a Pavia e Monza invece hanno confermato le gare in programma oggi e sospeso quelle di domani. Lodi fa giocare re-

Serie D Nel corso della mattinata sulla pagina Facebook del Calcio Lecco comparivano le foto di uno stadio Rigamonti-Ceppi abbondantemente innevato, ma domani c'è in programma il sentitissimo derby con l'Olginatese e nel corso del pomeriggio si è iniziato a spalare. Nel frattempo, causa neve la gara Fersina Perginese-Pergolettese è stata spostata sul sintetico di Mezzocorona. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un momento dello spettacolo SERIE D

Caos Sant’Angelo: stadio resta chiuso Il sindaco di Sant’Angelo Lodigiano firmerà ancora una volta il provvedimento di chiusura dello stadio. «Quartaroli non si è più fatto vivo», spiega. Scopri l’intera vicenda sul nostro sito PARLA CON NOI milombardia@gazzetta.it

storie e denunce

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 23 FEBBRAIO 2013

DOVE FARE SPORT IN CITTÀ su milombardia.gazzetta.it

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IL 4 CANDIDO DAY

L’EVENTO IL SOGNO

Parco Trotter intitolato a Cannavò? Un progetto Comune e Fondazione Cariplo risaneranno il polmone verde

Fin dalle origini, la Fondazione intitolata a Candido Cannavò, che è piccola ma ha già finalizzato in tre anni 27 progetti ed erogato 400.000 Euro, si era posta il problema di «che fare» per il Parco Trotter. Una realtà degradata della città, un patrimonio non solo di ricordi e di fatti, ma anche di sport, di vita in comune, di educazione e di partecipazione al territorio caduto nel dimenticatoio. Il tutto a due passi da quella via Padova che è il crogiolo di etnie della città, e che soffre problemi drammatici di convivenza civile, e la-

menta carenza di strutture per la vita in comune, nello sport e per lo sport. Ora che Comune di Milano e Fondazione Cariplo stanno per colmare un lungo silenzio con un accordo che promette di risanare un polmone di verde e di vita della città, la Fondazione si è affacciata sulle spalle di Pisapia e Boeri, trovando sponda nell’assessora Bisconti, per l’intitolazione a Candido di una struttura fra quelle che torneranno, come fu fino alla II Guerra Mondiale, a disposizione della comunità.

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C'è tanto da fare: gli impianti di una scuola che ha aperto il fronte dell’educazione multietnica in città, la meravigliosa piscina in disuso, il trottoir e la pista di atletica e ciclismo, i campi all’aperto, un parco per vivere la città. Il Trotter deve tornare a essere questo: se ci sarà anche lo zampino e il nome di Candido, vorrà dire che un po' della sua determinazione ad affrontare i problemi del disagio e della convivenza è stata felicemente trasfusa in noi, e in chi ci governa. e.t.

Gli obiettivi a Milano Migliorare la vita nel carcere Opera

A Donne al Volante

FONDAZIONE CANNAVÒ

Al via «Oltre la rete», iniziativa sostenuta da Edison

In Sudamerica per aiutare i ragazzi di zona Nord

MARIO PAGLIARA

Opera è il carcere più grande d’Europa. Millequattrocento detenuti, di cui milletrecento con condanna definitiva e il 30% sono ergastolani. «E’ grande come un paese, e come in Italia vi si parlano centinaia di lingue e di accenti», ha raccontato l’educatore Paolo Pizzuto, ospite al Candido Day in Sala Buzzati. Un carcere nel quale sta per partire la costruzione di un nuovo edificio che permetterà di ospitare altri quattrocento detenuti. È in questo luogo, in via Camporgnago, dove la speranza può cedere il passo alla disperazione, che lo sport può riaccendere impulsi, scintille, emozioni. Vitali. Con questo spirito la Fondazione Candido Cannavò ha sposato il progetto «Oltre la Rete», elaborato proprio da Pizzuto, sostenuto da Edison con l’appoggio del direttore del carcere Giacinto Siciliano e la collaborazione del presidente del Coni della Lombardia Pierluigi Marzorati e del numero del Csi Massimo Achini. Dopo San Vittore La Fondazione non di-

sperde il grande impegno al fianco dei più deboli, e dei detenuti in particolare, profuso in vita dal nostro indimenticato direttore Candido Cannavò. Così dopo il «progetto carceri» realizzato a San Vittorie, grazie al quale è stato possibile riqualificare gli impianti sportivi del carcere (un campo di calcio a cinque e una palestra), la nuova sfida s’incunea tra i locali di Opera. Le coordinate: educazione alimentare, conoscenza del corpo, attività sportive. Si chiama «Oltre la Rete»: l’obiettivo è migliorare

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Elio Trifari, direttore Fondazione Cannavò, con Francesca Magliulo di Edison BOZZANI

le condizioni di vita dei detenuti, tirandoli fuori dalle celle. Con lo sport. Con Edison La prima parte del progetto prevede l’avvio di corsi di ginnastica, di educazione motoria di base, di postura. Conoscenza del corpo. «Lo sport è un potentissimo strumento di emancipazione - spiega Francesca Magliulo, responsabile dei progetti sociali di Edison -, che aiuta a guardare la vita da un altro punto di vista. Per noi, l’energia non si perde mai, si trasforma: anche l’aggressività è una forma di energia che può trasformarsi in energia positiva. Come in questa nuova avventura, di cui siamo felicissimi». Seguiranno le selezioni per allestire squadre di basket, pallavolo, rugby, pugilato e calcio. Insomma, ci sarà da divertirsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel gioco come nella vita, punta sempre al meglio.

per Via Padova

La Fondazione Candido Cannavò è nata il 17 novembre 2009 su iniziativa dell’allora RCS Quotidiani, oggi RCS Mediagroup, della Gazzetta dello Sport e della famiglia Cannavò. Lo scopo è continuare l’opera del nostro grande direttore scomparso il 22 febbraio 2009. Presidente è Piergaetano Marchetti, vicepresidente il direttore della Gazzetta Andrea Monti, direttore Elio Trifari

Dal Venezuela alla Patagonia, da via Solferino a Capo Horn. Ma nel cuore Milano. Servirà, stavolta, a sostenere un progetto sociale in via Padova la missione Panamerica 2013 di Silvia Gottardi e Mariella Carimini, le nostre due «Donne al Volante» (alla loro quarta avventura), che lo scorso anno a bordo di un’ibrida Renault hanno attraversato da luglio a settembre l’Europa e l’Asia con finalità benefiche. Zona Nord: un vialone lungo quasi due chilometri e mezzo, lungo il quale vivono cinquanta etnie diverse. E dove il disagio sociale è pane quotidiano. Le scuole La Fondazione Cannavò, che

ha promosso l’iniziativa Donne al Volante, ha aderito ad un importante progetto di recupero sociale. Dove, e non poteva essere diversamente, lo sport è il fattore moltiplicatore: aggrega, unisce, favorisce le relazioni. Supera le barriere della mente. La Fondazione ha così sposato il progetto «Le ragazze e i ragazzi di via Padova», dedicato ai bambini delle scuole elementari e medie e che si rivolge a tutti: senza distinzioni di razza, colore, lingua, religione. Abbracciando gli alunni di via Padova, in una sorta di triangolo che parte da piazzale Loreto delimitato da viale Monza e, appunto, via Padova. Gli Harlem In questo progetto conflui-

ranno una parte dei fondi raccolti nella missione Panamerica da Silvia e Mariella. L’altra parte del ricavato sosterrà un progetto di Terres des Hommes, denominato «InDifesa», a protezione delle adolescenti in difficoltà. Quello di via Padova è un impegno concreto

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Mariella Carimini e Silvia Gottardi protagoniste di Donne al Volante IPP

per realizzare nuovi interventi sociali in una zona ad alto rischio, all’interno del progetto destinato ai ragazzi che gravitano anche sul Parco Trotter. Progetto che vede protagonista la San Gabriele Basket, per l’organizzazione di lezioni gratuite di basket e minibasket per bambini, incontri serali, formazioni per gli insegnanti alle necessità dell’educazione motoria, corsi di baskIn (abbreviazione di basket integrato: sport per tutti, senza distinzione di abilità). E poi ci sono anche gli Harlem Globetrotters: la Shot Events ha nuovamente offerto una più ricca percentuale della prevendita dei biglietti per la tournée di quest’anno in Italia. Tutti uniti per via Padova. Qui in Zona Nord, frontiera di speranza. paglia © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SABATO 23 FEBBRAIO 2013

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BASKET VERSO IL DERBY

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La parola alla regia Tabu: «Una sfida Green: «So quanto davvero speciale» conta per la città» Il playmaker di Cantù: «A Mike piace avere tutto Il play di Varese sull’ex vice: «John è cresciuto sotto controllo. Dovremo aggredirlo fin dall’inizio» tantissimo, ma li temo tutti: sono da Eurolega» Jonathan Tabu, 27 anni, 11.2 punti di media a gara CIAMILLO

FLAVIO SUARDI

Jonathan Tabu si è trovato, suo malgrado, proiettato nel ruolo di playmaker titolare di Cantù dopo l’infortunio di Jerry Smith. Un ruolo che non lo ha mai spaventato, come dimostrano le sue prestazioni anche in campo europeo. Al termine della partita di Coppa Italia contro Roma, Tabu era uno dei più arrabbiati, conscio dell’occasione persa. Per Cantù il derby contro la Cimberio capita di proposito per rilanciare le ambizioni degli uomini di Trinchieri: «Il derby ha sempre un sapore particolare — dice — ma in questo momento per noi ogni partita è fondamentale, perché dobbiamo assolutamente tornare a vincere». Gara sentita Una partita

particolare, molto sentita dai tifosi di Cantù, al pari di quella contro Milano: «I derby con Varese e con Milano sono sempre delle gare speciali per la città, per i tifosi e anche per noi giocatori. In più si somma il fatto di affrontare la capolista, cosa che ci offre ulteriori stimoli. Sono convinto che abbiamo le potenziali-

tà per vincere questo match». Tabu è il metronomo della squadra, in un ruolo che forse è il più delicato nella ricerca di nuovi equilibri: «Non credo che il mio ruolo e il mio compito cambi o sia cambiato più di tanto in quest’ultimo periodo — sostiene il play — io devo cercare sempre di dare il meglio per la mia squadra, mettendo in campo leadership e facendo le scelte giuste». A proposito di scelte, il derby viene vissuto sempre in un’atmosfera a sé stante rispetto alle altre partite: «Sono convinto che sarà importante rimanere concentrati per 40' e non solo per una parte della partita come ci è accaduto spesso nell’ultimo periodo. Dobbiamo avere fiducia nei nostri mezzi. Sappiamo di avere caratteristiche e potenzialità che ci potrebbero consentire di recuperare anche se dovessimo finire sotto nel punteggio durante il match. Dunque nessuna frenesia». Chiusura dedicata a Mike Green, leader indiscusso della Cimberio ed ex compagno di Tabu proprio a Cantù due stagioni fa: «Mike è un giocatore a cui piace avere le cose sotto controllo, ed è molto bravo a conquistare tiri liberi. Credo che il nostro compito sia cercare di farlo giocare al nostro ritmo e aggredirlo fin dall’inizio, per non consentirgli di imporre il suo».

Mike Green, 27 anni, 13.8 punti di media a partita CIAMILLO

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Mike Green è, a ragione, considerato oltre che il leader di Varese, anche uno dei migliori playmaker del campionato. Le sue cifre stagionali parlano di 13,8 punti e 6 assist di media a partita, molto simili a quelle che aveva messo assieme a Cantù nel 2010. Per lui quella di domani non sarà una partita come le altre: «Si tratta di una partita molto importante, ma per la Cimberio, non per il sottoscritto. Io a Cantù ho vissuto una stagione molto positiva, abbiamo vinto tanto, ma questo fa parte del passato e ora per me c'è solo Varese». Una Varese che ha dimostrato di saper reggere il peso del primato: «Se vogliamo continuare a dimostrare di essere una squadra degna di questa posizione - continua - dobbiamo forzatamente andare a vincere partite difficili come quella che ci attende a Cantù. Si tratta di un derby, so cosa significhino queste partite per i nostri tifosi e sono convinto che non ci faremo sorprendere». Si è detto di una Cimberio scossa dalla sconfitta in Coppa Italia, ma la squadra di Vitucci ha saputo riprendere immediatamente il cammino sicuro in campionato contro la Virtus Bologna: «Per vincere una finale occorre cominciare a prendere l’abitudine con il clima che si

trova in queste partite e soprattutto abituarsi alle pressioni che si portano dietro. Ci mancava un’esperienza di questo tipo e sono convinto che la sconfitta contro Siena, seppur dolorosa, ci servirà da lezione». Vice Cantù non sta invece at-

traversando un buon momento e sta continuando a lavorare sul nuovo assetto: «Motivo in più per non abbassare la guardia — riflette Green — e approcciare la partita in maniera concentrata sin dall'inizio. Non dobbiamo concedere nulla ai loro esterni, quindi massima attenzione, soprattutto in difesa». Nel derby di domenica nuovo incrocio tra Green e Tabu, sua riserva ai tempi di Cantù: «John è un ottimo giocatore ed è cresciuto moltissimo. Quest’anno poi, complice l'infortunio di Jerry Smith ha avuto anche più spazio per dimostrare le sue qualità. Sarà un avversario difficile da affrontare, ma in generale non dobbiamo mai dimenticare che Cantù è una squadra molto attrezzata, che da due anni disputa l’Eurolega». Chiosa sulla lotta per lo scudetto: «Se Siena vince da così tanti anni un motivo ci sarà - conclude Green - però il nostro dovere è di provarci fino alla fine». fla.su.

La curva dei tifosi varesini LAPRESSE

Cimberio: trasferta senza tifosi I due club: «Scelta che ci amareggia» Ci risiamo. Ma a parti invertite. Stavolta la scure dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive cade sui tifosi di Varese: niente trasferta a Cantù per il superderby di domani al Paladesio. Gara ad altissimo rischio, vietata la vendita dei biglietti ai residenti di Varese e provincia. I due club, in un comunicato congiunto, non ci stanno: «Siamo amareggiati — precisano i presidenti delle due società Anna Cremascoli e Francesco Vescovi —. I due club si sono sempre prodigati, in collaborazione con le rispettive questure, per sensibilizzare le tifoserie organizzate nel mantenere un atteggiamento corretto. Siamo avversari sul campo, ma condividiamo gli stessi valori e principi. Vogliamo che il nostro derby continui ad essere vissuto da tutte le componenti del tifo». Il rimborso può essere richiesto direttamente ai punti vendita dove si è acquistato il tagliando. Chi lo ha acquistato online deve, entro oggi, attivare il rimborso sui siti di Best Tickets e Viagogo.

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ATLETICA

Invasione lombarda ai tricolori indoor Da Federici a Liveli Tanti nostri atleti a caccia di titoli

GIORGIO RONDELLI

Atleti lombardi a caccia di titoli italiani ai tricolori indoor allievi e juniores in programma oggi e domani ad Ancona. Velocità Nei 60 gli allievi An-

drea Federici (Bergamo 59) con 7"00 e Eleonora Cadetto (Triangolo Lariano) con 7"72 hanno i migliori crono del lotto, così come nei 400 lo junior Andrea Felotti (Fanfulla) con il suo 48"54 rimane il superfavorito. Mezzofondo: Danilo Gritti (Val Brembana) nei 1000 allievi è il più veloce con 2'33"09, fra le donne assente doc Nicole Reina già proiettata sulla stagione in pista, Federica Zenoni (Bergamo 59) con il suo 2'53"56 può lottare per il

sia nel lungo (5.84) che nel triplo (12.03), così come con 14.92 Edoardo Accetta (Fanfulla) nel triplo junior, Riccardo Guerra (Virtus Binasco) con 4.30 nell'asta allievi e Luca Peggion (Atl. Chiari) con 4.90 nell'asta junior. Lanci: Silvia Zanini (N.A. Varese) con 13.03 è 2ª nel peso junior. Marcia: Sara Scipioni con 14'26"61 (Atl. Brescia 1950) parte con il 3˚ tempo di iscrizione nei 3 km juniores.

titolo. Ostacoli: Nei 60 Marta Ferrario (Lecco Costruzioni) è 2ª con 8"74, mentre la junior Irene Morelli (Osa Saronno) con 7"67 e Lorenzo Perini (Osa Saronno) con il suo 7"81 sono i primi in graduatoria. Salti Andrea Aldenghi con

7.09 (Lecco Costruzioni) è 2˚ nel lungo allievi, mentre Andrea Liveli (Riccardi) con 14.92 è il favorito del triplo. La pentathleta Giulia Sportoletti (5 Cerchi Seregno) è seconda

Giulia Sportoletti (5 Cerchi Seregno)

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SABATO 23 FEBBRAIO 2013

sabato

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marzo 2013 limone 1400

ore 10 gara di slalom parallelo ore 14 gara di biathlon Madrina:

Partecipanti:

Cristina Chiabotto

SAS Principe Alberto II di Monaco SAR Emanuele Filiberto di Savoia Camilla Alfieri Igor Latinovic Bibiana Berez Vitantonio Liuzzi Daniela Ceccarelli Alessandra Merlin Johnny Cecotto Riccardo Patrese Claudio Chiappucci Gilles Panizzi Alessandro Colturi Emanuele Pirro Luca Filippi Peter Runggaldier Ezio Gianola Mauro Serra Jure Kosir Jarno Trulli Isolde Kostner Ari Vatanen

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SABATO 23 FEBBRAIO 2013

STORIE E PERSONAGGI su milombardia.gazzetta.it

PALLAVOLO IL PERSONAGGIO

La Piacenza di Caprara: «Pronto per il triplete» Il tecnico: «Squadra che non ha nulla da invidiare a nessuno» E sulla gara con Busto Arsizio: «Ho voglia di giocarci contro» A sinistra Gianni Caprara, 50 anni, durante un timeout nella sua esperienza a Villa Cortese; sotto l’allenatore nella sua nuova avventura a Piacenza

MATTEO MARCHETTI PIACENZA

È il contratto più breve della sua carriera. E anche il più intenso: meno di tre mesi per vincere tutto. A Gianni Caprara non piacciono le cose semplici; dopo l’esonero da Villa Cortese avrebbe potuto restarsene seduto sui seggiolini di qualche tribuna a seguire la fine del campionato. Nessuna preoccupazione, nessuna tensione, l’ideale per presentarsi al distributore di energia e fare il pieno in vista della prossima stagione. Invece non ha nemmeno svuotato le valigie, dirigendosi verso l’ambiziosa Rebecchi Nordmeccanica a cui non bastava il potenziale secondo posto in campionato (attualmente è terza con due gare in meno), la Final four di Coppa Italia e la semifinale di Challenge. «Puntiamo a vincere tutto» hanno ribadito i dirigenti; Caprara prima raccomanda: «Meglio tenere un profilo basso», ma quando sente la parola “triplete” si sbilancia: «Perché no? Questa formazione non ha nulla da invidiare a nessuno». Prospettive La pressione è tanta, non si può sbagliare. «Avevo già vissuto una situazione simile a Spezzano in A2, un po’ di

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clic IL COACH SU VILLA: «NON MI HANNO FATTO CONCLUDERE IL PROGETTO» PIACENZA (m. mar.) Dopo l’esonero dall’Mc Carnaghi niente pantofole, ma cambio immediato di casacca: «La strada iniziata con Novara prima e Villa Cortese poi — spiega Caprara — stava prendendo una forma interessante: la crescita di una squadra giovane che a breve sarebbe stata in grado di dare fastidio alle grandi. Invece non mi hanno fatto concludere il progetto».

esperienza ce l’ho. Rispetto a Villa Cortese cambiano le prospettive, prima lavoravo con una squadra giovane, provavo a vincere e conoscevo tutto delle ragazze. A Piacenza trovo giocatrici molto più esperte, adesso dovremo dimostrare di essere una squadra capace di soffrire e di lottare, aspetti che fanno la differenza». Di certo in panchina l’entusiasmo non mancherà. «Piacenza è in grado di lasciarsi tutti alle spalle. Credo in questo gruppo, altrimenti non sarei qui». Esempio Villa Cortese è alle spalle, il presente è targato Rebecchi Nordmeccanica. «Ho trovato una rosa con enormi potenzialità». La prima tappa è già uno di quei gran premi della montagna che entusiasmano il pubblico (in via eccezionale oggi le biglietterie saranno aperte due ore prima dell’inizio) e per cui non c’è bisogno di cercare stimoli: Piacenza-Busto Arsizio è la rivincita della semifinale scudetto dell’anno scorso. E a Caprara non è necessario ricordare la rivalità fra Villa e la Yamamay. «Io posso solo dire che ho una grandissima voglia di giocarci contro, stimo sia la società sia l’allenatore. I dirigenti hanno dato al gruppo la possibilità di crescere, è un sistema che dovrebbe essere preso ad esempio». Con Piacenza, negli undici precedenti in A1 Busto ha vinto dieci volte. La sconfitta è arrivata in gara-2 di semifinale della scorsa stagione, nell’unica sfida finora giocata al PalaBanca. «Quando preparo le partite non guardo le statistiche. Individualmente le mie giocatrici non sono inferiori alle lombarde, però loro sono un po’ più avanti nel progetto di squadra». Per raggiungerle ci sono meno di tre mesi: il conto alla rovescia inizia stasera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SCHERMA

Chef Baldassarre per Di Francisca un menù speciale

Elisa con Fabio Baldassarre (dav.mar.) L’Olimpiade è alle spalle e per Elisa Di Francisca, doppio oro olimpico nel fioretto femminile a Londra, è tempo di tornare a fare sul serio. Tra la preparazione con la trainer Annalisa Coltorti e l’allenamento con la nuova maestra Giovanna Trillini, la campionessa non dimentica l’importanza della nutrizione, uno dei segreti del suo cammino verso Londra. Ieri a Milano Elisa ha incontrato Elena Casiraghi, la eatcoach dell’Equipe Enervit che l’ha introdotta alla Dieta a Zona. «La cura dell’alimentazione mi ha fatto fare il salto di qualità – rivela Elisa . Prima in gara avevo cali di rendimento e non sapevo gestirmi. La Zona è stata una scoperta fantastica». Nella giornata nutrition della Di Francisca anche un pranzo speciale. Rigorosamente in Zona. A cucinare per lei Fabio Baldassarre, chef del nuovissimo ristorante Unico, al 20˚ piano del building del WJCenter di Milano.


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PALLAMANO LA STORIA

la cinquina Un portiere, un pivot, due ali e un terzino: Daniela, Ilaria, Eleonora, Bianca e Giulia inseguono l’Olimpiade 2016

IN SLOVENIA UN CAMPIONATO PER CRESCERE 1

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Daniela Dovesi Classe 1992 Ruolo Portiere

Eleonora Costa Classe 1995 Ruolo Ala destra

Ilaria Dalla Costa Classe 1995 Ruolo Terzino sx/dx

Bianca Del Balzo Classe 1996 Ruolo Pivot

Fuga per la vittoria in Slovenia per sport Ogni settimana da Roma a Trieste in aereo, poi in pullman oltre confine: l’avventura di 5 lombarde della pallamano MARIO SALVINI

Daniela ed Eleonora, Ilaria, Bianca e Giulia, cinque ragazze che quasi tutti i fine settimana volano da Roma a Trieste. E da lì, in pullman, arrivano in posti come Krim, o Krka, piccoli paesi di là dal confine. Perché loro giocano nel campionato sloveno. Però con una squadra italiana. Sembra tutto un po’ complicato, ma non lo è. E’ che la Federazione italiana di pallamano due anni fa è partita con un progetto. Forse ispirandosi a Lucio Dalla l’ha chiamato Futura e ci ha messo dentro un gruppo di ragazzine che se ne stanno in ritiro permanente. Non è proprio una nazionale, anche se ci assomiglia molto. Marco Trespidi, ideatore e responsabile (non solo tecnico) del tutto, tende a far coincidere le due

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entità. Futura è l’Italia che sogna quel che la nostra pallamano femminile non ha mai raggiunto: gli Europei, magari l’Olimpiade del 2016. E per riuscirci per ora fa pratica nel campionato sloveno. Tutte a scuola Quindi insieme ad altre 13 ragazze di altre regioni, Daniela Dovesi e Bianca Del Balzo da Gallarate, Ilaria Dalla Costa da Cassano Magnago e Eleonora Costa da Carnago (tutte e quattro provenienti dal Cassano Magnago), più Giulia Losio da Leno, abitano tutte alla Cecchignola, la cittadella militare, a Roma. Il che è possibile grazie all’accordo tra la Figh, il Coni e l’Esercito, che fornisce strutture, intese come impianto di allenamenti, palestra pesi, piscina, vitto e alloggio in foresteria. Ma tranquilli: nessun contatto con i militari. «Non ci parliamo nemmeno,

quasi non li vediamo», dice Bianca Del Balzo, che ha 16 anni e come Losio e Dalla Costa è arrivata quest’anno, mentre Dovesi e Costa c’erano già nella scorsa stagione, quando Futura partecipava alla serie A italiana. Tra i termini dell’accordo c’è che le ragazze devono andare a scuola. Tassativamente. Quindi la 20enne Dovesi studia ostetricia, Costa e Della Costa frequentano istituti tecnici, la Del Balzo è al liceo artistico e la Losio va alla scuola per parrucchieri. Poi, al pomeriggio, allenamenti: pesi tre volte a settimana, tecnica tutti i giorni, dalle 17.45 alle 19.45, più una seduta ruolo per ruolo. In totale 16-18 ore la settimana. Sei vinte E poi il sabato via: Ro-

ma-Trieste-Slovenia. Se la località slovena è a un’ora o poco più dal confine si va, si gioca e

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Giulia Losio Classe 1997 Ruolo Ala Destra

si torna in giornata. Se è più lontana, si dorme là, si fa la partita la domenica mattina, e la sera si rientra. Finora le ragazze hanno giocato 9 partite, sei vinte, 3 perse. Due delle quali contro le migliori, come il Krim che ora è ai quarti di Champions. Impossibile dire a che posizione di classifica siano, perché le altre squadre di gare ne hanno già giocate 14. «Fisicamente e tecnicamente le formazioni slovene sono di un altro livello, avvicinarci a loro per noi è un progresso notevole», dice Trespidi. Che racconta anche come le altre possibilità erano di partecipare al campionato spagnolo, a quello francese o a quello ungherese. Solo che la Slovenia a conti fatti costava meno. «Quel che è certo è che alla ragazze sono richiesti molti sacrifici, e che loro rispondono in modo eccellente». Lo conferma Bianca Del Balzo: «Certo la convivenza, 24 ore su 24, sette giorni su sette, ha anche i suoi problemi. Io per esempio non posso sempre ascoltare la musica che mi piace, e soprattutto non al volume che vorrei. E ho poche possibilità di uscire. Ma in generale, dopo un mesetto di ambientamento, le cose vanno bene. Siamo tutte amiche, ci divertiamo in campo e fuori. Il nostro sogno vale qualche piccolo sacrificio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Il portiere Daniela Dovesi impegnata in una parata durante una partita del campionato sloveno 2 L’ala destra Eleonora Costa pronta alla conclusione a rete 3 Il pivot Bianca Del Balzo in azione 4 Sempre Eleonora Costa supera un’avversaria e si prepara alla conclusione a rete dalla fascia destra

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SABATO 23 FEBBRAIO 2013

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CICLISMO SCATTA LA STAGIONE DEI DILETTANTI

4 La Lombardia pedala forte

I NUMERI

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le squadre elite e under 23 della Lombardia all’edizione 2013 della Coppa San Geo

244

corridori tesserati nelle squadre lombarde, 26 corridori tesserati fuori regione e 6 stranieri

17

le squadre lombarde presenti nell’edizione 2012, due in più rispetto a quest’anno. Nel 2009 furono addirittura 21

Nel Bresciano si parte con la San Geo: Villella e Martinelli tra i favoriti La Coppa San Geo è arrivata alla soglia della novantina. Compie oggi ottantanove anni ed è più giovane che mai. La classica bresciana (dal 2007 nel calendario UCI Europa Tour) inaugura di fatto la stagione su strada degli elite e under 23 che, sempre in Lombardia, si concluderà il 22 ottobre, nel Mantovano, con il Gp Autunno di Acquanegra sul Chiese.

Under 23 di Marino Amadori sono il bergamasco Villella, 21 anni della Colpack (professionista con la Cannondale dal 2014 e plurivittorioso nel 2012 con 11 successi) e un figlio d’arte, il bresciano Davide Martinelli, 19 anni, del team toscano Food Italia già stagista con la Sky: entrambi hanno disputato il mondiale dello scorso anno in Olanda (strada e crono) e comunque hanno già dimostrato di sapersi destreggiare bene in campo internazionale.

Tutto pronto Partono così nove

Come esempio Su di loro si può

mesi di competizioni che non mancheranno di esaltare le doti tecnico-atletiche dei campioni di domani. Il movimento lombardo espone un quadro di 15 squadre (2 in meno rispetto allo scorso anno) per un totale di 244 corridori tesserati, di cui 6 stranieri. Ventisei invece sono i ragazzi che correranno per formazioni extra regionali. Dopo il passaggio di molti atleti importanti al professionismo (vedi Aru, Barbin, Cattaneo, Wackermann, ndr), ora tocca a Davide Villella, Davide Martinelli, Nicolas Marini, Nicola Ruffoni, Alessandro Tonelli, Simone Petilli, Gianfranco Zilioli, Andrea Garosio, Matteo Cigala, Luca Chirico, Daniele Dall’Oste trascinare il gruppo. Che deve crescere anche attraverso esperienze internazionali che possono risultare molto importanti per loro. Quest’anno, poi, ci sono i mondiali in Italia, a Firenze. Gi atleti di riferimento per la nazionale

scommettere che diventino il punto di riferimento dei ragazzi che stanno emergendo alle loro spalle, i cosiddetti debuttanti nella categoria, che sono affidati a club che vanno per la maggiore come Mattia Frapporti (Trevigiani), Simone Consonni e Simone Bettinelli (Colpack), Davide Ballerini (Team Idea), Michael Bresciani (Marchiol), Jakub Mareczko (Viris-Maserati) e Michele Bicelli (Delio Gallina). La Coppa San Geo riaccende dunque la bagarre in un plotone ancora tutto da scoprire. Tra gli animatori di questa stagione 2013, che si preannuncia estremamente interessante, saranno quasi certamente gli uomini del Team Colpack, la formazione diretta da Gianluca Valoti e Antonio Bevilacqua, e della Palazzago-Fenice di Olivano Locatelli che quest’anno ha addirittura ingaggiato 39 corridori.

DANILO VIGANÒ

LA GAZZETTA DELLO SPORT

In alto, il Team Colpack al completo. A sinistra, il bresciano Davide Martinelli, 19 anni, e Davide Villella, 21 anni, del Team Colpack

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L’ALBO D’ORO

Edizione n. 89 L’anno scorso trionfò Cavasin (d.v.) Ventisette squadre, di cui due formazioni svizzere, per un totale di 205 iscritti, partecipano stamani alla 89a Coppa San Geo 43˚ Trofeo Caduti di Soprazocco Memorial Italo Ragnoli, organizzata dal gruppo sportivo San Geo. Tra i favoriti per il successo finale ci sono Ricardo Pichetta (Monviso), recente vincitore della Mentone Alassio, Davide Villella (Colpack), Andrea Trovato (Palazzago), Nicola Gaffurini (Delio Gallina), Michele Simoni (General Store), Mirko Tedeschi (Idea), Mirko Nosotti (Fgm), Davide Martinelli (Food Italia), Pierre Paolo Penasa (Zalf) e Niccolò Bonifazio (Viris). Il ritrovo è fissato alle 11 dai locali del Centro sportivo di Prevalle (Bs). Partenza alle ore 12.30 da via Bonsignori. Percorso: Prevalle, Gavardo, Soprazocco, Morsone, Calvagese, Prevalle da ripetersi 6 volte, poi circuito finale da percorrere cinque volte con lo strappo di San Biagio prima della conclusione a Soprazocco di Gavardo dopo 152 chilometri. Questo l’Albo d’Oro recente: 2012 Daniele Cavasin, 2011 Renzo Zanelli, 2010 Marco Zanotti, 2009 Davide Cimolai, 2008 Michele Merlo, 2007 Hrvoje Miholjevic (Cro), 2006 Roberto Ferrari, 2005 Roberto Traficante, 2004 Michele Maccanti, 2003 Angelo Ciccone, 2002 Giacomo Montanari, 2001 Alberto Loddo, 2000 Cristian Bianchini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

RODELLA

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AGENDA E RISULTATI

Grande Milano

Lombardia

Atletica

Calcio donne C’è Torres-Brescia

DONNE IN CORSA Un pomeriggio dedica-

to alle donne. Oggi alle 16, raduno nella nuova e tecnologica piazza Gae Aulenti di Milano, per allenarsi e correre in gruppo con i consigli dei coach di Nike. PARCO DI MONZA Appuntamento con Emergency e la corsa a passo libero nel Parco di Monza. Ritrovo e partenza entro le 13 in via Confalonieri, a Villasanta.

Hockey inline Milano a Cittadella

tch fondamentale per inseguire i playoff promozione. La capolista Cantù oggi alle 21 ospita Crema (terz’ultima), mentre alla stessa ora i Diavoli Rosa Brugherio affrontano il derby con l’Agnelli Bergamo, terza forza del girone. SAUGELLA-VERCELLI (al.ambro.) Tenta

l’allungo la Saugella Monza, leader incon-

trastata del girone A di B1 donne, con 16 vittorie in altrettante partite e soli 3 set persi. Stasera alle 21 al PalaIper arriva Vercelli, quarta forza del campionato. Intanto le brianzole hanno conosciuto le loro prime avversarie nella Final Four di Coppa Italia di B1 che si giocherà il 29 e 30 marzo a Rovigo: si tratta di Vicenza, attualmente sesta nel girone B.

hockey ghiaccio

REGIONALI (al.f.) Due giorni di campionati regionali invernali: oggi alla piscina Samuele di Milano sono in programma le distanze speciali mentre domani gli uomini gareggeranno a Desenzano (Bs) e le donne rimarranno in via Mecenate. Il programma si completerà il prossimo fine settimana (2-3 marzo).

Pallavolo POWER CON CAGLIARI (al.ambro.) Scontro diretto per il quarto posto per la Power Volley It&Ly Milano che stasera alle 19.30 al Centro Pavesi Fipav (via De Lemene) ospita Cagliari per la 17a giornata di B1. Per gli uomini di Maranesi, reduci da 2 k.o. consecutivi, un ma-

Hockey pista Il Lodi va a Prato (al.ambro.) Trasferta da non sottovalutare per l’Amatori Sporting Lodi che stasera alle 20.45 sarà di scena a Prato. I toscani sono noni, all’andata si sono arresi solo 6-4, ma in casa in questa stagione hanno perso una sola partita, contro il Cgc Viareggio.

(al.ambro.) Sarà una specie di remake della finale di Coppa Italia per il Milano Quanta, che stasera alle 20.30 sarà impegnato a Cittadella (Padova), nella quart’ultima giornata della regular season. Impegno sulla carta piuttosto agevole per la formazione rossoblù (all’andata vittoria per 14-3, in Coppa Italia per 8-6 e lo scorso anno successo esterno per 9-0, quindi tutti precedenti molto favorevoli) che in caso di sconfitta del Monleale contro Padova potrebbero ritrovarsi primi in classifica. In ogni caso i piemontesi, primi a parimerito con il Quanta e battuti, devono ancora osservare il turno di riposo.

Nuoto

(f.sal.) Alle 14.30 il Brescia affronta oggi in trasferta la Torres, campionessa d’Italia in carica. Contro la squadra sarda, capolista imbattuta (19 vittorie e 2 pari), un solo obiettivo per le leonesse: vincere e restare agganciate al treno Champions League. Le altre gare rinviate per impraticabilità dei campi.

Non ha invece preso il via al pomeriggio Sofia Goggia: la bergamasca, sofferente alla tibia destra dopo la botta presa due giorni fa nel riscaldamento dello slalom, ha chiuso 33a la prima manche e ha preferito non rischiare per non compromettere la partecipazione alle gare dei prossimi giorni.

Tennis REMONDINA IN CORSA (cr.so.) Resta so-

lo la bresciana Giulia Remondina a difendere i colori lombardi nei tornei internazionali di questa settimana: ha raggiunto la semifinale a Macon, in Francia (10 mila dollari, indoor), superando la francese Gaelle Desperrier per 6-4 6-4.

PALLANUOTO In vasca per la 15a giornata

Brescia pronto a mangiarsi il Camogli Calcaterra: «Ma senza sottovalutarli»

Motori Rally e solidarietà

GARA3, MILANO IN CASA DEL VAL PUSTERIA INSAM: «NOI SPACCIATI? NO, SIAMO VIVI» (gi.pr.) È diventata una serie al meglio delle 5 gare. Milano e Val Pusteria si ritrovano stasera, a Brunico (ore 20.30, radioblabla.org) per il terzo atto dei quarti di finale. Equilibrio totale finora: un successo esterno per parte, due gol ciascuno: «Ci davano per spacciati – dice coach Insam – invece stiamo giocando alla pari. Dobbiamo

essere orgogliosi delle nostre prestazioni. Lo 0-1 dell’altra sera non deve abbatterci: meritavamo di più». Nel Milano ancora fuori Esposito, mentre il Val Pusteria potrebbe riproporre Pajic. «Loro possono fare turnover, noi abbiamo uno straniero in meno. Spero questo non pesi». Gara-4 si giocherà a Torino, martedì.

La Lombardia Ronde Cup raddoppia. Il campionato regionale dedicato alle ronde, infatti, come nel 2012 premierà la classifica assoluta e i vincitori di classe, ma non solo. Per il 2013 è stato aggiunto anche il Trofeo «Cancro Primo Aiuto», con piloti e navigatori «tutti contro tutti». La presentazione del campionato 2013 si è svolta a Curno (Bergamo), nella sede di AutoTorino, che di «Cancro Primo Aiuto» è partner. Il calendario prevede sette gare. Si inizia il 16 e 17 marzo con la Ronde Sebino, nel Bergamasco.

Sci GIORNATA NO (s.s.) Giornata negativa per le sciatrici lombarde nei Mondiali juniores di sci alpino, a Mont Ste. Anne (Can). Nel gigante femminile vinto dall’austriaca Lisa-Maria Zeller sulla norvegese Ragnhild Mowinckel e la francese Romane Miradoli, tutte e quattro le nostre rappresentanti si sono ritirate: Ida Giardini nella prima manche e Nicole Agnelli e Alessia Medetti nella seconda.

(f.pet.) Testa coda in Serie A1 per l’An Brescia. Questo pomeriggio, ore 15, gli uomini guidati da Alessandro Bovo saranno di scena in casa contro Camogli, ultimo in classifica. Un unico obiettivo: continuare la propria corsa in vetta alla classifica. Unico assente sarà Goran Fiorentini, fermo ancora ai box per uno strappo muscolare ad una spalla. Con i liguri è caccia

Racconta, proponi, segnala a GAZZETTA MILANO & LOMBARDIA via Solferino 28, Milano (mail a milombardia@gazzetta.it). Pagine a cura di MANLIO GASPAROTTO

al quindicesimo successo consecutivo. «Senza presunzione possiamo dire che quella con il Camogli è una sfida facile per noi – ammette il capitano Roberto Calcaterra . Loro sono una squadra molto giovane, noi una corazzata esperta affamata di punti. Non dobbiamo però commettere l’errore di pensare di averla già vinta: ogni gara va giocata dall’inizio alla fine».


SABATO 23 FEBBRAIO 2013

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Puglia&Basilicata STORIE DI TECNICI, E DI TANTA VOGLIA DI IMPORSI. Torrente, L’ALLENATORE DEL BARI, SENTE CHE LA SUA SQUADRA È A UN PUNTO DI SVOLTA. Toma L’ALLENATORE DEL LECCE STA PER INCROCIARE L’ENTELLA GUIDATA MOLTI ANNI FA DA Ventura IL QUALE ORA PARLA DI UNO SCHEMA COMUNE: IL 4 2 4

FRANCO CIRICI BARI

Per spazzare via i guai, Torrente si affida ai più esperti. Nei 90’ più delicati del campionato, contro una Pro Vercelli che si gioca le residue briciole di speranza concesse dalla classifica, il mestiere può aiutare il Bari a risollevarsi. Almeno per oggi i più giovani possono attendere. Tornano così in ballo Defendi, De Falco e, forse, Dos Santos. Mentre in prima linea tutto è affidato al tandem Caputo–Ghezzal. «Dobbiamo assolutamente ritrovare gli uomini più importanti — è chiaro il messaggio del tecnico, prima della partenza per Vercelli —. Mi aspetto di più, molto di più, dai calciatori più navigati. Per svariati motivi finora i vari De Falco, Iunco, Dos Santos e Defendi non hanno reso al massimo. Ma in questo momento ci occorre il loro bagaglio di esperienza».

Vincenzo Torrente, 47 anni, guida il Bari per la seconda stagione in serie B ARCIERI

d Serie D

Bari

HA DETTO

S sul momento «La mia squadra ha solo bisogno di una vittoria per sbloccarsi. Non firmerei per il pareggio contro il Vercelli. Vogliamo una vittoria toccasana»

«Con i big scacciamo le paure»

S su Bellomo «Ha accusato un comprensibile periodo di flessione. Gli è solo capitato nel momento sbagliato, dopo il mercato. Ma il ragazzo è forte e reagirà»

Torrente «Problema di testa Punto su Caputo e Ghezzal»

Positivo Dispensa sicurezze, il

nocchiero biancorosso: «In settimana ho avuto risposte positive dal gruppo. I ragazzi vogliono reagire. Sono carichi, concentrati e consapevoli della situazione in cui ci siamo cacciati. Non ci attende una sfida da ultima spiaggia, come sostiene qualcuno, ma è evidente che per la classifica questo match può rivelarsi molto importante». E ancora: «Siamo alle prese con un problema di testa. La mia squadra ha bisogno di una vittoria per sbloccarsi. Pur con il rispetto dovuto alla Pro Vercelli, che a gennaio si è rafforzata con gente di categoria, non firmerei assolutamente per un pareggio. Per noi questa può essere la partita della svolta». La differenza Carica a mille quanti gli possono assicurare il salto

«Negli scontri diretti prevale chi ha più tecnica. E loro due faranno la differenza» «So che i ragazzi hanno qualità e che sapranno interpretare bene la partita»

di qualità. «Negli scontri diretti prevalgono le giocate degli uomini tecnicamente più bravi. Sono loro a fare la differenza. Sto vedendo bene la coppia Caputo–Ghezzal. Si conoscono, hanno caratteristiche complementari. Il capitano è in crescita, Ghezzal può darci tanta esperienza e, mi auguro, qualche gol. Già, speriamo di sbloccarci finalmente. E non mi riferisco solo agli attaccanti, ma anche ai centrocampisti. Mancano all’appello anche i loro gol». L’ultimo goleador Il discorso chiama in causa Bellomo, l’ultimo biancorosso in ordine di tempo a centrare il bersaglio (1-1 a Cittadella). «Ha accusato un compren-

sibile momento di flessione. Gli è solo capitato nel periodo sbagliato, subito dopo la fine del mercato. Ma il ragazzo è forte, reagirà». Capire Non è preoccupato dalla

classifica: «In questa serie B può succedere di tutto. Anche chi ora insegue i playoff, in un paio di settimane potrebbe essere risucchiato in zona rischio. Nulla è scontato. Io continuo a puntare deciso sul mio Bari. So che i ragazzi hanno qualità tecniche e morali importanti. A Vercelli dobbiamo capire il momento ed essere bravi a interpretare il match, per conquistare una vittoria toccasana». © RIPRODUZIONE RISERVATA

S sulla serie B «In questo campionato può accadere di tutto. Anche chi ora insegue i playoff, in un paio di settimane potrebbe essere risucchiato in zona playout»

Sarà Taranto d’assalto sul campo della Puteolana TARANTO (f.p.) Tre vittorie e un pareggio nelle ultime 4 partite: la serie è questa, il Taranto vuol tenerla aperta. In casa della Puteolana la missione, classifica alla mano (e anche precedenti alla mano: è stata la prima battuta con Pettinicchio in panchina), è possibile. Per arrivarci basta oggi (ore 14.30) confermare gli 11 di domenica, affidarsi a equilibri già trovati e ai soliti attaccanti, che hanno firmato la svolta. FORMAZIONE (4-3-3) Costantino; Rosato, Terrenzio, Prosperi, Stigliano; Cordua, Catalano, Vicedomini; Mignogna, El Ouazni, Molinari. All. Pettinicchio.

Grottaglie cerca l’impresa contro l’Ischia capolista GROTTAGLIE (Ta) (g.r.) L’Ischia capolista vince da 8 gare, ha conquistato 28 punti fuori casa (su 33), ha il miglior attacco del girone (45 gol) e la difesa meno battuta (8) della D. Il Grottaglie perse 9 1 all’andata, ma adesso crede nell’impresa nell’anticipo odierno (ore 14, Raisport 2). Pellegrino potrebbe scegliere il 4 3 3, con Cristofaro, Rebecca e Radicchio in avanti. Torna Salvestroni. FORMAZIONE (4-3-3) De Gennaro; Quaranta, Mitrotti, Buono, Pisano; Salvestroni, Lenti, Vitagliano; Cristofaro, Radicchio, Rebecca. All. Pellegrino.

Agostinone, sms al Foggia «Potenza ultimo? Occhio...» FOGGIA (r.p.) Archiviata l’esultanza polemica dopo il gol al Bisceglie («ma solo verso chi non perde occasione per contestare, specie contro i foggiani»), Agostinone mette in guardia il Foggia per la gara col Potenza, ultimo. «Non sarà facile. Vorranno rifarsi del 7 0 subito dal Gladiator — dice il centrocampista —. Ma noi vogliamo confermarci e, se continuiamo a giocare bene, perderemo ben poche gare ancora». Conferma del modulo 3 1 4 2 e chance dal 1’ per il play Quinto e, forse, per il terzino Villani e la punta Palazzo.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMO PIANO L’INTERVISTA

d

HA DETTO

S su Palmieri «Lui e Francioso hanno scandito coi gol il mio periodo di trionfi a Lecce. Io li ricordo con l’amico Ezio Candido, ex team-manager»

Ventura

su Toma «Una volta ci confrontammo sul 4-2-4 e lui disse scherzando: "Ho così tanta stima per lei, che è uno dei pochi in Italia che possono parlare di calcio con me..."»

ANDRIA

Società: rimpasto Oggi nuovo Cda

«Lecce è già in B Entella da playoff» Il tecnico, doppio ex, e la sfida di domani «Bravi i liguri, ma i giallorossi sono super»

GIUSEPPE CALVI

S

le altre

Sale sulla macchina del tempo e si riscopre... con qualche capello in più. Giampiero Ventura, 65 anni portati in modo invidiabile, accetta di giocare in anticipo Entella-Lecce, per lui una sfida un po’ speciale. E inevitabilmente si lascia travolgere dall’onda di un passato felicissimo sulle due sponde calcistiche. Gli piace fare emergere questi suoi trascorsi come se parlasse della preistoria. «Troviamo qualche foto e vi dimostrerò quanti capelli avevo, quasi 30 anni fa: era il 1984, quando andai ad allenare l’Entella - racconta l’attuale tecnico del Torino -. Altro che Spalletti, che era già in caduta libera quanto a peli sulla testa e passava quasi per un capellone, solo perché sapeva sistemarsi quei pochi rimastigli. Volli Luciano, tattico di centrocampo, nella mia squadra, sia all’Entella che allo Spezia. Che bella avventura a Chia-

vari! Promozione in Serie C2 e poi il mio primo torneo da allenatore professionista. Mi ci portò Mario Delle Piane, che da sé vale la storia dell’Entella...». Chi la convinse a trasformarsi da insegnante di educazione fisica a professore di calcio?

«Appunto, Delle Piane. A 28 anni, dopo aver meritato anche le attenzioni di Liedholm, smisi di giocare per un’ernia del disco: all’epoca, richiedeva un pesante intervento chirurgico. Cominciai a fare pratica come tecnico nel vivaio della Sampdoria. Delle Piane, ex calciatore dell’Entella, aveva un banco-vendita di frutta e verdura al mercato di Terralba, a Genova. Era il d.s. dell’Entella e, quando ci incontravamo, parlavamo di frutta e schemi di gioco. Mi portò nella sua squadra, in Interregionale; lasciai l’insegnamento per il calcio. Anzi, per il calcio e la focaccia».

In che senso?

«Promossi in C-2, io e i giocatori facevamo abbuffate nel forno del presidente dell’Entella, Barbieri. Dopo l’allenamento, andavamo nel suo panificio e mangiavamo chili di focacia genovese. Chiavari e Lecce sono state tappe della mia gioia calcistica». S’aspettava che Entella-Lecce potesse essere uno scontro diretto per la promozione?

«Sono felice che l’Entella sia in zona playoff. Due anni fa ho conosciuto Gozzi, persona seria e non esibizionista, tramite lo sponsor "Elce arredamenti", che risale al mio tempo, e ho pesato la forza economica del club. Magari l’Entella salirà ancora. Ma il Lecce è di un’altra dimensione». Non ci sarà storia per la promozione diretta?

«No, non può esserci. Giocatori come Giacomazzi, Bogliacino, Chevanton e altri sono di categorie superiori.

Lecce vanta una tradizione straordinaria. Ho trascorso due anni fantastici, conquistando il doppio salto dalla C1 alla A. Ogni tanto con l’amico Ezio Candido, ex team-manager, ripassiamo quel periodo di trionfi, sanciti soprattutto dai gol di Francioso e Palmieri». Ha lavorato a Pisa e Bari: avrà sentito parlare di Toma?

«Gianluca Petrachi me l’aveva già descritto come un personaggio sopra le righe. Poi, in ritiro a Lecce col mio Pisa, ho conosciuto Toma e ci siamo confrontati sul 4-2-4. "Mister, ho tanta stima per lei, che la considero uno dei pochi in Italia che possono parlare di calcio con me", scherzò Antonio. Mi piace, ha idee e merita di proporre il suo progetto anche in B, dopo la promozione diretta del Lecce, magari con l’Entella vittorioso ai playoff. Ormai tutti fanno un gioco a specchio con gli allenatori avversari. Invece, uno come Toma ci mette del suo».

BARLETTA

Doppia seduta per i biancorossi BARLETTA Ancora una doppia seduta di allenamenti ieri per il Barletta di Novelli. Lavoro svolto soprattutto su esercizi tecnico tattici con la disputa di minipartitelle a campo ridotto. Unici assenti il lungodegente Menegaz e Allegretti, che ha l’influenza. La squadra si ritroverà questa mattina per proseguire il lavoro di avvicinamento alla gara contro il Gubbio, seduta che verrà replicata anche domani mattina. Poi al termine dell’allenamento, Novelli lascerà liberi i giocatori fino a martedì pomeriggio, giorno in cui è prevista la ripresa del lavoro sul campo. Matteo Tabacco

PALLAVOLO L’ANTICIPO DI A-1 ALLE 20.30

Castellana va a Latina «Riscatteremo Trento...»

MARTINA F. (Ta) Sulla strada del Martina di Francesco Bitetto c’è il Melfi di suo cugino Dino Bitetto: un confronto che, al di là della sfida «in famiglia», assume particolare importanza per il futuro di entrambi i club, cui servirebbe la vittoria per irrobustire la classifica e le possibilità di centrare i playoff per i pugliesi e la salvezza per i lucani. Sono i motivi principali per cui il tecnico del Martina cerca di nascondere le intenzioni tattiche nella speranza di poter sorprendere l’avversario con una condotta di gara imprevedibile: e anche se l’allenamento di ieri sembra aver sufficientemente chiarito le sue idee, le scelte definitive avverranno soltanto dopo la rifinitura odierna, che precederà la partenza per Melfi.

CASTELLANA GROTTE (Ba)

(a.gal.) Con il dubbio Paparoni (problemi muscolari-lombari per il libero) e la novità Stivachtis (il secondo palleggiatore greco ingaggiato al posto dell’infortunato Krumins) la Bcc Nep Castellana affronta stasera (ore 20.30) in trasferta l’Andreoli Latina nell’anticipo della 9a di ritorno di A-1. La squadra allenata da Silvano Prandi è una diretta avversaria per l’ottavo posto che garantirebbe gara-3 in casa negli ottavi dei playoff. Un’avversaria, dunque, da battere. «Dopo Trento — dice il palleggiatore Marco Falaschi — dove davvero non potevamo fare di più perché poco abituati al livello imposto dalla squadra di Juantore-

Tonio Messia

(a.gal.) Trasferta abruzzese per il baby Putignano. Nella 7a di ritorno, il Promomedia Sport Five (ultimo a zero), che recupera bomber Lucas ma perde il portiere Pagliarulo per squalifica, fa visita alle 18 al Pescara degli ex, i nazionali Leggiero e Bruno Da Silva (out per infortunio). All’andata finì 0-5. Fu la sconfitta che provocò la smobilitazione della rosa titolare e il coinvolgimento dei baby Under 18 e 20 del club.

Giuseppe Ernesto

www.citroen.it

Il Martina cerca punti playoff

Il Putignano sfida gli ex del Pescara

LAPRESSE-TODAY

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2a DIVISIONE A MELFI

CALCIO A 5

Giampiero Ventura, 65 anni, ligure di nascita, allena ora il Torino. In Puglia è stato il tecnico del Lecce, condotto a una doppia promozione, dalla C-1 alla A, tra il ’95 e il ’97 (foto in basso). Ha poi raccolto l’eredità di Antonio Conte nel Bari appena promosso in A (giugno 2009), rimanendo fino all’addio nel febbraio 2011

Nuovo rimpasto societario. Il patron Depasquale ha azzerato le cariche. Oggi è in programma un Consiglio di Amministrazione nel quale sarà stabilito il nuovo organigramma e sarà individuata una figura di riferimento che coadiuverà Depasquale nella conduzione amministrativa del club. «Una persona che dovrà fare un esame completo di tutta la gestione economica dell’Andria nelle ultime stagioni — dice il presidente —. Così da individuare come e quando sono stati contratti alcuni debiti che non compaiono nei libri contabili e che noi, invece, abbiamo trovato...».

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na in battuta, giochiamo contro Latina sperando davvero che la squadra laziale pensi alla prossima finale di Cev. Noi ci proveremo: per fare nostro l’ottavo posto cercheremo i 9 punti nelle ultime 3 partite». Ansia A preoccupare coach Fla-

vio Gulinelli (un ex) è la condizione di Paparoni, l’arma in più del Castellana nei trionfi con le big Piacenza, Modena e Cuneo. «È pronto Ricciardello — dice Falaschi — che ha già dimostrato di poterlo sostituire bene. Io ho fiducia». E Gulinelli: «In queste ultime tre gare abbiamo la possibilità di guadagnare punti importanti. Dovremo affrontarle con gli stessi livelli di gioco che ci hanno fatto guadagnare i playoff con anticipo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

PALLAMANO SERIE A

Insidia Palermo per il Fasano capolista Conversano, Noci e Putignano in casa CONVERSANO (Ba) Nel giorno dell’attesa convocazione di Pablo Marrochi nella nazionale italiana (il forte jolly italo uruguaiano di 27 anni del Conversano esordirà contro Israele il 3 e 5 marzo prossimi) le pugliesi si rituffano nel campionato di serie A che celebra la 6a giornata di ritorno. La capolista Fasano (45), con Messina e Rubino in dubbio, fa visita alle 18.30 al Palermo (nono in classifica a 12).

proprio pubblico, scenderanno in campo il Conversano (secondo a quota 39 e con il nuovo portiere Barattini) contro Città Sant’Angelo (quinto a 24); il baby Noci (sesto a 22) che ospita Teramo (quarto a 25) e il Putignano (ultimo a 3) che sfida Fondi (terzo a 26).

Le altre Alle 19, tutte davanti al

Antonio Galizia

Donne Nella 3a giornata della seconda fase di A 1 donne, alle 16,30 al Pala San Giacomo l’Amatori Conversano (terza a 20) ospita Nuoro (quinta a 3).


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ROMA

BRUTTISSIMA IN TOSCANA, BELLISSIMA ALL’OLIMPICO CONTRO I TEDESCHI: MERITO ANCHE DEL RIENTRO DI LEDESMA SE Petkovic (NELLA FOTO) HA RITROVATO SUBITO LA VERA Lazio DOPO LA BATOSTA DI SIENA. SEMPRE PIÙ INDISPENSABILE IL CENTROCAMPISTA PER GLI EQUILIBRI DELLA SQUADRA. DA UN argentino ALL’ALTRO: DOMANI A BERGAMO Burdisso GUIDERÀ LA Roma DA CAPITANO

CON LO STOCCARDA

Ora Macheda vuol fare lo scherzetto ROMA (m.cal.) È partito da Formello, Federico Macheda, e ha fatto il giro d’Europa. Manchester United, Sampdoria, Queens Park Rangers, e ora Stoccarda. Ironia della sorte, a Macheda toccherà proprio la «sua» Lazio, maglia che sogna di tornare a vestire in futuro. Dopo l’exploit iniziale, allo United si è un po’ perso, tanto che Ferguson (inizialmente folgorato dalle qualità di Kiko), si è convinto a mandarlo a farsi le ossa. Con i tedeschi (che hanno già un altro italiano in rosa, Molinaro, che fa anche da traduttore a Macheda in questi primi giorni a Stoccarda) non ha ancora esordito da titolare, limitandosi a qualche spezzone di partita, compresi i 7’ contro il Genk. All’Olimpico, invece, ci è già tornato con la Samp: 1 0 per la Lazio il 16 gennaio 2011 e 19 minuti per l’attaccante di Lunghezza. Che spera, il 7 e il 14 marzo, di avere più spazio e un risultato diverso.

Federico Macheda, 21 anni

Ledesma

MARCO CALABRESI ROMA

Cristian Ledesma, 30 anni, alla Lazio dal 2006, abbraccia Candreva autore dell’1-0 con il Borussia ANSA

L’insostituibile Rientra Cristian e riecco la Lazio Fuori con il Siena, in campo con il Borussia Il centrocampo di Petkovic ha cambiato pelle

Cristian Ledesma è così: tanto silenzioso, quanto decisivo. È il pedigree atipico del leader: non tanto un giocatore appariscente, ma uno che bada più alla sostanza che alla forma. Quello di cui ti accorgi soprattutto quando non c’è. Il termine di paragone è bello che servito: in 72 ore, la Lazio si è accorta di cosa voglia dire giocare con o senza di lui. Non che, soltanto con l’italo-argentino in più, la partita di Siena sarebbe stata vinta, ma una mano al centrocampo di certo Ledesma avrebbe potuto dargliela. Pazienza, l’importante era tornare subito ai posti di comando: con il Borussia Moenchengladbach si è rivisto Ledesma, e si è rivista la vera Lazio. Che non avrà avuto davanti l’avversario visto una settimana prima in Germania, ma che dal rientro del suo faro a centrocampo ha tratto solo benefici. Senza simili Se è vero che, nella

fase offensiva di Petkovic, nessuno ha una posizione standard e definita per i 90’, c’è un punto che resta fisso. Ledesma. E la Lazio non ha un giocatore come lui: quando c’è, gente come Gonzalez e Hernanes può sentirsi svincolata dai suoi compiti di regia, e tutto il gioco ne risente in positivo. L’uruguaiano ha addirittura segnato in una delle tante apparizioni nell’area tedesca, il brasiliano si è potuto prendere qualche minuto di ferie, senza brillare come in passato ma senza scendere al di sotto della sufficienza. Aspetto, questo, che è invece una prerogativa di Ledesma: Marchetti a parte (6,38), il cen-

34

le partite giocate da Ledesma in questa stagione sulle 39 complessive della Lazio: in campionato ne ha saltate due

6,28

la media voto Gazzetta del centrocampista, seconda nella Lazio solo a quella di Marchetti, in testa con 6,38 trocampista ha la media voto più alta di tutta la Lazio (6,28, dietro soltanto a Scaloni, ora all’Atalanta e valutato su sole quattro partite), ed è nella top ten dei centrocampisti meglio giudicati della Serie A. Quanto a minuti, invece, solo Biava con 2144’ ha giocato più di Ledesma (2074’), altro segnale di imprescindibilità, supportato anche dal bottino portato a casa dalla Lazio nelle due partite di campionato in cui ha dovuto fare a meno di lui: un pareggio con il Torino il 31 ottobre, una batosta a Siena lunedì scorso. Cambio di mentalità Cosa che, se la Lazio vorrà crescere davvero, non dovrà più ripetersi. «Dobbiamo acquisire una mentalità vincente», ha detto Ledesma dopo la vittoria col Borussia. Mentalità che si acquista, prendendo le parole di Candreva, «avendo lo stesso approccio sia con le grandi che con le piccole squadre». Col Pescara, che grande non è, tornerà anche Ledesma, sperando in un monday night migliore di quello (bianco) nero di Siena. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A VERSO LA TRASFERTA DI BERGAMO

La Roma di Nico Silenzio, parla Burdisso «Ora torniamo grandi» Domani capitano contro l’Atalanta: «Andreazzoli è super Con Zeman invece tutto il gruppo non è stato all’altezza» CHIARA ZUCCHELLI

Nicolas Burdisso, 31 anni, argentino

Continuità. È la parola che a Trigoria ripetono tutti, dall’allenatore ai giocatori fino ai dirigenti. Ieri ne hanno parlato anche Burdisso e Bradley, che a Bergamo giocheranno dall’inizio: il primo con la fascia di capitano al centro della difesa, il secondo in mezzo al campo al posto dello squalificato De Rossi.

LAPRESSE

Ricordi Per Burdisso la parti-

ta contro l’Atalanta ha un sapore speciale visto che nel 2004 ha esordito con l’Inter proprio contro i bergamaschi. Di quel giorno Nicolas ricorda l’emozione e la vittoria finale allo scadere grazie a un gol di Adriano. In tribuna c’erano la moglie Belen e la figlia piccola, Angelina, in panchina Roberto Mancini, l’allenatore che lo aveva fortemente voluto a Milano. Con lui il rapporto, almeno all’inizio, era molto forte così come oggi lo è quello con Aurelio Andreazzoli, che la società ha voluto blindare via Twitter. «Stiamo scoprendo un grandissimo tecnico — assicura Burdisso a Sky —. Io lo conoscevo, sapevo come preparava alla

grande le partite, sta facendo un ottimo lavoro. Adesso dobbiamo trovare continuità dopo la vittoria contro la Juventus e dimostrare di essere una grande Roma perché ancora non lo siamo». A Trigoria da quattro anni, il difensore argentino traccia la strada da seguire: «Al di là di schemi, moduli e allenatore siamo noi che dobbiamo dare di più. Possiamo ancora finire in alto e andare in finale di Coppa Italia». La stagione con Zeman era partita con ben altre premesse, Burdisso non lo nega: «Siamo un gruppo serio e abbiamo provato a mettere in campo quello che ci

Il difensore: «Dopo la vittoria sulla Juventus dobbiamo trovare più continuità»

E Bradley: «Finora non siamo riusciti a dare il massimo, ma il meglio deve ancora arrivare»

chiedeva il boemo, ma le cose non sono andate bene e non solo per colpa sua che, anzi, ci ha insegnato tanto. È tutto il gruppo che non è stato all’altezza». Bradley Uno dei fedelissimi di Zeman era lo statunitense. Contro la Juve è entrato nella ripresa, domani partirà dall’inizio. «Finora non siamo riusciti a rendere al massimo, ci manca la continuità per lottare e vincere qualcosa. Ma il periodo più importante della stagione deve ancora arrivare e siamo tutti concentrati per finire al meglio». La festa Mentre Bradley, Burdisso e compagni si allenavano a Trigoria, i dipendenti intorno alle 11.30 sono stati convocati da Francesco Totti che voleva ringraziare tutti per la sorpresa ricevuta mercoledì. A disposizione pizza, crostate e dolci di ogni tipo. Il capitano, che ha mandato in rappresentanza il padre Enzo (vero regista di tutta l’operazione) non c’era. Per lui niente allenamento ma fisioterapia e palestra anche se l’affaticamento muscolare alla coscia destra non preoccupa: l’ecografia ha escluso lesioni.

4

I NUMERI

DI BRUNO TUCCI

17

le presenze di Burdisso in questa stagione con la maglia della Roma: 14 in campionato e tre in Coppa Italia

6

i gol segnati dall’argentino in Serie A con la maglia della Roma, gli ultimi due in altrettante partite all’Olimpico contro il Milan

2014

la scadenza del contratto di Burdisso, arrivato a Roma nell’estate del 2009 dopo cinque stagioni all’Inter

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PRIMAVERA TORNA IL CAMPIONATO PER ROMA E LAZIO ELIMINATE DAL VIAREGGIO

De Rossi si gioca tutto con il Catania Bollini lancia Lombardi contro il Napoli FRANCESCO ODDI

Sei gare rinviate nella sesta di ritorno del campionato Primavera: chi arriva ai quarti del Viareggio non gioca il sabato, Roma e Lazio non ce l’hanno fatta. Fuori ai rigori negli ottavi con Torino e Anderlecht, oggi scenderanno in campo per il campionato. La Roma a Trigoria si giocherà un bel pezzo di

futuro: c’è il Catania, secondo a un punto dal Napoli, bisogna riprendergli 6 punti per avere la certezza della qualificazione diretta. Gli etnei non hanno preso parte al Viareggio, cosa che avrà un peso importante, contro una squadra giallorossa che ha giocato 4 gare in 8 giorni, peraltro con un turnover piuttosto limitato. Anche per la gara delle 14.30 (diretta Roma Channel) i convocati sono gli stessi della Coppa Carnevale, tranne

In contemporanea con:

Alberto De Rossi, 55 anni, tecnico giallorosso PEGASO

Voto contro

il terzo portiere (Marchegiani), sostituito da un terzino (Gonzalez). Trasferta difficile Non sarà cer-

to più facile l’impegno della Lazio alle 14 ad Aversa (diretta SportItalia 1) contro il Napoli capolista, che l’ha eliminata dalla Coppa Italia (prima di fare lo stesso con la Roma in semifinale). Unico vantaggio, rispetto ai giallorossi: il Napoli il Viareggio lo ha fatto, uscendo martedì, proprio come i ragazzi di Bollini. Che non avrà Rozzi, infortunato alla coscia: al suo posto, accanto a Keita, ci sarà Lombardi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultima chiamata per i giallorossi La Roma può salire sul treno europeo La Lazio deve difendere il 3˚ posto Ecco che, inaspettatamente, la settima del girone di ritorno diventa una giornata delicatissima per Roma e Lazio. I giallorossi dovranno dimostrare a Bergamo che la bella partita con la Juventus non è stata un fuoco di paglia; i biancocelesti avranno il dovere di cambiare rotta e di vincere finalmente un match dopo le deludenti prove delle ultime settimane (Europa esclusa). Con l'Atalanta, la squadra di Andreazzoli non avrà in campo Totti e De Rossi. Due assenze fondamentali, in specie dopo che il mister ha mostrato il nuovo volto della Roma, completamente diverso da quello disegnato da Zeman. Senza il capitano chi sarà il direttore d'orchestra e chi ispirerà il gioco con i suoi lanci e i suoi fantastici assist? E, privi del centrocampista, la difesa a tre sarà orba dell'uomo che dà forza e tranquillità al reparto arretrato? Sono interrogativi di non poco conto e fanno della partita con l'Atalanta una partita difficile e complicata. Lamela, Osvaldo e Pjanic sapranno arrivare in porta non avendo il «cervello» che detta la manovra? Ed il pacchetto che difende l'area di rigore saprà opporsi alla velocità degli attaccanti bergamaschi? Insomma, comunque, la si giri questo match di domani sarà importantissimo per il futuro della Roma. Se, infatti, si vuole avere ancora la speranza di giocare il prossimo anno in Europa (sia pure se in quella minore) non si dovranno più compiere passi falsi, altrimenti si potrà dire addio a quella competizione e consolarsi con la speranza di vincere la Coppa Italia, magari battendo in finale proprio i cugini laziali. Sull'altra sponda del Tevere, la squadra di Petkovic giocherà per la seconda volta di lunedì per lasciare spazio al rugby. Spalti semivuoti per il match con il Pescara? Forse sì, per due motivi. Innanzitutto, nel primo giorno della settimana, specialmente di sera, la gente non è così propensa ad uscire quando il termometro scende e l'umidità ti penetra nelle ossa. Secondariamente, perché non sarà una partita di cartello, vista la posizione in classifica degli abruzzesi. Inoltre, la tifoseria della curva Nord non è in estasi per i risultati delle ultime settimane. La Lazio ha racimolato pochi punti ed ora il traguardo della Champions non è a portata di mano come lo era qualche tempo fa. Proprio per tutte queste ragioni il mister di Formello dovrà stare attento affinché i suoi ragazzi non si lascino travolgere da quel complesso di superiorità che può rivelarsi dannosissimo. Passi falsi non se ne possono più compiere, perché Milan, Inter e Fiorentina sono ad un tiro di schioppo e qualsiasi risultato negativo significherebbe complicare il cammino verso la conquista di un posto nell’Europa che conta. btucci2@gmail.com


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

SABATO 23 FEBBRAIO 2013


SABATO 23 FEBBRAIO 2013

RUGBY TERZA GIORNATA DEL SEI NAZIONI

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PALLANUOTO A1 DONNE

101 di questi giorni Lo Cicero, sei nella storia 4 e la Roma «Regaliamoci una vittoria» 100 Vaillant «Ci risolleveremo» I NUMERI

Oggi raggiunge Troncon nella classifica delle presenze azzurre «Il Galles è forte, ma se noi giochiamo come contro la Francia...» ROBERTO PARRETTA ROMA

i cap in maglia azzurra di Lo Cicero. L’esordio nel 2000 contro l’Inghilterra nel Sei Nazioni

Monica Vaillant, 45 anni, è anche psicologa BOZZANI

L’ex azzurra al posto di Usai «La squadra è molto motivata» GIANLUCA SCARLATA

«Dio c’è, Lo Cicero pure». Non potrà mancare nemmeno oggi ad Italia-Galles lo striscione che praticamente da sempre è presente sugli spalti quando in campo c’è il pilone siciliano. Non potrà mancare soprattutto oggi, il giorno in cui Andrea Lo Cicero toccherà quota 101 cap in maglia azzurra, affiancando Alessandro Troncon nella classifica all time. Non potrà mancare nemmeno oggi, anche se il rischio si è corso. «Ho saputo che la Digos lo voleva far togliere», racconta Lo Cicero. «È accaduto l’altra volta a Italia-Francia. Mi è dispiaciuto. Alla fine però è stato esposto lo stesso, resta lì dov’è sempre stato perché così deve essere. E se fanno ancora storie, vado io dalla Digos. Non c’è scritto nulla di male». In 14 anni di Italia, Lo Cicero e lo striscione ci sono sempre stati. Anzi, quasi. Ma è meglio non riaprire vecchie polemiche. «Sì, 101. E potevano essere qualcuna in più», dice con un sorriso amaro. L’emozione dei 100 Con la Scozia due settimane fa ha avuto l’onore di entrare in campo da solo.

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il trofeo vinto con un club italiano: lo scudetto con la Rugby Roma nel 2000

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Andrea Lo Cicero, 36 anni, catanese trapiantato a Roma. Pilone, gioca in Francia con il Racing Metro REUTERS

«Mi sono emozionato, certo, davanti avevo sessantamila persone. E tutte le tv», dice il Barone. «Cosa ho pensato? Nebbia totale». Archiviata la sconfitta di Murrayfield, il nuovo capitolo si chiama Italia-Galles. «Le avversarie sono tutte forti, lo era anche la Francia, anzi, era la favorita per la vittoria finale. Con la Scozia non ci siamo fatti trovare preparati, non abbiamo avuto la stessa determinazione. E loro sono stati più cinici di noi nello sfruttare quello che veniva per-

messo dall’arbitro. Il Galles è un’ottima squadra, ha vinto in Francia. Ma noi dobbiamo proseguire sulla nostra strada, senza guardare agli altri». Il capitano Lo striscione ci sarà,

Lo Cicero pure: mancherà lo squalificato capitano Sergio Parisse, con i gradi affidati a Martin Castrogiovanni. «Sergio è un ottimo giocatore, ma lo è anche chi gioca al suo posto. Mi dispiace per la situazione nella quale è stato coinvolto. Io capitano? So-

no un giocatore e non cambia quello che do in campo e al gruppo». Dai primi anni al Flaminio, alle ultime due edizioni del Sei Nazioni all’Olimpico: differenze? «Al Flaminio avevi trentamila persone addosso, all’Olimpico sono sessantamila che fanno un tifo incredibile». Ricordi particolari? «Un signore di 45 anni vestito da Pocahontas che tiene su uno striscione con scritto «Lo Cicero sono figlio tuo». Anche questo è Sei Nazioni.

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le mete realizzate in azzurro da Andrea Lo Cicero, per un totale di 45 punti

Mission non impossible Dopo nove sconfitte conse-

cutive si doveva dare una scossa all’ambiente, Alessandro Usai, traghettatore dalla A2 alla A1, ha fatto un passo indietro, la squadra aveva bisogno di stimoli per levarsi dalla penultima posizione. «Il tempo non è molto, ma le speranze ci sono, il gruppo è motivato». Monica, romana, classe ’67, con un passato da grande campionessa, ha giusta esperienza e mentalità, psicologa sportiva e ora Dirigente Psicologo presso il XIII Municipio. «Oltre alla tattica la componente motivazionale sarà determinante», assicura. Il match contro l’Igm Ortigia di oggi a Ostia sarà fondamentale, «potremo capire come virerà la nostra stagione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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GLI AVVERSARI IERI IN UN NEGOZIO IN ZONA SAN PAOLO

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Olimpico, altro boom: 63mila biglietti E i gallesi fanno festa con 300 tifosi ROMA

La loro prima e unica volta all’Olimpico, nel 1996. Finì 31-22 per il Galles. Poi il Sei Nazioni dal 2001 ma sempre al Flaminio. «E sempre gare molto combattute», ricorda Neil Jenkins, in campo in quel match e oggi assistant coach della nazionale gallese. «Fu una pro-

le partite disputate con il club parigino Racing Metro 92, dove lo Cicero gioca dal 2007

«Questa Roma ha le credenziali per salvarsi, le ragazze hanno voglia di riscatto e non hanno mollato di testa, io trasferirò tutto il mio sapere». Parole di passione che vanno dritte all’obiettivo, tirare fuori dalla acque torbide una squadra che rischia di tornare in A2. Monica Vaillant torna al suo primo amore, la pallanuoto della Capitale, dopo l’esperienza come assistente nel Setterosa vincitore nel 2012 di un oro europeo. «Ho condiviso con Fabio Conti questa decisione, del resto a tutti noi stanno a cuore le sorti di questa società (assieme al c.t. azzurro, sulla panchina romana ha conquistato due Coppe Len e una semifinale scudetto, ndr). A dire il vero non era nei miei pensieri tornare ad allenare, insieme al presidente Maragioglio abbiamo fatto tante telefonate per cercare un tecnico, poi hanno scelto me e ho accettato la sfida».

I quattro giocatori gallesi ieri pomeriggio nel negozio Up&Under di via Leonardo Da Vinci

va di cuore di quell’Italia, con un pubblico a spingere con loro. Oggi mi aspetto la stessa cosa». Olimpico con 63mila persone. L’incontro Ieri, Lloyd e Scott Williams, Alun Win Jones e Paul James si sono presentati in via Leonardo da Vinci (Basilica di San Paolo) al negozio di rugby Up&Under, tramite Gilbert, che firma i palloni gallesi, accolti da 300 persone. «Non me l’aspettavo, ma qui è tutto così spontaneo», ha sorriso Wyn Jones. «La partita? Non sarà facile». r.par.

Blue Ice 380V, che stile al Salone del mare Big Blu Si concluderà domani il 7˚ Big Blu, il Salone della nautica e del mare di Roma: meno stand per la crisi ma sempre tanta passione

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SABATO 23 FEBBRAIO 2013

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Sicilia&Calabria LA PARTITA PIÙ IMPORTANTE DELLA STAGIONE CONTRO IL Genoa AL BARBERA COINCIDE CON IL ritorno DOPO DUE GIORNATE DEL TREQUARTISTA Josip Ilicic, IL CUI IMPIEGO ACCENTUERÀ SENZA DUBBIO IL TASSO DI PERICOLOSITÀ DELL’ATTACCO DEL TECNICO

Malesani (NELLA FOTO). IL Palermo HA BISOGNO DELLA FANTASIA E DEI GOL DELLO SLOVENO PER AVVICINARE L’OBIETTIVO salvezza

film I colpi di classe di un talento che fa sperare i tifosi rosanero

PRODEZZA AL FRIULI L’esultanza e l’illusione Ilicic esulta dopo il gol all’Udinese (momentaneo 0-1) del 15 dicembre 2012: dopo tanti sprechi, i rosanero verranno poi raggiunti da Di Natale LAPRESSE

BLITZ A TORINO La Juve sconfitta L’attaccante realizza contro la Juve il gol del 2-0 e disegna un cuore con le dita: è il 23 settembre 2010 i bianconeri, finiranno al tappeto (1-3) REUTERS

Vai Palermo Josip Ilicic, 24 anni, trequartista del Palermo e della Slovenia. Ex Maribor e Interblock Lubiana, è alla terza stagione in maglia rosanero: finora 87 presenze e 15 gol LAPRESSE

L’ora della verità E Ilicic insegue il gol della svolta Lo sloveno ritorna in attacco dopo due gare Lui e Miccoli gli antidoti efficaci per il Genoa

FABRIZIO VITALE PALERMO

Con Fabrizio Miccoli è tra le certezze dell'attacco anti-Genoa. Josip Ilicic torna dopo due gare per restituire fantasia al Palermo. Con Pescara e Chievo ha dovuto alzare bandiera bianca per un fastidio al bacino. Lo sloveno torna protagonista nella gara più importante della stagione, una pedina che Alberto Malesani intende sfruttare in pieno per scardinare la difesa rossoblù. Nelle situazioni provate in settimana è rimasto sempre punto nevralgico della trequarti o in coppia con Fabbrini o in versione unico trequartista che sarà molto probabilmente il ruolo che dovrà interpretare stasera se alla fine il tecnico deciderà di schierare Boselli in tandem con Miccoli come coppia di attaccanti. Gol pesanti Il Palermo può fi-

nalmente contare sui suoi uomini gol più prolifici fino a questo momento. Ilicic come il capitano rosanero è fermo a cinque reti, l'ultima l'ha segnata a Cagliari. L'ultima volta che è andato a segno con Miccoli è stato nel derby con il Catania del 27 novembre, guarda caso l'ultima vittoria dei rosanero in campionato. Stasera si ricompone la coppia per rompere il digiuno di vittorie che dura da quasi tre mesi. Un'astinenza troppo lunga che sta compromettendo la salvezza del Palermo. Ilicic dovrà tornare a fare la differenza con le sue giocate e i sui colpi imprevedibili. Malesani per questa partita ha chiesto intensità, duttilità e coraggio. Il che vuol dire anche molto spirito di sacrificio da parte degli uomini

I rosanero non vincono da quasi 3 mesi, l’ultima rete del trequartista a Cagliari più offensivi. «Al giorno d’oggi la cosa più importante, e lo dimostra il Genoa, non è quanti giocatori schieri in attacco. Il Siena gioca con una punta sola e ha fatto 3 gol a una Lazio con 5 attaccanti — spiega Malesani —. Bisogna finirla di pensare che si fanno gol in proporzione agli attaccanti schierati in campo. Ci vuole la partecipazione di tutta la squadra, la differenza si fa lì. Il Milan in settimana ha battuto così il Barcellona. Non c'è nessuna squadra imbattibile se tu sei forte e cerchi di vincere i tuoi duelli». Intensità Tradotto vuol dire

che se ti affidi a tre attaccanti la parola d'ordine è sacrifico in fase di non possesso. E questo Ilicic, soprattutto quest'anno, ha dimostrato di saperlo fare e anche bene. Lo sloveno dopo aver saltato due gare avrà la voglia giusta per tornare a sentirsi protagonista. Il suo apporto tra le linee può diventare fondamentale e mandare in crisi il centrocampo a cinque di Ballardini. I suoi dribbling possono fare ammattire gli avversai e costringerli alle maniere forti. Il che vuol dire calci di punizione e cartellini gialli a favore del Palermo. Stasera ci vorrà, insomma, la partita perfetta e che i giocatori che sono in grado di cambiare l'inerzia della gara lo facciano mettendo al servizio della squadra la loro tecnica ma anche tanta voglia di lottare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SERIE B APPUNTAMENTI IMPORTANTI PER AMARANTO E ROSSOBLÙ TRASFERTA IMPEGNATIVA

Gioia Colucci L’arma in più della Reggina L’esperto centrocampista ha preso per mano il gruppo e dà istruzioni ai compagni «Lanciano è un’occasione Dovremo essere aggressivi»

IL TECNICO

LORENZO VITTO REGGIO CALABRIA

Partita, quella di oggi a Lanciano, da catalogare tra le più importanti per la Reggina. La squadra amaranto deve necessariamente ottenere un risultato utile per evitare di allontanarsi dal gruppone che la precede. La vittoria in trasferta manca proprio da due mesi esatti, dal 23 dicembre scorso a Grosseto. È un impegno insidioso contro una concorrente diretta alla salvezza, imbattuta da 6 turni e la cui ultima debacle interna è datata 17 novembre 2012 con il Bari (0-3). Il leader amaranto Beppe Colucci sprona i suoi a non fermarsi sul più bello. «Veniamo da un periodo felice e i progressi sono sotto gli occhi di tutti. Siamo imbattuti nel 2013 e con 4 punteggi validi di fila abbiamo stabilito il record stagionale, conquistando 1 punto in più rispetto a quanto fatto nelle prime 5 giornate del girone di andata. Rimontiamo con carattere e siamo un gruppo vero: c'è grande fiducia».

C’è la Ternana Partita doppia per il Crotone Sfida tra tecnici emergenti contro la squadra di Toscano vincente all’andata. Drago «Serve concentrazione fino alla fine e tanta pazienza»

Opportunità «Il successo sul Padova — continua

il centrocampista — è stato pesantissimo per la classifica e per il nostro morale, ci permette di affrontare più sereni la trasferta di Lanciano, sapendo che non compromette nulla e, anzi, è una grossa opportunità per noi. Con maggiore tranquillità, dobbiamo essere cattivi perché affrontiamo una delle squadre più in forma del campionato, sicuramente una delle rivelazioni di questa categoria». Più che ottimo il bilancio del numero 18 amaranto, visti i risultati ottenuti. E' riuscito a prendere per mano la squadra e la sua esperienza è fondamentale. «Personalmente sono molto soddisfatto di quanto stiamo facendo, la mia condizione sta migliorando, ho stretto i denti nelle ultime gare ma ne è valsa la pena, ha prevalso la voglia di essere utile alla Reggina. Presto sarò al top della forma». Giuseppe Colucci, leader della Reggina, 32 anni SAYA

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Massimo Drago, tecnico del Crotone, 43 anni LAPRESSE

LUIGI SAPORITO CROTONE

Crotone-Ternana sarà anche la rivincita di una sfida che si gioca in panchina tra due tecnici emergenti. Mimmo Toscano, fresco di panchina d’oro per lo splendido campionato in Lega Pro la scorsa stagione con gli umbri, e Massimo Drago abile nell’aver saputo portare alla salvezza il Crotone lo scorso anno con un campionato più che discreto finora. I due allenatori, oltre ad essere entrambi calabresi e avere gli stessi punti in classifica, stanno completando il Master Uefa Pro di Coverciano. Primo round All’andata la spuntò Toscano che

grazie ad una rete di Dianda punì il Crotone oltremisura ma adesso Drago è pronto a render pan per focaccia all’amico e avversario. «Conosco bene Mimmo, nutro una grande stima e a Terni ha fatto e sta facendo grandi cose. Siamo oltretutto appaiati in classifica con gli stessi punti, credo che non sarà facile superare la squadra umbra che, soprattutto fuori casa, crea tanti grattacapi agli avversari». Infatti lo score degli umbri lontano dal Liberati è di tre vittorie e quattro pareggi, 13 punti a fronte degli otto guadagnati dal Crotone fuori casa. «Loro sono una squadra difficile da affrontare perché hanno il merito di non farti giocare. Si schierano spesso con cinque difensori e poi ti aspettano per ripartire in contropiede. Dovremo essere bravi — ricorda Drago — a non farci prendere dalla frenesia della vittoria e avere pazienza. Sappiamo perfettamente i loro punti deboli ma allo stesso modo non possiamo permetterci il lusso di allentare la concentrazione». Drago per questa gara ha convocato 21 elementi compreso De Giorgio e Maiello reduci da attacchi influenzali. Torna anche Pettinari dopo un turno di squalifica. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GIOVANNI FINOCCHIARO CATANIA

Dal rigore decisivo, al periodo di quarantena, fino al ritorno da protagonista. Giovanni Marchese da Parma… a Parma ha vissuto giorni non certo di ordinaria amministrazione. La qualificazione in Coppa Italia, ai quarti di finale, è stata una tappa decisa all’ultimo respiro da un penalty del ragazzo siciliano di Delia. I padroni di casa si piegarono dopo una lunghissima resistenza e coveranno vendetta, visto che hanno perso anche al Massimino. Decisivo Contro il Parma, Mar-

chese risolse la partita dopo una lunghissima coda di supplementari e rigori, confermando l’ottimo momento della squadra, poi eliminata dalla Lazio, all’Olimpico. Dopo aver calciato con assoluta freddezza il penalty determinante (così come determinanti furono le parate di Frison, ovvero il portiere vice Andujar impiegato in Coppa per vivere un’esperienza negata in campionato) il terzino ammise: «Prima di andare in ritiro, il venerdì, mi piace provare a calciare dagli undici metri, ma non sono il solo — ammise — ci teniamo in esercizio perché non si sa mai». E quel suo insistere, indugiando fin oltre l’allenamen-

MARCHESE

SERIE A IL PERSONAGGIO

«Catania, credimi prima l’Europa poi il mio futuro» Il Genoa insiste per averlo, ma lui dribbla tutti «Lotto per un grande traguardo e non mollerò» to è stato ampiamente ricompensato. Rivincita Marchese è rimasto fuori per tre incontri (a partire dal confronto di Genova), poi è rientrato al posto dell’infortunato Capuano, sulla sinistra, occupando il ruolo di terzino che è suo, in pianta stabile, da due stagioni: «Il mio grazie va al presidente Antonino Pulvirenti», una sorta di dedica della vittoria conquistata dal Catania contro il Bologna. Un messaggio ben preciso, che ha fatto il paio con il pensiero del presidente nei confronti del calciatore siciliano: «Io so come andrà a finire al termine di stagione, ma non ve lo dico». Sembrano segnali di apertura, in realtà il Genoa

Giovanni Marchese, 28 anni, difensore, a Catania dal 2009 LAPRESSE

avrebbe già messo le mani sul terzino... Strategie In un rush finale tut-

to da gustare, almeno per il Catania e i propri tifosi, Marchese continuerà ad avere un ruolo comunque importante, anche se il recupero prossimo venturo di Capuano metterà come sempre i due a confronto per quella che sarà una sana, sportiva competizione per un ruolo da titolare: «L’Europa sarebbe un traguardo bellissimo, lottiamo partita dopo partita perché nulla resti intentato — ribadisce il giocatore siciliano —. Possiamo valutare partita dopo partita, visto che ormai la salvezza è un traguardo virtualmente raggiunto e abbiamo l’obbligo con noi stessi e con i tifosi di non mollare». Mercato Ieri sera da Milano,

dopo la riunione in Lega alla quale ha partecipato anche Pulvirenti, è girata la notizia secondo cui il Genoa avrebbe chiesto, come da regolamento, notizie su Marchese, che è a scadenza a fine torneo. Il presidente conferma: «Non ha ancora firmato con Preziosi: il Genoa ha iniziato una trattativa con il giocatore, Marchese non ha ancora firmato. Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà». Potrebbe aprirsi una discussione sul rinnovo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PRIMA DIVISIONE GRANDE ATTESA PER UNA SFIDA DA ALTA CLASSIFICA FRANCO CAMMARASANA TRAPANI

Da qualche tempo la parola d’ordine con chiunque dei granata si parli è «vincere!». Contro qualsiasi avversario, a prescindere della sua forza, del suo modo di proporsi sul terreno di gioco. Un imperativo probabilmente dettato dalla necessità di non perdere contatto con la vetta, confortato dalla consapevolezza di aver raggiunto una solidità ed un rendimento che meglio riflettono le potenzialità della squadra.

Nordi, uno sgambetto al Lumezzane «Il Trapani saprà dove colpirlo» Lumezzane nel mirino Anche con-

tro il Lumezzane, pertanto, il Trapani punterà al bottino pieno pur sapendo che affronterà una squadra ambiziosa, distante un solo punto dalla zona playoff, con una difesa ben orchestrata dall’esperto Davide Mandelli e con molta qualità dalla cintola in su: «Sappiamo bene che il Lumezzane è un ottimo complesso, forte in tutti i re-

parti. Avrà pure però dei difetti. Sarà quindi nostro compito metterli in luce e saperne approfittare» dice il portiere granata Emanuele Nordi. E che il Trapani in questi giorni abbia studiato bene pregi e difetti dei prossimi avversari lo si è notato dal puntiglio con il quale negli ultimi giorni Boscaglia ha fatto esercitare i suoi durante le sedute tecnico-tattiche. Cura parti-

colare per le situazioni di palla inattiva visto che, sui calci piazzati, il Lumezzane è una delle squadre più pericolose del girone. Sosta da smaltire I granata rientrano nel clima-campionato dopo il turno di riposo imposto dal calendario che, visti i risultati delle altre squadre di testa, non ha penalizzato più di tanto

Vi aspettiamo anche Sabato 23

la classifica del Trapani. Uno stop, comunque, del quale in casa granata si sarebbe fatto volentieri a meno visto che la squadra stava attraversando un buon momento di forma: «Le soste forzate non mi piacciono anche se quest’anno è così per diversi motivi — confessa Nordi —. Durante questa pausa, comunque, abbiamo lavorato serenamente, con la stessa armonia e serenità di sempre, senza guardare la classifica. Non lo facevamo quando eravamo capolista, non lo facciamo adesso che siamo secondi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SERIE D

«Il Messina va a Paternò per vincere» MESSINA Ci ha pensato la Corte Federale a ravvivare l’anticipo del girone I della serie D in programma oggi a Paternò tra il Comprensorio Normanno e l’Acr Messina. Per i due punti tolti, nella nota vicenda con l’Agropoli, adesso i catanesi hanno necessità di fare risultato per evitare di farsi risucchiare nella zona calda della classifica. Una difficoltà in più per il Messina che già dovrà fare a meno di Ignoffo, squalificato, e Chiavaro ancora infortunato. «Certo — conferma il tecnico Catalano — troveremo un avversario più arrabbiato del previsto e dispongono di ottimi elementi: comunque per noi sarebbe stata una gara difficile. Non dimentichiamo che il Comprensorio Normanno è stata l’unica formazione a portare via un punto dal S. Filippo». Catalano per questo incontro può contare sul ritorno di Giorgio Corona che ha saltato la gara di domenica scorsa. «Sì, Giorgio è a disposizione. Sta bene dunque può essere tranquillamente utilizzato. Qualche problema ce l’abbiamo dietro ma sono sicuro che chi andrà in campo non farà rimpiangere gli assenti». Vietate distrazioni. Il Cosenza, nonostante i mille problemi, è a quattro punti. «Ormai è certo: sarà una corsa a due. Il Cosenza non ha alcuna intenzione di mollare, lo dimostra il risultato rotondo di domenica scorsa. Anche nel corso di questa settimana ho cercato in tutti i modi di catechizzare i miei giocatori. I ragazzi sanno che tutto dipende da noi. Nelle undici partite che restano da giocare dobbiamo dare il massimo. Solo così i quattro punti di margine che abbiamo sul Cosenza saranno sufficienti». Orazio Raffa


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