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STARBENE Inserto al bimestrale Infoanziani.it

Luglio/Agosto 2012 Numero 54

LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO:

Il servizio civile nell’A.S.S.n°3 PAG.5 Gli interventi regionali per la famiglia PAG.7

INSERTO STARBENE NEWS: Vacanze a prova di scottatura Giù la pressione

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LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO INFORMANO:

I nonni raccontano... L’Associazione A.V.U.L.S.S.

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Sommario: LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO: Il servizio civile nell’ A.S.S.n°3

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Gli interventi regionali per la famiglia

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LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO INFORMANO: Comitato Parenti Ospiti I.G.A.

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A.V.U.L.S.S.

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NEWS IN BREVE PC e sport elisir di lunga vita

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STARBENE news

INSERTO STARBENE NEWS: Vacanze a prova di scottatura PAG.1 PAG.2 La calura estiva PAG.3 Il fumo PAG.4 Giù la pressione


Informazioni per i lettori: www.infoanziani.it LUGLIO/AGOSTO 2012 N° 54 Registrazione Aut.Trib. di UD n.24 del 10.05.2005 Bimestrale gratuito Direttore editoriale Sandro Di Filippo Direttore responsabile Sandro Di Filippo Editore Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Tel. 0432 526981 - Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it Layout Elisa Gorsa - Newprojects.it S.r.l. Collaboratori Azienda per i Servizi Sanitari n°3 “Alto Friuli” Azienda per i Servizi Sanitari n°5 “Bassa Friulana” Comitato Parenti Ospiti I.G.A. (Magda Minotti) A.V.U.L.S.S. Pubblicità commerciale Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Tel. 0432 526981 - Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it Stampa Tipografia Menini - Spilimbergo (PN) Abbonamenti Inviare i propri dati a: Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it


LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO:

A.S.S.n°3 “Alto Friuli” Il servizio civile nell’A.S.S.n°3: quinto anno di esperienza e oltre 30 volontari impiegati nei diversi servizi Hanno preso avvio il giorno 2 aprile i progetti di Servizio Civile Nazionale dell’Azienda Sanitaria n. 3 “Alto Friuli”. Quest’anno sono stati approvati tre progetti che coinvolgono otto ragazzi volontari di età compresa tra i 18 e i 28 anni che svolgeranno servizio per un anno nelle strutture aziendali. Per l’Ass 3 è già il quinto anno di esperienza con il servizio civile. Come spiega la responsabile del Servizio Civile presso l’ASS3 dott.ssa Olga Passera: “Il bilancio è certamente positivo, in questi anni abbiamo avuto più di 30 volontari che hanno collaborato in diverse strutture aziendali. Con alcuni dei ragazzi siamo ancora in contatto e siamo lieti di essere stati un punto di riferimento nella speranza di diffondere la cultura della responsabilità e dell’impegno tra i giovani, promuovere la partecipazione alla vita della comunità locale e le esperienze del volontariato; promuovere la cultura della solidarietà, la valorizzazione delle differenze, l’attenzione all’altro nella consapevolezza che il volontariato può diventare occasione di risposta ai bisogni degli altri e nel contempo momento di crescita personale e formativa”. Gli otto volontari impiegati nei progetti di servizio civile quest’anno sono impegnati in diverse attività. Dopo una parte di formazione generale uguale per tutti i volontari,

dove si è creato un gruppo molto unito nonostante i progetti diversi e si sono analizzate in modo più approfondito lo “spirito” del servizio civile e la sua storia, i ragazzi hanno ricevuto una formazione specifica per ogni singolo progetto, formazione che comunque continuerà ad essere costante durante tutto l’anno di servizio civile, in cui i volontari saranno sempre seguiti e affiancati da operatori più esperti. I progetti approvati sono www.nonninrete. carnia che prevede l’impiego di due volontari che saranno occupati in attività di animazione con anziani e nello specifico anche nell’aiutare gli anziani nel confronto con nuove metodologie di comunicazione come internet e l’uso del pc organizzate dai Servizi Sociali del Distretto 2 della Carnia e Animo! I colori dell’animazione socio-educativa che prevede l’impiego di due volontari che collaboreranno con tutti i progetti di animazione e le attività organizzate dai Servizi Sociali del Distretto 1 del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale e Portare la Salute più vicina al Cittadino che vede impiegati quattro volontari per l’attuazione di programmi e campagne informative per promuovere la salute, tutti miranti a influenzare la qualità delle decisioni individuali e nell’accompagnamento e accoglienza dell’utenza in difficoltà fornendo supporto circa i corretti percorsi di salute.

A cura di: Roberta Collica e Stefano Aristelli

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STARBENE Inserto al bimestrale Infoanziani.it

In collaborazione con Italiasalute - Direttore responsabile Riccardo Antinori

Vacanze a prova di scottatura L’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, ha aggiornato i contenuti della guida “Sole amico: proteggersi con occhiali e abbigliamento anti UV a norma” per far conoscere i problemi derivanti da una eccessiva esposizione al sole e per indicare i requisiti che i vari prodotti che acquistiamo (capi d’abbigliamento e occhiali da sole) devono avere per essere considerati “a norma”. Una recente indagine pone l’attenzione sul rapporto tra italiani e occhiali da sole. Scopriamo quindi che il 15% della popolazione tende a usare gli occhiali da sole sempre, il 30% non li indossa quasi mai o mai e il 18% solo raramente. Per assicurarsi che gli occhiali da sole – o le lenti – che acquistiamo siano a “norma” si raccomanda di verificare che riportino almeno le seguenti informazioni: – la marcatura CE (obbligatoria) – il riferimento alla norma europea UNI EN 1836 (o solo EN 1836) che solitamente si trova all’interno del libretto di istruzioni che accompagna il prodotto – il nome del fabbricante o del fornitore – il numero della categoria del filtro montato (da 0 a 4, con l’eventuale logo per il divieto di impiego durante la guida nei casi ove previsto) – le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia. Utilizzare un occhiale da sole con lenti protettive “a norma” significa far assorbire le radiazioni pericolose dalla lente prima che possano colpire l’occhio e produrre danni.


CURIOSI TÀ

LA CALURA ES T IVA

GLI ESPERT I CONSIGLIANO DI BERE OLT RE 2 LI T RI AL GIORNO DI ACQUA MINERALE

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Spossatezza, crampi muscolari e, in casi estremi, collassi cardiocircolatori. Durante l’estate, la canicola e la colonnina di mercurio che giorno dopo giorno si alza fino a raggiungere temperature che arrivano a superare i 35° in ogni città d’Italia, il “rischio maggiore che corrono gli italiani, soprattutto le categorie più a rischio come anziani, donne e bambini, è quello della disidratazione”. È quanto avvertono gli esperti, che per prevenire che il fisico risenta dei più comuni disagi dovuti al caldo estivo, consigliano di bere abbondanti quantità di acqua, preferibilmente minerale, con cui assumere calcio e sali minerali indispensabili per compensare la sudorazione e la quantità di sali e liquidi dispersi dal corpo. I rischi di un bilancio idrico anche solo leggermente negativo possono compromettere il buon funzionamento del nostro organismo. Basti pensare che una diminuzione di acqua totale corporea corrispondente al 2% del peso di un individuo, rende il sangue meno fluido e influisce negativamente sia sulle sue capacità cognitive che fisiche (stanchezza, cefalea, difficoltà di

specialisti nell’arte dell’ortopedia

concentrazione). Se l’acqua che entra è minore del 5% rispetto a quella espulsa, si avvertono crampi muscolari, tachicardia e talora senso di vertigine, mentre uno squilibrio del 7% può provocare la perdita di coscienza. Perdite idriche vicine al 20% risultano incompatibili con la vita. E come capire se siamo sufficientemente idratati? Il primo sintomo della disidratazione è senza dubbio la sete, uno stimolo che sorge quando la perdita di acqua supera lo 0,5%. Quando si avverte questo bisogno l’organismo è già leggermente disidratato. È bene dunque valutare anche gli altri campanelli d’allarme che ci lancia il corpo, come ad esempio una stanchezza anomala, la diminuzione di urina secreta e il suo colore, che diventa gradualmente più scuro. Durante l’estate è buona regola bere molto e spesso, non solo quando si avverte sete ma durante tutto l’arco della giornata e questo vale a maggior ragione per anziani e bambini, che avvertono meno l’esigenza di reidratarsi.


SALU T E I segni che le sigarette producono sulla pelle sono un deterrente per le donne. Quando si dice la potenza delle immagini. Stando ai risultati di una ricerca, di fronte all’evidenza dei danni provocati dalle sigarette sulla pelle (secchezza, rugosità, colorito pallido e giallastro), le donne sono spinte ad astenersi dal fumo. Alcuni psicologi hanno coinvolto un gruppo di 47 donne dai 18 ai 34 anni, sottoponendo loro una serie di immagini che ricostruivano l’aspetto delle stesse in un prossimo futuro, stante un consumo di sigarette costante. Come conseguenza, 30 donne hanno deciso immediatamente di smettere di fumare. Naturalmente, avvisano gli psicologi, ciò non significa che la decisione presa a caldo possa trasformarsi in un comportamento effettivo. Tuttavia, è emersa chiaramente la preoccupazione da parte delle donne di conservare la propria bellezza, se necessario rinunciando alla passione per le sigarette. Grazie al software di imaging utilizzato dal team scientifico, gli effetti nefasti del fumo sull’epidermide hanno acquisito reale consistenza agli occhi delle donne coinvolte nello studio. L’aspetto interessante dello studio è proprio la potenza persuasiva esercitata dalla paura di perdere la propria bellezza, superiore a ogni altro tipo di minaccia, comprese le ipotesi peggiori, quali patologie tumorali, neurologiche o di gravità simile. Il volto del fumatore veniva descritto come un reticolo di rughe e zampe di gallina, con una

FUMO

I DANNI DELLA PELLE CONVINCONO A SME T T ERE

3 perdita di elasticità esponenzialmente maggiore rispetto all’epidermide di un non fumatore. Inoltre non è necessario consumare pacchetti su pacchetti di sigarette al giorno per danneggiare il proprio organismo, ma soltanto qualche boccata di una singola sigaretta. Infatti, le sostanze nocive contenute nelle sigarette hanno bisogno soltanto di pochi minuti per provocare i primi danni e contribuire alla modificazione delle cellule sane, scatenando così un’eventuale proliferazione di cellule tumorali.

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LORENZINI UMBERTO - PASIAN DI PRATO (UD)


ALIMEN TAZIONE

GIÙ LA PRESSIONE

LE PROPRIE TÀ CON T ENU T E NEL T UBERO DELLE PATAT E

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Ottima risorsa contro l’ipertensione e fonte di antiossidanti. Sono le qualità principali delle patate, alimento messo sotto analisi da uno studio universitario. Secondo la ricerca condotta mangiare patate cotte al microonde due volte al giorno produce un abbassamento della pressione arteriosa attorno al 3-4 per cento. La cottura al microonde non prevede l’aggiunta di condimenti grassi e non causa quindi aumenti di peso. Lo studio si è concentrato sulle patate viola, ma secondo i ricercatori le stesse qualità dovrebbero essere presenti anche in quelle bianche e rosse. La ricerca si è avvalsa della collaborazione di 18 persone obese o in sovrappeso con problemi di ipertensione. I volontari hanno seguito una dieta in cui erano presenti due porzioni al giorno di 6-8 patate viola di piccole dimensioni con la buccia. I medici hanno così riscontrato una diminuzione della pressione diastolica media, ovvero la minima, del 4,3 per cento, e di quella sistolica, ovvero la massima, del 3,5. Com’era prevedibile, il metodo di cottura risulta fondamentale, dal momento che un’eventuale frittura delle patate aumenta il quantitativo di grassi e calorie e diminuisce notevolmente la

concentrazione di sostanze benefiche, bruciate dall’alta temperatura. Il caporicercatore spiega: “Le patate sono ritenute serbatoi di grassi e zuccheri, ma in realtà, quando vengono preparate non fritte e servite senza burro o margarina, una patata contiene 110 calorie e decine di sostanze fitochimiche salutari e vitamine. Speriamo che la nostra ricerca aiuti a ricostruire la vera immagine nutrizionale di questo ortaggio”.

Situata in una splendida posizione a ridosso delle colline moreniche friulane offre ai suoi ospiti un ambiente piacevole e familiare. Villa Nimis accoglie anziani autosufficienti e non autosufficienti. La Direzione ed il Personale condividono passo dopo passo con l’ospite e la sua famiglia l’attività assistenziale e la vita relazionale ed affettiva.

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LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO:

A.S.S.n°3 “Alto Friuli” Partorire a Tolmezzo Ottimo consenso per l’incontro “Il dolore in travaglio di parto: metodi tradizionali e partoanalgesia” tenutosi presso l’Aula Magna dell’Ospedale di Tolmezzo, domenica 27 maggio, in occasione della Giornata del Sollievo. L’iniziativa è stata promossa dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.DA) impegnato nella promozione e tutela della salute femminile. Nel 2007 l’Osservatorio ha avviato il programma bollini Rosa, con l’obiettivo di individuare e premiare gli ospedali italiani “vicini alle donne”, che offrono percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle patologie femminili di maggior rilievo clinico ed epidemiologico, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze dell’utenza rosa. Nel dicembre 2011 presso la Camera dei Deputati il Ministro della Salute ha conferito all’Azienda Sanitaria n. 3 “Alto Friuli” e nello specifico l’Ospedale S. Antonio Abate di Tolmezzo, “2 Bollini Rosa” quale “Ospedale a misura di donna” e Azienda premiata per il suo impegno nel portare la salute più vicino alle donne. Il sito www.bollinirosa.it è interamente dedicato alle iniziative promosse dall’Osservatorio, inoltre è possibile consultare tutti gli ospedali premiati con i relativi servizi, suddivise per regione, con la possibilità di esprimere un giudizio sulla base della propria esperienza diretta. Proprio all’interno delle diverse iniziative organizzate nell’ambito del progetto Bollini Rosa si è tenuta la Giornata del Sollievo, volta ad informare le donne sui metodi

dell’analgesia e del controllo del dolore nei percorsi sanitari delle donne. All’incontro, tenutosi presso l’Ospedali di Tolmezzo erano presenti, come relatori, tra gli altri, il Responsabile del reparto di Ostetricia e Ginecologia, dott. Daniele Bassini, la dott. ssa Roberta Pinzano, l’ostetrica Zaira Not, il Responsabile del reparto di Anestesia, dott. Loris D’Orlando, l’anestesista referente Rino Colussi, la dott.ssa Maria Virginia Fabbro. Durante l’incontro è stato possibile, inoltre, proiettare il DVD “Nascere a Tolmezzo” pensato e realizzato dall’ASS3 per poter fornire un’adeguata conoscenza alle donne dei servizi messi a disposizione e approfondire il percorso, già avviato, mirato ad accompagnare le future mamme e famiglie in un momento delicato e unico come la nascita. A cura di: Roberta Collica

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LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO:

A.S.S.n°5 “Bassa Friulana” L’Area Welfare di Comunita’ dell’ASS 5 Bassa Friulana informa: gli interventi regionali in favore della famiglia A partire dal 2008, in Regione è stato istituito il Servizio politiche per la famiglia e lo sviluppo dei servizi socioeducativi, deputato alla gestione di diversi interventi, riferibili al contesto delle famiglie residenti in regione. I principi fondanti che ispirano l’azione dell’amministrazione regionale sono il riconoscimento e il sostegno della Famiglia quale soggetto fondamentale per la società e interlocutore attivo e da valorizzare.

Sono principalmente due le leggi di riferimento, la n. 20 del 18.08.2005 “Sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia” e la n. 11 del 2006, “Interventi regionali a sostegno della famiglia e della genitorialità”, che hanno permesso l’attuazione di diversi benefici. Carta Famiglia: Il primo in ordine di tempo è stato il beneficio Carta famiglia FVG, attivo dal 2008 e che si realizza su due azioni: una regionale e una locale. Come noto ormai a molti, Carta famiglia è lo strumento attraverso il quale l’Amministrazione regionale sostiene i nuclei familiari con almeno un figlio a carico ed un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE, calcolabile presso i Centri di assistenza Fiscali – CAF) inferiore a 30.000 euro. La Carta famiglia viene richiesta da uno dei genitori al Comune di residenza attraverso la dichiarazione del possesso di alcuni requisiti (ISEE inferiore o pari a 30.000, residenza di almeno uno dei due genitori sul territorio regionale da almeno 24 mesi, …) ed è struttu-

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rata su più “fasce” di beneficio, a seconda del numero di figli. La Carta ha una scadenza periodica e deve essere rinnovata; può essere richiesta in qualsiasi momento dell’anno, mentre di solito i benefici devono essere richiesti in un determinato lasso di tempo. L’ISEE deciso per l’accesso a questa misura è alto, se confrontato a quello utilizzato per similari interventi a livello regionale e nazionale: questa scelta è stata fatta per comprendere fra i beneficiari la maggior parte dei nuclei familiari residenti in regione, trattandosi di un intervento a carattere promozionale in favore delle famiglie in situazione di “normalità”, non dedicato esclusivamente a chi rappresenta un “bisogno” specifico. La Regione, ogni anno, eroga un contributo ai beneficiari consistente nel ristoro di parte della spesa sostenuta dalla famiglia per la fornitura domestica di energia elettrica. In particolare, si calcola che l’Amministrazione abbia ristorato ogni anno l’importo di oltre la metà della spesa sostenuta dagli aventi diritto. Se nel 2008 erano circa 25.400 i nuclei beneficiari del cosiddetto beneficio “energia elettrica”, le prime stime per il 2011 confermano la costante crescita del numero degli aventi diritto, che si attesta su oltre 41.000 pratiche attuali. La misura sta ottenendo, di anno in anno, maggiore riscontro sul territorio regionale. A maggio 2012 si sono concluse le procedure per l’erogazione annuale del contributo e nei prossimi mesi verranno ripartiti i fondi disponibili fra gli aventi diritto; l’erogazione avviene ai cittadini per il tramite del Comune. Gli Enti locali che - come anticipato - gestiscono la misura, determinano annualmente un ulteriore contributo a livello locale erogato sempre ai possessori di Carta Famiglia: i Comuni


o i raggruppamenti di Comuni che gestiscono la misura in modo associato, decidono quale possa essere l’intervento più adatto nel proprio contesto territoriale: si va dalla riduzione di tariffe locali (mensa scolastica, tassa rifiuti, ecc) fino alla messa a disposizione di servizi, buoni spesa o voucher per l’ingresso a strutture comunali quali le piscine. La Regione investe ogni anno complessivamente oltre 10 milioni di euro per il beneficio Carta Famiglia. Assegno di natalità, comunemente conosciuto come “bonus bebè”. è un beneficio che la Regione assegna una tantum, al momento della nascita o l’adozione di un figlio. L’importo è variabile: cresce con l’aumentare dei figli già presenti nel nucleo familiare. Si parte dai 600 euro per il primo figlio e si arriva agli 810 euro per i figli successivi al primo, passando per i 750 euro per figlio in caso di parti o adozioni plurime. Il requisito economico di accesso è lo stesso di Carta Famiglia (ISEE inferiore o pari a 30.000) e vi sono altri ulteriori criteri da rispettare; anche in questo caso la richiesta di accesso deve essere fatta al Comune di residenza, ma entro i 90 giorni dalla nascita/adozione. Il beneficio regionale ad oggi eroga oltre 5.000 bonus bebè per anno, su un totale indicativo di circa 11.000 nati/anno in Regione. Contributi per l’abbattimento rette di frequenza dei servizi alla prima infanzia (nidi d’infanzia, servizi integrativi e sperimentali): Sono dedicati alle famiglie con figli nella fascia d’età 0-3 anni. Ogni anno la Regione stabilisce l’importo spettante, in misura percentuale sulla spesa sostenuta e in riferimento ad un tetto massimo di contributo (per l’anno scolastico 2010/2011 il limite era fissato a 1800 €). Sono cumulabili con altre agevolazioni (ad es.: comunali) per la stessa finalità. La domanda deve essere presentata da un genitore alla fine dell’anno scolastico (dal 1° settembre) al

Servizio Sociale dei Comuni di competenza territoriale. Anche in questo caso vi sono alcuni requisiti specifici da soddisfare e l’ISEE deve essere inferiore o uguale a 35.000. L’intervento a sostegno delle Gestanti in difficoltà viene concesso in particolari situazioni rilevate o segnalate ai Servizi Sociali dei Comuni (SSC) di riferimento, presso i quali viene anche presentata la domanda e che seguono la procedura di erogazione del beneficio. Le specifiche destinatarie sono le donne che manifestano situazioni di disagio e il contributo viene erogato per la durata della gravidanza e per i primi mesi di vita del bambino. L’importo massimo attribuibile è pari a 3.000 € e viene erogato nelle modalità stabilite dal SSC che si occupa anche dell’accompagnamento alla misura, al fine di migliorare la situazione di bisogno delle aventi diritto. è attualmente in corso di valutazione il primo bando per la selezione dei Progetti realizzati dalle Famiglie (ex art.18 LR n.11/2006), che ha interessato numerose associazioni e cooperative formate da famiglie che intendono realizzare attivamente servizi in risposta alle proprie esigenze, con il coinvolgimento degli Enti locali e, più in generale, del proprio contesto sociale di riferimento. Si tratta di una azione innovativa che per la prima volta viene realizzata in Regione e pone l’accento sulla valorizzazione delle risorse familiari e la creazione di una rete di collaborazione territoriale basata non solo sulla risposta a bisogni comuni, ma anche sulla condivisione di valori e significati collettivi. Informazioni sugli interventi e news possono essere consultate sul sito web: www.regione.fvg.it alla sezione “famiglia sociale salute>politiche per la famiglia” o presso i Comuni di residenza.

A cura di: Area Welfare di Comunità ASS5 Bassa Friulana

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LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO INFORMANO:

Comitato Parenti Ospiti I.G.A. Dal cassetto dei ricordi:

Luglio e Agosto

“A Sant Ramacul il sorc in penacul” “A Sant Ramacul un temporâl” Un tempo si credeva che i temporali estivi, tipici della prima decina di luglio, potessero portare grandine o vento forte, tanto da rovinare le colture annullando, così, quanto era stato faticosamente ottenuto dai poveri contadini che, secondo le credenze, avrebbero potuto avere, in questo periodo, incidenti durante i lavori nei campi. La settimana in cui cade il dodici luglio, ricorrenza dei santi Ermacora e Fortunato, perciò, era creduta - e molti lo credono ancora-, la settimana delle disgrazie. Questa convinzione è molto strana se si pensa che i nostri nonni consideravano i due santi i “toccasana” per i mali e per tutti i “casi” accidentali. In tempi moderni e per molti ancor oggi, le disgrazie di questo periodo s’identificano con gli incidenti su strada o nelle varie attività od occupazioni. Così tutti, soprattutto, in questa settimana, pregano Ermacora e Fortunato, con rinnovata devozione, per non avere... disgrazie. “La canicule di Luj e maduris i fasui” Era il tempo in cui il calore dominava e tutti desideravano trovare ristoro in luoghi freschi ed ombreggiati mentre le cicale, imperturbabili, continuavano a cantare interrottamente sotto il sole. La Canicola, periodo che va tra il ventiquattro luglio al ventisei agosto e corrisponde al segno zodiacale del Leone, rappresenta il momento più caldo e secco dell’anno. In questo periodo, secondo la tradizione, tutti gli esseri viventi e non, erano particolarmente instabili: il vino andava facilmente a male, i cani potevano ammalarsi d’idrofobia… Sì, soprattutto l’acqua, elemento essenziale per la vita, era chiamata in causa e diventava nemica di animali e uomini. La Canicola la rendeva

particolarmente pericolosa per i gravi malanni che avrebbe potuto procurare. Guai a prendere la pioggia e farsi asciugare i vestiti addosso, fare il bagno o bere la aghe sclete delle fontane pubbliche o dai roiuçs, se non preventivamente mescolata con qualcosa, come si era soliti dire, di…”spiritoso”. L’alcool del vino, de sgnape, avrebbe disinfettato quel liquido in cui la temperatura tanto alta, aveva favorito il proliferare di forme di vita dannose alla salute. “Quando sol est in Leone pone mulier in cantone bibe vinum con sifone” Rondoni che partono, castagne che stanno formandosi, lana che cresce, “La canicule di Sante Ane e fâs cressi ae piore la lane” e la luce del giorno che, a poco a poco, diminuisce… Il sole ha ripreso ad avvicinarsi alla Terra che lambirà con raggi sempre più obliqui in un rincorrersi infinito del Tempo: luglio sta finendo per lasciare il posto ad Avost... Le notti agostane, quelle della caduta delle stelle che, secondo la tradizione coincideva con la notte di san Lorenzo, sono ancora presenti con la loro magia. La mente fantasticava liberamente, pensando al concretizzarsi di rosei futuri di sogno. Così, stesi sui prati con in bocca un filo d’erba che le labbra muovevano a mo’ di antenne di grillo, la mente era liberata guardando nel blu. Adulti e bambini si abbandonavano in fantastici voli e speranze che si sarebbero concretizzate con il magico cader delle stelle: emozioni irripetibili, veramente irripetibili. “Se al plûf il dì de Sense cuarante dîs no si sta cence” L’articolo continua sul sito internet: www.infoanziani.it

Iniziativa realizzata con il sostegno della

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L’A.V.U.L.S.S. informa: L’AVULSS di Udine ha compiuto vent’anni! Il ventennale dell’Avulss di Udine è stato festeggiato il 20 maggio con una manifestazione che si è tenuta nella sala Madrassi alla presenza di autorità ed amici. A Udine l’AVULSS (Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali Socio Sanitarie), già presente in territorio nazionale dal 1979, nasce nel 1992 con un corso base, organizzato grazie all’iniziativa della Delegata Nazionale OARI Sig.a Francesca Colautti e al contributo fondamentale di Mons.Giuseppe Turchetti, col sostegno di S.E. Mons. Alfredo Battisti, indimenticabile Arcivescovo di Udine. Primo Presidente viene eletto il Sig Giorgio Nasazio, che ha l’arduo compito di “aprire la strada” e di prendere contatti con le varie strutture e con le Associazioni presenti sul territorio... Grazie alla sua competenza e disponibilità costruttiva, l’AVULSS di Udine inizia il suo percorso; tuttora il Sig. Nasazio è membro del Consiglio direttivo ed attivo collaboratore dell’ Associazione. I volontari dell’Avulss si trovano subito ad operare nella struttura dell’IGA, luogo in cui viene costituita anche la sede dell’Associazione, in via Sant’Agostino 7 e dove i volontari si sentono subito utili e ben accolti. Oggi, dopo vent’anni, l’AVULSS è presente nell’Azienda Ospedaliera Universitaria presso il Pronto Soccorso, all’ASP “La Quiete”, presso il Gervasutta; collabora inoltre col CERICOT (ONLUS) e col Comune di Udine nel programma No alla SolitUdine. Il motto dell’Associazione, che riassume l’essenza di tutto il nostro volontariato, è “LAVORARE INSIEME PER SERVIRE MEGLIO”. Lavorare, come impegno solidale e fraterno nel-

la dedizione conAssociazione di Udine creta agli altri, Via Sant’Agostino, 7 Udine per servire, per Tel. 347 3726810 mettersi a disposizione dei più E-mail: avulssud@libero.it deboli, con tutti noi stessi, nella vita di ogni giorno, nella famiglia, nel lavoro, nella società, nell’incontro con chi soffre. Caratteristica principale dell’AVULSS è la FORMAZIONE: quella DI BASE, indispensabile per operare nel volontariato organizzato, quella PERMANENTE, riservata ai gruppi operativi, fondamentale per la crescita personale e per un approfondimento continuo della motivazione di scelta del nostro servizio. Durante la presidenza della sig.ra Bianca Rosa Patriarca, unica Presidente al femminile nella sezione di Udine, vengono perfezionate le convenzioni con il Comune di Udine e con le istituzioni socio sanitarie del territorio ed il gruppo trova una particolare coesione. Presidente della nostra Associazione per oltre dieci anni, è stato il Sig. Piero Clocchiatti, che con grande dedizione ed impegno encomiabile, ha dato ulteriore impulso alla formazione ed alle relazioni con le altre Associazioni di volontariato socio sanitario presenti sul territorio; tuttora è membro del Consiglio direttivo e valido operatore. è questa una piccola parte di storia che vogliamo ancora scrivere. è una storia che vogliamo continuare con il Presidente in carica, il Sig.Massimo Bertacchini, neoeletto, che continuerà la storia dell’AVULSS, grazie alla sua disponibilità ed al suo entusiasmo e con tutti i volontari che lo seguiranno nell’impegno di amore verso gli altri!

UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI!

Iniziativa realizzata con il sostegno della

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NEWS IN BREVE:

L’igiene dentale

INTERNET E I SOCIAL NETWORK

Attendere almeno mezz’ora aiuta a combattere gli acidi

Se appena finito di mangiare fremete dal desiderio di lavarvi subito i denti, sappiate che fate più male che bene alla vostra bocca. Lo afferma una ricerca secondo cui passare dalla tavola al lavandino senza soluzione di continuità produce un danneggiamento dei denti. Gli acidi presenti nel cibo e nelle bevande cominciano ad aggredire lo smalto dei denti e il livello sottostante denominato dentina, portando a una demineralizzazione dei denti. Tuttavia, spazzolare troppo presto i denti non fa altro che agevolare questi acidi spingendoli ancora più in profondità e accelerando il processo di corrosione. Usare lo spazzolino nel giro 20 minuti dall’assunzione di una bevanda gassata causa danni notevoli ai denti. Secondo gli esperti, quindi, sarebbe meglio aspettare almeno mezz’ora - meglio ancora un’ora - prima di mettersi a strofinare i denti. Passata questa mezz’ora, infatti, l’usura dei denti non risulta significativamente più alta.

La Fit Boxe: come scaricare lo stress Quando lo stress accumulato è tale da alterare il benessere psicofisico generale, l’attività fisica, in particolare alcune discipline sportive di tipo aerobico, come la Fit Boxe, detta anche “aerobica boxata”, è un’utile valvola di sfogo per scaricare la tensione. La Fit Boxe, sorta nei paesi occidentali e, successivamente, esportata anche in

quelli orientali, è oggi tra le attività più diffuse e praticate in palestra. La caratteristica che la contraddistingue e che ha contribuito all’immediato successo è quella di racchiudere insieme tecniche tipiche delle arti marziali, della boxe e dell’attività aerobica, aprendo, così, al mondo femminile l’universo delle arti marziali e a quello maschile quello

dell’aerobica. Questo mix esplosivo ha letteralmente stravolto il mondo del fitness, in quanto, oltre ad essere vantaggioso e benefico sia per il potenziamento muscolare che per il sistema cardiovascolare, offre anche un modo nuovo e divertente di apprendere alcune tecniche base dell’autodifesa.

Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. Altro che ‘declino dei media tradizionali’, la televisione, dopo anni di calo, sta tornando tra le abitudini dei ragazzi, e invece di essere alternativa a Internet vi si somma, contribuendo ad aumentare la sedentarietà. E se tutti hanno Facebook e buona parte lo smartphone, le ore preferite per utilizzarli sono quelle notturne, con più di metà del campione che va a letto ben oltre ‘Carosello’. La causa principale di questa “epidemia di sedentarietà” è il sommarsi del tempo trascorso davanti alla televisione a quello trascorso a navigare in Internet. Con l’aggravante che quest’anno

la TV, dopo 4 anni di declino, sta tornando ad esercitare un certo fascino sugli adolescenti; per la prima volta, da tre anni a questa parte, sono di nuovo aumentati coloro che la guardano per più di tre ore al giorno (17,3%). Dovendo rinunciare per forza - per un mese - al telefonino, al computer o alla televisione la maggioranza rinuncerebbe alla tv (47,1%), rispetto al computer (27,7) e a telefonino (23,9). Una conferma di quanto sostiene uno psicologo grande conoscitore dell’adolescenza, che indica che una delle maggiori criticità della nostra società – che così ha abituato le nuove generazioni - è rappresentata dall’incapacità alla rinuncia, sulla quale si dovrebbe fondare l’essenza dell’uomo”

PC e sport: elisir di lunga vita Utilizzare il computer in casa e effettuare una passeggiata di almeno mezz’ora al giorno sembrerebbero questi i due elementi in grado di tenere lontani i problemi di demenza senile e le malattie croniche. è quello che si evince da una ricerca recente effettuata su un totale di 926 soggetti di età compresa fra i 70 e i 93 anni, un veneranda età. I risultati del loro studio in cui, gli studiosi dopo aver intervistato i soggetti inclusi nella loro ricerca circa le loro abitudini quotidiane e preferenze, hanno scoperto che il rischio di demenza senile è ridotto di circa il 50% nelle persone che sono abituate a utilizzare il pc e a fare un po’ di moto giornaliero. Il riuscire ad avere una certa dimestichezza con il web e l’hi-tec , sembrano rappresentare un vero elisir, che oltre dare anni alla vita, in questo caso sono in grado di dare vita agli anni.

Guglielmo Dott.Lucca Medico specialista in geriatria e gerontologia

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