Issuu on Google+

news

STARBENE

Inserto al bimestrale Infoanziani.it

Novembre/Dicembre 2013 Numero 62

LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO: La campagna antinfluenzale La “Mappa delle fragilità”

INSERTO STARBENE NEWS: Il decalogo della salute orale La dieta antidiabete

PAG.3 PAG.5

PAG.1 PAG.3

LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO INFORMANO:

I nonni raccontano... L’Associazione A.V.U.L.S.S.

PAG.7 PAG.8


Sommario: LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO: La campagna antinfluenzale

PAG.3

“Mappa delle fragilità” a Lignano Sabbiadoro

PAG.5

LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO INFORMANO: Comitato Parenti Ospiti I.G.A.

PAG.7

A.V.U.L.S.S.

PAG.8

NEWS IN BREVE Attenzione al mal di testa mattutino

PAG.11

Informazioni per i lettori: www.infoanziani.it NOVEMBRE/DICEMBRE 2013 N° 62 Registrazione Aut.Trib. di UD n.24 del 10.05.2005 Bimestrale gratuito Direttore editoriale Sandro Di Filippo Direttore responsabile Sandro Di Filippo Editore Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Tel. 0432 526981 - Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it Layout Newprojects.it S.r.l. Collaboratori Azienda per i Servizi Sanitari n°3 “Alto Friuli” Azienda per i Servizi Sanitari n°5 “Bassa Friulana” Comitato Parenti Ospiti I.G.A. (Magda Minotti) A.V.U.L.S.S. Pubblicità commerciale Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Tel. 0432 526981 - Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it Abbonamenti Inviare i propri dati a: Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it

STARBENE news

INSERTO STARBENE NEWS: Decalogo per la cura della salute orale PAG.1 PAG.2 Ipoacusia e demenza PAG.3 La dieta antidiabete


LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO:

A.S.S.n°3 “Alto Friuli” DAL 30 OTTOBRE 2013 È PARTITA ANCHE IN ALTO FRIULI LA CAMPAGNA VACCINALE CONTRO L’INFLUENZA E LE MALATTIE CAUSATE DAL PNEUMOCOCCO È già attiva in Alto Friuli l’offerta di vaccini antinfluenzali e antipneumococcici ai soggetti a rischio per età avanzata o per presenza di patologie croniche. Come ogni anno il Ministero della Salute ha emanato le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’ influenza per la stagione 2012-2013 e, a livello regionale, la Direzione Centrale della Salute ha dato per tempo indicazione alle Aziende Sanitarie in merito alla campagna antinfluenzale. Pur non potendo prevedere la gravità e la durata della prossima epidemia di influenza, di certo si sa che la composizione del vaccino trivalente sarà nuova rispetto a quello usato l’anno scorso. Si attende infatti la circolazione di ben tre virus influenzale, quello dell’influenza pandemica A h1n1, e di due virus nuovi comparsi l’anno scorso negli Stati Uniti. I nuovi virus vengono ogni anno identificati dalla rete mondiale di sorveglianza della malattia, studiati in laboratorio, e selezionati per usarli come ceppo per il vaccino antinfluenzale che ci proteggerà per quest’inverno. Questa primavera i virus sono stati coltivati su cellule di pollo; una volta inattivati e purificati, vengono utilizzate le parti della superficie del virione che servono a stimolare la risposta immunitaria. A fine estate le proteine purificate dei tre virus viene confezionato il vaccino, in tempo per essere distribuito e somministrato in autunno. “Come al solito” sottolinea il dottor Andrea Iob, Responsabile della Prevenzione primaria dell’ASS3 Alto Friuli “non è possibile fare previsioni, ma possiamo solo affermare, guardando agli anni passati, che le epidemie stagionali non sono mai cominciate prima di Natale e di solito colpiscono di più i bambini fino a 14 anni come documentato dal sistema nazionale di sorveglianza dell’influenza.” Ogni anno infatti durante la stagione epidemica, una rete di medici e pediatri sentinella distribui-

ti in tutta la regione effettua il monitoraggio della malattia comunicando i casi di influenza, che riscontrano nei loro assistiti vaccinati e non vaccinati, e attualmente non viene ancora riportata alcuna circolazione del virus influenzale. Con questi dati si può quindi definire il periodo e la gravità dell’epidemia, mentre i dati sull’efficacia del vaccino sono ormai noti. “È stato infatti dimostrato che, nella nostra regione, l’anziano che non si vaccina ha il 26% in più di probabilità di ricoverarsi per malattie respiratorie e di morire per il 21% in più rispetto a chi si protegge con la vaccinazione.”

Ospedale di Gemona

Ospedale di Tolmezzo

L’articolo continua a pag.4

3


LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO:

A.S.S.n°3 “Alto Friuli” ...CONTINUA DA PAG.3 Nella prima settimana di attività in Alto Friuli i medici di famiglia, come ogni anno, stanno lavorando alacremente per proteggere gli anziani e coloro che soffrono di malattie croniche cardiache, respiratorie, diabete, gravi malattie dei reni e del sangue. Infatti è già stato distribuito una quantità di vaccino utile per vaccinare almeno il 70% degli anziani (che sono circa 19.000 persone in Alto Friuli) e ridurre così l’incidenza di malattie dell’ apparato respiratorio, di ricoveri e di morte per le complicanze legate all’ infezione del virus influenzale. La raccomandazione alla vaccinazione riguarda anche tutte le persone con età inferiore a 65 anni ma affette da patologie croniche che potrebbero aggravarsi a causa della sindrome influenzale nonché le persone addette ai servizi di pubblica utilità quali le forze dell’Ordine, i militari, i dipendenti dei Comuni, delle Poste, delle Scuole, gli operatori sanitari e i conviventi con persone ad alto rischio.

soggetti ad alto rischio per patologia cronica: in particolare pazienti immunocompromessi o che effettuano terapie che causano immunosoppressione, affetti da patologie cardiovascolari, polmonari, renali, epatiche e diabete. Le vaccinazioni antinfluenzali e antipneumococciche, sono disponibili presso gli ambulatori dei medici di famiglia che le somministreranno gratuitamente durante l’orario di ambulatorio. In alternativa, è possibile rivolgersi anche presso agli ambulatori Vaccinazioni del Dipartimento di Prevenzione nei seguenti orari: Tolmezzo: il Lunedì e il Mercoledì, dalle 9 alle 11. Gemona: il Martedì e il Venerdì, dalle 9 alle 11.

La finalità è di permettere a questi servizi di primario interesse collettivo di funzionare anche durante l’epidemia evitando al personale la malattia e la perdita di giornate di lavoro. Continua anche quest’anno l’offerta, contestuale all’antinfluenzale, del vaccino antipneumococcico coniugato che protegge delle meningiti, polmoniti e malattie invasive provocate dal batterio pneumococcico. Questo nuovo vaccino, che a differenza dell’antinfluenzale, non va effettuato ogni anno ma ne basta una dose sola, è disponibile per quest’anno per i soggetti a rischio di tutte le età, che non l’abbiano già eseguito lo scorso anno. La priorità per questa vaccinazione sarà data ai A cura di: Olga Passera

4


news

STARBENE Inserto al bimestrale Infoanziani.it

In collaborazione con Italiasalute - Direttore responsabile Riccardo Antinori

Un decalogo per la cura della salute orale 1. Iniziare la prevenzione in età scolare È fondamentale insegnare ai bambini le tecniche base di igiene orale e mettere in atto un efficace controllo della placca. 2. Controllare con attenzione lo stato delle gengive, dopo l’eruzione dei denti definitivi. Il sanguinamento delle gengive, indipendentemente dalla sua frequenza o entità, è un fortissimo indizio di una parodontite attiva. 3. Effettuare l’igiene professionale almeno ogni 4/6 mesi. 4. Eseguire alla pubertà un test di rischio per la valutazione dei fattori genetici determinanti lo sviluppo della parodontite. 5. Effettuare tempestivamente le sigillature di denti con solchi profondi e recettivi per la carie. 6. Eseguire un test microbiologico in caso di parodontite clinicamente conclamata - Il test va ripetuto una volta all’anno, a guarigione avvenuta, per prevenire le recidive. 7. Sottoporsi al trattamento preventivo della parodontite. Gli stessi batteri che causano la parodontite colpiscono anche gli impianti, causando la periimplantite, e la perdita degli stessi. 8. Ridurre le sigarette a non più di 3 o 4 al giorno e abolire sigari e pipe . 9. Eseguire controlli medici specifici in caso di diabete, aterosclerosi e osteoporosi. 10. Rivolgersi ad uno specialista stomatologo in caso di lesioni della mucosa orale gengivale.


CURIOSI TÀ

IL MIS T ERIOSO LEGAME FRA IPOACUSIA E DEMENZA SEN T IRE POCO AUMEN TA FINO A 5 VOLT E IL RISCHIO DI DEMENZA

2

Udito e cervello, sordità e demenza. Il pericolo di decadimento cognitivo è direttamente proporzionale al livello di ipoacusia: può aumentare fino a 5 volte nei casi più gravi di sordità e per ogni peggioramento dell’udito di 10 decibel si registra una crescita del rischio di demenza di circa 3 volte. Tra ipoacusia e demenza intercorre un legame misterioso e reciproco. Si stima, infatti, che in 1 caso su 3 la demenza - che oggi colpisce 36 milioni di persone nel mondo possa essere causata da ipoacusia, ma anche il decadimento cognitivo può essere responsabile di una progressiva perdita uditiva. Tra ipoacusia e demenza esiste una relazione bidirezionale, rallentare anche di un solo anno l’evoluzione del quadro clinico, porterebbe a una riduzione del 10% del tasso di prevalenza della demenza nella popolazione generale, con un note-

specialisti nell’arte dell’ortopedia

vole risparmio in termini di risorse umane ed economiche. La ragione del legame tra ipoacusia e demenza resta sconosciuta, ma gli studiosi hanno avanzato alcune ipotesi. La più affascinante ritiene che gli stessi meccanismi patogenetici neurodegenerativi riconosciuti in alcune forme di demenza, quali la malattia di Alzheimer, possano essere alla base di alterazioni centrali del sistema uditivo. Un’altra ipotesi, altrettanto suggestiva, sostiene che l’ipoacusia comporti un maggiore sfruttamento delle risorse cognitive per decodificare i suoni in informazioni utili, rendendo così la persona più vulnerabile alla demenza. Infine, altri studiosi si soffermano sul rischio di isolamento sociale, che rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgere della demenza ed è strettamente associato all’ipoacusia, in quanto il deficit uditivo comporta una diminuzione del desiderio di uscire e di farsi coinvolgere in conversazioni.


Possiamo prevenire l’insorgenza del diabete attraverso il cibo? Prima di parlare della qualità della ‘dieta’ e degli alimenti è molto importante sottolineare l’importanza di non esagerare nel consumo di calorie; ciò significa, ad esempio, preferire alimenti a basso contenuto calorico, rispetto a quelli ad alta densità di calorie. Nessun alimento va demonizzato, ma di certo quelli più energetici vanno assunti con molta moderazione. La dieta ha una grande importanza nella prevenzione del diabete, che non è affidata ad un singolo alimento, ma alla costruzione di un pattern alimentare corretto; e la dieta mediterranea resta ancora il modello di maggior successo. Frutta e verdura: devono fare la parte del leone nella dieta. Da preferire vegetali a foglia verde (es. spinaci, cardi, indivia, etc.) e ortaggi quali quelli a radice (es. carote, radicchio, barbabietole, etc.). Sì alla dieta a ‘chilometro zero’, che varia naturalmente a seconda della stagione. In primavera-estate, portiamo a tavola zucchine, melanzane, peperoni e carciofi, in autunno-inverno, cavoli, broccoli e funghi. Questi alimenti sono ricchi di fibre che danno un senso di sazietà, rallentano la digestione e l’assorbimento degli zuccheri, riducendo in questo modo i picchi di glicemia dopo i pasti; stessa cosa per i grassi: le fibre legano i grassi e ne riducono l’assorbimento. Infine, frutta e verdura sono una fonte importante di vita-

SALU T E

LA DIE TA AN T I-DIABE T E mine, sali minerali e sostanze anti-ossidanti, come i composti polifenolici che riducono l’infiammazione e migliorano la sensibilità all’insulina. Carboidrati: questo nome indica una famiglia di sostanze molto eterogenea. Tra i carboidrati complessi il più comune è l’amido, componente della farina di frumento, a sua volta declinabile in pane o pasta, ma contenuto anche nelle patate e nei legumi. L’amido, a seconda del tipo di alimento nel quale è contenuto, ha una diversa capacità di influenzare i livelli di glicemia dopo un pasto e quindi la risposta insulinica. Questo permette di dividere i cibi in due categorie: a basso o ad elevato indice glicemico. Nella dieta, vanno preferiti quelli che non provocano grandi escursioni glicemiche quali legumi e pasta (alimenti a basso indice glicemico); da limitare invece quelli ad elevato indice glicemico, quali pane e pizza. Un ‘trucco per abbassare l’indice glicemico dei cibi è quello di addizionarli con beta-glucano o glucomannani, fibre idrosolubili viscose. In alternativa, si può cercare un forno che faccia il pane come quello della nonna, cioè con la fermentazione acida.

3


LE AZIENDE SANITARIE INFORMANO:

A.S.S.n°5 “Bassa Friulana” PROGETTO “MAPPA DELLE FRAGILITÀ A LIGNANO SABBIADORO” Il prolungamento dell’aspettativa di vita e la riduzione dei tempi dei ricoveri ospedalieri nella fase acuta della malattia hanno determinato la necessità di ripensare all’accudimento della persona anziana. Accanto ad un’ampia fascia di anziani attivi, protagonisti nelle loro famiglie e comunità, esistono degli anziani non autosufficienti, oppure anziani in condizioni di salute precarie per le quali un minimo evento avverso potrebbe determinare una situazione di emergenza socio-sanitaria. E’ pertanto necessario agire con strategie di prevenzione e presa in carico anticipata delle situazioni, riprendere i contatti con il territorio e conoscere il territorio stesso, per rilevarne i bisogni e, allo stesso tempo, opportunità e risorse.

Per quanto riguarda l’Area Anziani, nel Piano di Zona 2013-2015 dell’Ambito Distrettuale di Latisana, in collaborazione con il Distretto Sanitario Ovest, è stato definito un progetto per la predisposizione di una “mappa delle fragilità” che permetta di cogliere alcuni aspetti specifici e problematici della popolazione anziana, anche al fine di programmare interventi futuri di prevenzione e promozione alla salute. Si evidenzia come l’utilizzo di strumenti di valutazione della situazione dell’anziano possano dare una molteplicità di elementi utili alla programmazione di interventi di presa in carico, sia per prevenire ulteriori esiti negativi, che per migliorare la qualità della vita e ridurre ricoveri e accessi in Pronto Soccorso delle persone più fragili.

5

Disporre, dunque, di una mappatura della fragilità nel territorio, rappresenta il primo requisito per pianificare i suddetti interventi di presa in carico. Si rende necessario avere a disposizione uno strumento che consenta di intercettare la condizione di potenziale fragilità per una prima scrematura, al fine di limitare le persone da sottoporre a valutazione approfondita. La scheda PRISMA-7 consente di identificare le persone con una perdita di autonomia da moderata a grave per le quali non si conosce lo stato di salute. Si tratta di un mezzo rapido, semplice, efficace che può essere utilizzato dagli operatori sociosanitari, da volontari formati a tale scopo, dai servizi domiciliari, in pronto soccorso ecc.. Le domande della scheda possono essere poste tramite intervista diretta, per via telefonica o a mezzo posta. Come primo Comune, è stato individuato il Comune di Lignano Sabbiadoro per una sua specificità legata al contesto socio-economico e abitativo delle persone anziane che sono ivi residenti. Nella tabella della pagina successiva si riportano alcuni indici demografici che vanno a delineare alcuni aspetti del Comune di Lignano Sabbiadoro rispetto al problema che si andrà ad analizzare. Obiettivi del progetto: formulare una mappatura della fragilità nel territorio attraverso uno strumento di screening al fine di proporre, successivamente, strategie integrate di presa in carico delle persone fragili. Popolazione oggetto di studio: tutte le persone con età ≥75 anni residenti nel Comune di Lignano Sabbiadoro. Esiti attesi: conoscere le persone potenzialmente fragili residenti nel territorio di questo Comune.


(dati Istat e comuni al 31.12.2012)

PROGRAMMA: - Pubblicizzazione del progetto alla cittadinanza anche attraverso una lettera indirizzata alle persone con età ≥75 anni residenti nel Comune di Lignano Sabbiadoro nella quale viene illustrato il progetto stesso. - Interviste agli anziani da parte del gruppo dei volontari che si attiva per contattare le persone per una somministrazione diretta della scheda Prisma –7 secondo modalità da concordare con gli interessati. - Imputazione dei dati su data base ed elaborazione del report progetto. - Presentazione dei risultati agli stakeholders principali e alla cittadinanza. A cura di: dott.ssa Elena Revelant – Responsabile Cure Primarie Distretto Sanitario di Latisana

CONSULTORIO DIABETOLOGICO DELLA BASSA FRIULANA

Formazione dei volontari anno 2013 DATE DEGLI INCONTRI, ARGOMENTI e RELATORI 12.11.2013 ore 16.00 – 18.00 Terapia nutrizionale dr.ssa Concetta Interlandi - Medicina Generale Palmanova - ASS 5 “Bassa Friulana 19.11.2013 ore 16.00 – 18.00 Diabete e complicanze oculari dr. Giuseppe Di Stefano - Oculistica - ASS 5 “Bassa Friulana 26.11.2013 ore 16.00 – 18.00 L’integrazione socio-sanitaria per le persone con fragilità dott.ssa Loredana Di Lorenzo – Coordinatore Area Adulti ed Anziani – Ambito Distrettuale di Latisana dott.ssa Sara Passador – Coordinatore Area Adulti ed Anziani – Ambito Distrettuale di Cervignano del Friuli dr.ssa Elena Revelant – Responsabile Cure Primarie - Distretto Ovest- ASS 5 “Bassa Friulana” 10.12.2013 ore 16.00 – 18.00 Il conteggio dei carboidrati e le ricette della salute dietista Silvia Grizzo - ASS 5 “Bassa Friulana” dott.ssa Enza Beltrame - Dirigente Area Formazione Aziendale - ASS 5 “Bassa Friulana 17.12.2013 ore 16.00 – 18.00 Utilità e limiti dell’autocontrollo domiciliare del diabete dr. Paolo Guidi - Medicina Generale Latisana - ASS 5 “Bassa Friulana”

6


LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO INFORMANO:

Comitato Parenti Ospiti I.G.A. I nonni raccontano... NOVEMBRE: GIOIA E TRISTEZZA

DICEMBRE: GIOIA, SACRALITÀ E DOLCEZZA

Sant Martin mi tente che o fasi la polente. Sant Martin mi taie che o fasi la fertaie. Sant Martin mi dîs di dut par che o fasi il mastelut.

Vizilis di Nadâl Vizilie di Nadâl: gran fogolâr cun sore il nadalìn c’al criche su brusand: e atôr atôr la mame, il puar papà la nonute, tant çhare a noatris fruz, c’ a conte a vîs colôrs

La ricorrenza di questo santo, l’undici di novembre, rappresentava la Sierade ufficiale della stagione agraria. Se il ciclo “vitale” della natura si era chiuso e non c’era più bisogno di braccia nei campi, la vita sociale, giuridica e amministrativa riprendeva a tutto ritmo. Riapriva l’attività del Parlamento, dei tribunali, si pagavano gli affitti e le tasse in genere, si riaprivano le scuole, si rinnovavano i contratti agrari, ma non con tutti come accadeva, a volte, ai mezzadri che dovevano restituire la clâf al paron. “Fâ Sant Martin” significava cambiâ paron, traslocare con le povere cose di cui erano proprietari, in un’altra casa o, persino, in un’altra località … Di là de aghe, nella destra Tagliamento, si diceva: “San Piero visa e San Martin manda fora!” ed ancora: “A San Martin i puls i cambia pajon” Che tristezza! I sotans, ripuliti i cjamps di ciò che era stato lasciato sul terreno, aspettavano nelle misere case il ritorno della bella stagione per riprendere il loro lavoro di braccianti agricoli. Non servono parole per commentare ciò che ai nostri occhi appare una cosa impossibile…

la storie di Betlem.1920 Anna Fabris

Da questa tradizione, che non è solamente del nostro Friuli, nasce il dolce a forma di tronco che appare, spesso, sulle nostre tavole accanto a panettoni, a pandori e ad altre leccornìe legate a questa grande ricorrenza religiosa. Ma la Santa Notte dei nonni era addolcita dai mostaçons. Fatti con ingredienti semplici, erano i tipici dolci friulani della vigilia di Natale e di essi ne parla Valentino Ostermann (1841-1904) in un breve racconto, “Nadâl”: “…tu, Rose, intant prepare su une guantiere il mandolât, i mostazòns e i colaz di sope cul neli; pai fruz met un pôc di pan.” Ecco, per i più golosi, la vecchissima ricetta di questi speziati, ma gustosi dolcetti che, con i più conosciuti colaçs da intingere nel vino (colaçs di sope) erano, per i nostri vons più benestanti e nelle famiglie borghesi, la cena che precedeva i Madins. Montati a neve gli albumi (3) con il sale, vi si incorporava, a poco a poco, la farina di mandorle (450 grammi), lo zucchero (450 grammi) e le polveri aromatiche della cannella e del chiodo di garofano. L’impasto ottenuto serviva a fare losanghe che, adagiate ciascuna su un’ostia (ora si usa la carta da forno), erano cotte, per una dozzina di minuti, nel forno caldo, ma non troppo.

Bon Nadâl, buine fin e bon principi a ducj cuancj!

Dicembre E la buere che masane gnot e dì nulate e frêt, dal sigûr no nus sparagne di butasi prest in nêf… Qualche stele che cimie, un biel zoc sul cjavedâl, dentri i curs una speranze: jè la sere di Nadâl.1924 Lea d’Orlandi

Iniziativa realizzata con il sostegno della

7


L’A.V.U.L.S.S. informa: L’asino e il bue Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla. Per primo, naturalmente, si presentò il leone. “Solo un re è degno di servire il Re del mondo ruggì - io mi piazzerò all’entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino!”. “Sei troppo violento” disse l’angelo. Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò: “Io sono l’animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo!”. “Sei troppo disonesta”, disse l’angelo. Tronfio e splendente arrivò il pavone. Sciorinò la sua magnifica ruota color dell’iride: “Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone!”. “Sei troppo vanitoso”, disse l’angelo. Passarono, uno dopo l’altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono. Invano. L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l’asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta. L’angelo li chiamò: “E voi non avete niente da offrire?”. “Niente - rispose l’asino e afflosciò mestamente le lunghe orecchie - noi non abbiamo imparato niente oltre all’umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!”. Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse: “Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code”. L’angelo finalmente sorrise: “Voi siete quelli giusti!”.

Associazione di Udine Via Sant’Agostino, 7 Udine Tel. 320 6070582 338 9647556 E-mail: avulssud@libero.it

UMILTÀ....................PAZIENZA.................. Due parole molto importanti che ci aiutano ad essere migliori nella vita! Impariamo a non esaltarci per le nostre virtù, per i nostri meriti, per i successi personali, cerchiamo di frenare ogni moto di superbia nel nostro animo. Avviciniamoci agli altri con tanta UMILTA’! Impegniamoci ad essere UMILI! “La pazienza è la più eroica della virtù” (Leopardi) Impariamo a sopportare serenamente le avversità, i contrattempi, i periodi di difficoltà che immancabilmente si presentano nella nostra vita. Avviciniamoci agli altri con tanta PAZIENZA! Impegniamoci ad essere PAZIENTI! Queste riflessioni ci aiutino a vivere in modo proficuo il periodo di preparazione al Natale e ad accogliere Gesù Bambino in Cuori più Umili e Pazienti! Buon Natale a voi, bambini sfortunati che non avete tutte le ricchezze che possiedo io. Buon Natale a voi, vagabondi, che girate per le strade senza una meta precisa. Buon Natale! Buon Natale a voi, anziani che vivete nei ricoveri. Buon Natale a voi, amici cari ma lontani. Buon Natale! Buon Natale a tutti voi. E che questo Natale sia speciale e vi apra il cuore verso il sentiero della gioia.

Iniziativa realizzata con il sostegno della

8


NEWS IN BREVE: I farmaci di automedicazione da portare in vacanza

Pronti a partire? Forse è meglio dare un’occhiata alle valige e pensare a qualche farmaco di automedicazione. Ecco quali mettere in valigia, uno per uno: · Gli antidolorifici/antinfiammatori e antipiretici · Creme e pomate contro le irritazioni della pelle (antistaminici e cortisonici a bassa media potenza) · Disinfettanti per la gola · Farmaci contro la cattiva digestione · Lassativi · Melatonina e altri prodotti contro il jet-lag · Il kit del pronto soccorso (disinfettanti, garze sterili e cerotti) · Antidiarroici · Non bisogna poi dimenticarsi di portare con sé i farmaci con ricetta che si assumono abitualmente (ad esempio quelli per la pressione alta, per il cuore etc.) · Prestare attenzione all’umidità: l’umidità, presente per esempio in un bagno non ben aerato, può alterare compresse, capsule e cerotti medicati. È importante ricordarsi di eliminare il batuffolo di cotone che a volte si trova all’interno delle confezioni perché può trattenere l’umidità.

La caffeina rallenta il cervello dei più giovani Un consumo eccessivo di caffeina durante la pubertà mette a rischio il cervello, riducendo la quantità di sonno profondo e ritardando lo sviluppo naturale dell’organo principe. Proprio la pubertà rappresenta un’età critica per il cervello, che va incontro a una fase di forte sviluppo, con un aumento deciso del numero delle sinapsi,

che rallenta poi in età adulta. La fase di sonno profondo è determinante per la buona riuscita dell’operazione, in quanto è proprio in quelle ore che vengono consolidate le sinapsi più importanti e le prestazioni del cervello migliorano. L’importanza dei ritmi circadiani viene sconvolta se gli orari del riposo sono incostanti. Tre anni è un’età

cruciale per lo sviluppo cerebrale e, almeno da qui in poi, il ritmo sonno veglia va rispettato il più possibile per evitare ripercussioni sulla salute per tutta la vita. La quantità di sonno necessaria varia da individuo a individuo ad esmepio, nei bambini di 7 anni si stima che 10-11 ore su 24 siano sufficienti.

ATTENZIONE AL MAL DI TESTA MATTUTINO Può essere infatti un segnale che indica un problema di respirazione, l’apnea notturna che blocca l’ossigenazione del sangue. L’apnea notturna è, secondo i ricercatori, la cessazione del respiro durante il sonno, in molti casi caratterizzata in brevi intervalli di 10-30 secondi, anche ‘centinaia di volte’. Durante questi episodi l’ossigenazione del sangue tende a ridursi anche pericolosamente. I pazienti che ne soffrono sono da considerarsi a rischio di attacchi cardiaci o ictus. Secondo gli specialisti infatti circa il 75% dei pazienti presenta disturbi del sonno di diverso genere. In particolare il 35% dei pazienti lamenta cefalea al

mattino, e nel 19% dei casi questa perdura per tutto il giorno. Tuttavia in questo gruppo, il 67% dei pazienti soffre di apnea notturna, e l’84% dei pazienti russa durante la notte. Tra i pazienti che russano e lamentano cefale al mattino, l’81% soffre di apnea notturna.

Illuminazione a Led, possibili effetti dannosi I sistemi di illuminazione a diodi luminosi (Led) possono avere effetti negativi sulla salute. Questi sistemi di illuminazione si stanno rapidamente diffondendo a causa del basso consumo di energia e delle alte prestazioni che presentano però alcuni problemi. Sarebbe in particolar modo la componente blu della luce l’imputata di produrre effetti negativo sulla retina, a preoccupare è soprattutto i possibili danni sulla vista dei bambini e il rischio abbagliamento a causa della forte intensità (1000 volte superiore a quella tradizionale) e direzionalità della luce stessa. Questo pericolo diventa più pronunciato con l’uso dei led blu ad alta emissione. Questi vengono sempre più spesso utilizzati per illuminare grandi aree, e sono quindi studiati per trovarsi ad una distanza considerevole dagli occhi di chi li guarda, non per essere utilizzati in un’abitazione o comunque adoperati vicino agli occhi. I LED possono diventare dannosi anche se vengono fatti funzionare oltre la loro specifica soglia massima di corrente.


Infoanziani novembre dicembre