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IGA

ora

ASP

“La Quiete”

dret e ledrôs Anno X

numero 2

FEBBRAIO

Scomençant di

2013

Carnavâl curt, Caresime lungje Fevrarut piês di dut, ma al à 28 dîs e intun moment al è fûr dai pîts. Fevrarut, trist e brut " A la Madone cereole (2/2), il frêt al va in cariole Pal dì di Sant Blâs ( 3/2 ) ogni polece e fâs Nadâl un pît di gjal Prindalan un pît di cjan Pifanie un pît di strie, Sant Antoni une ore, Sant Valantin (14/2) un dôs

Non c’è Carnevale senza luna di febbraio Febbraio cortino l’erba fa capolino

r: â r gâ r v a i F e o gn r a el i p r o s il

La Candelora se la vien col sol e il vento de l'inverno semo drento, se la vien con piova e bora, de l'inverno semo fora A san Valentino fiorisce il biancospino Per san Valentino la primavera sta vicino

chi


FEBBRAIO INFORMA...

5 PER MILLE

Si ringraziano quanti hanno destinato il 5 ‰ dell’imposta di reddito 2010 a sostegno della nostra associazione che, anche nel 2012, è stato usato esclusivamente per il sostegno degli ospiti in difficoltà. Chi desidera contribuire alla realizzazione di questa nostra attività , può destinare il 5 ‰ al Comitato, segnalando, al momento della compilazione della prossima denuncia dei redditi, il codice fiscale n° 94062430304

CARICHE DEL DIRETTIVO 2013 Il nuovo Direttivo , di cui fanno parte anche due ospiti dell’ASP, proseguirà nel lavoro di programmazione e concretizzazione delle finalità statutarie, mirate a supportare i nonni de “La Quiete”. MINOTTI Magda Presidente CAMPANA Maurizia Consigliere SELVAGGI Giulia V.Presidente COLUSSA Dante Consigliere (ospite) BENINTENDI Lucia Segretario FANCELLO Giovanni Consigliere (ospite) LUCCA Silvana Consigliere

P O ’ N E U R E R ID R E P

Doman e je fieste si mangje la mignestre, si bêf un bon bocâl: Vive il Carnavâl

Il Carnavâl al jentre cu la aghe sante da la Epifanie

È Carnevale e ci pare simpatico ricordare une fufigne che la signora Luisa, originaria di Cabia, un paesino vicino ad Arta, ci ha raccontato tempo fa: «Non so se sia vero o falso ciò che ci narrava quella vecchia signora… Il prete, un omone completamente calvo ed il sacrestano dalla vistosa gobba, non andavano proprio d’accordo, tanto da farsi dispetti anche durante la messa. Una domenica, quando sior santul si rivolse ai fedeli con le braccia aperte per dar loro la benedizione, guardando il muini che serviva messa, disse: “Dominun gobiscum!”. E il sacrestano, senza batter ciglio: “Et in crapa pelata tua!”...»

O Quaresima baffuta, tu non fossi mai venuta! Per quarantasei giornate Non si mangian le frittate, né salami, né capponi… per disgrazia dei ghiottoni!

Esci tu, porco ghiottone, entra tu sarda salata!


ERA CARNEVALE Febbraio era il mese dal Carnavâl e le contrade ed i paesi erano pervasi da quell’"odore d’abbondanza e di grassa felicità” di cui si poteva godere a quei tempi. Numerose e varie le tradizioni friulane legate a questo periodo di "sregolatezze". La trasgressione era anche per il cibo e così l'ultimo lunedì di Carnevale, detto il Carnavâl des feminis, vedeva lis massaris, abbandonati i soliti mistîrs, impegnate a preparare crostui, fritulis, sopis e tutto ciò che si poteva fare con il grasso, l'onnipresente sain. Il martedì, ma soprattutto la joibe grasse, era una giornata indimenticabile, anche per l'allegria portata dai carri addobbati alla meglio. Su uno di essi troneggiava (almeno dalle nostre parti), ben in carne, con il volto allegro e rubicondo Bocâl, che si abbandonava a parodiare e a lanciar strali contro i sorestans locali. Ideata , nel 1929, da Ferruccio Del Fiorentino, medico condotto di Remanzacco, questa maschera porta calzettoni bianchi, calza i scarpets fatti con le pezze di stoffa, indossa pantaloni neri a mezza gamba, proprio come quelli dei contadini di un tempo, una camicia bianca ed un gilet di velluto nero con un bocâl disegnato sulla schiena. Re del teatro delle marionette, invece, fu l’ormai quasi dimenticato Facanapa, maschera che “nacque” a San Daniele un secolo prima di Bocâl. Valentino Ostermann ne la “La Vita in Friuli” scriveva: «Nella prima metà del secolo s'acquistò fama meritata il marionettista Antonio Reccardini, che inventò la maschera di Faccanapa, e la fece comparire per la prima volta sulle scene in Udine, nell'anno 1828 ; d’allora in poi Faccanapa divenne la maschera prediletta dei Friulani. Il castello dei burattini prima del 1859 girava frequente le terre della provincia, riunendo alle sue rappresentazioni numerosi spettatori paganti o gratuiti. Nei miei ricordi infantili m’ è rimasto quel che vidi a Gemona mia patria la prima volta, con in alto la soprascritta: Ancor scherzando si corregge il vizio-, arrogandosi così una missione altamente educativa; missione non poche volte raggiunta, specie con certi frizzi ed allusioni politiche che giovarono a diffondere fra le masse il sentimento di patria». Facanapa ha caratteri ambivalenti che esprime col “corpo” e con le parole: è servo e padrone, ricco e povero, bonaccione e, allo stesso tempo molto acuto e pungente. È buono, gioviale, ama il cibo. È sempre in movimento e fa piroette e, quando parla, parla velocemente, a scatti, storpiando le parole. Litiga continuamente soprattutto con Arlecchino di cui è compagno di avventure legate alla fame ed all’ingiustizia. È molto elegante con la sua marsina scura e attillata che lascia vedere un panciotto rosso sopra la raffinata camicia bianca , indossa pantaloni neri stretti sotto il ginocchio. Nero anche il tricorno, elegante cappello, che porta sempre sulla testa… Ma protagonisti del “nostro” Carnevale erano anche il liron e la fisarmoniche, che nelle osterie o in quelle case ospitali dove si podevin fâ cuatri salts e gjoldi in ligrie, regalavano spensieratezza fino alla mezzanotte, quando: Carnevâl al va, scomençe la Caresime, bisugne preâ! Cussì Carnevâl lu saludìn, plens e passûts, cul fâi grande ligrie, balant, cjantant, fasint le malefin


C. I. P.

LU

4 11 18 25

MA

ME

GI

7 14

6 13

SAN VALENTINO

5 12 LE CENERI

GIOVEDI’ GRASSO

MARTEDI’ GRASSO

21 28

20 27

19 26

FEBBRAIO 2013

VE

1 8 15 22

SAN BIAGIO

3

DO

2

SA

CANDELORA

10

1^

24

DI QUARESIMA

17

SANT’ARNALDO

9

16

23

2 ^ DI QUARESIMA

no ag o! m p nn co l ’ a o n l te bu vo a l e r t re ev rn p u C a n ga ve

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Dret e Ledros Febbraio 2013  

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