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Inserto al bimestrale Infoanziani.it

STARBENE

www.infoanziani.it NOVEMBRE/DICEMBRE 2011 N° 50

Le Aziende Sanitarie informano:

Accedere alle prestazioni secondo i criteri di priorità

INSERTO STARBENE NEWS: La postura influisce sul dolore Giù la pressione grazie alle patate

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Le associazioni di volontariato informano: Il Comitato Parenti Ospiti I.G.A. PAG.9 L’A.V.U.L.S.S. PAG.10


In questo numero Le Aziende Sanitarie della Provincia di Udine informano: Accedere alle prestazioni secondo i criteri di priorità

Inserto “STARBENE NEWS” PAG.5

Il Comitato Parenti Ospiti IGA informa: Ricordare Natale

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L’A.V.U.L.S.S. informa: Pensieri e parole: preghiera di un ottantenne

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News dall’Italia e dal mondo Come curare il dolore alle articolazioni

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La postura influisce sul dolore

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L’indice di massa grassa

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Scacciare il mal di vivere

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Giù la pressione grazie alle patate

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Informazioni per i lettori: www.infoanziani.it NOVEMBRE/DICEMBRE 2011 N° 50 Registrazione Aut.Trib. di UD n.24 del 10.05.2005 Bimestrale gratuito Direttore editoriale Sandro Di Filippo Direttore responsabile Sandro Di Filippo Editore Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Tel. 0432 526981 - Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it Layout Elisa Gorsa - Newprojects.it S.r.l. Collaboratori Azienda per i Servizi Sanitari n°3 “Alto Friuli” Azienda per i Servizi Sanitari n°5 “Bassa Friulana” Comitato Parenti Ospiti I.G.A. (Magda Minotti) A.V.U.L.S.S. (Pierino Clocchiatti) Pubblicità commerciale Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Tel. 0432 526981 - Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it Stampa Tipografia Menini - Spilimbergo (PN) Abbonamenti Inviare i propri dati a: Newprojects.it S.r.l. Viale Palmanova, 22 33100 Udine Fax 0432 624246 info@newprojects.it - info@infoanziani.it

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Le Aziende Sanitarie della Provincia di Udine informano: Accedere alle prestazioni secondo i criteri di priorità I tempi di attesa delle prestazioni sanitarie: Il divario tra la richiesta di prestazioni sanitarie e le potenzialità di risposta dei servizi determina il “tempo di attesa” ovvero il tempo che intercorre tra il momento della prenotazione di una prestazione e quello dell’erogazione.

La normativa:

Sono state emanate numerose norme con la finalità di impegnare le Regioni e le Aziende Sanitarie a contenere i tempi di attesa per le prestazioni richieste con maggiore frequenza, con interventi per aumentare l’offerta dei servizi, potenziare e adeguare i Centri Unici di Prenotazione, migliorare l’accesso alle cure ambulatoriali, ordinare le richieste di prestazioni per differenziare l’accessibilità secondo criteri di gravità dei sintomi, dei quadri clinici, delle malattie. Le Aziende dell’Area Vasta Udinese si sono organizzate in modo da migliorare l’accessibilità alle cure specialistiche, rafforzare l’offerta dei servizi e delle prestazioni delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate (convenzionate al Servizio Sanitario Regionale) in base alla domanda della popolazione. Le Aziende hanno realizzato un accordo di cooperazione e coordinamento in modo da garantire l’erogazione delle prestazioni sanitarie più frequenti in una o più sedi nei tempi previsti dalla normativa nazionale e regionale.

Rete unica di prenotazione provinciale e regionale:

Il Servizio Sanitario Regionale si è dotato di un’unica rete di prenotazione attraverso l’istituzione del Call Center Salute e Sociale “848 448 884”. PRENOTAZIONI PRESTAZIONI SANITARIE: lunedì - venerdì dalle 07.30 alle 18.00 INFORMAZIONI SERVIZI SOCIALI: lunedì - venerdì dalle 09.00 alle 18.00 sabato, domenica e festivi dalle 09.00 alle 14.00

In questo modo i centri di prenotazione della Provincia di Udine sono in grado di “vedere” la disponibilità dell’offerta di prestazioni ambulatoriali ordinate per priorità di tutte le sedi dell’Area Vasta udinese ed eseguire la prenotazione. La rete di prenotazione si è nel tempo ampliata e diffusa nel territorio provinciale con la partecipazione oltre che delle sedi delle Aziende sanitarie, anche delle Strutture private accreditate e di un certo numero di Medici di Medicina generale e di Farmacie. L’articolo continua a pag.6

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STARBENE Inserto al bimestrale Infoanziani.it

In collaborazione con Italiasalute - Direttore responsabile Riccardo Antinori

La postura influisce sul dolore Adottare una buona postura non va solo a beneficio della nostra colonna vertebrale, ma aiuta a combattere il dolore. Lo afferma una ricerca americana secondo cui la sensibilità al dolore può essere notevolmente ridimensionata grazie ai benefici psicologici indotti da una corretta postura. Lo studio ha reclutato un gruppo di volontari sottoponendoli a due diversi esperimenti. Nel primo i soggetti dovevano adottare una postura di tipo “dominante”, ovvero testa alta e spalle dritte, consentendo ai ricercatori di misurare la loro soglia del dolore. Nel secondo esperimento, gli studiosi hanno invece valutato in che misura e in che modo la postura incideva sul rapporto instaurato con l’interlocutore. Dai risultati è emerso che chi assumeva una postura corretta innalzava la propria soglia del dolore e godeva peraltro di una sensazione di maggior controllo sugli eventi esterni rispetto a chi invece manteneva una posizione ricurva. I dati implicano anche che ad esempio, quando si ha un dolore, sarebbe meglio stare dritti e non raggomitolarsi come in effetti viene spontaneo fare. La postura raccolta infatti può indurci a pensare di non avere il controllo delle nostre sensazioni e questo a sua volta può avere un effetto negativo di intensificazione della percezione del dolore. STARBENE NEWS 1


Curiosità

l’indice di massa grassa D

iscorsi da spogliatoi. Chiacchiere tra amiche al telefono. Sempre più spesso uomini e donne che hanno a che fare con diete o allenamenti in palestra chiedono (e si chiedono) cosa significhi avere il 45% di massa grassa o il 70% di massa magra. Strano che una persona di loro conoscenza, pur essendo molto più in carne, abbia un indice di massa grassa tanto basso! L’indice di massa magra può essere molto fuorviante perché non ha nulla a che fare con il peso ideale o a come il corpo dovrebbe essere se fosse “magro”. Esso si riferisce alla somma del peso delle tue ossa, dei muscoli e degli organi, insomma tutto l’insieme delle componenti diverse da ciò che è il grasso nel nostro corpo. Un grande spreco di calcoli. Un individuo infatti potrebbe avere più muscoli di un altro o ossa più dense che già sbilancerebbe l’esito dei calcoli della cosiddetta massa magra. Più semplicemente possiamo dire che il calcolo del BMI consiste nella divisione del peso di un soggetto, espresso in kg, per il quadrato della sua statura espressa in metri, per cui un soggetto che pesi 80 kg alto 190 cm avrà come indice: 80: 1,90 x 1,90=22,16 (valore ideale per un uomo mentre di uno o due punti inferiore è considerato ideale quello per la donna). Così la popolazione viene suddivisa, in base al calcolo BMI, in 5 categorie: Sottopeso (16.5-18.4) Normopeso (18.5-24.9) Sovrappeso (25-30) Obeso (da 30 in su) Sono ormai moltissimi gli esperti di nutrizione e professionisti del fitness che ritengono obsolete queste tabelle perché ritengono di non poter valutare un peso forma in base all’altezza e senza tener conto per esempio che a parità di peso e altezza c’è una gran differenza tra un culturista e un obeso! Il muscolo puro infatti è più denso del grasso e quindi pesa di più. Attenzione a non perdere di vista le forme e la natura del vostro corpo…dietro inutili calcoli d’aritmetica.


Le

ormai celebri endorfine sembrano fare miracoli. Le sostanze prodotte dal corpo in seguito a uno sforzo fisico allontanerebbero infatti il pericolo di sviluppare forme ansiogene e depressive. A sostenerlo è una recente ricerca. Stando ai dati dello studio condotto su un campione di 40 mila persone, i più sedentari mostrerebbero un rischio raddoppiato di sviluppare sintomi depressivi rispetto alle persone che si dedicano a un’attività fisica, indipendentemente dal grado e dalla difficoltà dello sforzo. Ai soggetti coinvolti, è stato somministrato un questionario sulle loro abitudini riguardo l’attività fisica svolta durante il tempo libero o in orario d’ufficio. Anche il luogo in cui si svolge l’attività è importante in quanto la vitalità dell’ambiente scelto influisce ancora di più sull’umore dello sportivo, dal momento che allo sforzo si aggiunge il valore della socializzazione. Gli effetti benefici dell’attività fisica nei confronti dei disturbi ansioso-depressivi sono legati principalmente a due meccanismi. Da una parte l’esercizio aiuta a scaricare la tensione muscolare che dà una sensazione di malessere

al soggetto (tra le attività più utili a questo scopo rientrano, ad esempio, lo yoga e il nuoto), dall’altro stimola la produzione di endorfine, sostanze che promuovono una sensazione di benessere con il risultato finale di migliorare l’umore e ridurre lo stress. Tuttavia, non tutto l’esercizio fisico ha lo stesso valore: quando ci si esercita nell’orario lavorativo non si riesce mai a staccare la spina in modo completo e quindi viene meno l’effetto rilassante dell’attività fisica. Meglio ritagliarsi un po’ di tempo da dedicare allo sport quando si lascia l’ufficio alla spalle. Se si è un po’ pigri si può optare per attività di gruppo che spesso servono da incentivo, ma vanno bene anche tutti gli sport individuali a partire dalla corsa. L’aspetto curioso della ricerca è che per ottenere i benefici migliori in termini di riduzione dell’ansia, pare sia meglio sottoporsi a cicli di allenamento non superiori alle 12 settimane. Ciò è dovuto probabilmente al fatto che i programmi di attività fisica di breve durata sono più appetibili per i pazienti, che riescono a rispettarne con più facilità i ritmi e le cadenze rispetto a programmi più lunghi.

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Alimentazione

Giù la pressione grazie alle patate

Ottima

risorsa contro l’ipertensione e fonte di antiossidanti. Sono le qualità principali delle patate, alimento messo sotto analisi da uno studio americano. Secondo la ricerca, mangiare patate cotte al microonde due volte al giorno produce un abbassamento della pressione arteriosa attorno al 3-4 per cento. La cottura al microonde non prevede l’aggiunta di condimenti grassi e non causa quindi aumenti di peso. Lo studio si è concentrato sulle patate viola, ma secondo i ricercatori le stesse qualità dovrebbero essere presenti anche in quelle bianche e rosse. La ricerca si è avvalsa della collaborazione di 18 persone obese o in sovrappeso con problemi di ipertensione. I volontari hanno seguito una dieta in cui erano presenti due porzioni al giorno di 6-8 patate viola di piccole dimensioni con la buccia. I medici hanno così riscontrato una diminuzione della pressione diastolica media, ovvero la

minima, del 4,3 per cento, e di quella sistolica, ovvero la massima, del 3,5. Com’era prevedibile, il metodo di cottura risulta fondamentale, dal momento che un’eventuale frittura delle patate aumenta il quantitativo di grassi e calorie e diminuisce notevolmente la concentrazione di sostanze benefiche, bruciate dall’alta temperatura. Il caporicercatore spiega: “Le patate sono ritenute serbatoi di grassi e zuccheri, ma in realtà, quando vengono preparate non fritte e servite senza burro o margarina, una patata contiene 110 calorie e decine di sostanze fitochimiche salutari e vitamine. Speriamo che la nostra ricerca aiuti a ricostruire la vera immagine nutrizionale di questo ortaggio.”

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Le Aziende Sanitarie della Provincia di Udine informano: Accedere alle prestazioni secondo i criteri di priorità Le classi di priorità:

Medici di Medicina Generale e Specialisti hanno concordato delle modalità per ordinare le condizioni cliniche dei pazienti secondo classi di priorità e regolare l’accesso alle prestazioni programmate (non urgenti). Gli accessi alle cure specialistiche sono stati differenziati in classi omogenee secondo la gravità del quadro clinico, attribuendo ad ogni classe un tempo massimo di attesa sulla base della rilevanza degli effettivi bisogni assistenziali. In questo modo si differenziano i tempi di accesso al servizio e/o alla prestazione richiesta. La classe di priorità viene attribuita esclusivamente dal medico prescrittore che conosce lo stato di salute del paziente, la gravità delle condizioni cliniche e l’esigenza di consulenze/ prestazioni specialistiche.

Il metodo permette di ordinare la richiesta in base al criterio: “tanto più gravi sono le caratteristiche cliniche, tanto minore deve essere il tempo di attesa alla prestazione richiesta”.

A quali prestazioni si apPlicano le classi di priorità:

Le prestazioni per le quali sono stati definiti i criteri di accesso alle classi di priorità nelle aziende della Provincia di Udine sono le seguenti: • Visita cardiologica • Visita neurologica • Visita urologica • Visita oculistica • Visita di chirurgia vascolare • Visita pneumologica • Ecografia addome superiore, inferiore e completo • Endoscopia digestiva (colonscopia, esofagogastroduodenoscopia) • Ecocolordoppler tronchi sovraortici • Ecocolordoppler arteriosa o venosa arti superiori e inferiori • Risonanza Magnetica encefalo, tronco encefalico e colonna per lo studio delle strutture endocanalari. Per le prestazioni non inserite in questa lista i tempi massimi di attesa fanno riferimento alla normativa nazionale. L’articolo continua a pag.7

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...continua da pag.6

Le Aziende Sanitarie della Accedere alle prestazioni secondo i criteri di priorità Come è garantita la risposta nei tempi definiti dalle priorità:

Le prestazioni sono garantite nei tempi definiti in almeno una o (per alcune prestazioni) due sedi di erogazione della Provincia di Udine. Quando nella sede richiesta dal cittadino è esaurita la disponibilità dei posti per erogare la prestazione nei tempi previsti dalla classe di priorità, l’operatore propone sedi alternative, tra quelle dell’Area Vasta, in grado di garantire l’esecuzione della prestazione nel tempo previsto. La Regione ha stabilito che qualora non vengano rispettati i tempi di attesa previsti per le classi di priorità B (10 giorni) e P (120 giorni) per le prestazioni sotto riportate, le aziende adottino una procedura che garantisca l’erogazione da parte delle strutture private accreditate. (Visita cardiologica/Ecografia addome superiore/Ecografia addome inferiore/Ecografia addome completo).

Ricetta , chiave d’ingresso alle prestazioni: Ricetta e referto sono i due strumenti di comunicazione tra medico curante e medico specialista nell’interesse del paziente. Il medico curante rileva il problema di salute del paziente e, utilizzando la ricetta, pone dei quesiti al medico specialista che risponde attraverso il referto. Il medico curante prescrive la visita specialistica o l’accertamento diagnostico riportando sulla ricetta il quesito clinico e la classe di priorità per le prestazioni per le quali è prevista. Queste informazioni sono fondamentali, rendono affidabili i dati della ricetta e permettono al medico specialista di approfondire in modo mirato il problema del paziente. Il medico specialista predispone una relazione scritta (referto) nella quale riporta la risposta al quesito clinico, la sintesi di eventuale attività clinica svolta, il programma di cura comprensivo della terapia, delle visite specialistiche e degli accertamenti di controllo. La ricetta consente l’accesso alle prestazioni e per questo deve essere compilata correttamente in tutte le sue parti. Il quesito clinico ed il criterio di priorità determinano la tempistica della prestazione.

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Provincia di Udine informano: Come viene calcolato il tempo massimo d’attesa:

L’intervallo di tempo è calcolato dal momento in cui l’utente contatta i punti di prenotazione. Se sono scaduti i termini previsti dalla priorità, è necessario che il cittadino ritorni dal medico prescrittore per l’aggiornamento della data della ricetta e la conferma della classe di priorità.

ATTENZIONE!

Se manca il quesito clinico il personale addetto non può procedere alla prenotazione e rinvierà il richiedente al medico prescrittore. Per evitare problemi e contestazioni al momento della prenotazione, verificare che la compilazione della ricetta sia completa. Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine Piazzale S. Maria della Misericordia, 15 - 33100 Udine - Italia Ospedale Informa: +39 0432 554440 - Fax: +39 0432 559892 www.ospedaleudine.it Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. +39 0432 552796/97/98 - Fax +39 0432 552799 - E-mail: urp@aoud.sanita.fvg.it ASS 3 - Azienda per i Servizi Sanitari N. 3 - Alto Friuli Piazzetta Portuzza, 2 - 33013 Gemona del Friuli (Ud) - Italia www.ass3.sanita.fvg.it Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. +39 0432 989406 - E-mail: urp@ass3.sanita.fvg.it ASS 4 - Azienda per i Servizi Sanitari N. 4 - Medio Friuli Via Pozzuolo, 330 - 33100 Udine - Italia Tel. +39 0432 55312 www.ass4.sanita.fvg.it Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. +39 0432 806051 - Fax +39 0432 806005 - E-mail: urp@mediofriuli.it ASS 5 - Azienda per i Servizi Sanitari N. 5 - Bassa Friulana Via Natisone - 33057 Palmanova (Ud) - Italia www.ass5.sanita.fvg.it Ufficio Relazioni con il Pubblico Tel. +39 0432 921444 - Fax +39 0432 921500 - E-mail: urp@ass5.sanita.fvg.it A cura del gruppo di lavoro “tempi di attesa” dell’area vasta udinese

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Il COMITATO PARENTI OSPITI I.G.A. informa: Ricordare Natale Natale magico, quasi irreale sotto la bianca neve che allora, ogni anno, copriva le cose ingentilendole e facendole apparire quasi sacre con il bianco splendore, reso più suggestivo dal chiarore della luna. Né vetrine stracolme di cose superflue, né luminarie ammiccanti, né i Babbo Natale attiravano l’attenzione proiettata esclusivamente, verso sentimenti e proponimenti buoni, in un crescendo di spiritualità che aveva il suo apice a Nadâl. Tutto era, allora, più caldo, intimo, sereno, bello e fantastico questa festività, oltre ad avere in sé il gran valore religioso, faceva rivivere antiche usanze e credenze non solo cristiane, che si perdevano nella notte dei tempi. Nel nostro Friuli, fino ad una cinquantina d’anni fa, si usava addobbare l’albero natalizio solo nella zona di Timau che, risentendo dell’influenza nordica, riteneva l’abete il simbolo della vita, contrapposto all’albero cresciuto sulla tomba d’Adamo e usato per fare la Croce. Fin dall’inizio di dicembre, come stregati dall’atmosfera di preparazione alla nascita del Bambin Gesù, tutti, grandi e piccoli dovevano essere più buoni e la canaie, così erano chiamati i bimbi, cominciavano a fâ il presepi. Farlo era un rito. La ricerca del muschio e della legna dalle forme più strane… Creare grotte o ponti che univano i monti al mare, impegnava con gioia, ma seriamente, tutti i bambini che, incuranti di qualsiasi legge non solo prospettica, piazzavano le scolorite e sbeccate figurine di gesso, secondo una logica estetica ed emotiva tutta loro. Spesso le statuine divenivano itineranti e non c’era luogo del presepe che non avesse ospitato, a turno, tutte le figure. La notte di Natale tutto si stabilizzava poiché, finalmente, si poteva posare il Bambinello tra Maria e Giuseppe, rigorosamente sot dal flât dal mus e dal bo privi, quasi sempre, Di Magda Minotti INFOANZIANI.IT 9

delle corna o di almeno un orecchio. Il ventiquattro del mese, era una giornata ancora più magica poiché, secondo una tradizione d’origine forse celtica legata alla sacralità del fuoco, ed un’altra che lo voleva acceso affinché la Madonna asciugasse i pannolini del Salvatore, si bruciava il ciocco di Natale, il Nadalin. Il gran ceppo di morâr, era stato scelto molti mesi prima perché, ben stagionato, potesse bruciare durante tutta la Santa Notte. Nel tardo pomeriggio de Vilie, in cui s’era rigorosamente digiunato come alle Ceneri ed il Venerdì Santo, la persona più anziana di casa, libera da impegni faticosi e degna di rispetto per la saggezza dovuta all’età, accendeva il çoc e ne controllava la combustione che doveva essere lenta ma continua: “…parcè, se tal doman di matine il Nadalin al à cualchi bore impiade al è ben, ma se al è dut distudât, dentri dal an al mûr il paron di cjase…”. Nell’attesa dai Madins, messa di mezzanotte cui non partecipavano i fruts, quando tutti erano raccolti attorno al focolare in cui bruciava il Nadalin, un componente della famiglia, avvolto in scialli che lasciavano fûr dome i voi, bussava alla porta della cucina: “Toc, toc!” “Cui isal?“ “Al è Nadalut, mi fasêso jentrâ?” “Jentre, jentre” ed era fatto accomodare vicino al fuoco e gli si offriva un bicchiere di vino brulé o qualche cibo per compensare la vigilia osservata quel giorno. I bambini con gli occhi sgranati, pensavano al Bambinello che, invece, giaceva là fuori, al freddo, nudo e gelato! Altri tempi, altri Natali ricordati non con nostalgia, ma con il profondo valore legato anche alla famiglia.

…BON NADÂL E BON AN A DUCJ! Iniziativa realizzata con il sostegno della


L’A.V.U.L.S.S. informa: PENSIERI E PAROLE...

Preghiera di un ottantenne Si racconta che in occasione del suo 97° compleanno un cardinale si rivolgesse così al papa Leone XIII: “Santità, le auguro di raggiungere i cent’anni”. Rispose il pontefice: “Eminenza non metta limiti alla Divina Provvidenza”. Più o meno come nella seguente preghiera. Quant che o ai finis 80 ains o ai ringraziât el Signôr e i ai domandât che mi lassi rivà ai 81. Mi a dite …si…si baste che no tu pèsis a nissun. Signôr … cui sa’ se tu mi lassis rivà a 82, ce atu di fa’ di me se tu âs già plen el paradìs di chei di Cussignà? Già che je cussì lâssimi fin a 83. O’ ai tantis robis di fa’ pai fiis e pai nevôs , o’ coventi ancjmò pâr judaiu a puartà la lor crôs. Planchin, planchin, o’ puès rivà ai 84. Fin che la salut a ten dûr iò no crôt Signôr di sei ancjmò madûr. Io o voi planc, ma el timp al côr, o’ volti lis pagjnis dal lunari, a ancjmò o’ viot e o’ sint, domandio tant Signôr di viodi ancje i 85? Forsi, Signôr, mi clòpin i genoi, forsi mi piert par strade, forsi o’ âi finide la sornade; ma se jò o rivi a 86 o fasares fieste cui amis… o cjatares le scuse che no ai premure di vignì a vioditi in muse. Se o viôt dulà co’ voi, o’ sint ce’ che disin, o’ giui di tresièt…no putu lassami Signôr fi co’ finis 87? Tu disarâs Signôr che su le tiere par me je’ vignude gnôt… Ma se tu mi fasis lusôr o pues rivà ai 88. O’ viot el mont tant biél, o’ viot dut tant gnûf. Lassimi Signôr co’ viodi ançie i 89. Sumo… sumo… al dis el Signôr, ti duelin duç i vuès, si ritirin duç i gnèrs, e chel che no ti dûl pui no ti serv. Tu âs resôn Signôr. O’ volevi domandati di rivà ai 90… Ma se tu mi clamis, o’ rispuint ae to vôs parceche cun te je’ la mior cjase di ripôs.

Quando ho compiuto 80 anni ho ringraziato il Signore e gli ho domandato che mi lasciasse arrivare agli 81. Mi ha risposto… si… si… purchè tu non sia di peso a nessuno. Signore… chissà se tu mi lasci arrivare agli 82, cosa devi fare di me se hai già il paradiso pieno di quelli di Cussignacco? Quand’è così lasciami fino agli 83. Ho tante cose da fare per i figli e per i nipoti, posso essere ancora utile per aiutarli a portar le loro croci. Piano, piano, posso arrivare agli 84. Finchè la salute tiene io non credo Signore di essere ancora pronto. Io vado piano, ma il tempo corre e giro le pagine del calendario e ancora vedo e sento. Domado tanto Signore di vedere anche gli 85? Forse, Signore, mi tremano le ginocchia, forse mi perdo per strada, forse la mia giornata è finita, ma se io arrivassi agli 86, farei festa con gli amici…troverei la scusa che non ho proprio premura di venire a vedere la tua faccia. Se vedo dove metto i piedi, sento quello che dicono, gioco anche a tresette, non potresti Signore lasciarmi fino a che compio gli 87? Tu, Signore, mi dirai che per me sulla terra si è fatta notte. Ma se tu mi fai luce, posso arrivare agli 88. Vedo così bello il mondo, vedo tutto come nuovo. Lasciami Signore che veda anche gli 89. Su, su, ASSOCIAZIONE AVULSS dice il Signore ti fanno male tutte le ossa, si stanno ritirando Associazione di Volontariato tutti i nervi e ciò che non ti fa male in realtà non ti serve. Tu Signore hai ragione. Volevo chiederti di raggiungere i 90… Ma nelle Unità Locali se tu mi chiami, io rispondo alla tua voce perché presso di te miglior casa di riposo non c’è.

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NEWS IN BREVE Come curare il dolore alle articolazioni

Tra le più frequenti sorgenti di guai per le persone di età avanzata sono le cadute, in quanto con l’età si è più soggetti a perdite di equilibrio e a procurarsi nel peggiore dei casi fratture, ma anche mal di schiena, tensioni muscolari cervicali ed in generale dolore alle ossa. La Società di Geriatria britannica e statunitense dopo molte ricerche durate anni, ha pubblicato dei suggerimenti di utilità quotidiana: fra questi quello di suggerire agli anziani la pratica del tai chi. Il tai chi è un’arte marziale cinese nata come metodo di combattimento, è oggi nota come un tipo di allenamento e come possibile medicina di prevenzione, grazie alla pratica di movimenti dolci e lenti si può insegnare agli anziani a rendere più acuto il proprio senso di equilibrio, a rinforzare alcune masse muscolari ed a prevenire così le

cadute. Uno studio è stato condotto su 16 persone con dolori da artrite cronica, di cui la metà ha seguito un corso ‘ad hoc’ per 10 settimane. La pratica del Tai Chi, infatti, ha ridotto in modo significativo il dolore in un gruppo di uomini e donne dai 68 agli 87 anni, dopo 10 settimane. Gli anziani che hanno imparato i movimenti del Tai Chi stavano meglio rispetto a quelli che non avevano seguito il corso. Questa tecnica orientale, può aiutare a ridurre il dolore aumentando la circolazione e stimolando la “riparazione” delle superfici delle giunture danneggiate. Inoltre il Tai Chi stabilizza la struttura delle giunture e aiuta adulti pigri e sedentari ad essere più attivi.

Astaxantina, molecola del benessere L’Astaxantina appartiene ad un gruppo di pigmenti naturali conosciuti come carotenoidi e si trova in molti organismi viventi. I carotenoidi si trovano principalmente nelle piante, nelle alghe e nei batteri fotosintetici ed anche in alcuni batteri non fotosintetici (lieviti e muffe) dove svolgono una funzione protettiva contro il danno da luce e ossigeno. I carotenoidi vengono incorporati dagli animali solo attraverso la dieta e forniscono loro colorazioni brillanti, agiscono come antiossidanti, proteggendo le cellule e i tessuti da danni indotti dai radicali liberi ed hanno un importante ruolo nutrizionale essendo una fonte di vitamina A. L’Astaxantina, tra tutti i carotenoidi, ha dimostrato di possedere un potere antiossidante superiore, ed è considerata una molecola importante nel mantenimento dello stato di salute,in virtù dei suoi concreti effetti in molte malattie. Dopo l’assunzione orale la molecola viene rapidamente assorbita a livello della mucosa duodenale sia passivamente che per diffusione e la rende immediatamente disponibile nel circolo ematico e linfatico. Attraverso quest’ultimo viene trasportata al fegato dove legandosi alle lipoproteine viene distribuita ai vari distretti organici. L’Astaxantina riesce ad attraversare la barriera emato-encefalica, esercitando i suoi effetti a livello di sistemi difficilmente raggiungibili. Quindi protegge dai radicali liberi, che incessantemente si formano, anche il cervello e gli occhi dove generalmente gli antiossidanti non riescono ad arrivare.

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Infoanziani novembre/dicembre 2011