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trasformazione della struttura urbana capace di definire nuovi e più avanzati assetti della società civile in senso socialista. Un obiettivo che il Collettivo ritiene di poter raggiungere attraverso la definizione di un rapporto inscindibile e costante tra cultura disciplinare, politica e società, riconosciuti come elementi che, se tenuti insieme, sono capaci di ampliare l’incidenza dell’attività di progettazione sulla realtà. L’attività professionale sviluppata dallo studio colloca il Collettivo tra quel vasto gruppo di architetti che nel corso del secondo dopoguerra si ritaglia una cornice nei programmi di edilizia pubblica residenziale e nella pianificazione territoriale, e lavora intorno ai temi principali del dibattito edilizio e urbanistico in corso – il regime d’uso dei suoli, gli standard urbanistici, il costo della casa. In questo panorama professionale la loro attività si caratterizza per la dimensione molto forte dell’impegno politico, capace di condizionare forme e contenuti dell’attività professionale e per l’organizzazione collettiva del lavoro, una metodologia operativa voluta, mai lasciata al caso, e sviluppata con continuità lungo tutto l’arco di un’attività professionale che si protrae per più di quarant’anni.

della società Italiana»¹. Attraverso questa formula sintetica, a quel tempo molto comprensibile, lo Studio afferma la necessità e l’intenzione di contribuire alla formazione di una società più equilibrata e più attenta ai valori pubblici e collettivi. «A partire da un giudizio proprio della sinistra marxista, in base al quale dissesto e contraddizioni della città sono da ricercare nello specifico dei rapporti di produzione, l’attività del Collettivo assegna un ruolo decisivo alla cultura e alla pratica disciplinare»². È sulla base di questi principi che il gruppo intraprende l’attività lavorativa, proponendosi di «rinunciare alla gratuità delle espressioni, attraverso le quali viene mascherato il travolgente assalto alla città [e ricercare] modi e forme, anche modeste, per aprire la via a realtà nuove, verso nuovi e più avanzati assetti della società civile»³.

Il Collettivo assume una posizione aderente al concetto gramsciano dell’intellettuale organico, nella sua concezione di figura al servizio delle classi sociali più deboli, esplicitando fin dalla sua costituzione l’intenzione di voler contribuire, nel campo delle proprie attività, «all’elaborazione ideologica del movimento operaio in funzione di una trasformazione democratica e socialista

¹DIST-LSBC, Fondo Co.Ar., Statuto dell’associazione “Collettivo di Architettura”, p. 1. ²DIST-LSBC, Fondo Co.Ar., Storia e motivi per un gruppo di lavoro, p. 2. ³Ibid., p.3

Citta dell'uomo  
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