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AmyWinehouse Un gioco a perdere di Alberto Cattaneo IL RITROVAMENTO Londra, ore 16:05 del 23 luglio 2011. La polizia metropolitana viene chiamata nella zona di Camden Town, in un caldo sabato pomeriggio inglese. Quello che trovano nella lussuosa palazzina è il corpo esamine di una ventisettenne. “....a 27-year-old female who was pronounced dead at the scene” verrà scritto successivamente, nel distaccato rapporto della polizia. Ma, forse, anche l’anonimo poliziotto incaricato di scriverlo, riconosce quella bella donna trovata morta. Anche lui avrà cantato qualche sua canzone sotto la doccia. Avrà visto qualche suo video. Dopo le opportune verifiche, l’ufficialità: Amy Winehouse è morta. Poco dopo inizierà una incessante processione. Amici, parenti e semplici abitanti del quartiere renderanno omaggio alla cantante, con fiori e poesie lasciati davanti la sua casa. Se in molti temevano che gli eccessi della cantautrice di talento l’avrebbero condotta alla morte prematura, c’era ancora chi sperava che si salvasse. Dopo tutto, molti altri suoi colleghi ce l’hanno fatta, prima di lei. Ma Amy no, coerente fin dal principio, quando entrò nell’abisso dell’autodistruzione, proseguendo in un vortice di tormento e talento, per giungere alla drammatica meta. La madre dichiarerà: “era solo questione di tempo, me lo aspettavo”. Ma le cause sono davvero la droga e l’alcol?

A questa e ad altre domande cercherà di rispondere 7 Note in Nero. Vi condurremo nelle varie stagioni della sua vita, fino a quel tragico epilogo del 23 luglio. Cercando di capire come è accaduto e se poteva essere evitato. LA VITA Amy Jade Winehouse è nata a Londra il 14 Settembre del 1983, in una famiglia ebraica. Mitch e Janis si accorgono molto presto della grande passione della figlia. Ai libri di scuola la piccola Amy preferisce la musica e a soli 10 anni fonda il suo primo gruppo, insieme alla sua amica Juliette. Il duo battezzato “Sweet’N’Sour”, che in italiano significa “dolce e acido”, molto tempo dopo lo ricorderà cosi: “Ovviamente io ero l’acida”. La prima chitarra, invece, la riceve a 13 anni. I genitori si separano, per poi addossarsi, per questa loro decisione, parte delle colpe dei successivi problemi della figlia. Il padre in particolare si rivolge a dei terapisti, seguendo per molto tempo una terapia di gruppo per genitori i cui figli sono dipendenti da stupefacenti e alcol. Nel 2003 esce il suo primo disco: Frank. L’album riceve ottime critiche, diversi premi (tra cui miglior artista esordiente agli MTV Awards) e vende molto, quasi due milioni di dischi. In seguito, però, lo disconoscerà in parte, a causa delle pesanti ingerenze della casa discografica sulle

La foto manifesto di Amy sul sito ufficiale

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KNIFE N. 2  

Magazine del giallo, horror e mistero dell'Associazione Culturale Nero Cafè

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