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M A G A Z I N E

07 - LA VETRINA DI PIER OPENSPACE - PRIMAVERA/ESTATE 2011 - euro 2,50

Pier OpenSpace Punto di vista 150 anni...e ancora tanta strada da fare Anniversario dell’unità d’Italia Dove eravamo rimasti? Facciamo il punto 10 classici da leggere eLibri non perdere

Primavera AAnteprima nteprimma uunderwear nderwwear & sswimwear wimwear

Speciale Francia, Belgio e Germania Pier Magazine ospite dell’ente dello sviluppo del turismo Sex Toys Mi sono innamorato del mio giocattolo Interviste Alessandro Fullin, presenta il suo ultimo libro

Dario Gay, presenta in concerto da Pier il suo ultimo successo Lucas Kazan gira il suo primo ciack da Pier Open Space Eleonora Dall’Ovo redattrice de L’Altro Martedì

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M A G A Z I N E

07 - LA VETRINA DI PIER OPENSPACE - PRIMAVERA/ESTATE 2011 - euro 2,50

Pier OpenSpace Punto di vista

150 anni...e ancora tanta strada da fare

Anniversario dell’unità d’Italia

Dove eravamo rimasti?

Facciamo il punto

10 classici da leggere e non perdere

Libri

Primavera Anteprima Ante epriimma underwear derwear & swimwear swwimwear wear

Sppeciale Speciale Sp i le F Franc Francia, cia, Be elgio e Germa aniaa Belgio Germania Pier Magazine ospite dell’ente dello sviluppo del turismo

Sex Toys

Mi sono innamorato del mio giocattolo

Interviste

Alessandro Fullin, presenta il suo ultimo libro Dario Gay, presenta in concerto da Pier il suo ultimo successo Lucas Kazan gira il suo primo ciack da Pier Open Space

MAGAZINE DI CULTURA OMOSESSUALE Numero 07 - Primavera Estare 2011 euro 2,50 Foto di copertina: Dylan Rosser - www.themaleform.net per gentile concessione Rufskin Testata Registrata presso il tribunale di Milano n° 684 del 12.11.2008 Un prodotto editoriale realizzato da: Pier Pour Hom Via Mortara, 4 - 20144 Milano, Italia

DIRETTORE EDITORIALE Maurizio Capra RESPONSABILE PROGETTO Pierpaolo Perseu GRAFICA 6x6advertising REDAZIONE MAGAZINE Responsabile contenuti: Alessandro Rizzo Hanno colalborato a questo numero: Luca Manduca, Andrea Perseu, Salvatore Trapani, Alessandro Rizzo, Lele Jandon, Fabrizio Perretti, Stefano Basaglia FOTO Ringraziamo le case editrici e i fotografi a noi amici per il loro inestimabile supporto e in particolare: Dylan Rosser, Sam Cosmai, Roland Stephan, Davide Gasperini, Shutterstock, Lucas Kazan Production, Flickr, Photodrome Studio, Danilo Pacifici. Un ringraziamento particolare a ES Collection per le immagini della campagna di Pier OpenSpace EVENTI Si ringraziano tutti gli Autori e gli Artisti che hanno scelto Pier OpenSpace Gallery per presentare i propri lavori PUBBLICITÀ La raccolta pubblicitaria per Pier Magazine è affidata unicamente a Pier Pour Hom - 6x6advertising Tel. 02.89075230 info@pierpourhom.it STAMPA Caleidograf Srl Via Milano,45 - 23899 Robbiate LC DIRITTI Tutti i diritti di proprietà artistica e letteraria sono riservati. Il materiale grafico e i testi scritti non verranno restituiti, salvo differenti accordi. Si declina ogni responsabilità per la veridicità delle inserzioni e degli annunci pubblicati. Le foto inviate senza riserva sono considerate pubblicabili con tutti i diritti di riproduzione. L’apparizione di un modello non costituisce implicazione relativa al suo orientamento sessuale. Le pagine pubblicitarie relative a personaggi politici non implicano un orientamento politico. Il © delle immagini qui contenute è di proprietà degli autori o di Pier Magazine. Magazine da intendersi come house organ di Pier OpenSpace Via Mortara ,4 - 20144 Milano Distribuito gratuitamente nei locali, 2,50 euro nelle edicole e librerie. Il Pier Magazine costituisce pubblicazione semestrale. Un particolare ringraziamento a Alessandro, luca e Maurizio.

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Pier Magazine - Primavera 2011 - La vetrina di Pier Pour Hom - www.piermagazine.it


SOMMARIO

04 Editoriale 09 1861/2011-150° anniversario Unità d’Italia 13 Agenda 18 PierEventi 26 San Sebastiano. Mostra collettiva di 25 artisti 28 Guide & Viaggi 29 berlin-gay.it 30 Speciale Francia Pier Pour Hom - L’universo maschile si fa spazio a Milano - a cura di Pierpaolo Perseu

150 anni... e ancora tanta strada da fare - a cura di Luca Manduca

Pier Magazine - Marzo - Agosto - a cura della redazione

Dove eravamo rimasti con i nostri incontri (2009 -2010)

Un destino diverso - Il Santo “palestrato”

Un mondo di guide. Vieni a scoprirle da Pier OpenSpace

Scopri il nuovo modo di viaggiare gay da una prospettiva tutta gay

Pier Magazine ospite dell’Ente turisticofrancese. Alla scoperta di Lione e Saint- Etienne Costa Azzura, Juan Les Pins, Antibes, Cannes e Nizza

36 Speciale Belgio 38 Speciale Germania 41 Sono innamorato del mio sex Toys 45 Cinema 46 Essere Fuori! 48 15 titoli scelti da Pier 51 Il personaggio 54 Fashion 62 Il personaggio 64 L’Altro Martedì 66 Portfolio Bruxelles tra fasciono ed eleganza

Pier Magazine dedica questo spazio a Gianni delle Foglie e Ivan Dragoni, alla cui memoria vogliamo rivolgere il nostro affetto. La storica libreria “ BABELE” rappresentava un importante punto di incontro culturale per la comunità glbt: grazie alla dedizione di Gianni ed alla sensibilità di Ivan che, pochi giorni prima di lasciarci, era venuto a trovarci nel nostro store. Avremmo voluto collaborare in idee e proposte con Ivan tra cui una sua intervista che avrebbe dovuto ricordare il suo amato compagno. Poco dopo la scomparsa di Ivan abbiamo incontrato casualmente, con nostro grande e gioioso stupore, la sua ex moglie, Silvia. Siamo così venuti a conoscenza di un lascito a nostro nome: insieme abbiamo deciso di mettere a disposizione dei nostri amici, quadri,

IN RICORDO DI GIANNI ED IVAN

Berlino fa scuola di memoria

Da Tètu gennaio 2011

Cineforum Gay a Milano, un luogo per fare nuove amicizie

recensione dell’ultimo libro di Angelo Pezzana, Un omosessuale Normale

Alessandro Fullin si confessa ai lettori di Pier Magazine

Reportage di Photodrome Studio in esclusiva per Pier OpenSpace

Dario Gay presenta il suo ultimo lavoro in esclusiva da Pier con un live

Eleonora Dall’Ovo redattrice di Radio Poporare

Emanuele Blelè Giuseppe Malafronte Matteo Colombo

stampe e fotografie, libri, riviste DVD e pubblicazioni appartenenti al grande e valido patrimonio culturale di Gianni ed Ivan. Il ricavato delle entrate sarà investito per istituire una borsa di studio aperta a giovani, siano essi autori, artisti o pittori, che propongano opere a tematica.

Book Shop Cafè Opening ning SSoon oon - SSettembre ettemb 2011

E’ questo, un modo per proseguire nell’impegno di due persone a noi care per la crescita culturale della comunità glbt e per una sua libera espressione. In loro memoria. Se sei un giovane talento in cerca di editore inviaci la tua opera che faremo valutare da persone qualificate. A breve pubblicheremo il bando per partecipare al sogno di Gianni e Ivan.

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Editoriale

Pier Open Space L’universo maschile ha un nuovo spazio a Milano Cari Amici, con la primavera arriva finalmente il nuovo PierMagazine. Come avrete notato, l’uscita di questo numero avviene dopo un anno di assenza nella quale abbiamo lavorato per creare il nuovo Pier OpenSpace. Il risultato è per me davvero speciale, abbiamo realizzato uno spazio nuovo che vuole rispondere sempre più alle vostre esigenze... e anche ai vostri suggerimenti. Vogliamo aiutarvi a trovare quanto di meglio offre il mercato internazionale e d’oltreoceano, con un forte impegno sempre focalizzato sulla realtà culturale e all’intrattenimento della vita gay italiana e non solo. Cari Amici, il nuovo Pier OpenSpace finalmente esce allo scoperto. La scelta di portare il nuovo store su strada è nata anche dalla lamentela di alcuni inquilini dello stabile in cui ci trovavamo per il “colore arcobaleno” della nostra attività. Ora si cambia: nasce Pier OpenSpace, due belle e grandi vetrine ben visibili a tutti in via Mortara all’angolo con via Alessandria, a pochi passi dalla stazione di Porta Genova e dal Pier Pour Hom che tutti conoscevate ed amavate. Vogliamo risultare visibile a tutti perché crediamo sia arrivato il momento di dare proprio noi il buon esempio e di far vedere a tutti che GAY E’ BELLO in tutte le sue forme... Dalla cultura alla letteratura di tutti i generi, senza scordare i book fotografici con bei ragazzi in copertina che ammiccano e... siamo certi non solo i gay ammireranno! La moda: state sicuri che da noi non troverete i soliti loghi...che ormai vendono anche al mercato, ma brand davvero esclusivi che solo noi siamo riusciti a portare in Italia come DMK, Piss&Vinegar e tra gli ultimi arrivi Modus Vivendi, oltre all’ormai apprezzata Rufskin.Ma non finisce qui, il nuovo spazio che si estende

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su una superficie di 150 mq, offre finalmente uno spazio più adatto agli incontri che ogni mese continueremo a proporre: presentazioni di nuovi libri, mostre d’arte, piccole sfilate di moda e, per i più esigenti, non mancheranno i bei ragazzi per allietare alcune serate a tema. Tante le sorprese... La cultura avrà più spazio, la nostra libreria sarà ancora più vostra (e vasta) proprio per farvi sentire più coccolali e per darvi il meglio della letteratura. Stiamo poi arricchendo l’offerta in catalogo con molte opere in lingua straniera. Gli appassionati di cinema scopriranno nel nuovo Pier Openspace una nuova e più importante videoteca, con arrivi da Francia, Inghilterra,

Spagna e Germania oltre alle apprezzatissime serie della linea Queer che conoscete da tempo. E se là fuori c’è la crisi, Pier Openspace vi aiuta anche in questo! Sta per partire la nuova PIER & FRIENDS CARD oltre all’angolo delle occasioni che mensilmente viene arricchito con nuove offerte. E per chi vuole fermarsi a prendere un caffè con un dolce o un aperitivo con gli amici a breve verrà inaugurato il nostro Book Shop Cafè. Cari Amici, tutto questo è possibile grazie a voi, al vostro aiuto e alla vostra presenza. Ma soprattutto al vostro e al nostro entusiasmo, senza il quale non potremmo andare avanti. Come sapete non è un momento

Pier Magazine - Primavera 2011 - La vetrina di Pier Pour Hom - www.piermagazine.it

favorevole quello che stiamo vivendo ed è certamente impegnativo investire su un fronte dove purtroppo il mondo gay non aiuta molto. Anzi, talvolta sembra di venir quasi ostacolati. Ognuno di noi dovrebbe fare la propria parte, in Italia invece nemmeno le istituzioni, che dovrebbero in qualche modo favorire chi si impegna per la comunità, fanno granchè. Veniamo contattati spesso... ma solo per fare da sponsor a questa o a quella manifestazione. Noi di Pier OpenSpace confidiamo oggi ancor di più in voi tutti e nei nuovi dirigenti dell’associazionismo glbt, cui in particolare chiediamo di non tapparsi le orecchie alle richieste di

collaborazione e unità di forze che da più parti -noi compresi- giungono imperiose. Siamo tutti uniti per un unico scopo, quello di un aiuto reciproco che ci consenta di lavorare bene per poter dare ancora di più alla comunità glbt. Sin da oggi siamo a loro disposizione. Carissimi Amici, chiudo questo lungo editoriale augurando a tutti voi e a tutti noi che questo anno possa portare grandi gioie e soddisfazioni in campo professionale, ma soprattutto tanto Amore, senza il quale nulla è possibile. Un bacio a tutti, Pierpaolo Perseu

Book Shop Cafè


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Via Borgospesso II, 20121 Milano tel. 02 36531230 www.giulianofujiwara.com

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Pier Magazine - Primavera 2011 - La vetrina di Pier Pour Hom - www.piermagazine.it


“imprenditore” la mente mi porta a riflettere sull’attività svolta da un mio caro amico, gestore milanese di un open space, che si chiama Pier. Conoscete Pier? Santificare Pier non è mia intenzione, né vorrei banalizzare sostenendo a spada tratta chi, oltre ad occuparsi dei propri guadagni, impiega il proprio tempo e i propri soldi per

Solidarietà agli imprenditori anomali La ragione per la quale un imprenditore non dovrebbe occuparsi di faccende non attinenti alla gestione aziendale risiede in uno dei caratteri che maggiormente lo caratterizzano: lo scopo di lucro. Benché presso la dottrina giuridica manchi una base unanime, lo scopo di lucro è caratteristica essenziale dell’imprenditore, almeno sul piano soggettivo o del movente psicologico. Un imprenditore vuol fare soldi. Trattasi di un fine tutt’altro che immorale, voler far soldi è una “buona” meta, degna di essere perseguita purché si resti sulla via della legalità. Ma allora un imprenditore che utilizza (anche) i mezzi aziendali per contribuire alla crescita sociale di un gruppo, o di una comunità, come può essere qualificato? Questo scritto nasce nella giornata che dovrei dedicare alla correzione dei compiti di diritto commerciale di una parte dei miei studenti, ma a furia di leggere la parola

realizzare un luogo che sia molto più che un mero punto vendita di biancheria intima e di toys singolari. Pier sta seduto, incollato, dietro la sua scrivania, davanti allo schermo del suo computer, per inventarsi mille e più modi di emersione della comunità di cui si sente di fare parte. Organizza eventi, per lo più culturali, per dar voce a chi, simile a lui (e a lui “fratello”), di solito, nella società ben pensante voce non ha; da ultimo l’evento di un “Santo in mostra”, appuntamento al quale sono accorsi in tanti (oltre 250 visitatori il giorno del vernissage, decine nei giorni successivi di esposizione), bevendo prosecco e sgranocchiando stuzzichini, momento gaio per ammirare opere d’arte, scambiare due chiacchiere e (perché no!) conoscere gente. E i retroscena di un evento del genere quali sono? Per partecipare all’esposizione agli artisti non è stato chiesto un soldo, depliant

distribuiti a iosa, rinfresco free abbondante e, inoltre, la bella iniziativa della realizzazione di un catalogo a colori, ma su prenotazione. Unico appunto a pagamento è proprio il catalogo, la cui uscita inizialmente era condizionata dal un numero di prenotazioni dello stesso; ma nonostante le prenotazioni non abbiano raggiunto il numero sperato (quello conseguito è stato persino inferiore al numero degli artisti partecipanti), il catalogo è stato stampato (costo di stampa euro 2.000, numero copie 100, prezzo 20 euro). Parlare (scrivere, nel mio caso) francamente a questo punto della questione è più che doveroso. Organizzare un evento, come una mostra, richiede a Pier di attingere ai propri fondi, difficilmente la tipologia nella quale rientra l’attività di Pier richiama sponsor sovvenzionatori. Sostenere le spese per l’organizzazione dell’evento potrebbe gravare, nell’immediato o nel tempo, sul bilancio di un’impresa, specialmente quando non di un singolo evento si discorre ma trattasi invece di una molteplicità di eventi spalmati sui 365 giorni di un anno; dall’evento ludico a quelli, (più numerosi) di tipo culturale. La classica presentazione di un libro non è soltanto un momento di vendita di una nuova uscita editoriale ma è, per un imprenditore che ha scelto di utilizzare la propria attività per supportare la comunità in cui crede, un atto di solidarietà collettiva, un momento (…forse utopistico) di fratellanza che inizia con la partecipazione all’evento e solo alla fine culmina possibilmente nell’acquisto del libro. Partecipando personalmente alle presentazioni dei libri organizzate presso l’open space di Pier, ho potuto notare che raramente chi interviene si prodiga per l’acquisto, anzi in molti arrivano

già provvisti della novità editoriale del giorno e presenziano solo per ottenere l’autografo dell’autore o (… volendo proprio pensarla maliziosamente) solo per l’aperitivo offerto regolarmente da Pier. In mezzo ci sta lo spirito di aggregazione, il collante solidaristico che si richiederebbe a chi in quella comunità crede, a chi di quella comunità fa, più o meno consapevolmente, parte. Ebbene, è proprio quel supporto di solidarietà che a Pier non viene sempre elargito. I “… ma mi fai lo sconto?”, i “sì, verrò se non ho altro di meglio da fare”, i “va bene parteciperò se è gratis”, i “il magazine stavolta si paga? allora no, grazie” rappresentano le voci di chi non vede ciò che c’è dietro l’attività d’impresa che si svolge nell’open space dell’audace Pier. Gli imprenditori partono solamente da una forma mentis incline alla realizzazione del proprio profitto personale, quindi difficilmente compatibile con la soddisfazione dell’interesse di una comunità? No, non credo… ma credo che sia nell’interesse della comunità sostenere, limitatamente ai propri mezzi, le iniziative di chi guarda (oltre al prevedibile profitto) al di là della porta del proprio negozio. Sul “sistema impresa” si reggono le fondamenta e le sorti dei Paesi satellitando, attorno ad esso, la vita lavorativa di tutti noi e, di seguito, la nostra ricchezza patrimoniale; c’è anche un “sistema impresa” parallelo, forse più minuto e fragile, fatto di imprenditori sognatori, fatto anche da Pier che cerca, con gradi sacrifici (soprattutto finanziari e andando ben oltre il capitale investito… quello di Pier e sovente anche quello del suo compagno -Maurizio-) di guardare oltre il lucro fino ad azzardare il pensiero di poter dar qualcosa al prossimo, specialmente quando nel prossimo vede riflesso se stesso come davanti ad uno specchio.

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Photo by ES collection per gentile concessione

Pier OpenSpace. La libreria gay e lesbica si fa spazio a Milano

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1861 / 2011 - 150° anniversario Unità d’Italia di Luca Manduca

“150 anni...e ancora tanta strada da fare”. Garibaldi e al conte Cavour di libertà sessuale? I fumi della Rivoluzione francese si erano ormai dileguati e “libertà, uguaglianza, fratellanza” erano parole di difficile concretizzazione in capo ad un tessuto sociale cristianamente coriaceo.

È sempre tempo di riflettere, ma il 150° anniversario dell’Unità d’Italia offre a chiunque un importante spunto per fare un bilancio, persino rischiando la ricerca analitica, sulla società contemporanea e, magari, per porsi un essenziale interrogativo:“a che punto siamo?”. Al di là della fusione politico-territoriale del nostro Paese, l’ultimo secolo e mezzo è scorso come un arco di tempo sufficientemente ampio sia per giudicare i vari ricambi generazionali, sia per tirar le somme circa le piccole e medio-grandi rivoluzioni culturali avvicendatesi nelle nostre menti e, anche, sui nostri corpi. Nessuna parte del pianeta è mai stata indifferente ai cambiamenti che l’hanno riguardata e noi, italiani territorialmente uniti, oggi, sotto l’egida della Repubblica, non siamo stati esclusi dalle conseguenze del mondo che gira e che, quindi, cambia veste e faccia. Lo Stato Italiano nacque con la legge del 17 marzo 1861 e la Costituzione vigente rimase quella voluta da Carlo Alberto, lo Statuto del 1848. Con Giolitti si aprirono le riforme, culminate nel progressivo allargamento del diritto di voto a tutti i cittadini maggiorenni maschi (nel 1913 il primo elettorato di massa). In breve, nel 1861 fu fatta l’Italia unita e monarchica e le mentalità ottocentesche formalmente cambiavano pelle allo Stivale, lasciando però intatti povertà diffusa e mentalità cattolico contadina. Come parlare a

“Certe cose”, comunque, si facevano (consumavano), ma nel privato più intimo delle spesse mura borghesi, dietro un fitto paravento di metallico perbenismo. Per le donne merletti e pizzi la facevano da padrone, ma guai a scoprire una caviglia o una spalla. Per i malati omosessuali si cercava, banalmente e per facciata, la cura alla loro follia, internandoli in loculi fuori dalla portata dell’occhio sociale, lobotomizzandone gli stimoli animaleschi e demoniaci; metodologie, queste, che mettevano gli austeri costumi del tempo al riparo dai comportamenti dei sodomiti. Che tempi!... quel che si direbbe “mentalità vittoriana”, espressione che richiama la figura monumentale della regina Vittoria, le cui leggi portarono Oscar Wilde ad una condanna proprio a causa della sua omosessualità. Oscar Wilde, dopo due anni di galera, scese al sud, in Italia, e vi trascorse degli anni prima che giungesse la sua morte a Parigi. L’ambiente che Wilde trovò in Italia fu, per certi versi, solidale alla sua natura ed inclinazione, senza però che potesse evitare di destar sospetti e pettegolezzi (questi riportati dalle cronache giornalistiche -Il Mattino di Napoli- del tempo). Il contesto omosessuale italico era, per lo più, maliziosamente velato ma, direi anche, riservato ai più abbienti e stravaganti personaggi dannunziani. Il gioco della

seduzione di quel tempo non temeva vergogne all’interno dei bei salotti borghese-intel-lettuali, la promiscuità ludica si intrecciava sovente con le arti figurative e la letteratura, ma la vita comune e quotidiana del popolo era ben distante da riflessioni approfondite sulle condizioni dell’animo umano; perché nei “bassi fondi”, lo zoccolo grosso della società del tempo, c’era solo spazio per il lavoro duro e la preghiera consolatoria. L’inizio del ‘900 fu all’insegna della Belle Epoque e nuove forme di vivere la sessualità, anche quella omosessuale, si approssimavano annunciando di conquistare il secolo novello; tutto però era circoscritto presso specifici ambienti, recinti persino spinati il cui accesso era riservato a soci prezzolati. La donna iniziava il viaggio verso l’emancipazione, gli uomini erano lavoratori infaticabili e mariti, le mogli sante e i bordelli aprivano i battenti. Il sesso viveva lo spirito, prettamente borghese, del “doppio binario”: i precetti cattolici imponevano la più assoluta morigeratezza, ogni passione sessuale era per la Chiesa un peccato mortale, e i bordelli rappresentavano la valvola di sfogo sessuale degli italiani. Il panorama politico italiano del dopoguerra fu caratterizzato dal dominio del regime fascista.

Ottobre del 1922: il nuovo Governo fu presieduto da Benito Mussolini, il quale incentrava la sua forza sulla centralità del suo partito. Per gli Italiani dell’epoca fascista il sesso continuava ad essere condizionato dai precetti della Chiesa; in casa si era ligi esaltatori della morale, fuori (nelle case di tolleranza) si realizzava il soddisfacimento degli impulsi sessuali. La politica esplicitamente razzista del fascismo contro gli omosessuali durò dal 1936 al 1939; tutto sommato poco tempo, ma perché? Minime anche le pene, nonché lievi: 90 condanne al confino politico per ragioni di “difesa della razza” inflitte ad omosessuali (di queste 42 ad opera di un unico questore di Catania, Molina). Col Codice Rocco (1931) il fascismo aveva avuto, cinque anni prima delle leggi razziali, l’opportunità di introdurre leggi anti-omosessuali, ma tale piano non trovò attuazione per non “dar nell’occhio”, ossia per non eccessivamente palesare al mondo il fenomeno dell’omosessualità in Italia. Diceva (più o meno) il regime…:“Gli Italiani sono troppo virili per essere omosessuali” (per i fascisti era il vizietto tipico degli Inglesi e dei Tedeschi). Quindi, non deve sbalordire che le leggi razziali italiane non abbiano portato con sé nessuna legge antiomosessuale. La politica di difesa della razza contro gli omosessuali avvenne, per grandi linee, tramite misure di carattere amministrativo come il confino, sanzione questa che veniva comminata non sulla base di una legge ad hoc, bensì in attuazione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (promulgato con Regio decreto n. 773 del 18 giugno 1931), il quale consentiva alla polizia il potere discrezionale di allontanare dalla società un individuo che avesse un atteggiamento “scandaloso”. Occorre attendere la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’avvento della Costituzione, frutto del Referendum del

2 giugno 1946, per trovar formalmente tracciate le garanzie per la tutela delle libertà fondamentali dell’individuo. Articolo 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo… Articolo 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E ancora… È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana… Che parole portentose! La nuova Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio del 1948 annoverando l’Italia, per le sue caratteristiche, fra le cosiddette “democrazie di tipo occidentale”; ma tra il “dire” e il “fare” c’è di mezzo un mare di consuetudini mentali d’atavica consolidazione, di modi di sentire le cose che accadono e di intolleranze verso le diversità del prossimo che non sono semplicemente dure a morire, ma che qualora sparissero, sarebbero capaci di resurrezione repentina. L’evento costituzionale gettò potenzialmente le basi per il riconoscimento formale e sostanziale dei diritti inviolabili dell’individuo. Ripeto, che parole portentose! I principi enunciati dalla Costituzione della Repubblica italiana ebbero però modo di cozzare con una realtà sociale prettamente rurale e culturalmente arretrata, privando lo sviluppo delle coscienze di legislazioni idonee al fine di mettere in atto i nobili intenti costituzionali. Il boom economico degli anni ’50 e ‘60, il benessere spalmato, le vacanze e il forte contributo del cinema, solleticarono segreti e nascosti spunti di evasione e tentazioni libertine.

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1861 / 2011 - 150° anniversario Unità d’Italia - photo di Davide Gasperini La differenza rispetto al passato era nell’ampiezza della licenziosità tollerata; le prospettive delle rivoluzioni culturali che apparivano all’orizzonte degli anni ’70 guidavano verso la direzione di più allargate esternazioni della libertà sessuale, non più circoscritta ad un selezionato e ristretto ceto sociale, perché in democrazia questa libertà non poteva più restare privilegio di pochi. La liberazione sessuale degli ultimi due decenni del ‘900 ha regalato agli omosessuali uno spiraglio di luce, una più che parziale uscita dall’ombra, nonostante le puntuali condanne della Chiesa che persegue l’idea di non vedere spezzato il legame del sesso finalizzato alla riproduzione. L’omosessualità, già dalla fine degli anni ‘70, non è più considerata da tutti gli psichiatri come un disturbo mentale o una perversione; ma queste mie parole scritte non sono un inneggiamento alla vittoria. C’erano una volta… anzi, non ci sono mai stati… i DICO (acronimo di “diritti -e doveri- dei conviventi”). Dopo ambigue tensioni nella maggioranza parlamentare ed una cascata di critiche del mondo cattolico, il Consiglio dei ministri (sotto il governo Prodi) ha varato, l’8 febbraio del 2007, il disegno di legge sulle unioni civili, il quale sarebbe poi dovuto passare all’esame del Parlamento. La discussione si è presto arenata. In Italia non esiste, ad oggi, un riconoscimento legislativo per le coppie non sposate, nel momento storico in cui molti paesi europei (ad esempio Spagna, Olanda, Germania, Svezia) hanno adottato (da tempo) leggi che disciplinano le unioni civili, tutelando per tale via i diritti delle coppie di fatto, etero o omosessuali che siano. I DICO avrebbero dovuto consistere nel riconoscimento di quelle unioni in cui “due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi e non legate da vincoli di matrimonio, parentela, adozione, affiliazione, tutela, convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale”. Il disegno di legge non è stato approvato dalle Camere. Credo che agli Italiani ancora oggi faccia un certo effetto (spaventoso… o realisticamente minaccioso) il termine “omosessualità”; anzi, la parola “sessualità” abbinata a “omo” richiama presso il comune sentire l’incubo della promiscuità animalesca, volgare e contro natura. La cultura filo-cattolica associa l’omosessualità ad un’attività malsana, in cui l’adoperazione dei sessi sfugge dalla retta via dei monolitici dogmi della ricca e potente Chiesa. Sergio Rigoletto, esperto di Studi di Genere, insegna Cinema Italiano presso l’Università di Reading (Regno Unito), e a lui ho chiesto un parere sull’argometo

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Pier Magazine - Primavera 2011 - La vetrina di Pier Pour Hom - www.piermagazine.it


oggetto di questo articolo: Premetto… mi scrive Sergio… che il tema del rapporto tra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e il movimento gay mi mette in difficoltà.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che il rapporto tra le due cose è pressocchè inesistente, o è una forzatura. Nel 1861, un movimento gay non esisteva, né esisteva un soggetto politico gay come lo concepiamo oggi. Il movimento gay si sviluppa in Italia negli anni ‘70 nell’ambito di in un’ottica internazionalista. Il progetto era utopico ed era quello di mettere in discussione e scardinare quei meccanismi repressivi generati all’interno della famiglia e di altre istituzioni che non colpivano solo i gay ma tutti. È forse un segno dei tempi che oggi, in Italia, invece di movimento di liberazione omosessuale si parli di movimento per i diritti dei gay, cioè di un movimento che chiede allo Stato di riconoscere pienamente al soggetto omosessuale il proprio status di cittadino, di ufficializzare (e quindi regolare) i propri rapporti affettivi, etc etc. Se quindi riconosciamo che qualcosa è cambiato negli ultimi dieci anni (vedi il quasi esclusivo concentrarsi sulla questione delle coppie di fatto e del matrimonio gay da parte di attivisti, arcigay e lobby varie), forse ha davvero senso chiedersi se c’è un filo che lega l’anniversario dell’Unità d’italia e il cammino del movimento gay. Il rapporto forse c’è, ma non è un rapporto nato spontaneamente. Fino a qualche anno fa in Italia (ma anche nella maggior parte dei paesi occidentali), il soggetto gay era il deviato, l’invertito, il soggetto che doveva essere espulso o ignorato dall’immaginario nazionale. La Nazione era la famiglia e il soggetto gay ne era una delle minacce. Recentemente le cose sono un po’ cambiate. Ci troviamo infatti di fronte ad una società (e ad una Nazione) che adesso

(apparentemente) accetta e “tollera” sempre di più i gay. Vediamo per esempio una destra che si apre al movimento gay ed alcuni esponenti politici, come Fini, che addirittura parlano della necessità di fare una legge per le coppie di fatto. Il movimento gay decide che il suo interlocutore principale deve essere lo Stato e quest’ultimo lentamente (e non senza contraddizioni) si apre a un dialogo. Il problema è che questo dialogo tra Stato e il movimento gay implica una particolare costruzione del soggetto gay: un soggetto normalizzato che deve assimilarsi ed essere assimilato nella società che gli/le ha aperto le sue porte. Non è un caso che, ultimamente, parole come “differenza” e “diversita” siano quasi completamente scomparse dal politikese usato dai leader di arcigay. Di questi tempi è più in voga parlare di “uguaglianza”, un’uguaglianza che spesso è solo una sbiadita copia del modello normativo eterosessuale (vedi i matrimoni in salsa omo) che il soggetto gay vorrebbe tanto imitare.

celebriamo i 150 anni, va bene così anzi conviene davvero. Il quotidiano La Stampa, qualche mese fa: «Ancora un gay aggredito a Roma. Ha rischiato di perdere un occhio. Picchiato nella notte da quattro italiani. “E al bar non mi hanno aiutato”». I gay, da soli o in coppia, vengono picchiati da bulli neofascisti per… ragioni di ideologia politica? … stupidità o mancanza di personalità?... noia? Al ragazzo picchiato è stato gridato “frocio di merda”. Era il maggio del 2010. È appena iniziato il 2011, l’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. È tempo di riflettere. In effetti è sempre tempo di riflettere. L’omosessualità… o meglio l’omoaffettività ha dignità, e ne avrebbe diritto anche alla luce del sole, con la speranza di non dover attendere che l’Italia unita festeggi il suo 300° anniversario.

Entro questi termini ha allora senso parlare di celebrazioni per l’anniversario dell’Unità d’Italia e del movimento gay all’interno di una stessa frase, per sottolineare l’istituzionalizzazione del movimento e la ridefinizione dei suoi obiettivi. Quarant’anni fa, il movimento gay portavava avanti il sogno di cambiare questa società. Era un movimento rivoluzionario che guardava alla famiglia stile Mulino Bianco con obbrobrio. Era anche un movimento che celebrava il sesso (in tutte le sue forme e pratiche) come energia liberatrice. Bene, di questa energia, dietro il poster della nuova famiglia gay del Mulino Bianco, ci vedo ben poco. Il movimento gay di oggi sembra pieno di giacche e cravatte, di piccoli imprenditori ambiziosi, di felici coppie che sbriatano per fare vedere quanto sono normali. E secondo me, allo Stato, all’Italia di cui

Wilhelm Von Gloeden Fotografie. Nudi, Paesaggi e Scene di Genere Abbiamo scelto fotografie del celeberrimo Wilhelm Von Gloeden per rappresentare il percorso storico a tematica dell’Italia dal 1861 a oggi. Un artista universale di origine aristocratica, Von Gloeden ha sempre immortalato giovani mediterranei dalla bellezza naturale, schietta, non filtrata, sincera, provocatoria. L’artista tedesco amava l’Italia, per il suo clima bucolico, quasi mitologico, in un’aurea greca e classica.Von Gloeden è fondatore della fotografia di nudo, progenitrice della fotografia contemporanea. Wilhelm Von Gloeden raffigura l’Italia della sua epoca: un paese certamente più borghese ma molto liberale e culturalmente attraente, effervescente. L’epopea della “nouvelle epoque” in stile mediterraneo si legge nell’espressività erotica di sinuosi giovani siciliani.

Wilhelm Von Gloeden Fotografie, Nudi Paesaggi Scene di Genere Alinari - 45,00 Euro

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Pier Evento personale di Luca Manduca

Mariae Nascenti Personale di Luca Manduca - Milano, sabato 10 settembre 2011 Note sulla mostra: Transitando dalla materia allo spirito si potrebbero acquisire i migliori caratteri dei due mondi... e curiosa ed incredula Ella si scruta... e comprende. Il filo conduttore che lega le opere pittoriche di Luca Manduca è la costanza della ricerca, uno scavo archeologico intento a riesumare i reperti della coscienza sociale, reperti volontariamente ed atavicamente sotterrati da quella morale comune che addita come “freak” i dolori che teme ed i desideri che brama.“Mariae Nascenti” vuol essere la “mostra che mostra” come i colori della luce diventano magnificenza quando la mente albeggia.

http://manducando.blog.kataweb.it/

Madonna trans Scova con le dita, tastando festeggia la ritrovata identità, la beltà che non è novella ma originaria in ogni essere umano se solo si imparasse che è grandioso guardarsi negl’occhi. Maria transita su binari della propria coscienza e in rettilineo spinge i suoi carichi emotivi per poterli accatastare e, infine, poterlo ammirare rimanendo a distanza. È lì, lontano, il luogo dei cattivi ricordi e delle maldicenze, è sotto l’ombelico e tra le mani che sta l’Autenticità.

Paradiso, inferno e inferno L’Aldilà può essere alternativo e terreno, privo persino de “la via di mezzo” e fatto solo di estremi: un solo Paradiso e almeno due Inferni. In questo Aldilà alternativo si prega tutti i giorni, mentre alcuni uomini figliano speranze ed altri uomini travagliano per uccidere le illusioni dei primi. E’ così che a volte si va avanti.

Annunciazione - Rinnovarsi Impaurita ma consapevole attende, da sola. La Luce rossa e carnosa illumina il volto di una vecchia bambina e i grandi e sporgenti seni. Una finestra ad arco, il tramonto ultimo, poi il primo giorno. Una finestra murata e da essa traspare l’angelo, di sangue e passione colorato. Annunzia, la storia, la vita e la morte.

Il Sentiero Circolare

Luca Manduca Il sentiero circolare Romanzo 0111 Edizioni - 14.00 Euro

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«È importante pensare di comin-

dell’amicizia indispensabile tra i

ciare?».

due protagonisti principali, ai quali

«No. Fondamentale invece è voler

sovente si associa il Pensiero, quasi

ricominciare e proseguire. I dolori

incarnato e consigliere. Dall’infanzia

e gli amori che hai già assaporato

alla prima età adulta l’autore ripesca

ritorneranno con nuovi colori. Il

nell’intimità della propria memoria

percorso è avanti e dietro ai tuoi

e, quasi casualmente, si accorge di

nome ed un cognome, ma anche una

Luca Manduca nasce a Catania nel

piedi, in circolare». Ecco un possibile

una “presenza”per niente incostante,

“A”che è tutto… tranne che una

1974. Diplomato in grafica

dialogo tra“chiunque”e Laura A.

che come le dita sui tasti di un

lettere di scarto: Laura A. Campi.“Il

pubblicitaria e fotografia, si laurea

Campi.“Il sentiero circolare”è

pianoforte segna le immagini ed i

sentiero circolareӏ la vita che deve

in giurispridenza e insegna diritto.

il ciclo della vita, un percorso

ricordi, sigillando in ciò che comu-

proseguire sino a ricongiungersi con

Da 4 anni vive a Milano. Scrive e

non propriamente biologico ma

nemente è percepito come bagaglio

la sua genesi, è l’evento dell’amore,

dipinge, e questo vuol continuare a

essenzialmente mentale, è il racconto

d’esperienza. La“presenza”ha un

della morte… che ritorna.

fare per il resto della sua vita.

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Agenda - Marzo/Agosto 2011

Notizie e curiosità dal Mondo Fatti, curiosità ed eventi da non perdere in giro per il mondo Cari amici lettori, non ci siamo fermati, ma il nostro Magazine si ripresenta con uno spazio ormai immancabile per il Pier Magazine. In queste pagine potete trovare gli eventi GLBT più interessanti in calendario per il 2011. I confini non fermano il nostro attento e curioso sguardo: abbiamo realizzato una lunga lista di iniziative, happening, feste e festival che coprono tutto il Pianeta. Li abbiamo selezionati apposta per voi. Da Berlino a Montevideo, da Sidney a Dubay una lunga serie di appuntamenti rendono ancora più “rainbow” il mondo. C’è n’è per tutti da marzo ad agosto: per coloro che sono interessati al cinema o al teatro a quelli che amano trascorrere una serena vacanza gaia e indimenticabile. I nostri riflettori, proprio perchè non ci accontentiamo mai, si sono accesi sulle molte “gay parade”, incluse anche quelle più “specifiche” e dedicate a singole “categorie”. Questa rubrica vuole essere una finestra che aiuti anche a riflettere e a informarsi. Ricordate la sezione “attualità” dei precedenti numeri? La nostra agenda prevede una parte importante e riservata alle news e ai fatti che hanno coinvolto la nostra comunità GLBT a livello internazionale. Occorre comprendere cosa accade nel nostro paese come all’estero per costruire un maggiore impegno per i nostri diritti, spesso violati e repressi. Vi auguriamo una buona lettura in attesa di nuovi aggiornamenti sempre più strepitosi e Pink.

David Kato leader del movimento lgbt ugandese è stato ucciso a Kampala

David Kato Kisule, esponente di rilievo dell’organizzazione SMUG, Sexual Minoriteies Uganda, è stato ucciso nella propria abitazione a Kamapala, in Uganda. David era già stato in Italia al congresso dell’Assocazione Certi Diritti,

raccontando le drammatiche e le tragiche sorti a cui sono soggette le persone gay e lesbiche nel suo paese, martoriate, perseguitate, uccise e sottoposte a linciaggi per mano di organizzazioni fondamentaliste religiose, che trovano largo consenso negli strati sociali più deboli. La rivista Rolling Stone aveva pubblicato in prima pagina le foto di

100 attivisti omosessuali o presunti tali, chiedendone l’arresto. David era stato audito dalla Sottocommissione Diritti Umani del Parlamento Europeo, mentre il Parlamento Europeo stesso aveva licenziato una Risoluzione di condanna nei confronti delll’Uganda. L’alta Corte dell’Uganda, su ricorso dello stesso David, aveva il 7 gennaio scorso condannato la rivista per violazione della privacy, sottolineando come i 100 personaggi pubblicati sulla stessa non avevano commesso nessun reato previsto dal codice penale per le persone omosessuali. David durante i processi era protetto da volontari di ONG e da diplomatici delle ambasciate occidentali, salvandolo da alcuni tentativi di linciaggio della folla. Diverse associazioni internazionali chiedono espressamente che il governo ugandese si assuma le proprie responsabilità per non aver promosso interventi contro tale persecuzione e intolleranza omicida verso omosessuali e chiede espressamente protezioni e tutele per questi ultimi.

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UN PACCO IN VISTA Un anno fa, stesso periodo, la comunità web nella sua versione più beffarda si infiammava per il “camel toe” (letteralmente tradotto piede di cammello, il termine indica le protuberanze che si formano tra le cosce delle ragazze che indossano pantaloni o short troppo stretti). Quest’anno la tendenza è il rigonfiamento nella versione maschile. Non si contano più i siti visti su Google e Tumblr dedicati a questo fantasma del pacco imballato. Nello slang, il pacco è quello che gli uomini lasciano intravedere quando sono dotati di natura o quando i loro vestiti, a volte troppo morbidi, sono la premessa di un bellissimo panorama.

LA GIOCONDA IN REALTA’ E’ UN UOMO, UN AMANTE DI DA VINCI Recenti studi sul ritratto di Da Vinci più famoso del mondo hanno rivelato che il dipinto della Gioconda è stato creato sull’immagine di un uomo e non sulla famosa Lisa Gherardini. Quella donna il cui sguardo sembra seguirti ovunque ti sposti, quella dama impettita e dalla folta chioma che doveva essere il ritratto di Lisa Gherardini, in realtà è un dipinto basato su un volto maschile. L’uomo in questione è Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai, discepolo prediletto del pittore (a quanto pare furono amanti) che entrò nella bottega di Leonardo come garzone e divenne uno degli allievi migliori e il suo uomo di fiducia. La particolarità del Salai era il suo volto molto femminile, dai tratti dolci e raffinati, che divennero di ispirazione per molti lavori del maestro ed ora si scopre, senza più dubbi, che lo è stato anche per la Gioconda. TAILANDIA. IL PRIDE DI PHUKET COMPIE DIECI ANNI E SI PREANNUNCIA UN SUCCESSO A FIN DI BENE. L’esotica città di Phuket in Tailandia si prepara a celebrare un compleanno molto importante. I festeggiamenti per l’edizione del Gay Pride Festival sull’isola inizieranno il 23 febbraio e vedranno la comunità LGBT locale impegnata, in collaborazione con la municipalità di Patong, con quattro giorni ricchi di eventi che spaziano dai fuochi d’artificio, tornei beach volley passando poi per feste a tematica gay. Non mancherà l’immancabile parata in strada e l’insolito tour nell’isola di koh Yao Yai. L’appuntamento è al Paradise Complex, autentico cuore pulsante della vita gay tailandese.

“NEL CENSIMENTO 2011 ANCHE LE COPPIE GAY” POTRANNO DICHIARARSI Quest’anno l’ISTAT inserirà nei nuovi questionari 2011 la possibilità di definirsi “coppia dello stesso sesso”. Si tratta, così, di una fotografia di una realtà ancora ignorata dalla legislazione.

GAY WORLD DAYS A WALT DISNEY Tutto ha inizio nel lontano 1991 dove la Walt Disney ha aperto i propri cancelli del parco giochi di Orlando al mondo LGBT. Negli anni il Gay Day è diventato molto polpolare (oltre 500.000 le presenze nel 2010) anche se la direzione della Disney non pubblica l’evento nel programma ufficiale. Una T. Shirt rossa e un paio di scarpe da tennis saranno il riconoscimento per giovani e meno giovani.

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CHRIS COLFER: “ GLEE E’ UNA SERIE DEL SUO TEMPO”. Apertamente gay, l’attore che interpreta un giovane liceale in GLEE ha presentato durante una conferenza stampa a Parigi la serie musicale, che sarà ben presto trasmessa su M6. Chris Colfer, al suo debutto professionale. Racconta che ha ottenuto la parte grazie al suo agente, un amico di un amico, che lo mandava a fare audizioni circa una volta al mese. Scoperto che cercavano un attore per il ruolo di Kurt, il membro di un Glee club che avrebbe poi fatto il coming out ad un compagno e in seguito anche in famiglia, ha subito pensato che sarebbe stata la sua occasione.

MOSCA, LA CHIESA ORTODOSSA CONTRO I GAY Le autorità moscovite e russe hanno posto nuovamente divieto per la gay parade di Mosca. La Corte Europea per i diritti dell’uomo ha espresso forte condanna di questo atto. Alcune organizzazioni giovanili legate al patriarcato hanno chiesto al governo di inasprire e confermare con apposita legge il divieto della manifestazione in quanto qualificata come “attacco alla moralità pubblica” e non solo, come finora fatto, non autorizzata in quanto definita come pericolosa “per la sicurezza pubblica”. In risposta a tale violazione del diritto di libertà di manifestazione a sfondo persecutorio e discriminatorio diverse manifestazioni sono state effettuate davanti alla sede moscovita del Consiglio d’Europa, nonchè una raccolta firme a livello nazionale. Secondo le organizzazioni, che hanno chiesto il divieto della manifestazione, la sentenza della Corte europea è stata con termini volgari e ignobili paragonata al permesso per un “meeting di persone che amano defecare in pubblico”. SGAY METEO 24: LA PARODIA GAY DEI METEORINI DI SKY TG24 A “Quelli che il Calcio” si gioca sull’omosessualità (o presunta tale) dei presentatori del meteo di Sky. Facili battute, mossettine, polso spezzato e previsioni ad hoc per le mete gay più famose della nostra penisola. Questa è la parodia gay che Ubaldo Pantani fa dei presentatori del meteo di SkyTG24, Riccardo Cresci e Luca Ciceroni. I meteorini scateneranno fulmini e saette (rigorosamente glitterate) contro il comico?


Agenda - Marzo/Agosto 2011

CORSO DI MASSAGGIO RAINBOW 4-6 marzo Prima edizione per coppie e singoli gay. Un’occasione unica solo per gli amici di Pier Magazine: il corso della durata di 15 ore comprende una full immesion di due giornate piene dalla sera di venerdì alla sera di domenica. Potrete così apprendere la tecnica e la pratica del massaggio rilassante dalla schiena al massaggio completo con leggerezza e divertimento. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione e sono altresì previsti ulteriori corsi per apprendere altre tecniche e tipi di massaggio.

BOOKOUT PISA : PIU’ DI 1500 PRESENZE Si è conclusa il 14 novembre con un bilancio positivo la prima fiera del libro lgbt a Pisa, BOOKOUT: 1500 persone visitatrici. Con il contributo del Cesvot e Arcigay di Pisa, organizzatrice dell’iniziativa, il pensiero è che potrebbe facilmente diventare punto di riferimento importante per la comunità. FARE SESSO SUL VAGONE DEL METRO A MEXICO CITY E’ DIVENTATA UNA MODA Una rivista americana che si occupa di porno ha fatto una domanda ai propri lettori. Quali ritieni sia in assoluto la scena più hot, del cinema porno gay? Ha vinto lasciando tutti in mutande la scena girata su un vagone della metro di New York City, girata da Michael Lucas ed inserita nel suo film “Wall Street”. Evidentemente Lucas deve aver fatto scuola perchè a Mexico City, quando fa sera negli ultimi vagoni del metro si consuma sesso di ogni spece e di ogni tipo. Siete curiosi? www.manhunt.notiziegay.com/?p=64993

DENVER: A NOVE ANNI ORGANIZZA UNA MANIFESTAZIONE PER I DIRITTI LGBT Una manifestazione è stata indetta e organizzata da un bambino di 9 anni. La notizia è alquanto singolare ma diventa maggiormente interessante se tale manifestazione è promossa per la difesa dei diritti lgbt. Ethan McNamee, un bambino di Denver, ha dato una risposta importante e concreta agli insulti omofobi che sentiva pronunciare dai suoi compagni e all’impossibilità di sposarsi per le due mamme di un suo amico. Con l’aiuto della sua insegnante e dei genitori ha organizzato la manifestazione in favore dei diritti delle persone omosessuali, a cui hanno partecipato più di 200 persone. La manifestazione, come testimoniano le sue insegnanti, è stata interamente organizzata da Ethan per sua volontà, e nessuno avrebbe influenzato sul giovanissimo attivista, il piccolo “Harvey Milk”. TORINO GLBT FILM FESTIVAL SORPRENDE? Dal 28 Aprile al 4 Maggio al via la 26 Edizione del Torino GLBT Festival. Da Sodoma a Hollywood, il titolo della rassegna, diretta da Giovanni Minerba, vede ogni anno importanti ospiti. Quest’anno sarà la volta di Claudia Cardinale, Patty Pravo e Massimo Fenati autore dei simpatici pinguini gay, Gus & Waldo al quale è stata affidata la realizzazione dell’immagine guida dell’edizione.

CANAZEI CAPITALE GAY? Ogni anno si tiene a Dicembre, nelle Doloniti in provincia di Trento il G*BREAK, il più grande evento gay di relax e vacanza. Spettacoli e intrattenimento di ogni tipo, compreso l’immancabile spettacolo delle Drag Queen. Il sindaco di Canazei, Mariano Cloch, è fiero che la propria città sia definita “capitale gay” e ricorda l’appuntamento al prossimo dicembre.

KISS-IN PAPALE 200 gay hanno accolto il Papa a Barcellona, dove era in visita ufficiale alla fine dello scorso anno, per un kiss-in che richiedeva un cambio di mentalità da parte del Vaticano. Naturalmente il piano fallisce: il Papa in spagna dichiara che la famiglia è indissolubile ed è formata da un uomo e da una donna. Nel suo nuovo libro, il Papa va ancora più lontano indicando che l’omosessualità “si oppone all’essenza stessa della volontà di Dio”.

NASCE LA FONDAZIONE MAGNUS HIRSCHFELD A BERLINO Prende il nome di un medico e scrittore tedesco, figura storica del movimento lgbt, la nuova fondazione berlinese. Il teorizzatore del “terzo sesso”, militò per l’abolizione del paragrafo 175, una sezione del codice penale tedesco che criminalizzava l’omosessualità sin dal 1871. Per questa fondazione il governo Merkel ha stanziato bel 15 milioni di euro.

LA PROTESTA EGIZIANA PER I DIRITTI LGBT A colloquio con l’attivista e studioso Rasha Moumneh sulle proteste in Egitto per i diritti delle persone LGBT in tutto il paese emerge che in Egitto non esistono leggi contro l’omosessualita.Questo dà la possibilità al governo egiziano di creare un capo d’accusa a secondo del crimine che vuole far credere, sopprimendo così qualsiasi dialogo sui diritti civili che sono parte fondamentale della vita di ogni persona.

GIOCATORE NHL OFFRE IL SUPPORTO PER GLI ATLETI GAY Sean Avery ha un messaggio per i giocatori di hockey gay che hanno paura di uscire allo scoperto: sollevare il telefono e chiamare lui. Avery, è noto per essere uno degli atleti più liberale del mondo dello sport. Dice che sarebbe felice di essere di supporto ad un giocatore gay.

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Agenda - Marzo/Agosto 2011

DA TETU MARZO 2011: IL LIBRO GAY E LESBO VOLTA PAGINA Dal 2005, sette delle nove librerie omosessuali francesi hanno chiuso le loro porte. E la metà delle case editrici è sparita. Tutto questo dovuto ad un numero sempre più basso di clienti, la vendita su internet, lo sviluppo del e-book, i professionisti della letteratura a tematica si interrogano sul loro avvenire.

UNA RIVOLUZIONE ARABA E OMOSESSUALE Secondo Abdellah Taïa, il romanzo postumo dello scrittore marocchino Mohamed Leftah, non poteva arrivare in un momento migliore. Il mondo mediterraneo è attraversato da un vento di cambiamenti, che prima o poi porteranno a dei risultati concreti. La scomparsa dei dittatori. L’emergenza e l’accettazione dell’individuo arabo libero. Eterosessuale. Omosessuale. Il libro ispirato e contestato ci porta a seguire un personaggio egiziano che scopre un giorno sul bordo di una piscina, che forse è passato vicino alla metà della sua vita e della sua vera identità sessuale. In un sogno, gli si presenta la Bellezza .

Ha i lineamenti del suo giovane cameriere che si chiama Islam. Grazie ai massaggi ed alle abili mani di Islam, scopre una parte del suo corpo al quale apparentemente non aveva mai prestato importanza.Tra il capitano Ni’mat e Islam, nonostante molte differenze, nasce a poco a poco una meravigliosa e pericolosa storia sentimentale e sessuale. Malgrado l’incomprensione del suo mondo (sua moglie, gli amici, i vicini, gli islamisti), il capitano Ni’mat non rinuncerà mai alla sua libertà sessuale finalmente conquistata. La sua lotta si unirà a quella sublime dei poeti sufi e li porterà ad un’altra rivelazione : la EXOTIC SOUTHERN - CARIBBEN CRUISE Verso sud, con la crociera più trendy Caribbean-Atlantide. Non c’è modo migliore di esplorare cinque isole esotiche per trascorrere una settimana con oltre 3000 ospiti e vivere la magia di una crociera gay-friendly senza eguali in uno stile rilassante, confortevole, frizzante ed eccitante. Partenza: 7 marzo - Celebrity Solstice 8 giorni 7 notti

SECRET CINEMA LONDRA Per chi ama il cinema ed il mistero, Secret Cinema Londra è la cosa giusta. L’evento mensile si svolge in luoghi segreti per la città, dall’hotel a 5 stelle al parco passando sotto Graveyard, con grande varietà di film. La location è comunicata ai partecipanti all’iniziativa il giorno stesso della proiezione dando appuntamento in un luogo da cui verranno prelevati per la destinazione segreta. Il tutto è contornato da spettacoli dal vivo.

BEAR PRIDE 17 In occasione del memorial day, il week end del 26-30 maggio, si svolge il Bear Pride 2011, partendo dal Crowne Plaza Downtown Metro di Chicago. EUROPRIDE ROMA 2011: NASCE IL COMITATO ORGANIZZATORE Nasce il comitato per Europride Roma 2011, a cui aderiscono diverse associazioni lgbt italiane. Oltre al circolo Mario Mieli ci saranno Arcigay, Agedo, Famiglie Arcobaleno e MIT. Nella città del cattolicesimo sarà un’importante sfida per la nostra comunità che dovrà dimostrare una grossa capacità di collaborazione per la realizzazione dell’evento che ci vede protagonisti nella vetrina internazionale.

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scrittura. Scrivere un diario intimo per continuare a resistere,uscire a testa alta dalla vergogna e parlare di questo nuovo legame con il mondo. Affermare ugualemente una solidarietà con i giovani omosessuali egiziani arrestati nel 2002 nella discoteca “ QUEEN BOAT” e gettati in pasto all’opinione pubblica senza che nessun intellettuale arabo si sia levato a loro difesa. Mohamed Leftah, scrittore eterosessuale morto nel 2008, grazie alla sua opera rende loro dignità e lancia allo stesso tempo un grido perché il mondo arabo infine si svegli. I tunisini, infine gli hanno dato ragione.

L’ULTIMA RECITA DI SALOME’ Nel padiglione di un luna park o di un circo di periferia va in scena “ L’ULTIMA RECITA DI SALOME’”. E’ solo qui che Erode, sua moglie Erodiade, la giovane Salomé e il profeta Iokanaan, esibiti come fenomeni da baraccone tra lustrini, paillettes e gioielli, tornano a essere eroi tragici. Un piccolo serraglio nel quale ci introduce lo stesso autore , Oscar Wilde: uomini dallo sguardo di fanciulla, satrapi decadenti, vecchie vogliose, prodigi o mostri, prigionieri da esibire senza pudore ma capaci di riaffermare la dignità di “ un amore che può finalmente dire il suo nome.” Iokanaan: chi è questa donna che mi guarda? Io non voglio che mi guardi. Salomè: Io, io, ti ho veduto Iokanaan, e ti ho amato... Se tu mi avessi guardato mi avresti amato.

Pier OpenSpace

sarà presente alla fiera FULLCOMICS & GAMES il 15 - 16 - 17 aprile In un’atmosfera fumettistica che spopola tra appassionati e lettori troverete i nostri book photografici, i nostri libri e i nostri fumetti oltre a moltissime novità. Vi aspettiamo : venite a trovarci.


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PierEventi 2009

Dove eravamo rim

26 settembre 2009 Alessio Spataro Papa Nazingher e Padre Gayorge Purple Press 128 pagine - 9,90 euro Uno spettro si aggira per la Città del Vaticano: muovendosi con passo felpato supera lo sbarramento di guardie svizzere e, affacciandosi al balcone di piazza San Pietro, esplode in una risata prorompente. All’insegna del comico, del surreale e del politicamente scorretto, la satira di Alessio Spataro dà anima e corpo a ciò che molti pensano ma che pochi hanno il coraggio di dire. Ecco, allora, che un pontefice dal passato oscuro e un giovane prete dall’aria sbarazzina diventano il Papa Nazingher e il padre Gayorge di questo incredibile libro di vignette. Alessio Spataro (Catania, 1977) è uno dei protagonisti della scena satirica italiana. Le sue vignette compaiono regolarmente sulle pagine di «Carta», «Internazionale» e «Liberazione». La satira è un’arte caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e

alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento. Nella Grecia antica la satira è sempre stata fortemente politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità ed avendo una notevole influenza sull’opinione pubblica proprio a ridosso delle elezioni. Per queste ragioni la satira è sempre stata oggetto di violenti attacchi da parte dei potenti di turno. La satira tra sacro e profano affonda la propria genialità tra le pieghe dei confini, toccando… anzi pizzicando (… arrossando e sculacciando) principalmente la politica, ma anche la religione, il sesso, la vita e la morte, e su questi temi la satira riflette su prospettive alternative, mischiando il tutto con la risata.

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Alessio Spataro è un artista, tocca la letteratura con satirica verità e scansa lo strato superficiale della società per rivelare ciò che la collettività già pensa e non dice (o almeno non sempre). Chi fa satira è un giullare contemporaneo, privo di una corte medievale presso la quale esibirsi, e con lo strumento dell’arte è ancora il Re ad essere preso di mira. I vizi ed i capricci, le brutture e le sbavature, le incoerenze e le malefatte, tutto è colto dal giullare con estrema raffinatezza e, soprattutto, sensibilità. Alessio Spataro è l’autore del libro di vignette satiriche intitolato “Papa Nazingher”, edito da Purple Press. È un raro documento di coraggiosa esibizione di un certo status quo, raro anche perché introvabile, o quasi. Alessio Spataro rappresenta, senza mezzi termini, uno degli uomini più potenti del pianeta, e lo fa mettendolo letteralmente e spiritualmente a nudo. Prima di avere in mano il libro di Alessio Spataro, era così che immaginavo “Lui”: aggirarsi di notte, in pantofole, la tiara messa di traverso, tra le stanze di Raffaello… bendato e nudo, colmo di grinze come uno sharpei, imbronciato e scontento perché a mosca cieca è toccato a lui star sotto. È la sorte di chi comanda, è il prezzo da pagare per lo strapotere impiegato. Ma poi… quanto potrebbe mai pesare una vignetta satirica rispetto all’uso smodato di uno dei maggiori poteri? Al più potrebbe svegliare qualche coscienza, aprire un po’ la mente ed indicarle la vera realtà, o nella peggiore delle ipotesi (per il potente) perdere una fetta di consenso. Poca roba (però sarebbe un bel

successo!). Perché, tutto sommato, cosa possiamo fare per rimuovere certe potenti consuetudini? Non resta che sperare sulla lunga vita dei giullari.

10 ottobre 2009 Franco Buffoni Zamel Marcos Y Marcos 234 pagine - 12,00 euro “Perché è vero, tutto comincia con un insulto, sentito da bambino e non indirizzato a te, poi lo senti indirizzato a te e sogni di potertene liberare, ma dentro di te già sai che non sarà possibile. L’insulto è il primo e più dirompente mezzo di conoscenza che il mondo presenta all’omosessuale. Ancora peggio dell’insulto é la barzelletta ascoltata da bambini in famiglia, la battuta del fratello maggiore, del cugino o persino dal padre. Sono queste parole che per prime creano la nostra identità. Nabil si sente insultato quando Aldo lo chiama Zamel, frocio, dopo aver fatto l’amore con lui. Reagisce con violenza, lo uccide. Un epilogo tragico della nuova vita in Tunisia che Aldo aveva sognato come rifugio per sè, omosessuale che si sentiva “sbagliato”. Tra grigliate di pesce, incroci di sguardi amorosi e chiacchierate sulla spiaggia, l’amico Edo aveva tentato di convincere Aldo che non esiste colpa o malattia, ma una libertà sessuale da affermare, diritti da acquistare. Gli aveva ricordato storie di repressione e autorepressione. Wilde, Pasolini, Whitman, Pavese, Montale. Ma i fantasmi culturali di Aldo sono duri a morire... Franco Buffoni scrive Zamel, romanzo “saggio” sulla storia di un omocidio avvenuta realmente e ambientata in Tunisia. Un’occasione tragica induce a riflettere e analizzare la situazione attuale in Italia del movimento lgbt, gli


masti con i nostri incontri stadi vari di autocoscienza e le modalità di vita del proprio orientamento sessuale. Lo abbiamo intervistato da Pier OpenSpace, la nota libreria gay di Milano, in occasione di una sua presentazione, molto partecipata, del suo libro. L’intervista è stata occasione per moderare l’incontro. La domanda che lega le vicende della narrazione è la seguente: cosa vuol dire essere Zamel e cosa vuol dire essere gay? Esordisci come poeta nel 1978 con Paragone presentato da Giovanni Raboni Franco Buffoni (Gallarate 1948), vive a Roma. Quale è la poetica che incide nel messaggio che fino a oggi sei andato a rappresentare attraverso questa forma letteraria? Il messaggio che esprimo tramite la poesia è sottile. Ultimo libro in questo ambito è stato edito da Donzelli,“Noi e loro”. E’ un’opera non diversa da Zamel. Ho scritto questo ultimo nel periodo in cui abitavo nel Maghreb. Nella poesia tutto è più acuminato. Occorre maggiore sforzo nell’entrare nel linguaggio poetico. Un libro come Zamel è più generalista. Le tematiche rappresentate sono quelle riguardanti il coming out nei primi anni 90. Ho scritto anche “Suora carmelitana e 8 racconti”. Anche della poesia ho fatto un veicolo. Focault attraverso le sue opere ha voluto insegnare ed esprimere messaggi anche agli eterosessuali. Occorre nel messaggio passare dall’idealismo essenzialistico, ossia domandarsi che cos’è l’omosessualità, al fenomeno logico descrittivo, ossia descrivere com’è l’omosessualità. L’eclettismo nei generi e nell’arte letteraria è la parte precipua del tuo impegno culturale di scrittore. Da sempre scrivi opere di prosa e saggi. Da ultimo ricordiamo nell’ambito narrativo Zamel, uscito l’anno scorso. Da una parte si evidenzia il “notre nello scrivere”, una semplicità espressiva e una sobrietà. Dall’altra si evince, come descrive Valerio Magrelli, la complessità del testo, anche dal punto di vista contenutistico.

Quale è l’idea del romanzo? La mia produzione vede opere di poesia, di saggistica, di narrativa e di teatro. La poesia e la saggistica copronon, però, la gran parte di essa. Ho scritto tre libri di narrativa negli ultimi tre anni.“Più luce padre”, “Reperto 74”, che sono dei racconti, e ora Zamel. Ma Zamel è un romanzo? Nasce come saggistica, breve storia della cultura queer nell’occidente. Il soggetto verte su un fatto accaduto nel febbraio 2006. Il saggio è diviso in 10 capitoli. Pensavo a una struttura di questo calibro prima che avvenisse il delitto, che ha visto come vittima il mio vicino di casa nel mio soggiorno nel Maghreb. Nell’opera lui riveste il ruolo di un architetto, seppure fosse nella realtà un dirigente della General Motors. A questo punto la cornice tipica di una struttura narrativa della tradizione italiana era nata. Il materiale raccolto è stato da me inserito nella cornice sotto forma di dialogo. Possiamo definire Zamel un romanzo a forte contenuto saggistico, oppure un saggio narrativo. L’editore l’ha promosso come un romanzo. Esiste un delitto e opera un flash back. Dedalus ha posto Zamel nella classifica di romanzo di qualità, insieme al libro di Walter Siti sullo Yemen. Il tutto è stato posto nella sezione “Altre scritture”. Fortemente attuale per la lettura delle prospettive del movimento lgbt, così come per la storia dello stesso, risulta Zamel. Il confronto tra chi vive l’omosessualità della fase uno, ossia il godere il lato sessuale senza impegnarsi per i diritti civili, e chi vive l’omosessualità della fase due, ossia autoaffermarsi omosessuali e propendere per l’emancipazione. In che fase si trova oggi il Movimento e quali dovrebbero essere le sue prospettive? Stando in Italia mantengo contatti con la Gran Bretagna, dove possiamo, utilizzando un termine ripreso in Zamel, dirci essere alla fase 3 dell’introiettamento dell’omosessualità nella società. Forte analogia tra quello che attualmente in Italia vediamo verificarsi e la vita che si presentava a Londra negli anni 70. Oggi in Italia ci sono persone di mezza età che escono nel coming out, da definirsi come periodo di passaggio. In ottica europea in Italia ci troviamo in una fase che è decisamente alle spalle di quella francese, ma davanti a quella polacca o russa, dove reprimono i manifestanti durante le manifestazioni dei pride. Legislativamente non possiamo che definirci in una pessima fase. Ho una lettura completa della storia del movimento e delle sue fasi. Frequento nei primi anni 70 l’amico Mario Mieli, suicidatosi nel 1983. Tutt’ora frequento a Roma il circolo Mario Mieli, dove ho sempre trovato molta gentilezza e disponibilità.

24 ottobre 2009 Salvatore Trapani di Peter e degli altri ma di Berlino un po’ Edizioni Libreria Croce 64 pagine - 13,00 euro Agli abitanti del paese direi che errano se pensano che Peter abbia smesso di parlare, perché in realtà Peter non ha mai smesso di dialogare col mondo. Peter ha scelto una non ordinaria forma di comunicazione. Peter per parlare col mondo adopera la voce dei suoi violini, travalicando i confini territoriali e temporali, riuscendo a dialogare anche con chi mai fisicamente incontrerà. Peter ha un suo suono, tutto suo, che è il suono di un amato glicine fantasma che ha lasciato spazio a un buco, è il suono di Peter che proviene proprio da quel buco o, meglio, da un vuoto che forse davvero vuoto non è… se si pensa che “spazio” (e perciò “mondo” e vita) è anche quello presente minimamente tra le corde dei violini… e se è vero che i ricordi d’amore hanno sempre argomenti di cui parlare. I ricordi esistono perché appartengono al tempo che fu. E i destini? I destini sono già stati segnati? La voce di Marco “segna”… l’inizio della costruzione di un ponte che sarà tale un domani, un ponte che sarà il collegamento tra mesi ordinati su tempi differenti, sul quale ponte destini bui, o probabili o azzardatamene intuibili, si affrontano… abbracciandosi o negandosi. Il gioco dei destini (rispetto al quale gioco come pedine muoviamo e ci muoviamo, calcolando noi stessi, o altri per noi, la prossima mossa) dà luogo a interrogativi interessanti: Che cosa mi manca? Che cosa desidero dalla vita, che non mi sia stato ancora dato?… Ma abbiamo già tutto (a mio parere)

se ad uno sguardo possiamo persino dare un nome (Franco, ad esempio), dotarlo di un’immagine di vita ed anche di vizi (sono certo che Franco fuma e che non indossa capi Benetton), e nel frattempo di questo lavoro mentale un glicine viene rimosso e lascia il posto ad un buco, o vuoto, e galoppa ma trattenuto da redini il Libero Arbitrio dell’uomo. Ma che peso (e che ruolo) può avere la libertà umana rispetto al Creato della Natura? Nulla, o qualcosa vicino al nulla. Solo godere possiamo della Verità che esclusivamente la Natura trattiene tra i suoi rami e i suoi mari e che a volte generosamente, ma sempre saggiamente, elargisce. Nel cielo tagliato dall’Etna la Verità scivola dal taschino, nonostante l’azzurro e il vento freddo e secco.Tra le rocce del vulcano all’amore segue la morte, com’è “naturale” che sia, e la ginestra lascia il posto ad una finestra (non un buco-vuoto), spalancando la quale la brezza sincera di una nuova alba ritaglia i volti, ferisce, addirittura uccide e dà il via alla rinascita… perché la Verità non è un concetto… la Verità è il ciclo religioso della Natura. Siamo solo uomini! Imitare la Natura, a cosa serve? Sublimare la Natura è nobile intento, se svolto immergendo le mani nell’innocenza dei bambini o in quella degli artisti. L’artista vuol lasciare il proprio segno nel mondo, e il mondo “segnato” dagli artisti segna, conseguentemente, la vita di chi beneficia o subisce il segno stesso. L’uomo lascia segni. Sovente il segno che si lascia è una cicatrice, la cui genesi presuppone il taglio e la fuoriuscita di sangue. Niente di questo processo deve preoccupare, perché è il ciclo religioso della Natura che si mette all’opera e, in quanto tale, deve essere accettato incondizionatamente. SALVATORE TRAPANI nato a Catania e vive a Berlino, dove nel ‘98 si era trasferito per scrivere la tesi di laurea sull’arte in memoria della Shoah e dove ora svolge l’attività di giornalista free-lance e di divulgatore della memoria storica, collaborando con l’Istoreco di Reggio Emilia

28 novembre 2009 Biagio Arixi Peccati scarlatti Edizioni Libreria Croce 176 pagine - 16,00 euro Un romanzo afrodisiaco dove l’amore sensuale e il desiderio amoroso infocano il lettore. “... Peccati scarlatti è un romanzoscandalo, avvincente e conturbante per la sua unicità sin dalle prime pagine. i vizi capitali che insidiano l’animo umano istigano scabrose dissolutezze, desideri e rinunzie in un susseguo dissacratorio che percorre le più proibite vie dei sensi. Una nuova storia vivacissima raccontata con lo stesso stile che conquistò l’interesse dei lettori negli anni ‘90 con il romanzo “Figlio di vescovo” (30.000 copie vendute). E’ ambientato tra la natura ancestrale dell’amata Sardegna e un mondo clericale, poco conosciuto, avido e corrotto, di frati conventuali, alti prelati, nobiltà nera romana e vescovi ortodossi. La narrazione suscita una curiosità mordente nel lettore e lo rapisce con una magnifica abilità di descrizioni quando si narra di Lussurria, Ira, Gola, Superbia, Invidia, Acidia e Avarizia in un crescendo che infarcisce le pagine del romanzo di peccati scarlati ed esaltanti perversioni...”

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Lucas Kazan ospite da Pier OpenSpace primo ciack del suo nuovo film con Gius e Matthias Vannelli a Milano.

L’episodio si intitola “When in Milano”, andrà in onda su lucaskazan.com il 5 marzo e verrà incluso nel prossimo DVD (“Rough/Tender”), in uscita in primavera. Racconta Lucas Kazan:“Daniele Montana, Matthias Vannelli, Giuseppe Pardi ed Ettore Tosi erano stati ingaggiati dal Club Barbarella per la serata di sabato 10 ottobre. Così ho pensato di estendere il soggiorno degli ultimi tre e di chiedere ospitalità al Pier Open Space. Domenica pomeriggio abbiamo girato il B-roll con Giuseppe a zonzo per il centro: Piazza Duomo, Piazza della Scala, la Galleria, il Castello Sforzesco. Lunedì mattina l’introduzione nel bookstore, lunedì pomeriggio la scena ‘orale’. Mi interessava rinnovare l’immagine un pò ‘bucolica’ che ci siamo costruiti nel tempo. L’ Open Space ci ha infatti offerto un’ambientazione ‘urbana’ e colorata: la libreria, lo spogliatoio, i sex toys”. La trama? Giuseppe, turista per caso, fa una capatina all’ Open Space, sbircia la libreria, prova i costumi da bagno della Energie. Matthias Vannelli, nei panni del commesso, non si lascia scappare l’ occasione. PierPaolo Perseu presta il suo volto a un buffo cammeo  e la libreria si impone subito come il terzo personaggio. Nonostante i tempi stretti e la troupe ridotta all’osso, non sono mancati gli intoppi: Giuseppe alle prese con il clistere per un’ora e mezzo, il dildo della Lelo troppo corto... Alle 19:30, Kazan ha battuto l’ultimo ciak e la troupe ha incontrato i fan per un brindisi e quattro chiacchiere.

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per il eppe Pardi

Intervista a Lucas Kazan di Alessandro Rizzo

Lucas Kazan è il pornografo italiano più famoso, produce il suo primo film made in Italy nel 1997. Gran parte dei suoi lavori hanno un’ambientazione mediterranea. Attraverso la sua testimonianza e la sua esperienza professionale ci inoltriamo alla consocenza di un genere poco valutato, erroneamente, dalla letteratura cinematografica. Ma una cosa è importante sottolineare: Lucas è anche un cineasta, critico della settima arte, con un grande bagaglio formativo e culturale. Lo abbiamo intervistato nella sua permanenza a Milano, sua città di nascita, alla Libreria Pier Pour Hom, in occasione di una serie di iniziative ed eventi dedicati alla sua produzione. Al termine dell’intervista si potrà scoprire che anche questo ambito può dare molto alla crescita del movimento in senso culturale e sociale. Ti formi come regista, completando i tuoi studi di cinema con ottimo successo a Milano. A un certo punto decidi di dedicarti al genere pornografico a tematica gay. Come mai questa scelta? Non è stata una scelta. Occasioni aperte dopo la laurea: ho conosciuto professionsiti del settore, con loro ho fatto la gavetta. Nel fine settimana mi dedicavo a questi lavoretti un po’ circensi, cosi’ lontani dalla mia formazione. Per qualche anno è stato un hobby, facevo il produttore e il direttore di produzione. Nel 1997 ho diretto Journey to Italy, il mio primo lungometraggio, dal titolo un po’ rosselliniano. Abbiamo fatto il film e abbiamo costruiti i contatti necessari per avviare la casa di produzione. Tu dici che i mestieri nello show business ci cercano non siamo noi a cercarli: cosa significa? Esattamente questo. Non sono andato a Hollywood per diventare pornografo. Sono scappato dalla Milano delle produzioni televisive e dei music video. Ho frequentato l’American Film Institute. Ho lavorato nella televisione come direttore di produzione e nel 1995 ho fondato la mia casa di produzione. Ho cercato di alternare le produzioni indipendenti con l’impegno diversificante e un po’ ludico della pornografia. Nessuna produzione indipendente andò bene dal punto degli incassi. La pornografia mi permetteva, invece, di agirare le fantasie, senza le forche caudine delle prevendite, senza i silenzi degli executive che nicchiano. Nella produzione porno tornavo all’umile gestione del set, come ai tempi della scuola. Perche’ come produttore, nell’ambito indipendente mi toccava passare diverse ore in ufficio, ad analizzare i contratti. Con il porno mi ritrovavo invece sul set a sporcarmi le mani, come si usa dire. Solitamente si dice che i film porno non hanno una narrazione: tutto è basato sulla capacità di colpire i sensi. Come si costruisce e produce un film porno, dalla realizzazione del soggetto all’individuazione degli attori, dalla definizione delle scene al materiale fotografico? Diciamo che il procedimento è a ritroso rispetto alle tappe previste per le produzioni indipendenti. Per fare un film scrivi la sceneggiatura, ne fai lo spoglio, trovi i costumi, fai il casting basato sui personaggi. In una produzione pornografica, invece, devi ottimizzare le magre risorse. Prima trovi la location e, in base a essa, definisci il tipo di storia che puo’ abitarvi, il canovaccio se vuoi. Poi individui i ragazzi che hai a disposizione, senza definire i personaggi a priori. Esistono tante più variabili rispetto alla produzione indipendente: i ragazzi

perdono l’aereo, oppure cambiano idea all’ultimo minuto. Occorre, di fronte a questa imprevedibilità, limitare i danni e inventarsi un margine di controllo. Con l’avvento della rete il genere porno è in crisi: sono diminuiti gli acquisti di opere di questo genere e molti le scaricano direttamente da internet. E’ realmente in crisi, anche dal punto di vista culturale, il cinema porno? Distinguerei la crisi economica dal resto: è forte, ce ne accorgiamo dalla vendita dei grandi nomi della pornografia mondiale. Il dvd come supporto è in via di estinzione. Per esempio Belami poteva vendere “out of door”20000 copie negli USA, oggi ne vende 1500. Occorre aprire una parentesi sulla pirateria come con-causa della crisi: non si tratta di un conflitto tra interessi privati e quelli delle corporation, si tratta, spesso, del lavoro dei singolo. Ho dovuto rinunciare al direttore della fotografia, con cui collaboro dal 1997 e al fotografo di scena perche’ non posso piu’ permettermeli. Ecco, la pirateria danneggia anche gli artigiani. E il consumatore: un lavoro di produzione ha un proprio costo. Se non lo recuperiamo, noi produttori abbassiamo il tiro. E cosi’ il consumatore non troverà più nulla: ne’ lavori interessanti ne’ modelli da urlo. Dal punto di vista culturale, invece, la crisi economica impatta i contenuti. Il film a “storia”è finito (troppo costoso).Tornano i“Loop”anni 70, quando le produzioni 8 mm o 16 mm erano prive di una narrazione. Oggi abbiamo episodi internet altrettanto decontestualizzati, senza prologo, senza epilogo, senza personaggi, senza archi drammatici. Non sai nulla: perché tizio fa sesso? Perché Caio tradisce l’amante? Senza un contesto drammatico rimane solo l’ attività idraulica: scene girate in camere di albergo con un triste appiattimento estetico verso il reality. Detto questo non sono pessimista: si può essere nostalgici ma anche ottimisti. Il loop anni ‘70 ha prodotto la nascita del lungometraggio a soggetto. Forse nasceranno nuove ipotesi di lavoro sul porno: talenti nuovi, nuove visioni fertili e sperimentabili. Che differenza c’è, sia sostanziale, sia estetica, tra un’opera porno eterosessuale e un’opera porno gay? C’è una differenza di ruolo. Le storie sessuali etero sono gia’ state affabulate dalla cultura mainstream. Ma le storie ‘omo’? Dove trovava la mia generazione i suoi“modelli”culturali? Al cinema porno. Nel porno trovavi agiti i fantasmi in cui riconoscerti. Di fronte al deserto dei modelli proposti dai media ufficiali e di massa. Oggi la situazione è cambiata. Quali qualità, oltre a quelle estetiche, dovrebbe avere un attore porno e quali sono i criteri della ricerca che tu effettui?

La personalità. Un bel ragazzo senza personalita’ non ha senso. Perche’ la bellezza non è sinonimo di fotogenia. Deve esserci anche una buona dose di esibizionismo e di narcisismo. Hai produzioni in programma? Da qualche tempo sei tornato in Italia sia nella ricerca delle location, sia nella ricerca degli attori: ha un significato particolare questa decisione? Ho chiuso le produzioni autunnali nel Salento e a Milano. Ho trovato un tempo disastroso, ma sono andate benone. Le location mediterranee sono sempre di grande impatto visivo, funzionano. Cosi’ come funziona il mito del ‘latin lover’ Un’osservazione sulla situazione attuale del Movimento LGBT in Italia.Tu scrivi che partecipando ad ultimi Gay pride hai potuto costatare passi in avanti nel movimento. Esiste, però, un panorama istituzionale deludente e direi spesso omofobico in una situazione in cui diritti e pari opportunità non sono riconosciuti per i gay, lesbiche e trans. Quali passi occorre compiere secondo te? Facciamo un passo indietro se parliamo dell’Italia: l‘omofobia è radicata e la Chiesa ne è compiacente. Dubito che si possano godere pari diritti in Italia, anche in futuro. Il Movimento deve assicurarsi più visibilità, più peso politico. Certo, il coming out è una scelta individuale, ma prendiamoci le nostre responsabilità, rendiamoci visibili, dimostriamo che essere frocio non significa indossare una parrucca e battere i cessi. Essere frocio significa anche essere madre, padre, prete, docente. Basta con la codardia: occorre uscire allo scoperto, il Movimento non puo’ essere ridotto a 4 polli senza voce e senza peso. In America la comunità lgbt ha un peso anche politico perché ha saputo essere più visibile, tramite pubblicazioni, tramite iniziative, manifestazioni, vertenze. Il genere porno nell’ambito cinematografico quale contributo può dare all’accrescimento culturale del movimento lgbt per una fase successiva di emancipazione e della liberazione delle persone lgbt? Oggi nessuno. Ma agli inizi il ruolo della pornografia era anche culturale. Io stesso ho abbracciato la mia identità in un porno cinema di Francoforte. Avevo 16 anni. La Chiesa, la letteratura, il cinema no: tacevano, condannavano, censuravano Per definizione il porno gay, cosi’ come l’ho conosciuto, era eversivo: metteve in scena ciò che non era altrove rappresentato. Per questo mi penso come attivista nel senso letterale del termine: sdogano la nostra identità, anche erotica, attraverso forme, suoni e pensieri non ospitati altrove.

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Party con Ruan De Carvalho Mercoledi 23 dicembre Pier Openspace ha festeggiato il suo Christmas Party ospite d’onore Santa Claus e il suo Hot Paccodono...

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Mauro Padovan - Visual art Pier OpenSpace ha presentato SEBASTIAN e ALTRI PERSONAGGI dal 5 dicembre al 6 gennaio 2010 la cupola della basilica di S. Luigi Gonzaga a Castiglione d. Stiviere, dove Mauro abitava. Ma è con la scuola media, sempre in collegio, che Mauro ha la possibilità di sviluppare questo talento che si porta dentro da sempre e proprio in questi anni realizza molti lavori, di cui rimangono alcune tele ad olio. In questi tre anni, vince a fine anno scolastico, i primi premi di Mauro Pavan nasce all’ombra di Castelvecchio a Verona nel 1958. Da subito si scontra con le difficoltà della vita e a cinque anni rimane orfano del padre. Già durante gli anni della scuola materna, il piccolo Mauro dimostra interesse per la pittura e il disegno, ma è in collegio alla scuola elementare, che inizia la sua vera passione per la pittura. Piatti, bottiglie, tavolette ricoperte con il Das, bigliettini decorati a mano per le ricorrenze, fogli di compensato, di masonite e poi le prime tele, fanno di ogni supporto, un’occasione per inventare e intervenire con segni e colori. Di questi ricordi, rimane una linoleografia del 1969, raffigurante

pittura con la dedica del Preside e un libro d’Arte in omaggio; sono le prime vere soddisfazioni. Nel 1977 si diploma al Liceo Artistico Statale di Verona, dimostrando grandi capacità e doti artistiche per il futuro. Dopo una pausa che porta l’eclettico Mauro prima a Parigi alla scuola di cinema, dove entra nella stessa con il numero chiuso, presentando la sceneggiatura di un cortometraggio, incentrato sul significato della vita e di un mondo ormai proiettato verso la sua fine. Poi a Venezia con l’iscrizione ad Architettura, mai frequentata. Con l’avvio del nuovo corso di Scenografia, Mauro Pavan frequenta l’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona sotto la guida del maestro illustratore Luigi Scapini, del maestro incisore Nereo Tedeschi, l’arch. Giorgio Forti per il restauro, e si diploma nel 1986 con 110/110 e lode. Mauro Pavan espone i suoi lavori nell’ambito veronese e gardesano sotto la guida attenta e paterna del maestro Luciano Beretta, noto show man milanese.

Tom Ford è sbarcato a Milano Pier Openspace era presente alla prima per la stampa e alla conferenza con il regista. per George: solo altre ventiquattr’ore senza Jim, il suo compagno morto in un incidente. Ventiquattr’ore fra il sospetto dei vicini, la consolante vicinanza di Charlotte, la rabbia contro i libri letti per una vita ma ormai inutili, e il desiderio di un corpo giovane appena intravisto ma che forse è già troppo tardi per toccare. Quanto basta per comporre un ritratto che non si può dimenticare, e che alla sua uscita sorprese tutti, suonando troppo vero per non essere scandaloso.

Christopher Isherwood Un uomo solo Adelphi - 16.00 Euro

Già negli anni Trenta, quando scrisse Addio a Berlino, Christopher Isherwood sosteneva di voler trasformare il suo occhio di romanziere nell’obiettivo di una macchina fotografica. Ma per lungo tempo -attraverso libri molto diversi fra loro, e spesso segnati dai personaggi fittizi o reali che raccontavano- l’intenzione rimase una di quelle fantasticherie stilistiche che spesso gli scrittori inseguono per tutta la vita senza realizzarle mai. E invece nel suo ultimo romanzo -questo- Isherwood trasforma una giornata nella vita di George, un professore inglese non più giovane che vive in California, in un’asciutta, e proprio per questo struggente, sequenza di scatti. Non è una giornata particolare

Tom Ford è sbarcato a Milano. Al cinema Colosseo lunedì 11 gennaio si è tenuta la prima del tanto atteso “A single man” con la magistrale interpretazione di Colin Firth, nel ruolo protagonista di George, insegnante in un college di Los Angeles. Ad accompagnare la strepitosa recitazione di Firth abbiamo la celeberrima Julianne Moore, nelle vesti di una donna depressa per il proprio passato caratterizzato da un fallimento sentimentale. George vive il dramma della morte per incidente stradale del proprio compagno, in un presente inesistente fatto solamente di tristi ricordi di un passato che non c’è più. La sceneggiatura è gran parte tratta dall’omonimo libro,“Un uomo solo”, di Christopher Iserwood, uno dei sogni nel cassetto dell’autore, che decise come secondo romanzo di trattare la storia di un professore nell’arco di una giornata, ricca di scatti e di scene, distrutto dalla sofferenza,

consolato dall’amicizia di una donna, desideroso di un corpo giovanile non più raggiungibile a causa della sua età avanzata. Le immagini sono molto intense, ricche di colore e di luminosità. E’ il tratto di chi ha vissuto nell’arte del design, lavorando nel mondo della produzione della moda per diversi anni, e che oggi ha cercato di coniugare le due arti, quella cinematografica e quella grafica, in un’opera dall’alto significato narrativo. La conferenza stampa a Palazzo Marino ha visto la partecipazione del regista con la presenza dell’Assessore alla Cultura di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, e della distributrice italiana, Vania Traxler Protti. E’ abbastanza singolare come il Comune abbia

voluto omaggiare il regista di una targa, consegnata durante la conferenza, dato che solo qualche anno fa aveva affossato una mostra dedicata all’omosessualità. Ed è oltremodo singolare come durante la conferenza non sia stato mai fatto cenno al tema principale del film: l’amore tra due uomini vissuto con naturalezza, piacere, intensità e passione. E’ un film sull’amore ha sottolineato Tom Ford e Colin Firth ha saputo impersonare con grande capacità il protagonista, combattuto tra un’esteriorità distaccata e schiva e un’interiorità passionale, romantica e molto riflessiva. Il regista ha sottolineato come ci fosse stato un lavoro di preproduzione intenso. Sono state fatte addirittura 15 stesure della sceneggiatura, testimonianza, questo, della forte volontà del regista di raccontare, soprattutto dopo aver vissuto vicende personali travagliate, analoghe a quelle del protagonista. Il mondo di Hollywood ha espresso ironie sulla prima produzione di Tom Ford e sulla sua capacità cinematografica: ironie che secondo Ford presto cesseranno, vedendo l’ottimo successo che il film ha riscontrato a livello internazionale. Alla domanda fatta riguardo a possibili difficoltà e ostacoli riscontrati nell’ambito cinematografico in quanto il film tratta di tematiche omosessuali, Ford ha risposto considerando che diverse opere affrontano con tranquillità storie di vita di tutti i giorni. Esiste, però, un’ambiguità di fondo, ha fatto rilevare un giornalista presente, dal

momento che sia la locandina del film, sia il premio ricevuto alla 66° Mostra del Cinema di Venezia, Coppa Volpi per il migliore attore, non mostrano il soggetto principale dell’opera: la storia di un insegnante omosessuale distrutto per la perdita improvvisa del proprio amato. Il regista, omosessuale dichiarato, ha cercato di giustificare questa scelta dicendo che non è la sessualità a definire la bellezza di un’opera, ma è l’amore, elemento principale della narrazione, a caratterizzarne il genere. La perplessità, comunque, rimane.

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PierEventi 2010

Da Pier OpenSpace gli incontri let

25 settembre 2010 Vincenzo Patanè Oasi gay Miti & titani della cultura omosessuale e lesbica Pagine 354 - Cicero Editore 28,00 Euro

omoerotico”,“Il Mito dell’Oriente”, “L’America” e “Lo Sport”. Il libro è non solo un contributo alla ricostruzione della storia della cultura gay, ma si propone anche come un libro utile per i tanti che invano cercano di trovare informazioni, generalmente taciute nei testi più diffusi, sull’omosessualità di tanti personaggi, più o meno celebri. Oasi gay: un’oasi che può servire più che mai per capire come la visione del mondo omosessuale, pur repressa e discriminata, finisca poi col colorare non poco la vita quotidiana di tutti, gay e non. Due indici - dei personaggi trattati e un altro raggruppato per argomenti - aiutano il lettore a reperire agevolmente le informazioni fra le numerose messe a disposizione.

E’ contesa tra giovani stilisti come i Missoni e Versace. Le sue originali creazioni sono richieste per le loro modelle dai fotografi di moda più famosi, tra questi Helmut Newton, di cui è stata anche modella, e Giampaolo Barbieri con cui stabilisce un’intesa professionale molto intensa. Poi, all’apice della sua carriera, Dina, senza smentirsi, volta ancora pagina, rinnega tinture, permanenti e messe in piega e si dà alle cure naturali per capelli. Prodotti alle erbe, profumi e incensi, cere di miele, capelli naturali insomma.

13.11.2010 Davide Gasperini Non vedo niente ma sento lontano Pagine 84 - autoprodotto 50,00 Euro

Davide Gasperini Nasce a Cesena il 10.5.1968. Studi dedicati alle arti figurative, posa come modello per nudi artistici e impara ad utilizzare la macchina fotografica come autodidatta. Pier OpenSpace ha tenuto a battesimo la sua prima personale con grande successo di pubblico

31ottobre 2010 Pier OpenSpace Quarto anniversario

18 ottobre 2010 Dina Azzolini Per amore dei capelli Pagine 125 - B.C.Dalai Editore 17,50 Euro

In questo libro, Vincenzo Patanè ha raccolto più di ottanta suoi articoli apparsi su Babilonia - la mitica rivista gay, nata nel 1982 - su cui ha scritto per quindici anni. Babilonia, alla quale collaborarono alcune fra le migliori firme del giornalismo gay italiano, per anni caratterizzò fortemente la realtà gay e lesbica del nostro paese, fondendo sapientemente temi di cultura con altri di attualità e di intrattenimento, proponendo così la più definita e attendibile immagine dell’omosessualità in Italia lungo l’arco di più di vent’anni. Gli articoli sono raggruppati in dieci capitoli, che segnano dei percorsi ben definiti:“L’Universo gay”,“I Titani”,“Donna”,“Il Corpo & il Nudo”, “Arte, Fotografia & Cinema”,“Letteratura & Mitologia”,“Il Mediterraneo

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Per trent’anni Dina è stata la star dei capelli, la mitica pettinatrice di Consuelo Crespi, Anna Piaggi e Mina, amica dei migliori artisti, fotografi e stilisti, preferita da tutti per la sua originale e irripetibile ispirazione. Il libro racconta la sua passione e i suoi ricordi che riportano ad un periodo fecondo di idee e novità e sono un documento prezioso e una divertente raccolta di notizie a partire dal suo arrivo a Milano, alla fine degli anni Cinquanta, dove apre il suo primo negozio in via della Spiga. Da quel momento la sua ascesa diventa irresistibile. A Milano stava nascendo la moda italiana e in tutta la città si respirava l’atmosfera elettrica e vitale della ricerca del nuovo. Dina si trova nel suo elemento.

6.11.2010 Riccardo Di Salvo, Claudio Marchese San berillo e le altre tentazioni Pagine 110 - Edizioni libreria Croce 17,50 Euro

Un tempo nel mondo antico la prostituzione era sacra. Gli dei erano gigolò e le dee erano maitresse.Tutto l’Olimpo fornicava. Orge divine. Il Cristianesimo trasformò in peccato il libertinaggio sacro. Lo demonizzò. Mille divieti colpirono le zone erogene. L’industrializzazione inventò l’equivalenza sesso-denaro. Ai divieti della religione si aggiunse lo strapotere del mercato che interviene sul corpo

Pier Magazine - Primavera 2011 - La vetrina di Pier Pour Hom - www.piermagazine.it

erotico e stabilisce ciò che vale di più, creando una discriminazione tra sesso cibo dei ricchi e sesso cibo dei poveri. Attraverso la storia di Francesco gli autori ripercorrono la città gioiosa e dolorosa, il paradiso-inferno del quartiere San Berillo di Catania. Alle radici del mondo carnevalesco il mestiere più antico del mondo è rimasto immutato. Ancora oggi fa saltare i divieti della morale e sconvolge l’incerto equilibrio del quotidiano borghese.


tterari sono di casa

Comics

Presentato domenica 19 dicembre da Pier OpenSpace il fumetto gay western molto molto hot. 19.12.2010 Mauro Padovani Winter’s Moon Pagine 94 - H&O 15,00 Euro

27.11.2010 Franze & Andarle Black Wade Pagine 76 - Edizioni Voilier 12,90 Euro

Il fumetto è ambientato nel mondo dei pirati. Tutto parte dal fatto che quando Jack Wilkins, luogotenente della marina inglese, sta per sposarsi con una nobildonna, viene rapito dal capitano Black, che vuole così avere un maschietto con il quale passare lieti momenti tra un arrembaggio e l’altro. Il fatto è che tra i due nasce una grande intesa a livello sessuale che inizia a trasformarsi in qualcosa id più. Black, per evitare problemi, decide di separarsi da Jack, che torna a preparare il matrimonio con la prescelta. Ma poco prima delle nozze Jack viene a sapere che Black è stato fatto prigioniero dalla marina inglese e si ritrova a scegliere tra il proprio matrimonio e l’amore per il focoso capitano…

La tribù dei Lakota sta vivendo in pace con i gestori bianchi delle fattorie circostanti, ma delle uccisioni sporadiche sono avvenute da una parte e dall’altra e questi fatti aumentano il crescente odio tra i due gruppi. E’ per questo motivo che David, figlio del capo fattore non confessa il suo amore per Winter’s Moon, figlio del capo tribù. Ma è la rivalità del vecchio amore di Winter’s Moon, Wild Wind e l’arrivo di una compagine di cavalieri senza lode nè infamia a scatenare una rivoluzione tra le piccole comunità. In lingua francese. WINTER’S MOON: SESSO GAY AL TEMPO DEGLI INDIANI E DEI COWBOY

28.11.2010 Lucia Piera De Paola e Giovanni Cucci You are my destiny Pagine 244 - Teke Editori - 12,00 Euro Mai di più suggestivo poteva essere il titolo di un’opera, la prima di una lunga serie, scritta da Lucia Piera De Paola e da Giovanni Cucci, entrambi presenti domenica 28 novembre da Pier Open Space. Si è parlato della storia d’amore e intensa tra Edoardo, commissario gay siciliano trasferitosi a Roma, sempre impegnato nelle indagini di omicidi in una cornice di intrighi dei poteri occulti capitolini, e Jean, giovane medico razionale quanto ponderato, ma passionale in determinati contesti. Aurelio Mancuso, ospite alla presentazione in qualità di presidente di Equality Italia, ha sottolineato l’importanza di questo romanzo, edito da Teke, per l’impegno culturale e politico derivante e per il messaggio di speranza che ne deriva: speranza per un riscatto dei diritti delle persone lgbt.

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Mostra collettiva di 25 artisti

Photo by Shutterstock

Un destino diverso

Pier OpenSpace ha ospitato una mostra dedicata a San Sebastiano. Il santo gay per antonomasia, almeno così è stato considerato da molti gay. Derek Jarman nel film Sebastiane attribuisce al soldato romano un rapporto particolare con l’Imperatore, ma è davvero troppo poco per affermare che Sebastiano sia stato omosessuale. E’ più probabile che sia diventato un’icona gay perché dal Rinascimento è rappresentato come un giovane bellissimo, nudo, legato ad un albero e sofferente per le frecce che lo trapassano.

Il tragitto che ha trasformato un oscuro soldato romano in uno dei più longevi simboli e icone omosessuali è intricato e richiede una spiegazione al contempo storica, sociologica e culturale. Perché Sebastiano e non, invece, Agostino, Ignazio, Paolo, Francesco o un qualsiasi altro santo del pantheon cristiano? Cosa ha contribuito a fare di San Sebastiano l’oggetto di tanta appassionata devozione da parte di scrittori, artisti, intellettuali quali Oscar Wilde, Yukio Mishima, Tennessee Williams e Thomas Mann? E soprattutto, quando e come, di preciso, è avvenuta la metamorfosi da quarantenne capitano d’armi a giovane e perfetto esemplare della bellezza delle forme maschili? Nel suo Commento al salmo 118, Sant’Ambrogio descrive un San Sebastiano molto diverso da quello cui la tradizione pittorica ci ha abituati. Secondo il patrono di Milano, San Sebastiano era un uomo di mezza età, capitano della guardia pretoriana a Roma, fisicamente e psicologicamente provato da anni di servizio militare: insomma, l’esatto contrario del giovane innocente esposto nelle gallerie di mezza Europa. Convertitosi al cristianesimo, Sebastiano è condannato a morte da Diocleziano per tradimento (occorre ricordare che all’epoca

stiano, che li salvi dalla morte nera. Col passare degli anni, l’epidemia si dirada, le morti diminuiscono, la vita ritorna alla normalità. E, nel frattempo, la trasformazione è avvenuta: in quanto simbolo di protezione contro un male oscuro, San Sebastiano viene raffigurato non più come un vecchio soldato, ma come un ragazzo nel fiore degli anni, sano, forte, un corpo non toccato dalla malattia. È così che la peste restituisce a Sebastiano la sua giovinezza; pittori e artisti contribuiscono le frecce, giudicate esteticamente più piacevoli, in un dipinto, di fogne e bastonate.(1) Tutto questo ancora non spiega come un santo cattolico sia diventato un simbolo di coscienza omosessuale. È questa una storia ancora più intricata, se possibile, di quella che ci ha portato dal Sebastiano soldato al giovane idealizzato che conosciamo oggi. Storia (o storie), perché le spiegazioni sono molteplici, frammentarie e tutte, almeno in parte, vere. Punto di partenza è la raffigurazione pittorica stessa: sensuale, languida, sottilmente erotica. Il corpo scultoreo, le frecce simbolo di amore carnale, il volto non sconvolto dal dolore ma rapito dall’estasi: è questa l’immagine che fece innamorare lo scrittore e drammaturgo inglese Oscar Wilde, il quale così descrisse San Sebastiano: “a lovely brown boy with crisp, clustering hair and red lips” (un bel ragazzo scuro, dai riccioli freschi e dalle labbra rosse) (2). Era Sebastiano stesso gay?

altre culture (anche nemiche) fino a farli propri. Ma non è tutto. Un aspetto centrale del desiderio omosessuale è il piacere del proibito; quale simbolo migliore di questo piacere di un santo cattolico trasformato in un oggetto di devozione erotica? La scelta di Sebastiano si giustifica, allora, come la sfida che il mondo gay lancia alle norme della società tradizionale: l’amore sacro della chiesa diventa amore profano della camera da letto; l’appropriazione di un santo come oggetto di desiderio è la forma sublime di vendetta di una comunità che è sempre stata esclusa, offesa e perseguitata.(3) Altre spiegazioni interpretano la leggenda del martirio di Sebastiano come un’allegoria delle persecuzioni sofferte nel corso della storia da uomini e donne a causa della loro sessualità. Il tono malinconico di tanti dipinti raffiguranti il santo e il suo tormento alle mani dei suoi aggressori rappresentano i sentimenti di vergogna, solitudine e umiliazione provati da tanti uomini costretti a vivere in società omofobiche. In questo caso, San Sebastiano non è solo ideale omoerotico, ma prototipo dell’intera esperienza omosessuale così come è vissuta dai milioni di ragazzi che, in tutto il mondo, faticano a farsi accettare per via delle proprie preferenze sessuali.(4) Ma, forse, il vero segreto del successo di Sebastiano risiede nella sua capacità di parlare a tutti noi personalmente. Per Yukio Mishima, scrittore e regista giapponese, San Sebastiano rappresenta il piacere sadomasochistico.(5)

l’Imperatore era anche Pontifex Maximus, ossia capo della religione ufficiale dell’impero). Sebbene trafitto da frecce, Sebastiano sopravvive grazie all’intervento di Sant’Irene, vedova di San Castulo. Curato delle sue ferite, Sebastiano riprende la sua missione di conversione, ed è finalmente ucciso a colpi di bastone e gettato in una condotta fognaria. Se questi sono i fatti documentati, bisogna guardare al quattordicesimo secolo per capire come un centurione indurito dagli anni sia diventato un simbolo di giovinezza. È il 1348; la peste imperversa in tutta Europa, uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente. A Roma, il popolo innalza altari a San Seba-

Fonti antiche non ne esistono, ed è probabile che la narrativa che lo immagina amante di Dio cleziano sia stata redatta, a posteriori, per giustificare la sua scelta come emblema di amore omosessuale. Tuttavia, più interessante della sessualità di San Sebastiano è, dal punto di vista critico, la sua religione. Cattolicesimo (o cristianesimo in generale) e omosessualità sono antagonisti storici, e proprio per questo deve apparire senza dubbio contraddittorio che un esempio di santità ecclesiastica sia diventato col tempo un elemento essenziale dell’immaginario queer. Questo fenomeno può essere spiegato con il carattere sovversivo della cultura gay, ossia la tendenza a incorporare elementi di

Secondo Thomas Mann, invece, San Sebastiano simboleggia “grace in suffering”, “grazia nella sofferenza”.

Collettiva di: Marcel Artes Deolazo Edoardo Bassoli Lorenzo Maria Bottari Tonio Campagna Arnaud Canitzares Alessio Ciani Federico Comelli Ferrari Luigi Fico Foppa - De Antoni - Borde Davide Gasperini Imer Guala Luca Manduca Enea Mariani Alessandro Merlin Agustìn Olavarrìa Valdivia Mauro Padovani Chan Park Lorenzo Perrone Pierpaolo Perseu Clara Poggi Stephan Roland Jgor Scardanzan Kinu Sekigushi Carla Tolomeo Simone Ziffer

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Pier Magazine - Primavera 2011 - La vetrina di Pier Pour Hom - www.piermagazine.it

(6) Derek Jarman,regista del film Sebastiane (1976), vede invece San Sebastiano come incrocio di estasi divina e carnale. Santo dalle mille facce, Sebastiano ha qualcosa di diverso da dire a ciascuno dinoi. Note: (1) Una delle poche immagini rimaste di San Sebastiano “soldato” si trova nella chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma, dove la tradizione vuole che siano sepolti i resti mortali del santo. Qui una nicchia ospita un mosaico del set-


Il Santo “palestrato” timo secolo d.C. che raffigura Sebastiano come un uomo sui cinquanta, barba e capelli brizzolati, vestito alla moda bizantina con una lunga tunica bianca. Una scritta a lato, in caratteri dorati, conferma l’identita’ del santo. (2) Wilde, O. (1877). “The Tomb of Keats”, The Irish Monthly, vol. 5, July. Dublin: M.H. Gill & Son. Wilde si identificò a tal punto con il mito di San Sebastiano da scegliere “Sebastian Melmoth” come suo pseudonimo durante gli anni dell’esilio parigino (1897-1900). (3) Ritroviamo questa interpretazione di San Sebastiano come martire dell’amore gay in “Improvvisamente l’estate scorsa” di Tennessee Williams (1958). In quest’opera teatrale in due atti, il protagonista, Sebastian, viene ucciso mentre in vacanza in Europa da un gruppo di ragazzi ai quali egli aveva richiesto favori sessuali. (4) Kaye, R.A. (1996). “Losing His Religion: Saint Sebastian as Contemporary Gay Martyr”, in Horne, P. e Lewis, R. (ed.), Outlooks: Lesbian and Gay Sexualities and Visual Cultures. New York: Routledge. (5) Nel suo romanzo autobiografico, Confessioni di una maschera, Mishima confessa di essersi masturbato per la prima volta di fronte a un’immagine di San Sebastiano. In seguito, lo scrittore si fece fotografare (s) vestito come il santo prima di commettere suicidio tramite seppuku il 25 November 1970.

(6) Dal suo discorso di accettazione del Premio Nobel per la letteratura (1929). Il testo completo, in inglese, è disponibile sul sito ufficiale del Premio Nobel: http:// nobelprize.org/nobel_prizes/literature/ laureates/1929/mann-speech.html Andrea Perseu

Il racconto di San Sebastiano è forse uno dei più mitizzati dal mondo extracattolico. La storia più nota riporta la vicenda dell’uomo d’armi Sebastiano sotto il governo di Diocleziano, nei cui riguardi l’Imperatore esclamò “io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell’ombra contro di me”; la ragione della collera imperiale pare fosse motivata dalla fede cristiana di Sebastiano, fede odiata da Diocleziano. Seguì la condanna a morte di Sebastiano, trafitto da frecce. La storia non finirebbe qui (creduto morto i carnefici lo abbandonarono, ma Sebastiano fu raccolto e curato, e infine ripresentatosi davanti a Diocleziano fu - definitivamente - flagellato a morte e il corpo gettato nella Cloaca Maxima), ma non è questo l’oggetto del mio articolo. Lo spazio di via Mortara di Milano, Pier OpenSpace, dedica al Santo “frecciato” un’esposizione d’arte, alla quale collaboreranno artisti eterogenei, per stile e pensiero. Pitture, sculture e fotografie, tutte a rappresentare il martirio di San Sebastiano. Il Movimento omosessuale ha fatto di San Sebastiano il proprio protettore ufficiale. Le motivazioni di questa scelta non sono ben chiare, perché sembrano non esistere nell’iconografia del Santo accenni o minime tracce di omosessualità. Ho letto che il riferimento più vecchio, che creerebbe un cordone tra Sebastiano e l’omosessualità, risalirebbe al Martyre de Saint Sébastien del 1910, messo in

Al di là del fatto che ognuno può (o evita) di scegliersi il Santo che vuole come proprio angelo custode, perché mai il protettore dei gay non è San Giovanni Battista? Questi è sempre descritto “giacente sul petto di Gesù”, sempre imberbe e dai lineamenti delicati e femminei; i testi apocrifi ne parlano addirittura in quanto donna (o tale potenzialmente) e, comunque, sottolineano un’ambiguità di contorno. Forse, però, anche San Giovanni Battista come patrono dei gay correrebbe il rischio di banalizzare la faccenda in oggetto e, in ogni caso, vedrei meglio San Sebastiano come protettore dei giocatori di tiro con l’arco! A parte la penosa battuta, quella di San Sebastiano protettore dei gay è una scelta per lo meno innocente (a chi fa male?), tutto sommato anche contemporanea: scegliere un bel ragazzo nudo a proteggere gli omosessuali dagli insulti degli omofobi, dalle discriminazioni sessuali e dall’indifferenza del legislatore avrà forse una qualche efficacia (quale?). È anche questo un messaggio di questi tempi (la donna è velina e il palestrato è protettore dei gay) dal quale messaggio forse il Movimento gay poco si distingue da “gli altri”. … e comunque io preferisco la Madonna!

Luca Manduca

scena da Gabriele D’Annunzio (nel 1911), nella quale rappresentazione il Santo fu presentato come “favorito” dell’Imperatore, nulla di scandaloso considerati i tempi in cui visse Sebastiano; e pare, ancora, che Jarman si sia proprio ispirato a tal documento per il suo Sebastiane. Probabilmente la scelta di Sebastiano, come protettore dei gay, ha la sua giustificazione nella raffigurazione che del Santo è stata fatta a partire (e non prima) dal Rinascimento: un giovane uomo quasi nudo, “palestrato” (inevitabilmente, in quanto uomo d’armi), legato non masochisticamente ad una struttura verticale (di solito una colonna, quindi allegoricamente fallica) e trafitto da frecce (dettaglio che dà più chiavi d’interpretazione).

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berlin-gay.it berlin-gay è un progetto dalla cooperativa berlinese CultureLabs promosso in Italia da Pier OpenSpace. Nasce dall’amicizia e dalla stretta collaborazione tra quattro ragazzi appassionati dalla Storia più difficile del Continente, legati al suo ricordo e alle pagine della Resistenza da motivazioni personali e politiche che decidono di condividerla e discuterla, impegnandosi a vario titolo con i Viaggi Della Memoria rivolti ad un pubblico gay e gay friendly. Attraverso archivi storici e di testimonianza, il confronto con la giustizia per il riconoscimento dei diritti delle vittime di guerra e varie pubblicazioni , CultureLabs vuole ingrandire il bagaglio delle esperienze, coinvolgendo la comunità omosessuale italiana: un tassello essenziale per un progetto rivolto verso l’orizzonte di un movimento gay europeo. Partner di berlin-gay.it per la didattica è il prestiggioso Istoreco - Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea di Reggio Emilia

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Con berlin-gay viaggerai in gruppo con amici o condividerai l’esperienza con nuovi compagni di viaggio. Potrai scegliere tra differenti itinerari, costruendo il tuo percorso, coadiuvato dai nostri organizzatori e accompagnatori. Se invece vuoi semplicemente p aggregarti, potrai farlo unendoti a gruppo con un programma di viaggio prestabilito. TOUR CSD 2011 (pride) 22 al 26 giugno (7 persone): questo tour costituisce una scelta di luoghi e attività non vincolanti suscettibili di variazioni su richiesta degli interessati. 22 Giugno: Arrivo in giornata a Berlino, check-in hotel (o appartamento) e incontro con accompagnatore di berlin-gay ore 19.00 Cena al Mehringdamm (Kreuzberg) ore 21.00 Passeggiata al Flughafen Tempelhof/Tempelhofer Feld con breve sosta al monumento in memoria del Lager di Tempelhof ore 22.30 Tour dei bar: Barbie Bar, Melitta Sundstöm, RauschGold e Drama ore 1.00 Rientro in hotel/casa (consigliato) 23 Giugno: ore 8.15 Colazione ore 9.00 Partenza con sprinterbus per Oranienburg ore 9.45 Incontro con la guida al parcheggio del KZ-Sachsenhausen e visita guidata (La visita tematizza la deportazione degli omosessuali con visita alla monumento commemorativo nel Zellenbau) ore 13.15 Partenza per ristorante ore 14.30 Rientro a Berlino Tempo libero (varie proposte di visita o shopping) ore 18.00 Rientro in hotel ore 20.00 Cena ore 22.00 Partenza per bar MöbelOlfe ore 01.00 Rientro in hotel/casa (consigliato)

24 Giugno: ore 8.30 Colazione ore 9.15 Partenza per il tour berlin-gay ore 10.00 Incontro con la guida presso il Monumento agli Omosessuali Assssinati e visita guidata della città e dei luoghi storici della comunità gay (6 ore) ore 13.00 Breve pausa pranzo e proseguimento tour berlin-gay ore 16.00 Tempo libero ore 18.30 Rientro in hotel e cena ore 21.00 Partenza per quartiere gay di Schöneberg e giro dei bar più famosi tra i quali Heile Welt e Hafen (o party lesbico Subterra allo Schwuz dalle 23.00) ore 2.00 Rientro (consigliato) 25 Giugno: ore 10.45 Partenza per Nollendorfplatz ore 11.00 Brunch al Cafe Berio ore 12.30 CSD ore 17.00 Incontro con l’accompagnatore e si prosegue nella Oranienstr. per CSD Transgenialer (percorso consigliato) ore 21.00 Cena in Oranien Straße ore 22.30 Cocktail al Bier Himmel o al Rose’s ore 24.00 Party a scelta tra le discoteche aderenti ai festeggiamenti del CSD

26 Giugno: 8.00 Colazione 9.00 Visite mattutine (programma vincolato dalle partenze) Rientro in Italia

Prezzo cumulativo del Tour CSD 2011 per 7 persone: Hotel: 5.400,00 Euro (escl. volo) Appartamento: 5.300,00 Euro (escl. volo) In questa offerta son compresi Hotel/ Appartamento mezza pensione, un pasto al giorno in ristorante, il brunch del CSD, transfer cittadino in Sprinterbus (8 ore), accompagnatore durante il soggiorno, guide e traduttori. In hotel sono compresi sauna, piscina, internet. Le stanze sono dotate di tv, fon, cassaforte, servizi, doccia. Sono esclusi il volo, gli ingressi alle discoteche, consumazioni serali nei bar, visite ai musei e quant’altro non espressamente indicato nel contratto di viaggio. Per alloggio in appartamento occorre verificare la disponibilità. Il Tour CSD 2011 può subire su richiesta variazione nel numero dei partecipanti con naturale ripercussione dei costi sul preventivo ivi presentato. I prezzi sono indicativi, berlin-gay.it non risponde di eventuali cambiamenti improvvisi non dipendenti dalla sua volontà.

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Per informazioni: www.pierpourhom.it/blog


Speciale Francia - Alessandro Rizzo

Pier Magazine ospite dell’Ente per lo sviluppo del turismo francese Per chi ama le città d’Oltralpe Pier Magazine offre agli amici e lettori un’anteprima sul numero in uscita in primavera suggerimenti e consigli su come soggiornare bene a Lione e a Saint- Etienne. La Francia è la patria dei diritti civili e delle libertà e le due città hanno da sempre espresso ottima ospitalità per la comunità lgbt, oltre una grande capacità di esprimere servizi efficienti e completi per i turisti e i visitatori.

I nostri riflettori si proietteranno

E che dire della tradizione cinema-

sulla vita gaia della Regione Rodano

tografica di Lione.

Alpi e, insieme alle utili indicazioni

La villa della famiglia Lumière,

giunte dall’Ente per lo sviluppo del

acquistata dal comune di Lione nel

turismo francese, potremmo tuffarvi

1975, vede sorgere dal 1982 l’Istitu-

nei locali, servizi, musei, librerie,

to Lumière.

negli appuntamenti con le iniziative

Il centro dispone di una grande

artistiche e culturali, nei negozi,

sala cinematografica, costruita nel

negli hotel gay friendly, nei B & B,

Mercato della seta e per i numerosi

nizzazione in canali esprimendo sug-

1995 sotto gli occhi di 30 registi

nei mercati, nei caffè e nei villaggi e

negozi hype e chic, di scarpe e di

gestioni particolari lungo il Rodano

internazionali, oltre ad organizzare

“passage” della moda.

decorazione, di antiquario nel pieno

e la Saona.

proiezioni all’aperto, vera tradizione

Un viaggio in una seconda puntata

centro storico, dove potrete trovare

L’Ufficio per il Turismo garantisce,

culturale, nei mesi estivi.

col turismo lgbt in Europa permet-

180 pareti dipinte con la tecnica del

tramite l’esperienza e la professio-

Raggiungere Lione è molto facile sia

terà di conoscere bene le usanze, i

“trompe l’oeil” da numerosi artisti

nalità pluriennale del suo settore,

in aereo, l’aeroporto Saint Exupéry

costumi sociali e culturali di questa

che hanno, così, colorato la città.

assistenza e punto di informazione

è molto comodo e funzionale, sia in

splendida terra.

Sotto le numerose luci della città

per chi voglia vivere la vita gaia da

treno grazie al TGV e a due stazioni

Ricordiamo solo per accennare

francese, la prima ad avere una

ogni punto di vista.

in pieno centro, Part-Dieu e Per-

che Lione riserva tanta attenzione

vera e propria scuola dell’illumina-

I mezzi di trasporto esprimono forte

rache, sia, infine, in auto, dato che

alla cultura queer da essere stato

zione dei luoghi pubblici, si aprono

efficienza, tanto che il Comune ne

la città sorge al centro di una rete

il primo comune ad aver creato il

spazi e attrattive interessanti per il

ha istituiti di nuovi ed ecologici.

autostradale di oltre 1.000 km.

primo centro di fondo documentario

turismo lgbt.

Il Cyclopolitain è il taxi al prezzo

A solo un’ora scarsa da Lione trovia-

gay lesbico presso la Bibliothèque

Lione è una città che vive turisti-

dell’autobus, un ciclo di nuova gene-

mo Saint- Etienne, festosa e ridente

Municipale.

camente dell’attrazione che offre il

razione che ti permette di goderti la

città dall’accoglienza amichevole

Lione è anche prestigiosa per il

suo aspetto urbanistico e l’orga-

vista della città “on the road”.

dei suoi abitanti, delle vie piene di

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Pier Magazine - Primavera 2011 - La vetrina di Pier Pour Hom - www.piermagazine.it


negozi, delle boutique dell’antiquariato, delle gallerie d’arte, dei cafè, dei ristoranti. Ogni periodo dell’anno Saint Etienne vede una festa o una ricorrenza popolare. Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO, la città francese offre un percorso lungo l’asse principale segnato da un tranvai centenario per oltre 11 chilometri. I 2000 anni di storia caratterizzano l’atmosfera colorata e festosa di Saint-Etienne, immersa nell’inventiva e fantasiosa ridente città. L’Ottocento e il Novecento, fino alle più prestigiose avanguardie fanno della luminosa “ville francaise” patria di musei interessanti, da quello d’arte e d’industria a quello della miniera, poli di scoperta e d’inter-

economici con la sua storica produ-

per giovani, biennali internazionali

di leggerci questa primavera per

pretazione della storia industriale,

zione del tessile, della metallurgia,

di danza fanno di Saint-Etienne

organizzarvi un soggiorno delizioso

urbanistica ed architetturale di

dell’incisione su armi.

una perla insostituibile nel turismo

e ricco di opportunità nella paradi-

Saint-Etienne.

Spettacoli e creazioni liriche,

impegnato e di evasione d’Oltralpe.

siaca regione Rodano-Alpi.

La città è leader in diversi settori

affascinanti coreografie di un teatro

Non anticipiamo oltre suggerendovi

31


Speciale Francia

La Costa Azzurra dal gusto rainbow.

Scegli le tue vacanze trasgressive a due passi da casa. Noi le abbiamo provate per darti un assaggio. Se vuoi trascorrere un’estate piacevole in posti incantevoli di una Francia da sempre tinta di arcobaleno non puoi che scegliere la Costa Azzurra. Noi di Pier Magazine, come unica redazione di periodico lgbt italiano, siamo stati invitati a visitare i luoghi che questa paradisiaca regione tra il mare e le colline offre ai turisti a orientamento omosessuale. Se vuoi trascorrere un’estate piacevole

Ti illustreremo brevemente alcuni dei

Joseph Barrache per i membri del Club

Marianne Estène-Chauvin, la presidente

in posti incantevoli di un Francia da

più significativi posti che potrebbero

de la Mer.

del gruppo, sarà contenta di farti gli

sempre tinta di arcobaleno non puoi che

arricchire e disegnare una coreografia

L’arte Decò accompagna gli alberghi

onori di casa.

scegliere la Costa Azzurra.

indimenticabile delle tue prossime

del “Groupe Belles Rives”, Hotel Juana

Se sei interessato a conoscere i siti

Noi di Pier Magazine, come unica reda-

vacanze.

e Hotel Belles Rives, dove soggiornò

culturali di una tipica vacanza per

zione di periodico lgbt italiano, siamo

La gentilezza degli operatori turistici

Fitzgerald, alla cui memoria è stata

appassionati di arte, celebrando

stati invitati a visitare i luoghi che

della Costa Azzurra potrà aiutarti a

posta una lapide nella reception e nel

soprattutto le opere in ceramica che

questa paradisiaca regione tra il mare e

programmare un divertimento assi-

cui omonimo lunge bar e nella stesse

caratterizzano la produzione di questa

le colline offre ai turisti a orientamento

curato e una ricerca di siti storici e

stanze potrai tuffarti nel periodo dei

terra, puoi spostarti ad Antibes, ridente

omosessuale.

artistici strabilianti. Da Juan Les Pins

scintillanti anni ‘30.

città marittima, che ti assicurerà

Qualcuno potrà dire che è una ghettiz-

ad Antibes, da Cannes a Nizza, sbarcan-

E’ un posto da vedere e da essere visto,

un lungomare solare e dinamico e

zazione? Si può benissimo rispondere

do sulle “Iles de Lerins”, il viaggio può

soprattutto se si vuole trascorrere una

l’estatica contemplazione delle opere di

che divertimento e sete di cultura

essere intenso quanto mai affascinante,

piacevole serata al suono di gentili

Picasso, custodite nell’omonimo museo.

sono esigenze universali e grazie alla

in un panorama fatto di mare, spiagge

musiche dal vivo, di note riposanti, gu-

L’autore celeberrimo trascorse in

professionalità e alla dedizione degli

immense, maestosi e scintillanti saloni

stando prelibatezze del luogo annaffiate

questa città gran parte della sua vita

accompagnatori dell’Ufficio turistico

di alberghi di alta categoria, piste di

con un vino rosè dal sapore delicato

studiando, disegnando e producendo

francese,“Atout France”, siamo venuti

discoteche accoglienti e ristoranti dalla

e raffinato, nelle sale liberty del Cafè

capolavori intramontabili.

a conoscenza del grande patrimonio di

cucina tipica e locale.

Marianne con un servizio curato e con

Questa arte non ti lascerà se visiterai

una costa nel percorso di un itinerario

Da subito la tua visita può iniziare

la visione di una costa splendida e di

Vallauris dove potrai apprezzare,

squisito e intrigante.

dall’Hotel Juana, aperto nel 1931 da

una spiaggia idilliaca.

dopo aver gustato al Close Cosette

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le prelibatezze del luogo in un ricco buffet in un locale ricavato dalla riqualificazione di una vecchia fabbrica, la “Chapelle Guerre & Paix de Picasso”, un monumento di 100 metri dai toni allegorici e l’Homme au Mouton dello stesso artista, quest’ultimo donato e offerto dall’autore alla città. In questa città la famiglia Massier, dal 1707 noti ceramisti, esibisce la propria produzione, mentre i vicoli del piccolo borgo ti condurranno a conoscere il lato artistico raffigurativo del mitico attore e compagno di Jean Cocteau, Jean Marais, nel suo omonimo spazio. Vuoi, invece, immergerti nelle sensazioni che potrebbero darti un viaggio fantastico nei cinque continenti del pianeta nella frequentatissima Cannes? Non potete che andare all’hotel 3.14 alto cinque piani dove ogni piano è dedicato allo stile architettonico e all’arredamento dei singoli angoli della terra, dall’Africa all’Europa, dall’Asia all’Australia per arrivare all’America. Il suntuoso albergo è sito a pochi passi dalla spiaggia “rainbow” e dalla Croisette e ha la vista sul celeberrimo Carlton Hotel, dove sono presenti le migliori suite dei vip del cinema, partendo da quella personale di Sean Connery, e il salone dove si tenne la prima riunione della “Società delle Nazioni”. Se ami vivere una serata e una notte dai contorni divertenti e perché no piccanti puoi fare riferimento a Cannes Rainbow, una rete di associazioni e servizi turistici che ti porteranno a scoprire quello che si definisce essere una città dei miti gay, dinamica, vivace e leggendaria come leggendari sono stati alcuni suoi

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Speciale Francia frequentatori tradizionali, Cocteau, Marais, Chazot, Brialy. La città è contornata da locali e discoteche meravigliose, Le Zanzibar e Night, spiagge gay friendly riposanti e rilassanti, baciate dal sole per 300 giorni all’anno, Plage Vegaluna, indimenticabili store della moda internazionale, da Parad’x a

1862, dove la professionalità

Le Salon, ed eleganti ristoranti

e l’esperienza del gestore

e lunge bar, Barbarella e Le

sommelier potrà permetterti

Sparkling. Un’associazione,

di conoscere il lato enologico

Agae, partner del progetto

di questa terra mediterranea.

Cannes rainbow, si mobilita per

Potresti, a questo punto,

i diritti della comunità lgbt ed

tralasciare la visita de l’Iles

è tra le più note organizzazioni

de Lérins al largo di Cape

europee, il cui banchetto infor-

d’Antibes?

mativo lo puoi trovare nei vari

Sarebbe un vero peccato se

locali durante le serate gay

non prendessi uno scafo e non

della città e i cui membri sono

approdassi sulla calda costa di

stati da noi conosciuti durante

questa isola spettacolare, dove

il soggiorno.

un ristorante accogliente po-

passato, presente e natura.

breakfast, tra eleganza e

sue forme. Un’esposizione

Cannes è anche natura e teatro

trebbe garantirti pesce e vine

Vence ti può offrire passeggia-

comodità, la Maison du

permanente, pur rinnovata

di un antico borgo prospiciente

rosè a volontà, dopo aver fatto

te magiche in contemplazione

Frene, potrebbe accoglierti per

nello spirito, dedicata a Gia-

sul mare. Parliamo de “le

un bel tuffo nelle miti acque

di ricche distese di vigneti e in

qualche notte, in uno spazio

cometti, noto autore svizzero

marché Forville”, una lunga

della pacifica spiaggia e prima

prossimità di palazzi antichi

dove l’arte contemporanea e

amico della famiglia Maeght,

promenade in salita, all’ombra

di terminare il tuo itinerario in

tipicamente campestri, in

la pop art ti terranno degna

arricchisce questo tempio

di palazzi d’epoca, fortezze e

un’immersione indimenticabile

un’organizzazione urbanistica

compagnia.

moderno della cultura pittorica

mura, alla fine della quale non

negli avamposti dell’antica

a forma di ellissi come voleva

Non mancano a pochi chilome-

e scultorea, immerso in una

può mancare la degustazione

Roma. Cannes è circondata da

la tradizione medioevale.

tri da Vence il piccolo borgo St

pineta, in uno stile moderno e

dei vini francesi alla Cave

meravigliose mete tra storia,

Un delicato e familiare bed and

Paul de Vence ricca di luoghi

minimalista firmato dall’archi-

di cultura dove hanno dimora

tetto catalano, Lluis Sert.

le più interessanti correnti

Nizza può contornare e

artistiche della storia in noto-

concludere il tuo meravi-

rie e ricche gallerie compresa

glioso soggiorno in Costa

la Fondazione Maeght, unico

Azzurra. Serate all’insegna

esempio di fondazione privata

del divertimento gaio, le

a livello europeo, dove sono cu-

“soirées Rainbow Power ou

stodite opere rilevanti dell’età

Dolly” e l’illustre e interna-

contemporanea in tutte le

zionale festival Gay&Lesbien

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“In&Out” non sono che alcuni

Bed and Breakfast 100% gay

altamente hi tech, progettato

per accogliere ogni tua

Contemporain.

dei tanti appuntamenti dal

gestito da una coppia ospitale

da Matali Crasset, collaboratri-

richiesta. Puoi conoscere la

Prima, però, non puoi tralascia-

sapore mediterraneo, culturale

e brillante, Jean Michel e

ce del celebre Philippe Starck,

sua storia fatta di architet-

re le esposizioni permanenti e

ed evasivo che caratterizzano

Phil, che mettono a vostra

che ha saputo imprimere

tura barocca, di urbanistica

quelle temporanee che questo

l’intensa programmazione di

disposizione un grande salone

in ognuna delle 38 camere

minimalista, di piccole villette

immenso museo ti può donare

una splendida città, distesa

arredato con attenzione e

concept differenti a seconda

dei vecchi pescatori, e soffer-

in una struttura moderna,

sul mare, racchiusa da una

cura, dove poter fare la vostra

dello stile quotidiano che il

marti nelle frizzanti mattine

agile e sinuosa, sovrastata

lunga spiaggia e litorale caldo

colazione a ogni ora del

cliente vuole sperimentare. Il

mediterranee al famoso e

da una grande terrazza fatta di

e accogliente, dove si contano

mattino, e la scelta tra 10 ca-

lounge bar è il cuore pulsante

celeberrimo, nonché profuma-

scale dove soffermarsi

più di 50 stabilimenti balne-

mere, ognuna dotata di servizi,

di questo tempio del nuovo

tamente colorato, mercato dei

per ammirare i tetti della

ari aderenti all’associazione

oltre a un capiente box per

design in stile tecnologico,

fiori. La collina dove è situato

grande città.

AGLAE. Se cerchi un ristorante

parcheggiare la vostra auto e

adatto per incontri e confronti

il castello ti dona un panorama

Questo è solo un breve consi-

e una location sulla spiaggia

moto. Familiarità e accoglienza

con una clientela attenta

mozzafiato quanto immenso

glio per affacciarti su questa

per intensi e intriganti rendez

sono i punti principali di una

e curiosa a vivere nuove

della Baia degli Angeli e ti pre-

meravigliosa terra dove

vous, Castel Plage fa per te,

filosofia commerciale volta a

dimensioni turistiche e affidati

parerà a gustare un delizioso

AGLAE, Cannes rainbow e

bello per gente bella, con una

farti sentire a casa nel pieno

alla cura e alla dedizione di un

e leggero, ma non per questo

l’Ufficio Turistico francese

vista meravigliosa e magica,

centro della città.

attento e premuroso personale

parco, pranzo presso il Grand

potranno guidarvi con dedi-

dalla cucina mediterranea,

Una rottura con i canoni

all’insegna della cordialità.

Café des Arts presso il Mamac,

zione e passione in un viaggio

accogliente ed esotica. Per la

tipici dell’eleganza potrebbe

Nizza apre le proprie strade

Musée d’Art Moderne et d’Art

intenso e denso di emozioni.

notte non potresti che sceglie-

essere un tuo pernottamento

Ora tocca a te programmare

re l’Hotel Beau Rivage, realiz-

all’Hi Hotel il cui stile è in

una vacanza veramente rilas-

zato nel 1860 e tra i preferiti

totale antitesi innovativa con

sante e indimenticabile magari

per gli intellettuali dell’epoca

i parametri del lusso europeo,

in dolce e romantica

quali Matisse, Fitzgerald,

a soli 200 metri dalla spiaggia

compagnia, magari con

Nietzsche o Theckhov. Ma non

e dalla Promenade des Anglais.

amici brillanti e desiderosi di

dimenticare anche un’opzione

Una nuova e rivoluzionaria

conoscere, magari da solo ma

meno impegnativa per il tuo

idea dello spazio è racchiusa

desideroso di assaporare gior-

soggiorno: il Blue Angels, un

in un edificio ecosostenibile,

ni rilassanti e intramontabili.

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Speciale Belgio - Salvatore Trapani

Bruxelles tra fascino ed eleganza.

Magnifica e aristocratica, tecnologica e in movimento. Ecco la capitale del Belgio e dell’Europa! Eleganza e fascino sono qualità europee, ma una città fra tutte nel nostro Continente e forse più di tutte è una loro sintesi sorprendente: Bruxelles. Capitale del Belgio e, non a caso, dell’Europa! Magnifica e aristocratica, tecnologica e in movimento, Bruxelles non si dimentica – quale fucina comunitaria – di darsi anche una veste gay di tutto rispetto. E senza ghetti, per piacere; perché qui

Grand Place (per opera dell’architetto

è chiaro, che design, moda e arte sono

Guimerd). L’indipendenza giunge nel

virtù anche “gaie”, a disposizione di

1830 per una rivolta cittadina, dopo

sensi e intelletto e della comunità inter-

l’occupazione Napoleonica. Bruxelles

nazionale, costantemente di passaggio,

ha conosciuto decenni di tranquillità,

vuoi in visita o per lavoro. Qui c’è il

interrotti dall’occupazione nazista

Parlamento europeo dei politici, dei

Tra le buone Brasseries e le indimenti-

evidenti, di questo periodo, nella Piazza

del 1940. Nel 1958 fu sede dell’Expo

portaborse e dei giornalisti da ogni

cabili pasticcerie artigianali, specializ-

del Mercato. Ricca e autonomista,

Universelle, i cui giardini sono visitabili

angolo del globo. Li incontri la sera, in

zate nella lavorazione del cioccolato,

venne (1567) soffocata dal Duca D’Alba

con l’Atomium, -più del giglio- simbolo

questo villaggio europeo, nei vari locali,

pulsa un centro consapevole della sua

di Spagna che adottò metodi repressivi,

della città. Per la storia contempora-

rilassati e con un boccale di birra pronti

tradizione e pronto a stregare con luci

macchiandola col sangue di 18.000

nea, Bruxelles è stata tristemente al

a raccontarti di Bruxelles, così “cool”

e architetture high tech.

decapitati. Il governo spagnolo, che

centro delle cronache per la Strage

da sembrare Parigi, così libera (e gay) e

Storia. I duchi di Brabante ne fecero

si protrasse ancora per tutto il XVII

hooligan allo Stadio dell’Heysel (1985),

strafottente da ricordare Berlino, così

la sede ufficiale, tanto da cingerla con

Secolo, fu inetto nel provocarne il

una pagina ancora aperta che si vuol

spregiudicata da ricordare Barcellona,

una cerchia di bastioni lunga oltre

declino economico, che portò artigiani

superare e non dimenticare.

così tradizionale e in bombetta da

4 km (1143). Poi passò alla corona

e mercanti alla sollevazione, stavolta

Cultura: Bruxelles offre molti percorsi

emulare Londra e di prestigio e austera

dei duchi di Lorena (sec. XII). La sua

sedata dal Re Sole, Luigi XIV di Francia.

culturali, occorre solo scegliere tra

come Roma.

storia è legata alle sorti delle Fiandre

Agli inizi del ‘700 si alternarono alla

le passeggiate dei bei Boulevards che

L’errore più grande è stato stivarla tra

attraverso le lotte tra Austria, Spagna

guida di Bruxelles francesi e austriaci:

cingono a esagono la città (Boulevard

i centri politici (proprio per questo più

e Francia. Nel 1477, quando divenne

questi s’impadronirono della città col

do Jardin Botanique, Boulevard de Nieu-

noiosi) in controtendenza, invece, qui

capitale dei Paesi Bassi Austriaci, era

trattato di Aquisgrana (1748) e gover-

port, Boulevard du Midi e dou Regent) o

succede sempre qualcosa.

ritenuta una delle città più attraenti e

narono in modo avveduto, promuovendo

che l’attraversano (Boulevard Anspach,

ricche d’Europa, grazie soprattutto al

tra l’altro un programma di rinnovamen-

Boulevard de

commercio dei tessuti. Ci sono tracce

to urbanistico con l’edificazione della

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PPi Pier i eerr Magazine M a g a zi z i nnee - Primavera PPrim rriiimm aave rim avve v e ra r a 220 2011 0011 1 - La L a ve vvetrina e ttri trri r i nnaa di d i PPi Pie Pier iiee r PPour our oou u r HHo ur Hom o m - www www.piermagazine.it w w.p w .pp ie i eerr ma ier m aagg aazz i n ee.. i t mag


L’empereur, Boulevard de l’Impératrice

Lui stesso si definisce una specie di

frequentatori dei mille bar e locali sono

palcoscenico il bancone del bar, su cui

etc…). Basta poi acquistare una guida

cappellaio matto, in grado di realiz-

molto labili, dunque non è facile parlare

si esibiscono Drag Queen davanti a

turistica per ripercorrere i classici

zare cappelli con qualunque cosa, con

di una connotazione ben precisa, quanto

un pubblico (piacevolmente) ammas-

vettori museali, con le grandi mostre

magliettine per i neonati per esempio

più giusto di una piacevole e inusitata

sato. Se poi si vogliono scambiare

d’arte moderna e contemporanea.

o con i gusci delle cozze assemblati a

mescolanza dei gruppi, di cui la muni-

quattro chiacchiere, al primo piano, si

Tra queste è un dovere la mostra

bombetta, quale neomodello sub-cultu-

cipalità è orgogliosa. Il Ministero della

trova l’altro bar, in un’atmosfera più

permanente dedicata al grande pittore

rale in dialogo con la tradizione. Il suo

Cultura in collaborazione con quello

tranquilla… Testosterone e muscoli

belga René Magritte (Museo Magritte,

rifugio d’ispirazione è la città siciliana

del Turismo ne ha fatto un centro di

sono invece alle lunghe notti del più

Place Royal), dopo Tintoretto (1518),

di Siracusa, definita: “delle meraviglie

tolleranza e divertimento alla portata di

importante Disco-Club gay di Brussel,

il grande maestro della luce e delle

e di tempra meridionale”. Il Liberty

tutti. I locali sono disseminati nell’area

La DemenCe, che ha appena festeggiato

ombre, dei chiaroscuri melanconici.

ridente e dorato riveste le facciate del

più centrale, per creare a sorpresa uno

i 21’anni di Storia. In Linea con i grandi

Ma per chi ama la cultura modaiola è

centro intorno alla Grand Place Grote

shock culturale d’obbligo, per chiunque

Disco Club del mondo, più trasgres-

altrettanto importante una visita al

Markt, nel candore di Villa Victory su

voglia andare in contro alla Bruxelles

sivi, questa discoteca ha un pubblico

cappellaio Elvis Pompilio al 67 di Rue

commissione del Barone Louis Empain

più vitale. Si può incominciare con il

eterogeneo e scatenato, ma anche la

Lebeau (Grand Sablon), generoso nelle

(1930) e del bellissimo Museo della

bar gay Le Belgica (32 Rue Marché au

location particolare, lungo il canale.

produzioni e fantasioso nel crearle. E’

Musica, struggente nella commistione

Charbon) per bere una birra e per un

Conoscere gente è facilissimo, perché

stato stilista di Chanel e collaboratore

col neorinascimentale, stile monarchico

primo approccio alla scena notturna

lo è altrettanto trovare qualcuno che

di Karl Lagerfield in molte passerelle,

per eccellenza. Vita Notturna: per la

omosessuale. Dalle 23:00 in poi si

parli la tua lingua. E’ Bruxelles capitale

con negozi a Londra e a New York.

cultura gay, Bruxelles è una scoperta

può fare un salto allo Chez Maman (7

degli europei, e forse anche dei gay.

costante. La città è tollerante, aperta

Rue des Grands Carmes), a due piani,

e soprattutto vivace. I confini tra i

con uno spazio piccolissimo e per

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Speciale Germania - Salvatore Trapani

BERLINO FA SCUO Dall’ombra dei forni crematori al parlamento tedesco: il riscatto del movimento gay. Berlino è il luogo storico del movimento omosessuale. Capitale gay e lesbica d’Europa, fin dai Dorati anni Venti, dopo le violenze nazionalsocialiste e i movimenti di emancipazione degli anni Sessanta e Settanta, qui la comunità gay si è imposta diventando parte integrante della politica tedesca. Un trend per l’Europa… L’assenza di un’adeguata memoria storica in Italia, verso le responsabilità del Paese negli anni del periodo fascista, continua a creare situazioni imbarazzanti e abnormi. L’Italia in sé non è povera di memoria, ma quel che è mancata fino ad ora è la comune accettazione di un dato: noi siamo stati parte integrante della violenza e della negazione dei diritti umani, negli anni bui delle persecuzioni e del terrore fascista. Per questo ci resta una memoria agonizzante col rammarico in più di un’occasione persa, cioè il maturare compatto di un paese in Nazione. Centocinquanta anni di Unità svaniscono in una manciata di secondi, se si riflette su questo dato. Dietro la cortina dei festeggiamenti, restiamo divisi davanti alle fasi storiche più critiche della nostra Società nazionale; sembriamo incapaci di farcene una ragione. Perché? Per la paura di restare pietrificati guardando negli occhi la Gorgonide, ripugnante

E non è la crisi economica, ma è l’evoluzione civile che non è avvenuta. L’esempio sta nel confronto con la Germania: era il 1978 quando Auschwitz ascese gli onori della cronaca con lo sceneggiato televisivo Olocausto sulla storia -romanzata- della famiglia ebrea Weiss. Così che milioni di tedeschi -soprattutto giovani- ne furono scioccati. E’ a partire da questa data che tutti i fenomeni di rimozione della memoria sono falliti. Da quel momento non smisero di porre martellanti interrogativi alla generazione che li precedeva, ai loro insegnati nelle università, ai nonni e ai genitori: come mai è accaduto? Un interrogativo che echeggia ancora sgomento, non più solo dagli scranni universitari, ma soprattutto parlamentari. Ma noi italiani guardammo sconvolti a ciò che “solo” la Germania fu in grado di fare. Nel polverone delle accuse ci siamo messi tra gli accusatori. Bastava guardare al paese tedesco per differenziarci: distrutto, con interi quartieri e città cancellati nelle rappresaglie alleate; denigrato e diviso poi dal Muro sovietico. Noi invece eravamo illesi e assolti: le ferite sanguinanti tedesche non ebbero un corrispettivo italiano. Le nostre città sono state risparmiate, i nostri beni culturali ristrutturati e non persi. Non abbiamo vissuto decenni tra le macerie; una generazione non si è consumata, come in Germania, prona a mani nude tra i ruderi per riottenere i mattoni da ricostruzione nel confronto con l’incubo nazifascista e i suoi esiti. La violenza postbellica è stata appunto risparmiata agli italiani.

conferito, che è il bandolo della questione nel suo vizio di forma più che attuale. L’Italia è stata il pavimento delle camere a gas e dei crematori, come l’Europa razzista e antisemita, omofoba e intollerante. Le civiltà rinascimentale, barocca, simbolista e poi decadente, hanno dato fuoco alle fornaci, alla fine di un atavico principio di razionalismo positivista, che ha generato il principio di necessità di tali violenze: ineluttabili, nel conseguire il miraggio di una società perfetta, bella e priva di macchie superficiali.

La porta di Brandenburgo simbolo di Berlino e della Germania post Guerra fredda

E’ dietro a questi aneliti del bello, che giorno e notte bruciavano i forni crematori. La civiltà del bello pur di crederci ha nascosto il lato più brutale dietro una maschera. Il rifiuto di questa evidenza continua a creare danni in Italia, mentre la presa di responsabilità in Germania ha prodotto la ricostruzione di un Paese e l’avvio di una grande rivoluzione civile. Le minoranze perseguitate di allora hanno oggi un posto di diritto nella società tedesca e un ruolo politico nel Paese. E i segni di questo riconoscimento sono evidenti, a partire già dal tessuto cittadino, con una trama di percorsi e monumenti sotto gli occhi di tutti. E come a Berlino, in nessun altro centro europeo. Ciò non è stato il frutto di un regalo storico; quelle minoranze non hanno lasciato spazio a un futuro dimentico. Come il movimento gay, che qui ha combattuto fin dal primo momento perché non svanissero dal ricordo le colonne di fumo e cenere dei crematori, pieni anche delle salme della stessa politico e civile: Berlino ha un sindaco gay, il socialdemocratico Klaus Wowereit, e il Paese ha un ministro degli esteri e vicecancelliere gay, Guido Westerwelle del partito liberale. Un modello che chiama la comunità gay italiana, imponendole un percorso altrettanto necessario e il medesimo coraggio politico. Non si tratta di guardare solo al passato italiano per capire le differenze, ci basta partire da un presente avvinghiato a un’adolescenza perenne, per la mancata presa di coscienza: ecco gli echi delle ronde; la caccia agli immigrati; il negato matrimonio civile per gli omosessuali; una legislazione parziale; il rifiuto di creare luoghi della memoria e l’abbandono irresponsabile di quelli esistenti. L’Italia gay accettando la sfida farebbe la svolta.

Monumento agli omosessuali assasinati d’Europa personificazione del lato più spregevole della nostra Storia: ebrei, omosessuali, invalidi, handicappati, oppositori, sono stati scherniti, stigmatizzati, stanati e deportati se non torturati e picchiati a morte. Se riuscissimo ad accettarlo ci evolveremmo, capiremmo che non bisogna per forza sedersi dalla parte dei vincitori, per vincere. Così navighiamo in difficili acque.

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L’Eldorado da locale gay negli anni 30 venne trasformato dai nazisti in seggio elettorale. I primi successi di Marlene Dietrich furono proprio qui. Noi ci eravamo arresi con Badoglio e l’armistizio; abbiamo dimostrato di essere “brava gente”, un popolo ravvedutosi in tempo. La mancanza di tracce è valsa come mancanza di una lezione storica, invece. I responsabili fascisti di quelle violenze, fatte con i nazisti, non erano tra gli aguzzini a Norimberga, ma nel nuovo parlamento democratico. Ci siamo dati l’alibi di uno statuto speciale, auto

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comunità omosessuale tedesca. Un apporto che si è costruito uscendo allo scoperto e tenendo in mano quei testi storici e sotto gli occhi le immagini dai campi, portate nei cortei, davanti ai sindaci, ai parlamentari e ai sindacati. L’emancipazione imposta, non solo per il conseguimento della libertà sessuale, ma per quello ben più importante del riconoscimento


OLA DI MEMORIA Scopri il nuovo modo di viaggiare gay nella nuova San Francisco tedesca...

Con la scritta:“La democrazia inizia dalla sessualità” si evidenzia la Motz Strasse, quale via gay di Berlino per eccellenza Le due agenzie CultureLabs di Berlino e Pier Openspace di Milano inaugurano un prodotto pensato per la comunità omosessuale italiana: berlin-gay. Con berlin-gay sarà possibile vivere l’escalation del movimento omosessuale: dai luoghi di memoria della Capitale tedesca, allo sfavillante presente della comunità omosessuale. Con itinerari guidati in città, per conoscere Berlino in libertà da una prospettiva tutta GAY. Le nostre guide vi accompagneranno nel vivo della Storia, raccontando anche per aneddoti le vicende della comunità e del suo destino. La notte-gay sarà parte integrante della vostra visita. Berlino con i suoi monumenti illuminati,

l’Istoreco garantisce un approccio alla Storia, attendibile e avvincente. Sarete guidati da un team di professionisti, amanti di Berlino: critici d’arte e cinema, storici, architetti, musicologi, pronti ad appassionarvi con la storia gay nel confronto dinamico con il passato, per la scoperta del presente. Scoprite le offerte per il CSD 2011.

Uno dei negozi a “servizio completo” della Motz Strasse Sistemazione in Hotel (mezza/completa pensione) o appartamento (colazione inclusa), Transfer, Guide,Traduttori. Per maggiori informazioni contattare Pier Openspace: via Mortara 4 - 20144 Milano,Tel.: 0289075230

Berhein. La discoteca gay più famosa di Berlino e dal 2009 del mondo

Björn Roos è il tipico bel ragazzo tedesco, che appartiene alla generazione libera dopo le lotte per i diritti e le libertà della comunità gay tedesca.

Manifestazione lesbica durante un CSD

le strade e i party nel quartiere gay di Schöneberg, Insider indicheranno i bar più frequentati, i club e i cabaret con le performance live delle Drag Queen, che hanno fatto la Storia della comunità GAY BERLINESE. I pacchetti viaggio sono per gruppi da sette persone con offerte tutto compreso (escluso volo) da quattro a sette giorni. Partner è il prestigioso Istoreco -Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea- di Reggio Emilia. Con i Viaggi della Memoria e decenni di esperienza nella ricerca e nella didattica storica,

Il Plus Berlin Hotel è partner dei nostri pacchetti viaggio. Una struttura confortevole tipicamente berlinese è stata ricavata da una vecchia accademia di arte.

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Da Tétu gennaio 2011

Sono innamorato del mio sex Toy Sono iniziate le ricerche di studiosi, i blog li mettono al primo posto, anche i media più refrattari iniziano a parlarne. Tutti ne parlano. Una sociologa, un sessuologo e le vostre testimonianze ci servono per decodificare questo fenomeno planetario: la banalizzazione dei giocattoli erotici. “La mia origine sembra risalire al secondo secolo a.C. ero fatto di pietra o di fango. Questa parola avrebbe origine dall’espressione latina che significa “dammi il benvenuto”. La definizione varia a seconda se vibro oppure no, ma tutti sono unanimi al mio utilizzo. La mia forma si inspira spesso all’organo maschile e mi si trova in tutte le misure ed i colori. Utilizzato allo stesso moda da donne e uomini, il mio scopo è quello di fare raggiungere l’orgasmo. Alcuni artisti mi hanno immortalato come oggetto d’arte e i miliardari mi mostrano nei loro salotti come l’ultima tendenza di moda. Ebbene sì sono io, sono io... Ci si potrebbe immaginare tra qualche anno Julien Lepers porre la stessa domanda senza che nessun concorrente nel suo show televisivo resti shockato o incapace di trovare la risposta. E’ ancora abbastanza presto, ma state certi l’informatica. Concepisce i rapporti umani che ci arriveremo. In effetti il dildo o i sex attraverso il prisma delle chat, della pornotoys in generale stangrafia e degli oggetti no avendo da qualche FABRIZIO 29 ANNI erotici. Il rapporto anno un boom straor- “E’ da due anni che ce l’ho. Me lo hanno regalato d’amore passa in sedinario. la sera di Natale. Ne avevo molta voglia, ma condo ordine, contiPer capirci meglio, non avevo mai osato oltrepassare la porta per nua Maryse Jaspard, e dice Maryse Jaspard, poterne prendere uno. il piacere immediato è sociologa e ricerca- L’ho chiamato “JEFF” è lungo 20cm, un bel diame- nella norma. trice all’Istituto nazio- tro ma non vibra. Ho provato a cercarlo ma non Parallelamente, si parnale di studi demograsono un buon utilizzatore di internet. la sempre meno di sesfici (Ined) porta nuoI livello di sensazione sono molto differenti. sualità nelle famiglie e vamente all’attenzio- Quello che trovo di diverso dal classico dildo è questo argomento non ne questo soggetto. che lo si può girare e rigirare e lui resta sempre viene toccato nelle “La generazione del rigido. Secondo me, un dildo non è da utilizzare scuole. ‘68, è quella della da solo. Non può essere considerato come L’adolescente impara liberazione della sesl’alternativa alla persona amata. da solo o attraverso sualità, del rapporto Io lo utilizzo spesso durante incontri che sono delle immagini. del corpo e della pa- sicuro non avranno futuro. Molto raramente con I sex toys posso semrola. il mio compagno con cui sto da 2 anni. Con gli al- brare come i simboli Fino agli anni 2000 la tri è un po’ più trash. Il mio prossimo sex toy? Un di questa società di parola diventa sempre dildo un po’ più grande. Quando ami, sei aperto a consumo, del piacere più libera e anche l’e- tutte le opzioni, é come per le macchine e JEFF immediato e più egoipidemia di AIDS non adesso è diventato un po’ troppo piccolo. sta. Tuttavia, spiega ha fermato la volontà Caroline Le Roux, di apertura al dialogo della sessualità. A tale psicologa sulla sessualità: “La nozione del proposito, negli anni ‘90, si formano dei gruppiacere diventa ormai obbligatoria. Da più di pi di discussione nelle università. 50 anni, le mentalità si sono evolute e i taboo C’è un desiderio di non nascondere e di non piano piano vengono tolti. In effetti il pianascondersi. cere può essere paragonato ad un processo C’è un vero ritorno alla discussione sulla più globale. sessualità, il piacere, il desiderio e sopratPreoccupandosi del proprio piacere, una tutto il rispetto del prossimo. Gli anni 2000 persona si prende cura di se stessa o del segnano una regressione a questa lunga lipartner. berazione. E’ stata sostituita alla strumentalizzazione DA SOLO O IN PIU’? del dialogo e dei rapporti intrapersonali. In Il sex toy, che sia il classico dildo o quello effetti la generazione nata tra la fine degli con il plug, passando dall’ultima versione di anni ‘70 e metà degli anni ‘90 si è trovata in masturbatore, ha il vantaggio di poter esseun mondo virtualizzato. re utilizzato da solo, in coppia o in giochi di Cresce allo stesso livello di internet e gruppo. Philippe, 35 anni ci confida che

IN ESCLUSIVA DA PIER

presentare i sex toys, con il cocktail organizzato dalle venditrici a domicilio con tanto di dimostrazione, tipo la vendita di Tupperware. Anche se i gay si sentono a loro agio in queste presentazione, resta comunque un certo imbarazzo. Patrick Pruvot, fondatore di negozi Passage du Désir a Parigi, è la “normalizzazione” di questi oggetti aprendo dei “love store” in contrapposizione ai “sex shop”. Così, secondo il PDG, è l’ erotismo e lo sviluppo duraturo della vita di coppia al centro della questione, dato che i sex toys sono entrati nella vita di coppia per vivacizzarla. La nostra sociologa ci informa che l’accessibilità per i costi contenuti fanno pensare a questi oggetti con la loro caratteristica iniziale del gioco. In due, viene inteso come un gioco, un complemento che aiuta a conoscere meglio il proprio corpo e quello del proprio partner.

“essere riempito lo completa. La mia sessualità ruota spesso attorno alle DOMANI IN TUTTE LE CASE? mie natiche . Quando sono riuscito ad avere il Mathieu, 33 anni, ci racconta: “Ho acquistato mio primo appartamento, ci dice, sono corso un dildo come regalo al mio compagno, per al sexy shop più vicino per acquistare del gel vivacizzare la nostra intesa sessuale. Il ed il mio primo vero dildo. risultato è stato molto convincente grazie Dopo questo primo acquisto che risale a anche alle vibrazioni che offrono una sensacirca 15 anni fa, allora avevo 21 anni, ne zione incredibile. ho acquistati altri ed anche dei nuovi moAll’inizio eravamo molto intimoriti ed esitandelli ricaricabili di diverse misure. Usarli ti ad utilizzare la potenza delle vibrazioni al mi riempie di piacere e liberano lo spirito massimo. Poco a poco, ho aumentato il grado da qualunque tipo di vergogna”. Ed inoltre di vibrazioni per arrivare a fare provare un precisa: “Sono pubblicamente etero. Solo la piacere finale intensissimo”. mia ex compagna, alla Caroline Le Roux conquale ho confessato SALVATORE 28 ANNI, PARIGI. ferma che “le vibratutto, è al corrente zioni permettono di “Io non mi separo mai dal mio cockring della mia vera identi- feticcio. Lo utilizzo diverse volte durante aumentare il piacere, tà, i miei sex toys, mi ma fanno anche prenla settimana e lo torvo molto pratico. Ho permettono di vivere iniziato ad utilizzare i sex toys con i miei dere coscienza che si le mie voglie in attesa fuckfriends che mi chiedevano se ne avevo. tratta di un giocattodella realtà.” Questa All’inizio ero molto reticente e preferivo lo. La stimolazione testimonianza illustra andare alla ricerca nel frigorifero di qualche della prostata rende tuttavia un problema l’orgasmo più forte. E’ cosa che poteva sostituirli. di fondo all’utilizzo l’anatomia del punto G Mi sono, mio malgrado, rassegnato a di questi oggetti di comprarne uno. Intendo il sex toy come un dell’uomo.” piacere, quello di aggiunta durante il rapporto sessuale che A buon intenditore… arrivare più o meno Specialmente per gli come oggetto di piacere puro. vicino ai desideri più etero ai quali questa Ne ho diversi: un dildo, diversi vibratori intimi e più diversi di varie forme (uno gonfiabile è piuttosto zona resta taboo. delle persone. La noI sex toys, specialdivertente) e un masturbatore EGGE. stra sessuologa con- Io sospetto che il mio compagno li utilizzi mente i dildo, esistono ferma in effetti che quando non ci sono, ma non è il mio caso. da diversi secoli e si “gli uomini sono più Per me, serve in particolar modo ad eccitare possono ben immaimbarazzati rispetto il mio partner. E’ diventata una vera moda ginare i discepoli di alle donne di fronte ne parlo con mia madre e li propongo agli Socrate ad utilizzare alla loro sessualità e amici etero che hanno una vita sessuale ogni tipo di oggetto quindi davanti ai sex durante le loro orge. tradizionale. Non è più un taboo. toys, anche se alla Ciò nonostante, per fine sono degli utilizzatori. Le donne inoltre un lungo periodo, questi oggetti si potevano chiedono consigli alle amiche”. trovare solamente in certi negozi con il veCosi si vedono nascere diverse serate per tro oscurato.

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Risultato, l’accesso era molto limitato e l’utilizzo marginale, quasi clandestino. E’ stata Nathalie Rykiel per la casa Sonia Rykiel che, nel 2002, rompe questo taboo, creando e vendendo nelle sue boutique un mini vibratore in argento, uno trasparente e una paperella waterproof. Come ci indica Patrick Pruvot del Passage du Désir “è spesso grazie ai grandi nomi del lusso che iniziano le grandi fasi di democratizzazione degli oggetti di consumo. Si inizia per “aristocratizzare”, cosa che ha fatto la Rykiel, poi si è passati alla democratizzazione , cosa che abbiamo fatto noi. Il mercato era di nicchia, dato che gli oggetti erano inaccessibili per i prezzi elevati, ora invece sono diventati alla portata di tutti.” Notiamo che nel 2009 la parola sex-toys entra nel dizionario dopo accesi dibattiti. I sex toys sono un buon paliativo ai problemi d’erezione. Dopo la comparsa della piccola pillola blu che evita gaffe, ci siamo dimenticati che questi oggetti possono avere un posto importante nella sessualità di coppia. Di solito l’uomo dopo i 50 anni può avere dei problemi di erezione e il sex toy diventa un eccellente mezzo di intrattenimento. Caroline Le Roux ne parla nei gruppi di sesso terapia, per ridare fiducia agli uomini. E cosa pensare della prossima “protesi” che potete aggiungere alla leva della WII della Nintendo per farlo divenire un sex toy? Vi permetterà di utilizzare le vibrazioni della WII per stimolare a distanza e via internet un partner connesso al vostro stesso livello Il progresso non si ferma mai. Partiamo per qualche istante in Giappone. I sex toys, i personaggi immaginari, i costumi ed internet occupano la sessualità degli uomini giapponesi. Questa nazione, dalla cultura molto erotizzata, ha aperto la via all’utilizzo di massa di questi oggetti di piacere. In Francia con i suoi tre negozi ed il sito internet, Passage du Désir, ha venduto in ottobre il suo 100.000° sex toy in tre anni e mezzo d’esistenza. Il suo fondatore ci vuole precisare che in media, un cliente su due esce con un dildo. Questi giocattoli riempiono sempre più spesso i cassetti dei nostri armadi. Antoine, 39 anni, ha dato anche un nome al suo dildo, l’ho chiamato Paco. E’ più semplice immaginare di parlare con una persona. Si esce Paco?”. Saremo in grado di raggiungere i Giapponesi?

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IL VIRTUALE, UN PERICOLO? Questo fenomeno dalle virtù eccellenti comporta comunque dei rischi molto seri che i nostri esperti ci fanno notare. L’esempio nipponico, essendone stato l’esempio, diventa lo spaventapasseri. In effetti si nota in Giappone una statistica molto bassa di numero di rapporti sessuali legati all’evidente confinamento di questi tiys di tutti i generi. Se non stiamo attenti si può immaginare una società virtuale e di giochi in cui gli uomini, in spazi sempr più piccoli, in quanto molto cari, con una lunga vita lavorativa, riempiranno il vuoto delle relazioni con un piacere individuale immediato. Rassicuriamoci dicendo che la sessualità è piena di nuove esperienze, che in Francia la media dei rapporti sessuali aumenta tranquillamente di decennio in decennio e che in tale materia i gay sono i precursori. Divertiamoci, troviamo nei sex toys dei nuovi modi di aumentare il piacere, per poter rendere la nuova generazione, una generazione senza complessi, sicura e sessualmente libera.

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Photo by ES collection per gentile concessione

Pier OpenSpace. Il meglio del cinema a tematica gay e lesbo

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CINEMA. LELE JANDON

The big gay musical In lingua inglese con sottotitoli in francese euro 29,99

Jamais sans toi In lingua portoghese con sottotitoli in francese euro 29,99

The fluffer In lingua italiana euro 14,90

Queer as folk Cofanetto 5 serie+extra In lingua inglese euro150,00

Latter days In lingua italiana euro 19,90

Cineforum Gay a Milano, un luogo per fare nuove amicizie Per chi ancòra non ne fosse al corrente, più di un anno fa il Circolo Culturale no-profit “Guado” mi ha scelto, pur essendo io così giovane, per l’iniziativa del Cineforum Gay: evento culturale unico nel suo genere qui in Città. E’ stata una bella scommessa e a me le sfide piacciono. Vengono scrittori e scrittrici a trovarci per presentare, autografare e rispondere alle domande e curiosità del pubblico.

Per chi ancòra non ne fosse al corrente col passaparola ed il tam tam di Facebook e dei siti gay, più di un anno fa il Circolo Culturale no-profit “Guado” mi ha scelto, pur essendo io così giovane, per l’iniziativa del Cineforum Gay: evento culturale unico nel suo genere qui in Città. E’ stata una bella scommessa e a me le sfide son sempre piaciute. E’ proprio un bel luogo cui sono legato. L’appuntamento è ogni mese, il terzo venerdì di solito, alla sede del Circolo in Via Soperga, 36 (Zona Stazione Centrale): lo pubblicizzo dalla mia Bacheca di Facebook, dove il mio nick per gli amici è Lele Jandon. Qui posto trailers, recensioni dei lettori e dei critici, video musicali tratti dalla colonna sonora, interviste scritte o video ad attori e registi, per ricordare l’evento. I film (americani perché è sempre in America che fanno bei film e donde vengono le grandi Idee) li procuro spesso da“Pier OpenSpace”, boutique che diffonde cultura e tendenza dove faccio shopping di libri, riviste e dvd. Grande, ben fornito, chic, accogliente e con due professionisti pieni di buon gusto: ci si sente a casa, coccolati e ben consigliati da Maurizio con cortesia e competenza. L’ultimo evento d’Arte che hanno inaugurato ha attratto anche le sciure milanesi: il fascino di San Sebastiano è unisex. Ciascun artista ha mostrato il suo Sexy Sebastiano: da quello Bear a quello sadomaso: per tutti i gusti. Qui da Pier ho conosciuto non solo tanti scrittori

ma anche nuovi fan del cineforum, ed ho pure trovato (alla presentazione di un libro) anche un amico cinefilo con cui vado sempre al cinema (abbiamo azzeccato tutti gli Oscar!): questo, come il Guado, è un Luogo dove hai alta probabilità di trovare persone simili a te, piene di interessi artistici e culturali. Torniamo al cineclub: Pier mi chiede un bilancio di un anno e mezzo di questa avventura. La sera sono emozionato e mi reco lì prima con gli amici Fausto e Glauco per preparare il buffet personalmente (tramezzini ed involtini preparati con le nostre mani e pizza calda comprata in pizzeria, pasticcini freschi di pasticceria), che offro io stesso agli ospiti. Alle nove parte il rinfresco, si fa conversazione fra amici e si fan nuove conoscenze, si stringono nuove amicizie e scattan persino colpi di fulmine (e anche storie d’amore), io dico una parola a tutti, introduco i nuovi arrivati per la primissima volta, finché, alle nove e mezza puntuale, presento (con un discorso di cinque minuti) il film, rivelando retroscena e curiosità ma quasi nulla della trama: dev’essere una sorpresa.Talvolta lancio una domanda che stimolerà l’intelligenza dello spettatore durante il film. Il mio giudizio personale lo dò in genere alla fine del dibattito, nella chiusa. Spesso il film finisce alle undici e il dibattito sino alla mezzanotte. Però capita che restiamo a conversare fuori dal circolo sino alla una o al Lelephant. Crediamo nell’amicizia come condivisione di interessi e valori e quindi curiamo molto l’accoglienza, in specie in questo momento di socializzazione. Siamo una media di sessanta-settanta persone di tutte le età molto ben assortiti. Agl’inizi, proponevo film d’essai Anni CinquantaSessanta (“Improvvisamente l’estate scorsa” con Montgomery Clift,“Riflessi in un occhio d’oro”, con Marlon Brando,“Querelle de Brest” di Fassbinder: con attori gay nella parte di gay che rappresentavano un’omosessualità non dichiarata), in seguito mi han espresso il desiderio di storie moderne, positive, con un bel messaggio costruttivo, che parlino a noi ragazzi gay progressisti di oggi che

viviamo sereni nella metropoli più gay d’Italia. Detto fatto, da allora non ne ho sbagliato uno: vi cito qualche serata memorabile. Ho introdotto due film ciascuno con un mito greco:“The Fluffer” (dove si cita Ovidio all’inizio) raccontando il mito di Narciso (quale è il protagonista: spietato); il premiatissimo musical “Hedwig” descrivendo il mito della Natura Umana che Platone fa narrare ad Aristofane nel “Simposio” sull’origine divina di tutti gli orientamenti sessuali naturali, gay ed etero, di pari dignità (il mito che manca nel cristianesimo). Quando abbiamo visto il documentario “In Good Conscience”, il documentario su Suor Gramick, la simpatica suoretta (e fine teologa) che è la don Barbero americana in gonnella, c’era ospite lo storico e scrittore Andrea Ambrogetti (autore di “Sotto il cielo notturno di Roma”, in vendita da Pier) il quale ci ha svelato un sacco di chicche e aneddoti su un personaggio che conosce bene perché ne ha tradotto il libro in italiano (è venuta in visita a Milano anche qualche giorno fa e noi del Guado l’abbiamo incontrata): una serata che ha avuto una partecipazione straordinaria nonostante capitasse in concorrenza col Festivàl del Cinema Gay dello Strehler! Quando abbiam visto “Improvvisamente l’inverno scorso” ho intervistato, assieme a Gianni Geraci, Gianmario Felicetti di “Certi diritti” (l’associazione liberale che si batte pel riconoscimento del matrimonio fra persone gay) per approfondire il tema del film; mentre quando abbiamo veduto “Save me”, con Chad Allen, in assoluta esclusiva per l’Italia (il film di cui vado più fiero) c’era ospite uno psicologo. Grande successo ha avuto “The Big Gay Musical” presentato in americano coi sottotitoli in francese e che pure ha suscitato grande divertimento e plauso (ho regalato anche la copia americana, perché le canzoni del musical son diventate ormai cult!). Ha commosso anche il film “Yossi e Jagger” sulla storia d’amore dei due soldati che è stata occasione per parlare della storia dei diritti dei gay nell’esercito d’Israele. E a grande richiesta, appena uscirà in italiano, vi mostrerò il bellissimo film “From Beginning to End”, forse la più bella storia d’amore della storia

del cinema gay. Il Guado vi riserverà molte altre sorprese e chi viene una volta torna sempre. Ecco la rosa magica dei film che consiglio, tenendo conto di tutti i gusti dei lettori: 1) Save me, la commovente storia d’amore che sboccia nella comunità per il riorientamento sessuale. Film importante (gestazione di dieci anni) per comprendere l’omofobia, con Chad Allen e una dolcissima Mamma orfana del figlio gay, 2) The Big Gay Musical, la rivisitazione della Genesi a Teatro, della serie:“Dio gay ed etero li creò”, il coming out più romantico in scena a Broadway davanti ai genitori che son venuti alla première del figlio. 3) Jamais Sans Toi, meglio noto col titolo “Do começo ao fim” (“From Beginning to End”) da Pier nell’originale portoghese ed in francese: stupenda storia d’amore che sboccia fra due fratellastri maggiorenni, scene piene di poesia, bella fotografia, bei protagionisti, a lieto fine. 4) The Fluffer, il simpatico protagonista s’innamora del suo pornodivo preferito tanto da far domanda ed essere assunto nella sua casa di produzione. 5) In Good Conscience: la vera storia di un personaggio straordinario che ha creato un’autorevole associazione di gay credenti con le loro famiglie in America. 6) Due volte genitori: da regalare a Mamma e Papà quando fate quel necessario passaggio verso la maturità che è il coming out in famiglia. 7) Angels in America: realismo magico nella New York Anni Ottanta in un Tour de force di sette ore, portato anche a Teatro all’Elfo da Elio De Capitani, con Meryl Streep ed Al Pacino. 8) Queer as Folk, in attesa di avere anche in Italia, magari su La7, un serial così. 9) Far From Heaven: stupenda fotografia, perfetta Julianne Moore. 10) Infine, due belle commedie romantiche con happy end: Latter Days e Trick: ci si può innamorare di un gogo boy? Con la bella canzone “Trick of Fate”.

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Di Fabrizio Perretti e Stefano Basaglia*

Essere Fuori!

È uscito di recente l’ultimo libro di Angelo Pezzana, Un omosessuale normale (Stampa Alternativa), un diario nel quale l’autore ripercorre alcuni momenti ed esperienze della sua vita, insieme a riflessioni e ritratti di persone che hanno fatto parte del suo mondo culturale. precedente (Dentro&Fuori, pubblicato

radicali, soprattutto dai comunisti) e a

nel 1996 per Sperling & Kupfer) che si

soci che nella maggior parte dei casi

concludeva con una riflessione sull’eredi-

non si sono mai considerati militanti ma

tà ed il patrimonio politici e culturali del

semplici clienti, spiega in parte alcuni

Fuori. Uno degli aspetti interessanti (tra

fallimenti nel riconoscimento dei diritti

i molti presenti) del nuovo libro è capire

degli omosessuali in Italia.

come, a distanza di quindici anni, Pezza-

Nella conclusione, il libro termina con

na considera tale eredità e il movimento

una descrizione a questo riguardo

Per chi non conoscesse la storia del

un movimento riformista, estraneo alle

omosessuale che si è sviluppato dopo il

significativa: l’autore scorge due ragazzi

movimento omosessuale in Italia è

ideologie (sia di destra che di sinistra),

Fuori. In termini storici, l’organizzazione

che si baciano in una strada di Torino e,

necessario premettere che Angelo

che tenta in tutti i modi di diventare

nazionale che si sviluppa dopo il Fuori

con commozione, li ferma e dice loro che

Pezzana è stato nel 1971 il fondatore

un’organizzazione strutturata (ma non

è, a metà degli anni Ottanta, l’Arcigay

sono due ragazzi coraggiosi, due incon-

del Fuori! (Fronte Unitario Omosessuale

una burocrazia) in grado lottare per il

e su questa il giudizio di Pezzana è

sapevoli eroi. Il fatto che in Italia potersi

Rivoluzionario Italiano), la prima vera

riconoscimento dei diritti degli omoses-

inequivocabile: Arcigay non seppe

baciare pubblicamente rappresenti un

associazione omosessuale in Italia, e nel

suali attraverso progetti legislativi. In

-allora- raccogliere l’eredità e le istanze

gesto d’eroismo significa senza dubbio

giugno 1972 della rivista mensile che

quest’ottica nasce l’adesione al Partito

di rinnovamento. Invece di farsi soggetto

che la strada per il riconoscimento dei

portava lo stesso nome. L’organizzazione

Radicale, che fornisce sedi e strutture, e

politico autonomo, Arcigay radunò, da

diritti è ancora lunga. Come dice un

sarà sciolta nel 1982 e nello stesso anno

la candidatura al parlamento di cittadini

una parte militanti che erano riconduci-

antico proverbio cinese, un viaggio di

cesseranno anche le pubblicazioni della

dichiaratamente omosessuali. Ed è sem-

bili al PCI, dall’altra omosessuali che non

mille miglia inizia sempre con un singolo

rivista.

pre in quest’ottica che si legge la crisi

avevano intenzione di fare politica ma

passo. Se oggi in Italia il movimento

La storia del Fuori è estremamente

del Fuori e la scissione degli elementi

soltanto di trovare occasioni per incon-

omosessuale è ancora in marcia lo deve

interessante perché, al di là del termine

di sinistra che, identificandosi nella

trare altri omosessuali attraverso i locali

anche ad Angelo Pezzana, che insieme ad

“rivoluzionario” che - come riconosce lo

rivoluzione e nella lotta extraparlamen-

ricreativi affiliati. Legarsi ad un partito

altri ha dato inizio a questo cammino.

stesso Pezzana - “non a tutti sembra-

tare, non riuscivano più a riconoscersi

che non ha mai appoggiato apertamen-

*Gli autori sono docenti universitari e

va adatta al gruppo di omosessuali

nella linea del Fuori. Su queste vicende

te gli omosessuali (Pezzana ricorda

studiano la storia e la struttura delle

borghesi quali eravamo”, è la storia di

Pezzana si è soffermato in un suo libro

l’accusa di “partito dei froci” rivolta ai

organizzazioni del movimento gay.

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I classici dell’omoses Walter siti Autopsia dell’ossessione Mondadori - 19.00 Euro

Tommaso Cerno Affa Taffa Mimesis Edizioni - 13,00 Euro

Stefan B. Rusu Quei giorni a Bucarest PlayGround - 11,00 Euro

Diego Dalla Palma A nudo Sperling & Kpfer - 17.00 Euro

Giovanna Nina Palmieri Ragazze che amano ragazze Mondadori 215 pagine - 17,00 euro

Danilo Pulvirenti è un uomo che ha fatto della sobrietà e dell’intransigenza una regola di vita, ma è fermamente convinto che nel recinto dei propri desideri l’individuo sia sovrano assoluto. Nel chiuso di questo recinto, Danilo è divorato dall’ossessione erotica; “racconto fondatore e stupido, narrato mille volte ma irrecuperabile e irripetibile”, l’ossessione travolge la realtà sottomettendola a una dimensione mitica. Una “malattia sacra” che, contratta nell’infanzia, resta a lungo in incubazione, priva di un soggetto che le permetta di deflagrare: solo quando Danilo è ormai un ricco e maturo antiquario romano, con una vita rassegnata e rispettabile, l’ossessione si incarna invano contrastata dalla vergogna, dagli imperativi dell’arte, dell’etica e della politica. Usando la fotografia come strumento privilegiato, l’ossessione rivendica i propri rudimentali diritti; spezza la fragile unità dell’io e introduce nel mito la figura di un Doppio; un professore con pretese di scrittore, di cui il protagonista pensa di potersi sbarazzare facilmente. Ma questo vecchio calvo dall’aspetto inoffensivo ha dalla sua una diabolica tenacia, sicché il gioco sfugge di mano a Danilo, che finisce per approdare a un’orribile soluzione. Giocando a rimpiattino con l’autobiografia, Walter Siti ci consegna un romanzo nel quale l’ossessione erotica trasmigra dalla fiction per condensarsi in proposizioni teoriche che, tracciando i lineamenti fondamentali degli impulsi più oscuri, ci riguardano tutti. Autopsia dell’ossessione è l’ultimo atto della trilogia aperta da Troppi paradisi e da Il contagio, due romanzi che indagano i connotati della nuova barbarie e misurano la progressiva impotenza della cultura.

“Affa Taffa” è la storia di un ragazzino quindicenne figlio di emigrati svizzeri che vive nel Friuli del 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino, e che si inventa un passatempo decisamente originale: traduce le lettere d’amore che Daniel manda in Francia alla sua Ute. A fargli compagnia c’è Affa Taffa, un amuleto a forma di pappagallo sudamericano regalatogli dal nonno. Un nonno particolare, come lo sono tutti i personaggi del romanzo di Tommaso Cerno, giornalista de L’Espresso al suo secondo libro, ma primo romanzo. Piano piano, Ban, questo il nome del giovane protagonista, inizia a cambiare i contenuti delle lettere che traduce nella speranza di entrare nel cuore di Ute. Quando capisce di non esserci riuscito, parte per la Francia alla ricerca della ragazza e, quindi, dell’amore. Ban tornerà dal suo viaggo cambiato. Alla fine, trova l’amore, ma non di Ute e non di un’altra donna: in Francia Ban si trova difronte alla propria omosessualità e scopre la propria natura affrontando un veloce e naturale processo di accettazione.

Siamo in Romania, all’inizio degli anni ‘90, in questo Quei giorni a Bucarest, di Stefan B. Rusu, e i ragazzi della ‘Generazione chiave’ - quelli che durante l’era Ceausescu“mentre i genitori erano al lavoro o impegnati nelle interminabili file per acquistare il cibo, loro, le chiavi perennemente appese al collo, dovevano occuparsi dei fratelli più piccoli e dell’organizzazione della casa”- sono ormai degli adolescenti con già troppi ricordi sulle spalle.

La sconfitta può tramutarsi in un trionfo se sappiamo imparare dai nostri errori. Questo l’invito che Diego Dalla Palma rivolge ai propri lettori. Spesso per Diego non è stato facile riemergere dal baratro. Le cadute, le umiliazioni, i tradimenti lo hanno ferito, marchiato a fuoco, eppure ogni volta, con sofferenza e insieme determinazione, ha resistito, ha fatto appello alle sue risorse interiori e, sostenuto da una sua particolare forma di fede, ha creduto fino in fondo nell’amore.

Le ragazze che amano ragazze sono tante, anche se si vedono poco.Alcune hanno i capelli corti e i vestiti da maschiaccio.Altre sono belle, femminili come non ti aspetti. Tutte sono semplicemente innamorate di un’altra donna. Questo libro racconta un mondo ancora in buona parte sconosciuto. È un viaggio nell’universo lesbo fatto dal punto di vista di una ragazza etero. È un reportage pieno di storie che commuovono, di situazioni che divertono, di curiosità che sorprendono, di tabù che scricchiolano, di stereotipi che saltano via come birilli. L’autrice bussa educatamente alla porta di ragazze omosessuali e loro, dopo un’iniziale diffidenza, cominciano ad aprirle le loro case, il loro cuore. Dentro ci sono amori vissuti e amori delusi, orgoglio e pregiudizi, sensualità e sensi di colpa, figli sognati e genitori che proprio non ce la fanno a capire. Ci sono le storie di Raffaella detta Gnegna, un vulcano di energia bergamasca, di Benedetta e del suo desiderio di maternità, di Annalisa e del suo sogno d’amore infranto, di Cristina e della sua fuga dalla grande città, di Agata e Angela, coppia di lungo corso, di Donata, Gabriella,Anna e Silvana e del loro modo di fare famiglia. Questo libro prende spunto da I viaggi di Nina, un programma televisivo diventato in breve tempo un punto di riferimento per la comunità lesbica, ma anche per tante donne e uomini semplicemente curiosi, aperti, disponibili a stupirsi davanti a diversi modi di essere e di amare.

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Fra loro c’è anche Gabriel, un diciassettenne che non sa ancora come si bacia, con due occhi verdi così belli da sembrare finti,“due pietre preziose premute a forza in una maschera di gesso”. Di lui si innamora Nicu, il redattore di un giornale universitario che va a vederlo recitare in uno spettacolo teatrale al suo liceo, la riproposizione del dramma Dichiarazione d’amore,un cult per i ragazzi romeni degli anni ‘80. Nicu che “come tanti ragazzi romeni ha ancora l’aspetto di un attore da realismo socialista, come se la storia procedesse a velocità sostenuta…mentre il colore della pelle, le fronti, le linee del viso indugiassero”. Nicu che si sente come“pacificato, come se una sostanza leggera gli fosse entrata nel corpo” insieme all’immagine del “sorriso di Gabriel con la macchina fotografica al collo, le labbra gonfie, la pelle bianca, i capezzoli color ruggine”.

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A nudo è forse il suo libro più crudo, scabroso, ma anche il più sincero e viscerale. Un percorso autobiografico in cui, partendo dall’infanzia, rievoca vicende toccanti e drammatiche, fondamentali per la sua esistenza, cogliendo nel dolore che spesso le ha segnate la spinta decisiva per rialzare la testa e andare avanti. Per non arrendersi nemmeno nei momenti più cupi, quando vivere sembra una parola priva di significato. Da alcuni anni Diego Dalla Palma ha iniziato un dialogo intenso con i lettori, offrendo nei suoi scritti molti spunti di riflessione, provocazioni e punti di vista anticonvenzionali, che nascono sempre dall’esperienza diretta, dal racconto di momenti e fasi cruciali della sua vita.

E stessa sorte toccherà probabilmente a Ragazze che amano ragazze, per il suo modo di osservare, scoprire e raccontare brillante, fresco, contemporaneo, mai banale.


ssualità scelti da Pier Abdellah Taia Uscirò da questo mondo e dal tuo amore Isbn Edizioni - 13,50 Euro

Franco Buffoni Laico alfabeto in salsa gay piccante Transeuropa - 14,00 Euro

Roberto Carnero Morire per le idee Bompiani 234 - 10,50 euro

Adriano Bonardi Amore o solo peccato? Greco&Greco - 10,33 Euro

Angelo Pezzana Un omosessuale normale Stampa Alternativa - 15 Euro

A Salé, nei pressi di Rabat, un giovane marocchino vive un’esistenza fatta di piccole emozioni e grandi speranze. Siamo alla metà degli anni ottanta: Abdellah vorrebbe lavorare nel cinema, seguendo le tracce del suo grande idolo, la bellissima attrice egiziana Souad Rosni. Immagina un futuro diverso, una vita diversa, lontano da un Marocco che ama, ma che è troppo conservatore per tollerare la diversità. Il presente è difficile, il futuro si preannuncia insopportabile. La scelta di andar via, lasciandosi tutto alle spalle, è forse l’unica soluzione. Parigi, Marrakesh, Il Cairo, saranno le nuove, necessarie tappe della sua formazione. Dopo “L’esercito della salvezza”, Abdellah Taia torna a delineare - senza retorica, con una lingua essenziale e incisiva - l’educazione sentimentale di un giovane omosessuale marocchino, tra i ricordi di un Marocco omofobico e un presente di speranza, in cui poter vivere senza timori.“Salope” è il viaggio amaro e disincantato all’interno di un mondo dalle mille contraddizioni, il grido disperato e poetico di un uomo che non ha paura di inseguire i propri sogni.

“Laico alfabeto in salsa gay piccante. L’ordine del creato e le creature disordinate” di Franco Buffoni (Transeuropa Edizioni, 14,00). Si tratta di 56 voci, due per ogni lettera dell’alfabeto, con cinque inserti saggistici di più ampio respiro a fare da collante a una tesi di fondo: perché non possiamo parlare di omosessualità senza chiamare in causa ateismo e scienza? L’obiettivo è liberarsi dal retaggio biblico, in virtù del quale si ritiene che un “creatore” abbia voluto generi e specie così come sono, immutabilmente: l’ordine del “creato”. Da lì nasce il pregiudizio anti-omosessuale (assente nel mondo greco-latino) che descrive gli omosessuali come coloro che ostacolano la “volontà divina”.

A Pier Paolo Pasolini sono dedicate numerosissime biografie e l’elenco degli studi critici è pressoché infinito. Quello che però discosta l’opera di Roberto Carnero dalle altre è il tocco di gentilezza e di garbo letterario con cui l’autore ripercorre gli anni dell’esistenza terrena del poeta friulano. Nel lavoro di Carnero, nulla è lasciato alla dispersione degli eventi, delle loro cause e dei loro effetti, ma ogni singolo particolare della vita del poeta si ricollega a quella morte, così inusuale, così lontana da quello che ci si potrebbe aspettare per la morte di un poeta civile. Se è vero che nelle pagine mancanti dell’ultimo romanzo“Petrolio” si nasconde il mistero di un’indagine giudiziaria e artistica sull’opera di Pier Paolo, allora ancor di più“Morire per le idee”è il motto che meglio di ogni altro può accompagnare il racconto della vita di un poeta. Il poeta Pier Paolo Pasolini ucciso perché pensava troppo.

Il romanzo racconta la dolorosa scoperta della propria omosessualità da parte di un giovane della provincia di Brescia. Dopo un’infanzia, un’adolescenza e una giovinezza apparentemente “normali”, il protagonista entra in crisi. Alla fine accetta la sua caratteristica e rivede la sua esistenza con l’occhio di chi non ha più paura di accettarsi per quello che è: così ogni episodio diventa un indizio, ogni esperienza un tassello in più del puzzle finale che gli rivelerà chi è davvero.

Il libro è una sorta di diario nel quale l’autore racconta i momenti più significativi nella sua vita di omosessuale: ricordi d’infanzia, la prima percezione del sesso, i viaggi, le persone incontrate, illustri e sconosciute, la scoperta del mondo gay e la ricerca delle parole che non esistevano ancora. Poi la politica, l’omofobia, la cronaca nera, le leggi, le molte brevi biografie, per finire con il sesso e l’amore. La forma del racconto breve evidenzia quanto il libro sia ironico, divertente, polemico.

«Quali sono le cause dell’omosessualità? Questa è la domanda che - almeno dal 1973 - non dovremmo più porci. Nel 1973, infatti, l’associazione americana di psichiatria cancellò l’omosessualità dall’elenco delle malattie. Da allora le cose cominciarono lentamente a cambiare per le nuove generazioni. Se è una malattia deve avere una causa. Se non lo è, smette di doverla avere. E se si ammette che un individuo su dieci è omosessuale o bisessuale, ad ogni nascita si dovrebbe sempre ritenere di avere 10 probabilità su 100 che il nuovo nato sia sessualmente orientato verso il proprio sesso. Dunque, smettiamola di chiederci che cosa sia l’omosessualità e cominciamo a porci solo domande conoscitive, culturali, descrittive: come si manifestava nei tempi bui l’omosessualità? Come si manifesta oggi?» [...]

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Ilaria Donatio OPUS GAY Newton Compton editori -9,90 Euro

Delia Vaccarello Evviva la neve vite di trans e transgener Mondadori - 17,50 Euro

Marcello Di Francia Babylon MJM Editore - 12,00 Euro

R. Raj Rao Il mio ragazzo Metropoli d’Asia - 14,50 Euro

Alessandro Fullin Ho molto tempo dopo di te Kowalski - 12,00 Euro

Da anni la Chiesa cattolica assume una posizione di pubblica condanna nei confronti degli omosessuali. Ma, al tempo stesso, afferma che gay e lesbiche non debbano essere discriminati. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano usare in materia un doppio registro: l’omosessualità è insostenibile a livello ufficiale ma si può tollerare sul piano privato, se non ostentata pubblicamente. Un esempio significativo di come la “Chiesa dei no”si ponga di fronte al proprio popolo, spesso in contraddizione con la stessa Parola dei Vangeli. Ma che ruolo hanno oggi i gay nella comunità dei credenti? Questo libro-inchiesta vuole portare alla luce tale divario, denunciando l’ipocrisia che si annida nelle dichiarazioni degli organi clericali ufficiali, ma dando anche voce ai tanti omosessuali che di questa Chiesa, nonostante tutto, vorrebbero far parte. Ilaria Donatio -giornalista che da anni si occupa di diritti civili- ripercorre le storie difficili e contraddittorie di religiosi e fedeli gay e lesbiche, per arrivare ad affrontare il tema della morale sessuale nel cattolicesimo. L’autrice, attraverso un’analisi delle posizioni assunte dal Magistero e di quanto previsto dalle Sacre Scritture e dal diritto canonico, ricostruisce il panorama attuale dell’acceso dibattito su fede e omosessualità.

Questo libro narra le migrazioni di genere, la lotta misteriosa e appariscente delle persone transgender, entra in sala operatoria, cattura l’istante in cui il sesso svanisce, quando il pene è demolito e i tessuti per costruire la vagina attendono: “Se non fosse per il colore rosso della carne, Daniela potrebbe essere un angelo. Daniela è senza sesso”.“Provate a chiudere gli occhi per cinque secondi, respirate lentamente, e immaginate che, una volta riaperti, 11vostro corpo sia quello di un topo, 0 semplicemente il corpo del sesso opposto al vostro” suggerisce Susanna. “Lo avete fatto? Il disagio che avete provato per quel piccolissimo istante immaginando una cosa così drammatica è quello che noi proviamo tutti i giorni. Non è divertente, vero? Ognuna di noi ha subito quel disagio per anni, altre per decenni, e voi, additandoci sul lavoro, per strada, non fate altro che aumentarlo, così da diventare dei carnefici spietati.” Sono vite offese dai pregiudizi che scuotono le nostre coscienze, dice Giovanni Bachelet. Voci sferzate dai rigori del gelo sociale che all’improvviso può allentarsi, svanire persino, se a un tratto, morbida, cade la neve.

Pubblicata da MJM Editore,“Babylon” di Marcello di Francia è una storia di fantasia che racconta la natura umana, attraverso la vita dei suoi personaggi, in un crescendo di amori proibiti e di passioni illecite, di fragilità interiori sorrette dall’amicizia e dalla solidarietà, a cui si contrappongono, con determinazione, narcisismo, superficialità, sete di vendetta e puro opportunismo. I protagonisti, inconsapevolmente, creano la situazione ideale perché il Diavolo s’inserisca nei loro rapporti. Approfittando delle umane debolezze, il demone riesce a insinuarsi, in modo subdolo, nella vita dei personaggi, seminando tutto il male possibile, fino alla conferma di quanto già previsto fatalmente anni prima.

Dopo un fulminante inizio di realismo quasi esasperato l’autore ci racconta una intensa storia d’amore omosessuale tra un giornalista e un intoccabile, in una Bombay tanto apparentemente placida e tenera, quanto invece sordida e violenta. Dopo un fugace incontro sessuale in un bagno della stazione ferroviaria, il giornalista quarantenne Yudi inizia una relazione con il diciannovenne Milind, e lo ospita nel suo appartamento nelle settimane in cui a Bombay scoppiarono le bombe sui treni urbani che fecero centinaia di morti, segnando ancora una volta la vita della città. Nel tempo di attesa che si apre loro davanti, prima che la città ricominci a vivere, i due tentano una convivenza nella quale misurano le proprie rispettive appartenenze di ceto sociale. Yudi vuole iniziare il giovane senza casta alla lettura, e a sua volta Milind prova a minare le certezze intellettuali del compagno giornalista. Quando Yudi introduce il dalit nella propria cerchia di operatori dei media e del cinema, Milind improvvisamente scompare insieme a un produttore televisivo, iniziando la propria ascesa come modello e attorucolo nel sottobosco della Bollywood più corrotta.

Ho molto tempo dopo di te è un romanzo leggero che strizza l’occhio ai fotoromanzi (lo dice lo stesso Fullin nel testo) e declina la comicità e la bravura di Fullin attraverso le gesta eroiche di donne che diventano vere e proprie virago capaci di salvare le situazioni disperate. Non è del tutto assente la professoressa Fullin e la sua attenzione alla lingua: anche se in questo libro non si parla Tuscolano (ma c’è una citazione di tale lingua nel nome supposto del capo dei ribelli che si chiamerebbe Alano, ma tutti sappiamo che in Tuscolano alano significa barboncino…), lo stravolgimento dello spagnolo (un itagnolo perfetto a essere sinceri) rende alcuni passaggi di una comicità unica. Geniali, a mio modo di vedere, le descrizioni del salone di bellezza La Forcina de Oro, con la parrucchiera Soledad che è realizza Chignon Real all’ultimo grido, secondo l’imperante moda che c’è a Merìd. Ma non è solo questo a rendere speciale il salone di bellezza e Soledad: nella narrazione assume un ruolo centrale per l’happy end e c’è da crederci quando si dice che parrucchiere e barbieri sanno tutto di tutti.

Teke Editore e Edizioni Voilier Due nuovi editori si affacciano sul mercato letterario GLBT

Lucia Piera De Paola, Giovanni Cucci You are my destiny Tekeditori - 12,00 Euro

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IL PERSONAGGIO

Alessandro Fullin Alessandro Fullin esce con il suo nuovo libro,“Ho molto tempo dopo di te”, ed è ospite da Pier OpenSpace giovedì 31 marzo. Lo abbiamo intervistato per il nostro magazine, figura rilevante e notevole nel mondo dello spettacolo e del cabaret e autore di diverse pubblicazioni. Ma è anche un punto di riferimento nella cultura moderna lgbt. teatro. Un po’ di più polvere e quindi un modo più romantico di lavorare.

Zeligay ha contribuito a veicolare messaggi transgender, così come molta critica l’ha definito vedendo i ruoli differenti femminili che hai saputo magistralmente interpretare. Com’è stata questa esperienza? Occorre mettersi molto in discussione? A Zelig io mi sono sentito molto libero. Ho scritto e inventato quello che volevo. Il pubblico ti “legge” poi a suo modo: il tubo catodico trasforma e rielabora tutto. Sopratutto in Italia paese assai telecomandato.

Alessandro, la tua formazione parte da quella teatrale, laureandoti al DAMS di Bologna e realizzando e lavorando per importanti opere. Ricordiamo: L’inversione sessuale nei coleotteri: una scelta ponderata?, con Clelia Sedda, “Gengis Khan ovvero il problema del Tartaro”, con la regia di Andrea Adriatico;“L’auto dei comizi” e “Le serve di Goldoni”, una coproduzione Teatri di vita -Biennale di Venezia, 2007. L’ultimo tuo lavoro è “Un delitto senza importanza: chi ha ucciso Oscar Wilde?”, regia di Roberto Piana. Com’è stata la tua esperienza teatrale e che cosa ne hai ricavato dal punto di vista artistico e professionale? Io ho cominciato a fare teatro al Cassero a Bologna, quindi in un posto di assoluta libertà, mentale e personale. Si facevano delle serate anche agghiaccianti, con cose orrende e contemporaneamente anche geniali. Poi è arrivata la professionalità. Perdi qualcosa in spontaneità. Il prodotto che ti è richiesto deve essere “finito”: oggi arrivo sul palco con la torta già fatta, una volta salivo con in mano le uova e la farina...

Reciti in diversi teatri ma hai anche partecipato in differenti trasmissioni televisive e radiofoniche quali “Buona fortuna”,“Crociera”,“Fratelli d’Italia”, Zelig

Esistono nel mondo teatrale e artistico molti registi, attori e autori famosi che, di fronte a diverse voci sulla propria omosessualità, rimangono silenti, spesso “velati”. Che cosa potrebbe accadere se queste rilevanti figure facessero coming out, in termini sociologici e culturali?

era opportuno o meno. L’ho fatto e basta. In tempi in cui era anche meno facile. E nel mio lavoro la “gayezza” non mi sembra secondario, anzi è il lievito della pagnotta.

Sembra un fotoromanzo denso di storie e di intreccio tra caudilli che si consolano con giovani soldati, uno zio che cambia sesso e una ragazza in cerca di amore. Perchè questo romanzo?

La tua penultima pubblicazione,“Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna”, è un vademecum per “attacchinare”, ossia trovare fidanzato. E’ divertente notare la tua capacità artistica e satirica di definire le stereotipate situazioni del mondo gayo soprattutto nostrano: ti sei trovato un fidanzato seguendo quei consigli? Sono consigli da te sperimentati e, quindi, aneddoti, oppure sono frutto di una tua sagace osservazione del mondo rainbow?

Non c’è nessun messaggio. Io scrivo perché è una passione e l’unico mio imperativo è tentare di non annoiare chi apre il mio libro. Credo di esserci riuscito, almeno a giudicare dai giudizi che mi scrivono su facebook. E’ un libro agile, divertente ma contemporaneamente iper romantico. Jane Austen, sempre presente sul mio comodino, mi incoraggia a continuare.

Trovare un grande amore è difficile per tutti. Nel nostro simpatico “acquario” gli squali la fanno da

Poco. Per ottenere dei risultati della nostra batta glia c’è una sola via: scendere in piazza e farci valere. Nessuno regala niente, dobbiamo noi, come cittadini di questa repubblica vecchiotta e così poco europea, farci sentire.

Tu rappresenti personaggi molteplici femminili, eroi effeminati e sognanti regine, da Alessandro Magno alla regina di Tebe, per citarne alcuni: come esprimere la femminilità che esiste in noi? Che cos’è la femminilità nell’uomo?

Tanti asseriscono che lavorando nel mondo del teatro e dello spettacolo sia facile, se non scontato, professarsi omosessuali. Alcuni addirittura parlano, ingiustamente, di emargi-

Scriverò un nuovo romanzo. che è la cosa che più mi diverte. E poi ho nel cassetto una nuova commedia su D’Annunzio e la Duse. Io farò la Duse naturalmente....

Che cosa la cultura anche quella satirica e teatrale, o televisiva, può offrire alla battaglia del movimento lgbt?

E’ una scelta personale. Che io ho fatto.Francamente, nel 2011, non capisco dov’è il problema...

In un mio aforisma ho scritto”Si può nascere di sesso maschile ma questo non vuol dire che uno deve per forza rassegnarsi”. Io coltivo la mia parte femminile con grande autoironia, la stessa con cui guardo anche la mia parte maschile. Ognuno di noi è un cocktail diverso, l’importante è che non manchi l’oliva.

Ci daresti alcune indicazioni sui tuoi prossimi progetti?

padrone. In questo libro, in modo spero divertente, ho dato voce ai pesci rossi: a chi cioè cerca qualcosa di più e sconfigge il peggior nemico delle passioni: il cinismo.

E’ ormai in libreria il tuo nuovo libro “Ho molto tempo dopo di te”, racconto e storia complessa della sorte di una ragazza in un immaginario paese latino americano, quasi magico, ma molto prossimo a noi.

“Radio Matavilz”,“Houdinì, fino ad arrivare a Zeligay proposto insieme a Clelia Sedda. Che cosa ha significato lavorare per la televisione, a differenza dal lavoro teatrale?

nazione degli eterosessuali in tali contesti. Com’è stato esprimere liberamente la tua sessualità e dichiararti gay? E come l’essere omosessuale ha influenzato la tua produzione?

La tv è un industria e quindi più faticosa. Io amo il

Per me non è stata una scelta. Non ho mai valutato se

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MAGAZINE

The next best thing... INTERNAZIONALI 10 Men 125 Magazine Another Magazine Another Man Arena Homme+ Attitude Blue Butt Dazed & Confused Dandy Diva Dna Fantastic Man Freshmen FT GQ GT-gaytimes Gus Hercules Icon Kaiserin Kink M Mensuel Männer Mixte Monitor Monsieur Muse Numéro Homme L’Officiel Homme Out Passport Porn up! Préf Purple Fashion Refresh Spartacus Traveler Spunk Têtu Têtu Plage Têtu Voyage They Shoot Homos Twist Vogue Hommes International We Men Wonderland Zero

ITALIANI Clubbing Lui Magazine Pride Pisszine Slurp This is plastic Uovo

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... secondo i magazine gay di tutto il mondo. L’attualità, i pettegolezzi, i belli e i bravi, i gay del nostro tempo. Le pagine patinate della stampa arcobaleno che vi aspetta da Pier OpenSpace PREF

ATTITUDE

Lingua francese

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Photo by ES collection per gentile concessione

Pier OpenSpace. La moda si fa spazio a Milano

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Photodrome Studio scopre lo stile di Pier OpenSpace

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Immagine modello rannicchiato su tappeto: Occhiali vintage, scarpe Puma, Trainers Adidas Original. Immagine modello in piedi braccia conserte: Giacca a vento nylon di Puma. Pier OpenSpace Style: Rufskin Jeans Xagon T.Shirt Croissier Swimwear Piss & Vinegar Underwear Luna Veneziana Maschera Mosaique Shirt Pier Accessori argento

Photodrome studio nasce da un’idea di Paolo Luppino e Maximiliano Pintus, due architetti che si sono incontrati a Milano e hanno deciso di condividere la loro passione per l’arte, il design e l’immagine. A loro si è aggiunto Marcel Artes styling e designer che ha collaborato con marchi di punta della moda internazionale. La fotografia e la creazione di immagini in generale sono il mezzo con cui Photodrome rappresenta il proprio mondo e le proprie idee. Un punto di vista volutamente fuori dagli schemi, influenzato da design, architettura, cinema e arte. fotografie e styling: Photodrome Studio www.photodrome.it studio@photodrome.it

fotografie e styling: Photodrome Studio www.photodrome.it studio@photodrome.it

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Pubbliredazionale

Risvegliarsi al ricordo attraverso l’“Alchimia”di un profumo È possibile osservare l’invisibile oppure ascoltare il silenzio? Cosa si nasconde dietro al ricordo? La memoria olfattiva, ben più di tutte le altre, è capace di evocare un paesaggio di emozioni, un tocco di ineffabile che, come un brivido, risale le sovrastrutture del nostro ego e resuscita impressioni ancestrali, incise nel nostro DNA. Parlare di O’DRIÚ significa raccontare un luogo dell’anima, un anfratto odoroso del Sé. Significa risvegliarsi alla propria natura. I Profumi di Angelo Orazio Pregoni regalano un’esperienza olfattiva sempre dissimile, perché le essenze con cui sono stati creati reagiscono al corpo e ancor più allo spirito di chi li indossa, facendo emergere le parti nascoste dell’Io. La linea “ALCHIMIA DI PROFUMO” prevede tre profumazioni per donna e tre per uomo, prodotte artigianalmente in serie limitata: 29 pezzi per ogni fragranza attendono di essere liberati da una bouteille in vetro nichelato. Un esclusivo monile in argento, numerato e realizzato a mano, ne sigilla la confezione. Nelle alchimie di Pregoni cadono gli apostrofi, anzi sono vietati: la bellezza merita di essere compiaciuta, senza interruzioni. Respirando LALTROVE lo spirito si lascia abbagliare dal riverbero del sole, sorvola un assolato aranceto e si tinge d’ocra in un mercato fiorito e vociante; all’orizzonte una terra umida promette un insperato ristoro, così ricco da sedurre le narici in un soffio. Diverso per natura è invece LINFEDELE, così mutevole, così affascinate, da regalarci l’impressione di uno sguardo malizioso tra la folla, un’attrazione fuggevole e intensa. Il desiderio resta inespresso ma il suo odore è persistente come una dichiarazione di libertà. LONDA sa trasportaci al largo dove soltanto il mare gonfio scolpisce a suo piacere i fondali e schiuma sul legno umido degli scafi. L’aria è satura, pungente, la pelle si sporca di sale e sprigiona un profumo penetrante di bonaccia, che ristagna finché una repentina folata di vento ci riporta a terra. Inoltre esistono altri due millesimati, ancora più rari, parliamo de LALFEOROSA e LALFEOGRIGIO creati in soli 8 esemplari. Preziosi anche nella loro confezione, i parfums, sono racchiusi in un ampolla nera di vetro di Murano soffiata a bocca, mentre la ghiera è un gioiello fuso a cera persa, in argento dorato o rodiato. Infine, per i più esigenti, “ALCHIMIA DI PROFUMO” può essere creata su misura: una nuance originale da 1000 ml dedicata alla pelle e alle emozioni del suo possessore. Angelo Orazio Pregoni è riuscito a racchiudere in un’ampolla i secoli della nostra percezione olfattiva. L’incontro con ALCHIMIA DI PROFUMO è quindi prima di tutto un evento irrinunciabile per chi ha deciso di aff rontare la vita con uno spirito di cura e ricerca di sé. Perché l’uomo può chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie per non sentire melodie o parole imbonitrici, ma non può sottrarsi al Profumo. Sabato 30 aprile dalle ore 17, presso Pier Pour Homme - il primo men’s apparel concept store di Milano recentemente inaugurato in via Mortara, sarà possibile vivere una coinvolgente esperienza “alchemica”.

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www.odriu.it

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Modus Vivendi

Il modo di vivere, è il motto che il proprietario disegnatore Mr. Bibitsos Christos, ha creato per lanciare sul mercato internazionale la più grande azienda Greca.

La società da oltre 20 anni confeziona i propri prodoti con tessuti italiani e greci; in aziende di sua proprietà. Igiene anatomica, alta qualità dei materiali usati e la cura del processo produttivo, fanno di MODUS VIVENDI una delle aziende migliori sul mercato mondiale. Presente nei migliori siti web di vendita, Pier OpenSpace sempre attento alle novità è orgoglioso di presentarla in esclusiva per Italia nel proprio store. MODUS VIVENDI, l’intimo disegnato su misura per l’uomo moderno

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Todd Sanfield

Ciao sono Todd,  ho un diploma di farmaceutica; la mia carriera inizia a 21 anni facendo il fashion designer. Questo mi ha permesso di approdare a NYC e firmare un contratto con l’agenzia IMG per diversi anni.

Gli unici lavori che mi venivano proposti, grazie al mio corpo tonico, erano servizi fotografici e sfilate underwear e swimwear. Ma avevo anche un lato creativo e ho voluto tentare la fortuna facendo qualche cosa di diverso rispetto agli altri designer. Cosi è iniziata la mia carriera. Le mie recenti pubblicità sono apparse su DNA , rivista australiana per un pubblico maschile. Il mio primo lavoro è stato essere il suo cover boy; subito dopo mi è stata offerta nuovamente la copertina e un redazionale di 20 pagine per presentare la mia collezione di intimo e immagini che mi vedono protagonista in tutto il mio splendore. Dopo questo servizio che ha riscosso un buon successo, io e il mio amico fotografo Rick Day abbiamo pensato di entrare nel mercato dell’intimo, sfruttando le nostre capacita imprenditoriali, e grazie a Pier OpenSpace sbarchiamo in Italia con la nostra nuova linea e presto potremo incontrarci di persona.

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IL PERSONAGGIO

Dopo il successo del concerto offerto da Pier OpenSpace intervistiamo Dario Gay, musicista con una grande storia. “Perché le cose importanti non si lasciano mai.” Questa frase di Dario Gay rappresenta il suo intenso lavoro ricco di contenuti nell’ambito musicale. La frase è la sintesi di quello che ritroviamo in “Ognuno ha tanta storia”, il nuovo doppio album di Dario,“un excursus nel suo passato artistico”, da cui l’autore “pesca a piene mani dai suoi precedenti lavori”. “Ognuno ha tanta storia” racconta le molte storie, i numerosi incontri con autori, musicisti, artisti e amici che Dario ha frequentato nel suo cammino artistico e personale. Photo per gentile concessione di Danilo Pacifici Dario, iniziamo dalla tua formazione, dall’inizio del tuo percorso musicale: perché hai deciso di fare il cantante?

molti autori e interpreti brasiliani, come Vinicius De Moraes, Milton Nascimiento… ma sono un curioso, un esploratore e posso saltare tranquillamente all’ascolto di Aznavour o Jacques Brèl… Tendo al recupero di quel mondo che in passato non ho approfondito come avrei voluto e dovuto. E’ per questo che arrivando in questo periodo in casa mia ci si può imbattere facilmente nell’ascolto di Sinatra, o di Edith Piaf, ad esempio. Certo, osservo e apprezzo anche molte proposte dei nostri giorni, pur non vibrando particolarmente per quasi nessuno. Mi piace molto Amy Whinehouse e in Italia Tiziano Ferro.

È nel mio dna. Quando ero piccolo mia mamma mi cantava le canzoni di Rita Pavone, che pare fossero le sole a farmi rasserenare. Rita è stata evidentemente uno dei primi imprinting nella mia memoria genetica!... Da bambino non ascoltavo le canzoni dello Zecchino d’Oro, ma prediligevo quelle destinate ad un pubblico più adulto: a 9 anni il mio disco preferito era“Insieme”di Mina! Amavo profondamente Mina già allora. Mi sono quindi avvicinato alla musica masticandone tanta fin dall’infanzia. A 14 anni ho cominciato a strimpellare la chitarra insieme ad un amico e a scrivere le mie prime canzoni. Mi si aprì un mondo, davanti a quella chitarra!

Sei a favore degli x-factor?

Quando hai capito di essere gay? Da ragazzino ero ancora molto confuso, o forse semplicemente alla ricerca di una definizione di me stesso, o del superamento dell’ umana e naturale paura di una presa di coscienza netta. A 15 anni ero fidanzato con una ragazza, Aurelia, che fu il mio primo grande amore durato circa sei anni. Lei era a conoscenza di ogni mio dubbio a proposito della mia sessualità, mi capiva davvero e profondamente, mi aiutò nel mio percorso di ricerca interiore. Oggi rappresenta per me un riferimento affettivo senza pari. Con suo marito e sua figlia (che mi considera uno zio a tutti gli effetti) costituisce per me una vera e propria famiglia. E’ la giusta evoluzione di un rapporto così profondo come è stato il nostro. L’amicizia che cos’è, se non la forma più elevata e pura dell’amore?

Il primo amore maschile quando lo hai avuto? Il primo innamoramento di questo tipo fu nei confronti di un mio compagno di scuola, in seconda liceo. Fu un amore platonico, vissuto dentro di me in totale segretezza, ero terrorizzato da quella sensazione che mi stava letteralmente sconvolgendo la vita! Quando lui mi guardava sentivo un turbamento fortissimo, stordente... Non riuscivo a pensare a nient’altro... Lui giocava a rugby, io andavo spesso ad assistere alle sue partite e ricordo che lo guardavo correre dietro a quel pallone sussurrando tra me e me “come ti amo!”...

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Un ricordo tenero ma terribile allo stesso tempo, poiché fu un amore a senso unico. Tuttavia fu generatore di molti spunti che si tradussero in altrettante canzoni, proprio grazie alla sofferenza che ne derivava. Ma soprattutto è sempre stato, fin da allora, un amico vero, leale e affettuoso, oltre che molto protettivo verso di me. Lo dimostrò reagendo con comprensione e rispetto profondo dopo che gli confessai in lacrime il mio amore per lui. Se consideriamo che non avevamo più di sedici anni, significa che avevo di fronte una persona veramente speciale. Infatti è rimasto un caro amico, col quale sicuramente anche oggi esiste un rapporto molto particolare, unico, direi. Ed è sempre un uomo bellissimo, tra l’altro!

Quali sono stati i tuoi riferimenti musicali, le tue prime esperienze musicali? Fondai prestissimo una band con alcuni compagni di scuola.“Bigiavamo”per correre in cantina a

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fare prove su prove, che momenti meravigliosi! Suonavamo di tutto, pur di esibirci ci adattavamo anche a fare musica da ballo... Avresti dovuto vedermi, mentre cantavo canzoni come “La piccinina” o “Chitarra romana”, vestito con pantaloni di leopardo e canotte aderentissime e luccicanti tipo Alice Cooper! I miei primi riferimenti musicali sono stati Renato Zero e David Bowie, ai quali mi ispirai davvero molto. Successivamente esplose il mio amore per gli Eurythmics con i quali sono cresciuto, mi sono innamorato, ho sofferto. Amavo anche i Bronsky Beat, i Duran Duran, Boy George, Klaus Nomi, Nina Hagen,Tina Turner. Solo ultimamemnte sto rivalutando gli Abba, che al tempo consideravo troppo commerciali. Ho sempre ascoltato molta musica italiana, sono cresciuto con Battisti, Baglioni, Battiato, De André, Mina, Rita Pavone, Patty Pravo e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo… La musica, quando è bella, non la riconduco a nessuna categoria ma solo all’emozione che mi sa dare. Col tempo ho scoperto e amato anche

Quando fanno emergere veri talenti sono apprezzabilissimi. Purtroppo in Italia si privilegia troppo spesso la parte spettacolare alla qualità. Le lacrime, il pietismo in genere la fanno da padroni, in televisione… Così spesso ci troviamo ad assistere ad esibizioni malinconiche di ragazzi con problemi personali spesso molto pesanti che alzano l’audience e fanno tanto piacere ai crudeli conduttori e registi. I ragazzi, spesso davvero molto bravi, vengono illusi di essere arrivati, vengono inseriti in quadri di show degni di Hollywood, senza avere nessun background nella maggior parte dei casi. Così, quelli che non risultino finalisti o vincitori, il più delle volte finiscono nel dimenticatoio. Sto male al pensiero della sofferenza che possono provare di fronte ad una disilluzione di quella portata! Il comportamento degli addetti ai lavori è in questo senso davvero deprecabile. Il problema dei Talent Show è che sono, in gran parte, riconducibili ai meccanismi perversi del “Grande Fratello”: si litiga, si piange, si soffre… e più queste cose accadono, più le trasmissioni hanno successo. Spesso è evidente che ci sia una diabolica regia dietro ai drammi che si consumano in tv sulle spalle di tanti ragazzi ignari e inconsapevolmente al servizio dello “share”... Odio la televisione urlata, con il dolore sbattuto in faccia, o con la volgarità e il cattivo gusto a fare da filo conduttore. Purtroppo non ci sono più i grandi talenti di qualche decennio fa. Basti pensare a trasmissioni come “Milleluci”,“Studio Uno”, dei classici del varietà elegante e divertente in cui era sufficiente la statura artistica di personaggi come Mina, la Pavone, la Carrà, Alberto Lupo o Walter Chiari a fare la differenza. Persone che a quel


Oltre che in “Sorelle d’Italia”, l’argomento “trans” è raccontato in “Dall’Atlantico a Napoli”, in cui duetto con una insolita Viola Valentino. E’ un brano in bilico tra l’amarezza e l’ironia che racconta i giorni napoletani di una trans brasiliana divenuta tale all’insaputa della propria famiglia. Infine c’è un omaggio a Mia Martini,“Tutti uguali”, cantato con Vladimir Luxuria. Ci siamo divertiti moltissimo in questa rivisitazione che sono convinto avrebbe divertito anche Mimì, se l’avesse potuta ascoltare.

Hai anche scritto un motivo per il Pride 2001, diventandone la sigla ufficiale …

tempo, sottolineerei, avevano età oscillanti tra i venti e i trent’anni al massimo! Impensabile oggi.

Passi importanti nella tua attività musicale e artistica sono state le due partecipazioni al Festival di Sanremo: cosa ti ricordi e come hai vissuto queste esperienze? Sono stati momenti straordinari, indimenticabili, che spero mi possano capitare ancora, in futuro. Nel 1990 partecipai per la prima volta a Sanremo ed ero molto più interessato a conoscere da vicino i grandi artisti internazionali che quell’anno vi presero parte, piuttosto che alla gara a cui partecipavo. Un atteggiamento forse un po’ incosciente, ma che mi ha permesso di vivere quell’esperienza con serenità e allegria. Ricordo sempre l’abbraccio affettuoso di Liza Minnelli, le lunghe chiacchierate con Leo Sayer, la simpatia di Dee Dee Bridgewater. Partecipai anche all’edizione del 1991 con “Sorelle d’Italia”, una canzone che inneggiava ai viados raccontandone scherzosamente gli incontri con i camionisti nella notte. Col risultato di essere denunciato dall’Associazione Autrasportatori Italiani! Finii in prima pagina su un quotidiano insieme ad Alba Parietti, denunciata dall’Associazione Agricoltori per aver definito“bifolco”il patron di quell’anno Adriano Aragozzini… Devo dire

che la scelta della canzone fu molto coraggiosa, direi anche molto in anticipo sui tempi e forse per questo non compresa fino in fondo, tanto che non fui ammesso alla finale. In questo disco ne ho realizzato con la Banda Osiris una versione davvero molto particolare, da ascoltare! Negli anni ‘90 non mi ero ancora dichiarato omosessuale, anzi, il mio cognome Gay fu cambiato in Gai per scongiurare equivoci che i miei discografici consideravano potenzialmente dannosi. Alla fine degli anni ‘90 cominciai a scrivere canzoni in assoluta libertà espressiva, non avendo più vincoli discografici. Scrissi in quel periodo, insieme a Rosario Di Bella, “Ti sposerò”, una canzone d’amore dedicata a un uomo da un uomo, a un Marco, nome che, guarda caso, corrispondeva a quello del mio compagno. Rosario decise, nel 2005, di produrre qusta canzone e di realizzarne un cd.“Ti sposerò”, nonostante non sia mai arrivata alla grande distribuzione di dischi, resta il mio più grande successo personale, forse la canzone che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Ricevetti lettere da parte di moltissimi ragazzi, che si identificarono nelle mie parole. Alcuni addirittura trovarono“illuminante”la mia canzone, proprio per la normalità che trasmetteva. La normalità, la leggerezza di vivere e volere un amore di fronte al mondo, senza paura, senza filtri o sovrastrutture mentali. “Ti sposerò”canta l’amore in quanto amore assoluto. Si potrebbe cantarla sostituendo il nome di marco con Laura, o Anna o qualunque altro, perché non è una canzone“gay”, bensì una canzone d’amore. Una importante casa discografica si è rifiutata di pubblicare questo brano considerandolo troppo “politico”, in quanto secondo loro era una presa di posizione precisa rispetto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Beh, se una semplice canzone che dice“io ti sposerò e sarà per sempre, inesorabilmente…”, semplicemente esprimendo un pensiero più che naturale per due persone che si amano, è considerata“politica”, vorrei sapere che cosa c’entrano con la politica vera tutti gli scandaletti rosa che ci stanno sommergendo negli ultimi mesi e che riguardano proprio quelle persone che giocano a fare i moralisti con chi, come noi, chiede di potere godere degli stessi diritti civili di ogni altro cittadino.

Possiamo parlare di prossimi tuoi concerti? Hai dei progetti futuri su cui stai lavorando?

Nell’immediato proseguirò negli impegni di promozione di questo disco che mi sta dando grandi soddisfazioni, quanto la presenza di tanti grandi ospiti che non finirò mai di ringraziare per la loro preziosissima partecipazione: Milva, Andrea Mirò, Aida Cooper, Rosario Di Bella, Stefania LA Fauci, Vladimir Luxuria, Giovanni Nuti, Massimo Priviero, Sunshine Gospel Choir, Viola Valentino, i Cento, la Banda Osiris, Rita Pavone… E devo ringraziare particolarmente il mio amico di sempre Enrico Ruggeri per avere caldeggiato e incoraggiato questo progetto, oltre a farne parte in maniera integrante, sia come coautore di diversi brani, sia come ospite in un duetto molto emozionante,“Il viaggiatore”. E per essermi sempre rimasto vicino. Tra un paio di mesi terrò a Milano e dintorni alcuni concerti. E’ previsto un evento anche a Roma. Spero di poter avere sul mio palco anche qualcuno degli ospiti del mio album, ad una o all’altra data. L’emozione di duettare dal vivo è impareggiabile. In estate sarò nel Sud Italia con il mio gruppo per una serie di concerti. Ma il progetto che mi sta maggiormente a cuore riguarda il teatro e potrebbe partire già nel prossimo mese di ottobre.

Quale contributo la canzone può dare a livello culturale al movimento lgbt e quali altre canzoni hai indirizzato verso questo obiettivo? Una canzone è una piccola voce che se nasce dal cuore ha sempre una propria utilità. La mia “Le nuvole”, per esempio, parla dell’omofobia che spesso si sviluppa all’interno della famiglia, come tristemente leggiamo spesso sui giornali. Ancora oggi esistono tanti, troppi casi di ragazzi cacciati di casa,“colpevoli” di essere omosessuali. “Le nuvole” per mia fortuna non è autobiografica, ma è comunque la storia che troppe volte mi raccontano. Un mio carissimo amico fu sbattuto fuori di casa dai genitori a poco più di sedici anni! Si è rappacificato lo scorso anno, dopo la bellezza di vent’anni! Inammissibile. Come gli attori anche noi cantanti raccontiamo di altre persone.“Prima che sia notte” riprende, per esempio, la storia di Reinaldo Arenas, importante autore e scrittore omosessuale cubano esule dalla sua patria perché perseguitato, non solo come gay, ma anche come sovversivo. Canzone scritta a quattro mani con Giovanni Nuti, racconta l’odissea di Arenas fino alla sua fuga a Miami dove morì.

“Domani è primavera”, una canzone che è un inno alla speranza, quella speranza disperata che solo un grande dolore riesce a generare. In questo disco la ripropongo in duetto con una grandissima Rita Pavone, una amica straordinaria oltre che l’artista eccezionale che tutti conosciamo. La sua presenza in questo disco ha una valenza speciale, in quanto Rita si è ritirata dalle scene da quasi sei anni, ma non ha voluto mancare questo appuntamento in “Ognuno ha tanta storia”. Mi ha fatto un regalo enorme e gliene sono molto molto grato. Tra l’altro è in uscita proprio in questi giorni una versione REMIX del brano, curata magistralmente da George Merk, un ottimo cantautore rock con un percorso artistico molto felice in Gran Bretagna e nord Europa (e figlio di Rita e Teddy Reno). La versione originale, invece, come circa una metà dell’album, è stata arrangiata e prodotta da un eccellente Marcello De Toffoli.

Dario Gay, Ivan Cattaneo, Malgioglio … perché è stata diversa la risposta che è stata espressa nei vostri confronti dal pubblico? Perché altri artisti gay hanno fatto una carriera diversa dalla tua? Negli anni ‘90 ho interrotto la mia frequentazione con la musica privilegiando il mio privato che richiedeva la mia presenza necessariamente. Quando si scende dall’autobus, risalirvi non è semplice. Spesso non si trova posto, o ti impediscono di risalirvi. Ma io sono paziente e perseverante, so attendere il mio turno con umiltà. Ogni artista è diverso da un altro, ha percorsi diversi da fare, non si possono paragonare tra loro persone così diverse sotto molti punti di vista.

Cosa ne pensi di cantanti o anche artisti, uomini pubblici che decidono a un certo punto di fare coming out? Prendiamo l’esempio di Tiziano Ferro che ha fatto da poco coming out. È stato molto criticato. Non capisco perché in certi casi qualunque scelta debba essere considerata criticabile. Il gesto di Tiziano è stato utile perché l’ha compiuto, questo è ciò che conta. Forse 10 anni fa poteva essere più difficile pensare di uscire allo scoperto, ma credo che mettersi a nudo sia in ogni epoca una scelta sofferta. Sicuramente le dichiarazioni di Tiziano saranno utili a molti ragazzi in difficoltà nell’accettarsi e probabilmente, lo spero, educative per tanti genitori con i paraocchi. La comunità gay dovrebbe essere solidale con personaggi come lui, sostenerli, apprezzarli. Noto invece con tristezza che molti preferiscono invece fare pettegolezzi da cortile, andando a pescare nelle proprie capacità inventive le storie più improbabilmente piccanti pur di screditarlo agli occhi della gente, non si sa bene il perché. Più in generale, penso che il coming-out debba essere assolutamente una scelta personale. Non deve essere consoderato un obbligo, un dovere per nessuno. Smettiamola di criticare così severamente i presunti gay noti che non desiderano palesarsi. Anche la scelta del silenzio deve essere rispettata.

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Eleonora Dall’Ovo redattrice di Radio Popolare intervistata da Alessandro Rizzo

L’Altro Martedì chiede maggiormente l’ascoltatore gay e l’ascoltatore eterosessuale? Stiamo scoprendo ultimamente che la nostra trasmissione non è seguita prevalentemente dalle persone omosessuali, è seguita soprattutto dagli etero, però sai non so mai dove sia il confine. Molte sono le mail che ci arrivano da presunti etero, non so... ma certo che ho diverse conoscenze etero che ci ascoltano e questo ci rende molto felici, per noi è importante non chiuderci in un nostro lessico e in un nostro mondo senza altri collegamenti. Il pubblico da quando abbiamo lo streaming ci segue da tutta Italia, sono davvero in tanti e questi ascoltatori ultimamente ci hanno chiesto via mail e via etere di fare meno politica e di far parlare di più la comunità glbtq ovvero la gente omosessuale, e allora abbiamo deciso di fare proprio così, dare più spazio alle rubriche a tema: artisti, genitori omosessuali, padri di figli omo, militanti, associazioni di categoria etc... L’ascoltatore etero non chiede ancora niente... ascolta passivo. Secondo me perchè rimane ancora stupito della nostra subcultura... e ride, sì ride tanto.

L’Altro Martedì ha sempre dato voce a un movimento, non solo sociale, non solo politico, ma anche culturale del mondo lgbt italiano, con uno sguado internazionale nell’ambito del palinsesto di Radio Popolare. Come nasce la trasmissione e quando nasce?

Avete delle anticipazioni sulle prossime puntate: ospiti eccellenti, temi scottanti?

Ci interessa poi raccontare la nostra subcultura, di cui i media ufficiali parlano pochissimo, quindi raccontiamo sempre dal piccolo evento alla grande mostra, dallo spettacolino a Brugherio al festival Mix del Cinema di Milano al Piccolo...vogliamo dare un quadro della ns realtà completo, fatto di più facce.

Che cosa si può fare oggi in Italia culturalmente per cambiare una situazione dove permane un pregiudizio che blocca la nostra speranza in un Paese futuro di diritti e di pari dignità per le persone lgbt?

L’Altro Martedì è stata la prima trasmissione radiofonica dedicata al mondo omosessuale. Era il lontano 16 ottobre 1980.Tra i redattori c’erano Paolo Hutter, Paolo Rumi, la Sandy, Gianni Rossi Barilli, Fiorenzo Lancini e Rita Faustini. Allora aveva tre linee: fare un settimanale radiofonico gay a Radio Popolare, quindi dibattiti telefonici, interviste e notiziari. Spesso c’erano ospiti di lusso quali: Aldo Busi, Pier Vittorio Tondelli, Fernanda Pivano, Angelo Pezzana, Corrado Levi e molti altri ancora.

Quale rapporto redazionale esiste e sussiste tra L’Altro martedì e il resto della redazione di Radio Popolare, sia a livello culturale, sia organizzativo? Esiste un’attenzione e un forte investimento? L’altro Martedì e strettamente connesso con la redazione giornale e con con la redazione programmi\cultura. Quando c’è una notizia eclatante che riguardi il mondo omosex, siamo sempre chiamati a commentare o passare contatti. Per gli eventi importanti quali il world pride 2000 o semplicemente manifestazioni della comunità glbt siamo mandati come inviati speciali per le dirette. In questi 15 anni di mia attività a Radio Pop ho visto proprio una trasformazione di sensibilità e attenzione, prima che diano una notizia poco chiara per loro ci chiamano sempre. Ad esempio ricordo che uscì nel 99 una notizia: assassinato ragazza transgender, la redazione cronaca non sapeva cosa fosse una transgender ...ci chiamarono per capire e spiegammo la complessità. Oggi sono autonomi, ma ciòdimostra che c’è sempre stata attenzione sul fatto che la nostra comunità è complessa e fatta di chiari e scuri. Quali sono i temi che trattate di frequente e come scegliete gli argomenti da trattare in trasmissione? La nostra scelta è avere sempre uno sguardo sulla politica e sulla cultura. Ci interessa far presente sempre come la politica istituzionale considera gli omosessuali e come se ne vuole occupara. Ci interessa poi mostrare e far dibattere il movimento viva voce attraverso collegamenti su tutta Italia. Ci Interessa fare vedere le contraddizioni del movimento glbtq cercando di sentire tutte le campane.

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Parliamo un po’ di voi, Eleonora ed Emiliano: la vostra storia, la vostra formazione, le vostre esperienze culturali e giornalistiche, con una particolare attenzione al mondo lgbt... Io e Emiliano prima di entrare in radio abbiamo molto militato nel movimento lgbtq, passando in diverse associazioni e diverse realtà artistiche. Io dal 1997 mi occupo anche di teatro lesbico, quindi ho girato moltissimi circoli lgbt italiani e ho toccato con mano davvero la realtà omo e trans italiana. Giornalisticamente ci siamo fatti attraverso la gavetta. Abbiamo imparato a fare la radio facendola, imparando dai nostri predecessori e ascoltando tanta tanta radio. Io poi ho fatto anche la vj a GayTv, ma diciamo che siamo sempre stati spinti dal desiderio di dare voce al movimento che conoscevamo molto bene, e cercavamo di farlo e cerchiamo tutt’ora di farlo obiettivamente. Poi te lo confesso, ci divertiva molto fare la radio e credo che questo si senta molto ancora oggi: ci piace proprio raccontare dagli studi di Radio Pop la nostra comunità! Qual’è il target della trasmissione e chi ascolta maggiormente L’Altro Martedì? Il pubblico come risponde e come ha risposto in questi anni? Cosa

Preferiamo non anticipare mai! Sarà una sorpresa, e poi diciamola tutta, abbiamo ogni martedì ospiti eccellenti!

Io credo che oggi per come siamo messi in Italia, il movimento non possa fare più nulla. Ha fatto tutto quel che poteva, abbiamo fatto davvero tutto. Il problema è la classe politca che abbiamo, che ci ritroviamo: vecchia e bigotta. Ci vorrebbe una tabula rasa sia a destra che a sinistra. Non so più cosa pensare davvero, sono molto delusa da tutto, ma certa sono che davvero il movimento le ha tentate tutte. Come movimento siamo stato traditi, soprattutto dalla sinistra. Quando c’era da chiedere il voto, tutti pronti a garantire i Pacs, poi una volta eletti ciao ciao. Che cosa la trasmissione può dare e che cosa cercate di esprimere attraverso L’Altro Martedì? L’ho detto: dare con ironia ogni settimana uno spaccato della ns comunità e del nostro movimento. Dimostrare sempre più che essere visibili in Italia è l’unica arma vincente per cambiare le cose. Ad esempio noi non invitiamo mai autori\trici, artisti che non siano visibili. La nostra trasmissione persegue principalmente due obbiettivi: promuovere la cultura omosessuale e transessuale ospitando diverse personalità in studio e informare gli ascoltatori sulle battaglie e conquiste del movimento omosessuale italiano e straniero attraverso la voce dei suoi protagonisti. Comunque visitate la nostra pagina su radio popolare e ascoltateci un po’ di volte, così capirete bene come e chi siamo!


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1° PORTFOLIO

Emanuele Blelè

Suggerito da un amico per le qualità e la professionalità, Emanuele si offre agli amici di Pier Magazine con spontaneità e freschezza. A voi il gusto di scoprire questo giovane sognatore amante della bellezza.

Mi presento: sono Emanuele Blelè, ho 24 anni e sono un ragazzo alla mano, elegante e inguaribile amante della vita. Adoro poter comunicare le mie emozioni, attraverso scatti fotografici e movimenti del mio corpo. Per dieci anni ho gareggiato a livello agonistico nelle danze latino americane di coppia, conseguendo buoni risultati. La competizione è sempre stata un fattore fondamentale nella mia vita, spingendomi a sperimentare cose nuove. Nutro diverse passioni, come il disegno, la fotografia, l’interior design, la moda e la musica. Mi ritengo una persona ambiziosa e così quando voglio raggiungere un obiettivo metto in gioco tutte le carte a mia disposizione, magari cercando di superare alcuni miei difetti, come una certa impulsività, l’indecisione e l’es-

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sere forse eccessivamente sognatore. Essendo un po’ egocentrico, nonché un amante della bellezza, non mi faccio sfuggire mai l’occasione di mettermi in mostra. Così sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli che mi facciano sognare e divertire. Sono aperto ad ogni tipo di sfida. La sensibilità e un po’ di spirito nostalgico sono caratteristiche che credo non mi abbandoneranno mai, anche se spesso molti amici non riescono a starmi accanto per la mia esuberanza.

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2° PORTFOLIO di Sam Cosmai

Giuseppe Malafronte Da Salerno con la voglia di emergere il bel Giuseppe si mostra in tutta la sua innocenza. Tra un servizio fotografico e una presenza in discoteca aspetta il momento di mostrarsi in tutto il suo splendore.

Mi chiamo Giuseppe Malafronte ho 21 anni e sono un ragazzo solare, generoso e disponibile. Mi piace divertirmi e stare al centro dell’attenzione ed è per questo che faccio nelle serate trendy milanesi il Go Go Boy. Diplomato perito turistico, oggi mi dedico alla recitazione e al canto impegnandomi giornalmente con il mio professore privato. Il mio sogno nel cassetto: essere notato da un talent scout per poter sfondare nel mondo della moda, della pubblicità e della televisione. Sono disponibile per feste private, locali e serate a tema. Per contatto cell: 340 9751934 mail: beppesuperboy@hotmail.it

Beppe sarà il nuovo sogno irraggiungibile per molti, a voi fare in modo che non lo sia.

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3° PORTFOLIO di Sam Cosmai

Matteo Colombo Matteo Colombo, 26 anni, di Saronno provincia di Varese pensa allo studio. Ama mettersi in mostra e farsi fotografare per diventare il fotomodello dell’anno.

Cari amici ed amiche affezionate del Pier Magazine, sono Matteo Colombo, ho 26 anni, e vivo a Saronno in provincia di Varese. La mia vita è improntata principalmente sullo studio e sul lavoro; la mia carriera universitaria inizia nel 2004 dove ho frequentato il corso di laurea in Scienze Motorie a Saronno, e laureato a pieni voti nel 2009. A settembre dello stesso anno mi iscrivo al corso di laurea in Biotecnologie Farmaceutiche a Milano, dove ad oggi risulto tutt’ora iscritto. Oltre allo studio, ogni sera lavoro come insegnante di Fitness in una palestra vicino a casa, che mi permette di contribuire economicamente in famiglia. Lo sport è sempre stato, fin da piccolino, parte attiva della mia vita; iniziai con il nuoto, per poi passare al calcio, per finire poi nell’ambiente delle palestre e del fitness.

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