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ISSN 1825-5515

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bene et commode vivens

61 Trimestrale N°61 - Anno XVIII - Settembre 2017 - Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano


La Torre “Cosmopolitan Twarda” nel centro di Varsavia è stata disegnata e completata dallo studio Jahn di Chicago nel 2014. Si tratta di un complesso quasi interamente residenziale, alto 160 metri e comprendente 236 appartamenti distribuiti su 44 piani. Al piano terra si trova un’area di servizi commerciali, mentre i primi tre sono adibiti a uffici. Lo schema costruttivo è pensato per un edificio di riferimento nel paesaggio urbano del centro città che ben si integra nel tessuto esistente. All’interno, ciascun appartamento è stato disegnato dallo studio locale De Novo con sistema demotico integrato per il controllo della temperatura, delle schermature, dell’illuminazione e degli impianti audio e video.

Foto di copertina: © Susanna Mammi, Cosmopolitan Tower, Warsaw (PL), 2017.


= letteralmente, buona vita.

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Le pompe di calore ad aria: calcolo delle

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prestazioni energetiche ai sensi delle norme UNI TS 11300. Ponderazione dei coefficienti lineari.

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Isolamento di un ufficio da rumore e vibrazioni

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in un capannone industriale. Il calcolo dell’isolamento di facciata

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per gli ambienti d’angolo. Detrazioni fiscali e incentivi per

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l’efficienza energetica. La strategia energetica nazionale 2017.

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Approfondimento normativo sul progetto

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delle parti vetrate.

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ANIT

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Strumenti per i Soci ANIT

Fondatore Sergio Mammi


A b b o n a r s i

si può. Stampato su carta prodotta con cellulose senza cloro-gas nel rispetto delle normative ecologiche vigenti.

Vignetta di Sergio Mammi, Fondatore ANIT.

Hanno collaborato: Alessandro Ziletti, termotecnico, E.G.E. certificato UNI 11339. Alberto Morandini, Socio ANIT, Vallecamonica Isolamenti. Alessandro Panzeri, R&S ANIT. Stefano Benedetti, esperto ANIT. Matteo Borghi, esperto acustica ANIT. Daniela Petrone, Vice Presidente ANIT.

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Info e abbonamenti: press@anit.it

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Per abbonarsi con bonifico bancario, effettuare versamento a: TEP srl Conto corrente presso Banca Popolare Commercio & Industria IBAN IT 20 B050 4801 6930 0000 0081 886 Indicare come causale: abbonamento 4 numeri neo-Eubios.

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Trimestrale N°60 - Anno XVIII - Giugno 2017 - Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

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ISSN 1825-5515

Valeria Erba, Presidente ANIT.

abbonamento annuale 4 numeri: 24 €


EDITORIALE

Non crescono più piante, né fiori e non ci sono insetti. La siccità e poi gli incendi hanno via via estinto ogni albero. Qualche esemplare è tenuto in piedi con piloni di acciaio e i suoi rami si ergono secchi al cielo in attesa della prossima tempesta che li farà cadere. L’oceano è contaminato, o come spiegarono gli scienziati “acidificato”. Ha un odore acre di zolfo, simile all’aglio, per l’alto livello di acido che lo hanno reso velenoso per qualsiasi forma di vita, incluso il plancton. Dalla città non è possibile vederlo e nessuna costa è accessibile. Per arginare le maree sempre più violente e l’innalzarsi del livello delle acque, è stato costruito un possente muro di cemento armato alto centinaia di metri, ma nessuno sa quanto durerà. In altre zone le coste sono ormai disabitate e le città che vi sorgevano, sono completamente sommerse. Chi possiede un mezzo di trasporto aereo sorvola l’oceano la mattina, quando l’aria è più fredda e le tempeste e gli uragani non impediscono di viaggiare.

Los Angeles, 2049. La nebbia è fitta e mista a una sottile pioggia gelata. La luce è bianca, il sole coperto da un denso strato di nuvole grigie. La città si estende per chilometri. Tutt’intorno gli impianti delle colture sintetiche, per lo più di proteine, l’unica fonte di cibo rimasta. Guardie armate li sorvegliano, per via della carestia. Il freddo è insopportabile. Per strada, macchine con getti a vapore sciolgono le lastre di ghiaccio che ogni notte si formano durante le tempeste pomeridiane. Il suolo è tossico e così la pioggia. Bisogna indossare impermeabili e scarpe con suole spesse e le case sono protette da doppi ingressi per contaminare il meno possibile gli interni. I più diligenti indossano maschere protettive contro la radioattività e gli altissimi livelli di ozono nell’aria. Chi se lo può permettere vive in vere e proprie celle antisettiche, al riparo dalle malattie e dalle infezioni. Chi non ha potuto andarsene, campa vendendo il nichel degli scarti elettronici o fornendo manodopera a basso costo.

colonna sonora Hans Zimmer / Benjamin Wallfisch – “2049” • Frank Sinatra – “Summer Wind” Elvis Presley – “Suspicious Minds” • Lauren Daigle – “Almost Human” Harry Belafonte - “Turn the world around” • French fra Rabbits - “Claimed by the sea” The Restarts - “No Escape” • Andy Revkin - “Liberated Carbon” Corb Lund - “The Truth comes out” • Michael Jackson - “Earth Song”

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La nebbia è fitta e mista a una sottile pioggia gelata. La luce è bianca, il sole coperto da un denso strato di nuvole grigie

ra, libri, divani, musica. Nei giorni speciali la pioggia diventa neve e per un attimo i suoni si fanno più tenui. Qualcuno si diverte a guardare i fiocchi cadere al suolo (© Susanna Mammi).

Nell’aria c’è un rumore sordo, di turbine e motori che viene da lontano, forse dalle discariche di rottami ferrosi che si perdono a vista d’occhio e dove sopravvivono i più derelitti. Interi quartieri un tempo abitati si stagliano come montagne e se ci spingessimo a guardare all’interno delle case vuote vedremmo oggetti un tempo appartenuti a una civiltà prospe-

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Testo liberamente ispirato dall’ambiente invivibile e contaminato in cui si svolge il film Blade Runner 2049, di Denis Villeneuve, 2017.

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LE POMPE DI CALORE AD ARIA: CALCOLO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE AI SENSI DELLE NORME UNI TS 11300 di * Alessandro Ziletti

giore di T1, invertendo cioè il verso del flusso termico naturale. Un parametro molto importante è il coefficiente di prestazione della pompa di calore (normalmente abbreviato con l’acronimo COP), che rappresenta il valore istantaneo del rapporto tra la potenza termica prodotta e l’energia elettrica assorbita dalla macchina. Questo indicatore è influenzato dalle temperature di evaporazione e di condensazione del ciclo termodinamico, che sono direttamente correlate con il valore di temperatura dell’aria esterna e dalla temperatura del mezzo di riscaldamento interno (acqua che viene inviata ai pannelli radianti, aria, ecc…). La norma UNI TS 11300-IV consente di calcolare, a partire da una serie di coppie di dati di potenza termica a pieno carico e COP, i corrispondenti valori per le condizioni di funzionamento intermedie. I dati di partenza, che devono essere forniti dal produttore, sono stabiliti dalla norma EN 14825 tenendo conto della tipologia di pompa di calore (aria-acqua, aria-aria ecc…). Per esempio, per le pompe di calore aria - acqua, i valori devono essere almeno indicati in corrispondenza della temperatura di sorgente fredda pari a [-7°C, 2°C, 7°C, 12°C] e per temperature di pozzo caldo pari a [35°C, 45°C, 55°C]. Nella tabella seguente si può vedere un esempio di dati forniti dal produttore di una pompa di calore.

Vista la crescente necessità di effettuare simulazioni accurate ed attendibili del comportamento energetico del sistema edificio-impianto, la corretta modellazione dei sistemi di produzione energetica è imprescindibile. Ci si propone con questo breve articolo di analizzare quanto accade per le pompe di calore ad aria con ciclo a compressione di vapore alimentate da energia elettrica deputate al riscaldamento degli ambienti (sono esclusi pertanto gli usi per produzione di acqua calda sanitaria), per le quali, a differenza di quanto accade nel caso dei generatori tradizionali quali ad esempio le caldaie a gas, la temperatura e l’umidità dell’aria esterna risultano parametri essenziali per la valutazione della loro efficienza e dei conseguenti consumi energetici. In ambito nazionale lo standard di riferimento per le valutazioni energetiche degli edifici è costituito dal pacchetto di norme UNI TS 11300, suddiviso attualmente in 6 parti, e dai riferimenti normativi in esso richiamati. La trattazione delle pompe di calore è contenuta nella parte IV. IMPORTANZA DELLE CONDIZIONI AL CONTORNO PER LE PRESTAZIONI DELLE POMPE DI CALORE AD ARIA Le pompe di calore sono delle macchine termodinamiche deputate a trasferire calore da una sorgente a temperatura T1 verso un pozzo ricevente che risulti a temperatura T2 mag-

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Tabella 1. Dati prestazionali forniti da un produttore di pompe di calore

interpolazione il rendimento di secondo principio in condizioni (T1c; T2). A questo punto, per inversione della formula di definizione di ηII, è possibile calcolare il COP reale. In maniera del tutto analoga è possibile calcolare il COPreale al variare della temperatura di pozzo caldo mantenendo costante quella della sorgente fredda.

IL CALCOLO DEL COP E DELLA POTENZA A PIENO CARICO IN CORRISPONDENZA DI CONDIZIONI NON TABELLATE Per calcolare il COP in corrispondenza di valori di condizioni al contorno non tabellati, si può fare ricorso a interpolazione lineare tra i dati dichiarati o per interpolazione del rendimento di secondo principio e conseguente calcolo dei valori. In questa sede si tratterà il secondo metodo, poichè il primo risulta di immediata applicazione e non necessita approfondimento.

Prendendo ad esempio i dati riportati in tabella 1 , è possibile calcolare il COP e la potenza a pieno carico per temperatura della sorgente fredda pari a 3°C e per temperatura di pozzo caldo pari a 45°C. il rendimento di secondo principio viene calcolato, in base ai ragionamenti esposti in precedenza, in corrispondenza di dei valori (T1;T2) forniti dal produttore: ηII (2;45) = 0,341 ηII (7;45) = 0,374 Per interpolazione si calcola il valore di ηII in corrispondenza dei valori (3;45): ηII (3;45)= 0,354 Il COP nelle condizioni desiderate viene pertanto ottenuto moltiplicando ηII (3;45) per il COPmax (3;45) e risulta pari a 2,63

Il rendimento di secondo principio di una pompa di calore, operante con temperatura di sorgente fredda T1 e temperatura di pozzo caldo T2, viene indicato con la lettera ηII ed è definito come il rapporto tra il COP effettivo (della macchina reale) e il COP massimo teorico (di una macchina ideale) ottenuti in corrispondenza di T1 e T2 . ηII = COPreale / COPmax Il primo valore viene fornito dal produttore della macchina, il secondo è calcolabile mediante la formula che caratterizza il ciclo di Carnot: COP max = (T2 + 273,15)/(T2-T1) In caso di temperatura di sorgente fredda T1c, intermedia tra due valori tabellati T1a e T1b, a parità di temperatura di pozzo caldo T2, per il calcolo del COP, si devono calcolare i rendimenti di secondo principio corrispondenti alle due condizioni tabellate e ottenere mediante

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Per quanto riguarda il calcolo della potenza termica resa a pieno carico in condizioni non tabellate, si procede per interpolazione lineare. Per calcolare le prestazioni della pompa di calore

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per temperature di pozzo caldo e sorgente fredda che ricadono, con scostamento massimo di 5 K, al di fuori di quelli forniti dal produttore, è necessario procedere come di seguito illustrato: - correzione in base alla temperatura della sorgente fredda: il COP viene calcolato a partire dal rendimento ηII fornito dal produttore in corrispondenza del valore più prossimo a quello cercato la potenza termica risulta pari al prodotto del COP (calcolato in base a quanto detto precedentemente) per la potenza assorbita costante ottenuta in corrispondenza del dato fornito dal fabbricante riferito alle condizioni più prossime a quelle cercate - correzione in base alla temperatura di pozzo caldo: il COP viene calcolato a partire dal rendimento ηII fornito dal produttore in corrispondenza del valore più prossimo a quello cercato la potenza termica viene assunta costante ed uguale a quella dichiarata dal produttore per le condizioni più prossime a quelle desiderate

IL METODO BIN La possibilità di calcolare i parametri energetici delle pompe di calore in funzione di ogni condizione di temperatura esterna viene sfruttata appieno facendo il calcolo energetico basandosi sul metodo BIN. In particolare, in accordo con questa metodologia, per pompe di calore evaporanti ad aria, viene costruita in conformità con quanto prescritto dalla norma e per ogni mese della stagione di riscaldamento, la durata oraria di ciascun valore di temperatura esterna. Di conseguenza risulta possibile effettuare un calcolo decisamente più significativo rispetto al semplice utilizzo dei valori medi mensili della temperatura esterna. IL FUNZIONAMENTO A CARICO PARZIALE Tutti i ragionamenti fin qui riportati sono stati basati sull’ipotesi che il fabbisogno dell’edificio non fosse mai inferiore alla potenza erogata dalla pompa di calore. Nei fatti si riconosce che mentre la potenza utile necessaria per riscaldare l’edificio ha andamento crescente con la temperatura esterna (considerando la temperatura interna costante), la potenza erogabile dalla pompa di calore ha andamento opposto, crescendo con l’aumentare della temperatura esterna a parità di altre condizioni. Pertanto, eccezion fatta per quanto concerne il punto in cui il valore di potenza necessaria e quella fornita si equivalgono (detto “punto di bivalenza”), la pompa di calore si troverà spesso a potere erogare una potenza maggiore di quella di cui gli ambienti necessitano. Quanto espresso può essere meglio compreso osservando il grafico.

Secondo le modalità indicate è pertanto possibile, per ogni pompa di calore, costruire una matrice contenente, per ogni coppia di valori di temperatura di pozzo caldo e di sorgente fredda, il valore del COPreale e il valore della potenza termica a pieno carico che verranno utilizzati per effettuare i calcoli energetici nell’ambito delle norme UNI TS 11300. Nella tabella seguente si può visionare il risultato del calcolo del valore di COP in funzione di ogni valore di temperatura di pozzo caldo e di sorgente fredda a partire dai dati contenuti in tabella 1.

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In questo caso la macchina adatterà la potenza prodotta all’effettiva richiesta dell’edificio fino al valore di modulazione minimo ( e pertanto in questo intervallo il COP non sarà ridotto rispetto a quello a pieno carico), per poi funzionare con la logica onoff esposta precedentemente (con gli stessi metodi di diminuzione del COP). 3 - macchina multicompressore on-off (o a gradini) Si tratta di macchine, normalmente di taglie superiori rispetto a quelle installate per applicazioni monofamiliari, che sono dotate, all’interno del medesimo circuito frigorifero (in caso contrario si ricade nel punto 1), di due o più compressori on-off. In questo caso la macchina tenderà ad adattare la potenza prodotta mediante la attivazione o disattivazione dei compressori. Per il calcolo del COP al variare della potenza richiesta dall’edificio, la norma UNI TS 11300 - IV rimanda a quanto contenuto nella norma EN 14825. In particolare si presentano tre casistiche distinte: a) Qualora la potenza termica richiesta dall’edificio sia inferiore alla potenza che la macchina eroga in corrispondenza del gradino più basso di parzializ-

Gli accorgimenti da prendere per tenere conto di ciò dipendono dalle caratteristiche della pompa di calore, in particolare dalla regolazione del compressore. Si possono distinguere i seguenti casi: 1 - macchina monocompressore on-off Questo tipo di macchina non prevede la possibilità di diminuire la potenza erogata: funzionerà con regolazione “tutto o niente” con il conseguente risultato che, in funzione dell’inerzia data dal contenuto d’acqua dell’impianto, tenderà a alternare periodi di funzionamento a periodi di spegnimento. Si procede pertanto alla diminuzione del COP a pieno carico in funzione del rapporto tra potenza necessaria e potenza erogata e in funzione di un coefficiente peggiorativo, che per pompe di calore condensanti in aria è indicato con Cd e per le pompe condensanti in acqua è indicato con Cc. 2 - macchina con compressore modulante Questo tipo di macchina prevede la possibilità, tipicamente grazie ad un inverter, di diminuire la velocità di funzionamento del compressore, con la conseguenza che è possibile ridurre la potenza erogata normalmente fino al 30% o al 50% del valore totale.

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zazione (1 solo compressore attivo), il calcolo del COP viene effettuato secondo la procedura indicata al punto 1 b) Qualora il valore della potenza richiesta sia compreso tra quelli erogati in corrispondenza di due gradini di parzializzazione contigui e si discosti (in più o in meno) dal valore più prossimo di una percentuale inferiore al 10 %, si assume per il COP il quello indicato nelle condizioni più prossime c) Qualora il valore della potenza richiesta sia compreso tra quelli erogati in corrispondenza di due gradini di parzializzazione contigui e si discosti (in più o in meno) dal valore più prossimo di una percentuale superiore al 10 %, si assume per il COP il valore ottenuto per interpolazione lineare tra i due valori dichiarati dal produttore in corrispondenza delle potenze più prossime.

a +2°C: 280 Prestazioni della pompa di calore nelle stesse condizioni con tre compressori attivi: potenza = 338 kW - COP = 3,06 Prestazioni della pompa di calore nelle stesse condizioni con due compressori attivi: potenza = 240 kW - COP = 3,25 E’ necessario procedere per interpolazione: COP a carico parziale = 3,17 IMPORTANZA DELLA CORRETTA MODELLAZIONE IN RELAZIONE AGLI OBBLIGHI NORMATIVI La corretta modellazione della pompa di calore è un requisito fondamentale per la stima del seasonal performance factor (SPF), che consente la quantificazione della percentuale di energia prodotta da fonte rinnovabile con questo sistema di generazione. Tale parametro è di importanza primaria nelle valutazioni energetiche di una nuova abitazione, nonchè fondamentale per le verifiche necessarie al rilascio del titolo edilizio. La modellazione basata su frequenze orarie di temperatura consente inoltre una valutazione significativa delle performance della pompa di calore e consente di comprendere l’importanza di evitare il sovradimensionamento della pompa di calore, risultando uno strumento progettuale molto efficace.

ESEMPIO: 1 - pompa di calore aria-acqua con regolazione del compressore on-off. Potenza richiesta con temperatura esterna pari a +2°C: 6,0 kW Prestazioni della pompa di calore nelle stesse condizioni: potenza = 7,8 kW - COP = 3,05 Fattore correttivo CC assunto, in assenza di dichiarazione del produttore e in conformità con quanto disposto dalla normativa, pari a 0,9 COP a carico parziale = 3,05 * 6,0 kW / 7,8 kW / (0,9 * 6,0 kW / 7,8 kW+1 - 0,9) = 2,96

LACUNE DEL METODO DI CALCOLO E’ bene segnalare che, anche in virtù del fatto che la procedura descritta nella norma UNI TS 11300 - IV sia da adottare in casi di certificazione/diagnosi e non rappresenti un modello di simulazione impiantistica, questo metodo di calcolo non tiene in conto di alcuni aspetti, tra cui i peggioramenti dell’efficienza dovuti agli sbrinamenti e il valore di umidità dell’aria esterna, determinante per la frequenza degli sbrinamenti stessi. Anche il contenuto d’acqua dell’impianto e la presenza di eventuali accumuli inerziali, pur non essendo contemplato nella normativa, ha effetto significativo nel caso di macchine on-off mono e multicompressore. Si tratta comunque di dati la cui implementazione risulta particolarmente onerosa, che come detto risultano più appropriati per l’applicazione in programmi di calcolo più sofisticati.

2 - pompa di calore aria-acqua con regolazione del compressore modulante fino al 30% della capacità a pieno carico Potenza richiesta con temperatura esterna pari a +2°C: 6,0 kW Prestazioni della pompa di calore nelle stesse condizioni: potenza = 7,8 kW - COP = 3,05 dal momento che la potenza richiesta è compresa nel range di modulazione della macchina il COP a carico parziale, per queste condizioni di funzionamento, risulta pari a quello a pieno carico e quindi COP = 3,05 3 - pompa di calore aria-acqua con un circuito frigorifero dotato di tre compressori on-off con regolazione a gradini 3a - potenza richiesta con temperatura esterna pari

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[6] Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28. Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE

CONCLUSIONI La metodologia di calcolo delle prestazioni delle pompe di calore evaporanti ad aria presentata nell’ambito delle norme UNI TS 11300 rappresenta un passo in avanti consistente rispetto alle valutazioni effettuate con dati mensili. Per potere effettuare simulazioni precise è tuttavia necessario, in virtù dell’influenza delle condizioni al contorno del ciclo termodinamico, effettuare calcoli aggiuntivi a partire da una quantità di dati forniti dal produttore decisamente più corposa e rilevante rispetto al passato. Notevole importanza è inoltre da attribuire al funzionamento della pompa di calore in condizioni di carico parziale, condizioni che si verificano normalmente nella maggior parte del tempo di funzionamento del generatore. Per consentire una ottimizzazione del sistema edificio impianto appare pertanto opportuno che i professionisti coinvolti conoscano il metodo di calcolo utilizzato e i suoi limiti, al fine di potere criticamente orientare le scelte impiantistiche progettuali.

[7] Position Paper sul D.Lgs. 28/11 per gli aspetti riguardanti le rinnovabili termiche - AICARR [8] Paolo Baggio, Valutazione delle prestazioni delle pompe di calore aria-acqua, AICARR Journal n.23

Note dalla Redazione. neo-Eubios ospita un articolo di approfondimento impiantistico dedicato alle pompe di calore e alla loro modellazione energetica poiché risultano frequenti le domande di chiarimento relative all’inserimento delle pompe di calore nei modelli di calcolo di simulazione energetica da parte dei professionisti associati ANIT. I requisiti minimi che hanno introdotto la modellazione degli impianti di raffrescamento, e soprattutto l’applicazione e il richiamo del rispetto del DLgs 28/2011 dedicato alle rinnovabili, hanno di fatto valorizzato impianti che ricorrono realmente o convenzionalmente all’uso di energia rinnovabile. ANIT rende disponibile ai propri associati il software LETO (certificato dal CTI) per la produzione di APE, diagnosi energetiche e leggi 10. La modellazione del generatore a pompa di calore del software ricalca le informazioni prodotte dalla UNI TS 11300-4 con tutti i limiti descritti dall’articolo. Per maggiori informazioni: www.anit.it.

* Ing. Alessandro Ziletti, termotecnico, E.G.E. certificato UNI 11339, consulente CasaClima presso Studio di ingegneria Ziletti

BIBLIOGRAFIA [1] Norma UNI TS 11300-IV:2016. Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 4: utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria [2] Norma UNI EN 14825:2016. Condizionatori d’aria, refrigeratori di liquido e pompe di calore, con compressore elettrico, per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti - Metodi di prova e valutazione a carico parziale e calcolo del rendimento stagionale

Si coglie l’occasione per ringraziare l’autore per la disponibilità e le preziose informazioni prodotte che potranno essere oggetto di integrazione nel software sopra descritto.

[3] Introduzione al condizionamento dell’aria AERMEC S.P.A. [4] Manuale d’ausilio alla progettazione termotecnica - AICARR [5] Manuale del termotecnico - HOEPLI

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PONDERAZIONE DEI COEFFICIENTI LINEARI di * Alessandro Panzeri

dei requisiti minimi. Per gli edifici di nuova costruzione e per gli ambiti di applicazione rilevanti (ristrutturazioni importanti di 1° livello e ampliamenti di volume con nuovo impianto) è necessario il rispetto dei valori di fabbisogno energetico invernale ed estivo (calore sensibile) dell’involucro Q H,nd e Q C,nd espressi in indici di performance EP H,nd ed EP C,nd e di fabbisogno energetico globale dei servizi presenti EP gl,tot. Per valutare i fabbisogni descritti è necessario modellizzare un sistema edificio impianto composto da una o più zone termiche in ac-

Premessa Il calcolo dei valori di trasmittanza termica lineare dei ponti termici (denominati anche coefficienti lineari o lineici) è necessario ai fini delle valutazioni energetiche in accordo con le UNI TS 11300-1 per la redazione di legge 10, APE e diagnosi energetiche. Inquadramento legislativo Il DM 26/06/2015 richiama all’articolo 3 esplicitamente le normativa UNI TS 11300 per la realizzazione dei calcoli necessari al rispetto

Figura 1: oggetto di studio in relazione alle richieste legislative, zone termiche o superficie?

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cordo con i criteri di modellazione delle zone termiche. Il nucleo di calcolo è quindi la singola zona termica che genera valori di fabbisogno (figura 1, immagine di sinistra).

differenti: “Nel caso in cui il ponte termico si riferisca ad un giunto tra due strutture che coinvolgono due zone termiche diverse, il valore di trasmittanza termica lineare, dedotto dalla UNI EN ISO 14683, deve essere ripartito in parti uguali tra le due zone interessate.”

Nei casi invece di interventi su edifici esistenti, riqualificazioni energetiche o ristrutturazioni importanti di 2° livello, i requisiti sono riferiti a una superficie di intervento e sono relativi a trasmittanze termiche U (o H’ T – coefficiente medio di scambio termico) comprensive di ponti termici (figura 1, immagine di destra). In entrambe le situazioni vi è la necessità di valutare l’influenza dei ponti termici e di attribuire coerentemente la maggiore (o minore) quantità di energia dispersa per effetto del ponte termico.

Questa via è corretta se il nodo è simmetrico rispetto ad un asse di taglio posto tra le due zone termiche; nel caso non vi sia simmetria, caso molto frequente in molti degli interventi di isolamento termico sugli edifici esistenti, è presente una nota che dice “Nel caso in cui si effettui il calcolo analitico del ponte termico in base alla UN EN ISO 10211, anche la suddivisione dei flussi lineari attribuiti alle due zone termiche può derivare da calcolo analitico”. Poiché nella maggior parte delle valutazioni progettuali (tolto il caso degli APE su edifici esistenti) è necessario introdurre anche valutazioni igrotermiche dedicate al controllo del rischio di formazione di muffa superficiale, il ricorso al calcolo numerico, e quindi al calcolo analitico in base alla UNI EN ISO 10211, è obbligatorio e quindi propedeutico ad una valutazione maggiormente dettagliata del coefficiente lineare da attribuire alla zona termica o alla superficie.

Inquadramento normativo La norma UNI TS 11300-1, correttamente, prevede al paragrafo 11.1.3 dedicato ai ponti termici, di valutare i coefficienti lineari ѱ esclusivamente attraverso il calcolo numerico in accordo con la UNI EN ISO 10211 oppure attraverso l’uso di atlanti di ponti termici conformi alla UNI EN ISO 14683. Viene indicata anche la via da seguire nel caso di ponti termici appartenenti a zone termiche

Figura 2: il ponte termico riguarda solo l’oggetto di studio?

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Figura 3: il valore del coefficiente lineare ponderato (il ponte termico del nodo solaio-parete) e una che invece riguarda anche un’altra zona termica (trave in c.a. di separazione tra le due zone termiche). Il caso B evidenzia invece come sulla superficie oggetto di studio il ponte termico parete-serramento sia da attribuire completamente alla superficie e come invece sia da ponderare quello tra parete e solaio. I due casi rappresentano bene due situazioni differenti: nel caso A si analizza una zona termica ai fini di un APE, di una diagnosi energetica o di una relazione L10 per ambiti di nuova costruzione o assimilabili; nel caso B si tratta di studiare una superficie

Processo di valutazione del coefficiente lineare ponderato Sulla base di quanto indicato si procede pertanto a individuare se l’oggetto di studio è una zona termica o una superficie di una zona termica. Stabilita questa informazione, si valutano i ponti termici presenti nell’oggetto di studio e si verifica se riguardano esclusivamente o meno l’oggetto di intervento. La figura 2 chiarisce il tutto: nel caso A l’oggetto di studio è la zona termica e sono indicate due tipologie di ponti termici: una che riguarda esclusivamente la zona termica oggetto di studio

Figura 4: nodo ponte ter mico parete-solaio, caso A (APE su edificio esistente) e caso B (intervento di isolamento ter mico dall’esterno su facciata)

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Tabella 1: caratteristiche tecniche e risultati di calcolo agli elementi finiti (con software IRIS) del casa A e del caso B

per verificare una L10 dedicata ad edifici esistenti oggetto di “riqualificazione energetica” o di “ristrutturazione importante di 2° livello”.

La figura 3 riassume le due valutazioni. Nel caso A il coefficiente lineare del ponte termico ha un valore di ѱ e = 0.371 W/mK: la parete è costituita da un doppio tavolato con isolante in intercapedine con U = 0.68 W/m²K e il solaio è in laterocemento senza materiale isolante con U = 1.81 W/m²K. Poiché l’oggetto di studio è la zona termica e il ponte termico riguarda solo quella zona termica, il valore da considerare nei calcoli, in

Esempio di calcolo Nell’esempio di calcolo si analizzano i due casi studiando il ponte termico della parete a contatto con il solaio. Per le valutazioni numeriche in accordo con UNI EN ISO 10211 si è utilizzata la versione 4.1. del software IRIS.

Figura 5: schermata dei risultati del software IRIS in accordo con UNI EN ISO 10211 con descrizione dei valori dei coefficienti lineari dei ponti termici: totale o ponderato sulla superficie in riferimento alle superfici conteggiate dall’esterno o dall’interno

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riferimento alla figura 4 e alla tabella 1, è pari a ѱ e = 0.371 W/mK

Conclusioni Dalla revisione delle UNI TS 11300-1 del 2014, l’analisi dei ponti termici è divenuta più raffinata. L’attenzione al rispetto dei limiti di trasmittanza termica sull’esistente e ai valori di EP H,nd a seguito della pubblicazione del decreto requisiti minimi del 26/06/2015 è cresciuta. Capire i ponti termici significa capire i limiti della modellazione monodimensionale caratterizzante l’uso della trasmittanza termica U.

Nel caso B invece, l’oggetto di studio è la sola superficie oggetto di isolamento termico. Il calcolo agli elementi finiti è da realizzarsi in accordo con le condizioni descritte nella figura 4: solaio in laterocemento identico al caso A, ma parete oggetto di intervento di isolamento termico per tutta la sua altezza con U = 0.23 W/m²K. Il coefficiente lineare da inserire nel calcolo necessario alla valutazione della trasmittanza media per il rispetto dei limiti di legge è quello attribuibile alla sola parte definita dai punti D ed E nella figura 4. Il valore di coefficiente lineare è per tanto ѱ e,DE = 0.023 W/mK ovvero il ponte termico è praticamente risolto.

L’articolo mostra come con un’idea chiara dell’obiettivo del proprio calcolo (superficie o zona termica) e con un’idea chiara del significato di coefficiente lineare è possibile analizzare le problematiche dei ponti termici in modo più raffinato potendo ridurre il contributo a seguito degli interventi di isolamento termico. Gli strumenti di calcolo sono già predisposti per un uso maggiormente approfondito dei risultati che sono in grado di sviluppare. La figura 5 mostra la posizione dei risultati di calcolo dei coefficienti lineari ponderati nel software IRIS 4 compreso nella quota associati ANIT.

In questo caso il ricorso alle valutazioni agli elementi finiti è utile poiché senza tale valutazione il valore di coefficiente lineare, non tecnicamente corretto ma di possibile impiego secondo la normativa, sarebbe stato il 50% del valore totale ovvero ѱ e,DEF = 0.343 x 0.5 = 0.172 W/mK. Un valore decisamente più elevato di 0.023.

* Ing. Alessandro Panzeri, R&S ANIT

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ISOLAMENTO DI UN UFFICIO DA RUMORE E VIBRAZIONI IN UN CAPANNONE INDUSTRIALE di * Stefano Benedetti, Alberto Morandini

Premessa Gli uffici all’interno di edifici industriali sono sottoposti oltre che a tutte le problematiche legate al comfort acustico interno, anche al potenziale disturbo dovuto all’attività lavorativa che si svolge negli spazi produttivi confinanti. È utile ricordare che essendo a tutti gli effetti degli ambienti abitativi, per come li intende il DPCM 5.12.97, sono anche questi soggetti al rispetto dei requisiti acustici passivi. Questo però non garantisce a priori confort acustico in quanto le sorgenti di rumore confinanti non sono le stesse che ci sarebbero in altri uffici o residenze, sulle quali sono tarati i limiti del DPCM 5.12.97, ma più intense, disturbanti e variabili, dipendenti dal tipo di attività che si svolge nell’attività.

Per questo motivo può diventare necessario eseguire diagnosi acustiche specifiche e progettare l’isolamento con tecnologie ad hoc per questa tipologia di uffici al fine di garantire un adeguato confort acustico.

Fig. 1 – Stato avanzamento lavori al momento del sollevamento del problema

Fig.2 – Struttura travi, pilastri e tamponamenti

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Caso studio Il caso studio affrontato in questo articolo riguarda la zona uffici di un capannone industriale nel quale si svolgono attività di movimentazione e stoccaggio di profili metallici. In un’attività del genere oltre ad avere rumorosità dovuta allo scarico e carico di materiali sui mezzi di trasporto si è sottoposti anche alle vibrazione di carroponti con cui evidentemente si effettua la movimentazione. Il carroponte (macchina usata per il sollevamento e il traspor-

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del capannone erano già stati realizzati. Nell’impossibilità concreta di spostare i pilastri che mettono in collegamento il carroponte con la zona uffici e di lavorare sull’appoggio della travatura di scorrimento sui pilastri con materiali elastici, si è valutato di intervenire sul recettore, ovvero si è progettato e realizzato un involucro della zona uffici ad elevato isolamento con particolare attenzione alle sorgenti presenti. L’intervento ha quindi richiesto sia un preciso impegno progettuale che un’accurata parte realizzativa senza i quali non si sarebbero potuti raggiungere i risultati che sono stati poi ottenuti.

Fig.3 - Zona uffici cerchiata in tratteggio bianco. Pilastri con mensola porta travi di scorrimento del carroponte che sostengono i solai della zona uffici

Le immagini 1, 2 e 3 inquadrano la problematica. Diagnosi Essendo l’edificio in costruzione e la ditta proprietaria già attiva in un’altra sede, si è ritenuto utile effettuare delle misure fonometriche e di vibrazioni nella struttura di provenienza al fine di caratterizzare le sorgenti sonore legate all’attività lavorativa e le vibrazioni generate dal carroponte all’interno della relativa zona uffici.

to di grossi carichi a breve distanza, mediante carrelli scorrevoli su una travatura metallica), che appoggia le sue travi di scorrimento su pilastri, nel caso specifico ha in condivisione questi pilastri con la struttura stessa del capannone e quindi con le pareti perimetrali della zona uffici. Il risultato delle vibrazioni indotte dal carroponte ai pilastri è quello di trasmettere ai solai e alle pareti degli uffici vibrazioni non trascurabili. Il capannone in questione era in realizzazione, e il problema è stato opportunamente sollevato prima di realizzare la zona uffici ma comunque dopo che la struttura principale e l’involucro

Le principali sorgenti sonore individuate sono mostrate nella tabella 1: Le emissioni sonore delle sorgenti e le immissioni all’interno degli uffici sono esposte in tabella 2:

Tabella 1

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Tabella 2 L’isolamento tra uffici e capannone, derivante dalle misure nella sede di provenienza dell’attività, è risultato avere prestazioni molto limitate, infatti l’isolamento D ricavato come media energetica dei tre valori misurati è risultato circa 17 dB.

6 e 7 su un diagramma tempo-frequenza dove il colore indica il livello delle vibrazioni in scala logaritmica. Il grigio chiaro è indice di alti livelli di vibrazione. Dalla diagnosi strumentale si sono potute trarre le seguenti considerazioni: - Il problema legato alla trasmissione del rumore aereo è risolvibile, infatti i livelli di rumore delle sorgenti non sono molto elevati e quindi efficacemente fonoisolabili. - Il problema legato alle vibrazioni deve essere affrontato con tecnologie in grado di isolare a partire da 100 Hz e limitare le connessioni rigide - Va posta particolare attenzione ai dettagli per evitare la trasmissione delle vibrazioni - Tutte le aperture verso la zona produttiva dovranno avere caratteristiche fonoisolanti per non vanificare la prestazione dell’involucro.

Nella figura 4 è riportato lo spettro sonoro in terzi d’ottava della media delle emissioni sonore nel capannone, dal quale si possono ricavare informazioni sulle potenzialità rumorose delle sorgenti e progettare con efficacia l’isolamento acustico degli uffici nella nuova sede. Per indagare il disturbo dovuto al carroponte sono state eseguite misure di vibrazioni all’interno degli uffici con accelerometro triassiale e analizzatore in frequenza. Le vibrazioni sono rappresentate per ogni asse di riferimento x,y,z rispettivamente nelle figure 5,

Fig.4 – grafico delle emissioni delle sorgenti sonore

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Fig.5 – grafico delle vibrazioni sull’asse x, le vibrazioni maggiori sono concentrate a 250-315 Hz

Fig.6 – grafico delle vibrazioni sull’asse y, le vibrazioni maggiori sono concentrate a 250-315 Hz

Fig.7 – grafico delle vibrazioni sull’asse z, le vibrazioni sono significative a partire da 100Hz

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no terra e piano primo, in cui l’involucro è suddiviso in tre categorie. Nella tabella 3 sono mostrate le stratigrafie scelte per ogni categoria oltre alle tecnologie per i solai a soffitto e pavimento.

Soluzioni individuate In base ai dati raccolti con la diagnosi, si è deciso di adottare tecnologie a secco con cui lavorare efficacemente per la riduzione dei contatti rigidi con la struttura vibrante (pilastri e solaio). Le stratigrafie in accordo con le norme UNI EN 12354 sono state dimensionate per isolare efficacemente rumori e vibrazioni a partire da 100 Hz. Le figure 8 e 9 mostrano le piante della zona uffici, pia-

Le tecnologie individuate sono poi state discusse e messe a punto anche dal punto di vista energetico, economico e realizzativo.

Fig.8 – piano terra

Fig.9 – piano primo

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Tabella 3

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tività. Le misure fonometriche hanno avuto lo scopo di valutare l’isolamento acustico della zona uffici rispetto all’area di capannone adibita alle lavorazioni e alla movimentazione dei materiali. I risultati sono confrontati con le misure eseguite durante la diagnosi. Le immagini in figura 15 mostrano la nuova sede. La tabella 4 sintetizza i risultati di isolamento acustico ottenuti elaborando i dati di misura con il rumore

Fasi di realizzazione Le foto nelle figure 10, 11, 12, 13 e 14 sono riferite all’avanzamento dei lavori, nelle didascalie si riportano alcune considerazioni di dettaglio. Collaudo Conclusi i lavori sono state effettuate misure fonometriche di collaudo negli uffici della nuova sede dell’at-

Figura 12 – materiale fonoassorbente in intercapedine e chiusura con lastre

Figura 10 – materiale antivibrante sul pilastro per la separazione totale dalla muratura perimetrale Figura 13 – nastro in polietilene sotto tra la struttura metallica delle contropareti e la struttura portante

Figura 11 – struttura metallica per contropareti e controsoffitti

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Figura 14 – desolidarizzazione tra muratura e strutture accessorie per il sostegno degli impianti

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Figura 15

Tabella 4

Figura 16: porta di collegamento capannone uffici di fondo e le caratteristiche di riverbero degli ambienti non ancora arredati, per un confronto compatibile con i dati precedenti. Le prestazioni d’isolamento della nuova sede sono notevolmente migliorate rispetto alla sede precedente. Tuttavia l’isolamento del piano terra risente di un difetto di tenuta della porta di collegamento con l’area del capannone (figura 8 e figura 16), che non

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chiude perfettamente il passaggio dell’aria e del rumore sulla soglia a pavimento e lavorando con una sola guarnizione (invece di 2). Problema comunque risolvibile. Oltre a collaudare l’isolamento acustico, sono state eseguite misure di livelli di rumore immesse nella zona ufficio dalla movimentazione del carroponte, i risultati sono stati elaborati tenendo conto del riverbero degli ambienti non ancora arredati.

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Tabella 5

Tabella 6 avrebbero permesso una fruizione confortevole degli uffici. Le soluzioni adottate hanno centrato l’obiettivo di aumentare il comfort degli ambienti anche in presenza di collegamenti rigidi tra la sorgente e i recettori (fig.3). Le misure di collaudo restituendo risultati ottimali hanno confermato sia la validità delle scelte progettuali che l’esecuzione a regola d’arte nella realizzazione dell’opera.

La riduzione del disturbo sonoro indotto dalle vibrazioni del carroponte nella nuova sede è diminuito di circa 12 dB rispetto alla sede precedente. La tabella 6 mostra gli spettri sonori, in bande di terzi d’ottava da 20 a 20.000 Hz, delle nuove misure, dai quali è possibile apprezzare lo spostamento in basso e la riduzione del disturbo sonoro/vibrazionale che prima insisteva alle frequenze di 100-315Hz (figure 5, 6, 7) e ora ha una componente residua sotto i 63 Hz, coerentemente con le prestazioni in frequenza delle tecnologie adottate.

* Stefano Benedetti, Staff ANIT. Alberto Morandini, Socio ANIT, Vallecamonica Isolamenti, impresa e rivenditore nel campo degli isolamenti termici e acustici.

Conclusioni La diagnosi acustica ha permesso di caratterizzare le sorgenti sonore e vibrazionali disturbanti che non

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ANIT Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico

AREA ANIT

24-27 Gennaio 2018 BOLZANO

LE TECNOLOGIE PER L’ISOLAMENTO TERMICO E ACUSTICO

882 MQ

A05/1

8

PADIGLIONI

B06/1

A05/

6

14

AeB

B06/1

8

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0 B06/

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A05

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06

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A05

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B06 FOLPDFHOO

B07/

/02

06

B06

coibentante in fiocchi di cellulosa

/32 B07

/02

ESPOSITORI

AREA ANIT 2018 FOLPDFHOO coibentante in fiocchi di cellulosa

B06/08

B06/16

A05/20

A05/26

B06/18

A05/12

B06/20

B07/02

B06/02

B06/32

A05/18

B07/06

B06/24

B06/04

www.anit.it

A05/32

A05/14

A05/24

B06/06

A05/28

B06/30


ANIT Associazione

PROGETTARE LA RIQUALIFICAZIONE DELL’INVOLUCRO.

Convegno

Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico

DIAGNOSI, PROGETTO E POSA DELLE SOLUZIONI PER L’ISOLAMENTO TERMICO E ACUSTICO.

TOUR ANIT Autunno 2017 SONDRIO

22 Novem.

16 Maggio

BERGAMO

25 Settem.

TORINO

BELLUNO UDINE 3 Ottobre

9 Novemb.

AOSTA

BRESCIA

20 Aprile

26 Ottobre

BERGAMO

VICENZA

TREVISO

4 Ottobre

17 Maggio

20 Novem

BRESCIA

PIACENZA

30 Marzo

31 Maggio

PADOVA MANTOVA REGGIO E.

27 Settem.

20 Giugno

5 Luglio

MASSA C.

LUCCA

5 Aprile

GENOVA

RIMINI 15 Novem.

7 Novem.

21 Giugno

Convegno

11 Maggio

10 Aprile

PARMA

CUNEO

Come si analizza un edificio esistente dal punto di vista energetico e acustico? Quali sono gli obblighi legislativi in materia di efficienza energetica e acustica edilizia in funzione degli interventi? Com’è possibile progettare la riqualificazione dell’involucro? Quali sono le criticità nella progettazione e realizzazione degli interventi?

LA SPEZIA

AREZZO

8 Novem.

PESARO

4 Luglio

26 Settem.

EFFICIENZA ENERGETICA, ACUSTICA E ANTISISMICA.

LIVORNO ASCOLI P.

4 Aprile

14 Giugno

VITERBO

L’AQUILA

18 Ottobre

PESCARA

28 Novem.

13 Giugno

ROMA

COMFORT E SICUREZZA IN EDILIZIA. Quali sono i requisiti minimi di isolamento termico, acustico e di antisismica? Ci sono punti di contatto tra le prescrizioni? Parlare di progetto integrato è utopico o realistico? Quali soluzioni tecnologiche possono rispettare i limiti di legge?

CHIETI

29 Novem.

14 Novem.

CAMPOBASSO 25 Ottobre

FROSINONE 17 Ottobre

CASERTA 4 Maggio

BENEVENTO

BARI

10 Ottobre

24 Ottobre

MATERA 12 Aprile

NUORO

NAPOLI

23 Maggio

ORISTANO 24 Maggio

CAGLIARI 6 Giugno

11 Ottobre

AVELLINO 3 Maggio

PREVISTI

LECCE

CREDITI FORMATIVI

11 Aprile

PER I PARTECIPANTI PALERMO 10 Maggio

Iscriviti Subito

www.anit.it CON LA PARTECIPAZIONE DI:

CATANIA 9 Maggio

Sono queste le tematiche a cui rispondono le due proposte di convegni ANIT 2017, in oltre 40 località.


ANIT Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico

ME 5 T U L O V I NUOVCOOLLANA AN DELLA IONI ICI Z A T S E PR EGLI EDIF D 10 mm ESTIVE 148 x 2 TI ANIT ATO A5 R

RM SPE INE • FO 613 UTORI E 160 PAG IONE 2017 • A 978-88-94153 IZ N ED ISB NUOVA IE CARTACEE• P O C 0 0 2.0

Volume 5 Prestazioni estive degli edifici

Siamo convinti che in Italia un progetto di qualità non può prescindere dal controllo del fabbisogno di raffrescamento e del comfort estivo. Quello che avete tra le mani, più che un libro da leggere dall’inizio alla fine, vuole essere una guida tecnica da tenere a portata di mano per imparare a governare le “prestazioni estive” degli edifici. Speriamo di essere riusciti in questo intento sia per chi affronta per la prima volta l’argomento sia per i progettisti più esigenti.

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Buona lettura!

TEMI E CONTENUTI

PARTE 1: “Il tema estivo e il rispetto dei requisiti minimi” a cura di Giorgio Galbusera e Rossella Esposti PARTE 2: “Prestazioni estive dei materiali e delle strutture opache” a cura di Alessandro Panzeri e Claudia Salani

Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico

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PARTE 3: “Prestazioni estive delle strutture trasparenti” a cura di Alessandro Panzeri PARTE 4: “Comfort, temperatura e fabbisogno di raffrescamento” a cura di Giorgio Galbusera PARTE 5: “Appendici” Appendice A: Studio estivo ANIT Appendice B: L’influenza del colore


IL CALCOLO DELL’ISOLAMENTO DI FACCIATA PER GLI AMBIENTI D’ANGOLO di * Matteo Borghi

Introduzione L’isolamento acustico di una facciata rispetto ai rumori che arrivano dall’esterno può essere calcolato analiticamente con le relazioni matematiche della norma EN ISO 12354-3 e misurato in opera seguendo le indicazioni della norma UNI EN ISO 16283-3. Il primo documento spiega i modelli di calcolo da utilizzare e le modalità di acquisizione e inserimento dei dati. La 16283-3 invece definisce quali sono gli strumenti per effettuare le misure, le tecniche di rilievo e i metodi per l’analisi dei dati acquisiti. Anche se le norme citate sono relativamente recenti (2016 e 2017), le procedure descritte al loro interno sono ben note tra gli addetti ai lavori. Infatti i nuovi documenti ripropongono, senza sostanziali modifiche, i contenuti delle precedenti UNI EN 12354-3, datata 2002, e UNI EN ISO 140-5, pubblicata nel 2000. Per i calcoli previsionali si segnala che in Italia è stato pubblicato nel 2005 anche il rapporto tecnico UNI TR 11175 che adatta le relazioni matematiche della UNI EN 12354-3 al contesto nazionale. Tale documento nei prossimi mesi verrà revisionato in funzione della nuova EN ISO 12354-3. A prescindere da quale norma si stia considerando, un problema che può presentarsi ai professionisti del settore è la determinazione dell’isolamento di facciata di un ambiente caratterizzato da più esposizioni, come ad esempio una stanza posto nell’angolo di un edificio (Fig. 1). Il presente articolo propone alcune considerazioni in merito.

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Figura 1 – Esempio di ambiente con facciata “ad angolo”

Considerazioni di partenza Partiamo da alcune considerazioni: • Il requisito di isolamento dai rumori esterni è definito in Italia dal descrittore “indice di isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione (D2m,nT,w)”. Tale descrittore indica, in estrema sintesi, quanti “dB” la facciata riesce ad abbattere. Pertanto valori più alti individuano prestazioni migliori. • Il DPCM 5-12-1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” specifica i limiti di legge da rispettare in opera, a edificio finito, per varie destinazioni d’uso. • I limiti riguardano ogni stanza dell’unità immobiliare e sono indipendenti dal “clima acustico” esterno alla facciata. Ad esempio ogni ambiente

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abitativo di una residenza deve essere caratterizzato da una prestazione D2m,nT,w superiore o uguale a 40 dB. Indipendentemente che la facciata sia rivolta verso una strada trafficata o verso un’area silenziosa. • Il descrittore D2m,nT,w è una caratteristica dell’intera facciata della stanza, non dei singoli elementi che la compongono. Si intende quindi che il limite di 40 dB per le residenze non è riferito ai soli serramenti o alle sole pareti opache. Dipende invece dalla combinazione di tutti gli elementi che costituiscono la partizione. • Il parametro D2m,nT,w dipende anche dal volume dell’ambiente in esame. A “parità di facciata” ambienti più grandi sono caratterizzati da valori di isolamento più elevati. • Per le stanze con più esposizioni la prestazione di isolamento è determinata dalla combinazione delle prestazioni di tutte le facciate dell’ambiente. Anche se solo una di queste è rivolta verso una sorgente di rumore. Questo aspetto è stato chiaramente specificato nelle norme relative alle misure in opera (UNI EN ISO 16283-3 e precedente UNI EN ISO 140-5). La misura in opera per le facciate “ad angolo” In estrema sintesi la UNI EN ISO 16283-3 indica che per misurare in opera l’isolamento di una facciata occorre posizionare all’esterno dell’edificio una sorgente sonora e rilevare il livello di rumore esterno, a 2 metri dalla parete, e all’interno nella stanza in esame. Dalla differenza delle misure si ricava il parametro isolamento acustico (D) che viene poi normalizzato con il tempo di riverbero dell’ambiente (D2mnT). L’altoparlante viene posizionato ad almeno 7 metri dalla facciata con un’inclinazione di 45° e deve determinare sull’intero provino un livello di pressione sonora omogeneo. La norma al paragrafo 9.6.2 specifica che se la stanza ha più di un muro esterno “in genere non è possibile effettuare le misurazioni con una sola posizione della sorgente”. Pertanto si procede realizzando misure distinte utilizzando diverse posizioni dell’altoparlante, una per ogni facciata dell’ambiente (Fig. 2).

Figura 2 – Posizioni della sorgente esterna per una facciata “ad angolo” Dove: • “Di” è la differenza tra livello esterno e livello interno per ciascuna combinazione sorgente-ricevitore • “n” è il numero di posizioni della sorgente (pari a 2 nella Figura 2) In sostanza si tratta di eseguire una “media logaritmica” dei valori di isolamento (Di) alle singole frequenze. Tali dati vengono poi “corretti” con il tempo di riverbero (T) della stanza per determinare i sedici valori in frequenza di isolamento acustico normalizzato (D2mnT). La Tabella 1e il Grafico 1 mostrano i risultati di un esempio di calcolo di un caso reale. Come era logico aspettarsi, si osserva che i valori Dis,2m sono intermedi tra D1 e D2.

Freq. [Hz] 100 125 160 200 250 315 400 500 630 800 1000 1250 1600 2000 2500 3150

Al paragrafo 9.6.3 si legge che l’isolamento acustico “complessivo” dell’ambiente si determina mediando le rilevazioni con una specifica relazione matematica (Formula 1)

T [s] D2mnT [dB] 1.5 31.3 1.6 23.1 1.4 25.2 1.4 26.4 1.7 29.5 1.6 29.2 1.1 31.5 1.1 30.1 1.1 29.0 1.1 33.5 1.0 33.3 1.1 33.5 1.1 33.3 1.1 34.7 1.0 33.9 1.0 36.3

Tabella 1 – Calcolo dei parametri Dis,2m e D2mnT per una stanza ad angolo

(1)

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Posizione Cassa 1 2 D1 [dB] D2 [dB] Dis,2m [dB] 29.0 25.2 26.7 19.4 17.1 18.1 20.6 21.2 20.9 21.4 22.6 21.9 26.5 22.8 24.3 22.2 28.4 24.3 26.0 31.6 28.0 24.3 31.5 26.5 26.2 25.2 25.7 29.8 30.1 30.0 33.6 28.7 30.5 33.3 28.4 30.2 33.2 27.9 29.8 30.9 32.1 31.5 33.9 28.8 30.7 34.1 32.4 33.1

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Grafico 1 - Calcolo del parametro Dis,2m per una stanza ad angolo Utilizzando la procedura della norma UNI EN ISO 717-1, si passa dai sedici valori in frequenza (D2mnT), al “valore singolo” indice di valutazione (D2mnTw), da confrontare con i limiti del DPCM 5-12-1997. I dati dell’ultima colonna della Tabella 1 determinano una prestazione D2mnTw pari a 33 dB. Si evidenzia che se invece si eseguono due calcoli distinti con i dati delle colonne D1 e D2, normalizzati con il tempo di riverbero della stanza, si ottengono i valori D2mnTw 1 = 34 dB e D2mnTw 2 = 33 dB.

facciata, la loro superficie e il volume dell’ambiente è possibile ricavare analiticamente il parametro D2mnTw. Il modello di calcolo “in frequenza” può essere applicato anche ai valori per “indice di valutazione”.

Il calcolo previsionale per le facciate “ad angolo” La EN ISO 12354-3 descrive le relazioni matematiche per determinare in via previsionale l’isolamento di facciata. In sostanza conoscendo le prestazioni fonoisolanti (Rw) degli elementi che compongono la

La norma non specifica però come ci si deve comportare nel caso delle facciate ad angolo. In particolare non è chiaramente indicato se si devono eseguire calcoli distinti, uno per ogni facciata, e poi mediare energeticamente i dati tra loro (Formula 2), oppure se è possibile effettuare un unico calcolo globale considerando l’intero sviluppo delle pareti. L’aspetto interessante è che il risultato del calcolo unico corrisponde alla “somma logaritmica” (Formula 3) dei valori D2mnTw1 e D2mnTw2 della Figura 4. Tale somma, per sua natura, ha un valore inferiore a entrambi i dati di partenza.

Figura 3 – Elementi che compongono una facciata ad angolo

Figura 4 – Calcolo di due distinti isolamenti di facciata

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(2) (3) Dove: • “D2mnTw i ” l’indice di isolamento acustico della facciata i-esima • “n” è il numero di facciate

Tabella 4 – Ipotesi 2 - Calcolo unico globale

Le tabelle 2, 3 e 4 riportano i dati di un esempio di calcolo. Per il significato dei vari parametri si consideri la Figura 4.

Osservando i risultati dei calcoli si ricava che la media logaritmica dei valori D2mntw1 e D2mnTw2 (Formula 2) è pari a 42,6 dB. La loro somma logaritmica (Formula 3) è invece pari a 39,6 dB, e coincide con il risultato riportato in Tabella 4. È quindi lecito domandarsi quale sia la tecnica di calcolo previsionale più opportuna da utilizzare. L’ipotesi di effettuare due calcoli distinti da mediare tra loro sembra essere più in linea con le indicazioni della procedura di misura in opera. Allo stesso tempo però forse non è del tutto sbagliato prendere in considerazione anche il “calcolo unico globale”. Forse è una analisi troppo a favore di sicurezza. Ma in altre norme tecniche, come ad esempio la EN ISO 12354-1, il valore della prestazione acustica globale è dato dalla “somma” degli isolamenti dei vari percorsi, non dalla loro “media”. Ad avviso di chi scrive un approccio ragionevole consiste nel cercare una via di mezzo tra i due modelli. Se l’obiettivo è quello di stimare se l’ambiente rispetta i limiti del DPCM 5-12-1997, può essere opportuno eseguire calcoli separati (Ipotesi 1) e verificarli singolarmente. In tal modo si eviterà di introdurre il beneficio dato dalla “media” dei valori e si escluderà l’eccessivo margine di sicurezza determinato dal calcolo unico globale.

Tabella 2 – dati di partenza

Conclusioni In questo articolo si sono espresse alcune considerazioni in merito al calcolo e alla misura in opera dell’isolamento acustico delle facciate ad angolo. Si auspica che nella prossima versione del rapporto tecnico UNI TR 11175, in revisione presso UNI a seguito della pubblicazione delle nuove EN ISO 12354, vengano introdotte alcune informazioni su questo tema. Si segnala infine che per eventuali approfondimenti i modelli di calcolo sono descritti nel dettaglio nel Volume ANIT “Manuale di acustica edilizia” e che i soci ANIT possono eseguire le valutazioni previsionali utilizzando il software Echo. Tabella 3 – Ipotesi 1 - Calcoli distinti

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* Matteo Borghi, Staff ANIT.

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DETRAZIONI FISCALI E INCENTIVI PER L’EFFICIENZA ENERGETICA di * Valeria Erba

PREMESSA Il presente articolo vuole fare il punto della situazione sulle opportunità legate agli interventi di efficienza energetica sugli edifici, tenendo conto che possono essere diversificate anche a livello regionale e locale. Possiamo distinguere i provvedimenti che prevedono un incentivo economico o una defiscalizzazione da quelli che introducono scomputi volumetrici o deroghe sui limiti edilizi. Tra questi provvedimenti oggi in vigore riportiamo una breve sintesi di: detrazioni fiscali del 65% per soggetti privati, conto ter mico che prevede incentivi sia per soggetti pubblici che per soggetti privati e scomputi volumetrici come previsti dalla legge nazionale.

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LE DETRAZIONI FISCALI DEL 65% Le detrazioni 55% (oggi al 65%) rappresentano un’iniziativa introdotta nel 2007 per promuovere gli interventi di riqualificazione e valorizzazione energetica del patrimonio edilizio esistente. L’incentivo è nato come detrazione fiscale sull’IRPEF suddivisa in quote annuali per un totale pari al 55% poi aumentato al 65% delle spese sostenute. Questo strumento è stato di anno in anno sempre prorogato senza particolari modifiche fino al 2017. I documenti di riferimento principali del provvedimento ancora vigenti sono: - Legge Finanziaria 2007 (Legge 27 Dicembre 2006, n.296) che introduce la detrazione del

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55% per gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente DM del 19 febbraio 2007 di attuazione della Legge di cui sopra e che descrive nel dettaglio le tipologie di interventi Legge Finanziaria 2008 (Legge 24 Dicembre 2007, n.244) che ha esteso la possibilità d’accesso alle detrazioni fino al 2010. Anche in questo caso le regole dell’assetto amministrativo sono state definite con due decreti ministeriali: DM 11 Marzo 2008 (G.U. 18 Marzo 2008, n.66): limiti su fabbisogno energetico tutt’ora in vigore e trasmittanze 2008/2010 DM 7 Aprile 2008 (G.U. 24 Aprile 2008, n.97): assetto amministrativo 2008/2010 DM 26/1/10: introduce i nuovi limiti sulle trasmittanze tuttora in vigore Legge 220/2010 pubblicata il 21/12/2010 ha prorogato fino al 31/12/2011 la possibilità di accedere alle detrazioni introducendo l’obbligo di suddivisione della stessa in 10 quote annuali di pari importo. Legge 90 del 3 agosto 2013 che converte il DL 63 del 4 giugno 2013 interviene sull’assetto legislativo delle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica introducendo l’innalzamento delle detrazioni al 65%.

Condizioni generali di applicazione La detrazione dell’imposta lorda riguarda solo gli interventi su edifici esistenti di qualunque destinazione d’uso. La prova dell’esistenza è fornita da una delle seguenti 3 condizioni: iscrizione al catasto, richiesta

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di accatastamento o pagamento dell’ICI-IMU. Gli edifici inoltre, secondo l’Art.2 della Circolare 31/05/07: - devono essere già dotati di impianto di riscaldamento; - devono essere dotati, dopo l’intervento, di un impianto termico centralizzato, se l’intervento prevede il frazionamento dell’unità immobiliare; - devono essere riqualificati rispettando una fedele ricostruzione dell’esistente, se l’intervento prevede una ristrutturazione con demolizione e ricostruzione.

commi 344, 345, 346 e 347 della Legge 296/2006 che per prima introduce le detrazioni per la riqualificazione energetica. Sulla base di queste suddivisioni sono poi intervenuti i dispositivi di legge successivi che hanno introdotto modifiche e aggiunte. RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Detrazione max 100.000 € - verifica sul fabbisogno energetico dell’edificio EPi ≤ EPlim DM 11/03/08 INTERVENTI SULL’INVOLUCRO Detrazione max 60.000 € - verifica sulla trasmittanza dei singoli componenti ( pareti, coperture, solai, finestre)

Il soggetto che richiede la detrazione dell’imposta sul reddito può essere: - le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, tra cui: • i titolari di un diritto reale sull’immobile • i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali • gli inquilini • coloro che hanno l’immobile in comodato. - i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali) - le associazioni tra professionisti - gli enti privati che non svolgono attività commerciale. La condizione necessaria per poter usufruire della detrazione è che il soggetto partecipi alle spese dell’intervento. Rientrano quindi anche i familiari conviventi. La possibilità di usufruire dell’incentivo (essendo una detrazione dell’imposta sul reddito) dipende dalla capacita fiscale del soggetto al momento della domanda. Indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, per l’applicazione dell’aliquota corretta (55, 65, 70, 75%) occorre far riferimento: - alla data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali - alla data di ultimazione della prestazione, indi pendentemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (criterio di competenza).

Udopo intervento < Ulim NOTA: nel caso di sostituzione di infissi l’asseverazione può essere sostituita da una certificaz. del produttore che attesti rispetto dei requisiti min. corredata da certificaz. conformità dei componenti SCHERMATURE SOLARI ESTERNE Detrazione max 60.000 € - è agevolabile l’installazione di sistemi di schermatura di cui all’Allegato M ( * ) al DLgs 311 del 29/12/2006; - le schermature solari devono possedere una marcatura CE, se prevista; - le schermature solari devono rispettare le leggi e normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica. (*) NOTA da DOCUMENTO ENEA 20 MARZO 2017 in merito alle tipologie di schermature solari i cui costi potrebbero essere computati per la detrazione fiscale del 65%: - devono essere a protezione di una superficie vetrata; - devono essere applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente; - possono essere applicate, rispetto alla superficie vetrata, all’interno, all’esterno o integrate; - possono essere in combinazioni con vetrate o autonome (aggettanti); - devono essere mobili;

Interventi ammessi Le tipologie di interevento ammesse sono suddivise in 4 macro categorie così come previste dai

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- devono essere schermature “tecniche”; - per le chiusure oscuranti (persiane, veneziane, tapparelle, ecc.), vengono considerati validi tutti gli orientamenti ; - per le schermature non in combinazione con vetrate, vengono escluse quelle con orientamento NORD.

gato H e riferiti agli anni 2008-2009; per i lavori realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2009, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato I e riferiti all’anno 2009 - per i lavori realizzati a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2010, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato I e riferiti all’anno 2010 - che il sistema di distribuzione è messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate

INSTALLAZIONE PANNELLI SOLARI PER ACS Detrazione max 60.000 € - garanzia di 5 anni pannelli solari e bollitori e di 2 anni per i componenti elettrici - presenza del certificato di conformità (UNI 12975/12976) certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera - istallazione dell’impianto avvenuta in conformità ai manuali SOSTITUZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE Detrazione max 30.000 € Per caldaie a condensazione ad aria o acqua : - rendimento termico utile del generatore di calore a condensazione con carico pari al 100%Pn, ηu ≥ (93+2logPn)% e per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW - valvole termostatiche a bassa inerzia (o reg. mod.) se Tfluido>45°C Inoltre per impianti aventi potenza nominale del focolare maggiori o uguali a 100 kW: - presenza di un bruciatore di tipo modulante - regolazione climatica che agisce direttamente sul bruciatore - istallazione pompa di tipo elettronico a giri variabili

Nei primi due casi, qualora siano state installate pompe di calore elettriche dotate di variatore di velocità (inverter), i pertinenti valori di cui all’allegato I sono ridotti del 5%. Per gli impianti di potenza nominale del focolare, o di potenza elettrica nominale, non superiore a 100 kW, l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori delle caldaie a condensazione e delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica ovvero dei produttori delle pompe di calore ad alta efficienza e degli impianti geotermici a bassa entalpia che attesti il rispetto dei medesimi requisiti. DISPOSITIVI PER IL CONTROLLO DA REMOTO DEGLI IMPIANTI Dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative. Questi dispositivi devono consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto e indicare, attraverso canali multimediali, i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati, oltre che mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti.

Per pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia: garantito: - verificare i limiti di COP e EER del DM 07/04/08 e (e DM 06/08/09) l’asseverazione deve specificare che: - per i lavori realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’alle-

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Requisiti minimi Di seguito si riportano i valori limite per accedere alle detrazioni.

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Interventi condominiali Nel caso l’intervento riguarda parti comuni dei un condominio la detrazione viene incrementata al: - 70% nel caso di interventi che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 % della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. - 75% di interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015

Criteri di ammissibilità Soggetti ammessi: a) le amministrazioni pubbliche relativamente a tutte le tipologie di intervento (vd schema) b) i soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario, relativamente alla realizzazione di uno o più interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza (vedi schema interventi); Ai fini dell’accesso agli incentivi, oltre che direttamente,i soggetti di cui sopra possono avvalersi dell’intervento di una ESCO, nel caso delle amministrazioni pubbliche mediante la stipula di un contratto di prestazione energetica che rispetti i requisiti minimi previsti dall’Allegato 8 al decreto legislativo n. 102/2014, mentre nel caso dei soggetti al comma b) mediante la stipula di un contratto di servizio energia di cui all’allegato II del decreto legislativo n. 115/2008 e s.m.i. o di un contratto di prestazione energetica di cui al decreto legislativo n. 102/2014.

Queste maggiori detrazioni valgono per le spese effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 e vanno calcolate su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Possono essere usufruite anche dagli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, adibiti a edilizia residenziale pubblica.

Edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unita’ immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione

IL CONTO TERMICO 2.0 Il nuovo Conto Termico, in vigore dal 31 maggio 2016, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Responsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici.

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Interventi e requisiti Nel caso degli interventi di accesso solo alle pubbliche amministrazioni le rate in cui viene disposto l’incentivo sono costanti in 5 anni. Nel caso invece di quegli interventi di piccole dimensioni legati agli impianti le rate sono diversificate tra 2 e 5 anni.

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Per ogni tipologia di intervento è prevista una percentuale incentivabile variabile dal 40% al 65% nonché un tetto massimo di incentivo globale e di spesa per singolo intervento.

- Verificare che Udopo intervento < Ulim in alternativa alla verifica di trasmittanza EPi dopo intervento < 50% EPi iniziale (solo per edifici con fine lavori e richiesta di iscrizione al Catasto antecedenti il 29 ottobre 1993 di accatastamento

l nuovo CT prevede incentivi : - fino al 65% della spesa sostenuta per gli “Edifici a energia quasi zero” (nZEB); - fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione; - fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.); - anche fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici; - il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali.

Interventi sull’involucro trasparente - Verifica che Udopo intervento < Ulim - Installazione contemporanea di sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche se non preesistenti Nei casi in cui l’intervento è realizzato su interi edifici con impianti di Pn ≥ 100 kW - è obbligatoria la diagnosi energetica precedente l’intervento e la certificazione energetica successiva Interventi di ombreggiamento e schermatura - L’intervento deve essere abbinato ad un intervento sull’involucro opaco o trasparente (oppure se l’involucro esistente già rispetta i limiti di trasmittanza) - Le schermature solari e/ombreggiamento devono essere di classe 3 o superiore (UNI EN 14501:2006) - I meccanismi automatici solo se basati sulla rilevazione della radiazione solare incidente Nei casi in cui l’intervento è realizzato su interi edifici con impianti di Pn ≥ 100 kW - è obbligatoria la diagnosi energetica precedente

Interventi sull’involucro opaco - Diagnosi energetica preventiva e certificazione energetica successiva

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l’intervento e la certificazione energetica successiva Trasformazione in edifici NZEB

Dove: Itot = incentivo totale cumulato per gli anni di godimento connesso all’intervento in oggetto % spesa= la percentuale incentivata C = costo specifico effettivamente sostenuto per la tecnologia utilizzata nell’intervento in relazione al costo massimo ammissibile Sint= superficie in m2 oggetto dell’intervento Imax= incentivo massimo ammissibile

- Per interventi di ristrutturazione importante o riqualificazione - Determinazione dell’edificio NZEB in base ai requisiti previsti per legge Sostituzione impianti con generatore e condensazione - Rendimento termico utile ηu ≥ 93+2 log Pn Con valori di Pn maggiori di 400 kWt si applica il limite massimo a Pn= 400 kWt - Installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia (o reg. mod. agente sulla portata) se Tfluido>45°C

Come si calcola l’incentivo (impianto) Il calcolo dell’incentivo per l’intervento di sostituzione edll’impianto è il seguente:

Dove: Itot = incentivo totale cumulato per gli anni di godimento % spesa= la percentuale incentivata) C = costo specifico effettivamente sostenuto per la tecnologia utilizzata nell’intervento Pnint= somma delle potenze termiche nominali del focolare dei generatori di calore installati in kWt Imax= incentivo massimo ammissibile

Inoltre solo per impianti con potenza nominale al focolare ≥ 100 kW: - presenza di un bruciatore di tipo modulante - regolazione climatica che agisce direttamente sul bruciatore - istallazione pompa di tipo elettronico a giri variabili Nei casi in cui l’intervento è realizzato su interi edifici con impianti di Pn ≥ 100 kW - è obbligatoria la diagnosi energetica precedente l’intervento e la certificazione energetica successiva

GLI SCOMPUTI VOLUMETRICI Gli scomputi e i bonus volumetrici sono spesso una decisione regionale o comunale. La politica energetica ha portato a legare questa opportunità ad interventi di efficientamento e quindi di risparmio energetico in edilizia. Tali provvedimenti si distinguono tra proposte nazionali e proposte regionali.

Come si calcola l’incentivo (involucro) Il calcolo dell’incentivo per gli interventi sull’involucro e di ombreggiamento e schermatura è il seguente:

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Nella confusione generale dei decreti legislativi in materia, per quanto riguarda gli scomputi volumetrici per interventi di risparmio energetico i decreti nazionali di riferimento sono il DLgs 115/2008 (art. 11 comma 1 e 2 ) e DLgs 102/2014 (art. 14 comma 6 e 7).

di chiusura superiori ed inferiori necessari ad ottenere una riduzione minima del 10 % dei limiti di trasmittanza previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni (DL63, Legge 90 successivo DM 26 giugno 2015), certificata con le modalità di cui al medesimo decreto legislativo, é permesso derogare, nell’ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà e alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nella misura massima di 25 centimetri per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne, nonché alle altezze massime degli edifici, nella misura massima di 30 centimetri, per il maggior spessore degli elementi di copertura.

Tuttavia dal 19 luglio 2014, entrata in vigore del DLgs 102/2014, è abrogato l’art. 11 comma 1 e 2 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115. Nuove Costruzioni Nel caso di edifici di nuova costruzione, con una riduzione minima del 20 % dell’indice di prestazione energetica previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni ( DL63, Legge 90 e successivo DM 26 giugno 2015), certificata con le modalità di cui al medesimo decreto legislativo, lo spessore delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, dei solai intermedi e di chiusura superiori ed inferiori, eccedente ai 30 centimetri, fino ad un massimo di ulteriori 30 centimetri per tutte le strutture che racchiudono il volume riscaldato, e fino ad un massimo di 15 centimetri per quelli orizzontali intermedi, non sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi, delle altezze, delle superfici e nei rapporti di copertura.

La deroga puo’ essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti. Le deroghe vanno esercitate nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile. * Ing. Valeria Erba, presidente ANIT

Nel rispetto dei predetti limiti é permesso derogare, nell’ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà, alle distanze minime di protezione del nastro stradale e ferroviario, nonché alle altezze massime degli edifici. Le deroghe vanno esercitate nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile. Edifici esistenti Nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi

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LA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE 2017 di * Daniela Petrone

3. Sicurezza migliorare la sicurezza di approvvigionamento, l’adeguatezza e la qualità delle reti gas ed elettrica per: • l’ integrazione di quantità crescenti di FER e nuovi scenari europei • la Gestione dei flussi e punte di domanda gas variabili • la diversificazione delle fonti e rotte di approvvigionamento gas per motivi geopolitici

Premessa Si è da poco conclusa la consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN), un documento di pianificazione e indirizzo in materia energetica, elaborato da due Ministeri, Sviluppo Economico e Ambiente, con lo scopo di indicare obiettivi e priorità, a breve e lungo termine, atti a garantire sia maggiore sicurezza negli approvvigionamenti sia il raggiungimento degli obiettivi ambientali definiti per l’Italia a livello europeo.

La crescita economica sostenibile sarà conseguenza dei tre precedenti obiettivi e sarà perseguita focalizzandosi sulle seguenti sei priorità di azione: 1. Lo sviluppo delle rinnovabili 2. L’efficienza energetica 3. Sicurezza Energetica 4. Competitività dei Mercati Energetici 5. L’accelerazione nella decarbonizzazione del sistema: il phase out dal carbone 6. Tecnologia, Ricerca e Innovazione

La SEN 2017 in linea con la SEN 2013 si è posta tre principali obiettivi e sei priorità di azione mirati al 2030. Gli Obiettivi SEN 2017, coerenti con il piano dell’Unione dell’Energia sono : 1. Competitività ridurre il gap di prezzo dell’energia allineandosi a prezzi UE, in un contesto di prezzi internazionali crescenti attraverso : • Una progressiva convergenza del mix generativo a livello UE e riduzione costo delle rinnovabili • Interventi a tutela dei settori industriali energivori • Riduzione spesa energetica per effetto dell’efficienza e dell’evoluzione tecnologica

Priorità di azione: Efficienza energetica Se si guarda all’analisi proposta dalla SEN 2017 sul tema efficienza energetica, il punto di partenza al 2015 dell’Italia presenta performance elevate in termini di efficienza energetica rispetto agli altri Paesi europei. L’intensità energetica in Italia è pari a circa 100 tep (tonnellata equivalente di petrolio) per milione di euro di PIL nel 2015, in leggero incremento rispetto al 2014 (+2,5%), ma comunque ben al di sotto della media UE 28 di 120 tep per milione di euro di PIL. E’ anche vero però che se si guarda alla evoluzione della intensità energetica dal 2000

2. Ambiente raggiungere obiettivi ambientali Clima-Energia, in linea con gli obiettivi COP21 attraverso un Piano clima-energia Italia che tenga anche conto di investimenti crescenti in efficienza energetica e di un ulteriore impulso alle Fonti energetiche rinnovabili

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al 2015, confrontando l’Italia con il dato medio di UE, di Germania e Francia, ci si rende conto che proprio l’Italia ha avuto il minor decremento negli anni di tale intensità energetica. Nel 2000 il punto di partenza dell’Italia pari a 111 tep per unità di PIL era comunque al di sotto della media europea, ma secondo la Direttiva Europea oggi in discussione occorrerà ridurre ulteriormente i consumi al ritmo dell’ 1-1,5% all’anno. Serve dunque impegno e strategia a lungo termine che focalizzi l’attenzione e l’impegno su quei settori maggiormente energivori. Dalla SEN si apprende che il consumo di energia primaria è pari a circa 150 Mtep, mentre il consumo di energia finale è circa 116 Mtep (dati 2015). Come riportato nella figura di seguito il ca-

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lore rappresenta la quota più importante, pari a circa 45% del totale; per quanto riguarda gli usi settoriali, il trasporto è il settore a più alto consumo (pari a circa 34% del totale), seguito da residenziale e industria. Gli sforzi, concreti e operativi, dovranno focalizzarsi sui settori residenziale e trasporti. La riqualificazione del parco immobiliare rappresenta una importante occasione di miglioramento del territorio e di rilancio per il settore dell’edilizia e ad oggi come riconosciuto nelle parole della stessa SEN, il settore residenziale è stato fino ad oggi presidiato da strumenti poco efficaci ed efficienti, mentre il settore trasporti poco presidiato. Proprio con particolare riferimento a questi due settori, la Strategia Energetica nazionale, si pone l’obiet-

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tivo di 9 Mtep/anno al 2030, pari a circa 0,9 Mtep di risparmio annuale da nuovi interventi nel periodo 2021-2030. Per raggiungere questo obiettivo, la SEN individua una serie di possibili iniziative di specifico potenziamento dell’efficienza energetica nel settore residenziale: 1. Revisionare il meccanismo delle detrazioni fiscali 2. Introdurre il Fondo di garanzia per eco-prestito 3. Introdurre il regime obbligatorio di risparmio anche in capo ai venditori di energia 4. Introdurre misure specifiche per la riqualificazione edilizia ed efficienza energetica anche nel Social Housing, per prevenire la povertà energetica (fenomeno che interessa 4.8 milioni di persone) La revisione del meccanismo delle detrazioni fiscali (ecobonus) definita al punto 1, prevede di: • riorganizzare lo strumento in coerenza con i meccanismi di incentivazione per l’antisismica e la ristrutturazione edilizia • introdurre massimali unitari di spesa per tipologia di intervento con una limitazione dei costi di sistema per intervento • modulare la percentuale in detrazione in relazione al risparmio atteso dall’intervento prevedentdo la possibilità di premiare gli interventi più efficienti e orientare il meccanismo verso interventi radicali sull’edificio (deep renovation) con miglior rapporto costo-efficacia • stabilizzare il meccanismo delle detrazioni fiscali • estendere la portabilità del titolo al fine di agevolare il coinvolgimento degli operatori e anche di istituti finanziari almeno per interventi radicali sull’edificio

tori energivori i principali strumenti messi in atto per l’efficienza energetica da cui se ne evince l’efficacia. L’introduzione del Fondo di garanzia per eco-prestito, definito al punto 2, consetirebbe : • di coprire il rischio di insolvenza del proprietario dell’immobile • la portabilità dell’ecobonus verso istituti finanziari migliorerebbe ulteriormente l’efficacia L’ecoprestito con finanziamento a tasso agevolato è sicuramente una forma di apporto finanziario a basso costo positiva e tale da consentire anche ai non abbienti di riqualificare energeticamente la propria abitazione. Il fondo di garanzia potrà sostenere i piccoli consumatori nel realizzare interventi ad alto investimento iniziale, privilegiando le tipologie di intervento standardizzato con risparmi energetici certi sulla base di una lista preventivamente predisposta sulla base di parametri prestabiliti (e.g. classe energetica dell’edificio, zona climatica, tipologia di intervento). Conclusioni Sarebbe stato auspicabile che la nuova proposta di SEN 2017 a distanza di 4 anni dalla precedente considerasse scenari di più lungo periodo, fissando obiettivi concreti e non tendenze per alcuni decenni, fino al 2050. Una visione al 2050 avrebbe consentito di programmare meglio gli investimenti per le infrastrutture necessarie ed evitare investimenti non strategici. E’ importante inoltre, per garantire affidabilità e specificità al documento programmatico, tradurre la SEN in atti attuativi adottandola con leggi (come nel caso francese o tedesco) e non con atti amministrativi poi facilmente modificabili. * Arch. Daniela Petrone, vice presidente ANIT.

Di fatto, finora, lo strumento delle detrazioni fiscali è stato rilevante e trainante è evidente dallo schema che segue in cui sono messi a confronto per ognuno dei set-

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APPROFONDIMENTO NORMATIVO SUL PROGETTO DELLE PARTI VETRATE ESTRATTO DELLA SECONDA EDIZIONE DEL VOLUME 5 ANIT “PRESTAZIONI ESTIVE DEGLI EDIFICI” a cura di ANIT

Il tema delle vetrate e del loro comportamento è centrale per una corretta progettazione del comportamento dell’involucro degli edifici durante il periodo di raffrescamento ai fini del comfort e del risparmio energetico. L’articolo si pone come obiettivo di fissare alcuni punti fermi dei parametri necessari alla comprensione del comportamento delle vetrate e delle schermature mobili in utilizzo. Le vetrate: trasmissione e fattore solare g Il comportamento delle strutture vetrate rispetto alla radiazione solare è da analizzare in accordo con la teoria dell’irraggiamento. Quando un corpo viene colpito da una radiazione G, questa può essere trasmessa, assorbita oppure riflessa come mostrato in figura 1. La somma di queste tre parti deve essere pari alla radiazione originaria G, ovvero:

Figura 1: La radiazione incidente su un corpo si suddivide in tre quantità in base alle caratteristiche di riflessione, assorbimento e trasmissione del materiale. La somma di queste tre parti è pari alla radiazione incidente. solare con lunghezza d’onda tra 300 e 2500 nm. Quando parliamo di energia solare il pedice usato per caratterizzare i parametri di trasmissione, riflessione e assorbimento solare è “e” che ricorda lo scopo energetico di tali parametri. È quindi possibile studiare il comportamento dei singoli vetri o delle stratigrafie vetrate più articolate valutando, rispetto all’energia solare incidente, gli indici di: - trasmittanza solare diretta τe; - riflettanza solare diretta ρe; - assorbanza solare diretta αe.

dove: τ è la trasmittanza, ovvero il rapporto tra potenza radiante trasmessa e potenza radiante incidente; α è l’assorbanza, ovvero il rapporto tra potenza radiante assorbita e potenza radiante incidente. L’assorbanza può variare con la lunghezza d’onda, la temperatura e l’angolo; ρ è la riflettenza, ovvero il rapporto tra potenza radiante riflessa e potenza radiante incidente. La teoria della radiazione può essere applicata ad ogni tipologia di radiazione elettromagnetica nelle diverse lunghezze d’onda. Nel nostro caso, per l’analisi delle prestazioni estive dei componenti vetrati di un edificio, la radiazione che ci interessa è quella

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Invece quando l’analisi della parte vetrata è concentrata sul solo comportamento nei confronti delle lunghezze d’onda del “visibile” ovvero da 300 e 780

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il contributo qi nei casi di vetro singolo, vetrata doppia e triplo vetro con doppia intercapedine d’aria. Infatti il valore di quantità di radiazione assorbita dipende dalle caratteristiche misurabili di trasmissione e riflessione. Una volta stabilita la quantità di energia assorbita, si valuta in modo analitico quanta di questa energia riesce ad arrivare all’ambiente interno, sulla base di condizioni al contorno standard.

nm, il pedice è “v”(visibile) e il parametro di maggiore interesse è τv, ovvero quanto effettivamente è “trasparente” la vetrata oggetto di studio rispetto alla luce disponibile all’esterno. Esiste poi un terzo parametro denominato fattore solare g (o anche trasmittanza solare) utile a caratterizzare il comportamento energetico di una struttura vetrata di un edificio. Il fattore solare g infatti è un parametro che rappresenta la quantità di energia che attraversa direttamente la parte vetrata sommata alla quantità che entra nell’ambiente interno attraverso uno scambio di convezione e irraggiamento dopo che è stata assorbita dalla struttura vetrata.

Il progettista ha quindi la possibilità di valutare l’efficacia di una soluzione vetrata ai fini del risparmio energetico estivo, concentrandosi su due parametri principali: la trasmittanza (o fattore) solare totale g e il valore di trasmissione luminosa τv. Si propone la Tabella 1 con alcune tipologie vetrate (dati di letteratura).

dove: τe è la trasmittanza solare diretta qi è il coefficiente di trasferimento di calore secondario che dipende dagli scambi termici radiativi e convettivi verso l’ambiente interno

Il tema di fondo è che la progettazione della parte vetrata presuppone la consapevolezza sugli aspetti energetici invernali (trasmittanza termica Ug), estivi (trasmittanza termica Ug e fattore solare g) e di comfort illuminotecnico (trasmissione luminosa τv). I produttori di vetrate possono fornire informazioni rispetto a caratteristiche solari e luminose (o anche a specifiche bande, ad esempio l’ultra violetto) in accordo con la UNI EN 410. In generale il produttore di vetri suggerisce stratigrafie già composte da vetrate ben caratterizzate e restituisce risultati complessivi sulla stratigrafia. Il progettista può costruire stratigrafie (doppie o triple) combinando le caratteristiche della singola vetrata in accordo con UNI EN 410. I software di calcolo, come ad esempio il software APOLLO distribuito da ANIT, permettono in genere la composizione e l’analisi di stratigrafie vetrate a partire dalla norme UNI EN 10077-1 e UNI EN 410. Una volta descritta la parte vetrata si può procedere con i calcoli di fabbisogno energetico degli ambienti. La valutazione di g realizzata in accordo con la UNI EN 410 porta a stimare un valore che nelle normativa relativa al fabbisogno energetico degli edifici (UNI/TS 11300-1) è denominato ggl,n.

Figura 2: Schema di divisione del flusso solare incidente su una superficie vetrata. Il fattore solare g è dato dalla somma di τe di qi. [Figura 2, UNI EN 410]. La valutazione del fattore solare “g” si realizza in accordo con la UNI EN 410 sulla base di una caratterizzazione per lunghezza d’onda dei parametri di riflessione e trasmissione delle parti vetrate. La norma descrive in modo dettagliato come valutare

Tabella 1: Dati di letteratura sulle caratteristiche termiche di vetrate di diversa composizione

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Figura 3: Software APOLLO: esempio di calcolo del fattore di trasmissione solare totale g e della trasmittanza termica Ug sulla base della stratigrafia costituita da due lastre di vetro e un’intercapedine d’aria. Fw è il fattore di esposizione variabile per mese ed esposizione

Il fattore solare ggl e la norma UNI/TS 11300-1 La norma UNI/TS 11300-1 introduce il parametro ggl, dove il pedice “gl” sta per “globale”. Questo parametro si calcola a partire da valori misurati in laboratorio o tabellari della norma per una radiazione perpendicolare (normale) alla superficie moltiplicati per un fattore correttivo. In altri termini, il fattore solare ggl tiene conto del fatto che i dati valutati in accordo con UNI EN 410 sono riferiti a una condizione particolare, ovvero a un’incidenza della radiazione solare perpendicolare alla superficie trasparente, da modificare in base all’esposizione e al mese di riferimento come segue:

Riportiamo un estratto della tabella che descrive il fattore di esposizione al variare dei mesi, dell’esposizione e anche della tipologia di vetrata (singola, doppia o tripla) e i valori di ggl,n presi dalla norma UNI/TS 11300-1. Vetrate e schermature mobili: il fattore g gl+sh L’ingresso di energia solare di un edificio può essere limitato dalla presenza di schermature mobili abbinate ai sistemi vetrati. In questo caso il parametri di riferimento è ggl+sh, dove “sh” sta per “shading”, ovvero schermatura. Se il tipo di schermatura progettata è manovrabile da parte dell’utenza può essere considerata come schermatura mobile. La caratterizzazione della schermatura mobile presuppone periodi di utilizzo e non utilizzo.

dove: ggl,n è il fattore solare g come da UNI EN 410 ggl è il fattore di energia solare totale come da UNI/ TS 11300-1

Tabella 2: Estratto della tabella con fattori di esposizione Fw [Fonte: UNI/TS 11300–1, paragrafo 14.3.1, prospetto 20].

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L’immagine seguente evidenzia due possibili configurazioni: - un sistema vetrato con ggl = 0.6: a fronte di un valore di radiazione termica unitaria pari a 100 passa il 60% di energia incidente; - un sistema vetrato con ggl = 0.6 abbinato a una schermatura che porta ad un valore di ggl+sh = 0.2: la quantità di energia solare entrante è ora pari al 20% dell’energia incidente totale. L’efficacia di una schermatura mobile deriva dalle sue caratteristiche ma anche da quelle della parte vetrata.

l’effetto per mezzo delle norma UNI EN 13363-1 e 2 oppure di una tabella semplificata proposta dalla UNI/TS 11300-1. In letteratura è anche presente il parametro fattore di schermatura che mette in relazione ggl+sh/ggl,n = Fc solitamente impiegato dai produttori di schermature. La tabella semplificata della UNI/TS 11300-1 Con la norma è possibile valutare in relazione al tipo di schermatura e al fattore solare della parte vetrata ggl l’effetto della schermatura su quella vetrata ggl+sh. La valutazione si realizza per mezzo del coefficiente “fattore di riduzione” che è dato dal rapporto tra l’energia solare media entrante all’interno dell’edificio in presenza di tendaggi e quella che potrebbe entrare in assenza di essi. La tabella sintetizza i valori. Il progettista, impiegando questo procedimento semplificato, deve ipotizzare il tipo di tendaggio, le proprietà ottiche di trasmissione e la posizione rispetto alla parte vetrata (interna – esterna). Sulla base di queste scelte si determina il fattore di riduzione da applicare al valore di ggl della propria vetrata ottenendo il ggl+sh.

Figura 4: Vetrocamera in configurazione senza schermatura mobile (sinistra) e con schermatura mobile in utilizzo (destra).

Esempio di valutazione Valutato il fattore solare g di una stratigrafia vetrata 4/16/4 con aria nell’intercapedine si procede ipotizzando una schermatura interna costituita da tende bianche con un’elevata trasmissione solare:

La norma UNI/TS 11300-1 indica che l’effetto delle schermature mobili può essere valutato con dati di progetto attendibili o con informazioni precise. In assenza di queste informazioni è possibile valutare

Tabella 3: Valori del coefficiente di riduzione dovuto al tendaggio installato all’interno o all’esterno della finestra [Fonte: UNI/TS 11300–1, appendice B, prospetto B.6].

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- il valore di g gl,n valutato in accordo con UNI EN 410 è ggl,n = 0.75; - la radiazione considerata è perpendicolare e quindi ggl = 0.75; - il fattore di riduzione è pari a ggl+sh / ggl = 0.95; - l’effetto della schermatura mobile è ggl+sh = 0.71.

quazione che descrive il coefficiente di trasmissione globale g t. È possibile stimare i valori indicati nelle tabelle anche per dispositivi orientati a 45° variando i valori in accordo con un’equazione presente nella norma. I risultati sono generalmente prudenziali ai fini dei calcoli del fabbisogno di raffrescamento e quindi sottostimano l’efficacia della schermatura. Il progettista può quindi analizzare il comportamento delle vetrate e delle schermature ad esse associate. Per valutare invece in autonomia il comportamento delle schermature può usare la classificazione della norma UNI EN 14501:2006 delle tende e delle chiusure oscuranti anche richiamata in ambito di detrazioni fiscali.

Il calcolo secondo UNI EN 13363-1 È possibile valutare il contributo delle schermature mobili grazie alla norma UNI EN 13363-1 dedicata al calcolo semplificato della trasmittanza totale di energia solare di “un dispositivo di protezione solare abbinato a una vetrata”. Nella norma il parametro risultante dai calcoli è denominato gt ed equivale al ggl+sh della UNI/TS 11300-1. Sono previsti tre possibili modi di schermare la parte vetrata: - schermatura esterna; - schermatura interna; - schermatura all’interno della vetrocamera.

Prestazione delle schermature solari Nell’ambito della normativa dedicata ai prodotti da costruzione, le tende esterne e tendoni hanno la norma di prodotto UNI EN 13561:2015 che tra i requisiti riporta quello di “trasmittanza totale di energia solare g tot” da valutarsi in accordo con la UNI EN 13363-1 o 2 e secondo le indicazioni della norma UNI EN 14501:2006 dedicata al “Benessere termico e visivo” delle tende e chiusure oscuranti. Nella UNI EN 14501 viene data una classificazione della prestazione (in termini energetici) della tenda basata sul comportamento della stessa unitamente alla capacità della vetrata:

Altre modalità di schermature o situazioni composte da più di una di queste tipologie non sono comprese nella parte 1 della norma ma sono da valutarsi in modo più avanzato con la parte 2. Una volta individuata la tipologia è necessario descrivere le caratteristiche della parte vetrata e della schermatura nei confronti della radiazione solare e della trasmissione di calore. A ognuna delle tre tipologie corrisponde un’e-

Figura 5: Le tre tipologie di posizione di schermatura mobile previste nella UNI EN 13363-1.

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Figura 5: Le tre tipologie di posizione di schermatura mobile previste nella UNI EN 13363-1.

Tabella 5: Vetrate di riferimento [Fonte: UNI EN 14501, Allegato A].

edizione del volume 5 di ANIT dedicato al tema. Nella prima edizione del 2010, le richieste legislative erano tutto sommato contenute: trasmittanza termica periodica delle strutture opache, valori di fabbisogno energici di involucro EPe,invol e schermature efficaci. Sono passati più di sette anni e dall’avvento del DM requisiti minimi e dalla diffusione dei sistemi di condizionamento il tema estivo è diventato maggiormente sentito. Il volume è stato quindi rivisitato integrando e modificando le parti esistenti dedicate all’involucro opaco, approfondendo il tema delle vetrate, dei calcoli di comfort e di risparmio energetico. ANIT

Poiché il produttore di tende non conosce a priori la scelta del tipo di vetrata che verrà associata al suo prodotto, la norma prevede quattro tipologie standard di vetrata sulla base delle quali indicare il g tot con le seguenti caratteristiche; se il produttore non indicata la vetrata di riferimento si riferisce alla vetrata C: 4/16/4, con rivestimento basso emissivo in posizione 3 e spazio riempito di argon. Conclusioni Il tema delle vetrate e delle possibilità di schermatura è tema complesso e si inserisce nel vasto tema delle prestazioni estive degli edifici in termini di comfort e di risparmio energetico. Il presente articolo è un estratto dei contenuti della ri-

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SOFTWARE ANIT PER I SOCI ANIT sviluppa e distribuisce strumenti di supporto alla professione legati all’analisi energetica, igrotermica e acustica dell’edificio. I Soci ANIT hanno la possibilità di scaricare la SUITE ANIT, una raccolta di software per la professione comprendente: ECHO, PAN, IRIS e LETO. La SUITE ANIT è attiva durante l’anno di Associazione e si riattiva con il rinnovo. Sono compresi gli aggiornamenti dei singoli software elaborati durante l’anno.

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Chi è ANIT ANIT è l’Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e Acustico. Fondata nel 1984, essa fornisce i seguenti servizi:

- stabilisce un centro comune di relazione tra gli associati; - promuove e diffonde la normativa legislativa e tecnica; - assicura i collegamenti con le personalità e gli organismi italiani ed esteri interessati alle problematiche di energetica e acustica in edilizia; - effettua e promuove ricerche e studi di carattere tecnico, normativo, economico e di mercato; - fornisce informazioni, consulenze, servizi riguardanti l’isolamento termico ed acustico ed argomenti affini; - organizza gruppi di lavoro all’interno dei quali i soci hanno la possibilità di confrontare le proprie idee sui temi dell’isolamento termico e acustico; - diffonde la corretta informazione sull’isolamento termico e acustico; - realizza e sviluppa strumenti di lavoro per il mondo professionale quali software applicativi e manuali. I SOCI Sono soci ANIT individuali: professionisti, studi di progettazione e tecnici del settore. Ogni Socio può, a titolo gratuito, promuovere localmente la presenza e le attività dell’Associazione. Sono Soci Onorari: Enti pubblici e privati, Università, Ordini professionali, ecc. Sono Soci Azienda: produttori di materiali e sistemi del settore dell’isolamento termico e/o acustico. Tutti i soci ricevono comunicazione delle novità delle normative legislative e tecniche, delle attività dell’Associazione - in tema di risparmio energetico, acustica, e protezione dal fuoco - oltre che gli strumenti e i servizi forniti quali volumi, software, e sconti. LE PUBBLICAZIONI ANIT mette a disposizione volumi di approfondimento e di supporto alla professione, manuali divulgativi, sintesi di chiarimento della legislazione vigente per i requisiti acustici passivi degli edifici e per l’efficienza energetica degli edifici, scaricabili dal sito internet (per i soli Soci) e distribuite gratuitamente in occasione degli incontri e dei convegni ANIT. I CONVEGNI ANIT organizza convegni e incontri tecnici di aggiornamento GRATUITI per gli addetti del settore. Gli incontri vengono organizzati in tutta Italia presso gli Ordini professionali, le Provincie e i Comuni sensibili alle tematiche del risparmio energetico e dell’acustica in edilizia. Ad ogni incontro viene fornita documentazione tecnica e divulgativa fornita dalle Aziende associate ANIT.

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´ neo-EUBIOS Periodico trimestrale anno XVIII - n. 61 Settembre 2017 Direttore Responsabile Susanna Mammi Redazione TEP s.r.l. via Lanzone 31 20123 Milano tel 02/89415126

Grafica e impaginazione Claudio Grazioli Distribuzione in abbonamento postale Associato A.N.E.S. - Associazione Nazionale Editoriale Periodica Specializzata Stampa INGRAPH srl - via Bologna 104/106 - 20038 Seregno (MB)

Registrazione Tribunale di Milano n. 524 del 24/7/1999 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna sezione della rivista può essere riprodotta in qualsiasi forma senza l’autorizzazione dell’Editore.

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Editoriale / Le pompe di calore ad aria: calcolo delle prestazioni energetiche ai sensi delle norme UNI TS 11300 / Ponderazione dei coeffici...

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